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In fiamme due vetture prima dell’alba, si propende per l’origine dolosa

Era nella notte tra l’11 ed il 12 luglio scorsi (quella della vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra agli Europei di calcio) che a via Vittorio Veneto, poco dopo le ore 4:00, si verificava un episodio inquietante, i cui contorni restavano tutti da chiarire. Un’auto infatti, sembra una Citroen C3, andava a fuoco e le fiamme si propagavano anche ad un’altra vettura, una Fiat Punto, parcheggiata a pochi metri di distanza. In breve le alte fiamme levatesi illuminavano a giorno l’area e lambivano anche una palazzina di tre piani, che ospita alcuni nuclei familiari e, al piano terra, un noto e frequentato bar. Allertati dai residenti spaventati e svegliati nel sonno, sul posto giungevano i Vigili del Fuoco di Afragola e gli agenti del locale Commissariato di Polizia, che avviavano le dovute indagini. I caschi rossi impiegavano non poco tempo, per avere ragione delle fiamme, mentre il fumo denso ed acre si intrufolava negli appartamenti e nel locale sottostante, a quell’ora chiuso e rendeva sempre più nere le pareti dell’immobile. Col trascorrere delle ore perdeva sempre più di consistenza l’ipotesi di un’autocombustione, mentre si faceva sempre più strada la pista dell’incendio doloso. Ignoti, infatti, con il volto travisato anche dalla mascherina, avrebbero versato del liquido infiammabile sulla vettura di colore nero, riconducibile ad un residente della zona. Per dare un volto ed un’identità all’autore (o agli autori) del gesto criminale i poliziotti, dopo aver messo in sicurezza e transennato l’intera area, visionavano ed acquisivano le immagini degli impianti di videosorveglianza, di cui sono dotati gli immobili presenti lungo la strada e lo stesso bar. E provvedevano ad ascoltare gli abitanti del quartiere, per raccogliere notizie utili alle indagini. Nel contempo le due vetture venivano sottoposte a sequestro e portate via con l’intervento del carro attrezzi. Sulle cause dell’attentato incendiario notturno gli inquirenti mantenevano il massimo riserbo e nessuna ipotesi veniva esclusa, compresa quella di una vendetta per uno ‘sgarro’ commesso o quella del gesto di uno sconsiderato, per un ‘tipico’ gesto di vandalismo nel corso dei festeggiamenti per il successo della Nazionale. Il giorno successivo i proprietari del condominio erano tutti intenti, a ripulire le parti interessate dal nero fumo, sprigionato dai veicoli incendiati.

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Manodopera irregolare nei campi, blitz dei Carabinieri. Denunciato un 62enne

Blitz contro il caporalato, agricoltore beccato nei campi con manodopera irregolare. E’ quanto avveniva nei giorni scorsi in un fondo sito a Contrada Varignano, dove i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, denunciavano un 62enne di San Felice a Cancello per sfruttamento del lavoro sommerso ed immigrazione clandestina. L’uomo, infatti, stava utilizzando per la raccolta delle patate sette stranieri risultati irregolari ad un controllo. Oltre che penalmente, veniva sanzionato anche amministrativamente con una somma complessiva pari a 35 mila euro. Un controllo che rendeva necessario l’intervento sul posto di personale dell’Asl Napoli 2 Nord. L’attività di contrasto al ‘caporalato’ dei Militari dell’Arma, inoltre, avveniva in sinergia con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli. Gli accertamenti sarebbero proseguiti anche nei giorni successivi, per dare un forte segnale di contrasto allo sfruttamento della manodopera nei campi. Uno scenario che, purtroppo, non sembra essere cambiato nonostante l’anno scorso il Decreto Rilancio avesse previsto la possibilità della regolarizzazione dei lavoratori irregolari impegnati nei lavori agricoli. Già nei mesi scorsi, in un’operazione anti ‘caporalato’ nelle campagne di Acerra, i Carabinieri della locale stazione avevano denunciato il titolare di un’azienda agricola. L’operazione era stata messa a segno in un campo agricolo, in cui stavano effettuando una raccolta di ortaggi nove immigrati extracomunitari, tutti privi del contratto di lavoro. Tutta manodopera impiegata completamente a nero. Quattro dei lavoratori sfruttati erano risultati anche clandestini, privi del permesso di soggiorno. A quel punto i Militari dell’Arma trattenevano ed interrogavano due persone del posto, che stavano di fatto gestendo la manodopera finita sotto il giogo del caporalato. Si trattava del proprietario di una nota azienda di prodotti agricoli e di un suo dipendente. Al termine delle indagini i Carabinieri denunciarono entrambi a piede libero per concorso in intermediazione e sfruttamento del lavoro nero. Sequestrato anche il veicolo, con il quale i lavoratori venivano prelevati ed accompagnati nei terreni per la raccolta degli ortaggi. Nei confronti del titolare dell’azienda furono emesse sanzioni relative alla violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di sospensione dell’attività lavorativa, per un ammontare di circa 50 mila euro. L’operazione anti ‘caporalato’ posta in essere veniva poi intensificata nei giorni successivi. Una vera e propria piaga che in Italia coinvolge oltre 450 mila…

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Containers come le case: abusivi se senza licenza. Il Tribunale di Nola conferma il sequestro dei cassoni

Era la stampa quotidiana, in data 9.07.2021, a pubblicare gli esiti di un’attività giudiziaria condotta nel limitrofo Comune di Casalnuovo e che coinvolgeva anche la società (la stessa di Acerra), che svolge il servizio cittadino di igiene urbana. “Vietato tenere i container sul terreno, se non si ha la licenza edilizia rilasciata dal Comune. Un divieto che si fa più severo – esordiva l’articolo – se i container sono molti e concentrati tutti nella stessa area. La violazione urbanistica poi si complica, se alcune di queste casse mobili sono utilizzate come uffici o depositi aziendali. Lo ha stabilito il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola, che ieri ha convalidato il sequestro penale operato nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale, di 36 container trovati in un grande sito logistico di Casalnuovo, un parcheggio di Tir, ubicato accanto alla sopraelevata ferroviaria della linea circumvesuviana Napoli-Baiano, all’altezza del rione della ricostruzione, sul limitare di quel che resta di una zona di campagna coltivata a frutteti ed ortaggi. Sono 8 le persone denunciate. Secondo la Magistratura e la Municipale, diretta dal Comandante Fulvio Testaverde, il complesso di container trovato nell’impianto logistico di 14mila metri quadrati è abusivo. Manca la licenza edilizia del Comune. Intanto il Gip ha ipotizzato, oltre al reato di abusivismo edilizio, anche quello di abbandono incontrollato di rifiuti. Nel parcheggio i poliziotti municipali hanno infatti trovato cinque cumuli di rifiuti depositati in diversi punti. Una situazione complessa. Questo sequestro segue quello di altri 7 container, utilizzati a pochi metri dall’impianto logistico come uffici oppure come spogliatoi e bagni – proseguiva il quotidiano – per gli operatori ecologici della ditta di nettezza urbana cittadina. Ditta Nu che appunto parcheggia i suoi mezzi accanto all’area, in cui è stata messa a segno l’ultima operazione. Anche nel caso dell’impresa di raccolta dei rifiuti urbani gli inquirenti contestano l’assenza della licenza edilizia. Le indagini nel frattempo proseguono. Gli investigatori vogliono comprendere meglio, in che modo siano state utilizzate le aree sottostanti e circostanti la sopraelevata della Circumvesuviana, un lunghissimo ponte ferroviario di cemento alto 10 metri, che si allunga da Poggioreale a San Vitaliano. In particolare si indaga sulla base di un interrogativo di fondo: con quali permessi e con quali autorizzazioni gli spazi sotto ed attorno la sopraelevata sono…

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Movida di Pomigliano, alcol venduto ai ragazzini: il Comune chiude due locali

Nei luoghi della movida sfrenata, appena tornata alla ribalta con l’avvento della zona bianca, si stavano già verificando episodi che, definirli sgradevoli, è poco. Qui una ragazza si era sentita male, fino al punto di andare in coma etilico. C’era stata anche una rissa tra ragazzine minorenni. Quindi le indagini dei Carabinieri ed il coinvolgimento delle associazioni di categoria facevano scaturire la decisione: chiudere i locali, che vendono alcolici ai minori. Ed è così che i primi due bar-pub finivano sotto la scure del provvedimento. Si trovano entrambi nel centro vecchio di Pomigliano, nei pressi di piazza Mercato, epicentro della movida nel territorio. E’ un’Ordinanza dura quella emanata dal Comune. I due locali in questione rimarranno infatti con le saracinesche abbassate per tre mesi, vale a dire per tutta la durata di questa torrida estate. Lo confermava lo stesso sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, con un post su Facebook. “Su segnalazione – scriveva Del Mastro – della stazione dei Carabinieri, guidata dal Comandante Valerio Scappaticci, che ha rilevato numerose e gravi anomalie nella gestione di alcune attività commerciali nel centro cittadino, abbiamo disposto la chiusura di due locali per tre mesi”. Il Sindaco è categorico. “Non è assolutamente tollerabile – aggiungeva – che vengano somministrati alcolici ai minori. I nostri ragazzi vanno tutelati ed assistiti nel loro percorso di crescita e noi siamo tenuti a garantire, che ogni momento di aggregazione sociale sia gestito nel rispetto delle regole. La maggior parte dei commercianti pomiglianesi lavora con coscienza e professionalità: questo provvedimento costituisce un segnale, anche a tutela di tutti coloro, che operano con serietà in settori così delicati”. L’Assessore al commercio, Domenico La Gatta, descriveva il contesto, in cui si sta sviluppando la vicenda delle chiusure causate dalla vendita di alcolici ai ragazzini. “Gli appostamenti – raccontava La Gatta – sono stati fatti dai Carabinieri in borghese per svariati giorni. Erano locali che, in maniera continuativa, da diversi fine settimana somministravano bevande alcoliche ai minori. Intanto i commercianti aderenti a Confcommercio facevano circolare un video contro questa cattiva pratica, di cui si sono resi protagonisti alcuni colleghi scorretti e che non rappresentano certo la maggioranza dei commercianti di Pomigliano. C’è stata quindi prima un’opera di sensibilizzazione concordata con l’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine e le associazioni di…

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Carrellati scaricati da un Tir giunto in pieno centro e con un muletto operativo su suolo pubblico

E’ possibile, che chi lavora in nome e per contro dell’amministrazione comunale della legalità, sia poi il primo a violare Ordinanze vigenti ed il Codice della Strada? E a poche ore dalla visita istituzionale in città del Prefetto di Napoli? Sì. Un esempio si verificava nel pomeriggio dello scorso I luglio, quando a via Palatucci, a pochi centimetri dal Comando della Polizia Municipale, notavamo un Tir dal quale, con l’ausilio di un muletto, due persone stavano scaricando dei carrellati, sistemati poi nell’autorimessa della Casa comunale (adibita, per l’occasione, a deposito dei contenitori dopo essere stata adibita, ad aprile dell’anno scorso, a ‘pescheria improvvisata’). Si trattava di quei 1000 carrellati di diverse tipologie, colori e capacità, acquistati dal Comune per la somma complessiva pari a 53.436,00 euro (come da Determina n.833/2021), a seguito di continue e sollecitate richieste da parte degli amministratori di grossi condomini, degli esercenti e dei responsabili di varie strutture pubbliche (scuole, Asl, Case di Cura ecc.), per permettere a tutte le utenze cittadine, di espletare il corretto conferimento delle varie frazioni di rifiuti della raccolta differenziata. E ciò perché la società, che espleta il servizio cittadino di igiene urbana, aveva comunicato “di aver ottemperato a tutti i suoi obblighi contrattuali, avendo fornito tutti i contenitori previsti nella propria offerta tecnica”. La prima cosa che balzava agli occhi, era la presenza di un mezzo pesante nel centro urbano, in violazione dell’Ordinanza dirigenziale n.8 del 18.01.2020, che reca la firma del Dirigente ad interim della Polizia Municipale Vito Ascoli e del Vice-Comandante dello stesso corpo Domenico De Sena e che, a leggerla, riserva anche momenti di ilarità. E con la quale si vieta il transito permanentemente, ai veicoli, e specificatamente, agli: autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, autocaravan e trattori stradali mezzi speciali nel centro urbano, fatta eccezione per le strade che attraversano le frazioni Gaudello e Pezzalunga. Vietando, pertanto, il passaggio dei mezzi pesanti, con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Con l’apposizione, agli ingressi della città, dei segnali di divieto di transito per i sopra citati veicoli. E allora, come aveva fatto l’autoarticolato che, vuoto, superava la suddetta unità di misura, ad arrivare fino al Comune? Operazione di scarico dei carrellati che, tra l’altro, avveniva alla presenza dei più alti funzionari comunali addetti al…

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Esplosi di notte colpi di arma da fuoco contro la porta carraia del Comune

Nella notte tra mercoledì 30 giugno e giovedì I luglio, a poche ore dall’avvenuta visita istituzionale in città del Prefetto di Napoli Marco Valentini, si verificava un grave episodio. Poco prima dell’una, infatti, alcuni colpi di pistola venivano esplosi a via Palatucci, sede anche del Comando della Polizia Municipale, contro la porta carraia della Casa comunale. Sul posto intervenivano varie unità Radiomobili dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del Capitano Marco Califano, che rendevano inaccessibile l’area ‘incriminata’ e che rinvenivano a terra 4 bossoli calibro 6,3. Al lavoro anche la sezione Scientifica dei Militari dell’Arma, ai quali venivano affidate le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, per fare piena chiarezza su quanto accaduto e per ricostruire l’esatta dinamica dell’inquietante episodio. Ovviamente, per dare un volto ed un’identità all’autore (o agli autori) del fatto criminoso, che avranno agito con il volto travisato, i Carabinieri acquisivano le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, comprese quelle panoramiche installate sulla struttura comunale e quelle poste all’ingresso del Comando della Polizia Locale e le visionavano. Così come sentivano a sommarie informazioni testimoniali il vigilante dell’istituto di vigilanza, aggiudicatario dell’appalto triennale (2019-2021), in servizio in quel momento al Comune e che, uditi gli spari, avrebbe subito allertato le Forze dell’Ordine. Militari dell’Arma che, il mattino successivo, cercavano di individuare le attività commerciali o gli immobili presenti in zona, eventualmente dotati di impianti di videosorveglianza, le cui immagini registrate potevano rivelarsi utili, a ricostruire il percorso seguito dai malviventi fino a via Palatucci. Naturalmente sulle indagini vigeva il massimo riserbo e nessuna pista veniva esclusa. “Il lavoro è la risposta migliore – commentava il presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto – e non ci faremo intimidire da quest’azione meschina. Attendiamo l’esito delle indagini e ringraziamo le Forze dell’Ordine per il prezioso lavoro, che stanno svolgendo in queste ore difficili”. Soltanto pochi mesi fa, il 12 dicembre del 2020, il corpo di Polizia Municipale era stato preso di mira. Infatti due vetture in uso ai caschi bianchi, che venivano lasciate in sosta ed incustodite, anche durante le ore notturne, negli stalli riservati ai suddetti veicoli (una disposizione adottata, nonostante che la Casa comunale disponga, al suo interno, di un’autorimessa composta da un garage coperto e da un’area scoperta),…

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Opere edili abusive: a breve la demolizione di quelle rinvenute a via De Gasperi?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire. Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente. A tal proposito non sfuggivano a questa sorte alcune opere abusive, site a via De Gasperi e riconducibili a cinque persone del posto, tutte facenti parte dello stesso nucleo familiare e ad una società con sede a Nola. Opere che si riferiscono ad un impianto di distribuzione di carburante e realizzate in assenza del prescritto titolo abilitativo e dell’autorizzazione sismica, come accertato dal personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato a ottobre del 2010, con relativa produzione di un rilievo fotografico, attestante lo stato dei luoghi e di una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente. Opere abusive che consistono in: una pensilina in ferro posta a copertura di due colonnine benzina/diesel e relativi sottoservizi, che presenta dimensioni maggiori, rispetto a quanto riportato nei grafici allegati. Un massetto pavimentato su cui insistono le colonnine, che hanno una lunghezza maggiore, rispetto a quelle indicate nei grafici. Un gabbiotto in alluminio adibito ad ufficio, ancorato al suolo mediante supporti metallici. Un ponte sollevatore con annesso quadro comando. Va precisato anche che, per l’impianto di distribuzione, fu presentata una richiesta di condono edilizio a marzo del 1986 ai sensi della legge n.47/85 e che, allo stato, non è stata ancora definita!! Circa l’autolavaggio, invece, che è di proprietà di una società con sede a Nola, risulta presentata una Dia per l’Impianto di Depurazione delle Acque per Autolavaggio, che presenta le seguenti irregolarità: un gabbiotto in ferro a copertura dei depuratori con copertura in lamiera ed una struttura in ferro di forma irregolare, chiusa sul lato prospiciente l’impianto. Unica struttura nel frattempo demolita, a seguito dell’avvio del procedimento di demolizione avviato dal Comune. Pertanto le opere, realizzate senza il prescritto permesso di costruire, sono…

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In giro con tre patenti false, denunciato

In giro con tre patenti false, 41enne nei guai. E’ quanto avveniva di recente ad Acerra, dove i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, durante un’operazione di controllo del territorio, fermavano e controllavano un automobilista del posto. Ad un suo immotivato nervosismo, seguiva un’accurata perquisizione veicolare dei Militari dell’Arma, che rinvenivano nella sua disponibilità tre patenti di guida risultate fasulle. Dopo le formalità di rito l’uomo veniva deferito in stato di libertà. Le indagini, tuttavia, proseguivano, per chiarire i motivi del possesso di tutti quei documenti, ognuno riportante nome e fotografia ‘di fantasia’.  

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Corrente a singhiozzo, molti i disagi avvertiti

Arrivavano fino a quattro i giorni consecutivi, durante i quali si registravano gravi disagi per centinaia di famiglie della provincia di Napoli, a causa di continue interruzioni nella fornitura di energia elettrica. In una vasta area che comprende i Comuni di Casalnuovo, Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna ed Acerra, si susseguivano i black out senza soluzione di continuità. Sui social, intanto, montava la protesta: gli utenti lamentavano danni agli elettrodomestici ed agli impianti di allarme, ma anche grosse difficoltà per persone anziane o ammalate, che soffrono a causa delle temperature elevate ed al di sopra delle medie stagionali registrate di recente. Persone che non potevano utilizzare i ventilatori o i climatizzatori, divenuti fondamentali per difendersi dal caldo. Numerose erano le chiamate giunte ai numeri di emergenza da parte degli utenti. Senza dimenticare gli abitanti dei palazzi o dei parchi, soprattutto quelli che occupano i piani più alti, per i quali era impossibile utilizzare gli ascensori, all’interno dei quali, senza energia elettrica, qualcuno poteva anche restare bloccato. La società che gestisce l’energia elettrica faceva sapere, che sulle linee di media tensione vi erano stati diversi guasti e che il personale era all’opera, per ripararli. Gli utenti, però, anche sui social, sostenevano che tale situazione si ripete ogni estate da anni. Sono molti, infatti, i cittadini che sollecitano interventi, che alla fine possano risultare risolutivi. Già il 23 giugno erano rimaste per un’ora senza energia centinaia di abitazioni nel quartiere Chiaia, a Napoli, colpite da un guasto a una linea di E-distribuzione, società del gruppo Enel. Una vera sciagura nel giorno più caldo dell’anno, con centinaia di napoletani costretti al caldo, senza poter accendere i climatizzatori.  

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Una strada dove l’unica cosa ad essere cambiata è il nome. Per il resto…

E’ stata, in questi anni, più volte oggetto della nostra attività giornalistica con la redazione di tanti articoli, a seguito dei quali, a diminuire leggermente, sono stati solo i rifiuti illecitamente sversati. Ma per il resto nulla è mutato. Il riferimento è a via Troisi (ex prolungamento di via Macello Nuovo, dalla quale si dirama anche contrada “Lupara”), una strada sterrata di cui già abbiamo documentato le disastrose condizioni ambientali ed igienico-sanitarie, con tanto di rilievo fotografico prodotto. Strada comunale che non ha mai conosciuto un intervento da parte del Comune e che, pertanto, è polverosa d’estate e fangosa d’inverno e che è uno dei tanti sversatoi non autorizzati cittadini. Rifiuti di varia tipologia, che formano una discarica a cielo aperto, che si estende ad ambo i lati della strada per decine di metri, spesso occultati dalla copiosa erbaccia non diserbata e che ha, nella carcassa di un’auto data alle fiamme, la sua new entry. Il senso di abbandono da parte delle istituzioni locali è, poi, rimarcato dalle condizioni in cui versa la strada (!?), che si trasforma in un inaccessibile ed impraticabile corso d’acqua, alle prime intense precipitazioni. Da qui danni alle vetture che lo attraversano (quand’è possibile), o isolamento dei nuclei familiari nelle proprie abitazioni. Concetti espressi anche per iscritto agli amministratori comunali da alcuni dei residenti, come si evince da alcune note protocollate, anche al sindaco Lettieri, “che – come riferisce uno dei residenti – alla richiesta di incontrarlo avanzata da mesi alla sua segreteria, mi si risponde, che o non c’è, oppure non può ricevere”. In una nota di marzo 2018, in cui si parla di pericolo per la pubblica e privata incolumità si legge, tra l’altro, che “l’acqua che ristagna, inonda anche le proprietà prospicienti tale strada, invadendo anche i piani sottostrada e venendo a contatto con le strutture portanti dei fabbricati, concausa di possibili dissesti statici”. Tra l’altro, alla richiesta di autorizzazione a realizzare privatamente una condotta fognaria per detta strada, giunse (ad aprile del 2016), da parte dell’allora Dirigente ai Lavori Pubblici, C.Martone la diffida a non eseguire tali lavori, in quanto la strada è pubblica. La polvere, che poi si leva da detta strada, spesso si deposita sulle vetture appena lavate in un autolavaggio contiguo alla stessa. Nonostante un sopralluogo…

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