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Maria Puopolo: “La politica è un servizio reso agli altri e non a se stessi”

Tra i vari candidati al Consiglio regionale della Campania, abbiamo raccolto le dichiarazione reseci dell’Avv.Maria Puopolo, candidata con la lista per Caldoro presidente ed alla quale abbiamo chiesto: La Campania esce da una crisi ambientale molto grave e l’UE ha condannato l’Italia per aver messo a repentaglio la salute dei cittadini. Cosa propone in tema di politiche ambientali? “Credo che occorra partire da una Commissione di tecnici preparati, che affianchino i politici nel realizzare la politica del fare, sostenuta dal candidato alla presidenza della Regione Campania Caldoro. Non si può girare intorno ai problemi per mesi, come è accaduto sino ad oggi – sostiene l’Avvocato – ed occorre avviare una capillare campagna di informazione a favore dei cittadini, affinché abbiano piena consapevolezza del rispetto e della tutela dell’ambiente. Informazione che è fondamentale, soprattutto per educare la popolazione ad effettuare una seria raccolta differenziata, che arrivi a percentuali elevate, con i conseguenti benefici ambientali ed economici. Ovviamente, dopo la fase della sperimentazione e dell’informazione, occorre anche sanzionare, chi si ostinerà a non differenziare i rifiuti. Circa il termovalorizzatore, in funzione ormai da mesi, occorre far sì che esso arrechi benefici economici ai Comuni, che si trovano in un raggio di tot chilometri dall’impianto. Riduzione della tariffa dell’acqua, della tassa dei rifiuti solidi urbani, approvvigionamento dell’energia elettrica ed altri benefici nei Comuni situati nei pressi dell’impianto, consentirebbero anche un rilancio ed una rivalutazione del mercato immobiliare”. Quali i punti salienti del suo programma, a partire dalla drammatica piaga della disoccupazione? “Sfruttamento di fondi disponibili e creazione di cooperative, che raggruppino 2-3 Comuni per risolvere i problemi della disoccupazione. E’ questo il progetto – prosegue la candidata – a cui penso da 10 anni e che trova terreno fertile in tutti i Comuni, in cui mi reco. A Torre del Greco, ad esempio, il progetto cooperativa viene visto come necessario, a seguito della crisi che ha colpito i marittimi. Visto che il posto fisso appartiene al passato, è sul privato che si deve puntare, per premiare le capacità e le potenzialità degli individui e per avere persone specializzate, che lavorino in sinergia tra di loro. Inoltre una grande attenzione va rivolta alle politiche sociali ed alle fasce deboli della nostra società. Gli anziani, ad esempio, devono sentirsi non un peso inutile,…

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Il Vescovo Riboldi non scarta l’ipotesi dello “sciopero del voto”

“Ai politici bisogna dire: o ascoltate la nostra voce o non vi votiamo più”. Il Vescovo emerito di Acerra, Mons.Riboldi, ipotizza addirittura uno “sciopero del voto”, affinché al Sud si dia un forte segnale di cambiamento, dopo che si è parlato di inadeguatezza della classe dirigente. “In 50 anni nel Mezzogiorno ho visto solo proclami ed errori – afferma il prelato – fabbriche nate e chiuse, terreni agricoli devastati, patrimonio storico-culturale in abbandono. Le mafie hanno avuto terreno fertile, arato dallo Stato e da un sistema di corruzione e di collusioni impostato con straordinaria efficacia. Ora occorre tagliare i ponti, anche quelli tra le nostre chiese e la cultura mafiosa, che spesso dimostra di essere devota. Mai nessuno ha taglieggiato le mie chiese, ma non accade dappertutto. La camorra domina i cuori e le menti – chiarisce il Vescovo – ed impedisce ai bambini di andare a scuola, perché è lei che li vuole educare. Cutolo diceva che la camorra è come Robin Hood: toglie ai ricchi per dare ai poveri. Se la scuola non contrasta questa cultura dell’illegalità come strumento di protezione sociale, non ci sarà futuro per il Sud e neppure per l’Italia. Se serve, si dovrà fare anche uno sciopero elettorale. I cristiani al sud devono svegliarsi e non cercare l’assistenzialismo”.

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Il Prof.Casoria lascia il suo incarico di sub-coordinatore del Pdl di Acerra

E’ stato attraverso una lettera, inviata in data 9.2.2010 al Commissario del Pdl di Acerra, Dott.Antonio Vetrella, che il Prof.Vincenzo Casoria gli ha comunicato la decisione di rimettere l’incarico di subcoordinatore della locale sezione del Pdl. Ecco di seguito il testo della lettera. “La Politica, così come l’ho vissuta ed interpretata in circa cinquant’anni d’impegno militante, non riesce più a trovare riscontro alcuno in una diversa realtà, qual è quella attuale, che vede totalmente stravolta e sfigurata l’idea stessa della Politica, del suo profondo valore civile ed etico. Tale stravolgimento è in continuo divenire per varie cause, non ultima il diffuso prevalere di un individualismo parossistico, assolutamente privo di ogni radicamento culturale, ideale e morale, che impedisce alla Politica di connotarsi di grandi, profondi valori, capaci di suscitare ed alimentare fervide passioni politiche, le sole idonee ad indurre cambiamenti ed evoluzioni sociali, avvertiti, anche se talvolta indistintamente e purtroppo con scarsa consapevolezza, dalla maggior parte dei cittadini. Né ci sia di consolazione il constatare che anche la sinistra, in tutte le sue sfaccettature, soffra di questo male! Il fenomeno più grave, per le esiziali conseguenze che ne potrebbero derivare, è l’assuefazione della gente agli inverecondi comportamenti dei molti aspiranti a divenire, a qualsiasi livello, protagonisti della vita politica, o che, già divenuti tali, spudoratamente operano con il palese intendimento di tutelare, proteggere ed accrescere l’esito del perseguimento di sfacciati interessi personali. E lo fanno ormai senza neppure preoccuparsi più di tanto, di mascherarsi dietro un’ipocrita cortina di valori, principi, ancorché traditi nella prassi quotidiana, che potrebbero in qualche modo nobilitare il loro ruolo politico. E’ questo oggi lo snodo centrale della politica, così come attualmente concepita. I partiti, tutti, (e non vale il detto: Mal comune mezzo gaudio!) sono diventati solamente il veicolo utilizzato da gente senza storia, priva di ogni residuo ritegno, per crearsi aree di potere personale, che mai potranno incrociarsi con gli interessi veri dei cittadini. Non è certamente questa l’occasione migliore per approfondire tematiche di così notevole spessore, ma volendo restringere il campo d’attenzione alla nostra realtà locale, parto proprio da questo tipo di considerazioni, per renderti partecipe del mio profondo disagio circa il mio ruolo nel partito. Avverto oggi un’urgenza, non più gestibile né controllabile, di recuperare definitivamente la mia libertà, quest’ultima non…

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Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore, vorrei richiamare la Sua attenzione su una mia riflessione. Non molto tempo fa, nel mese di giugno 2009, si insediava la nuova Amministrazione comunale. Se non ricordo male, si proposero ben 5 candidati Sindaci alla guida del paese e, per la prima volta, spuntava il fenomeno delle molte liste civiche. Molti volti nuovi prestati alla politica tanto che, nell’occasione, faceva presagire una stagione di crescita non solo politica ma anche culturale. Infatti bastava dare uno sguardo alle varie liste elettorali, per appurare una più massiccia partecipazione di donne e di giovani alla vita politica e nell’aria si avvertiva quella strana sensazione di un maggiore interesse per la cosa pubblica. “Il voltare pagina, il rompere con il passato, il non essere o farsi condizionare da decisioni calate dall’alto, una maggiore trasparenza e legalità”. Erano questi gli slogan in campagna elettorale. Sono trascorsi ormai 9 mesi, da quando la Giunta si è insediata e non si è visto ancora niente. Tutti i cittadini, da queste aspettative, ora si chiedono quali azioni sono state intraprese, in relazione alle tante problematiche che attagliano la città quali, ad esempio: la morsa della pressione fiscale; l’assenza di progetti di investimento; la non attenzione al commercio locale; la problematica del traffico e della sosta; la mancata raccolta differenziata e tutela dell’ambiente; l’assenza di occupazione sul territorio; l’esiguità di strutture per lo sport ed il tempo libero ed il mancato avvio dell’area Pip. Tutte queste tematiche sono attese da anni dalla cittadinanza locale, che aveva riposto un’enorme fiducia nell’attuale Amministrazione comunale ed in particolar modo nel primo cittadino. Se il buon giorno si vede dal mattino, con profondo rammarico dico che rimango deluso di tutto ciò e, come al solito, assistiamo al consueto papocchio all’italiana. Che confusione, sarà perché…..                                                                                          Comitato Politico Pdl C.so Italia                                                                                                                     Il Coordinatore

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Alcuni momenti del Consiglio comunale dedicato alla vicenda depuratore Ngp

Il “massimo sforzo” che riusciva, dunque, a produrre il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso, era la richiesta alla Prefettura della convocazione di un tavolo tecnico sulle problematiche Ngp ed inceneritore. Dal canto suo la Regione già aveva ribattuto che il Comune non aveva presentato alcuna opposizione al procedimento autorizzativo all’esercizio dell’impianto, avviato a maggio 2009 (quando il Comune era retto dal Commissario straordinario Latella) e conclusosi due mesi dopo in piena campagna elettorale. Tra gli interventi registratisi durante l’infruttuosa seduta della Pubblica Assise, c’era quello del Consigliere Giancarlo Esposito (Pdl), che dichiarava: “Il Consigliere Piatto diceva che il problema poteva considerarsi risolto con il rinvio di tutte le carte al tavolo tecnico, da istituirsi in Prefettura. Ma il problema viene in questo modo tergiversato, perché il rinvio a quel tavolo non ha ad oggetto l’autorizzazione integrata ambientale. Quindi ci troviamo ancora una volta a nascondere i reali problemi di questo territorio”. Interveniva poi il Consigliere Vincenzo De Maria, candidato al Consiglio regionale, che affermava: “Sulla salvaguardia dei posti di lavoro, credo che siamo tutti d’accordo, anche se qui stiamo parlando di una trentina di posti. Però non vorrei trascurare le conseguenze ambientali, che l’attività dell’impianto comporta. E mi sto occupando, e nel dire ciò mi rivolgo al Sindaco, che è anche un medico, di pratiche di tumore e proprio in questa settimana, purtroppo, ne ho evase altre 25. Come ricordava il Consigliere Esposito, anch’io votai la Delibera di Consiglio comunale (la n.19 del 21.10.2009 ndr), con cui si impegnava chiaramente il Sindaco e la Giunta ad impugnare l’autorizzazione rilasciata dalla Regione, se questa non fosse stata osservante di quanto deliberato dal Civico consesso il 21 ottobre scorso. Cosa che poi è avvenuta. E – proseguiva De Maria – ricordo al Sindaco che occorre accelerare i tempi, perché un ricorso preparato e presentato in fretta e furia, non gioverebbe a questa città. Invito pertanto il primo cittadino a concretizzare quanto prima, mentre potrebbero risultare fruttuosi anche incontri con associazioni ambientaliste, che potrebbero apportare il loro contributo sulla questione ambientale. Ma desidererei che il Sindaco rispondesse ad un mio quesito, ossia: quando verrà fatta una caratterizzazione delle aziende presenti sul nostro territorio, per stabilire cosa entra e cosa esce dalle stesse, per poter avere informazioni reali, per poter parlare…

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L’On.Marrazzo: “Per garantire i livelli occupazionali occorre una revisione dei piani industriali”

Accende una sigaretta e, indicando l’inceneritore che ingoia rifiuti a pieno ritmo, sbotta: “La strategia di Berlusconi? Promettere per non mantenere. I nostri timori sulle cosiddette compensazioni, purtroppo, erano fondati: gli sgravi e le agevolazioni promesse dal Governo non sono mai arrivati sul tavolo e nelle tasche dei cittadini di Acerra. Avremmo preferito essere smentiti. Invece i fatti ci hanno dato ragione. Ma la battaglia è appena iniziata: sarà compito del prossimo Consiglio regionale rinfrescare la memoria al Governo e imporre il rispetto dei patti”. Nicola Marrazzo, 53 anni, Consigliere regionale uscente di Italia dei Valori, Presidente della Commissione Bilancio, è un pacato per vocazione. Ma di fronte all’inceneritore che, insieme con la monnezza, brucia anche le promesse, non riesce a mantenersi calmo: “Berlusconi con le parole ci fa vedere il paradiso, racconta barzellette per farci sorridere e poi ci lascia nell’inferno. Ma c’è poco da stare allegri. In Italia e soprattutto nel Mezzogiorno, migliaia di famiglie stanno facendo i conti con la crisi economica, con i licenziamenti e la cassa integrazione. Penso agli impianti industriali di Acerra, che non riescono a ripartire. Penso agli operai di Fiat auto, di Montefibre e di Ilmas Sud, che temono di rimanere senza stipendio e senza occupazione. Ed il Governo che cosa fa? Niente, specialmente per gli Italiani del Mezzogiorno, vere vittime di una crisi che non è ancora passata. Perché, se perdere il lavoro al Nord è un problema, essere licenziati al Sud è una tragedia”. Secondo lei, qual è il futuro degli operai di Fiat Auto, Montefibre e Ilmas Sud? “Gli incentivi destinati dal Governo al mercato automobilistico, come Italia dei Valori temeva, non sono bastati a garantire i livelli occupazionali, che poi era l’obiettivo principale di tutta l’operazione. Ritengo, invece, che sia necessario attuare un piano di sviluppo industriale, che tenga conto delle reali esigenze del mercato auto. C’è bisogno di una revisione dei piani industriali attraverso una nuova politica economica, che guardi con attenzione alle famiglie ed alle fasce medio-basse degli Italiani, che devono essere messi in condizione di consumare di più. Solo così si potrà instaurare di nuovo un ciclo economico virtuoso, senza dimenticare però che bisogna configurare il tutto nell’ambito della globalità economica che, se da un lato può rappresentare un vantaggio dall’altro, se male…

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L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco sui doveri e l’operato della “Acquedotti Scpa”

Adesso, senza voler riproporre di nuovo ai nostri lettori le questioni inerenti alla Acquedotti Scpa ed ampiamente da noi esposte in questi anni (l’affidamento del servizio idrico integrato alla stessa, intervenuto in mancanza del necessario presupposto di legittimità, come attestato dall’A.T.O. Napoli 2 lo scorso 7 maggio, con conseguente interrogazione consiliare; la quasi totale mancanza di pulizia e manutenzione delle caditoie, che hanno provocato l’invio al Comune delle istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali; la risposta alla società data dal Dirigente comunale ai Lavori Pubblici, Arch.Martone, datata 30.12.2009 la quale scrive che, relativamente alla massima solerzia, precisione e continuità, con cui la società asserisce di compiere la pulizia delle caditoie, tale società millanta tali interventi e tanto altro ancora), cosa c’è di nuovo? L’interrogazione consiliare rivolta al Sindaco Esposito e presentata durante il Consiglio comunale dello scorso 29.01.2010 dai Consiglieri G.Bigliardo e P.Di Fiore (Pdl), con la quale il primo cittadino e l’amministrazione comunale riferiscano sull’esecuzione dei doveri contrattuali posti a carico della società Acquedotti Scpa, per effetto del provvedimento in affidamento in concessione del servizio idrico comunale, come da Determina dirigenziale n.185/2005. In particolare i suddetti Consiglieri chiedono che il Civico consesso sia informato sullo stato patrimoniale del capitale azionario del Comune nella società; se il Comune per la riscossione pregressa e la società concessionaria hanno restituito agli utenti la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, come imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008; se la società ha svolto opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle reti idriche e fognarie ricevute in comodato. Che sia informato sulle risultanze delle ultime analisi e controlli di qualità sull’acqua erogata agli Acerrani, svolti dalla società concessionaria; se il Comune ha mai verificato, con proprie analisi, nel quadro dei suoi poteri di controllo e di vigilanza, le risultanze delle analisi svolte dalla società concessionaria; sui progetti di intervento effettuati dalla stessa, sul complesso degli impianti idrici e fognari, per la revisione generale dell’intera rete idrica e fognaria esistente e per il suo potenziamento, modalità, termini, condizioni e strutture impiegate dalla società per la vigilanza ed il monitoraggio sulle reti idriche e fognarie….

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Nominato il nuovo Assessore in luogo del dimessosi Granata

E’ terminata con la nomina di Nicola De Matteis ad Assessore al Personale, alle Politiche Finanziare, al Contenzioso ed alle Attività Produttive al posto del dimessosi Raffaele Granata, la disputa interna che si era aperta, ormai da tempo, in seno alla lista civica “Progetto Acerra”, che ha contribuito alle amministrative di giugno scorso all’affermazione elettorale dell’attuale Sindaco Tommaso Esposto e che portò a sedere in Consiglio comunale due Consiglieri: Affinito e Piatto. La nomina a componente dell’attuale Giunta comunale è arrivata ufficialmente lo scorso 11 febbraio, attraverso il Decreto sindacale n.I. Nonostante il tentativo di mantenere il riserbo fino all’ultimo momento, il nome dell’ex Consigliere comunale della passata amministrazione cittadina, nonché neo Segretario del movimento civico come successore di Granata, era dato da giorni come già ufficioso. Il nome del 52enne ragioniere compariva anche nella prima rosa di candidati, che fu presentata all’attenzione del Sindaco durante la composizione dell’esecutivo comunale, poi presentato alla città il 23 luglio dell’anno scorso. “La lista che mi hanno presentato aveva gli stessi 5 nomi di otto mesi fa – affermava il primo cittadino – tranne quello di Amato Lamberti. La scelta di De Matteis è il frutto della condivisione di un percorso fatto dai partiti di maggioranza, che hanno deciso di dare seguito al documento firmato a luglio 2009 secondo il quale, di fronte ad una divisione interna ad un partito, si sarebbe rispettato il risultato elettorale (la cosiddetta normativa antiribaltone). Inoltre, considerando le competenze che tale ruolo richiede, riconosce nella sua persona la giusta professionalità Con ciò – concludeva Esposito – non disdegno affatto il supporto ideologico e di fatto dato all’amministrazione dall’ex Assessore Granata”. In seno alla lista civica si era venuta a creare una spaccatura insanabile, che vedeva due fazioni contrapposte contendersi davanti al Giudice di Pace la paternità della lista stessa. Da qui le dimissioni di Granata protocollate lo scorso I febbraio e la fuoriuscita del gruppo politico, che si è rivolto alla giustizia civile, con conseguente collocazione del consigliere Affinito nel gruppo misto. La fuoriuscita del gruppo dissenziente, che annovera anche l’ex Assessore Altobelli e lo stesso Granata si ha, come si evince da un documento datato 14 gennaio 2010 ed inviato al primo cittadino ed ai Segretari politici delle forze della coalizione per “ragioni di divergenze…

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Depuratore ex Montefibre: manca la dovuta determinazione per scongiurarne l’avvio

Ancora in primo piano la questione del depuratore ex Montefibre che è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “divenuta pubblica” per caso solo undici giorni dopo!!! E già evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Ed in attesa che l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito, presenti ricorso al Tar attraverso il proprio legale, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento, così come precisato dal primo cittadino lo scorso 24 gennaio, la vicenda veniva dibattuta durante il Consiglio comunale del 3 febbraio scorso. Una Pubblica Assise alla quale erano presenti sia alcuni lavoratori di Ngp, in attesa da 9 mesi della corresponsione della cassa integrazione e sia i Comitati civici ambientalisti. Questi, in particolare, sono preoccupati che l’autorizzazione concessa per il depuratore crei il precedente per altri impianti, che hanno già protocollato in Comune la comunicazione di avvio della procedura di richiesta di Autorizzazione Ambientale Integrata (dopo Friel, Fenice ed Italambiente). A sostenere la soluzione del ricorso alla giustizia amministrativa contro l’impianto di depurazione anche Legambiente, che avrebbe già constatato la pericolosità del depuratore. Purtroppo la proposta di deliberazione urgente, avanzata al Civico consesso dal Consigliere Alfonso Liguori (Pdl), affinché fosse discussa all’inizio dei lavori, per evitare che non fosse messa a votazione per mancanza del numero legale (cosa poi puntualmente verificatasi), non passava. Questi proponeva che il Sindaco utilizzi i poteri, che gli sono conferiti sia dal Decreto regio del…

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Le pesanti critiche dei comitati ambientalisti all’amministrazione comunale

La rabbia e la delusione del comitato “Donne del 29 Agosto” e dell’associazione “AssoCampaniafelix”, a seguito di un Consiglio comunale sostanzialmente sterile e privo di prese di posizioni chiare e nette da parte degli esponenti della maggioranza (molti dei quali si dileguavano dai banchi della sala consiliare, svanendo nel nulla), provocava un manifesto dal titolo eloquente, ossia: “Che Schifo!!!”. “I Consiglieri lasciano l’aula consiliare alla chetichella – recita il manifesto – per sottrarsi al voto di un documento che, se fosse stato approvato, avrebbe aiutato la collettività. Costoro, nella seduta del 3 febbraio, hanno fatto venir meno il numero legale per la discussione dell’interrogazione, con risposta in Consiglio, del Consigliere Liguori, che sollecitava il Sindaco ad esercitare il suo potere di opporsi (richiamando il decreto regio del 1934) a decisioni, che mettono in pericolo la salute dei cittadini di un territorio. Ciò avrebbe consentito un’azione immediata ed efficace, per contrastare l’ampliamento del depuratore di rifiuti liquidi pericolosi, provenienti da ogni parte, autorizzato dalla Regione. In mattinata – prosegue il pubblico avviso – è stato stravolto l’ordine del giorno, inserendo un argomento secondario non previsto, per arrivare solo nel pomeriggio ad affrontare frettolosamente le questioni cruciali all’Ordine del Giorno: l’inceneritore, il suo controllo e la sua gestione; l’ampliamento e la modifica del depuratore NGP. Le due problematiche sono state accorpate opportunamente in un unico documento, approvato da maggioranza ed opposizione insieme (tranne qualche eccezione), che prevede solo la blanda richiesta di un ennesimo tavolo tecnico in Prefettura e l’impegno di un eventuale ricorso al Tar (per opporsi all’A.I.A. del depuratore rilasciata dalla Regione). Questi signori, con il loro comportamento indegno, hanno rivelato di non volersi concretamente opporre a decisioni dannose, diventando così complici di quei poteri che vogliono ridurre Acerra a Latrina d’Italia. La prossima volta – conclude il manifesto – prima di andare in Consiglio comunale, guardate negli occhi i vostri figli!”. Intanto l’AssoCampaniafelix, attraverso una nota, rincarava la dose, definendo fallimentare la politica del governo cittadino sul piano della tutela della salute e dell’ambiente e ricordando quanto siano ancora aperte le ferite dell’inquinamento dell’ex Montefibre, con 250 operai morti su un totale di 2000, di cui il 7% uccisi dal cancro. Ed ora si organizza questa magagna istituzionale, per dare lavoro ad un totale di 27 persone….

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