Ada Bruges, l’ultima sciantosa di Napoli

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Una gara tra baby musicisti ed un concerto per la riscoperta dell’acerrana Ada Bruges, l’ultima sciantosa. E’ stata articolata così la “Settimana della Musica” – un ponte tra tradizione ed innovazione dedicata a “Maria Russo Spena”, organizzata dall’Amministrazione comunale dal 24 al 31 maggio scorsi in collaborazione con la Civica Scuola di Musica, diretta dal maestro Modestino De Chiara. La novità, appunto, è stata la riscoperta dell’ultima sciantosa di Napoli, Ada Bruges (Ida Papaccio) soprano, regina del Caffè Chantant, che nella prima metà del secolo scorso ebbe notevole successo, anche nelle tournée sostenute Oltreoceano. La gara tra gli alunni ha visto la partecipazione di 1500 scolari di Acerra e dei Comuni limitrofi e si è conclusa nella serata di domenica scorsa con la premiazione di 14 vincitori, che si sono esibiti nel Castello baronale con strumenti a fiato, percussione, archi, chitarra e pianoforte. Presenti alla manifestazione il Sindaco Esposito, l’Assessore all’Istruzione Verone ed i parenti del soprano. Vi è stato, inoltre, uno spettacolo nell’antico maniero davanti ad un folto pubblico, che a seguito con interesse coloro che i sono esibiti ed a cui ha partecipato il soprano Teresa Iervolino. Il M° De Chiara ha proposto di intitolare ad Ada Bruges, che frequentò anche il teatro San Carlo di Napoli,  un monumento cittadino. – Angelo Rega

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Successo per la manifestazione delle auto e moto storiche

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Lo scorso 24 aprile hanno sfilato lungo le strade della nostra città auto e moto, che hanno fatto epoca. La sfilata delle due ruote e delle automobili storiche ha riscosso un buon successo. Molte sono le persone, infatti, che l’hanno seguita, riservando applausi ai modelli del passato e a chi li guidava. La Manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Club A.M.S. presieduta da Giovanni Laudando, la cui famiglia ha dedicato moltissimi anni alla passione per le auto e le moto storiche. L’iter del percorso si è concluso nel Castello baronale, dove i cittadini hanno osservato da vicino i vecchi esemplari.   Antonio Puzone

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Edizione Integrale 1 Giugno 2010

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Scuole cittadine e normative sulla sicurezza: si accende il dibattito

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Sullo scorso numero affrontammo l’argomento relativo alla sicurezza nelle scuole. Una questione mossa dal Consigliere comunale Alfonso Maria Liguori (Pdl), come si evince dagli atti protocollati, tra cui vi è un esposto presentato presso la locale stazione dei Carabinieri ed ai Vigili del Fuoco. Ed il dossier adesso è in Procura a Nola, dove i giudici dovranno accertare eventuali ipotesi di reato ed eventuali omissioni. Il componente la Pubblica Assise, non assolutamente soddisfatto della documentazione ricevuta dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, con cui voleva fare chiarezza circa le “Certificazioni in merito alla sicurezza nelle scuole di Acerra e la richiesta di sopralluogo e verifica urgente”, insisteva sulla questione sicurezza ed agibilità delle scuole cittadine. “Considerato che la maggioranza degli edifici scolastici è stata realizzata da oltre 40 anni – scriveva tra l’altro Liguori – e tenuto conto che Acerra è classificata come zona a rischio sismico, chiedo che sia effettuato con urgenza un sopralluogo tecnico in tutti gli edifici scolastici, allo scopo di relazionare sullo stato della sicurezza, delle certificazioni antisismiche, dell’agibilità, del Certificato di Prevenzione Incendi, della sicurezza degli impianti, ecc. Tale relazione è propedeutica alla definizione di un piano di intervento economico e potrà essere un modo essenziale per prevenire incidenti e cautelare l’incolumità degli studenti”. Il Consigliere, adesso, ha “rispolverato” una relazione di sintesi finale circa i controlli effettuati per la verifica statica e strutturale dei 15 plessi scolastici locali datata dicembre 2008 e redatta dai tecnici del Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università Federico II di Napoli. L’Ateneo napoletano aveva stipulato l’apposita convenzione con la passata Amministrazione comunale il 31 maggio del 2007 ed era costata circa 100 mila euro. Dal documento emerge che le strutture scolastiche comunali sarebbero tutte da adeguare, con significativi interventi strutturali. La corposa relazione dattiloscritta, firmata in calce da valenti ed esperti Ingegneri quali M.Pasquini ed U.De Rosa, evidenzia ai preposti organi amministrativi e tecnici locali una serie di anomalie strutturali, che pregiudicherebbero l’incolumità e la sicurezza degli alunni e del personale scolastico e non. Ed oltre che sulle carenze strutturali, l’esponente di centrodestra insiste, affinché si proceda ad un’accurata verifica sismica, assolutamente necessaria per evitare, in caso di movimento tellurico, una qualche evitabile tragedia, come quella verificatasi a San Giuliano nelle Marche. Volendo solo riportare qualche passaggio dello…

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Questione canoni idrici pregressi: ancora una sentenza contraria al Comune

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Ne è passata di acqua sotto i ponti (è proprio il caso di dirlo) da quando, in merito alla questione acqua, vi riferimmo della Delibera di Giunta Municipale n.22 del 26 gennaio 2007, avente ad oggetto “l’approvazione del Regolamento Speciale per la riscossione dei canoni idrici pregressi”, che consentiva un accordo bonario con il concessionario del Comune di Acerra (Inpa S.p.A) per il servizio di recupero dei canoni idrici. Regolamento che fu poi approvato durante il Consiglio comunale del 28 febbraio. In sostanza i cittadini potevano presentarsi dinanzi ai funzionari dell’Inpa, dove trovavano anche i dipendenti comunali in un arco di tempo di 60 giorni, dal momento in cui il Comune gliene dava avviso. Una sorta di ufficio integrato pubblico e privato. Abolite per tutti more e penalità, l’Inpa doveva rispondere ad ogni cittadino entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, nella quale ciascuno avanzava le proprie osservazioni, contestazioni, difformità ed errori trovati attraverso un apposito modulo. Somme da versare, che potevano essere dilazionate in un massimo di 48 rate. Fermo restando che ognuno poteva sempre rivolgersi ad un legale, per intentare un ricorso avverso il Comune e far valere le proprie ragioni. Ed è quello che hanno fatto, durante questi anni, alcuni cittadini, che hanno poi conseguito sentenze favorevoli e di cui abbiamo dato anche pubblicazione. Tra l’altro l’Inpa ha continuato a creare ansia e disagi al cittadino acerrano, con l’invio di bollette record per il pagamento dell’acqua relative al periodo che va dallo 01/01/2004 al 30/09/2006 e che è motivo dei molteplici malumori e di polemiche. Così come non sono mancate le file dei cittadini dinanzi agli sportelli dell’Ufficio anagrafe del Municipio, che chiedono appositi certificati, atti a dimostrare l’incongruità di quanto scritto e richiesto dalla società di via Castaldi, perché magari si tratta di canoni ampiamente prescritti e pertanto inesigibili. In molti ricordavano, inoltre, che già i primi avvisi inviati dalla società facevano registrare delle imprecisioni, poiché le bollette erano state conteggiate sulla base del nucleo familiare e del consumo forfetario. A questi, poi, si sono aggiunti circa altri 8 mila avvisi, inviati indistintamente a tutti i nuclei familiari acerrani, con il risultato che molti contribuenti sono stati consigliati dai legali, ai quali si sono rivolti, di non tenere in alcun conto gli avvisi pervenuti attraverso…

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Le motivazioni della sentenza favorevole al cittadino ricorrente

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L’ultima che abbiamo letto in ordine di tempo (ma pare che ne leggeremo ancora tante), è la sentenza n.300/2009, emessa dal Giudice di Pace di Acerra, Dr.Nicola Ricciuto, a seguito del ricorso proposto dal sig. Mario Riccio (difeso e rappresentato dagli Avv.Francesco Piscopo e Antonio De Matteis) contro il Comune di Acerra convenuto contumace ed avente ad oggetto: domanda di accertamento della prescrizione. I fatti. Con atto di citazione notificato al Comune l’istante conveniva in giudizio, per dichiarare non dovuti gli importi di euro 1219,74 e di euro 264,98, di cui alla richiesta di pagamento inviata dalla “Inpa spa” per conto del Comune e relativa all’anno 1999, per intervenuta prescrizione e, in via subordinata, accertare e dichiarare le somme effettivamente dovute al Comune, con vittoria di spese di lite. “Sulla richiesta attorea di accertamento della prescrizione quinquennale – scrive il Giudice – si rileva che non può esservi dubbio circa l’applicazione, sul caso in questione, della prescrizione breve quinquennale di cui all’art. 2948 Codice Civile, trattandosi di prestazioni da pagarsi periodicamente. E la Corte di Cassazione con la sentenza n.3822/1980 ha stabilito espressamente che sono da considerare prestazioni periodiche i canoni da pagare alla pubblica amministrazione per l’utenza di acque pubbliche. Va evidenziato che il Comune non si è costituito in giudizio e non ha pertanto prodotto alcuna prova di un’eventuale interruzione della prescrizione del diritto per crediti venuta a scadenza nel 1999 e nel 2000. Il giudice non può che accertare l’intervenuta prescrizione del diritto di credito vantato dal Comune in relazione all’anno 1999, l’unico per cui è stata eccepita la prescrizione di parte dell’attore. D’altra parte l’estrema genericità della costituzione in mora – prosegue la sentenza – non consente di individuare esattamente quale parte dell’intero importo richiesto debba essere imputato all’anno ’99. La domanda di parte attrice è fondata, laddove si deduce l’indeterminatezza delle pretese di pagamento da parte della convenuta, in quanto le somme richieste si riferiscono ad un consumo idrico non effettivamente accertato e specificato ma presuntivamente relativo al minimo garantito. Il rapporto intercorso tra le parti va qualificato come contratto di somministrazione, regolato dagli artt.1599 e ss. del Codice Civile. Il fruitore del servizio comunale di acqua potabile deve pagare all’ente erogatore il corrispettivo così detto “minimo garantito”, in quanto l’ente territoriale fornisce…

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Igiene Urbana: ammesse con riserva le società concorrenti alla gara di 5 anni

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In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, eravamo tutti in attesa dell’espletamento della gara relativa al periodo di cinque anni e la cui seduta si è svolta lo scorso 20 maggio. Ed è noto che il Capitolato d’oneri è stato rivisto e modificato, in particolare nella parte relativa agli automezzi ed in quella relativa agli oneri di impiego della manodopera, nonché in quella relativa ai servizi (compresa la raccolta differenziata porta a porta) ed alla gestione delle isole ecologiche. Pertanto l’importo a base d’asta è stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Tre le offerte economiche pervenute all’Ufficio protocollo del Municipio: quella della Ego Eco, attualmente affidataria del servizio, in virtù dell’Ordinanza sindacale del 29 aprile scorso; quella dell’Ecologia “Falzarano” di Airola (già protagonista del rialzo del 15% formulato sull’importo della gara provvisoria, svoltasi lo scorso 23 aprile e la cui seduta è risultata infruttuosa) e la società “Senesi spa”di Porto Sant’Elpidio (AP). Il primo colpo di scena era rappresentato dal fatto che tutte e tre le imprese concorrenti venivano ammesse con riserva. Nello specifico, il plico inviato dall’impresa laziale non veniva aperto in quanto, recita il verbale della Commissione di Gara, presieduta dal Segretario generale Dr.ssa M.Piscopo, “presso il Tar Campania pende un ricorso avverso il provvedimento di esclusione emesso da questo Ente contro la società Ego Eco e relativo alla gara di analogo servizio ai sensi dell’art.38 del D.Lgs.163/2006 ed è supportato da una recente sentenza della V sez. del Consiglio di Stato (n.1500/2010) sulla legittimità del provvedimento di esclusione di una ditta, resasi inadempiente nell’ambito di una precedente gara. Il suddetto ricorso è stato notificato al Comune in data successiva alla pubblicazione del nuovo bando di gara”. Ma l’impresa romana sarà subito reintegrata, qualora il prossimo 9 giugno il Tribunale dovesse pronunciarsi a favore della sua istanza. Fermo restando la richiesta avanzata alla Commissione dal rappresentante della Ego Eco, di aprire il plico presentato. Si passava, poi, all’apertura delle buste delle altre due imprese, costrette ad avvalersi della formula dell’avvalimento, un istituto legale, ma che testimonia la precarietà dei requisiti necessari propri di chi concorre. Si procedeva così ad esaminare la documentazione amministrativa comprovante il possesso dei…

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Mostra di pittura dal tema: “Rinascere attraverso il linguaggio pittorico”

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Una mostra di pittura, che è stata meta di molti visitatori, si è svolta dal 4 all’11 maggio scorsi presso la sala conferenze del Castello Baronale. Alla mostra d’arte collettiva sono intervenuti gli artisti Alfonso Trillicoso, De Rosa Giovanni, Francesco Manzi, Vincenzo Persico e Marco Fratiello e la stessa aveva lo scopo di mettere in risalto il progetto “Rinascere attraverso il linguaggio pittorico”. L’iniziativa, inoltre, è nata dall’esigenza di creare una coscienza alla cultura del territorio del Mezzogiorno d’Italia, il quale versa in gravi condizioni di degrado, che non risparmia neanche la sfera culturale. L’artista, invece, con la sua continua ricerca personale, cerca di mettere in mostra il bello che l’Arte, nella sua accezione generale, genera nelle nostre coscienze e, in quanto linguaggio universale, si pone al servizio della verità sulla natura della nostra cultura. Pertanto gli organizzatori della mostra auspicano un ritorno a quell’antica bellezza, che caratterizzava ogni luogo del Sud Italia, oggi forse irrimediabilmente perduto. Visto l’interesse suscitato nella comunità locale, non è da escludere che gli organizzatori della mostra la ripropongano in futuro.

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Depuratore ex Montefibre: sfiorata la rissa tra operai e comitati ambientalisti

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Momenti di tensioni, polemiche e rissa sfiorata davanti ai cancelli dell’ex Montefibre lo scorso 11 maggio, in occasione dell’arrivo della Rai per un servizio giornalistico. Infatti, ad andare vicinissimo allo scontro fisico, erano gli aderenti ai comitati ambientalisti e gli operai dell’ex colosso chimico acerrano, fermo per ristrutturazione ormai dal 2004. A fare da cuscinetto tra le due fazioni contrapposte gli agenti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Sergio Di Mauro. Di certo non sono mancati scambi reciproci di accuse ed insulti, ma alla fine è prevalso il buonsenso da ambo le parti. Oggetto del contendere la realizzazione del depuratore Ngp, autorizzato dalla Regione Campania alla fine di dicembre scorso, attraverso un’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), ma avversato dal Comune e dagli ambientalisti, che sulla questione hanno raccolto circa 2000 firme per indire un referendum popolare. Davanti ai cancelli era presente anche il Sindaco T.Esposito. Nonostante la tensione i giornalisti di Raitre alla fine riuscivano a realizzare il servizio, che sarebbe andato in onda il mattino successivo nell’ambito del programma di «Buongiorno Regione». “Volevamo semplicemente far capire il nostro dramma: se non parte il depuratore, che garantisce sicurezza e tutela dell’ambiente, qui non si ricomincerà a produrre a pieno regime e i possibili acquirenti dell’azienda scapperanno – spiegavano i delegati della Rsu di fabbrica – . I manifestanti non sanno che il depuratore è biologico e che non inquina, perché trasforma i rifiuti in un ciclo chiuso. Inoltre ci sono i codici di tutti i materiali che vengono smaltiti”. Dal canto loro i responsabili della federazione Assocampaniafelix e gli attivisti dei comitati «Donne del 29 agosto» e Osis, che hanno depositato lo scorso aprile le 1850 firme, rispetto alle 1250 necessarie a tenere la consultazione referendaria, ribattevano che “verranno sversati ogni giorno anche liquami pericolosi trasportati da aziende esterne all’area industriale con oltre 240 cisterne ed Acerra non può diventare il polo di smaltimento dei rifiuti tossici”. Nel quesito, la cui ammissibilità è al vaglio del Tribunale di Nola, si chiede al Sindaco di applicare un regio decreto del 1934 per bloccare la realizzazione del depuratore e di bloccare gli insediamenti industriali nocivi. “Già ci siamo opposti inutilmente alla realizzazione dell’impianto in sede di Conferenza dei Servizi ed ora abbiamo fatto ricorso al Tar contro la decisione…

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Depuratore ex Montefibre: il T.A.R. Campania si esprimerà il prossimo 8 luglio

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Come abbiamo più volte riferito in questi mesi relativamente al depuratore ex Montefibre, l’impianto è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto dirigenziale n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non (sebbene N.G.P. Bio Natura smentisca categoricamente). Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “divenuta pubblica” per caso solo undici giorni dopo!!! E già evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Un impianto di trattamento e di smaltimento di notevoli quantità di rifiuti, quotidianamente inviati nella nostra città con le autocisterne. Un depuratore, che va ampliato, destinato a trattare circa 2400 tonnellate al giorno (100 tonn/ora) di liquami o, se volete, un milione e 800mila metri cubi di acque tossiche. Tutti, comunque, sono in attesa di conoscere l’esito del ricorso (n.1523/2010) presentato al T.A.R. Campania lo scorso 18 marzo avverso il Decreto regionale dall’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito,  attraverso il proprio legale, l’Avv.Vincenzo Giuffrè, che ha vagliato gli aspetti tecnici della vicenda, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento. Intanto occorre attendere il prossimo 8 luglio, data fissata per l’udienza pubblica, per conoscere le decisioni dell’organo giurisdizionale campano, susseguente alla costituzione in giudizio del Comune. Più volte i comitati civici ambientalisti avevano proposto al Sindaco di utilizzare i poteri, che gli sono conferiti sia dal Decreto regio del 1934, che gli consente l’emissione di un’Ordinanza, atta a bloccare il Decreto della Giunta regionale e sia dai Decreti ministeriali del maggio 2007 in base ai quali, dichiarando lo stato di disastro ambientale per diossina, ha il…

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