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Sgomberato il campo rom abusivo in zona Candelara. Poi trasformato in megadiscarica

Già sullo scorso numero riportammo, che era stato sgomberato, nella mattinata del 27 febbraio, il campo rom abusivo sito in zona Candelara, lungo la bretella sopraelevata dell’asse mediano, che collega Pomigliano a Nola ed erano state definitivamente abbattute le baracche irregolari, realizzate su un terreno privato ed occupate da circa 55 persone di etnia Rom. Le operazione di sgombero e di abbattimento erano state condotte alla presenza degli agenti della Polizia di Stato e di quelli del Comando della Polizia Municipale. Le baracche, di dimensioni variabili e realizzate senza il prescritto permesso di costruire, solitamente sono caratterizzate dall’utilizzo di materiale di fortuna per la realizzazione delle pareti e delle coperture, mentre la pavimentazione è realizzata in conglomerato cementizio. Il campo era stato abbandonato pacificamente dagli occupanti, in seguito all’Ordinanza dirigenziale n.83 del 28.11.2018, emessa dal Dirigente comunale all’Urbanistica e che sarebbe scaduta il 1 marzo scorso. Prima della scadenza del provvedimento, dunque, gli abitanti del campo avevano lasciato le baracche, che erano anche in pessime condizioni igienico-sanitarie. In seguito all’accertamento effettuato dai poliziotti municipali, che avevano verificato l’abbandono del terreno, veniva eseguito l’abbattimento dei manufatti abusivi. Nei giorni successivi, come comunicato dal Comune, anche con la collaborazione della ditta, che si occupa del servizio di igiene urbana, si doveva provvedere alla caratterizzazione ed alla rimozione dei rifiuti provenienti dalle demolizioni. Una prima attività di sgombero e di abbattimento di opere abusive era stata già eseguita ad inizio di febbraio 2019. Eppure, ad oltre 20 giorni dall’abbattimento delle baracche, i rifiuti giacevano ancora lì, su di un’area di almeno 20 mila metri quadrati, accanto ad una serie di campi coltivati, destando la preoccupazione di molti cittadini. Tra i quali le “Mamme Coraggio”, un comitato locale nato alcuni anni fa e composto da donne, i cui figli sono gravemente ammalati, che accorrevano sul posto giovedì 21 marzo. Qui le donne scattavano foto e giravano video. “Abbiamo segnalato tutto quello che c’era da segnalare. Siamo senza parole…”, raccontava Antonietta M., una figlia adolescente in cura costante a causa di un tumore, un blastoma, che ha colpito la ragazza, quando aveva appena 5 anni. Intanto l’obiettivo delle mamme era quello di far rimuovere subito quella valanga di rifiuti. “C’è il pericolo dell’ennesimo incendio – avvertiva Antonietta – e bisogna fare presto, se…

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Rimozione rifiuti campo rom abusivo in zona Candelara, presentato un esposto-denuncia

Il colpo di scena, a cui accennavamo in precedenza, in riferimento allo sgombero del campo rom abusivo sito in zona Candelara ed alle attività di pulizia, rimozione e smaltimento dei rifiuti e dei materiali rinvenuti, era rappresentato da un esposto-denuncia, con allegato rilievo fotografico presentato, in data 23.03.2019, dagli ambientalisti della zona (primo tra tutti Alessandro Cannavacciuolo) e dai volontari antiroghi. Un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Nola, al Ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri di Castello di Cisterna, all’ANAC, all’Asl Napoli 2 Nord e all’Arpac ed avente ad oggetto le emissioni in atmosfera di sostanze pericolose, la gestione illecita di rifiuti e la bonifica senza titoli autorizzativi dell’ex campo rom di Candelara. Dall’esposto si evince che gli ambientalisti, “notavano che all’interno del sito, erano in corso operazioni di scavo con movimentazione di terreno misto a rifiuti. Il tutto con l’ausilio di mezzi d’opera, nonché  di operai  privi di dispositivi di protezione individuali), intenti ad “abbancare” i rifiuti (pericolosi e non), nei punti marginali del campo. Operazioni che comportavano – a detta degli istanti – l’emissioni di polveri aereodisperse, chiaramente visibili anche ad occhio nudo. Gli scriventi si addentravano nel sito privo di limitazioni al transito e di qualsiasi cartellonistica informativa e, avvicinandosi al vigilante, apprendevano dallo stesso, che era la società Tekra ad eseguire i lavori. Di cui, intanto, sopraggiungeva sul sito il responsabile. Gli ambientalisti constatavano la presenza di manufatti contenenti amianto, macerie da demolizioni, guaine bituminose, pneumatici, plastiche speciali ed altre tipologie di rifiuti combusti non meglio identificati. I denuncianti, ritenendo la violazione di norme in materia ambientale e sanitaria, al fine di interrompere le illecite condotte, allertavano il Comando di Polizia Municipale (che doveva sovrintendere a tutte le operazioni ndr), che inviava sul posto proprio personale, che provvedeva ad effettuare il relativo sopralluogo. Gli scriventi, quindi, facevano notare agli agenti, che tali operazioni non rientravano nella competenza della Tekra e, comunque, seppur fosse stata autorizzata, la procedura eseguita contrastava con quanto stabilito dal D.Lgs 152/06. A parere degli scriventi il sito andava posto sotto sequestro unitamente ai mezzi d’opera, al fine di poter interrompere la permanenza del reato e, conseguentemente, evitare che si aggravassero o si prorogassero le conseguenze dello stesso. Dalla Determina dirigenziale n.435 del 26.03.2019 risultava, intanto, che tali lavori hanno comportato un impegno di spesa per l’Ente, comprensivi del campionamento ed analisi chimica di tutti i rifiuti e della loro cernita e raccolta in forma differenziata. A parziale smentita, quindi, di quanto…

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Il pasticcio Ngp: un ritardo priva 50 operai degli ammortizzatori sociali?

Torna alla ribalta l’ex Montefibre, ossia il polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009. Questa volta il fronte non è tanto quello ambientale, ma quello occupazionale e, nello specifico, quello che riguarda il mancato riconoscimento degli ammortizzatori sociali a 50 operai della Ngp (Nuova Gestione Polimeri), uno dei tre rami d’azienda, in cui era stata frazionata la Montefibre, prima della definitiva dismissione. Con esattezza la mobilità era scaduta lo scorso 18 marzo, relegando 50 tute blu senza alcuna forma di sussidio per i prossimi mesi, a differenza degli altri 240 loro colleghi dello stabilimento di Contrada Pagliarone. Il Decreto di proroga per le aree a crisi complessa, come quella di Acerra, assicura difatti l’erogazione dell’assegno di mobilità per quei lavoratori, i cui ammortizzatori sociali siano scaduti entro il 31 dicembre del 2018. Fuori tempo massimo, quindi, per le tute blu di Ngp, la cui mobilità è terminata lo scorso 4 gennaio per un ritardo, con cui l’Inps aveva autorizzato i vecchi ammortizzatori sociali scaduti. “Siamo tutti dipendenti della stessa area industriale – denunciavano gli operai di Ngp – ma per noi non ci saranno gli stessi benefici previsti per i nostri colleghi. Ed è ancora più assurdo, perché dalla Regione ci hanno assicurato, che ci sono i fondi necessari anche per noi. Ma senza l’autorizzazione del Governo, non si può fare nulla”. Entro il primo aprile scorso dovevano essere inoltrate le domande, per poter usufruire della mobilità. “Ma dal Ministero delle Attività Produttive ancora non è giunta alcuna risposta – incalzavano i sindacati di categoria – e nemmeno la convocazione del previsto summit, per avviare la possibile reindustrializzazione del sito”. A caldeggiare una soluzione del problema sarebbero stati anche i vertici di Palazzo Santa Lucia, ma finora inutilmente. Cinquanta famiglie che, da due mesi, erano senza alcuna forma di reddito, nonostante le assicurazioni e che avevano, quindi, pochi giorni di tempo, per poter accedere ad un altro anno di proroga di mobilità, in attesa dell’eventuale ripresa produttiva del sito. Ma la paura di non farcela era tanta, poiché da Roma non giungevano segnali concreti. Per sbloccare la situazione occorreva un nuovo provvedimento che, di fatto, avrebbe inserito anche gli ex dipendenti della…

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Rigurgito da latte, bimbo di 15 mesi muore soffocato

E’ quanto avvenuto l’altra notte alla clinica Villa dei Fiori, quando una famiglia di immigrati di colore del posto ha portato il proprio figlioletto al Pronto Soccorso, perché non respirava e dava segni di soffocamento. In realtà il piccolo sarebbe già arrivato senza vita in clinica, con il disperato tentativo dei sanitari di tenerlo in vita. Purtroppo non c’è stato nulla da fare, se non constatarne il decesso.  

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Mistero su un giovane fermato dai poliziotti municipali e tradotto negli uffici del Comando

Era un noto quotidiano a pubblicare, in data 15.03.2019, un articolo dal titolo: “Vigili nel caos, manca relazione”, di cui di seguito riportiamo il testo e successivo ad un altro articolo, apparso il giorno precedente sullo stesso quotidiano e sullo stesso argomento. “E’ giallo fitto sul fermo del giovane acerrano P.B. condotto in manette, a sirene spiegate, mercoledì sera all’interno degli Uffici della Polizia Locale, ma poi mandato a casa (dopo averlo contravvenzionato per una violazione al Codice della Strada). E ciò senza informare tempestivamente la Procura nolana del reato, di cui si era reso protagonista il giovane, che aveva aggredito in strada, sotto lo sguardo attento e basito di diversi testimoni oculari, un sottufficiale della Polizia Locale, “reo” di far rispettare la legge. Solo nella tarda mattinata di ieri e dopo una sorta di “camera di consiglio”, alla quale ha preso parte anche un avvocato ben noto all’ufficio della Polizia Locale, sarebbe stata redatta una sorta di relazione, trasmessa in gran segreto al primo cittadino Raffaele Lettieri. Nel rapporto, che sembra portare la firma dei pattuglianti operanti (che sono tutti pubblici ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria), sarebbe scritto, che il giovane sia stato portato negli uffici per una semplice identificazione. Una vera e propria forzatura, visto che il malcapitato è stato ammanettato e trasferito con la forza nella Panda della Polizia Locale, “volata” a sirene spiegate verso il Comando cittadino, entrando addirittura dal passo carraio. Giunto negli uffici, il giovane è stato fatto accomodare in una stanza del Comando, nell’attesa del capo pro-tempore dei caschi bianchi. Cosa sia successo dopo, è difficile saperlo. Qualche ora più tardi il fermato è andato via e, almeno per quanto è stato possibile sapere, senza che l’ufficiale di Pg operante abbia informato l’autorità giudiziaria competente. Ieri mattina, dopo che la notizia era apparsa sulla stampa, nel Comando della Polizia Locale la tensione è salita alle stelle, in seguito all’interessamento dello stesso sindaco, che sembra aver interloquito con il responsabile dei Vigili Urbani, al fine di ricevere i necessari “lumi” sulla kafkiana e grottesca vicenda. Un episodio che avrebbe lati oscuri, visto e considerato che i protagonisti sono agenti di Polizia Locale, che hanno agito sotto gli occhi di decine di testimoni oculari, ammanettando un cittadino, per riuscire a renderlo inerme,…

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Si è chiuso tra le polemiche e le “preoccupazioni” il Carnevale Acerrano “statico” 2019

Relativamente all’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”; promosso dall’Associazione Pro Loco di Acerra, di cui abbiamo dettagliatamente ed abbondantemente riferito sui numeri scorsi; che occupava per più giorni consecutivi le pagine di alcuni quotidiani e che assumeva, sempre di più, le sembianze di una telenovela, eravamo giunti a riferirvi che la manifestazione, sia domenica 3 marzo che martedì 5 marzo, si svolgeva in forma statica, ossia gli organizzatori dell’evento potevano esporre i carri allegorici, allineati gli uni agli altri, lungo via De Gasperi (il giorno 3) e lungo Corso Vittorio Emanuele (il giorno 5), rispettando alcune prescrizioni, da valutare in fase di attuazione. Senza che questi potessero sfilare come negli anni passati!! E questo, dopo che domenica 24 febbraio i carri allegorici non erano sfilati lungo le strade cittadine! Insomma, un Carnevale concepito male e partorito peggio, chiusosi tra non poche polemiche e tantissime preoccupazioni (anche di natura giudiziaria). Addirittura alcuni carristi erano costretti a rimessare le loro macchine da festa in spazi privati, per evitare sanzioni pecuniarie ed il sequestro dei carri allegorici, che erano stati fatti giungere sul luogo della manifestazione (ovvero a ridosso di Corso Vitt.Emanuele), sfruttando le tenebre della notte. Determinando alla fine della kermesse l’intervento del Vice-questore e Dirigente del locale Commissariato di Polizia Antonio Galante che imponeva, senza tanti giri di parole, il rispetto dell’Ordinanza dirigenziale, che vietava lo spostamento dei carri allegorici, se non trainati da mezzi in regola con le normative del Codice della Strada. Intanto, leggendo sui social i tanti post apparsi, l’edizione del Carnevale acerrano 2019 passerà alla storia come il peggiore. Durante la festa non sono mancate le solite “risse”, che hanno visto protagonisti un nutrito gruppo di giovanissimi affrontarsi sotto gli occhi basiti di decine di persone. E poi, a causa della mancanza del corridoio di sicurezza necessario (era previsto nel Piano di Sicurezza, che ha fatto acqua da tutte le parti), i pochi volontari del nucleo comunale di Protezione Civile sono stati costretti a fare da apripista al mezzo di soccorso, per permettere di condurre al presidio ospedaliero “Villa dei Fiori” una signora caduta in strada. La festa veniva chiusa d’autorità poco dopo le ore 22:00 dal personale della pubblica sicurezza, che imponeva ai carristi di interrompere la diffusione della musica, per far evacuare la zona….

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La solita misteriosa schiuma bianca dalle fogne: si attendono i risultati delle analisi

Era di nuovo la solita misteriosa presenza di schiuma bianca e densa che, in data 9.3.2019, fuoriusciva da alcuni tombini e caditoie a via Bruno Buozzi, con replica in data 13.09.2019 a Corso Resistenza (l’ultimo avvistamento risaliva al 10 novembre 2018), a monopolizzare l’attenzione di residenti e passanti. A lanciare l’allarme, facendo accorrere sul posto gli agenti della Polizia Municipale, agli ordini del Cap.Domenico De Sena, erano alcuni cittadini incuriositi dall’insolito fenomeno che, con il trascorrere delle ore, andava scemando, visto che la schiuma veniva dispersa dalle auto in transito e dal vento. Sul posto giungeva anche il personale della “ScpA Acquedotti”, la società che gestisce il servizio idrico integrato ed i tecnici dell’Arpac, che provvedevano ad effettuare una serie di prelievi delle acque di fogna, che sarebbero poi state sottoposte ad analisi. Nessuno era in grado, però, di conoscere o di indicare la causa, che aveva provocato l’ennesima fuoriuscita di schiuma bianca dalle fogne. Molto probabilmente (questa era, al momento, solo un’ipotesi non confermata da Arpac ed Asl) qualcuno, molto distante dai luoghi, dove poi è fuoriuscita la schiuma, aveva immesso in fogna una grossa quantità di detergente che, giunta a contatto con le acque reflue incanalate verso la stazione di sollevamento, posta in via Tagliamento, sarebbe fuoriuscita dai tombini. La notizia si diffondeva rapidamente sui social con la pubblicazione di foto e video ed alcuni temevano per un’eventuale origine tossica della sostanza bianca. Interpellato in merito l’Assessore all’Ambiente C.Lombardi dichiarava: “Stiamo operando su due fronti: conoscere la composizione della schiuma e capirne la provenienza. Per la prima abbiamo chiesto l’intervento dell’Asl che, a sua volta, interpella l’Arpac. Per quanto riguarda la fonte stiamo collaborando con i tecnici della ScpA, con cui stiamo ripercorrendo le condotte fognarie. Dobbiamo anche capire, se si tratta di un’unica fonte o se l’episodio di via Buozzi non sia collegato a quello di Corso Resistenza, avendo quindi due casi diversi”. Intanto il locale portavoce dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale Tommaso Dell’Ermo indirizzava una nota, tra gli altri, al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al Presidente della Regione Vincenzo De Luca e all’Arpac, per chiedere un’intensificazione dei controlli circa il fenomeno e se la sostanza fuoriuscita fosse tossica o meno per la popolazione. Non è la prima volta che accade in città un simile episodio….

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Sgomberato il campo rom abusivo in zona Candelara. Ma i Rom protestano

Veniva sgomberato, nella mattinata dello scorso 27 febbraio, il campo rom abusivo sito in zona Candelara e venivano definitivamente abbattute le baracche irregolari, realizzate su un terreno privato ed occupate da circa 55 persone di etnia Rom. Le operazione di sgombero e di abbattimento venivano condotte alla presenza degli agenti della Polizia di Stato e degli uomini del Comando della Polizia Municipale. Le baracche, di dimensioni variabili e realizzate senza il prescritto permesso di costruire, solitamente sono caratterizzate dall’utilizzo di materiale di fortuna per la realizzazione delle pareti e delle coperture, mentre la pavimentazione è realizzata in conglomerato cementizio. Il campo veniva abbandonato pacificamente dagli occupanti, in seguito all’Ordinanza dirigenziale n.83 del 28.11.2018, emessa dal Dirigente comunale all’Urbanistica ed al Condono Edilizio e che sarebbe scaduta il 1 marzo scorso. Prima della scadenza del provvedimento, dunque, gli abitanti del campo lasciavano le baracche, che erano anche in pessime condizioni igienico-sanitarie. In seguito all’accertamento effettuato dai poliziotti municipali, che avevano verificato l’abbandono del terreno, veniva eseguito l’abbattimento dei manufatti abusivi. “Nei prossimi giorni – si leggeva in un comunicato stampa diramato dal Comune – anche con la collaborazione della ditta, che si occupa del servizio di igiene urbana, si provvederà alla caratterizzazione ed alla rimozione dei rifiuti provenienti dalle demolizioni”. Una prima attività di sgombero e di abbattimento di opere abusive era stata già eseguita ad inizio di febbraio 2019. La novità, adesso, è rappresentata da una lettera inviata dall’Associazione Nazionale Rom (ANR), tra gli altri, alla Prefettura di Napoli ed al Sindaco Lettieri, con cui richiedono con urgenza una convocazione di incontro, al fine di pianificare percorsi di inclusione sociale per i cittadini Rom Sinti Camminanti di vari Comuni. La suddetta associazione rendeva noto che “sono state portate all’attenzione del Prefetto le situazioni di grave esclusione sociale vissute dalla comunità Rom, come documentate dai mezzi di comunicazione. Le ruspe, quindi, hanno raso al suolo le baracche abitate da circa 100 cittadini, intere famiglie con minori. Nessun nucleo familiare ha ricevuto una soluzione abitativa alternativa o un alloggio temporaneo. Le istituzioni locali e la Prefettura di Napoli non hanno svolto nessun censimento degli occupanti, non è stata verificata la presenza di situazioni in condizione di fragilità, la presenza di minori, la composizione dei nuclei familiari, in aperta violazione della…

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Non si fermò all’alt ed investì il Vice-Comandante della Polizia Municipale. Condannato a 8 mesi

A bordo di un ciclomotore Piaggio-Liberty, sprovvisto di assicurazione e di casco, non si fermò all’alt, intimatogli da una pattuglia della Polizia Municipale, intenta a svolgere un’azione di controllo del territorio, soprattutto relativamente al mancato uso del casco. E travolse il Vice-Comandante della Polizia Municipale, il Ten.Domenico De Sena, di 63 anni, nominato a tale carica con Decreto dirigenziale il 13 dicembre scorso. Protagonista della “bravata” di fine anno fu un giovane del posto di 20 anni il quale, nella mattinata di venerdì 28 dicembre, sfrecciando lungo via Calzolaio, a bordo del suo veicolo, sul quale trasportava anche il fratellino di 9 anni, anche lui senza casco, di fermarsi all’alt, intimatogli dai caschi bianchi, proprio non volle saperne. Infatti, dopo aver avvistato i poliziotti municipali, avendo la consapevolezza che stava violando il Codice della Strada, si sfilò il giubbotto e lo mise a copertura della targa dello scooter. Ed è così che, giunto nei pressi del posto di controllo, il guidatore accellerò, investendo l’Ufficiale e procurandogli escoriazioni varie al volto, ad una gamba, ad un braccio ed un sopracciglio spaccato. Immediatamente il centauro, che si allontanò, cercando di far perdere le proprie tracce, venne inseguito dai poliziotti municipali e dallo stesso ufficiale travolto, che più tardi sarebbe stato accompagnato presso la clinica “Villa dei Fiori”, dove avrebbe ricevuto le prime cure del caso dal personale sanitario, che gli avrebbe poi diagnosticato tre giorni di prognosi. Ma, nonostante i giorni di riposo prescrittigli dai medici, il Tenente rimase al suo posto di lavoro, per coordinare le attività del Comando. Alla fine, grazie anche all’intervento dei Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Luogotenente Giovanni Caccavale, intervenuti a supporto dei Vigili Urbani, il 20enne fu rintracciato ed accompagnato presso il Comando della Polizia Locale dove, espletate le formalità di rito, fu accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali ed omissione di soccorso. Sottoposto a sequestro il ciclomotore e la documentazione relativa al due-ruote. Poco dopo il giovane, che vanta già qualche precedente per truffa, fu posto agli arresti domiciliari in attesa di apparire, il mattino successivo, dinanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Nola, per la celebrazione del rito direttissimo. Dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari Raffaella De Maio al giovane non restava altro da fare, che ammettere…

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Vandali giovanissimi a volto scoperto devastano la scuola “Ferrajolo-Siani”

Erano almeno quattro i giovanissimi che, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, penetravano all’interno della scuola media “Ferrajolo-Siani”, inaugurata solo qualche anno fa e sita nel quartiere Madonnelle, svuotando nell’auditorium del plesso scolastico il contenuto di diversi estintori antincendio, riuscendo a portarsi via anche quattro personal computer portatili. L’inquietante episodio veniva denunciato il mattino successivo al Commissariato di Polizia dalla Dirigente scolastica Prof.ssa Anna Maria Criscuolo. I poliziotti subito avviavano le dovute indagini, destinate a chiudersi nelle ore successive, visto che i quattro minorenni (con un’età compresa, verosimilmente, tra i 13 ed i 15 anni) in cerca di gloria, si filmavano a vicenda con il volto scoperto e ben visibile, diffondendo poi sui social le loro “gesta”. Quasi certamente gli autori del raid non si aspettavano che quelle immagini, girate per 30 secondi con un telefono cellulare, raggiungessero centinaia di condivisioni e migliaia di visualizzazioni. Nel filmato si notavano almeno quattro ragazzini: uno seduto sui gradoni dell’auditorium, uno presso la porta d’uscita, uno che sparge il contenuto dell’estintore, ossia la polvere antincendio a terra, oltre a colui che riprende il tutto. Tra l’altro, colui che spargeva in giro il contenuto dell’estintore, veniva anche chiamato per nome. Insomma una serie di elementi, che potevano tranquillamente favorire l’attività investigativa degli inquirenti. A scandire quei 30 secondi c’erano anche le frasi urlate dai ragazzini, tratte dalle serie televisive o dai film come “Gomorra” o “Scarface”. Un repertorio di espressioni che lasciava trasparire la loro esaltazione nei confronti di modelli negativi, rappresentati da personaggi criminali. Distrutte poi le porte e le finestre del vicino istituto Siani, dal quale venivano rubate una serie di attrezzature. Non si riusciva subito a comprendere, se gli autori di questo secondo raid fossero da mettere in collegamento con quelli del primo. “Alla vista di tali scene mi sono sentita male – affermava la Dirigente scolastica – perché ho visto distruggere un qualcosa, che noi avevamo costruito con anni di lavoro. L’auditorium è tutto per questa scuola e qui facciamo molte iniziative per la legalità”. Ovviamente il primo cittadino Lettieri condannava l’episodio e diceva: “Le immagini di violenza e devastazione dell’auditorium della scuola, da parte di alcuni ragazzi molto giovani, sono a dir poco disarmanti e difficili da commentare. Ho già comunicato alla Dirigente scolastica –…

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