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Si schianta con l’auto, deceduto un poliziotto del locale Commissariato

Salvato a pochi attimi dalla tragedia grazie all’intervento di un automobilista di passaggio. Protagonista dello sfortunato episodio Pasquale Crivelli, di 54 anni, assistente capo della Polizia di Stato in servizio presso il locale Commissariato. L’agente, era rimasto vittima di un terribile incidente stradale, verificatosi alle 15:00 circa in località “Varignano”, al confine con il Comune di Marigliano, poco dopo aver terminato il proprio turno di lavoro. Ma nella notte tra domenica e lunedì purtroppo è spirato, dopo 5 giorni di agonia. Volendo procedere ad una sommaria ricostruzione dei fatti, il poliziotto si trovava a bordo della sua auto, una Fiat 500L e si stava recando a Pomigliano d’Arco, a prendere la propria consorte. Ma qui non sarebbe giunto mai, perchè all’improvviso la vettura si schiantava contro la parete di un fabbricato, che si trova lungo la strada. Probabilmente, anche a seguito dello scoppio degli airbag, l’automobilista perdeva i sensi e restava tramortito sul sedile. Pochi secondi dopo l’auto veniva avvolta dalle fiamme, sprigionatesi a seguito del violento impatto. Per fortuna un uomo, che lo precedeva con la propria auto lungo la strada provinciale 158, si accorgeva dell’impatto ed accorreva a prestare i primi soccorsi. Riusciva, con una manovra repentina, ad afferrare il poliziotto per un arto, ad estrarlo dall’abitacolo della vettura e a trascinarlo lontano, mentre ormai l’automobile era del tutto avvolta dalle fiamme. Pochi istanti ancora e per l’agente non vi sarebbe stata alcuna possibilità di salvezza. Allertato il personale sanitario, sul posto giungeva un’ambulanza del 118, che provvedeva a prestare le prime cure al ferito e a trasportarlo d’urgenza presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, dove lo sventurato arrivava in codice rosso. Ricoverato in rianimazione, di sera entrava nello stato del coma farmacologico. Aveva una frattura al femore ed un polmone in sofferenza, ma a preoccupare di più i medici era una profonda ferita alla carotide, che sembra sia stata parzialmente recisa dalla cintura di sicurezza. Sul posto poco dopo giungevano i Vigili del Fuoco, per domare le fiamme e gli agenti della Polizia Municipale, per effettuare i dovuti rilievi del caso, per cercare di stabilire la dinamica dell’incidente. Ovviamente nessuna ipotesi poteva essere esclusa: da quella di un improvviso malore, nel mentre era alla guida dell’auto ad un guasto meccanico alla vettura. Per tutta la giornata…

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Alunno con la scabbia a scuola, caos tra le mamme. Ma la Dirigente scolastica rassicura tutti

La notizia si diffondeva rapidamente sulle chat dei genitori, anche se in principio non era chiaro, se si trattasse di una notizia falsa o se effettivamente fosse vera. Ma tanto bastava, per scatenare la psicosi tra i genitori degli alunni, che lasciavano finanche il posto di lavoro prima del termine dell’orario, per poter prelevare i propri figli dalle aule prima del suono della campanella. Il riferimento è al caso di scabbia rilevato ad uno degli alunni del Secondo Circolo Didattico, intitolato a Don Peppe Diana ed ubicato a via Dei Mille. I genitori naturalmente si preoccupavano e chiedevano maggiori informazioni sulla vicenda. Ma in pochi minuti si scatenava la psicosi da contagio tra le mamme, che ritiravano gli alunni dalle aule anzitempo. La scabbia è infatti una malattia della pelle contagiosa, anche se necessita di uno stretto contatto pelle-pelle. Paradossalmente a restare in aula erano proprio i compagni dell’alunno ammalato. La scuola comunque pubblicava nella stessa mattinata sul proprio sito ufficiale un comunicato, a firma del Dirigente scolastico Prof.ssa Rosaria Coronella, con cui spiegava la situazione ed in cui si legge: “In merito al caso di un alunno affetto da scabbia, comunicatoci dai familiari la sera del 14/11/2018, si porta a conoscenza, di aver provveduto immediatamente ad avvisare il servizio di Epidemiologia e Prevenzione di Casavatore per gli atti di loro competenza.  Premesso che l’alunno in oggetto non sta frequentando e che la scabbia è un problema di natura dermatologica, che si trasmette solo con contatto stretto pelle-pelle ed attraverso la biancheria che si utilizza a casa, si ritiene inopportuno e spropositato l’allarmismo, che si è diffuso tra i genitori anche di altre classi. La profilassi prevede, inoltre, che solo per i bambini della classe dell’alunno in oggetto e solo qualora questi presentassero sintomi di prurito, si deve ricorrere alla terapia farmacologica. Si allega alla presente opuscolo informativo. Si confida nel buonsenso di tutti i genitori”. A commentare la vicenda era la stessa Dirigente scolastica, che diceva: “Sono rimasta allibita ed ho tentato inutilmente di convincere i genitori a desistere. Ma erano scatenati. A restare in classe sono stati solo gli amici del bambino ammalato, che pertanto sono stati meravigliosi. Ho messo in atto tutte le procedure di rito, per tutelare la salute degli alunni, ma anche del personale docente e non docente. Le attività didattiche proseguiranno regolarmente…

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Opere edili abusive: a breve la demolizione dell’immobile di via Pietrabianca?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire. Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente. A tal proposito non sfuggì a questa sorte una costruzione, sita a via Sabin (già contrada Pietrabianca), riconducibile a due coniugi del posto, rispettivamente di 72 anni (lui) e di 68 anni (lei), con opere realizzate in assenza del permesso di costruire, come accertato ed attestato dall’allora personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato nel 2004, con relativa produzione di un rilievo fotografico. L’immobile, per civile abitazione, fu sottoposto a sequestro e fu poi interessato dall’Ordinanza di demolizione n.19, notificata a febbraio dello stesso anno ai proprietari, che non hanno mai ottemperato alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, come accertato nel mese di luglio dello stesso anno dalla Polizia Locale, né hanno ripristinato lo stato dei luoghi. A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, con provvedimento n.34 del 05.07.2017 le opere oggetto dell’Ordinanza di demolizione e che avevano conosciuto reiterate violazioni di sigilli, furono acquisite a patrimonio comunale. Immobile abusivo composto da un piano cantinato, un piano rialzato, destinato ad abitazione ed un primo piano, con due manufatti ad esso adiacente. Le unità immobiliari del piano cantinato e del piano rialzato risultano essere oggetto di domanda di condono edilizio. Ma per dette domande, allo stato, non risultano emessi provvedimenti definitivi. L’unità immobiliare in primo piano, in sopraelevazione rispetto al sottostante piano rialzato e composta da 4 vani ed accessori, è caratterizzata da opere di finitura, quali intonaco, impianti tecnologici, pavimenti, rivestimenti, con tinteggiatura interna ed infissi esterni ed interni. Inoltre risulta abitato da un nucleo familiare, il quale consentiva liberamente ai poliziotti municipali l’accesso all’appartamento. La scala risulta essere tinteggiata e pavimentata con marmo. Realizzato anche un locale con struttura in muratura e metallo. Del tutto fu redatto anche…

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Misteriosa schiuma bianca dalle fogne: si attendono i risultati delle analisi

Era la misteriosa presenza di schiuma bianca e densa, che fuoriusciva da alcuni tombini e caditoie a via Bruno Buozzi, nei pressi dell’incrocio con via Pisacane, a monopolizzare l’attenzione di residenti e passanti lo scorso 10 novembre. A lanciare l’allarme, facendo accorrere sul posto gli agenti della Polizia Municipale, erano alcuni cittadini incuriositi dall’insolito fenomeno che, con il trascorrere delle ore, andava scemando, visto che la schiuma veniva dispersa dalle auto in transito e dal vento. Sul posto, oltre al personale della Polizia Locale, il giorno successivo sarebbero giunti anche i tecnici dell’Arpac, che provvedevano ad effettuare una serie di prelievi delle acque di fogna, che sarebbero poi state sottoposte ad analisi. Della questione veniva informato anche il personale della “ScpA Acquedotti”, la società che gestisce il servizio idrico integrato. Nessuno era in grado, però, di conoscere o di indicare la causa, che aveva provocato la fuoriuscita di schiuma bianca dalle fogne. Molto probabilmente (questa era, al momento, solo un’ipotesi non confermata da Arpac ed Asl) qualcuno, molto distante dal luogo, dove poi è fuoriuscita la schiuma, aveva immesso in fogna una grossa quantità di detergente che, giunta a contatto con le acque reflue incanalate verso la stazione di sollevamento, posta in via Tagliamento, sarebbe fuoriuscita dai tombini. Il fenomeno si ripeteva poi nel tardo pomeriggio. La notizia si diffondeva rapidamente sui social con la pubblicazione di varie foto ed alcuni temevano per un’eventuale origine tossica della sostanza bianca. Non è la prima volta che accade in città un simile episodio. I primi avvistamenti della schiuma bianca si ebbero a febbraio del 2015 e proprio nello stesso punto, in cui è fuoriuscita nei giorni scorsi. Anche in quella circostanza il fenomeno si era verificato non in concomitanza con le precipitazioni intense ed aveva suscitava anche tanta preoccupazione nella comunità locale. Un fenomeno verificatosi anche in altre circostanze ed in altre aree cittadine, come a novembre del 2016. Ovviamente furono avviati i dovuti controlli per comprendere, se a causare tale inconveniente, fossero i titolari di autobotti, che smaltiscono illegalmente i rifiuti liquidi nelle condutture fognarie o se fossero sversamenti di acque miste a detersivi, utilizzati da qualche attività di autolavaggio o di lavanderia abusiva. Anche la “ScpA Acquedotti”, durante il suo intervento, aveva rilevato una notevole quantità di schiuma…

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In scadenza incentivi e mobilità. Riesplode la protesta degli operai ex Montefibre

Scadenza imminente dei fondi previsti per le aree industriali a crisi complessa ed approvazione del Decreto fiscalità, che proroghi la mobilità fino a dicembre 2018 e corrisponda le mensilità da novembre dell’anno scorso per 93 tute blu erano alla base della nuova protesta degli operai ex Montefibre, inscenata lo scorso 13 novembre sia davanti ai cancelli dell’ex polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009 e sia davanti alla Casa comunale. La richiesta sempre la stessa, ossia la convocazione di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), per mettere a punto un piano di reindustrializzazione dell’ex impianto. Il termine ultimo, per accedere ai finanziamenti e quindi mantenere accese le speranze di riconversione dell’ex polo chimico, è fissato per il prossimo 23 novembre. Si tratta di misure a sostegno di progetti di riqualificazione e riattivazione dell’area industriale che, se non utilizzate, andranno definitivamente perdute. E con esse anche le speranze per le tute blu di ritrovare un lavoro vero. Una delegazione di tute blu, ricevute dal Sindaco Lettieri, gli chiedevano di sollecitare il Governo per la convocazione di un summit da tempo in agenda, che dovrebbe mettere a punto la reindustrializzazione del sito, in cui attualmente sono in funzione l’Infra, la fabbrica che produce fiocco dalla plastica riciclata, che occupa 35 operai e la centrale elettrica Fri.El, che impiega 25 dipendenti. E così dal Comune partiva un sos, indirizzato al (Mise), affinché si riunisca in tempi brevissimi un tavolo interistituzionale con Regione, Governo, Asi, sindacati e Comune di Acerra. “Senza accordo di programma, i lavoratori saranno definitivamente disoccupati” – scriveva il primo cittadino. Nella lettera si chiede anche l’approvazione dell’emendamento per la proroga della mobilità agli operai, vista la gravità e le sofferenze delle famiglie dei lavoratori coinvolti dalla crisi dell’area ex Montefibre, fino all’avvio di nuovi processi per il rilancio produttivo ed industriale del sito. Ma anche di reperire ulteriori forme di sostegno al reddito per gli operai rimasti fuori dalla mobilità. Da ricordare che il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri e che interessa 93 tute blu, era stato inserito nel Decreto fiscale, ma poi all’ultimo momento è stato scorporato e forse verrà varato a breve insieme alle norme previste dal…

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Lega il parchimetro alla sua auto per rubarlo: arrestato, condannato e scarcerato

Il fatto si verificava durante le ore notturne a Marigliano e vedeva protagonista un 43enne di Acerra, che poi ritornava in liberà dopo la conclusione del processo, svoltosi per direttissima. L’uomo aveva provato a rubare un parchimetro, installato su via Roberto De Vito, dopo averlo abilmente legato alla sua utilitaria, nell’inosservanza generale. E’ quanto risultava dopo l’operazione effettuata dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini dal Capitano Tommaso Angelone che, giunti prontamente sul posto, sorprendevano in flagranza di reato e bloccavano S.P. di Acerra. Surreale la scena presentatasi agli occhi dei Militari dell’Arma, che ‘beccavano’ l’uomo, che aveva attaccato una corda al parchimetro e l’altra cavità legata all’auto. A dare l’allarme era probabilmente qualche residente della zona, svegliato dall’eccessivo rumore della singolare modalità di furto. Nei giorni scorsi l’uomo veniva processato, comparendo dinanzi al Giudice del Tribunale di Nola, rimediando una condanna a 4 mesi per tentato furto aggravato con l’immediata scarcerazione: lasciava i domiciliari e ritornava in libertà senza l’aggravio di alcuna misura. Accolte in pieno le richieste del suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Carlo Esposito.

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Vernice “tossica” spruzzata sulla pista ciclabile. La denuncia degli ambientalisti

Mercoledì 24 ottobre assurgeva di nuovo agli onori della cronaca la tanto contestata pista ciclabile, realizzata  lungo il popoloso Corso Vittorio Emanuele e causa (quantunque il Sindaco la pensi diversamente) delle proteste dei commercianti, messe in atto nelle scorse settimane nei confronti dell’Amministrazione comunale, con tanto di blocco della circolazione veicolare e rovesciamento lungo l’importante arteria stradale dei contenitori pieni di rifiuti urbani. Pista ciclabile che ha comportato un’ingente perdita di spazi, in cui lasciare le auto in sosta ed altre conseguenze ad essa connesse. Ma ciò che preoccupava e non poco e che faceva adirare residenti, commercianti e pedoni, era la vernice di colore rosso, contenente toluene, un idrocarburo aromatico incolore, con un forte odore simile a quello del benzene, usato come solvente, spruzzata in grande quantità con il compressore in mezzo alla gente. I lavori di completamento della pista ciclabile facevano scattare l’allarme tra gli ambientalisti che, a loro volta, allertavano i Carabinieri, la Polizia Municipale e l’Asl Napoli 2 Nord. Ed era proprio il personale della Polizia Municipale e dell’Asl a recarsi sul posto, per effettuare un sopralluogo nel cantiere “incriminato”. Alla presenza degli organi di controllo intervenuti le maestranze della ditta del beneventano, che stava effettuando i lavori per conto del Comune, sospendevano gli stessi. Il cantiere restava fermo per svariati giorni, tant’è vero che non veniva completato neanche l’ultimo tratto della pista, in attesa che i sanitari trasmettessero al Comando della Polizia Locale la relazione redatta in merito alla tossicità o meno della vernice utilizzata. Secondo la denuncia degli ambientalisti, intervenuti su richiesta della cittadinanza, la vernice spruzzata sull’asfalto, per delimitare la pista ciclabile, contiene una sostanza altamente tossica, il toluene che, se inalato, può provocare immediatamente stordimento fino alla perdita di conoscenza e che, se assorbito in quantità, può danneggiare seriamente fegato e reni e provocare il cancro. Da verificare, poi, se la vernice sia finita o meno in una caditoia. Per utilizzare le vernici contenenti questo veleno c’è un protocollo compendiato dalla legge e che prevede l’utilizzo di macchinari speciali per la captazione delle esalazioni. Inoltre sembra che gli operai, che stavano applicando la vernice sull’asfalto, operassero senza guanti o altri tipi di protezione. “Nell’esposto denuncia – spiegava l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – che abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica di Nola,…

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In scadenza incentivi e mobilità. Torna la protesta degli operai ex Montefibre

Scadenza imminente dei fondi previsti per le aree industriali a crisi complessa e nuova protesta degli operai ex Montefibre. E’ quanto accadeva lunedì 5 novembre presso l’ex polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009. Attualmente nell’area ex Montefibre sono in funzione l’Infra, la fabbrica che produce fiocco dalla plastica riciclata e che occupa 35 operai e la centrale elettrica Fri.El. che impiega 25 dipendenti. Una settantina di tute blu occupava per oltre 4 ore i cancelli dell’area industriale, bloccando i tir fino alle ore 13:00 e chiedendo che venga convocato un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), per mettere a punto un piano di reindustrializzazione dell’ex impianto. Il termine ultimo, per accedere ai finanziamenti e quindi mantenere accese le speranze di riconversione del polo chimico, è fissato per il prossimo 23 novembre. Si tratta di misure a sostegno di progetti di riqualificazione e riattivazione dell’area industriale che, se non utilizzate, andranno definitivamente perdute. E con esse anche le speranze per le tute blu di ritrovare un lavoro vero. Operai che sono ancora in attesa del Decreto fiscalità, che proroghi la mobilità fino a dicembre 2018 e corrisponda le mensilità da novembre dell’anno scorso. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri, interessa ben 93 tute blu ed era stato inserito nel Decreto fiscale, ma poi all’ultimo momento è stato scorporato e forse verrà varato a breve insieme alle norme previste dal Decreto semplificazioni. I fondi stanziati dal Decreto ammontano a 34 milioni di euro, di cui 27 da destinare agli oltre 3000 lavoratori in mobilità della Campania. “Se fosse un elettroencefalogramma lo direi piatto – diceva l’Assessore regionale al Lavoro Sonia Palmieri – perché le risorse sono già a disposizione della Regione. Manca solo l’autorizzazione del Ministero a pagare. Il provvedimento, nonostante il mio impegno a richiederlo, non c’è”. “Se non verrà convocato con urgenza il tavolo tecnico presso il Mise, con Regione, Governo, Asi, sindacati e Comune di Acerra – sbottavano gli operai, che lamentavano una scarsa partecipazione dei sindacati e di Palazzo Santa Lucia – scenderemo di nuovo in piazza. A dicembre scadrà la mobilità per tutti e saremo definitivamente disoccupati, se non verrà sottoscritto un accordo di programma”. Ci…

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Acerra nella morsa del vento: alberi abbattuti, tetti divelti e cornicioni ed intonaci caduti

Un evento verificatosi lunedì 29 ottobre, che avrebbe lasciato una lunga scia di conseguenze socio-economiche di non poco conto. Ma che, per fortuna, non provocava vittime o feriti. Il riferimento, naturalmente, è alle avverse condizioni meteo abbattutesi sull’intera penisola, anche con forti trombe d’aria, che investivano in pieno anche il nostro territorio e quello di altri Comuni limitrofi. Una bufera di vento e pioggia, che si abbatteva nel primo pomeriggio e che prendeva di mira soprattutto gli alberi, molti dei quali sradicati, ma anche i tetti delle abitazioni ed i cornicioni dei palazzi. Una pioggia torrenziale insistente e venti che soffiavano ad una velocità di oltre 80 chilometri orari e che provocavano danni a strutture pubbliche e private. Danni ingenti registrati in vari quartieri cittadini, con la macchina comunale che cercava di affrontare tutte le criticità, procedendo alla messa in sicurezza dei luoghi, mobilitando il personale dell’Ufficio Tecnico, della squadretta Manutenzione e del Comando della Polizia Municipale, anche facendo rientrare in sede il personale reperibile. In molti casi intervenivano anche i Vigili del Fuoco, per valutare la staticità o meno di parti di fabbricati o degli alberi. Per l’intera giornata i centralini delle Forze dell’Ordine, con particolare riferimento a quello della Polizia Locale, venivano subissati di richieste di intervento e di segnalazioni. Volendo procedere ad un elenco delle criticità provocate dalle eccezionali avverse condizioni atmosferiche, si registravano: pali della pubblica illuminazione e dell’Enel abbattuti; alberi caduti sulle vetture in sosta o sulle recinzioni in ferro; asfalto e tegole rimosso dai tetti delle abitazioni (come a Corso Vitt.Emanuele); tende da sole divelte dai balconi; caduta di calcinacci a via Roma, via Palatucci e a via Sauro; lamiere penzolanti sui tetti delle palazzine, che richiedevano il transennamento delle zone; ecc. Solo il giorno successivo si poteva dare inizio alla conta dei danni. Particolarmente critica risultava la situazione a piazzale Russo Spena, dove uno dei pini ivi presenti si abbatteva sul muro perimetrale di un’abitazione, distruggendolo unitamente alla recinzione in ferro che lo sormontava. Lo sradicamento dell’albero provocava anche la rottura della conduttura idrica, tanto da richiedere l’intervento del personale della Scpa Acquedotti, mentre alcuni cavi della pubblica illuminazione venivano tranciati, lasciando al buio alcune famiglie del quartiere. Specie arboree inadatte, che erano già state segnalate nei mesi scorsi al Comune…

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Si stacca un grosso ramo, paura per un’addetta allo spazzamento

Sfiorata la tragedia, nei giorni scorsi, a piazza Angelo Soriano (meglio conosciuta anche come parco Gravina), a causa della scarsa o mancata manutenzione del verde pubblico da parte dell’Ente comunale. Piazza frequentata anche da molti bambini, per la presenza di vari moduli ludici e giostrine. Infatti, durante le prime ore della giornata, un ramo di grandi dimensioni all’improvviso si staccava da un albero di pino e cadeva sulla parte anteriore della cabina del veicolo, dal quale stava per scendere un’operatrice ecologica dipendente della Tekra, la società che svolge, da quasi due anni, per conto del Comune, il servizio cittadino di igiene urbana e danneggiava lo specchietto laterale sinistro e leggermente la portiera lato guida del Mini Porter in uso all’addetta allo spazzamento. La scena avveniva sotto lo sguardo atterrito di alcune persone presenti in zona. Sul posto si portava uno dei responsabili dell’impresa sannita, il quale allertava il personale del Comando della Polizia Municipale e della squadretta manutenzione, che dopo qualche ora rimuoveva il grosso ramo giacente sul marciapiede. La dipendente aveva sostato il mezzo accanto alla piazza, per raccogliere una busta contenente del vetro, ivi abbandonata da ignoti e, nonostante ciò, veniva invitata da un inflessibile ed integerrimo Ufficiale dei caschi bianchi, a presentarsi il giorno successivo al Comando, affinchè portasse in visione la documentazione relativa all’automezzo. Non è ancora chiaro (anche se si propende per il no), se il Tenente abbia poi sanzionato l’addetta alla raccolta dei rifiuti con un verbale. Nonostante il forte spavento, la 51enne proseguiva il proprio servizio nell’area di competenza. “Quantunque l’autunno sia già iniziato – diceva un esercente della zona – l’operazione di potatura di questi alberi è ferma, a quella effettuata l’anno scorso e non è la prima volta, che cade un ramo”. Sembrerebbe, tra l’altro, che la società beneventana abbia già presentato al Comune una richiesta di risarcimento, per i danni causati all’automezzo dal grosso ramo caduto, che per fortuna non arrecava ulteriori danni a cose o a persone.   Nino Pannella   

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