Questione Comandante Polizia Municipale, è scontro tra il Colonnello Miele ed il Comune

Rischia di trasformarsi in una telenovela senza fine la vicenda relativa al concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e che vide collocarsi, al primo posto, l’ormai ex Dirigente Col.Felice D’Andrea, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele (originario di un Comune del casertano, oggi 60enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria).

Il cui ricorso al Consiglio di Stato sortì, il 31 maggio 2018, a distanza di 9 anni, la sentenza n.3719/2018 e, quindi, l’annullamento della graduatoria dei vincitori, di tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del suddetto Dirigente.

Con atto finale rappresentato dalla Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale ed al Contenzioso, Maria Piscopo, con cui venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ormai ex Dirigente dei caschi bianchi ed il Comune di Acerra. Ex Dirigente che avrebbe presentato ricorso al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola.

Adesso della questione se ne è occupato, nei giorni scorsi, anche qualche quotidiano, che ha così riportato la vicenda. “Per la Magistratura amministrativa è il Comandante della Polizia Municipale dall’ormai lontano 2009. Ma il Comune di Acerra non lo vuole. Ultimamente gli ha anche spedito una lettera.

“Secondo la legge Madia lei non può essere assunto qui”, la doccia gelata che il 17 gennaio scorso gli ha rifilato a mezzo posta la Segreteria generale Maria Piscopo. Un rifiuto a cui ne sono seguiti altri. Ma il Colonnello dell’Esercito Mario Miele non demorde.

Ha fatto capire che non è finita qui e che si rivolgerà di nuovo al Tribunale, per far valere le sue ragioni sancite dal Consiglio di Stato, con una sentenza emessa nel 2018. Attualmente il posto di Comandante della Polizia Locale è vacante.

Il Comune l’anno scorso è stato costretto a revocare il contratto, che lo legava al colonnello Felice D’Andrea, che prima di guidare la Municipale, era poliziotto del Commissariato della Polizia di Stato di Acerra. Sempre secondo il Consiglio di Stato D’Andrea, nel 2009, aveva vinto in maniera irregolare il concorso indetto dal Comune di Acerra per un posto di Comandante dei caschi bianchi. All’epoca, in base a quanto stabilito in via definitiva dalla giustizia amministrativa, D’Andrea risultò primo in graduatoria proprio a scapito di Miele, finito secondo, grazie ad un errore di calcolo della Commissione esaminatrice.

Ed alla fine, l’anno scorso, dopo ben nove anni di attesa, il Consiglio di Stato ha dato ragione a Miele. “E’ lui il Comandante dei caschi bianchi di Acerra dal 2009, data di espletamento del concorso”.

Nel frattempo Piscopo, a seguito di questa sentenza, ha dovuto revocare incarico e contratto al D’Andrea. Da allora al posto di D’Andrea è stato nominato, in via provvisoria, in qualità di Vice-Comandante, il Tenente Domenico De Sena.

In tutti questi mesi, però, Miele ha provato a far applicare la sentenza a lui favorevole, sia attraverso comunicazioni scritte, che recandosi di persona in Municipio. Ma non c’è stato nulla da fare. L’ultimo rifiuto ad assumerlo è stato redatto dalla Segretaria generale 30 giorni fa. La quale, nell’ultimo diniego a Miele, ha sostanzialmente scritto che “in base ad una circolare dell’ex Ministro per la Funzione Pubblica, Madia, non può assumere ex dipendenti pubblici in pensione”.

Ma questa motivazione contraddice una precedente consulenza voluta proprio dal Comune, secondo cui l’avvocato Lorenzo Lentini, legale rappresentante dell’Ente comunale, a seguito del ricorso presentato al Tar Campania contro il Comune dall’ex Comandante D’Andrea, scrive che “gli ufficiali delle Forze Armate in pensione entrano dal momento del pensionamento in quiescenza ausiliaria. Per cui possono essere richiamati al lavoro in qualsiasi altro Ente pubblico”.

Ed esistono vari sono esempi di Colonnelli e di Generali in pensione, che sono andati a dirigere Enti pubblici, anche in Campania. Ma per il Colonnello Miele, ex consulente giuridico dell’Esercito, tante le missioni militari, Bosnia, Kosovo, Afghanistan, almeno per il momento non c’è posto al Comune di Acerra”.

Oltre a quanto riportato nel suddetto articolo va aggiunto che, di recente, Miele ha trasmesso al Comune la sua richiesta, formulata al Consiglio di Stato, di nomina di un Commissario ad Acta, affinché dirima una vicenda ingarbugliata.

Oltre al fatto che non è da escludere, che il Colonnello abbia già adito le vie legali contro l’Ente comunale, rivolgendosi alla Corte dei Conti, per richiedere un congruo risarcimento dei danni patiti.             

 

Joseph Fontano

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Polizia Municipale, l’aspirante Comandante chiede la nomina del Commissario ad Acta

La vicenda relativa al concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e di cui si riferiva in precedenza, trovava spazio anche su un altro quotidiano, datato 13.02.2019 che, riferendosi espressamente alla guerra combattuta a colpi di carte bollate da un lato e dall’altro, attraverso apposito articolo, ha così riportato la vicenda.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Il Colonnello Mario Miele, divenuto vincitore di concorso sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato, la n.3719/2018, passa all’attacco e si rivolge ai giudici per la nomina del Commissario ad Acta.

Facile e semplice prevedere che, in tempi brevi, giungerà il provvedimento e, per chi ha deciso di non volere l’ex Ufficiale dell’Esercito a capo dei caschi bianchi acerrani, sarà veramente difficile, continuare a tenere fuori dalla porta l’ufficiale in ausiliaria, solo perché la legge Madia prevede che, chi è andato in pensione, non può essere assunto da una Pubblica Amministrazione.

Attualmente a comandare la Polizia Locale, è il Tenente Domenico De Sena, nominato Vice-Comandante con un provvedimento dirigenziale, mentre dal punto di vista amministrativo la direzione pro-tempore del corpo è affidata al Dirigente della III Direzione, Gennaro Cascone.

Chiaramente questa diatriba costerà non poco alle casse comunali che, a torto o a ragione, dovranno pagare i danni materiali e morali a chi è uscito (l’ex Comandante Felice D’Andrea), e a chi è stato dichiarato vincitore del concorso pubblico, bandito nel 2008 (ossia il Col.Miele) che, fino ad alcuni anni fa, ha servito lo Stato Italiano (ex consulente giuridico dell’Esercito), partecipando a missioni militari in Bosnia, Afghanistan e Kosovo).

Ma cerchiamo di ricostruire la singolare vicenda kafkiana, partendo dalla fine. Ovvero dicendo subito che il Comune, preoccupato per quello che potrebbe verificarsi, di recente ha conferito mandato, facendosi legalmente rappresentare, all’avvocato Lorenzo Lentini, per opporsi al ricorso presentato al Tar Campania dal D’Andrea, inviando una pesante riservata personale al Dirigente Francesco Annunziata, all’epoca dei fatti segretario della Commissione esaminatrice, facendo intendere a quest’ultimo che, in caso di sconfitta, si rivarrebbero su di lui.

Il concorso per il capo dei caschi bianchi viene bandito nel 2008. Complessivamente vi partecipano 19 candidati. Alcuni di questi non possiedono i titoli necessari, ossia la laurea magistrale, elemento necessario per partecipare al concorso pubblico. Ciò nonostante il concorso va avanti nelle sua procedure. Ad interessarsi del concorso è anche la Procura della Repubblica di Nola.

Le indagini vengono affidate ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, i quali informano il Pubblico Ministero, titolare del fascicolo d’indagine dell’anomalia e, nonostante la discrepanza, l’inchiesta viene archiviata. Ma non per il Colonnello Miele, che si classifica secondo in graduatoria ed inizia la sua battaglia amministrativa, prima attraverso un ricorso al Tar Campania e poi al Consiglio di Stato”.

 

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L’Avvocato Antonio Laudando nominato responsabile provinciale dell’Udicon

Unione per la Difesa del Consumatore, l’avvocato Antonio Laudando responsabile della provincia di Napoli. E’ la nuova carica che il professionista riceve dal coordinamento nazionale Udicon, la maggiore realtà a difesa dei consumatori di tutt’Italia.

“Sono orgoglioso di ricevere quest’incarico in un territorio, dove siamo già attivi con 22 sedi, ma dove l’obiettivo è quello di incrementarne la presenza, per essere sempre più vicini ed attenti alle esigenze dei cittadini-consumatori.

Ma soprattutto in difesa dei loro diritti alla salute, alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti e dei servizi, all’informazione ed alla corretta pubblicità, all’educazione al consumo, alla correttezza dei contratti e all’erogazione di servizi pubblici efficienti”. Una carica che arriva a poche ore da San Valentino, festa in cui occorre sempre stare attenti all’aumento di prezzi, che si nascondono dietro la ricorrenza.

“Tra cioccolatini, peluche e regali vari bisogna aprire gli occhi, a cosa e a dove si compra – spiega Laudando – molte insidie, difatti, si nascondono anche dietro il commercio online, dove la prima cosa da fare, è prestare attenzione all’Url ed al profilo del venditore. Mai fidarsi di un prezzo troppo basso o a pubblicità troppo esplicite che, di solito, nascondono ‘trappole’ ed inganni”.

“In caso di anomalie l’Udicon è sempre pronta a raccogliere segnalazioni, che vanno nella sola direzione di difendere l’interesse ed i diritti dei cittadini” – conclude Laudando. Sulla nuova carica a responsabile provinciale per la provincia di Napoli dice la sua anche il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci:

“Siamo soddisfatti di aver trovato una persona del calibro di Laudando, per rappresentare l’interesse dei consumatori nella provincia di Napoli. Vogliamo fare in modo che la Campania e, in questo caso, Napoli in particolare abbiano a disposizione una struttura, sulla quale contare per ciò che concerne la difesa del consumatore e siamo sicuri che grazie all’avvocato Laudando i cittadini saranno tutelati nel migliore dei modi”.

 

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Il ricordo di Titina Verone, gli strali del Vescovo Di Donna contro i cattivi politici

Si svolgevano nella mattinata di sabato 9 febbraio, in una gremitissima Cattedrale del Duomo, i funerali dell’ex Sindaco di Acerra Immacolata Verone, più nota a tutti come Titina. Ad officiare la messa era il Vescovo, Mons.Antonio Di Donna, il quale evidenziava tra l’altro, durante la sua omelia, le qualità umane e l’attaccamento al proprio territorio dell’ex amministratore cittadino.

“E’ stata al servizio del bene comune, perché amava veramente Acerra” – le parole dell’alto prelato, che ripercorreva la storia amministrativa e di donna impegnata nel sociale di Titina. Che però, citando Sant’Agostino, aggiungeva dall’altare altre sferzanti e dure parole, che facevano calare un silenzio tombale nella Cattedrale dove, seduti in prima fila, c’erano il Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, la Presidente dell’Unicef Margherita Dini Ciacci ed il Sindaco Lettieri senza fascia tricolore.

Il quale, al termine del rito funebre, dopo aver salutato i congiunti della defunta, usciva dall’edificio sacro, senza fare alcun intervento, per ricordare l’ex primo cittadino.

“La politica è appunto un servizio, per costruire una città migliore – precisava Di Donna – e se così non fosse, ci troveremmo di fronte coloro, che non operano così e che sono solo una banda di ladri. Beati quei politici che non guardano alla prossima elezione, ma alla generazione futura. Ed è per questo – proseguiva il Vescovo – che non bisogna disperdere la lezione di Titina e prenderne il testimone”.

Alla fine della celebrazione un corteo accompagnava il feretro avvolto nella bandiera dell’Unicef fino a piazza Castello sulle note di “Morning has broken” di Cat Stevens. La scomparsa dell’ex insegnante elementare, causata da una lunga malattia, contro la quale ha combattuto una dura battaglia fino agli ultimi momenti della sua vita e che ad ottobre prossimo avrebbe compiuto 70 anni, ha rappresentato un grave lutto per tantissimi cittadini.

Verone ha guidato la città, in qualità di primo cittadino, dal 1995 al 1999 e fu eletta con una coalizione di forze di centro-sinistra, dopo che il precedente Consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. E’ stata l’unica donna, a ricoprire la carica di Sindaco ad Acerra.

Fu candidata anche durante le amministrative del 2004, quando al ballottaggio dovette cedere al candidato sindaco Espedito Marletta. Negli anni successivi è stata poi Assessore alle Politiche Sociali ed al Lavoro dal 2009 al 2011 nell’esecutivo guidato dal Sindaco Tommaso Esposito.

Per dodici anni è stata Consigliere comunale, prima del Ppi e successivamente del Pd. Apprezzata per il suo impegno politico, ha guidato la città in periodi particolarmente difficili, legata anche all’emergenza rifiuti. Portò in politica la sua passione, che veniva da anni di esperienza nel mondo dell’associazionismo e del volontariato e che negli anni mise a disposizione della sua comunità sempre con senso del dovere e grande dignità.

Di lei si ricorda, tra gli altri, il grande impegno a favore dell’Unicef. Verone che, nonostante il suo ruolo politico, non ha mai abbandonato il suo lavoro da docente, era apprezzata e stimata da tutti, anche per la sua disponibilità. Sin dalle prime ore successive al suo decesso sono stati numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia da parte delle istituzioni civili, ecclesiastiche e politiche non solo locali.

All’intera famiglia Addeo arrivano le più sentite condoglianze anche del Direttore responsabile e della redazione di questa testata giornalistica.

Ciacci ha sottolineato che “il mese prossimo, durante la settimana della musica, (l’ultimo suo impegno a favore dei bambini), Titina sarà ricordata con una manifestazione”.

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Passaggi a livello, riapre (!?) il sottopasso ferroviario di via Diaz

Tra alcuni giorni dovrebbe essere usufruibile alla cittadinanza il sottopasso del passaggio a livello, che divide Corso Garibaldi da via Diaz e che, al pari degli altri, è stato sempre un incubo non solo dei conduttori di veicoli ma anche dei pedoni, che troppo spesso trascorrono molto tempo della loro giornata dinanzi alle sbarre dei passaggi stessi, in attesa che riaprano le odiate trasversali. Disagi sopratutto per chi, nel caso specifico, deve raggiungere gli uffici pubblici (scuole, uffici postali, Giudice di Pace, ecc.), che si trovano dall’altra parte delle arterie stradali.

La possibile soluzione era stata avanzata a giugno 2018 dalla locale sezione del Movimento 5 Stelle, attraverso il Consigliere comunale Carmela Auriemma, che aveva chiesto a Rete Ferroviaria Italiana, di riaprire il sottopasso pedonale ferroviario in questione, divulgando nel contempo anche un comunicato stampa in cui si evidenziava, tra l’altro, che “da tempo, ormai, numerosi cittadini stanno manifestando lamentele per i disagi arrecati dal passaggio a livello di detto Corso.

Infatti molti cittadini, anziani e bambini, studenti ed utenti RFI, in attesa del transito dei treni, sono esposti alle avverse condizioni atmosferiche o alle elevate temperature durante la stagione estiva anche per molti minuti. Gli orari dei treni, spesso in coincidenza con quelli di apertura delle scuole, causano ritardo agli studenti. Né vanno sottovalutati, inoltre, gli enormi disagi di bambini ed anziani, costretti ad attendere l’apertura del passaggio anche per 15/20 minuti ed a volte anche di più. Per questo abbiamo proposto la riapertura del sottopasso, che risulta chiuso dalla fine degli anni ’90”.

Adesso, al di là delle rivendicazioni sui meriti, di chi si è prodigato per la risoluzione della problematica (alla lista si è prontamente iscritto anche il sindaco Lettieri dalle sue pagine di facebook) la struttura presenta, in corrispondenza dell’ingresso e dell’uscita della stessa, ma anche lungo l’intero tratto, telecamere e monitor installati a tutela della pubblica e privata incolumità.

Infatti spesso tali luoghi divengono il rifugio di delinquenti o di tossicodipendenti oppure un ricettacolo di rifiuti. Ma, stando almeno a quanto scrivono sui social molti cittadini, il sottopasso sarebbe inaccessibile e, quindi, non usufruibile dai diversamente abili, costretti pertanto alle consuete e penalizzanti attese davanti alle sbarre. Un problema non da poco e che, se confermato, evidenzierebbe i limiti progettuali nel recupero, nella ristrutturazione e nella fruizione del tanto atteso sottopasso.

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Riceviamo e pubblichiamo

“Lo studio Legale Sparviero, insieme all’associazione STOG, comunica che ha intrapreso un’importante iniziativa contro la disoccupazione e la grave crisi economica, che attanaglia la nostra società, per aiutare la ripresa del nostro sistema socio-economico.

Dopo il proprio ingresso ufficiale tra le file della Lega abbiamo deciso di affrontare, con un forte impegno e dedizione, il più grave problema che ogni giovane deve affrontare, per realizzarsi e per creare, quelle che sono le fondamenta della sua vita: IL LAVORO.

In una società come la nostra in continua evoluzione, caratterizzata da nuovi lavori, che chiedono nuove professionalità e preparazioni, molto spesso assistiamo ad un mancato incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Infatti in molti servizi dei media, viene raccontata la grave difficoltà che imprenditori, operanti in nuovi settori, trovano nella ricerca di manodopera, cioè lo scarseggiare di varie figure professionali richieste in diversi settori di produzione.

Quindi il primo obiettivo che ci siamo posti, è quello di offrire ai nostri giovani la possibilità di formarsi in queste nuove e specifiche figure. Grazie ad una convenzione stipulata con una scuola di formazione, abbiamo deciso di effettuare una ricerca di mercato, finalizzata ad individuare queste nuove figure attraverso la creazione di contatti con numerose aziende operanti nel territorio nazionale.

Sulla base di questa ricerca organizzeremo, poi, corsi di formazione autogestiti che, grazie a quote di partecipazione fatte su misura per i giovani e all’utilizzo di diversi incentivi statali, finalizzati a favorire la formazione, realizzeremo il sogno di creare quell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro necessario, per eliminare gran parte della disoccupazione giovanile ed aiuteremo diverse aziende a trovare quelle figure professionali necessarie, per stare al passo con l’evoluzione tecnologica.

Un secondo punto, che distanzia i giovani dal lavoro, è la mancata conoscenza di diversi concorsi che ogni giorno vengono banditi per l’offerta di numerosi posti di lavoro. Per gestire questa falla nel nostro ordinamento, abbiamo creato una pagina Facebook denominata “Sportello Giovani” che, quotidianamente, pubblica concorsi e bandi, a cui i giovani possono partecipare. Infatti, utilizzando i social, nuovo strumento di informazione, capace di raggiungere in tempo reale migliaia di utenti, comunichiamo agli stessi tutti i concorsi più importanti che, ogni giorno, vengono pubblicati sui maggiori siti istituzionali, dandogli la possibilità di avere le informazioni necessarie e tempestive, per prepararsi ad affrontare quello che sarà uno degli esami più importanti della propria vita lavorativa.

Siamo in grado di offrire ai nostri iscritti diverse opportunità sia nel settore pubblico, che nel privato. Infatti un’altra fase primaria di questa nostra iniziativa, che ha lo scopo di affrontare un importante ostacolo in questo campo, riguarda la fase preparatoria.

A tal fine mettiamo a disposizione diverse figure professionali (sociologi; formatori; esperti in concorsi), per orientare e preparare i nostri iscritti nella ricerca del lavoro più adatto alle loro caratteristiche.

Quindi invitiamo tutti gli interessati a contattarci, il prima possibile, per concorrere alla ripresa della nostra società, avvalendosi dei seguenti contatti:Facebook “Sportello Giovani”; Whatsupp 393.0050266; email: sportellogiovani30gmail.com; indirizzo C.so Vittorio Emanuele II,129 Acerra”.

 

 

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Abbattute alcune baracche del campo rom abusivo su suolo privato in zona Candelara

Sono stati necessari “solo” 20 anni, per avviare le attività di abbattimento e di sgombero di alcune baracche dal campo Rom abusivo, sito su un suolo privato a Contrada “Candelara”.

Un lasso di tempo un pò troppo lungo, che ha subito certamente un’accelerazione negli ultimi mesi, grazie alle pressioni del nuovo Ministro degli Interni, Matteo Salvini che, fin dai primi giorni della sua nomination, ha imposto “tolleranza” zero ai campi abusivi. In ogni modo nei giorni scorsi venivano abbattute quattro baracche, abbandonate volontariamente dalle famiglie rom, che da anni le occupavano.

Tutte le altre sono rimaste al loro posto. Le operazioni venivano avviate alla presenza degli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretti dal Vice-Comandante Ten.Domenico De Sena. Le baracche rimaste vuote erano in condizioni fatiscenti, pericolose per chi le abitava e poco rispettose delle norme igienico-sanitarie.

Nel frattempo si procedeva, in collaborazione con la ditta che si occupa del servizio cittadino di igiene urbana, alla caratterizzazione ed alla rimozione dei rifiuti provenienti dalle operazioni di abbattimento, in attesa di completare lo sgombero dell’intero campo abusivo.

Le baracche, di dimensioni variabili e realizzate senza il prescritto permesso di costruire, solitamente sono caratterizzate dall’utilizzo di materiale di fortuna per la realizzazione delle pareti e delle coperture, mentre la pavimentazione è realizzata in conglomerato cementizio. Difficile prevedere cosa accadrà, quando scadrà l’Ordinanza dirigenziale n.83 del 28.11.2018, emessa dal Dirigente all’Urbanistica ed al Condono Edilizio Arch.Concetta Martone.

Ed in seguito alla quale gli occupanti dovevano procedere ad abbattere le opere e a ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni dall’emissione dell’atto amministrativo.

Di certo per quell’area c’è la massima attenzione, visto che sembra essere in itinere la realizzazione di un grosso centro sportivo polivalente, la cui progettazione o direzione dei lavori sarebbe riconducibile ad un ex Assessore del Comune di Acerra, socio di alcuni politici di spessore molto noto in città e, con molta probabilità, tra i proprietari del terreno, sul quale insistono le baracche.

Proprietari che, già in passato, avevano presentato denuncia alle Forze dell’Ordine per la presenza delle suddette baracche abusive.

 

Nino Pannella     

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Edizione Intelgrale del 7 Febbraio 2019

 

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Tumore alla vescica, un killer silenzioso. Come prevenirlo

La prevenzione è la prima arma, per vincere la sfida al tumore alla vescica”. A parlare di questa malattia, che incide non poco sulla spesa del Sevizio Sanitario Nazionale, è il dottor Paolo Aveta, responsabile da due anni dell’Unità di Urologia del presidio ospedaliero di “Villa dei Fiori” di Acerra, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno.

Prima di “approdare” ad Acerra, il dottor Aveta è stato alle “Molinette” di Torino e poi al “Maria Pia Hospital”, dove ha messo in piedi l’Unità di Urologia. “La neoplasia alla vescica colpisce, ogni anno, oltre 27 mila Italiani, di cui oltre 6000 donne. Un Italiano su tre non ha mai sentito parlare di tumore alla vescica” – sottolinea il professionista, con il suo accento tipico del Nord Italia.

“Si tratta di una malattia oncologica complessa, pericolosa e soprattutto subdola. Infatti presenta sintomi non specifici e, a differenza del cancro al seno e del colon-retto, non esistono programmi di screening, che possano permettere una diagnosi precoce.

La manifestazione più frequente – prosegue il dottore – è la presenza di sangue nelle urine (ematuria). Il persistere o ripetersi di questo fenomeno, soprattutto in persone considerate a rischio (over 50, fumatori), costituisce un vero e proprio campanello d’allarme. Attenzione, però, l’ematuria non comporta automaticamente la presenza di cancro.

Può essere associata a patologie benigne come, ad esempio, le infezioni urinarie. Per arrivare ad una diagnosi completa e sicura, sono necessari esami più approfonditi. Il nostro consiglio è comunque quello di non sottovalutare questo campanello d’allarme. In caso di positività occorre andare subito dal medico, per svolgere esami più approfonditi”. Cosa si può fare, per sensibilizzare la prevenzione?

“Per sensibilizzare la popolazione sul tumore uroteliale, di cui si parla ancora poco, nonostante che sia la quarta neoplasia maschile più frequente nel nostro Paese, c’è bisogno di fare prevenzione”.

Quali sono i soggetti a rischio?

“Primi tra tutti i fumatori ed i lavoratori più esposti all’esalazione delle vernici, dei diluenti ecc. Insomma a sostanze chimiche usate frequentemente nell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio”. Cosa possono fare i fumatori, per liberarsi dal vizio? “I fumatori lo sanno, smettere non è facile, ma è comunque indispensabile”.

Quali sono le regole della prevenzione? “Smettere di fumare non è l’unica regola di prevenzione da seguire. E’ fondamentale – spiega Aveta – anche svolgere una regolare attività fisica, perché i sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi. Serve anche una dieta equilibrata. In particolare frittura e grassi consumati in grande quantità sono associati ad un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica.

E’ dimostrato che il maggior apporto di frutta e verdura, specie se crude, ha un forte effetto protettivo sul rischio di numerose forme tumorali. L’azione positiva è legata, in particolare, all’alto contenuto di fibre, (che favorisce la maggior motilità intestinale, impedendo l’assorbimento di eventuali sostanze cancerogene) e all’elevata presenza di agenti antitumorali, quali le vitamine antiossidanti.

Via libera, dunque, al regolare consumo di pane, pasta, riso e ad altri cereali ed al consumo giornaliero di ortaggi, legumi e frutta fresca”.

Sta di fatto che è in allestimento una campagna di prevenzione, che si articolerà in varie iniziative, cercando di coinvolgere i medici di base, che sono certamente i primi attori. “Noi di Villa dei Fiori – conclude Paolo Aveta – stiamo lavorando per una campagna di prevenzione. Un lavoro non facile, visto che purtroppo manca la cultura della prevenzione”.

 

Nino Pannella        

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Commissione di Vigilanza, il Dirigente conferma: l’affidamento temporaneo si può tecnicamente fare

Anno scolastico nuovo, problemi vecchi. Il riferimento è al servizio di refezione scolastica che, com’è noto, non è ancora partito, facendo ripiombare interi nuclei familiari, alunni ed insegnanti nella stessa situazione di 4 anni fa. Servizio, il cui appalto è gestito dalla Stazione Unica Appaltante (S.U.A.) con un importo che ammonta a quasi 1,8 milioni di euro, che è rimasto di nuovo invischiato nelle aule dei Tribunali amministrativi e che si sta trascinando avanti a colpi di ricorsi intentati dalle ditte e di sentenze emesse dai giudici.

Un’odissea per gli oltre 1000 bambini delle scuole dell’infanzia i quali, dallo scorso 8 gennaio, “usufruiscono” di una mensa autogestita, in attesa che parta il servizio effettivo. I bimbi, infatti, possono consumare a scuola un pasto preparato dai genitori, secondo un menù diffuso dagli istituti scolastici e dall’Asl. I genitori che invece non vogliono che i figli mangino a scuola, se li riprendono, perdendo però diverse ore di lezione.

Dinanzi a tutto ciò il Movimento 5 Stelle dava vita ad una petizione popolare, a sostegno della proposta avanzata dal Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare di Vigilanza Carmela Auriemma, ossia che il Comune intervenga subito con un affidamento temporaneo, che si prolunghi fino all’espletamento della gara.

Un atto amministrativo che, secondo l’esponente pentastellata, può essere adottato. Raccolte pertanto centinaia di firme, che venivano protocollate dagli attivisti grillini al Sindaco Lettieri, all’Assessore alla Politiche Scolastiche Petrella ed al Presidente della Pubblica Assise Piatto.

Sulla vicenda refezione scolastica si svolgeva martedì 29 gennaio la Commissione di Vigilanza, presieduta dalla stessa Auriemma. Commissione alla quale prendevano parte i Consiglieri Maietta, Gallo, Zito, Montesarchio, Soriano, Catapane e la stessa Auriemma, oltre ad alcuni genitori e durante la quale c’era l’audizione del Dirigente all’Istruzione Salvatore Pallara.

Il quale illustrava la situazione dal punto di vista tecnico-giuridico evidenziando che, “allo stato, ci sono due contenziosi aperti. Uno relativo al ricorso presentato al Tar Campania dalla società esclusa, la New Food, che ha avuto sentenza favorevole e contro la quale ha presentato riscorso al Consiglio di Stato la Stazione Unica Appaltante. Il 22 gennaio, inoltre, la New Food ha presentato un altro ricorso, contro la S.U.A., il Comune e la società affidataria del servizio, la Global Service dicendo, in sintesi, che la SUA deve astenersi da qualsiasi aggiudicazione e l’Ente comunale da qualsiasi avvio del servizio. Una sorta di ricorso cautelativo, contro il quale il Comune si è già costituito come parte contro-interessata.

Inoltre, se il Consiglio di Stato dovesse riammettere la società esclusa, vi sarebbe una situazione caotica, di cui è difficile indicare una tempistica, visto che ancora non è stata fissata la prima udienza dal Consiglio di Stato”.

Alla fine si va nella direzione già prospettata da Auriemma, ossia che se il Consiglio di Stato darà ragione alla società esclusa, confermando la sentenza del Tar, sarà annullata l’intera procedura e si dovrà rifare la gara. “Resta di fatto – concludeva Pallara – che l’affidamento temporaneo si può tecnicamente fare, laddove esiste un preciso indirizzo politico dato al Dirigente”.

E mentre la Montesarchio evidenziava “l’inutilità della Commissione, perché era più utile che il Consigliere Laudando convocasse la Commissione Politiche Sociali e Scolastiche, per affrontare politicamente la questione”, gli stessi genitori ringraziavano la Auriemma, grazie alla quale avevano potuto conoscere notizie importanti sullo stato dell’arte ed essere più preparate, a seguire il Consiglio comunale del giorno successivo. Al mattino, intanto, si era presentato in Comune Luca Abete con la troupe di Striscia la Notizia, per poter sentire sulla problematica il Sindaco (che era assente) o qualche esponente dell’amministrazione comunale. Tentativo fallito e tanta tensione nella Casa comunale, con l’intervento della Polizia Municipale.

 

Joseph Fontano

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