Igiene urbana: indette dal Comune le nuove gare d’appalto

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Adesso, in attesa che si esprimano gli organi giudiziari, la Giunta comunale lo scorso 11 marzo ha riconfermato la deliberazione del Commissario straordinario, nella parte in cui si affida il procedimento di attuazione di tutti gli atti occorrenti per l’appalto del servizio di Igiene Urbana al Segretario generale del Comune. Intanto l’amministrazione comunale ha indetto le nuove gare d’appalto. Quella provvisoria, indetta non più con procedura negoziata ma aperta, avrà luogo il prossimo 23 aprile e dovrebbe sancire il nome dell’impresa che, a decorrere dal I maggio fino alla conclusione del procedimento della gara bandita per cinque anni (e comunque non oltre il 31.12.2010), svolgerà il servizio cittadino di spezzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Il Capitolato d’oneri, attualmente in vigore, è stato rivisto e modificato, adeguandolo ai servizi da rendere ed ammonta ad euro 4.080.368,00 oltre iva, corrispondente ad euro 510.046,00 più iva mensili. Per quanto concerne la gara relativa al periodo di cinque anni, anch’essa indetta con procedura aperta a partire dallo scorso 29 marzo e la cui prima seduta di gara è prevista per il 20 maggio 2010 il Capitolato d’oneri, composto da 42 articoli, è stato rivisto e modificato, in particolare nella parte relativa agli automezzi ed in quella relativa agli oneri di impiego della manodopera, nonché in quella relativa ai servizi (compresa la raccolta differenziata porta a porta) ed alla gestione delle isole ecologiche. Pertanto l’importo a base d’asta è stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Così come è stato rivisto il Bando di Gara con le dovute modifiche. Pertanto le offerte economiche delle aziende, che decideranno di partecipare al delicato appalto, dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune entro le ore 12:00 del prossimo 19 maggio. Frattanto un nuovo ed ennesimo ricorso contro il procedimento di risoluzione del rapporto contrattuale in corso con il gestore del servizio, avviato dal Dirigente al ramo in data 9.2.2010 e relativo alla gara per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, veniva presentato al TAR Campania dalla società Ego Eco e notificato al Comune lo scorso 6 aprile. Ricorsi contro i quali il Comune si costituiva in giudizio attraverso apposita Delibera di Giunta comunale, rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta, al quale veniva conferito l’incarico. Intanto il Sindaco Esposito…

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Ice Snei: presentato un esposto dagli inquilini. Intervengono la Polizia Municipale e l’U.T.C.

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E’ stato effettuato lo scorso 2 aprile, a seguito di un esposto prodotto da alcuni abitanti a nome di tutti gli inquilini del complesso residenziale Ice-Snei, di C.so Italia, un sopralluogo preliminare da parte della Polizia Municipale e di un funzionario dell’Ufficio Tecnico Comunale. E ciò, per stabilire una volta per tutte la proprietà degli ambienti al piano terra, trasformati negli anni in garage e in attività varie e la cui titolarità viene rivendicata sia dal Comune che dalla società costruttrice. L’intricata vicenda risale a circa 30 anni fa, quando prese il via la questione relativa alla proprietà di 113 box per alcuni dei quali, nel corso degli anni, sono scattati gli sgomberi, susseguenti alla morosità degli usufruttuari, che non verserebbero con regolarità la quota di affitto all’Ice-Snei. Sfratti previsti anche nei giorni scorsi. Quote che, invece, sostengono i residenti, andrebbero versate al Comune, che nel 1985 acquistò l’intero complesso residenziale, comprese le pertinenze, per circa 26 miliardi delle vecchie lire. Dal 2005 l’Ente comunale porta avanti una causa amministrativa, rappresentato e difeso dall’Avv.Violante, nella quale dovrebbe essere dimostrato, sulla scorta della licenza edilizia di allora, che esiste un’incongruenza tra gli spazi abitativi e le aree riservate ai parcheggi ed ai garage. Ma secondo alcune indiscrezioni (che, almeno per adesso, non trovano conferme ufficiali), alcune licenze, planimetrie e grafici risulterebbero irreperibili. Ovviamente alcuni inquilini rivendicano addirittura di aver portato a termine i lavori al piano terra, dai quali avrebbero poi preso vita gli attuali ambienti. Naturalmente i punti da chiarire sono molti. Infatti occorre innanzitutto capire se l’Ice Snei possa produrre una documentazione inequivocabile sul diritto di proprietà rivendicata e se questi locali al piano terra siano stati oggetto di abuso edilizio e da parte di chi. E va chiarito perché la società costruttrice non si sia mai occupata delle carenze igienico-sanitarie, che affliggono i suddetti locali. Nel frattempo si restava in attesa dell’emissione di un provvedimento amministrativo che, notificato agli affittuari dei box, intimasse loro di permettere agli organi competenti di effettuare un’ispezione all’interno degli ambienti oggetto della diatriba. A leggere l’esposto inviato in data 9.3.2010, tra gli altri, alle Forze dell’Ordine, alla Procura della Repubblica di Nola, al Sindaco T.Esposito e al Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro, si evince che “il complesso Ice-Snei è stato edificato con le…

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Il mistero dei box auto: è braccio di ferro tra residenti dell’Ice Snei e la società

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Era quindi l’Assessore al Patrimonio N.De Matteis, tra i destinatari dell’esposto e presente al sopralluogo, a chiedere che si relazionasse con urgenza, per accertare se gli immobili rientrino, come denunciato dai cittadini, nel patrimonio comunale e di adottare con urgenza tutti i provvedimenti conseguenti a tutela della proprietà pubblica, ivi inclusa la denuncia penale a carico della società, che dovesse eventualmente risultare occupante abusiva di beni patrimoniali comunali. “Queste procedure sono iniziate per andare fino in fondo alla questione – dichiarava l’Assessore De Matteis – e presto dovremmo concludere. L’Ufficio tecnico stilerà una relazione, che sarà inviata alla Procura nolana. Se si dovesse accertare qualche anomalia, scatterà un procedimento per abuso edilizio”. “Dopo l’occupazione del cantiere aperto dall’Ice Snei nel 1978 e l’acquisto da parte del Comune – racconta uno degli sfrattati, il 64enne Pasquale M.- ognuno di noi, a nostre spese, si costruì un box. L’intero spazio pullulava di ratti e di sporcizia e sulla carta era indicato col termine cantinole. Volevamo acquistarli, ma la società oppose un diniego e tre anni fa siamo stati costretti a stipulare dei contatti di locazione, che variano a seconda del metraggio, pur di non perdere ciò che avevamo costruito con i nostri soldi. Ma sono contratti fittizi, per questo abbiamo deciso di non pagare più”. “I contratti stipulati sono 78 – specifica il 69enne Vincenzo T.- ma non tutti li hanno firmati in quanto abusivi. Infatti a quale titolo la società ha accatastato questi box come suoi? Perché non si è mai presentata, allorchè è stata convocata dal Comune? “Da due anni la gestione del complesso è stata demandata all’Inpa, società di riscossione dei tributi, che opera in nome e per conto del Comune – aggiunge un altro sfrattato Giovanni C. di 62 anni – ma non ha fatto nulla. Abbiamo battagliato anche con le passate amministrazioni, ma spesso ci sono stati lunghi periodi di silenzio totale. Sarà questa la volta buona?”.   Joseph Fontano

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Parco Ice-Snei: resta da definire la questione dei box

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Già durante le passate amministrazioni si erano verificati dei tentativi di sgombero dei locali posti a piano terra, così come avvenuto il 28 gennaio del 2005, quando le Forze dell’Ordine, tra urla, proteste e spintoni, provvedettero ad uno sgombero forzato di alcuni box, con tanto di cassonetti rovesciati e dati alle fiamme dai residenti che, secondo l’Ice-Snei, a più riprese erano stati sollecitati a lasciare gli immobili occupati o a stipulare contratti di locazione per regolarizzare la loro posizione. Ad una decina di box furono apposti i sigilli, dopo che gli operai avevano portato all’esterno e caricato sui camion il materiale contenuto in essi. In quel caso era stato l’Ufficiale giudiziario ad intimare di eseguire l’ordine di sfratto, emesso dal Tribunale di Nola su richiesta della società costruttrice degli immobili, comprati 20 anni prima dal Comune per circa 26 miliardi delle vecchie lire. E l’Avv. C.Orditura, legale dell’Ice-Snei, affermava che “c’è una sentenza passata in giudicato che riconosce l’occupazione abusiva dei box. Per cui il Tribunale ne ha ordinato il rilascio”. Anzi qualche anno prima i residenti furono anche citati a comparire dinanzi al Giudice nell’udienza del 20 marzo del 2001, mentre l’Ice-Snei, per dimostrare la sua proprietà, aveva anche esibito la sentenza n.25 del 7/2/1994, emessa dal Pretore di Acerra, che condannava gli stessi occupanti, per aver arbitrariamente invaso i locali, al fine di occuparli e, in alcuni casi, di destinarli a sede di esercizi commerciali. Anche l’amministrazione comunale targata Marletta, attraverso la Delibera di Giunta del settembre 2006, scrisse che “la documentazione probatoria esibita dalla società Ice Snei è inidonea, a fondare il titolo di proprietà dichiarata dalla stessa e che la sentenza del Pretore è antecedente all’atto di compravendita. Utile, quindi, solo per attestare che nell’83 la Società ha subito danni da occupazione. Né mai altre concessioni edilizie ordinarie o in sanatoria sono state rilasciate alla Società dopo quelle del 1968. Tale stato di fatto, poi, crea danni gravi ed irreparabili al Comune, in quanto la stessa Ice-Snei ha stipulato contratti di locazione, dei quali asserisce di essere proprietaria e ciò in danno ai diritti sull’immobile di proprietà del Comune e con ingiusto profitto per la Società”. Per ciò si diede mandato all’Avv.Petrillo di procedere penalmente presso la Procura della Repubblica di Nola, nei confronti…

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Saranno rimossi i vincoli per gli edifici costruiti nelle zone “R-Rispetto”?

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E’ stata la Giunta comunale, guidata dal Sindaco Esposito, lo scorso 25 marzo, a proporre al Consiglio comunale, attraverso la Delibera n.38, un atto di indirizzo in materia di condono edilizio in merito all’art.32 comma 1 della legge 47/85. La relazione istruttoria dell’atto amministrativo è stata redatta dal Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro, al quale il primo cittadino, attraverso apposito Decreto sindacale del 26 marzo scorso, ha prorogato l’incarico fino al 31 marzo 2013. Un provvedimento che ha suscitato polemiche tra alcune forze politiche cittadine e non solo e che era stato osteggiato pubblicamente dal Vicesindaco A.Crimaldi il quale, in piena campagna elettorale quale candidato alle regionali, aveva dichiarato che una simile decisione di riconferma dell’incarico al Dirigente, comportava un’assunzione di responsabilità da parte della fascia tricolore e metteva in discussione il ruolo dell’UDC in seno alla maggioranza. Intanto Santoro nella relazione scrive: “Negli ultimi anni, pur con un organico sottostimato rispetto alle effettive necessità, si è dato un notevole impulso alla definizione delle pratiche. Infatti dal I gennaio 2006 ad oggi sono stati rilasciati circa 700 provvedimenti abilitativi in sanatoria. Occorre fare di più e meglio ed è necessario, al fine di velocizzare i procedimenti, affrontare alcune questioni attinenti il particolare regime vincolistico di alcune zone del territorio comunale ed in particolare nelle zone classificate nel PRG vigente come “R-Rispetto”. La città è dotata di un Piano Regolatore Generale approvato il 26.10.1982. Il PRG individua – prosegue il tecnico – una serie di aree, che vengono classificate come zone R disciplinate dall’art.2 delle Norme Tecniche di Attuazione che recita: Destinazione d’uso: rispetto infrastrutturale, cimiteriale, urbanistico programmatico. In tale zona è vietata ogni costruzione anche se a carattere provvisorio. Gli eventuali edifici esistenti, ricadenti nell’ambito di tale zona, sono vincolati con le seguenti prescrizioni: è consentito il risanamento statico ed igienico con ristrutturazione funzionale nel rispetto della forma volumetrica, delle superfici e del numero dei piani esistenti. Nel caso di demolizione l’area risultante è inedificabile. Con tale disposizione normativa si procedeva a sottoporre a vincolo di inedificabilità assoluta ampie porzioni del territorio comunale per effetto sia dei vincoli sovraordinati, derivanti da leggi e regolamenti nazionali, sia di un vincolo definito di carattere urbanistico-programmatico apposto dal Comune. In generale è utile specificare che i vincoli di piano regolatore, ai quali si…

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L.Bigliardo: “L’elettorato acerrano si conferma ballerino, di tipo esterofilo. Nasce la Nuova Italia”

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Tra gli esponenti politici locali intervenuti a seguito delle elezioni regionali dello scorso marzo, abbiamo raccolto le dichiarazioni reseci dall’ex Commissario cittadino di Forza Italia Rag.Luigi Bigliardo. Qual è la sua valutazione politica circa le ultime elezioni regionali, in particolare sul dato elettorale di Acerra? “L’elettorato acerrano si conferma un elettorato ballerino, sostanzialmente di tipo esterofilo ed  amante del caporione, quello che un tempo veniva chiamato galoppino elettorale. Ricordo che alle ultime elezioni comunali – afferma il ragioniere – gli Acerrani si fecero condizionare e sedurre, da coloro che andavano recitando slogan del tipo padroni a casa nostra o peggio no afragolesi. Questi stessi personaggi adesso hanno fatto votare mariglianesi, puteolani, ischitani, napoletani e fatto trombare tutti i candidati di Acerra. E ciò è molto grave. Inoltre credo che, votando in questo modo, ad Acerra si possa solo nuocere. Infatti, già il voto espresso per il Consiglio comunale è risultato un’anomalia rispetto al quadro generale. Il centrodestra oggi amministra tutte le province della Campania, la Regione e gran parte dei Comuni. Solo Acerra non cambia – prosegue Bigliardo – non ha discontinuità con le Giunte, che in questi anni hanno prodotto zero, dalla Giunta Verone a quelle di Riemma e Marletta, fino a quella attuale guidata da Esposito, che fa rimpiangere addirittura il predecessore. Il fatto, poi, che nessun acerrano sieda lì dove si decide, fa in modo che altri decidano per gli Acerrani e negli ultimi trent’anni i politici campani hanno deciso che Acerra diventasse la pattumiera del Mezzogiorno”. Questo voto può influire sugli assetti della Giunta del Sindaco Esposito? “Prima delle elezioni ho sempre ritenuto Tommaso Esposito un politico coerente. Oggi non più. Infatti, tenere in Giunta un Vicesindaco, che alle ultime regionali si è candidato nel centrodestra o peggio un Presidente del Consiglio comunale (già eletto in una formazione che sostiene al Governo il centrodestra), che ha fatto propaganda per i candidati dello schieramento di Caldoro, dovrebbe preludere ad un chiarimento. Ma ce n’è abbastanza per dimettersi. Inoltre – aggiunge l’ex Commissario – nulla è cambiato rispetto a Marletta: dai dirigenti alle società di raccolta dei rifiuti”. Il Pdl, però, perde consensi rispetto alle ultime politiche, mentre l’UDC vanta di essere il primo partito. “Va considerato il dato omogeneo. Alle ultime regionali AN e Forza…

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Questione gestione risorse idriche: approvata la soppressione degli A.T.O.

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Lo scorso 23 marzo veniva approvata la legge, che sopprime gli Ambito Territoriali Ottimali (A.T.O.), assemblee dei Sindaci dei Comuni che decidevano in merito alla gestione del servizio idrico. Sono state di fatto espropriate le funzioni di controllo delle Amministrazioni comunali e provinciali e le competenze passano alla Regione. E, semplificando il processo di “messa sul mercato” del servizio idrico integrato, basteranno 20 gare per privatizzare tutta l’acqua della nazione, invece delle centinaia che si dovrebbero bandire ed espletare. Senza dimenticare che solo le multiutility o le multinazionali avrebbero le capacità finanziarie, per partecipare a gare regionali, escludendo praticamente dal novero le piccole e medie aziende locali, destinate a scomparire (e con esse i relativi dipendenti). “Questa è un’ulteriore, decisiva conferma della necessità di orientarsi verso un percorso del tutto diverso, che ponga le aziende dei nostri Comuni al di fuori del mercato e al di fuori dei rischi di privatizzazione – sottolineano gli esponenti dei comitati contro la privatizzazione dell’acqua – perché è chiaro che eliminare gli Ato, significa eliminare proprio le autorità che possono rappresentare un sia pur minimo baluardo contro gli appetiti dei privati e possono e debbono, per legge, vigilare sulle tariffe e sulla qualità del servizio erogato”. Evidentemente i privati, che stanno premendo fortemente su tutti i partiti oggi in Parlamento, spingono anche per vedersi sollevati da ogni controllo democratico. “La soppressione degli Ato, confermata dalla conversione in legge, impone una rivisitazione delle modalità di gestione delle risorse idriche – afferma deciso Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, l’associazione dei Comuni montani. – L’acqua è un bene collettivo, destinata ad assumere un’importanza sempre più rilevante nei rapporti territoriali. Ed è ormai una risorsa strategico-vitale, che non possiamo permetterci di affidare alle distorsioni del mercato – conclude Borghi – e i Comuni, in particolare quelli montani, dove sono in gran parte localizzate le risorse idriche, costituiscono il punto di riferimento fondamentale per gli interessi legittimi delle popolazioni amministrate e detengono, pertanto, responsabilità e competenze primarie, non delegabili, in materia di utilizzo e di gestione di queste risorse”. Ad associarsi alle dichiarazioni di Borghi è Oreste Giurlani, presidente dell’Uncem toscana, il quale dichiara: “La gestione delle risorse idriche dev’essere allineata alle esigenze delle popolazioni, anche le più deboli e non può essere delegata all’imprenditoria privata”.      …

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Manca il numero legale: approvato solo un documento pro disoccupati

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La seduta del Consiglio comunale dello scorso 23 marzo aveva, come punti all’Ordine del Giorno, anche una discussione relativa alla questione politica. La Pubblica Assise, infatti, era chiamata a dibattere sull’interrogazione consiliare presentata dal gruppo consiliare del Pdl e dal Consigliere comunale di Rifondazione comunista G.De Laurentis. Oggetto della mozione era il chiarimento sulla posizione del Vicesindaco, nonché Assessore ai Lavori Pubblici ed al Cimitero A.Crimaldi, candidato al Consiglio regionale della Campania con l’Udc (a sostegno del candidato presidente del centrodestra Stefano Caldoro), mentre ad Acerra è parte integrante dell’amministrazione di centrosinistra. Oltre a tale questione politica, che comprendeva anche le delucidazioni che il Sindaco doveva fornire in merito alla sostituzione in Giunta dell’Assessore Granata con l’Assessore De Matteis, il Civico consesso era chiamato alla nomina del Vicepresidente dell’Assise e a quella dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti. Questi due temi, tra l’altro, vanno avanti da alcuni mesi, puntualmente proposti ad ogni convocazione di un nuovo Consiglio comunale ma mai affrontati. Ebbene, anche questa volta, il parlamentino locale non riusciva ad affrontare nessuno dei temi in discussione, visto che ad un certo punto veniva a mancare il numero legale. L’unico documento che veniva votato all’unanimità dei presenti era quello di sostegno alle iniziative di contrasto alla disoccupazione, concordato tra Regione Campania e Provincia di Napoli per i corsisti del progetto “Bros”, di cui molti presenti nell’aula consiliare. “Il Consiglio comunale, ascoltati la relazione dell’Assessore Verone e gli interventi dei cittadini intervenuti – recita il suddetto documento – preso atto della riunione del 24.02.2010 sulle attività relative alla convenzione stipulata in data 10.07.2009, per individuare strategie operative finalizzate all’elaborazione del progetto Bros, di cui si allega copia, riconferma la volontà del Comune di Acerra a porre in essere tutte le iniziative di propria competenza, utili alla realizzazione di quegli interventi, che possano coinvolgere i soggetti che hanno maturato esperienze formative prevalentemente nel campo ambientale, dalla bonifica alla vigilanza, alla riqualificazione del territorio. Si impegna a sostenere pressi i Ministeri competenti, la Regione Campania e la Provincia di Napoli la realizzazione degli obiettivi del progetto Bros”. Ma la fuga dall’aula consiliare di alcuni Consiglieri di maggioranza, causa della caduta del numero legale, provocava anche una presa di posizione del Sindaco Esposito che, attraverso un comunicato stampa, dichiarava: “L’impegno…

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Consiglio comunale mancato: le dure critiche dell’opposizione

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Ma non mancavano le aspre critiche dell’opposizione, a seguito della mancanza del numero legale in aula. “Dopo le regionali urge un incontro – affermava il Consigliere Bigliardo – e la maggioranza deve seriamente riflettere sull’opportunità di mandare a casa questo Sindaco inetto, che non ha appoggio dalla sua maggioranza”. “Avevamo chiesto che venissero discusse dal Sindaco le dimissioni del Vicesindaco di sinistra candidato al Consiglio regionale a destra – spiegava il Consigliere del Pdl Di Fiore – perché non si può sostenere De Luca ad Acerra e Caldoro a Napoli. E’ politicamente discutibile e moralmente scorretto. Il Pdl e Caldoro non vogliono i voti di certi mestieranti, apprendisti stregoni. Avevamo chiesto che si rimuovesse questa scandalosa anomalia di marca Udc del candidato regionale Crimaldi, che non ha avuto neppure il coraggio di presentarsi in Consiglio comunale, perché teme tutti. Certamente non è all’altezza di un dibattito politico. Il Crimaldi stesso è convinto che non andrà oltre il ponte di Napoli, tanto che non ha trovato il coraggio morale e politico di dimettersi da vicesindaco o di mettere il suo mandato a disposizione del sindaco come era doveroso che facesse. Che vergogna.”. Su questo punto il Consigliere De Laurentis   dichiarava: “E’ evidente che la maggioranza non ha voluto discutere di questa grave incoerenza politica. Se è normale che Crimaldi si sia candidato nel suo partito politico di provenienza, meno normale è che il Vicesindaco di una coalizione, che vede governare un sindaco del centrosinistra, si trovi a chiedere l’elezione di un Presidente della Regione di centrodestra. È un’anomalia più grave ancora di quella di tanti Consiglieri della maggioranza, che fanno campagna elettorale per rappresentanti del centrodestra. Tutto questo conferma quanto dicevamo noi della Sinistra in campagna elettorale e cioè che c’era in atto un grosso ‘inciucio’, che votare per gli uni poteva essere votare per gli altri, che nessuna delle due grandi coalizioni di centrodestra e centrosinistra avrebbe garantito stabilità di governo e risoluzione dei problemi dei cittadini. Il non permettere, con la fuga, di fare queste considerazioni, è un segnale di grande sbandamento di chi oggi amministra Acerra, nonché di scorrettezza istituzionale. Si è dimostrato vigliaccheria e non rispetto per le opposizioni e per la Città, che si interroga su tutto questo. Si è aspettato fino all’ultima settimana…

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Pedinato e rapinato il Consigliere comunale De Maria

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Erano le ore 12:30 circa, quando il Consigliere comunale Vincenzo De Maria usciva dalla filiale del Banco di Napoli, sita a C.so Italia, presso la quale si era recato, per prelevare la somma di 2500 euro. A quell’ora l’istituto di credito era affollato. Terminata l’operazione di prelievo, il 30enne lasciava la banca e percorreva alcune strade cittadine in auto, salvo fermarsi anche al passaggio a livello di via S.Francesco d’Assisi. Una volta aperte le sbarre, parcheggiava l’auto a via Cilea. In quel momento il giovane veniva avvicinato da due uomini che, in sella ad una moto nera di grossa cilindrata e col volto coperto da caschi, gli puntavano una pistola alla gola, intimandogli di consegnargli la cifra precedentemente prelevata. E’ evidente che la coppia di banditi, che aveva pedinato la vittima per mezz’ora, sapeva dove De Maria teneva il contante prelevato, ossia nella tasca anteriore del giubbino. Messo a segno il raid, i due facevano perdere le loro tracce. L’episodio veniva denunciato presso la locale stazione dei Carabinieri. La coppia di rapinatori potrebbe essere la stessa che in passato ha già seminato il terrore tra banche e Poste, mettendo a segno alcuni raid. Nonostante lo spiacevole episodio, con risolutezza il componente la pubblica assise passava subito alle proposte ed affermava: “Occorre tutelare le persone, che effettuano prelievi in banca o alle Poste. Io ho effettuato il mio prelievo di soldi davanti a decine di persone e tutti hanno visto cosa stavo facendo. Deve essere garantita più riservatezza, tutelata la privacy per la sicurezza degli utenti. Al tempo stesso – aggiungeva De Maria – dev’essere realizzata sul territorio comunale la videosorveglianza, che fungerebbe da deterrente per i tanti delinquenti presenti in città. Acerra non ha a disposizione un sistema di telecamere, in grado di tutelare e difendere i cittadini dai malintenzionati. Mi batterò a livello istituzionale, per fare in modo che in città venga istituito questo strumento finalizzato alla sicurezza di tutti, soprattutto in prossimità di obiettivi sensibili, quali gli istituti di credito e gli uffici postali. Il mio pensiero va soprattutto ai tanti anziani, che si recano in posta per ritirare la pensione e vivono nel terrore che qualcuno possa impossessarsi dei propri soldi”. La passata amministrazione aveva già pensato a un sistema di telecamere lungo buona parte…

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