Apre il gas e minaccia di farsi saltare in aria coi figli. Carabinieri salvano due bambini

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Apriva il gas e minacciava di far saltare la casa in aria, compresi i figli. Protagonista del folle gesto era una trentenne del posto, che filmava il tutto con il telefonino ed inviava il video al compagno. Ma veniva arrestata. E’ l’incredibile vicenda avvenuta nel tardo pomeriggio ad Acerra, quando una donna di 30 anni, esasperata per la relazione con il suo uomo, minacciava di fare una strage. I fatti: erano da poco trascorse le 17,30 di sabato ed al centralino dei Carabinieri arrivava la segnalazione di un forte odore di gas, proveniente da un’abitazione sita in pieno centro storico, a poca distanza dalla Cattedrale. Erano i vicini di casa a dare l’allarme, preoccupati dall’odore, che arrivava dall’appartamento. All’interno del quale c’era solo la donna ed i figli, due maschietti di 7 anni e 3 mesi. Bimbi avuti dalla relazione con il suo compagno il quale, però, era ignaro di quanto stesse avvenendo tra le mura domestiche perché era al lavoro, in quanto titolare di un bar. Il rapporto tra i due era in crisi e la gelosia sembrava prendere il sopravvento nella giovane, che si filmava mentre apriva il gas, chiudeva porte e tapparelle e minacciava di far saltare tutto in aria. Nella zona era il panico: sul posto si portano subito i Carabinieri ed una squadra dei Vigili del Fuoco. Erano gli stessi Militari dell’Arma della locale stazione, diretti dal Comandante Giovanni Caccavale, a risolvere la situazione, entrando nell’alloggio ed aprendo porte e finestre, riuscendo così ad evitare il peggio. I bambini venivano tratti in salvo, mentre la mamma veniva arrestata con la grave accusa di tentato omicidio. Dopo le formalità di rito veniva trasferita nel carcere di Pozzuoli, dove restava in attesa della convalida da parte dell’autorità giudiziaria. Era la seconda volta, in pochi giorni, che i Carabinieri risolvevano una situazione drammatica in città: la settimana precedente, infatti, c’era stato un intervento a via Veneto, durante il quale un operaio del posto aveva chiuso in casa la moglie, che stava preparando le valigie per andarsene dalla madre.  

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“La Prova del Cuoco”: uno chef di Pozzuoli si aggiudica la puntata del programma!

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Si chiama Giuseppe Iovino e viene da Pozzuoli, il vincitore della puntata di mercoledì 12 febbraio de “La Prova del Cuoco”, la nota trasmissione televisiva andata in onda su Rai1. Il 25enne, aiuto cuoco dell’agriturismo di famiglia (nonché azienda vitivinicola produttrice di vini doc campi flegrei Falanghina e Piedirosso, che si trova poco lontano dal vulcano Solfatara e che si affaccia anche sul mare) denominato “Il Gruccione”, sito a Pozzuoli, ha ottenuto un grande successo ed ha dato prova di grande abilità e bravura tra i fornelli, durante la trasmissione condotta da Elisa Isoardi e Claudio Lippi. Giuseppe, che fin dalla maggiore età ha iniziato a destreggiarsi tra i fornelli dell’agriturismo, ha vinto la gara nella categoria esordienti, battendo David Fiordigiglio con il suo tortellone ricotta e spinaci, giudicato da Alessandra Spisni esteticamente meno attraente, ma molto più gustoso della pietanza ‘avversaria’. Una prelibatezza gustosa e leggera di media difficoltà, la famosa maestra bolognese di sfoglia e pasta fresca. Il giovane, figlio di Antonio, acerrano doc e padron dell’agriturismo, ha primeggiato anche grazie alla grande passione, che da sempre ha nutrito per l’arte culinaria, nella quale si è cimentato durante tutti questi anni, ponendosi quale unico obiettivo quello di migliorarsi sempre di più. Da non trascurare, tra l’altro, la significativa dimestichezza perfezionata in questi anni accanto al maestro e primo chef Salvatore Di Meo. Giuseppe è pronto a prendere parte anche alle prossime puntate del programma della prima rete nazionale, reso popolare e molto seguito nel duemila da Antonella Clerici. Il promettente Chef Giuseppe, ancora una volta, non perderà l’occasione, per dare prova della sua predisposizione per la buona cucina e per la sua abilità tra i fornelli. Sempre apprezzato per garbo e simpatia e per il suo amore verso una tavola sinonimo di qualità e tradizione, il giovane continua così la sua scalata verso il successo, creando al tempo stesso nuova attenzione per l’apprezzato Agriturismo “Il Gruccione”, di via San Gennaro Agnano, da sempre sua scuola gastronomica e motivo indiscusso di ereditaria passione, dove si pratica una cucina tipica flegrea. Quantunque le capacità e l’abilità del giovane chef vengano apprezzate in terra puteolana, il suo successo televisivo è stata l’occasione per portare alla ribalta, positivamente, il nome di Acerra, visti i legami familiari della famiglia Iovino con il nostro territorio.  

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Canoni idrici: ancora soldi versati agli avvocati dei ricorrenti per le sentenze contrarie al Comune

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L’ombra della questione relativa ai canoni idrici pregressi quelli, per intenderci, che non solo videro l’Ente comunale non incassare i soldi dai cittadini-contribuenti ma che, anzi, videro il Comune costretto a pagare gli onorari degli avvocati degli utenti, che presentarono ricorso al Giudice di Pace anche contro le ingiunzioni di pagamento, si ripresenta ancora adesso. Infatti la Determina dirigenziale n.176 del 6.2.2020, avente ad oggetto “Vertenza per recupero canoni idrici sentenze” (l’ultima che abbiamo visto), elenca ben 21 sentenze emesse dal Giudice di Pace di Acerra, comprese nel periodo 2013-2014. Tutte notificate al Comune, condannato a corrispondere all’avvocato Angela De Rosa la somma di 11.646,22 euro. Somma, a cui vanno aggiunte quelle liquidate ai vari legali nel 2019, per un importo complessivo pari a 25.623,25 euro (per un totale di 9 Determine). Già in passato riportammo, che erano state dichiarate illegittime anche le ingiunzioni di pagamento dei canoni idrici arretrati notificate agli utenti, soprattutto per il consumo idrico relativo agli anni 2004-2005-2006, come testimoniavano le sentenze pronunciate dai Giudici di Pace, che dichiararono illegittime le ingiunzioni di pagamento che l’Ente di Viale della Democrazia, attraverso l’Inpa (a cui era subentrato il Comune dal I gennaio 2011, ma che proseguiva la sua attività di recupero crediti ndr), aveva inviato l’anno precedente ai contribuenti acerrani accogliendo, pertanto, i ricorsi di tanti cittadini e condannando il Municipio al pagamento delle spese legali. Infatti i ricorrenti sottolineavano, che mancava la certezza del credito, perché non erano state indicate le letture di riferimento, né i metri cubi di acqua utilizzati dall’utente e né il credito era fondato su prova scritta, costituita dal contratto. Inoltre l’importo richiesto non corrispondeva ad un effettivo consumo di acqua da parte degli istanti e ad una conseguente misurazione da parte del Comune, ma era stato determinato in modo forfetario con criteri irragionevoli e del tutto sganciati dall’effettivo consumo d’acqua. Le domande, pertanto, erano fondate ed andavano accolte. Dalla lettura dei motivi della decisione emergeva, che la materia è regolata dall’art.1559 del Codice Civile. “E’ meritevole di accoglimento l’eccezione di illegittimità della richiesta di pagamento – scrivevano spesso i giudici – perché non rapportata al consumo effettivo di acqua. Dall’ingiunzione inviata si evince che, pur se l’istante risulti titolare di un’utenza idrica, la determinazione dell’importo del canone idrico è…

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Gettavano rifiuti di varia tipologia in una scarpata, denunciati due operai

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Era nella mattinata di un venerdì scorso, che si verificava un episodio incredibile. L’Ente regionale, che gestisce le aree di sviluppo industriali Asi di Napoli, aveva deciso di inviare una ditta all’interno della locale Area a Sviluppo Industriale, con il compito di ripulire le strade dalle montagne di rifiuti, che si erano accumulate. Ma gli operai della stessa ditta, anziché smaltire presso le aziende autorizzate l’immondizia raccolta, la scaricavano con l’ausilio di una pala meccanica poco lontano, sul fianco di una scarpata. Ed è così che rifiuti di varia tipologia, anche speciali, finivano sul terrapieno e su un terreno sottostante, nei pressi di campi coltivati ad ortaggi. Un servizio di pubblica utilità trasformato quindi in un comportamento a dir poco esecrabile. Che però non sfuggiva agli ambientalisti locali dei “Volontari Antiroghi di Acerra”, Michele Pannella, Vincenzo Petrella ed Alessandro Cannavacciuolo, che stavano perlustrando l’area, come fanno di solito e che filmavano il tutto. Finchè non si fermavano dinanzi alla pala meccanica, dando vita ad un acceso alterco con gli operai della ditta. Non prima, però, di aver nel frattempo allertato le Forze dell’Ordine, per sollecitarne l’intervento. Una volta giunti sul posto, i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, effettuavano rilievi e conducevano in caserma gli autori dello scarico illegale, i titolari della ditta ed un responsabile del Consorzio Asi di Napoli. Ma i primi ad essere ascoltati dagli investigatori erano i suddetti ambientalisti. Alla fine i Militari dell’Arma informavano in una nota, che al termine dell’operazione erano state denunciate a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti due persone, una di 66 e l’altra di 33 anni, entrambe di Melito. Si trattava del titolare della ditta e di uno dei due operai sorpresi sul posto, entrambi incensurati. I Carabinieri sequestravano anche il mezzo meccanico della ditta incaricata dal Consorzio di ripulire le strade della zona Asi. “Erano le 10:45 del 21 febbraio – raccontava Cannavacciuolo – e durante un giro di perlustrazione su Viale delle Industrie, l’arteria che collega la zona Asi di Acerra alla superstrada Nola-Villa Literno, abbiamo visto una pala meccanica che scaricava rifiuti dal ponte, su di una scarpata. Quindi ci siamo avvicinati ed abbiamo contestato ai due giovani operai, che stavano lavorando con la pala, che quello che stavano facendo…

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Emergenza smog, è un 2020 da incubo. Acerra è “regina” degli sforamenti delle polveri sottili

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Già nei primi due mesi di quest’anno Acerra è stata “incoronata” la città più inquinata della Regione Campania. Un triste record, che tocca proprio al simbolo della Terra dei Fuochi, proprio dove il prossimo 24 maggio si recherà in visita Papa Francesco, per ascoltare le testimonianze del popolo di un intero territorio flagellato dalle criticità ambientali. Giovedì 20 febbraio, infatti, sulla base dei dati ufficiali resi noti dall’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, la nostra città ha oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria. Limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un intero anno. E tutto questo è capitato a circa soli 60 giorni dall’inizio del 2020. E’ la soglia, che obbliga i Sindaci, a prendere immediati provvedimenti per la tutela della salute pubblica. Ecco intanto la brutta classifica delle giornate in cui, dal primo gennaio, si è sforato il limite finora in alcune delle località dell’agglomerato Napoli-Caserta: Acerra 37 giorni, San Vitaliano 36, Volla 31, Aversa 31, Pomigliano 30, Napoli via Argine 27, Casoria 21, Napoli ospedale Santobono 19. Ad Acerra è dunque già stata raggiunta la soglia fissata dalla Direttiva europea in materia di inquinamento atmosferico (la n.2008/50), secondo cui il limite di concentrazione tossica delle polveri sottili (50 microgrammi di Pm10 per metro cubo) può essere superato fino a un massimo di 35 giorni all’anno. Ma le altre località del napoletano non possono certo stare tranquille. Ha sforato il limite annuale anche San Vitaliano, il Comune ubicato dieci chilometri ad est di Acerra e che, fino all’anno scorso, deteneva il triste record di sforamenti in Campania e che, quest’anno, si trova subito dietro la città, che ospita l’unico inceneritore della Regione. Ma preoccupano molto pure le situazioni di Volla, la cui centralina Arpac è ubicata ad un passo da Casalnuovo, di Pomigliano e del quartiere napoletano di Ponticelli, il cui rilevatore si trova in via Argine, sopra una scuola superiore professionale, a poche centinaia di metri dal Palazzetto dello Sport. Allarme rosso sulla qualità dell’aria pure ad Aversa. Imbarazzanti poi le condizioni dell’area a cavallo tra i quartieri napoletani del Vomero e dell’Arenella, dove la centralina dell’Arpac è piazzata proprio nel recinto dell’ospedale pediatrico “Santobono”, dove si curano i bambini ammalati della Terra dei Fuochi:…

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Allarme polveri sottili, scattati i controlli su auto e caldaie

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Con la nostra città che aveva oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria dopo appena i primi due mesi dell’anno, un limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un anno intero, il Sindaco adottava provvedimenti immediati. Uno, consistente nell’uso dell’opacimetro, ossia dello strumento che misura l’opacità dei fumi e che, utilizzato unitamente all’analizzatore, controlla i gas di scarico delle auto in circolazione. Una sonda, infatti, verifica la temperatura dell’olio, mentre il rilevatore dei fumi va direttamente nel tubo di scappamento. L’altro, consistente in un ecobonus economico da erogare, a chi cambia le caldaie a gas obsolete e più economiche, quelle per uso domestico, con nuove caldaie meno inquinanti, attraverso i proventi delle contravvenzioni riscossi. Il comunicato giunto dal Comune lasciava aperti, però, una serie di quesiti. Non si specificava, infatti, se dai controlli con l’opacimetro, in caso di accertata irregolarità dei gas di scarico delle vetture, sarebbero scattate automaticamente delle multe. Nel comunicato, infatti, si parla solo di obbligo, da parte dei possessori delle automobili, “in caso di rilevazione di fumi inquinanti, di adeguare il veicolo alle norme vigenti”. E come riportava un noto quotidiano, “c’è un problema di contraddizione delle norme. Tutti i veicoli a benzina o a diesel o anche a propulsione mista sono soggetti mediamente, ogni due anni, all’obbligo della revisione ed i centri sono tenuti a controllare anche le emissioni dei gas di scarico delle auto. E se durante il controllo non vengono ravvisate irregolarità, l’auto può circolare previo rilascio di un certificato, il cui costo si aggira intorno ai 65 euro. A questo punto ci si chiede – prosegue l’articolo – se potranno subire contravvenzioni tutte quelle auto, che stanno circolando con un regolare certificato di revisione. Ad ogni modo ieri (sabato 22 febbraio ndr), i poliziotti municipali erano al lavoro, effettuando controlli con l’opacimetro nell’area delle Madonnelle, dove si svolge il mercato settimanale. L’altro interrogativo riguarda l’annuncio della tassa di scopo, con l’intenzione del sindaco di dare il via agli incentivi per il cambio delle caldaie domestiche a gas attraverso i soldi delle contravvenzioni. Bisogna capire, se questo denaro proverrà dalle multe per il controllo dei gas di scarico o da altre tipologie di sanzioni per infrazione al Codice della Strada”. Ad onor…

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Al via i lavori di restauro di 200 edicole votive

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Prendevano il via domenica 8 marzo, a via Annunziata, i lavori di restauro della prima delle 200 edicole votive presenti in città. L’iniziativa, denominata “Salviamo le edicole votive”, promossa da Enzo Sibilio e dalla locale sezione dell’Archeoclub, è resa possibile grazie ad un gruppo di volontari, che ha provveduto ad una raccolta fondi, che ha coinvolto numerosi cittadini ed alcuni imprenditori del territorio, che hanno a cuore le sorti della propria città, tra i quali Vincenzo Di Fiore, titolare dell’omonima pizzeria di Corso Italia. Le edicole votive sono presenti sia a “fronte strada” che nei “portoni”, soprattutto del centro storico e contengono le immagini decorate di Santi, Madonne e figure sacre, che danno al popolo la loro benedizione. Sono un piccolo-grande patrimonio cittadino, che raccontano un pezzo importante della storia locale. Pur essendo dei beni privati, hanno pur sempre un interesse pubblico, perché incarnano una storia passata, che è patrimonio di tutti.

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La “Resurrezione di Cristo” è ritornata nella Chiesa del Purgatorio a piazza Castello

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Il 19 febbraio scorso, nella Chiesa del Santissimo Purgatorio di piazza Castello, alla presenza del Vescovo Mons.Antonio Di Donna, del Sindaco Raffaele Lettieri e del Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, Maggiore Giampaolo Brasili, si svolgeva la cerimonia di riconsegna, all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Acerra, nella persona del dott.Gennaro Niola, di una parte del dipinto (la più significativa dal punto di vista iconografico) dal titolo: “La Resurrezione di Cristo” di autore ignoto, asportato dalla citata Chiesa nel 1991. L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, trae spunto dalla denuncia di furto, presentata da un antiquario napoletano, di numerose opere d’arte in suo possesso e conservate all’interno del magazzino. Oltre ad accertare che la denuncia non era altro, che un mezzo, messo in atto dallo stesso antiquario, per tornare in possesso di beni dallo stesso posti in commercio (nell’abitazione del denunciante sono state rinvenute opere d’arte da lui stesso inserite in denuncia), i riscontri investigativi hanno consentito, altresì, di sequestrare numerosissime opere provenienti da 12 furti avvenuti in tutta Italia in danno di private abitazioni e di istituti di culto. Oltre alle opere di antiquariato, nel corso delle indagini, sono stati anche sequestrati oltre 4000 reperti archeologici tra monete e vasi. Di fondamentale importanza, per l’individuazione del prezioso bene, è risultata la comparazione dell’immagine, con quelle contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ne ha confermato la provenienza illecita. La restituzione avvalora l’importanza dell’opera di sensibilizzazione, che le articolazioni del Comando Tutela Patrimonio Culturale quotidianamente compiono con i responsabili degli Uffici Diocesani, anche attraverso la divulgazione, ai parroci, della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata dal Comando nel 2014, unitamente alla Conferenza Episcopale Italiana. La pubblicazione, oltre a contenere consigli pratici per la difesa dei beni chiesastici da eventi predatori, diffonde e valorizza le iniziative di catalogazione e censimento dei beni che le Diocesi, con grande impegno, stanno conducendo in ordine al proprio patrimonio culturale. A conferma di tale importante attività di inventariazione l’opera in questione era altresì censita nella Banca Dati “CRBC Campania”, (che individua tutte le opere della Regione Campania), con un’immagine fotografica, che ha ulteriormente agevolato l’attività di riscontro. I fedeli possono quindi tornare ad…

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Le agenzie immobiliari funzionano?

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Vuoi acquistare casa, ma affidarti ad un’agenzia è il passo, che proprio non riesci a fare? Qual è il problema di tutte le agenzie immobiliari? Il problema è che sono tutte uguali. Dicono di essere le più belle e le più brave. Ma ascoltando davvero cosa pensano le persone in merito, si percepisce un’unica cosa e cioè: “tutte uguali e nessuna veramente affidabile’’. Il metodo che applicano è sempre lo stesso: cercano case da vendere, ingaggiando giovani allo sbaraglio. Fanno telefonate a tappeto, cercano case, suonando citofoni a tutte le ore, cercano di scavalcare le altre agenzie pur di vendere. Praticamente stalker immobiliare. In tutte le agenzie immobiliari tradizionali il lavoro è organizzato così, tutto è focalizzato sulla casa. Ma del cliente? Il problema più grosso per l’acquirente, che capita in questo tipo di agenzie, è che con questo sistema, lui sceglie la casa, ma non l’agente immobiliare. L’agente immobiliare lo trova attaccato alla casa che gli piace, senza possibilità di scelta. Le persone hanno perso fiducia nel metodo di lavoro delle agenzie tradizionali, perché non dà loro nessun valore. “E dove si colloca Casa Premium in tutto questo?” Lo scopo del progetto Casa Premium l’immobiliare affidabile è di metterti in condizione di: Affidarti ad un agente immobiliare, che più ti ispira fiducia, supportato da dozzine di recensioni di clienti soddisfatti e reali, di persone che puoi incontrare in strada e che hanno lasciato la loro testimonianza (vai al sito www.casapremium.info )… e poi affidare a lui la ricerca della casa. Perché, per comprare casa, dovresti affidarti all’agente immobiliare di turno, che tu nemmeno conosci, nè conosci nulla della sua storia professionale? L’agente immobiliare Casa Premium è un consulente, che mette al centro le esigenze delle persone. Non è più un semplice venditore di case. Il nostro percorso insieme comincia con un colloquio, per capire quali sono le tue esigenze e se siamo le persone giuste, per aiutarti a trovare casa. Nel caso in cui decidiamo di proseguire insieme, non subirai nessuna pressione da venditori, che cercheranno di fissare un appuntamento ad ogni costo. Il team “Casa Premium” è completamente orientato a fornire informazioni. Non sentirai mai nessuna pressione da parte nostra, per farti comprare una casa. Quando avremo trovato la casa perfetta per le tue esigenze, sarai…

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Riunito il coordinamento del Distretto sanitario locale e dei medici di base

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E’ stato riunito nella mattinata di lunedì 24 febbraio 2020, in tavolo permanente, dal Sindaco Lettieri, l’Ucad, il Coordinamento del Distretto sanitario locale e dei medici di base, per coordinarsi e decidere percorsi di informazione alla popolazione. Oltre al Sindaco e all’Assessore Nicola De Matteis erano presenti il Dott.Pasquale Bove, Dirigente Distrettuale, i medici di Medicina generale e Pediatria Dott.Tommaso Esposito, Dott.Vincenzo Crimaldi, Dott.ssa Filomena Esposito e Dott. Salvatore Iasevoli. Dal tavolo di coordinamento è emerso, che la città di Acerra ha innalzato il livello di allerta ed è pronta ad affrontare eventuali situazioni critiche anche grazie al lavoro dei medici di base. Dal coordinamento di sono giunte nuovamente delle raccomandazioni alla cittadinanza e, in particolare: Coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare assolutamente in Pronto Soccorso, ma devono chiamare i medici di base, che valuteranno ogni singola situazione e spiegheranno che cosa fare. Per informazioni generali chiamare il numero 1500, ossia il numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute. Inoltre, coloro i quali si trovino in presenza di vendita di prodotti alimentari in maniera non conforme alle norme, ad esempio vendita di prodotti esposti all’aperto, devono evitarne l’acquisto. Per le ulteriori misure di prevenzione da adottare, si rinvia a quelle dettate dal nostro Ministero della Salute: – Lavarsi le mani accuratamente. – Evitare il contatto ravvicinato con persone, che presentino sintomi respiratori acuti. – Evitare di toccare con le mani non preventivamente lavate la bocca, il naso e gli occhi. – Coprire bocca e naso in caso di sternuto o tosse, meglio se con l’incavo del gomito. – Usare fazzoletti di carta monouso, da gettare in un sacchetto chiuso. – Pulire le superfici con disinfettanti a base di alcol o di cloro. – Usare la mascherina, solo se si sospetta di essere malato o se si assistono malati. – Non assumere autonomamente terapie, ma seguire i consigli del medico. – In caso di sintomi sospetti non recarsi al Pronto Soccorso, ma chiamare il 112 o il 1500. – Evitare luoghi affollati. – Seguire fedelmente le indicazioni fornite dalle autorità competenti.

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