Riceviamo e pubblichiamo

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Il Sindaco scappa, i dirigenti sono impreparati ed improduttivi. Povera Acerra! Lo scrivente, in qualità di  Presidente della Commissione consiliare di Vigilanza, ha riunito nella giornata di giovedì 16 settembre la Commissione stessa per fare il punto della situazione sullo stato degli atti relativi all’accordo di programma per le compensazioni per l’avvenuta realizzazione dell’inceneritore. Era stata disposta un’audizione del Sindaco e del dirigente Martone.  Il Sindaco ed il dirigente non sono intervenuti e non hanno giustificato l’assenza. Si è scoperto, nel corso della riunione, che il Comune di Acerra ha compromesso l’accordo di programma, sottraendo alcune opere pubbliche in esso previste e non realizzando i dovuti progetti. E’ chiaro che un accordo di programma inficiato dal Comune, senza sentire il Governo, non può essere posto in esecuzione ed il Ministero competente non può erogare i fondi previsti. Per l’assenza del Sindaco non è stato possibile capire che cosa ha finora prodotto l’amministrazione comunale sul versante inceneritore, né è stato possibile leggere atti eventualmente formalizzati. La realtà che sta emergendo è che il Comune non ha idee, né progetti e fino ad oggi nessuno ha visto atti, né alcuna forma di progettazione. Senza progetti lo Stato non può erogare finanziamenti. L’incapacità del centrosinistra che governa a Viale della Democrazia impedisce alla forze di Governo del Popolo della Libertà di muoversi nell’interesse degli acerrani, al fine di sbloccare l’esecuzione e realizzazione dei benefici e ristori alla popolazione per la realizzazione dell’inceneritore. E’ stato disposto un aggiornamento della commissione per procedere ad un’audizione del Sindaco, al fine di chiarire ed andare avanti con il contributo di tutti. Vedremo se Esposito non eviterà ancora una volta il confronto programmatico. In qualità di Sub Commissario Straordinario di Stato del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ribadisco che “è gravissimo che il Sindaco si sottragga al confronto politico-programmatico. Perché sfugge? L’incapacità e l’inadeguatezza del Sindaco e della sua congrega sono disarmanti, rendono questo paese indifendibile e probabilmente impediranno agli acerrani di essere risarciti per tutte le forme di inquinamento subìte e per la realizzazione dell’inceneritore, estromettendo Acerra dalla storia dello sviluppo industriale di questo paese e del Mezzogiorno d’Italia”.   Avv.Pier Giacinto Di Fiore

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Compensazioni per l’inceneritore: ancora un no dal Governo

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Contemporaneamente al comunicato stampa inviato dal Consigliere del Pdl Di Fiore e relativo alle mancate compensazioni per il Comune per l’avvenuta realizzazione dell’inceneritore, stando all’Accordo di Programma siglato, da Roma il Governo rispondeva ancora ‘picche’. In una missiva indirizzata al Comune, la Direzione generale Tutela del Territorio e Risorse Idriche del Ministero dell’Ambiente replicava all’Ente di Viale della Democrazia, che sollecitava l’intervento del Ministero stesso, per dare seguito all’accordo di programma in merito alle compensazioni per l’emergenza rifiuti (inceneritore). “Gli Accordi operativi sottoscritti coi Comuni interessati dall’emergenza rifiuti in Campania – scrivono dalla Capitale – prevedono che l’avvio delle procedure finalizzate all’attuazione dell’Accordo debbano essere precedute dall’effettiva disponibilità delle risorse economiche in capo al Ministero dell’Ambiente”. La qualcosa sta a significare che al momento non ci sono soldi disponibili. “Quest’amministrazione – si legge inoltre nella lettera inviata al Comune – ha costantemente sollecitato i competenti organi istituzionali (Cipe), affinchè fosse dato seguito all’accredito dei fondi. A tali richieste (l’ultima datata 11 maggio 2010) ad oggi non è ancora stato dato seguito”. Continua a tenere banco, dunque, la questione relativa al “ristoro” economico, ossia alla somma che deve ricevere il Comune, a seguito dell’approvazione dello schema di protocollo d’intesa tra il Comune stesso e la struttura del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti. Eppure nel luglio del 2008 erano 526 i milioni di euro, che dovevano servire per misure compensative ed interventi di risanamento ambientale in 37 Comuni. Poi sono diventati 288 milioni (144 a carico della Regione e 144 del Governo attraverso i fondi Fas), sempre per compensare i disagi di quelle amministrazioni che hanno ospitato discariche ed impianti per il ciclo dei rifiuti. Ma non è arrivato un solo euro di quelle somme, che l’amministrazione cittadina aveva già inserito nel Bilancio comunale. E così sono spariti gli annunciati sgravi fiscali sulle bollette elettriche, sulla Tarsu per gli acerrani e la corsia preferenziale per l’assunzione di manodopera nell’impianto. “Questi accordi sono carta straccia, non valgono nulla – tuona il Sindaco Esposito – come non valgono nulla le sentenze del Consiglio di Stato, che vietano di stoccare ecoballe sulle piazzole site di fronte all’inceneritore, in quanto fuorilegge. I fondi assicurati e non inviati servivano per la ristrutturazione della Casina Spinelli, la realizzazione del Parco Archeologico e l’allestimento nel Castello…

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Bufera sulla centrale elettrica nell’ex Montefibre: scarichi illeciti nei Regi Lagni

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Il Comune di Acerra rilancia la vertenza ambientale attraverso una Conferenza di Servizi, tenutasi lo scorso 13 settembre a Napoli, presso la sede della Giunta Regionale e presieduta dalla Dr.ssa L.Pagnozzi, partendo dalla questione Friel, l’impianto di biomasse, che chiede l’autorizzazione agli scarichi di acque reflue per quattro anni nell’area industriale, che ospita l’inceneritore. Dall’incontro, al quale partecipavano i rappresentanti dell’azienda, dell’Arpac, della Regione, dell’Università “Parthenope” di Napoli e dei comitati ambientalisti locali (mentre erano assenti la Provincia, che comunque faceva pervenire una nota; l’ATO; l’Asl ed il Consorzio Asi) emergeva la posizione netta dell’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito, ossia: no alle aziende che, in un territorio già martoriato dall’inquinamento, non rispettano le regole. Il Comune, rappresentato dal Segretario generale, nonché Dirigente del settore ambiente M.Piscopo, rilevava come la Friel, per i suoi scarichi industriali, si serva di un impianto di un’altra azienda, la NGP Bio-Natura srl (ex Montefibre), la cui attività è ferma. Lo smaltimento avviene nei Regi Lagni, in località “Omomorto”, con gravi rischi per la salute pubblica e senza alcun pre-trattamento in un’area già interessata dall’inquinamento della falda acquifera. I rilievi del Comune erano accolti dalla stessa Provincia. Da qui, la richiesta all’azienda di una serie di prescrizioni e di misure di tutela ambientale, perché possa svolgere la sua attività in condizioni di massima garanzia e sicurezza. Per l’azienda che gestisce l’impianto elettrico alimentato ad olio di palma, invece, lo sversamento degli scarichi industriali avverrebbe nel depuratore della Ngp (non entrato ancora in funzione) e di qui i liquami sarebbero convogliati a loro volta nell’impianto di depurazione consortile sito in località “Omomorto”, al confine tra Acerra e Caivano. Una querelle che gira sempre intorno alla richiesta di rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata (A.I.A.) necessaria per l’esercizio definitivo dell’impianto. Alla fine della Conferenza dei Servizi alla Friel venivano concessi 90 giorni per fornire tutte le documentazioni ufficiali, che attestino la realizzazione di una serie di prescrizioni e di misure di tutela ambientale, affinché possa svolgere la sua attività in condizioni di massima sicurezza e garanzia. Tra queste le misure fonometriche aggiornate delle emissioni al perimetro e delle immissioni degli eventuali ricettori abitativi; la presentazione dell’impianto di messa a terra, delle scariche e delle emissioni atmosferiche; il progetto in cui si illustri le tecniche, le precauzioni, le…

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Fondi regionali alla Friel: la Commissione Europea pone il veto

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Intanto, oltre al nulla di fatto per il via libera definitivo alla centrale a biomasse in funzione in via provvisoria da tre anni nell’area ex Montefibre, sulla “Fri-el”, la società energetica che gestisce l’impianto acquistato 7 anni fa dalla Ngp, lo scorso 15 settembre si abbatteva anche il diniego della Commissione Europea, che vietava gli aiuti regionali per 19,5 milioni di euro previsti a favore della società per l’acquisizione della centrale elettrica dismessa e la sua riconversione in una centrale di produzione con biomasse. Lo rendeva noto lo stesso esecutivo Ue, sottolineando che l’aiuto ”non è compatibile” con le norme Ue sugli aiuti di stato. “Il progetto – rilevava la Commissione in una nota – era stato avviato ad Acerra molto prima della concessione degli aiuti, a dimostrazione del fatto che l’incentivo finanziario non era necessario per attrarre l’investimento. Inoltre – proseguiva la Commissione – l’entità degli aiuti non sembra commisurata ai benefici ricavati dalla Regione”. Poichè l’aiuto non è stato versato, non ci sarà necessità di recuperarlo. Già nei mesi scorsi la Dr.ssa M.Piscopo aveva chiesto un supplemento d’indagine, atto al rilascio dell’A.I.A. Secondo il Dirigente, prima di rilasciare una qualsiasi autorizzazione all’esercizio definitivo dell’impianto, è necessario chiarire quale sia l’impatto della nuova centrale elettrica da 74 megawatt di potenza, alimentata ad olio vegetale, sul territorio circostante. Alla Friel era stato anche richiesto di dimostrare che la riconversione dell’impianto, una volta alimentato ad olio combustibile ed oggi ad olio di palma, non vi abbia di fatto incrementato la potenza termica oltre la soglia dei 50 megawatt consentiti e che non vi siano stati “effetti negativi per l’uomo e per l’ambiente”. La centrale alimenta le linee elettriche della Terna (la società targata Enel che gestisce la rete nazionale) ed in futuro dovrebbe servire, anche quando e se ripartirà, il polo chimico, sito in contrada Pagliarone fermo da oltre 5 anni. L’investimento della Friel ammonta a circa 100 milioni di euro. “La centrale ceduta dalla Ngp nel 2003 – dichiara il rappresentante della società – era un impianto esistente e munito delle autorizzazioni alle emissioni ed agli scarichi”. Ma gli ambientalisti (Osis, Donne 29 agosto, Forum Ambientalista, ecc.), presenti alla Conferenza sono scesi sul piede di guerra, specificando che la centrale elettrica a biomasse non è preesistente, scarica illegalmente…

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Aperta alla cittadinanza l’isola ecologica in località “Mulino Vecchio”

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E’ stata aperta all’utenza cittadina lo scorso 13 settembre, attraverso l’Ordinanza dirigenziale n.19 datata 10.09.2010 l’isola ecologica sita in località “Mulino Vecchio”, lungo la strada che conduce all’ex Montefibre. A sottolineare l’importanza dell’apertura di tale struttura, alla quale ha contribuito e non poco anche il Dirigente all’Igiene Urbana Dr.Vincenzo Casatldo, è stato l’Assessore all’Igiene Urbana Giuseppe Terracciano, il quale ha dichiarato: “Attraverso tale impianto l’amministrazione comunale intende potenziare ed incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti sul territorio cittadino, in modo da ridurre efficacemente il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti ed il loro conferimento indifferenziato nel circuito della raccolta dei rifiuti”. Dal giorno 13 settembre, dunque, il personale della società “Falzarano”, che svolge il servizio comunale di Igiene Urbana ed alla quale è stata affidata dal Comune la gestione della struttura, sta accogliendo i cittadini che ivi si recano. Pertanto i cittadini residenti ad Acerra possono conferire presso l’isola ecologica le tipologie di rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata di ciascuna utenza domestica per singole frazioni. Infatti il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00 (relativamente al mattino) e dalle ore 14:00 alle ore 17:00 (relativamente al pomeriggio) ed il sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:00 è possibile conferire: imballaggi di carta e cartone; imballaggi in materiali misti (plastica e lattine); carta e cartone; vetro; rifiuti biodegradabili di cucine e mense; abbigliamento (abiti usati); prodotti tessili (materassi in disuso); medicinali scaduti; pile esauste; pneumatici fuori uso e rifiuti biodegradabili (sfalci di potature). Si possono poi conferire piccole quantità di inerti (miscuglio di scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche); ingombranti (lavastoviglie, lavatrici, scaldini, mobili, reti e simili); apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi (frigoriferi, congelatori); apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, quali ad esempio televisori e monitor. E’ assolutamente vietato depositare all’esterno dell’isola ecologica materiale di qualsiasi natura. “Questa struttura rappresenta un passo importante verso il miglioramento delle condizioni igienico-ambientali del nostro territorio” – dichiara il Sindaco Tommaso Esposito. L’opera, del valore di 209.000,00 euro, fu realizzata dal Commissariato Straordinario di Governo e fu consegnata in via provvisoria al Comune, che prese atto della consegna con una Delibera di Giunta il 15.11.2007. La Delibera stabiliva che, ad avvenuta autorizzazione della Regione Campania, la struttura sarebbe stata consegnata al servizio di Igiene Urbana per l’utilizzo. Nel frattempo…

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A rischio l’attività didattica nelle scuole: il Consigliere Liguori presenta una denuncia

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Ancora in primo piano il pianeta scuola e, in particolare, le varie problematiche che affliggono gli istituti scolastici cittadini e le relative condizioni precarie, nelle quali gli alunni e i docenti sono costretti a svolgere le loro attività didattiche. E continuano a pervenire al Comune, ad anno scolastico ormai iniziato, le richieste di intervento avanzate dai vari Dirigenti scolastici, atti a ripristinare l’agibilità delle strutture, in particolare dei Circoli didattici e le idonee condizioni igienico-sanitario per l’utenza e le maestranze addette ai plessi scolastici. Ad evidenziare di nuovo le criticità degli edifici scolastici locali è stato (manco a dirlo), il Consigliere comunale del Pdl, nonché membro della Commissione consiliare Politiche scolastiche Alfonso  Maria Liguori. E lo ha fatto attraverso un esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Nola, al Dirigente dell’Asl Napoli 2, al Sindaco Esposito, al Comando territoriale dei Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine ed al Presidente della Commissione di Vigilanza Di Fiore. La lettera segue i sopralluoghi avviati agli inizi del mese dai componenti la Commissione, atti ad accertare l’idoneità strutturale ed igienico-sanitaria delle scuole cittadine, in occasione del nuovo anno scolastico. Le attenzioni della relazione del Liguori si sono concentrate in particolare sul I Circolo Didattico di piazzale Renella, che ospita una popolazione scolastica di oltre 1000 allievi. “Nei locali adibiti ad ospitare impianti tecnologici – spiega il Consigliere – scorazzano i topi, mentre molte aule sono prive di impianti a norma, con pareti lesionate da crepe e muffe. I servizi igienici sono fatiscenti e sono presenti infiltrazioni d’acqua piovana anche nei solai. Nei giorni seguenti il sopralluogo, ho fatto da spola tra il Comune e la scuola, per vedere se fossero stati almeno ripristinati gli standard minimi di sicurezza ed igiene. L’intero edificio attualmente non risulta agibile per gli alunni – conclude il componente il Civico consesso – e addirittura la rampa di accesso per i disabili blocca l’apertura di una delle vie di fuga. Chiedo, inoltre, la verifica delle opere pubbliche realizzate negli ultimi 5 anni, che hanno portato all’abbandono della ristrutturazione della scuola a vantaggio di altri interventi di natura politica”. In realtà neanche il II Circolo di via dei Mille agli inizi di questo mese si presentava tranquillo, visto che il Dirigente del plesso, Prof.Angelo Caporale chiedeva, in una nota…

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La replica dell’Assessore Verone alle accuse dell’opposizione

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Non tardava ad arrivare la replica dell’Assessore alla Pubblica Istruzione I.Verone alle accuse mossegli dal Consigliere d’opposizione Liguori. “Non voglio rispondere a questa denuncia con le parole, ma con i fatti – dichiarava l’ex sindaco – che sono il frutto del lavoro svolto dall’Assessorato da me retto e dall’amministrazione comunale. In questi mesi abbiamo fatto dei lavori in tutte le scuole, utilizzando i lavoratori socialmente utili per gli interventi meno impegnativi, mentre per quelli più onerosi abbiamo incaricato ditte esterne, proprio per garantire la massima sicurezza degli alunni degli istituti acerrani, che hanno iniziato l’anno scolastico senza eccessivi problemi. La scuola è stata fin dall’inizio il punto centrale della nostra amministrazione – proseguiva l’assessore – e ciò è confermato dai fondi che abbiamo stanziato fino ad oggi per le strutture scolastiche. Basti pensare che più della metà dei lavori pubblici commissionati da noi sono per l’edilizia scolastica. Ad inizio di ottobre sarà inaugurato l’auditorium per la scuola media “Ferrajolo”, saranno avviati i lavori nel II Circolo didattico. Inoltre stiamo utilizzando un mutuo di 450 mila euro, per rifare gli arredi scolastici che sono inadeguati. Questa è la risposta che mi sento di dare alla pura demagogia dell’opposizione, che si affida alle parole, non ai fatti. Inoltre in appena 10 mesi ci siamo attivati per ottenere le certificazioni per gli impianti di riscaldamento ed abbiamo fatto un programma di interventi di messa in sicurezza delle scuole, per ottenere i certificati antincendio e rendere gli edifici più accoglienti. Poi toccherà alle verifiche sismiche suggerite dai tecnici universitari. In relazione alle nuove aule del plesso scolastico della Ferrajolo, inaugurate lo scorso 20 settembre, ricordo che essa è la prima scuola media ad Acerra con indirizzo musicale, con laboratori di ceramica, informatica e scrittura creativa ed una sala lettura. Un vero fiore all’occhiello per la scuola che ha partecipato e vinto diversi premi e concorsi letterari regionali e nazionali ed uno prettamente per bambini diversamente abili”. Le nuove aule della scuola media “Ferrajolo” presso il quartiere Madonnelle sono state inaugurate alla presenza del Sindaco Esposito e dell’Assessore Verone, mentre il buffet è stato offerto dal Bar-Pasticceria Terminal, sito nei pressi della scuola. Il completamento dei lavori ha permesso agli studenti, che fino a maggio scorso hanno seguito le lezioni nelle aule site…

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Noi Sud avanza ombre sull’operato del Sindaco sul P.U.C. Esposito annuncia querele

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Era il manifesto fatto affiggere in città lo scorso 12 settembre dal partito Noi Sud, rappresentato in Consiglio comunale dal Consigliere Domenico Tardi e dal titolo: “Grazie all’opposizione si discuterà del Piano Urbanistico Comunale in pubblico” e contenente evidentemente gravi accuse all’indirizzo del primo cittadino e della sua maggioranza, ad ispirare la conseguente iniziativa del Sindaco Esposito a tutela della sua attività amministrativa. Nel pubblico avviso si legge che “il PUC, proposto oltre 15 mesi fa sotto l’egida dell’amministrazione Marletta, non giace sepolto in un cassetto e la maggioranza del sindaco Esposito lo porta in processione presso studi tecnici e case private, affinché siano subdolamente apportate quelle modifiche, che lo resero indigesto a chi mira alle speculazioni ed ai propri interessi particolari in contrasto con il bene comune. Noi vogliamo invece – prosegue il manifesto – che il PUC sia discusso in pubblico tra i cittadini che lo hanno pagato, non nelle stanze del potere e perciò lo porteremo in Consiglio comunale. Di questo ha bisogno Acerra, colpita da paralisi nel campo del lavoro e dell’urbanistica, che aspetta questo PUC che potrebbe essere approvato nel più breve tempo possibile e senza modifiche. Invece è stata avviata un’intesa di spartizione, che nuoce agli interessi generali della città…..Il Sindaco ha avocato a sé la delega all’Urbanistica e si dimostra ancora una volta inconcludente ed inetto. Sottraiamo il PUC ai maneggi torbidi della maggioranza, che ne vuole fare merce di scambio”. Pronta giungeva la replica della fascia tricolore, che dichiarava: “Ad ispirare l’attività dell’amministrazione che presiedo sono stati, fin dal momento del mio insediamento, i principi della legalità e della trasparenza. Sono perciò gravi ed offensive le accuse riportate nel manifesto affisso in città dal movimento Libertà e Autonomia Noi Sud, che in Consiglio comunale esprime il capogruppo Domenico Tardi. A tutela dell’immagine mia e dell’azione trasparente della mia amministrazione – conclude Esposito – ho perciò già dato mandato ai miei legali di fiducia, al fine di verificare se sussistono ipotesi di reato e, in ogni caso, di chiedere all’Autorità giudiziaria di procedere, perché si accerti la verità dei fatti riportati nel manifesto”.

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Tar Campania: si può edificare in zona “R”- di Rispetto

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L’ultima sentenza del Tar contraria al Comune che abbiamo letto, in ordine di tempo, è la n.16517/2010 emessa dalla III sezione del Tribunale Amministrativo della Campania, presieduta dal Dr.Saverio Romano, e successiva al ricorso n.1488/2009, proposto dalla sig.ra Antonietta Palladino, rappresentata e difesa dall’Avv.Lipani, per l’annullamento del provvedimento del Dirigente della VI Direzione del Comune di Acerra, recante il diniego di rilascio di permesso di costruire di un edificio per la trasformazione di prodotti agricoli con annessa abitazione e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguente e del preavviso di diniego del 7.10.2008. I fatti. L’istante, coltivatrice diretta, proprietaria di un appezzamento di terreno alla Contrada “Capomazzo”, impugnava dinanzi al Tar Campania il provvedimento dirigenziale di diniego di rilascio di permesso di costruire, richiesto in data 2.11.2007, inteso alla realizzazione di un edificio per la trasformazione di prodotti agricoli e di un alloggio per il custode con la motivazione che “secondo le previsioni grafiche del P.R.G. e le norme tecniche di attuazione, le opere di cui all’oggetto ricadono in zona R (di Rispetto), dove è vietata ogni costruzione anche se a carattere provvisorio”. Dalla sentenza emessa dall’organo giurisdizionale campano si evince che la ricorrente specifica che la fascia di rispetto stradale, a cui si riferisce il diniego, non varrebbe ad impedire la parte edificatoria, atteso che il progetto proposto ricadrebbe esattamente in una parte del terreno della signora, non interessato dalla fascia di rispetto stradale. Il Comune non si costituiva in giudizio. “Il ricorso si presenta fondato e meritevole di accoglimento – scrive il Giudice – per la censura sostanziale, sopra sintetizzata, in virtù della quale l’inclusione della particella catastale nel vigente Prg comunale in zona di rispetto stradale, stabilita ai sensi del Codice della Strada, così da impedire ogni utilizzazione edificatoria anche della residua porzione, che si pone al di fuori di tale fascia di rispetto. Orbene, premesso in fatto che può considerarsi acquisita la deduzione di parte ricorrente, secondo cui il progettato edificio ricadrebbe al di fuori della suddetta fascia di rispetto, in una parte del terreno non interferita dalla presenza della struttura viaria (tesi prospettata adeguatamente in atti con puntuali riferimenti e non avversata in alcun modo dal Comune, che non si è costituito in giudizio), ne consegue in diritto in accoglimento della tesi…

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Permessi di costruire: piovono ancora ricorsi al Tar e diffide contro il Comune

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Mentre si attende che l’amministrazione comunale targata Esposito informi la cittadinanza sulle decisioni che vuole assumere in relazione al Piano Urbanistico Comunale (ex P.R.G.), approvato con Delibera di Giunta dalla passata amministrazione cittadina, è ancora la tematica delle concessioni edilizie non rilasciate dal Comune a tenere banco. In merito ai permessi di costruire, sono ormai tantissimi i ricorsi inoltrati dai cittadini contro l’Ente di Viale della Democrazia. Cittadini che battagliano attraverso i propri legali contro l’ostruzionismo del Comune, considerato anzi inadempiente verso le ragioni addotte dal cittadino richiedente. Concessioni che, almeno in alcuni casi, sono state ottenute attraverso la via del Commissario ad Acta, nominato dall’Amministrazione provinciale. In alcuni casi le centinaia di richieste di costruire protocollate in questi anni ed alle quali spesso il Comune non ha risposto, hanno prodotto una serie di contenziosi aperti con l’Ente comunale ed inoltrati alle autorità competenti. Senza contare le moltissime sentenze del Tar contrarie al Comune soccombente e di cui abbiamo dato pubblicazione in questi anni, con tanto di risarcimento economico delle spese legali sostenute a favore dei ricorrenti. I preavvisi di diniego da parte del Dirigente comunale all’Urbanistica, Arch.M.Santoro, sono intanto proseguiti anche con l’avvento dell’attuale amministrazione, che con Decreto sindacale ha confermato l’incarico al tecnico fino al 31 marzo 2013. I dinieghi causano atti di diffida, a provvedere alle richieste da parte dei cittadini richiedenti i permessi di edificare non solo contro il suddetto Dirigente, ma anche contro il Sindaco ed il Segretario generale. Dalla lettura di alcune diffide si evince che la richiesta avanzata riguarda la realizzazione di civili abitazioni in vari punti del territorio urbano e che, nonostante le ripetute sollecitazioni e gli anni trascorsi dalla richiesta, l’amministrazione omette di pronunciarsi in merito alla stessa. Ecco perché gli istanti avvertono che “ove l’inerzia perdurasse, non esiteranno ad adire le vie legali, ivi comprese quelle risarcitorie e penali”. Una serie di contenziosi che, alla fine, arrecheranno danni alle casse comunali, visto che gli aventi diritto ad edificare potranno richiedere al Municipio i danni morali e materiali subiti. Tra le motivazioni dei dinieghi addotte dal Dirigente, ci sono: aree, nelle quali ricade l’intervento previsto, non sufficientemente urbanizzate (come nel caso dei permessi di costruire richiesti a febbraio 2007 per via De Gasperi e per via Serao, che si…

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