Luminarie installate alla faccia delle normative sulla sicurezza

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(Articolo pubblicato in data 10.01.2011). E non ci resta, a questo punto, che evidenziare le anomalie e gli “attentati” alla sicurezza creati dalla ditta salernitana e di cui abbiamo redatto un dettagliato rilievo fotografico, anche su segnalazione di qualche addetto ai lavori. E lo facciamo, anche perché, a nostro avviso, era compito dell’Ufficio Tecnico comunale intervenire, per porre rimedio ai danni causati dall’impresa “cacciata”. Come già era evidente dalla foto pubblicata in precedenza si verificava, ad esempio, in alcuni tratti delle strade, in cui erano state sistemate le luminarie, che le stesse erano spente, mentre più avanti erano accese. L’indomani, invece, si verificava l’inverso. E la scritta auguri, spesso illeggibile (perché erano troppe le lampade, che la formavano, ad essere spente), all’inizio di C.so Italia non è stata mai accesa. Quindi molte lampade spente a danno dell’immagine coreografica. Eppure anticipatamente il Comune aveva versato all’Enel un importo pari a 3237,00 euro per la fornitura straordinaria di energia elettrica, per energizzare le luminarie. Pertanto non aveva più senso un altro punto dell’art.4 del Capitolato d’Appalto, in cui si parla di “assistenza tecnica tramite personale idoneo assicurata dalla ditta per un corretto funzionamento di tutti gli elementi installati lungo l’intero periodo e secondo gli orari fissati compresi gli interventi urgenti in caso di vari o altri problemi di qualsiasi tipo legati alla relativa installazione, in modo da garantire un continuo perfetto funzionamento degli stessi”. Venendo ad alcuni aspetti tecnici, circa la conformità dei prodotti utilizzati, le normative dettate dall’IMQ, che è un istituto che si esprime in merito alla conformità, va rilevato che i collegamenti elettrici vanno fatti con cavi antifiamma con almeno doppia protezione. Ed invece avevamo un collegamento fatto con una singola cordina. Elemento molto grave, poi, è che la suddetta cordina sfusa utilizzata per l’alimentazione delle lampade era stata legata o adagiata, in alcuni casi, alle strutture metalliche dei balconi o di condotti in ferro. Per cui appena si fosse verificata una lesione della guaina protettiva della cordina, con relativa fuoriuscita del rame, vi sarebbe stato un conseguente passaggio di elettricità lungo il supporto collegato alla cordina, con relativi pericoli per l’incolumità dei cittadini. Una circostanza favorita anche dalle avverse condizioni metereologiche. Oltre a ciò le centraline di alimentazione erano alla portata di tutti, bambini compresi, i…

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Comune condannato a pagare una ditta dopo 9 anni ed alla quale rescisse il contratto

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Adesso, a distanza di ben 9 anni e nonostante quanto riportato in precedenza circa l’appalto per il servizio di noleggio, assistenza, montaggio e smontaggio delle luminarie natalizie con riferimento all’anno 2010 ed alle criticità rilevate, con tanto di rescissione del contratto, per gravi inadempimenti degli obblighi contrattuali, così come disposto dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale Arch.Concetta Martone, ossia da colei che scrisse, che i pagamenti alla ditta salernitana non dovevano essere effettuati, ecco il colpo di scena!! Rappresentato dalla Delibera di Giunta n.95 del 14.10.2020, avente ad oggetto il “Riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Proposta al Consiglio comunale.”. Nello specifico si tratta di corrispondere la somma pari a 30.000,00 euro alla ditta “De Filippo”, affidataria del suddetto servizio, così come disposto lo scorso 8 settembre dal Tribunale di Nola, attraverso la sentenza n.1260/2020. Con la quale i giudici hanno accolto il ricorso della società salernitana, che aveva adito le vie legali, con tanto di Decreto Ingiuntivo notificato al Comune a settembre del 2011 e, pronunciandosi definitivamente, hanno rigettato l’opposizione del Comune, che si era costituito in giudizio avverso tale Decreto. Questo emerge dalla lettura della relazione istruttoria redatta dall’Architetto Martone. “Dalla predetta sentenza il Comune di Acerra è risultato soccombente – recita la relazione dell’atto amministrativo, approvato dall’esecutivo capeggiato dal sindaco Lettieri – e, pertanto, anche al fine di evitare il maturare, in conseguenza dell’inutile decorso del tempo, di ulteriori oneri finanziari a carico del medesimo Ente locale, è necessario provvedere, senza ritardo, all’adempimento delle obbligazioni pecuniarie derivanti da provvedimenti giurisdizionali. E ciò, anche al fine di tutelare il pubblico interesse, sotteso alla necessità di evitare azioni esecutive a carico dell’Ente territoriale. Inoltre, nel caso di sentenze esecutive di condanna, il Consiglio comunale non ha alcun margine di apprezzamento discrezionale nel valutare il quantum del debito, poiché l’entità di pagamento rimane stabilita nella misura indicata dal provvedimento dell’autorità giudiziaria e, pertanto, esercita una mera funzione ricognitiva, di presa d’atto, non potendo in nessun caso impedire il pagamento del relativo debito”. Adesso sono i Consiglieri comunali, durante il primo Civico consesso utile, a dover esprimere o meno il loro voto favorevole alla sopra citata Delibera di Giunta, posta come uno dei punti all’ordine del giorno. Delibera che, una volta approvata, dev’essere trasmessa alla Procura regionale della Corte dei Conti…

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Il Governo sospende l’invio delle cartelle esattoriali. In Campania ne arriveranno più di un milione

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Com’è ormai noto il Consiglio dei Ministri, con il DCPM dello scorso 18 ottobre ha sospeso la riscossione, fino al 31 dicembre prossimo, delle cartelle esattoriali. In Campania le cartelle in arrivo, temporaneamente sospese per la moratoria, sono 1 milione e 95mila, un dato che porta la regione al secondo posto nella graduatoria nazionale, alle spalle del Lazio. E per Napoli e provincia, un territorio tradizionalmente ai primi posti delle graduatorie dei morosi, le cartelle sono più di 600 mila. Che saranno dunque recapitate dal I gennaio del 2021. Lo stop riguarda l’invio di nuove cartelle, i pagamenti di quelle già ricevute e la sospensione dei pignoramenti di pensioni e di stipendi. La data spartiacque per la ripresa dell’attività ordinaria di Agenzia delle Entrate e Riscossioni era lo scorso 16 ottobre. Da allora si doveva ripartire con la notifica degli atti di riscossione coattiva e con i suddetti pignoramenti e l’ex Equitalia poteva notificare le cartelle datate marzo 2020 per i soggetti in debito con l’erario, con gli Enti Pubblici e con quelli previdenziali privati. Una valanga di richieste di versamenti per cartelle di pagamento o per accertamenti esecutivi degli Enti territoriali, che comunque colpirà molte decine di migliaia di nuclei familiari e che metterà prevedibilmente a soqquadro il mondo dei lavoratori autonomi. Si tratterà di debiti relativi agli anni scorsi. Le cartelle dell’ex Equitalia avranno comunque importi relativamente più bassi del solito. Il 68% degli atti notificati in Campania (in tutto 740 mila) riguarda debiti al di sotto dei mille euro. Il 22% è per debiti compresi tra i 1000 ed i 5000 euro. Il residuo 10% (corrispondente a 109 mila notifiche) è per debiti al di sopra dei 5000 euro. Sbirciando tra i dati relativi alla tipologia delle morosità elaborati dall’Ufficio Studi dell’Ordine dei Commercialisti della Campania, si scopre che il 41% degli atti vengono contestati dai Comuni. E’ il caso delle sanzioni per violazioni del Codice della Strada e per i tributi locali, Imu e Tari in primis. Nel 36% dei casi, invece, si tratta di cartelle “targate” Agenzia delle Entrate e riferite, dunque, ad imposte non dichiarate, non versate, soprattutto per Irpef ed Iva o al disconoscimento di agevolazioni. Gli uffici dell’ex Equitalia, aperti solo su appuntamento a causa del Covid-19, si vedono intanto…

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L’allarme di alcuni ristoratori napoletani: “Non è il Covid che ci fa paura. Temiamo di più la fame”.

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E’ noto che gli operatori delle attività commerciali campane, già duramente colpiti durante il lockdown di marzo ed aprile, attraverso Confcommercio avevano chiesto un incontro urgente al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, dicendosi pronti alla mobilitazione generale, se questi avesse confermato la decisione di chiudere nuovamente gli esercizi commerciali. Infatti le dichiarazioni di De Luca su nuove possibili chiusure delle attività commerciali, per arginare il diffondersi dell’epidemia di contagi da Covid-19, hanno già generato non poche ansie tra gli operatori del settore, che temono gli effetti nefasti di un secondo lockdown. In proposito Vincenzo Schiavo, Presidente di Confesercenti Campania, commentava così l’Ordinanza regionale n.3930 del 16.10.2020, a firma del suddetto governatore e che limita gli orari delle attività commerciali: «Ancora una volta ad essere penalizzato è il commercio, senza che nel contempo si trovi la soluzione al vero problema. Che è culturale – esordiva Schiavo – perché le persone si assembrano non certo a causa dei bar aperti dopo mezzanotte. L’Ordinanza mette in ginocchio la nostra economia, è il colpo di grazia per le nostre imprese. Lo Stato dovrebbe scendere in campo con tutti i mezzi che ha, per far rispettare le regole e comminare le giuste sanzioni a chi trasgredisce. Fin qui evidentemente non ci è riuscito. Ribadisco: non sono i ristoranti, ad esempio, che creano assembramenti ma il senso civico delle persone. Chi ci assicura che, una volta chiuso il locale alle 23 o alle 24, le persone non si raggruppino, come già accade, in piazza o per strada? L’Ordinanza – aggiungeva Schiavo – crea ulteriori ostacoli alla ripresa dell’economia. Confesercenti critica questa decisione ma è pronta ad eseguirla, naturalmente. Nel contempo pretendiamo, però, di avere immediate risposte, su come le nostre attività possono far fronte alle spese. La Regione ed il Governo ci dicano subito, in che modo le nostre aziende, in queste condizioni, riusciranno a pagare le tasse, ad affrontare gli impegni con le banche, a sostenere le spese di fitto e di fornitura e ad onorare gli stipendi dei dipendenti». Intanto la movida resiste, spostandosi in casa. Infatti si affollano gli appartamenti, con molti ragazzi che si riuniscono al chiuso, oltrepassando in larga misura il limite di 6 invitati imposti dal DPCM di Conte e dando vita al fenomeno “dell’affitto per un giorno”. In pratica una festa ad…

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Il Presidente del Benevento Vigorito ha inaugurato il nuovo anno della Pastorale dello Sport

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Il Presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, era l’ospite d’onore, lo scorso 12 ottobre, all’inaugurazione del nuovo anno della Pastorale dello Sport nella Diocesi di Acerra, istituita e fortemente voluta dal Vescovo Mons. Antonio Di Donna. Presso la Biblioteca Diocesana il presidente giallorosso parlava ai ragazzi dell’impegno sportivo e lavorativo per l’ambiente. «Una testimonianza del suo percorso sportivo e lavorativo a favore dell’ambiente», offerta ai giovani ed ai ragazzi della Diocesi acerrana da Vigorito. L’imprenditore e Dirigente sportivo riceveva il Premio “Sport e Ambiente: binomio vincente”. A promuoverlo e consegnarlo, in una manifestazione limitata a rappresentanze di squadre ed associazioni per le restrizioni da Covid-19, era l’Ufficio Diocesano per la Pastorale dello Sport, che da tempo organizza il Torneo di calcio “Emmanuel”. L’iniziativa, in collaborazione con la Caritas diocesana ed il Centro diurno Educ.Arte.Nativo, raduna sui campi ogni anno circa 200 giovani, con l’obiettivo di promuovere l’educazione e l’amore per «la nostra Casa Comune», in risposta all’appello di Papa Francesco. Durante l’incontro, alla domanda sullo sport come riscatto dei giovanissimi, Vigorito rispondeva: “Alla base di tutto, c’è l’amore, che resta la fonte di riscatto per i giovanissimi e qui, in questa sede, c’è ne tanto”. Il Vescovo, dal canto suo, aggiungeva: “Il torneo di calcio di un oratorio attivo coinvolge i ragazzi difficili di questo territorio. La chiesa è attenta al mondo dello sport ed è da sempre al suo fianco, poiché sa che lo sport può essere uno strumento di crescita e di umanità. I giovani privi di futuro sono di certo i più poveri tra i poveri, ai quali va rivolta l’attenzione della Chiesa”. Lo sport, dunque, viene vissuto come deterrente alla deriva dei giovani, soprattutto in un territorio interessato da moltissimi problemi e da continue emergenze, che rubano la speranza alle nuove generazioni. Ma l’alto prelato di certo non si arrende e si batte ogni giorno per i ragazzi svantaggiati o disagiati, che cerca di strappare alla strada ed ai suoi pericoli. Giovani impegnati nelle attività dell’oratorio del Duomo, dove si insegna loro la cultura del rispetto, dell’amore e dell’educazione, organizzando un torneo di calcio interparrocchiale. Che, col trascorrere degli anni, è diventato un appuntamento sempre più sentito ed atteso dai ragazzi, che si affrontano tra di loro su un campo di calcio ma che,…

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Riemma (FDI): “Rimuovere le panchine è una barzelletta, si in città mancano controllo e sicurezza!”.

Non poco sorpresa ha destato la decisione del sindaco Lettieri, di rimuovere le panchine, per evitare il rischio assembramenti. Vincenzo Riemma, dirigente di Fratelli d’Italia e Presidente provinciale di Gioventù Nazionale, si è espresso convinto: “Quella del sindaco è stata una mossa da film Hollywood: ma qualcuno ne capisce il senso? Non servono colpi di teatro o tentativi improvvisati. Acerra, per fronteggiare la grave crisi pandemica ed economica di questi mesi, merita una strategia politica seria, che è clamorosamente mancata. E’ da mesi (8 proposte di Fratelli d’Italia Acerra protocollate il 03/06/2020) che, in modo preciso, chiediamo più controlli e più sicurezza in città. Nello specifico, come gruppo cittadino, abbiamo presentato 8 proposte semplici, chiare e fattibili, che non sono mai state prese in considerazione dalla maggioranza. Qualcosa di inaudito. La città è da mesi in stato di abbandono e molti quartieri (compreso il centro storico), sono diventati terra di nessuno e sono in preda al degrado. Non esiste – prosegue Riemma – alcuna percezione di controllo ed organizzazione sul territorio. Nemmeno in questi giorni, in cui Acerra ha un numero record di contagiati da Covid-19. Inoltre l’amministrazione comunale ha atteso la seconda ondata, senza muovere un dito. Anzi, molti sono stati gli atteggiamenti “friendly”, a cui abbiamo assistito durante le scorse regionali. Acerra non merita i teatrini, gli applausi facili e la propaganda spicciola. La città merita più controllo, più sicurezza, più rispetto per i commercianti, per le famiglie e per i lavoratori, che stanno vivendo mesi drammatici. Le nostre proposte – conclude l’esponente di centrodestra – continuano ad essere sul tavolo del sindaco. Si dia una sveglia. Serve meno cabaret e più buonsenso”.

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Edizione integrale del 12 Ottobre 2020

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Il Tar del Lazio dà ragione all’avv.Auriemma: questa è una Vittoria per Acerra e per l’Italia

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A maggio 2019 riportammo il giudizio della Corte di Giustizia Europea, emesso il giorno 8 dello stesso mese e con il quale i giudici sentenziarono per il No a nuovi inceneritori e per lo stop all’ampliamento di quelli esistenti. Un giudizio che pesava sui destini non solo dell’impianto acerrano, ma sull’intero sistema di smaltimento dei rifiuti in Campania. I giudici del Tribunale che ha sede in Lussemburgo infatti bocciarono il Decreto SbloccaItalia del 2016, dando ragione ai Comitati ambientalisti, che avevano fatto ricorso. Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, ma anche all’aumento dei quantitativi di rifiuti da bruciare in quelli già operativi, senza una Valutazione di Impatto Ambientale Strategica. Venivano bloccati di fatto la realizzazione di un nuovo impianto in Campania (8 in tutt’Italia), previsto dall’allora Governo Renzi, per soddisfare lo smaltimento dei rifiuti ed era a rischio anche la costruzione di una quarta linea per l’inceneritore di Acerra, predisposta dal Governatore De Luca. Soddisfatti ovviamente i Comitati e le associazioni ambientaliste accorsi in massa in Lussemburgo e legalmente rappresentati dall’Avvocato Carmela Auriemma, Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. La quale, all’indomani della sentenza, dichiarò: “Oggi Davide ha battuto il Golia della lobby dell’incenerimento. In Italia c’è chi ha creduto di poter costruire 8 nuovi inceneritori ed aumentare il quantitativo, che attualmente si brucia in quelli esistenti, senza neanche fare la Valutazione Strategica Ambientale (Vas). Ma la giustizia europea ha detto chiaramente, quello che noi sosteniamo da anni: il Decreto Sbloccaitalia e la sua normativa attuativa violano la direttiva Ue relativa alla VAS”. E’ noto, infatti, che l’anno precedente il Tar del Lazio aveva accolto parzialmente il ricorso di una serie di associazioni ambientaliste sul Decreto “Sblocca Italia”, che autorizzava a conferire negli inceneritori 750 mila tonnellate di rifiuti all’anno, in luogo delle 600 mila indicate e consentite dall’Europa. Una serie di associazioni come “Movimento Rifiuti Zero”; “Comitato Acerra Donne del 29 Agosto” e “Mamme di Venafro” portarono davanti al Tribunale Amministrativo i Decreti attuativi della legge Sblocca Italia, pubblicati nel 2017. Il ricorso contestava la politica italiana, che predilige il ricorso agli inceneritori, sia autorizzando la costruzione di 12 nuovi impianti, che aumentando la quantità dei rifiuti fino a 750 mila tonnellate. Secondo gli ambientalisti questa quantità supera la quota massima consentita dall’Europa e persegue più l’ottica di pensare a…

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Lo stop del Tar del Lazio agli inceneritori boccia lo SbloccaItalia del governo Renzi

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La sentenza emessa dai giudici del Tar del Lazio in data 6.10.2020, sulla scia dell’ordinanza della Corte di Giustizia Europea, emessa a maggio dell’anno scorso e con la quale i giudici hanno sentenziato per il No a nuovi inceneritori e per lo stop all’ampliamento di quelli esistenti e di cui riferivamo nella pagina precedente, aveva effetti tangibili sull’intero ciclo dei rifiuti non solo campano. E, come già detto, tutto era nato dal ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste “Comitato Acerra Donne del 29 Agosto” e “Mamme di Venafro”, legalmente rappresentate dall’Avvocato Carmela Auriemma, che è anche Capogruppo in Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle. La quale, all’indomani della sentenza emessa, dichiarava: “Ormai l’incenerimento è destinato a scomparire, soprattutto dopo il Decreto firmato il 15 maggio dell’anno scorso dal Ministro Costa, che vieta di bruciare o di conferire in discarica circa 1 milione di tonnellate di pannolini usati, che invece verranno recuperati e trasformati in materia prima. Inoltre il paradosso sta nel fatto che, in Campania sono cambiate in modo vistoso le percentuali di raccolta differenziata. Eppure ad Acerra si brucia più spazzatura, anzichè diminuire le quantità portate ad un inceneritore che, ricordiamolo, è di proprietà della Regione e che è gestito da una società lombarda. A seguito di questa decisione del Tar del Lazio siamo ancora più motivati ad andare avanti. Lasciatemi però dire – aggiungeva l’indomita professionista molto stimata, nel caso specifico, dalle associazioni ambientaliste – che questa vittoria nasce da lontano. Ossia dalle tesi di contrarietà al diritto dell’Unione europea sostenute dall’associazione “Mamme di Venafro”, da me rappresentata, nel giudizio instaurato da un colosso francese, per ottenere un aumento del quantitativo di rifiuti che, attualmente, brucia nell’impianto di Pozzilli. Io me la ricordo ancora quell’udienza, a maggio 2017, con l’aula piena di cittadini, parroco compreso e vincemmo. Contro tutto e tutti. Nessuno ci credeva in quell’azione di opposizione, solo loro, le mamme ed i cittadini della Valle di Venafro, un territorio bellissimo ma anche tanto inquinato. Ora – concludeva Auriemma – attendiamo il Consiglio di Stato, dove già nel 2015 abbiamo posto gli stessi quesiti comunitari, nell’unico giudizio attualmente esistente su quell’impianto, l’unica possibilità per gli acerrani, di veder riconosciute le proprie ragioni”. A seguito del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, l’allora Assessore regionale all’Ambiente Fulvio…

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Mancata manutenzione del verde pubblico: danni e disagi arrecati alla popolazione

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La mancata manutenzione del verde pubblico, a cui provvede il personale della squadretta Manutenzione del Comune arreca, come al solito, notevoli danni e disagi alla popolazione acerrana. Un’azione che afferisce alla cosiddetta “ordinaria amministrazione”, quella cioè che risana una situazione igienico-sanitaria precaria ed un decoro urbano fragile, sottraendo il territorio urbano allo stato di abbandono in cui versa. Sono note, infatti, le condizioni in cui versa il verde pubblico, con particolare riferimento alle specie arboree piantumate lungo corsi e strade e la cui incuria comporta: occultamento della segnaletica stradale, con disagi e pericoli per pedoni e conduttori di veicoli, impossibilitati a riconoscere e a rispettare i segnali stradali; scarsa visibilità nelle ore serali e notturne, perchè gli effetti dei corpi luminosi accesi della pubblica illuminazione vengono annullati dalla vasta vegetazione che sormonta gli alberi, dando vita a grandi zone d’oscurità; “intrusione” degli alberi nelle private abitazioni, con occupazione di balconi e terrazzi. Ed ancora: intasamento ulteriore delle caditoie stradali, spesso prive della dovuta manutenzione e della pulizia, a seguito della caduta delle foglie al suolo; caduta di resina rilasciata dagli alberi, che si deposita sulle vetture in sosta a danno delle carrozzerie dei veicoli; ecc. Oltre alla diffusione di piccoli parassiti nelle strutture pubbliche e nelle private abitazioni, tanto da costringere i proprietari ad acquistare antiparassitari vari. Una situazione di certo nota sia al sindaco Lettieri, che all’Assessore al Verde Pubblico Giovanni Di Nardo. I quali non fecero una grinza, quando appresero dell’affidamento del servizio di manutenzione delle opere a verde della villa comunale (o Parco Urbano) di via Manzoni ad una ditta, per un importo pari 40.100,00 euro, come da Determina n.761 del 26.06.2020, a firma del Dirigente G.Cascone. Affidamento ad una società privata reso necessario, secondo un geometra del Comune in quanto, per tali interventi di manutenzione, occorre personale qualificato, che la squadretta non può effettuare. Quindi abbiamo dipendenti comunali non qualificati! Ed in tutti questi anni non hanno mai pensato di renderli qualificati? Ai quali, però, affidano una serie di lavori, compresa la potatura delle specie arboree!! Inoltre, una testimonianza del fatto che le specie arboree, le cui tipologie sono anche inadatte ad un contesto urbano come il nostro, arrecano evidenti ed insostenibili disagi alla collettività, viene anche dall’azione di “ignoti” i quali, esasperati da…

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