Ancora caos, pericoli e morti nel fine settimana

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Il terribile incidente stradale, verificatosi nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre a C.so Di Vittorio, è solo l’ultimo dei gravissimi episodi, che da troppo tempo funestano la pubblica sicurezza ed incolumità di pedoni e conduttori di veicoli, soprattutto nel fine settimana. E non sono trascorsi neanche 4 mesi, da quando dalla prima pagina di questo giornale lanciammo l’appello, tendente a fermare la “follia del brivido ad ogni costo”. Nel caso specifico uno scooter con a bordo tre giovani (uno addirittura di 13 anni) privi di casco, si schiantava contro un palo della pubblica illuminazione, causando il decesso dei due ragazzi di 21 anni, mentre il 13enne ne usciva fortunatamente solo malconcio. E tra i tanti messaggi lasciati sul luogo del sinistro o attraverso altre dorme di comunicazione in ricordo delle vittime, ci piace sottolineare quello affidato ad un cartello e che qui più fa al caso nostro e che dice: “Basta piangere. Se veramente volete bene a questi due ragazzi, datevi delle regole, perché solo cambiando il vostro stile di vita, essi vivranno ancora insieme a voi. Tutto questo servirà a prevenire altre tragedie del genere e ad evitare che altri genitori piangano la prematura scomparsa di un figlio di Acerra”. Spesso la causa di tali gravi incidenti sono l’imprudenza e lo stato di alterazione del guidatore, che magari ha assunto sostanze stupefacenti o ha ingurgitato bevande alcoliche tali, da indurlo a raggiungere velocità elevate, accompagnate da folli manovre, anche in pieno centro urbano. Le strade cittadine nelle serate del sabato e della domenica, dunque, si trasformano in circuiti e piste da corsa, nelle quali ignorare totalmente gli articoli del Codice della Strada. E non mancano scene di motorini e scooter con a bordo tre ed anche quattro persone prive di casco che, a clacson spiegato, sfrecciano controsenso o che transitano anche sui marciapiedi; di auto che mettono a dura prova freni e pneumatici, per dare vita ad evoluzioni pericolose per gli occupanti della vettura e per qualche vittima innocente; di veicoli che effettuano manovre o sorpassi, che andrebbero sanzionati con il ritiro della patente ed il sequestro del mezzo; di cittadini inermi che hanno difficoltà anche ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. Insomma, nelle serate del week-end, basta posizionarsi lungo alcuni punti della…

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Sicurezza Urbana: I Consiglieri Tardi e Laudando scrivono al Prefetto

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In merito alla tragica situazione riferitavi in prima pagina, i Consiglieri di minoranza Domenico Tardi ed Antonio Laudando hanno scritto al Prefetto di Napoli De Martino, per garantire una maggiore sicurezza soprattutto nelle ore serali e nel fine settimana. “Il controllo del territorio nel week-end e di sera è praticamente inesistente – scrivono i due Consiglieri – in quanto il numero di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine (già impegnate a contrastare una macrocriminalità recrudescente) è certamente insufficiente rispetto alle esigenze di controllo e prevenzione. Tutto ciò anche alla luce di un concorso pubblico per l’assunzione di nuovo e motivato personale, che non è stato mai avviato. Ad Acerra il controllo dev’essere intensificato di sera e soprattutto nel fine settimana, per prevenire comportamenti che destano allarme sociale soprattutto nei giovani (consumo di alcool e spaccio di sostanze stupefacenti)”. La richiesta al Comune, dunque, è di predisporre a breve un aumento del capitolo di bilancio riguardante la sicurezza urbana, per prevedere i fondi necessari all’utilizzo della Polizia Locale di sera e nei giorni festivi. Al Prefetto, invece, chiedono di convocare le forze dell’ordine presenti in città, per predisporre un piano di controllo del territorio, che scongiuri il ripetersi di fatti, che minano la sicurezza dei cittadini.

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Igiene Urbana: lamentele per il servizio reso dall’impresa di Airola

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In merito all’interminabile vicenda che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, è noto che lo stesso è attualmente espletato dalla “Falzarano srl”, ossia dall’impresa di Airola che opera in città dallo scorso 16 giugno, in quanto proclamata aggiudicataria provvisoria della gara relativa al periodo di cinque anni, in virtù di un’offerta al ribasso di appena l’1,86% praticata sull’importo di euro 35.255.000,00. Ovviamente l’ultima parola sulla questione spetta al Tribunale, visto il ricorso, notificato al Comune in data 22.07.2010 dalla Senesi contro il Municipio e nei confronti delle altre due imprese partecipanti alla gara, ossia Ego Eco e Falzarano e che ha portato l’Ente di Viale della Democrazia, rappresentato e difeso all’Avv.Balletta, a costituirsi in giudizio dinanzi al Tar campano. Sentenza che era attesa per lo scorso 8 settembre, ma che la I sezione renderà nota il prossimo I dicembre. Infatti l’organo giurisdizionale regionale, nel depositare l’ordinanza, non si è pronunciato sulla sospensiva, considerato che le ragioni vantate dal ricorrente possono trovare adeguato approfondimento mediante la fissazione dell’udienza di trattazione del merito. Ecco il perché dell’Ordinanza n.24 del 27 settembre scorso, con la quale il Sindaco ha ordinato alla società beneventana di provvedere al servizio di igiene urbana, in via provvisoria, fino al prossimo 31 gennaio, in attesa che si concluda la suddetta procedura di gara. Ovviamente la qualità del servizio reso dall’impresa sannita resta quantomeno discutibile, soprattutto in relazione al servizio di spazzamento, come attestano le lamentele dei cittadini-contribuenti, le relazioni redatte dalla Polizia Municipale ed alcune note, tra le quali spicca quella dell’Assessore al Cimitero, nonché Vicesindaco A.Crimaldi, il quale interveniva a seguito di una lettera di risposta della società Falzarano, datata 2 settembre 2010 ed inviata al Dirigente del Servizio Igiene Urbana ed allo stesso Col.Crimaldi e relativa al servizio di spazzamento dei viali del Civico Cimitero, evidentemente non svolto secondo le modalità stabilite dal Capitolato d’Appalto. “La scrivente società – recita la lettera – vi comunica che effettua il servizio di spazzamento delle aree cimiteriali sia attraverso l’ausilio di mezzo meccanico tipo spazzatrice nonché manualmente, ivi compreso il nuovo cimitero”. Quindi una risposta chiara e precisa. Ed invece cosa scrive lo stesso Vicesindaco 4 giorni dopo, in una nota indirizzata anche alla Falzarano? “Lo scrivente, al di…

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Igiene Urbana: visitato dalle Forze dell’Ordine il cantiere della società Falzarano

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Ma la nostra attenzione non si è mai distolta dal sito (che suscita ancora perplessità) scelto dalla “Falzarano” in cui è stato allocato il cantiere, per lo svolgimento del servizio di nettezza urbana. Si tratta infatti della struttura dell’ATR, sita in zona ASI e riconducibile al gruppo imprenditoriale “Pellini”, protagonista di tante vicende giudiziarie, alcune delle quali ancora in essere e di contenziosi con il Comune (la somma complessiva che la ditta “Pellini srl” ha richiesto ammonta ad oltre 11 milioni di euro, comprensivi di interessi). Tant’è vero che la società sannita, in una nota inviata lo scorso 7 giugno al Comune, al Prefetto Pansa ed al Procuratore della Repubblica Mancuso chiedeva “se vi siano motivi ostativi (anche di sola opportunità), ad insediare il cantiere presso il complesso immobiliare di proprietà ATR, sito in zona industriale”. Ebbene, non è escluso che a breve l’Autorità giudiziaria possa fare piena luce sull’attuale sito ospitante i mezzi e che è stato oggetto di sopralluoghi compiuti nella seconda metà di settembre da parte degli agenti della Polizia Municipale, agli ordini del Col.D’Andrea, del personale dell’Ufficio tecnico comunale e dei Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Vacchiano, unitamente agli uomini del NOE (Nucleo Operativo Ecologico). Secondo indiscrezioni i suddetti controlli avrebbero accertato la presenza nel sito in questione di opere edilizie realizzate abusivamente. Intanto qualche giorno fa il Dirigente al servizio ha rinnovato la richiesta al Consorzio Asi (non la si potrebbe chiedere direttamente al Dirigente all’Urbanistica e a quello alle Attività Produttive? ndr) circa la valutazione della compatibilità urbanistica e funzionale del complesso immobiliare denominato ATR, già adibito ad opificio industriale. Richiesta già formulata (ma pare inutilmente) lo scorso 15 giugno. E prosegue l’attività info-investigativa dei Militari dell’Arma, che hanno acquisito nei giorni scorsi una serie di documenti relativi al sito attualmente utilizzato dalla società beneventana. E da qui la domanda già posta a luglio: le difformità e gli abusi edilizi propri della ditta ATR, presso la quale Falzarano ha indicato il proprio cantiere, erano note al Comune prima del 16 giugno 2010, data in cui fu assegnato l’appalto della durata di 5 anni all’impresa di Airola? E la vicenda igiene urbana, dunque, diventa sempre più intricata.   J.F.

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Dossieraggio sull’inceneritore. Ancora proteste dei comitati

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Ancora in evidenza la questione ambientale e, nello specifico, quella che riguarda l’inceneritore del Pantano. Ed era affidato ad un comunicato stampa la posizione ufficiale ed il commento in merito da parte dell’attuale amministrazione cittadina. Nello stesso, infatti, si legge che “la questione rifiuti nuovamente riesplosa in Campania assume contorni addirittura da “dossieraggio” nel caso del Comune di Acerra. Mentre da un anno il Sindaco Esposito e l’Amministrazione da lui retta insistono, finora inutilmente, per un incontro al Governo, al fine di chiarire tutta una serie di aspetti cruciali, relativi alla sicurezza, alle garanzie ambientali ed al rispetto delle compensazioni (il tutto sottoscritto nell’accordo di programma dell’agosto 2009 in seguito all’apertura del più grande termovalorizzatore d’Europa), si è costretti a leggere su organi di stampa notizie inquietanti sul mancato funzionamento dell’impianto e sull’incertezza per quello che era stato definito un gioiello tecnologico. L’Amministrazione comunale ed i suoi cittadini, ai quali è proibito accedere al sito di interesse strategico, vengono a sapere da organi di stampa regionali e nazionali che “due forni sono già fuori uso e pieni di buchi e che il terzo si avvia a fare la stessa fine, dal momento che – afferma uno dei responsabili di Partenope Ambiente, controllata del gruppo A2A – la Fisia Babckock, che ha costruito il termovalorizzatore per conto di Impregilo, non ha messo le adeguate protezioni contro i fumi acidi prodotti dall’incenerimento della spazzatura. Forse per risparmiare soldi o tempo. I due forni vanno rifatti e per questo sono fermi. Secondo A2A, per rimettere in sesto l’impianto, smontando sostanzialmente i forni e sostituendoli che nuove strutture, occorreranno non meno di 11 milioni di euro”. Si tratta di dichiarazioni rese da un manager, che chiede riserbo circa la sua identità. Dichiarazioni che sono di una gravità inaudita. E la replica della Fibe non può evidentemente bastare a tranquillizzarci. Intanto l’Amministrazione comunale ribadisce l’urgenza di chiarezza e trasparenza di garanzie sulle condizioni di sicurezza dell’impianto, oltre che le previste bonifiche e compensazioni sottoscritte”. Nel frattempo i locali comitati ambientalisti ed alcune sigle partitiche di sinistra organizzavano lo scorso 26 settembre lungo le vie cittadine una manifestazione antinceneritore, facendo sfilare un carro allegorico, che riproduceva il discusso termodistruttore ed affidavano le loro ragioni ad un manifesto dal titolo: “Il grande bluff”. Nello stesso,…

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Depuratore ex Montefibre: scaduto il termine per indicare la data del referendum popolare

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Come abbiamo più volte riferito in questi mesi relativamente al depuratore ex Montefibre, l’impianto è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto dirigenziale n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non (sebbene N.G.P. Bio Natura smentisca categoricamente). Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010. Un’autorizzazione che contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Un impianto di trattamento e di smaltimento di notevoli quantità di rifiuti, quotidianamente inviati nella nostra città con le autocisterne. Un depuratore destinato a trattare circa 2400 tonnellate al giorno (100 tonn/ora) di liquami o, se volete, un milione e 800mila metri cubi di acque tossiche. Tutti, comunque, sono in attesa di conoscere l’esito del ricorso (n.1523/2010) presentato al T.A.R. Campania lo scorso 18 marzo avverso il Decreto regionale dall’amministrazione comunale targata Esposito,  attraverso il proprio legale, l’Avv.V.Giuffrè, che ha vagliato gli aspetti tecnici della vicenda, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento. Pertanto occorre attendere il prossimo 3 dicembre per conoscere le decisioni dell’organo giurisdizionale campano, susseguente alla costituzione in giudizio del Comune. “Ma lo scorso 26 settembre è scaduto il termine – accusa il Consigliere comunale d’opposizione Liguori (Pdl) – entro il quale il Sindaco avrebbe dovuto decidere la data del voto del referendum popolare contro la Ngp, recante la firma di 1850 persone e dichiarato ammissibile due mesi prima dalla Commissione, prevista dallo statuto comunale e nominata il I luglio scorso dal primo cittadino. Della stessa facevano parte il Segretario generale del Comune Dr.ssa M.Piscopo, il Vice-Segretario generale ed il cancelliere del Tribunale di Nola…

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La Misia tra le proteste dei lavoratori ed il nuovo piano industriale

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Ancora obiettivo puntato su una società, della cui precaria situazione abbiamo già più volte riferito in passato. Il riferimento è alla “Misia srl”, ossia alla società che gestisce la sosta cittadina a pagamento e di cui il Comune detiene da marzo scorso il 100% delle azioni, dopo che l’Aciconsult ha rinunciato alla quota del 2% che era a suo appannaggio. Società, i cui lavoratori periodicamente lamentano la mancata corresponsione dello stipendio e che negli ultimi anni ha sempre chiuso in passivo il proprio bilancio. Infatti, durante il Consiglio Comunale dello scorso 22 dicembre, 18 componenti l’Organo consiliare votarono la Delibera di Giunta comunale n.71, relativa alla “Ricapitalizzazione della Misia”, che fu destinataria, quindi, di altri 86.000,00 euro. E già ricordammo che la Giunta comunale con Delibera n.38 del 9.11.2009 deliberò, tra l’altro, di riconoscere a mero titolo di corrispettivo per le prestazioni rese dagli operatori della sosta un compenso di 8,00 euro per ogni multa valida emessa dagli stessi. Fermo restando che i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie, accertate dai suddetti operatori, spettano al Comune ai sensi dell’art.208 del Codice della Strada. E ciò per garantire gli stipendi dei dipendenti, in attesa di un’eventuale ristrutturazione. Ma lo stesso atto amministrativo dichiarava chiusa al 31 dicembre 2009 la sperimentazione introdotta dalla deliberazione dell’anno precedente del pagamento della sosta posticipata, che permetteva ai cittadini, che avevano sostato il proprio veicolo negli stalli di sosta colorati, ma pizzicati privi del ticket di pagamento, di poter pagare la sanzione entro 24 ore dall’elevazione del verbale a “prezzo ridotto”. Una misura sulla quale l’amministrazione comunale intendeva avviare un’attenta riflessione sui risultati ottenuti, per la valutare la possibilità di poterla proseguire, anche mediante opportune modifiche. E le proteste dei 6 dipendenti della società tornavano alla fine di settembre, quando proclamavano lo stato di agitazione, perché senza stipendio da quasi 3 mesi. Ad annunciarlo con una lettera protocollata al Sindaco e all’Assessore alle Attività Produttive De Matteis era P.Cusano, segretario regionale Fisascat Cisl il quale, oltre rivendicare l’erogazione delle mensilità arretrate, chiedeva anche le garanzie per il mantenimento dei livelli occupazionali, come concordato nelle precedenti riunioni con il primo cittadino. A tal proposito le forze politiche di opposizione protocollavano la richiesta di convocare un Consiglio comunale straordinario in merito. Secondo la normativa vigente, la…

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Questione Misia: il Consigliere Esposito evidenzia il fallimento della società

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Ma della società con sede a via Roma si parlava anche durante il Consiglio comunale dello scorso 4 ottobre, che aveva come punto all’Ordine del Giorno la Variazione di Bilancio. E mentre il Consigliere V.De Maria sottolineava che per la Misia è prevista un’ulteriore ricapitalizzazione per 75mila euro, che vanno ad aggiungersi ai 25mila euro derivanti dai proventi delle multe (chiedendosi, a tal proposito, se vi sarebbe stata un’altra azione “vessatoria” dei Vigili Urbani nei confronti dei cittadini locali), l’Assessore al Bilancio N.De Matteis affermava che “sono stati approntati gli atti necessari, che vanno nella direzione di un effettivo rilancio della società, che ha come unico socio proprio il comune di Acerra”. Nello specifico il componente l’esecutivo del Sindaco tracciava le linee guida dell’azione di governo su questo tema, affermando che “si tenterà, da un lato, di ottimizzare le attività della stessa Misia e, dall’altro, sono previste una serie di attività, alle quali la società potrà accedere per il riassetto della propria situazione finanziaria, attraverso un conto per far fronte alle perdite della Misia stessa”. Nel suo intervento, invece, il Consigliere Giancarlo Esposito (Pdl) consigliava ai colleghi del Civico consesso di soprassedere, nel votare il riequilibrio della manovra di bilancio relativamente alla Misia, in quanto da un documento di Equitalia Polis si evince che la somma derivante dai verbali redatti dalla Polizia Municipale e da personale della Misia e che il Comune doveva introitare in circa due anni è pari ad 1 milione e 100 mila euro. Ma il Comune, fino ad oggi, ha incassato solo 45mila euro, ossia il 15% dell’intero importo!!! Pertanto non sarà possibile sanare la situazione entro il prossimo 31 dicembre, né recuperare i fondi necessari per affrontare i costi di gestione della società. Da segnalare, a proposto della suddetta Pubblica Assise, il commento del Capogruppo di Lista Trenta A.Laudando, che dichiarava: “Si è avuta un’ulteriore prova dell’incoerenza ed inettitudine della classe politica acerrana. Dopo che la maggioranza si è presentata solo con 14 componenti, con l’assenza programmata del gruppo misto e IdV, anche l’opposizione, con mio forte rammarico, ha fornito con il proprio comportamento una mano “involontaria” alla traballante maggioranza del Sindaco. Le assenze ingiustificate di Di Balsamo, Iovino (Forza PDL) e Mondella (Uniti per Bigliardo) hanno determinato un abbassamento del quorum, permettendo…

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Piano Urbanistico Comunale: arriva la nota del Dirigente a fare chiarezza

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Sullo scorso numero vi riferimmo del manifesto fatto affiggere in città lo scorso 12 settembre dal partito Noi Sud, rappresentato in Consiglio comunale dal Consigliere D.Tardi e dal titolo: “Grazie all’opposizione si discuterà del Piano Urbanistico Comunale in pubblico” e contenente evidentemente gravi accuse all’indirizzo del primo cittadino e della sua maggioranza. Tant’è che il Sindaco Esposito, a tutela della sua attività amministrativa trasparente e della sua immagine, dava mandato ai suoi legali, “affinchè verificassero se sussistono ipotesi di reato e, in ogni caso, di chiedere all’Autorità giudiziaria di procedere, perché si accerti la verità dei fatti riportati nel manifesto”. Nel pubblico avviso si leggeva che “il PUC, proposto oltre 15 mesi fa sotto l’egida dell’amministrazione Marletta, non giace sepolto in un cassetto e la maggioranza del sindaco Esposito lo porta in processione presso studi tecnici e case private, affinché siano subdolamente apportate quelle modifiche, che lo resero indigesto a chi mira alle speculazioni ed ai propri interessi particolari in contrasto con il bene comune. Noi vogliamo invece – proseguiva il manifesto – che il PUC sia discusso in pubblico tra i cittadini che lo hanno pagato, non nelle stanze del potere e perciò lo porteremo in Consiglio comunale. Di questo ha bisogno Acerra, colpita da paralisi nel campo del lavoro e dell’urbanistica, che aspetta questo PUC che potrebbe essere approvato nel più breve tempo possibile e senza modifiche. Invece è stata avviata un’intesa di spartizione, che nuoce agli interessi generali della città…..Il Sindaco ha avocato a sé la delega all’Urbanistica e si dimostra ancora una volta inconcludente ed inetto. Sottraiamo il PUC ai maneggi torbidi della maggioranza, che ne vuole fare merce di scambio”. E’ chiaro che l’iniziativa dell’esponente della minoranza non poteva rimanere senza seguito. Infatti veniva indetta una riunione per il giorno 21 settembre, avente come tematica il PUC ed alla quale venivano invitati anche i Capigruppo dell’opposizione, i quali però scrivevano al Presidente del Civico Consesso Lettieri, comunicando la propria indisponibilità a partecipare a tale riunione, in quanto “la discussione tecnica è già stata ampiamente approfondita nelle sedi opportune e che solo la volontà politica dei gruppi consiliari non è ancora emersa con la necessaria chiarezza. Essendo l’aula consiliare il luogo istituzionale – proseguiva la nota protocollata – unico e più opportuno, ove svolgere…

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Tortuoso avvio del nuovo anno scolastico per il Liceo polispecialistico

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L’avvio del nuovo anno scolastico non si è rivelato di certo positivo per gli studenti acerrani e, in particolare, per quelli del Liceo polispecialistico cittadino “Alfonso Maria Dè Liguori” di via Stendardo, a causa soprattutto della mancanza delle aule, che ha creato notevoli disagi agli studenti ed alle loro famiglie. Nemmeno il tempo, dunque, di mettere o di rimettere piede in classe, che già si è dovuto fare i conti con manifestazioni e proteste, svoltesi sia presso la sede scolastica che presso il Comune. Infatti nel plesso scolastico inaugurato appena tre anni fa mancano 13 aule ed il Preside, per garantire agli oltre 1200 alunni gli spazi per le lezioni, ha dovuto abolire la sala dei professori, allocata in un corridoio della scuola e ricavarne alcune aule, che si sono aggiunte a quelle sottratte agli spazi prima adibiti a laboratori e a casa del custode. “Grazie a pareti di cartongesso siamo riusciti a ricavare provvisoriamente solo 8 aule – affermava il Dirigente scolastico Prof.V.Piscopo – ma in queste condizioni non si può andare avanti a lungo. Dall’inizio dell’anno seguiamo l’orario compattato, cioè 4 classi ruotano e per un giorno i liceali non frequentano le lezioni”. All’appello mancano 5 aule, per cui gli studenti sono costretti a frequentare le lezioni a rotazione e per 120  alunni la scuola dura solo 5 giorni a settimana. Eppure viene evidenziato che è pronto un progetto per la costruzione di 15 nuove aule approvato da Comune e Provincia di Napoli, finanziato con un milione e mezzo di euro e realizzate al posto di un frutteto adiacente. Oltre a ciò agli studenti è preclusa la possibilità di poter utilizzare un campetto di calcio, dotato di spalti per assistere alle partite ed una palestra all’avanguardia con annesso auditorium da 200 posti a sedere, ultimati da mesi ma negati agli utenti per intoppi burocratici. Infatti per l’assenso all’utilizzo mancano solo degli atti, che in Provincia ancora non riescono a risolvere. La struttura di via Stendardo ospita tre indirizzi di studio: scientifico, classico e linguistico e molti progetti didattici, miranti a stimolare i ragazzi all’apprendimento, anche attraverso una serie di incontri con personalità del mondo della cultura. Ma le proteste proseguivano, con conseguenti aule vuote, anche a causa della presenza delle zanzare, contro le quali veniva richiesto…

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