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Mi scappa la pipì. O no?

Martedì 12 marzo rappresenta, per uno come me, che vive quotidianamente, nelle sue varie componenti, il tessuto sociale locale, una data “storica”. Infatti è uno dei quei momenti, durante i quali una parte (o la maggior parte) della cittadinanza, mostra la sua vera essenza. E’ il giorno in cui infatti il Sindaco, con tanto di Ordinanza, ha ordinato la chiusura di tutte le scuole presenti sul territorio comunale, a causa dell’interruzione della fornitura idrica, a partire dalle ore 00:01 e fino alle 23:59, per l’effettuazione dei lavori di potenziamento alla rete idrica. E ciò, al fine di evitare che le relative attività si svolgessero in precarie condizioni igienico-sanitarie e di scongiurare ogni possibile rischio collegato alla mancanza d’acqua corrente. Ma, nello stesso tempo, restava esclusa dal provvedimento la Casa comunale, dove il personale dipendente era regolarmente al suo posto. Eppure, giunti a metà mattinata e, nonostante fosse giorno di accesso al pubblico, i servizi igienici del Comune erano ormai impraticabili e maleodoranti. Né erano giunte le autobotti dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile, a rifornire di acqua i serbatoi del Municipio. Tuttavia gli impiegati comunali erano lì, senza la prospettiva di poter anticipare di qualche ora l’uscita (forse neanche richiesta), vista la precaria situazione creatasi e senza avere certezza, che l’indomani mattina i servizi igienici sarebbero stati praticabili. Infatti, come avrebbe potuto operare la ditta delle pulizie senz’acqua? Al di là della parziale risoluzione della situazione (l’erogazione idrica è poi ripresa con alcune ore di anticipo), la domanda sorge spontanea: quello palesato dai suddetti lavoratori è stato un eccessivo senso del dovere o un’ulteriore prova, di aver abdicato del tutto alla propria dignità ed alla propria salute?   J.F.

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Addio al Maestro De Falco, ha girato il mondo con il suo clarinetto

Ha combattuto fino all’ultimo, ma alla fine il 63enne Maestro di clarinetto Giovanni De Falco, uno dei tanti illustri figli di questa terra, è stato costretto ad arrendersi alla volontà divina, lasciando attoniti e basiti quanti gli volevano bene e lo stimavano. La notizia del prematuro decesso, verificatosi lo scorso 26 febbraio, in pochi minuti faceva il giro del web. Tra i primi a postare un ricordo di De Falco, è stato il Maestro Modestino De Chiara, amico da sempre del più giovane collega. “Giovanni De Falco è stato un eclettico musicista e concertista. Comunicò con il suo clarinetto il messaggio superiore dei sentimenti e della bellezza dell’arte musicale. Alla culla dei musicisti di Acerra iniziò la sua fulgida carriera, svolta poi nei Conservatori di Musica e nelle Orchestre. Ha girato il mondo con la sua arte, senza mai abiurare le sue origini. Dagli Stati Uniti d’America a Salisburgo, si esibì in grandi esecuzioni. Il suo ultimo desiderio fu quello di insegnare nella Scuola di Musica più importante del mondo: il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella di Napoli, dove pure si formò. Lì, sulla cattedra del suo Maestro, svolgeva il suo magistero. Lì, nella Scuola di tanti eletti musicisti, compresi tanti Maestri di Acerra, un male gli ha impedito di concludere la sua brillante carriera”. Parole forti, dettate dal cuore. Il Maestro De Falco, che viveva a Salerno, tornava spesso nella sua Acerra e, nonostante i suoi importanti riconoscimenti internazionali, è stato sempre un uomo semplice ed umile, che si è sempre prodigato per i più deboli.   Ni.Pa.

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Edizione Integrale del 19 Febbraio 2019

  Clicca qui per scaricare l’Edizione Integrale del 29 Febbraio 2019

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Il ricordo di Titina Verone, gli strali del Vescovo Di Donna contro i cattivi politici

Si svolgevano nella mattinata di sabato 9 febbraio, in una gremitissima Cattedrale del Duomo, i funerali dell’ex Sindaco di Acerra Immacolata Verone, più nota a tutti come Titina. Ad officiare la messa era il Vescovo, Mons.Antonio Di Donna, il quale evidenziava tra l’altro, durante la sua omelia, le qualità umane e l’attaccamento al proprio territorio dell’ex amministratore cittadino. “E’ stata al servizio del bene comune, perché amava veramente Acerra” – le parole dell’alto prelato, che ripercorreva la storia amministrativa e di donna impegnata nel sociale di Titina. Che però, citando Sant’Agostino, aggiungeva dall’altare altre sferzanti e dure parole, che facevano calare un silenzio tombale nella Cattedrale dove, seduti in prima fila, c’erano il Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, la Presidente dell’Unicef Margherita Dini Ciacci ed il Sindaco Lettieri senza fascia tricolore. Il quale, al termine del rito funebre, dopo aver salutato i congiunti della defunta, usciva dall’edificio sacro, senza fare alcun intervento, per ricordare l’ex primo cittadino. “La politica è appunto un servizio, per costruire una città migliore – precisava Di Donna – e se così non fosse, ci troveremmo di fronte coloro, che non operano così e che sono solo una banda di ladri. Beati quei politici che non guardano alla prossima elezione, ma alla generazione futura. Ed è per questo – proseguiva il Vescovo – che non bisogna disperdere la lezione di Titina e prenderne il testimone”. Alla fine della celebrazione un corteo accompagnava il feretro avvolto nella bandiera dell’Unicef fino a piazza Castello sulle note di “Morning has broken” di Cat Stevens. La scomparsa dell’ex insegnante elementare, causata da una lunga malattia, contro la quale ha combattuto una dura battaglia fino agli ultimi momenti della sua vita e che ad ottobre prossimo avrebbe compiuto 70 anni, ha rappresentato un grave lutto per tantissimi cittadini. Verone ha guidato la città, in qualità di primo cittadino, dal 1995 al 1999 e fu eletta con una coalizione di forze di centro-sinistra, dopo che il precedente Consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. E’ stata l’unica donna, a ricoprire la carica di Sindaco ad Acerra. Fu candidata anche durante le amministrative del 2004, quando al ballottaggio dovette cedere al candidato sindaco Espedito Marletta. Negli anni successivi è stata poi Assessore alle Politiche Sociali ed al Lavoro dal…

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Il Ricordo

Incontrai monsignor Riboldi nel 1968. Era parroco nel Belice della ricostruzione dopo il terremoto. Sottufficiale di complemento dell’esercito a Palermo, con la mia squadra dovevo contribuire al soccorso immediato. Don Riboldi divenne ben presto quel “don terremoto” che, a gran voce, sfidava autorità politiche e sociali in difesa della gente. Dopo dieci anni divenne vescovo nella mia città. Ho avuto la grazia di stargli accanto per decenni, apprendendo tante lezioni di vita da lui e dal suo vicario generale monsignor Domenico Fatigati. Il vescovo Riboldi, figura carismatica, ha indicato il cammino alla Chiesa locale e non solo, riportando il fervore nei cuori degli Acerrani rimasti per 12 anni senza pastore. Ha rivestito di una grossa fiamma lo stoppino fumante tenuto acceso con grande amore ed impegno dal vicario monsignor Fatigati. Ha risvegliato le coscienze e ridato speranza a tanti in attesa di pane e dignità. Famiglie, giovani e meno giovani bussavano alla porta e sempre riuscivano a sorridere alla vita grazie alla speranza e l’aiuto concreto, che lui sapeva dare, aprendo la strada al futuro. Lavoro prezioso anche quello del suo segretario: don Fernando Felici, persona mite e sincera, ha vissuto con responsabilità accanto ad un uomo con l’agenda sempre piena. Collaboratore esterno della diocesi, don Riboldi mi affidò il progetto ambizioso, di far nascere un ufficio nel palazzo vescovile, dove concentrare le attività: il “C.E.D.” (Centro elaborazione dati). Una “creatura” nata da tutta la mia passione e dedizione, ancora oggi fiore all’occhiello ed importante riferimento per l’intera diocesi. Don Riboldi è stato coraggioso vescovo di frontiera, disponibile e generoso: trovava sempre giuste soluzioni a situazioni difficili, portando serenità al fratello sofferente. Un grande uomo ed i “grandi uomini non muoiono mai”. Dopo un breve periodo a Stresa in Piemonte, don Riboldi ci ha lasciati in silenzio, senza mai dimenticare il suo popolo. Le spoglie riposano, per suo volere, nella Cattedrale di Acerra. Persona di talento e particolarmente benedetta da Dio, elegante nell’aspetto ed appropriato nel linguaggio, il suo ricordo fa bene allo spirito, ora che egli si trova fra le braccia del Padre Celeste, infinitamente buone e pronte ad accogliere chi, con fatica, serve la Chiesa. Il suo nome è da decenni nelle enciclopedie. Una storia ed un’eredità da custodire gelosamente, per apprendere spunti di vita onesta…

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Un bronzo che vale oro per la scuola del Maestro Salvatore Tamburro ai Campionati Italiani di Kendo

Nella due giorni compresa tra 10 e l’11 dicembre 2017 a Castelvolturno, si sono svolti i Campionati Italiani di Kendo (FIK Federazione Italiana Kendo). “Tenete alte le vostre spade, altrimenti la rugiada le arrugginirà”. Questa frase di Shakespeare, che Donn F. Traeger cita nella sua splendida trilogia sul Budo, è la più adatta, a rimarcare l’importanza dei Campionati italiani di kendo come momento di ineliminabile confronto con se stessi e con gli altri. Quest’anno, dopo varie vicissitudini, grazie all’ASCD Studio Arti Marziali:Karate-Do di Acerra, si sono svolti a Castelvolturno i suddetti campionati in un’oasi naturale ed in un palazzetto dello sport meraviglioso. La conferma che luoghi diventati loro malgrado simboli di camorra e degrado, hanno in realtà un cuore stupendo e di quanto le arti marziali siano veicolo di cultura, di conoscenza e di riscatto. Il bagaglio tecnico è stato più che buono a tutti i livelli: cadetti, juniores, femminile e dan. Segno che il lavoro svolto finora, incomincia a dare i suoi frutti. Belle le vittorie, belle le sconfitte. Soprattutto la finale dei dan fra Bucca (Gruppo Sportivo Polizia di Vibo Valentia) e Belluomo (Atleta dell’ASCD Studio Arti Marziali:Karate-Do di Acerra), merita di essere incorniciata. La medaglia d’oro nei junior conquistata da Grassia Pierfrancesco, l’argento di Belluomo e la medaglia di bronzo conquistata dal M° Salvatore Tamburro, i tre quinti posti di Fiorentino Marco, Manfrellotti Raffaele e Gigi Mercadante consentono all’associazione acerrana di salire sul podio nazionale, classificandosi al terzo posto. Un bronzo che vale oro, in quanto le altre squadre erano molto più esperte e numerose. E’ ormai da quattro anni, che la scuola di Acerra si piazza sempre sul podio, diventando una scuola da prendere come punto di riferimento. Ad aprile scorso il M° Tamburro è diventato presidente Regionale della FIK.

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Sì alle segnalazioni ed alle denunce. Ma non con l’anonimato

Ringrazio vivamente tutte le persone che, nonostante siano trascorsi tanti anni, ancora seguono con interesse ed attenzione questa testata giornalistica, sia leggendone la versione cartacea, che quella pubblicata sul sito del periodico stesso www.oblomagazine.net. Le tante segnalazioni inoltrateci, sia verbali che scritte, stanno a testimoniare ciò. Ma ne approfitto per ricordare, ancora una volta, a tutti quelli che ci inviano lettere o scritti a mezzo posta elettronica o corrispondenza cartacea che gli stessi, per trovare il favore alla pubblicazione, devono recare in calce la firma dell’autore/autrice dello scritto. Le comunicazioni anonime o siglate con uno pseudonimo, a prescindere dall’argomento, non vengono pubblicate, quantunque prese in considerazione. Grazie.   Il Direttore Responsabile  

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Imputati dinanzi all’Autorità Giudiziaria di oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

Sono ben tre i casi, di cui di seguito riferiamo, che si riferiscono a nostri concittadini, a carico dei quali dovrebbe essere fissata a breve, dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, che ha già letto gli atti dei procedimenti penali, istruiti a conclusione delle indagini preliminari svolte, la data della prima udienza dibattimentale, che li vede nella veste di imputati (e per i quali, comunque, vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato), per reati commessi ai danni di appartenenti alle Forze dell’Ordine. Il primo è G.T. di 69 anni, acerrano di nascita ma residente in un Comune del casertano, difeso da un giovane e brillante penalista locale. All’uomo è stato notificato un decreto di citazione a giudizio, perché a novembre del 2013, a via Volturno, fermato da un Carabiniere in borghese, M.R. di 55 anni, mentre alla guida della propria vettura percorreva in contromano il suddetto tratto di strada, usava violenza nei confronti del Militare dell’Arma, consistita nel proferire le parole “me ne sbatto che sei un carabiniere” e sferrandogli un pugno al volto, per poi allontanarsi repentinamente, impedendogli così di compiere un atto del suo ufficio. Ed inoltre perché con la sopra citata condotta cagionava al Carabiniere lesioni personali, consistenti in un trauma contusivo con escoriazioni a carico della regione periobitaria e della radice del naso destro. Il secondo decreto di citazione a giudizio riguarda D.R. di 36 anni, residente in loco in una strada periferica imputata perché, nel mentre era alla guida della propria vettura lungo il tratto autostradale A3 all’altezza dell’innesto A1 sulla stessa traiettoria di un finanziere, S.P. aveva posto in essere una serie di manovre azzardate, che risultavano pericolose per la propria e l’altrui incolumità. A questo punto l’appartenente alle Fiamme Gialle, di stanza a Napoli, la fermava e le chiedeva di esibire i documenti di identità. Per tutta risposta la 36enne, scesa dall’auto, alquanto adirata gli rispondeva: “Tu non sai chi sono io, conosco il Questore di Napoli, lo informerò di quello che sta accadendo, ti farò licenziare”. Inoltre, dopo aver sentito che il finanziere aveva allertato una pattuglia della Polizia Stradale, la donna risaliva nella propria vettura e, mettendo in moto la stessa, ripartiva repentinamente, urtando il finanziere, che si trovava sul ciglio della…

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I successi ed i nuovi traguardi della scuola calcio Accademia Acerra

L’ASD – Scuola Calcio Accademia di Acerra, presieduta da Giuseppe Capasso e che partecipa al campionato regionale categoria Minigiovanissimi (classe 2002) ha festeggiato, sabato 23 aprile, presso lo stadio Comunale la vittoria del proprio girone, dopo aver concluso il campionato, senza aver perso neanche una partita. Una vittoria certo di squadra, che va dall’operato dell’allenatore Antonio Soriano, coadiuvato da Raffaele Coletta, a coloro che hanno collaborato con il presidente durante l’intera stagione, ossia Francesco Chiariello, Raffaele Pelliccia, Giuseppe Altobelli e Giovanni Trombetta. L’ultima giornata si è disputata il 23 aprile scorso, conclusasi con l’ennesima vittoria, che permette al team di prendere parte ai play-off regionali, che a breve inizieranno. “Il lavoro svolto ci gratifica molto – dichiara mister Soriano – e molti dei nostri atleti sono stati visionati e richiesti da altre società professionistiche, tra cui l’attaccante, autore di tante reti, per cui è stato invitato dalla società Calcio Parma, per svolgere l’ultimo provino, che sa di conferma della sua cessione alla società emiliana. Inoltre vogliamo riconfermare anche per la prossima stagione le stesse prestazioni, migliorando gli aspetti tecnico-tattici, non trascurando nessuna categoria, compresi i classe 2003 e 2004, che quest’anno hanno vinto il campionato provinciale, grazie al lavoro ed alle qualità di Luigi Esposito. Formare e lanciare giovani con doti tecniche e con qualità anche umane, rientra nello spirito della società e del nostro lavoro quotidiano, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Questo il nostro principale obiettivo”. Sabato, dunque, vi è stata la festa di fine campionato, con tanto di brindisi e di fuochi d’artificio, alla quale hanno preso parte sia i genitori dei giovani calciatori che i tifosi, che hanno condiviso con la società il traguardo raggiunto. La società, inoltre, comunica agli appassionati di calcio ed alla comunità locale, che continuerà a puntare su uno staff di allenatori qualificati FIGC per ogni categoria nonché su allenatori laureati in Scienze Motorie. Si avvisa intanto tutti i giovani che il mese prossimo si terranno degli stage presso il campo sportivo di via Manzoni, dove si esibiranno atleti nati negli anni 2001-2002 – 2003 e 2004, cercando tra gli stessi, quelli che potranno portare ad altre vittorie nei prossimi campionati regionali della Federazione Italiana Gioco Calcio.    

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Tre avvisi di conclusione delle indagini per truffa ai danni dell’assicurazione

Notificato, nei giorni scorsi, l’avviso della conclusione delle indagini preliminari, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, nei confronti di R.P. di 50 anni; di M.S. di 40 anni, entrambe residenti ad Acerra e di D.T. di 52 anni. Indagate, le prime due per aver, in concorso tra di loro, in qualità di presunte parti danneggiate e richiedenti il risarcimento e l’altro, in qualità di testimone, che ha già deposto nella causa civile dinanzi al Giudice di Pace di Nola, dichiarato il falso sulle domande oggetto dei capi di prova e, in generale, sul sinistro dedotto nell’atto di citazione e nella comparsa di intervento volontario. Il tutto, al fine di far conseguire indebitamente un indennizzo alle due donne per danni alle rispettive autovetture, a seguito della denuncia alla compagnia di assicurazione “Sara spa” di un sinistro, che si sarebbe verificato ad Acerra il 24 dicembre del 2010 (ma che, in realtà, non è mai avvenuto), dopo aver fatto pervenire una lettera di messa in mora ed aver azionato la causa civile (la prima con atto di citazione e la seconda, spiegando intervento volontario) dinanzi al suddetto Giudice di Pace, hanno svolto la prova testimoniale con l’intervento dell’uomo, quale testimone della parte attrice, il quale ha deposto il falso relativamente alle circostanze oggetto dei capi di prova, atteso che il sinistro non si era mai verificato. In particolare il 52enne testimoniava che il giorno della Vigilia di Natale del 2010, si trovava in auto con il marito della signora di 50 anni e procedeva lungo via dei Mille quando, all’improvviso, nel senso di marcia opposto proveniva un’altra vettura, una “Opel Astra”, che sbandava ed urtava l’auto, sulla quale essi viaggiavano. Ne restava danneggiato lo specchietto laterale e graffiata la carrozzeria. Oltre a ciò l’auto fuori controllo finiva poi per urtare una seconda auto in sosta (quella della 40enne). Inoltre il 52enne aggiungeva che il conducente dell’auto, un giovane sui trent’anni, di corporatura grossa, che si era reso responsabile dell’incidente, dopo essere sceso dall’auto, aveva egli stesso fornito i dati necessari e gli estremi dei propri documenti. Salvo poi ripensarci e strappare di mano al danneggiato i documenti forniti. Il Pubblico Ministero, ascoltate altre parti del racconto reso nell’aula di Tribunale, farcito di…

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