EDIZIONE INTEGRALE DEL 13 MAGGIO 2020

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Al Comune nominato un volontario a capo dei “manipolatori” degli alimenti

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Succede anche questo, ad Acerra, durante l’emergenza da coronavirus, ossia che la Dirigente alle Risorse Umane (nonché Dirigente ad interim della Protezione Civile), dopo aver consentito la distribuzione dei pacchi alimentari, senza il rispetto delle normative vigenti in materia, a tempo abbondantemente scaduto e dopo il blitz dei Carabinieri del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli (e relativa sparizione del pesce congelato manipolato nell’autoparco comunale), faceva una doppia disposizione di servizio, a distanza di tre giorni ciascuna, per individuare gli addetti alla manipolazione. Il coordinamento degli stessi addetti e la responsabilità del servizio è stata affidata ad un volontario in forza al nucleo comunale di Protezione civile. Insomma, una vera e propria follia, tenuto conto che nell’elenco appaiono i nomi di agenti della Polizia Municipale, di messi notificatori, dell’autista del sindaco e finanche il nome del responsabile dell’Ufficio della Protezione civile comunale. Una situazione sulla quale c’è molto da meditare. Da una prima analisi ora è abbastanza chiaro, che nei giorni scorsi i 2000 pacchi contenenti alimenti (ai quali se ne aggiunsero, pochi giorni dopo, altri 550, per un ulteriore somma di 11.775,77 euro, acquistati sempre presso la stessa ditta fornitrice, ossia “La Nuova Tirrenica”), sono stati consegnati agli aventi diritto da personale privo di ogni specifica autorizzazione, con particolare riferimento all’attestato di formazione in materia di Igiene degli Alimenti, rilasciato da parte dell’Ufficio Asl competente. Insomma, in modo fuorilegge, mettendo a rischio l’incolumità di chi lo riceveva e di chi lo consegnava. L’assurdità, infine, è stata quella di individuare in un volontario il responsabile del servizio, mortificando gli stessi dipendenti comunali, che dovrebbero dar conto ad un volontario del lavoro svolto. Tutto sommato non c’è nulla da meravigliarsi, visto e considerato che ad Acerra le leggi sono interpretate per gli amici ed applicate per i nemici. Basta considerare alcuni esempi, per avere una minima idea. Si mettono in quarantena i giornalisti, facendoglielo comunicare dal proprio medico curante; i volontari del Nucleo comunale di Protezione Civile non possono essere iscritti ad alcuna associazione di volontariato; i poliziotti municipali vengono impiegati in operazioni di ordine pubblico, senza avere la necessaria qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza; si elevano verbali, utilizzando gli impianti di videosorveglianza non omologati a ciò. Inoltre: il Dirigente della Polizia Locale è un Dirigente a tempo determinato ed…

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Molti uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto!

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Già sullo scorso numero evidenziammo, che gli effetti nefasti provocati dal coronavirus avevano cancellato, tra l’altro, anche quelle già magre risorse, con le quali realizzavamo questo giornale. Ma la disponibilità palesata dal tipografo e la generosità e gratitudine dimostrata dai nostri “sostenitori”, abituali ed occasionali (ai quali va la nostra riconoscenza), ci inducono a procedere lungo il nostro percorso informativo. E a chi si accanisce, contro chi dirige questo giornale, ricordiamo le parole di Papa Francesco, secondo il quale “in questo tempo di crisi serve un giornalismo libero e chi non permette ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro, non vuole garantire ai cittadini la libertà all’informazione”. Spazio adesso al sindaco Lettieri che, lo scorso 30 aprile, durante il Consiglio comunale, rivolgendosi agli esponenti dell’opposizione, li invitava “a fare pace con il cervello”. Bene. Anche se suona strano detto da lui. Infatti se da un lato, per mesi, ha invitato tutti i cittadini a restare a casa, per combattere il Covid-19 dall’altro, in uno dei manifesti a colori che lo riproducono, mentre comunica alla popolazione i corretti comportamenti da tenere, per arginare il diffondersi del contagio e costati 2800,00 euro, ne spicca uno. Quello in cui l’intrattenitore mediatico dice: “Meglio una passeggiata all’aperto anche da soli. Evitiamo il contatto fisico”. Strano, poi, che chi sia uscito da solo, accogliendo l’invito del primo cittadino, sia stato invece sanzionato dalle Forze dell’Ordine. Non senza dimenticare la confusione ingenerata dall’emanazione di una serie di Ordinanze sindacali o non chiare (e poi riproposte) o sbagliate (e poi rettificate). O addirittura “letali”, dal punto di vista socio-economico, come la n.32 (di revoca della n.31), che aveva decretato la chiusura delle attività commerciali per sabato 25 e domenica 26 aprile. Salvo poi lasciarle aperte nella giornata del sabato fino alle 13:00, comunicandolo però alle 19:30 di venerdì 24. Quando cioè i panificatori, ad esempio, già non si erano organizzati per l’attività lavorativa!! La qualcosa faceva scrivere al Consigliere Zito: “E’ vero che al peggio non c’è mai fine, ma l’amministrazione ci è andata molto vicina…Con la prima Ordinanza sindacale chiude quel poco di commercio che è aperto. Con la seconda apre i negozi ma a cose fatte, con conseguenti disagi per tutti, compresi gli aventi diritto ai buoni spesa erogati tardivamente. Chissà se è…

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Auriemma: “Inopportuno incrementare in questo momento le spese per l’ufficio staff del sindaco”.

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Relativamente alla Delibera di Giunta n.43 del 05.05.2020, con la quale è stato implementato l’Ufficio Staff del sindaco Lettieri, con l’assunzione di un’altra unità (una 26enne del posto, riconducibile ad una nota famiglia di imprenditori locali), il Consigliere comunale Carmela Auriemma, così commenta: “Nuove assunzioni al Comune in piena emergenza coronavirus. Numerose sono state le proposte avanzate al Sindaco per quest’emergenza – esordisce l’esponente pentastellata – e la cosa necessaria era quella di recuperare risorse economiche e trasformarle in aiuti ai commercianti ed alle famiglie in difficoltà: riduzione delle tariffe idriche, copertura della Tari per chi ha chiuso le attività commerciali, sospensione della tariffa per l’occupazione del suolo pubblico. Lo hanno fatto in altri Comune con Bilanci quasi in dissesto. Ma ci è stato detto che bisogna aspettare, il Comune non può spendere soldi!!Poi – aggiunge Auriemma – leggo l’ultima Delibera di Giunta, che vede una nuova staffista, scelta direttamente dal Sindaco. E siamo a tre, con gli staffisti assunti durante quest’emergenza. Se fossero stati epidemiologici, esperti economici, potrei anche capire. I soldi ci sono, ma solo per chi dicono “loro”. Anzi, con la Delibera n.28 del 18 marzo scorso, l’esecutivo ha modificato la Delibera del Commissario straordinario Fulvi, che fissava nella percentuale del 3% dell’intero organico dei dipendenti il numero degli staffisti da poter assumere. Percentuale adesso portata al 5% e, quindi, più staffisti assunti. Si tratta di atti inopportuni dal punto di vista politico, visto che il Comune non ha erogato un euro, per chi è in difficoltà. Purtroppo – conclude la professionista – tra le altre forze di opposizione presenti nel Civico consesso, solo il Consigliere Domenico Zito si sta attivando a favore delle reali esigenze e problematiche della città. Mi sembra chiaro, che il sistema non si ferma neanche durante l’emergenza”. Per la cronaca l’ultima nomina nello Staff del sindaco è avallata dal Decreto sindacale n.12 (che, nel mentre scriviamo, non risulta ancora pubblicato sul portale dell’Ente comunale).

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Il caso del drone anti-Covid acquistato presso un parente del sindaco: il Comune revoca l’appalto

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Era un noto quotidiano, datato 08.05.2020, a ritornare sul caso dell’acquisto di un drone da parte del Comune, come da Determina n.445 dell’8.4.2020. Nell’articolo si riferiva che “l’associazione ambientalista dei Volontari Antiroghi si era offerta di fornire gratuitamente al Comune droni e piloti professionisti, per stanare dal cielo gli individui, che violano le leggi anti-contagio. Ma il Comune ha snobbato l’offerta degli ecologisti ed ha acquistato un drone di 5 mila euro da un cugino del sindaco, che in città fa il fotografo. Il parente del primo cittadino ha presentato al Comune il preventivo poi approvato. Intanto i Volontari Antiroghi hanno presentato un esposto all’Anac, l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione. “In una fase così drammatica per tutti, anche sotto il profilo economico – lamenta Alessandro Cannavacciuolo, dei Volontari Antiroghi – hanno speso migliaia di euro per un acquisto affidato ad un parente del sindaco, nonostante avessimo offerto i nostri droni ed i nostri piloti professionisti”. Nell’esposto inviato all’Anac – prosegue l’articolo – Cannavacciuolo afferma che il drone, acquistato dal Comune con tutti gli accessori, costa molto meno, di quello che è stato pagato…”. Lo stesso quotidiano, dunque, venerdì 8 maggio, scriveva: “Dopo la denuncia degli ambientalisti e le conseguenti polemiche il Comune ha revocato l’appalto per l’acquisto di un drone (Determina n.571), in grado di individuare dall’alto, grazie ad una telecamera, le persone che violano le regole restrittive anti contagio. L’appalto ammontava a 5 mila euro circa. La ditta che se lo era aggiudicato è di un cugino del sindaco Raffaele Lettieri. Da qui la denuncia – prosegue l’articolo – che si basava sull’accusa, che i costi dell’affidamento superassero di molto quelli di mercato. Ad ogni modo la revoca dell’appalto non è stata decisa dal Comune per questi motivi. Secondo quanto specifica l’Ente nella determina di annullamento, la ditta assegnataria dell’affidamento ‘ha manifestato difficoltà a consegnare il bene nei tempi stabiliti’. Nel frattempo – aggiunge l’articolo – il Comune ha bandito una gara ed ha chiesto al Me.Pa. la piattaforma statale per la Pubblica Amministrazione, di fornire lo strumento per un importo a base d’asta di 5 mila euro. Non siamo soddisfatti – commenta però Cannavacciuolo – perché il Comune continua ad ignorare l’offerta dei volontari, di fornire gratuitamente un drone con un pilota autorizzato”.  

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Auto in sosta prive di grattini, pioggia di multe dei Vigili Urbani. Scoppia la protesta

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Riecheggiava in città (e non solo) per alcuni giorni, l’eco delle proteste di molti cittadini, sanzionati dagli agenti della Polizia Municipale, per la mancata esposizione dei titoli di pagamento sulle vetture in sosta negli stalli a pagamento in pieno coronavirus. Giovedì 16 aprile, in particolare, i Vigili Urbani erano scatenati in lungo ed in largo per la città per contravvenzionare, in questo periodo particolare, chi non aveva apposto il grattino sull’auto lasciata sulle strisce blu presso casa. A coordinare la squadra di “penalizzatori” armati di tablet “dedicati” il comandante in pectore. Da settimane, resosi conto che all’interno del Comando della Polizia Municipale c’era un punto debole, dimenticandosi del suo ruolo politico (certamente non operativo), in una sola mossa metteva fuori gioco due persone. Il Dirigente ad interim del corpo ed il Vice-Comandante dei caschi bianchi, assumendo il coordinamento operativo del corpo della Polizia Locale, arrivando a disporre anche la turnazione del personale. Tornando alla ripresa delle sanzioni per violazione del Codice della Strada, ovvero al mancato pagamento della sosta negli stalli blu, per l’intero pomeriggio i poliziotti municipali rimanevano impiegati in quest’attività. Quanti erano i verbali elevati in giornata, di certo solo per fare cassa, era noto solo agli addetti ai lavori. Ma in verità decidere di contravvenzionare, chi aveva parcheggiato, senza pagare il grattino, non sembra essere stata una buona idea. La riprova si aveva seguendo i social, dove si scatenava una bagarre e dove si vedeva (anzi si sentiva, visto che la persona che aveva filmato era stata ben attenta, a non mostrare il volto del Vigile fustigatore), l’agente della Polizia Municipale, incalzato dalle domande dell’automobilista imbufalito, richiedere al malcapitato di esibire l’autocertificazione, per giustificare la sua presenza in strada. Insomma possiamo tranquillamente affermare, che siamo ormai alle comiche. Ed era forte la sensazione, che gli uomini della Polizia Locale abbiano dimenticato all’improvviso la realtà dei fatti. Un vero e proprio errore, soprattutto alla luce del loro ruolo. Presa la palla al balzo, tre Consiglieri comunali di minoranza (Auriemma, Catapane e Zito) subito scrivevano al sindaco Lettieri, chiedendogli di adottare un provvedimento di sospensione della sosta sulle strisce blu e di procedere all’annullamento in autotutela delle sanzioni irrogate. Difficile immaginare che Lettieri avrebbe fatto un passo indietro, tenuto conto che questa richiesta veniva dai Consiglieri di…

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Poliziotti municipali privi della qualifica di Pubblica Sicurezza, la Giunta la chiede alla Prefettura

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Non perde occasione, per far parlare di sé (ma questo è un classico per questo giornale e non solo) il locale Comando della Polizia Municipale. Lo spunto, questa volta, è dato dalla Delibera di Giunta n.38 del 15.04.2020, approvata dall’esecutivo capeggiato dal sindaco Lettieri e con la quale ha chiesto alla Prefettura di Napoli di conferire, con apposito Decreto, la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza in nome dei 14 (su 16) neoassunti agenti di Polizia Municipale, assunti circa tredici mesi fa con contratto a tempo indeterminato e a part-time, a seguito di concorso pubblico bandito dall’Ente di Viale della Democrazia ed espletato. La qualcosa consentirebbe loro (che, allo stato, sono ancora tutti sempre rigorosamente disarmati), anche di collaborare con le altre Forze dell’Ordine. Si trattata di uno status essenziale per l’impego degli stessi, in quanto “la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza costituisce un requisito necessario per la prestazione del servizio, soprattutto durante manifestazioni, spettacoli e pubblici intrattenimenti, nonché ispezioni e controlli nei pubblici esercizi e per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica”. Ed è quanto attestato nella relazione istruttoria del suddetto atto amministrativo dal Vice-Comandante Domenico De Sena e dal Dirigente ad interim dei caschi bianchi Vito Ascoli. Che, tra l’altro, non può essere il Dirigente della Polizia Locale, in quanto è la stessa la Corte dei Conti – sezione regionale di controllo per il Lazio (deliberazione n.73/2018) a precisare, che “va dichiarata l’illegittimità dell’attribuzione di un incarico dirigenziale vacante conferito ad interim ad un Dirigente assunto a contratto, in quanto il conferimento di un incarico aggiuntivo, ancorchè di durata intrinsecamente limitata, determina un’estensione dell’oggetto del rapporto di lavoro del dirigente a termine, venendo ad assumere una valenza costitutiva diversa da quella, che tale conferimento presenta nei confronti dei Dirigenti di ruolo…”. La fattispecie è estendibile a tutte le Pubbliche Amministrazioni, ivi compresi gli Enti locali, cui si applicano le disposizioni previste dall’art.19 comma 6 del D.Lgs.165/2001. Oltre a ciò Ascoli dirige una Direzione extra dotazione organica. E finchè è il Dirigente di attività di programma quali i Pics, i Sistemi informatici ecc. nulla quaestio. Ma è normale che diriga Direzioni istituzionali dell’Ente, quali il Protocollo, l’Anagrafe, l’Elettorale, la Polizia Municipale e adesso anche i Tributi, “tolti” a Cascone? Intanto sono due i Vigili Urbani esclusi…

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Si ribalta con l’auto dopo malore, choc in centro

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Incidente nel tardo pomeriggio in una strada, non lontana dalla stazione ferroviaria. Protagonista della disavventura era un anziano di 70 anni il quale, alla guida di una Fiat Punto grigia, si ribaltava con l’auto a causa di un malore. Per fortuna il 70enne usciva quasi indenne dall’impatto. L’incidente avveniva all’incrocio tra via Dei Mille e via Mazzini. L’uomo stava svoltando, quando avvertiva un malore, che gli provocava la perdita del controllo del veicolo, che finiva sul marciapiede, lungo il quale nessun pedone stava fortunatamente camminando in quel momento. Allertate da alcuni passanti le Forze dell’Ordine, sul posto giungevano i Carabinieri della locale stazione, per effettuare i rilievi del caso ed anche un’ambulanza del 118 anche se, per fortuna, l’uomo usciva indenne dal sinistro. Veniva comunque sottoposto ad accertamenti ed agli esami strumentali di rito da parte del personale sanitario.

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Questione Comandante Polizia Municipale, Auriemma scrive al Segretario comunale per fare chiarezza

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Nuova puntata della telenovela relativa alla vicenda del concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e che vide collocarsi, al primo posto, l’ormai ex Dirigente Felice D’Andrea, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele (originario di un Comune del casertano, oggi 61enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria). Il cui ricorso al Consiglio di Stato sortì, il 31 maggio 2018, a distanza di 9 anni, la sentenza n.3719/2018 e, quindi, l’annullamento della graduatoria dei vincitori, di tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del suddetto Dirigente. Con atto finale rappresentato dalla Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale, Maria Piscopo, con cui venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ex Dirigente dei caschi bianchi ed il Comune. Che, intanto, non ha proceduto all’assunzione del suddetto Miele, divenuto vincitore di concorso e che si rivolse ai giudici per la nomina del Commissario ad Acta. Ex Dirigente che, intanto, in data 14.03.2019, aveva presentato ricorso al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola, agendo per l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli, chiedendo il reintegro nel suo posto di lavoro, con il pagamento delle mensilità intercorrenti dalla data del licenziamento fino alla data dell’effettiva reintegrazione. Ma è ancora giallo fitto sulla nomina del vincitore. Infatti, a distanza di circa 17 mesi dalla presa d’atto del verbale della Commissione giudicatrice, con la quale si provvedeva ad approvare la nuova graduatoria finale (in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato), ancora non si è concluso il procedimento amministrativo, nonostante che al vincitore del concorso sia stato ufficialmente comunicato, che non si intende assumerlo, in virtù della legge Madia. Per mettere una pezza alla falla, il Comando dei caschi bianchi è stato affidato alle cure di un Dirigente ad interim (in dotazione extraorganica e senza specifiche competenze), assunto con contratto a tempo determinato. Insomma sembra una follia, senza tenere conto, che con la risoluzione del contratto di lavoro con il precedente Comandante (tra l’altro secondo nella nuova graduatoria), è stato nominato (senza rispettare i vigenti regolamenti) un ufficiale del corpo nel ruolo di Vice-Comandante. Questi solo a dicembre prossimo maturerà (così come i suoi colleghi di pari corso) la…

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Polizia Municipale, Auriemma “striglia” il Segretario comunale che fa poca chiarezza

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La vicenda del concorso per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra, di cui si riferiva in precedenza e tornata d’attualità grazie al Consigliere comunale, nonché Presidente della Commissione di Vigilanza Carmela Auriemma, che lo scorso 24 aprile aveva scritto al Segretario generale, nonché Dirigente al Personale Maria Piscopo (con relativo sollecito datato 8 maggio 2020), chiedendo lumi sulla situazione conosceva, il giorno dopo, la risposta della plenipotenziaria dirigente. Secondo la quale “al fine di dissipare qualsiasi dubbio circa la legittimità della nomina dell’Ing.Vito Ascoli a Dirigente ad interim della Polizia Municipale, le invio copia della Delibera di Giunta n.13/2000. Rispetto al secondo punto (il riferimento è al procedimento amministrativo di mancata assunzione del colonnello Miele ed al licenziamento del D’Andrea ndr), la informo, proprio perché la complessità della vicenda della nomina del Comandante della PM non è di facile ed ovvia risoluzione, come lei pensa, a dicembre 2019 il Consiglio di Stato si è pronunciato rispetto al giudizio di ottemperanza instaurato dal Dott.Miele contro il Comune di Acerra, senza aver potuto entrare nel merito della questione, che dovrà invece essere affrontata innanzi al Giudice Ordinario. Certa di aver puntualmente risposto ai suoi quesiti”. Dinanzi ad una risposta non risposta, la componente il Consiglio comunale riprendeva carta e penna e, in pari data, riscriveva una pesante nota alla super dirigente comunale, ribadendo la sua richiesta di legittimità della nomina dell’Ing.Ascoli. “In merito alla Delibera di Giunta n.13/2000 che dovrebbe, secondo lei, dissipare ogni mio dubbio – scrive la Presidente della VII Commissione consiliare – sulla compatibilità dell’incarico ad interim conferito all’Ing.Ascoli, essa invece non fa altro, che rafforzare le mie perplessità in merito non solo alla citata nomina, ma anche a tutti gli atti, sia presupposti che conseguenziali. Tra questi anche la Delibera di Giunta n.13, la quale nulla dice sulle specifiche competenze del dirigente e sulle motivazioni del nuovo incarico. Prevede però, senza alcuna motivazione, la suddivisione della Direzione della Polizia Municipale in due tronconi: quello amministrativo e quello operativo. Determinazione quest’ultima che, a mio parere, poco c’entra con l’intero contenuto della Delibera, che riguarda gli obiettivi della Pubblica Amministrazione di dematerializzazione e digitalizzazione della stessa Pubblica Amministrazione e che prevede un evidente aggravio dei costi della macchina comunale”. Insomma, una vera…

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