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Blitz antiassenteismo: salgono a 6 i licenziamenti decretati dall’UPD. Molte le sospensioni dal servizio

(Articolo pubblicato in data 18.07.2018). E’ noto che il blitz antiassenteismo in Comune, di cui abbiamo riferito anche sullo scorso numero, effettuato dagli agenti del locale Commissariato di Polizia il 3 giugno del 2013 e coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola, aveva avuto il suo epilogo nella sentenza di primo grado emessa, a distanza di quasi 5 anni, il 21 febbraio scorso dal Tribunale di Nola, che aveva decretato quaranta condannati e venti assolti. Si chiudeva, dunque, con un colpo di scena, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso. Diversi imputati sono stati assolti “perché non punibile per particolare tenuità del fatto”. I 40 condannati hanno avuto tutti la pena sospesa e saranno tenuti a pagare le spese processuali e a risarcire il danno patito dalla parte civile (da quantificare in altra sede), ed anche una provvisionale di 5 mila euro, per le spese sostenute dal Comune. Infatti contro i dipendenti il Comune si costituì parte civile, con Delibera di Giunta comunale n.117 del 13.09.2014, “anche per la necessità di adottare ogni azione utile a difesa di un possibile danno d’immagine subito dall’Amministrazione derivante dal procedimento penale e per il risarcimento dell’eventuale danno patrimoniale arrecato”. Per i 40 impiegati condannati le pene oscillano tra gli 8 ed i 10 mesi di reclusione, con una multa che va dai 400 agli 800 euro. Blitz che proseguiva dunque il proprio iter all’interno del palazzo bianco di Viale della Democrazia, dopo che il dispositivo era stato trasmesso al Comune (che si è costituito parte lesa). Ed infatti l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), composto dai Dirigenti comunali e presieduto dal Dr.Francesco Annunziata, avviava le necessarie formalità a carico dei dipendenti (per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato). Ai quali erano state notificate le convocazioni, a presentarsi dinanzi all’organo disciplinare, i cui lavori dovevano chiudersi entro il 28 maggio scorso. Impiegati che avevano venti giorni di tempo, dalla data della notifica della convocazione, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistiti, in ciò, eventualmente dai propri avvocati. Alla fine, per i dipendenti assolti dal Tribunale nolano per la particolare…

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Blitz antiassenteismo al Comune: accolto il ricorso di uno dei dipendenti licenziati

Adesso, relativamente all’articolo pubblicato in precedenza e relativo ai licenziamenti decisi a luglio dell’anno scorso dall’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) nei confronti di 6 dipendenti comunali, al termine di un lungo ed articolato iter amministrativo, il 22 maggio scorso il Giudice Unico del Tribunale di Nola – sezione Lavoro, dott.Francesco Fucci, attraverso apposita ordinanza, “dichiarava l’illegittimità del licenziamento impugnato da uno degli impiegati licenziati e, per l’effetto, ordinava al Comune di reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro e nelle stesse mansioni, ovvero in mansioni equivalenti a quelle espletate al momento del licenziamento. Condannava il Comune al pagamento delle spese processuali, oltre alle spese generali ed al risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto del licenziamento illegittimo, pari alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento (10.07.2018) fino alla reintegra, oltre ad interessi come per legge fino al soddisfo ed oltre al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali”. Dipendente di 64 anni identificato con matricola n.129 e reintegrato in data 24.05.2019 come da Determina dirigenziale n.714, che reca la firma del Dirigente al Personale. Ora si attende di conoscere l’esito degli altri quattro processi in itinere, tutti relativi a dipendenti comunali, forse frettolosamente licenziati dopo la sentenza di primo grado. Il Giudice del Lavoro del Tribunale nolano è stato dunque preciso e puntuale, sottolineando che la prova presentata dal Comune nel giudizio dinanzi al Giudice del Lavoro, è da considerare “inammissibile”. A tal proposito il Giudice scrive che ‘l’ambiguità in ordine ai fatti addebitati al ricorrente avrebbero reso, a fronte delle censure mosse e della documentazione in atti, necessaria la dimostrazione, seppur nel contesto di una cognizione concentrata e celere delle circostanze fondanti la giusta causa del licenziamento. E’ pacifico che grava sul Comune l’onere della prova della giusta causa o del giustificato motivo del licenziamento. Ebbene – conclude l’ordinanza – la prova così come articolata dall’Ente è inammissibile. Ne consegue l’inammissibilità della richiesta di ammissione su tutto il contenuto della comparsa di risposta che non consente, per la genericità ed indeterminatezza del testo, di individuare capitoli di prova, che rispondano ai requisiti richiesti dalle norme processuali citate, né può essere richiesto al giudice, di estrapolare egli stesso detti capitoli di prova…Non può dirsi quindi dimostrata la sussistenza della giusta causa del recesso datoriale…”. Quindi…

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Ancora un’aggressione ai danni del personale sanitario di Villa dei Fiori

Ancora un’aggressione ad un medico del Pronto Soccorso in servizio nel presidio ospedaliero di Villa dei Fiori. L’assalitore, un 35enne di Brusciano, sembra essere un recidivo. Secondo il racconto della vittima, l’uomo già in precedenza si sarebbe reso protagonista di assalti ai medici in servizio, pretendendo con la violenza la priorità per le persone, che aveva accompagnato. Naturalmente il medico assalito formalizzava la denuncia presso il locale Commissariato di Polizia. L’energumeno aveva accompagnato al Pronto Soccorso il padre che, cadendo, aveva riportato un trauma ad un avambraccio, che non era risultato essere nulla di grave. Ovviamente, a causa dell’aggressione, avvenuta sotto gli occhi dei tanti pazienti in attesa di essere visitati, si verificava un’interruzione di un pubblico servizio ed il medico, costretto a farsi medicare, lasciava il Pronto Soccorso. L’assalitore, nel frattempo, dopo la sua “bravata”, si allontanava, forse preoccupato di essere sottoposto a fermo nella flagranza di reato dagli agenti della Polizia di Stato, costretti a simili interventi quotidiani. Volendo ricostruire l’accaduto, erano da poco passate le 10.30, quando all’interno della sala d’attesa del Pronto Soccorso, ordinariamente affollata da pazienti in codice bianco e giallo (ai rossi ed ai verdi viene data la massima priorità), giungeva il suddetto energumeno che, alzando la voce e senza alcun rispetto per i presenti in attesa di entrare nel Pronto Soccorso, spintonando l’addetto all’ingresso, entrava all’interno dello stesso che, a quell’ora, era già pieno come un uovo. Pochi minuti dopo iniziava il suo show, inveendo contro i medici ed i paramedici di turno, chiedendo che il medico desse la priorità al padre. La tensione saliva subito alle stelle ed il personaggio, prepotente ed arrogante, senza tanti preamboli, si scagliava contro il medico che, invitandolo alla calma, gli stava spiegando che era tutto sotto controllo e che, a breve, sarebbe arrivato anche il turno del genitore. L’assalitore, dinanzi all’invito del medico, usando i suoi metodi poco rozzi, iniziava a spintonare il sanitario che, per nulla spaventato da tanta tracotanza, gli teneva testa, senza neppure sfiorarlo. L’intervento dell’addetto alla Safety evitata lo scontro fisico, ma non che l’aggressore colpisse il medico al volto. Chiaramente per lunghi minuti il Pronto Soccorso subiva l’interruzione delle prestazioni sanitarie, che potrebbe essere fonte di guai giudiziari per l’indagato.   Nino Pannella

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Criticò su facebook la società “La Doria” e fu licenziato. Il Giudice del Lavoro lo reintegra

Pubblicò su facebook un commento, ritenuto offensivo dall’azienda e venne licenziato. Protagonista della vicenda fu un sindacalista della società “La Doria” la cui proprietà, riconducibile alla famiglia Ferraioli, il 30 settembre 2018 ha dismesso l’impianto di via Dei Normanni ed ha chiuso i battenti dell’opificio rilevato tre anni prima; specializzato nella produzione di sughi in barattolo (fino ad un milione di confezioni a settimana); che dava lavoro a 67 dipendenti fissi più altrettanti stagionali; con un indotto, che dava occupazione ad altre 100 unità e che ha delocalizzato la produzione in alcuni Comuni del salernitano. Al sindacalista, Michele Gaglione, delegato della Flai Cgil, delle rsu dello stabilimento acerrano fu recapitata, in data 7.11.2018, una lettera di licenziamento “per giusta causa”, dall’azienda conserviera di Angri. Immediata fu la reazione dei lavoratori e dei sindacati, che proclamarono nei giorni successivi uno sciopero nei tre stabilimenti di Angri, Fisciano e Sarno, dove sono stati trasferiti i 62 dipendenti dell’ex sito di Acerra. “Contestiamo questi licenziamento – scrissero le rsu dei tre stabilimenti – perché lo riteniamo un’azione antisindacale, per colpire il delegato per le sue azioni a difesa del sito di Acerra”. A provocare il licenziamento fu un commento di Gaglione alla lettera di trasferimento inviata ai dipendenti acerrani e pubblicata su facebook da un ex lavoratore e sindacalista (in pensione dal 2014). Il delegato Cgil si era lasciato andare ad un’espressione ritenuta dai vertici aziendali diffamatoria ed offensiva per la società ed i dirigenti. Un commento, dunque, arrivato sotto un post di un altro lavoratore. La proprietà, appellandosi al fatto che fosse venuto meno il vincolo fiduciario, non ritenendo valide le sue controdeduzioni, decise di chiudere il rapporto di lavoro con l’operaio, licenziandolo in tronco. Diversi furono gli attestati di stima e di solidarietà giunti dalle istituzioni e del Vescovo Mons.Antonio Di Donna. Ma ora è arrivata la sua rivincita: il Giudice del Lavoro della II sezione del Tribunale di Nocera Inferiore, Angelo De Angelis, ha infatti accolto il ricorso presentato da Gaglione, assistito dalla Flai Cgil e dall’avvocato Raffaele Ferrara, con il quale si era opposto al licenziamento, facendo valere il suo ruolo di rappresentante sindacale all’interno dell’azienda ed ha disposto il reintegro del lavoratore. L’anno scorso si era battuto, purtroppo invano, per evitare che lo stabilimento chiudesse, mettendosi…

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L’attività di Auriemma a difesa dell’ambiente e della legalità. Presentato un esposto in Procura

Sono due i fronti che, di recente, hanno visto particolarmente impegnata il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma e che, fondamentalmente, afferiscono alla tematica ambientale: l’inceneritore ed il servizio cittadino di igiene urbana. Circa il primo, è ormai nota la sentenza della Corte europea di Giustizia, emessa lo scorso 8 maggio e con la quale i giudici hanno sentenziato per il No a nuovi inceneritori e per lo stop all’ampliamento di quelli esistenti. Verdetto di cui riferiamo di seguito e che avrà effetti tangibili sull’intero ciclo dei rifiuti non solo campano. Infatti la sentenza diventa giurisprudenza in tutta la comunità europea. Giudizio al Tar dov’erano parti costituite le associazioni ambientaliste quali “Comitato Acerra Donne del 29 Agosto” e “Mamme di Venafro”, legalmente rappresentate dall’avvocato Auriemma. L’altro punto riguarda principalmente la società Tekra che gestisce, per conto del Comune dal I febbraio 2017, il servizio di igiene urbana e divenuta oggetto di un dettagliato esposto-denuncia, depositato in Procura dal suddetto Consigliere pentastellato. Un esposto corposo, che ripercorre l’attività dell’impresa salernitana che, attualmente, ha in corso un contezioso con il Comune di Acerra, mirante a contestare dinanzi ai giudici del Tribunale di Napoli le sanzioni elevate a suo carico ed il procedimento di applicazione delle penali, per un importo pari a 647.103,00 euro (dato aggiornato al 31 maggio 2018) e ad ottenere la restituzione della somma contestatagli dall’Ente comunale. L’esposto darebbe la medesima rilevanza sia agli aspetti penalmente rilevanti (già riscontrati dagli organi di controllo intervenuti?), sia alle inadempienze contrattuali che, ancora oggi, si susseguono e sia ai disservizi arrecati alla comunità locale, a fronte di un appalto, che costa alle casse comunali oltre 54 milioni di euro in 7 anni. Circa il primo aspetto, sarebbe stato evidenziato come i poliziotti municipali, nel corso di un controllo mirato, avrebbero accertato che l’area adibita a parcheggio dei mezzi ed impropriamente definita cantiere, verrebbe sistematicamente utilizzata per operazioni di trasbordo dei rifiuti (in gergo lavoro di “centralina”). Un’attività certamente illecita. Così come sembrerebbero esserci delle grosse difformità tra i luoghi indicati dai sistemi satellitari Gps e la reale zona, in cui si trovavano effettivamente gli automezzi dotati di detto sistema. Dando adito all’ipotesi, che non tutti i Gps siano stati montati sui veicoli indicati, in modo che gli stessi potessero…

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Mentre i poliziotti locali “studiano”, i venditori abusivi vendono, occupando il suolo pubblico

Si teneva sabato 11 maggio, presso il Castello dei Conti, la giornata di studi per operatori della Polizia Locale, che aveva come tema “Commercio e Sicurezza”. Patrocinata dal Comune di Acerra ed organizzata dall’Associazione professionale di Polizia Locale ANVU, l’evento analizzava il ruolo ed i compiti degli operatori della Polizia Locale nell’ambito degli interventi di controllo commerciale. Presente alla manifestazione il Sindaco Lettieri, nonché numerosi comandanti ed agenti dei corpi della Polizia Locale. A relazionare sulla materia il Dott.Michele Pezzullo, comandante a riposo di Polizia Locale, che approfondiva il tema del controllo delle attività economiche e le occupazioni di suolo pubblico. Già, quello che viene sistematicamente occupato, senza alcuna autorizzazione, lungo via Madonnelle ed in occasione del mercato settimanale, ogni sabato mattina, da alcuni extracomunitari privi, probabilmente, anche del permesso di soggiorno. Ma pronti a vendere scarpe e borse di marca (tutte contraffatte), esposte su grossi teloni bianchi, pronti ad essere ripiegati, qualora arrivino gli agenti della Polizia Locale. Ma nonostante che l’organico dei poliziotti municipali, agli ordini del Cap.Domenico De Sena, si sia di molto ampliato e nonostante i proclami roboanti del Sindaco, divulgati attraverso la sua pagina facebook sull’attività svolta dai caschi bianchi (quasi tutti intenti soprattutto a contravvenzionare le auto in sosta senza grattino), solo grazie alle continue ed insistenti segnalazioni di un cittadino, che intende anche tutelare i commercianti acerrani, alla fine si registra l’intervento dei poliziotti municipali in detta via. Che quasi mai procedono, però, al sequestro della merce e a sanzionare, secondo le normative vigenti, i venditori abusivi. Mentre è lungo e cospicuo l’elenco degli esercenti acerrani sanzionati dai Vigili Urbani anche, ad esempio, per aver occupato il suolo pubblico con tavolini e sedie. Ed ogni verbale elevato ammonta a 169.00,00 euro. Cambierà adesso la situazione, visto che i poliziotti municipali hanno “studiato”? O resterà sempre la stessa?   E.C.

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Cantiere della piscina comunale, anomalie sul sevizio di “portierato e guardiania” (!?)

Torna in primo piano la questione della realizzanda piscina comunale a via Clanio-angolo via De Rosa, su un’area la cui estensione è di 10mila mq. Un impianto natatorio con annesso campo polivalente ed aree a verde attrezzato da 4.554.000,00 euro, finanziato per 3 milioni dal contributo erogato dall’Amministrazione provinciale di Napoli e per la restante somma da un finanziamento concesso dalla Regione Campania e la cui gestione fu affidata ai privati con Delibera di Consiglio comunale n.13 del 6.10.2011, approvata dall’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi. Opera i cui lavori sono fermi, perché la ditta costruttrice è fallita ed il Comune dovrebbe bandire una nuova gara d’appalto. Ma nel frattempo i costi di realizzazione sono lievitati considerevolmente. Pertanto, dopo 12 anni dall’approvazione del progetto definitivo, l’impianto natatorio resta un miraggio e, per completarlo, secondo una stima, sembrerebbe che occorrano circa altri 2 milioni di euro. Quello che qui invece interessa è l’affidamento, per 8 mesi, fino al 31 dicembre prossimo (salvo completamento anticipato dei lavori), attraverso la Determina dirigenziale n.600 del 2.5.2019 ad una ditta, priva di requisiti di legge, della vigilanza dell’area di cantiere della struttura. Pertanto otto mesi dopo (il servizio precedente è terminato in data 30.04.2019), è stato riusato l’escamotage del frazionamento della spesa, per evitare una gara ad evidenza pubblica. A giugno del 2018 il servizio di custodia e vigilanza (notturna) venne affidato, al termine di una gara con procedura ristretta tra le imprese, alla stessa società, che ha sede ad Afragola, seppur in assenza della sua iscrizione nell’elenco degli istituti di vigilanza. Secondo fonti che, al momento, non trovano conferme ufficiali, per otto mesi nel cantiere è stato utilizzato personale senza alcuna qualifica di guardia giurata, elemento essenziale ed inderogabile per espletare un servizio di custodia e vigilanza di un bene immobile (così come disposto dal vigente Tulps). Alla luce di quanto è emerso dopo la pubblicazione della nuova Deterrmina di affidamento del servizio, che comporta per l’Ente comunale un impegno di spesa pari a 32.000,00 euro oltre iva, i Consiglieri comunali affrontavano la questione nella Commissione di Vigilanza, presieduta dal Consigliere Carmela Auriemma, tenutasi lo scorso 17 maggio e durante la quale il Segretario generale, quantunque invitato, risultava assente. Atto nel quale si parla genericamente di “portierato e guardiania” giornaliera non armata notturna…

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Pali allocati sulla sede stradale, sono un pericolo per la pubblica e privata incolumità

E’ una problematica che si trascina da tempo immemore, ma che nemmeno l’attuale amministrazione comunale targata Lettieri riesce a risolvere. Stiamo parlando di via Manzoni, un’arteria stradale posta a pochi metri dalla Casa comunale lungo la quale, dal civico 35 al civico 67, insistono i pali della pubblica illuminazione allocati direttamente sulla sede stradale. E, in più circostanze, e per le più svariate ragioni, si sono verificati dei sinistri stradali, che hanno visto il coinvolgimento dei conduttori di veicoli con i suddetti pali che, evidentemente, rappresentano un pericolo per la pubblica e privata incolumità. Tant’è che, in alcuni casi, tali guidatori hanno dovuto ricorrere alle cure del personale sanitario delle strutture pubbliche. Non senza trascurare i danni arrecati sia ai pali della pubblica illuminazione (o a parti degli stessi pali, come, ad esempio, ai corpi illuminanti), che ai veicoli impattanti gli stessi. Veicoli di cui, spesso, non è possibile risalire all’identità, neppure dei conducenti, per l’attribuzione delle responsabilità per i danni arrecati. L’ultimo palo in ordine di tempo ad essere stato colpito è quello sito al civico 37, che lo scorso 3 maggio era parzialmente pendente e privo del corpo illuminante, poi ritrovato nell’abitazione contigua. Situazione, tra l’altro, segnalata per iscritto il giorno successivo al Sindaco, al Comando della Polizia Municipale, all’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Di Nardo ed al Dirigente ai Lavori Pubblici Giovanni Soria. Palo che veniva rimosso dalla ditta, ma che non è stato ancora sostituito. A questo punto sarebbe finalmente il caso di costruire dei marciapiedi, come esistono lungo altri tratti di via Manzoni, idonei sia ad evitare che i suddetti pali siano allocati direttamente sulla sede stradale, sia che i pedoni possano deambulare sul tratto loro riservato. E allora, dopo aver speso migliaia e migliaia di euro per “assediare” il Castello il 12 maggio scorso, l’amministrazione cittadina potrebbe spendere a breve qualcosa, per prevenire le sopra citate situazioni di pericolo?   Joseph Fontano

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Rigettato dal Giudice del Lavoro il ricorso dell’ex Comandante della Polizia Municipale

Nuova puntata della telenovela relativa alla vicenda del concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e che vide collocarsi, al primo posto, l’ormai ex Dirigente Col.Felice D’Andrea, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele (originario di un Comune del casertano, oggi 60enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria). Il cui ricorso al Consiglio di Stato sortì, il 31 maggio 2018, a distanza di 9 anni, la sentenza n.3719/2018 e, quindi, l’annullamento della graduatoria dei vincitori, di tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del suddetto Dirigente. Con atto finale rappresentato dalla Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale, Maria Piscopo, con cui venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ormai ex Dirigente dei caschi bianchi ed il Comune. Che, intanto, non procede all’assunzione del suddetto Miele, divenuto vincitore di concorso e che si è rivolto ai giudici per la nomina del Commissario ad Acta. Nomina fissata per dicembre prossimo. Ex Dirigente che, intanto, in data 14.03.2019, aveva presentato ricorso al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola, agendo per l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli, chiedendo il reintegro nel suo posto di lavoro, con il pagamento delle mensilità intercorrenti dalla data del licenziamento fino alla data dell’effettiva reintegrazione, nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali. Il Comune, ovviamente, costituitosi in giudizio, contestava “l’ammissibilità del ricorso proposto, inapplicabile ai rapporti di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, sostenendo la piena legittimità del licenziamento, trattandosi di un atto necessario e dovuto, per ottemperare al giudicato amministrativo”. In giudizio, con atto di intervento volontario, si costituiva anche il Dr.Miele. Ebbene, con Decreto n.14280/2019 del 16 maggio scorso, ovvero otto giorni dopo la celebrazione dell’udienza, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Maria Viola, rigettava il ricorso del D’Andrea e compensava le spese di lite tra le parti. Pertanto, almeno per adesso, è stato messo un punto fermo sulla vicenda, anche se è scontato il ricorso alla sentenza di primo grado da parte dell’ex Comandante. Poche comunque le speranze, che questi possa tornare al suo posto in tempi brevi. Da quanto è trapelato il giudice incaricato, letti gli atti e le memorie, ha ritenuto che…

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A migliaia su di un albero durante il mercato settimanale del sabato

Erano molte migliaia e contarle tutte, probabilmente, avrebbe portato via alcuni giorni. Stiamo parlando di api e, nello specifico, di quelle che avevano dato vita ad un nido, costruito su di un albero, sito a piazza Calipari, nel quartiere Madonnelle. A scoprire l’enorme assembramento delle api era uno dei commercianti, che danno vita al mercato cittadino del sabato. L’uomo lanciava subito l’allarme, cercando di far allontanare da quel punto della piazza gli avventori del mercato ed avvertiva il personale della Polizia Locale presente in zona. Ed erano i caschi bianchi, che riuscivano a far intervenire sul posto il sig.Rea Antonio, un apicoltore locale che, con molta perizia ed adeguatamente attrezzato, riusciva a far confluire tutte le api in un contenitore, fino a liberare del tutto la specie arborea dalle stesse. Infatti, una volta individuata l’ape regina e fatta confluire nel contenitore con l’ausilio di una sorta di pompa aspirante, tutte le altre la seguivano. Nel frattempo i poliziotti municipali, per precauzione, allontanavano i tanti curiosi, che si erano radunati in zona. Sta di fatto che, in questi casi, l’unico modo sicuro per rimuovere le api, è quello di chiamare un professionista in possesso di attrezzature e competenze necessarie per catturarle, oppure lasciare che se ne vadano da sole nel giro di poche ore, quando avranno trovato un nuovo punto, in cui costruire l’alveare. La sciamatura delle api, comunque, è un fenomeno comune ed assolutamente innocuo (a patto di non “stuzzicare” gli operosi insetti) nei mesi primaverili, soprattutto a maggio. Maria Luigia Feldi

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