Immobili abusivi di proprietà comunale occupati: a breve la demolizione dei sottotetti di via Calzolaio?

Sembra essere giunta al capolinea la vicenda relativa all’immobile di via Calzolaio, che dal dicembre del 2017, “ospita” una ventina di occupanti abusivi, che occuparono arbitrariamente con persone e cose alcuni locali del palazzo, così come accertato dagli agenti del Comando di Polizia Municipale e del Commissariato della Polizia di Stato.

Nello specifico furono 13 le persone indagate in stato di libertà, in quanto ritenute responsabili di occupazione di immobili di proprietà del Comune. Fabbricato al cui piano terra vi sono dei locali che, di volta in volta, venivano locati ad attività commerciali, mentre dal primo all’ultimo piano ci sono degli uffici. All’ultimo piano vi sono dei sottotetti, un tempo adibiti ad uffici e che risultarono abusivi.

Infatti a luglio del 2013 i poliziotti municipali, unitamente ad un tecnico comunale, effettuarono un accertamento urbanistico-edilizio, in esito al quale si constatò che presso il piano sottotetto, assentito per sei unità destinate a sottotetti praticabili ma non abitabili, erano state eseguite opere edilizie, che li avevano trasformati in sei unità abitative, prive però del prescritto titolo abilitativo.

Da qui poi scaturì una dettagliata informativa di reato con allegato rilievo fotografico, trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola. Anche se tali unità abitative non furono sottoposte a sequestro, proprio perché occupate da cose e da persone.

E proprietarie di tutte le unità abitative e non, site ai diversi piani, risultavano (almeno sino al 21.11.2013, data di emissione dell’Ordinanza dirigenziale n.113 di demolizione delle opere abusive e ripristino dei luoghi, da effettuarsi entro 90 giorni dalla notifica dell’atto), le consorti dei fratelli Pellini. I cui nominativi sono riportati nell’atto amministrativo redatto in merito il 9 novembre scorso.

A marzo del 2014 fu accertata dai caschi bianchi l’inottemperanza all’Ordinanza di demolizione delle opere abusive accertate nella suddetta circostanza e, successivamente, in data 29.07.2014, furono adottati i consequenziali provvedimenti di acquisizione al Patrimonio Comunale e trascrizione nel registro degli immobili del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere).

Ma, nel frattempo, anche questa parte del fabbricato è stata occupata abusivamente dalle suddette famiglie, nei confronti delle quali il Comune, attraverso l’Ordinanza dirigenziale n.90 del 03.12.2018 e notificata agli interessati 48 ore fa, ha ordinato lo sgombero forzato ad horas delle cose e delle persone.

Al di là del fatto, che i tanti controlli edilizi effettuati negli anni dagli organi di controllo, hanno fatto emergere che l’intero fabbricato è stato oggetto di un incremento volumetrico eccedente la volumetria ammissibile del lotto e che le opere edilizie abusive accertate, quindi, insistono in ogni piano dell’immobile adesso, ciò che qui interessa, è la relazione istruttoria della Delibera di Giunta comunale n.156 del 09.11.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri.

Dalla quale si evince, che “non vi sono particolari e rilevanti interessi pubblici per la conservazione della suddetta opera, né c’è una deliberazione consiliare, che dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici”. Pertanto adesso la demolizione deve avvenire a cura del Comune, in base all’art.41 del DPR 380/2001, che procederà in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente comunale sarà addebitata ai responsabili dell’abuso.

E l’Ufficio Abusivismo del Comune ha trasmesso il progetto di demolizione del fabbricato in questione, che ammonta ad una somma complessiva pari a 8.500,00 euro, che sarà garantita tramite l’accesso al fondo per le demolizioni delle opere abusive, istituito presso la gestione separata della Cassa Deposito e Prestiti.

La Giunta comunale, dunque, approvava la perizia di stima con il relativo quadro economico, mentre il Dirigente dell’area Affari Legali e Contenzioso doveva provvedere a recuperare le somme in danno ai responsabili dell’abuso.

Invero manca ancora all’appello la Determina dirigenziale, con cui va indetta la gara, da aggiudicare con il criterio del minor prezzo, per affidare i lavori di demolizione del manufatto.

Che era tornato alla ribalta ad aprile scorso quando le Forze dell’Ordine, durante l’ennesimo controllo, avevano accertato che una delle unità abitative, occupata da un 62enne del posto e da una 46enne originaria dei paesi dell’Est, era stata occupata da una signora del luogo di 31 anni e dal suo convivente, di quattro anni più grande, il quale dichiarava di aver anch’egli occupato l’immobile, per destinarlo a dimora del suo nucleo familiare e della sua convivente.

E che non avrebbe lasciato la struttura, in quanto non aveva un altro alloggio, in cui trasferirsi.

 

J.F.

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Bene l’Ordinanza sindacale, ma il pericolo per la pubblica e privata incolumità persiste

Un’Ordinanza contingibile ed urgente (la numero 50) di messa in sicurezza dell’edificio, sito a via Conte di Acerra, veniva emessa dal Sindaco Lettieri in data 14.11.2018. Infatti, a seguito di un sopralluogo effettuato in pari data da un tecnico comunale, questi rilevava la caduta parziale di pezzi di tavelloni e di intonaco dall’estradosso del balcone dell’immobile al primo piano.

E considerata la persistenza del pericolo di ulteriori probabili distacchi di pezzi del suddetto materiale edile, ne concludeva che si rendeva necessaria l’emissione di un’Ordinanza sindacale per l’esecuzione dei lavori, atti ad eliminare lo stato di pericolo.

Si procedeva, quindi, ad individuare i proprietari dell’immobile e a notificargli la sopra citata ordinanza, a seguito della quale essi dovevano provvedere, ad horas, all’eliminazione del pericolo per la pubblica e privata incolumità entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla data di notifica dell’atto (notificato agli interessati il 21 novembre scorso), con l’obbligo di presentare al RUP, il Dirigente comunale Salvatore Pallara, certificazione sottoscritta da idoneo professionista, attestante l’eliminazione del pericolo e l’avvenuto ripristino delle condizioni di sicurezza.

Ma anche di provvedere all’esecuzione di tutte le opere di restauro e di tutti i luoghi soggetti a criticità. Incaricato dell’esecuzione dell’Ordinanza è il Comando della Polizia Municipale. Adesso spazio a qualche riflessione.

Infatti per molte settimane, proprio per la presenza dei suddetti pericoli per la pubblica e privata incolumità, il Comune aveva transennato l’area “incriminata”, con l’apposizione di transenne. Adesso, invece, che il pericolo persiste, non solo l’Ordinanza sindacale non ha obbligato i proprietari del manufatto, ad apporre le transenne.

Ma quantunque siano adesso essi i responsabili di eventuali danni a cose e persone, al di sotto del balcone si può tranquillamente sostare o transitare!!

Allora occorre prima registrare qualche decesso o qualche ferimento, prima che l’area di pericolo venga transennata, anche dal Comune? Ed i poliziotti municipali, diretti egregiamente dal Comandante Felice D’Andrea, hanno svolto le proprie e dovute funzioni di controllo, relazionando in merito?

 

Joseph Fontano      

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Opere edili abusive: a breve la demolizione dell’immobile di via Traetta?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire.

Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente.

A tal proposito non sfuggì a questa sorte una costruzione, sita a via Traetta, riconducibile a due coniugi del posto, rispettivamente di 62 anni (lui) e di 54 anni (lei), in fase di realizzazione ma con opere realizzate in assenza del permesso di costruire, come accertato ed attestato dall’allora personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato nel 2005, con relativa produzione di un rilievo fotografico.

L’immobile, per civile abitazione, fu sottoposto a sequestro e fu poi interessato dall’Ordinanza di demolizione n.53, notificata a settembre dello stesso anno ai proprietari, che non hanno mai ottemperato alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, come accertato nel mese di settembre dello stesso anno dalla Polizia Locale, né ripristinarono lo stato dei luoghi.

A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, a cui era seguita la n.69 del 12.12.2006, poiché i caschi bianchi avevano accertato, in ben due occasioni, reiterate violazioni di sigilli, con provvedimento n.55 del 07.05.2017 le opere oggetto delle Ordinanze di demolizione furono acquisite a patrimonio comunale. Immobile abusivo di forma rettangolare, composto da un piano terra e da un solaio di copertura per metà realizzato (poi in seguito completato e coperto con lamiere e travi in legno), tramezzature interne realizzate con muratura di tufo, da cui furono ricavati 10 ambienti, in due dei quali furono apposti pavimenti ed infissi ai vani interni ed esterni ed apposizioni di cancelli e portoncini in ferro.

In un altro ambiente c’era anche un letto in ottone con materasso e sedie. Rinvenuti all’esterno materiali vari da costruzioni ed attrezzature edili, quali una molazza, scanni in ferro, blocchi di laterizi con una betoniera, carriole, tavole per ponteggio ecc. oltre ad opere di finitura, quali intonaco, pavimenti, rivestimenti, con tinteggiatura interna ed infissi esterni ed interni.

Del tutto fu redatto anche un rilievo fotografico, attestante lo stato dei luoghi dell’immobile ed una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente. Inoltre le operazioni di polizia giudiziaria venivano effettuate alla presenza e con la continua assistenza dei due coniugi.

E, come si evince dalla relazione istruttoria della Delibera di Giunta comunale n.143 del 10.10.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri, “non vi sono particolari e rilevanti interessi pubblici per la conservazione della suddetta opera, né c’è una deliberazione consiliare, che dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici”. Pertanto adesso la demolizione deve avvenire a cura del Comune, in base all’art.41 del DPR 380/2001, che procederà in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente comunale sarà addebitata ai responsabili dell’abuso.

E l’Ufficio Abusivismo del Comune ha trasmesso il progetto di demolizione del fabbricato in questione, che ammonta ad una somma complessiva pari a 45.000,00 euro, che sarà garantita tramite l’accesso al fondo per le demolizioni delle opere abusive, istituito presso la gestione separata della Cassa Deposito e Prestiti.

La Giunta comunale, dunque, approvava la perizia di stima con il relativo quadro economico, mentre il Dirigente dell’area Affari Legali e Contenzioso doveva provvedere a recuperare le somme in danno ai responsabili dell’abuso.

Invero manca ancora all’appello la Determina dirigenziale, con cui va indetta la gara, da aggiudicare con il criterio del minor prezzo, per affidare i lavori di demolizione del manufatto.

A meno che non subentri una novità, ossia che la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli accolga un’eventuale richiesta di autodemolizione inoltrata alla stessa dai proprietari dell’immobile, concedendo ai due un termine, per iniziare e completare i lavori di abbattimento dalla data di notifica del provvedimento.

 

Joseph Fontano

 

 

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Utilizzavano gas da riscaldamento per rifornire le auto di gpl: 3 denunciati e deposito sequestrato

Bloccato, nei giorni scorsi, un vero e proprio traffico di gas illegale. Gas per il riscaldamento che, con un’aliquota d’imposta più bassa, veniva utilizzato per rifornire autovetture.

A scoprire il raggiro erano i Militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Napoli, che sequestravano un deposito di gpl ad Acerra, un distributore di carburanti, un’autocisterna ed oltre 40 mila litri di gpl pronto, potenzialmente, ad essere immesso in consumo nel parallelo mercato evasivo, mentre tre persone di origini partenopee venivano denunciate a piede libero alla Procura della Repubblica di Nola per reati fiscali.

Il prodotto energetico, che scontava un’aliquota d’imposta agevolata, in quanto destinato all’uso domestico, veniva regolarmente “dirottato” verso distributori stradali compiacenti, che lo rivendevano ad un prezzo maggiorato, intascando così la differenza su migliaia di chilogrammi erogati alla pompa. Gpl trasformatosi, di fatto, in carburante per auto. Un sistema ingegnoso, che comunque non era passato inosservato all’occhio esperto dei baschi verdi.

Le Fiamme Gialle avevano seguito un’autocisterna che, uscita da un deposito commerciale di gpl, autorizzato unicamente a rifornire potenziali clienti di prodotto per uso domestico, dopo un breve tragitto, riforniva un distributore stradale di gpl autorizzato, invece, a ricevere il classico propellente ad uso autotrazione.

I Militari subito intervenuti bloccavano l’illecito traffico, constatando l’assenza della documentazione a supporto del carico in “nero”, sottratto al pagamento dell’accisa.

Allo scopo di rendere meno agevole l’operato degli investigatori e di rendere irrintracciabili gli scarichi di contrabbando, le obbligatorie registrazioni in contabilità erano aggiornate a diversi mesi prima.

L’attività posta in essere testimonia l’impegno esercitato dalla Guardia di Finanza di Napoli sul territorio nel contrasto agli illeciti nel settore delle accise, finalizzato alla tutela del lecito commercio di carburante e, nel contempo, alla salvaguardia del consumatore finale.

 

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Lo studio legale Sparviero annuncia il suo ingresso nelle file del partito della “Lega con Salvini Premier”.

Dopo un’attenta ed accurata disamina della situazione politica in Italia e delle azioni portate avanti con determinazione e grinta dal suo leader, il Vicepresidente del Consiglio, nonché Ministro dell’Interno Matteo Salvini, siamo giunti alla conclusione che le nostre ideologie ed il nostro indirizzo politico-amministrativo coincidano in grandi e salienti punti.

Prima fra tutti quello di assicurare al popolo Italiano linee giuridico-politiche, per combattere con forza e determinazione corruzione ed illegalità che, da anni, attaccano l’Italia, provocando fenomeni, che creano nella concezione nazionale ed internazionale un senso di sfiducia, causa di problemi economici ed esistenziali. Fenomeni che si ripercuotono nella vita quotidiana, come avvenuto nel fallimento della Banca Etruria e di altri istituti di credito, dove un gran numero di persone hanno visto bruciare i risparmi di una vita e che sono costati agli Italiani un incremento del debito di circa 20 miliardi di euro.

Un secondo punto è rappresentato dal nuovo mercato della schiavitù, in cui persone spinte dalla speranza di un futuro migliore, affrontando lunghi viaggi sui gommoni, finivano nelle mani di uomini spietati, che hanno l’unico scopo di accaparrarsi i grossi guadagni ed in cui l’Europa, forte di accordi sottoscritti dal Governo Renzi, additava i porti italiani, come gli unici che dovevano accogliere questi sbarchi. Solo con una lotta ai tavoli europei, intrapresa dal Ministro Salvini e da altri componenti del nuovo Governo, si è riusciti ad ottenere la dislocazione in altri porti di numerosi sbarchi.

Il nostro studio ha avuto la fortuna di ammirare uomini come il leader della Lega, recarsi ai tavoli di Bruxelles e lottare contro un regime bancario, che negli ultimi anni ha ridotto il popolo europeo in ginocchio, utilizzando esclusivamente ideologie liberali-finanziarie che, dietro al ricatto dello spread, gestivano coercitivamente le manovre finanziarie degli ultimi anni dell’Italia e degli altri Paesi comunitari. Grazie all’alleanza avvenuta con il M5S, la Lega ha intrapreso un cambiamento delle linee politiche del nostro Governo, dove al centro viene messo il Popolo Italiano.

Alla base di ogni decisione e manovra vi è il “Populismo”, termine coniato per evidenziare l’incapacità di tutti i suoi esponenti di amministrare l’Italia. Che invece noi interpretiamo come vero principio della Carta Costituzionale, in cui il Popolo è il vero detentore della sovranità ed i suoi interessi hanno la priorità su ogni altro.

La forza di questa politica è l’inversione di tendenza, che ha fatto preoccupare i potenti che, per anni, hanno governato il nostro Paese, riducendolo in ginocchio e portando la disoccupazione al 40% e, nello specifico, il tasso di disoccupazione giovanile al 60%, costringendo tantissimi giovani italiani, a lasciare la loro nazione, per cercare un futuro all’estero.

Situazione che, nell’immediato, è stata affrontata con una forte spesa corrente nella Legge di Bilancio, costituita da ammortizzatori sociali, quali il reddito di cittadinanza e la quota 100 che la Lega, grazie ad un contratto di governo sottoscritto con l’attuale partner politico, ha fatto proprie queste misure, nonostante non rientrassero nel proprio programma politico, evidenziando la sua primaria finalità, che è quella di tutelare gli interessi della gente.

Ciò ha esposto però il nuovo Governo alla forte resistenza di una casta, che esercita un terrorismo mediatico, avvalendosi di giornali e tv per attaccarlo, al fine di provocare il prima possibile la sua caduta. Il nostro studio ha particolarmente apprezzato anche il “Decreto Sicurezza”, emblema della lotta di Salvini contro il fenomeno dell’immigrazione e dell’illegalità.

Alla luce di tutte queste considerazioni il nostro studio, sposando a pieno la linea politica ed amministrativa seguita dal partito politico “Lega con Salvini Premier”, si pone al servizio della gente, per accogliere e farsi portavoce dei bisogni e dei diritti di tutti. Spinti da un amore per la patria e sicuri che il nostro patrimonio ambientale, storico, economico ed artistico sia in gran parte inutilizzato, confidiamo nelle enormi capacità dell’Italia e degli Italiani. Viva l’Italia e gli Italiani!

 

Avv. Antonio Sparviero                                                            

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Mons.Di Donna: “Una giornata diocesana per le vittime innocenti dell’inquinamento”

Giovedì 29 novembre veniva celebrata la giornata di digiuno e di preghiera contro i roghi tossici e l’inquinamento. Problemi che, imperterriti, funestano l’hinterland napoletano e casertano.

Ad annunciarlo, qualche giorno prima, era stato il Vescovo di Acerra, Mons.Antonio Di Donna che, insieme ai Vescovi di Nola, Aversa e Caserta, erano fautori di un giorno memorabile, sia sotto il profilo civico che religioso. L’invito a digiunare e a pregare contro l’immobilismo della politica, di fronte alla piaga della contaminazione, che alimenta solo cancro e malattie è infatti, in qualche modo, un sistema alternativo di protestare, probabilmente efficace, tanto quanto quello del corteo di strada.

Tutto dipendeva però dalla dimensione e dalla maturità spirituale della popolazione, peraltro vessata e distratta non solo dai problemi dell’inquinamento, ma anche da quelli derivanti da una crisi economica che, nel napoletano in particolare, non molla la presa. Ma, nonostante ciò, la Cattedrale del Duomo era affollata da un discreto numero di fedeli.

“La Giornata di preghiera e di digiuno – dichiarava l’alto prelato – è in continuità con l’impegno delle Chiese campane intorno alla questione della custodia del Creato, che adesso riceve una maggiore recrudescenza in questi ultimi mesi, per la nuova tendenza di bruciare i siti di stoccaggio ufficiali, non discariche abusive. Di fronte a questi roghi tossici ci chiediamo, come mai non c’è mai stato un sistema di sorveglianza, trattandosi per l’appunto di siti ufficiali, tenuti da aziende in regola.

E ci è sembrato opportuno alzare la nostra voce, anche per non far calare i riflettori sulla nostra situazione, perché il rischio forte è quello della rassegnazione. Il nostro invito è a non lasciarsi mai andare – proseguiva il Vescovo – e spero che la Giornata sia solo l’inizio di un cammino comune delle quattro Diocesi. Noi Vescovi abbiamo già in programma incontri periodici, per monitorare la situazione”.

Oltre a ciò Di Donna chiariva che “per la Giornata di oggi abbiamo usato le armi che la Chiesa ha: la preghiera ed il digiuno come fatto penitenziale.

Sembrano armi deboli, ma sappiamo quanto possono la preghiera ed il digiuno, per convertire i cuori di questi sciagurati, che insistono nell’inquinare la nostra terra. Da luglio scorso sono già cinque o sei i siti di stoccaggio incendiati, con roghi che producono diossina.

La Giornata – aggiungeva – vuol essere anche un appello alle istituzioni, perché facciano più in fretta. Speriamo che si riprendano anche le vecchie battaglie e si facciano le bonifiche, che rimangono ancora un miraggio, nonostante precisi impegni assunti.

Poi bisogna riprendere in mano il registro dei tumori: qui si continua a morire. La Chiesa non agisce come un agente sociale in questo campo, ma perché ha compassione, di chi soffre. Solo la settimana scorsa ho celebrato il funerale di Alessia, una bambina di 11 anni”.

Mons.Di Donna anticipava anche che nella sua Diocesi, sta pensando “ad un libro bianco, per conservare la memoria di tutto ciò e di istituire una Giornata diocesana per le vittime innocenti dell’inquinamento ambientale. Non dimentichiamoci che non esiste una Terra dei Fuochi, ma esistono le Terre dei Fuochi”.

 

Maria Luigia Feldi

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Come si acquista una casa?

Acquistare casa non è una cosa semplice: il processo di vendita è lungo e le insidie sono nascoste un pò ovunque. Si inizia col cercare annunci di privati o di agenzie immobiliari, così d’impeto, credendo che basti scegliere tra le tante offerte ed il gioco è fatto.

Poi la ricerca comincia a rivelarsi una fonte di stress. Così decidiamo di vedere dal vivo qualche immobile e, nella foga magari pensare di aver trovato l’affare della nostra vita, ma non è così, la fretta non ci porterà nella giusta direzione e, per evitare inutili perdite di tempo, è giusto che tu ti ponga 3 domande: Conosco perfettamente il mio potenziale economico, specie se dovrò inoltrare in banca una richiesta di mutuo?

Conosco bene tutti i costi che questa operazione mi comporterà? Quali sono i criteri, per impostare la ricerca in modo produttivo? Prima di avviare appunto una ricerca, c’è bisogno di dare una risposta a tutti e tre i quesiti. Se solo uno di questi quesiti non possiede risposta, sappiate che state partendo col piede sbagliato. Bisogna avere consapevolezza della spesa reale, che si può affrontare ed avere ben chiari il proprio reddito e la capacità di risparmio attuale e futura.

Quanto posso spendere, significa calcolare il prezzo della casa e tutto quello che gira attorno all’acquisto e cioè: i costi fiscali, i costi di intermediazione, i costi per l’accensione di un mutuo, le spese notarili ed ovviamente il trasloco. Riassumendo: la consapevolezza del tuo budget ti farà orientare direttamente sulle case che tu puoi acquistare.

Così facendo, passerai a ricercare qualcosa di concreto e coerente con la tua forza economica. Mi raccomando amici, non sottovalutate mai i rischi nelle compravendite immobiliari ed attenzione sempre a non  improvvisarvi esperti. Affidatevi ad un professionista e state certi che una consulenza preventiva schiarirà i dubbi sul vostro progetto immobiliare e finanziario. Buona Casa a tutti, Ciao

Vincenzo Satriano

Contatti:  cell. 3661228255

Pagina facebook: La tua casa ad Acerra

Sito web: www.casapremium.info

Canale YouTube: agente immobiliare vincenzo satriano

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Edizione Integrale del 21 Novembre 2018

 

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Evviva la cultura: essa è un’oasi nel deserto dell’ignoranza

Tra gli obiettivi che persegue quest’amministrazione comunale, c’è anche quello di promuovere e di valorizzare la cultura locale (in qualsiasi modo essa si manifesti) e le risorse umane, che la preservano o che la promuovono. Un concetto ribadito anche in occasione dell’evento denominato “Gira-Castelli” (anche se qualcuno lo definì a mezzo manifesto “Gira-Tasche”), quando nel quartiere Madonnelle si esibirono noti artisti della canzone italiana.

Manifestazioni che avrebbero dovuto far apprezzare la nostra città e le sue peculiarità anche presso altri Comuni. Anche se, a stare in giro di sera, sembra che non sia andata proprio così. E non c’è cultura, se non la si trasmette e la si condivide con gli altri. E qual è, attualmente, l’edificio (tra l’altro ristrutturato e riqualificato), simbolo e volano della cultura locale, se non il Castello dei Conti?

Eppure alcuni che lo hanno visitato, si sono dovuti limitare alla passeggiata nel giardino e a visitare il Museo della Maschera di Pulcinella.

Infatti, se del Museo della Banda Musicale ormai non c’è più traccia; se la Biblioteca comunale è stata “esiliata” in periferia; se Luca oggi è diventato zio, mentre era un bambino, quando sentì parlare del Museo Archeologico, nel quale esporre i reperti di Suessola, anche il Museo della Civiltà Contadina è da tempo inaccessibile, perchè vi sono i lavori in corso.

Ma anche se voleste affidarvi alle viscere della terra per visitare, ad esempio, il Teatro Romano, che si trova al di sotto del Castello e le cui mura, con buona probabilità, risalgono al I secolo d.C. non è possibile, perché così sarebbe stato disposto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Ma se per tali realtà culturali (allo stato solo virtuali), potrebbe esservi a parziale scusante, quella della prossima trasmissione al Comune del Piano di sicurezza o di qualche altra autorizzazione, perché tra le scomparse eccellenti del suddetto Castello, dobbiamo annoverare anche la sede della Civica Scuola di Musica intitolata al Maestro “R.Sorrentino”?

Presso questa realtà si svolgevano, gratuitamente (grazie all’opera prestata volontariamente da alcuni docenti), o previo corresponsione di una somma simbolica mensile, corsi ed attività didattiche, per insegnare a tanti ragazzi a suonare uno strumento musicale. La qualcosa, in una realtà complessa come la nostra, può rappresentare per un giovane un’occasione in più, per intraprendere una carriera da musicista.

Oltre a ciò era un luogo, dove ci si incontrava e si familiarizzava, avviando nel solco della cultura molti rapporti umani.

Ebbene, dopo oltre un anno e mezzo, in un territorio dove di certo non mancano le strutture pubbliche e dove l’ultima tappa della sua diaspora la portò nell’ex carcere mandamentale, era così difficile trovare per detta scuola un luogo, in cui allocarla e proseguire l’insegnamento dell’arte della musica agli adolescenti, in attesa di ricollocarla tra le mura del Castello?

Attività che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe proseguita solo attraverso dei “contatti” mantenuti tra gli allievi ed i docenti. Allora chiudiamo, nella speranza che qualcuno non abbia imparato, che la cultura rende un popolo facile da governare, ma difficile da ridurre in schiavitù.

 

J.F.             

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I Roller container standard alle utenze non domestiche. Ma voi lo avete mai ricevuto?

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto.

Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune attrezzature, atte a prevenire la formazione dei rifiuti e/o prevederne il riutilizzo, che può rappresentare un’utile e semplice modalità attuativa dei principi di miglioramento della qualità della vita, finalizzata ad un sistema ecosostenibile.

Il riferimento è ai “Roller container standard”, ossia ai contenitori in ferro per la raccolta dei cartoni, in merito ai quali, il 16 maggio scorso, il Direttore responsabile di questa testata giornalistica, attraverso apposita nota protocollata, chiese al Dirigente del servizio Igiene Urbana M.Piscopo; all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi ed al Sindaco, ciascuno per le proprie competenze, di conoscere la denominazione delle utenze non domestiche e quella delle strade del territorio comunale, lungo le quali insistono, alle quali sono state consegnate le attrezzature denominate Roller dalla società Tekra.

Insomma, chiedeva di conoscere a quali attività commerciali la società salernitana aveva consegnato la suddetta attrezzatura, così come previsto dalla Determina dirigenziale n.292 del 25.02.2016, che è parte integrante del Capitolato Speciale d’Appalto e con la quale fu adottato il Piano Industriale della Raccolta Differenziata integrato del Piano di spazzamento stradale.

Al di là del fatto che alla nota dello scrivente non fu dato alcun riscontro (e non è la prima volta, visto che per gli organi istituzionali è sempre molto difficile, soddisfare determinate richieste) la stessa Piscopo, sei giorni dopo, scrisse al Comandante della Polizia Municipale, Felice D’Andrea ed alla società Tekra, sottoponendo alla loro attenzione il quesito ed aspettando riscontro alla sua nota.

Riscontro che, di certo, almeno fino al mese di giugno, non c’è mai stato. Tant’è vero che la Piscopo dovette ribadire, con apposita nota, che è onere della Polizia Municipale adempiere ai dovuti controlli, in merito all’espletamento del suddetto servizio, al fine di porre in essere le dovute attività tali, da non permettere alla ditta di trincerarsi dietro scuse o giochi di parole.

E chiedeva di nuovo, con la massima urgenza, al Comando della Polizia Municipale, di comunicarle, se fosse avvenuta o meno la consegna dei predetti Roller, con data e nominativo per ogni singola utenza. Allo stato attuale, non è dato sapere: se i Roller sono stati consegnati; quanti ne sono stati consegnati; a quale utenza non domestica; in quale data. Secondo il Capitolato d’Appalto, la ditta doveva consegnarne 84.

La società salernitana, invece, così come previsto dalla Relazione Tecnica Illustrativa, scrisse che ne avrebbe distribuito addirittura 100. Ma, ad oggi, chi realmente ha ricevuto il pratico e comodo contenitore per la raccolta dei cartoni? Mistero.

Oltre a ciò i caschi bianchi dovevano verificare anche che ai negozi no food, fosse assegnato 1 roller ogni 500 mq, fino ad un massimo di 4 roller, mentre a rivendite di beni alimentari, bar, pizzerie, ristoranti, negozi di piante e fiori e di frutta e verdura fosse assegnato 1 roller ogni 200 mq. E allora?

E già sullo scorso numero riferimmo (con tanto di articolo protocollato, come del resto questo, all’attenzione degli organi competenti), dei cestini per le deiezioni canine e dei cestini multiscomparto, che l’impresa salernitana deve installare sul nostro territorio, rispettivamente nel numero di 200 e di 1000.

Attrezzature per il corretto espletamento della raccolta differenziata ancora non fornite. Del tutto fu notiziato (come al solito) il Comando della Polizia Municipale per i dovuti controlli (!?).

Ebbene, ad oggi, se vi trovate in strada e dovete buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica o della carta, sapete cosa potete fare?  Trasformatevi in bidoni della monnezza e mettetevi i rifiuti in tasca!!

 

Joseph Fontano

 

 

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