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Le dichiarazioni al vetriolo dei Consiglieri comunali al vaglio della Polizia

Ma la seduta del Civico consesso avrebbe riservato altri passaggi forti, afferenti più ai reati amministrativi e penali eventualmente commessi, che non all’attività politica propriamente intesa. A darne un lampante esempio era il Consigliere PierGiacinto Di Fiore, che citava fonti giornalistiche circa un presunto summit svoltosi in un bar «tra due pregiudicati, un dirigente di una grande impresa di igiene urbana ed un noto esponente politico». E tanto bastava, per scatenare il putiferio tra gli sguardi attenti delle Forze dell’Ordine. “Il 10 aprile abbiamo ricevuto una lettera di dimissioni del Sindaco – esordiva l’avvocato Di Fiore – senza che la stessa contenesse alcuna motivazione, che pure andava esplicitata. Oggi il Sindaco fa una relazione da salotto, non indica la strada per uscire dalla crisi ed ha ritirato le dimissioni, dopo aver approvato in Giunta il rendiconto di gestione, che è un atto di straordinaria amministrazione e quindi non attuabile in quella fase. Esposito confermerà la stessa giunta, darà lo stipendio ad un settimo assessore e ad un portavoce che non sappiamo a cosa servano. Avete raddoppiato il vostro stipendio, mentre restano cose gravissime sul piano amministrativo, come i concorsi pubblici fatti contro le sentenze della Corte Costituzionale, un servizio di nettezza urbana lievitato nei costi di oltre 5 milioni di euro e di cui la stampa riferisce di cose così gravi, che il capo dell’Amministrazione locale dovrebbe avvertire il Procuratore della Repubblica per chiederne conto (a tal proposito il Presidente del Consiglio comunale specificava che ciò già era stato fatto ndr). Senza progetti – concludeva Di Fiore – avete già perso la prima tranche da 7 milioni di euro stanziati per la bonifica del territorio. Ma comunque è una consiliatura che non avrà vita lunga”. Non meno rilevante l’intervento del Consigliere Andrea Piatto, che affermava: “Tanti Comuni viciniori sono passati dal centrosinistra al centrodestra. Già questo pone un interrogativo: siamo stati più bravi noi o incapace l’attuale opposizione? A suo tempo il Consigliere Affinito disse che il Sindaco doveva esercitare le sue prerogative, dandogli pieno mandato. Oggi invece lo critica, pur non essendo stato stravolto il programma. E’ da tempo che Di Fiore cerca di emulare l’avvocato Bianco, ma non riesce a proporre un’alternativa. A Iovino, poi, che parla di inceneritore avviato con il governo Marletta, vorrei ricordare…

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E venne il giorno del ritiro delle dimissioni del Sindaco

Il 29 aprile scorso, a poche ore dalla possibilità che si insediassero in città i Commissari prefettizi, il Sindaco Esposito di pomeriggio formalizzava con una lettera l’atto di ritiro delle dimissioni protocollate in data 10.04.2010. La decisione giungeva al termine di un lungo ed estenuante confronto, durato per giorni interi, con tutte le forze della coalizione di centrosinistra ed il Consiglio comunale, nel quale le stesse forze confermavano piena fiducia al primo cittadino e dopo 20 giorni di incontri e chiarimenti alla ricerca di una ritrovata compattezza. Poi la proposta del sindaco di rilanciare l’azione di governo intorno ad alcuni punti qualificanti e la nomina di un assessore tecnico, al quale affidare le sue deleghe, ossia Politiche Giovanili e Cultura. Oltre alla nomina di un portavoce della coalizione, che fungerebbe da tramite tra le forze politiche, i gruppi consiliari e l’esecutivo, per evitare quegli scollamenti verificatisi tra le forze politiche. Una proposta che integra il programma presentato all’insediamento della Giunta circa 9 mesi fa e che veniva condivisa da tutte le forze che compongono la maggioranza. Confermati almeno fino al prossimo autunno gli attuali incarichi distribuiti nell’esecutivo Esposito, che ha avuto pieno mandato organizzativo. Le forze politiche componenti la maggioranza sottoscrivevano il documento politico presentato dal Sindaco. Solo il Consigliere Affinito si riservava di valutare successivamente l’andamento dell’amministrazione. “Si è deciso per il bene della città”- commentava la fascia tricolore – e si è deciso di intraprendere un percorso condiviso di sviluppo del paese. Ora si può finalmente guardare avanti ed affrontare concretamente i problemi della città, lavorando a pieno regime secondo un preciso cronoprogramma e senza tentennamenti. E’ chiaro che le divisioni probabilmente si ripresenteranno un minuto dopo l’intesa ed il ritiro delle dimissioni, ma in un ottica diversa. Quella, cioè, di aver compiuto una scelta condivisa su un programma ben delineato”. Un accordo tra le forze politiche raggiunto non senza malumori ed insoddisfazioni da parte di qualche esponente della coalizione. E resta da chiarire la postilla fatta aggiungere all’ultimo minuto dall’UDC al documento politico, che sancisce di fatto la ripartenza dell’amministrazione targata Esposito, che comunque sarebbe condizionato “a procedere ad un’eventuale integrazione della Giunta comunale” e non “a procedere all’adeguamento della Giunta, anche riorganizzandola”, così come forse sperava.   Joseph Fontano

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L’intervento del Segretario regionale del PD susseguente alle dimissioni del Sindaco

Ci eravamo lasciati, sull’ultimo numero, alle dimissioni annunciate e protocollate in data 10.04.2010 dal Sindaco T.Esposito ed alle consequenziali reazioni e commenti rilasciati degli esponenti politici locali. Con tranquillità il primo cittadino le aveva scritte di persona e consegnate direttamente al Vice-Segretario generale. Da quel momento c’erano 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni e per ricucire le fila di una maggioranza, sempre più preda di tensioni e di dissidi intestini. “La premessa è che ci sia una chiara visione programmatica dei problemi della città e che finalmente si cambino le metodologie – affermava, tra l’altro, la fascia tricolore nei giorni successivi alla rinuncia al proprio mandato elettorale – che finora hanno tenuto conto più della forma e del peso elettorale dei partiti che della sostanza. Altrimenti non recederò di un millimetro, nel confermare le mie dimissioni”. Il professionista, inoltre, non intendeva sentire paralizzata la sua azione amministrativa «da pesi e contrappesi». E’ noto a tutti che l’elezione di uno dei due Revisori dei Conti, avvenuta durante il Consiglio comunale dello scorso 9 aprile ed indicati dalle opposizioni, ma con il voto favorevole di 5 franchi tiratori della maggioranza, aveva lasciato il segno, al pari della bocciatura del candidato proposto dall’alleato UDC, che raccoglieva 10 preferenze sulle 17 disponibili all’interno della coalizione guidata da Esposito. Ed è così che nei giorni successivi si apriva la caccia agli «infedeli», con le reciproche accuse tra i partiti che compongono la maggioranza (Pd, Idv ,Udc, Alleanza di Centro, Progetto Acerra, Cattolici Democratici, Centro per la Libertà). Intanto, a tentare di ricomporre il bandolo della matassa, giungeva nella stessa giornata, in cui il medico aveva riposto il proprio incarico, il Segretario regionale del Pd Enzo Amendola e l’ex Commissario del circolo di Acerra Luigi Cimmino. Ne scaturiva un duro faccia faccia, che durava circa due ore, al quale prendeva parte anche Esposito e che sarebbe proseguito anche il giorno successivo. “Il Sindaco deve andare avanti e fare una verifica di maggioranza, ma nel Pd deve finire la lunga stagione di veleni: chi è dentro al partito è dentro, chi è fuori è fuori” – ammoniva Amendola. “È il suo partito che lo ha abbandonato, ma Esposito deve subito ripartire, perché la città ha bisogno di lui e noi gli daremo tutto…

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Per vincere ci vogliono i Socialisti

Nei fatti, l’elettorato continua a premiare le candidature socialiste; questo è il riscatto della politica dei meriti e dei bisogni. Visto che sussiste una grande confusione dove il personalismo prevale, l’unica rotta certa è la persecuzione delle idee socialiste, determinando così un’onda lunga, della quale non si potrà non tenere conto nelle sedi opportune. Avevamo ragione allora, ancora di più abbiamo ragione oggi. Ma come è possibile non far pagare alla FIBE quanto deve agli Acerrani (150 miliardi delle vecchie lire), nel mentre si pretende che il cittadino acerrano, proprietario di un immobile, paghi due volte le acque reflue; una prima volta all’Acquedotto gestore, una seconda al Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, questione quest’ultima, a cui bisogna trovare una soluzione, subito! Di ciò ne ha conoscenza anche il Presidente della Camera. A mio avviso, dove c’è un socialista basta e a avanza, affinché la sinistra sia rappresentata, intendo la sinistra “dei meriti e dei bisogni”, non degli accattoni o dei nulla facenti. A proposito dell’inceneritore, l’impianto brucia rifiuti che vende energia all’Enel e che quindi crea ricchezza. Chi controlla ciò che viene bruciato? Qualche tempo fa, oltre a chiedere in via formale il pagamento del dovuto alla FIBE, mi permisi di suggerire all’Organo esecutivo la necessità che la città di Acerra fosse presente nella gestione del termovalorizzatore con due o più soggetti, affinché si potesse controllare cosa sarebbe stato effettivamente bruciato e, di conseguenza, anche il sistema di smaltimento delle ceneri. Bene, anzi male!! Tutti sanno come andò a finire. Signori Amministratori, basta con le ciance e datevi una mossa, prima che la Corte dei Conti vi chieda conto. Ed in Consiglio comunale votate una Delibera, che definisca Acerra al di fuori del Consorzio del Bacino del Basso Volturno.                                     Antonio Perotti – (ex Assessore al Bilancio)

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Riceviamo e pubblichiamo

Nasce sul web, ma promette di uscire molto presto dal mondo virtuale della rete. Si tratta di Fare Acerra, laboratorio politico di idee, proposte e programmi tutto interno al Popolo della Libertà che, come si legge nella pagina Facebook del movimento, agirà sulla base di tre principi fondamentali: Popolo, Identità e Futuro. “Popolo sta a rappresentare l’intenzione di recuperare la dimensione popolare e sociale di un grande partito come il PdL – spiega Ulderico de Laurentiis, dirigente nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà e portavoce del comitato promotore di Fare Acerra. – Identità significa promuovere una politica fortemente ancorata ai valori, alle tradizioni ed alla vocazione del nostro territorio ricco di risorse mai utilizzate. Futuro invece – prosegue De Laurentiis – è un richiamo diretto alla necessità di attuare un ricambio generazionale troppe volte annunciato, ma mai attuato realmente nel partito. In un clima ancora una volta triste e preoccupante per la politica acerrana, che vede un Sindaco dimettersi dopo pochi mesi dall’inizio del proprio mandato e con un PdL che, purtroppo, vive ancora in uno stato embrionale, fatta eccezione per l’assidua attività del gruppo consiliare, proviamo a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, dando una spinta per una nuova politica nella città di Acerra”. Nelle prossime settimane l’aggregatore Fare Acerra metterà in campo diverse iniziative, aprendo le porte all’adesione di tutti coloro interessati al progetto, con l’obiettivo di una riunione organizzativa, che veda il passaggio da comitato promotore ad associazione politico-culturale debitamente strutturata.

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Riceviamo e pubblichiamo

Dopo mesi di stallo, il Consiglio Comunale elegge il Collegio dei Revisori dei Conti. A presiedere l’organo di controllo sarà R.Palmese e gli altri due membri saranno P.Forni e V.Petrella, entrambi giovani professionisti ed ex-Presidenti del collegio stesso. M.Camposano, Segretario di Lista Trenta afferma: “Abbiamo dato dimostrazione di come sia realmente possibile concretizzare la missione, che è nel nostro dna: creare le condizioni per far crescere una nuova classe dirigente locale giovane, trasversale, competente. Forni e Petrella sono due professionisti acerrani ed hanno già dato dimostrazione di affidabilità e competenza nella gestione del collegio. Dispiace leggere di un Sindaco che parla di franchi tiratori. Forse avevano accordi sottobanco che sono saltati. Fortunatamente la lottizzazione del collegio non è riuscita ed il Consiglio Comunale ha confermato il suo ruolo sovrano”. L’elezione del Collegio è arrivata attraverso un Consiglio comunale complesso, che ha determinato la clamorosa e netta sconfitta del Sindaco e del PdL. A.Laudando, Consigliere di Lista Trenta, dichiara: “Alla fine la coerenza vince sempre sulla meschinità. Un risultato che sembrava impossibile è diventato realtà, semplicemente perché abbiamo agito con serietà, mantenendo il gruppo unito su una posizione politica chiara: eleggere un collegio competente e non lottizzato, fatto di persone giovani e competenti. Non posso non sottolineare il lavoro dei Consiglieri di Forza Pdl e Mondella, che sono stati decisivi per raggiungere quest’importante vittoria. Non è solo la vittoria di Lista Trenta, Forza Pdl e Mondella, ma anche della buona politica contro gli accordi a tavolino, gli inciuci trasversali, i compromessi di basso profilo. Altri rincorrevano posti e visibilità e sono stati risucchiati dallo stesso meccanismo perverso che hanno messo in moto. Noi abbiamo pensato ad Acerra, ai suoi problemi, alla necessità di avere un organo di controllo di alto profilo tecnico. Ci godiamo questa vittoria, che conferma ancora una volta il nostro ruolo centrale, decisivo e vincente nell’opposizione”.

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La maggioranza si spacca ed il Sindaco Esposito si dimette

A meno di un anno dalla sua proclamazione a Sindaco di Acerra, Tommaso Esposito ha rassegnato le dimissioni, protocollandole nella mattinata dello scorso 10 aprile, dopo averle firmate davanti al Vice-Segretario generale del Comune. Esposito adesso ha 20 giorni per ritirarle, altrimenti Acerra sarà guidata di nuovo dai Commissari prefettizi e sarà chiamata ad un nuovo turno elettorale, da tenersi in autunno. Fatale al primo cittadino l’elezione del collegio dei Revisori dei Conti, tenutasi durante il Consiglio comunale del giorno precedente, in quella che è già stata definita come la “giornata dei lunghi coltelli”. Un tema (forse uno dei tanti), sul quale non è stato trovato un punto di convergenza interno. Maggioranza pertanto spaccata e dimissioni inevitabili. Di certo c’è che la seduta del Civico consesso, che ha eletto dopo 8 mesi i revisori dei conti, è stata burrascosa e probabilmente è divenuta rovente, quando è stata messa a votazione l’immediata esecutività della Delibera, votata dai 19 presenti in aula (Sindaco compreso). Alla base, quindi, della decisione della fascia tricolore, la nomina di due revisori indicati dalla minoranza. “Con gli sgambetti e i trucchetti di mestiere non si va da nessuna parte e non si potrà mai governare Acerra ed è per questo che mi vedo costretto a prendere atto dell’impossibilità di continuare a svolgere il mandato conferitomi dagli elettori” – tuonava il Sindaco, che non mette in discussione la professionalità dei neorevisori. Ed è bagarre anche nell’Udc, che non è riuscito a far eleggere all’interno del collegio un suo rappresentante, legato da vincoli di parentela ad un ex  Assessore della passata amministrazione, a causa di alcuni franchi tiratori della maggioranza, che hanno fatto convergere i propri voti su due nomi indicati dalle opposizioni. Unico rappresentante di maggioranza eletto su indicazione dell’Alleanza di Centro (guidata dal Presidente del Consiglio comunale R.Lettieri) è stato R.Palmese. Gli altri due sono P.Forni e V.Petrella, proposti dalle opposizioni. “Il problema non è sulla professionalità degli eletti, ma è politico in quanto la maggioranza non si è dimostrata coesa. I gravi problemi della nostra città, come ho avuto modo di sperimentare con il personale impegno profuso in questi mesi, richiedono un alto senso di responsabilità da parte di tutti ed in questo modo non si va avanti” – aggiungeva Esposito, che ritiene al…

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Nessun candidato Acerrano eletto al Consiglio regionale della Campania

Come purtroppo si temeva alla vigilia, nessuno dei 10 candidati di Acerra a ricoprire la carica di Consigliere regionale della Campania è stato eletto. Anche per i prossimi 5 anni, dunque, nessun Acerrano siederà tra i banchi del Civico consesso regionale, composto da 60 Consiglieri. Nessun rappresentante locale, dunque, ci rappresenterà alla Regione, alla guida della quale vi sarà per il prossimo quinquennio il Presidente Stefano Caldoro, che subentra ad Antonio Bassolino, dopo aver nettamente battuto il candidato del centrosinistra e Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Sono tre, stando a quanto riferito dagli addetti ai lavori, i motivi per i quali nessuno dei candidati acerrani ha conquistato un seggio nella pubblica assise regionale. Il primo (e forse reale motivo) è l’eccessivo numero di preferenze espresse dagli elettori Acerrani a favore dei candidati di altri Comuni. Infatti, su 24.065 votanti (su un totale di 43.526 aventi diritto al voto, divisi in 52 sezioni), solo 5427 voti sono stati attribuiti ai candidati locali!!! Il secondo motivo sarebbe da ricercarsi nel fatto che 10 candidati, in una sola città, sono comunque troppi. Il terzo sarebbe da attribuire all’astensionismo, considerato che solo il 55% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne. Alla fine i voti validi sono stati 23.193; le schede non valide sono state 872, di cui 155 bianche, 679 nulle e 38 contestate e non assegnate. Il candidato locale, che ha conseguito il maggior numero di voti, è stato l’attuale Vicesindaco A.Crimaldi (UDC), che ha conseguito un totale di 3205 voti, seguito dal Consigliere comunale V.De Maria (Alleanza di Popolo) con 1296 voti e dall’Avv.M.Puopolo (Mpa-Nuovo PSI-PRI ed altri) con 983 voti. Più distaccati, con le rispettive preferenze riportate accanto troviamo: l’Avv.C.Malinconico (Rif.Com.-Sin.Europea-Com.Italiani) 821; il Dott.L.Montano (Campania Libera) 573; A.Tagliamonte (La Destra) 565; A.Grillo (Mpa-Nuovo PSI-PRI ed altri) 434; l’Ing.R.Brucci (Libertà e Autonomia Noi Sud) 424; S.De Maria (Campania Libera) 166 e A.Rubino (La Destra) 101. Il partito più votato è stato l’UDC, che ha ottenuto 5615 voti, per una percentuale pari al 25,1%, seguito dal Pdl, che ha ottenuto 4185 voti, per una percentuale pari al 18,7% e dal PD, che ha ottenuto 3409 voti, per una percentuale pari al 15,2%. Questo è il quadro che emerge dai dati relativi alle elezioni regionali del 28…

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L.Bigliardo: “L’elettorato acerrano si conferma ballerino, di tipo esterofilo. Nasce la Nuova Italia”

Tra gli esponenti politici locali intervenuti a seguito delle elezioni regionali dello scorso marzo, abbiamo raccolto le dichiarazioni reseci dall’ex Commissario cittadino di Forza Italia Rag.Luigi Bigliardo. Qual è la sua valutazione politica circa le ultime elezioni regionali, in particolare sul dato elettorale di Acerra? “L’elettorato acerrano si conferma un elettorato ballerino, sostanzialmente di tipo esterofilo ed  amante del caporione, quello che un tempo veniva chiamato galoppino elettorale. Ricordo che alle ultime elezioni comunali – afferma il ragioniere – gli Acerrani si fecero condizionare e sedurre, da coloro che andavano recitando slogan del tipo padroni a casa nostra o peggio no afragolesi. Questi stessi personaggi adesso hanno fatto votare mariglianesi, puteolani, ischitani, napoletani e fatto trombare tutti i candidati di Acerra. E ciò è molto grave. Inoltre credo che, votando in questo modo, ad Acerra si possa solo nuocere. Infatti, già il voto espresso per il Consiglio comunale è risultato un’anomalia rispetto al quadro generale. Il centrodestra oggi amministra tutte le province della Campania, la Regione e gran parte dei Comuni. Solo Acerra non cambia – prosegue Bigliardo – non ha discontinuità con le Giunte, che in questi anni hanno prodotto zero, dalla Giunta Verone a quelle di Riemma e Marletta, fino a quella attuale guidata da Esposito, che fa rimpiangere addirittura il predecessore. Il fatto, poi, che nessun acerrano sieda lì dove si decide, fa in modo che altri decidano per gli Acerrani e negli ultimi trent’anni i politici campani hanno deciso che Acerra diventasse la pattumiera del Mezzogiorno”. Questo voto può influire sugli assetti della Giunta del Sindaco Esposito? “Prima delle elezioni ho sempre ritenuto Tommaso Esposito un politico coerente. Oggi non più. Infatti, tenere in Giunta un Vicesindaco, che alle ultime regionali si è candidato nel centrodestra o peggio un Presidente del Consiglio comunale (già eletto in una formazione che sostiene al Governo il centrodestra), che ha fatto propaganda per i candidati dello schieramento di Caldoro, dovrebbe preludere ad un chiarimento. Ma ce n’è abbastanza per dimettersi. Inoltre – aggiunge l’ex Commissario – nulla è cambiato rispetto a Marletta: dai dirigenti alle società di raccolta dei rifiuti”. Il Pdl, però, perde consensi rispetto alle ultime politiche, mentre l’UDC vanta di essere il primo partito. “Va considerato il dato omogeneo. Alle ultime regionali AN e Forza…

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Manca il numero legale: approvato solo un documento pro disoccupati

La seduta del Consiglio comunale dello scorso 23 marzo aveva, come punti all’Ordine del Giorno, anche una discussione relativa alla questione politica. La Pubblica Assise, infatti, era chiamata a dibattere sull’interrogazione consiliare presentata dal gruppo consiliare del Pdl e dal Consigliere comunale di Rifondazione comunista G.De Laurentis. Oggetto della mozione era il chiarimento sulla posizione del Vicesindaco, nonché Assessore ai Lavori Pubblici ed al Cimitero A.Crimaldi, candidato al Consiglio regionale della Campania con l’Udc (a sostegno del candidato presidente del centrodestra Stefano Caldoro), mentre ad Acerra è parte integrante dell’amministrazione di centrosinistra. Oltre a tale questione politica, che comprendeva anche le delucidazioni che il Sindaco doveva fornire in merito alla sostituzione in Giunta dell’Assessore Granata con l’Assessore De Matteis, il Civico consesso era chiamato alla nomina del Vicepresidente dell’Assise e a quella dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti. Questi due temi, tra l’altro, vanno avanti da alcuni mesi, puntualmente proposti ad ogni convocazione di un nuovo Consiglio comunale ma mai affrontati. Ebbene, anche questa volta, il parlamentino locale non riusciva ad affrontare nessuno dei temi in discussione, visto che ad un certo punto veniva a mancare il numero legale. L’unico documento che veniva votato all’unanimità dei presenti era quello di sostegno alle iniziative di contrasto alla disoccupazione, concordato tra Regione Campania e Provincia di Napoli per i corsisti del progetto “Bros”, di cui molti presenti nell’aula consiliare. “Il Consiglio comunale, ascoltati la relazione dell’Assessore Verone e gli interventi dei cittadini intervenuti – recita il suddetto documento – preso atto della riunione del 24.02.2010 sulle attività relative alla convenzione stipulata in data 10.07.2009, per individuare strategie operative finalizzate all’elaborazione del progetto Bros, di cui si allega copia, riconferma la volontà del Comune di Acerra a porre in essere tutte le iniziative di propria competenza, utili alla realizzazione di quegli interventi, che possano coinvolgere i soggetti che hanno maturato esperienze formative prevalentemente nel campo ambientale, dalla bonifica alla vigilanza, alla riqualificazione del territorio. Si impegna a sostenere pressi i Ministeri competenti, la Regione Campania e la Provincia di Napoli la realizzazione degli obiettivi del progetto Bros”. Ma la fuga dall’aula consiliare di alcuni Consiglieri di maggioranza, causa della caduta del numero legale, provocava anche una presa di posizione del Sindaco Esposito che, attraverso un comunicato stampa, dichiarava: “L’impegno…

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