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LSU: dure critiche dal Consigliere Esposito. La soluzione avanzata dal Consigliere Piatto

Nel mirino della protesta dei lavoratori socialmente utili finiva l’Assessore al Lavoro Verone, accusata di non dimostrare quanto affermato e di difendere il lavoro fin qui svolto, ma “criticato” dalla Regione Campania. E prontamente replicava l’ex sindaco, che diceva: “Gli atti che sono stati prodotti grazie alle capacità dell’amministrazione e che sono stati trasmessi alla Giunta regionale, che ci dava indicazioni precise, non sono stati mai ritenuti errati o illegittimi. Abbiamo costantemente seguito la vicenda, anche con l’insediamento della nuova Giunta regionale, facendo riferimento al verbale sottoscritto tra il Sindaco Esposito e l’Assessore regionale Gabriele, che garantisce continuità tecnica al lavoro prodotto. Forse dobbiamo spronare di più la Regione – proseguiva Verone – ma abbiamo trasmesso anche ai sindacati la soddisfazione espressa dall’Ente sovracomunale per il lavoro che abbiamo svolto. Dall’ultimo incontro avuto in Regione emerse che dovevamo incontraci con il Dirigente al Personale dell’Ente regionale per gli aspetti tecnici. Ed il tutto lo abbiamo fatto in sinergia con le locali forze di opposizione”. Sulla vicenda interveniva anche Gerardo Bigliardo (Pdl), che precisava: “Non c’è stata la concertazione con l’opposizione sulla vicenda LSU o, quanto meno, col mio gruppo, come asserisce l’Assessore Verone, visto che sono stato convocato sul tema una sola volta. Verone dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni, se non riuscisse a risolvere a breve tale questione e quella dell’emergenza scolastica, che è riesplosa anche in questi giorni. Al di là del colore politico del governo regionale, occorre correggere eventuali errori di carattere tecnico commessi, nonostante che l’esponente della Giunta comunale continui a difendere la bontà del lavoro svolto. Ovviamente auspicavamo la stabilizzazione di tutti i lavoratori, ma va precisato che la sola maggioranza ha voluto “gestire” le selezioni, dalle quali sono poi risultate le unità da stabilizzare”. Nel suo intervento, invece, Siracusa (PD) specificava: “L’opposizione è stata sempre coinvolta sulla vicenda stabilizzazione degli LSU, che resta un obiettivo politico di questa maggioranza  e che rappresentano una risorsa umana importante per l’Ente comunale, visto che sono presenti in tutte le ripartizioni del Comune”. Molto duro nella sua esposizione era invece il Consigliere Giancarlo Esposito (Pdl), che dichiarava: “L’errore tecnico commesso è così evidente, che non servono tavoli di concertazione da organizzare nelle prossime ore o documenti di solidarietà ai lavoratori socialmente utili. Basta consultare il sito internet…

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In marcia contro il blocco del settore edile e dell’economia cittadina

Si è svolta lo scorso 26 ottobre la manifestazione denominata “Acerra, riaccendiamo i motori”, promossa dall’associazione TAU (Tecnici Acerrani Uniti), con sede a C.so Vitt.Emanuele II, nata a luglio scorso, presieduta dall’Arch.Hedayati e che conta 50 soci fondatori, tra cui ingegneri, architetti, geologi, geometri ed agronomi. Una manifestazione rivolta alle imprese edili, ai professionisti, ai fornitori edili, ma anche ai commercianti, agli artigiani e a tutte le categorie produttive cittadine. Infatti non sono mancati alcuni iscritti dell’Ascom, che hanno chiesto iniziative a sostegno del commercio locale. Alla fine, forse anche a causa delle avverse condizioni atmosferiche, si stimano in circa 200 le persone che hanno preso parte al corteo, snodatosi lungo alcune vie urbane e di cui faceva parte anche qualche mezzo meccanico, per invocare il risveglio economico di Acerra e per sensibilizzare gli amministratori locali circa la crisi del settore edile. Un’iniziativa intrapresa in qualità di addetti ai lavori, stretti nella morsa della crisi, ma anche come cittadini. I manifestanti poi giungevano in Comune, dove una delegazione a rappresentanza delle categorie incontrava il Sindaco Esposito, i neo assessori all’Urbanistica e all’Attuazione del programma, D’Anna e Del Pennino ed il presidente della Commissione comunale Urbanistica Stellato. Ad Acerra i tecnici sono 250, 80 operativi, con un condotto di 40 imprese, ferme. “Da tempo ormai non vengono rilasciati permessi di costruire – tuona l’Arch.Marzio Di Lauro, presidente di Impresa Italia – ma la nostra vuole essere solo una manifestazione pacifica, senza assumere etichette politiche. Vogliamo aprire un dialogo con il Comune, ma anche sapere se l’amministrazione è intenzionata o meno ad approvare in Consiglio comunale il Puc redatto l’anno scorso. Inoltre mi chiedo: che fine hanno fatto i 31 milioni di euro per la riqualificazione del quartiere Spiniello? La nostra città – conclude il professionista – non può sperare in uno sviluppo turistico, né industriale, né del terziario. E’ noto che si è fatta molta speculazione. Infatti la città ancora oggi soffre della mancanza di infrastrutture pubbliche e di una corretta pianificazione del territorio, in linea con i dettami dell’Unione Europea. Ecco perché lo sblocco dell’edilizia va attuato secondo programmi ecosostenibili e a tutela dei centri storici”. Unitamente ai dimostranti c’era una delegazione di cittadini proprietari di sottotetti posti sotto sequestro e quindi sfrattati, perché accusati di abusivismo, visto…

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Scuola: le precarie condizioni igieniche creano tensione tra le famiglie

Era un sospetto caso di meningite meningococcica al I Circolo didattico di Piazzale Renella (rivelatosi poi infondato), a creare il panico lo scorso 29 ottobre tra i genitori dei 1350 alunni che frequentano il plesso scolastico. E’ da settembre che le famiglie denunciano la scarsa igiene negli istituti primari cittadini e non sono mancate le proteste inscenate dai genitori. Intanto più della metà dei bambini disertava le lezioni. La situazione è degenerata a seguito della protesta degli addetti alle pulizie della Clean Service, ormai in cassa integrazione dallo scorso 15 giugno, con decurtazione dello stipendio e dell’orario di lavoro del 50%, per evitare possibili licenziamenti. Subito la preside Luisa De Simone inoltrava un esposto alle Forze dell’Ordine, al Sindaco e all’Asl, chiedendo di nuovo e con urgenza derattizzazione, disinfestazione e disinfezione degli ambienti scolastici. La missiva era successiva ad altre tre, inviate a settembre ma disattese. E si parlava del mercoledì successivo per l’effettuazione dei necessari interventi di sanificazione, con relativa chiusura della scuola. La tensione e l’agitazione delle mamme era dovuta anche ad una comunicazione dell’Asl Na 2 Nord – Dipartimento di Prevenzione UOPC inviata a loro dalla Preside il giorno precedente, in cui si parlava di “un’allerta sanitaria per un caso di meningite in Acerra e segnatamente nel nostro distretto sanitario. L’Ufficio Sanitario dispone la sorveglianza epidemiologia, raccomandando cura per l’igiene personale e generale. Per tutti è utile lavarsi accuratamente le mani con sapone sotto acqua corrente, usare fazzoletti monouso in caso di raffreddore, non condividere cibo, baci ecc…”. Il dirigente scolastico chiedeva a famiglie, collaboratori e docenti massima attenzione per l’igiene degli allievi e la pulizia dei locali. Il 25 ottobre De Simone segnalava all’Asl un caso sospetto di meningite contagiosa. Due giorni dopo giungeva la suddetta risposta dell’Asl, inviata a tutti i Circoli didattici ed inoltrata alle famiglie. Il caso di meningite riguardava un neonato di 4 mesi deceduto la settimana precedente, che ha parenti che frequentano la scuola in questione. “Rispettiamo il dolore di questa famiglia – dicevano i genitori – ma giovedì e venerdì il bimbo è stato portato a scuola, a prendere i fratellini. Chiediamo chiarezza alla preside e all’Asl. La meningite si trasmette anche attraverso uno starnuto. I nostri figli sono al sicuro?” I genitori lamentavano la presenza di topi,…

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Raid ai danni di due note farmacie locali. E’ allarme criminalità

Veniva compiuto un raid, lo scorso 2 novembre, in una farmacia del centro cittadino, durante il quale venivano rapinati anche i clienti presenti in quel momento. L’increscioso episodio avveniva nella tarda serata  lungo il centralissimo Corso Vitt.Emanuele II. Due persone, poco prima dell’orario di chiusura, facevano irruzione nella farmacia, portando via i soldi contenuti al momento nella cassa. Il bottino ammonta a circa 600 euro. Non contenta del magro malloppo sottratto alla nota farmacia, già vittima in passato di altri simili episodi, la coppia di malviventi, armata di pistola e col volto coperto da sciarpe e berretti, prendeva di mira anche i tre clienti presenti, che venivano rapinati di soldi e preziosi. Una volta all’esterno dell’attività, i due balordi, a bordo di un due ruote, facevano perdere le proprie tracce. Ai titolari non restava altro da fare, che denunciare l’accaduto presso il locale Commissariato di Polizia, i cui agenti avviavano le dovute indagini, cercando di sfruttare i pochi elementi utili a disposizione. Pochi minuti dopo la scena si ripeteva anche nella farmacia sita a via De Gasperi. Anche in questo caso due malviventi (forse gli stessi di prima) portavano via soldi e rapinavano anche i clienti presenti. Giunti presso la farmacia a bordo di uno scooter di colore scuro la coppia, anche in questo caso formata da due giovani col volto coperto e dalla corporatura robusta, entrava in farmacia: uno, armato di pistola, si faceva consegnare il contenuto della cassa, circa 900 euro. Non contenti i due, mentre uscivano, rapinavano anche due clienti presenti. Ad uno veniva strappata la catenina dal collo e all’altro veniva portato via il borsello. Attenzione puntata da parte dei poliziotti del locale Commissariato anche su questo episodio. Ma è pieno allarme microcriminalità. Scippi, rapine e furti stanno avendo un’impennata pericolosa, che crea preoccupazione tra cittadini, amministratori, Forze dell’Ordine ed esercenti. L’ultimo episodio è relativo a qualche giorno fa, quando ignoti tentavano di penetrare di notte nel bar sito a via Vittorio Veneto. I ladri cominciavano a forzare la saracinesca del locale, nel tentativo di entrare e razziare prodotti ed eventualmente soldi, oltre che i tabacchi, in vendita solo di recente. Per fortuna dei titolari dell’attività scattava l’allarme, che metteva in fuga i malintenzionati.   Angelo Rega

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Gli addetti alle pulizie in agitazione: gravi disagi agli istituti scolastici cittadini

Ancora in primo piano il pianeta scuola e, nello specifico, le scarse condizioni igienico-sanitarie delle scuole materne ed elementari locali, a seguito della protesta degli addetti alle pulizie, ormai in cassa integrazione dallo scorso 15 giugno, con decurtazione dello stipendio e dell’orario di lavoro del 50%, per evitare possibili licenziamenti. Un’agitazione che dura dal periodo estivo e che ha prodotto plessi scolatici più sporchi. E già gli addetti alle pulizie avevano spiegato le loro ragioni agli inizi di questo mese, attraverso volantinaggi e sit-in presso i locali Circoli Didattici, con conseguente interruzione dell’attività didattica per migliaia di alunni, mentre i genitori in fibrillazione chiedevano, in una lettera indirizzata all’Asl, al Sindaco ed al Dirigente della Pubblica Istruzione, ispezioni sanitarie negli ambienti interni e negli spazi esterni alla scuola. Da qui un incontro con l’Assessore alla Pubblica Istruzione Verone, che dichiarava: “L’attenzione dell’amministrazione comunale e del suo Assessorato su questo problema è molto alta, tant’è che aveva  convocato un incontro tra le parti, per cercare una via d’uscita ad una situazione aggravata dalle scelte del Ministero, che ha operato una riduzione del 25% delle risorse destinate all’attività di servizio della scuola”. Dal canto loro i 54 operai della Clean Service (più 6 impiegati), azienda di pulizia che svolge il servizio in subappalto dal Consorzio “Manital”, spiegavano le motivazioni della loro protesta e chiedevano risposte concrete per il loro futuro ed impegni precisi sull’attuale situazione di disagio nelle scuole materne ed elementari. E che il Consorzio Manital rispetti in pieno gli impegni contrattuali presi con gli operai”. I lavoratori ricordavano che dal 15 giugno al 15 settembre hanno lavorato a zero ore, in cassa integrazione (che durerà fino al 31 dicembre 2010) e che dovrebbero svolgere le stesse mansioni in un orario ridotto della metà. I manifestanti sottolineavano che gli istituti sono sporchi da un mese e che chi faceva il turno di un’ora e mezza, si è visto ridurre l’orario a 45 minuti e la propria busta paga dai 385,00 euro di giugno ai 31,00 euro di luglio, fino al netto di agosto, pari a zero euro. Una situazione ritenuta insopportabile anche dai Presidi delle scuole. Un nuovo tavolo tecnico si teneva al Comune lo scorso 14 ottobre tra tutte le parti interessate ed alla presenza del Sindaco e…

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Ancora caos, pericoli e morti nel fine settimana

Il terribile incidente stradale, verificatosi nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre a C.so Di Vittorio, è solo l’ultimo dei gravissimi episodi, che da troppo tempo funestano la pubblica sicurezza ed incolumità di pedoni e conduttori di veicoli, soprattutto nel fine settimana. E non sono trascorsi neanche 4 mesi, da quando dalla prima pagina di questo giornale lanciammo l’appello, tendente a fermare la “follia del brivido ad ogni costo”. Nel caso specifico uno scooter con a bordo tre giovani (uno addirittura di 13 anni) privi di casco, si schiantava contro un palo della pubblica illuminazione, causando il decesso dei due ragazzi di 21 anni, mentre il 13enne ne usciva fortunatamente solo malconcio. E tra i tanti messaggi lasciati sul luogo del sinistro o attraverso altre dorme di comunicazione in ricordo delle vittime, ci piace sottolineare quello affidato ad un cartello e che qui più fa al caso nostro e che dice: “Basta piangere. Se veramente volete bene a questi due ragazzi, datevi delle regole, perché solo cambiando il vostro stile di vita, essi vivranno ancora insieme a voi. Tutto questo servirà a prevenire altre tragedie del genere e ad evitare che altri genitori piangano la prematura scomparsa di un figlio di Acerra”. Spesso la causa di tali gravi incidenti sono l’imprudenza e lo stato di alterazione del guidatore, che magari ha assunto sostanze stupefacenti o ha ingurgitato bevande alcoliche tali, da indurlo a raggiungere velocità elevate, accompagnate da folli manovre, anche in pieno centro urbano. Le strade cittadine nelle serate del sabato e della domenica, dunque, si trasformano in circuiti e piste da corsa, nelle quali ignorare totalmente gli articoli del Codice della Strada. E non mancano scene di motorini e scooter con a bordo tre ed anche quattro persone prive di casco che, a clacson spiegato, sfrecciano controsenso o che transitano anche sui marciapiedi; di auto che mettono a dura prova freni e pneumatici, per dare vita ad evoluzioni pericolose per gli occupanti della vettura e per qualche vittima innocente; di veicoli che effettuano manovre o sorpassi, che andrebbero sanzionati con il ritiro della patente ed il sequestro del mezzo; di cittadini inermi che hanno difficoltà anche ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. Insomma, nelle serate del week-end, basta posizionarsi lungo alcuni punti della…

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Sicurezza Urbana: I Consiglieri Tardi e Laudando scrivono al Prefetto

In merito alla tragica situazione riferitavi in prima pagina, i Consiglieri di minoranza Domenico Tardi ed Antonio Laudando hanno scritto al Prefetto di Napoli De Martino, per garantire una maggiore sicurezza soprattutto nelle ore serali e nel fine settimana. “Il controllo del territorio nel week-end e di sera è praticamente inesistente – scrivono i due Consiglieri – in quanto il numero di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine (già impegnate a contrastare una macrocriminalità recrudescente) è certamente insufficiente rispetto alle esigenze di controllo e prevenzione. Tutto ciò anche alla luce di un concorso pubblico per l’assunzione di nuovo e motivato personale, che non è stato mai avviato. Ad Acerra il controllo dev’essere intensificato di sera e soprattutto nel fine settimana, per prevenire comportamenti che destano allarme sociale soprattutto nei giovani (consumo di alcool e spaccio di sostanze stupefacenti)”. La richiesta al Comune, dunque, è di predisporre a breve un aumento del capitolo di bilancio riguardante la sicurezza urbana, per prevedere i fondi necessari all’utilizzo della Polizia Locale di sera e nei giorni festivi. Al Prefetto, invece, chiedono di convocare le forze dell’ordine presenti in città, per predisporre un piano di controllo del territorio, che scongiuri il ripetersi di fatti, che minano la sicurezza dei cittadini.

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Igiene Urbana: lamentele per il servizio reso dall’impresa di Airola

In merito all’interminabile vicenda che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, è noto che lo stesso è attualmente espletato dalla “Falzarano srl”, ossia dall’impresa di Airola che opera in città dallo scorso 16 giugno, in quanto proclamata aggiudicataria provvisoria della gara relativa al periodo di cinque anni, in virtù di un’offerta al ribasso di appena l’1,86% praticata sull’importo di euro 35.255.000,00. Ovviamente l’ultima parola sulla questione spetta al Tribunale, visto il ricorso, notificato al Comune in data 22.07.2010 dalla Senesi contro il Municipio e nei confronti delle altre due imprese partecipanti alla gara, ossia Ego Eco e Falzarano e che ha portato l’Ente di Viale della Democrazia, rappresentato e difeso all’Avv.Balletta, a costituirsi in giudizio dinanzi al Tar campano. Sentenza che era attesa per lo scorso 8 settembre, ma che la I sezione renderà nota il prossimo I dicembre. Infatti l’organo giurisdizionale regionale, nel depositare l’ordinanza, non si è pronunciato sulla sospensiva, considerato che le ragioni vantate dal ricorrente possono trovare adeguato approfondimento mediante la fissazione dell’udienza di trattazione del merito. Ecco il perché dell’Ordinanza n.24 del 27 settembre scorso, con la quale il Sindaco ha ordinato alla società beneventana di provvedere al servizio di igiene urbana, in via provvisoria, fino al prossimo 31 gennaio, in attesa che si concluda la suddetta procedura di gara. Ovviamente la qualità del servizio reso dall’impresa sannita resta quantomeno discutibile, soprattutto in relazione al servizio di spazzamento, come attestano le lamentele dei cittadini-contribuenti, le relazioni redatte dalla Polizia Municipale ed alcune note, tra le quali spicca quella dell’Assessore al Cimitero, nonché Vicesindaco A.Crimaldi, il quale interveniva a seguito di una lettera di risposta della società Falzarano, datata 2 settembre 2010 ed inviata al Dirigente del Servizio Igiene Urbana ed allo stesso Col.Crimaldi e relativa al servizio di spazzamento dei viali del Civico Cimitero, evidentemente non svolto secondo le modalità stabilite dal Capitolato d’Appalto. “La scrivente società – recita la lettera – vi comunica che effettua il servizio di spazzamento delle aree cimiteriali sia attraverso l’ausilio di mezzo meccanico tipo spazzatrice nonché manualmente, ivi compreso il nuovo cimitero”. Quindi una risposta chiara e precisa. Ed invece cosa scrive lo stesso Vicesindaco 4 giorni dopo, in una nota indirizzata anche alla Falzarano? “Lo scrivente, al di…

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Igiene Urbana: visitato dalle Forze dell’Ordine il cantiere della società Falzarano

Ma la nostra attenzione non si è mai distolta dal sito (che suscita ancora perplessità) scelto dalla “Falzarano” in cui è stato allocato il cantiere, per lo svolgimento del servizio di nettezza urbana. Si tratta infatti della struttura dell’ATR, sita in zona ASI e riconducibile al gruppo imprenditoriale “Pellini”, protagonista di tante vicende giudiziarie, alcune delle quali ancora in essere e di contenziosi con il Comune (la somma complessiva che la ditta “Pellini srl” ha richiesto ammonta ad oltre 11 milioni di euro, comprensivi di interessi). Tant’è vero che la società sannita, in una nota inviata lo scorso 7 giugno al Comune, al Prefetto Pansa ed al Procuratore della Repubblica Mancuso chiedeva “se vi siano motivi ostativi (anche di sola opportunità), ad insediare il cantiere presso il complesso immobiliare di proprietà ATR, sito in zona industriale”. Ebbene, non è escluso che a breve l’Autorità giudiziaria possa fare piena luce sull’attuale sito ospitante i mezzi e che è stato oggetto di sopralluoghi compiuti nella seconda metà di settembre da parte degli agenti della Polizia Municipale, agli ordini del Col.D’Andrea, del personale dell’Ufficio tecnico comunale e dei Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Vacchiano, unitamente agli uomini del NOE (Nucleo Operativo Ecologico). Secondo indiscrezioni i suddetti controlli avrebbero accertato la presenza nel sito in questione di opere edilizie realizzate abusivamente. Intanto qualche giorno fa il Dirigente al servizio ha rinnovato la richiesta al Consorzio Asi (non la si potrebbe chiedere direttamente al Dirigente all’Urbanistica e a quello alle Attività Produttive? ndr) circa la valutazione della compatibilità urbanistica e funzionale del complesso immobiliare denominato ATR, già adibito ad opificio industriale. Richiesta già formulata (ma pare inutilmente) lo scorso 15 giugno. E prosegue l’attività info-investigativa dei Militari dell’Arma, che hanno acquisito nei giorni scorsi una serie di documenti relativi al sito attualmente utilizzato dalla società beneventana. E da qui la domanda già posta a luglio: le difformità e gli abusi edilizi propri della ditta ATR, presso la quale Falzarano ha indicato il proprio cantiere, erano note al Comune prima del 16 giugno 2010, data in cui fu assegnato l’appalto della durata di 5 anni all’impresa di Airola? E la vicenda igiene urbana, dunque, diventa sempre più intricata.   J.F.

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Tortuoso avvio del nuovo anno scolastico per il Liceo polispecialistico

L’avvio del nuovo anno scolastico non si è rivelato di certo positivo per gli studenti acerrani e, in particolare, per quelli del Liceo polispecialistico cittadino “Alfonso Maria Dè Liguori” di via Stendardo, a causa soprattutto della mancanza delle aule, che ha creato notevoli disagi agli studenti ed alle loro famiglie. Nemmeno il tempo, dunque, di mettere o di rimettere piede in classe, che già si è dovuto fare i conti con manifestazioni e proteste, svoltesi sia presso la sede scolastica che presso il Comune. Infatti nel plesso scolastico inaugurato appena tre anni fa mancano 13 aule ed il Preside, per garantire agli oltre 1200 alunni gli spazi per le lezioni, ha dovuto abolire la sala dei professori, allocata in un corridoio della scuola e ricavarne alcune aule, che si sono aggiunte a quelle sottratte agli spazi prima adibiti a laboratori e a casa del custode. “Grazie a pareti di cartongesso siamo riusciti a ricavare provvisoriamente solo 8 aule – affermava il Dirigente scolastico Prof.V.Piscopo – ma in queste condizioni non si può andare avanti a lungo. Dall’inizio dell’anno seguiamo l’orario compattato, cioè 4 classi ruotano e per un giorno i liceali non frequentano le lezioni”. All’appello mancano 5 aule, per cui gli studenti sono costretti a frequentare le lezioni a rotazione e per 120  alunni la scuola dura solo 5 giorni a settimana. Eppure viene evidenziato che è pronto un progetto per la costruzione di 15 nuove aule approvato da Comune e Provincia di Napoli, finanziato con un milione e mezzo di euro e realizzate al posto di un frutteto adiacente. Oltre a ciò agli studenti è preclusa la possibilità di poter utilizzare un campetto di calcio, dotato di spalti per assistere alle partite ed una palestra all’avanguardia con annesso auditorium da 200 posti a sedere, ultimati da mesi ma negati agli utenti per intoppi burocratici. Infatti per l’assenso all’utilizzo mancano solo degli atti, che in Provincia ancora non riescono a risolvere. La struttura di via Stendardo ospita tre indirizzi di studio: scientifico, classico e linguistico e molti progetti didattici, miranti a stimolare i ragazzi all’apprendimento, anche attraverso una serie di incontri con personalità del mondo della cultura. Ma le proteste proseguivano, con conseguenti aule vuote, anche a causa della presenza delle zanzare, contro le quali veniva richiesto…

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