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Igiene urbana: depositato un nuovo ricorso al T.A.R. della Ego Eco contro il Comune

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, vi avevamo già riferito dell’avvio, da parte del Dirigente al Servizio in data 9.2.2010, del procedimento di risoluzione del rapporto contrattuale in corso tra il Comune ed il gestore del servizio, a seguito della presunta falsa dichiarazione resa dalla società Ego Eco di Cassino durante la gara dei 5 anni. Esclusione sancita dalla Determina dirigenziale n.159 del 2 febbraio 2010, con la quale l’impresa laziale veniva esclusa dalla procedura di gara relativa al citato appalto per il periodo di cinque anni. Le motivazioni erano fornite dal verbale, redatto in data 29.01.2010 dalla Commissione di Gara, presieduta dalla Dr.ssa M.Piscopo e che evidenziava la mancanza dei requisiti attestanti la capacità tecnica-finanziaria del Bando di Gara e la mancata presentazione delle certificazioni rilasciate dai Comuni a prova delle dichiarazioni rese in sede di gara, entro i 10 giorni fissati per l’esibizione delle stesse. Un termine perentorio, così come sancito dalla determinazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. E la mancata esibizione viene considerata una negligenza da parte dell’operatore economico e quindi sanzionata. Ovviamente a contestare il provvedimento dirigenziale arrivavano il 23 febbraio scorso le controdeduzioni del legale della società laziale, l’Avv.G.Marone. Controdeduzioni che si trasformavano, lo scorso 26 marzo, nell’ennesimo ricorso al TAR presentato da una società contro il Comune. A leggere lo stesso, l’Avvocato di parte ribadisce che l’impresa è in possesso dei requisiti tecnico-finanziari, perché i suoi ricavi superano nel triennio 2006-2008 i 20 milioni di euro per servizi resi (il totale ammonta ad euro 21.353.133,70) e pertanto non vi è alcuna falsa dichiarazione da parte della Ego Eco nel partecipare alla gara. “Il Comune di Acerra – scrive, tra l’altro, Marone – con Determina n.40 del 13.01.2010 revocava l’aggiudicazione in favore della Enerambiente, senza escutere la cauzione e senza segnalare la vicenda all’Autorità di Vigilanza, violando così l’art.48 del Codice degli Appalti. Nel frattempo Enerambiente sarebbe stata anche colpita da interdittiva antimafia. A questo punto il Comune, anziché scorrere la graduatoria ed affidare l’appalto alla Ego Eco, inopinatamente comunicava alla società l’avvio di esclusione dalla gara, per non avere la stessa presentato, all’epoca, le certificazioni dei Comuni, per i quali aveva prestato servizio. Comuni che, giova sottolinearlo,…

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Igiene urbana: indette dal Comune le nuove gare d’appalto

Adesso, in attesa che si esprimano gli organi giudiziari, la Giunta comunale lo scorso 11 marzo ha riconfermato la deliberazione del Commissario straordinario, nella parte in cui si affida il procedimento di attuazione di tutti gli atti occorrenti per l’appalto del servizio di Igiene Urbana al Segretario generale del Comune. Intanto l’amministrazione comunale ha indetto le nuove gare d’appalto. Quella provvisoria, indetta non più con procedura negoziata ma aperta, avrà luogo il prossimo 23 aprile e dovrebbe sancire il nome dell’impresa che, a decorrere dal I maggio fino alla conclusione del procedimento della gara bandita per cinque anni (e comunque non oltre il 31.12.2010), svolgerà il servizio cittadino di spezzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Il Capitolato d’oneri, attualmente in vigore, è stato rivisto e modificato, adeguandolo ai servizi da rendere ed ammonta ad euro 4.080.368,00 oltre iva, corrispondente ad euro 510.046,00 più iva mensili. Per quanto concerne la gara relativa al periodo di cinque anni, anch’essa indetta con procedura aperta a partire dallo scorso 29 marzo e la cui prima seduta di gara è prevista per il 20 maggio 2010 il Capitolato d’oneri, composto da 42 articoli, è stato rivisto e modificato, in particolare nella parte relativa agli automezzi ed in quella relativa agli oneri di impiego della manodopera, nonché in quella relativa ai servizi (compresa la raccolta differenziata porta a porta) ed alla gestione delle isole ecologiche. Pertanto l’importo a base d’asta è stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Così come è stato rivisto il Bando di Gara con le dovute modifiche. Pertanto le offerte economiche delle aziende, che decideranno di partecipare al delicato appalto, dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune entro le ore 12:00 del prossimo 19 maggio. Frattanto un nuovo ed ennesimo ricorso contro il procedimento di risoluzione del rapporto contrattuale in corso con il gestore del servizio, avviato dal Dirigente al ramo in data 9.2.2010 e relativo alla gara per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, veniva presentato al TAR Campania dalla società Ego Eco e notificato al Comune lo scorso 6 aprile. Ricorsi contro i quali il Comune si costituiva in giudizio attraverso apposita Delibera di Giunta comunale, rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta, al quale veniva conferito l’incarico. Intanto il Sindaco Esposito…

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Ice Snei: presentato un esposto dagli inquilini. Intervengono la Polizia Municipale e l’U.T.C.

E’ stato effettuato lo scorso 2 aprile, a seguito di un esposto prodotto da alcuni abitanti a nome di tutti gli inquilini del complesso residenziale Ice-Snei, di C.so Italia, un sopralluogo preliminare da parte della Polizia Municipale e di un funzionario dell’Ufficio Tecnico Comunale. E ciò, per stabilire una volta per tutte la proprietà degli ambienti al piano terra, trasformati negli anni in garage e in attività varie e la cui titolarità viene rivendicata sia dal Comune che dalla società costruttrice. L’intricata vicenda risale a circa 30 anni fa, quando prese il via la questione relativa alla proprietà di 113 box per alcuni dei quali, nel corso degli anni, sono scattati gli sgomberi, susseguenti alla morosità degli usufruttuari, che non verserebbero con regolarità la quota di affitto all’Ice-Snei. Sfratti previsti anche nei giorni scorsi. Quote che, invece, sostengono i residenti, andrebbero versate al Comune, che nel 1985 acquistò l’intero complesso residenziale, comprese le pertinenze, per circa 26 miliardi delle vecchie lire. Dal 2005 l’Ente comunale porta avanti una causa amministrativa, rappresentato e difeso dall’Avv.Violante, nella quale dovrebbe essere dimostrato, sulla scorta della licenza edilizia di allora, che esiste un’incongruenza tra gli spazi abitativi e le aree riservate ai parcheggi ed ai garage. Ma secondo alcune indiscrezioni (che, almeno per adesso, non trovano conferme ufficiali), alcune licenze, planimetrie e grafici risulterebbero irreperibili. Ovviamente alcuni inquilini rivendicano addirittura di aver portato a termine i lavori al piano terra, dai quali avrebbero poi preso vita gli attuali ambienti. Naturalmente i punti da chiarire sono molti. Infatti occorre innanzitutto capire se l’Ice Snei possa produrre una documentazione inequivocabile sul diritto di proprietà rivendicata e se questi locali al piano terra siano stati oggetto di abuso edilizio e da parte di chi. E va chiarito perché la società costruttrice non si sia mai occupata delle carenze igienico-sanitarie, che affliggono i suddetti locali. Nel frattempo si restava in attesa dell’emissione di un provvedimento amministrativo che, notificato agli affittuari dei box, intimasse loro di permettere agli organi competenti di effettuare un’ispezione all’interno degli ambienti oggetto della diatriba. A leggere l’esposto inviato in data 9.3.2010, tra gli altri, alle Forze dell’Ordine, alla Procura della Repubblica di Nola, al Sindaco T.Esposito e al Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro, si evince che “il complesso Ice-Snei è stato edificato con le…

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Il mistero dei box auto: è braccio di ferro tra residenti dell’Ice Snei e la società

Era quindi l’Assessore al Patrimonio N.De Matteis, tra i destinatari dell’esposto e presente al sopralluogo, a chiedere che si relazionasse con urgenza, per accertare se gli immobili rientrino, come denunciato dai cittadini, nel patrimonio comunale e di adottare con urgenza tutti i provvedimenti conseguenti a tutela della proprietà pubblica, ivi inclusa la denuncia penale a carico della società, che dovesse eventualmente risultare occupante abusiva di beni patrimoniali comunali. “Queste procedure sono iniziate per andare fino in fondo alla questione – dichiarava l’Assessore De Matteis – e presto dovremmo concludere. L’Ufficio tecnico stilerà una relazione, che sarà inviata alla Procura nolana. Se si dovesse accertare qualche anomalia, scatterà un procedimento per abuso edilizio”. “Dopo l’occupazione del cantiere aperto dall’Ice Snei nel 1978 e l’acquisto da parte del Comune – racconta uno degli sfrattati, il 64enne Pasquale M.- ognuno di noi, a nostre spese, si costruì un box. L’intero spazio pullulava di ratti e di sporcizia e sulla carta era indicato col termine cantinole. Volevamo acquistarli, ma la società oppose un diniego e tre anni fa siamo stati costretti a stipulare dei contatti di locazione, che variano a seconda del metraggio, pur di non perdere ciò che avevamo costruito con i nostri soldi. Ma sono contratti fittizi, per questo abbiamo deciso di non pagare più”. “I contratti stipulati sono 78 – specifica il 69enne Vincenzo T.- ma non tutti li hanno firmati in quanto abusivi. Infatti a quale titolo la società ha accatastato questi box come suoi? Perché non si è mai presentata, allorchè è stata convocata dal Comune? “Da due anni la gestione del complesso è stata demandata all’Inpa, società di riscossione dei tributi, che opera in nome e per conto del Comune – aggiunge un altro sfrattato Giovanni C. di 62 anni – ma non ha fatto nulla. Abbiamo battagliato anche con le passate amministrazioni, ma spesso ci sono stati lunghi periodi di silenzio totale. Sarà questa la volta buona?”.   Joseph Fontano

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Parco Ice-Snei: resta da definire la questione dei box

Già durante le passate amministrazioni si erano verificati dei tentativi di sgombero dei locali posti a piano terra, così come avvenuto il 28 gennaio del 2005, quando le Forze dell’Ordine, tra urla, proteste e spintoni, provvedettero ad uno sgombero forzato di alcuni box, con tanto di cassonetti rovesciati e dati alle fiamme dai residenti che, secondo l’Ice-Snei, a più riprese erano stati sollecitati a lasciare gli immobili occupati o a stipulare contratti di locazione per regolarizzare la loro posizione. Ad una decina di box furono apposti i sigilli, dopo che gli operai avevano portato all’esterno e caricato sui camion il materiale contenuto in essi. In quel caso era stato l’Ufficiale giudiziario ad intimare di eseguire l’ordine di sfratto, emesso dal Tribunale di Nola su richiesta della società costruttrice degli immobili, comprati 20 anni prima dal Comune per circa 26 miliardi delle vecchie lire. E l’Avv. C.Orditura, legale dell’Ice-Snei, affermava che “c’è una sentenza passata in giudicato che riconosce l’occupazione abusiva dei box. Per cui il Tribunale ne ha ordinato il rilascio”. Anzi qualche anno prima i residenti furono anche citati a comparire dinanzi al Giudice nell’udienza del 20 marzo del 2001, mentre l’Ice-Snei, per dimostrare la sua proprietà, aveva anche esibito la sentenza n.25 del 7/2/1994, emessa dal Pretore di Acerra, che condannava gli stessi occupanti, per aver arbitrariamente invaso i locali, al fine di occuparli e, in alcuni casi, di destinarli a sede di esercizi commerciali. Anche l’amministrazione comunale targata Marletta, attraverso la Delibera di Giunta del settembre 2006, scrisse che “la documentazione probatoria esibita dalla società Ice Snei è inidonea, a fondare il titolo di proprietà dichiarata dalla stessa e che la sentenza del Pretore è antecedente all’atto di compravendita. Utile, quindi, solo per attestare che nell’83 la Società ha subito danni da occupazione. Né mai altre concessioni edilizie ordinarie o in sanatoria sono state rilasciate alla Società dopo quelle del 1968. Tale stato di fatto, poi, crea danni gravi ed irreparabili al Comune, in quanto la stessa Ice-Snei ha stipulato contratti di locazione, dei quali asserisce di essere proprietaria e ciò in danno ai diritti sull’immobile di proprietà del Comune e con ingiusto profitto per la Società”. Per ciò si diede mandato all’Avv.Petrillo di procedere penalmente presso la Procura della Repubblica di Nola, nei confronti…

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Pedinato e rapinato il Consigliere comunale De Maria

Erano le ore 12:30 circa, quando il Consigliere comunale Vincenzo De Maria usciva dalla filiale del Banco di Napoli, sita a C.so Italia, presso la quale si era recato, per prelevare la somma di 2500 euro. A quell’ora l’istituto di credito era affollato. Terminata l’operazione di prelievo, il 30enne lasciava la banca e percorreva alcune strade cittadine in auto, salvo fermarsi anche al passaggio a livello di via S.Francesco d’Assisi. Una volta aperte le sbarre, parcheggiava l’auto a via Cilea. In quel momento il giovane veniva avvicinato da due uomini che, in sella ad una moto nera di grossa cilindrata e col volto coperto da caschi, gli puntavano una pistola alla gola, intimandogli di consegnargli la cifra precedentemente prelevata. E’ evidente che la coppia di banditi, che aveva pedinato la vittima per mezz’ora, sapeva dove De Maria teneva il contante prelevato, ossia nella tasca anteriore del giubbino. Messo a segno il raid, i due facevano perdere le loro tracce. L’episodio veniva denunciato presso la locale stazione dei Carabinieri. La coppia di rapinatori potrebbe essere la stessa che in passato ha già seminato il terrore tra banche e Poste, mettendo a segno alcuni raid. Nonostante lo spiacevole episodio, con risolutezza il componente la pubblica assise passava subito alle proposte ed affermava: “Occorre tutelare le persone, che effettuano prelievi in banca o alle Poste. Io ho effettuato il mio prelievo di soldi davanti a decine di persone e tutti hanno visto cosa stavo facendo. Deve essere garantita più riservatezza, tutelata la privacy per la sicurezza degli utenti. Al tempo stesso – aggiungeva De Maria – dev’essere realizzata sul territorio comunale la videosorveglianza, che fungerebbe da deterrente per i tanti delinquenti presenti in città. Acerra non ha a disposizione un sistema di telecamere, in grado di tutelare e difendere i cittadini dai malintenzionati. Mi batterò a livello istituzionale, per fare in modo che in città venga istituito questo strumento finalizzato alla sicurezza di tutti, soprattutto in prossimità di obiettivi sensibili, quali gli istituti di credito e gli uffici postali. Il mio pensiero va soprattutto ai tanti anziani, che si recano in posta per ritirare la pensione e vivono nel terrore che qualcuno possa impossessarsi dei propri soldi”. La passata amministrazione aveva già pensato a un sistema di telecamere lungo buona parte…

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Sottoposto a sequestro fondo agricolo contaminato da sostanze tossiche e nocive

Veniva sequestrato lo scorso 6 aprile un terreno agricolo di oltre 4 mila metri quadrati, su ordine dei Giudici per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli utilizzato nel 2005 da una società riconducibile al gruppo Pellini, per sversare illecitamente rifiuti pericolosi tossici e nocivi, capaci di provocare gravi patologie cancerogene. Ad eseguire il provvedimento erano gli agenti della Polizia Municipale, agli ordini del Col.Felice D’Andrea. Secondo i Giudici dell’XI Collegio Gip, in quell’area agricola vennero sversati, senza preventiva autorizzazione, un composto organico contenente materiale cancerogeno altamente tossico. Ad accertare lo scarico illecito ed abusivo furono personale dell’Arpac e dell’Asl Na4, a seguito di una denuncia presentata da un coltivatore della zona, che imposero all’allora Sindaco Marletta di emettere un’ordinanza di bonifica dell’area in questione. Provvedimento che restò del tutto disatteso, senza che qualcuno intervenisse nel merito. Ad essere oggetto di indagine da parte dei giudici della Procura della Repubblica di Napoli sono sia il conduttore del fondo agricolo, F.P. di 45 anni, che l’autista del trattore cisterna, utilizzato per portare la sostanza cancerogena diossinica, composta da metalli quali il berillio e lo stagno. Materiale le cui concentrazioni, stando alla relazione dell’Asl, possono provocare gravi patologie al sistema respiratorio. Intanto i Vigili Urbani, alla presenza dei proprietari del fondo agricolo, hanno provveduto a picchettare con la necessaria segnaletica l’area contaminata in questione, di fatto sottoposta a sequestro giudiziario. Un provvedimento che di certo non libera il suolo dalle sostanze pericolose ivi insistenti, che possono pertanto continuare ad interessare i terreni limitrofi coltivati con alberi da frutta ed ortaggi, pronti a finire sulle tavole di centinaia di ignari cittadini, attentati in tal modo alla propria salute. Come riportato anche da un quotidiano dello scorso 7 aprile, “sarebbero circa 200 le aree agricole utilizzate dal gruppo imprenditoriale Pellini per lo spandimento dei fanghi sospetti, contaminati da sostanze cancerogene. L’esatto elenco di quei terreni agricoli era depositato, fino a qualche anno fa, nel locale Comando di Polizia Municipale. Poi di quel lungo elenco contenente dati e particelle catastali si sono perse le tracce. Buona parte di quei terreni, ubicati tra le località Lenza Schiavone e Parco XX sono state vendute, ovvero quasi svendute e chi le ha acquistate ha creduto di aver fatto un affare che non c’è stato, visto che…

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Affissione selvaggia contraria alla legalità ed al decoro urbano

Oltre alle dispute ed ai confronti politici tra i candidati, forieri di promesse e di impegni a favore delle proprie e delle altrui comunità, durante i periodi elettorali assistiamo sempre ed inesorabilmente al verificarsi della cattiva abitudine di imbrattare con i manifesti di propaganda elettorale saracinesche di attività commerciali attualmente chiuse, pali della segnaletica stradale, della pubblica illuminazione, strutture di società che operano nel campo delle comunicazioni o energetico, recinzioni di cantieri edili o stradali, palizzate, mura di edifici e strutture pubbliche ecc. Nei casi più esagerati, non vengono esentati dalla carta incollata neanche i cassonetti della spazzatura e le campane per la raccolta del vetro. Addirittura non vengono risparmiati neanche gli alberi. Scene che si stanno verificando anche in questo periodo, in occasione delle elezioni regionali fissate per i giorni 28 e 29 marzo prossimi. A tal proposito è intervenuto il Sindaco Tommaso Esposito che, attraverso un pubblico avviso, fatto affiggere in data 19.03.2010, ha informato la cittadinanza che con Delibere di Giunta comunale n.17 e n.34, ai sensi della Legge n.212 del 04.04.1956 e successive modificazioni, ha delimitato ed assegnato gli spazi destinati alla propaganda elettorale diretta ed indiretta per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e dei componenti il Consiglio regionale. Ha quindi avvisato che i manifesti per la propaganda elettorale devono essere esclusivamente affissi da parte di coloro, che partecipano direttamente ed indirettamente alle consultazioni regionali del 28 e 29 marzo negli spazi, così come stabiliti ed installati lungo le strade e le vie cittadine. Ma vale la pena ricordare che una continua ed indiscriminata affissione selvaggia al di fuori degli spazi destinati ai suddetti manifesti, oltre che ledere la legalità, l’immagine della città ed il decoro urbano, deturpato da improvvisati attacchini armati di scope e colla, espone chi si presta ad un simile comportamento ad incorrere in sanzioni amministrative e penali. A tal proposito l’art.1 della suddetta legge è chiaro: “L’affissione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici, che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati o, nel caso di elezioni a sistema uninominale, da parte dei singoli candidati o dei partiti o dei gruppi politici cui essi appartengono, è effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati in ogni Comune”….

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Concorso per un Dirigente del settore informatico: il Pdl parla di illegittimità

Ancora nell’occhio del ciclone uno dei tanti concorsi banditi o già espletati al Comune e, anche questa volta, così come accadde due anni fa, è il settore informatico a fornire occasioni di polemica e di richiesta di trasparenza da parte di qualche Consigliere d’opposizione. Nello specifico erano i Consiglieri comunali del Pdl, Bigliardo e Di Fiore, che lo scorso 16 marzo presentavano al Sindaco Esposito, al Presidente del Consiglio comunale Lettieri ed al Segretario generale Piscopo un’interrogazione ed un Ordine del Giorno relativo alla Trasparenza nei Concorsi. L’opposizione, infatti, chiede chiarimenti al Sindaco sulle modalità di reclutamento di un Dirigente esperto del settore informatica e telematica a tempo determinato e a part time (18 ore settimanali), la cui scelta avverrà a cura dello stesso primo cittadino “intuitu personae”, ossia su una valutazione personale del Sindaco. Un incarico con trattamento economico annuo pari a 20mila euro e con un’indennità ad personam pari a 16mila euro. Il Comune, attraverso il Dirigente al Personale, con avviso del 1 marzo scorso, attivava la procedura per il reclutamento del Dirigente, con assunzione per tre anni, mediante pubblicazione di avviso nell’Albo Pretorio per 15 giorni. I suddetti Consiglieri, nello specifico, sostengono che alla pubblicazione dell’avviso ed alla procedura di reclutamento non è stata data pubblicità, obbligatoria per legge, sulla Gazzetta Ufficiale. Perciò  chiedono che la fascia tricolore indichi al Civico consesso il numero dei candidati che hanno presentato domanda al concorso, con indicazione dei titoli e curricula vitae degli stessi. “La procedura per il reclutamento del predetto dirigente – spiega l’avvocato Di Fiore – dalla Delibera di Giunta comunale n.11 del 28.01.2010 all’avviso del 1 marzo è manifestamente illegittima, ai limiti dell’abuso d’ufficio in quanto, come deliberato dal Consiglio di Stato nella sentenza n.871 del 16.02.2010, sez. V  “… la mancata pubblicazione, per estratto, del bando di concorso per la copertura di un posto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, contrasti insanabilmente con l’art. 4 del D.P.R. n. 487/94, che prescrive la pubblicazione del bando di concorso per l’accesso all’impiego nella Gazzetta Ufficiale ed in particolare, per gli enti locali, prevede la possibilità di sostituire la pubblicazione del bando con l’avviso di concorso contenente gli estremi del bando e l’indicazione della scadenza del termine per la presentazione della domanda (comma 1 bis). Né tale…

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Concorso per Dirigente informatico: Di Fiore parla di un ulteriore scandalo acerrano

E l’Ordine del Giorno richiesto dal Pdl andava nella stessa direzione dell’interrogazione, con la richiesta che il primo cittadino e l’amministrazione comunale preliminarmente riferissero sui criteri e le regole fino ad ora adottate dall’amministrazione, nelle procedure finalizzate al reclutamento di Dirigenti, consulenti e dipendenti ad ogni livello. I componenti il Civico concesso evidenziano soprattutto la mancanza di adeguata pubblicità all’avviso, richiamando nella richiesta che alla pubblicazione dell’avviso ed alla procedura di reclutamento, non è stata data la pubblicità, obbligatoria per legge, mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In particolare il gruppo del Pdl chiede che si affermi, a chiari lettere, il principio inviolabile che i concorsi da svolgere nel Comune di Acerra, al fine di assumere dipendenti a tutti i livelli, siano resi pubblici nel modo più completo e generale previsto dalla legge attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. “Adesso basta scandali – tuona il Consigliere Piergiacinto Di Fiore – occorre trasparenza nei concorsi pubblici al Comune di Acerra. Siamo in presenza di un ulteriore scandalo tutto acerrano, proprio dell’amministrazione Esposito. Un concorso pubblico viene bandito senza la necessaria pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, impedendo la partecipazione pubblica al concorso: vi è il sospetto che vi sia un prescelto. Il Pdl propone un ordine del giorno al prossimo consiglio comunale, affinchè in applicazione della legge dello Stato, tutti i concorsi pubblici del Comune siano pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. L’Ente comunale non può essere un’isola a parte, terreno di illegittimità diffuse”. Di certo non aiutano a sgombrare il campo dai sospetti alcune voci, che avrebbero segnalato alcune anomalie, che si sarebbero verificate. Tra queste, quella che la pubblicazione del bando di reclutamento sul sito istituzionale dell’Ente sarebbe avvenuta alcuni giorni dopo la pubblicazione della Determina dirigenziale. E quella che tale Determina, affissa all’Albo Pretorio della Casa comunale, sarebbe stata più che parzialmente coperta da altri atti amministrativi ivi affissi. “La legge ci permette di adottare questa procedura – replica il Sindaco – tra l’altro in regola anche con lo statuto comunale. E’ lecito che il Sindaco abbia una parola decisiva, perché si tratta di un incarico fiduciario, dovendo il Dirigente occuparsi di questioni delicate come la privacy. Quanto alla pubblicazione in Gazzetta, essa non è obbligatoria ed il dirigente ha scelto le forme più consone di pubblicità”. Attualmente, a seguito della…

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