Home » Cronaca

Elevati nel 2019 verbali per oltre 20 milioni di euro. Incassati appena 864.865,00 euro!!

Avevamo chiuso il 2019 con il botto “rivelandovi”, tra l’altro, i debiti che il Comune di Acerra vanta nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della società Fibe, di cui riferiamo di nuovo negli articoli successivi. Iniziamo adesso il 2020 con un altro botto riferendovi, questa volta, dell’attività di uno dei fiori all’occhiello del sindaco Lettieri, ossia il Comando della Polizia Municipale, “irrobustito” da 17 unità in più, da tempo ormai diviso tra vecchi e nuovi; privo di una guida autorevole e che continua a dar vita ad una serie di gaffes. Ma nonostante il sorriso rassicurante mostrato dal primo della classe, che si sta divertendo anche a fare il Comandante, come nell’occasione in cui schiera tutti i neo assunti (qualche “anziano” ci capita per caso) lungo l’intera carreggiata di Corso Italia il giorno di Natale, il bilancio dell’operato dei caschi bianchi dell’anno scorso è senz’altro negativo!! Innanzitutto i verbali emessi per il periodo compreso tra il I gennaio e l’8 dicembre 2019 ammontano a quasi 55 mila. Il che significa che gli agenti della Polizia Locale sono da guinness dei primati. Sanzioni che avrebbero potuto portare (il condizionale è d’obbligo) nelle casse comunali oltre 20 milioni di euro. Una vera e propria montagna di soldi che potrebbe scomparire (o sarà già scomparsa), visto che avverso la quasi totalità dei verbali i trasgressori (o presunti tali), hanno presentato o presenteranno ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto. Anzi, non solo si rischia di non introitare gli importi derivanti dalle sanzioni comminate ai conduttori di veicoli, ma anche di dover retribuire i legali, che rappresentano dinanzi al Giudice di Pace i destinatari delle contestazioni. Ed oltre al mancato introito delle somme vi sono da aggiungere le spese sostenute dal Comune per la stampa, l’imbustamento e l’invio dei verbali (5,65 euro per ciascun verbale), trasmessi alla società “Sapidata”, che provvede a ciò. Spesa che ammonterebbe, nel mentre scriviamo, già a migliaia di euro. Nel sopra citato periodo sono stati dunque prodotti quasi 160 verbali al giorno (festivi compresi). Trovare un altro Comando, in grado di contendere tale primato, è davvero difficile. Ma quello che oggi appare un “tesoretto”, rischia di trasformarsi in un contenzioso giudiziale importante, che lascerebbe anzi profilare un ingente danno erariale per l’Ente, a…

Read More »

Il Piano Urbanistico comunale si rivela un bluff e viene bocciato dalla Città Metropolitana

Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro. Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, è stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri. Ora la voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, dovrà essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si è espressa il 27 dicembre scorso, attraverso apposita Determina dirigenziale, bocciando il Piano. “Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”. Insomma un annuncio bluff, che doveva servire a coprire gli errori di chi ha redatto il Puc, mettendoci previsioni, senza basarsi sui dati Istat. Nel frattempo già qualche Consigliere di minoranza (che da tempo dedica la sua attenzione alla vertenza Puc) è tornato sulle barricate, per cercare di fare chiarezza su questo strumento urbanistico, che ha inciso fortemente almeno su due ex Sindaci. Per rendere la pillola meno amara, l’amministrazione ha tentato di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza vantandosi, in modo autoreferenziale, senza rendersi conto, che avrebbe fatto meglio a tacere. La ciliegina sulla torta, che ora si profila colma di curaro, è il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), che: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna. Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e…

Read More »

Sversa e brucia rifiuti a via Seminario, 50enne denunciato dalla Polizia Municipale

Aveva pensato di sversare i rifiuti a via Seminario, approfittando del buio delle ore serali e dell’assenza di occhi indiscreti e di dargli fuoco. Ma non aveva fatto i conti con un residente della strada periferica, che corre lungo il Civico cimitero, il quale allertava gli ambientalisti della zona che, a loro volta, chiedevano l’intervento della Polizia Municipale. Protagonista del reato ambientale era un uomo di 50 anni, già noto alle Forze dell’Ordine il quale, a bordo di un veicolo, si era portato lungo la suddetta strada, scaricando in un fondo privato rifiuti, consistenti soprattutto in farmaci scaduti e balle di stracci ed incendiandoli. Dopo essersi disfatto del carico, si allontanava dalla zona, credendo di non essere notato da nessuno. Ma non aveva fatto i conti con il residente che, tra l’altro, ha un sistema di videosorveglianza posto a protezione della propria abitazione, che aveva ripreso il 50enne, che infieriva contro il territorio sotto il profilo ambientale. Sul posto giungevano gli agenti del Comando della Polizia Locale, coordinati dal Ten.Clemente Cimmino, che avviavano un’attività info-investigativa, che li portava a raccogliere elementi tali, da poter risalire all’autore del reato. Che veniva rintracciato presso la propria abitazione, sottoposto ad elevazione di domicilio e denunciato a piede libero per sversamento e combustione illecita di rifiuti. Almeno nelle ore successive, per quante ricerche venivano effettuate, i poliziotti municipali non riuscivano a rinvenire il mezzo (probabilmente un furgone di colore bianco) utilizzato dal lestofante, per trasportare il materiale dato alle fiamme. Che venivano spente dai volontari della Protezione civile intervenuti sul posto. Naturalmente i caschi bianchi redigevano un’informativa di reato, con relativo rilievo fotografico prodotto e la trasmettevano alla Procura di Nola. Più tardi l’area veniva sottoposta a sequestro giudiziario e delimitata con l’apposizione del nastro bicolore e si procedeva a rintracciare il proprietario del suolo, acquistato tra l’altro di recente e che risiede ad Ischia. Naturalmente le fasi successive erano quelle che prevedevano la caratterizzazione dei rifiuti, divenuti speciali, la loro rimozione e l’eventuale bonifica del suolo.  

Read More »

Ladri rubano di notte un parcometro scassettato però il giorno precedente

Micro criminalità fuori controllo. Purtroppo le telecamere di videosorveglianza, installate nei mesi scorsi dal Comune, servono solo ad elevare verbali e a fare cassa, ma non a garantire sicurezza urbana e sociale ai cittadini, da tempo ormai ostaggio di malavitosi, tutti dediti a commettere reati contro il patrimonio. Ed intanto cresce l’allarme sociale. A tal proposito un episodio inquietante si verificava lo scorso 6 dicembre a via De Gasperi, quando ignoti asportavano dal basamento di cemento, sul quale era stato posizionato, uno dei parcometri installati di recente in città dal Comune e che costa 4.650,00 euro. Dopo averlo sradicato, i ladri lo caricavano a bordo di un’auto e si allontanavano. Sull’inverosimile episodio avviavano indagini i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale i quali si portavano sul posto, cercando di reperire qualche telecamera di sorveglianza, che avesse ripreso le scene “incriminate”. Immagini in grado di aiutare l’attività investigativa, tesa a dare un’identità agli autori del raid predatorio. Che poi non sortiva per gli autori del gesto l’esito sperato, visto che il giorno precedente il personale della Polizia Municipale aveva provveduto a scassettare il parchimetro. Una situazione identica si viveva 4 giorni dopo a via Manzoni, da dove veniva portato via un altro parcometro. Ad indagare questa volta sul raid predatorio erano gli agenti del Comando della Polizia Municipale. Non c’è giorno, però, in cui non si registra in città un episodio criminale, furti di auto compresi, come quello messo a segno ai danni di un agente della Polizia Locale, la cui vettura è stata poi ritrovata a Caivano, nel famoso “Parco Verde”.   Ni.Pa.  

Read More »

Finisce con la vettura contro i dissuasori “chiacchierati” di via Stendardo

Questa volta poteva scapparci il morto e c’è mancato davvero poco. Il riferimento è ad un sinistro stradale, verificatosi poco dopo la mezzanotte dello scorso 5 dicembre a via Stendardo e che vedeva coinvolta una giovane del posto. In pratica, da quanto è stato possibile ricostruire la ragazza, che era alla guida di una Fiat Panda, per evitare l’impatto frontale con un altro veicolo, che proveniva in senso opposto e che aveva invaso la corsia opposta, dirigeva la propria autovettura sul lato destro, al fine di evitare l’impatto. Purtroppo, complice forse anche il manto stradale un pò viscido, l’automobile terminava la propria corsa sui dissuasori sistemati sul marciapiede, sito lungo la stessa via che conduce, tra l’altro, al Liceo polispecialistico. L’impatto si rivelava di forte entità, come testimoniano anche i suddetti dissuasori rimasti inclinati. Per fortuna la conducente della vettura non riportava danni, ma solo un forte stato di choc. Sul posto si portavano i Carabinieri della locale stazione, che provvedevano ad effettuare i necessari rilievi, tesi a ricostruire la dinamica dell’incidente, che poteva avere ben altre conseguenze. La vettura, che riportava danni consistenti, intanto veniva portata via dal carro attrezzi. Ma se in più occasioni residenti ed esercenti della zona, ma anche i passanti si erano chiesti, se tali dissuasori fossero stati installati nel rispetto delle normative vigenti (secondo alcuni sarebbero più bassi, rispetto all’altezza prescritta) ed a seguito di regolare autorizzazione rilasciata e motivata adesso, secondo alcune fonti attendibili, i familiari della giovane qualche giorno dopo avrebbero scritto al Comune. Motivo? Proprio per chiedere, a chi di competenza, se coloro che hanno installato tali dissuasori (sbarra compresa), siano in possesso di tutte le necessarie autorizzazioni e se gli stessi rispettino le dimensioni dettate dalle normative insite nel Codice della Strada. Infatti, qualora non risultassero conformi alle vigenti normative, tali dispositivi stradali rappresenterebbero un pericolo per la pubblica e privata incolumità. E noi non abbiamo alcun dubbio, che il personale del Comando della Polizia Municipale abbia già da tempo provveduto a controllare tali dissuasori, installati sui marciapiedi e l’area sui quali insistono e a produrne conseguente relazione e rilievo fotografico. Perché se così non fosse, non è escluso che questo sinistro potrebbe creare più di un grattacapo all’organo di controllo del territorio. Così come non abbiamo dubbi,…

Read More »

Operai nel cantiere presso il Comune (committente dei lavori) privi dei dispositivi di protezione!!

Prendevano il via lo scorso 3 ottobre, con relativo cantiere allestito a via Palatucci, i lavori di riqualificazione urbana del parcheggio cittadino (l’area di sosta adiacente la Casa comunale e Plaza de Mayo) ed il cui importo ammonta a 71.272,00 euro. Cantiere praticamente attaccato al Comando della Polizia Municipale e di cui ci occupammo, però, perché presentava delle anomalie. Infatti sulla recinzione del cantiere c’era tanta cartellonistica, meno la tabella di cantiere notiziale, sulla quale sono riportate tutte le notizie relative al committente dei lavori, al responsabile della sicurezza, al direttore dei lavori ecc. Ebbene, solo a seguito della segnalazione del solito “qualcuno”, nella mattinata di sabato 12 ottobre i poliziotti municipali del locale Comando, il cui organico è stato ampliato da tempo con ben 17 unità lavorative in più e, nonostante transitino di lì decine di volte al giorno o ivi sostino le proprie vetture, effettuavano un sopralluogo ed accertavano che, effettivamente, mancava la suddetta tabella!! La cui esposizione è obbligatoria, pena la comminazione di una sanzione amministrativa molto salata. Tabella che, invece, il solito “qualcuno” riuscì a trovare il giorno successivo, affissa sull’allora recinzione del cantiere allestito all’interno di Plaza de Mayo, inaccessibile però alle persone e che erano quindi impossibilitate, a poter leggere i nominativi riportati sulla stessa. “E non vorremmo – scrivemmo due mesi fa circa – che tale tabella che comunque, per legge, va affissa all’esterno, sia stata lì collocata nelle ore successive alla segnalazione”. Solo cimentandosi in un rilievo fotografico e con il supporto del computer, il solito “qualcuno” riuscì a leggere i nominativi riportati sulla tabella. Che erano: Committente: Comune di Acerra. Impresa Costruttrice: “Lady Diana”. Data di inizio: 7 ottobre 2019. Data fine Lavori: 90 giorni. Responsabile Sicurezza: Ing.Gennaro Normino. Progettista: Arch.Mazzarella, Ing.Normino, Arch.Vincenzo Fatigati. Direttore dei Lavori: Arch.Vincenzo Fatigati. Tecnico comunale circa il quale, specificammo allora, a quelli che ce lo evidenziarono, che non significa niente, che sia un parente stretto del Sindaco Lettieri e che, pertanto, a nessuno venisse in mente, che la suddetta tabella di cantiere era stata allocata all’interno dell’inaccessibile Plaza de Mayo, perché sulla stessa è riportato il nome del suddetto tecnico, assunto di recente a tempo indeterminato al Comune. E poi segnalammo anche le luci di posizionamento e con messa a terra contro le…

Read More »

Tentano furto, poi fuggono con un’auto munita di sirene e lampeggianti

Banda di ladri acrobati assaltavano, nel corso della prima serata del sabato, l’abitazione di un agente della Polizia Locale e, disturbati dall’improvviso arrivo di un parente, fuggivano precipitosamente, senza portare via nulla, saltando dal balcone in strada, dove c’era un complice ad attenderli a bordo di un’Alfa 147 di colore grigio, munita di sirena e lampeggiatore. Scattato l’allarme, sul posto giungeva il proprietario dell’appartamento, sito in una strada periferica cittadina, che chiedeva l’ausilio dei colleghi della Polizia di Stato che, una volta giunti sul posto, potevano solo constatare, che i malviventi avevano forzato una porta blindata con un piede di porco, per entrare in casa dove, in quel momento, non c’era nessuno. Secondo fonti non investigative, i banditi che avevano tentato il furto nell’abitazione del poliziotto municipale erano almeno in quattro. Un furto chiaramente pianificato nei minimi dettagli. Infatti non è da escludere, che i ladri abbiano agito con l’aiuto di qualche basista locale, che aveva avuto la possibilità di annotare le abitudini, gli spostamenti e gli orari dell’intero nucleo familiare e di segnalare ai delinquenti l’assenza degli occupanti l’immobile. Il fatto inquietante è che i ladri fuggivano (almeno secondo il racconto, di chi ha avuto modo di sentire dalla viva voce i conduttori dell’alloggio), utilizzando un’autovettura munita di sirena e lampeggiatore. In ogni modo è la prima volta, che viene segnalato questo strano modus operandi. Ovviamente, da quanto è stato possibile sapere, nessun impianto di videosorveglianza sembra essere riuscito ad immortalare l’auto dei rapinatori. Intanto il furto sembra essere stato sventato, non tanto perchè è scattato l’allarme all’interno dell’appartamento (il cui segnale sembra essere giunto sul cellulare di uno dei due coniugi), ma perché, nell’entrare nell’appartamento, i ladri abbiano fatto cadere qualcosa, che avrebbe richiamato l’attenzione dei coinquilini del piano sottostante, parenti stretti della coppia, che subito si allarmavano, sventando un furto facile da compiere. Quest’ultimo furto, sommato ai tanti altri episodi di microcriminalità registrati nel corso delle ultime settimane, attestano che la malavita la fa da padrona in città, nonostante la presenza di Polizia e Carabinieri. E di scarso aiuto si stanno dimostrando le tante telecamere di videosorveglianza installate sul territorio, in uso al personale del Comando di Polizia Municipale, solo per fare contravvenzioni ai veicoli, che violano il Codice della Strada e nulla più. E’…

Read More »

Proiettili esplosi contro le telecamere di sorveglianza a Pezzalunga

Ignoti sparavano durante le ore notturne contro le telecamere di sorveglianza, che controllano le strade d’accesso alla frazione Pezzalunga. Solo il martedì successivo veniva effettuato il sopralluogo da parte del personale della Polizia Municipale, nel corso del quale veniva accertato che i due “occhi elettronici” (controllati a distanza dalla “control room”, ubicata all’interno della Casa comunale), erano stati forati da una gragnuola di proiettili di grosso calibro. Ovviamente sull’inquietante vicenda vigeva il massimo riserbo. Secondo fonti non ufficiali la Polizia Locale (che è anche polizia giudiziaria), sembra aver passato la patata bollente agli agenti del locale Commissariato di Polizia. Una vera e propria anomalia che, in un corpo Polizia che si rispetti, non doveva assolutamente verificarsi. Da una prima e sommaria ricostruzione il “fattaccio” sarebbe accaduto nella notte tra il I ed il 2 dicembre 2019. A sparare era stata certamente una pistola di grosso calibro. Tutto avveniva a ridosso di una civile abitazione e di una concessionaria di auto. Naturalmente, seppure è vero che non ci sono testimoni oculari, nessuno provvedeva ad avvertire tempestivamente le Forze dell’Ordine. Molto probabilmente si è trattato di una “bravata”, posta in essere da qualcuno della zona che, nel corso degli ultimi mesi, si è visto recapitare a casa una serie di verbali. Chiaramente questa è solo un’ipotesi, destinata a restare tale, considerato che, chi ha sparato, è stato certamente attento, a non farsi riprendere dalle due telecamere lì installate, per sorvegliare e proteggere la comunità e non certamente per fare cassa, così come da mesi sta accadendo. La qualcosa, peraltro, sta creando non pochi problemi allo stesso Comando della Polizia Municipale che, almeno due volte alla settimana, è preso d’assalto da centinaia di automobilisti inferociti che, dopo una snervante ed inutile attesa per richiedere informazioni, a torto o a ragione, si vedono poi costretti a presentare ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto, per richiedere l’annullamento dei verbali notificati ed elevati dagli addetti alla “control room”. I quali, lo ricordiamo, non devono mai dire agli utenti che le contravvenzioni vanno pagate, ma solo fornire le spiegazioni tecniche necessarie ed inerenti al verbale e ricordare, che l’eventuale trasgressore può presentare ricorso ai suddetti organi competenti. Quelle telecamere, in buona sostanza, non sono omologate per essere usate, per contravvenzionare gli automobilisti, che…

Read More »

Processo d’Appello proposto dall’ex Comandante D’Andrea, a giorni si conoscerà la sentenza

Nuova puntata della telenovela relativa alla vicenda del concorso, svoltosi nel 2009, per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale di Acerra e che vide collocarsi, al primo posto, l’ormai ex Dirigente Col.Felice D’Andrea, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele (originario di un Comune del casertano, oggi 61enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria). Il cui ricorso al Consiglio di Stato sortì, il 31 maggio 2018, a distanza di 9 anni, la sentenza n.3719/2018 e, quindi, l’annullamento della graduatoria dei vincitori, di tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del suddetto Dirigente. Con atto finale rappresentato dalla Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale, Maria Piscopo, con cui venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ormai ex Dirigente dei caschi bianchi ed il Comune. Che, intanto, non ha proceduto all’assunzione del suddetto Miele, divenuto vincitore di concorso e che si rivolse ai giudici per la nomina del Commissario ad Acta. Nomina fissata per questo mese. Ex Dirigente che, intanto, in data 14.03.2019, aveva presentato ricorso al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola, agendo per l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli, chiedendo il reintegro nel suo posto di lavoro, con il pagamento delle mensilità intercorrenti dalla data del licenziamento fino alla data dell’effettiva reintegrazione, nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali. Il Comune, ovviamente, costituitosi in giudizio, contestò “l’ammissibilità del ricorso proposto, inapplicabile ai rapporti di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, sostenendo la piena legittimità del licenziamento, trattandosi di un atto necessario e dovuto, per ottemperare al giudicato amministrativo”. In giudizio, con atto di intervento volontario, si costituì anche il Dr.Miele. Ebbene, con Decreto n.14280/2019 del 16 maggio scorso, ovvero otto giorni dopo la celebrazione dell’udienza, il Tribunale di Nola, nella persona della dott.ssa Maria Viola, rigettò il ricorso del D’Andrea e compensò le spese di lite tra le parti. Il giudice incaricato, letti gli atti e le memorie, ritenne che “il contratto in questione sia affetto da un vizio di nullità, in quanto stipulato in violazione dell’art.97 cit. che ha individuato nel concorso quale mezzo di selezione del personale lo strumento più idoneo, a garantire in linea di principio l’imparzialità e l’efficienza della pubblica amministrazione”. Intanto…

Read More »

Donna morta dopo un esame al cuore, i familiari denunciano. Indagati due medici

Si era ricoverata in clinica per una coronografia, ma moriva durante l’esame. La vittima, Maria Pia Messina, di 64 anni, era la responsabile (unica donna in Campania) della locale Caritas diocesana da oltre 15 anni, ma da trenta era impegnata nell’assistenza dei poveri e nella formazione dei volontari. Accadeva nel pomeriggio dello scorso 3 dicembre a Pomigliano d’Arco, nel presidio ospedaliero “Ios”, noto come ex clinica San Felice. Per la 64enne non c’era stato nulla da fare, nonostante i soccorsi messi in atto tempestivamente dall’equipe di cardiologi della struttura sanitaria. La donna, sposata e madre di quattro figli, non ha mai ripreso conoscenza ed è deceduta a seguito di un arresto cardio-circolatorio. Sul decesso avviavano le dovute indagini i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del Capitano Marco Califano, su delega del sostituto procuratore Aurelia Caporale del Tribunale di Nola. Carabinieri chiamati ad intervenire dai familiari della donna. Venivano così sequestrate la salma, la cartella clinica della volontaria ed un video, che i figli della donna avrebbero realizzato, durante i tentativi di rianimazione messi in atto dell’equipe medica della suddetta clinica, che non fa più parte del gruppo “Medicina Futura”. A comunicarlo ufficialmente era lo stesso presidente del gruppo Arturo Improta, il quale specificava che “la clinica ex San Felice di Pomigliano d’Arco, ove si è verificato lo spiacevole evento, non fa più parte e, quindi, non è più gestita dallo staff di Medicina Futura a partire da giugno 2019”. Nei giorni successivi veniva eseguita l’autopsia, per capire cosa abbia causato la morte della donna, anche se occorrerà attendere una cinquantina di giorni, per conoscere gli esiti dell’esame autoptico. Naturalmente gli inquirenti mantenevano il massimo riserbo sulle cause del decesso ed eventuali possibili responsabilità e non escludevano alcuna ipotesi. Completamente attoniti e sotto choc i familiari della vittima alcuni dei quali, marito compreso, attendevano fuori dalla sala operatoria la fine di quello che, ormai, era un intervento chirurgico. Maria Pia si era ricoverata due giorni prima in clinica per accertamenti cardiologici e per sottoporsi alla coronografia, che avrebbe dovuto scongiurare occlusioni o patologie coronariche. Nel pomeriggio di martedì 3 dicembre, in piena coscienza, entrava in sala operatoria, per sottoporsi all’esame. L’intervento prevede un’anestesia locale ed è praticato normalmente in stato di veglia. Infatti non è…

Read More »
eXTReMe Tracker