Progetto “Più Europa”: gli interventi previsti illustrati dall’Assessore Falco

Novità in vista per la riqualificazione urbana della nostra città attraverso il progetto “Più Europa”, che porterebbe nelle casse comunali 30 milioni di euro, anche per il rifacimento del quartiere Spiniello. Una serie di incontri nella maggioranza hanno definito gli ambiti d’intervento all’interno del rione periferico. Le opere da realizzare si dividono in 4 aree: La città sicura, che prevede il parco urbano di relazione, interventi di messa in sicurezza dei percorsi pedonali e viabilità di connessione carrabile e ciclopedonale, la riqualificazione degli spazi esterni al IV Circolo Didattico e la manutenzione straordinaria allo stesso plesso scolastico.

Il secondo ambito riguarderà “Il Cuore della città”, con la realizzazione della piazza del mercato, di un centro socio-culturale ed il mercato rionale.

Il terzo intervento prevede la costruzione della “Città della scuola”, un campus scolastico dell’obbligo. Infine la “Città ed il territorio”, con una sezione didattica del museo della cultura contadina dell’agro acerrano. L’area di intervento misura circa 85 ettari ed è caratterizzata da un sistema complesso e molto spesso confuso, di residenze e spazi abbandonati e da un sistema più vasto di aree libere, in parte destinate all’agricoltura. La costruzione di civili abitazioni non è stata accompagnata negli anni dalla realizzazione di infrastrutture necessarie, in grado di riequilibrare il consistente carico urbanistico dovuto ai nuovi insediamenti. Lo Spiniello è abitato principalmente da residenti provenienti da Napoli o dai Comuni limitrofi, che hanno sviluppato quel senso di “estraneità” ai luoghi. Allo stesso tempo il Piano Urbanistico Comunale, nell’ambito del progetto di riqualificazione delle periferie, prevede comparti di ristrutturazione urbanistica finalizzati al recupero urbano ed alla creazione di nuove infrastrutture.

“Nell’attuale situazione – spiega l’Assessore all’Urbanistica Enzo Falco – il disordine del quartiere e l’insufficiente dotazione di infrastrutture penalizzano fortemente il territorio, anche da un punto di vista della rendita fondiaria ed immobiliare e dalla capacità di attrarre insediamenti privati. La logica dei comparti perequati previsti dal Puc – prosegue Falco – non può che favorire il meccanismo d’attuazione degli interventi previsti dal Più Europa, in quanto prevede la cessione gratuita al Comune del 70% del comparto per la realizzazione di infrastrutture. E’ del tutto evidente che tale criterio consentirebbe al Municipio di risparmiare una quota consistente degli espropri, che nell’ultima ipotesi risulta largamente sottostimata. E’ necessario, quindi, in sede di progettazione definitiva degli interventi, “limare” ulteriormente le proposte progettuali, in modo tale che le stesse non invadano le superfici fondiarie destinate alla residenza prevista dal Puc.

Inoltre va affrontata la questione della gestione del complesso di opere pubbliche previste dal Programma, in quanto alcune funzioni previste potrebbero prestarsi ad un coinvolgimento dei privati”.

Intanto continua a tenere banco la tematica dell’edilizia con riferimento, nello specifico, alle concessioni edilizie non rilasciate dal Comune. In merito ai permessi di costruire, sono ormai tantissimi i ricorsi inoltrati dai cittadini contro l’Ente di Viale della Democrazia. Cittadini che battagliano attraverso i propri legali contro l’ostruzionismo del Comune, considerato anzi inadempiente verso le ragioni addotte dal cittadino richiedente. Concessioni che, almeno in alcuni casi, sono state ottenute attraverso la via del Commissario ad Acta, nominato dall’Amministrazione provinciale ed intervenuto ad Acerra. Perciò le centinaia di richieste di costruire protocollate in questi anni ed alle quali spesso il Comune non ha risposto o ha riposto con i dinieghi, hanno prodotto una serie di contenziosi avverso l’Ente comunale ed inoltrati alle autorità competenti.

Una serie di contenziosi che, alla fine, arrecheranno danni alle casse comunali, visto che gli aventi diritto ad edificare potranno richiedere al Municipio i danni morali e materiali subiti. Senza dimenticare che il settore dell’edilizia rappresenta uno dei pilastri, sui quali si regge l’economia acerrana. Infatti, oltre ai professionisti, fanno parte di tale circuito lavorativo anche le ditte edili e l’intero indotto, da troppo tempo in sofferenza economica ed occupazionale.

 

Joseph Fontano

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Anziano fulminato in aperta campagna

Una tragedia si verificava nel tardo pomeriggio di alcuni giorni fa in aperta campagna quando un uomo, Gaetano Tardi di 68 anni, è morto fulminato, mentre stava lavorando nei campi in località “Candelara”. Con lui si trovava il fratello. Immediati, da parte di quest’ultimo, i tentativi di soccorrerlo, dopo aver anche allertato i sanitari del 118 ed i Carabinieri. Sul posto giungeva una pattuglia della locale stazione, agli ordini del Comandante V.Vacchiano. Ma i Militari dell’Arma e l’autorità giudiziarie intervenute sul posto non potevano fare altro, che constatare il decesso dell’anziano.

Il 68enne, infatti, era morto sul colpo, vittima del mutamento delle condizioni atmosferiche verificatesi all’improvviso. Vento, pioggia e conseguente grandinata coglievano inaspettatamente l’uomo, impegnato nel lavoro agricolo, colpito all’improvviso da un fulmine, che non gli lasciava scampo. La scossa elettrica, che gli ha attraversato il corpo, gli avrebbe anche ustionato la pelle. I funerali venivano celebrati all’indomani della sciagura nella chiesa dell’Annunziata.

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Barbiere dona al Museo Civico gli attrezzi della sua collezione

L’Arte del Barbiere. Il Sig.Tardi Vincenzo, “Il Barbiere” dalla sua antica collezione dal 1940 dona al Museo Civico di Acerra gli Attrezzi del Mestiere”. E’ questa la frase che troviamo incisa sulla targa donata ad un artigiano locale, il signor Tardi, appunto, di professione barbiere e custodita nella teca sistemata all’interno del Museo del Folklore e della Civiltà Contadina, nella sala denominata “Il Lavoro ed i Mestieri”. Un’ala del Castello appartenuto ai feudatari della città, ospitante aratri e vecchie suppellettili, per cercare di far rivivere il folklore e la cultura contadina di Terra di Lavoro, l’antica Liburia, a cui è dedicata una sezione dell’esposizione.

E lì, dove vi sono gli attrezzi che documentano come, ad esempio, i contadini procedevano alla cottura degli alimenti ed alla lavorazione del pane, c’è una vetrinetta disposta su 5 livelli, contenenti gli attrezzi da lavoro donati dal sig.Tardi al suddetto Museo.

Rasoi, forbici, asciugamani, spazzole, pettini, pennelli, recipienti, saponi, vasetti di brillantina solida, ampolle per profumi ed altri oggetti adoperati sia dal genitore dell’artigiano, che esercita la sua attività nel salone, sito a C.so della Resistenza e sia dallo stesso sig.Vincenzo, che continua l’attività trasmessagli dal padre. Non mancano le fotografie, sistemate accanto agli attrezzi che si trovano in un ottimo stato. L’iniziativa del sig.Vincenzo, bene accolta dall’Associazione culturale “Acerra Nostra” e dalla Direzione del Museo, ha lo scopo di preservare la memoria e gli attrezzi di un lavoro artigianale, la cui pratica ha richiesto sempre professionalità ed un pizzico di estrosità e che si pone a metà tra la cura dell’igiene della persona e quella della sua immagine, volta a renderla più presentabile. Di certo il nostro concittadino è entusiasta e soddisfatto, di aver potuto dare un contributo alla valorizzazione ed alla conservazione delle nostre tradizioni, affidando ad un’istituzione locale, molto visitata anche dalle scolaresche cittadine e non, il suo piccolo ma prezioso “tesoro”.

E da una pergamena, rilasciatagli dal Museo ed intitolata “O Barbiero”, possiamo leggere: “E’ o primme viziose! Tene ‘a paga d’o surdate e i vizi d’o generale; ‘a capa liscia e ‘e sacche mosce. Così l’arguzia popolare osava definire la tipica figura d’o barbiere, che era annoverato tra gli operatori denominati Artisti. Si presentava piuttosto ricercato nel vestire, ben pettinato, coi capelli tirati e lustri di brillantina ed onnipresente. Da una ricerca dei mestieri dell’Università di Arienzo apprendiamo che verso la fine della prima metà del 700 erano appena nove, sparsi nei 23 casali della vallata. Il loro esiguo numero era giustificato dalla scarsa richiesta delle loro prestazioni. Successivamente il loro numero aumentò insieme a quello dei clienti, ma gli introiti erano costantemente scarsi.

A causa delle loro tasche mosce furono costretti a dedicarsi ad attività alternative per sbarcare il lunario. Si adattavano a fare i Ruffiani – prosegue il documento – a suonare il mandolino e la chitarra nei festini. I più estrosi si improvvisavano Salassatori, Infermieri e finivano per essere un’autentica antenna, che captava e diffondeva notizie in ogni parte. La bottega era detta Barberia ed era arredata alla meglio, frequentata da clienti, ivi recatisi non sempre per radersi, ma per raccogliere e divulgare notizie fresche fresche….”.  

 

J.F.

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Inceneritore: si rischia una nuova emergenza rifiuti in Campania?

“A Napoli la situazione è molto pericolosa e se per la primavera 2011 non saranno attivate soluzioni, è possibile un nuovo collasso”. L’allarme sull’ipotesi di una nuova emergenza rifiuti in Campania lo lanciava lo scorso 12 maggio D.Fortini, amministratore delegato della società di igiene urbana “Asia spa” di Napoli e presidente di Federambiente, a margine di una conferenza tenutasi a Roma per la presentazione di un rapporto sugli impianti di trattamento dei rifiuti in Italia, realizzato in collaborazione con l’Enea. Fortini ricordava che “l’impiantistica di supporto è in ritardo; che non basta un solo termovalorizzatore e che stiamo esaurendo le discariche”.

Inoltre P.De Stefanis, (Unità Tecniche e Tecnologie ambientali dell’Enea), ricordava l’ingorgo in cui si trova l’inceneritore di Acerra a causa delle eco-balle pregresse. “Quelle eco-balle, che erano arrivate a circa 6 milioni di tonnellate, sono Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) di bassa qualità – affermava il tecnico – e sono troppo umide. E poi, per bruciarle tutte, si arriverebbe quasi a fine vita di un impianto”.

Ma la Protezione civile, replicando alle affermazioni di De Stefanis, precisava che “lo smaltimento di rifiuti nel termovalorizzatore acerrano è regolare, perché l’impianto, progettato per la produzione di energia derivante dallo smaltimento di 600mila tonnellate di materiale all’anno ha trattato, dalla sua entrata in esercizio ad oggi, 428.915 tonnellate, ricavandone 381.849 MWH di energia. Il materiale utilizzato dal termodistruttore è composto esclusivamente da materiale ‘fresco’, o imballato nel corso del 2009, proveniente dagli Stir (stabilimenti per la trito-vagliatura ed imballaggio dei rifiuti). E’ bene specificare – proseguiva la Protezione Civile – che non è mai stato previsto lo smaltimento delle eco-balle antecedenti a tale periodo oggetto, quantomeno in parte, di sequestro penale, per le quali sono in corso valutazioni da parte della Regione e delle altre Amministrazioni locali della Campania. La legge 123/08 prevede infatti la realizzazione, oltre a quello in esercizio ad Acerra, di ulteriori tre termovalorizzatori per lo smaltimento della produzione dei rifiuti campani, cui si è ipotizzata l’aggiunta di un quinto impianto ‘tematico’ da dedicare, cioè, esclusivamente allo smaltimento delle ecoballe prodotte sino al 2008”.

Intanto Mons.Rinaldi, in occasione della posa della targa che ricorda la cerimonia di impianto di un ulivo nell’aiuola antistante il termovalorizzatore, avvenuta il 17 ottobre 2009 in occasione della Quarta Giornata per la Salvaguardia del Creato, ha parlato dell’impianto. “Chiediamo trasparenza e coinvolgimento nella gestione dell’impianto – affermava il Vescovo – perché Acerra vuole sapere cosa brucia nell’inceneritore, affinché la sua presenza sul nostro territorio non arrechi ulteriori danni all’ambiente. Va istituito un osservatorio indipendente di esperti del mondo dell’agricoltura, della medicina, dell’Università, dell’urbanistica e della tecnologia garante dei controlli. La nostra terra è ancora inquinata ed alla questione ambientale si aggiunge quella del precariato”. Una posizione condivisa anche dal Sindaco Esposito, che rivendica il diritto-dovere di un primo cittadino, di accertare cosa succede sul territorio che amministra e che ricorda che nessuna compensazione è stata ancora concessa ad Acerra, né esiste un sistema pubblico di controllo dei risultati, validati dal sindaco.

L’amministratore delegato della “A2A”, invece, A.Buonomo, afferma che “dal I marzo non vi sono stati più sforamenti; che il collaudo della struttura è terminato e che tra capi servizio ed operai assunti, 90 circa sono della provincia di Napoli”.

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Edizione Integrale del 24 Maggio 2010

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Ma le scuole cittadine sono conformi alle normative sulla sicurezza?

Quello della sicurezza nelle scuole è di certo un argomento delicato e che interessa migliaia di persone, tra alunni, genitori, operatori scolastici e figure istituzionali.

E chi ha deciso di volerci vedere chiaro nelle ultime settimane, è il Consigliere comunale Alfonso Maria Liguori (Pdl), come si evince dalle lettere protocollate al Sindaco Esposito, al Dirigente comunale ai Lavori Pubblici Arch.C.Martone e dall’esposto presentato presso la locale stazione dei Carabinieri lo scorso 30 aprile. La richiesta del componente la Pubblica Assise ha per oggetto le “Certificazioni in merito alla sicurezza nelle scuole di Acerra: richiesta di sopralluogo e verifica urgente” e veniva presentata il 14 aprile scorso, a seguito della limitata documentazione rilasciata allo stesso due giorni prima dal suddetto Dirigente. Liguori, infatti, aveva chiesto copia delle certificazioni in materia di sicurezza ed agibilità di tutte le scuole, come già richiesto in Commissione Politiche scolastiche, di cui è componente.

Il 12 aprile, appunto, il Dirigente della V Ripartizione inviava copia delle certificazioni in possesso del Comune, che per tutti gli edifici scolastici, si limitavano alle sole certificazioni I.S.P.E.S.L. della caldaia, per la prima accensione e a null’altro. “Considerato che la maggioranza degli edifici scolastici di Acerra è stata realizzata da oltre 40 anni – spiegava Liguori – e tenuto conto che Acerra è classificata come zona a rischio sismico, chiedo che sia effettuato con urgenza un sopralluogo tecnico in tutti gli edifici scolastici, allo scopo di relazionare sullo stato della sicurezza, delle certificazioni antisismiche, dell’agibilità, del Cpi e della sicurezza degli impianti, ecc.

Tale relazione è propedeutica alla definizione di un piano di intervento economico, atto a risolvere la grave carenza e consentirà allo scrivente di poter relazionare in Commissione con dati certi e programmare gli interventi più urgenti. Considerato che il sopralluogo potrà essere un modo essenziale per prevenire incidenti – concludeva la lettera – e cautelare l’incolumità degli studenti e delle risorse umane, chiedo che la mia richiesta sia trattata con la massima urgenza”.

Non avendo avuto riscontro alle proprie richieste, il Consigliere trasmetteva gli atti al Comandante dei Carabinieri Maresciallo V.Vacchiano ed al Comando dei Vigili del Fuoco territorialmente competente. Già a settembre dell’anno scorso l’esponente di centrodestra aveva chiesto agli Enti preposti di effettuare i dovuti controlli nell’ambito delle ordinarie procedure igienico-sanitarie e di procedere con interventi di pulizia straordinaria, visto il rischio di influenza pandemica da virus A/H1N1, particolarmente temuto con l’avvento della stagione invernale.

In attesa di sapere da Liguori quali risposte e documentazioni gli siano state fornite, utili a scongiurare qualsiasi ipotesi di una qualsivoglia omissione commessa da parte dei funzionari o degli Enti preposti abbiamo, da un lato, fatto una breve ricerca, che ci ha portato al nome dell’Ing.R.Dalliatini, che nel biennio 2008-2009 ebbe dal Comune l’incarico tecnico della progettualità definitiva ed esecutiva della messa a norma degli impianti di alcuni istituti scolastici, al fine di acquisire le necessarie certificazioni di legge. Il professionista napoletano rilasciò il Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.) di alcuni plessi scolastici cittadini, per l’ottenimento del parere di conformità da parte dei Vigili del Fuoco. Dall’altro lato abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’Assessore alla Pubblica Istruzione e all’Edilizia Scolastica I.Verone, che potete leggere alla pagina successiva.   

 

Joseph Fontano

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La replica dell’Assessore Immacolata Verone sulla questione sicurezza scolastica

Interpellato in merito alla questione sicurezza scolastica, l’Assessore al ramo Verone dichiarava: “Il problema della sicurezza scolastica è stato affrontato con molta decisone dall’Assessorato che rappresento e dall’Arch.Martone, Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, di cui riconosco il lavoro svolto e l’impegno profuso nella graduale risoluzione delle molte problematiche che interessano le strutture scolastiche. E ciò perché intervenire a tal proposito attraverso interventi di riqualificazione e di messa in sicurezza degli edifici scolastici è un segno di civiltà e di rispetto per l’intera comunità.

Gli alunni, infatti, trascorrono la maggior parte dell’anno solare in una classe, che dev’essere quindi accogliente, sicura e dignitosa. Anche se la sicurezza scolastica è una problematica che interessa l’intero territorio nazionale, localmente l’ho ritenuta primaria e da affrontare con senso di responsabilità. E non è certo di ausilio il Governo nazionale, che ha proceduto ai tagli ai fondi destinati alla scuola, creando non pochi problemi agli Enti locali, che devono garantire anche il rispetto delle normative sulla sicurezza degli istituti scolastici e che devono avere progetti comunali redatti, per poter accedere ai mutui.

Pertanto – proseguiva l’Assessore – l’edilizia scolastica dovrebbe essere considerata un’infrastruttura primaria, al pari delle strade e dei ponti. I lavori, inoltre, che abbiamo iniziato o completato nelle scuole, sono stati pianificati anche coi Dirigenti scolastici, per non condizionare l’attività didattica e la sicurezza degli alunni, che hanno diritto allo studio. Per quanto concerne le verifiche sismiche, dopo il nostro insediamento abbiamo trovato un incarico affidato all’Università “Federico II”, il cui lavoro si è limitato ad un’analisi del materiale che compone le strutture. Un primo passo che impone all’attuale amministrazione comunale di individuare un fondo per le conseguenti verifiche. Ad oggi possiamo dire che il lavoro svolto ha portato ad avere una certificazione ISPESL degli impianti termici di tutte le scuole”.

Il componente l’esecutivo del Sindaco Esposito elencava poi una serie di interventi svolti o in corso di svolgimento presso i plessi scolatici cittadini e nello specifico: l’adeguamento degli impianti elettrici al 3° e 4° Circolo Didattico e alla scuola media Capasso; un intervento alla stessa scuola media che ha prodotto il certificato di prevenzione antincendio; altri CPI che sono stati rilasciati e che hanno attivato i lavori alla scuola Caporale, mentre sono in gara quelli per i Circoli didattici comunali.

Vi sono poi il II stralcio dei lavori alla Capasso per la messa in sicurezza della struttura; i lavori messi a gara per il I e III Circolo inerenti all’abbattimento delle barriere architettoniche; quelli di riqualificazione esterna al III Circolo di via Buozzi con rifacimento del lastrico solaio della scuola; sostituzione degli infissi al II Circolo con realizzazione di un condotto, che collega il refettorio alle aule scolastiche.

Verone ricorda anche i lavori al manto stradale della strada, che conduce al plesso elementare “Siani” nelle Madonnelle, favorendo un accesso agevole e sicuro per i ragazzi, mentre è in fase di completamento la sede centrale della scuola “Ferrajolo”.

“E’ ovvio – conclude l’ex Sindaco – che dopo la fase della constatazione dell’assenza di alcuni requisiti inerenti la sicurezza scolastica viene quella, da noi intrapresa, del lavoro svolto per rendere sempre più sicure le strutture scolastiche acerrane”. 

 

Joseph Fontano

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La Acquedotti Scpa procede nei lavori ma solo in seguito ad una diffida

Sono molteplici le questioni inerenti alla Acquedotti Scpa, la società mista che gestisce il servizio idrico integrato cittadino dal I ottobre 2006 e da noi ampiamente esposte in questi anni. L’affidamento del servizio idrico integrato alla stessa, intervenuto in mancanza del necessario presupposto di legittimità, come attestato dall’A.T.O. Napoli 2 lo scorso 7 maggio, con conseguente interrogazione consiliare.

La quasi totale mancanza di pulizia e manutenzione delle caditoie, che hanno provocato l’invio al Comune delle istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali.

La risposta alla società data dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, Arch.C.Martone, datata 30.12.2009 la quale scrive che, relativamente alla massima solerzia, precisione e continuità, con cui la società asserisce di compiere la pulizia delle caditoie, tale società millanta tali interventi.

L’interruzione dell’erogazione idrica, operata dai dipendenti della società in data 10.12.2009 ad un intero condominio abitato da sei famiglie, in quanto i condomini erano in grave ritardo con il pagamento delle fatture inviate e con 19 persone, tra cui due anziani ultranovantenni gravemente ammalati, rimaste per cinque giorni senz’acqua, con tanto di atto di diffida e di costituzione in mora, presentato dai condomini attraverso il loro legale.

L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco Esposito e presentata durante il Consiglio comunale dello scorso 29.01.2010 dai Consiglieri del Pdl, con la quale si chiedeva che il primo cittadino e l’amministrazione comunale riferissero sull’esecuzione dei doveri contrattuali posti a carico della società Acquedotti Scpa, per effetto del provvedimento in affidamento in concessione del servizio idrico comunale e, nello specifico, se il Comune per la riscossione pregressa e la società concessionaria hanno restituito agli utenti la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, come imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008.

Cosa abbiamo “scovato” di nuovo adesso? Le lamentele della ditta “Gialtas Costruzioni”, aggiudicataria dei lavori di via Spiniello, che in una lettera del 12 marzo scorso indirizzata al Dirigente ai Lavori Pubblici Martone ed avente ad oggetto gli scavi effettuati dalla Acquedotti ScpA e non ripristinati come dovuto, sollecitava il ripristino degli scavi all’incrocio tra via Sand e via Spiniello, causati dai lavori lasciati incompleti appunto dalla Acquedotti Scpa. La Gialtas specificava che “a causa di tali scavi, era impossibilitata a procedere alla posa del tappetino di usura, nel tratto che va dall’incrocio di via Sand fino all’ingresso posteriore della scuola e di tutta via Sand”.

Pertanto il suddetto Dirigente comunale qualche giorno dopo era costretto a diffidare la società di via Castaldi a provvedere immediatamente alle dovute lavorazioni, affinché il manto stradale avesse tutte le condizioni necessarie a consentire la ripresa dei lavori. E ricordava alla stessa che i lavori del rione Spiniello sono monitorati dalla Regione Campania, che aveva fissato una scadenza per l’ultimazione degli stessi. Non è strano tutto ciò per una società, che predica  massima solerzia, precisione e continuità nel modo in cui opera?  

 

Joseph Fontano

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Le proposte avanzate dal Sindaco per risolvere la crisi politica

Ci eravamo lasciati, sull’ultimo numero, alle dimissioni annunciate e protocollate in data 10.04.2010 dal Sindaco T.Esposito ed alle consequenziali reazioni e commenti rilasciati degli esponenti politici locali. Con tranquillità il primo cittadino le aveva scritte di persona e consegnate direttamente al Vice-Segretario generale. Da quel momento c’erano 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni e per ricucire le fila di una maggioranza di centrosinistra, sempre più preda di tensioni e di dissidi intestini.

Com’è noto a tutti, la goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata l’elezione di uno dei due Revisori dei Conti, avvenuta durante il Consiglio comunale dello scorso 9 aprile ed indicati dalle opposizioni, ma con il voto favorevole di 5 franchi tiratori della maggioranza. In realtà c’era stata la bocciatura del revisore proposto dall’alleato UDC. Ed è così che iniziavano giorni di incontri, tensioni, confronti, proposte, attestazioni pubbliche di solidarietà al primo cittadino e tentativi di ricomposizione del quadro politico della maggioranza, composta da Pd, Idv, Udc, Alleanza di Centro, Progetto Acerra, Cattolici Democratici, Centro per la Libertà. Una svolta sembrava venire proprio dai Consiglieri comunali di questi ultimi 4 gruppi consiliari, sottoscrittori di un pubblico manifesto dal titolo: “Mandato pieno al Sindaco Tommaso Esposito”.

“Si è tenuta ieri sera la riunione della maggioranza, convocata dal Sindaco – recitava il manifesto – primo incontro dopo le sue dimissioni protocollate il 10 aprile 2010. La coalizione ha condiviso la necessità e l’urgenza di accedere immediatamente ad una discussione in Consiglio comunale, consegnando al Sindaco il mandato di avanzare nelle prossime ore una proposta utile, al fine di rimuovere le ragioni che lo hanno portato alle dimissioni. Alcune forze politiche si sono riservate di valutare le condizioni che il Sindaco proporrà.

Abbiamo intenzione di dimostrare un ulteriore grande senso di responsabilità e fiducia nei confronti del Sindaco – dichiarano i Capigruppo di ADC, PA, CD, CpL, rispettivamente C.Lombardi, A.Piatto, A.Albachiara e D.Rao. – Per questo gli abbiamo ribadito che sosterremo, come già fatto in questi mesi, la proposta che avanzerà alla coalizione per governare la città nel suo esclusivo interesse. Da noi, nell’ambito delle sue prerogative, ha un mandato pieno. Ci limiteremo al necessario confronto sui temi non ricompresi nel programma di mandato. Riteniamo che sarebbe un danno enorme interrompere, senza gravi motivi, un’esperienza amministrativa, che è occasione per ridare un ruolo ed una funzione alla città – aggiungono i capigruppo – ma anche per far marciare un’economia locale assai sofferente. Abbiamo chiesto, d’intesa con l’intera coalizione, di discutere in un’apposita seduta monotematica delle dimissioni del Sindaco affinché, nella sede deputata e non nel “Palazzo”, si possano comprendere i motivi della crisi: è con la pratica e non con le enunciazioni di principio che si possono dare segni di cambiamento e di sobrietà, anche nei modi e nei comportamenti, nel rispetto delle istituzioni e della funzione che si ricopre – concludevano Lombardi, Piatto, Albachiara e Rao”.

Le soluzioni anticrisi proposte dalla fascia tricolore, intanto, cominciavano a materializzarsi e prevedevano una verifica delle deleghe assessoriali, la nomina di un assessore tecnico, forse  in sostituzione di uno dei componenti l’esecutivo, di un portavoce della coalizione ed una verifica in tempi rapidi, dopo l’approvazione del Bilancio di previsione, del programma amministrativo. “In questi giorni di riflessione e di incontri – spiegava Esposito – ho ancora costatato la serpeggiante sussistenza della principale ragione, che mi ha portato alle dimissioni. Ci sono ancora segnali di micro-disaggregazione piuttosto che di intesa strategica tra le forze di maggioranza e ciò non garantisce la soluzione dei gravi problemi di Acerra”. Ed è per questo che il primo cittadino chiedeva ai partiti ed alle liste civiche che lo sostengono “pieno mandato”.

Mani libere da quella corsa alla visibilità da parte dei partner di maggioranza, denunciata nelle settimane precedenti, per realizzare un rilancio dell’agricoltura ed una maggiore tutela dell’ambiente, approvare il Piano urbanistico comunale da mesi nei cassetti, rendere fruibili le aree Asi e Pip, riorganizzare la macchina comunale e dare maggiore spazio a giovani ed associazioni. «È indispensabile, per andare avanti, che su queste cose si pronuncino le forze di maggioranza» – aggiungeva Esposito.

 

Joseph Fontano

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Accuse reciproche, indagini della Digos, atti inviati in Procura: ai raggi X il Consiglio comunale

Il vero banco di prova per il Sindaco Esposito era il Consiglio comunale dello scorso 27 aprile, che aveva  un unico punto all’Ordine del Giorno, ossia Le Dimissioni del Sindaco ed al quale assistevano numerosi cittadini. Una pubblica assise a dir poco infuocata, alla quale Esposito avrebbe partecipato, solo per ascoltare gli interventi degli esponenti delle forze politiche cittadine e per leggere la sua relazione che, successivamente condivisa dalle altre componenti della maggioranza, avrebbe potuto scongiurare lo scioglimento del Civico consesso e l’avvento al Comune dei Commissari straordinari.

Tra i banchi dell’aula consiliare spiccava subito l’assenza dei Consiglieri di Italia dei Valori, segno evidente che non si era riusciti a trovare un accordo che soddisfacesse tutte le anime della maggioranza. “Italia dei Valori sta facendo un percorso leale e coerente rispetto alla coalizione – spiegava l’assessore Falco, anch’egli assente in Consiglio comunale – ed è difficile condividere un Consiglio comunale in assenza di un’intesa politica all’interno della coalizione stessa. Il chiarimento deve esserci al tavolo politico e poi si va in aula. IdV ha chiesto delucidazioni politiche sulla proposta del Sindaco. Il problema non è la rivisitazione delle deleghe. Al momento inoltre – concludeva Falco – ancora non abbiamo capito i motivi, che hanno portato il Sindaco a rassegnare le dimissioni. Gli atti dicono che c’è stato un Consiglio comunale sui revisori dei conti e dopo quell’assemblea sono arrivate le dimissioni. Non essendo noi i responsabili di questa situazione, vorremmo capire cos’è successo”.

Tornando al Consiglio comunale del 27, il Sindaco apriva il dibattito, affermando: “In questi giorni ho avuto modo di riflettere, di ascoltare i miei alleati, i miei concittadini. Quella di 8 mesi fa è stata una scommessa, che propose una coalizione atipica ed eterogenea, premiata dal risultato elettorale. Ho lavorato per sostenere la mia azione e quella della Giunta per lo sviluppo di Acerra – continuava il professionista – ed ho percepito tra la gente la forte volontà di cambiamento. Il motivo delle dimissioni sta nei troppi elementi di disaggregazione, il continuo venir meno del numero legale dei Consiglieri, le sempre più pressanti lacerazioni interne. Negli incontri avuti con le forze della coalizione, ho ribadito quelle che sono le linee programmatiche, a partire dai temi occupazionali, dello sviluppo, della salvaguardia dell’ambiente, passando per le misure necessarie per il rilancio dell’agricoltura, fino ad arrivare ai giovani ed alle tante associazioni presenti sul territorio, troppo spesso estromesse e mai poste in grado di poter dare un apporto valido alla crescita socio-culturale di questa città”.

Ma presto gli interventi dei componenti la Pubblica Assise (vedi articolo successivo) avrebbero non solo allertato l’attenzione degli agenti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Sergio Di Mauro, presenti nell’aula consiliare, ma anche spinto il Presidente del Civico consesso, R.Lettieri, ad inviare gli atti dello stesso alla Procura della Repubblica di Nola. Come si evince dalla trascrizione, la bagarre in aula era alimentata dalle violente discussioni tra maggioranza ed opposizione con scambio di reciproche accuse su presunti voti di scambio, pressioni della camorra ed irregolarità amministrative. Immancabile il riferimento all’annosa e delicata  vicenda del servizio di igiene urbana, da oltre 5 anni in regime di proroga.

Dichiarazioni pesanti, a cui prestavano la dovuta attenzione gli uomini della Digos, che valutavano attentamente le dichiarazioni di alcuni Consiglieri. Veniva aperta ufficialmente un’indagine, per verificare se ci fossero ipotesi di reato.

 

J.F.

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