Sosta a pagamento, segnaletica stradale, verbali errati: è caos tra i poliziotti municipali

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Parcheggi, parcometri, segnaletica verticale e viabilità rischiano ormai di diventare il buco nero, nel quale è finito il personale del Comando della Polizia Municipale che, oltre a dar vita ad una serie di gaffes, sembra alquanto allo sbando. E non solo per le note lacerazioni interne. Difficoltà che si palesano sull’intero territorio comunale e, addirittura, sotto il naso dei caschi bianchi. Infatti quella nella foto è la segnaletica stradale verticale (quella per la sosta negli stalli di sosta a pagamento), installata a via Palatucci, dove si trova il Comando della Polizia Locale e che è una strada a doppio senso di circolazione. Adesso, se l’art.157 comma 2 del Codice della Strada stabilisce che “il veicolo dev’essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia”, com’è possibile che la segnaletica verticale apposta in detta via, non è rivolta verso chi prosegue lungo la propria destra, ma è rivolta palesemente a chi sosterebbe contromano? Ed una riprova di quanto qui sostenuto, sono le vetture in sosta nelle strisce blu contromano ed “invitate” a ciò dalla stessa segnaletica stradale!! Che, evidentemente, va rivolta all’incontrario. Eppure i poliziotti municipali del locale Comando, ottimamente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena ed il cui organico è stato ampliato da tempo con ben 17 unità lavorative in più, transitano di lì decine di volte al giorno o ivi sostino le proprie vetture. Possibile che nessuno di loro vede una tale anomalia? Nemmeno gli inquilini della “control room”, che proprio lungo via Palatucci hanno puntato i loro occhi elettronici? O forse è più interessante notare il solito “qualcuno”, che deve “ottemperare” anche a compiti che, in realtà, non gli spetterebbero e che sono volti a tutelare il cittadino-contribuente? Passiamo adesso al capitolo parcometri. Innanzitutto l’amministrazione comunale targata Lettieri ha provveduto ad acquistarne altri 5 (da installarsi a via Castaldi, via Zara, Corso della Resistenza, Corso Italia e piazza Montessori) per un importo pari a 28.365,00 euro e che vanno ad aggiungersi ai 41 parcometri nuovi (che sono costati alla comunità locale la modica cifra di 232.593,00 euro), adeguati alle diverse modalità di pagamento. Ma quest’ulteriore acquisto sta a significare che, dai sopralluoghi effettuati a suo tempo dal personale della Polizia Municipale, questi non si erano…

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Eseguito l’ennesimo espianto multi-organo presso la clinica “Villa dei Fiori”

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Undicesimo espianto multiorgano eseguito nei giorni scorsi a “Villa dei Fiori”. entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine. Un grande successo, frutto della competenza, conoscenza e capacità dell’intero team manager del presidio ospedaliero acerrano, da anni ormai tra le migliori strutture della sanità campana. Il donatore, un 71enne del circondario, era giunto qualche giorno prima in condizioni drammatiche e ricoverato nel Reparto di Rianimazione. L’espianto veniva eseguito di notte dall’equipe del policlinico “Niguarda”, che era giunta durante le ore notturne all’aeroporto di Capodichino direttamente da Milano e che provvedeva, quindi, all’espianto del fegato, mentre le cornee erano rimaste a Napoli. Anche in quest’occasione, così come in quelle precedenti, dinanzi alla notizia della morte certa, i familiari del defunto avevano subito dato il loro assenso a quest’importante gesto d’amore, eseguito al termine dei necessari accertamenti di morte cerebrale. Ad avviare la macchina per l’espianto degli organi era stata la dott.ssa Anna Mercogliano, coordinatrice locale trapianti della clinica, la quale allertava il Centro regionale Trapianti, che si avvaleva della collaborazione del personale medico e paramedico della struttura sanitaria di Villa dei Fiori, compresa l’Unità di Rianimazione diretta dal primario dott.Giovanni Addeo. Secondo i protocolli, l’identità della vittima, così come il luogo di residenza, rimanevano e restano coperti dalla massima riservatezza. Il fegato veniva inviato a Milano, dove già il giorno successivo veniva trapiantato, mentre le cornee venivano trapiantate a Napoli, dove da giorni c’erano diversi pazienti in lista d’attesa. All’alba, dunque, dopo una nottata di duro ed intenso lavoro, gli operatori (dai medici agli inservienti, senza trascurare praticamente nessuno), seppur stanchi e distrutti, erano tutti soddisfatti. Il Direttore sanitario del presidio ospedaliero, Silvio Capizzi che, per motivi professionali, era lontano da Acerra, restava costantemente in contatto con la struttura sanitaria locale. Nella tarda mattinata, con voce stanca ed assonnata, con una breve dichiarazione, ringraziava quanti, con amore, competenza e passione, al di sopra dei ruoli, si erano impegnati, per riuscire nella loro missione. “Siamo soddisfatti, che si possa aver dato corso ad un atto di volontà e di generosità di questo tipo – affermava il Direttore sanitario…

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Contravvenzioni elevate dai Vigili Urbani con le immagini di telecamere non omologate!!

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Qualche settimana fa pubblicammo un articolo, con il quale ci chiedevamo se ci fosse qualcuno, all’interno del Comando della Polizia Municipale, che avesse letto e conoscesse la circolare del 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita, solo previa l’utilizzo di un dispositivo omologato ovvero approvato da questo Ministero”. E quindi paventavamo che incombeva il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio. Un fatto grave, anzi gravissimo, che poteva certamente essere evitato, considerato che (lo sanno tutti), quelle telecamere tanto decantate, non sono omologate per essere usate, per contravvenzionare gli automobilisti, che guidano vetture prive di copertura assicurativa o della prescritta revisione. Ovvero c’è l’eccezione: la contestazione è possibile, a condizione che la stessa sia immediata, così come sta capitando di recente. Naturalmente, per avere ragione, occorre impugnare la contravvenzione dinanzi al Giudice di Pace o al Prefetto che, accogliendo il ricorso, si vedrà costretto a condannare al risarcimento dei danni il Comune. Insomma un danno nel danno, che potrebbe costare al Comune più di quanto ha incassato, così come accadde negli anni scorsi per i canoni idrici pregressi, tutti ampiamente prescritti, con migliaia di euro di denaro pubblico sborsato, per retribuire le parcelle degli avvocati. Tornando alle contravvenzioni, quelle che il personale della Polizia Locale poteva anche annullare in regime di autotutela, al fine di evitare che il contravvenzionato ricorra, giustamente, al Giudice di Pace o al Prefetto le stesse, rilevate in piena estate e notificate solo ad ottobre, il responsabile del procedimento, oltre a non accorgersi, che non veniva indicato il luogo dell’infrazione rilevata (essenziale per la validità della contravvenzione), sembra aver omesso il tipo di apparecchiatura utilizzata con l’omologazione della stessa. Adesso le stesse direttive sono contenute in un’altra circolare, questa volta del Ministero dell’Interno, datata 8 febbraio 2019, in cui si ribadisce, tra l’altro, “che il dispositivo targa system costituisce un semplice supporto per l’operatore, che aveva direttamente accertato il transito del veicolo, cioè l’effettiva circolazione dello stesso e che sarà altresì…

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De Luca contestato (anche con lancio di sacchetti di rifiuti ad Aversa) non viene ad Acerra

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Rinviata a data da destinarsi la firma dell’Accordo di Programma che prevede oltre 12 milioni di euro per la città di Acerra. Lo slittamento veniva annunciato dallo stesso sindaco Lettieri lo scorso 30 novembre a quanti, rinunciando ad un sabato in famiglia, attendevano nel Castello dei Conti l’arrivo del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Soldi messi a finanziamento dalla Regione lo scorso I agosto e che serviranno, a realizzare una ludoteca ed un parco didattico per la prima infanzia nel rione Madonnella; il Palazzo dell’Età nell’ex Casa del Fascio; il centro culturale Mace (Mestieri, Arte, Cultura ed Eventi) nell’ex Macello comunale; la rifunzionalizzazione e valorizzazione del Castello dei Conti; una nuova illuminazione smart nel centro storico ed il completamento dei lavori della piscina comunale, con annesso campo polivalente ed aree a verde attrezzato di via Clanio. In ogni modo, saputo del forfait dell’illustre ospite, che avrebbe parlato ad un gruppo di selezionati “uditori” (per lo più dipendenti e dirigenti comunali), si preferiva dare l’assalto al ricco buffet ordinato per l’occasione, costato alle casse comunali oltre 2 mila euro. Finito il conviviale incontro, tra la delusione della folta pattuglia di manifestanti radunatisi in piazza fin dalla prima mattinata, per dare il “benvenuto” a De Luca, tutti tornavano a casa. Comunque la mancata firma dell’accordo non pregiudica niente. I soldi arriveranno come annunciato, ma le cose non stanno proprio come si vuol far credere. Innanzitutto la mancata presenza del governatore ad Acerra è stata dovuta alle contestazioni indirizzate ad Aversa al suo indirizzo, comprensive del lancio di sacchetti dell’immondizia da parte di alcuni attivisti del Comitato “Stop Biocidio”. Visita nel Comune casertano dovuta alla firma dei Pics (Programmi Integrati Città Sostenibili). Contestazioni giustificate dagli attivisti sulla loro pagina facebook, col fatto che “dopo un’estate che ha visto decine di roghi, questa persona si permette ancora di dire, che la Terra dei Fuochi non è un problema…”. Comportamenti ai quali De Luca replicava, parlando di “aggressione squadristica”. Non tardava ad arrivare il comunicato stampa di Lettieri nel quale, tra l’altro, scriveva: “Appresa la notizia, abbiamo compreso le motivazioni dell’assenza del Presidente. Siamo dispiaciuti che, chi è impegnato ad essere nei Comuni per firmare gli accordi per i territori, si trovi in questo tipo di situazioni. Non conosciamo le ragioni…

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Ladri di biciclette al Comune nonostante la presenza delle telecamere e della “control room”

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Ladri di biciclette in azione all’interno della Casa comunale e, nello specifico, accanto alla scala che conduce nel Comando della Polizia Municipale, dov’è sistemata una rastrelliera per le biciclette di utenti e dipendenti, incuranti della presenza delle telecamere di sorveglianza. Occhi elettronici posti a protezione dell’Ente comunale, a presiedere i quali ci sono alcune unità della Polizia Locale, sottratte al lavoro in strada. Il furto della bici, che era assicurata alla rastrelliera con un lucchetto, che bloccava la ruota posteriore e che era di un dipendente comunale, si registrava nella mattinata di giovedì 21 novembre. Lo stesso dipendente, poi, non avendola ritrovata alla fine dell’orario di lavoro, sporgeva denuncia contro ignoti dinanzi ad un Ufficiale del suddetto Comando, che avrà nel frattempo provveduto a trasmettere l’informativa di reato all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente, unitamente forse alle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. In ogni modo siamo alla commedia all’italiana. Il fatto inquietante è che, nonostante la presenza di impianti di videosorveglianza e del personale della Polizia Locale, un ladro sia riuscito a portare via, senza essere in alcun modo disturbato, una bicicletta dall’interno della struttura comunale, avendo avuto tutto il tempo necessario, per rompere il lucchetto. Alla luce di quest’ennesimo episodio di furto di biciclette avvenuto all’interno del Comune (le vittime di solito sono gli stessi impiegati dell’Ente) le telecamere poste a protezione del Comune, ma anche dell’area esterna, servono veramente a tutelare il cittadino o solo per fare cassa? Al momento l’unico dato certo è che, nel corso di questi ultimi mesi, lo stato di sicurezza che si percepisce in strada è pari allo zero, nonostante i tanti proclami propagandistici. Di sicuro le telecamere installate in città e finanziate con i soldi erogati dall’A2A, la società milanese che gestisce quell’inceneritore, di cui il Sindaco auspica la chiusura, vengono impropriamente utilizzate, per “catturare” le targhe di quei veicoli che, secondo l’archivio dell’Ania e della Motorizzazione Civile, sono prive rispettivamente dell’assicurazione e della revisione. Tradotto in soldoni il Comune ha elevato, dal I gennaio scorso, verbali per quasi 1 milione di euro, riuscendo ad incassare dagli stessi, almeno fino alla fine di ottobre scorso, una somma irrisoria di alcune migliaia di euro, visti i tanti ricorsi inoltrati dai trasgressori o presunti tali al Giudice di Pace o al Prefetto. Tornando…

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Soriano: “Sono sconcertato dalle illazioni di un inciucio Pd-maggioranza, è una cosa non vera”.

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Al termine del Consiglio comunale dello scorso 18 novembre, durante il quale i Consiglieri presenti avevano deliberato, a scrutinio segreto, con 16 astenuti e 4 no, per la non decadenza del Consigliere Giuseppe Benito Soriano, eletto alle ultime amministrative con 431 preferenze e che aveva accumulato 6 assenze consecutive in altrettante adunanze del Civico consesso, senza giustificati motivi (salvo poi dimostrare la correttezza procedurale seguita, fornendo idonea documentazione) e di cui abbiamo riferito sullo scorso numero, lo stesso esponente del Pd rilasciava alla stampa alcune dichiarazioni sulla vicenda. “Sin dall’inizio ero tranquillo – esordiva il Consigliere – perché sapevo che le mie assenze erano giustificate. Di certo sono amareggiato, per essere arrivato a questo punto, ma quando si affronta un problema fisico, purtroppo si tralascia qualcosa. Il procedimento avviato dal Presidente Andrea Piatto era quindi legittimo e devo sottolineare, che ha fatto bene il suo lavoro ed è stato molto sensibile. Ma resto un pò deluso dal comportamento della maggioranza, visto che ho presentato tutti i certificati medici, attestanti la mia impossibilità a prendere parte ai lavori della Pubblica Assise. Quindi, sinceramente, non vedo i motivi dell’astensione. Al loro posto – proseguiva Soriano – avrei valutato solo i documenti, senza considerare se si trattasse di un Consigliere di maggioranza o di minoranza. Oltretutto, soprattutto dopo il rinvio alla seconda seduta, credevo che la direzione intrapresa dalla maggioranza, fosse quella di votare a favore della mia permanenza in Consiglio. Ma è andata diversamente. Rispetto comunque la loro scelta, anche se non la condivido. Adesso il primo obiettivo che mi sono posto, è quello di tornare nel Civico consesso e portare avanti alcuni temi importanti per la comunità e la città. Devo dire che, anche quando ero impossibilitato a recarmi in aula, ho sempre cercato di tenermi informato ed alcuni emendamenti presentati dal Partito Democratico recano anche la mia firma. Ho intenzione comunque di cambiare marcia e di dare un contributo ai lavori del Consiglio”. Alla domanda su un possibile inciucio tra il Pd e la maggioranza, il 25enne componente il Civico consesso rispondeva: “Su questo punto sono alquanto arrabbiato. Sinceramente non capisco, da dove nasce questa storia e, soprattutto, su cosa si basi. La maggioranza non ha votato a mio favore e, visto anche il voto segreto, ogni ipotesi…

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Buone feste ed un ringraziamento a voi lettori

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Eccoci al nostro ultimo appuntamento di quest’anno, che volge al termine. Provo grande soddisfazione, per aver avuto la possibilità di manifestare il mio pensiero sulle compravendite immobiliari grazie al giornale Oblò che, da anni, fa sentire la sua voce in ogni vicolo di Acerra. Ringrazio Voi lettori, che vi siete appassionati al mio lavoro o che, semplicemente, avete trovato interessante un argomento e vi sia stato utile come consiglio per le vostre vicende immobiliari. Il messaggio che ho deciso di portare avanti è stato sempre lo stesso: Non improvvisatevi esperti, le vicende immobiliari sono spesse volte un campo minato. Fatevi seguire sempre da persone con una storia lavorativa da raccontare. Un professionista non è altro, che un esperto risolutore di problemi e se a questo si aggiunge una storia onesta e seria, allora siete nelle mani giuste. Nella mia giovane carriera da agente immobiliare ho osservato molte volte persone che piangevano le loro vicende immobiliari, solo perchè avevano sottovalutato la cosa o si erano affidati a persone che, invece di risolvere i problemi, li avevano accentuati in modo terribile. Cari amici, io vi esorto a far vostro un pensiero molto importante e cioè: tutte le volte che dovete affrontare un discorso immobiliare, chiedete una consulenza ad un esperto. La parola consulenza dovrebbe essere letta come la parola ‘’consiglio’’. I consigli giusti possono fare la differenza, prima di affrontare qualunque problema inerente agli immobili. Quando ho iniziato questo lavoro da agente immobiliare, non immaginavo il numero di problemi, che avrei dovuto risolvere, prima di vendere o far acquistare una casa. Oggi i clienti soddisfatti sono il mio dono più grande e tutte le volte che porto a termine una pratica immobiliare, scorgo nel sorriso del cliente, di avere fatto non un buon lavoro, ma un eccellente lavoro. I clienti soddisfatti raccontano il valore del mio operato e ti invito ad ascoltarli sul sito www.casapremiu.info. Ti invito allo stesso modo di recarti in ufficio per una consulenza immobiliare, qualsiasi siano i tuoi dubbi sono a disposizione per aiutarti! Cari lettori grazie ancora per il vostro tempo e che il 2020 non sia solamente un anno di buoni propositi, ma possiate far diventare realtà i vostri progetti. Abbiate una volontà forte. La volontà di un giovane che vuole emergere, è il…

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Edizione Integrale del 20 Novembre 2019

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Concorso Vigili Urbani, dopo oltre 36 settimane ecco pubblicato l’elenco dei partecipanti

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Sono stati necessari ben 254 giorni, per pubblicare l’elenco dei partecipanti al concorso pubblico per l’assunzione di quindici agenti di Polizia Locale a tempo pieno ed indeterminato. Dalla lettura della Determina n.1396 del 09.11.2019, sono 134 i partecipanti ammessi, 2 con riserva ed 81 i non ammessi. Le cui domande, con la relativa documentazione, vengono trattenute dall’Ufficio Personale per i successivi adempimenti per le motivazioni dell’esclusione e per la restituzione agli interessati, ove richiesta. Dei partecipanti ammessi, 58 partecipano anche alla selezione di quattro vigili a part-time ed a tempo indeterminato. Nell’attesa che l’Ufficio preposto vagliasse le istanze pervenute, il solito ben informato ha provveduto a “diramare” l’elenco dei probabili vincitori, includendo oltre ai nomi dei vincitori, anche il legame di parentela con alcuni personaggi politici locali ed amministratori comunali. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per annunciare, senza tanti giri di parole, che all’orizzonte si profila l’ennesima presunta parentopoli. Da fonti abbastanza qualificate, per evitare un inquinamento di questo atteso concorso (che sembra cosa già fatta), l’elenco dei presunti vincitori è stato inviato, con tanto di lettera di accompagnamento, ad organismi investigativi sovra territoriali. Un modo semplice ed efficiente per evitare, che il delicato elenco finisca nelle mani di qualche illustro personaggio locale che da tempo, ormai, ha intessuto in modo trasversale importanti contatti, con chi dovrebbe garantire il rispetto delle leggi. Ma torniamo al concorso, che è aperto agli ex militari di leva che, a seguito della Determina di integrazione (del 3 settembre 2019), si sono visti ridurre i posti riservati agli ex militari da cinque a tre, facendo lievitare quelli per i civili da sei a dodici. Insomma un mistero destinato ovviamente a restare tale, visto e considerato che nel corso di questi anni, nonostante le tante denunce presentate da politici d’opposizione e non, nulla è mai successo. In quel misterioso elenco, che qualcuno da giorni sta cercando di rintracciare, figurano almeno otto nomi, accanto ai quali è stato scritto il grado di parentela con i “tutor” politici e non. Tra costoro c’è chi punta al raddoppio ed un altro addirittura punta al tris, proprio in virtù di un personale rapporto di comparaggio. Qualche mese fa, adducendo problemi di carattere logistico/amministrativo e per motivi di economicità, a distanza di appena 48 ore dalla pubblicazione del…

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Decadenza dalla carica del Consigliere Soriano: l’iter procedurale consiliare

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Era durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso che, nel corso del suo intervento, il Presidente Andrea Piatto accennava alla probabile decadenza del Consigliere di minoranza Giuseppe Benito Soriano (Pd), con avvio del procedimento di decadenza dalla carica di Consigliere, in quanto aveva fatto registrare 6 assenze consecutive in altrettante adunanze del Civico consesso, senza giustificati motivi. Ed alla prima utile, ossia alla settima, si doveva attivare detto procedimento. Consigliere che aveva 10 giorni di tempo, per produrre osservazioni, scritti difensivi, oppure per chiedere di essere sentito dal Consiglio comunale. Osservazioni che, qualora fossero state respinte, dopo 10 giorni il Consiglio comunale avrebbe potuto votare per la decadenza del suo membro. Nello specifico al Soriano erano contestate assenze, racchiuse in un periodo temporale, che va dal 25.02.2019 al 24.09.2019, “senza far pervenire alcuna giustificazione – precisa Piatto nella sua nota trasmessa al Sindaco, al Segretario generale ed ai Consiglieri – nei modi stabiliti dal Regolamento. Né risulta ai verbali approvati, che il Presidente del gruppo consiliare, a cui è iscritto, abbia effettuato motivata comunicazione giustificativa delle assenze in oggetto”. Dopo aver dato avviso dell’avvio del procedimento di decadenza dalla carica di Consigliere, la questione veniva affrontata durante il Consiglio comunale monotematico datato 18.11.2019. Nel frattempo il Consigliere Soriano aveva prodotto memorie giustificative citando, in particolar modo, situazioni afferenti il proprio stato di salute e la propria attività lavorativa. E, tra le osservazioni addotte, c’era anche quella, secondo la quale “nessuna norma stabilisce, che le assenze per mancato intervento dei Consiglieri nelle sedute del Consiglio comunale debbano essere giustificate preventivamente di volta in volta, potendo essere motivate successivamente anche dopo la notifica all’interessato della proposta di decadenza (sentenze Consiglio di Stato n.5277/2007 e Tar Calabria n.925/2018). E’ sufficiente che il Consigliere comunale presenti idonee giustificazioni alle sue assenze dalle sedute del Consiglio, rendendo illegittimo un eventuale provvedimento di decadenza a suo carico (sentenza Tar Liguria n.10019/2010). Inoltre – aggiungeva il 25enne esponente del Pd – le valutazioni mediche giustificative dell’assenza per motivi di salute, non sono suscettibili di sindacato (sentenza Consiglio di Stato n.4859/2008)”. Poi mercoledì 6 novembre passava a produrre osservazioni per ciascuna delle assenze contestate. E precisava: “La mia astensione dalle sedute del Consiglio comunale non può e non deve confondersi con una definitiva abdicazione del…

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