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Riceviamo e pubblichiamo /2

Egregio Direttore, nulla di nuovo sotto il cielo di Acerra. Tutto come prima: i cittadini che si lamentano per le bollette, gli automobilisti per le strade scassate, gli ecologisti per il peggiorare delle situazioni ambientali, l’economia al collasso. E’ trascorso il 2009, è arrivato il 2010 e l’unica novità registrata che fa nota, è rappresentata dalla nascita di nuove aree (o aria) politiche che, lasciando l’opposizione strillata, si avviano avverso l’opposizione cercante: in cerca di qualche poltrona, alla faccia dei tanti buoni propositi sbandierati in campagna elettorale. Come si dice, se son rose fioriranno e ci terremo informati. Conosco Tommaso Esposito, la sua onestà intellettuale, il suo affetto per Acerra, la sua estrazione di vecchio socialista (non comunista) e mi meravigliai, quando lo seppi alla guida di una giunta contronatura (politicamente parlando), che andava dall’UDC all’AdC e con il Centro della Libertà. Credo che abbia molto sofferto, come soffre ora che è circondato dagli ex pretoriani di Marletta e so che soffrirà ancora, quando si vedrà offrire voti dai transfughi eletti nel centro destra. Qualcuno, suo ex compagno socialista diceva, scuotendo la testa, che era meglio fare una coalizione di larghe intese con partiti seri e buttare a mare tutti i questuanti. Forse, per il bene di Acerra, sarebbe opportuno pensarci un poco. Luigi Bigliardo

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Il gruppo consiliare Mpa all’attacco dell’Osservatorio sull’inceneritore

Attraverso un manifesto affisso in città e dal titolo: “L’Osservatorio sull’inceneritore non esplica la sua funzione?” il gruppo consiliare dell’Mpa denuncia, che il Comune di Acerra si vede non riconosciuto in sede politico-amministrativa al tavolo tecnico sull’impianto. “L’inceneritore continua ad inquinare – dichiara il Consigliere D.Tardi – e l’Osservatorio non adempie alla sua funzione di controllo delle emissioni. Il Comune di San Felice a Cancello, invece, riceve ristori economici ed occupazionali, mentre Acerra non riceve un bel niente, nonostante gli accordi sottoscritti a marzo 2009. La classe politica locale deve chiedere ciò che gli spetta e non deve delegare tecnici poco professionali…I cittadini di Contrada San Giovanni lamentano, da giorni, la caduta di cenere nera sul bucato e sulle coltivazioni. Questa è una situazione inaccettabile e l’osservatorio è manchevole, poiché non aggiorna la città sulle questioni ambientali. Gli Acerrani non dovranno più pagare la Tarsu e dovranno avere la riduzione delle bollette dell’energia elettrica. Inoltre chiedo, fin d’ora, lo smantellamento dell’Osservatorio”.

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