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Acerra e Cultura: un binomio che deve diventare indissolubile

Cultura e Acerra sono un binomio, che è possibile portare avanti nei prossimi anni? Assolutamente sì. Anzi deve e sarà uno dei punti principali della mia campagna elettorale ma, soprattutto, del mio mandato da sindaco. La cultura, oltre a dare motivo di orgoglio alla cittadinanza, fa risaltare Acerra a livello nazionale. Acerra deve stare alla cultura ed alla maschera di Pulcinella, come Venezia sta alla maschera di Arlecchino. Tutto ciò può e dev’essere un volano per l’economia. Ovviamente bisogna farlo nel modo giusto e, quindi, ponendo al centro del dibattito pubblico la cultura a 360 gradi, così da poter racchiudere i diversi aspetti della nostra città che, messi insieme, diventano unici e paragonabili alle grandi altre città d’Italia. Non dico di poter mettere a confronto Acerra a metropoli come Napoli e Roma. Ma sfido qualcuno, a trovare una città di 60 mila abitanti con un Castello Baronale in pieno centro storico, con dei tunnel sotterranei che lo collegano a diverse strutte poste nelle vicinanze. Esiste una città che ha una storia di oltre duemila anni e che presenta degli scavi archeologici, appena fuori la città ed in cui ogni volta che si scava, emergono testimonianze del passato e reperti? Ed infine Acerra è la città di Pulcinella e da qui deve partire la nostra azione amministrativa per l’asse della cultura. Bisogna, ad esempio, creare un percorso con altre città della zona e far sì che Acerra ne diventi capofila. La nostra città ha tutte le caratteristiche, per poter diventare meta di turisti. Abbiamo una scintilla, che dobbiamo solo far ardere e crescere sempre di più grazie ad eventi mirati, che continuino ad accendere i riflettori sulla nostra città in senso positivo. Naturalmente non si tratta di un progetto a breve termine. Se però proseguiamo nel nostro intento, senza pensare ai soli fini elettorali, ma dando effettivamente un’idea chiara e precisa del nostro progetto, potremo riuscirci. Nelle prossime settimane e mesi non mancheranno occasioni, per approfondire nel dettaglio questo discorso. Ma voglio lasciarvi con un solo pensiero. Immaginatevi Piazza Castello, quindi a due passi da quella che era la casa di Pulcinella, tornare ad essere il centro culturale della nostra città e ricca di piccole botteghe, ristorazione delle nostre antiche tradizioni culinarie ed attività dedicate alla nostra amata maschera?  …

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Riceviamo e pubblichiamo

“Acerra svolta a destra”. Fratelli d’Italia scende in campo Si è svolto ieri (mercoledì 7 aprile 2021) il primo incontro del mese di aprile per Fratelli d’Italia intitolato “Acerra svolta a destra”, con ospite d’eccezione l’On.Andrea Del Mastro, membro della Camera dei deputati e Commissario FdI della provincia di Napoli. Il segretario Mimmo Camposano ha aperto l’incontro, fornendo un quadro completo della classe dirigente di centrodestra acerrana in previsione delle future elezioni amministrative del 2022, illustrando il progetto di una nuova struttura organizzativa modello ed indirizzata ad una politica proficua. Camposano dichiara: “L’attuale scenario politico locale acerrano sembra sia solo orientato nella formazione di “carrozzoni elettorali”, creati con il solo obiettivo di affrontare e vincere le elezioni, facendo gli interessi di pochi e non curando le esigenze degli elettori. Il nuovo formato della classe dirigente di Fratelli d’Italia ha come obiettivo, di costruire un percorso alternativo, fatto di approfondimenti tematici e confronto con la cittadinanza e dei corpi intermedi, rappresentanti della realtà commerciali ed imprenditoriali di Acerra”. All’On. Del Mastro è stata presentata la squadra, che stilerà il nuovo piano del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia: Mimmo Camposano, Raffaele Barbato, Ottavio Maione, Vincenzo Crimaldi, Giuseppe di Giovanni, Vincenzo Riemma e Annalisa Stringile, con la collaborazione ed il supporto di Stefania Casoria e Vincenzo D’Anna. Nel mese di aprile saranno affrontati i fondamentali temi della famiglia e del lavoro, in collaborazione con la rappresentanza nazionale e regionale di Fratelli d’Italia e del centrodestra, di associazioni e di esponenti dell’Istituto “Stato e Partecipazione”. Conclude l’On.Del Mastro, evidenziando la singolarità della programmazione e dell’attenzione metodica, non solo per risolvere i problemi dell’amministrazione locale, ma anche per la creazione della base per un nuovo sviluppo economico e sociale della città”.  

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Richiesta di sospensione delle demolizioni in Campania, il Ministro: “Vedremo caso per caso”.

In merito alla richiesta di sospensione temporanea delle demolizioni, sull’intero territorio nazionale, fino al 31 dicembre 2021 o finché perdura lo stato di emergenza nazionale, dei manufatti abusivi adibiti a case di necessità, abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo, nonché prive delle necessarie risorse economiche ed avanzata, in una lettera datata 18.03.2021, al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi da tutti i Consiglieri regionali della Campania, dal Presidente di Anci Campania, dal Presidente di Ancim e da tutti i Sindaci dei Comuni campani e di cui si riferiva in precedenza si deve riportare, a tal proposito, l’interrogazione in Parlamento presentata da Forza Italia. Che, attraverso un question time alla Camera proposto da quattro deputati campani, ossia Carlo Sarro, Antonio Pentangelo, Maria Spena e Paolo Russo, hanno avanzato la medesima richiesta di sospensione, visto il periodo di emergenza sanitaria. Un’interrogazione alla quale il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ha risposto, che “nelle demolizioni di immobili abusivi ci sarà un’attenta valutazione, caso per caso, delle situazioni di coloro che sono sprovvisti di alloggio alternativo o delle possibilità economiche, per garantirsi una differente abitazione. Il tema è stato portato all’attenzione del Governo negli ultimi giorni – ha aggiunto il Ministro – e non è stato ancora possibile raccogliere gli elementi indispensabili, per affrontarlo in tutta la sua complessità. Inoltre ci sono interlocuzioni anche con il Ministro per il Sud Mara Carfagna”. Sarro aggiunge anche, che “le tantissime segnalazioni raccolte anche dal nostro responsabile del Dipartimento Casa, Raffaele Cardamuro e gli appelli accorati che riceviamo ogni giorno, non ultimi quelli delle isole minori, vanno raccolti al più presto dal Governo Draghi, così come da tutte le amministrazioni interessate, soprattutto nel contesto di questa grave emergenza sanitaria”.

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Un piccolo dilemma amministrativo che andrebbe chiarito

In data 11.03.2021 il sindaco Lettieri, con Decreto n.4, revocava il Decreto numero 3 del mese precedente, con cui aveva conferito le funzioni al Segretario generale ed ai Dirigenti comunali, tra cui a Salvatore Pallara, al quale aveva attribuito quella di Datore di Lavoro. Adesso tale funzione gli è stata tolta ed è stata attribuita al Segretario generale “per le ragioni di opportunità innanzi esposte”. Quali sarebbero queste ragioni? Il contratto di lavoro del dott.Pallara che, recita il Decreto, avrà scadenza il prossimo 9 aprile 2021. Pertanto è necessario garantire continuità al servizio ed alla funzione del Datore di Lavoro, per l’indifferibilità dell’attività che lo caratterizzano. Un Decreto che lascia perplessi, in quanto quello n.14 del 4.4.2018, con cui Pallara fu individuato come Dirigente amministrativo a tempo pieno e determinato, recitava ‘fino alla durata massima del mandato del sindaco’. Che scade, salvo imprevisti, nel 2022. Si legge, pure, però, nel decreto del 2018, ‘con valutazione di rinnovabilità dopo tre anni’. Ma se fosse prevista con certezza, quindi, per il 9 aprile prossimo, la scadenza del contratto di lavoro del dott.Pallara, perché revocargli solo la suddetta funzione e non anche le altre, tra cui alcune molto importanti? Oltre a ciò, secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe che il contratto di assunzione, stipulato tra l’Ente comunale ed il suddetto Dirigente, stabilisca che la sua durata massima sia legata a quella del mandato del sindaco. E allora?

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Un punto fermo del mio programma elettorale. Un’Idea di Gennaro Iovino

Riceviamo e, di seguito pubblichiamo, il comunicato stampa inviato dal Dott.Gennaro Iovino – Geologo e Consigliere Comunale del Comune di Acerra, nonché componente della Commissione consiliare Ambiente, che interviene sulla pur sempre critica ed attuale situazione ambientale del nostro territorio cittadino e non solo. “Avremmo preferito la mancata realizzazione del grande termovalorizzatore sulle nostre terre – esordisce Iovino – ma ciò non è accaduto. Avremmo preferito strutture di eccellenza, sotto il profilo sanitario, ma hanno preferito farle altrove. Eppure, per un certo periodo, si era prospettata una distribuzione equa, tra le province della Regione Campania, di strutture di piccola entità di termovalorizzatori per lo smaltimento ed il trattamento di rifiuti delle singole province. Ma alla fine – prosegue il professionista – è prevalso la sindrome, nonché l’acronimo NIMBY: Not In My Back Yard, ossia ‘Non nel mio cortile’. Intanto il termovalorizzatore più grande d’Europa è stato imposto sulla nostra terra. A questo punto, partendo dalla mia ferma contrarietà all’impianto, in virtù anche del principio che, differenziare i rifiuti durante la fase del conferimento da parte dei cittadini, resta una metodologia insostituibile, il mio impegno futuro sarà per la sua definitiva alienazione dal nostro territorio. Nel frattempo non sarebbe opportuno trarre vantaggi economici per i cittadini, vista la sua presenza, ipotizzando un sistema di teleriscaldamento o un abbattimento delle bollette elettriche degli Acerrani, in termini proporzionali e percentuali ai consumi delle famiglie? Non sarebbe giusto – conclude il Consigliere – riscattare la passata imposizione della sua presenza sul nostro territorio, con ristori veri e concreti per i cittadini residenti ad Acerra da almeno 36 mesi?Non sarebbe giusto rinegoziare le regole d’ingaggio della sua presenza sul nostro territorio? È mia intenzione, provare a fare quanto detto e a tradurlo nel concreto. Questo sarà un punto fermo ed insostituibile del mio programma elettorale. Che prevede anche, tra l’altro, che venga allargata l’offerta formativa scolastica, con la realizzazione di un istituto ad indirizzo Agrario, Agroalimentare ed Agroindustriale. Non per niente il nostro territorio offre beni antichi ed attuali, che non possono essere trascurati e che vanno valorizzati, ossia terra fertile ed acqua in abbondanza nel sottosuolo. Essi vanno sostenuti, apprezzati e valorizzati, attraverso la competenza e studi adeguati ed approfonditi. Sulla base di quanto detto, per una maggiore valorizzazione della primaria fonte di…

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Salviamo il salvabile

Riceviamo e, di seguito pubblichiamo, il comunicato stampa inviato dal Dott.Gennaro Iovino – Geologo e Consigliere Comunale del Comune di Acerra, nonché componente della Commissione consiliare Ambiente, che interviene sulla pur sempre critica ed attuale situazione ambientale del nostro territorio cittadino e non solo. “Un grazie forte ai Vescovi della Conferenza Episcopale Campana, che stanno riempiendo alcuni vuoti della politica. Una politica – esordisce Iovino – troppo spesso distratta e superficiale, che mira alla sola logica del potere e delle spartizioni. Il grido di madre Terra e la voce dei Vescovi della Regione Campania, presieduta dal nostro amatissimo Vescovo, Mons.Antonio Di Donna, vanno sostenute ed amplificate, poichè spingono a lavorare, per recuperare il tempo perduto e ad evitare il punto di non ritorno. Occorrono nell’immediatezza interventi mirati alla salvaguardia dei nostri territori. Occorrono – prosegue il professionista – bonifiche e non solo a chiacchiere. Occorre intervenire da subito, soprattutto nelle province di Napoli e di Caserta. Papa Francesco ed i Vescovi della Campania ci hanno fatto aprire gli occhi su questo grave problema ambientale. La Procura di Napoli Nord e l’Istituto Superiore della Sanità hanno dichiarato, per la prima volta, che c’è un nesso di causalità tra disastro ambientale, verificatosi negli ultimi decenni nella ‘Terra dei Fuochi’ delle province di Napoli e Caserta e l’insorgere di alcune gravi patologie tumorali. E’ giunta l’ora di dire Basta! Non c’è più tempo da perdere. Adesso più che mai – conclude il Consigliere – spetta ai politici di buona volontà, guardare ed agire con interventi mirati, a salvare il salvabile. Madre natura non può più attendere. Una parte dei fondi del recovery plan stanziati dalla comunità europea per la nostra Italia e per il Sud e, in particolare, per i nostri territori, dovrà servire a vitalizzare, a bonificare e a sviluppare, in modo ecosostenibile e rendere vivibili quei territori, che sono stati maltrattati e danneggiati negli ultimi decenni”.   Dott. Gennaro Iovino Geologo – Consigliere Comunale di Acerra

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Ecco quanto costano alla collettività i Consiglieri regionali campani

I costi della politica sono, inevitabilmente, un argomento sempre di attualità e spesso capace (quando si tratta di abbatterli), di mettere d’accordo i cittadini delle più disparate ‘ideologie’ politiche. Interessante, a tal proposito, è l’articolo pubblicato di recente da un noto quotidiano e relativo al Consiglio regionale della Campania di cui fa parte, da settembre scorso, anche Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra, eletta Consigliere regionale nella lista De Luca ed ora eletta Vice-presidente della Commissione Anticamorra. Ecco di seguito il testo dell’articolo. “Non trovi un Consigliere regionale semplice nemmeno a pagarlo. Ognuno ha una carica aggiuntiva o è Presidente di Commissione. Insomma è sempre qualcosa in più nel Consiglio regionale della Campania. Tutti tranne uno: il leghista Severino Nappi. E quindi ognuno può disporre di un’indennità aggiuntiva allo stipendio di Consigliere regionale semplice che, ricordiamolo, ammonta a 11 mila euro mensili. Di cui 6660 euro valgono come indennità di carica, mentre i restanti 4440 vengono riconosciuti come rimborso spese per l’esercizio del proprio mandato. Una differenza non da poco. Perché – prosegue l’articolo – se sulla prima indennità il Consigliere deve pagarci le tasse, la seconda viene considerata esentasse. E quindi tutti i consiglieri, agli 11mila euro, aggiungono sempre l’indennità di funzione: si va dai 1215 euro mensili per un semplice Vice-presidente o segretario di Commissione, sino ai 1755 euro, sempre mensili, per il Vice-presidente del Consiglio regionale. Al Presidente dell’Assise, invece, spetta l’indennità aggiuntiva più alta: 2700 euro mensili. Sino a due consiliature fa, il numero di Consiglieri era di 60 ed esistevano solo 6 Commissioni ordinarie ed una sola Speciale (quella sullo Statuto). Oggi invece i Consiglieri sono 50, ma si sono insediate 8 Commissioni ordinarie e 4 speciali. Ognuna con tanto di Presidente, Vice-presidente e segretari, che beneficiano, a livello d’ufficio, di un altro budget di rimborso spese, oltre a locali e possibilità di chiamare al lavoro staff ad hoc. Senza contare l’ufficio di Presidenza – aggiunge il quotidiano – composto da ben 7 componenti tra presidenti, due vice, due segretari e due questori. E, ancora, Capigruppo dei vari partiti. Insomma tutti hanno un’indennità aggiuntiva da cumulare allo stipendio semplice da Consigliere. Tutti d’accordo, tutti contenti. Senza contare chi di cariche ne ha ben due ma, è bene chiarirlo, è tutto lecito e…

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Il Consigliere Auriemma: “L’azione politica deve tendere sempre alla verità”.

“Circa due mesi fa, unitamente agli amministratori della nostra città, rivolgevo agli Acerrani gli auguri per il santo Natale, anche se in tanti vivevano (e tutt’ora vivono) questo periodo con grande difficoltà. Ma le problematiche da me evidenziate in quell’occasione, purtroppo, restano di grande attualità, nonostante qualche iniziativa di elargire un modesto contributo alle partite iva, derubricabile più ad un gesto di buona volontà, che ad una misura che affronti la problematica esistente. Dissi che Acerra ha innanzitutto bisogno di verità, perché la verità ripristina e permette la ripartenza. Pertanto noi uomini e donne impegnati dobbiamo prima di tutto lavorare per la verità. Allora, se la nostra azione deve tendere alla verità, dobbiamo dire che è stato fatto troppo poco per le bonifiche. Anzi non è stato fatto nulla. E con ciò mi riferisco a tutti i livelli istituzionali, al Governo che mi rappresenta, alla Regione Campania (che è competente in materia) ed al Comune di Acerra. Dobbiamo dire che ad Acerra, nonostante un apparente arresto di roghi, le centraline di rilevamento della qualità dell’aria continuano a sforare nell’indifferenza più totale, rilevando polveri sottili in eccesso ed oltre i limiti di legge consentiti. Così come dobbiamo dire, che gli ultimi fatti di cronaca ci devono far ritenere che ad Acerra, c’è una preoccupante diffusione della pratica dell’usura, che le nostre piazze, anche quelle di periferia, sono piazze di spaccio, che i reati predatori si moltiplicano di giorno in giorno e che il centro storico ha bisogno di un serio piano di rilancio e di investimento. Infatti difficilmente il rifacimento di alcune strade del centro cittadino, senza altre misure strutturali, riporterà le persone a frequentare i vicoli e le piazze dell’antica Acerra. Ovviamente il tessuto socio-economico locale, che già era precario prima della pandemia, lo è divenuto ancora di più, aggravato dall’emergenza sanitaria, che richiederebbe controlli più frequenti ed incisivi da parte dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Municipale, tesi a scongiurare assembramenti, mancato utilizzo delle mascherine ed “intrusioni” nei locali pubblici, anche quando le normative vigenti lo vietano. Va da sé che è deprecabile, che l’amministrazione comunale abbia “mollato”, su quelle che sono le misure di sanificazione e di igienizzazione dei luoghi pubblici e delle strutture usufruibili dalla cittadinanza (penso alle giostrine per i bambini o al Parco…

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Emergenza criminalità, l’intervento di Fratelli d’Italia

Relativamente all’emergenza criminalità, che soprattutto nelle ultime settimane sta flagellando il nostro territorio e, in particolare, gli esercenti locali, interveniva sulla tematica la locale sezione di Fratelli d’Italia che aveva, di recente, affisso in città un manifesto, con cui chiedeva “più sicurezza” e che, già nei mesi scorsi, aveva ufficializzato all’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, otto proposte sul tema legalità e controllo. Nello specifico Vincenzo Riemma, dirigente FDI dichiarava: “Le innumerevoli rapine commesse ai danni dei nostri negozianti creano un senso di rabbia. E lascia basiti la facilità, con cui ogni volta i rapinatori riescano ad agire e a farla franca. Molte volte essi agiscono addirittura a piedi, segno tangibile che manca un adeguato sistema di controllo della città. È quanto mai necessario effettuare una revisione dell’attuale sistema di videosorveglianza, perché non poche sono le telecamere guaste o non funzionanti. Altresì urge istituire, come più volte da noi proposto, la figura del Vigile di quartiere. Non ha senso – prosegue Riemma – vedere i Vigili Urbani muoversi in gruppi folti, anziché coprire in modo organizzato il territorio. Soltanto con un controllo capillare e di presidio della città possiamo essere efficaci, nel prevenire episodi di micro-criminalità. Non solo. Ricordiamo, come da nostra proposta, che sarebbe il caso, che il Comune si attivasse, per chiedere nelle sedi opportune la presenza dell’esercito sul nostro territorio, per presidiare le periferie, che oggi sono terra di nessuno. Noi esigiamo un maggiore controllo”. Ad esprimersi sulla tematica era anche il segretario cittadino del partito di centrodestra Mimmo Camposano, il quale diceva: “Fin dal giugno 2020 abbiamo formalizzato al Consiglio comunale otto proposte in tema sicurezza, un vero e proprio manifesto di legalità. Abbiamo dato idee per il controllo sistematico delle nostre periferie, oggi abbandonate a se stesse e per il controllo del centro cittadino. Abbiamo fornito elementi e spunti, per dare vita ad una discussione seria in città, ma non abbiamo avuto alcuna risposta. A questo punto temo – aggiungeva Camposano – che nel palazzo bianco di Viale della Democrazia abbiano altre priorità e non certo quella relativa alla sicurezza urbana e sociale. Delega che, tra l’altro, è in capo all’attuale primo cittadino. Noi, da parte nostra, continueremo a portare il nostro contributo e nelle prossime settimane lo dimostreremo. Gli Acerrani meritano una…

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Fratelli d’Italia denuncia: “Il centro storico non è una discarica, ma un patrimonio da rilanciare”.

Da mesi diverse zone del centro storico, ma anche dell’intero territorio comunale, sono preda di una vera emergenza ambientale. Spicca in ciò piazza Pulcinella (ma non solo), sita a pochi metri da piazza Castello, che da anni è divenuta una discarica a cielo aperto. Sul tema ha posto l’attenzione Fratelli d’Italia Acerra, che presentò al sindaco un’istanza di rimozione immediata dei diversi cumuli di rifiuti, che invadono il centro storico. In proposito Vincenzo Riemma, dirigente cittadino FDI, dichiarava: “Non bastavano il Covid e la crisi del nostro commercio. Svariati punti del territorio sono da mesi preda del degrado e crescono ovunque cumuli di rifiuti di varia tipologia. Senza escludere, ovviamente, le rampe di accesso agli assi mediani, un tempo supervisionate quotidianamente dall’attuale primi cittadino. Il tutto, nell’incapacità, dell’amministrazione comunale, di porre un argine al problema. Avere una visione politica, vuol dire immaginare il nostro centro storico come il salotto buono ed il traino dell’economia locale. Qui invece la fanno da padrone sporcizia, scarso controllo degli organi di vigilanza e le troppe serrande abbassate delle attività commerciali, penalizzate anche dall’assenza di aree di sosta per i veicoli (al netto delle ridicole strisce blu tracciate a piazza Castello). L’emergenza degrado – aggiungeva Riemma – va affrontata e risolta in modo serio e quotidiano. Acerra è una città dalle mille potenzialità inespresse ed il nostro territorio non merita di essere una discarica a cielo aperto. La misura è colma: come Fratelli d’Italia Acerra abbiamo chiesto la rimozione immediata di questo schifo, ma anche degli altri sversamenti abusivi, che potrebbero eventualmente essere rinvenuti. Ma non solo: è incredibile che vi siano cartelli, che annunciano la presenza di telecamere che, in realtà, sono guaste o non funzionanti. Avere il controllo del territorio non è uno slogan da campagna elettorale, ma dev’essere una missione, per chi guida Acerra. Denunceremo, proporremo e lo faremo presente con ogni mezzo alle istituzioni territorialmente competenti”.

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