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Le scritte sui muri da rimuoversi, che recano danni all’immagine ed al decoro urbano

Già attraverso altri articoli ci siamo occupati di un grave fenomeno, figlio dell’inciviltà e della barbarie dei nostri tempi, ossia delle tante scritte, realizzate quasi sempre da ignoti, che imbrattano le mura cittadine e quelle delle strutture pubbliche. E ricordammo che, tra le offerte migliorative presentate dalla società Tekra, che svolge per conto del Comune, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana e come si evince a pagina 98 della Relazione Tecnica Illustrativa, c’è quella della cancellazione delle scritte abusive. “Le scritte sui muri sono sempre di più un problema estetico e di vero decoro urbano – si legge nella Relazione – nonché di offese, quando diventano poi ingiuriose a personaggi più o meno famosi. Tale inconveniente negli anni è cresciuto, grazie anche alla moda che proviene dagli Usa dei cosiddetti writers”. Adesso, stare qui a fare l’elenco delle aree del territorio comunale, nelle quali è possibile rinvenire tali scritte, realizzate con vernici di vario colore, richiederebbe pagine suppletive del giornale. Ma ci sembra quantomeno doveroso evidenziare, tra le altre, le scritte che imbrattano le mura dell’ormai ex Stadio comunale e, nello specifico, quello che corre lungo via Palatucci, proprio dinanzi all’ingresso del Comando della Polizia Municipale e della Casa comunale, dalla quale entrano ed escono gli amministratori cittadini!! Ma non solo. Altre scritte “a prova di cecità” si trovano, ad esempio, lungo le pareti del trafficatissimo sottopasso ferroviario, tra via De Nicola e via Di Vittorio che, tra l’altro, potrebbero distogliere l’attenzione dei conduttori dei veicoli in transito. Assodato che, grazie ai nostri articoli, le scritte sulle mura e sui marmi di Piazza Falcone e Borsellino sono state rimosse (anche sulla lapide del Magistrato ucciso dalla mafia nel 1992), a nostro avviso basta indicare un altro luogo o, per meglio dire, un’altra struttura, che ha del clamoroso e che testimonia l’ennesimo servizio annunciato e non reso dalla suddetta società salernitana: l’Ufficio denominato Eco Sportello, ossia un ufficio “attrezzato” (ancora non hanno messo neanche il telefono!!), nato per coordinare il personale addetto allo start up, dove dal lunedì al sabato possono recarsi gli utenti, che gli incaricati non hanno trovato a casa e presso il quale ritirare l’attrezzatura ed il materiale informativo, per effettuare il nuovo servizio di raccolta differenziata. Eco Sportello che si trova…

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Blitz antiassenteismo al Comune: sospeso dal servizio chiede un risarcimento di 500 mila euro

E’ noto che il blitz antiassenteismo in Comune, di cui abbiamo riferito per anni, effettuato dagli agenti del Commissariato di Polizia il 3 giugno del 2013 e coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola, aveva avuto il suo epilogo nella sentenza di primo grado emessa, a distanza di quasi 5 anni, il 21 febbraio 2018 dal Tribunale di Nola, che aveva decretato quaranta condannati e venti assolti. Si chiudeva, dunque, con un colpo di scena, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso. Diversi imputati furono assolti “perché non punibili per particolare tenuità del fatto”. I 40 condannati hanno avuto tutti la pena sospesa e saranno tenuti a pagare le spese processuali e a risarcire il danno patito dalla parte civile (da quantificare in altra sede), ed anche una provvisionale di 5 mila euro, per le spese sostenute dal Comune. A luglio dell’anno scorso, invece, il blitz proseguiva il proprio iter all’interno del Comune, dopo che il dispositivo era stato trasmesso allo stesso (costituitosi parte lesa). Ed infatti l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari, composto dai Dirigenti comunali, avviava le necessarie formalità a carico dei dipendenti (per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato). Ufficio che, in data 11.07.2018, portò a termine i propri lavori, anche a carico di coloro, che erano stati condannati in I grado dal Tribunale di Nola. Alla fine furono 6 i dipendenti licenziati, mentre per i restanti fu disposta la sospensione dal sevizio per un periodo compreso tra un minimo di una settimana ad un massimo di 5 mesi. E tra questi c’è un dipendente comunale, che si è rivolto all’Avvocato Antonio Sparviero il quale, lo scorso 11 gennaio, ha inviato una nota al Comune avente ad oggetto “la richiesta di risarcimenti danni per responsabilità ex art.1219 c.c.”, con la quale ha diffidato l’Ente di Viale della Democrazia ad adempiere, entro e non oltre il termine di 20 giorni dal ricevimento della lettera, a versare a favore del suo assistito la somma di 500 mila euro, a titolo di equo risarcimento del danno biologico ed esistenziale patito, a seguito del reiterato comportamento illecito adottato nei suoi confronti. Una lettera che vale come messa in mora, nonché…

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Avviso di garanzia per un 25enne indagato per estorsione, minacce e molestie

Sarà già stata fissata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, che ha già letto gli atti del procedimento penale, istruito a conclusione delle indagini preliminari svolte, la data della prima udienza dibattimentale a carico di un uomo di 25 anni, residente non lontano dal centro storico cittadino e legalmente rappresentato da un noto avvocato penalista. All’uomo (per il quale comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato) è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, perché fino a dicembre 2017 poneva in essere atti persecutori ai danni della sua ex fidanzata, attualmente di anni 28 e residente ad Arienzo, in quanto non voleva accettare la fine della loro relazione sentimentale. Nello specifico, così come ricostruito dal PM della Procura nolana l’aggressore, unitamente ad un complice di 51 anni residente in un Comune limitrofo, dopo un acceso diverbio, aveva molestato e minacciato reiteratamente la donna, umiliandola con offese ed improperi vari, in modo da cagionarle un grave e perdurante stato di ansia e di paura per la propria incolumità, tanto da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita come, ad esempio, smettere di recarsi nei luoghi, che abitualmente frequentava, al punto che la stessa diminuiva le uscite e gli svaghi. In particolare, nell’inviarle insistentemente messaggi, minacciandola di farle fare una brutta fine, citofonando all’abitazione della malcapitata, nonché creando profili facebook falsi a nome della giovane. Con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona, con la quale era legato da una relazione affettiva. Oltre a ciò l’imputato, con condotte reiterate ed in più occasioni, minacciava la suddetta ormai ex fidanzata, di divulgare foto hard ritraenti la medesima, costringendola a versargli la somma di 3.300,00 euro, che la sventurata ricavava dalla vendita di preziosi in oro della famiglia e dalla vendita di ulteriori foto hard a soggetti non identificati, sempre ritraenti la medesima donna. Così il molestatore si procurava un ingiusto profitto con contestuale danno alla 28enne ed ai suoi familiari, tra i quali il denunciato inviava foto hard al padre della ragazza, che la ritraevano completamente nuda, al fine di costringerla a versare ulteriori somme di denaro, con ciò compiendo atti idonei in modo non equivoco, a procurarsi un ingiusto profitto. Evento in…

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Illuminazione pubblica non ripristinata: strade al buio e pericoli per la pubblica incolumità

La cosiddetta “Strada Orientale”, inaugurata in pompa magna dall’amministrazione comunale targata Lettieri il 31 gennaio 2016, presentata come un’opera pubblica molto importante e che collega via Dublino con via Spiniello, era è fruibile solo di giorno. In verità lo era anche di notte, ma tutto a rischio e pericolo di chi l’attraversava visto che, a più riprese, predatori mai identificati avevano asportato centinaia e centinaia di metri di cavi elettrici interrati (l’ultima volta circa 1200 metri). Più volte i tecnici della società, che gestisce gli impianti di pubblica illuminazione, avevano constatato che i pozzetti d’interramento dei cavi elettrici, siti su entrambi i lati della strada di collegamento con via Spiniello, che è sprovvista di un impianto di videosorveglianza, erano aperti e che i cavi di rame erano stati rubati. Ed è memoria comune che, ad appena una settimana dall’inaugurazione dell’arteria, furono asportati ben 270 metri di cavi elettrici interrati, lasciando al buio circa due chilometri di strada. Un intervento di ripristino che costò alle casse comunali ben 44.000,00 euro. Adesso, grazie anche alle nostre reiterate segnalazioni a mezzo stampa (l’ultima datata novembre 2017), ad agosto dell’anno scorso la pubblica illuminazione fu ripristinata. E ciò a fronte di una spesa di 57.250,00 euro, comprensiva di un sistema di telecontrollo installato che, mediante il monitoraggio in remoto dello stato di funzionamento degli impianti, consentono di ottimizzare gli interventi di manutenzione. Ma una situazione simile è vissuta al prolungamento di Corso Italia, lungo il marciapiede che conduce fino ai centri commerciali dell’area Marchesa e particolarmente utilizzato dai giovani che, numerosi, nel fine settimana, si recano sul suolo afragolese. Anche qui, infatti, si sono registrate asportazioni furtive, da parte di ignoti, di centinaia di metri di cavo in linea interrata lungo il marciapiede. La conseguenza è che tutti i corpi illuminanti, sistemati lungo detto tratto, sono spenti, con grave pericolo per la pubblica e privata incolumità. Ed infatti, col favore dell’oscurità, sono stati molteplici gli episodi di aggressioni e di rapine commessi soprattutto ai danni degli adolescenti, che si recano nelle aree giochi dei suddetti centri commerciali. Corpi illuminanti che, prima del loro ripristino (11 marzo 2015), erano rimasti spenti per circa due anni!! Sapete a quanto ammontava la stratosferica somma, che il Comune doveva reperire, per ripristinare la pubblica illuminazione nella…

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Sequestrato dalla Polizia Municipale un capannone abusivo con rifiuti accatastati

Veniva scoperto e sottoposto a sequestro, nei giorni scorsi, dagli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretto dal Vice-Comandante Ten.Domenico De Sena, unitamente ad un tecnico comunale, un capannone in muratura di tufo ubicato lungo il prolungamento di Corso Italia, risultato essere abusivo ed all’interno del quale il conduttore (un 74enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine per pregressi reati di natura ambientale) teneva accatastate diverse decine di metri cubi di rifiuti, parte dei quali assimilabili agli urbani e parte a quelli speciali. Naturalmente il tutto in spregio alle stringenti normative in materia ambientale. Tra i rifiuti venivano rinvenute carcasse di elettrodomestici vecchi, rifiuti ingombranti, pneumatici, materassi, divani, pedane in legno, sanitari, pezzi di ricambio di auto, vetro, plastica, guaina bituminosa, porte in legno ecc. Da rilevare la presenza anche di tre cassoni di autocarro. L’area veniva sottoposta a sequestro penale da parte dei caschi bianchi, al fine di evitare che le cose, le tracce o i luoghi del reato si alterassero o disperdessero o comunque si modificassero, nonché evitare che il reato si portasse a conseguenze ulteriori, in attesa dell’intervento del Pubblico Ministero, con l’apposizione dei sigilli. Rinvenuti anche manufatti edili risultati del tutto abusivi, in quanto realizzati in assenza del prescritto permesso di costruire e dell’autorizzazione sismica, tra cui una struttura prefabbricata in ferro. Per il pensionato scattava la denuncia per gestione illecita di rifiuti, con tanto di violazione degli articoli del Decreto Legislativo n.152/2006 ed abusivismo edilizio, essendo il materiale detentore ed il committente delle suddette opere edili. Le operazioni venivano effettuate alla presenza e con la continua assistenza del 74enne, nominato anche custode giudiziario, in quanto detentore materiale dell’immobile. L’individuazione dell’area scattava a seguito di una segnalazione di un principio d’incendio, inoltrata al centralino del locale Comando della Polizia Locale, da parte di alcuni automobilisti, che stavano transitando dinanzi al capannone. Giunti sul posto, i poliziotti municipali scoprivano la discarica a cielo aperto, mentre l’anziano cercava di giustificare in qualche modo l’enorme presenza e quantità di rifiuti accumulati all’interno della struttura, in parte coperta. Lo stesso indagato specificava, di aver realizzato le opere edili molti anni fa e che era sua intenzione smaltire i rifiuti accumulati poco per volta presso discariche autorizzate. Ma di non aver fino ad oggi provveduto in tal senso,…

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Uffici e strutture chiuse: interruzione di pubblico servizio o inadempienza contrattuale?

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Tornava alla ribalta, nei giorni scorsi, l’isola ecologica sita in località Frassitelli, gestita dalla Tekra, la società che svolge, per conto del Comune, il servizio cittadino di igiene urbana e risultata aggiudicataria dell’importante appalto settennale. Questa volta il disagio arrecato all’utenza dal centro di raccolta comunale, che è dotato di impianto di videosorveglianza ma che continua a non essere presidiato, come legge vuole, si verificava in data 03.01.2019. Infatti, a seguito della segnalazione inoltrata al Comando della Polizia Municipale da un cittadino di 30 anni che, unitamente ad un amico, ivi si era recato alle ore 16:50 circa, per conferire alcuni rifiuti e, nello specifico, 12 litri di olio da cucina ed una vaschetta di scarico per wc, sul posto si portavano gli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretto dal Vice-Comandante Ten.Domenico De Sena, che effettivamente constatavano che il centro di raccolta era chiuso, in anticipo rispetto all’orario previsto da contratto. E, tal proposito, producevano apposita relazione di servizio. Tra l’altro sulla cartellonistica sistemata all’ingresso della struttura vi sono indicati gli orari di apertura e di chiusura al pubblico della stessa, ossia dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 19:00. Orari che sono stati comunicati agli Acerrani, anche attraverso l’opuscolo distribuito alla cittadinanza unitamente alle attrezzature, per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. E nel quale si legge, tra l’altro, che “l’isola ecologica ha un’importanza fondamentale per il cittadino, per incrementare la raccolta differenziata; per agevolare anche il recupero del rifiuto e per disincentivare l’abbandono abusivo dei rifiuti …”. Il 30enne, poi, che avrebbe dovuto ricevere due litri di olio extravergine di oliva, a seguito del conferimento dell’olio da cucina, sporgeva denuncia presso detto Comando, specificando che, al suo arrivo, i cancelli di entrata e di uscita della struttura erano chiusi con catenaccio; che nessuno aveva risposto ai ripetuti suoni del clacson; che le luci dell’ufficio erano spente e che aveva tentato invano di conferire presso il centro di raccolta di via Edison (ex via Mulino Vecchio), in quanto chiusa per ristrutturazione. Comando della Polizia Locale, nel quale sembra che si trovasse il responsabile dell’impresa (forse informato dell’accaduto?), prima ancora che l’utente provvedesse a formalizzare la denuncia. Responsabile della società salernitana che, sapendo bene…

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Giovane centauro non si ferma all’alt: investito il Vice-Comandante della Polizia Municipale

A bordo di un ciclomotore Piaggio-Liberty, sprovvisto di assicurazione e di casco, non si fermava all’alt, intimatogli da una pattuglia della Polizia Municipale, intenta a svolgere un’azione di controllo del territorio, soprattutto relativamente al mancato uso del casco. E travolgeva il Vice-Comandante del locale Comando della Polizia Municipale, il Ten.Domenico De Sena, di 63 anni, nominato a tale carica con Decreto dirigenziale il 13 dicembre scorso. Protagonista della “bravata” di fine anno un giovane del posto di 20 anni il quale, nella mattinata di venerdì 28 dicembre, sfrecciando lungo via Calzolaio, a bordo del suo veicolo, sul quale trasportava anche il fratellino di 9 anni, anche lui senza casco, di fermarsi all’alt, intimatogli dai caschi bianchi, proprio non voleva saperne. Infatti, dopo aver avvistato i poliziotti municipali, avendo la consapevolezza che stava violando il Codice della Strada, si sfilava il giubbotto e lo metteva a copertura della targa dello scooter. Ed è così che, giunto nei pressi del posto di controllo, il guidatore accellerava, investendo l’Ufficiale e procurandogli escoriazioni varie al volto, ad una gamba, ad un braccio ed un sopracciglio spaccato. Immediatamente il centauro, che si allontanava, cercando di far perdere le proprie tracce, veniva inseguito dai poliziotti municipali e dallo stesso ufficiale travolto, che più tardi sarebbe stato accompagnato presso la clinica “Villa dei Fiori”, dove avrebbe ricevuto le prime cure del caso dal personale sanitario, che gli avrebbe poi diagnosticato tre giorni di prognosi. Ma, nonostante i giorni di riposo prescrittigli dai medici, il Tenente rimaneva al suo posto di lavoro, per coordinare le attività del Comando. Alla fine, grazie anche all’intervento dei Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Luogotenente Giovanni Caccavale, intervenuti a supporto dei Vigili Urbani, il 20enne veniva rintracciato ed accompagnato presso il Comando della Polizia Locale dove, espletate le formalità di rito, veniva accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali ed omissione di soccorso. Sottoposto a sequestro il ciclomotore e la documentazione relativa al due-ruote che, probabilmente, finirà per essere confiscato. Poco dopo il giovane, che vanta già qualche precedente per truffa, veniva posto agli arresti domiciliari in attesa di apparire, il mattino successivo, dinanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Nola, per la celebrazione del rito direttissimo. Dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari De Maio al giovane…

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Sottoposta a furto e vandalizzazione l’isola ecologica in località Frassitelli

“Riaperta l’isola ecologica in località Frassitelli. Resta alto il rischio di furti e vandalizzazione”. Era questo il titolo dell’articolo, che pubblicammo in data 5.12.2018, dopo che era stata aperta al pubblico, lo scorso 30 novembre (dopo essere rimasta chiusa appena 21 mesi), l’isola ecologica sita in località “Frassitelli”, in aperta campagna e lontana dal centro cittadino, mentre veniva chiusa quella a via Mulino Vecchio, per i necessari lavori di adeguamento. Spesi per i lavori di ristrutturazione del centro servizi comunale decine di migliaia di euro, che si spera di recuperare attraverso una citazione in giudizio della società Falzarano, che ha svolto il servizio di igiene urbana sino al 31 gennaio 2017. Data antecedente agli atti vandalici perpetrati ai danni dell’importante struttura. Che, attualmente, è gestita dalla società Tekra, affidataria del delicato servizio dal I febbraio 2017 e risultata vincitrice dell’appalto settennale. Ebbene, nella notte compresa tra il 19 ed il 20 dicembre 2018 si concretizzava il pericolo, che la struttura venisse di nuovo vandalizzata e sottoposta a furti. Infatti ignoti si introducevano all’interno dell’isola ecologica, forzando il cancello del passo carraio, con tanto di danni arrecati alla sbarra, posta davanti all’ingresso e la porta dell’ufficio del personale. Veniva asportato del tutto l’impianto DVR, ossia il sistema di registrazione delle telecamere di sorveglianza, una cassetta di pronto soccorso, contenente i necessari medicamenti, i telecomandi dei condizionatori e qualche altro oggetto. Per fortuna non venivano portati via oggetti dall’elevato costo, a partire dalle pompe di sollevamento, il cui costo ammonta a circa 12 mila euro. Sporta la denuncia, sul posto giungevano i Carabinieri della locale stazione, che avviavano le dovute indagini. E’ chiaro, adesso, che il solo sistema di videosorveglianza già installato non è sufficiente, mentre il Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008 parla di presidio dei centri di raccolta, anche per sottrarli alle cattive intenzioni di chi, introducendosi all’interno degli stessi, potrebbe incendiare i rifiuti ivi presenti. Con conseguente disastro ambientale prodotto. Una questione che già era stata sollevata, durante il Consiglio comunale del 25.10.2017, con tanto di intervento in proposito dell’Assessore al ramo Cuono Lombardi. Inoltre presso la struttura è impiegata ancora una sola unità, mentre a più riprese le rappresentanze sindacali hanno chiesto alla Tekra, per motivi di sicurezza, la presenza di un secondo operatore per turno, soprattutto…

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Scoperta e sequestrata una fabbrica abusiva che inquinava da tempo il nostro territorio

Una fabbrica fantasma, che ha inquinato per anni l’aria e la falda acquifera, trattando polipropilene ed altre materie plastiche speciali completamente abusiva e che operava accanto al termovalorizzatore veniva scoperta e sequestrata, prima della fine di dicembre, da una Task Force, composta dagli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretti dal Vice-Comandante Tenente Domenico De Sena, dalla Guardia di Finanza, dai Militari dell’Esercito Italiano e dall’Arpac, congiuntamente ad un tecnico comunale e con il coordinamento del delegato del Ministro dell’Ambiente per la Terra dei Fuochi nella Regione Campania, il Vice-prefetto Gerlando Iorio. Un impianto tutto fuorilegge: i due capannoni, di duemila metri quadrati, la fabbrica all’interno ed il deposito. L’intera attività della “Mondialplast srls” (utensili domestici per la grande distribuzione) era sconosciuta ai comuni mortali. Più probabilmente però tutti sapevano e nessuno parlava. Inoltre, in base alla dettagliata informativa di reato, corredata dal rilievo fotografico e trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola, le Forze dell’Ordine hanno denunciato i titolari dell’impianto, sito a contrada Pagliarone, per aver rubato l’energia elettrica dalla rete pubblica, che scorre lungo una strada vicina e per aver constatato la presenza di lavoratori irregolari. I due fratelli, che gestiscono l’azienda “invisibile”, di 60 anni, il primo, e di 56 anni, il secondo, venivano denunciati a piede libero. Le Forze dell’Ordine accusavano i due di abusivismo edilizio, di emissioni inquinanti in atmosfera e di aver inquinato il sottosuolo, per aver scaricato nella falda acquifera le acque di raffreddamento dei macchinari, frammisti a residui di lavorazione plastiche, recapitandole in due pozzi artesiani non autorizzati, dai quali veniva emunta acqua per il suddetto utilizzo. Oltre a ciò c’è anche un’accusa di stoccaggio, su nudo terreno, nell’area di pertinenza del capannone, di rifiuti di varia tipologia tale, da configurarne un deposito incontrollato. L’attività di controllo accertava, nello specifico, che in un capannone abusivo di circa 300 mq la suddetta società svolgeva l’attività di stampaggio di articoli casalinghi in plastica, mediante pressa ad iniezione con polipropilene granulare con aggiunta di percentuale di ammendante, ottenuto dalla triturazione in sede di sfridi di lavorazione. Il legale rappresentante della società, presente alle operazioni svolte, a specifica richiesta, non forniva alcuna documentazione attestante la regolarità dell’esercizio di detta attività. Pertanto la stessa veniva svolta in violazione del Decreto Legislativo n.152/2006, così come attestato…

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Querelate dalla Segretaria generale le Consigliere comunali di Pd e M5S. Pronta la replica

E’, dei giorni scorsi, la notizia della querela per diffamazione sporta dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei confronti delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma  (Movimento Cinque Stelle), entrambe all’opposizione. Secondo quanto finora trapelato, la Piscopo ha querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno scorso. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nella mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario è ovviamente alle battute iniziali, con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. Diffusasi la notizia le due Consigliere, partendo dal fatto che durante il Civico consesso di giugno, avevano chiesto chiarimenti sul cumulo di incarichi dirigenziali assegnati alla Segretaria generale in modo permanente ed in assenza di vacanza di posizioni dirigenziali, attraverso un comunicato stampa congiunto, qualche ora più tardi così scrivevano: “La querela sporta nei nostri riguardi costituisce un evidente, quanto grave, atto politico, che ha come finalità il tentativo di condizionare e di limitare il libero esercizio della funzione istituzionale di Consigliere comunale. In questo modo nel Comune di Acerra riteniamo, pertanto, compromesse le libere dinamiche politiche e democratiche. Non ci spaventa questo atteggiamento – aggiungevano le due professioniste – anzi siamo convinte, che certe questioni meritano di essere approfondite anche nelle sedi amministrative competenti. Siamo serene e confidiamo nella giustizia con grande senso di responsabilità e dovere. Questo è l’atteggiamento che il nostro ruolo politico ci impone”. “Mi difenderò nelle sedi opportune – aggiungeva Auriemma – sicura di non aver commesso alcun reato, ma…

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