La replica dell’Assessore Immacolata Verone sulla questione sicurezza scolastica

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Interpellato in merito alla questione sicurezza scolastica, l’Assessore al ramo Verone dichiarava: “Il problema della sicurezza scolastica è stato affrontato con molta decisone dall’Assessorato che rappresento e dall’Arch.Martone, Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, di cui riconosco il lavoro svolto e l’impegno profuso nella graduale risoluzione delle molte problematiche che interessano le strutture scolastiche. E ciò perché intervenire a tal proposito attraverso interventi di riqualificazione e di messa in sicurezza degli edifici scolastici è un segno di civiltà e di rispetto per l’intera comunità. Gli alunni, infatti, trascorrono la maggior parte dell’anno solare in una classe, che dev’essere quindi accogliente, sicura e dignitosa. Anche se la sicurezza scolastica è una problematica che interessa l’intero territorio nazionale, localmente l’ho ritenuta primaria e da affrontare con senso di responsabilità. E non è certo di ausilio il Governo nazionale, che ha proceduto ai tagli ai fondi destinati alla scuola, creando non pochi problemi agli Enti locali, che devono garantire anche il rispetto delle normative sulla sicurezza degli istituti scolastici e che devono avere progetti comunali redatti, per poter accedere ai mutui. Pertanto – proseguiva l’Assessore – l’edilizia scolastica dovrebbe essere considerata un’infrastruttura primaria, al pari delle strade e dei ponti. I lavori, inoltre, che abbiamo iniziato o completato nelle scuole, sono stati pianificati anche coi Dirigenti scolastici, per non condizionare l’attività didattica e la sicurezza degli alunni, che hanno diritto allo studio. Per quanto concerne le verifiche sismiche, dopo il nostro insediamento abbiamo trovato un incarico affidato all’Università “Federico II”, il cui lavoro si è limitato ad un’analisi del materiale che compone le strutture. Un primo passo che impone all’attuale amministrazione comunale di individuare un fondo per le conseguenti verifiche. Ad oggi possiamo dire che il lavoro svolto ha portato ad avere una certificazione ISPESL degli impianti termici di tutte le scuole”. Il componente l’esecutivo del Sindaco Esposito elencava poi una serie di interventi svolti o in corso di svolgimento presso i plessi scolatici cittadini e nello specifico: l’adeguamento degli impianti elettrici al 3° e 4° Circolo Didattico e alla scuola media Capasso; un intervento alla stessa scuola media che ha prodotto il certificato di prevenzione antincendio; altri CPI che sono stati rilasciati e che hanno attivato i lavori alla scuola Caporale, mentre sono in gara quelli per i Circoli didattici comunali….

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La Acquedotti Scpa procede nei lavori ma solo in seguito ad una diffida

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Sono molteplici le questioni inerenti alla Acquedotti Scpa, la società mista che gestisce il servizio idrico integrato cittadino dal I ottobre 2006 e da noi ampiamente esposte in questi anni. L’affidamento del servizio idrico integrato alla stessa, intervenuto in mancanza del necessario presupposto di legittimità, come attestato dall’A.T.O. Napoli 2 lo scorso 7 maggio, con conseguente interrogazione consiliare. La quasi totale mancanza di pulizia e manutenzione delle caditoie, che hanno provocato l’invio al Comune delle istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali. La risposta alla società data dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, Arch.C.Martone, datata 30.12.2009 la quale scrive che, relativamente alla massima solerzia, precisione e continuità, con cui la società asserisce di compiere la pulizia delle caditoie, tale società millanta tali interventi. L’interruzione dell’erogazione idrica, operata dai dipendenti della società in data 10.12.2009 ad un intero condominio abitato da sei famiglie, in quanto i condomini erano in grave ritardo con il pagamento delle fatture inviate e con 19 persone, tra cui due anziani ultranovantenni gravemente ammalati, rimaste per cinque giorni senz’acqua, con tanto di atto di diffida e di costituzione in mora, presentato dai condomini attraverso il loro legale. L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco Esposito e presentata durante il Consiglio comunale dello scorso 29.01.2010 dai Consiglieri del Pdl, con la quale si chiedeva che il primo cittadino e l’amministrazione comunale riferissero sull’esecuzione dei doveri contrattuali posti a carico della società Acquedotti Scpa, per effetto del provvedimento in affidamento in concessione del servizio idrico comunale e, nello specifico, se il Comune per la riscossione pregressa e la società concessionaria hanno restituito agli utenti la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, come imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008. Cosa abbiamo “scovato” di nuovo adesso? Le lamentele della ditta “Gialtas Costruzioni”, aggiudicataria dei lavori di via Spiniello, che in una lettera del 12 marzo scorso indirizzata al Dirigente ai Lavori Pubblici Martone ed avente ad oggetto gli scavi effettuati dalla Acquedotti ScpA e non ripristinati come dovuto, sollecitava il ripristino degli scavi all’incrocio tra via Sand e via Spiniello, causati dai lavori lasciati incompleti appunto dalla Acquedotti Scpa. La Gialtas specificava…

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Le proposte avanzate dal Sindaco per risolvere la crisi politica

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Ci eravamo lasciati, sull’ultimo numero, alle dimissioni annunciate e protocollate in data 10.04.2010 dal Sindaco T.Esposito ed alle consequenziali reazioni e commenti rilasciati degli esponenti politici locali. Con tranquillità il primo cittadino le aveva scritte di persona e consegnate direttamente al Vice-Segretario generale. Da quel momento c’erano 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni e per ricucire le fila di una maggioranza di centrosinistra, sempre più preda di tensioni e di dissidi intestini. Com’è noto a tutti, la goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata l’elezione di uno dei due Revisori dei Conti, avvenuta durante il Consiglio comunale dello scorso 9 aprile ed indicati dalle opposizioni, ma con il voto favorevole di 5 franchi tiratori della maggioranza. In realtà c’era stata la bocciatura del revisore proposto dall’alleato UDC. Ed è così che iniziavano giorni di incontri, tensioni, confronti, proposte, attestazioni pubbliche di solidarietà al primo cittadino e tentativi di ricomposizione del quadro politico della maggioranza, composta da Pd, Idv, Udc, Alleanza di Centro, Progetto Acerra, Cattolici Democratici, Centro per la Libertà. Una svolta sembrava venire proprio dai Consiglieri comunali di questi ultimi 4 gruppi consiliari, sottoscrittori di un pubblico manifesto dal titolo: “Mandato pieno al Sindaco Tommaso Esposito”. “Si è tenuta ieri sera la riunione della maggioranza, convocata dal Sindaco – recitava il manifesto – primo incontro dopo le sue dimissioni protocollate il 10 aprile 2010. La coalizione ha condiviso la necessità e l’urgenza di accedere immediatamente ad una discussione in Consiglio comunale, consegnando al Sindaco il mandato di avanzare nelle prossime ore una proposta utile, al fine di rimuovere le ragioni che lo hanno portato alle dimissioni. Alcune forze politiche si sono riservate di valutare le condizioni che il Sindaco proporrà. “Abbiamo intenzione di dimostrare un ulteriore grande senso di responsabilità e fiducia nei confronti del Sindaco – dichiarano i Capigruppo di ADC, PA, CD, CpL, rispettivamente C.Lombardi, A.Piatto, A.Albachiara e D.Rao. – Per questo gli abbiamo ribadito che sosterremo, come già fatto in questi mesi, la proposta che avanzerà alla coalizione per governare la città nel suo esclusivo interesse. Da noi, nell’ambito delle sue prerogative, ha un mandato pieno. Ci limiteremo al necessario confronto sui temi non ricompresi nel programma di mandato. Riteniamo che sarebbe un danno enorme interrompere, senza gravi motivi, un’esperienza…

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Accuse reciproche, indagini della Digos, atti inviati in Procura: ai raggi X il Consiglio comunale

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Il vero banco di prova per il Sindaco Esposito era il Consiglio comunale dello scorso 27 aprile, che aveva  un unico punto all’Ordine del Giorno, ossia Le Dimissioni del Sindaco ed al quale assistevano numerosi cittadini. Una pubblica assise a dir poco infuocata, alla quale Esposito avrebbe partecipato, solo per ascoltare gli interventi degli esponenti delle forze politiche cittadine e per leggere la sua relazione che, successivamente condivisa dalle altre componenti della maggioranza, avrebbe potuto scongiurare lo scioglimento del Civico consesso e l’avvento al Comune dei Commissari straordinari. Tra i banchi dell’aula consiliare spiccava subito l’assenza dei Consiglieri di Italia dei Valori, segno evidente che non si era riusciti a trovare un accordo che soddisfacesse tutte le anime della maggioranza. “Italia dei Valori sta facendo un percorso leale e coerente rispetto alla coalizione – spiegava l’assessore Falco, anch’egli assente in Consiglio comunale – ed è difficile condividere un Consiglio comunale in assenza di un’intesa politica all’interno della coalizione stessa. Il chiarimento deve esserci al tavolo politico e poi si va in aula. IdV ha chiesto delucidazioni politiche sulla proposta del Sindaco. Il problema non è la rivisitazione delle deleghe. Al momento inoltre – concludeva Falco – ancora non abbiamo capito i motivi, che hanno portato il Sindaco a rassegnare le dimissioni. Gli atti dicono che c’è stato un Consiglio comunale sui revisori dei conti e dopo quell’assemblea sono arrivate le dimissioni. Non essendo noi i responsabili di questa situazione, vorremmo capire cos’è successo”. Tornando al Consiglio comunale del 27, il Sindaco apriva il dibattito, affermando: “In questi giorni ho avuto modo di riflettere, di ascoltare i miei alleati, i miei concittadini. Quella di 8 mesi fa è stata una scommessa, che propose una coalizione atipica ed eterogenea, premiata dal risultato elettorale. Ho lavorato per sostenere la mia azione e quella della Giunta per lo sviluppo di Acerra – continuava il professionista – ed ho percepito tra la gente la forte volontà di cambiamento. Il motivo delle dimissioni sta nei troppi elementi di disaggregazione, il continuo venir meno del numero legale dei Consiglieri, le sempre più pressanti lacerazioni interne. Negli incontri avuti con le forze della coalizione, ho ribadito quelle che sono le linee programmatiche, a partire dai temi occupazionali, dello sviluppo, della salvaguardia dell’ambiente, passando per le misure…

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Le dichiarazioni dei Consiglieri comunali nella Pubblica Assise del giorno 27 aprile

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A dare inizio alle critiche alla maggioranza era il Consigliere Laudando (Lista Trenta) che affermava: “Oggi ci interessa capire chi è Tommaso Esposito, che 8 mesi fa disse che Acerra guarda avanti, mentre lui non vede che accanto a lui vi sono quelli che mandarono a casa Marletta. All’atto dell’insediamento della Giunta il Consigliere Albachiara definì lupi, tutti coloro che stavano iniziando il percorso amministrativo col neo Sindaco. Alla faccia del senso di responsabilità – continuava Laudando – il sindaco si dimette ed invece di spiegare alla città la situazione, si chiude nella sezione del suo partito, bloccando di fatto l’azione amministrativa dell’intera città. Questo è un sindaco con una Giunta vecchia e visto che chiede un assessore tecnico, da oggi anche lui avrà un prestanome nell’esecutivo. Questo Consiglio comunale sancisce la fine del Sindaco, che diviene complice di chi ha imbrogliato Acerra, scegliendo la vecchia politica, quella degli sgambetti e dei trucchetti. Per noi oggi il Sindaco del PD è quello dell’ultimo feudo di Bassolino in Campania”. Proseguiva, poi, il Capogruppo Pdl G.Bigliardo che, rivolgendosi al Sindaco, dichiarava: “In tutti questi mesi, dove non avete prodotto nulla per la città, hai fatto due proposte in Consiglio comunale. Una era la commissione politiche giovanili, con cui hai subito un clamoroso cappotto e l’altra il documento sui patti territoriali e ti sei incazzato. Infine sei rimasto fregato nell’essere garante dell’elezione dei Revisori dei Conti. Nel frattempo quest’amministrazione ha prodotto un aumento della Tarsu, la comparsa di autorizzazioni che tu conoscevi per impegni elettorali che fanno di Acerra il terminale dei rifiuti liquidi e solidi della Campania, una politica sociale pietosa ed inconsistente che ha prodotto solo una stabilizzazione di parte degli Lsu, che ancora attendono di vedere la graduatoria. Acerra – aggiungeva Bigliardo – paga l’immobilismo, di chi non sa farle fare il salto di qualità. Con questo atto hai mostrato la tua debolezza e ti sei commissariato. E vi accingete a ristrutturare il castello baronale che dovrà essere il covo dei comunisti, che dirigeranno le iniziative di questa città”. Per la maggioranza interveniva il Consigliere Elmo, che diceva: “L’UDC è stato molto attaccato di recente, ma è la vera novità di questa coalizione e cercheremo di rispettare il mandato elettorale. Ad Acerra è risultato il primo partito alle…

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Le dichiarazioni al vetriolo dei Consiglieri comunali al vaglio della Polizia

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Ma la seduta del Civico consesso avrebbe riservato altri passaggi forti, afferenti più ai reati amministrativi e penali eventualmente commessi, che non all’attività politica propriamente intesa. A darne un lampante esempio era il Consigliere PierGiacinto Di Fiore, che citava fonti giornalistiche circa un presunto summit svoltosi in un bar «tra due pregiudicati, un dirigente di una grande impresa di igiene urbana ed un noto esponente politico». E tanto bastava, per scatenare il putiferio tra gli sguardi attenti delle Forze dell’Ordine. “Il 10 aprile abbiamo ricevuto una lettera di dimissioni del Sindaco – esordiva l’avvocato Di Fiore – senza che la stessa contenesse alcuna motivazione, che pure andava esplicitata. Oggi il Sindaco fa una relazione da salotto, non indica la strada per uscire dalla crisi ed ha ritirato le dimissioni, dopo aver approvato in Giunta il rendiconto di gestione, che è un atto di straordinaria amministrazione e quindi non attuabile in quella fase. Esposito confermerà la stessa giunta, darà lo stipendio ad un settimo assessore e ad un portavoce che non sappiamo a cosa servano. Avete raddoppiato il vostro stipendio, mentre restano cose gravissime sul piano amministrativo, come i concorsi pubblici fatti contro le sentenze della Corte Costituzionale, un servizio di nettezza urbana lievitato nei costi di oltre 5 milioni di euro e di cui la stampa riferisce di cose così gravi, che il capo dell’Amministrazione locale dovrebbe avvertire il Procuratore della Repubblica per chiederne conto (a tal proposito il Presidente del Consiglio comunale specificava che ciò già era stato fatto ndr). Senza progetti – concludeva Di Fiore – avete già perso la prima tranche da 7 milioni di euro stanziati per la bonifica del territorio. Ma comunque è una consiliatura che non avrà vita lunga”. Non meno rilevante l’intervento del Consigliere Andrea Piatto, che affermava: “Tanti Comuni viciniori sono passati dal centrosinistra al centrodestra. Già questo pone un interrogativo: siamo stati più bravi noi o incapace l’attuale opposizione? A suo tempo il Consigliere Affinito disse che il Sindaco doveva esercitare le sue prerogative, dandogli pieno mandato. Oggi invece lo critica, pur non essendo stato stravolto il programma. E’ da tempo che Di Fiore cerca di emulare l’avvocato Bianco, ma non riesce a proporre un’alternativa. A Iovino, poi, che parla di inceneritore avviato con il governo Marletta, vorrei ricordare…

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E venne il giorno del ritiro delle dimissioni del Sindaco

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Il 29 aprile scorso, a poche ore dalla possibilità che si insediassero in città i Commissari prefettizi, il Sindaco Esposito di pomeriggio formalizzava con una lettera l’atto di ritiro delle dimissioni protocollate in data 10.04.2010. La decisione giungeva al termine di un lungo ed estenuante confronto, durato per giorni interi, con tutte le forze della coalizione di centrosinistra ed il Consiglio comunale, nel quale le stesse forze confermavano piena fiducia al primo cittadino e dopo 20 giorni di incontri e chiarimenti alla ricerca di una ritrovata compattezza. Poi la proposta del sindaco di rilanciare l’azione di governo intorno ad alcuni punti qualificanti e la nomina di un assessore tecnico, al quale affidare le sue deleghe, ossia Politiche Giovanili e Cultura. Oltre alla nomina di un portavoce della coalizione, che fungerebbe da tramite tra le forze politiche, i gruppi consiliari e l’esecutivo, per evitare quegli scollamenti verificatisi tra le forze politiche. Una proposta che integra il programma presentato all’insediamento della Giunta circa 9 mesi fa e che veniva condivisa da tutte le forze che compongono la maggioranza. Confermati almeno fino al prossimo autunno gli attuali incarichi distribuiti nell’esecutivo Esposito, che ha avuto pieno mandato organizzativo. Le forze politiche componenti la maggioranza sottoscrivevano il documento politico presentato dal Sindaco. Solo il Consigliere Affinito si riservava di valutare successivamente l’andamento dell’amministrazione. “Si è deciso per il bene della città”- commentava la fascia tricolore – e si è deciso di intraprendere un percorso condiviso di sviluppo del paese. Ora si può finalmente guardare avanti ed affrontare concretamente i problemi della città, lavorando a pieno regime secondo un preciso cronoprogramma e senza tentennamenti. E’ chiaro che le divisioni probabilmente si ripresenteranno un minuto dopo l’intesa ed il ritiro delle dimissioni, ma in un ottica diversa. Quella, cioè, di aver compiuto una scelta condivisa su un programma ben delineato”. Un accordo tra le forze politiche raggiunto non senza malumori ed insoddisfazioni da parte di qualche esponente della coalizione. E resta da chiarire la postilla fatta aggiungere all’ultimo minuto dall’UDC al documento politico, che sancisce di fatto la ripartenza dell’amministrazione targata Esposito, che comunque sarebbe condizionato “a procedere ad un’eventuale integrazione della Giunta comunale” e non “a procedere all’adeguamento della Giunta, anche riorganizzandola”, così come forse sperava.   Joseph Fontano

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Igiene Urbana: si procede tra gare infruttuose, soluzioni tampone e ricorsi al Tar

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In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, in attesa che si esprimano gli organi giudiziari, a seguito della sfilza di ricorsi al TAR Campania presentati, anche per motivi aggiunti, dalla società “Ego Eco” contro il Comune di Acerra, soprattutto per l’esclusione dalla gara relativa al periodo di cinque anni (sancita attraverso la Determina dirigenziale n.159 del 2.2.2010), indetta con procedura aperta a partire dallo scorso 29 marzo e la cui prima seduta di gara è prevista per il 20 maggio 2010, l’obiettivo era puntato sulla gara d’appalto provvisoria, svoltasi lo scorso 23 aprile e la cui seduta è risultata infruttuosa. Alla gara, che doveva sancire il nome dell’impresa che, a decorrere dal I maggio fino alla conclusione del procedimento della gara bandita per cinque anni (e comunque non oltre il 31.12.2010), doveva svolgere il servizio cittadino di spezzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, con un Capitolato d’oneri, attualmente in vigore, rivisto, modificato ed adeguato ai servizi da rendere ed ammontante ad euro 4.080.368,00 oltre iva, corrispondente ad euro 510.046,00 più iva mensili, partecipavano la Ego Eco, già affidataria del servizio dallo scorso 13 gennaio e l’Ecologia “Falzarano” di Airola. E qui il colpo di scena, poichè nessuna delle due imprese concorrenti, che avevano fatto pervenire le loro offerte economiche all’ufficio protocollo del Municipio il giorno precedente, si aggiudicava l’appalto. Infatti, nel caso dell’impresa laziale, questa non veniva neanche ammessa alla gara in quanto, come si evince anche dal verbale, l’Ufficio Gare faceva rilevare al Presidente della Commissione di Gara, Dr.V.Castaldo, che “agli atti dell’Ufficio medesimo vi è la comunicazione del 2.2.2010, indirizzata all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, con la quale è stata trasmessa la determinazione dirigenziale di esclusione dalla gara dell’impresa di Roma per mancanza di requisiti di ordine speciale”. Una decisione che comportava non solo le rimostranze del rappresentante della società esclusa, ma anche momenti di tensione nell’affollato ufficio comunale sito al II piano. Non restava che esaminare il plico della società sannita ammessa, contenente la documentazione amministrativa e la relativa offerta economica. Che veniva formulata al rialzo del 15% sul suddetto importo posto a base d’asta, che induceva il Presidente di gara, nonché Dirigente al Servizio di Igiene Urbana, a non…

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Intanto la Ego Eco prosegue il servizio e scongiura il “pericolo monnezza” ad Acerra

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Soluzione che veniva dall’adozione dell’Ordinanza sindacale n.12 del 29 aprile inviata, tra gli altri, anche al Prefetto di Napoli, alla Procura della Repubblica di Nola ed al Presidente della Giunta regionale e fatta propria con la Delibera di Giunta n.44 dall’esecutivo guidato dal Sindaco Esposito, che appena qualche ora prima aveva ritirato le proprie dimissioni protocollate il 10 aprile. L’atto amministrativo ordinava alla Ego Eco di provvedere al servizio di Igiene Urbana per l’intero mese corrente, “considerato che occorreva porre rimedio ad una situazione di pericolo per la tutela dell’igiene pubblica e della salute della cittadinanza, non evitabile mediante il ricorso agli ordinari mezzi dell’azione amministrativa”. Intanto, però, due sono gli elementi da evidenziare. Il primo ce lo fornisce il verbale di consegna del servizio, secondo il quale l’impresa di Roma ha accettato di svolgere il servizio solo fino al 15 maggio prossimo, salvo poi proseguirlo, previo però un incontro con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e nelle more di una rivisitazione dell’ordinanza sindacale, che permetta alla società laziale l’espletamento del servizio, fino a quando non sarà noto il nome dell’impresa risultata aggiudicataria della gara dei 5 anni. Il secondo viene da una vicenda, per certi aspetti farsesca. Infatti l’amministrazione cittadina individua nella Ego Eco la società che deve svolgere il servizio per il mese di maggio. Ossia si affida proprio a quell’impresa, accusata (ma sarà il Magistrato a stabilirlo o meno il 9 giugno prossimo) di aver reso dichiarazioni mendaci e pertanto esclusa dalla gara relativa al periodo di cinque anni; non ammessa a quella provvisoria del 23 aprile; segnalata all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici e contro la quale si è costituita in giudizio al Tar Campania. Eppure i giudizi espressi dai cittadini in merito al servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti svolto dall’impresa laziale, che opera pur sempre in un regime di provvisorietà, sono tutto sommato positivi. Oltre a ciò per la prima volta negli ultimi anni, stando ai dati del I maggio scorso, la percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto l’11,5%, grazie anche alla quotidiana raccolta dell’umido presso gli esercizi commerciali locali. Inoltre sembrerebbe proprio che l’attuale cantiere, utilizzato dalla società e sito al Gaudello, risponda ormai a tutte le normative previste dalla legge, visto che è stato passato più volte ai raggi…

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Inceneritore: la visita dei Commissari europei all’impianto di termodistruzione

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La Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, giunta in città lo scorso 28 aprile, nell’ambito di un tour esplorativo in Campania, a seguito delle numerose istanze promosse dai comitati ambientalisti dei cittadini, veniva accolta da un lungo applauso. I commissari europei, in visita al termovalorizzatore, sito in località Pantano, incontravano i dirigenti della “Partenope spa”, che da qualche settimana gestisce l’impianto. Una visita che giungeva in un momento delicato. Infatti una delle tre linee di termodistruzione era ferma dal 14 aprile scorso per un guasto alla caldaia parzialmente rotta, che ha provocato una perdita di calore. Venti giorni di stop, in cui l’inceneritore ha lavorato a scartamento ridotto. Un incidente che seguiva di qualche giorno quello occorso al sistema di monitoraggio delle emissioni, che avevano segnalato uno sforamento anomalo di ossido di carbonio. Due ore dense di domande da parte della delegazione dei parlamentari, guidati dall’olandese Judith Merkies, che chiedevano ed ottenevano di essere accompagnati da alcuni rappresentanti dei comitati ambientalisti, a cui era stato vietato l’ingresso. Insieme alla nutrita pattuglia di parlamentari europei, venuti ad Acerra per valutare la corretta applicazione delle direttive comunitarie in tema di smaltimento dei rifiuti, c’era anche il Sindaco Esposito insieme a due amministratori locali. La qualità e la quantità delle emissioni in atmosfera ed i relativi controlli, i tempi di smaltimento delle ecoballe e la tipologia dei rifiuti usati come combustibile sono stati al centro delle domande,rivolte dai commissari all’amministratore delegato Antonio Bonomo, della Partenope Ambiente, la società subentrata da qualche settimana alla Fibe nella gestione dell’impianto. Sullo sfondo la spinosa questione della valutazione di impatto ambientale, che prevedeva la costruzione di un inceneritore da adibire alla sola termodistruzione di un combustibile da rifiuto a norma, mai realizzato dai 7 impianti Stir (ex Cdr) ed i continui sforamenti segnalati dalle centraline dell’Arpac dei limiti consentiti delle polveri sottili nell’atmosfera. «Vogliamo garanzie sulla sicurezza dell’impianto e sulla tutela della salute dei cittadini, ma anche le compensazioni ambientali e le bonifiche promesse» – affermava il primo cittadino. E nelle mani dei parlamentari finiva anche un aggiornamento del dossier, che fu alla base delle petizioni inoltrate l’anno scorso a Bruxelles. L’intento dei comitati è quello di smascherare tutte le bugie, raccontate fino ad oggi ai commissari.   Angelo Rega

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