Il Tar annulla la Delibera di Consiglio comunale. Nominati i nuovi Revisori dei Conti

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Tornava alla ribalta lo scorso 11 giugno la vicenda dei Revisori dei Conti, quella per la quale il 10 aprile 2010 il Sindaco Esposito aveva rassegnato le dimissioni, dopo che il giorno precedente il Consiglio comunale aveva scelto come Revisori due professionisti in quota opposizione ed uno solo in quota maggioranza, facendo dire al primo cittadino che “con le insidie e i trabocchetti dei franchi tiratori non si va da nessuna parte”. Durante quella pubblica Assise infatti, datata 09.04.2010, furono nominati componenti del Collegio dei Revisori dei Conti Raffaele Palmese quale presidente, iscritto al registro dei Revisori Contabili (ed unico rappresentante proposto dalla maggioranza); Pasquale Forni, iscritto nell’albo dei Dottori Commercialisti e Vittorio Petrella, iscritto nell’albo dei ragionieri (entrambi proposti dalle opposizioni), ma non Enrico Cirillo, professionista in quota Udc, che otteneva meno consensi dei colleghi poi eletti e legato da vincoli di parentela ad un ex Assessore della passata amministrazione. A seguito di ciò Cirillo, rappresentato e difeso dall’Avv.Aniello Aversano, decise di impugnare la Delibera di Consiglio comunale n.27 e propose ricorso al Tar Campania contro il Comune, rappresentato e difeso dall’Avv.Giuffrè e contro i revisori Forni e Petrella, chiedendo l’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia dell’atto amministrativo. La I sezione dell’organo giurisdizionale campano, presieduta dal Dr.Antonio Guida, infatti, pronunciava l’Ordinanza che accoglie il ricorso presentato dal professionista escluso. A motivare l’accoglimento dell’istanza presentata da Cirillo, si legge nell’ordinanza n.1189/2010 del Tribunale Amministrativo Regionale, “la normativa che sopprime dal 2008 gli Ordini dei Dottori commercialisti ed i Collegi dei ragionieri e periti commerciali, così da non far risultare più applicabile l’art.234 del Testo Unico degli Enti Locali, anche in considerazione delle modifiche apportate dall’art.78 del D.Lgs.139/2005”. La soppressione degli Ordini dei commercialisti e dei ragionieri, dunque, è la base su cui il Tar ha accolto il ricorso dell’istante. L’elezione dei Revisori del Comune avvenne con modalità indicate dal Dirigente comunale ai Servizi Finanziari, che il 10 maggio chiese di opporsi al suddetto ricorso, “in quanto l’Ente – recita la nota dirigenziale – nella predisposizione e nell’approvazione degli atti inerenti l’elezione dei revisori dei conti per il triennio 2010/2012, ha proceduto correttamente, ovvero ha fatto esclusivo riferimento alla normativa di settore vigente ed in particolare all’art.24 del D.Lgs.267/2000, peraltro mai modificato rispetto ai requisiti di elezione, nemmeno dopo l’unificazione degli…

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Questione canoni idrici pregressi: ancora una sentenza contraria al Comune e all’Inpa

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Tornando alla questione acqua e, nello specifico, alla riscossione dei canoni idrici pregressi, attuato attraverso un accordo bonario tra il cittadino-utente ed il concessionario del Comune di Acerra (Inpa S.p.A) per il servizio di recupero dei canoni idrici, più volte abbiamo ricordato che ognuno poteva sempre rivolgersi ad un legale, per intentare un ricorso avverso il Comune e far valere le proprie ragioni. Ed è quello che hanno fatto, durante questi anni, alcuni cittadini, che hanno poi conseguito sentenze favorevoli e di cui abbiamo dato anche pubblicazione. L’ultima che abbiamo letto in ordine di tempo (e ne leggeremo ancora tante), è la sentenza n.585/2010, emessa dal Giudice di Pace di Acerra, Dr.Giovanni Franzese, a seguito del ricorso proposto dal sig.Angelo A. (difeso e rappresentato dagli Avvocati dell’Associazione Napoli Nuova) contro il Comune e la società Inpa, entrambi convenuti contumaci e riguardante il pagamento delle somme relative al consumo idrico degli anni 2004-2006. I fatti. Con atto di citazione notificato al Comune e all’Inpa l’istante conveniva in giudizio, per dichiarare non dovuto l’importo di euro 929,62, di cui alla richiesta di pagamento inviata dalla “Inpa spa” per conto del Comune e relativa agli anni 2004-2006. E chiedeva anche la condanna del Municipio e della società di via Castaldi alle spese, diritti ed onorari. “Va rilevato preliminarmente – scrive il Giudice – che in sede di opposizione ad intimazione di pagamento, emesso dal concessionario per il recupero dei canoni idrici, qualora si deduca la prescrizione del diritto, al soggetto esattore deve riconoscersi, insieme all’Ente impositore, titolare della pretesa contestata, la concorrente legittimazione passiva. Di conseguenza l’opposizione dev’essere proposta anche nei confronti del medesimo esattore, che ha emesso l’atto di costituzione in mora, al quale va riconosciuto l’interesse a resistere, anche per gli innegabili riflessi, che un eventuale accoglimento dell’opposizione potrebbe comportare nei rapporti con l’Ente. La materia è regolata dagli artt.1599 e ss. del Codice Civile, che così dispone: “La somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga verso corrispettivo di un prezzo, ad eseguire, a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose”. L’art.1562 così dispone: “Nella somministrazione a carattere periodico il prezzo è corrisposto all’atto delle singole prestazioni ed in proporzione di ciascuna di esse. In quella a carattere continuativo il prezzo è pagato secondo…

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Giornata Nazionale dello Sport: taglia per prima il traguardo la non informazione

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Lo scorso 6 giugno si è svolta, in ottemperanza alla Direttiva del Consiglio dei Ministri del 27.11.2003, la “Giornata Nazionale dello Sport”, alla quale il Comune ha dato la propria adesione, come si evince dalla Delibera di Giunta comunale n.57 del 27 maggio scorso. Ma sulle finalità di tale evento e sul programma delle manifestazioni sportive comunali previste ed organizzate con le varie associazioni sportive cittadine, non è stato possibile averne conoscenza, visto che non è stato stampato, né affisso in città alcun manifesto, che indicasse anche luoghi ed orari, in cui si sarebbe svolto l’evento. Né se ne è data comunicazione attraverso il sito internet del Comune. Eppure, recita la Delibera, le manifestazioni previste per il 6 giugno “non sono solo puramente sportive, ma tese alla più ampia partecipazione dei giovani acerrani per la valorizzazione e lo sviluppo educativo-formativo, che coincide anche con gli obiettivi dell’ONU. E’ un’occasione di grande visibilità e di promozione sociale e culturale della nostra comunità”. Tant’è vero che molti cittadini, uscendo di domenica mattina, si chiedevano cosa ci facessero in alcune piazze e strade cittadine gli atleti (non molti per la verità), che praticavano sport. Lo sport, alla fine, l’ha dovuto fare chi, non conoscendo percorsi, programma ed orari, ha dovuto rincorrere sull’intero territorio urbano, dotato per l’occasione di una maxi isola pedonale, le varie discipline disputate. Il tutto organizzato, tra l’altro, in una città, dove è in aumento la platea delle persone che si avvicinano allo sport; dove il numero degli impianti sportivi è ridotto all’osso ed in cui i campetti periferici sorti nel quartiere Gescal e Madonnelle sono in totale stato di abbandono ed interdetti alla pratica sportiva. In particolare quest’ultimo, che è gestito dal febbraio del 2009 da un’associazione senza fini di lucro, che ne garantirebbe (stando alla Determina dirigenziale n.228 del 9.12.2009) la custodia e la manutenzione ordinaria, è intercluso alle persone, che volessero sviluppare un’attività ricreativa e sportiva sul territorio, favorendo l’integrazione, la socializzazione, la solidarietà e la diffusione dei valori sociali, specialmente per i soggetti svantaggiati. E si presenta di solito, come si evince dalla foto, con le reti metalliche abbattute, con l’erbaccia alta ed incolta e con il cancello sbarrato. Senza dimenticarci dello Stadio comunale di via Manzoni, dichiarato non agibile per ospitare incontri di…

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Riceviamo pubblichiamo

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Egregio Direttore, sul numero 76 del 24 maggio 2010 del giornale da voi diretto, abbiamo letto di uno scontro tra due esponenti politici di rilievo del nostro territorio appartenenti, il primo, alla Nuova Italia ed il secondo al PD sul tema dell’agricoltura. In merito alle considerazioni esposte in quella circostanza sull’argomento, vi scrivo per la prima volta in qualità di imprenditore agricolo e di rappresentante della “Lega dei Coltivatori Acerrani” (L.C.A). Il settore agricolo di Acerra merita un’attenzione di gran lunga superiore, a quella che ha ricevuto negli ultimi anni, in quanto siamo più di 1600 aziende sul territorio, per una superficie di oltre 2400 ettari di terreno coltivati a prodotti di elevata qualità. Senza pensare all’indotto, che solo il comparto agricolo muove, rappresentando una sostanziosa parte dell’economia del paese. Sappiamo tutti che il reddito agricolo, per quanto basso sia negli ultimi tempi, alimenta ed integra la maggior parte delle famiglie dei miei concittadini. A questo punto pongo in evidenza alcuni punti importanti e cioè: Che ad oggi non esiste un vero tavolo di confronto periodico sulle problematiche, che attanagliano l’agricoltura del paese; che ad oggi gli interventi che l’Amministrazione comunale ha messo in atto per l’ambiente sono molto importanti. Che, inoltre, ad oggi ci sono ancora i fondi europei del PSR 2007-20013, che possono essere sfruttati per la tutela del settore. Che, attualmente, la L.C.A. continua nel suo obbiettivo, che è quello di unire le esperienze di vecchi e giovani agricoltori acerrani, per far nascere realtà attuabili di sviluppo agricolo, rendendosi disponibile al confronto con le istituzioni, per mettere a conoscenza della situazione reale organizzativa ed economica del settore. Pertanto considero che gli scontri avvenuti tra le forze opposte abbiano fatto luce su una situazione, che ha un margine di miglioramento altissimo con il contributo di tutti noi. Distinti Saluti                                                                                                                                                                                                      Paolo Petrella – “L.C.A”

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Di crisi in crisi la maggioranza è sempre più instabile

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Acque di nuovo agitate in seno alla maggioranza, a seguito dell’abbandono della stessa, lo scorso 10 giugno, da parte del partito Italia dei Valori, che annunciava il voto contrario all’approvazione del Bilancio di Previsione da parte dei due esponenti nella Pubblica Assise, ossia A.D’Anna e F.La Montagna. A circa 40 giorni dal ritiro delle dimissioni del Sindaco Esposito, presentate per una crisi in maggioranza, che poi si sarebbe risolta il 29 aprile scorso (l’ultimo giorno utile prima del Commissariamento del Comune) con un documento condiviso da tutti i partiti che appoggiavano il primo cittadino, l’Idv sostiene, invece, di uscire dall’amministrazione “con la coerenza e la serietà che l’ha sempre contraddistinta durante la breve esperienza di governo cittadino”. “Il gruppo consiliare – sostengono i due Consiglieri e l’Assessore all’Urbanistica ed allo Sport, V.Falco – nel condividere pienamente la scelta del partito, annuncia il voto contrario al bilancio di previsione”. Nella stessa giornata il componente l’esecutivo della fascia tricolore protocollava la lettera delle dimissioni. “Alla luce degli avvenimenti politici ed amministrativi che hanno caratterizzato la storia di quest’anno di Amministrazione – scriveva l’esponente del partito di Di Pietro –  visto il disagio personale e politico del Sindaco, sfociato nelle sue dimissioni, caratterizzate da continui scherzetti e sgambetti e vista ancora la ripartenza senza una base programmatica precisa, che sancisse la coesione totale dell’intera coalizione, lo scrivente, in ossequio alla decisione assunta dal suo partito e dal suo gruppo consiliare di uscire dalla maggioranza politica, rassegna le dimissioni da Assessore”. Una presa di posizione che metteva a rischio la tenuta della maggioranza che sostiene il Sindaco, che in queste condizioni poteva contare sul voto favorevole di 15 Consiglieri comunali su 30. Sembrerebbe, dunque, che la frattura apertasi nella maggioranza durante la scorsa primavera non si sia mai ricomposta del tutto e che non abbia avuto un esito positivo quel documento programmatico, che prevedeva il rispetto da parte dei partiti di maggioranza di alcuni punti fondamentali. “Per me si tratta di una novità – commentava a poche ore dalla clamorosa decisione Esposito – e non conosco ancora le ragioni di questa scelta. So solo che durante l’ultima riunione di Giunta ci si lamentava per la mancanza di fondi da destinare allo sport. Ma con i tagli effettuati dal Governo siamo in seria…

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I Consiglieri d’opposizione chiedono le dimissioni del Presidente Lettieri

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Veniva protocollata lo scorso 9 giugno una lettera, avente ad oggetto la richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio comunale R.Lettieri e sottoscritta da 8 Consiglieri comunali di opposizione, ossia dai 5 Consiglieri del Pdl (Esposito, Liguori, Bigliardo, Di Fiore e Buonavolontà), e dai Consiglieri Tardi (Mpa), Mondella (Lista Bigliardo) e De Maria (Forza Pdl). Non firmavano il documento Laudando (Lista Trenta) e di due membri di Forza Pdl, Di Balsamo e Iovino. Sotto accusa, dunque, il comportamento ed il ruolo istituzionale ricoperto dal Presidente della Pubblica Assise accusato, tra l’altro, di parzialità e di mancato rispetto del ruolo super partes. “Fin dal primo atto del Consiglio comunale – recita la nota – i Consiglieri di centrodestra hanno adottato un comportamento politico responsabile, auspicando l’instaurarsi di un clima di trasparenza, legalità e garanzia dei principi democratici, che sono criteri irrinunciabili per la conduzione del Civico consesso, di cui fanno parte. Votando il candidato scelto dalla maggioranza alla carica di Presidente del Consiglio, l’opposizione ha voluto affermare l’indiscutibile ruolo super partes, di cui detta carica deve connotarsi, per poter rappresentare l’intero Consiglio comunale. Ma tale atto politico-istituzionale è stato vanificato per il comportamento ripetutamente poco corretto verso l’opposizione. A distanza di pochi mesi di travagliata vita amministrativa di questo Consiglio comunale, i firmatari devono prendere atto dell’incapacità del presidente Lettieri a svolgere il ruolo di super partes nell’ambito del Consiglio comunale e di tutta l’attività amministrativa. Risulta infatti evidente la sua reiterata attività politica, svolta in contrasto con la carica di ‘arbitro’ che gli competerebbe. In particolare ci riferiamo – prosegue il documento – alle mancate convocazioni di riunioni di Capigruppo, alla mancanza di dialogo teso a raccordare la maggioranza e le opposizioni o qualsivoglia informazione sui temi trattati in Giunta, ai tantissimi ordini del giorno proposti dall’opposizione e mai portati in Consiglio comunale, alla complicità a creare microgruppi consiliari che dividono l’opposizione e non trovano riscontro nei risultati elettorali, ma che ingolfano le Commissioni con inutile aggravio della spesa pubblica. Infine l’insensibilità dimostrata nell’ultima seduta di Consiglio comunale in ordine al trattamento riservato al ricordo dei militari, morti per difendere la democrazia nel mondo, ci portano a chiedere, con fermezza, le immediate dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale”.

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Rissa tra fratelli al Gaudello: in tre vengono denunciati all’Autorità giudiziaria

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Venivano arrestati dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Sergio Di Mauro due fratelli, residenti nella frazione del Gaudello e che abitano all’interno della stessa palazzina con l’accusa di rissa aggravata e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Denunciato anche il figlio del fratello maggiore. Alessandro e Gioacchino M., rispettivamente di 45 e 42 anni, poco dopo le ore 22:00 iniziavano di nuovo a litigare. Dalle parole si passava ai fatti. Il 45enne vive insieme alla moglie ed ai figli, mentre il più piccolo da solo. All’arrivo dei poliziotti i due, con Alessandro aiutato dal figlio 20enne, si stavano colpendo con calci e pugni ed entrambi erano feriti, come testimoniavano le perdite di sangue dalle mani e dal naso. Ma nemmeno l’intervento degli agenti riusciva a farli desistere dalle loro violente azioni. Anzi, gli uomini in divisa che cercavano di dividerli, venivano a loro volta aggrediti e si vedevano costretti a chiamare i rinforzi. Ed è così che sul posto giungeva una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Castello di Cisterna. I fratelli ed il ragazzo venivano accompagnati in Commissariato, all’interno del quale la zuffa proseguiva. Nei guai finiva anche il figlio di Alessandro, in quanto denunciato. Al termine del processo per direttissima, il giudice della Procura della Repubblica di Nola convalidava l’arresto, disponendone la scarcerazione e prevedendo per i due germani l’obbligo di firma presso il Commissariato.

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La Cooperativa “Tommaso Esposito” richiede una soluzione alla sua vertenza

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Torna alla ribalta una delle vicende più travagliate e gravose della storia della nostra città e di cui abbiamo trattato alla fine dell’anno scorso, affinché le istituzioni preposte intervenissero in modo concreto e risolutivo. Il riferimento è alla Cooperativa “Tommaso Esposito”, nata nel 1975 a proprietà indivisa e che, nel corso degli anni, ha realizzato ad Acerra circa 500 appartamenti, di cui 320 nel rione Madonnelle. Gli alloggi realizzati sono stati assegnati in godimento ai soci, prevalentemente ex operai degli agglomerati industriali di Pomigliano ed oggi quasi tutti pensionati o defunti e per i quali pagavano un canone sociale. Le previsioni erano che nel giro di 15-20 anni buona parte dell’erogazione di tale canone sarebbe stato estinto ed il socio sarebbe entrato in possesso del proprio appartamento. Ed infatti già in molti presentarono domanda di acquisizione. I guai, a quanto ci riferiscono alcuni componenti il vecchio gruppo dirigente, nacquero dalla legge n.179/92, nebulosa in alcuni punti e a seguito del fatto che la “T.Esposito” faceva parte della Lega delle Cooperative, note anche come Cooperative Rosse, che gestiva centralmente le varie cooperative ad essa associate e con cui il gruppo dirigente locale ebbe uno scontro. Adesso attraverso un manifesto dal titolo: “Totò per molto meno rifilò la fontana di Trevi” i cooperatori per la giustizia e la legalità scrivono che “è noto, che ogni contratto stipulato in contrasto con la legge o recante difetti formali, è nullo. Ma nonostante ciò il Commissario Governativo della cooperativa vorrebbe rifilarci un alloggio che, fino a prova contraria, non è nella sua disponibilità, così come la fontana di Trevi non lo era per Totò. Sono anni che noi soci  cooperatori per la giustizia e la legalità della Tommaso Esposito – prosegue il pubblico avviso – chiediamo in tutte le sedi il rispetto delle leggi e l’applicazione delle più elementari norme sulla cooperazione, senza trovare risposta, benché questa sia l’unica strada percorribile per il raggiungimento degli scopi. E questo il  Commissario Governativo lo sa bene. Pertanto Egli cosa aspetta, a formalizzare ogni atto secondo diritto, così da consentire ad ognuno di intraprendere la strada che più gli si aggrada, invece di mettere i soci gli uni contro gli altri? Cosa aspetta a redigere i piani di cessione e a presentarli al Comune e a…

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Premiati gli alunni musicisti vincitori della “Settimana della musica”

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Duecento euro a testa per gli alunni musicisti vincitori della “Settimana della musica”, il concorso intitolato a «Maria Russo Spena», organizzato dall’Amministrazione comunale dal 24 al 31 maggio scorsi in collaborazione con la Civica Scuola di Musica, diretta dal maestro Modestino De Chiara ed altre associazioni. Sono state 33 le scuole partecipanti (oltre ad Acerra, Casalnuovo, Pomigliano, Cercola, Afragola, i quartieri napoletani di Scampia e Miano). La gara tra gli alunni ha visto la partecipazione di 1500 scolari e si è conclusa nella serata di domenica 30 maggio con la premiazione di 14 vincitori, che si sono esibiti nel Castello baronale con strumenti a fiato, percussione, archi, chitarra e pianoforte. Ed è nell’antico maniero che il Sindaco Tommaso Esposito e l’Assessore all’Istruzione Immacolata Verone hanno premiato i ragazzi, suddivisi in quattro sezioni. Strumenti a fiato: Alla Endri, Giuseppe Di Maio, Raffaele Esposito, Giuseppe Mercogliano; archi e chitarra: Michelangelo Borriello, Lorenzo Mattia Mobilia; violino: Antonio Carpino; pianoforte: Giusy Gammella, M.Orlando Puopolo, Genoveffa Pirozzi, Sara D’Inverno, Raffaele Esposito; percussione: Leonardo Auricchio e Giuseppe Esposito. Il gran finale della «Settimana» con musica folk e tammorre: davanti a un folto pubblico si sono esibiti i gruppi locali Burida e Suoni Barricati, oltre ai giovani della Scuola del Conservatorio di Benevento, riscuotendo applausi a scena aperta.   Angelo Rega

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Edizione Integrale del 21 Giugno 2010

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