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L’On.Marrazzo: “Per garantire i livelli occupazionali occorre una revisione dei piani industriali”

Accende una sigaretta e, indicando l’inceneritore che ingoia rifiuti a pieno ritmo, sbotta: “La strategia di Berlusconi? Promettere per non mantenere. I nostri timori sulle cosiddette compensazioni, purtroppo, erano fondati: gli sgravi e le agevolazioni promesse dal Governo non sono mai arrivati sul tavolo e nelle tasche dei cittadini di Acerra. Avremmo preferito essere smentiti. Invece i fatti ci hanno dato ragione. Ma la battaglia è appena iniziata: sarà compito del prossimo Consiglio regionale rinfrescare la memoria al Governo e imporre il rispetto dei patti”. Nicola Marrazzo, 53 anni, Consigliere regionale uscente di Italia dei Valori, Presidente della Commissione Bilancio, è un pacato per vocazione. Ma di fronte all’inceneritore che, insieme con la monnezza, brucia anche le promesse, non riesce a mantenersi calmo: “Berlusconi con le parole ci fa vedere il paradiso, racconta barzellette per farci sorridere e poi ci lascia nell’inferno. Ma c’è poco da stare allegri. In Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, migliaia di famiglie stanno facendo i conti con la crisi economica, con i licenziamenti e la cassa integrazione. Penso agli impianti industriali di Acerra, che non riescono a ripartire. Penso agli operai di Fiat auto, di Montefibre e di Ilmas Sud, che temono di rimanere senza stipendio e senza occupazione. Ed il Governo che cosa fa? Niente, specialmente per gli Italiani del Mezzogiorno, vere vittime di una crisi che non è ancora passata. Perché, se perdere il lavoro al Nord è un problema, essere licenziati al Sud è una tragedia”. Secondo lei, qual è il futuro degli operai di Fiat Auto, Montefibre e Ilmas Sud? “Gli incentivi destinati dal Governo al mercato automobilistico, come Italia dei Valori temeva, non sono bastati a garantire i livelli occupazionali, che poi era l’obiettivo principale di tutta l’operazione. Ritengo, invece, che sia necessario attuare un piano di sviluppo industriale, che tenga conto delle reali esigenze del mercato auto. C’è bisogno di una revisione dei piani industriali attraverso una nuova politica economica, che guardi con attenzione alle famiglie ed alle fasce medio-basse degli Italiani, che devono essere messi in condizione di consumare di più. Solo così si potrà instaurare di nuovo un ciclo economico virtuoso, senza dimenticare però che bisogna configurare il tutto nell’ambito della globalità economica che, se da un lato può rappresentare un vantaggio dall’altro, se male…

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L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco sui doveri e l’operato della “Acquedotti Scpa”

Adesso, senza voler riproporre di nuovo ai nostri lettori le questioni inerenti alla Acquedotti Scpa ed ampiamente da noi esposte in questi anni (l’affidamento del servizio idrico integrato alla stessa, intervenuto in mancanza del necessario presupposto di legittimità, come attestato dall’A.T.O. Napoli 2 lo scorso 7 maggio, con conseguente interrogazione consiliare; la quasi totale mancanza di pulizia e manutenzione delle caditoie, che hanno provocato l’invio al Comune delle istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali; la risposta alla società data dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, Arch.Martone, datata 30.12.2009 la quale scrive che, relativamente alla massima solerzia, precisione e continuità, con cui la società asserisce di compiere la pulizia delle caditoie, tale società millanta tali interventi e tanto altro ancora), cosa c’è di nuovo? L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco Esposito e presentata durante il Consiglio comunale dello scorso 29.01.2010 dai Consiglieri G.Bigliardo e P.Di Fiore (Pdl), con la quale il primo cittadino e l’amministrazione comunale riferiscano sull’esecuzione dei doveri contrattuali posti a carico della società Acquedotti Scpa, per effetto del provvedimento in affidamento in concessione del servizio idrico comunale, come da Determina dirigenziale n.185/2005. In particolare i suddetti Consiglieri chiedono che il Civico consesso sia informato sullo stato patrimoniale del capitale azionario del Comune nella società; se il Comune per la riscossione pregressa e la società concessionaria hanno restituito agli utenti la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, come imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008; se la società ha svolto opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle reti idriche e fognarie ricevute in comodato. Che sia informato sulle risultanze delle ultime analisi e controlli di qualità sull’acqua erogata agli Acerrani, svolti dalla società concessionaria; se il Comune ha mai verificato, con proprie analisi, nel quadro dei suoi poteri di controllo e di vigilanza, le risultanze delle analisi svolte dalla società concessionaria; sui progetti di intervento effettuati dalla stessa, sul complesso degli impianti idrici e fognari, per la revisione generale dell’intera rete idrica e fognaria esistente e per il suo potenziamento, modalità, termini, condizioni e strutture impiegate dalla società per la vigilanza ed il monitoraggio sulle reti idriche e fognarie….

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Nominato il nuovo Assessore in luogo del dimessosi Granata

E’ terminata con la nomina di Nicola De Matteis ad Assessore al Personale, alle Politiche Finanziare, al Contenzioso ed alle Attività Produttive al posto del dimessosi Raffaele Granata, la disputa interna che si era aperta, ormai da tempo, in seno alla lista civica “Progetto Acerra”, che ha contribuito alle amministrative di giugno scorso all’affermazione elettorale dell’attuale Sindaco Tommaso Esposto e che portò a sedere in Consiglio comunale due Consiglieri: Affinito e Piatto. La nomina a componente dell’attuale Giunta comunale è arrivata ufficialmente lo scorso 11 febbraio, attraverso il Decreto sindacale n.I. Nonostante il tentativo di mantenere il riserbo fino all’ultimo momento, il nome dell’ex Consigliere comunale della passata amministrazione cittadina, nonché neo Segretario del movimento civico come successore di Granata, era dato da giorni come già ufficioso. Il nome del 52enne ragioniere compariva anche nella prima rosa di candidati, che fu presentata all’attenzione del Sindaco durante la composizione dell’esecutivo comunale, poi presentato alla città il 23 luglio dell’anno scorso. “La lista che mi hanno presentato aveva gli stessi 5 nomi di otto mesi fa – affermava il primo cittadino – tranne quello di Amato Lamberti. La scelta di De Matteis è il frutto della condivisione di un percorso fatto dai partiti di maggioranza, che hanno deciso di dare seguito al documento firmato a luglio 2009 secondo il quale, di fronte ad una divisione interna ad un partito, si sarebbe rispettato il risultato elettorale (la cosiddetta normativa antiribaltone). Inoltre, considerando le competenze che tale ruolo richiede, riconosce nella sua persona la giusta professionalità Con ciò – concludeva Esposito – non disdegno affatto il supporto ideologico e di fatto dato all’amministrazione dall’ex Assessore Granata”. In seno alla lista civica si era venuta a creare una spaccatura insanabile, che vedeva due fazioni contrapposte contendersi davanti al Giudice di Pace la paternità della lista stessa. Da qui le dimissioni di Granata protocollate lo scorso I febbraio e la fuoriuscita del gruppo politico, che si è rivolto alla giustizia civile, con conseguente collocazione del consigliere Affinito nel gruppo misto. La fuoriuscita del gruppo dissenziente, che annovera anche l’ex Assessore Altobelli e lo stesso Granata si ha, come si evince da un documento datato 14 gennaio 2010 ed inviato al primo cittadino ed ai Segretari politici delle forze della coalizione per “ragioni di divergenze…

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Depuratore ex Montefibre: manca la dovuta determinazione per scongiurarne l’avvio

Ancora in primo piano la questione del depuratore ex Montefibre che è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “divenuta pubblica” per caso solo undici giorni dopo!!! E già evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Ed in attesa che l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito, presenti ricorso al Tar attraverso il proprio legale, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento, così come precisato dal primo cittadino lo scorso 24 gennaio, la vicenda veniva dibattuta durante il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso. Una Pubblica Assise alla quale erano presenti sia alcuni lavoratori di Ngp, in attesa da 9 mesi della corresponsione della cassa integrazione e sia i Comitati civici ambientalisti. Questi, in particolare, sono preoccupati che l’autorizzazione concessa per il depuratore crei il precedente per altri impianti, che hanno già protocollato in Comune la comunicazione di avvio della procedura di richiesta di Autorizzazione Ambientale Integrata (dopo Friel, Fenice ed Italambiente). A sostenere la soluzione del ricorso alla giustizia amministrativa contro l’impianto di depurazione anche Legambiente, che avrebbe già constatato la pericolosità del depuratore. Purtroppo la proposta di deliberazione urgente, avanzata al Civico consesso dal Consigliere Alfonso Liguori (Pdl), affinché fosse discussa all’inizio dei lavori, per evitare che non fosse messa a votazione per mancanza del numero legale (cosa poi puntualmente verificatasi), non passava. Questi proponeva che il Sindaco utilizzi i poteri, che gli sono conferiti sia dal Decreto regio del…

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Le pesanti critiche dei comitati ambientalisti all’amministrazione comunale

La rabbia e la delusione del comitato “Donne del 29 Agosto” e dell’associazione “AssoCampaniafelix”, a seguito di un Consiglio comunale sostanzialmente sterile e privo di prese di posizioni chiare e nette da parte degli esponenti della maggioranza (molti dei quali si dileguavano dai banchi della sala consiliare, svanendo nel nulla), provocava un manifesto dal titolo eloquente, ossia: “Che Schifo!!!”. “I Consiglieri lasciano l’aula consiliare alla chetichella – recita il manifesto – per sottrarsi al voto di un documento che, se fosse stato approvato, avrebbe aiutato la collettività. Costoro, nella seduta del 3 febbraio, hanno fatto venir meno il numero legale per la discussione dell’interrogazione, con risposta in Consiglio, del Consigliere Liguori, che sollecitava il Sindaco ad esercitare il suo potere di opporsi (richiamando il decreto regio del 1934) a decisioni, che mettono in pericolo la salute dei cittadini di un territorio. Ciò avrebbe consentito un’azione immediata ed efficace, per contrastare l’ampliamento del depuratore di rifiuti liquidi pericolosi, provenienti da ogni parte, autorizzato dalla Regione. In mattinata – prosegue il pubblico avviso – è stato stravolto l’ordine del giorno, inserendo un argomento secondario non previsto, per arrivare solo nel pomeriggio ad affrontare frettolosamente le questioni cruciali all’Ordine del Giorno: l’inceneritore, il suo controllo e la sua gestione; l’ampliamento e la modifica del depuratore NGP. Le due problematiche sono state accorpate opportunamente in un unico documento, approvato da maggioranza ed opposizione insieme (tranne qualche eccezione), che prevede solo la blanda richiesta di un ennesimo tavolo tecnico in Prefettura e l’impegno di un eventuale ricorso al Tar (per opporsi all’A.I.A. del depuratore rilasciata dalla Regione). Questi signori, con il loro comportamento indegno, hanno rivelato di non volersi concretamente opporre a decisioni dannose, diventando così complici di quei poteri che vogliono ridurre Acerra a Latrina d’Italia. La prossima volta – conclude il manifesto – prima di andare in Consiglio comunale, guardate negli occhi i vostri figli!”. Intanto l’AssoCampaniafelix, attraverso una nota, rincarava la dose, definendo fallimentare la politica del governo cittadino sul piano della tutela della salute e dell’ambiente e ricordando quanto siano ancora aperte le ferite dell’inquinamento dell’ex Montefibre, con 250 operai morti su un totale di 2000, di cui il 7% uccisi dal cancro. Ed ora si organizza questa magagna istituzionale, per dare lavoro ad un totale di 27 persone….

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Questione inceneritore: botta e risposta in Consiglio comunale tra Di Fiore e Marangio

Altro punto posto all’Ordine del Giorno del Consiglio comunale dello scorso 3 febbraio era quello relativo all’inceneritore, al suo controllo ed alla sua gestione. A tal proposito i Consiglieri del Pdl Bigliardo e Di Fiore chiedevano che il Sindaco e l’amministrazione riferissero sullo stato dei lavori di realizzazione e funzionamento dell’inceneritore. In particolare chiedevano che il Consiglio comunale fosse informato dal Sindaco, sul livello di attività di termodistruzione dei rifiuti allo stato in esecuzione nel termovalorizzatore; su cosa oggi sta bruciando l’impianto; sulle attività di controllo e di verifica svolte finora dal Comune sulla presenza di polveri Pm 10 in atmosfera; sull’attività di concertazione istituzionale, extracomunale, al fine di coinvolgere i disoccupati nel processo di formazione del quadro delle risorse umane dell’inceneritore. Inoltre sui benefici programmati per la popolazione locale, in termini di esenzione tributaria, somministrazione gratuita dell’acqua, dell’energia elettrica, azzeramento della Tarsu, come compensazione per la realizzazione dell’inceneritore; sullo stato dei lavori di bonifica del territorio acerrano; sullo stato di attuazione del programma strategico per le compensazioni ambientali per l’anno 2009 con la prima quota pari ad euro  5.835.600,00 circa; su chi è l’epidemiologo nell’osservatorio ambientale del termovalorizzatore e chi è il rappresentante del Comune in esso e sulla base di quali titoli, esperienze professionali ed accademiche sono stati scelti. Il gruppo del Pdl proponeva anche l’istituzione di un collegio consiliare composto da rappresentanti del Consiglio comunale di maggioranza ed opposizione, presieduto dal Sindaco con funzioni di vigilanza e di controllo sull’attività ed il funzionamento dell’inceneritore, al fine di raggiungere tutti i suddetti benefici tributari, ambientali ed economici. A rispondere sulla questione era l’Assessore all’Ambiente Marangio, il quale dichiarava: “Da anni c’è una parte del nostro territorio sottratto alla competenza degli Enti locali ed oggi siamo in una situazione particolare. Il Governo nazionale, infatti, ha approvato in data 20.12.2009 il Decreto legge n.195 che introduce nelle sue disposizioni norme, che porterebbero alla gestione ordinaria in luogo di quella commissariale. Ma su questo tema il nostro Comune ancora non ha dati certi. Di certo hanno influito vari fattori – proseguiva l’assessore – come l’incarico che doveva lasciare il sottosegretario Bertolaso, anche se ancora non l’ha fatto. E c’è un accordo stipulato il 26 marzo del 2009 tra il Comune di Acerra, nella persona del Commissario straordinario Dr.ssa Latella…

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Le critiche dell’estrema sinistra alla maggioranza sulle questioni ambientali

Il grave comportamento assunto dalle forze politiche di maggioranza durante il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso, dedicato quasi totalmente alle questioni ambientali e, soprattutto, alla questione del depuratore Ngp, provocava anche le critiche della coalizione Un Punto a Sinistra, rappresentata nel Civico consesso dal Consigliere G.De Laurentiis, che si rivolgeva alla città attraverso un manifesto, fatto affiggere qualche giorno dopo dal titolo: “La città in balia del caos”. “Dal Consiglio comunale dello scorso 3 febbraio è emerso con evidenza il totale disorientamento dell’amministrazione comunale e della maggioranza che la sostiene. Dopo 7 mesi – recitava il manifesto – sembra non trasparire ancora una linea politico-programmatica chiara su questioni caratterizzanti come quella ambientale. Per l’ennesima volta abbiamo chiesto quali siano le azioni, che si intende promuovere, rispetto agli sforamenti dei limiti di presenza di polveri sottili PM10. Da dati Arpac sono ormai 191 i giorni, nei quali ci sono stati sforamenti a fronte dei 35 massimi annui previsti dalle normative. Ciò è avvenuto in meno di un anno di esercizio, per giunta provvisorio, dell’inceneritore! Ancora una volta abbiamo ricevuto risposte vaghe e sia l’opposizione di centro-destra che l’attuale maggioranza si sono solo preoccupati di come garantire ristori, compensazioni, tornaconto. Ma quanto può mai costare la salute dei cittadini? Quanto il futuro di Acerra? Come se non bastasse – proseguiva il pubblico avviso – la maggioranza è fuggita dalle proprie responsabilità anche nei confronti dell’autorizzazione data dalla Regione all’utilizzo per terzi del depuratore ex Montefibre, non proponendo azioni giudiziarie o amministrative e neanche indirizzi politici, ma preferendo far cadere il numero legale in Consiglio comunale. I continui tentativi della maggioranza di rinviare sempre le decisioni rischiano non solo di tenere bloccata la città, ma addirittura di lasciarla sprofondare nel baratro delle scelte imposte a danno dei cittadini….Per quanto riguarda il depuratore Ngp-Montefibre, va impugnata l’autorizzazione regionale, proponendo successivamente un tavolo interistituzionale, che miri sopratutto alla tutela dei posti di lavoro, senza ricatti da parte dell’azienda, nel rispetto pieno dell’accordo sottoscritto nel 2006”.

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Si attende il nome del successore del dimessosi Assessore Granata

Sembra essere arrivata al capolinea la disputa interna, apertasi ormai da tempo in seno alla lista civica “Progetto Acerra”, che ha contribuito alle amministrative di giugno scorso all’affermazione elettorale dell’attuale Sindaco Tommaso Esposto e che portò a sedere in Consiglio comunale due Consiglieri: Affinito e Piatto. Adesso in seno al movimento civico si è venuta a creare una spaccatura insanabile, che vede due fazioni contrapposte contendersi davanti al Giudice di Pace la paternità del movimento stesso. Il risultato di tutto ciò sono state le dimissioni dell’Assessore al Personale, alle Pol.Finanziare ed alle Attività Produttive Raffaele Granata, protocollate lo scorso I febbraio e la fuoriuscita del gruppo politico che si è rivolto alla giustizia civile, con conseguente collocazione del consigliere Affinito nel gruppo misto. “Responsabilmente ho rimesso il mio mandato, visto che ero stato indicato da una componente, che di fatto è stata estromessa dalla gestione di Progetto Acerra – affermava l’ormai ex assessore – anche se, chi oggi rivendica la titolarità della lista civica, l’ha ottenuta in modo illegittimo, perché frutto di un’assemblea non regolare e di azioni contrastanti la maggioranza anche con atti formali”. La fuoriuscita del gruppo dissenziente, che annovera anche l’ex Assessore Altobelli e lo stesso Granata si ha, come si evince da un documento datato 14 gennaio 2010 ed inviato al primo cittadino ed ai Segretari politici delle forze della coalizione per “ragioni di divergenze politiche e di dissenso circa il comportamento di alcuni esponenti e per dare vita ad un nuovo movimento politico”. A seguito della remissione del mandato nelle mani del Sindaco, la corrente che fa capo a Piatto ha rivendicato l’accordo, che la coalizione di maggioranza sottoscrisse nel luglio del 2009 (di rispetto dei risultati delle urne) ed il 15 gennaio ha inoltrato, a firma del nuovo Segretario Nicola De Matteis, un altro documento di rinnovato appoggio alla maggioranza. Dieci giorni dopo i dissidenti rispondono con un mandato legale, che impugna la deliberazione assembleare. “Non giudico la loro scelta – commentava a caldo Piatto – e se qualcuno è allergico alla democrazia, non è un nostro problema”. Ovviamente le dimissioni dell’Assessore non potevano non avere una ripercussione sull’intera maggioranza, con conseguente fibrillazione tra i partiti. “Il momento è delicato a causa della crisi interna alla lista civica – dichiarava il Sindaco,…

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Due sedute del Consiglio comunale producono un nulla di fatto

Si è svolto lo scorso 25 gennaio (in seconda convocazione) il Consiglio comunale, rinviato il giorno 19 per mancanza di numero legale. In quell’occasione il gruppo consiliare del Pdl aveva stigmatizzato il comportamento della maggioranza rea, a suo dire, di aver appositamente fatto mancare il numero legale. “Con un blitz del Presidente del Consiglio comunale, che fa l’appello nominale in assenza del Sindaco e dei Consiglieri che sostavano nei corridoi del Comune, il giorno 19 gennaio non si è tenuto il Civico consesso – spiegava il capogruppo del Pdl G.Bigliardo – ed ormai siamo alla farsa. Il braccio di ferro tra il Pd e le frange di centrodestra presenti in amministrazione è sempre più forte. Non erano d’accordo sulle scelte dei Revisori dei Conti e nemmeno sulle altre vicende, che riguardano nomine che spettano alla minoranza. Non si vuole fare politica – proseguiva il medico – ma solo gestione privata della cosa pubblica. Di questo passo non credo che l’agibilità politica sia garantita. Ricordo che a distanza di sette mesi ancora non ci sono le commissioni consiliari e si va avanti attraverso Delibere di Giunta. L’appalto per lo svolgimento del servizio  di igiene urbana non è stato ancora assegnato definitivamente ed invece delle proroghe si inventano gare a termine. Credo che l’attenzione del Prefetto debba essere massima su questo Comune, che sta vivendo una squallida stagione di compromessi e dispetti a scapito della collettività”. Questo il clima alla vigilia della pubblica assise del giorno 25 gennaio, svoltasi regolarmente ma durante la quale venivano rinviati i punti all’Ordine del Giorno relativi alla nomina del Vice-presidente del Consiglio, a quella dei Revisori dei Conti e all’approvazione del Regolamento del Consiglio comunale – modifica art.6 del capo III. L’unica discussione, invece, verteva sulla Delibera di Giunta n.69 e relativa all’erogazione dei voucher natalizi. “Sono stati erogati buoni spesa per il periodo natalizio, per un ammontare complessivo di 40mila euro, a famiglie indigenti con reddito zero (1188 stando alla Determina dirigenziale ndr) o a quelle che partecipano a corsi di formazione, con reddito di 6mila euro all’anno – affermava il Consigliere Laudando (Lista Trenta) – penalizzando però le altre con redditi bassi o inferiori ai suddetti 6 mila euro. La passata amministrazione garantì un buono spesa dal valore di 100 euro ad…

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Cose di Acerra….

Vorrei che qualcuno mi spiegasse, come sia possibile che un solo Consigliere comunale “faccia gruppo”. Accade nel 2010, eppure è vero: in dispregio al significato italiano di gruppo, che riguarda l’insieme di più persone, al Comune di Acerra basta un solo eletto di una lista per formare un gruppo. Roba da morire dal ridere. Succede anche che “il ridicolo” gruppo viene riconosciuto al Consigliere eletto in una lista e poi se ne esce. Vorrei, oltre ad una spiegazione, che il Presidente del Consiglio comunale si adoperasse, per non farci irridere. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come mai Acerra (che continua a non differenziare i rifiuti e nei cassonetti ci trovi di tutto), non compare nell’elenco dei Comuni inadempienti formulato dal Sottosegretario  Guido Bertolaso. Eppure le ditte incaricate per la raccolta dei rifiuti vengono cambiate di frequente, a seguito delle continue gare indette dal Comune. Intanto al Pantano l’immondizia rimane dov’è, l’inceneritore funziona, ma nessuno informa la popolazione sui dati delle emissioni o sull’inquinamento. Ma allora, cosa succede?                                                                                                            Luigi Bigliardo

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