L’Etruria rivendica di aver dato i natali a Pulcinella

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Gli etruschi sono dappertutto e ci sono alla grande. Ormai l’esercito di turisti a caccia degli enigmatici Tirreni si ingrossa come un fiume in piena. Ma i misteri intorno a questo popolo non finiscono mai. Non molti, infatti, sanno che l’origine della maschera di Pulcinella, considerata uno dei simboli di Napoli al pari del Vesuvio, affonda invece le sue profonde radici addirittura nella cultura etrusca. Una bella doccia fredda per molti partenopei, così attaccati alle loro tradizioni come la mozzarella sulla meravigliosa pizza margherita. Ma scavando un pò più a fondo e, soprattutto, a Tarquinia, in località Monterozzi, esiste una tomba detta appunto del “Pulcinella”. Un vero macigno gettato nello stagno delle conoscenze. Le pitture di questa tomba, che fu scoperta nel 1872 e che risale alla fine del VI secolo a.C., sono state, purtroppo, danneggiate da ignoti. Essa consiste in una camera con soffitto a doppio spiovente. Sul frontone della parete di fondo due leoni fronteggiano la mensola di sostegno del columen. Sulle pareti laterali, dalla cui sommità pendono corone floreali, si svolgono danze, musiche, gare atletiche e corse a cavallo in onore del defunto. Interessante la lira fornita di plettro dipinta al centro della parete di fondo ed il Phersu danzante sulla parete sinistra, che si è voluto accostare alla maschera di Pulcinella prima maniera, quello apparso sulle scene con la Commedia dell’Arte. Divertente, grottesco, sguaiato. Gobbo e dal ventre prominente, un voluminoso abito bianco (forse un sudario?) ed una maschera dal naso lungo e deforme, una voce stridula a tratti inquietante, a tratti semplicemente comica. La tradizione ufficiale vuole che “Pulcinella Cetrulo” sia nato ad Acerra (sarebbe stato addirittura un contadino particolarmente noto per le sue buffonerie, poi reclutato in una compagnia di attori cittadini). Altri attribuiscono l’invenzione della sua maschera all’attore Silvio Fiorillo di Capua, a cavallo tra il 500 ed il 600. Più generalmente si usa far risalire la sua figura alle farse atellane del IV secolo a.C. ed alla tradizione latina del Maccus. Tuttavia, dietro l’immagine comica ed alquanto rassicurante di una delle figure più popolari della Commedia dell’Arte, è possibile dipanare i fili di una mitologia ben più inquietante. Una serie di indizi e studi specifici la ricondurrebbero, infatti, proprio ad un terrificante e feroce demone etrusco: Phersu, membro della corte…

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Le critiche dell’estrema sinistra alla maggioranza sulle questioni ambientali

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Il grave comportamento assunto dalle forze politiche di maggioranza durante il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso, dedicato quasi totalmente alle questioni ambientali e, soprattutto, alla questione del depuratore Ngp, provocava anche le critiche della coalizione Un Punto a Sinistra, rappresentata nel Civico consesso dal Consigliere G.De Laurentiis, che si rivolgeva alla città attraverso un manifesto, fatto affiggere qualche giorno dopo dal titolo: “La città in balia del caos”. “Dal Consiglio comunale dello scorso 3 febbraio è emerso con evidenza il totale disorientamento dell’amministrazione comunale e della maggioranza che la sostiene. Dopo 7 mesi – recitava il manifesto – sembra non trasparire ancora una linea politico-programmatica chiara su questioni caratterizzanti come quella ambientale. Per l’ennesima volta abbiamo chiesto quali siano le azioni, che si intende promuovere, rispetto agli sforamenti dei limiti di presenza di polveri sottili PM10. Da dati Arpac sono ormai 191 i giorni, nei quali ci sono stati sforamenti a fronte dei 35 massimi annui previsti dalle normative. Ciò è avvenuto in meno di un anno di esercizio, per giunta provvisorio, dell’inceneritore! Ancora una volta abbiamo ricevuto risposte vaghe e sia l’opposizione di centro-destra che l’attuale maggioranza si sono solo preoccupati di come garantire ristori, compensazioni, tornaconto. Ma quanto può mai costare la salute dei cittadini? Quanto il futuro di Acerra? Come se non bastasse – proseguiva il pubblico avviso – la maggioranza è fuggita dalle proprie responsabilità anche nei confronti dell’autorizzazione data dalla Regione all’utilizzo per terzi del depuratore ex Montefibre, non proponendo azioni giudiziarie o amministrative e neanche indirizzi politici, ma preferendo far cadere il numero legale in Consiglio comunale. I continui tentativi della maggioranza di rinviare sempre le decisioni rischiano non solo di tenere bloccata la città, ma addirittura di lasciarla sprofondare nel baratro delle scelte imposte a danno dei cittadini….Per quanto riguarda il depuratore Ngp-Montefibre, va impugnata l’autorizzazione regionale, proponendo successivamente un tavolo interistituzionale, che miri sopratutto alla tutela dei posti di lavoro, senza ricatti da parte dell’azienda, nel rispetto pieno dell’accordo sottoscritto nel 2006”.

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Si attende il nome del successore del dimessosi Assessore Granata

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Sembra essere arrivata al capolinea la disputa interna, apertasi ormai da tempo in seno alla lista civica “Progetto Acerra”, che ha contribuito alle amministrative di giugno scorso all’affermazione elettorale dell’attuale Sindaco Tommaso Esposto e che portò a sedere in Consiglio comunale due Consiglieri: Affinito e Piatto. Adesso in seno al movimento civico si è venuta a creare una spaccatura insanabile, che vede due fazioni contrapposte contendersi davanti al Giudice di Pace la paternità del movimento stesso. Il risultato di tutto ciò sono state le dimissioni dell’Assessore al Personale, alle Pol.Finanziare ed alle Attività Produttive Raffaele Granata, protocollate lo scorso I febbraio e la fuoriuscita del gruppo politico che si è rivolto alla giustizia civile, con conseguente collocazione del consigliere Affinito nel gruppo misto. “Responsabilmente ho rimesso il mio mandato, visto che ero stato indicato da una componente, che di fatto è stata estromessa dalla gestione di Progetto Acerra – affermava l’ormai ex assessore – anche se, chi oggi rivendica la titolarità della lista civica, l’ha ottenuta in modo illegittimo, perché frutto di un’assemblea non regolare e di azioni contrastanti la maggioranza anche con atti formali”. La fuoriuscita del gruppo dissenziente, che annovera anche l’ex Assessore Altobelli e lo stesso Granata si ha, come si evince da un documento datato 14 gennaio 2010 ed inviato al primo cittadino ed ai Segretari politici delle forze della coalizione per “ragioni di divergenze politiche e di dissenso circa il comportamento di alcuni esponenti e per dare vita ad un nuovo movimento politico”. A seguito della remissione del mandato nelle mani del Sindaco, la corrente che fa capo a Piatto ha rivendicato l’accordo, che la coalizione di maggioranza sottoscrisse nel luglio del 2009 (di rispetto dei risultati delle urne) ed il 15 gennaio ha inoltrato, a firma del nuovo Segretario Nicola De Matteis, un altro documento di rinnovato appoggio alla maggioranza. Dieci giorni dopo i dissidenti rispondono con un mandato legale, che impugna la deliberazione assembleare. “Non giudico la loro scelta – commentava a caldo Piatto – e se qualcuno è allergico alla democrazia, non è un nostro problema”. Ovviamente le dimissioni dell’Assessore non potevano non avere una ripercussione sull’intera maggioranza, con conseguente fibrillazione tra i partiti. “Il momento è delicato a causa della crisi interna alla lista civica – dichiarava il Sindaco,…

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Edizione integrale del 10 Febbraio 2010

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Clicca qui per scaricare l’edizione dell’10 febbraio 2010

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Piano Casa: ecco le proposte per il rilancio dell’economia locale

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Note esplicative alle linee guida in via di redazione della legge n.19/09 (Piano Casa) ed istituzione di un ufficio ad hoc presso il Comune al servizio dei cittadini: ecco le proposte che il Presidente di Lista Trenta, Arch.Antonio Sassone, ha avanzato nel corso dell’incontro-dibattito “Piano casa: Prospettive per Acerra”, organizzato lo scorso 29 gennaio presso la sala Convegni del Castello Baronale. La legge n.19, approvata dalla Giunta Regionale campana in data 29.12.2009 e pubblicata sul BURC il 4 gennaio scorso, ha validità 18 mesi. Consente: aumenti di cubatura (20%) su edifici esistenti uni o bifamiliari, ma anche su fabbricati composti al massimo da due piani fuori terra; sostituzione edilizia (aumenti fino al 35%) del volume esistente per demolizione e ricostruzione, con tecniche e norme riguardanti il risparmio energetico e le costruzioni in zona sismica; riqualificazione delle aree degradate (per risolvere il disagio abitativo) con la Regione obbligata ad inserire le zone (eventualmente scelte dai Comuni per la sostituzione edilizia con aumento del 50% dei volumi) nel programma per l’edilizia economica e popolare; recupero dei sottotetti non abitabili (legge 19/2001 e 15/2000), interventi sugli edifici sanati (a patto che la concessione edilizia sia stata rilasciata nei termini delle leggi nazionali sul condono). Non consente: interventi sugli edifici abusivi, nei centri storici (zona A), nelle aree di inedificabilità assoluta (o a rischio vulcanico e idraulico), riserve naturali, parchi e nelle aree che, nei 60 giorni dopo la pubblicazione della legge, i Comuni dovessero escludere. “L’incontro è nato dalla volontà – sottolinea l’Arch. Sassone – di rendere partecipi i cittadini dello stato dell’arte della legge, che dovrebbe segnare un rilancio dell’economia locale ma, in particolare, creare un’occasione di confronto con le figure istituzionali che, a vario titolo, sono coinvolte nel processo di redazione delle fasi attuative, per essere protagonisti nei processi di trasformazione della città”. In una sala gremita di cittadini e di addetti ai lavori, il Capogruppo di Lista Trenta, il Consigliere comunale Antonio Laudando, ha ricordato che“in pochi anni l’impegno costante della lista civica, con la quale è stato eletto, ha garantito una serie di risultati invidiabili, (recepimento osservazioni Puc, una serie di idee e di proposte  per affrontare le problematiche della nostra città, ecc). Ebbene, tutto questo fa da contraltare alla condizione di stallo dell’amministrazione comunale, che non…

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Rilasciata l’Autorizzazione Ambientale Integrata alla “Ngp-Bio Natura srl”

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Sullo scorso numero pubblicammo la notizia del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30 dicembre 2009, attraverso il Decreto n.390, alla “Ngp-Bio Natura srl”, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si autorizza la società ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “resa pubblica” solo undici giorni dopo e solo perché ne era venuto a conoscenza (per caso) il Consigliere D.Tardi!!! Un argomento da noi già più volte trattato, tant’è che evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Di impegnare l’Amministrazione comunale, previo urgente confronto contestuale con le istituzioni e i soggetti imprenditoriali coinvolti, ad avviare tutte le azioni, anche legali (compresa l’impugnativa del verbale della conferenza dei servizi dell’AIA), necessarie a garantire il rispetto dell’art.4 dell’AdP e richiedendo anche l’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo di tipo “on line”, che fornisca dati attendibili (sia di tipo quantitativo che qualitativo) sui reflui trattati e da trattare. Di impegnare l’Amministrazione a vigilare, affinché le principali azioni di ripresa delle attività del sito industriale acerrano (Simpe, Ilmas, ecc.) si realizzino in parallelo con le iniziative già in corso (Centrale elettrica, impianto di depurazione, ecc.), al fine di assicurare la necessaria sincronia tra le azioni di impiego e reimpiego dei lavoratori. Sembrava, dunque, che quanto deliberato dal Civico consesso fosse sufficiente ad evitare una tipologia di impianto, così come concepito durante la Conferenza di Servizi, svoltasi lo scorso I ottobre presso la Regione Campania, istituita sulla base delle posizioni prevalenti e che autorizzò la messa in esercizio del nuovo impianto di smaltimento di rifiuti liquidi, anche per le imprese…

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Depuratore ex Montefibre: il Sindaco annuncia il ricorso al Tar

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La notizia del rilascio dell’autorizzazione alla NGP – Bio Natura provocava le reazioni di alcuni Consiglieri. “Il provvedimento della Giunta capeggiata da Bassolino è l’ennesimo atto di un lungo braccio di ferro fra il governo regionale e la comunità acerrana – affermava il capogruppo A.Laudando (Lista Trenta) – che nei mesi scorsi più volte aveva espresso la sua contrarietà nelle sedi istituzionali. Nonostante il parere contrario del Comune in Conferenza dei Servizi e nonostante un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale da un’ampia e trasversale maggioranza, la Regione Campania ha deliberato la localizzazione sul territorio acerrano, e proprio nei pressi dell’inceneritore, di un nuovo impianto di smaltimento. Ed anche questa volta la Regione non ha ascoltato le direttive della Pubblica Assise. Noi abbiamo chiesto la canalizzazione dei rifiuti e lo smaltimento di rifiuti non nocivi per la salute – proseguiva Laudando – ed invece la Regione ha deciso di cancellare la Delibera consiliare. Gli Acerrani non possono e non devono subire l’ennesima scelta imposta dall’alto, che porta solo danni e nessun beneficio. E’ arrivato il momento di dire basta. Siamo pronti a fare battaglie su tutti i tavoli istituzionali e ci mobiliteremo per una raccolta firme già dai prossimi giorni”. Il Consigliere D.Tardi (Mpa) dichiarava: “Noi in Consiglio comunale abbiamo presentato un ordine del giorno chiaro e preciso. La questione NGP rientrava nell’accordo di programma, che prevedeva lo sviluppo della zona ASI, con importanti occasioni occupazionali. Ad oggi ci portano l’inquinamento e prendono ancora in giro gli 8000 disoccupati sulla questione lavoro”. In merito al depuratore, il Consigliere G.Bigliardo ricordava che “dopo la firma dei documenti, c’è stato un solo incontro a Roma, al quale hanno partecipato il primo cittadino ed alcuni Consiglieri della maggioranza. Ad altri incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione il Sindaco non c’era. Pertanto – proseguiva Bigliardo – poiché il provvedimento della Regione è solo una presa d’atto dei risultati della Conferenza dei Servizi, chiediamo al Sindaco di esercitare tutti i suoi poteri per bloccarlo, così come promesso”. “Dal canto suo il Sindaco Esposito in data 24 gennaio annunciava che si sarebbe rivolto al Tar, per chiedere l’annullamento del provvedimento, “poiché il Comune aveva chiesto il rispetto dell’Accordo di Programma, che prevedeva un impianto al servizio della sola area…

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I primi atti di vandalismo ai danni di piazza Falcone e Borsellino

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Era lo scorso 23 dicembre, quando il Sindaco Tommaso Esposito, intervenuto all’inaugurazione di piazza  Falcone e Borsellino, costata 750 mila euro circa ed un anno di lavori, nel rivolgersi ai presenti, dichiarava: “Nel ringraziare coloro, che si sono adoperati per realizzare quest’opera pubblica, invito i cittadini a rispettare questo spazio di aggregazione anche telematico, che va gelosamente custodito, perché patrimonio di tutti”. Ma egualmente si temeva che tale appello non sarebbe stato sufficiente a preservare l’area, intitolata ai due Magistrati uccisi dalla mafia, da eventuali azioni vandaliche. Che puntualmente facevano la loro comparsa nei giorni scorsi, quando qualche incivile imbrattava in più punti i marmi della piazza di vernice spray di color rosso (poi per fortuna ripuliti da una ditta specializzata). Danneggiata anche la struttura costruita adiacente alla piazza e che dovrebbe essere utilizzata come postazione della Polizia Locale, posta a presidio della piazza. Naturalmente l’assenza di un sistema di videosorveglianza, annunciato ma fino ad ora non realizzato, atto a prevenire eventuali atti vandalici e reati contro il patrimonio da parte di balordi senza scrupoli, ha avuto il suo peso. Per adesso chi si intrattiene nella piazza, può accedere liberamente ad internet attraverso una connessione wireless gratuita. Amareggiato il primo cittadino per l’accaduto, in quanto sperava che i giovani l’avrebbero maggiormente custodita e valorizzata. Occorre adesso, ancor di più, ricorrere alle risorse tecnologiche ed umane, per evitare ulteriori azioni contro la piazza.

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Igiene Urbana: passato ai raggi X il cantiere della Ego Eco sito al Gaudello

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In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana vi riferimmo, sullo scorso numero, dell’espletamento in via cautelativa, in data 11 gennaio, della gara d’appalto con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, per l’affidamento del servizio di igiene urbana per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, in attesa della verifica dei requisiti di legge della seconda società classificatasi, ossia la “Ego Eco” di Cassino, alla gara per cinque anni e che aveva visto aggiudicataria ed affidataria del servizio, dal 14 ottobre scorso, la Enerambiente di Venezia. Gara per 4 mesi indetta dal Dirigente competente su indicazione della Giunta comunale, che aveva deliberato in tal senso. Il tutto si era reso necessario perché la società veneta non aveva fornito ed impiegato entro la data del 12 gennaio 2010 gli 84 mezzi nuovi di fabbrica, risultando inadempiente circa il rispetto del capitolato d’appalto e chiudendo il rapporto di lavoro con il nostro Comune (mai contrattualizzato, tra l’altro, dopo appena 73 giorni di servizio svolto. Una gara dall’importo complessivo di 2.006.229,00 di euro ed alla quale venivano invitate 6 società, tra cui Enerambiente ed Ego Eco, che erano anche le uniche a prendervi parte. Alla fine, a fronte del ribasso offerto dall’impresa veneziana dello 0,5%, la Commissione di gara proclamava provvisoriamente aggiudicataria dell’appalto la società romana, in virtù di un ribasso operato del 7,17%. Ma anche su questo discusso “appalto ponte” non mancavano le polemiche e le attenzioni degli organi competenti, pronti a monitorare tutti gli aspetti e l’intera documentazione relativa alla gara, visto che i Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna acquisivano tutti gli atti, che saranno attentamente esaminati. Intanto, ad essere sottoposto ai raggi X era il cantiere scelto dalla società laziale e sito in località Gaudello, ma già in uso nell’ultimo decennio ad alcune imprese, succedutesi ad Acerra nello svolgimento del servizio di nettezza urbana. Una settimana di fuoco (dal 20 gennaio scorso) la vivevano i rappresentanti della Ego Eco, invitati a produrre una serie di documenti e a presenziare ai controlli posti in essere da un’equipe, che operava un intervento congiunto e che era composta dagli…

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Il mistero dei verbali redatti circa il cantiere del Gaudello

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Le prescrizioni dell’Asl Na 3 Sud fornite alla Ego Eco attraverso il verbale n.2 del giorno 21 gennaio e citato nel precedente articolo, dunque, non erano poi così feroci. Lo divenivano all’improvviso il giorno successivo quando, oltre al personale dell’Asl, ispezionavano il sito anche Carabinieri e Vigili Urbani. Infatti, dal nuovo verbale n.3 dell’Asl, recante anche la firma del Comandante della Polizia Locale e del Maresciallo dei Militari dell’Arma, emergeva che “i locali prescelti quale sede per l’autorimessa di mezzi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, allo stato dell’arte, non risultano idonei per la tipologia della ditta, in quanto lo spazio è insufficiente ad accogliere il numero di automezzi utili, nonché per l’eventuale concorso a creare inconveniente igienico-sanitario penalmente perseguibile. Il sito in questione – proseguiva la nota – per essere idoneo, necessita di lavori strutturali che, allo stato dell’arte, non è possibile effettuare per la contemporanea permanenza dell’impresa in loco. Pertanto vogliate non accedere al sito con automezzi attualmente ivi allocati”. Una vera e propria sospensione dell’attività presso il cantiere del Gaudello. Ma resta un dubbio: perché 24 ore prima l’Asl non aveva interdetto l’accesso al cantiere degli automezzi, che potevano concorrere a determinare inconvenienti igienico-sanitari? E sembra, inoltre, che l’unico vero problema fosse costituito dalle acque reflue di lavorazione, che sarebbero defluite nella fognola a cielo aperto, che corre lungo la Statale 162. Scarichi che la Ego Eco isolava dalla rete fognaria e raccoglieva in apposite vasche a tenuta già in data 22.01.2010, come si evince anche dal verbale n.6, a firma del Dirigente medico dell’Asl e con il quale si autorizzava la ditta alla movimentazione di 15 automezzi per la raccolta dei rifiuti, mentre i restanti potevano essere allocati, a seguito del completamento dei lavori prescritti. Una bella differenza tra quanto stabilito dal verbale n.3 e quanto prescritto da quest’ultimo. Da parte nostra non possiamo che esultare per tanto zelo, impegno e continuità profusi nei controlli da parte degli organi competenti all’indirizzo dell’impresa, risultata aggiudicataria dell’appalto. Significa che avremo di che stare tranquilli in futuro. Strano, però, che non sia lo stesso impegno profuso, quando l’impresa precedente espletava il servizio cittadino di nettezza urbana, ossia quando, ad esempio, non veniva presidiata l’isola ecologica, tant’è vero che rubarono nella notte tra il 10 e l’11 dicembre…

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