Piano Urbanistico comunale: approvare quello redatto l’anno scorso o rifarlo ex-novo?

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Lo scorso 12 ottobre si riuniva il Consiglio Comunale su richiesta del Pdl e di altri partiti dell’opposizione, per discutere dell’approvazione del Piano Urbanistico Comunale (ex PRG). Un piano che, com’è noto, fu redatto durante l’amministrazione Marletta, costato 250mila euro ed approvato attraverso una Delibera di Giunta comunale del 21 febbraio 2009. Piano che, fino ad oggi, non è stato approvato in Consiglio comunale perchè, come reso noto dal Dirigente all’Urbanistica M.Santoro, “gli atti relativi al PUC verranno trasmessi all’attenzione del Presidente del Consiglio comunale per le relative procedure di adozione, quando gli stessi saranno muniti di tutti i pareri obbligatori degli Enti Sovraordinati. Per completezza si precisa che si è in attesa dei pareri del Consorzio Asi e dell’Autorità di Bacino nord-occidentale della Campania. Quest’ultimo propedeutico al rilascio del parere dell’Ufficio Provinciale del Genio Civile di Napoli”. Tornando alla discussione sviluppatasi in seno al Civico consesso e che alla fine risulterà alquanto sterile, ad aprire i lavori era il Presidente Lettieri, il quale dichiarava: “Non c’è nulla di più letale per la nostra comunità del provvisorio che si consolida e poi trova legittimazione nell’emergenza. Questa è la condizione che mortifica e svilisce qualsiasi prospettiva per Acerra, che langue in un immobilismo che trova forza e ragione in una non politica, che si attorciglia in polemiche che non hanno nulla del confronto dialettico tra le parti. C’è solo un modo per uscire da questa strada senza ritorno: riappropriarsi del diritto-dovere di programmare lo sviluppo del territorio. E poiché non c’è programmazione senza certezza normativa, diventa fondamentale partire dal PUC. Si scelga da dove iniziare – proseguiva Lettieri – ma si abbia il coraggio di aprire il confronto con tutte le componenti politiche, sociali, culturali e produttive della città. Due le ipotesi di lavoro: ripartire dal Puc adottato dalla Giunta Marletta, nel caso si dovesse ritenere che ce ne siano le condizioni. In tal caso sarà necessario procedere con speditezza per completare l’iter amministrativo. L’alternativa, inderogabile, è di affidare un nuovo incarico per un diverso Puc, da proporre al Consiglio comunale ed alla cittadinanza, con indirizzi programmatici certi elaborati nelle sedi istituzionali, a partire dalla Commissione Urbanistica consiliare. Non c’è altra strada per spezzare l’assordante silenzio dell’immobilismo politico ed amministrativo ed insieme far tacere il parlare, che nasconde la…

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PUC: Di Fiore parla di “grande imbroglio politico ai danni degli Acerrani”

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Particolarmente duro risultava, invece, l’intervento del Consigliere Di Fiore, che affermava: “Il Sindaco ha fatto una lettura di quanto è stato fatto da altre amministrazioni, visto che la sua non ha fatto nulla. Ancora una volta l’amministrazione comunale non ha dato una risposta né ai cittadini che vogliono costruirsi una casa, magari per sposarsi, né ai costruttori, che vogliono investire o creare attività lavorativa. Non si può approvare il PUC con una situazione di emergenza oggi esistente, mentre va ricordato che il piano particolareggiato conserva il suo valore e che la passata amministrazione, attraverso l’incarico affidato allo studio Miano, congelò la parte normativa dei piani particolareggiati del vigente PRG, considerandoli scaduti. Perciò – proseguiva il professionista – i permessi di costruire furono bloccati. Ma qui sta il grande imbroglio politico ordito ai danni della comunità locale e chi aveva mosso le fila non aveva calcolato che il blocco del settore edile sarebbe durato per molti anni. Da qui la consequenziale devastazione economica e lo stop delle imprese, alcune delle quali scomparse. Forse il Sindaco non sa o non si è chiesto cos’è lo studio Miano e non sa che Acerra è solo una particella che si inserisce nella sistemazione territoriale regionale, soggetta agli equilibri politici della Regione. E se Marletta rispondeva a degli equilibri politici, Esposito è ancora un’incognita. Ovviamente la discussione non si può esaurire in questo Consiglio comunale, perché occorre ripristinare i meccanismi fermati allora. Una volta conosciuta la normativa locale, possiamo rapportarci nei modo dovuti alle normative provinciali e regionali. Quindi è necessario esprimersi sull’attualità o meno del PUC”. Replicava al Consigliere di minoranza il Capogruppo del PD Siracusa, che diceva: “Se si pensa che la storia del PUC sia una storia di misteri, di imbrogli e di lobby, allora dico che non c’è possibilità di avere un confronto. Vogliamo fare approvare il Piano da una larga maggioranza del Consiglio comunale, anche se in questo momento non c’è tale convergenza. E mi chiedo: quando il Consigliere Di Fiore parla di un sindaco che non è a conoscenza degli equilibri sovracomunali, lui li conosce tali equilibri? E questi equilibri devono entrare nel Piano regolatore di Acerra per condizionarlo o dobbiamo solo avere un confronto con gli Enti sovracomunali? Questo Consiglio comunale potrebbe anche scegliere di bocciare…

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Lista Trenta: “L’unico PUC possibile per Acerra è quello approvato dalla passata amministrazione”

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Netto il giudizio di Lista Trenta, all’indomani della seduta del Civico consesso. “Il solo fatto che l’assise comunale abbia cominciato a parlare di PUC – dichiara Mimmo Camposano, segretario di Lista Trenta – rappresenta una vittoria politica della minoranza e di Lista Trenta. I ritardi accumulati sull’approvazione del piano urbanistico sono evidenti. Ad oggi mancano le autorizzazioni dell’ASI e dell’Autorità di Bacino, per non parlare dell’iter che dovremo sostenere nei confronti di Provincia e Regione. Abbiamo riportato la discussione in Consiglio Comunale, ottenendo un risultato certamente significativo. Il Sindaco, nel suo documento, ha preso atto di quello che sostenevamo da tempo: l’unico PUC possibile per Acerra è quello già approvato dalla Giunta Marletta. Bisogna completare la procedura e passare all’approvazione finale. Bisogna verificare l’esito delle circa 600 opposizioni proposte e, se ne necessario, immaginare una possibile variante, che tenga conto dei nuovi sviluppi della città. E tutto questo deve avvenire secondo un programma temporale certo, cosa che verificheremo appena riprenderanno i lavori della Commissione”. Critico con la maggioranza anche il Capogruppo di Lista Trenta, Laudando, che afferma: “Se Tommaso Esposito doveva essere il Sindaco dell’innovazione, la crisi segna definitivamente il tramonto di quel progetto. L’amministrazione Esposito si regge esclusivamente sui numeri e non ha nessuna prospettiva politica per il futuro. Inizia una fase preoccupante con il Sindaco che, di fatto, è ostaggio di consiglieri comunali che, in quanto slacciati dai partiti, sono portatori di interessi evidentemente personali. Esposito ha allargato la giunta comunale a nove assessori, perso per strada due consiglieri comunali (Affinito e Zito ndr), aumentato i costi della politica, aperto un varco nelle istituzioni agli interessi di parte. Insomma un disastro che non solo non può essere condiviso, ma che noi denunciamo e combatteremo senza tregua nei mesi che mancano alla definitiva uscita di scena del Sindaco a favore di quel centro che, anche ridimensionando per la prima volta il Presidente Lettieri, si prepara all’assalto alla diligenza. Un centro senza idee, poco etico, che non ci piace. Acerra e gli acerrani hanno bisogno di uscire da questa situazione d’incertezza”.

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Un vuoto pericoloso

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Sono trascorsi sedici mesi dall’insediamento di Tommaso Esposito a sindaco di questa città. Sedici mesi trascorsi tra crisi, rimpasti, dimissioni, liti, mentre la Città si trova ad affrontare problemi seri come l’ambiente, la criminalità e la disoccupazione. Il cittadino è sgomento, vessato da mille tasse e balzelli, per mantenere in piedi un apparato che serve solo a creare clientele politiche, in un inconfondibile stile Bassoliniano, che ha lasciato vuote le casse della Regione. Dopo aver creato un anomalo Consiglio Comunale composto da ridicoli gruppi politici con un solo consigliere ora, per calmare gli appetiti, ha allargato la Giunta a 9 assessori. In un paese in cui i cittadini non dovrebbero pagare la Tarsu, l’acqua e la luce, l’amministrazione pesa ancora di più sul contribuente con i costi di una politica sprecona, vuota e clientelare. E’ troppo e ci rivolgeremo alla Magistratura contabile! Per non parlare dell’arroganza: tu scrivi che non hai lo spazzino, che non raccolgono l’immondizia, che il traffico ti ammazza, vuoi sapere come gestiscono l’assegnazione dei loculi al Cimitero, perchè si finanziano partecipate che bruciano soldi, perchè e chi rilascia autorizzazioni ad installare fabbriche inquinanti su un sito devastato, perchè il Comune non controlla la qualità dell’acqua, le emissioni letali per la salute? Nessuno ti risponde! Arroccati nel Castello a parlare di “fatti propri”. Ora è il caso di rivolgerci alle istituzioni e chiedere dei tanti perchè rimasti senza risposte e come mai un Comune come Acerra, che non fa la “differenziata”, ancora non viene sciolto. Già, perchè? Cari Acerrani, tanti di voi dovrebbero recitare il mea culpa, affascinati dalle scritta vergate nottetempo dai professionisti della politica, dai pupari che dicevano: no Afragola, si Acerra! Affascinati dalla favola del “buono guaglione” o del Sindaco della salute. Ed ancora: “Padroni a casa nostra”: qui lavorano tutti, tranne gli Acerrani. Non è vero? Chiedete ai Dirigenti ed ai Consulenti da dove arrivano. Persino la monnezzza viene raccolta da una ditta del beneventano. E ci fermiamo qui! Forse adesso avete capito che la Giunta Marletta non era finita, aveva solo cambiato la guida da Marletta ad Esposito e tra poco, ai vecchi componenti che muovono le fila, si aggiungeranno altri che con la professionalità nulla hanno a che spartire. Controllate e sentitevi bidonati, giusta punizione alla vostra buona fede….

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Tracciato un bilancio delle politiche ambientali in un anno di amministrazione

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Ha avuto luogo lo scorso 16 ottobre la conferenza stampa indetta dal Sindaco e dall’Assessore all’Ambiente Marangio, per illustrare le misure messe in atto dall’amministrazione comunale in circa un anno di governo cittadino in materia di ambiente. Ad intervenire per primo era l’assessore all’Ambiente, che dichiarava: “Appena insediati dovemmo affrontare l’emergenza roghi con le esigue energie umane a disposizione. Anche perché gli interventi dei Vigili del Fuoco non sempre riescono ad essere tempestivi come dovrebbero. Però cominciammo a comprendere le misure che andavano prese, sia sotto l’aspetto preventivo che di intervento. E molto utile si è rivelata la creazione dell’Ufficio Ambiente, presso il quale adesso convergono dati, notizie e documenti utili agli amministratori. Da allora, però, abbiamo intrapreso la via dell’intervento attuato dal Comune, qualora ci siano fondi disponibili, anche laddove le competenze in materia di rimozione e smaltimento dei rifiuti illecitamente sversati siano di altri Enti. Ed un esempio di ciò – precisava il componente l’esecutivo – è rappresentato dalla zona PIP, che era una discarica a cielo aperto e dalla quale abbiamo portato via tonnellate di rifiuti anche speciali, spendendo la somma di 70 mila euro. Così come attualmente abbiamo stanziato un fondo da 60 mila euro, a cui attingere in caso di necessità, servendosi di un’impresa specializzata nel settore, che provvede alla caratterizzazione, rimozione e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. Oltre a ciò abbiamo intensificato l’azione di controllo del territorio da parte degli agenti della Polizia Municipale, a cui va il nostro ringraziamento”. Dal canto suo il Sindaco Esposito ricordava l’intervento di pulizia attuato dalla Regione sulla sponda dei Regi Lagni, con relativa piantumazione di alberi e mappatura degli scarichi illegali presenti lungo tutto il corso d’acqua. Così come ricordava che lo Stato ancora non ha ottemperato agli impegni presi con Acerra circa gli interventi di bonifica e di compensazione ambientale. Tant’è vero che presso il Castello Baronale in data 18.10.2010 è stato organizzato un incontro, al quale sono stati invitati i primi cittadini di 37 Comuni, per concordare iniziative utili, atte all’applicazione dell’Accordo di Programma Strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania, datato 18 luglio 2008. Infatti ancora non c’è traccia dei 282 milioni di euro (di cui la metà a carico della Regione) stanziati dal citato Accordo, stipulato tra Governo, Regione…

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Partono da Acerra le richieste e le proposte dei Sindaci campani

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Hanno stretto un patto lo scorso 18 ottobre, nella sala convegni del locale Castello baronale, per ottenere i risarcimenti annunciati dal Governo per i Comuni che ospitano impianti e discariche. Si tratta dei primi cittadini dei Comuni della Campania (presenti 31 Sindaci su 37 invitati), che ospitano impianti di trattamento dei rifiuti realizzati dai vari Commissari di Governo, che si sono succeduti durante questi 16 anni di emergenza. Sono adirati con Governo e Regione, perché tardano a stanziare i fondi necessari per la bonifica e per poter gestire direttamente il ciclo dei rifiuti, senza l’intermediazione delle Province. Il coordinamento dei sindaci così costituito e che si è ritrovato attorno ad un tavolo promosso dal Comune di Acerra è pronto, intanto, a ricorrere anche alla Corte costituzionale ed al Consiglio di Stato, qualora le loro richieste non vengano a breve accolte. Assenti i Sindaci di Terzigno e Boscoreale, perchè in prima linea contro l’ipotesi (che è ormai quasi una certezza) di creare una nuova discarica nel parco nazionale del Vesuvio. Una scelta da più parti considerata scellerata ed impraticabile. All’iniziativa dei Sindaci ha dato la sua adesione anche l’Anci (Associazione Nazionale Comuni  Italiani) e durante la stessa è stato approntato e presentato uno schema di Delibera, da approvare nei vari Consigli comunali cittadini e da spedire poi al premier Berlusconi, ai Presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani ed al Presidente della Regione Caldoro. L’obiettivo resta quello di sbloccare i 282 milioni di euro (di cui la metà a carico della Regione) stanziati dall’Accordo di Programma siglato tra Governo, Regione e i 37 Comuni campani. Accordo poi rivisto e ridimensionato nel 2009 (in precedenza erano 526 i milioni di euro decisi). “Se la fase dell’emergenza è finita – dichiara il Sindaco di Salerno De Luca – allora la gestione dei rifiuti dev’essere comunale, altro che provincializzazione. Un sistema che serve solo ad alimentare nuove e vecchie clientele, come sta accadendo per gli Stir”. Sullo sfondo c’è il prossimo esaurimento delle discariche ed i tre anni per realizzare i due previsti inceneritori di Salerno e Napoli. Le proposte avanzate dai Sindaci prevedono la realizzazione delle discariche (ma non a Terzigno) ma anche il ripristino degli incentivi governativi per la raccolta differenziata, senza i quali i costi di smaltimento sarebbero…

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Riceviamo e pubblichiamo

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Venerdì 29 ottobre 2010 alle ore 19.30, presso il Teatro Italia sito a via Castaldi, avrà luogo la I Convention delle Associazioni ed organizzazioni culturali, giovanili e sportive. Considerando fondamentale il ruolo dell’associazionismo e delle organizzazioni che operano sul nostro territorio, l’Amministrazione Comunale intende consolidare un dialogo costruttivo e propositivo con le  Associazioni e tra le Associazioni stesse. La ricchezza del nostro paese sta soprattutto nella presenza di molte associazioni che si distinguono per operosità e spirito di servizio. Vogliamo insieme continuare a lavorare, per costruire una Comunità sempre più viva e partecipata. Interverranno: Gennaro Capone – Assessore allo Sport; Luigi Brasile – Assessore alle Politiche Giovanili; Giuseppe Del Pennino – Assessore alla Cultura. Sono invitati tutti i rappresentanti, soci, collaboratori e volontari che quotidianamente vivono la partecipazione e l’impegno associativo come percorso di costruzione di partecipazione e cittadinanza attiva.

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La disoccupazione: un dramma per tanti

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Scelgono ancora una volta la stazione e gli svincoli autostradali i disoccupati ex progetto Isola (oggi progetto Bros) di Acerra, per manifestare il loro disagio e la loro disperazione. Ma non solo qualche volta occupano anche il Duomo e la casa Comunale. Le organizzazioni dei disoccupati ad Acerra sono divise in tre sigle con circa 500 iscritti, anche se divisi per ideologie, mentre il denominatore comune è di essere inseriti nel mondo del lavoro. I disoccupati con i loro striscioni, gridando i soliti slogan, chiedono di essere inseriti nel ciclo industriale dell’inceneritore e della raccolta differenziata. Uno di loro afferma che “non possono essere assunti come dipendenti dell’inceneritore, perché non hanno i titoli e le qualifiche necessari, mentre poi vengono assunte persone non di Acerra”. Intanto le istituzioni locali, ad oggi, non riescono ad avviare un  progetto, né reperire fondi europei disponibili, per dare risposte positive ai disoccupati. Ed è noto a tutti che le proteste dei disoccupati del progetto Bros (Budget individuali per il reinserimento occupazionale e sociale), che da tempo reclamano i mancati pagamenti per i corsi di formazione, causano disagi agli utenti delle Ferrovie dello Stato ed in particolare agli studenti, che frequentano gli istituti siti nel casertano e che hanno nel treno l’unico mezzo di trasporto per recarsi a scuola. Un senza lavoro, invece, dichiara che “l’amministrazione comunale, anziché spendere i soldi pubblici per pagare i nuovi assessori nominati di recente, poteva destinare tali fondi per fornire un sostegno alle famiglie dei disoccupati”. Intanto la tensione è altissima e non accennano a diminuire le proteste e sospendere un progetto in corso e non offrire alcuna alternativa, è un modo scellerato di affrontare il problema disoccupati. La mancanza di lavoro, naturalmente, non è solo un problema acerrano ma nazionale, in quanto gli ultimi dati Istat e della Banca d’Italia sull’occupazione indicano un calo dello 0,1% nel mese di settembre 2010. Quindi con una percentuale di disoccupazione dell’11% ed un aumento al ricorso della cassa integrazione, che sta per arrivare ad un miliardo di ore. In Campania dal 2004 ad oggi si sono persi ben 52.000 posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione pari al 22%. I dati di Acerra sono allarmanti: su una popolazione attiva di 35.919 persone, di cui 17.893 maschi e 18.026…

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Un nuovo sacerdote arricchisce la nostra comunità diocesana

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«Il mondo neopagano di oggi ha sete di uomini che mostrino, con una vita sobria e povera, che non è la ricchezza materiale a dare senso alla vita. Solo in Dio infatti trova pienezza ogni esistenza umana. Un cuore sobrio, povero, libero e disponibile ne è la condizione». Lo ha affermato il Vescovo di Acerra nell’omelia della Messa, durante la quale è stato ordinato sacerdote don Antonio Cozzolino. Lo scorso 25 settembre, infatti, nella cattedrale di Acerra Mons.Giovanni Rinaldi ha ordinato presbitero il diacono don Antonio Cozzolino. Una cattedrale gremita per l’occasione da familiari e amici del nuovo sacerdote e da tanti fedeli della diocesi, nella quale il vescovo Rinaldi ha detto: “Viviamo in un mondo che rincorre con affanno il possesso delle cose materiali, illudendosi di conquistare in questo modo la felicità. Eppure le persone non si accorgono che più hanno beni e più da essi sono “possedute”». C’è una realtà, però, che prima o poi drammaticamente ce lo ricorda: la morte. «Essa – ha detto Mons. Rinaldi – è la memoria dei nostri limiti. Ci induce a rientrare in noi stessi, accorgerci della nostra precarietà e a riconoscere la verità del nostro essere». Non a caso uno dei momenti più suggestivi dell’ordinazione sacerdotale è il “prostrarsi” a terra del prete. In quel momento, simbolicamente, il sacerdote ammette la propria fragilità davanti a Dio e agli uomini come condizione, perché nella sua vita risplendano l’amore e la luce di un Altro. «Dio – ha continuato Monsignore – ci insegue tutta la vita con la sua misericordia, offrendoci la possibilità di “fissarci” nel bene». Noi abbiamo il compito di cercare l’eternità. La vita è Dio stesso che si fa incontro ad ognuno con il suo amore e in ogni istante attende una risposta. Il mezzo più efficace per fissarci eternamente nel bene è la Parola di Dio, che con la sua forza ed efficacia feconda la terra ed opera miracoli nei cuori aperti e disponibili. Ecco allora il compito del sacerdote. «I preti – ha detto il vescovo – sono uomini di Dio, che è loro fratello, padre e madre. Mai un prete deve perdere il contatto con il Signore, per evitare l’attaccamento morboso alle vicende e ai beni terreni e per imparare a vivere le cose del…

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Gli addetti alle pulizie in agitazione: gravi disagi agli istituti scolastici cittadini

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Ancora in primo piano il pianeta scuola e, nello specifico, le scarse condizioni igienico-sanitarie delle scuole materne ed elementari locali, a seguito della protesta degli addetti alle pulizie, ormai in cassa integrazione dallo scorso 15 giugno, con decurtazione dello stipendio e dell’orario di lavoro del 50%, per evitare possibili licenziamenti. Un’agitazione che dura dal periodo estivo e che ha prodotto plessi scolatici più sporchi. E già gli addetti alle pulizie avevano spiegato le loro ragioni agli inizi di questo mese, attraverso volantinaggi e sit-in presso i locali Circoli Didattici, con conseguente interruzione dell’attività didattica per migliaia di alunni, mentre i genitori in fibrillazione chiedevano, in una lettera indirizzata all’Asl, al Sindaco ed al Dirigente della Pubblica Istruzione, ispezioni sanitarie negli ambienti interni e negli spazi esterni alla scuola. Da qui un incontro con l’Assessore alla Pubblica Istruzione Verone, che dichiarava: “L’attenzione dell’amministrazione comunale e del suo Assessorato su questo problema è molto alta, tant’è che aveva  convocato un incontro tra le parti, per cercare una via d’uscita ad una situazione aggravata dalle scelte del Ministero, che ha operato una riduzione del 25% delle risorse destinate all’attività di servizio della scuola”. Dal canto loro i 54 operai della Clean Service (più 6 impiegati), azienda di pulizia che svolge il servizio in subappalto dal Consorzio “Manital”, spiegavano le motivazioni della loro protesta e chiedevano risposte concrete per il loro futuro ed impegni precisi sull’attuale situazione di disagio nelle scuole materne ed elementari. E che il Consorzio Manital rispetti in pieno gli impegni contrattuali presi con gli operai”. I lavoratori ricordavano che dal 15 giugno al 15 settembre hanno lavorato a zero ore, in cassa integrazione (che durerà fino al 31 dicembre 2010) e che dovrebbero svolgere le stesse mansioni in un orario ridotto della metà. I manifestanti sottolineavano che gli istituti sono sporchi da un mese e che chi faceva il turno di un’ora e mezza, si è visto ridurre l’orario a 45 minuti e la propria busta paga dai 385,00 euro di giugno ai 31,00 euro di luglio, fino al netto di agosto, pari a zero euro. Una situazione ritenuta insopportabile anche dai Presidi delle scuole. Un nuovo tavolo tecnico si teneva al Comune lo scorso 14 ottobre tra tutte le parti interessate ed alla presenza del Sindaco e…

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