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I sindacati denunciano le continue contestazioni dei Vigili Urbani verso i dipendenti Tekra

Riflettori di nuovo accesi (anche se resta cosa ardua, riuscire a tenerli spenti) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Comandante Felice D’Andrea. E dopo la nota (da noi pubblicata in data 5.10.2021), trasmessa il mese scorso, tra gli altri, al Sindaco Lettieri; al Prefetto di Napoli e all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi, dal Segretario generale della Federazione Italiana Lavoratori Ambiente e Sicurezza Francesco Napolitano; che aveva, per oggetto, “la richiesta di interventi per competenze inaccettabili da parte di un Luogo Tenente dei Vigili Urbani” e che aveva mandato detto Comando di nuovo nell’occhio del ciclone, stavolta a dare fuoco alle polveri sono stati i rappresentanti di due sigle sindacali (Uil Trasporti e Fiadel) che, di recente, hanno trasmesso al primo cittadino ed alla Direzione generale della società Tekra una nota, avente ad oggetto “la richiesta di convocazione in sede comunale di Acerra”. “Da tempo le scriventi stanno avendo segnalazioni – esordisce lo scritto – da parte dei dipendenti e dei rappresentanti del cantiere (si fa per dire ndr) di Acerra, perché i controlli effettuati sul territorio acerrano dai Vigili Ambientali stanno causando contestazioni nei confronti dei lavoratori, che si sentono risentiti ingiustamente. Parte delle contestazioni riguardano il mancato prelievo dei cartoni in determinate zone del territorio, soprattutto nelle aree private, dove i lavoratori non possono accedere. I controlli effettuati dai Vigili Ambientali risultano efficaci, se il fine è capire, se il fenomeno del ritrovamento dei cartoni o, in genere, delle varie tipologie di rifiuti lasciati a terra, sia un problema dei lavoratori, che non adempiono ai propri doveri, oppure è colpa di alcuni cittadini o commercianti indisciplinati che, per disfarsi dei rifiuti, non rispettano né l’orario e né il calendario della raccolta differenziata. Al contrario – prosegue la nota sindacale – non accetteremo il dito puntato sempre sui lavoratori, a prescindere dal mancato prelievo o meno. Alla luce di quanto sopra esposto anche un responsabile del cantiere di Acerra ha dichiarato alla Tekra nelle sue controdeduzioni, a seguito di una contestazione che, attualmente, non c’è la possibilità di controllare le segnalazioni fatte dai Vigili Ambientali, perché non può lasciare il cantiere incustodito e quindi risulta non fattibile constatare, se siano non conformità dovute dagli addetti ai lavori oppure da qualche cittadino o commercianti indisciplinati o, ancora, sia…

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Gli abusivi vendono, le Ordinanze non sono osservate ma i Vigili “vogliono cercare la droga”

L’11 maggio del 2019, presso il Castello dei Conti, si tenne la giornata di studi per operatori della Polizia Locale, che aveva come tema “Commercio e Sicurezza”. Patrocinata dal Comune di Acerra ed organizzata dall’Associazione professionale di Polizia Locale ANVU. L’evento analizzava il ruolo ed i compiti degli operatori della Polizia Locale nell’ambito degli interventi di controllo commerciale. Presente alla manifestazione il sindaco Lettieri, nonché numerosi Comandanti ed agenti dei corpi della Polizia Locale. A relazionare sulla materia fu il Dott.Michele Pezzullo, Comandante a riposo di Polizia Locale, che approfondì il tema del controllo delle attività economiche e le occupazioni di suolo pubblico. Già, quello che viene sistematicamente occupato ormai da anni, senza alcuna autorizzazione, lungo via Madonnelle ed in occasione del mercato settimanale, ogni sabato mattina, da alcuni extracomunitari privi, probabilmente, anche del permesso di soggiorno. Ma pronti a vendere scarpe e borse di marca (tutte contraffatte), esposte su grossi teloni bianchi, pronti ad essere ripiegati, qualora arrivino gli agenti della Polizia Locale. Ma nonostante che l’organico dei poliziotti municipali si sia di molto ampliato, con ben 20 unità lavorative in più e che adesso si sia “irrobustito” con una figura di grande spessore, ossia con quella del Dirigente-Comandante Felice D’Andrea le scene, a cui si assiste ogni sabato mattina e le suddette problematiche, persistono ancora. Ed è così che, quantunque i caschi bianchi abbiano nel frattempo “studiato”, è solo grazie alle continue ed insistenti segnalazioni di un cittadino, che intende anche tutelare i commercianti acerrani, che alla fine si registra l’intervento dei poliziotti municipali. Che quasi mai procedono, però, al sequestro della merce e a sanzionare, secondo le normative vigenti, i venditori abusivi. I quali tornano ad esporre e a vendere la loro merce, non appena i Vigli Urbani si allontanano! Mentre è lungo e cospicuo l’elenco degli esercenti acerrani, spesso sanzionati dai caschi bianchi anche, ad esempio, per aver occupato il suolo pubblico con tavolini e sedie. Ed ogni verbale elevato ammontava a ben 169 euro. Ma se i Vigili Urbani non “riescono” a far sloggiare dai loro “posti fissi” detti extracomunitari o a far osservare alla cittadinanza svariate Ordinanze sindacali di divieto di: utilizzare fuochi d’artificio; abbandonare in strada le deiezioni canine; lasciare i carrellati in giorni ed orari non consentiti; tenere puliti i…

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Opere edili abusive: a breve la demolizione di quelle rinvenute a via Sicilia?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire. Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente. A tal proposito non sono sfuggite a questa sorte alcune opere abusive, site a via Sicilia e riconducibili ad un 46enne del posto. Opere realizzate in assenza del prescritto titolo abilitativo e dell’autorizzazione sismica, come accertato dal personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato ad aprile scorso, con relativa produzione di un rilievo fotografico, attestante lo stato dei luoghi e di una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente. Opere abusive che presentano difformità rispetto alla licenza edilizia ed ulteriori volumetrie, di cui non risultano presentati titoli abilitativi e che consistono, tra l’altro, in un manufatto realizzato con blocchi in lapil-cemento e copertura costruita da tubolari di ferro e sovrastanti lastre ondulate di eternit; in una tettoia antistante il manufatto e in un manufatto ricavato nello spazio sottostante la scala di accesso al piano sottotetto, adibito a servizio igienico. Oltre ad un fabbricato in muratura portante, costituito da un piano rialzato, un piano seminterrato ed un piano sottotetto. Pertanto le opere, realizzate senza il prescritto permesso di costruire, sono state poi interessate dall’Ordinanza di demolizione n.29 del 23.07.2021, che reca la firma del Dirigente all’Urbanistica Arch.Concetta Martone e che, nel frattempo, è stata già notificata ai proprietari, che devono ottemperare alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, con conseguente ripristino dello stato dei luoghi. Ordinanza trasmessa al Presidente della Giunta regionale della Campania; alle Forze dell’Ordine, incaricate dell’osservanza della stessa ed alle società, che garantiscono le utenze domestiche. A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, le opere potrebbero essere abbattute dal Comune, che procederà in danno, ossia le spese sostenute dall’Ente comunale saranno addebitate al responsabile dell’abuso. Contro la suddetta Ordinanza dirigenziale il responsabile dell’abuso può proporre ricorso…

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Quattro positivi in prima Liceo e l’intera classe del “Dè Liguori” va in quarantena

Quattro positivi tra gli studenti facevano scattare, lo scorso 5 ottobre, la quarantena per l’intera classe, composta da 24 unità, del Liceo Polispecialistico “Alfonso Maria Dè Liguori” di via Stendardo, che conta 1300 studenti. A finire in didattica a distanza, fino al 16 ottobre, erano 27 studenti di una prima superiore, tra i quali risultavano positivi quattro ragazzi. In breve la notizia faceva il giro della città e veniva ripresa da vari organi di stampa. «Ma il numero sta crescendo – spiegavano alcuni genitori – ed abbiamo infatti deciso, di non aspettare l’Asl e di effettuare i tamponi privatamente. Finora abbiamo notizia di sei positivi, tra vaccinati e non vaccinati. Riteniamo assurdo, che l’Azienda sanitaria non si sia mossa in tempi rapidi, facendo così aumentare il rischio di contagi nella platea scolastica: la convocazione per i tamponi, infatti, è prevista tra dieci giorni. Purtroppo i ragazzi hanno continuato a frequentare fino alle disposizioni arrivate ieri e non sappiamo, quanti ancora potrebbero risultare positivi. Nel frattempo sono stati a contatto con genitori e familiari ed il rischio che ci siano molti più contagiati, sta diventando elevato. Sembra tutto assurdo – aggiungevano i genitori – quasi come se il Covid non esistesse e non ci fessero persone fragili, che possono ammalarsi in maniera grave». Il Dirigente scolastico, Giovanni La Montagna, invece, tranquillizzava sull’eventualità di un focolaio, sottolineando che la situazione era sotto controllo e che tutte le misure previste dal Ministero di competenza e dall’unità di crisi «sono state rispettate». «Nei giorni scorsi i genitori di uno studente hanno informato la scuola della positività dello stesso ad un tampone rapido – spiegava – ed è stata subito informata l’unità di prevenzione. I genitori sono stati invitati a verificare eventuali sintomi riconducibili al Covid e, purtroppo, altri tre ragazzi sono risultati positivi. A questo punto, secondo quanto previsto dalle normative, l’Asl ha avviato la sorveglianza sanitaria in via precauzionale ed ha disposto la quarantena per 10 giorni dell’intera classe e sono partite le indagini molecolari per i rimanenti ragazzi. Come scuola abbiamo fatto tutto quanto rientra nei protocolli e non possiamo recriminarci nulla». In tre, qualche giorno dopo, presentavano anche febbre. Intanto la scuola restava regolarmente aperta “in quanto – precisava il Preside – non c’era nessun allarmismo, chiedendo alle famiglie,…

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Benvenuti nel “suk” acerrano. Alimenti e bibite esposti sui marciapiedi al sole ed agli agenti inquinanti

E’ noto, che dallo scorso 4 agosto il dott.Felice D’Andrea è stato riassunto in servizio al Comune di Acerra nel ruolo di Dirigente Comandante della Polizia Municipale. Un Comando, il cui organico è stato ampliato con ben 20 unità lavorative in più e che adesso è “irrobustito” da una figura di grande spessore. Ma, a quanto pare, le criticità che affiggono la comunità locale, comprese la mancata osservanza di svariate Ordinanze sindacali da parte dei cittadini e a cui devono ottemperare i poliziotti municipali, sono sempre le stesse. Intanto prosegue quotidianamente l’esposizione all’aperto di merce di varia tipologia, soprattutto alimentare. Eppure con la sentenza n.6108/2014 la Corte di Cassazione ha sancito il divieto di esporre frutta e verdura all’aperto fuori dai negozi, sui marciapiedi o sulle bancarelle in zone di grande traffico, per cattivo stato di conservazione degli alimenti. Rischiano quindi una sanzione i titolari dei negozi ortofrutticoli, che espongono la loro merce all’esterno dell’esercizio, per violazione della legge n.283/1962, in quanto la norma sancisce, che “è vietato, nella preparazione degli alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari: […] b) in cattivo stato di conservazione“. Verdura e frutta esposte all’aperto sono soggette a subire un deterioramento ed un peggioramento qualitativo da parte degli agenti atmosferici e delle sostanze inquinanti, con possibili effetti negativi sulla salute dei consumatori. L’acquisto di prodotti alimentari sulle bancarelle può però anche esporre a rischi legati alle maggiori difficoltà per garantire, soprattutto nel periodo estivo, una corretta temperatura di conservazione degli alimenti deperibili e determinare una carenza di informazioni per il consumatore, dovute ad un’etichettatura incompleta o assente. Oltre a ciò lasciare sotto il sole le bottiglie in plastica di acqua è reato, perché il commerciante deve usare tutte le accortezze necessarie con gli alimenti deteriorabili, al fine di evitare di mettere a rischio la salute dei consumatori. Con la sentenza n.39037/18, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna emessa dal Tribunale di Messina (con un’ammenda di 15 mila euro) nei confronti di un commerciante. Insomma, l’acqua esposta per un lungo o breve periodo al sole fuori dal magazzino, perde le proprietà contenute nella bottiglia e quindi, potenzialmente, può contaminare l’acqua ed avere conseguenze sul nostro organismo. Ed anche se nessun cliente lamenta un malore, dopo aver bevuto quell’acqua,…

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Relazione choc: sono 8 i milioni di euro, che il Comune deve recuperare dalla Tekra (II parte)

“L’importo complessivo che il Comune di Acerra deve recuperare, a vario titolo, è pari a 8.481.956,00 euro”. E’ questa la frase, posta a conclusione della relazione redatta dal Direttore Esecutivo del Contratto (Dec) Cristoforo Pacella stipulato tra l’Ente di Viale della Democrazia e la società Tekra, che effettua per conto del Comune, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana e di cui riferimmo sullo scorso numero. Una relazione redatta, tenendo conto di quanto stabilito dal Capitolato Speciale d’Appalto (CSA), dal Piano industriale, dall’Offerta tecnica e dal Piano delle Migliorie della società e con la quale si chiede, di procedere con l’avvio della procedura di contestazione ed alla decurtazione a partire dal primo canone utile. Una relazione dettagliata, trasmessa a febbraio scorso al Dirigente del servizio Salvatore Pallara e che richiama, in molti punti, l’esposto-denuncia depositato in Procura nel 2019 dal Consigliere comunale di opposizione Carmela Auriemma. Un esposto corposo, che ripercorreva l’attività dell’impresa salernitana che aveva (e forse ha ancora), un contezioso con il Comune, mirante a contestare dinanzi ai giudici del Tribunale di Napoli le sanzioni elevate a suo carico ed il procedimento di applicazione delle penali, per un importo pari a 647.103,00 euro (dato aggiornato al 31.05.2018) e ad ottenere la restituzione della somma contestatagli dall’Ente comunale. L’esposto dava la massima rilevanza anche alle inadempienze contrattuali che, ancora oggi, si susseguono e ai disservizi arrecati alla comunità locale, a fronte di un appalto, che costa alle casse comunali oltre 54 milioni di euro in 7 anni La relazione di Pacella, intanto, prende in esame il parco automezzi; la fornitura di attrezzature e materiale di consumo; l’espletamento dei servizi pregressi; il mancato espletamento dei servizi previsti dal CSA; il raggiungimento delle percentuali annue di raccolta differenziata ed il personale di cantiere che, com’è noto, è previsto in 106 unità. Ebbene, su questo punto, ad esempio, non mancano evidenze raccapriccianti, laddove si legge, che “4 unità non sono state oggetto di passaggio di cantiere e non sostituite dalla società con altrettante di pari livello; 2 non sono più in servizio, ma non comunicate dalla società e, ad oggi, si può asserire, che l’Amministrazione comunale liquida la somma di 179.610,00 euro annui per 4 operatori non presenti. Sono indicati poi aumenti e passaggi di livello non…

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Comando Vigili: il sindacato denuncia ‘ingerenze’ di un Luogo Tenente verso i dipendenti Tekra

Riflettori di nuovo accesi (anche se resta cosa ardua, riuscire a tenerli spenti) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Comandante Felice D’Andrea e sotto la cui gestione si registrarono vicende, che lo fecero balzare agli onori della cronaca e non solo, anche a seguito dell’operato, talvolta discutibile, da parte dei caschi bianchi. Infatti i vari Puopolo, Formicola, Trimarchi, De Chiara, Nuzzo, Miele, lo stesso D’Andrea ed altri sono solo alcuni dei nomi, dietro ai quali si celano storie, che hanno trascinato detto Comando in una serie di procedure anomale, inchieste, imputazioni, convocazioni dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari, ricorsi, condanne e sentenze, di cui l’amministrazione comunale avrebbe fatto volentieri a meno. Senza dimenticare la proclamazione, da parte dei sindacati, dello stato di agitazione del personale del Comando e dalla richiesta di avvio della procedura di raffreddamento. E, giusto per restare in tema, adesso il Comando della Polizia Locale (che sta assumendo una connotazione sempre più ‘familiare’) si ritrova di nuovo nell’occhio del ciclone, a seguito di una nota trasmessa, di recente, tra gli altri, al Sindaco Lettieri; al Prefetto di Napoli e all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi, dal Segretario generale della Federazione Italiana Lavoratori Ambiente e Sicurezza Francesco Napolitano e che ha, per oggetto, “la richiesta di interventi per competenze inaccettabili da parte di un Luogo Tenente dei Vigili Urbani”. “Molti lavoratori – esordisce la nota – dipendenti della ditta Tekra, che effettuano il servizio di igiene urbana, hanno informato la scrivente organizzazione sindacale che un Pubblico Ufficiale, dipendente comunale, in relazione ad un eventuale compito assegnatogli di ispezione e controllo dei rifiuti solidi urbani, violerebbe le normali relazioni tra dipendente e ditta, in quanto si arrogherebbe il diritto di entrare nelle cabine degli automezzi aziendali, per verificare cosa ci sia all’interno ed ‘intimando’ ai lavoratori dipendenti, non solo di rovistare tra i rifiuti, ma obbligando altresì a far effettuare lavori in zone da lui indicate e completamente diverse dalle zone di appartenenza indicate dalla Tekra ai propri dipendenti. Nell’evidenziare che tutto ciò – prosegue la nota – ove mai corrispondesse al vero, viola i diritti-doveri sia dei dipendenti che dell’azienda, in correlazione di rapporto di lavoro e, per la qual cosa, i lavoratori in questione devono assolutamente rispondere alle richieste aziendali e non certamente a…

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Furto di marmitte nel deposito auto, ordinanza del Gip per tre

Ancora riflettori puntati su un “nuovo” (si fa per dire) fenomeno predatorio (ad impinguare quelli già esistenti e praticati sull’intero territorio comunale), più volte segnalatoci da alcune “vittime di turno”. Si tratta del furto di alcuni pezzi delle marmitte delle auto lasciate in sosta in strada da ignari cittadini. Furti perpetrati sia in periferia, che in aree non lontano dal centro storico e di cui i malcapitati prendono coscienza, solo allorquando avvertono, che la loro vettura emette un forte rombo, estraneo al loro veicolo fino a qualche ora precedente. Dalla marmitta viene segato e portato via un pezzo che, verosimilmente, viene rivenduto dai delinquenti per alcuni euro sul mercato nero. Infatti, secondo gli esperti, i catalizzatori delle automobili contengono tracce di metalli nobili, come il palladio, un sottoprodotto di nichel e platino, che fa registrare un buon valore economico al grammo. Non ultimo era anche il furto della marmitta, compiuto di recente in pieno giorno ai danni di una vettura parcheggiata non lontano dalla Casa comunale e la cui proprietaria rendeva pubblico, con tanto di avviso lasciato sul parabrezza dell’auto!! Adesso è notizia di questi giorni di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola nei confronti di un terzetto accusato di furto aggravato. Veniva così stabilito l’obbligo di firma e di dimora a carico di Carmine ed Antonio E. entrambi di Pomigliano d’Arco e di Pasquale T. napoletano di Marianella. Il Gip ha accolto la richiesta della Procura bruniana, che aveva concordato con le risultanze investigative dei Carabinieri della locale stazione. I Militari dell’Arma, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, infatti, avevano effettuato un’accurata attività info-investigativa in merito ad alcuni furti, verificatisi lo scorso giugno nel deposito ‘Soccorso Campania’, ubicato sulla strada che collega Acerra a Pomigliano. Qui sarebbero state trafugate diverse marmitte catalitiche dalle vetture in deposito. Una tipologia di furto che, di recente, ha avuto il suo picco con i ladri interessati soprattutto al palladio, il raro metallo presente nei dispositivi delle auto, il cui valore è salito moltissimo. Ovviamente l’attività dei malviventi, che continuano ad attentare costantemente alla sicurezza urbana e sociale e che commettono una serie di reati contro il patrimonio, è favorita anche dallo scarso controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, alle prese con la cronica…

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Villa dei Fiori, giovane 26enne arriva con diverse ferite d’arma da taglio

Venivano condotte a 360 gradi le indagini per il ferimento di un giovane del posto, giunto poco dopo la mezzanotte presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero della clinica Villa dei Fiori con diverse ferite di arma da taglio in zona toracica, braccio sinistro, zona dorsale ed al collo. Il ferito veniva subito ricoverato in codice rosso e, dopo le prime cure da parte del personale sanitario di turno, veniva trasferito d’urgenza presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli. Sul posto giungevano gli uomini del locale Commissariato di Polizia, i quali avviavano subito le indagini, per riuscire a dare un nome ed un volto al feritore, ma soprattutto per capire il movente del tentato omicidio. Il 26enne, almeno per quanto è stato possibile ricostruire, è giunto presso il presidio ospedaliero a bordo di un’autovettura privata. Ovviamente le persone che l’hanno accompagnato venivano subito individuate e probabilmente sentite durante la notte. Il ferito, arrestato a luglio scorso in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare della Direzione Distrettuale Antimafia, era tornato in libertà alcune settimane dopo l’arresto. Era indagato per diverse operazioni di spaccio di sostanze stupefacenti, ma era coinvolto anche con l’accusa di detenzione di un’arma clandestina (una beretta 7,65 con matricola abrasa), per la quale nell’immediatezza dei fatti venne arrestata una donna (conoscente dell’uomo), la quale in piena notte aveva raggiunto il ferito, per portare via la pistola. Secondo il racconto fatto dallo stesso giovane, l’arma era stata usata contro alcuni individui (rimasti poi sconosciuti) in piazza Dei Martiri, una delle floride e storiche piazze di spaccio cittadine, A maggio del 2020 il giovane ferito era stato destinatario di un provvedimento di divieto di dimora ad Acerra, al termine di un’articolata attività d’indagine da parte dei poliziotti del Commissariato cittadino, che si era conclusa con l’arresto di diversi personaggi gravitanti nell’orbita di un noto cartello locale.

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Allarme contagi, alunni e docenti positivi ed in quarantena. Scuola chiusa

A meno di una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, tornava l’incubo contagi. Infatti 300 alunni della scuola dell’infanzia del II Circolo didattico “Don Peppe Diana”, sito a via Dei Mille, restavano a casa dal 22 al 27 settembre scorsi, in quanto 5 maestre e 2 bambini risultavano postivi al Covid. Immediatamente la Dirigente scolastica dell’istituto, Rosaria Coronella, attivava le procedure previste in questo caso ed informava l’Asl territorialmente competente, disponendo la chiusura della scuola in via precauzionale, mentre l’edificio, con le sue 17 sezioni, veniva sanificato direttamente dal personale della scuola, che utilizzava i macchinari acquistati in precedenza. Tutte misure, che scongiuravano l’insorgenza di un focolaio d’infezione nella scuola e che consentivano di tenere la situazione sotto controllo. Attività didattiche dunque sospese e chiusura del plesso, che ospita oltre 300 bambini dai tre ai cinque anni e circa 40 docenti, con invito a tutti i soggetti destinatari della comunicazione della Preside (genitori, docenti, collaboratori della scuola, Sindaco ed Assessore alla Pubblica Istruzione), ad avviare le procedure di sorveglianza sanitaria, al fine di poter riprendere le attività in sicurezza. Al ritorno a scuola per gli insegnanti ed il personale non docente veniva stabilito l’obbligo di indossare guanti e visiere. A tutti, genitori compresi, veniva consigliato di sottoporsi al tampone. Ma l’aspetto più strano è che tutti i positivi frequentano classi diverse l’una dall’altra e quindi non sarebbero stati in qualche modo in contatto tra loro. “Non riesco a spiegarmi come possa essere accaduto ed è strano – raccontava la Dirigente scolastica – perché tutte le maestre sono vaccinate ed insegnano in classi diverse e, quindi, non hanno avuto contatti tra loro. E la stessa cosa vale per anche per i due bambini positivi, che frequentano due sezioni diverse ed inoltre i familiari non sono risultati contagiati. Per fortuna non ci troviamo di fronte ad un focolaio, ma per precauzione ho preferito chiudere la scuola fino a domenica”. Le cinque maestre contagiate hanno completato il ciclo vaccinale e sono in massima parte asintomatiche, con due di loro affette da un leggero raffreddore. I due bambini, entrambi di tre anni, sono invece asintomatici. Insegnanti ed alunni positivi dovevano comunque restare una settimana in quarantena, così come prevedono le nuove disposizioni governative. Poi dovevano sottoporsi di nuovo al tampone, per verificare l’avvenuta guarigione…

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