Inceneritore: la visita dei Commissari europei all’impianto di termodistruzione

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La Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, giunta in città lo scorso 28 aprile, nell’ambito di un tour esplorativo in Campania, a seguito delle numerose istanze promosse dai comitati ambientalisti dei cittadini, veniva accolta da un lungo applauso. I commissari europei, in visita al termovalorizzatore, sito in località Pantano, incontravano i dirigenti della “Partenope spa”, che da qualche settimana gestisce l’impianto. Una visita che giungeva in un momento delicato. Infatti una delle tre linee di termodistruzione era ferma dal 14 aprile scorso per un guasto alla caldaia parzialmente rotta, che ha provocato una perdita di calore. Venti giorni di stop, in cui l’inceneritore ha lavorato a scartamento ridotto. Un incidente che seguiva di qualche giorno quello occorso al sistema di monitoraggio delle emissioni, che avevano segnalato uno sforamento anomalo di ossido di carbonio. Due ore dense di domande da parte della delegazione dei parlamentari, guidati dall’olandese Judith Merkies, che chiedevano ed ottenevano di essere accompagnati da alcuni rappresentanti dei comitati ambientalisti, a cui era stato vietato l’ingresso. Insieme alla nutrita pattuglia di parlamentari europei, venuti ad Acerra per valutare la corretta applicazione delle direttive comunitarie in tema di smaltimento dei rifiuti, c’era anche il Sindaco Esposito insieme a due amministratori locali. La qualità e la quantità delle emissioni in atmosfera ed i relativi controlli, i tempi di smaltimento delle ecoballe e la tipologia dei rifiuti usati come combustibile sono stati al centro delle domande,rivolte dai commissari all’amministratore delegato Antonio Bonomo, della Partenope Ambiente, la società subentrata da qualche settimana alla Fibe nella gestione dell’impianto. Sullo sfondo la spinosa questione della valutazione di impatto ambientale, che prevedeva la costruzione di un inceneritore da adibire alla sola termodistruzione di un combustibile da rifiuto a norma, mai realizzato dai 7 impianti Stir (ex Cdr) ed i continui sforamenti segnalati dalle centraline dell’Arpac dei limiti consentiti delle polveri sottili nell’atmosfera. «Vogliamo garanzie sulla sicurezza dell’impianto e sulla tutela della salute dei cittadini, ma anche le compensazioni ambientali e le bonifiche promesse» – affermava il primo cittadino. E nelle mani dei parlamentari finiva anche un aggiornamento del dossier, che fu alla base delle petizioni inoltrate l’anno scorso a Bruxelles. L’intento dei comitati è quello di smascherare tutte le bugie, raccontate fino ad oggi ai commissari.   Angelo Rega

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Vertenza lavoro: si prosegue tra richieste di fondi ed occupazioni di strutture pubbliche

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Giornate difficili quelle di inizio settimana per la nostra città e per l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Esposito. A tenere banco, infatti, era la questione lavoro, con i disoccupati del gruppo MdA che occupavano lunedì mattina il Comune per circa un’ora, per portare avanti la propria vertenza. Sul posto giungevano le Forze dell’Ordine a tutela della pubblica sicurezza. Dopo aver incontrato il primo cittadino e l’assessore al Lavoro Verone, ricevevano garanzie di un tavolo in Provincia, al quale avrebbe partecipato anche il Prefetto. “Vogliamo che il Governo sblocchi i 5 milioni di euro necessari per la prosecuzione del progetto Bros – chiedevano i senza lavoro – poichè i fondi sono sufficienti fino a giugno. Chiediamo che questo avvenga prima dell’insediamento della Giunta regionale”. Intanto una delegazione incontrava anche il Vescovo Mons.Rinaldi, per chiedere anche la sua intercessione. Dopo aver incontrato i corsisti, che sollecitano prospettive di inserimento nel mondo produttivo, il Sindaco ribadiva ai manifestanti il suo impegno a dar voce alle richieste dei disoccupati nei confronti degli enti sovracomunali, a cui compete la risoluzione del problema occupazione. Durante l’incontro Esposito, nel fare appello a tutti gli enti interessati, perché sia assicurato il contributo economico nei prossimi mesi, auspicava che gli enti concretizzino un percorso, che porti i giovani ad una prospettiva certa di lavoro. Il giorno successivo una delle sigle che compongono l’universo delle liste dei disoccupati acerrani attuava numerosi blocchi stradali durati due ore, mentre dalle ore 6:00 alle ore 8:00 veniva interrotta la circolazione al bivio che porta a Cancello, poi alla rampa di accesso per Pomigliano e alla strada provinciale in direzione Casalnuovo. I senza lavoro (circa un centinaio) davano fuoco ad alcuni pneumatici ed rovesciavano cassonetti. La loro richiesta era sempre la stessa: l’erogazione di fondi statali per il proseguo dei corsi regionali di formazione professionale ed un sostegno al reddito, fino a quando non saranno messi in campo nuovi progetti per il loro futuro occupazionale. In pratica si attende lo sblocco degli ultimi 2,5 milioni di euro da parte del Governo, che dovrebbero garantire il sussidio ad una platea di circa 4mila persone. “Non crediamo che la nuova Giunta regionale possa subito mettere in cantiere nuovi progetti – affermavano i disoccupati – ma nel frattempo chiediamo un sostegno al reddito, che possa…

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Esemplare punizione al giovane studente incendiario della scuola media “Caporale”

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Ancora presi di mira dai vandali gli istituti scolastici cittadini, con i relativi danni materiali e culturali conseguenti a tali gesti delinquenziali, visto che gli studenti non possono usufruire dell’attività didattica per alcuni giorni, a seguito delle devastazioni compiute nelle strutture scolastiche come accaduto, ad esempio, nella notte di Carnevale. Una tematica, alla quale abbiamo sempre dato il dovuto risalto sul nostro giornale,  come dimostra anche l’ultimo numero di Oblò, che si è occupato del raid teppistico notturno compiuto da ignoti ai danni della succursale della scuola media “M.Ferrajolo” di via Zara. Questa volta ad assurgere agli onori della cronaca è un altro edificio scolastico, sito a pochi metri da piazza Falcone e Borsellino, ossia la scuola media “G Caporale”, all’interno della quale di introduceva un giovane studente nella notte tra il 20 ed il 21 aprile. Questi, infatti, voleva dimostrare ai suoi due amici di essere un bullo e di aver «diritto» a entrare nella gang. Ed è così che cercava di appiccare il fuoco al suo plesso scolastico, di cui è alunno modello. Ma ad incastrarlo erano le immagini di una telecamera, che riprendeva il raid, consentendo ai suoi docenti di identificarlo. Tredici anni, di buona famiglia, un curriculum scolastico di tutto rispetto, confessava qualche giorno dopo la sua bravata solo al cospetto del padre che, incredulo, non accettava la realtà delle immagini. A seguito dei danni subiti dalla struttura pubblica erano agenti del locale Commissariato di Polizia a condurre serrate ed accurate  indagini, per risalire agli autori del gesto. Il 13enne, che frequenta la II classe, insieme con altri due suoi amici penetrava all’interno di una delle aule, site al I piano, dopo aver forzato la tapparella. Versava quindi la benzina contenuta in una bottiglietta di plastica e dava fuoco alle suppellitili. Ma le fiamme fortunatamente si spegnevano poco dopo, provocando danni limitati al pavimento ed alle pareti. Il giovane rischiava a questo punto di perdere l’anno, a causa delle sanzioni disciplinari inflittegli dal Consiglio di classe e d’Istituto. Per la sua giovanissima età, infatti, non è perseguibile penalmente, anche se è stato segnalato al Tribunale di Minori di Napoli. “Era ora che si ponesse fine ai vergognosi assalti notturni alle scuole cittadine – commentava il sindaco T.Esposito – e continueremo con l’installazione dei sistemi…

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Incendio alla Caporale, il padre del ragazzo dice: “Gesto grave, ma non è un teppista”.

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Vasta eco, dunque, suscitava l’azione incendiaria, di cui si rendeva protagonista l’allievo della scuola Caporale e le successive sanzioni a suo carico. “È stata una decisione molto sofferta, ma inevitabile, perché bisogna dare un messaggio forte di rispetto per l’istituzione e la sua funzione didattica ed educativa. Non abbiamo ceduto e mai cederemo a questi atti intimidatori”. Queste le parole della Preside Franca Tortora, che da 23 anni dirige la Caporale. Ben 10 raid teppistici dal marzo del 2009, quando un incendio distrusse completamente l’archivio. Corsi contro il bullismo e sulla legalità per tentare di recuperare i ragazzi a rischio e l’installazione, quattro anni fa, di un sistema di videosorveglianza a spese dell’istituto, messo fuori uso dal raid del marzo dell’anno scorso e parzialmente ripristinato, stavolta dal Comune, lo scorso 15 aprile, quando ci fu l’ennesimo tentativo di dare fuoco ad un’aula del pianterreno. Proprio una delle dieci telecamere incastrava il giovanissimo alunno, che voleva mettersi in evidenza con i suoi due complici di poco più grandi di lui. Ma venivano identificati dagli agenti del locale Commissariato e la loro posizione passata al vaglio della Magistratura minorile. Il tredicenne viene descritto dai suoi insegnanti come uno studente tranquillo. Sulla pagella del primo quadrimestre aveva riportato un 7 in condotta (il minimo è 6); alcuni 5, due 6 ed un 7 nelle diverse materie. Una pagella sotto tono rispetto a quella dell’anno precedente, in cui era stato promosso senza problemi. Ma la madre era preoccupata per le sue recenti frequentazioni extra scolastiche. Le immagini delle telecamere mostrano lo studente penetrare da solo da una strada laterale nell’istituto con una bottiglia piena di benzina. Ne versa parzialmente il contenuto in una prima aula del piano terra ed appicca il fuoco. Poi sale le scale interne e guarda fisso in una delle telecamere, di cui forse ignorava l’esistenza. Si dirige con freddezza verso altre tre aule e dà nuovamente alle fiamme armadietti, banchi e cattedre. Tant’è che ad una settimana dal raid, le aule erano ancora inagibili, per cui i docenti erano costretti a dirottare oltre 100 alunni nei laboratori, per garantire le lezioni. L’incursione si consumava alle ore 20:00 circa tra l’indifferenza di tanti minorenni, tra cui anche molti alunni della scuola che sostavano nella vicina piazza Falcone e Borsellino….

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Il Sindaco di Budapest ad Acerra per S.E.Monsignor Verolino

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Il Sindaco di Budapest Demsky Gabor sarà nella nostra città nei giorni 12, 13 e 14 maggio, per rendere omaggio al nostro concittadino S.E.Mons.Verolino che, nel 1944, in qualità di rappresentante diplomatico della Santa Sede a Praga, salvò 25mila ebrei ungheresi dalla furia nazista e, per questo, riconosciuto dal museo israeliano Yad Vashem “Giusto fra le Nazioni”. Ad accoglierlo ci sarà il Vescovo Mons.Giovanni Rinaldi, il Sindaco Tommaso Esposito, il Dott.Luigi Montano, Presidente dell’Associazione èidos nonché pronipote di Verolino, che hanno organizzato rispettivamente manifestazioni di accoglienza, il cui programma in corso di definizione prevede importanti novità. La visita sarà l’occasione per delineare e concretizzare una gemellaggio tra le città di Acerra e di Budapest, essendo le due città legate da un rapporto di collaborazione risalente appunto al 1944.

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Giovani talenti di Acerra

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L’acerrano Francesco Esposito di 15 anni, ha partecipato sabato scorso al “festival” dei cantanti-baby, alla trasmissione “Ti lascio una canzone”, condotta su Rai Uno da Antonella Clerici. A Francesco, che frequenta la Ragioneria, il Sindaco e l’Amministrazione comunale hanno scritto una lettera, augurando al ragazzo soddisfazioni e successi. Il Comune, inoltre, ringrazia “tutti quegli acerrani che, in tutti i campi, dal sapere alle professionalità, contribuiscono ad affermare la nostra comunità nella vita del Paese”.

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Edizione Integrale del 10 Maggio 2010

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Le multe elevate ai veicoli in sosta nelle strisce blu non vanno pagate

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Una sentenza a dir poco rivoluzionaria e che potrebbe assestare un colpo pesante alla già precaria situazione di una società, già di per sé costantemente nell’occhio del ciclone. Il riferimento è alla “Misia srl”, ossia alla società partecipata che gestisce la sosta cittadina a pagamento e di cui il Comune detiene il 98% delle azioni, mentre il restante 2% è ad appannaggio dell’Aciconsult. Società, i cui lavoratori periodicamente lamentano la mancata corresponsione dello stipendio e che negli ultimi anni ha sempre chiuso in passivo il proprio bilancio. Infatti, durante il Consiglio Comunale dello scorso 22 dicembre, 18 componenti l’Organo consiliare votarono la Delibera di Giunta comunale n.71, relativa alla “Ricapitalizzazione della Misia”, che fu  destinataria, quindi, di altri 86.000,00 euro. La sentenza in questione è la n.2286/2009 emessa dal Giudice di Pace di Acerra, nella persona del Dott.Giovanni Franzese, a seguito del ricorso proposto contro il Comune da un cittadino, per l’annullamento di un verbale di contestazione per violazione al Codice della Strada ex art.240/bis D.lgs 285/1992 elevato da personale della Polizia Municipale, a seguito dell’infrazione riscontrata da personale della Misia. I fatti. Il 18 febbraio 2009 veniva notificato dalla Polizia Municipale al ricorrente un verbale, con il quale si contestava che in data 20.11.2008 l’istante, rappresentato e difeso dall’Avv.Francesco Piscopo, sostava l’autovettura, violando l’art.7 comma 1 e 14 del C.d.S. relativo alla violazione delle prescrizioni stabilite circa l’esposizione dei dispositivi di controllo della sosta. Il ricorrente chiedeva l’annullamento del verbale, sostenendo che ai sensi dell’art.7 del C.d.S. le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. E perché su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze non c’era un’adeguata area destinata al parcheggio senza dispositivi di controllo di durata della sosta (ossia i grattini erogati dai parcometri). Il ricorrente depositava all’uopo il ticket di pagamento. Come si evince dalla sentenza, il Comune non si costituiva in giudizio, né depositava in cancelleria la copia del rapporto con i relativi atti dell’accertamento. Per cui si procedeva in contumacia. “L’art.7 del C.d.S. al comma 6 – scrive il Giudice – dispone che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli…

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E la Polizia Municipale ha anche il tempo per dedicarsi alle strisce blu

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Sempre in relazione alla società Misia, come già evidenziato in prima pagina, dalla relazione consegnata dal Presidente del Cda per ripianare i debiti e ripristinare i parcometri rotti, si evince che occorrevano circa 90 mila euro. Pertanto la Giunta comunale con Delibera n.38 del 9.11.2009 deliberò, tra l’altro, di riconoscere a mero titolo di corrispettivo per le prestazioni rese dagli operatori della sosta un compenso di 8,00 euro per ogni multa valida emessa dagli stessi. Fermo restando che i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie, accertate dai suddetti operatori, spettano al Comune ai sensi dell’art.208 del Codice della Strada. E ciò per garantire gli stipendi dei dipendenti, in attesa di un’eventuale ristrutturazione. Ma lo stesso atto amministrativo dichiarava chiusa al 31 dicembre 2009 la sperimentazione introdotta dalla deliberazione dell’anno precedente del pagamento della sosta posticipata, che permetteva ai cittadini, che avevano sostato il proprio veicolo negli stalli di sosta colorati, ma pizzicati privi del ticket di pagamento, di poter pagare la sanzione entro 24 ore dall’elevazione del verbale a “prezzo ridotto”. Una misura sulla quale l’amministrazione comunale intendeva avviare un’attenta riflessione sui risultati ottenuti (da portare a termine, però, entro la fine del 2009), per valutare la possibilità di poterla proseguire, anche mediante opportune modifiche. Ma la suddetta Delibera specifica anche che “l’attività di controllo sulle aree di sosta compete ordinariamente al personale dipendente della Misia. La vigilanza sul servizio compete alla Polizia Municipale. Il controllo delle modalità di sosta degli autoveicoli è espletato direttamente dalla Misia srl, a mezzo di personale con qualifica di Ausiliario del Traffico, con funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli, ai sensi dell’art.17 commi 132 e 133 delle legge 127/97 e successive modificazioni ed integrazioni”. Ed ancora: “La Misia provvederà direttamente all’accertamento delle violazioni come indicato al punto precedente. Si precisa che gli Ausiliari del Traffico, nell’accertamento delle infrazioni, devono applicare esclusivamente le norme previste dal C.d.S”. Da qui la domanda sorge spontanea: perché il personale della Polizia Municipale si è dato, negli ultimi tempi, a svolgere ordinariamente, e non straordinariamente, le mansioni che spettano al personale della Misia, stando a quanto recita la suddetta Delibera di Giunta? Eppure non è stata prodotta nessun’altra Delibera o atto dirigenziale, che disponesse l’impiego dei poliziotti municipali a svolgere…

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Una nuova violazione urbanistica accertata nell’eliporto di via Volturno

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A novembre del 2007 scrivemmo della “visita” degli uomini del locale Comando di Polizia Municipale all’eliporto sito a contrada Tappia, alla fine del prolungamento di via Volturno, avvenuta a seguito di un esposto denuncia di presunti illeciti presentato l’8 ottobre dello stesso anno. Due settimane dopo personale dei caschi bianchi e dell’Ufficio tecnico comunale effettuava un sopralluogo presso la struttura, che si connota, comunque, come un’elisuperficie occasionale; che attualmente fa capo alla società “3P Real Estate” e che si estende su un fondo di 11:000 metri quadrati. Dopo aver eseguito il dovuto controllo all’area, i Poliziotti municipali ravvisavano la violazione degli articoli 10 e 44 del DPR 380/01. In pratica veniva contestato il reato di abuso edilizio. I Vigili Urbani, infatti, relazionavano circa la realizzazione: di una massicciata stradale con sovrastante pavimentazione bituminosa; di una piazzola di forma quadrata e costituita da masso cementizio; di un vialetto di comunicazione tra le due aree; di due tabelle pubblicitarie poste a ridosso delle struttura e dell’allocazione nella stessa di un container in ferro. Il tutto realizzato in zona agricola in assenza di titolo abilitativo, la qualcosa comportava un’irreversibile trasformazione urbanistica. Una parte delle strutture realizzate, quindi, erano assoggettate al rilascio del permesso di costruire (di cui ormai in questa città non c’è più traccia dal lontano dicembre del 2004) e non assoggettabili ad una semplice dichiarazione di inizio attività. La relazione contenente le suddette contestazioni alle strutture realizzate veniva inviata alla Prefettura; al Sindaco; all’Asl Na 4; all’Inail; alla locale stazione dei Carabinieri; al locale Commissariato di Polizia ed alla Procura della Repubblica di Nola, che doveva decidere sull’eventualità o meno di notificare al responsabile dell’area gli eventuali provvedimenti di carattere giudiziario inerenti alla struttura, che comprende la suddetta aviosuperficie. Nei giorni successivi agli accertamenti eseguiti dagli uomini in divisa, comunque, il responsabile della sopra citata società provvide a far rimuovere le tabelle pubblicitarie ed il container, posto in prossimità dell’ingresso principale. Anche se ciò non impediva al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, Arch.M.Santoro, di emettere in data 10.06.2008 l’ordinanza n.88, con la quale ordinava all’Amministratore Unico della società di rimuovere entro il termine di 90 giorni le opere abusive sopra riportate e di ripristinare lo stato originario dei luoghi. Ordinanza avverso la quale la società “3P Real Estate” presentava ricorso al…

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