Attenti alle auto in sosta in strada: è arrivato il furto delle marmitte

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Nei mesi scorsi riferimmo di un “nuovo” fenomeno predatorio (ad impinguare quelli già esistenti e praticati sull’intero territorio comunale), che ci veniva segnalato da alcune “vittime di turno”, residenti nel quartiere Spiniello. Si tratta del furto notturno di alcuni pezzi delle marmitte delle auto lasciate in sosta in strada da ignari cittadini. Furti perpetrati sia in periferia, che in aree non lontano dal centro storico e di cui i malcapitati prendono coscienza, solo allorquando avvertono, che la loro vettura emette un forte rombo, estraneo al loro veicolo fino a qualche ora precedente. Dalla marmitta viene segato e portato via un pezzo che, verosimilmente, viene rivenduto dai delinquenti per alcuni euro sul mercato nero. Infatti, secondo gli esperti, i catalizzatori delle automobili contengono tracce di metalli nobili, come il palladio, un sottoprodotto di nichel e platino, che fa registrare un buon valore economico al grammo. Non ultimo era anche il furto della marmitta, compiuto di recente in pieno giorno ai danni di una vettura parcheggiata non lontano dalla Casa comunale e la cui proprietaria rendeva pubblico, con tanto di avviso lasciato sul parabrezza dell’auto!! Ovviamente l’attività dei malviventi, che attentano costantemente alla sicurezza urbana e sociale e che commettono una serie di reati contro il patrimonio, è favorita anche dallo scarso controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, alle prese con la cronica mancanza di mezzi e di personale. Ovviamente i derubati si vedono costretti ad un esborso economico, per sostituire l’intera marmitta, onde evitare, che la vettura emetta un evidente rumore e che rechi danni all’ambiente.  

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Vandalizzata la lapide delle vittime della strage nazista sita a piazza Soriano

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Grande indignazione suscitava, lo scorso 6 settembre, il raid vandalico compiuto nella notte a piazza Angelo Soriano, dove ignoti deturpavano la lapide dedicata alle vittime dell’eccidio nazista del 1943. Un faro per la città, medaglia d’oro per la Resistenza e che ospita una sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Grande lo sgomento dell’Anpi che, in una nota stampa, così scriveva: “È già successo, succederà ancora. Era fine aprile, quando ad Acerra, nella sala dei conti del Castello Baronale, ci fu l’assemblea costituente della sezione ANPI. Un primo incontro ufficiale in cui fummo lieti, di constatare non solo la vicinanza della comunità civile, cosciente di quanto fosse significativa la presenza dell’Anpi nella città medaglia d’oro al valor civile, ma anche dall’amministrazione comunale che, in quella sede, davanti ad un’aula piena si assumeva l’impegno, attraverso le parole del primo cittadino, di una collaborazione costante. Venne il 2 giugno. La neonata sezione ANPI di Acerra prese parte, pur senza invito, alle celebrazioni istituzionali. Il giorno dopo presso il monumento al milite ignoto, la corona commemorativa venne vandalizzata. Anche allora si parlò di “ignoranza”, di “ragazzate”. A pochi mesi, mentre l’Anpi Acerra si prepara a commemorare l’eccidio di ottobre, un altro atto vandalico ad un altro monumento alla resistenza pugnala le nostre coscienze. Ci colpisce, perché ferisce la nostra memoria, il nostro essere cittadini, la nostra storia. Probabilmente, chi ha vandalizzato il monumento di piazza Soriano è ignorante, almeno di quel che è stata la storia del ‘900 nella sua città. L’ignoranza però è una colpa. Non di chi ne è vittima come, ad esempio, chi ha disegnato simboli fallici sulla stele, perché probabile ne ignorano il significato, ma di chi non ha saputo conferire dignità a quel luogo attraverso iniziative culturali e mantenendone il decoro urbano. Degrado chiama degrado. La non conoscenza genera mostri. Questo episodio ci indigna e ci rattrista, ma ci conferisce la forza giusta, per reagire, per pretendere attenzione e concretezza dalle Istituzioni, per rispondere a quelli che, pochi mesi fa, ci chiedevano che bisogno ci fosse, di parlare di resistenza e di partigiani. Sì, ne parliamo, perché l’ignoranza è una colpa e noi non vogliamo essere un tassello del processo della dimenticanza. Noi vogliamo essere Memoria”. Sul raid vandalico interveniva anche il Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto,…

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I soldi “macchiati” dei furti ripuliti nelle casse automatiche autostradali: 5 ordinanze per riciclaggio

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Nei giorni scorsi la Sezione Polizia Stradale e la Squadra Mobile della Questura di Caserta eseguivano un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a carico di 5 persone, ritenute gravemente indiziate di riciclaggio di banconote di provenienza delittuosa, in ragione della coloratura di inchiostro blu riportata su alcune banconote, tracciamento impresso dai sistemi antirapina/antifurto di bancomat e di portavalori. Nella specie emergeva, che alcune delle banconote erano state ripulite dagli indagati tramite l’utilizzo di prodotti chimici idonei alla rimozione, seppur non definitiva, delle macchie d’inchiostro. Le indagini originavano gli arresti ai domiciliari di un 57enne di Casandrino; l’obbligo di firma per altri tre, rispettivamente di Arzano, Casandrino e Casapesenna e l’arresto in flagranza di reato di una delle persone coinvolte, A.S., 63enne di Acerra, operato nel mese di marzo 2018 dal personale della Polizia Stradale di Caserta Nord, per plurimi episodi di riciclaggio di banconote di provenienza delittuosa. In particolare, l’espediente utilizzato da uno degli indagati si palesava tanto semplice quanto astuto: le banconote macchiate d’inchiostro rilasciato dai sistemi antifurto/antirapina le rendono inutilizzabili e non hanno corso legale, nel senso che non possono circolare validamente, tanto da non essere accettate neppure dalla maggior parte delle casse automatiche, ad eccezione di quelle installate presso i caselli autostradali. L’indagato, eventualmente consapevole di tale possibilità era solito, anche nell’arco di una medesima giornata, effettuare diversi passaggi ai caselli autostradali, percorrendo tratte brevissime, in modo da ottimizzare il profitto dell’attività delittuosa dallo stesso svolta. A fronte del pagamento di un pedaggio dell’importo di € 0,50, infatti, l’indagato introduceva nelle casse automatiche la banconota da 50 euro, così da ripulire le banconote macchiate, conseguendo la somma “pulita” pari ad 49,50 euro per ogni transito effettuato. Ad aiutare gli indagati nella ripulitura delle banconote erano alcuni stranieri non ancora identificati.

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Diffida a firma di 100 avvocati a Draghi: “Il Green Pass, così com’è, viola la normativa europea”.

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L’ormai noto Covid-19, che ha gettato nel caos più totale le nostre esistenze, non ha dei risvolti solo sanitari, ma anche di carattere socio-psicologico e giuridico, soprattutto a seguito dell’introduzione del famigerato Green Pass (o certificazione verde), che sta comportando non pochi dubbi e polemiche. Infatti, nei primi giorni del mese scorso, la squadra legale dell“Unione per le Cure, i Diritti e la Libertà”, associazione fondata dall’avvocato napoletano Erich Grimaldi, ha inviato una diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed agli Uffici ministeriali preposti, nonché alle Regioni, ai Comuni, a Fipe, Confcommercio e Federalberghi, contro l’applicazione del Green Pass, così come licenziato dal Governo Draghi. Secondo i legali lo strumento, per com’è stato concepito dal Governo, di fatto viola la disposizione europea, secondo la quale nessun provvedimento può essere adottato, per condurre all’obbligatorietà del vaccino. “Il malumore generato dal Green Pass è conseguenza dell’assenza di valide terapie domiciliari precoci – afferma Grimaldi – che, affiancate ad una campagna di vaccinazione, effettuata con cautela e trasparenza, avrebbero evitato uno strumento così restrittivo a ridosso del periodo estivo”. Nella diffida si legge che “in totale disprezzo dell’ultimo capoverso dell’articolo 32 della Costituzione, che rappresenta aspetto inderogabile ed assoluto (la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti)”, recita il documento firmato da oltre 100 avvocati del gruppo, “dove nel comma 2 si specifica, che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge, il Green Pass di fatto costringe alla vaccinazione, per poter svolgere qualsiasi attività professionale e lavorativa. Inoltre, continua la diffida, “l’articolo 36 del Regolamento UE n.953/2021 precisa, che sia necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone, che non si sono vaccinate per esempio, per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari, per cui il vaccino anti Covid-19 è attualmente somministrato o consentito come i bambini, o perché non hanno avuto ancora l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”. Pertanto “il possesso di un certificato di vaccinazione o di un certificato di vaccinazione, che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti Covid-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri…

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Iovino: “Intendo condividere con la mia città questa mia nuova nomina”.

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“È con grande soddisfazione che oggi, voglio condividere con la mia città di Acerra, la mia comunità e gli amici tutti, la fiducia che ho avuto dal Ministero di Grazia e Giustizia, attraverso il Tribunale Ordinario di Napoli – Ufficio di Presidenza, per la nomina a membro effettivo del Consiglio di disciplina professionale. Geologo Dott. Gennaro Iovino – Ecologista ed ambientalista per professione. Competenza e professionalità al servizio della comunità.

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Incontinenza urinaria femminile: il Dott.Guglielmo Pepe intervistato da ‘Eccellenze Italiane’ (Odeon Tv)

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Il dott.Guglielmo Pepe, chirurgo ginecologo, è nato a Napoli nel 1955. Dopo gli studi classici, consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’ateneo napoletano nel 1982. Nel 1990 conclude il corso di Ostetricia e Ginecologia presso la Fondazione Internazionale Fatebenefratelli di Roma. Nel 1992 consegue il perfezionamento in Chirurgia Ginecologica presso l’Università di Ljubljana, in Slovenia. Nel 1993 riceve il Diploma Europeo di Chirurgia Isteroscopica presso l’Hopital Antoine Beclere di Parigi. Da anni si occupa della diagnosi e terapia chirurgica – riabilitativa dell’incontinenza urinaria femminile, oltre che della chirurgia del pavimento pelvico femminile. Ha all’attivo oltre tremila interventi di chirurgia ginecologica. Molto importante è il suo impegno nelle problematiche e nei disturbi della menopausa. Specifica è la sua competenza nella Sindrome Genito Urinaria. Varie pubblicazioni scientifiche sono a suo nome, come pure notevoli sono i convegni, cui ha partecipato. Da luglio 2019 è opinion leader di Indiba Deep Care per il ringiovanimento vaginale e l’utilizzo della tecnologia Deep Care RGN Indiba per l’atrofia vaginale, cistite ricorrente, incontinenza urinaria e vulvodinia. In merito all’incontinenza urinaria femminile, il Dott.Pepe ha di recente rilasciato un’intervista alla televisione Odeon Tv Eccellenze Italiane…, iniziando a specificare cosa essa sia. “Per incontinenza urinaria femminile si intende una perdita di urine volontaria ed incontrollata – esordisce il professionista – che può variare da poche gocce a quantità notevoli, in relazione alla gravità del problema. Si calcola che in Italia circa 2 milioni di donne soffrono di tale patologia e spesso si tratta di un problema, di cui la donna tende a non parlarne, ritenendolo troppo intimo e, in alcuni casi, invalidante. Tutto ciò innesca un meccanismo, che coinvolge aspetti fisici, relazionali e psicologici, con importanti risvolti relazionali, peggiorando ovviamente la qualità della vita”. Alla domanda se esiste una classificazione o tipologia dell’incontinenza urinaria femminile, il Dott.Pepe risponde: “Senza scendere troppo nei tecnicismi classificativi, esistono fondamentalmente tre tipi di incontinenza urinaria femminile, ossia: incontinenza da stress, nella quale la perdita di urine avviene durante uno sforzo, quale colpi di tosse, risate starnuti, sollevando un peso o durante un rapporto sessuale. C’è poi un secondo definito da urgenza, dove la perdita è preceduto da un forte desiderio minzionale addirittura irrefrenabile. Infine il terzo tipo è definito misto, nel quale coesistono sintomi comuni ai due precedenti. Tutti…

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Edizione integrale del 7 settembre 2021

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Ecoballe, al via le gare per portare i rifiuti in altre Regioni

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Riprendiamo le nostre pubblicazioni, ripartendo da una delle tematiche, alle quali abbiamo sempre dedicato molto spazio in questi 20 anni di attività giornalistica (sì, con questo numero prende il via il ventesimo anno di vita di Oblò), ossia quella ambientale. E, nello specifico, dalla rimozione e dal trasferimento fuori regione delle ecoballe, con il via libera all’ultima gara d’appalto. Gara che punta all’eliminazione delle stesse dal sito acerrano ed al drastico ridimensionamento di quello di Fragneto Monforte, nel beneventano. Il deposito di ecoballe locale si trova dinanzi all’ingresso dell’inceneritore, in mezzo a vasti campi coltivati. I rifiuti, ammassati per un totale di quasi 50 mila tonnellate, si trovano stipati sotto enormi teloni di plastica nera, all’interno di due piazzole rettangolari alte 10 metri, lunghe 150 e larghe 60. Il bando di gara è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Il suo importo ammonta a 19.730.000,00 euro per la rimozione di 49 mila tonnellate di ecoballe in località “Pantano” e di altre 49 mila tonnellate a Fragneto. Le aziende dovevano rispondere al bando, depositando entro il 9 agosto scorso le loro offerte. Dopodichè sarebbero state avviate le procedure di valutazione delle offerte, che dovevano terminare entro circa un mese. A quel punto ci sarà la proposta di aggiudicazione da parte della Regione e scatteranno le verifiche, della durata di 35 giorni. Al termine delle verifiche, sarà firmato il contratto con l’azienda, che si aggiudicherà l’appalto. Tempo stimato per il completamento dello svuotamento delle piazzole in questione 18 mesi, ossia entro il 2023. In realtà ad Acerra era stato effettuato già un primo svuotamento nel 2014 da parte della Sapna, ossia dalla società controllata dalla Città Metropolitana e che tutt’ora gestisce il sito del Pantano. In quell’occasione, sette anni fa, furono eliminate due delle quattro piazzole zeppe di rifiuti, ossia 21 mila tonnellate. Un’operazione, questa, che seguì di un anno i due disastrosi incendi che, nel 2012, flagellarono il sito acerrano. All’epoca fu avanzata l’ipotesi della natura dolosa delle fiamme, che devastarono il gigantesco deposito prima a marzo e poi ad agosto. Incendi che ridussero in cenere oltre 3 mila tonnellate di rifiuti. Ora però si vuole migliorare le condizioni dei territori. E siccome questo secondo piano di svuotamento fa parte del più complesso piano regionale straordinario per…

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Firma anche tu per il Referendum

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Il Consigliere Carmela Auriemma e gli attivisti del Movimento 5 Stelle vi invitano a sottoscrivere il Referendum contro la caccia. Per chi è interessato, può contattare la pagina Facebook del Consigliere Auriemma o recarsi presso la sede del Movimento, sita a via L.Da Vinci,7 nei giorni di sabato 11 e domenica 12 settembre 2021 dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 17:30 alle 20:00.

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Tassa sui Rifiuti, scontro Auriemma-Lettieri. La maggioranza la riduce del 60% anche ai Vigili Urbani

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Il Consiglio comunale di mercoledì 28 luglio, convocato in seduta ordinaria, in presenza con accredito ed in diretta streaming, andava deserto. Infatti l’impianto di climatizzazione presentava dei disservizi tali, da pregiudicare il corretto funzionamento degli apparati informatici ed audio della sala. La seduta si teneva così venerdì 30 luglio, in seconda convocazione. Tra i punti all’ordine del giorno c’era anche la Delibera di Giunta n.116 del 02.07.2021 di proposta al Consiglio comunale, avente ad oggetto “l’aggiornamento della planimetria del Piano Regolatore Cimiteriale”. Delibera che alla fine sarebbe stata votata all’unanimità dei presenti. Atto amministrativo nel quale si legge: “Dopo l’avvenuta programmazione del Cimitero, il Dirigente della IV Direzione emanava i conseguenti bandi per l’assegnazione dei lotti per l’edificazione delle Cappelle Gentilizie nel Civico Cimitero Nuovissimo in concessione ai privati. La risposta dei cittadini ha evidenziato uno scarso interesse per la costruzione di tali Cappelle e di questo lo stesso Dirigente ne ha dato notizia in data 01.07.2021. Alla luce della comunicazione si è proceduto alla verifica della realizzabilità di un nuovo assetto dell’utilizzo dei lotti del Cimitero, più aderente alle esigenze dei cittadini e per questo si è proceduto alla verifica di quanto richiesto in conformità. Rilevato che è possibile dare una risposta positiva mediante una diversa distribuzione delle aree cimiteriali esistenti, senza intaccare l’equilibrio del ciclo funerario, si è proceduto all’aggiornamento degli elaborati tecnici approvati”. Il sindaco Lettieri, nell’illustrare l’atto (tanto illustra tutto lui ndr), diceva: “Più volte è stato aperto il bando per l’edificazione delle Cappelle, ma non sono pervenute richieste. E ciò rallenta anche la realizzazione dei sotto servizi nelle aree infrastrutturate. Dalla vendita dei lotti di terreno il Comune ricava fondi, per realizzare le infrastrutture. Quindi puntiamo ad edificare sarcofagi da sei”. Visti anche gli atti amministrativi messi in votazione e relativi ai provvedimenti di carattere finanziario il Consigliere Carmela Auriemma, nel suo intervento, non mancava di sottolineare “come l’amministrazione comunale proceda, come se la pandemia non fosse mai esistita. Infatti mi aspettavo fondi a favore delle fasce più deboli, con prezzi calmierati per tamponi o test rapidi, esenzione dal pagamento delle bollette dell’acqua, un supporto psicologico a favore di chi ancora paga le conseguenze, per aver contratto il Covid. Quindi le risorse economiche disponibili andavano riviste – aggiungeva l’esponente pentastellata – e calibrate…

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