Questione sottotetti: ricorso dello Stato contro il Piano Casa della Regione Campania!!!

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Sullo scorso numero affrontammo una tematica, che interessa centinaia di cittadini acerrani e non, ossia la questione sottotetti e, nello specifico, la legge regionale n.1 del 5 gennaio 2011, pubblicata sul Burc del 10 gennaio, più nota come Piano Casa, che sembrava potesse rappresentare un aiuto concreto, per tutti coloro che volevano regolarizzare la propria situazione amministrativa. Possessori di sottotetti tramezzati ed abitati, che hanno affrontato già delle spese, per aver incaricato dei tecnici, che si occupassero della loro situazione. Tant’è che già erano state presentate dagli istanti al Dirigente comunale all’Urbanistica domande di richiesta di concessioni edilizie in sanatoria, sul cui numero le cifre sono ancora discordanti. Insomma, a tenere vivo il fuoco dell’entusiasmo era la certezza che le difformità relative ai sottotetti, per effetto dell’art.12 comma 7 della legge regionale n.1/2011, potevano essere non sanzionabili, in quanto autorizzabili con semplice permesso di costruire o con DIA. Ma come rimarcammo 15 giorni fa gli entusiasmi, suscitati dalla citata disposizione normativa, che avrebbe permesso di sanare tutti i sottotetti conformi alle concessioni edilizie, venivano improvvisamente e drasticamente spenti dalla Legge Regionale n.4 del 15 marzo 2011 (Legge Finanziaria regionale), entrata in vigore due giorni dopo!!! Una vera e propria bomba scoppiata inaspettatamente. Infatti la stessa legge, all’art.1 comma 118 recita: “Il comma 7 dell’art.12 della legge regionale n.19/2009 (Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa) è abrogato”. La qualcosa significa che i Comuni non possono più sanare nessun sottotetto e che i Dirigenti all’Urbanistica si vedono costretti a formulare una serie di dinieghi alle domande di richiesta di concessioni edilizie in sanatoria fino a quel momento presentate dai cittadini. Ne conseguiva un danno economico per i cittadini, che si sono avvalsi della professionalità dei tecnici incaricati, sostenendo delle spese purtroppo inutili. Sconforto e delusione anche fra gli stessi tecnici, visto che restano tra le categorie maggiormente penalizzate dalla crisi, che da oltre 6 anni interessa l’intero settore dell’edilizia locale, alle prese dal gennaio 2005 con il mancato rilascio dei permessi di costruire. Ed il nocciolo della questione, secondo alcuni addetti ai lavori, erano le perplessità avanzate, fin dall’inizio, sulla valenza costituzionale del suddetto art.12 comma 7. Ma, trascorsi pochi giorni, ecco un…

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Igiene Urbana: si procede tra interrogazioni, polemiche ed attività investigativa

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E’ ormai noto che con la Determina dirigenziale n.1468 del 15.12.2010 la società “Falzarano srl”, ossia l’impresa di Airola che opera in città dallo scorso 16 giugno e che svolge il servizio cittadino di igiene urbana, è stata proclamata aggiudicataria definitiva della gara relativa al periodo di 5 anni, in virtù di un’offerta al ribasso dell’1,86% praticata sull’importo di euro 35.255.000,00 ed in virtù anche della sentenza n.26798/2010, emessa lo scorso I dicembre dalla I sezione del Tar Campania, con cui ha respinto il ricorso proposto dalla società marchigiana “Senesi spa” contro il Municipio e nei confronti delle altre due imprese partecipanti alla gara, ossia Ego Eco e Falzarano, per l’annullamento del procedimento a suo carico di esclusione dalla procedura di gara per l’affidamento di detto appalto. Ma la vicenda sembra non avere mai fine, sia sotto il profilo giuridico, che quello info-investigativo. Infatti si è in attesa di conoscere le decisioni, che assumerà il Consiglio di Stato, a seguito del ricorso presentato allo stesso dalla società marchigiana il 18 marzo scorso contro la sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo campano e con cui ha chiesto la sospensiva del provvedimento assunto. Ricorso contro il quale il Comune si è costituito in giudizio lo scorso I aprile, attraverso apposita Delibera di Giunta. Ma vi è anche una continua acquisizione di documentazione presso l’Ente di Viale della Democrazia da parte delle Forze dell’Ordine, che stanno esplicitando un’attività d’inchiesta, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola. Inoltre vi sono anche le lettere inviate da qualche Consigliere comunale, tra gli altri, al Dirigente del Servizio Dr.ssa Maria Piscopo, al Sindaco ed alla Procura della Repubblica, a tenere accesi i riflettori su una storia infinita, che si trascina da oltre 6 anni. Un esempio di ciò viene dalla nota protocollata in data 04.04.2011 dal Consigliere Piatto ed avente ad oggetto il manifesto apparso in città il 31 marzo a firma del Consigliere d’opposizione Tardi dal titolo: “Lettera aperta alla Città”. Piatto scrive che da tale manifesto “viene a conoscenza che l’affidataria del servizio di igiene urbana ha 3 unità in più in forza sul territorio di Acerra, ossia 3 persone non di Acerra, che lavorano sul nostro territorio con una ditta interinale”. Perciò il Capogruppo chiede di conoscere se ciò è vero; se tali…

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Igiene Urbana: la lunga e dura requisitoria del Consigliere Piatto

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In un’altra nota protocollata dal Consigliere Piatto e relativa alle procedure di affidamento del servizio, lo stesso ricorda che, quando fece richiesta di accesso agli atti, questo fu autorizzato per l’esame della documentazione in possesso dell’Ufficio Gare e del Servizio Urbanistica, mentre in esisto alla sua istanza di accesso agli atti della società ATR (sede del cantiere della società Falzarano ndr) il Dirigente alla Polizia Municipale comunicò che “gli atti richiesti rientrano nell’attività di indagini, della quale è informata l’Autorità Giudiziaria e, pertanto, coperti da segreto”. La lunga lettera del componente il Civico consesso si rifà al bando di gara ed alla disponibilità dell’area, in cui ubicare il cantiere, ricordando che la funzionalità dell’area all’espletamento dell’appalto assume rilevanza nell’ipotesi in cui, in sede di esecuzione, dovesse costituire fonte di inadempimento contrattuale. “Considerato che nella documentazione che mi fu esibita, non vi è alcun documento probatorio circa la verifica dei requisiti di legge per l’attestazione prodotta dall’aggiudicatario – scrive il Consigliere – in riferimento al punto A11) del bando di gara. Nella dichiarazione allegata alla documentazione di partecipazione alla gara da parte della Falzarano datata 17.05.2011 si attesta che, avendo la società la proprietà esclusiva di un’area sul territorio del Comune di Acerra in zona Asi, idonea con i requisiti richiesti dalle leggi vigenti, ove ubicare il cantiere per l’autoparco ed i locali accessori necessari, attesta la propria disponibilità a concedere in locazione l’area suddetta per l’intera durata dell’appalto alla società Falzarano. Dall’esame degli atti in possesso dell’Ufficio Urbanistica ho potuto rilevare che il vigente Regolamento consortile in materia di assegnazione delle aree, vigilanza e salvaguardia della destinazione industriale, adottato dal Consorzio Asi Napoli con Decreto n.271/2007 prevede all’art.7 che ogni atto o contratto di cessione di suoli industriali deve recare il divieto espresso di trasferimento di ogni diritto di proprietà o di uso, a qualsivoglia titolo, tra imprese o altri soggetti, in mancanza della preventiva autorizzazione del Consorzio Asi. Il contratto di assegnazione di suolo industriale, sottoscritto tra la società ATR srl ed il Consorzio Asi prescrive all’art.6 che il suolo ceduto dovrà essere destinato dalla società acquirente (ATR) e i suoi aventi causa a qualsiasi titolo, esclusivamente alla realizzazione di uno stabilimento industriale, tecnicamente organizzato per il recupero, la selezione ed il riutilizzo di materie prime e…

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La replica del Dirigente al Servizio al Consigliere Piatto

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La lunga lettera del Consigliere Piatto, a cui si faceva riferimento nel precedente articolo, non mancava di sottolineare che, intanto, il sito dell’ATR non era stato oggetto di alcun mutamento di destinazione d’uso, rispetto a quello deciso la prima volta. E che la citata nota della Provincia di Napoli faceva rilevare che, dalle planimetrie allegate alla comunicazione, si evince che all’interno del sito e, precisamente nel capannone, è riportato un impianto di vagliatura, riduzione volumetrica, pressatura con relativi nastri trasportatori, mentre nella planimetria relativa all’estratto di mappa catastale si riscontra la presenza nel piazzale di un impianto di compostaggio ed un impianto di depurazione delle acque, opere per le quali non risultano presenti titoli edilizi. Inoltre il certificato di agibilità, rilasciato dal Comune il 22 aprile 2008, risulta emesso ai soli fini urbanistici, rilasciato a condizione che, prima dell’avvio dell’esercizio delle attività da svolgersi, cioè quelle relative al progetto industriale approvato dall’Asi nelle unità immobiliari di cui innanzi, siano acquisite tutte le ulteriori autorizzazioni previste dalle norme vigenti. Nessuna ulteriore autorizzazione è agli atti d’ufficio per le attività oggi esercitate. Perciò Piatto attende di conoscere le iniziative, che sono state o saranno assunte dal Comune, qualora questo accerti che i fatti da lui esposti corrispondano a verità. Anche in questo caso in data I aprile il Dirigente del servizio igiene urbana Dr.ssa Piscopo aveva già rinnovato la richiesta al Dirigente comunale all’Urbanistica relativamente al parere di idoneità funzionale ed igienico-sanitario del complesso immobiliare, sito in zona Asi ed individuato dalla società Ecologia Falzarano come cantiere, ricovero e deposito degli automezzi addetti al servizio di cui all’oggetto. Parere che però non è mai pervenuto, sebbene fosse stato richiesto due volte l’anno scorso anche dall’allora Dirigente al servizio Dr.V.Castaldo. Agli atti c’è solo la comunicazione della società ATR al Consorzio Asi relativa alla locazione ed utilizzazione della struttura ubicata in zona industriale da parte della Falzarano. Risposta che non soddisfaceva per nulla l’interrogante Piatto. Oltre a ciò c’è da considerare anche l’attività di indagine portata avanti dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia e che rappresenta uno dei due filoni in cui si dipana l’azione degli inquirenti. Che non si sta limitando soltanto all’assegnazione dell’appalto alla società Falzarano, ma anche a qualche gara precedente, come quella svoltasi nel 2008 e che…

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Il Tar annulla gli atti del concorso riservato al personale interno

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Una sentenza, quella emessa dalla V sezione del Tribunale Amministrativo regionale (la n.1907/2011), che rischia di stravolgere in parte la pianta organica del Comune, già oggetto di recenti progressioni verticali e che ha suscitato un certo clamore e, in alcuni casi, una certa apprensione tra diversi dipendenti e funzionari comunali. Il riferimento è alla decisione assunta dal Collegio giudicante del Tar, presieduto dal Dr.Vincenzo Cernese, di annullare gli atti della procedura concorsuale riservata al personale interno, compresa la graduatoria finale, per tre posti di direttivo amministrativo (categoria D1) dell’Ente di Viale della Democrazia indetto a dicembre del 2007 e svoltosi a settembre del 2008. La sentenza ha accolto il ricorso proposto dal dipendente comunale Francesco Pirolo, graduato al nono posto dalla Commissione esaminatrice contro il Comune, rappresentato e difeso dall’Avv.Bruno Arena. A seguito della decisione dei giudici, i tre impiegati dichiarati vincitori della selezione e che hanno ottenuto un livello superiore (D1), non possono occupare tale elevata posizione giuridico-economica della pianta organica del palazzo bianco comunale. I giudici hanno così bocciato l’operato della commissione giudicatrice che ha palesemente violato la normativa, che disciplina i concorsi presso la pubblica amministrazione. Nello specifico il Comune, come si evince dalla lettura della sentenza, ha agito in contrasto con la regola del giusto procedimento e con i principi di imparzialità e buona amministrazione. La commissione giudicatrice ha, infatti, formulato i criteri di valutazione dei titoli presentati dagli aspiranti ai posti, inquadrati nell’ex carriera direttiva, solo dopo aver preso visione della documentazione allegata alle domande di partecipazione recante il curriculum dei candidati. La legge infatti prescrive che la commissione, prima dell’inizio delle prove d’esame, deve conoscere solo l’elenco dei candidati e, senza mai prendere visione dei curricula, deve predeterminare i criteri di valutazione dei titoli. Nel caso in questione tali principi, secondo il Tar, sono stati completamente stravolti. L’istante, attraverso il ricorso proposto, ha evidenziato, tra l’altro, che “in sede di definizione dei punteggi relativi ai titoli, nella seduta del 16.09.2011 di assegnare ai candidati, oltre ai punteggi relativi ai titoli già previsti dal bando, almeno punti 0,50 per incarichi di responsabilità di particolari attività o procedimento amministrativi, nella parte in cui si è deciso di circoscrivere l’ambito di detti incarichi a quelli conferiti dal Comune di Acerra, con la conseguente omessa valutazione…

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Piatto: “Fuori dalla maggioranza perché la nostra coerenza non ha prezzo”

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Veniva ufficializzato lo scorso 2 aprile il passaggio all’opposizione dell’attuale maggioranza da parte della lista civica “Progetto Acerra”, che esprime in Consiglio comunale il Capogruppo Andrea Piatto. Ecco di seguito il testo del comunicato inviato agli organi di stampa. “L’Ufficio politico dell’associazione “Centro Studi – Progetto Acerra”, riunito d’urgenza, d’intesa con il Presidente del gruppo consiliare Progetto Acerra, ha deciso di uscire dalla maggioranza, che sostiene la Giunta Esposito e di passare al sostegno esterno solo sul programma concordato e sulle emergenze della città. Dopo i fatti di ieri (I aprile ndr) è sciolto ogni nostro vincolo con la maggioranza – dichiarano Andrea Piatto e Vincenzo Marciano, rispettivamente presidente del gruppo consiliare e presidente dell’associazione. – Non capiamo su quali basi si possano approvare atti così importanti, senza nemmeno aver ascoltato le posizioni delle forze che compongono la maggioranza, come segnalato anche dall’area moderata della coalizione. Chi sfugge al confronto, deve probabilmente difendere un proprio interesse, che quasi mai coincide con quello dei cittadini. Subiamo trucchetti e sgambetti in continuazione. Guarda caso il Sindaco ha convocato la Giunta in concomitanza con l’assemblea dei dipendenti, in modo da condizionare gli assessori e le forze politiche – aggiungono Piatto e Marciano – e, al di là del merito delle scelte, questo è un metodo pericoloso, che alimenta una cultura di governo tipica dei regimi sudamericani. Una cultura da cui vogliamo restare distinti e distanti. Nel merito non possiamo non affermare che l’atto sul personale è un atto che non fa gli interessi della città, è di dubbia regolarità tecnica, con chiare finalità clientelari – continuano i due – ma attenderemo l’obbligatorio parere dei Revisori dei Conti e, successivamente, valuteremo ogni iniziativa idonea, per accertare responsabilità anche di natura erariale. Così come la fuga in avanti per l’accordo con il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, sono la prova che Tommaso Esposito vuole continuare ad interpretare in modo presidenzialista e feudale il proprio ruolo di Sindaco. La nostra coerenza non ha prezzo – concludono Piatto e Marciano – ed avevamo chiesto al Sindaco di abbandonare la strada della continuità e di indicarne una di forte innovazione. Ha scelto di mantenere un profilo basso e, di conseguenza, dovrà fare a meno del nostro sostegno. L’ufficio politico dell’associazione Centro Studi – Progetto Acerra…

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Il Consigliere Lombardi (AdC) si è dimesso da Capogruppo

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“Solo oggi apprendo con stupore, dall’albo pretorio, della delibera di Giunta Comunale n.30 del 01/04/2011, che ha come oggetto: “Presa d’atto della perizia tecnica per lavori di rifacimento del muro di cinta del fondo di proprietà Russo Giuliana e Russo Consiglia sito in Acerra alla via Sand”. Inizia così la nota stampa inviata dal Consigliere comunale di Alleanza di Centro Cuono Lombardi, dopo aver preso atto della deliberazione dell’esecutivo guidato dal Sindaco Esposito e relativa al citato atto amministrativo. “Tale atto – prosegue Lombardi – di “notevole particolarità” non è stato mai sottoposto alla mia attenzione prima dell’approvazione in Giunta, nonostante il mio ruolo politico fosse quello di Capogruppo di maggioranza. Entrando nel merito della delibera si evince la prima “grave” anomalia. Infatti l’oggetto della delibera recita: Presa d’atto della perizia tecnica….”, mentre il contenuto, al secondo punto del deliberato, recita quanto segue: “di corrispondere a titolo di risarcimento, le signore la somma di € 25.357,24” compreso iva e spese quale costo complessivo per il rifacimento del muro di cinta di loro proprietà sito a via Sand. Altra anomalia, che si evince dalla relazione istruttoria della stessa delibera, è che il danno era stato già quantizzato da una sentenza, che si evince esplicitamente nella parte del deliberato, in cui recita “con sentenza n.69/2011, emessa dal giudice di Pace, il Comune di Acerra veniva condannato al risarcimento dei danni in favore delle signore, oltre al pagamento delle spese legali…”. Quindi di fatto il Comune risarciva il danno, anticipando le somme di € 2300,00, con determina dirigenziale n.131 del 09/02/2011. Esaminato quanto scritto in precedenza le “ambiguità sull’atto” in questione sono molteplici. Perché il Comune, dopo la liquidazione avvenuta il giorno 09/02/2011, in data 15/02/2011 decide di abbatterlo, eludendo di fatto il giudizio del Giudice? Perché i proprietari dopo la liquidazione del danno non provvedono a riparare il danno, ripristinando il manufatto? Perché – prosegue il consigliere – nella delibera non si evince nessuna relazione tecnica del Comune? Perché il Comune adotta un atto di Giunta, quando di consuetudine si usano determine dirigenziali? Perché il Comune abbatte e paga l’intervento su richiesta dell’architetto di controparte, senza nominare un tecnico di parte? Ciò premesso, nel rispetto del ruolo istituzionale che ricopro, chiederò lumi tecnici e giuridici riservandomi, in attesa di delucidazioni,…

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Ha rassegnato le proprie dimissioni l’Assessore Del Pennino

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Proprio nella Settimana della Cultura arrivavano ‘all’improvviso’ le dimissioni dell’assessore al ramo G.Del Pennino. L’esponente dei Popolari, infatti, protocollava lo scorso 12 aprile le proprie dimissioni, per “motivi personali”. “Non ho ancora avuto modo di parlargli – spiegava a caldo il sindaco Esposito – ma da quanto leggo dalla sua lettera, tendo ad escludere che ci possano essere motivazioni politiche, pur trovandoci in un momento delicato”. Del Pennino deteneva le seguenti deleghe: Cultura e attuazione del programma; rapporti con l’associazionismo culturale; Sistema museale, bibliotecario e archivistico; Manutenzione, organizzazione e funzioni del complesso monumentale del Castello Baronale). A distanza di 24 ore l’ormai ex Assessore faceva il punto della situazione, dichiarando: “La mia scelta è legata a motivi di carattere personale ed ho ricevuto il pieno appoggio e sostegno del mio gruppo politico (Intesa Popolare). Spero che questo mio gesto serva a far comprendere che non basta solo essere dei buoni amministratori, ma è necessario avere la capacità di fare gruppo, per risolvere i problemi della città. Comunque continuerò a svolgere attività politica, come ho sempre fatto, nel solo esclusivo interesse di Acerra, specificando che il mio non è un abbandono, ma un arrivederci”. Non mancava di suscitare reazioni la decisione di Del Pennino. “Le dimissioni dell’Assessore Del Pennino sono un fatto molto grave e serio – affermava il Capogruppo del Pdl G.Bigliardo – e la rinuncia al posto in giunta da parte del detentore della delega all’Attuazione del Programma è indice che il sindaco ha dato a quest’amministrazione un biglietto di sola andata per il fallimento. E’ sotto gli occhi di tutti che di quanto prospettato da Esposito in campagna elettorale non è stato attuato un bel nulla, mentre lo stesso sindaco non si accontenta del danno e vi aggiunge la beffa dei video su Youtube, in cui si autoincensa, millantando la realizzazione di poche cose, peraltro predisposte da chi lo aveva preceduto, commissario prefettizio compreso. Anche Del Pennino ha preso atto di quello che potrebbe rivelarsi un vero e proprio tsunami elettorale, se quest’amministrazione dovesse continuare fino alla scadenza naturale del mandato. Uno tsunami che non risparmierebbe nemmeno l’area moderata, che dovrebbe poi rispondere alla città circa l’operato di un Sindaco, che non lascerà nulla al di fuori di tasse su tasse, macchina comunale nel caos, insicurezza…

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Crisi amministrativa: i partiti moderati ritirano dalla Giunta i loro Assessori

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Le criticità politiche, a cui si faceva riferimento a pagina 2, si acuivano nei giorni scorsi. In una nota congiunta, le forze dell’area moderata (Alleanza di Centro, Udc, Centro per la Libertà, Cattolici Democratici ed il Consigliere Zito) ritiravano la propria delegazione in Giunta. Ciò significava che lasciano l’esecutivo guidato dal Sindaco Esposito gli assessori Crimaldi (Udc), Brasile (CpL) e Terracciano (Adc). La decisione giungeva dopo la riunione di maggioranza datata 13 aprile, durante la quale la fascia tricolore aveva proposto il rilancio della coalizione attraverso un possibile azzeramento della giunta. Proposta, questa, a cui l’area moderata si era riservata di dare una risposta, prima di firmarla. E firma non c’è stata. “Le segreterie politiche delle forze di centro ADC, CD, CPL e UDC – si legge nella nota – in sintonia con i Consiglieri Crisci, Elmo, Iorio, Lettieri, Lombardi, Piscitelli, Rao e Zito, riuniti congiuntamente per esaminare le analisi e le proposte avanzate dal sindaco nell’ultima riunione di maggioranza, ritengono le stesse inadeguate, in quanto non tengono conto della gravità della crisi politica-amministrativa, in cui versa l’amministrazione comunale. Al fine di rilanciare l’azione amministrativa e la completa ricomposizione del quadro politico premiato dalle urne, non bastano gli espedienti utili solo sul piano dell’immagine. Continuiamo a ritenere che la strada maestra per superare la crisi è che tutti, nessuno escluso, a partire dalla leadership della coalizione, promuovano un’utile e coraggiosa autocritica che, tra l’altro, non può vedere estranea la forza politica che vanta guida della coalizione, dimostrando l’incapacità di esercitare il ruolo di garante degli accordi politici. In ogni caso non rinunceremo ai nostri valori di riferimento, quali: attenzione per i ceti sociali più deboli; politiche per le famiglie; diritto allo studio; sviluppo economico; difesa della salute e ambiente; abbattimento della pressione fiscale. Su questi temi, peraltro, all’attenzione del Consiglio comunale e per i quali, allo stato, non vi è nel programma di governo una soluzione politica condivisa, siamo obbligati a prestare ascolto e attenzione ai veri bisogni degli Acerrani. Per tutto quanto su esposto, al fine di consentire al sindaco e ai partiti della coalizione ‘Acerra Guarda Avanti’ l’avvio di una seria e approfondita verifica politica e programmatica, senza esiti precostituiti, le scriventi forze politiche ritirano ad horas le proprie delegazioni dalla giunta”. A tale nota seguiva…

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Acerra fuori da Città del Fare. Il Sindaco senza la maggioranza in Consiglio comunale

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I rilessi della crisi amministrativa in atto si avvertivano anche durante il Civico consesso dello scorso 15 aprile, convocato su richiesta delle forze di opposizione ma, durante il quale, ci si atteneva strettamente ai punti all’ordine del giorno. Anche se le distanze tra il Sindaco e ciò che resta della sua maggioranza si allargavano. Bisognava deliberare, tra l’altro, all’atto di indirizzo politico-programmatico in merito all’uscita dalla società “Città del Fare SCpa”, che raggruppava 10 Comuni, tra cui Acerra. “Tale società – recita l’atto – di cui già non fanno più parte da qualche mese i Comuni di Pomigliano D’Arco e di Mariglianella, nata quale soggetto attuatore del Patto per l’occupazione, ad esaurimento delle connesse attività si è riconvertita in soggetto per la promozione di attività dirette al rilancio ed allo sviluppo produttivo. Terminata la fase di attività di gestione del patto per l’occupazione, il ruolo funzionale della società nei confronti del Comune di Acerra e, più in generale, lo scopo originario, è andato gradualmente ridimensionandosi. Pertanto, dovendo avviare la razionalizzazione delle partecipazioni societarie dell’Ente, è utile procedere all’immediato disimpegno, alla vigilia del Bilancio di previsione 2011, liberando risorse economiche per altre attività non duplicative. Occorre dunque cedere, a titolo oneroso, le azioni detenute dal Comune con diritto di prelazione degli altri soci ed esercitare il diritto di recesso”. L’uscita da Città del Fare passava con 16 voti favorevoli (quelli dell’opposizione e delle forze moderate della maggioranza) e 8 contrari (Sindaco compreso). “Il fatto che siano fuoriusciti i Comuni di Pomigliano e di Mariglianella deve farci riflettere. Ma soprattutto il disimpegno della Provincia di Napoli significa che la società non è strategica – dichiarava il Consigliere Laudando (Lista Trenta) – e, di conseguenza, nulla suggerisce la permanenza del nostro Comune nella compagine societaria. Le partecipate non sono argomento esclusivo della maggioranza del momento, ma purtroppo il Sindaco non ha mai voluto aprire un’analisi seria, limitandosi a slogan inefficaci. Ci fa piacere che tutta l’opposizione sia d’accordo nel sostenere unitariamente questa proposta – concludeva Laudando – perché vuol dire che è necessario eliminare tutti gli sprechi dell’Ente”. “E’ necessario che il Sindaco compia un atto d’onesta, nel senso del buon governo e della lotta agli sprechi e prenda atto che la nostra permanenza all’interno di questo organismo è inutile e…

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