Edizione Integrale del 09 Marzo 2010

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E’ buona ogni soluzione per fermare la devastazione

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Se gli istituti scolastici cittadini devono continuare ad offrirci continuamente scene, come quella descritta dalla foto qui pubblicata, allora occorre ricorrere a qualsiasi misura, per arginare e debellare quelli che vengono ancora chiamati atti di vandalismo ma che, in realtà, sono veri e propri reati contro il patrimonio, con tanto di danni economici arrecati all’intera collettività. Oltre ai danni sociali e culturali, dovuti alla mancata fruizione da parte degli studenti dell’attività didattica. Ne prendano atto i Dirigenti scolastici, le Forze dell’Ordine, l’Amministrazione comunale e, perché no, gli stessi genitori degli studenti. Le ultime azioni criminose commesse contro le scuole locali risalgono alla settimana scorsa, in occasione del Carnevale. Le “gesta” di ladri e teppisti hanno causato un altro pesante bilancio: messi a soqquadro il terzo ed il quarto Circolo didattico, da cui sono stati sottratti ben 21 estintori in tre distinti raid, nonché la scuola media “Capasso”, dove alcuni giovani con il volto coperto da passamontagna (individuati attraverso il sistema di sorveglianza con gli allarmi collegati ai telefoni di casa di alcuni docenti) hanno anche divelto un armadietto per i diversamente abili. Una scuola, che vanta il triste record dell’istituto più bersagliato da vandali e ladri, con oltre 70 raid dal 1992 ad oggi. A poco è servito l’impegno delle Forze dell’Ordine nell’opera di controllo del territorio e di prevenzione degli episodi criminosi. Infatti la furia distruttrice dei delinquenti ha messo in ginocchio ben tre plessi scolastici. «Abbiamo chiesto anche l’intervento delle Forze dell’Ordine, ma erano impegnate in altre operazioni di pubblica sicurezza. Ormai siamo allo stremo e ci aspetta un futuro nero». Queste le parole pronunciate con rabbia dalla Dirigente del III Circolo, Francesca Boccini. Al quarto Circolo, invece, per circa una settimana si sono susseguiti ben tre raid. I ladri hanno portato via gli estintori, che poi sono stati ritrovati in campagna completamente svuotati, mettendo a rischio l’attività didattica. Adesso, al di là dei singoli episodi, sembra che la situazione sia chiara alle istituzioni competenti, visto che l’Assessore alla Pubblica Istruzione I.Verone, afferma: “C’è un problema sicurezza a cui prestiamo molta attenzione. Per fronteggiare i numerosi raid nelle scuole in futuro, doteremo le stesse di un sistema di videosorveglianza direttamente collegato con la centrale della Polizia Urbana”. E ci sono le soluzioni contro l’accanimento e le…

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Il 28 febbraio ad Acerra gara nazionale di motocross

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Il Trofeo Sud Italia è una gara a carattere nazionale, che già l’anno scorso ha ottenuto il record di partecipanti (170 piloti provenienti da tutto il sud Italia). La prima prova del Trofeo Sud si svolgerà il prossimo 28 febbraio ad Acerra, sul Crossodromo Città di Acerra e sarà la prima di un campionato di 5 prove, che toccherà tutte le regioni del meridione, ossia Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania. E’ un vero e proprio campionato del sud, dove si sfideranno i migliori piloti di tutto il mezzogiorno d’Italia. La gara viene organizzata dal Motoclub Cerbonemoto e dalla Ultracross con il patrocinio del Comune di Acerra, nella persona dell’Assessore allo Sport Enzo Falco, che si è prodigato tanto, per far crescere il Crossodromo di Acerra, così come il titolare della locale Concessionaria Motosprint, Luca Montanino, sempre impegnato in prima persona nelle manifestazioni crossistiche. Infine un grande ringraziamento va a tutti gli sponsor, tra cui l’immancabile agriturismo “Al Platano”, sito in località Varignano. La gara sarà seguita da varie emittenti televisive e testate giornalistiche sia nazionali che locali.

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Risultati concreti e soddisfacenti dai controlli del territorio della Polizia Municipale

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Prosegue l’opera di controllo del territorio da parte degli agenti del Comando di Polizia Municipale, agli ordini del Col.Felice D’Andrea. L’attività svolta dai poliziotti locali ha prodotto un cospicuo incremento dei verbali elevati ai danni dei cittadini inosservanti delle normative vigenti, ma anche una più incisiva opera di prevenzione. Viabilità, abusivismo edilizio, controllo della merce esposta al pubblico e mancato utilizzo del casco le operazioni, nelle quali sono stati conseguiti risultati concreti e soddisfacenti. Il controllo del territorio è spesso effettuato dalle pattuglie anche fino alle ore 23:30, ossia attraverso un servizio serale, che potrebbe essere esteso anche alle ore notturne, attraverso un incremento dell’organico a disposizione e lo stanziamento di fondi aggiuntivi. Infatti gli episodi criminosi notturni ai danni del patrimonio non mancano, come testimonia il furto commesso alcuni giorni fa ai danni di un tabacchi di via Diaz, con danni per migliaia di euro provocati da ignoti alla rivendita. Una menzione particolare va fatta alle cosiddette pattuglie di prossimità che operano, raccogliendo informazioni preziose da parte dei residenti dei vari quartieri, attraverso le quali riescono poi a controllare le varie situazioni anomale, che eventualmente dovessero presentarsi. Un’attività info-investigativa, che permette di tenere costantemente aggiornata la “banca dati” delle informazioni utili all’operato degli uomini in divisa. A tal proposito importante e proficua si sta rivelando la collaborazione, instauratasi tra associazioni culturali e di volontariato con il personale della Polizia Locale, atta a risolvere con maggiore tempestività le problematiche che assillano la città. Un contributo alla riduzione dei fenomeni criminosi è venuto anche dal controllo effettuato ai cosiddetti obiettivi sensibili (banche, uffici postali, scuole, piazze cittadine, esercizi commerciali ecc.), come quando i Vigili Urbani sono riusciti a sventare un tentativo di furto alla scuola media “Capasso”, anche se nulla hanno potuto contro la furia distruttrice della notte compresa tra il 15 ed 16 febbraio scorso, che ha messo in ginocchio ben tre plessi scolastici. Controlli anche ai tanti extracomunitari, presenti soprattutto nel centro storico. Inoltre i poliziotti municipali, coordinati dal Magg.G.Trezza, sono quotidianamente impegnati nel controllo del corretto svolgimento del servizio di nettezza urbana, del rispetto dell’orario di conferimento dei rifiuti e dello sversamento abusivo di rifiuti di varie tipologie. Numerose anche le autovetture rubate in altri Comuni e ritrovate nelle nostre aree urbane, con conseguente restituzione delle…

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Pascoleranno di nuovo sul nostro territorio le pecore dei Cannavacciuolo?

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Lo scorso 7 dicembre rendemmo nota la decisione del sig.Mario Cannavacciuolo, ex allevatore di ovini e protagonista, unitamente agli altri componenti della propria famiglia e di quella dei Gerlando, di infinte battaglie giudiziarie e di proteste con le sue greggi al seguito, di voler riprendere la sua attività di allevatore. Questi già il 7 ottobre aveva scritto al Sindaco T.Esposito, all’Assessore all’Ambiente P.Marangio ed al Presidente del Consiglio comunale R.Lettieri una lettera, alla quale erano allegate una serie di ordinanze emesse nel corso degli anni di divieto del pascolo vagante su tutto il territorio comunale agli erbivori stanziali e transumanti. “In data 20.10.2003 – si legge nella missiva – con Ordinanza del Comune di Acerra veniva vietato il pascolo vagante agli ovini dell’azienda da me gestita insieme a mio fratello Vincenzo (poi deceduto circa un anno e mezzo fa e nel cui sangue furono rinvenuti 225 picogrammi di diossina, a fronte dei 10 consentiti nell’essere umano ndr). Da allora in poi, a seguito di varie vicissitudini, non abbiamo più potuto svolgere la nostra attività di pastori. Orbene, alla luce della recente Valutazione di Impatto Ambientale, elaborata dai tecnici preposti, si chiede di conoscere lo stato della situazione, anche e sopratutto al fine di poter riprendere l’attività. Difatti lo scrivente ha in animo di mettere in cantiere un’attività di allevamento di ovini, anche e soprattutto perché ormai, a distanza di 6 anni, le difficoltà economiche sue e della propria famiglia si sono notevolmente aggravate. Mette conto osservare che, rispetto a quella che sarà l’attività amministrativa in merito e dello stato della situazione, lo scrivente dovrà prendere delle decisioni che comunque, allo stato, non sono più procrastinabili. Si chiede che pertanto gli organi in indirizzo – concludeva la lettera – diano risposte chiare e definitive. Si resta in attesa di sollecito riscontro, al fine di chiarire la situazione”. Non avendone ottenuto alcuna risposta, lo stesso sig.Mario lo scorso 12 novembre diffidava il Sindaco “a dare risposte alla legittima istanza, nei termini di cui alle citate norme, visto che sono scaduti i termini di legge, senza che il Comune abbia risposto alla lettera protocollata in data 7.10.2009”. Oltre a ciò per i primi giorni del 2008 era prevista l’erogazione della somma complessiva di 600 mila euro alle famiglie Gerlando e Cannavacciuolo…

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Dalla Conferenza dei Servizi nessuna possibilità agli allevatori di ovini

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Ma le speranze e le risposte ai quesiti degli allevatori erano affidate alla Conferenza dei Servizi, svoltasi lo scorso 4 febbraio presso il Comune ed alla quale partecipavano, oltre all’Ente comunale, rappresentato dal Segretario Generale, nonché Dirigente del settore Ambiente Dr.ssa M.Piscopo ed alla famiglia Cannavacciuolo, anche i Servizi Veterinari dell’Asl Na3 Sud nelle persone del Dott.A.Pecoraro e del Dott.G.Timorati e l’Arpac, rappresentata dalla Dott.ssa G.Agrello. Ebbene, alla fine la Conferenza stabiliva “l’impossibilità della revoca delle ordinanze di divieto di pascolo vagante ed il rinvio ad un’eventuale nuova comunicazione per un possibile progetto a stabulazione fissa, in collaborazione con i servizi veterinari”. Durante l’incontro il Dott.Pecoraro specificava che i Servizi Veterinari avevano proposto all’Assessorato regionale alla Sanità – Settore Veterinario la revoca delle Ordinanze di divieto di pascolo vagante, in essere in taluni Comuni del territorio dell’ex Asl Na 4. La Regione, con nota del 4.6.2008, specificava di non condividere tale proposta. La Dr.ssa Agrello, dal canto suo, riferiva di non avere dati per superamento di CSC per la Contrada “Pagliarone”, sito nel quale era localizzata l’azienda di allevamento ovini Cannavacciuolo. Unico punto a favore dei pastori era la disponibilità mostrata dal Servizio Veterinario alla proposta avanzata dal legale rappresentante degli allevatori, Avv.Lanciano, di poter effettuare stabulazione fissa, con individuazione e stanziamento di un’area nel Piano regolatore. “Abbiamo le mani legate – dichiarava crucciata Orsola Cannavacciuolo – perché, stando all’ordinanza regionale, possiamo stanziare un gregge non vagante solo nella zona industriale. Far sorgere un’azienda ovina tra l’inceneritore ed il depuratore Ngp, è un macello. Inoltre è necessaria una quantità di denaro, di cui non disponiamo. Il Governo deve ancora corrisponderci la seconda tranche di indennizzi, ossia 150mila euro. Avevamo chiesto al Comune di aiutarci per un inserimento lavorativo, perché siamo in ginocchio, ma ancora non è stato fatto nulla per noi”. L’Assessore comunale alle Pol.Ambientali P.Marangio precisava che “Arpac e Regione hanno deciso di prolungare il divieto di pascolo per precauzione, visto che le pecore mangiano una quantità spropositata di erba, veicolo primario di veleni. Il divieto di pascolo vagante vale per 30 Comuni dell’Asl Na4. Ad Acerra il pericolo diossina non c’è, tranne che per contrada Varignano e zona Calabricito per la presenza della discarica. In merito agli indennizzi – concludeva il componente la Giunta Esposito –…

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Depuratore ex Montefibre: conferito l’incarico al legale per il ricorso al T.A.R.

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Sull’ultimo numero vi riferimmo della rabbia e della delusione dei comitati ambientalisti e delle pesanti critiche da essi rivolte all’amministrazione comunale, a seguito soprattutto del Consiglio comunale dello scorso 3 febbraio, rivelatosi sostanzialmente sterile e privo di prese di posizioni chiare e nette da parte degli esponenti della maggioranza (molti dei quali si dileguavano dai banchi della sala consiliare, svanendo nel nulla), in merito alla questione del depuratore ex Montefibre. Impianto, com’è ormai noto, che è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto dirigenziale n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “divenuta pubblica” per caso solo undici giorni dopo!!! E già evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. In particolare i Comitati civici ambientalisti sono preoccupati che l’autorizzazione concessa per il depuratore crei il precedente per altri impianti, che hanno già protocollato in Comune la comunicazione di avvio della procedura di richiesta di Autorizzazione Ambientale Integrata (dopo Friel, Fenice ed Italambiente). Tutti, comunque, erano in attesa che l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito, presentasse ricorso al Tar Campania avverso il Decreto regionale di autorizzazione, attraverso il proprio legale, che stava vagliando gli aspetti tecnici della vicenda, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento. Ricorso che il Comune può presentare al Tar nei 60 giorni, a partire dall’11 gennaio o al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Incarico, con conseguente costituzione in giudizio dell’Ente di Viale della Democrazia, che è stato conferito lo scorso 10 febbraio all’Avv.Vincenzo Giuffrè, che…

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Alcuni momenti del Consiglio comunale dedicato alla vicenda depuratore Ngp

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Il “massimo sforzo” che riusciva, dunque, a produrre il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso, era la richiesta alla Prefettura della convocazione di un tavolo tecnico sulle problematiche Ngp ed inceneritore. Dal canto suo la Regione già aveva ribattuto che il Comune non aveva presentato alcuna opposizione al procedimento autorizzativo all’esercizio dell’impianto, avviato a maggio 2009 (quando il Comune era retto dal Commissario straordinario Latella) e conclusosi due mesi dopo in piena campagna elettorale. Tra gli interventi registratisi durante l’infruttuosa seduta della Pubblica Assise, c’era quello del Consigliere Giancarlo Esposito (Pdl), che dichiarava: “Il Consigliere Piatto diceva che il problema poteva considerarsi risolto con il rinvio di tutte le carte al tavolo tecnico, da istituirsi in Prefettura. Ma il problema viene in questo modo tergiversato, perché il rinvio a quel tavolo non ha ad oggetto l’autorizzazione integrata ambientale. Quindi ci troviamo ancora una volta a nascondere i reali problemi di questo territorio”. Interveniva poi il Consigliere Vincenzo De Maria, candidato al Consiglio regionale, che affermava: “Sulla salvaguardia dei posti di lavoro, credo che siamo tutti d’accordo, anche se qui stiamo parlando di una trentina di posti. Però non vorrei trascurare le conseguenze ambientali, che l’attività dell’impianto comporta. E mi sto occupando, e nel dire ciò mi rivolgo al Sindaco, che è anche un medico, di pratiche di tumore e proprio in questa settimana, purtroppo, ne ho evase altre 25. Come ricordava il Consigliere Esposito, anch’io votai la Delibera di Consiglio comunale (la n.19 del 21.10.2009 ndr), con cui si impegnava chiaramente il Sindaco e la Giunta ad impugnare l’autorizzazione rilasciata dalla Regione, se questa non fosse stata osservante di quanto deliberato dal Civico consesso il 21 ottobre scorso. Cosa che poi è avvenuta. E – proseguiva De Maria – ricordo al Sindaco che occorre accelerare i tempi, perché un ricorso preparato e presentato in fretta e furia, non gioverebbe a questa città. Invito pertanto il primo cittadino a concretizzare quanto prima, mentre potrebbero risultare fruttuosi anche incontri con associazioni ambientaliste, che potrebbero apportare il loro contributo sulla questione ambientale. Ma desidererei che il Sindaco rispondesse ad un mio quesito, ossia: quando verrà fatta una caratterizzazione delle aziende presenti sul nostro territorio, per stabilire cosa entra e cosa esce dalle stesse, per poter avere informazioni reali, per poter parlare…

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Un ex dipendente della Montefibre parla di tangenti ai politici. La replica del Sindaco

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Mentre, dunque, prosegue l’iniziativa del Consigliere Liguori, promotore di una raccolta di firme (tra i firmatari ci sono anche alcuni Consiglieri comunali), per spronare il Sindaco ad utilizzare i poteri speciali conferiti dalla legge, per bloccare l’avvio dell’impianto sito nell’ex Montefibre, non si placa la rabbia dei cittadini. Critico, ad esempio, l’ex Assessore Sandro Sicignano, tra gli artefici della Delibera di Giunta comunale del 2000, che impone il diniego delle amministrazioni comunali alle industrie inquinanti del territorio. Secondo il professionista, “Tommaso Esposito ha abbandonato la lotta per la salute di Acerra ed ha dimenticato che anch’egli era in piazza contro lo scempio ambientale”. Ma a suscitare non poche polemiche era la frase pronunciata da un ex dipendente della Montefibre (e riportata in data 16.02.2010 da un quotidiano), Antonio Montesarchio, il quale avrebbe affermato: “C’è un giro di tangenti su questa vicenda, che vede coinvolti molti nostri amministratori”. Un’affermazione di certo grave, che potrebbe avere uno strascico giudiziario ed alla quale il giorno successivo replicava il primo cittadino T.Esposito che, da noi intervistato, dichiarava: “L’impegno di contrasto all’allocazione sul nostro territorio dell’impianto di depurazione, così come deliberato dalla Giunta regionale, ma scollegato dall’Accordo di Programma del 2006, prosegue e non si è mai interrotto. Abbiamo votato contro durante la prima e la seconda Conferenza dei Servizi, opponendoci anche al Ministero. Abbiamo già dato mandato al legale del Comune di preparare il ricorso, con il quale ci costituiremo al Tar Campania avverso il provvedimento di autorizzazione. Per quanto concerne l’affermazione sulle tangenti – concludeva la fascia tricolore – lascio a chi rende simili dichiarazioni la responsabilità di ciò che dice, ma lo invito a fare nomi e cognomi degli amministratori a lui noti, in modo tale che insieme a lui andrò dal Magistrato, affinchè l’Autorità Giudiziaria possa procedere nei confronti di chi si rende colpevole di fatti così gravi”. Circa il referendum, con 500 firme si può presentare la proposta referendaria, con 1300 circa si ammette la legittimità del referendum. Ma su tutto permane il rischio del quorum. Bisognerà superare il 50% più uno dei SI, per poter validare il quesito referendario. E la Giunta comunale potrebbe sempre decidere di non tenerne conto.                                                                                                                           Joseph Fontano

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Il Dirigente all’Urbanistica ha ordinato la demolizione delle opere abusive di Contrada Tappia

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Ancora una struttura attribuibile alla “Pellini srl” interessata da un’Ordinanza di demolizione, in quanto le opere della stessa risultano abusive, perché realizzate senza che sia stato rilasciato il permesso di costruire e, pertanto, sprovviste di titolo abilitativo? La risposta positiva la si può desumere dall’Ordinanza di demolizione (la n.84), emessa il 7 ottobre 2009 dal Dirigente comunale all’Urbanistica Arch.M.Santoro e notificata ai diretti interessati, ossia a Domenico Pellini, quale legale rappresentante della società “Pellini srl” ed alla consorte il 14 ottobre scorso, con relativo ripristino dello stato dei luoghi. Ad essere oggetto di controllo da parte degli agenti della Polizia Municipale, che provvedevano a redigere relativa comunicazione di reato, era la struttura adibita a deposito e a trattamento dei rifiuti, sita a Contrada Tappia. Nell’Ordinanza, che contiene una dettagliata relazione dei manufatti presenti, si fa riferimento “ad una tettoia, posta a copertura dei serbatoi del gasolio; ad un’altra tettoia a forma di L; ad un gruppo di n.2 containers e tettoia di copertura. Inoltre l’intera area risulta completamente pavimentata in parte con masso in calcestruzzo di tipo industriale e parte con conglomerato bituminoso”. All’avvio del procedimento di demolizione i coniugi Pellini hanno chiesto la definizione dell’avviato procedimento, senza l’adozione di alcun provvedimento sanzionatorio, in quanto non sussisterebbero i presupposti di legge, essendo l’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, situato a Contrada Tappia “regolarmente censito, riconosciuto ed autorizzato dalla Provincia di Napoli e dalla Regione Campania con vari provvedimenti”. “Rilevato che le suddette osservazioni sono infondate – scrive il Dirigente della VI Direzione – in quanto, da attenta verifica presso gli uffici comunali, sono state reperite le copie di provvedimenti regionali relativi all’impianto, tutti adottati ex art.27 D.L.gs. 22/97 per l’esercizio dello stesso, ma non è stata reperita alcuna autorizzazione regionale alla realizzazione dell’impianto stesso, ex art.27 D.L.gs. 22/97, avente efficacia di permesso di costruire”. Pertanto il Dirigente ordinava ai coniugi Pellini di procedere, entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento (scaduto da oltre un mese), alla demolizione delle opere abusive sopra indicate, realizzate sul territorio comunale in località Contrada Tappia. Qualora fosse stato accertato dal Comando di Polizia Municipale l’inottemperanza dell’Ordinanza, si sarebbe proceduto all’adozione dei provvedimenti consequenziali previsti dalla legge 47/85 e successive modifiche ed integrazioni. Avverso tale ordinanza dirigenziale i coniugi Pellini e la “Pellini…

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