Terribile incidente sulla provinciale Caivano-Cancello: un morto e due feriti

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Un tragico incidente stradale funestava il nostro territorio lo scorso 9 dicembre. Teatro dello scontro era via Dei Normanni, trafficatissima arteria provinciale che collega Caivano con l’interporto di Marcianise e Maddaloni. Un tir, che era diretto verso il casertano, per cause in corso di accertamento, invadeva la carreggiata opposta, scontrandosi frontalmente con un camioncino, un Iveco bianco, diretto a Caivano. Il cui conducente, F.B.di 34 anni, originario di Arzano ma residente a Frattamaggiore, moriva sul colpo. Il giovane decedeva quasi subito dopo il violento scontro, che incastrava il camioncino nel guard rail, che delimita la carreggiata. L’altro passeggero del mezzo veniva ricoverato in ospedale, ma fortunatamente non in pericolo di vita. Anche il conducente dell’autoarticolato, un napoletano di 38 anni, doveva ricorrere alle cure dei sanitari all’ospedale Cardarelli di Napoli, ma veniva dimesso dopo qualche ora. Sul luogo dell’incidente intervenivano tre autoambulanze, i Vigili del Fuoco di Afragola, che dovevano tagliare le lamiere dei veicoli rimasti coinvolti nel sinistro stradale e liberare dal groviglio formatosi i malcapitati autisti ed i poliziotti municipali, che effettuavano i relativi rilievi ed ai quali venivano affidate le indagini dal Pubblico Ministero della Procura di Nola. Che disponeva il sequestro della salma, per i necessari esami autoptici. Pesantissime le conseguenze sul traffico veicolare, rimasto praticamente paralizzato dalle 8:00 circa del mattino fino alle prime ore del pomeriggio, ossia fino a quando non venivano portati via i due automezzi coinvolti. Purtroppo per l’austista del camioncino i medici e gli infermieri non potevano fare altro, che constatarne il decesso. La pioggia battente aveva trasformato l’arteria stradale in un fiume in piena, che ricopriva l’asfalto ed alcune buche ivi presenti. Il tir vuoto era da poco partito dal vicino deposito e doveva raggiungere il magazzino di una ditta specializzata nel commercio di parti di auto usate, mentre il camioncino trasportava dei pacchi da consegnare. Per cause ancora da accertare, all’improvviso la parte anteriore del tir si avvitava su se stessa ed invadeva l’altra corsia di marcia, proprio quando stava sopraggiungendo il camioncino. L’impatto era violentissimo ed il furgoncino veniva scaraventato e schiacciato sul guard rail. Non è da escludere, che l’autista dell’autoarticolato abbia perso il controllo del mezzo, urtando con la ruota anteriore un pesante palo di cemento, sul quale poggia una telecamera di sorveglianza in…

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Reagì al raid e sparò ai rapinatori, benzinaio condannato

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Reagì alla rapina, commerciante condannato. E’ quanto ha stabilito di recente il Gip del Tribunale di Nola, Sebastiano Napolitano, nei confronti di P.T., il 47enne che, a maggio dell’anno scorso, sparò contro un rapinatore rientrato nel bar del distributore di benzina di famiglia, per prendersi le sigarette, dopo aver depredato il locale dei soldi. L’uomo, che porta avanti l’attività insieme ai suoi familiari, è stato ritenuto responsabile in primo grado di tentato omicidio. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, ha rimediato 3 anni e 9 mesi, una pena decisamente inferiore, rispetto alla richiesta del Pubblico Ministero, che si era espresso per i 7 anni di reclusione. Accolte in pieno, nello specifico, le argomentazioni giuridiche sostenute nella tesi difensiva dal legale di fiducia dell’imputato, l’avvocato Rosa Montesarchio. Il giudice, infatti, gli ha riconosciuto le attenuanti generiche, derivanti sia dall’essere un incensurato, che dallo stato di ira provocato da fatto ingiusto altrui, cioè l’aver subito una rapina. Il 47enne espierà la pena in affidamento, in virtù della sospensione dell’ordine di carcerazione. La contestazione arrivò dopo la visione delle telecamere di sorveglianza da parte delle Forze dell’Ordine intervenute sul posto per i rilievi del caso nei momenti successivi al raid. Due soggetti giunsero nell’area di servizio di via Sannereto a bordo di un’utilitaria: uno fece irruzione nel locale e, minacciando il barista con una pistola, portò via la cassa contenente 30 euro, oltre alla fede di un dipendente. Un magro bottino che lo portò a rientrare con la pretesa di portarsi via anche le sigarette. A questo punto scattò la reazione del commerciante, che fece fuoco diverse volte contro il rapinatore il quale, per fortuna, non venne colpito e scappò, lasciando cadere a terra la sua pistola. I due uomini ritenuti gli autori di quella rapina, entrambi di Afragola, sono già stati condannati a 3 anni e 6 mesi a testa in Appello.  

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Assolti dall’accusa di tentata estorsione nei confronti di un avvocato

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Era il quotidiano ‘Roma’, in data 18.12.2020, in un articolo a firma del collega Nino Pannella, ad informarci in merito ad una vicenda, che aveva suscitato anche una partecipazione emotiva in città. Ecco di seguito il testo. “Si conclude con quattro assoluzioni piene il processo per tentata estorsione nei confronti di Pasquale, Nicola e Vincenzo Puopolo e di Ferdinando Sena. I primi tre, rispettivamente padre e figli, erano stati accusati di essere i mandanti di due atti intimidatori, avvenuti nei confronti dell’avvocato Antonella Celardo. Sena, invece, era stato ritenuto l’esecutore materiale degli atti di violenza, avvenuti tra ottobre e novembre del 2018, ovvero l’incendio della porta d’ingresso dell’avvocato e l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco contro la stessa abitazione. La storia aveva suscitato un grande clamore in città e le indagini della Squadra Mobile di Napoli e della Polizia di Stato di Acerra, diretta in quel periodo dal Primo Dirigente Antonio Galante, avevano portato all’arresto dei quattro, che hanno scontato 20 mesi di reclusione, prima di essere completamente scagionati con formula piena. Secondo le prime inchieste, era sembrato che i Puopolo avessero chiesto e commissionato al Sena atti di violenza in virtù di una richiesta di pagamento dell’avvocato Celardo, in seguito ad alcune azioni legali intraprese per loro conto. Una cifra che si aggirava sui 30 mila euro che però i Puopolo, sempre secondo l’accusa, non avevano intenzione di pagare. Dato poi ritenuto dai giudici del tutto falso. L’assoluzione dei quattro è stata sicuramente un successo sia per gli imputati, sia per i legali. L’avvocato Giovanni Bianco, che difendeva i quattro ed il penalista Giuseppe Forni, che codifendeva il Sena, hanno praticamente smontato punto dopo punto le motivazioni dell’accusa, dimostrando che anche questa presunta richiesta di denaro, da cui sarebbe nato tutto, in realtà non c’è mai stata”.

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Rinvenuto tra Acerra ed Afragola un altro cimitero delle auto rubate

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Cimiteri di auto rubate, poi ribaltate, smontate ed infine incendiate sul posto, tra le abitazioni ed i terreni agricoli, ma anche tra rifiuti illecitamente abbandonati, su di un ponticello di scavalco dei Regi Lagni. L’allarme veniva di nuovo lanciato, nei giorni scorsi, dalle Guardie Ambientali WWF, che segnalavano l’ennesima base di ladri d’auto e scaricatori senza scrupoli installata già da tempo immemore tra i terreni compresi tra Afragola ed Acerra, in una traversa sterrata di via Volturno, a poche centinaia di metri dal popoloso e periferico quartiere Gescal. Dopo la segnalazione intervenivano gli agenti della Polizia di Stato. A testimoniare lo scarso controllo del territorio da parte del personale della Polizia Municipale e delle altre Forze dell’Ordine, sono le immagini del cimitero di auto ed amianto fatte girare sui social. “E’ una delle tante basi utilizzate dagli scaricatori abusivi e dai ladri di auto per i cosiddetti cavalli di ritorno – spiegava Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista locale – anche se altre se ne possono trovare in località Lenza-Schiavone. I delinquenti vi parcheggiano le vetture rubate sia provvisoriamente, cioè in attesa di riportarle ai proprietari previo pagamento di un riscatto, sia per smontarle, allo scopo di alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. Quelle interamente smontate vengono date alle fiamme. Ogni incendio forma un rogo tossico terribile, in mezzo ai campi coltivati e a pochi passi dai centri abitati”. Il cimitero delle auto di via Volturno è raggiungibile anche dalle rotonde di via Cinquevie, nel territorio di Afragola. Qui erano stati installati degli ostacoli di cemento armato, per impedirne l’accesso. Ma i criminali hanno rimosso le barriere. Per agire indisturbati hanno piazzato di traverso sul sentiero un’auto sollevata su di un lato, allo scopo di limitare la visibilità e di rendere difficile il transito. Qui gli scaricatori abusivi hanno anche smaltito intere lastre di eternit. La base dei delinquenti è facilmente raggiungibile anche da Acerra. Il ponticello, sul quale sono state piazzate e poi incendiate le vetture rubate, si trova sulla linea di confine tra i due Comuni. “La legge regionale sulle Gav, le Guardie Ambientali Volontarie – dice il Consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – va ampliata, per avere più uomini in campo contro chi devasta la nostra terra. Non bastano le risorse messe in campo…

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Dall’albero da frutto alla marmellata, il laboratorio green degli alunni del Secondo Circolo didattico

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Dall’albero al frutto, fino al recupero del rifiuto organico. E’ il laboratorio verde open air, realizzato al Secondo Circolo didattico “don Peppe Diana”. Nell’orto, con tanto di prodotti bio e piante da frutto, è stata creata anche un’aula all’aperto con banchi disposti, in modo da favorire meglio i processi di apprendimento sul ciclo stagionale delle piante. Il progetto è stato finanziato con i fondi del Bando “Ecoscuola”, resi disponibili dalle restituzioni volontarie delle indennità dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Si tratta di 10 mila euro, che hanno consentito il recupero di un’area interna al plesso scolastico di via Dei Mille, abbandonata da anni e l’acquisto di 15 essenze arboree. Un recupero verde a scopo didattico, che si è arricchito anche di tre alberi di agrumi donati dall’associazione “Premio Green Care”. Ma non è tutto: i bambini impareranno anche a produrre dai rifiuti organici, attraverso una compostiera, il compost da utilizzare come concime. “Il percorso inaugurato dalla Dirigente scolastica, Rosaria Coronella, per diffondere e sensibilizzare sulle tematiche green e sui temi della cultura ambientale attraverso l’agricoltura sostenibile e la merenda a chilometri zero, ci rende veramente entusiasti” – spiegano dall’associazione “Green Care”, fondata da Benedetta De Falco. La “don Peppe Diana” è stata così iscritta, a pieno titolo, alla quarta edizione del premio promosso dall’associazione ambientalista napoletana, che ha visto tra i vincitori fuori concorso nel 2016 anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Green Care school è la sezione del premio dedicata alle scuole primarie delle aree metropolitane di Napoli e Caserta, che si impegnano nella tutela e nel recupero del verde perduto. Quest’anno, sempre nell’ambito della manifestazione, sono state distribuite gratuitamente agli alunni delle primarie 4 mila copie della fiaba “La vita segreta del Bosco di Capodimonte”, illustrata da Cecilia Latella con alcune tavole disegnate dall’alunna dodicenne Caterina Coppola. “La riqualificazione dell’area dismessa e la piantumazione, l’ampliamento ulteriore di un orto didattico e la creazione di un’aula all’aperto diventano, di fatto, un laboratorio green permanente, in cui gli alunni possono svolgere attività didattiche, manipolative e ricreative, a stretto contatto con la natura” – spiega raggiante la Dirigente Coronella. E lo scorso 30 novembre, in occasione dell’ingresso per il primo giorno in presenza dei bambini della scuola dell’infanzia, si facevano le prove generali, di quello che…

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Nella Giornata del Ringraziamento il Vescovo parla di Acerra e della sua vocazione agricola saccheggiata

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La Chiesa di Acerra ha celebrato, nella seconda domenica di novembre, la “Giornata Nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra”. Nel 2020 la tradizionale iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, è giunta alla 70° edizione. Ad Acerra si è scelto un luogo simbolo, per ripercorrere il lungo cammino di vicinanza al mondo dell’agricoltura: la Chiesa di Maria del Suffragio, nella storica piazza Castello, un tempo teatro della compravendita di prodotti della terra, dove giungevano dalle campagne i carri agricoli, trainati da mucche, cavalli ed asini con il loro carico di prodotti. Ognuno per dimensioni e peso trasportato in relazione alla forza motrice disponibile. E’ qui che il Vescovo Antonio Di Donna, sensibile ogni anno a questa ricorrenza, ha presieduto lo scorso 8 novembre alla messa, durante la quale sono stati offerti i frutti della terra. Commentando il Vangelo di Matteo (le parabole sulle ultime realtà), monsignor Di Donna ha indicato nella ‘vigilanza’ e nella ‘responsabilità’ le parole chiavi, per non correre il rischio che, alla venuta del Signore la nostra vita appaia un ‘fallimento’. Il Vescovo ha messo in guardia dal rischio di credere, che lo Sposo non torni, perché ‘le nozze si faranno’ e molti potrebbero non essere ‘pronti’, perché tratti in inganno dal suo ‘ritardo’. Tra i doni di Dio che siamo chiamati ad amministrare con saggezza, c’è la Terra con i suoi frutti. E la Giornata del Ringraziamento “è, ogni anno, un’occasione per riflettere sulla nostra responsabilità sulla cura di quella, che Papa Francesco chiama la Casa comune”. “La Terra ci precede – ha proseguito ancora il Vescovo – ma noi ci siamo comportati, come se le nozze fossero state abolite. E l’abbiamo resa un deserto”. Eppure lo sposo “tornerà e ci chiederà conto, di come avremo custodito il giardino!”. Per Di Donna sono tre le fasi degli anni ’70 ad oggi, in cui “ad Acerra abbiamo saccheggiato la Terra. La prima, quando i contadini hanno abbandonato i campi, attratti dal miraggio del posto fisso. La seconda, la stagione delle permute, quando sorgevano i nuovi quartieri alla periferia della città ed i contadini vendevano le proprie terre in cambio di appartamenti. La terza, la più recente, quella dell’interramento dei rifiuti tossici e nocivi e quella dei roghi”. Il Vescovo ha commentato poi il bellissimo…

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Edizione integrale dell’8 Dicembre 2020

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Riecco notificata la tassa del Consorzio di Bonifica ai non ‘allacciati’ alla condotta fognaria

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Ancora riflettori puntati sulla tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di cui ci siamo occupati anche sullo scorso numero, quando abbiamo riferito della Delibera n.105 del 4.11.2020, con la quale la Giunta, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha proposto al Consiglio comunale di votare tale atto amministrativo, con il quale approvare lo schema di convenzione, da stipulare col suddetto Consorzio al quale il Comune, per le annualità 2008-2016, deve versare la ‘modica somma’ di 710 mila euro!! E ciò, nonostante che lo stesso proponente la Delibera (unitamente al Dirigente ai Servizi Finanziari, Gennaro Cascone), ossia il Dirigente ai Lavori Pubblici, Giovanni Soria, abbia attestato per iscritto, che “agli atti, non risultano documentazione di opere effettuate sul territorio comunale da parte del Consorzio di Bonifica del bacino dal 2010 al 2018”!! Delibera poi posta all’ordine del giorno del Civico consesso di giovedì 3 dicembre e di cui riferiamo nell’articolo successivo. Un balzello iniquo che adesso torna prepotentemente alla ribalta, perché è da alcuni giorni, che stanno arrivando agli Acerrani gli avvisi di notifica relativi alla contestata tassa per il 2020, ossia per l’anno in corso, riferiti non solo ai terreni, ma anche ai fabbricati e maggiorati dell’importo relativo alle spese di notifica e pari a ben 12,09 euro!! Inutile sottolineare che tali avvisi, non specificano i servizi erogati dal Consorzio. Pertanto ai contribuenti non è dato sapere cosa stanno pagando. Contrariamente, invece, a quanto avviene per l’avviso di pagamento del canone idrico inviato dalla Scpa Acquedotti, sul quale sono distinti i vari servizi erogati dalla società e per i quali è richiesta la corresponsione della somma. In particolare occorre ricordare che, a novembre del 2018 l’attuale primo cittadino aveva anticipato, confermandolo poi a febbraio del 2019, che i cittadini di Acerra non avrebbero più pagato l’odiata tassa, proprio a partire da tale anno. Una comunicazione divulgata ai cittadini-contribuenti con tanto di manifesto colorato ed anche attraverso i social. Era la risposta tanto attesa dai “tartassati”, che da anni si chiedevano il perché di quest’imposta. Allora festeggiarono anche i comitati di quartiere che, nel tempo, avevano manifestato e raccolto firme, per abolire il tributo. Anche se, a dire il vero, la fascia tricolore si era impegnato oltre 6 anni prima, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.3…

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Consorzio di Bonifica, il Consigliere Auriemma chiede la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti

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Il Consiglio comunale dello scorso 3 dicembre, convocato a porte chiuse ed in diretta streaming, tra i punti all’ordine del giorno aveva anche la Delibera n.105 del 4.11.2020, con la quale la Giunta, capeggiata dal sindaco Lettieri, proponeva al Civico consesso di votare tale atto amministrativo, con il quale approvare lo schema di convenzione, da stipulare col Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno al quale il Comune, per le annualità 2008-2016, deve versare una somma pari a 710 mila euro!! E ciò, nonostante che lo stesso proponente la Delibera (unitamente al Dirigente ai Servizi Finanziari, Gennaro Cascone), ossia il Dirigente ai Lavori Pubblici, Giovanni Soria, abbia attestato per iscritto, che “agli atti, non risultano documentazione di opere effettuate sul territorio comunale da parte del Consorzio di Bonifica del Bacino dal 2010 al 2018”!! Alla fine la Delibera otteneva 13 voti favorevoli, in quanto votata da: Lettieri, Andrea Piatto, Gallo Aquilino, Giuseppe Tufano, Francesca La Montagna, Vincenzo Piscitelli, Giovanna Ottaviano, Nicola D’Onofrio, Filippo Di Marco, Elisabetta De Rosa, Pino Puopolo, Domenico Tardi e Salvatore Di Balsamo. E 2 voti contrari: Carmela Auriemma e Domenico Zito. Astenuta Paola Montesarchio. Il sindaco, nel suo intervento sottolineava, in particolare, che “grazie al lavoro svolto dai vari uffici comunali ed agli incontri avuti col Consorzio, era stata ottenuta una dilazione della somma da versare ed uno scorporo delle somme dei lavori effettuati dal Comune, ma che competevano al Consorzio. Inoltre si è stabilito, quali attività dovrà ora svolgere detto Consorzio e la somma da transigere, che tiene conto anche di quella parte del territorio servita dalla rete fognaria, come recita la legge. Un contenzioso importante, che poteva avere grosse conseguenze per l’Ente comunale”. Ed è proprio da questo punto, che partiva l’intervento puntuale e “rivelatore” del Consigliere Carmela Auriemma che, in sintesi, diceva: “Datosi che i giudici della Commissione Tributaria non hanno mai voluto dirimere la questione, dicendo che essa fosse di competenza del giudice ordinario, come confermato poi anche dalla Cassazione; datosi che il Comune non ha mai pagato questo tributo, neanche per gli anni 2017 e 2018, visto che l’utilizzo dei canali di scolo di proprietà regionale era un accordo, che intercorreva tra privati, ossia tra il Consorzio di Bonifica ed il Comune di Acerra, come precisato dalla stessa…

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Cosap: il sindaco risponde all’interrogazione del Consigliere Auriemma

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Altro punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale dello scorso 3 dicembre era l’interrogazione, con risposta in aula, avanzata al Sindaco Lettieri dal Consigliere comunale Carmela Auriemma in data 10.11.2020 ed avente ad oggetto l’invio della Cosap (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) ai titolari degli esercizi commerciali. La stessa professionista aveva scritto che, da alcuni giorni, viene notificato il canone ai titolari degli esercizi commerciali ed alla cui corresponsione, per effetto del Decreto ‘Rilancio’, erano stati esonerati nel periodo I maggio-31 ottobre 2020. Ebbene, nonostante che il Governo abbia già erogato al Comune 500 mila euro, come misura a supporto degli Enti, per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria l’amministrazione comunale, con molte attività commerciali in grossa difficoltà ed alle prese con fitti, costi di sanificazione, utenze e tasse varie da pagare, aveva chiesto loro di pagare tale tributo. “Tralasciando tutti i tecnicismi ed i Decreti, che ho citato nell’interrogazione con risposta in Consiglio comunale, che ho trasmesso al Sindaco ed alla quale dovrà dare riscontro, preciso che per il tributo Cosap il Dl.n.34/2020 ha previsto l’istituzione presso il Ministero dell’Interno di un Fondo di 3,5 miliardi di euro, da ripartire tra Comuni, Province e Città metropolitane, come misura a supporto degli Enti, per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria. Il Viminale ha individuato i criteri e le modalità di riparto tra gli Enti, tenuto conto delle minori entrate che verranno registrate dagli stessi. Con il Decreto “Agosto” – prosegue Auriemma – il Governo ha esteso l’esonero della Cosap fino al 31 dicembre 2020, prevedendo ulteriori risorse per il fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali. Al Comune di Acerra spettano, di questo fondo, la quota pari ad euro 1.218.749,21. In data 28.05.2020 sono stati erogati al Comune 478.300,74 euro, come anticipo della quota di fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali. In data 30.07.2020 sono stati poi erogati ulteriori 21.569,49 euro come fondo ristoro ai Comuni per minore entrata Tosap. E sono previsti ulteriori fondi. Inoltre, con la Delibera di Consiglio comunale n.22 dell’8 luglio scorso, avente ad oggetto quella di Giunta n.54 del 15.06.2020 e relativa all’’Emergenza epidemiologica da Covid 19 – Disposizioni di deroga in via eccezionale e temporanea per l’occupazione di suolo pubblico. Proposta al Consiglio”, il Civico consesso approvò l’esonero del pagamento del…

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