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Querelate dalla Segretaria generale, rinviate a giudizio le Consigliere comunali di Pd e M5S

E’, dei giorni scorsi, la notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale. La Piscopo aveva querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario era iniziato con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Il Pubblico Ministero, intanto, non ha voluto archiviare il caso, optando per la citazione diretta a giudizio delle due esponenti della minoranza. Ed è stata fissata al 5 settembre prossimo la prima udienza del processo, che si terrà dinanzi al Giudice di Pace di Nola. Questo vuol dire, secondo qualche quotidiano, che le due Consigliere rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico, da corrispondere alla Dirigente in caso di condanna. “E’ a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione” è il principio, sul quale si poggerà la difesa delle due Consigliere. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere stata la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. “Non sono mai stata ascoltata dal Pubblico Ministero e non ho mai insultato la Piscopo – puntualizzava la Montesarchio – e del resto basta vedere il video del mio intervento in Consiglio comunale”. Dal canto suo Auriemma diceva: “Non ho mai detto che…

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Abiti usati trafugati di notte da extracomunitari: in parte abbandonati ed in parte rivenduti

Sono disseminati in vari quartieri del territorio comunale, utilizzati dai cittadini, che intendono aiutare i meno abbienti, ma che sono invece presi di mira da extracomunitari o da individui di etnia rom, che spesso agiscono con lo scopo di lucrare. Stiamo parlando dei contenitori per la raccolta degli abiti usati, nei quali gli utenti conferiscono i propri indumenti dismessi, che poi vengono ritirati dagli incaricati della ditta, che si occupa della raccolta di tali abiti. Che quasi sempre, però, rinvengono accanto agli stessi contenitori gli abiti sparpagliati. E’ il segno evidente che, durante le ore notturne, di lì è passato l’extracomunitario di turno che, pronto ad effettuare il suo rituale giornaliero, ossia quello del raid predatorio, si è calato in uno dei suddetti contenitori ed ha fatto razzia dei capi d’abbigliamento, che gli potevano essere utili o che, a suo parere, potevano essere rivenduti al mercato nero dei vestiti vecchi. Un fenomeno che è di certo un effetto collaterale della povertà sociale, ma che è anche causa di danni “economici ed ambientali”. Giungono durante le ore serali di solito in bici; si calano a testa in giù e a gambe all’aria nel contenitore e, con l’ausilio di un bastone uncinato, estraggono gli abiti o le scarpe ivi depositati, ammucchiando accanto al contenitore un vero e proprio guardaroba. Poi scelgono ciò che “vale” di più ed abbandonano gli abiti “indesiderati” a terra. Una volta effettuato il carico, si allontanano in bici, facendo perdere le proprie tracce. Se di notte avessimo un maggior numero di tutori dell’ordine in giro, sarebbe più facile leggere di “appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno sorpreso l’individuo in flagranza di reato, identificandolo e denunciandolo, prima che maglioni, pantaloni, cappotti e giacche, subito sequestrati, finissero sul mercato nero”. Un fenomeno esteso che, laddove praticato, costituisce un danno economico non del tutto trascurabile. Insomma poveri che rubano ai poveri, dal momento che molti degli indumenti riciclati sono rigirati ad uso delle associazioni caritatevoli. Ma non è escluso che gli indumenti trafugati vengano spesso utilizzati per i roghi tossici. Una possibile soluzione a questo fenomeno potrebbe venire dalla modifica ai contenitori, sostituendo la botola con un sistema a ruota. Anche se tale modifica comporta dei costi consistenti. Ovviamente quando parliamo di mercato nero degli indumenti usati destinati al…

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Area attrezzata “fai da te”, tensione al rione Gescal

E’ ormai notizia ampiamente diffusa e commentata quella della realizzazione, nei giorni scorsi, da parte di alcuni abitanti del popoloso e periferico rione Gescal, di un piccolo parco attrezzato, come risposta al degrado e all’abbandono, in cui versa il quartiere. Venivano così realizzati con fondi privati una fontanella zampillante con i pesciolini, panchine, aiuole fiorite, un gazebo, un gioco gonfiabile ed una piscinetta smontabile per i bambini di circa due metri per tre. Ma di pomeriggio intervenivano sul posto le Forze dell’Ordine ed i dipendenti comunali della squadretta di manutenzione. Obiettivo: rimuovere il tutto a causa dell’assenza di autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico per la realizzazione dell’area di svago. Ne scaturiva una mezza giornata ad alta tensione e molte persone formavano un cordone, per impedire la rimozione delle attrezzature. Quindi, allo scopo di evitare il peggio, i tutori dell’ordine avviavano una sorta di mediazione con gli abitanti. Ed alla fine veniva raggiunto un compromesso: il gioco gonfiabile e la piscinetta venivano rimossi, mentre tutto il resto restava intatto. Salve dunque fontana, panchine ed aiuole. A ogni modo l’ira di tante persone si sfogava poi sul web. Attraverso facebook venivano pubblicati molti commenti negativi all’indirizzo dell’amministrazione comunale targata Lettieri. Rimozione in ogni caso dettata da motivi di sicurezza pubblica e di igiene pubblica. In particolare la piscina poteva rappresentare un pericolo potenziale per i bambini, che vi si immergevano, a meno dell’eventuale presenza di personale addetto al controllo della struttura. Comunque il sindaco, sia pure interpellato attraverso il suo portavoce, non rilasciava alcuna dichiarazione sull’episodio. Sembra comunque che molti residenti, siano decisi a portare avanti la loro iniziativa e a dare vita ad un comitato di quartiere. Già un’altra volta gli abitanti della Gescal tentarono di attrezzare un’area nel rione. Lo fecero però in un punto, che era stato espropriato e destinato all’edificazione dei palazzi. Ed anche in quell’occasione ci furono momenti di tensione con le Forze dell’Ordine. Alla fine comunque i giochi per i bambini vennero rimossi.  

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Furti mancati, banda allo sbaraglio

Veri e propri dilettanti allo sbaraglio i ladri che, di notte, dopo aver forzato una serranda del supermercato MD di piazza San Pietro, fuggivano, portandosi dietro due casse completamente vuote. Scattato l’allarme, sul posto giungevano i Carabinieri della locale stazione, i quali provvedevano ad acquisire le immagini registrate di alcune telecamere private, poste a protezione di diversi esercizi commerciali, cercando di dare un volto ed un nome alla sgangherata gang, composta almeno da tre persone che, dopo aver faticato non poco, per aprire la serranda del Discount, fuggiva a mani vuote. E doveva trattarsi della stessa gang quella che, sempre durante le ore notturne, prendeva di mira un negozio specializzato nella vendita di gelati allo yogurt, riuscendo a procurare solo danni e nulla più. Sul furto o, tentato furto, poche erano le notizie trapelate. Nel frattempo, per riuscire a mettere un argine alla dilagante microcriminalità e, in particolar modo, ai raid predatori, Polizia e Carabinieri stanno intensificando le attività di pattugliamento e di controllo del territorio, almeno fino alla mezzanotte. Scarsi invece sono i risultati, prodotti fino ad ora dagli impianti di videosorveglianza allocati sul territorio cittadino e, nello specifico, nel centro storico e tanto decantati dall’amministrazione comunale.  

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L’ex Comandante della Polizia Municipale chiede anche i danni patrimoniali e non

Nuova puntata della telenovela relativa alla vicenda del concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e che vide collocarsi, al primo posto, l’ormai ex Dirigente Col.Felice D’Andrea, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele (originario di un Comune del casertano, oggi 60enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria). Il cui ricorso al Consiglio di Stato sortì, il 31 maggio 2018, a distanza di 9 anni, la sentenza n.3719/2018 e, quindi, l’annullamento della graduatoria dei vincitori, di tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del suddetto Dirigente. Con atto finale rappresentato dalla Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale, Maria Piscopo, con cui venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ormai ex Dirigente dei caschi bianchi ed il Comune. Che, intanto, non procede all’assunzione del suddetto Miele, divenuto vincitore di concorso e che si è rivolto ai giudici per la nomina del Commissario ad Acta. Nomina fissata per dicembre prossimo. Ex Dirigente che, intanto, in data 14.03.2019, aveva presentato ricorso al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola, agendo per l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli, chiedendo il reintegro nel suo posto di lavoro, con il pagamento delle mensilità intercorrenti dalla data del licenziamento fino alla data dell’effettiva reintegrazione, nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali. Il Comune, ovviamente, costituitosi in giudizio, contestava “l’ammissibilità del ricorso proposto, inapplicabile ai rapporti di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, sostenendo la piena legittimità del licenziamento, trattandosi di un atto necessario e dovuto, per ottemperare al giudicato amministrativo”. In giudizio, con atto di intervento volontario, si costituiva anche il Dr.Miele. Ebbene, con Decreto n.14280/2019 del 16 maggio scorso, ovvero otto giorni dopo la celebrazione dell’udienza, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Maria Viola, rigettava il ricorso del D’Andrea e compensava le spese di lite tra le parti. Il giudice incaricato, letti gli atti e le memorie, riteneva che “il contratto in questione sia affetto da un vizio di nullità, in quanto stipulato in violazione dell’art.97 cit. che ha individuato nel concorso quale mezzo di selezione del personale lo strumento più idoneo, a garantire in linea di principio l’imparzialità e l’efficienza della pubblica amministrazione”. Dando…

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Incidente stradale, auto finisce contro negozio

Un incidente (l’ennesimo) si verificava nei giorni scorsi in città alle ore 15.30 circa. Questa volta lo scontro avveniva tra una moto ed un’auto nell’incrocio tra via Pulcrano e via Petrella. Quest’ultima terminava poi la sua corsa contro un negozio, sito all’angolo. Per fortuna in quel momento nessuno stava transitando lungo il marciapiede ed il locale era chiuso. Qualora l’attività fosse stata aperta, si sarebbe corso il serio rischio, che la vettura sfondasse anche la porta d’ingresso del negozio. Sul posto intervenivano i Carabinieri della locale stazione, che provvedevano ad effettuare i necessari rilievi, atti a stabilire la dinamica del sinistro e a far rimuovere i veicoli coinvolti nell’incidente con l’ausilio del Soccorso Stradale. Lo scontro non sembrava essere particolarmente grave, anche se il giovane conduttore della moto cadeva rovinosamente sul marciapiede. Subito veniva condotto in autoambulanza presso il Pronto Soccorso della clinica Villa dei Fiori, dove veniva sottoposto alle prime cure del personale sanitario che, dopo appositi esami strumentali, gli riscontrava la frattura di tre costole. L’uomo alla guida dell’auto, invece, non riportava alcun trauma, grazie anche allo scoppio dell’airbag. Ad avere la peggio, relativamente ai danni materiali, era invece il titolare del negozio. L’auto, infatti, aveva distrutto parte del muro ed aveva incrinato la serranda, che a quel punto non poteva più essere aperta. Quello dei giorni scorsi purtroppo non è il primo sinistro stradale verificatosi in quell’incrocio. L’anno scorso infatti, si verificò un incidente con una dinamica simile. Anche in quell’occasione la vettura terminò la sua corsa contro la serranda di quel negozio ed anche allora nessun pedone restò fortunatamente coinvolto nel sinistro.

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Opere edili abusive: eseguita la demolizione di un immobile a via Palmentella

Lo scorso 19 dicembre riferimmo di una costruzione, sita a via Palmentella, riconducibile ad un nostro concittadino di 61 anni, con opere realizzate in assenza del permesso di costruire e dell’autorizzazione sismica, come accertato dall’allora personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato nel 2002, con relativa produzione di un rilievo fotografico. L’immobile, per civile abitazione, fu sottoposto a sequestro e fu poi interessato da un’Ordinanza di demolizione, a seguito della sentenza, emessa in data 24.04.2007, dalla VI sezione Penale della Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli; divenuta irrevocabile ad aprile dell’anno successivo e notificata allo stesso proprietario, che non aveva mai ottemperato alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, come accertato a più riprese dalla Polizia Locale, né aveva ripristinato lo stato dei luoghi. A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, con provvedimento n.106 del 21.11.2012 le opere oggetto dell’Ordinanza di demolizione e che avevano conosciuto reiterate violazioni di sigilli, furono acquisite a patrimonio comunale e trascritte presso il Registro degli Immobili di Santa Maria C.V. Immobile abusivo composto da un piano seminterrato allo stato grezzo, adibito a deposito-garage; un piano terra rialzato composto da 3 appartamenti completi in ogni finitura, arredati ed adibiti a civile abitazione. A dicembre 2017 i caschi bianchi accertarono la realizzazione di ulteriori opere edilizie abusive, quali due appartamenti siti al piano rialzato. Le tre unità immobiliari rinvenute al piano rialzato risultavano essere occupate dai nuclei familiari dei figli del sopra citato 61enne, condannato per aver violato l’art.44 del DPR 380/2001. Pertanto erano ben 7 le persone accusate di aver occupato abusivamente un edificio di proprietà del Comune. Del tutto fu redatto anche un rilievo fotografico ed un’informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente. E come si evince dalla relazione istruttoria della Delibera di Giunta comunale n.183 del 06.12.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri, “non vi sono particolari e rilevanti interessi pubblici per la conservazione della suddetta opera, né c’è una deliberazione consiliare, che dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici”. Pertanto la demolizione doveva avvenire a cura del Comune, che avrebbe proceduto in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente comunale sarà addebitata ai responsabili dell’abuso. E l’Ufficio Abusivismo del Comune aveva trasmesso il progetto di…

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Comando della Polizia Locale nel caos, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Tornano ad accendersi di nuovo i riflettori (ed ormai accade con una certa frequenza) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena titolare, dal 6 marzo scorso, come da Decreto dirigenziale, anche della posizione organizzativa. Stavolta a dare fuoco alle polveri sono stati i rappresentanti delle tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che hanno sottoscritto il verbale dell’assemblea sindacale, tenutasi venerdì 24 maggio presso il Castello dei Conti, poi trasmesso al Sindaco Lettieri, ai Dirigenti comunali, al Prefetto di Napoli ed alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Documento con il quale veniva proclamato lo stato di agitazione del personale del Comune di Acerra e la richiesta di avvio della procedura di raffreddamento. E ciò, a fronte dei presunti atti di discriminazione, consumatisi negli ultimi tempi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, che sembra essere frazionato in due tronconi, compresi i numerosi provvedimenti disciplinari attivati, la gestione delle ferie del personale, i provvedimenti di concessione di congedo d’ufficio e l’equilibrio tra i turni di lavoro. Problematiche già evidenziate in un precedente documento, datato 5.4.2019 e pubblicato dalla stampa, nel quale venivano denunciati comportamenti discriminatori, consumatisi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, culminati in provvedimenti organizzativi, in cui il personale non era stato equamente distribuito tra i turni di servizio ed in cui il personale di nuova assunzione a tempo indeterminato e parziale, pari a ben 16 unità lavorative, veniva posizionato interamente in un turno di servizio, a scapito dell’altro, aggravandone anche il carico di lavoro. Alla medesima parte di personale “punito” veniva impedito l’accesso ad ogni attività di formazione e lo stesso era stato oggetto di un provvedimento punitivo di messa in ferie forzate nel periodo immediatamente successivo all’inizio dell’anno 2019 e costretto a fare ferie forzate, per un periodo che, in alcuni casi, ha superato i 50 giorni consecutivi, con rilevante danno economico relativo alla mancata percezione delle indennità connesse alla presenza. Situazioni rappresentate all’Amministrazione comunale, che mai ha convocato però i sindacati, nonostante un’esplicita richiesta. Anzi i lavoratori partecipanti all’assemblea di aprile venivano esclusi dallo straordinario elettorale con un nuovo provvedimento punitivo, nel quale venivano inseriti i neo assunti, come da Determina dirigenziale…

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Polizia Locale, sotto accusa l’ingerenza del Sindaco ed i ruoli “fantocci” dei “Superiori”

Lo stato di agitazione del personale del Comando della Polizia Locale, attualmente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena e la richiesta dei lavoratori alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente rappresentate dai delegati territoriali Ciro Serino, Giuseppe Ciniglio e Luigi Martelli),  attraverso la Prefettura, dell’avvio della procedura di raffreddamento, di cui riferivamo in precedenza produceva, dunque, venerdì 24 maggio, il relativo documento. Che, specificava, ancora, “che tale reggenza sta incidendo profondamente sull’autonomia della Polizia Municipale, con un ruolo preponderante del Sindaco, il quale non si limita a dare indirizzo politico e ad esercitare la funzione prevista dalla Legge 65/86, ma diventa protagonista anche delle scelte operative ed organizzative, visto che il Dirigente preposto non ha alcun tipo di esperienza nella gestione amministrativa della Polizia Locale, occupandosi di gestione dei servizi finanziari ed il Vice-Comandante continua a riferire, che quanto sta accadendo, è frutto di volontà non dipendente da se stesso, implicitamente supportando le tesi sopra esposte”. Frasi che, a dire il vero, si commentano da sole e che, di certo, si rivelano poco edificanti per il ruolo svolto dal Vice-Comandante che, come più volte abbiamo scritto, sta sempre di più scalando tutti i gradini della notorietà. E circa il quale un noto quotidiano ha ribadito, “che questi ricopre tale ruolo, senza essere in possesso dei necessari requisiti di legge”. Inoltre le organizzazioni sindacali parlano di nuovi provvedimenti di ferie forzate, comprese nel periodo tra giugno e settembre 2019, senza però che i lavoratori abbiano presentato il proprio piano ferie per il periodo estivo, già precedentemente richiesto con apposita circolare, i cui termini di presentazione delle domande scadevano il 31 maggio. Ed al quale tutto il personale della Polizia Municipale ha puntualmente ottemperato. Da qui la diffida all’Amministrazione comunale, dall’adottare simili provvedimenti, che saranno segnalati agli organi di controllo preposti. Infine vi è da segnalare l’estremo ritardo nell’applicazione di alcuni istituti contrattuali previsti nel contratto decentrato, quali l’indennità di servizio esterno. Ecco pertanto la proclamazione, da parte delle sigle sindacali, dello stato di agitazione del personale del Comando della Polizia Locale, con la disponibilità ad incontrare sin da subito il Sindaco ed il Dirigente alla Polizia Municipale, al fine di affrontare e risolvere la questione con accordi di reciproca soddisfazione e rispetto istituzionale, instaurando nel contempo corrette relazioni…

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Rubate le batterie di un’antenna radiobase per telefonia cellulare

Nei giorni scorsi alcuni ladri penetravano all’interno di un appartamento, posto al piano terra di un immobile, sito a via Battisti ed adibito a centrale di un’antenna radiobase per la telefonia cellulare, installata sull’immobile stesso. A destare i sospetti di alcuni residenti era la porta d’ingresso dell’ambiente, lasciata aperta e la luce accesa. Probabilmente i ladri si erano recati sul posto a bordo di un furgone e, una volta penetrati all’interno dell’appartamento, dopo aver scassinato la porta d’ingresso, avevano portato via alcune batterie di alimentazione dei cavi della gigantesca antenna. Forse, vistisi scoperti, non riuscivano a trafugare altro materiale e si allontanavano dal quartiere, facendo perdere le proprie tracce. Avvertiti da un cittadino, giungevano sul posto gli agenti del Commissariato di Polizia, che avviavano le prime indagini, per dare un’identità ai malviventi, cercando di acquisire le immagini di qualche impianto di videosorveglianza installato in zona e la descrizione del mezzo utilizzato per il raid predatorio. Sul posto giungeva anche un tecnico della compagnia che gestisce l’impianto, che confermava il furto di alcune batterie, per un danno di alcune centinaia di euro, oltre ai danni arrecati alla porta d’accesso. Batterie che spesso vengono inviate all’estero, dove maggiore sembra essere la loro richiesta. Nelle ore successive gli addetti della nota società di telefonia mobile provvedevano a rimpiazzare le batterie trafugate e a garantire il perfetto funzionamento dell’antenna. Già in passato vi era stato un simile furto proprio in detto immobile.  

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