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Possibile la rescissione del contratto da parte del Comune con la “Acquedotti ScpA”

Ancora riflettori puntati sulla società consortile mista “Acquedotti ScpA”, che si occupa dal I ottobre 2006 della gestione del servizio idrico integrato cittadino. Già vi riferimmo delle perplessità, rappresentate al Sindaco Esposito attraverso un’interrogazione consiliare, rivoltagli dai Consiglieri comunali Tardi; Laudando; Di Balsamo e Mondella in data 3.12.2009, con la quale chiedevano “se non ritenesse che, alla luce della giurisprudenza citata, l’amministrazione comunale non abbia alcun potere in materia di affidamento del servizio e se non ritenesse illegittima la Delibera n.36/2006”, citando quanto riportato dal giornale Oblò, in merito a tutto l’iter, che aveva portato alla formazione della società e all’affidamento del servizio alla stessa, intervenuto in mancanza del necessario presupposto di legittimità, come attestato dall’A.T.O. Napoli 2 lo scorso 7 maggio. Così come vi riferimmo dell’interruzione contra legem dell’erogazione idrica, operata dai dipendenti della società ad un intero condominio, sito a via Bradolini ed abitato da sei famiglie imparentate tra di loro, in quanto i condomini erano in grave ritardo con il pagamento delle fatture inviate e con 19 persone, tra cui due anziani ultranovantenni gravemente ammalati, rimaste per cinque giorni senz’acqua e costrette a rifornirsi dalla fontanina presente in strada, con tanto di atto di diffida e di costituzione in mora, presentato dai condomini attraverso il loro legale. Lo stesso dicasi per la lettera (priva di firma e timbro), inviata in data 9.12.2009 al Dirigente comunale Dr.F.Annunziata, con la quale la società, pur di sottrarsi alle proprie responsabilità sugli allagamenti, verificatisi in città a seguito delle prime piogge autunnali, scrisse che “l’evento, di cui alle richieste di risarcimento, deve ascriversi solo alla colpevole e negligente gestione dei Regi Lagni…Infatti si è evidenziato che i canali dei Regi Lagni non sono svuotati periodicamente, determinando episodi di reflusso delle acque nelle strade cittadine. Difatti il I ottobre 2009 l’amministrazione comunale ha rivolto al Dirigente del settore Genio Civile della Regione richiesta di pronto intervento per la sistemazione dei condotti dei Regi Lagni. Alla luce di ciò la scrivente società ritiene di non dover dare seguito alle richieste di risarcimento”. E scrisse anche che “l’attività di manutenzione alla rete idrica e fognaria è svolta con la massima solerzia, precisione e continuità”!!! Dimenticandosi, evidentemente, del rilievo fotografico da noi pubblicato in merito alle caditoie il 16 novembre scorso e messo…

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Ed alle prime piogge partono le critiche alla “Scpa Acquedotti”

Infatti, volendo riaprire il doloroso (per la società, s’intende) capitolo delle caditoie, già scrivemmo che continuano a pervenire al Comune le istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali. Scene verificatesi di nuovo e documentate altresì dalla stampa quotidiana anche l’8 gennaio scorso. I malcapitati procedettero ad una stima dei danni, quantificabili in migliaia di euro. Battaglie legali, dunque, per vedersi risarcire dei danni provocati dagli allagamenti e conseguenti anche alla mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria relativi alla rete idrica e fognaria, compreso la pulizia delle caditoie stradali, che spettano chiaramente alla “Scpa Acquedotti”, come desumibile dal verbale di consegna della rete idrica e fognaria a tale società e come si evince dalla Determina dirigenziale n.27 del 19.09.2006. Altro che “attività di manutenzione alla rete idrica e fognaria svolta con la massima solerzia, precisione e continuità”!!! E non manca la solita paura e rabbia per i residenti “per una situazione – rivelano – che si rinnova, ogni qualvolta piove intensamente, con i relativi notevoli disagi e danni alla collettività”. Via S.Gioacchino; via Sannereto; C.so Italia; C.so della Resistenza; C.so Vitt.Emanuele II; via Madonnelle e via Annunziata sono le arterie stradali, dove l’acqua di solito mette in difficoltà sia la circolazione veicolare che pedonale, oltre le normali attività dei residenti. E già ricordammo che alla suddetta lettera protocollata “semianonima” non era allegata nessuna relazione tecnica che dimostrasse, in modo inequivocabile, il verificarsi del suddetto reflusso. Così come specificammo che è inutile incolpare il noto corso d’acqua, poiché l’art.2 della Convenzione, stipulata tra il Comune e la Scpa Acquedotti, recita che “la società si obbliga a sollevare l’Amministrazione Comunale da ogni qualsiasi responsabilità per danni, che potessero derivare a terzi in conseguenza dello svolgimento delle attività previste dalla presente Convenzione”. Oltre a ciò l’art.5 della stessa Convenzione recita che “la società è obbligata ad eseguire periodicamente verifiche ed accertamenti sulle reti idriche e fognarie, per evidenziare eventuali anomalie, che possano compromettere il normale funzionamento del servizio ovvero causare danni a terzi”. Insomma, se proprio vuole, la Scpa Acquedotti può rivalersi sulla Regione Campania. E ci domandammo: visto che la stessa società scrive…

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Raid al Terzo Circolo didattico: rubati computer nuovi di zecca

La sala informatica era stata inaugurata da circa un mese, ma i computer sarebbero stati utilizzati per la prima volta il giorno 12 gennaio scorso, se non fossero entrati nelle mire dei ladri. Un’amara sorpresa per docenti ed alunni del III Circolo didattico, sito a via Buozzi, nel quartiere Gescal. I malviventi portavano via nella notte tra sabato e domenica ben 15 computer nuovi di zecca per un valore di oltre 15mila euro. I ladri penetravano all’interno dell’istituto scolastico, forzando le porte di emergenza ed abbattendo una cancellata di oltre tre metri, posta a protezione della sala informatica. Venivano così trafugate tutte le apparecchiature pronte per essere utilizzate per un corso di alfabetizzazione, rivolto ai genitori degli alunni della scuola e, pertanto, sospeso. “E dire che stavolta l’allarme ha funzionato, ma invano. Nessuno degli abitanti del quartiere, infatti, ha telefonato alle Forze dell’Ordine, lasciando campo libero ai ladri di agire indisturbati. Vivo nel terrore dei week-end ed ogni lunedì temo di scoprire episodi analoghi. Sorveglianza pubblica o privata non mi interessa, serve una risposta forte e concreta” – dichiarava amareggiata la Dirigente scolastica Francescaromana Boccini. Sembra proprio che, nonostante l’elevato numero di residenti del popoloso rione, nessuno abbia visto o sentito nulla. “E’ in programma un summit con le forze dell’ordine per il problema sicurezza nelle scuole”, rivelava all’indomani dell’episodio l’Assessore alle Pol. Scolastiche Immacolata Verone, che per anni ha insegnato proprio nella scuola in questione. A scoprire il furto erano i docenti ed i bidelli, poco prima di aprire la scuola ai bambini. Tra il piano terra ed il primo piano il ballatoio era totalmente ricoperto di calcinacci e dalla pesantissima grata di ferro, completamente divelta dalla finestra che dà nella saletta informatica. Sul posto si portavano gli agenti del Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Bianca Lassandro, che avviavano le relative indagini, per risalire agli autori del furto. Un raid, che andava ad aggiungersi agli altri due che la scuola aveva subito in circa due settimane. Durante il primo, consumatosi il 29 dicembre scorso, fu vandalizzato un distributore automatico di bibite. Pochi giorni dopo all’apertura della scuola furono trovate spalancate le porte di emergenza, ma tutto inspiegabilmente era al proprio posto. Ma un nuovo computer veniva rubato qualche giorno fa dalla biblioteca, contenente importanti dati di…

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Igiene Urbana: la Ego Eco si aggiudica la gara dell’11 gennaio scorso

La telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana si arricchiva, lo scorso 11 gennaio, di un ulteriore capitolo. Si procedeva, infatti, all’espletamento, in via cautelativa, della gara d’appalto con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, per l’affidamento del servizio di igiene urbana per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, in attesa della verifica dei requisiti di legge della seconda società classificatasi, ossia la “Ego Eco”, alla gara per cinque anni e che aveva visto aggiudicataria ed affidataria del servizio, dal 14 ottobre scorso, la Enerambiente di Venezia. Gara per 4 mesi indetta dal Dirigente competente su indicazione della Giunta comunale che, attraverso la Delibera n.74, specificava anche che, qualora la società veneta avesse fornito ed impiegato entro la data del 12 gennaio 2010 84 mezzi nuovi di fabbrica, non si sarebbe proceduto  all’affidamento del servizio. Gara fissata appunto per il giorno 11 gennaio, dall’importo complessivo di 2.006.229,00 di euro ed alla quale venivano invitate 6 società, tra cui Enerambiente ed Ego Eco, che erano anche le uniche a prendervi parte. Alla fine, a fronte del ribasso offerto dall’impresa veneziana dello 0,5%, la Commissione di gara, presieduta dal Vice-Segretario generale, Dr.V..incesocietà di Malcontenta (Ve)Castaldo, proclamava provvisoriamente aggiudicataria dell’appalto la società romana, in virtù di un ribasso operato del 7,17%. Eppure alla vigilia sembrava che la gara dovesse andare deserta o che, quanto meno, la Ego Eco non avrebbe partecipato, a seguito di una comunicazione inviata il 4 gennaio al Segretario, al Vice-segretario ed al Sindaco, da parte dell’Amministratore Unico della società romana, a seguito dell’indizione della suddetta gara. “La Ego Eco è nelle condizioni di assumere immediatamente il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto con le medesime modalità, di cui al verbale del 20.10.2009 sottoscritto tra i rappresentanti comunali e la società Enerambiente. Ed è nelle condizioni – recitava la nota – di consegnare ogni documentazione utile ai fini dell’aggiudicazione del servizio per anni cinque. Si resta a disposizione, per qualsiasi chiarimento, pur valutando ogni iniziativa ulteriore innanzi al Tar Campania”. Come per dire: la gara indetta non va espletata, visto che la Ego Eco, seconda società classificatasi durante la…

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Fatale alla Enerambiente il non aver ottemperato al verbale del 20 ottobre 2009

Punto di svolta, dunque, di questa infinita vicenda era il 12 gennaio 2010, novantesimo giorno dalla data di aggiudicazione della gara ed entro il quale la società Enerambiente doveva completare l’intera fornitura di mezzi (la disponibilità doveva essere relativa ad 84 mezzi nuovi di fabbrica), così come previsto e con le modalità del capitolato d’appalto e far pervenire l’ordine completo dei mezzi occorrenti. Questo è quanto sottoscrissero nel verbale redatto il giorno 20 ottobre scorso al Comune le parti interessate (compreso il Dirigente e l’Assessore all’Igiene Urbana). Un verbale, poi, sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione comunale per gli adempimenti consequenziali. E questo è quanto ribadivano più volte anche il Segretario generale ed il Vice-Segretario generale come, ad esempio, dimostra una lettera inviata alla società veneziana il 17.12.2009, in cui definivano perentorio il termine del 12 gennaio 2010, per ottemperare al sopra citato verbale ed in cui si legge che “qualora non si dovesse rispettare tale impegno il servizio, anche se non ancora contrattualizzato, ma in corso di esecuzione, sarà ipso facto risolto”. Neanche il tempo di ricevere la lettera, che l’Enerambiente nella stessa mattinata rispondeva, chiedendo “di conoscere la data prevista per la stipula contrattuale del Servizio di igiene urbana. Tale richiesta riveste carattere di urgenza in quanto, in conseguenza della stipula contrattuale, è possibile dare seguito agli ordini di acquisto degli automezzi”. E già ricordammo che in nessun punto del verbale si faceva riferimento alla stipula del contratto, per procedere all’ottemperanza di quanto sottoscritto nel verbale del 20 ottobre o nel verbale di consegna del servizio datato 30.10.2009. Né la società si era preoccupata della stipula del contratto con l’Ente Comune, quando chiese allo stesso che gli fossero liquidate le fatture relative ai mesi di novembre e di dicembre ed ammontanti ad euro 539.598,82 cadauna. Né l’impresa veneta, nonostante la comunicazione inviata, garantiva la guardiania dell’isola ecologica Frassitelli affidatale in gestione. Resta adesso da evidenziare un ultimo punto. Se è vero, come certamente è vero, che il Segretario ed il Vice-Segretario generale concordano sul fatto che le controdeduzioni fornite da Enerambiente “non sono meritevoli di considerazione positiva quali elementi esimenti la Enerambiente dall’obbligo, ad essa ben noto, al cui adempimento essa avrebbe dovuto provvedere sin dall’ottobre dell’anno scorso”, come mai poi loro stessi, nell’invitare il Dirigente dell’Ufficio Gare a…

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Parco Novecento: presi di mira alcuni negozi del quartiere periferico

Atto intimidatorio verso un imprenditore della zona. Alcuni esercenti (una decina al momento le denunce pervenute alle Forze dell’Ordine) affittuari di locali intorno al “Parco Novecento”, hanno ritrovato altrettante cartucce di fucile da caccia tra la serranda e la vetrina dei rispettivi negozi. I locali del periferico quartiere “Spiniello” sono di proprietà di un unico imprenditore, un noto costruttore locale. Sull’atto intimidatorio indagano gli uomini del locale Commissariato di Polizia, diretti dalla Dr.ssa Bianca Lassandro, che stanno seguendo alcune piste collegate ad una pregressa fase investigativa. Nè gli affittuari dei locali, nè il proprietario hanno dichiarato agli inquirenti di aver ricevuto minacce o richieste estorsive, che giustificassero un tale ritrovamento. La vicenda, che presenta ancora alcuni lati oscuri, resta alquanto delicata: non viene esclusa l’ipotesi del racket, anche se nessuna pista viene scartata al momento dagli investigatori acerrani. Pizzo o lo scherzo di cattivo gusto di qualche sbandato. E su questo che occorre fare luce, per dare un nome ed un volto all’autore o agli autori del gesto criminoso. Sempre che la fase investigativa non trovi ostacoli nell’omertà di chi magari sa, ma che ha paura di denunciare.

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Canoni idrici pregressi: i contribuenti tra caos, proteste e ricorsi

Non c’è pace in merito alla questione dei tributi, che continuano ad assillare i contribuenti locali. Questa volta (ed è l’ennesima volta che accade) a creare ansia e disagi al cittadino acerrano è l’Inpa spa, la società incaricata di recuperare i canoni idrici arretrati. Bollette record per il pagamento dell’acqua relative al periodo che va dallo 01/01/2004 al 30/09/2006 e che è motivo dei molteplici malumori e di polemiche. Ed in molti ci segnalano che, in relazione alla nuova vessazione tributaria, che si sta abbattendo sui contribuenti, gli importi indicati per le singole utenze, sono pur sempre il frutto di calcoli effettuati su presunti consumi, che vanno tutti dimostrati. Così come non mancano le file dei cittadini dinanzi agli sportelli dell’Ufficio anagrafe del Municipio, che chiedono appositi certificati, atti a dimostrare l’incongruità di quanto scritto e richiesto dalla società di via Castaldi, perché magari si tratta di canoni ampiamente prescritti e pertanto inesigibili. File di cittadini anche negli uffici dell’Inpa, in attesa di chiarimenti sulle cosiddette cartelle pazze, ma anche presso molti Caf, che cercano di dare assistenza e risposte utili ai cittadini disorientati, come nel caso del Centro di Assistenza Fiscale “Napoli Nuova”, sito a piazza Duomo. Proprio dal centro ci ricordano che già i primi avvisi, inviati dalla società di via Castaldi, facevano registrare delle imprecisioni, poiché le bollette erano state conteggiate sulla base del nucleo familiare e del consumo forfetario. A questi, poi, si sono aggiunti circa altri 8 mila avvisi, inviati indistintamente a tutti i nuclei familiari acerrani, con il risultato che molti contribuenti sono stati consigliati dai legali, ai quali si sono rivolti, di non tenere in alcun conto gli avvisi pervenuti attraverso posta prioritaria, in quanto non notificati. Fatture che, comunque, dall’inizio di questo mese, vengono recapitate tramite raccomandate e che erano state preannunciate dall’Inpa attraverso un manifesto affisso a dicembre scorso e nel quale la società comunicava che “avrebbe provveduto ad inoltrare appositi solleciti di pagamento, accludendo la fattura ed il bollettino per il versamento dei corrispettivi dovuti per agevolare l’utenza”. Il suddetto Caf mette a disposizione gratuitamente i propri legali, per coloro che volessero presentare ricorso contro le bollette recapitate. Bollette anomale soprattutto relativamente a quelle del 2004, cadute in prescrizione da circa 6 anni ed inviate anche a chi,…

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Bonifica dei Regi Lagni: la protesta dei Consiglieri Tardi e Laudando

Acerra sembra essere la città dimenticata da tutti e, a ricordarlo, sono stati nei giorni scorsi due componenti il Civico consesso cittadino, i Capigruppo Antonio Laudando (Lista Trenta) e Domenico Tardi (Mpa). La giunta regionale della Campania ha approvato, infatti, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura Nappi, in collaborazione con l’Assessore all’Ambiente Ganapini e con quello ai Lavori Pubblici Forienza, il finanziamento programmatico di interventi di manutenzione dei corsi d’acqua afferenti al bacino dei Regi Lagni. Sono stati inclusi 10 Comuni (Nola, Cimitile, Comiziano, Saviano, Casamarciano, Camposano, Tufino, San Vitaliano, Somma Vesuviana ed Ottaviano) per un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro. A tal proposito il Consigliere Laudando dichiarava: “Forse gli Assessori regionali si sono dimenticati che Acerra è tagliata in due dal corso d’acqua dei Regi Lagni. Non è possibile dimenticare una città che conta ben 58.000 abitanti, che ogni anno si accolla la puzza delle acque dei Lagni e l’invasione di fastidiosi insetti. Acerra è e dev’essere trattata come una città normale, non solo come una prescelta per i rifiuti”. Dal canto suo il Consigliere Tardi aggiungeva: “Acerra è la città che, ancora oggi, paga la tassa per la bonifica del Volturno, perché i Regi Lagni che attraversano Acerra sfociano nel Volturno. Queste sono le conseguenze che la città paga, per non avere rappresentanti locali in Consiglio regionale”.  I due Consiglieri hanno chiesto ai propri rappresentanti regionali la ridiscussione della Delibera, affinché la Giunta regionale non si dimentichi di Acerra, che da anni chiede una bonifica seria dei Regi Lagni, totalmente diversa da quella che si è tentato di fare fino ad oggi senza mezzi idonei e uomini qualificati. “La somma dei 3 milioni di euro è una prima tranche di finanziamenti, che sono destinati ai territori siti a monte di Acerra – dichiarava l’Assessore comunale all’Ambiente Marangio – mentre poi toccherà ai lagni, che giungono fino al litorale domitio”. Ad ottobre 2008 è partito proprio ad Acerra il monitoraggio degli scarichi abusivi che sversano liquami nei Regi Lagni.

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Partita la crociata antiabusivismo dei Parrucchieri Professionisti Acerrani

Hanno distribuito migliaia di volantini in questi giorni, per sensibilizzare ed informare la popolazione sui rischi del servizio abusivo a domicilio dei parrucchieri. Il riferimento è all’iniziativa denominata “Contro l’Abusivismo”, intrapresa dai Parrucchieri Professionisti Acerrani. “Cara cliente – si legge nell’avviso – con la presente ti invitiamo a riflettere su quelli che sono i rischi che corri, scegliendo il servizio a domicilio di persone non professionali. La scarsa preparazione, il mancato aggiornamento e l’uso di prodotti scadenti fanno il resto. Non lasciarti ingannare: l’abusivismo inganna anche te!!”. I parrucchieri abilitati ricordano che la mancata sterilizzazione degli attrezzi da lavoro causa infezioni cutanee, epatiti virali, micosi e formazioni di pidocchi. E calcolano nell’irrisoria cifra di 10,45 euro il costo totale di un trattamento a domicilio, comprendente anche lo shampoo e la piega. Pertanto, onde evitare di mettere a repentaglio la propria salute e di incorrere in gravi inconvenienti igienico-sanitari, è necessario evitare di mettere la testa  tra le mani degli abusivi, che tramutano le nostre abitazioni in “centri estetici” improvvisati.

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Permessi di costruire: l’opposizione ne chiede lo sblocco e critica il Dirigente competente

Questione edilizia ancora in primo e, questa volta, non solo con specifico riferimento ai dinieghi di permesso di costruire (che si susseguono da oltre 5 anni), ma anche all’operato del Dirigente all’Urbanistica Arch.Massimo Santoro, destinatario di una lettera protocollata lo scorso 15 gennaio dai Consiglieri Mondella, Tardi e Laudando ed avente ad oggetto la “Verifica delle autorizzazioni e i dinieghi sulle concessioni edilizie”. Lettera inviata anche al Sindaco Esposito, all’Assessore all’Urbanistica V.Falco; al Presidente del Consiglio comunale Lettieri; al Vice-Sindaco Crimaldi ed ai Capigruppo consiliari. “I sottoscritti Consiglieri comunali chiedono di conoscere l’operato prodotto fino ad ora dall’Arch. Santoro – scrivono i suddetti componenti il Civico consesso – in merito ai permessi di costruire, ai dinieghi emessi ed alle autorizzazioni concesse dal Commissario ad Acta provinciale e su tante altre richieste e ricorsi fatti dai cittadini. Si vuole portare a conoscenza gli intestatari, che sono ormai anni che ad Acerra non si rilasciano concessioni e, quindi, l’intero comparto edilizio e tutto l’organico che gli ruota intorno sono in profonda crisi. Per tale motivo gli scriventi chiedono alla politica di verificare l’operato del Dirigente alla VI Direzione, ma sopratutto di rimettere in moto una macchina fiorente per una città quasi del tutto in agonia. E’ inconcepibile che l’unica motivazione ostativa al rilascio dei permessi di costruire, sia l’insufficienza delle infrastrutture, indicata addirittura in aree urbanizzatissime, come ad esempio Viale della Democrazia, sede della Casa comunale. Il tutto, trincerandosi dietro uno studio sulle infrastrutture di un tecnico privato, l’Arch.Miano e che nessuna legge urbanistica, né sentenze del Tar sono così categoriche, come lo è il nostro giovane dirigente. Ci si trincera spesso – proseguono i Consiglieri d’opposizione – che il tutto si possa sbloccare con l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale. Invece è falso, tant’è vero che nelle motivazioni di diniego non se ne parla. Allora ci viene da pensare: tutto ciò lo si fa ad arte, per consentire l’approvazione di un loro piano??? Non si dimentichi che, a causa di questi comportamenti scellerati, l’economia edilizia dei piccoli privati è alla rovina, tant’è vero che qualche impianto di cementificio locale è stato costretto a chiudere i battenti e a licenziare i propri operai. Non senza trascurare la perdita di lavoro delle altre maestranze impegnate nel settore edile”. Senza dimenticare le moltissime…

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