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Querelate dalla Segretaria generale, rinviate a giudizio le Consigliere comunali di Pd e M5S

(Articolo pubblicato in data 19.06.2019). E’, dei giorni scorsi, la notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale. La Piscopo aveva querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario era iniziato con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Il Pubblico Ministero, intanto, non ha voluto archiviare il caso, optando per la citazione diretta a giudizio delle due esponenti della minoranza. Ed è stata fissata al 5 settembre prossimo la prima udienza del processo, che si terrà dinanzi al Giudice di Pace di Nola. Questo vuol dire, secondo qualche quotidiano, che le due Consigliere rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico, da corrispondere alla Dirigente in caso di condanna. “E’ a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione” è il principio, sul quale si poggerà la difesa delle due Consigliere. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere stata la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. “Non sono mai stata ascoltata dal Pubblico Ministero e non ho mai insultato la Piscopo – puntualizzava la Montesarchio – e del resto basta vedere il video del mio intervento in Consiglio comunale”. Dal canto suo Auriemma…

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Comando Polizia Locale, risolto il caso del cancello del sottopasso con l’archiviazione

La convocazione dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) del sottufficiale della Polizia Locale, per la vertenza della mancata chiusura serale del cancello del sottopasso ferroviario lo scorso 21 aprile (ovvero la domenica di Pasqua), al termine dell’orario di servizio si svolgeva, dopo l’audizione tenutasi il 18 giugno, lunedì I luglio, con l’audizione del Vice-Comandante Domenico De Sena chiamato a chiarire, quanto precisato dal Maresciallo nei giorni precedenti e se il foglio di servizio fosse stato notificato al Sottufficiale “incriminato”. Alla fine la vicenda si risolveva con l’archiviazione del provvedimento disciplinare adottato dall’UPD, composto dal Dirigente ad interm della Polizia Locale Gennaro Cascone; dall’Arch.Concetta Martone e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente). E ciò perchè, come si evince dal verbale redatto, “alla luce di quanto dichiarato, stante l’impossibilità di produrre prova documentale certa rispetto a quanto dichiarato dalle parti e, in particolare, rispetto all’avvenuta tempestiva conoscenza dell’ordine di servizio all’interessato, archivia il procedimento a suo carico. Nel contempo il collegio fa monito al Vice-Comandante di provvedere, d’ora innanzi, a notificare attraverso pec a tutti gli operatori giornaliermente il foglio di servizio, onde poter avere certezza della ricezione dei relativi ordini”. La decisione veniva notificata a mezzo posta elettronica certificata (pec) al Maresciallo. Ora spetta al Presidente dell’UPD disporre l’eventuale invio degli atti alla Procura della Repubblica di Nola, così come aveva sostenuto nel corso della prima audizione del presunto indagato. Ovviamente era nell’aria, che tutto sarebbe finito a “tarallucci e vino” con l’archiviazione ad horas del “paventato” provvedimento disciplinare. Nel corso dell’audizione il Vice-Comandante ha dichiarato: “Il giorno in questione (riferendosi forse alla giornata di Pasqua), il sottoscritto ha disposto verbalmente all’agente Perroni, di annotare a penna sul relativo foglio, che gli operatori in servizio pomeridiano avrebbero dovuto disporre la chiusura serale del sottopasso, ma non aveva verificato nell’immediatezza, se ciò sia realmente avvenuto, né tantomeno, per prassi costante, è uso notificare tale foglio di servizio agli operatori interessati”. La domanda che sorge spontanea è questa: se è vero, come certamente è vero, che il Vice-Comandante ha dato disposizione all’agente di annotare a penna la suddetta disposizione, perché l’ha poi sottoscritta in calce, quando ormai la vicenda aveva assunto connotati di interesse disciplinare? Naturalmente a questo semplice interrogativo non ci sarà risposta. Ma…

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E’ caos sull’ufficio per i provvedimenti disciplinari. Un Tenente sospeso per 4 ore!!

Come riportato nell’articolo pubblicato in precedenza la Commissione, che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), doveva esprimersi anche nei confronti degli altri due caschi bianchi, già convocati tra il 17 ed il 18 giugno. Provvedimenti disciplinari che poi arrivavano lo scorso 4 luglio. Alla fine tanto rumore per nulla. Infatti erano viziate da illegittimità le determinazioni assunte dai Commissari dell’UPD, poiché ad irrogare le sanzioni disciplinari, doveva essere il Dirigente del settore (in questo caso il Dirigente ad interim Gennaro Cascone) e non l’Ufficio disciplina. Difatti l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!! Scontato che il Tenente Francesco Esposito, “condannato” alla multa pari a 4 ore di retribuzione, presenterà ricorso alla decisione, cercando di far valere le proprie ragioni e chiedendo l’annullamento del provvedimento, notificato a mezzo pec agli interessati. Meglio è andata all’ agente “scelto” al quale la Commissione, al termine del “dibattito” interno e lette le motivazioni addotte dallo stesso, ha ritenuto “non sussistenti le ragioni, che potrebbero legittimare l’irrogazione di un provvedimento disciplinare di propria competenza. Al più, data la condotta dell’agente, si potrebbe ipotizzare l’irrogazione di una sanzione pari al richiamo verbale”. Nello specifico al poliziotto locale, che in data 11.05.2019 si stava recando presso il Castello dei Conti, per partecipare ad una giornata di studi, era stato ordinato di controllare alcuni manifesti elettorali abusivi a via Diaz. Questi, però, si era reiteratamente rifiutato e si era recato al corso. Lasciandolo, però, poco dopo, per adempiere all’ordine impartitogli. In ogni modo non bisognava essere un indovino, per capire come sarebbe finita. Ma andiamo per gradi, facendo comunque una premessa, ovvero che all’interno del Comando della Polizia Locale, dopo il licenziamento del Comandante Felice D’Andrea e l’investitura a responsabile del corpo del Tenente Domenico De Sena (promosso a Capitano, senza però la dovuta anzianità di servizio), si è creata una situazione difficilissima e carica di tensione, che ha spaccato in due il Comando, mettendo gli agenti storici contro i nuovi assunti. Il tutto sotto gli occhi del Sindaco e dell’Assessore al ramo, che hanno il dovere di correre ai ripari, per…

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Blitz antiassenteismo al Comune: accolto il ricorso di altri due dipendenti licenziati

Nuova puntata relativa ai licenziamenti decisi a luglio dell’anno scorso dall’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) nei confronti di 6 dipendenti comunali, coinvolti nel cosiddetto blitz antiassentesimo, condotto nel Comune a giugno del 2013 da parte dei poliziotti del locale Commissariato e coordinati dalla Procura di Nola sulla scorta di un esposto anonimo fatto pervenire alle Forze dell’Ordine. Inizialmente il blitz fu condotto dai poliziotti attraverso una serie di appostamenti, per poi procedere ad un’attività investigativa più incisiva. Attuata, collocando telecamere all’interno ed all’esterno degli uffici comunali, per monitorare il transito degli impiegati e la registrazione degli orari di ingresso e di uscita attraverso gli appositi badge. Dalle registrazioni delle telecamere fu possibile visualizzare dipendenti, che marcavano con più badge e, attraverso una comparazione degli orari dei filmati con quelli registrati sui tabulati di presenza, si riceveva non solo conferma della loro identità, ma si comprendeva anche per quali colleghi il dipendente, di volta in volta immortalato, avesse marcato la presenza. Dipendenti poi condannati dal Tribunale nolano attraverso la sentenza di primo grado n.566/2018, emessa dal giudice monocratico Anna Imparato in data 21.02.2018, con il seguente esito: 40 condannati e 20 assolti. Sentenza avverso la quale molti hanno presentato ricorso in Appello. Si chiudeva, così, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso (e per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato). E già il mese scorso riportammo che, al termine di un lungo ed articolato iter amministrativo, il Giudice Unico del Tribunale di Nola – sezione Lavoro, dott.Francesco Fucci, attraverso apposita ordinanza emessa il 22 maggio 2019, “aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento impugnato da uno degli impiegati licenziati, ossia Olindo Tortora e, per l’effetto, ordinava al Comune di reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro e nelle stesse mansioni, ovvero in mansioni equivalenti a quelle espletate al momento del licenziamento. Condannava il Comune al pagamento delle spese processuali, di quelle generali ed al risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto del licenziamento illegittimo, pari alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento (10.07.2018) fino alla reintegra, oltre ad interessi come per legge fino al soddisfo ed oltre al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali”. Dipendente reintegrato in…

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Rubato il casco di un agente della Polizia Municipale motociclista

E’ “giallo” sul furto di un casco in uso al personale della Polizia Locale. L’oggetto, del valore di oltre 400 euro (si tratterebbe di un casco Nolan N70-2GT special con sistema di comunicazione ed interfono integrato), sarebbe “sparito” in via Muro di Piombo, poco dopo le ore 22:00, mentre nella vicina piazza Calipari si teneva il concerto del rapper Luchè nell’ambito del “Pulcinella Music Festival”. Secondo fonti che non trovano conferme ufficiali, il furto del prezioso strumento di lavoro (che è null’altro che un dispositivo di protezione individuale), sarebbe avvenuto in danno di un agente della Polizia Municipale motociclista che, con il supporto di due neo-colleghi, stava contravvenzionando le vetture di coloro, che avevano parcheggiato le loro automobili sul marciapiede di detta via, impedendo ai pedoni di poter utilizzare il tratto a loro riservato. Del grave episodio sembrano esserne a conoscenza anche i massimi vertici del Comando della Polizia Locale, che dovranno necessariamente prendere (sempre che non l’abbiano già fatto) i dovuti provvedimenti, a carico del “ghisa” locale che, a torto o a ragione, aveva lasciato incustodito un bene dell’amministrazione. Agente che, quella sera, avrebbe anticipato il suo rientro al Comando, onde “sfuggire” alle ire degli automobilisti contravvenzionati, che sostenevano che le aree di parcheggio indicate dagli organizzatori erano tutte sature. E non c’è motivo di dubitare (qualora la notizia abbia fondamento reale), che il poliziotto locale abbia già denunciato il furto del casco alle Forze dell’Ordine. In ogni caso questa vicenda è ricca di anomalie, visto che al momento, nella sezione trasparenza dell’Ente, manca la Determina di acquisto di questo quinto casco, che probabilmente sarà stato “omaggiato” al diretto interessato, con i simboli dell’Ente, senza che questo sia stato registrato nei beni mobili dell’Ente comunale.   Ni.Pa.

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Apostrofò delinquente il Sindaco, che poi lo querelò. Ma è stato assolto

Con un post pubblicato su facebook diede del delinquente al Sindaco Lettieri. Il quale, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.65 del 20.04.2017, presentò una denuncia-querela nei confronti dell’autore per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Ma il Tribunale di Nola, dopo circa due anni, ha “assolto” Alessandro Cannavacciuolo, l’ambientalista autore dello scritto, pubblicato in data 27.03.2017, letto e ri-postato da altri nove utenti e che ottenne 51 “mi piace”. Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale nolano, Martina Aurigemma, l’ecologista non ha fatto altro, “che esercitare il suo diritto di critica e di denuncia di questioni di prioritario interesse pubblico”. Ed è così che la Magistratura penale ha archiviato la querela sporta dal primo cittadino. L’ambientalista scrisse, che “il sindaco che ordina ad un dipendente di sversare rifiuti in un terreno, facendoli macinare con un trattore, è un delinquente”. In pratica, secondo Cannavacciuolo, la fascia tricolore avrebbe ordinato ad un operaio del Comune, di scaricare col trattore un certo quantitativo di rifiuti (forse sfalci di potatura ndr) nell’area Pip. Ma il sindaco, essendosi sentito gravemente screditato nell’immagine dal post diffamatorio e visto che la frase era rafforzata ancora di più da una foto, che ritraeva un trattore in aperta campagna con il logo e la scritta del Comune di Acerra, querelava l’ambientalista ed intraprendeva nei suoi confronti un’azione legale. Ma già la prima udienza aveva fatto segnare un punto a favore del querelato. In quell’occasione, infatti, questi aveva portato in Procura le prove, di quanto aveva sostenuto attraverso facebook, che è una realtà di comunicazione di massa rapida di contenuti di ogni genere. Pertanto il Pubblico Ministero, Francesca Paola Colonna Romano, il 7 settembre 2017, decise l’archiviazione della querela, in base “al diritto della libera opinione e a valutazione di un dato fattuale di pubblico interesse relativo alla gestione del ciclo dei rifiuti, che è prioritario per la tutela della salute e dell’ambiente”. Lettieri però propose opposizione contro l’archiviazione decisa dal PM. Adesso, il 21 giugno scorso il Gip Aurigemma ha stabilito la definitiva archiviazione del procedimento contro Cannavacciuolo. Che ha agito in base all’articolo della Costituzione, che stabilisce la libertà di opinione e di critica di tutti i cittadini. Inoltre, secondo il PM, “Cannavacciuolo ha documentato la verità dei fatti con una serie…

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Comando della Polizia Locale, non si placano i malumori e la tensione resta alta

Di nuovo riflettori accesi sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena, nominato a dicembre scorso a tale carica e che sta sempre di più scalando tutti i gradini della notorietà. A dare fuoco alle polveri, a maggio scorso, erano stati i rappresentanti delle tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che avevano sottoscritto il verbale dell’assemblea sindacale, tenutasi venerdì 24 maggio presso il Castello dei Conti, poi trasmesso al Sindaco Lettieri, ai Dirigenti comunali, al Prefetto di Napoli ed alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Documento con il quale veniva proclamato lo stato di agitazione del personale del Comune di Acerra e la richiesta di avvio della procedura di raffreddamento. E ciò, a fronte dei presunti atti di discriminazione, consumatisi negli ultimi tempi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, che sembra essere frazionato in due tronconi, compresi i provvedimenti disciplinari attivati, la gestione delle ferie del personale, i provvedimenti di concessione di congedo d’ufficio, l’equilibrio tra i turni di lavoro e  l’estremo ritardo nell’applicazione di alcuni istituti contrattuali previsti nel contratto decentrato, quali l’indennità di servizio esterno. Non senza trascurare alcuni passaggi “forti” del documento, redatto e pubblicato anche dalla stampa, nel quale si evidenzia, tra l’altro, “che tale reggenza sta incidendo profondamente sull’autonomia della Polizia Municipale, con un ruolo preponderante del Sindaco, il quale non si limita a dare indirizzo politico e ad esercitare la funzione prevista dalla Legge 65/86, ma diventa protagonista anche delle scelte operative ed organizzative, visto che il Dirigente preposto non ha alcun tipo di esperienza nella gestione amministrativa della Polizia Locale, occupandosi di gestione dei servizi finanziari ed il Vice-Comandante continua a riferire, che quanto sta accadendo, è frutto di volontà non dipendente da se stesso, implicitamente supportando le tesi sopra esposte”. Problematiche già evidenziate in un precedente documento, datato 5.4.2019, nel quale venivano denunciati comportamenti discriminatori, consumatisi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, culminati in provvedimenti organizzativi, in cui il personale non era stato equamente distribuito tra i turni di servizio ed in cui il personale di nuova assunzione a tempo indeterminato e parziale, pari a ben 16 unità lavorative, veniva posizionato interamente in un turno di…

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Comando della Polizia Locale, il giallo del cancello del sottopasso. Chi rischiava concretamente?

A riaccendere le polemiche, dunque, e ad inasprire i toni all’interno del Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena, era anche il Decreto dirigenziale n.52 del 20.06.2019, con cui il Dirigente alla P.M. Gennaro Cascone, conferiva le funzioni di messo notificatore ad alcuni dipendenti in forza al suddetto Comando (destinatari, ovviamente, di incentivi economici), per la notifica di atti tributari ed extratributari, verbali di contestazione di violazioni di regolamenti ed ordinanze ecc. Dipendenti individuati (ma non si capisce con quale criterio) ed inseriti nell’elenco. Nel quale c’è anche il nominativo di un Ufficiale già “supermansionato”, tant’è vero che deve occuparsi di tantissime cose, tra cui la sorveglianza del servizio cittadino di igiene urbana, i controlli alla nettezza urbana ecc. Era il caso di gravare l’integerrimo ed indefesso Tenente anche di quest’altra funzione? In attesa che si faccia luce sui criteri, con cui è stato scelto il personale addetto alle notifiche (infatti sembrerebbe che una parte dei poliziotti locali sostenga, di non aver mai ricevuto alcuna pec, con cui li si invitava al corso di formazione, atto ad assumere la suddetta funzione), quello che qui ci interessa evidenziare sono le convocazioni, tenutesi tra il 17 ed il 18 giugno scorsi, dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) e presieduta dal Segretario generale Maria Piscopo, di 3 appartenenti al Comando della Polizia Locale. Ed in particolare quella di un sottufficiale di 63 anni, assistito da un rappresentante sindacale, “reo” di non aver chiuso, lo scorso 21 aprile (ovvero la domenica di Pasqua), al termine dell’orario di servizio, i cancelli del sottopasso ferroviario, inaugurato il giorno precedente, di proprietà delle Ferrovie dello Stato e concesso in gestione al Comune. Da precisare che, non solo la mancata chiusura, rilevata il mattino successivo, non comportò alcuna conseguenza per la struttura videosorvegliata. Ma anche che l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!! Alla fine di una disamina attenta ed approfondita della vicenda, durante la quale il Maresciallo avrebbe evidenziato ai componenti della Commissione che, quel giorno, sul foglio di servizio giornaliero, non era…

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Comando della Polizia Locale, chiusa con l’archiviazione la vicenda del cancello del sottopasso

Relativamente, dunque, alla convocazione dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) del sottufficiale del Comando della Polizia Locale, per la vertenza della mancata chiusura serale del cancello del sottopasso ferroviario lo scorso 21 aprile (ovvero la domenica di Pasqua), al termine dell’orario di servizio e di cui riferivamo in precedenza, si svolgeva lunedì I luglio l’audizione del Vice-Comandante Domenico De Sena chiamato a chiarire, quanto precisato dal Maresciallo nei giorni precedenti e se il foglio di servizio fosse stato notificato al Sottufficiale “incriminato”. Come si evince dal verbale redatto il Vice-Comandante rispondeva che “il giorno in questione, egli aveva disposto verbalmente all’agente (…), di annotare a penna sul relativo foglio, che gli operatori in servizio pomeridiano avrebbero dovuto disporre la chiusura serale del sottopasso, ma non aveva verificato nell’immediatezza, se ciò sia realmente avvenuto, né tantomeno, per prassi costante, è uso notificare tale foglio di servizio agli operatori interessati”. A questo punto l’UPD, composto dal Dirigente ad interm della Polizia Locale Gennaro Cascone; dall’Arch.Concetta Martone e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente), alla luce di quanto dichiarato, stante l’impossibilità di produrre prova documentale certa rispetto a quanto dichiarato dalle parti e, in particolare, rispetto all’avvenuta tempestiva conoscenza dell’ordine di servizio all’interessato, archivia il procedimento a suo carico. Nel contempo il collegio fa monito al Vice-Comandante di provvedere, d’ora innanzi, a notificare attraverso pec a tutti gli operatori giornaliermente il foglio di servizio, onde poter avere certezza della ricezione dei relativi ordini. Di certo questa disposizione aggiunta a penna solo in un secondo momento, ha fatto vivere momenti di tensione al Maresciallo. Per amore della verità va detto che, su diversi fogli di servizio risalenti al mese di maggio 2019, l’ufficio competente non ha mai disposto né l’apertura, né la chiusura dei varchi d’accesso del sottopasso. Mentre su altri è riportata o solo l’apertura o solo la chiusura. Addirittura nulla è riportato sul foglio di servizio di sabato 20 aprile, giorno dell’inaugurazione in pompa magna della struttura. Una dimenticanza? Chissà. In ogni modo, se è giusto che un Maresciallo finisca sotto inchiesta, rischiando una sospensione dal servizio e dallo stipendio per un numero di giorni, che va dall’undicesimo in avanti, con l’accusa di non aver ottemperato ad una disposizione di servizio, è altrettanto vero…

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Blitz antiassenteismo al Comune: accolto il ricorso di un altro dei dipendenti licenziati

Nuova puntata relativa ai licenziamenti decisi a luglio dell’anno scorso dall’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) nei confronti di 6 dipendenti comunali, coinvolti nel cosiddetto blitz antiassentesimo, condotto nel Comune a giugno del 2013 da parte dei poliziotti del locale Commissariato e coordinati dalla Procura di Nola sulla scorta di un esposto anonimo fatto pervenire alle Forze dell’Ordine. Inizialmente il blitz fu condotto dai poliziotti attraverso una serie di appostamenti, per poi procedere ad un’attività investigativa più incisiva. Attuata, collocando telecamere all’interno ed all’esterno degli uffici comunali, per monitorare il transito degli impiegati e la registrazione degli orari di ingresso e di uscita attraverso gli appositi badge. Dalle registrazioni delle telecamere fu possibile visualizzare dipendenti, che marcavano con più badge e, attraverso una comparazione degli orari dei filmati con quelli registrati sui tabulati di presenza, si riceveva non solo conferma della loro identità, ma si comprendeva anche per quali colleghi il dipendente, di volta in volta immortalato, avesse marcato la presenza. Dipendenti poi condannati dal Tribunale nolano attraverso la sentenza di primo grado n.566/2018, emessa dal giudice monocratico Anna Imparato in data 21.02.2018, con il seguente esito: 40 condannati e 20 assolti. Sentenza avverso la quale molti hanno presentato ricorso in Appello. Si chiudeva, così, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso (e per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato). E già il mese scorso riportammo che, al termine di un lungo ed articolato iter amministrativo, il Giudice Unico del Tribunale di Nola – sezione Lavoro, dott.Francesco Fucci, attraverso apposita ordinanza emessa il 22 maggio 2019, “aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento impugnato da uno degli impiegati licenziati e, per l’effetto, ordinava al Comune di reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro e nelle stesse mansioni, ovvero in mansioni equivalenti a quelle espletate al momento del licenziamento. Condannava il Comune al pagamento delle spese processuali, di quelle generali ed al risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto del licenziamento illegittimo, pari alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento (10.07.2018) fino alla reintegra, oltre ad interessi come per legge fino al soddisfo ed oltre al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali”. Dipendente di 64 anni identificato con…

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