Misia: alcuni degli interventi effettuati dai Consiglieri durante il Civico consesso

Circa gli interventi succedutisi durante il Consiglio comunale del giorno 22 dicembre sulla questione Misia, apriva la discussione il Consigliere Di Fiore, che dichiarava: “La Latella aveva indicato come arrivare alla modifica dello Statuto, che deve partire dal CdA della stessa, per poi essere approvato nella Pubblica Assise. Questa non può imporre alla società le modifiche e gli assetti societari. Perciò pongo la questione pregiudiziale. La clausola compromissoria è illegittima – spiegava Di Fiore – e lo sarebbero tutti gli atti consequenziali. Perciò il Comune è esposto a sanzioni risarcitorie e penali, perché il socio privato potrebbe impugnare l’operato del Consiglio comunale. Perché, inoltre, come scrive la Latella nella sua Delibera al punto 3, dobbiamo dare dei soldi pubblici all’Aciconsult? E’ un problema giuridico, sul quale anche Sindaco ed Assessore al ramo devono pronunciarsi”. Contro la pregiudiziale si esprimeva il Consigliere Piatto, che affermava: “La questione pregiudiziale posta da Di Fiore non è fuori tema. Il Cda ieri si è espresso sulle modifiche statutarie, anche se manca agli atti una formale adesione di Aciconsult alle modifiche proposte che, qualora le accettasse, potrebbero essere accettate così come modificate. Altrimenti questo atto non sarebbe definitivo e saremmo costretti a tornare in Consiglio comunale”. Replica di Di Fiore: “E’ nata una società che gestisce parcheggi, senza che questi esistano. Si tracciano strisce blu, senza mai parlare del problema viabilità. Né abbiamo chiesto fondi per il ristoro ambientale destinati alla creazione dei parcheggi. Di cosa vivrà Misia nei prossimi mesi, alla quale stiamo dando altri 86 mila euro di denaro pubblico? C’è un’appropriazione indebita del socio privato. Dal canto suo il capogruppo G.Bigliardo diceva: “Di questa società mancano i bilanci ed il piano industriale, mentre è stato fatto in pochi giorni, ciò che andava fatto in mesi. Ora dovremmo dare altri 86 mila euro ad una società per ricapitalizzarla, per ritrovarci punto e a capo tra qualche mese e nonostante il parere contrario espresso dal legale del Comune, prof.Giuffrè? Vanno difesi i posti delle 6 unità lavorative della Misia, che potrebbero essere anche assorbite al Comune, ma tenere in piedi una società che crea problemi al commercio ed alla cittadinanza”. A condividere alcune osservazioni di Bigliardo era il Consigliere De Laurentiis, il quale ricordava che “la Misia aveva lo scopo di semplificare la sosta dei veicoli e di disincentivare l’uso dell’auto da parte dei cittadini. Ma la società ha un valore aggiunto che va tutelato, anche se manca un piano industriale, una valutazione statistica e la certezza che l’Aciconsult voglia immettere altri fondi per la ricapitalizzazione. Che, se così non fosse, si ridurrebbe la quota azionaria”. Secco l’intervento del consigliere Siracusa, che dichiarava: “Occorre mettere ordine nello statuto della Misia, dotarla di un piano industriale e tutelare i livelli occupazionali, che non possono essere assunti dal Comune. E’ una società, sulla quale io stesso ero scettico l’anno scorso, durante la ricapitalizzazione della stessa, che presentava diverse problematiche. Oggi però occorre scommettere sul rilancio della società”. Critico, invece, il Consigliere Liguori, che dichiarava: “Ma di cosa stiamo parlando, se mancano i bilanci preventivi e consuntivi del 2008 e del 2009 della società, oggetto della discussione e neanche allegati alle Delibera proposta all’Organo consiliare? Come si può parlare di modificare uno statuto, senza avere i dati necessari? Propongo, intanto, di donare il gettone di presenza di questa seduta consiliare agli indigenti destinatari dei voucher sociali, che quest’anno hanno un budget di 60 mila in meno rispetto all’anno scorso”. Anche il Consigliere dell’Udc C.Elmo interveniva in modo netto e dichiarava: “Votiamo la ricapitalizzazione della società per spirito di maggioranza, anche se in questi giorni non ho visto un impegno dovuto profuso da parte dei dipendenti della Misia, né una debita discussione pre-Consiglio comunale tra i Consiglieri stessi. Una società priva di un piano di industrializzazione triennale, che garantisca sopravvivenza alla stessa e di cui ora saniamo il pregresso, senza avere garanzie per il prossimo futuro. Queste sono le perplessità dell’UDC, che vuole salvaguardare i posti di lavoro, ma che vuole un reale rilancio della Misia. Anche se la ricapitalizzazione rischia di dare fiducia a chi, fino ad oggi, facendo parte del Consiglio di Amministrazione di Misia, ha fallito, portando la società ad avere ingenti debiti”.

J.F.

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Misia: l’Assessore Granata ha relazionato ai componenti il Consiglio comunale

A cercare di chiarire l’intera vicenda era l’Assessore alle Pol.Finanziarie R.Granata che, nel relazionare ai presenti, dichiarava: “Si è partiti dalla Delibera n.63 del Commissario straordinario Latella che, sotto il profilo normativo ed economico, trovava rilievi di criticità. L’amministrazione ha fatto una rivisitazione delle norme che regolano la società, in modo da avere un maggior controllo della stessa, che mostra di non avere perdite eccessive. Si è pensato, poi, ad un percorso che esprima le potenzialità della Misia non ancora espresse. Un esempio può venire dalla gestione del parcheggio delle Ferrovie dello Stato, sito nei pressi di istituti scolastici ed ancora non in uso alla società. Un primo passo concreto pertanto – proseguiva l’Assessore – è l’istituzione della figura dell’Amministratore Unico in luogo dei tre componenti il CdA, che permette anche un risparmio dei costi da sostenere. O l’introduzione dell’articolo 15 bis, che permette al Comune di avere un controllo più diretto della gestione e della programmazione economica societaria, magari rivista semestralmente. Da rivedere anche i rapporti col socio di minoranza, che ha il 2% delle quote azionarie. La Corte dei Conti è a conoscenza di queste modifiche statutarie. Ovviamente il piano industriale va rafforzato in tempi brevi”. Prodotto anche un documento da parte dei Gruppi consiliari Lista Trenta, Mpa, Gruppo Mondella e Forza Pdl con cui chiedevano, tra l’altro, “che l’amministrazione comunale trovasse una soluzione adeguata, che scongiurasse il ripetersi di provvedimenti tampone già contestati; che trovasse una solidità di impiego ai dipendenti della società; che allargasse l’oggetto sociale e facesse sì che la società  diventi una municipalità con fini sociali”. Dal canto suo il Consigliere Lombardi proponeva di porre alla guida della società gli stessi Dirigenti comunali, sia per abbattere i costi di chi rappresenta la società e sia per avere persone professionalmente preparate ed idonee a guidare queta società.  Intanto secondo i dipendenti della società, il 2010 comincerà con l’autofinanziamento, mancando un piano industriale, un ampliamento dei servizi e permanendo le criticità tecniche, quali la manutenzione dei macchinari, il personale sott’organico e la sicurezza sul lavoro. Intanto, che le difficoltà della Misia siano anche di carattere giuridico, lo si rileva pure da una lettera inviata al Sindaco in data 26.10.2009 dal Presidente del CdA della società, Ing.Vito Ascoli ed avente ad oggetto il suo compenso per tale incarico. “All’avvicinarsi del temine della proroga e quindi di decisioni da parte della sua Amministrazione – scriveva, tra l’altro, il consulente informatico – in merito quanto meno al nuovo Organo amministrativo, ritengo opportuno ribadire quanto già comunicato per le vie brevi, ovvero che lo scrivente, nell’accettare l’incarico in oggetto, non ha rinunciato al proprio compenso, ma ha implicitamente accettato che la sua definizione potesse avvenire contestualmente ad altre importanti decisioni in capo alla sua Amministrazione, all’epoca in fase di insediamento, per la risoluzione delle gravi problematiche della società, sia di natura giuridica, relativamente allo statuto, che di natura economico-finanziaria”.

Joseph Fontano

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Comitato di quartiere “Rione Pozzillo”, costituitosi nel 2008, prosegue nella sua opera di interessamento allo sviluppo del rione. Diversi sono stati gli incontri avuti con le varie istituzioni (Comune, Asl, Acquedotti ScpA) per tutte quelle problematiche denunciate dai residenti e sempre discusse nelle riunioni del Comitato. Un primo intervento sulla rete fognaria è stato ottenuto con l’ampliamento del pozzetto di raccolta su Corso Di Vittorio. Il Natale ultimo scorso ci ha regalato, invece, il raggiungimento di due grossi obiettivi da sempre inseguiti dal nostro Comitato: l’approvazione in Consiglio comunale della variante al P.R.G. per l’ampliamento ed il rifacimento (con nuova illuminazione ed aumento della sezione della fogna) di via Brescia e la Convocazione, con notifica ed invito, al Comitato di Quartiere, di una Conferenza di Servizi per il giorno 21 gennaio 2010 per la delocalizzazione dell’azienda avicola “Manna”, insieme a Provincia di Napoli, Comune di Acerra ed Asl. Il Comitato si impegna ad aggiornare, attraverso la convocazione di un’assemblea generale, sugli sviluppi di quanto sopra elencato ed auspica che gli obiettivi siano completamente raggiunti e che il quartiere diventi esempio di armonia e di convivenza civile.    

                                                                                                            Il Presidente Dr. Roberto Armentano

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Sversatoio abusivo di rifiuti dinanzi all’isola ecologica dato alle fiamme

Ad aprile scorso scrivemmo che era stata affissa in città una nuova segnaletica stradale, indicante la direzione da seguire, per raggiungere le isole ecologiche insistenti sul nostro territorio, ossia quella realizzata in località “Frassitelli”, operativa dal mese di maggio e quella allocata in località “Mulino Vecchio”, lungo la strada che conduce all’ex Montefibre, non ancora aperta al pubblico, né tantomeno affidata in gestione alla società, che attualmente svolge il servizio cittadino di igiene urbana. La segnalazione da noi prodotta era motivata. Infatti ci chiedemmo: con i lavori di adeguamento ancora in corso d’opera; con quelli di ripristino dei luoghi da effettuarsi, visti gli atti vandalici perpetrati da ignoti contro la struttura ed in attesa, poi, del definitivo collaudo dell’opera, era il caso di indicare già alla cittadinanza il percorso, per raggiungere un centro di raccolta non ancora operativo? Cosa farà chi, con le buste di rifiuti selezionati, avrà appositamente raggiunto la struttura per conferirli e dovrà invece constatare che l’opera non è ancora in esercizio? Intanto l’isola ecologica ha avuto anche il parere favorevole dell’Arpac, anche se manca ancora qualche dettaglio tecnico. Ma, da allora, dinanzi alla struttura, è stato un continuo sversamento indiscriminato di rifiuti di qualsiasi tipologia, che hanno raggiunto anche i 500 metri di lunghezza ed i due mesi di permanenza, senza essere rimossi. Pneumatici, plastica, elettrodomestici, ingombranti, abiti dismessi ed alcuni fusti contenenti sostanze tossiche e nocive componevano la discarica illegale alla quale ignoti, nel pomeriggio dello scorso 24 dicembre, appiccavano il fuoco. Una nera e densa coltre di fumo nero si levava dall’area interessata dall’incendio, che liberava nell’aria sostanze pericolose, pronte ad invadere i vicini campi coltivati e la provinciale Acerra-Caivano. Allertati da una telefonata di alcuni automobilisti di passaggio, sul posto si portavano gli agenti del locale Comando di Polizia Municipale, diretti dal Dr.Felice D’Andrea e le squadre di soccorso che, dopo circa un’ora, riuscivano ad avere ragione delle fiamme. Senza un’identità, almeno per ora, i responsabili dell’atto criminoso, anche se le indagini delle Forze dell’Ordine proseguono, per dare un nome ai piromani. L’opera, del valore di 209.000,00 euro, fu realizzata dal Commissariato Straordinario di Governo e fu consegnata in via provvisoria al nostro Comune, che prese atto della consegna con una Delibera di Giunta il 15.11.2007. La Delibera stabiliva che, ad avvenuta autorizzazione della Regione Campania, la struttura sarebbe stata consegnata al servizio di Igiene Urbana per l’utilizzo. Nel frattempo l’8 aprile del 2008 fu pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani differenziati, trasferendo l’autorizzazione dell’esercizio dell’impianto al Comune territorialmente competente. Alla luce delle prescrizioni previste dal Decreto, l’isola ecologica non possedeva tutti i requisiti necessari al regolare funzionamento, per cui doveva essere adeguata. Il progetto di adeguamento fu redatto dall’Ufficio Tecnico comunale e fu approvato dalla Giunta comunale il 31 luglio del 2008, che lo finanziò con una somma pari a 100mila euro e lo inviò all’Ufficio Gare per la predisposizione degli atti relativi all’appalto dei suddetti lavori.

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Maggiore incisività e controlli del territorio da parte della Polizia Municipale

Prosegue l’opera di controllo del territorio da parte degli agenti del Comando di Polizia Municipale, agli ordini del Col.Felice D’Andrea. L’attività svolta dai poliziotti locali ha prodotto un cospicuo incremento dei verbali elevati ai danni dei cittadini inosservanti delle normative vigenti, ma anche una più incisiva opera di prevenzione. Viabilità, abusivismo edilizio, controllo della merce esposta al pubblico, occupazione del suolo pubblico e mancato utilizzo del casco le operazioni, nelle quali sono stati conseguiti risultati più che soddisfacenti. Stesso discorso per la pattuglia di prossimità, composta dagli addetti Balascio, Trimarchi ed Esposito Franco, coordinati dal Magg.G.Trezza ed impegnata nel controllo del corretto svolgimento del servizio di nettezza urbana (che resta carente, soprattutto relativamente al servizio di spazzamento), del rispetto dell’orario di conferimento dei rifiuti e dello sversamento abusivo di rifiuti di varie tipologie.              

 

“Migliorare la qualità della vita dei cittadini e garantire il rispetto delle leggi restano i punti cardini del nostro agire”- dichiara con chiarezza il Comandante D’Andrea.

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Questione lavoro: ancora in attesa di risposte ufficiali gli operai dell’Ilmas

Continuando ad occuparci dell’emergenza occupazionale sul nostro territorio, caratterizzato da forti ritardi nel pagamento degli stipendi, licenziamenti e mancato avvio delle attività industriali, ritorniamo a parlare della vicenda degli operai dell’Ilmas s.p.a., l’azienda produttrice di componentistica aereonautica ed aerospaziale con sede nella locale zona Asi, che chiedono chiarezza e certezze sul loro futuro, in quanto si sentono truffati. Sono in 185 (90 dell’ex Exide) ad abitare ad Acerra e nei Comuni dell’hinterland e da giugno scorso non percepiscono lo stipendio. A ottobre del 2008 60 lavoratori entrarono nel regime della cassa integrazione, che doveva essere anticipata dall’azienda. Ma non l’avevano mai ricevuta. Ad oggi ad essere occupati sono solo 40 persone, mentre tutti gli altri sono cassintegrati. La schiarita sembrava essere arrivata lo scorso 9 ottobre, quando il Tribunale di Torino nominò Alfonso Ferrara commissario straordinario dell’Ilmas, dopo che i vertici della società avevano deciso di far richiesta dell’amministrazione controllata. Ed è lui che ha iniziato ad analizzare dettagliatamente l’esposizione debitoria della società, per decidere se ci sono i presupposti per proseguire con un’amministrazione controllata, oppure se si andrà verso il fallimento totale. Fino, magari, alla certificazione dello stato passivo dei conti, la cui ufficializzazione dovrebbe arrivare il 25 febbraio prossimo, data in cui è stata fissata l’udienza al Tribunale di Torino. Due le ipotesi che si profilano all’orizzonte: da un lato il fallimento della società e la nomina di un curatore con il compito di soddisfare i creditori; dall’altro l’amministrazione controllata e la speranza dell’ingresso in azienda di un nuovo socio, in grado di rilanciare le attività del gruppo. Tutto sembra portare verso la seconda ipotesi e a rafforzare la tesi dell’amministrazione controllata, ci sono le manifestazioni d’interesse che starebbero arrivando all’attenzione della società, stando almeno ad alcune indiscrezioni. Intanto resta drammatica la situazione delle 200 tute blu impiegate presso lo stabilimento acerrano che, dallo scorso mese di giugno, non percepiscono lo stipendio, pur continuando a lavorare sulle poche commesse rimaste, ossia i portelloni degli Atr (Alenia) e la componentistica dell’Aw 139 (Augusta). Una notizia positiva arrivava dal Decreto ministeriale di ratifica della cassa integrazione straordinaria (richiesto per crisi aziendale) e firmato il mese scorso. Nel frattempo gli operai si facevano risentire presso le istituzioni locali lo scorso 21 dicembre, allorché una loro delegazione incontrava al Comune di Acerra l’Assessore al Lavoro I.Verone ed il Sindaco T.Esposito. “Quando finiranno le poche commesse di lavoro che ci rimangono, che fine faremo?” – chiedevano ai due amministratori i lavoratori durante l’incontro. “Avvieremo nei prossimi giorni contatti con il commissario straordinario Ferrara – replicavano il primo cittadino e l’esponente della Giunta comunale – per capire se esistono manifestazioni d’interesse nei confronti della società. Cercheremo, inoltre, di sollecitare la ratifica della cassa integrazione e di avviare un confronto con l’amministrazione comunale di Casalnuovo, per avere le idee chiare anche sullo stato del sito ex Exide, su cui esiste un progetto di industrializzazione”.

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Rifiuti: suscita dubbi e perplessità la gara dell’11 gennaio prossimo

La telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio di igiene urbana si arricchiva, lo scorso 4 gennaio, di un ulteriore colpo di scena: una comunicazione al Segretario, al Vice-segretario ed al Sindaco, da parte dell’Amministratore Unico della società Ego Eco, a seguito della gara della durata di 4 mesi indetta per il giorno 11 gennaio prossimo. “La Ego Eco è nelle condizioni di assumere immediatamente il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto con le medesime modalità, di cui al verbale del 20.10.2009 sottoscritto tra i rappresentanti comunali e la società Enerambiente. Ed è nelle condizioni – proseguiva la nota – di consegnare ogni documentazione utile ai fini dell’aggiudicazione del servizio per anni cinque. Si resta a disposizione, per qualsiasi chiarimento, pur valutando ogni iniziativa ulteriore innanzi al Tar Campania”. Come per dire: la gara indetta non va espletata, visto che la Ego Eco, seconda società classificatasi durante la gara, ha diritto a subentrare all’impresa veneziana, qualora questa non ottemperi al suddetto verbale di ottobre. Cosa che si presentava alquanto probabile, vista una nota della società veneta del giorno 4 gennaio e nella quale si legge, tra l’altro, che “relativamente ai tempi di consegna degli automezzi nuovi a noleggio da parte delle aziende contattate, queste hanno affermato che gli stessi non saranno disponibili prima del 30 marzo 2010 e comunque non prima della stipula contrattuale”. Si paventava, pertanto, il rischio di altri contenziosi e di un ulteriore ricorso contro il Comune da parte della Ego Eco o di qualche altra società non invitata alla gara (Jacta srl?). O che l’inadempiente Enerambiente magari vincesse una gara nella città, dove non si era attenuta al rispetto del Capitolato d’Appalto.    

Joseph Fontano

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Inaugurata la nuova piazza Falcone e Borsellino con una novità tecnologica

E’ stata inaugurata lo scorso 23 dicembre, dopo un anno di lavori, iniziati con la passata amministrazione, la nuova piazza Falcone e Borsellino, costata 750 mila euro circa. Una somma prelevata dal bilancio comunale ed impegnata per rifare il look alla piazza, che porta il nome dei due Magistrati uccisi dalla mafia per il loro impegno ed i loro successi ottenuti contro la stessa. Ed infatti parte integrante dell’area cittadina a loro intitolata è un muro di marmo nero, con su impressa la celebre frase del giudice Giovanni Falcone, assassinato a Capaci insieme alla moglie ed agli uomini della scorta, che recita: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. A ridisegnare la piazza è stato un architetto dell’Ufficio Tecnico comunale, che l’ha dotata di panchine in marmo, aiuole, di un nuovo sistema di illuminazione, mentre una parte di via Petrella è stata chiusa completamente al traffico. Chi si intrattiene nella piazza può accedere liberamente ad internet attraverso una connessione wireless gratuita. Del sistema wireless gratuito, a cui si può accedere tramite una registrazione via sms, sono dotati in Italia solo Acerra ed il Comune di San Sepolcro in Toscana. Utilizzando un portatile o un palmare, viene richiesto agli utenti di fornire le proprie generalità e il numero del proprio cellulare. Quindi il sistema del Comune provvede ad inviare via sms la password, da utilizzare per i propri accessi ad internet all’interno dell’hot spot. Dopo il taglio del nastro e la benedizione della piazza impartita dal Vescovo Rinaldi, il Sindaco Esposito, rivolgendosi ai presenti, dichiarava: “Nel ringraziare coloro, che si sono adoperati per realizzare quest’opera pubblica, invito i cittadini a rispettare questo spazio di aggregazione anche telematico, che va gelosamente custodito, perché patrimonio di tutti”. E, come specificato dal Vice-sindaco A.Crimaldi, in progetto c’è anche la realizzazione di un sistema di videosorveglianza, per prevenire eventuali atti vandalici e reati contro il patrimonio da parte di balordi senza scrupoli, mentre è in programma anche il rifacimento della facciata della scuola media “Caporale”, che dà su di un lato della piazza. Possibile anche che la struttura costruita adiacente alla piazza possa essere utilizzata come presidio della Polizia Locale. Ma l’inaugurazione non poteva non essere accompagnata dalle immancabili polemiche. A sollevarle alcuni esponenti del Pdl, secondo i quali “vi sono perplessità sulla conformità degli spigoli delle panchine, mentre la messa a terra dell’impianto elettrico non sarebbe in linea con le normative vigenti”. Dopo i discorsi di rito, alcuni gruppi musicali hanno dato vita ad un concerto musicale.  

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Acerra necessita di un nuovo assetto fognario

Siamo tornati agli anni settanta, quando si allagava la zona centrale di Corso Italia, quella che si trova in pratica nei pressi del distributore di carburanti. Il sistema fognario della città, allora adeguato a quel periodo ed al numero di abitanti, non più riadeguato alla nuova realtà abitativa degli ultimi tempi, ha mostrato tutti i suoi limiti anche per una cattiva manutenzione dei collettori e delle caditoie. Adesso è il caso di intervenire, ridisegnando e costruendo un nuovo collettore per tutta la città di Acerra, da allocarsi lungo la spalletta interna del canale dei Regi Lagni dimesso. Il naturale declinio del terreno fino al mare, seguito dal famoso canale idrico, opera idraulica esistente da oltre 400 anni, non ha mai sofferto di crisi o di esondazioni e sarebbe la scelta più opportuna da seguire. Come sarebbe da imporre una seria manutenzione, “spurgando” periodicamente caditoie e collettori e in modo particolare la vasca di raccolta in fondo a via Napoli, in testa all’attraversamento ferroviario ed insufficiente, dove si scaricano i liquami delle aree periferiche cittadine della “Fondola”, dello “Spinello” e del “Pozzillo”. Così facendo, si eviterebbero gli allegamenti di via Caserta e dintorni. A mio avviso l’Amministrazione Comunale dovrebbe bandire un pubblico concorso per la progettazione tecnico-economica di questo collettore generale, con tutte le necessarie opere di allacciamento all’attuale sistema fognario. In tal modo le zone centrali, poste leggermente più in alto, non si allagherebbero più, tenendo conto che il recapito finale del collettore dovrebbe essere il depuratore di Acerra. Per la finanziabilità dell’opera, a mio parere, sarebbero sufficienti una piccola parte delle royalities maturate e di cui la nostra Città è creditrice. 

 

                                                                                                 Fondazione Craxi di Acerra- Il Presidente

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La lunga ed irrisolta odissea di un ex aviere acerrano

Un caso di malasanità, questa volta verificatosi in una struttura sanitaria militare, balzava agli onori della cronaca e vedeva protagonista un nostro concittadino di 30 anni, Bernardino Fava, che nel settembre del 1997, aviere di stanza a Guidonia, nei pressi di Roma, cadde per le scale, mentre faceva il piantone in una caserma. Essendosi sentito male ed avvertendo forti dolori al petto, fu trasportato in ospedale, dove i medici militari non si accorsero, per mesi, che aveva un tumore al polmone. Da allora iniziò il calvario del giovane, che oggi vive ad Acerra con mezzo polmone in meno e con una diagnosi, che non corrisponderebbe all’intervento, a cui fu sottoposto 9 mesi dopo il primo ricovero. Per i sanitari dell’ospedale militare del “Celio” il paziente era affetto da un timoma, un tumore che aggredisce la ghiandola del timo. Ma la versione fornita dal 30enne è totalmente diversa, poichè dichiara: “I medici sbagliano. Infatti mi hanno asportato una parte del polmone destro e tutte le analisi strumentali praticate dai militari ed ospedali civili confermano invece la patologia polmonare, per la quale poi sono stato operato”. Ma Bernardino ed il padre Vincenzo non si sono mai arresi ed in questi anni hanno raccolto ben tre faldoni di documentazione medica. Che, ancora oggi, non viene riconosciuto quello che per loro è un errore da parte dei medici, che visitarono per la prima volta l’aviere dopo la caduta. E per fare valere le loro ragioni, hanno denunciato già due volte alla Magistratura l’accaduto. Una prima volta, nel 2007, il caso è stato archiviato; una seconda, un anno dopo, il procedimento è ancora in corso alla Procura di Roma. Il giovane ricorda di “aver chiesto anche di essere ascoltato durante la fase inquisitoria, ma il giudice ha negato questa possibilità, giustificandosi con gli eccessivi carichi di lavoro a cui è sottoposto”. Ad agosto dell’anno scorso il PM ha richiesto l’archiviazione ed ha passato l’incartamento al Gip, che dovrebbe decidere nelle prossime settimane in merito all’aspetto penale della vicenda. Il padre dell’ex aviere si chiede “se sia possibile che nessuno sia responsabile di quello che è successo al figlio, nonostante l’esistenza di analisi istologiche, di analisi strumentali e di un reperto del polmone malato”. E ricorda che 4 anni fa scrissero anche al premier Berlusconi e all’allora Presidente Ciampi, ma che solo il capo dello Stato rispose. Un’odissea che ha sconvolto la vita della famiglia Fava. L’aviere, dopo l’intervento chirurgico, è stato sottoposto a cicli di radioterapia ed ora è invalido all’80 per cento. La madre, Isabella Bellorofonte, ha chiuso il chiosco di bibite a Napoli che gestiva proprio con il figlio, a cui è stata riconosciuta un’indennità di appena 250 euro mensili. Il padre, invalido civile, per seguire il figlio nella sua odissea, ha rinunciato a lavorare come guardia giurata e si chiede: “A chi dobbiamo rivolgerci per avere tutela per questa incredibile vicenda di malasanità?”.

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