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Il Sindaco di Budapest ad Acerra per onorare la memoria di Mons. Verolino

Adesso è ufficiale: Acerra e Budapest sono due città unite nel ricordo di Mons.Gennaro Verolino, il prelato scomparso 5 anni fa all’età di 99 anni e che nel 1944 si adoperò, nella capitale ungherese, per la salvezza di 25mila ebrei destinati alla deportazione nei lager nazisti e ricercati dai soldati tedeschi. A Budapest, intanto, gli hanno intitolato una scuola primaria per bambini disabili in un quartiere centrale della città magiara e presto diventerà cittadino onorario ungherese. Ad annunciarlo era il 58enne Sindaco di Budapest Gabor Demszky, in visita ad Acerra dal 12 al 14 maggio scorsi insieme alla moglie Anikò Nemeth, cantante lirica, in occasione di una visita privata in Italia, appunto per onorare la memoria dell’allora giovane segretario della nunziatura apostolica a Budapest. Il Major della capitale ungherese veniva ricevuto nel palazzo vescovile dal Sindaco Esposito e dal Vescovo Rinaldi per una due giorni, che ha sancito il gemellaggio tra le due città ed il conferimento della cittadinanza onoraria a Gyorgy Adam che, insieme a Monsignor Verolino (che lo aveva salvato dalla deportazione) nel 1944, distribuì quei salvacondotti falsi, che evitarono ad oltre 25mila ebrei ungheresi di finire nei campi di sterminio nazisti. «E per l’inizio del prossimo anno scolastico desidererei che una scuola acerrana si gemellasse con quella a Budapest, perché solo così ci sarebbe una vera integrazione tra le due città» – spiegava il primo cittadino di Budapest, assistito per la traduzione linguistica dalla titolare della British School di Acerra. Il Sindaco Demszski depositava una corona di fiori sulla tomba del “Giusto tra le nazioni” nel cimitero di Acerra, in cui riposa dal 2005 Verolino. Una cerimonia toccante, a cui partecipavano anche Mons.Rinaldi ed il Sindaco Esposito. «C’è un uomo straordinario, che unisce questa città a Budapest, che per anni non ha fatto parte dei libri di storia e di cui solo per caso se ne è ricostruita l’impresa. Il suo coraggio sia di esempio anche per le nuove generazioni. Grazie a lui e a quelli come lui oggi a Budapest vivono 200 mila ebrei e perciò gli conferiremo la cittadinanza onoraria” – rivelava commosso la fascia tricolore ungherese, da 20 anni ininterrottamente alla guida di Budapest. Monsignor Verolino è stato un eroe schivo, che ha tenuto in serbo per 60 anni la sua storia…

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Barbiere dona al Museo Civico gli attrezzi della sua collezione

“L’Arte del Barbiere. Il Sig.Tardi Vincenzo, “Il Barbiere” dalla sua antica collezione dal 1940 dona al Museo Civico di Acerra gli Attrezzi del Mestiere”. E’ questa la frase che troviamo incisa sulla targa donata ad un artigiano locale, il signor Tardi, appunto, di professione barbiere e custodita nella teca sistemata all’interno del Museo del Folklore e della Civiltà Contadina, nella sala denominata “Il Lavoro ed i Mestieri”. Un’ala del Castello appartenuto ai feudatari della città, ospitante aratri e vecchie suppellettili, per cercare di far rivivere il folklore e la cultura contadina di Terra di Lavoro, l’antica Liburia, a cui è dedicata una sezione dell’esposizione. E lì, dove vi sono gli attrezzi che documentano come, ad esempio, i contadini procedevano alla cottura degli alimenti ed alla lavorazione del pane, c’è una vetrinetta disposta su 5 livelli, contenenti gli attrezzi da lavoro donati dal sig.Tardi al suddetto Museo. Rasoi, forbici, asciugamani, spazzole, pettini, pennelli, recipienti, saponi, vasetti di brillantina solida, ampolle per profumi ed altri oggetti adoperati sia dal genitore dell’artigiano, che esercita la sua attività nel salone, sito a C.so della Resistenza e sia dallo stesso sig.Vincenzo, che continua l’attività trasmessagli dal padre. Non mancano le fotografie, sistemate accanto agli attrezzi che si trovano in un ottimo stato. L’iniziativa del sig.Vincenzo, bene accolta dall’Associazione culturale “Acerra Nostra” e dalla Direzione del Museo, ha lo scopo di preservare la memoria e gli attrezzi di un lavoro artigianale, la cui pratica ha richiesto sempre professionalità ed un pizzico di estrosità e che si pone a metà tra la cura dell’igiene della persona e quella della sua immagine, volta a renderla più presentabile. Di certo il nostro concittadino è entusiasta e soddisfatto, di aver potuto dare un contributo alla valorizzazione ed alla conservazione delle nostre tradizioni, affidando ad un’istituzione locale, molto visitata anche dalle scolaresche cittadine e non, il suo piccolo ma prezioso “tesoro”. E da una pergamena, rilasciatagli dal Museo ed intitolata “O Barbiero”, possiamo leggere: “E’ o primme viziose! Tene ‘a paga d’o surdate e i vizi d’o generale; ‘a capa liscia e ‘e sacche mosce. Così l’arguzia popolare osava definire la tipica figura d’o barbiere, che era annoverato tra gli operatori denominati Artisti. Si presentava piuttosto ricercato nel vestire, ben pettinato, coi capelli tirati e lustri di brillantina ed…

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Il Sindaco di Budapest ad Acerra per S.E.Monsignor Verolino

Il Sindaco di Budapest Demsky Gabor sarà nella nostra città nei giorni 12, 13 e 14 maggio, per rendere omaggio al nostro concittadino S.E.Mons.Verolino che, nel 1944, in qualità di rappresentante diplomatico della Santa Sede a Praga, salvò 25mila ebrei ungheresi dalla furia nazista e, per questo, riconosciuto dal museo israeliano Yad Vashem “Giusto fra le Nazioni”. Ad accoglierlo ci sarà il Vescovo Mons.Giovanni Rinaldi, il Sindaco Tommaso Esposito, il Dott.Luigi Montano, Presidente dell’Associazione èidos nonché pronipote di Verolino, che hanno organizzato rispettivamente manifestazioni di accoglienza, il cui programma in corso di definizione prevede importanti novità. La visita sarà l’occasione per delineare e concretizzare una gemellaggio tra le città di Acerra e di Budapest, essendo le due città legate da un rapporto di collaborazione risalente appunto al 1944.

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Questione Ice Snei: dopo l’esposto degli inquilini l’attenzione si concentra sul Comune

Sullo scorso numero vi riferimmo del sopralluogo preliminare effettuato lo scorso 2 aprile da parte della Polizia Municipale e di un funzionario dell’Ufficio Tecnico, a seguito di un esposto prodotto da alcuni abitanti a nome di tutti gli inquilini del complesso residenziale Ice-Snei. Esposto inviato in data 9.3.2010 anche alle Forze dell’Ordine, alla Procura della Repubblica di Nola, al Sindaco T.Esposito ed al Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro. E ciò, per stabilire una volta per tutte la proprietà delle cantinole al piano terra, trasformate negli anni in garage e in attività varie e la cui titolarità viene rivendicata sia dal Comune che dalla società costruttrice. L’intricata vicenda risale a circa 30 anni fa, quando prese il via la questione relativa alla proprietà di 113 box per alcuni dei quali, nel corso degli anni, sono scattati gli sgomberi, susseguenti alla morosità degli usufruttuari, che non verserebbero con regolarità la quota di affitto all’Ice-Snei. Quote che, invece, sostengono i residenti, andrebbero versate al Comune, che nel 1985 acquistò l’intero complesso residenziale, comprese le pertinenze, per circa 26 miliardi delle vecchie lire. Dal 2005 l’Ente comunale porta avanti una causa amministrativa, rappresentato e difeso dagli avvocati Violante e Petrillo, nella quale dovrebbe essere dimostrato, sulla scorta della licenza edilizia di allora, che esiste un’incongruenza tra gli spazi abitativi e le aree riservate ai parcheggi ed ai garage. Ma, secondo alcune indiscrezioni, alcune licenze, planimetrie e grafici risulterebbero irreperibili. Ovviamente alcuni inquilini rivendicano addirittura di aver portato a termine i lavori al piano terra, dai quali avrebbero poi preso vita gli attuali ambienti. Naturalmente i punti da chiarire sono molti. Infatti occorre innanzitutto capire se l’Ice Snei possa produrre una documentazione inequivocabile sul diritto di proprietà rivendicata e se questi locali al piano terra siano stati oggetto di abuso edilizio e da parte di chi. Box che il 20 ottobre del 1994 la società costruttrice accatastava presso il catasto immobiliare a distanza di circa 10 anni dall’acquisto, da parte del Comune proprio dall’Ice Snei del complesso abitativo, comprensivo delle pertinenze e dei 247 appartamenti. Bisogna anche accertare se la volumetria dei terranei era o meno prevista nelle licenze edilizie rilasciate nel 1968, oggetto di varianti e convenzioni tra Comune e società, per sanare ogni tipo di abuso relativamente ai manufatti del parco. Perno di…

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L’Etruria rivendica di aver dato i natali a Pulcinella

Gli etruschi sono dappertutto e ci sono alla grande. Ormai l’esercito di turisti a caccia degli enigmatici Tirreni si ingrossa come un fiume in piena. Ma i misteri intorno a questo popolo non finiscono mai. Non molti, infatti, sanno che l’origine della maschera di Pulcinella, considerata uno dei simboli di Napoli al pari del Vesuvio, affonda invece le sue profonde radici addirittura nella cultura etrusca. Una bella doccia fredda per molti partenopei, così attaccati alle loro tradizioni come la mozzarella sulla meravigliosa pizza margherita. Ma scavando un pò più a fondo e, soprattutto, a Tarquinia, in località Monterozzi, esiste una tomba detta appunto del “Pulcinella”. Un vero macigno gettato nello stagno delle conoscenze. Le pitture di questa tomba, che fu scoperta nel 1872 e che risale alla fine del VI secolo a.C., sono state, purtroppo, danneggiate da ignoti. Essa consiste in una camera con soffitto a doppio spiovente. Sul frontone della parete di fondo due leoni fronteggiano la mensola di sostegno del columen. Sulle pareti laterali, dalla cui sommità pendono corone floreali, si svolgono danze, musiche, gare atletiche e corse a cavallo in onore del defunto. Interessante la lira fornita di plettro dipinta al centro della parete di fondo ed il Phersu danzante sulla parete sinistra, che si è voluto accostare alla maschera di Pulcinella prima maniera, quello apparso sulle scene con la Commedia dell’Arte. Divertente, grottesco, sguaiato. Gobbo e dal ventre prominente, un voluminoso abito bianco (forse un sudario?) ed una maschera dal naso lungo e deforme, una voce stridula a tratti inquietante, a tratti semplicemente comica. La tradizione ufficiale vuole che “Pulcinella Cetrulo” sia nato ad Acerra (sarebbe stato addirittura un contadino particolarmente noto per le sue buffonerie, poi reclutato in una compagnia di attori cittadini). Altri attribuiscono l’invenzione della sua maschera all’attore Silvio Fiorillo di Capua, a cavallo tra il 500 ed il 600. Più generalmente si usa far risalire la sua figura alle farse atellane del IV secolo a.C. ed alla tradizione latina del Maccus. Tuttavia, dietro l’immagine comica ed alquanto rassicurante di una delle figure più popolari della Commedia dell’Arte, è possibile dipanare i fili di una mitologia ben più inquietante. Una serie di indizi e studi specifici la ricondurrebbero, infatti, proprio ad un terrificante e feroce demone etrusco: Phersu, membro della corte…

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I dieci anni di Episcopato di Mons.Giovanni Rinaldi

Diocesi di Acerra in festa in occasione del decimo anniversario dell’ordinanza Episcopale di Sua Eccellenza Mons. Giovanni Rinaldi. Le celebrazioni hanno preso il via lo scorso 30 gennaio con una solenne concelebrazione eucaristica nel Duomo. “Festeggerò in famiglia, tra i fedeli ed i sacerdoti della diocesi”, spiegava l’alto prelato, dal carattere riservato e mai pervaso da spirito di protagonismo. “Il suo episcopato ha puntato sulla famiglia e sul recupero dell’identità culturale, storica e religiosa del territorio” – affermava il Sindaco T.Esposito. Il 7 dicembre di 10 anni fa, monsignor Rinaldi fu nominato vescovo di Acerra. Tre settimane dopo a Nola fu ordinato prelato dall’allora Cardinale Giordano ed il 27 gennaio si insediò nella nostra città in luogo di don Antonio Ribaldi, che raggiungeva lo stato di quiescenza, per sopraggiunti limiti di età. “Trovai una città in rivolta contro l’insediamento dell’inceneritore – ricorda il Vescovo – e senza pensarci su due volte mi schierai al fianco dei miei fedeli. Ad alcuni il mio impegno è sembrato eccessivo, ma io non ho nulla da biasimarmi. Non accettai di impartire la benedizione all’impianto, quando fu inaugurato il 26 marzo dell’anno scorso e, come chiesa, ci stiamo battendo per creare un osservatorio di tecnici neutrali, che controlli le emissioni ed il ciclo industriale dell’impianto, per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente”. L’impegno sociale del Vescovo battagliero lo ha portato a marciare accanto agli operai dell’Ilmas e dell’Exide di Casalnuovo, da mesi senza cassa integrazione, ma anche al fianco dei dipendenti della clinica dei Fiori di Acerra e dell’ospedale di San Felice a Cancello, strutture penalizzate dai tagli alla sanità regionale. E più volte ha espresso solidarietà e sostegno ai senza lavoro locali. “La chiesa è un punto di riferimento per tutti ed appunto perché non vogliamo che la si impoverisca, abbiamo riaperto il Seminario, attualmente frequentato da nove aspiranti sacerdoti”, precisa don Rinaldi. Durante l’episcopato è stato creato un museo, una biblioteca diocesana, un consultorio familiare e, prossimamente, vi sarà la realizzazione di una mensa per i più poveri. In occasione dell’evento l’Amministrazione comunale, che è stata inviata alla manifestazione, ha fatto dono al dignitario ecclesiastico di un calice con l’incisione dell’avvenimento, recante la dicitura: “L’Amministrazione comunale 30.01.2010”. – Angelo Rega

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Celebrato il decimo anniversario della Giornata della Memoria

Anche quest’anno, in occasione del 63° anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, l’Associazione “Eidos”, presieduta dal Dott.Luigi Montano, ha organizzato lo scorso 27 gennaio, presso il teatro “Italia” la X Giornata della Memoria, istituita dal Parlamento Italiano attraverso la legge n.211/2000. Alla manifestazione hanno aderito anche l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco T.Esposito e la Diocesi di Acerra ed ha visto la partecipazione di autorità civili e religiose, di docenti e studenti degli istituti scolastici presenti sul territorio. Una manifestazione, che ha lo scopo di non far mai dimenticare cosa ha significato la Shoà, la più grande tragedia vissuta dall’umanità, ossia lo sterminio di milioni di persone e, soprattutto, degli Ebrei. Un evento sentito in particolare ad Acerra, dove assume un significato maggiore, visto che la nostra città ha dato i natali a Mons. Gennaro Verolino, nominato “Giusto fra le Nazioni”, che nel corso della sua attività pastorale, contribuì a salvare migliaia di vite umane dalla furia nazista. Durante la cerimonia commemorativa è stata conferita la cittadinanza onoraria di Acerra a Gyorg Adam, collaboratore di Mons.Verolino a Budapest nel 1944. Proiettato durante la manifestazione anche il film-documentario “Storia di un Giusto”. – Angelo Rega

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In ricordo della Shoah, lo Sterminio del Popolo Ebraico

MERCOLEDI’ 27 GENNAIO 2010 – Teatro Italia – Acerra X GIORNATA DELLA MEMORIA SCARICA LA BROCHURE –

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Ricordo di Domenico Petrella (Ciccio)

Ci ha lasciati, pochi mesi orsono, il compagno Domenico Petrella, già dirigente della Federbraccianti, della Federazione Comunista napoletana e deputato della Repubblica. Eravamo giovanissimi militanti ed il fascino del dirigente del Movimento Bracciantile ci ammaliava. Dopo la generazione dei Pirolo, Levita, Casoria, Evangelista, De Chiara (Cuono, Enrico, Alfredo), irruppero nella sezione comunista i Castaldo, Troianiello, Oronzo, Scognamillo, Ciccone, Rezza, Loffredo, Messina, De Sena. Intere famiglie militavano nel partito e tanti dirigenti divennero “organici” alla classe lavoratrice. Ad Acerra la Sezione Comunista, i suoi militanti scrissero una bella pagina di storia. Si lottava per la pace, il progresso, la democrazia. Ideali nobili anche dai movimenti più alti, che si rifacevano al socialismo ed al cattolicesimo democratico. Anche noi ricevemmo questa lezione. Entrai nel P.C. nel 1972, dopo la sconfitta socialista di unità proletaria. Ne passò del tempo, prima che diventassimo pure noi dirigenti. Si entrava negli organismi superiori dopo lunga militanza. Ricordo due fulgide figure di dirigenti comunisti: Alfredo De Chiara e Domenico Petrella. Cos’era l’organizzazione ce lo insegnarono loro. Il partito era organizzato per “cellule” ed organizzava in città i Comitati di Lotta e di Quartiere. Questi dirigenti erano cresciuti nei Movimenti Bracciantili ed operai. Nel 1952 siedono nel Consiglio comunale di Acerra ben 19 consiglieri comunisti e socialisti su trenta. E’ Sindaco il Dott.Carlo Petrella e vengono eletti assessori: Gennaro Corbisiero, Gaetano Mangiarulo, Enrico De Chiara, Domenico Petrella. Ciccio è, dunque, assessore e vicesindaco. Rimane in  Consiglio comunale fino al 1967. Ciccio, insieme ad altri dirigenti, organizza scioperi per migliori condizioni di vita dei braccianti e contribuisce a che siano presenti nel movimento anche altre figure di lavoratori, come i piccoli contadini. La Federbraccianti e l’Alleanza contadini, poi, come organizzazioni sul territorio comunale, che avevano nel PC il punto di riferimento politico. L’altro compagno cofondatore dell’Alleanza contadini che divenne poi assessore all’Agricoltura, fu Alfredo De Chiara di cui, spero, di illustrarne a breve l’opera. Non esagero nel dire che molte figure socialiste e comuniste acerrane, dovrebbero far parte del Pantheon della sinistra. Del Movimento di Lotta in quel periodo fece parte un intelligentissimo contadino, che divenne poi Sindaco della città nel 1965: Giovanni Dell’Aquila. E nelle istanze superiori vi erano poi dei dirigenti, che non disdegnavano di portare le aspirazioni di cambiamento nelle sedi istituzionali come Aniello…

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Il presepe realizzato dai genitori della scuola “L’Isola dei Bambini”

Quello nella foto è un presepe realizzato dai genitori dei bambini, che frequentano la scuola dell’infanzia denominata “L’Isola dei Bambini”, sita a via Madonnelle nell’ambito di un progetto rivolto specificamente ai genitori dei piccoli. L’opera è stata realizzata, utilizzando materiale di riciclo selezionato dalle famiglie (bottiglie di plastica, tappi di sughero, carta, polistirolo, ritagli di stoffa ecc.). Scopo dell’iniziativa è stato quello di coinvolgere le famiglie sul vero significato e valore del Natale che, vissuto insieme, risulta più bello. Non è mancato di certo l’entusiasmo, lo spirito d’iniziativa e la collaborazione nel realizzare il presepe, che è stato giudicato dai bambini, veri giudici del lavoro svolto dai propri genitori. Di certo una tappa delle varie iniziative che saranno messe in pratica dalla suddetta scuola. – Angelo Rega

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