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Pacco, doppio pacco e contro paccotto. Quello di Lettieri, però.

La modalità con cui venivano gestiti i Buoni Spesa ed i pacchi alimentari, da erogare alle famiglie in stato di indigenza o di difficoltà economica, nell’ambito delle misure prese dal Governo centrale e da quello locale in piena emergenza coronavirus, rivela tutta l’incapacità dell’amministrazione comunale targata Lettieri, nell’affrontare una simile situazione. Tant’è vero che, nonostante che il Governo avesse trasferito, già il 30 marzo, nelle casse comunali la somma di 561.958,95 euro, i suddetti buoni spesa ancora non sono stati distribuiti!! Addirittura solo 48 ore prima di Pasqua il Comune, che aveva ricevuto un elevato numero di istanze, ha incaricato una ditta per l’assistenza tecnico specialistica per la gestione online per l’erogazione del buono spesa. E che la situazione in città già fosse esplosiva, lo testimoniavano gli assembramenti dei tanti nuclei familiari richiedenti le confezioni alimentari a piazza Duomo ed erogati dalla Caritas. Intanto altri Comuni (come Pozzuoli), che avevano ricevuto il finanziamento governativo, hanno già distribuito alle famiglie istanti i ticket spesa ben prima di Pasqua!! Innanzitutto occorre partire dalla lettera datata 02.04.2020 ed indirizzata al primo cittadino ed al suo esecutivo, nella quale i Consiglieri Carmela Auriemma, Domenico Zito e Domenico Catapane scrivevano: “Con i 561.958,95 euro erogati, ora è possibile procedere ad una programmazione e realizzazione di alcuni servizi, nonché la possibilità di valutare ed adottare le varie misure di sostegno. In primo luogo è necessario che gli uffici competenti procedano con urgenza, ad individuare risorse economiche dai capitoli di bilancio, che riguardino spese non necessarie o comunque non legati a costi fissi e dai capitoli di spesa che, prudenzialmente, sono stati maggiormente rimpinguati (come già fatto con Delibera di Consiglio comunale n.14 del 12.04.2019, con la quale si stanziarono quasi 140.000,00 euro per eventi “Il Gira-Castelli ndr” non previsti nel bilancio di previsione, approvato nel dicembre 2018, recuperando risorse dai capitoli di spesa). Si intercettino altresì risorse non spese dello scorso bilancio, per aiutare le attività commerciali, che hanno subito la chiusura improvvisa e le famiglie maggiormente colpite. Con riguardo a queste ultime riteniamo importante, già da ora, organizzare una piattaforma permanente di solidarietà che possa garantire, al di là delle singole associazioni di volontariato e delle donazioni dei singoli cittadini, un’assistenza alle famiglie più deboli. A distanza di quasi un mese dall’inizio del…

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I pacchi di Lettieri: ecco tutto quello che il sindaco non vi dice nei suoi video-monologhi

In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, di cui si riferiva in precedenza il sindaco Lettieri, resosi conto di essere in ritardo, nel varare la graduatoria degli aventi diritto di questi ultimi e nella loro distribuzione alle famiglie indigenti o comunque ai nuclei familiari residenti in città più esposti agli effetti economici negativi determinatisi, indiceva una gara tra otto ditte specializzate nel settore alimentare, per la fornitura di 2000 pacchi alimentari. Gara alla quale non perveniva alcuna offerta entro le ore 13:00 del giorno 8 aprile e che pertanto andava deserta. Veniva allora contattata la ditta “La Nuova Tirrenica” che, il giorno successivo, presentava un’offerta pari a 19,97 euro a pacco al netto dell’iva, per un totale di fornitura di euro 42.821,60 (iva compresa). Ma cosa conteneva ciascun pacco? 1 confezione di sei fette biscottate; 1 kg. di zucchero; 1 kg. di sale; 1 confezione da 12 di tonno; 1 litro di olio extravergine di oliva; 2 confezioni di latte parzialmente scremato da un litro e 3 kg. di pasta. Di certo non è questa la sede, per fare valutazioni relative al reale valore o meno di mercato dei prodotti contenuti nelle scatole e forniti dalla suddetta ditta. Circa la quale abbiamo specificato, a quelli che ce l’hanno evidenziato, che non significa niente, che essa sia riconducibile ad un parente di un Consigliere di maggioranza dell’amministrazione targata Lettieri e che, pertanto, a nessuno vengano in mente strane congetture. “Pacchi che – avrebbe specificato il primo cittadino, attraverso un’altra sua apparizione video – anticipano i buoni spesa e non li sostituiscono”. Vero. Ma i buoni spesa permettono di scegliere cosa acquistare da mangiare, mentre un pacco è quello è basta! Pacchi ai quali iniziavano a lavorarci nell’autoparco comunale molti dipendenti del Comune, impegnati sia nell’immettere negli stessi qualche altro prodotto, per “rimpinguarli un pò” e sia nel consegnarli a casa ai richiedenti. Impegnati nella consegna anche il personale della Polizia Municipale versione “corrieri espressi”. Ma sabato 11 aprile ecco il colpo di scena. Ad “arricchire” il contenuto dei pacchi arrivavano dei prodotti ittici di un’altra azienda locale, scaricati presso l’autoparco comunale. Prodotti non distribuiti, però, nel rispetto delle normative vigenti e che causavano l’intervento dei Carabinieri della locale stazione e di quelli del Nucleo Anti-Sofisticazione. E…

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Ecco cosa scrive la stampa quotidiana relativamente ai “pacchi pasquali al pesce”

In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, di cui si riferiva nelle pagine precedenti, era un noto quotidiano, datato 15.04.2020, a riportare il caso dei “pacchi pasquali al pesce”. Ecco di seguito l’articolo redatto da Nino Pannella. “E’ finita solo nel primo pomeriggio di lunedì dell’Angelo (ampiamente fuori tempo massimo, tenuto conto che Pasqua e Pasquetta era già stata superata), la consegna dei pacchi alimentari predisposti dal Comune, per far fronte all’emergenza alimentare provocata dal coronavirus. A fare da “pony express” (sottraendoli ai compiti d’istituto, ovvero di controllo del territorio), oltre ad una consistente squadra di agenti della Polizia Locale, c’erano altrettanti dipendenti comunali che, a bordo delle auto di servizio, hanno provveduto a raggiungere le residenze delle sedicenti famiglie “indigenti”, che avevano presentato richiesta all’Ente, per ottenere i buoni spesi promessi dal governo Conte. Da fonti non ufficiali sarebbero stati distribuiti oltre 2000 pacchi, all’interno dei quali (in almeno un centinaio di questi), i dipendenti del Comune hanno aggiunto pesce scongelato ed una manciata di mitili (ossia cozze). Merce che l’Ente aveva ricevuto in “regalo” dalla stessa ditta, che si era aggiudicata la strana gara per la fornitura degli alimenti. Misteriosamente poi, dopo l’arrivo dei Carabinieri, mitili e pesce sono spariti dalla circolazione. Sul posto anche i Nas di Napoli che, per quanto è stato possibile sapere, hanno fatto restituire pesce e cozze all’impresa che, in mattinata, li aveva consegnati (con tanto di bolla di accompagnamento), nelle mani di un volontario del Nucleo comunale della Protezione Civile, divenuto così di diritto e di fatto (secondo le vigenti normative in materia), responsabile dell’anomala fornitura. Intanto nel garage dell’ente, divenuta una pescheria a tutti gli effetti, è stata notata la presenza di 4 dipendenti della ditta fornitrice del pesce, i quali hanno provveduto ad imbustare il pesce (senza alcun rispetto delle rigide norme per il confezionamento del pesce surgelato, che poteva essere imbustato, ma solo nei locali autorizzati), in sacchetti con tanto di logo della loro azienda. Un vero e proprio papocchio che, in tempi e luoghi diversi, i poliziotti municipali avrebbero provveduto, senza alcun tentennamento, a sanzionare, sequestrando la merce e denunciando all’autorità giudiziaria, coloro trovati in possesso degli alimenti. Ma tant’è”.

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Finisce sulla stampa quotidiana il caso del drone acquistato dal Comune presso un parente del sindaco

Era un noto quotidiano, datato 11.04.2020, a riportare il caso dell’acquisto di un drone da parte del Comune e riscontrabile dalla Determina dirigenziale n.445 dell’8.4.2020. Ecco di seguito il testo dell’articolo. “L’associazione ambientalista dei Volontari Antiroghi si era offerta di fornire gratuitamente al Comune droni e piloti professionisti, per stanare dal cielo gli incivili, che violano le leggi anti-contagio, scorazzando a bordo di auto e moto, oppure assembrandosi su strade e piazze. Ma il Comune ha snobbato l’offerta degli ecologisti – si legge nell’articolo – ed ha acquistato un drone di 5 mila euro da un cugino del sindaco, che in città fa il fotografo. Il parente del primo cittadino ha presentato al Comune il preventivo poi approvato. Intanto i Volontari Antiroghi hanno presentato un esposto all’Anac, l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione. “In una fase così drammatica per tutti, anche sotto il profilo economico – lamenta Alessandro Cannavacciuolo, dei Volontari Antiroghi – hanno speso migliaia di euro per un acquisto affidato ad un parente del sindaco, nonostante avessimo offerto i nostri droni ed i nostri piloti professionisti, proprio per evitare inutili e pesanti esborsi”. Nell’esposto inviato all’Anac – prosegue l’articolo – Cannavacciuolo afferma che il drone, acquistato dal Comune con tutti gli accessori, costa molto meno, di quello che è stato pagato. Il drone dovrà essere dotato di un’assicurazione contro eventuali danni a cose e persone e, soprattutto, dovrà essere pilotato da personale abilitato dall’Enac, l’Autorità Nazionale per l’Aviazione Civile. “Altre spese – aggiunge Cannavacciuolo – quando in quest’emergenza si potevano evitare, per dare più possibilità ai tanti cittadini, che stanno facendo la fila alla Caritas per un pò di cibo”. L’atto di affidamento alla ditta intestata al parente del sindaco (l’azienda porta il suo nome), è stato motivato dall’evolversi della situazione epidemiologica, al fine di contenere il contagio da coronavirus, limitando al massimo gli spostamenti delle persone sul territorio comunale. Occorre dunque dotare nell’immediato l’Ente di un drone professionale – si aggiunge nell’atto amministrativo – ed allo scopo è stata contattata la ditta “S.M.F.e C. snc”, che ha inviato un preventivo per l’importo complessivo di euro 4940,00. La determina – conclude l’articolo – specifica, che ai sensi del Decreto Legge n.50/2016, gli affidamenti di importo inferiore a 40 mila euro procedono mediante affidamento diretto, anche senza previa consultazione di…

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Volontari Protezione Civile aggrediti con bastoni

Erano in giro con la vettura di servizio, una Fiat Panda, per diffondere alla cittadinanza in più lingue l’invito a restare a casa e a seguire i comportamenti più idonei durante il periodo dell’emergenza coronavirus. Ma all’improvviso venivano aggrediti con bastoni e mazze da alcuni giovani, alcuni dei quali forse anche minorenni. Protagonisti della disavventura due volontari del nucleo comunale della Protezione Civile, che venivano attaccati durante le ore serali a via Caporale, in pieno centro storico, da alcuni giovani del posto e fatti oggetto di lanci di bastoni e di pietre. Oltre che di insulti verbali. Per evitare conseguenze peggiori, i due lasciavano la zona, avvisando subito dell’accaduto le Forze dell’Ordine. Le quali prontamente si portavano sul luogo dell’aggressione anche se i malviventi, nel frattempo, avevano fatto perdere le proprie tracce. A seguito dell’azione delinquenziale nessuno dei due volontari riportava ferite, nè la vettura veniva danneggiata.

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Mascherine e detergenti venduti a caro prezzo sui social: denunciata

Veniva scoperta e denunciata dai Carabinieri della locale stazione, agli ordini dal Maresciallo Giovanni Caccavale, una donna di 40 anni residente nel popoloso rione Buozzi, che si era attrezzata, utilizzando i social, per vendere a prezzo maggiorato di mille volte detergenti, sanificanti, guanti e mascherine. La donna, originaria di un Comune del casertano ma da tempo residente in città, aveva messo l’annuncio su un gruppo locale, annunciando la vendita dei suoi prodotti ed attirare così i clienti. Ovviamente i Militari dell’Arma, ricevuta la notizia che era in atto una tipica attività di sciacallaggio, si attivano subito, individuando l’intraprendente venditrice, che veniva trovata in possesso di poche decine di mascherine, che vendeva al prezzo maggiorato del 1000% rispetto all’originale prezzo d’acquisto. A seguito di un’accurata perquisizione presso il domicilio della donna, che aveva attivato una vera e propria attività commerciale oltre alle mascherine, veniva rinvenuta anche una discreta quantità di materiale igienizzante (circa 24 confezioni di prodotti igienizzanti) e 3 confezioni di guanti monouso, sulla cui provenienza avviavano indagini i Carabinieri. I quali, unitamente a quelli del Nucleo Anti-Sofisticazioni di Napoli, sequestravano tutta la merce. Per la 40enne, ideatrice della manovra speculatrice, scattava la denuncia in stato di libertà per il reato di aggiotaggio e ricettazione, oltre ad una sanzione amministrativa dell’importo pari a 5 mila euro.

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Tre dipendenti comunali “spediti” dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari

Erano tre i dipendenti comunali “spediti” dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari (UPD). Lo si evince dalla Determina dirigenziale n.322 del 06.03.2020. Commissione convocata per il 27 marzo 2020 (poi rinviata al 15 aprile e, infine, a data da destinarsi), dinanzi alla quale devono finirci tre dipendenti “storici” del Comune, nei confronti dei quali è stato attivato il procedimento disciplinare, a seguito di contestazione, poi trasmessagli. I fatti risalgono allo scorso 5 marzo, quando il personale della Polizia Municipale, a seguito di segnalazioni ricevute e verificate attraverso registrazioni video del sistema di videosorveglianza della Casa comunale, rilevavano che presso la garitta, posta in adiacenza al cancello carrabile, posto a chiusura del piano interrato, si trovava uno dei tre dipendenti interessati dal provvedimento disciplinare. Ed è presso la garitta, che si presentavano a piedi due persone estranee all’Ente che il dipendente comunale, dopo un breve colloquio, lasciava passare liberamente, indicando loro la direzione da seguire. Molto probabilmente i due si erano diretti alla sede della Protezione Civile, facendovi ritorno dopo qualche minuto ed allontanandosi poi dal Comune. A questo punto il Vice-Comandante dei caschi bianchi Domenico De Sena, unitamente ad un sottufficiale, redigeva una relazione di servizio, affinchè si valutassero gli eventuali provvedimenti da adottare, poi trasmessa al Dirigente ad interim della Polizia Municipale Vito Ascoli. La “colpa” dei dipendenti in servizio presso l’accesso carrabile di via Palatucci, sarebbe stata quella di non aver adempiuto ai loro compiti e di aver violato le norme sulla sicurezza, consentendo l’accesso pedonale ad estranei non autorizzati, in zone interne al Comune. Da qui scattava la contestazione di addebito a carico dei tre, recante la firma del Segretario generale dell’Ente comunale e la conseguente convocazione degli stessi, per sostenere il contraddittorio. Dalla data di notifica della convocazione dinanzi alla Commissione disciplinare, composta dal Dirigente ad interim della Polizia Locale Vito Ascoli; dal dott.Giuseppe Gargano e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente), i tre dipendenti avevano venti giorni di tempo, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie o per depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistiti, in ciò, eventualmente, dal proprio legale o da un rappresentante dell’associazione sindacale, cui abbia aderito o conferito mandato. A rigor di logica si profilava una vera e propria “stangata” per i tre…

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Stoccaggio e sversamento illecito dei rifiuti nel Comune: una vecchia e solita storia

Quello dello sversamento e dell’illecito sito di stoccaggio di rifiuti di varia tipologia ed anche speciali, non solo nell’area destinata all’autoparco dei mezzi comunali, ma anche all’interno della Casa comunale, è un tema, al quale abbiamo dedicato sempre molti articoli. A seguito dei quali, di solito, si è provveduto alla loro rimozione e smaltimento. Demmo il via alla saga ad aprile 2019, riferendo di una discarica abusiva di rifiuti solidi urbani di varia tipologia, che di differenziato avevano ben poco e che provenivano dai vari uffici pubblici al piano seminterrato del Comune, nei pressi dell’ingresso dell’Ufficio Ecosportello, allocato in un ambiente della Casa comunale. Sportello presso il quale gli utenti possono rivolgersi, per ritirare le attrezzature ed il materiale informativo necessario, per effettuare il corretto conferimento differenziato dei rifiuti. E a pochi metri dall’autoparco del Comando della Polizia Municipale!! Impossibile, pertanto, non vederlo! Anche perché è una scena che, da quelle parti, è spesso all’ordine del giorno. Infatti, mal che vada, i carrellati ivi allocati sovrabbondano di immondizia. Al di là del fatto che spetta ai poliziotti municipali, diretti dal Cap.Domenico De Sena (che, tra l’altro, è anche il responsabile della Polizia Ambientale), il controllo del corretto svolgimento del servizio di igiene urbana ed evitare che sia violato l’art.193 del Decreto Legislativo n.152/2006. Ma, a destare preoccupazione, era il fatto che, nei pressi dello sversamento illegale, sono parcheggiati ogni giorno alcuni automezzi del Comune, che sono un patrimonio comunale e quindi di tutti. Veicoli che potrebbero andare distrutti qualora, per un qualsiasi motivo, tali cumuli di spazzatura venissero interessati da un incendio. Così come potrebbero restare danneggiati altri ambienti dell’Ente di Viale della Democrazia. Poi riferimmo di un altro sito di stoccaggio non autorizzato e relativo ai contenitori di vernice, provenienti molto probabilmente dai lavori per il rifacimento ed il ripristino della segnaletica stradale orizzontale. E, naturalmente, stiamo parlando di rifiuti speciali e pericolosi, se sui barattoli di vernice (come nel nostro caso) è presente il simbolo della fiamma o la croce di Sant’Andrea, che indica i prodotti tossici ed infiammabili. Rifiuti pericolosi, che vanno smaltiti attraverso aziende specializzate e che vengono di solito raccolti in piazzole ecologiche, predisposte dai Comuni. Fu poi la volta di altri rifiuti speciali e pericolosi, ossia i toner esausti, provenienti dai vari…

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Minacciava di incendiare l’abitazione della mamma, arrestato dai Carabinieri

Trascorreva la festa del suo onomastico in una cella del carcere di Poggioreale G.A. arrestato di mattina dai Carabinieri della locale stazione, agli ordini dal Maresciallo Giovanni Caccavale con l’accusa di estorsione e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto veniva reso noto l’uomo, che sembra essere da tempo finito nel tunnel della droga, sistematicamente pretendeva dalla mamma i soldi, per acquistare stupefacenti. L’ultimo episodio si verificava di sera. Dopo essersi impossessato del televisore, che la mamma aveva in casa, forse con l’intento di venderlo, per ricavarvi del denaro, tornava sui propri passi, mandando in frantumi tutto quello che si trovava dinanzi. Insomma una vera e propria scheggia impazzita. Al culmine, vista la resistenza dell’anziana genitrice, che vive con il reddito di cittadinanza, dopo averla minacciata, entrava nella sua abitazione, aprendo una bombola di gas, con il chiaro intento di far saltare in aria l’abitazione (dopo averla saturata di gas), per punire la mamma, che non gli aveva voluto dare i 50 euro, che pretendeva per acquistare la droga. Avvertiti dalla mamma ormai terrorizzata, prontamente sopraggiungevano i Militari dell’Arma, che non trovavano il giovane, ma constatavano che la casa era già satura di gas. Naturalmente scattava la caccia all’uomo, che veniva rintracciato nell’abitazione, che condivide con la compagna, ubicata nel centro storico. Dopo le formalità di rito l’uomo, che sembra avere precedenti specifici, veniva tradotto nel carcere di Poggioreale. Non sarebbe la prima volta (ma forse neppure l’ultima), che il giovane si rendeva protagonista di queste aggressioni, in danno di colei che l’ha messo al mondo.

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Niente dispositivi di protezione ai lavoratori, stop raccolta dei rifiuti e città sporca

L’emergenza nell’emergenza scattava martedì 10 marzo, proprio durante i giorni, in cui il Governo aveva di fatto chiuso l’Italia e durante i quali si facevano sentire gli effetti del temuto coronavirus (o covid-19, che dir si voglia), sia sotto il profilo sanitario che quello economico. Il riferimento è all’iniziativa inscenata da alcuni lavoratori della Tekra, ossia la società che svolge, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana per conto del Comune, che si rifiutavano di uscire dal cantiere con gli automezzi, per raccogliere i rifiuti solidi urbani. Motivo? Perché l’azienda non li avrebbe dotati delle mascherine di protezione. Ed è così che un nutrito gruppo di dipendenti incrociavano le braccia, attuando una forma di protesta, che era a metà tra uno sciopero bianco ed uno stato di agitazione. La notizia impiegava poco tempo, a diffondersi in città e a finire anche sulla stampa quotidiana, anche in considerazione del fatto, che la frazione da raccogliere era quella del secco indifferenziato. “Non abbiamo avuto dalla ditta le protezioni contro il Coronavirus – affermavano i lavoratori, riuniti davanti alla struttura “spacciata” per cantiere – ed alcuni di noi hanno dovuto comprare di tasca propria guanti e mascherine. Così ci ammaliamo per colpa della disorganizzazione, mentre la situazione è diventata insostenibile”. Intanto i disagi ai cittadini-contribuenti erano notevoli, perché i rifiuti restavano a terra o nei contenitori fino al giorno successivo. Addirittura fino al pomeriggio del giorno dopo, andando ad unirsi ad altre due frazioni (umido e vetro), che il martedì mattina si trovavano all’esterno di negozi ed abitazioni. Una situazione, per certi versi, anche inspiegabile, visto che dalla relazione tecnica contenuta nel Capitolato d’Appalto, è specificato che il Comune corrisponde alla ditta, che svolge il servizio di igiene urbana, 2500,00 euro all’anno per l’acquisto di mille mascherine. Società che già opera in città da circa quattro anni e che, pertanto, dovrebbe avere a disposizione tale dispositivo di protezione individuale. “Ad un certo punto però – si legge nell’articolo pubblicato da un noto quotidiano – l’azienda ha fatto capire alle maestranze, che sarebbe passata alle vie di fatto, denunciando alle autorità di polizia i protagonisti dell’astensione, per interruzione di pubblico servizio. Ed alla fine, dopo alcune ore, varie strade di Acerra sono state ripulite. Ma per tutto il giorno…

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