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Migliaia di cartucce e bossoli nascosti in casa, denunciato

Gli agenti del locale Commissariato di Polizia, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare lungo Corso Vittorio Emanuele rinvenivano, nascoste in una busta nei pressi di un negozio, circa 1000 cartucce di vario calibro, che venivano sequestrate. I poliziotti, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza dell’esercizio commerciale, riuscivano ad identificare l’uomo, che aveva abbandonato la busta e lo rintracciavano presso la sua abitazione, dove rinvenivano 4,3 Kg circa di bossoli di vario calibro, 4,2 Kg circa di ogive, un bilancino di precisione, una macchinetta per il riempimento dei bossoli e 1400 inneschi per cartucce. V.E., 69enne acerrano con precedenti di polizia, veniva denunciato per detenzione illegale di munizionamento e parti di essi.

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I sindacati denunciano la mancata consegna di mascherine FFP2 ai dipendenti Tekra

Riflettori di nuovo accesi sulla Tekra, la società che effettua per conto del Comune il servizio cittadino di igiene urbana. Questa volta erano i rappresentanti di due sigle sindacali (Uil Trasporti e Fiadel) a sollecitare anche per iscritto l’impresa salernitana, ad adottare idonee misure di contrasto alla dilagante pandemia. Nello specifico i sindacati trasmettevano, nei giorni scorsi, ai vertici dell’azienda di Angri una nota, avente ad oggetto “la prevenzione del contagio Covid e della sua variante Omicron”. “Alla luce della nuova ondata di contagi da Covid-19 e della sua variante Omicron – esordisce lo scritto – sono stati adottati provvedimenti restrittivi da parte del Consiglio dei Ministri. Tali provvedimenti ci portano ad alzare il livello di guardia per la tutela e la sicurezza dello stato di salute e, in primis, una maggiore frequenza della sanificazione nei luoghi di lavoro ed in tutte le aree, in cui sono presenti i lavoratori e le lavoratrici. La sanificazione è ovviamente estesa anche all’abitacolo di tutti gli automezzi di ogni turno di lavoro e, poichè in ogni automezzo è presente più di un lavoratore, dev’essere attivato con maggior frequenza il lavaggio degli stessi automezzi. Altresì si chiede all’azienda – prosegue la nota sindacale – di distribuire le mascherine FFP2, come dettato dal Consiglio dei Ministri, dato che l’abitacolo degli automezzi è considerato un ‘luogo chiuso’. Oltre a ciò occorre prestare molta attenzione, nell’evitare che si formino assembramenti nei luoghi di lavoro, soprattutto negli spogliatoi, avendo in questo modo cura di tutelare se stessi e gli altri. Si chiede inoltre di poter attivare lo smart working per gli amministrativi. Per quanto riguarda gli addetti alla raccolta ed allo spazzamento, si chiede di poter attivare lo stesso metodo adottato durante il periodo della prima quarantena, al fine di evitare assembramenti e, qualora sia presente il biometrico, si chiede di sospendere l’utilizzo dello stesso, per evitare eventuali contagi attraverso il contatto, dato che tale strumento è utilizzato da tutti i dipendenti. Allo stesso modo – termina la nota – si deve attivare il controllo della temperatura corporea e del green pass o, in alternativa, in assenza di quest’ultimo, il controllo del tampone, di chi non è ancora vaccinato”.   J.F.

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Appartamento distrutto dalle fiamme a via Ricasoli. Non si registrano feriti

Era in un appartamento sito al I piano di un condominio di via Ricasoli, una traversa di via Buozzi, che scoppiava un incendio. Per cause che andavano accertate, le fiamme avvolgevano in poco tempo l’intero appartamento, lambendo anche quelli contigui. Una densa e nera coltre di fumo, intanto, si levava verso l’alto, mentre il fumo acre si insinuava anche in altre unità abitative del fabbricato. Il panico ci metteva poco, ad impadronirsi degli occupanti delle abitazioni e dei residenti del quartiere. Scattato l’allarme, sul posto si portavano i Vigili del Fuoco di Afragola, i Carabinieri della locale stazione, i poliziotti municipali del locale Comando ed il personale del 118, che prestava soccorso ad una donna, che presentava difficoltà respiratorie. Per fortuna non si registravano vittime o feriti. Di certo i danni erano ingenti, considerato che si rendeva necessaria l’emanazione dell’Ordinanza sindacale contingibile ed urgente n.74 in materia di pericolo per la privata incolumità. Con la quale si ordinava ai proprietari/conduttori dell’unità abitativa oggetto dell’incendio, di effettuare ad Horas l’esecuzione della messa in sicurezza dei luoghi, certificandola da parte di tecnico abilitato e, successivamente, il risanamento delle pareti, dei soffitti e dei pavimenti. Oltre agli interventi di ricostruzione degli elementi dei solai menzionati ed il loro collaudo, la revisione/rifacimento dell’impiantistica in generale, fino all’ottenimento della salubrità e l’idoneità dei locali. Facendo pervenire al Comune, ad ultimazione lavori, il certificato di eliminazione del pericolo. I coniugi proprietari/conduttori dell’unità abitativa sovrastante quella oggetto dell’incendio non dovevano praticare, nè far praticare l’intera unità abitativa, finché non sarebbero stati conclusi i lavori per l’eliminazione del pericolo strutturale.

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“Villa dei Fiori”, anziana si rompe il femore: operata a 103 anni all’anca e subito dimessa

Villa dei Fiori è il presidio ospedaliero acerrano entrato da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Intanto un altro esempio di buona sanità veniva di recente dalla struttura sanitaria. Infatti un’ultracentenaria, a causa di una caduta, si era rotta il femore e rischiava la vita. Veniva invece operata e mandata a casa con la certezza, di poter tornare ad una vita quasi normale. Una storia a lieto fine grazie alle competenze professionali dell’equipe di Traumatologia ed Ortopedia, diretta dal Prof.Giuseppe Coppola, costretto a fare gli straordinari durante le festività natalizie. L’anziana di 103 anni, acerrana doc, prima di lasciare il letto del Reparto di Ortopedia, ringraziava non solo il primario, ma tutto il personale che l’avevano assistita. “I medici e gli infermieri sono stati bravissimi ed il prof.Coppola mi ha trattato, come se fossi stata sua madre, dandomi la forza di reagire. Grazie di cuore a tutti”. La brutta storia iniziava il 22 dicembre. La nonnina cadeva e subito i familiari comprendevano, che si era rotta il femore. Allertato il 118 l’anziana, ancora autosufficiente veniva portata al Pronto Soccorso della clinica, dove i sanitari di turno si rendevano conto della rottura del femore. Immediatamente veniva allertata la suddetta equipe medica, guidata da un professionista severo e determinato, abituato a lunghi ed estenuanti tour operatori. Dopo essere stata condotta in reparto, l’anziana veniva sottoposta ad una serie di esami valutativi. Infine la decisione del primario di procedere nell’intervento, che veniva effettuato qualche giorno dopo. Alla donna veniva applicata una protesi all’anca che, dopo apposita riabilitazione, le avrebbe dato la possibilità di tornare a vivere una vita quasi normale. Fuori dalla struttura i parenti della nonnina restavano per ore, in attesa di conoscere le condizioni della loro congiunta. A dare la notizia che tutto era andato per il meglio, era lo stesso primario che, fin dall’inizio, sapeva bene, che il rischio dell’intervento era alto, a causa dell’età della paziente. Dopo un normale decorso operatorio l’anziana tornava a casa tra gli affetti…

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Automobilista perde il controllo della vettura e si schianta contro l’hub dei tamponi

Erano gli agenti del locale Commissariato di Polizia ad intervenire, la notte del 26 dicembre scorso quando una vettura, una Mercedes di colore bianco, guidata da un giovane del posto, intenta ad evitare un’altra vettura, che stava effettuando una manovra azzardata lungo Corso Vittorio Emanuele, finiva la sua corsa nell’hub adibito all’effettuazione di test rapidi. Incidente probabilmente favorito anche dall’asfalto reso viscido dalla pioggia. L’immobile in legno, sito lungo la carreggiata del trafficatissimo corso, riconducibile alla farmacia ivi situata e che sembra, che avesse ottenuto la regolare concessione all’allocazione dello stesso (a tal proposito sono in corso ricerche presso gli Uffici comunali competenti), veniva letteralmente sventrato dall’auto, che procedeva in direzione di via Annunziata. Mentre il conducente della Mercedes riportava ferite di lieve entità e medicate sul posto dal personale sanitario intervenuto, l’automobilista trasgressore del Codice della Strada si allontanava, facendo perdere le proprie tracce. Ed è così che i poliziotti avviavano le dovute indagini, per accertare le eventuali responsabilità, visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona. Quello che destava stupore comunque è il fatto che, a distanza di circa 48 ore dal misfatto, nessuno aveva ancora provveduto a mettere in sicurezza, attraverso apposito transennamento, l’area oggetto dell’impatto. Eppure il via vai delle Forze dell’Ordine, poliziotti municipali compresi, lungo il suddetto corso di certo non manca. Solo dopo qualche giorno ciò che restava della struttura in legno e vetro veniva rimosso.

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Sistema rifiuti, Dda indaga su 44 gare: ci sono anche Acerra, Casalnuovo e Marigliano

Era la stampa quotidiana, in data 22.12.2021, a pubblicare un inquietante articolo relativo ad un’inchiesta portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) e dai Carabinieri del Noe in vari Comuni campani e non e relativa agli appalti sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ecco di seguito il testo. “Sono almeno 44 le gare d’appalto bandite da altrettanti Comuni nel settore dei rifiuti solidi urbani, che sarebbero state “aggiustate”, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’imprenditore Carlo Savoia e dai suoi collaboratori, con la complicità di alcuni Sindaci e dei funzionari dei Comuni coinvolti nell’inchiesta. I Comuni, in cui il “sistema Savoia” avrebbe operato, sono soprattutto delle province di Caserta (tra cui Caserta, Aversa, Curti, Arienzo, Carinaro, Casapesenna, Gricignano D’Aversa, Maddaloni, San Prisco; Santa Maria Capua Vetere, Sant’Arpino, Villa Literno ecc.) e Napoli (Frattamaggiore, Arzano, Volla, Acerra, Afragola, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Casandrino, Marano, Marigliano ecc.). Ma ce ne sono anche nel Salernitano (Eboli, Giffoni Vallepiana), nel beneventano (Paduli), in Basilicata (Lagonegro) e nel Basso Lazio (Gaeta e Minturno). Tra gli indagati a piede libero – proseguiva l’articolo – figura anche il sindaco di Caserta Carlo Marino, per il quale la Dda non ha chiesto alcuna misura cautelare, l’ex assessore del Comune di Aversa Pasquale Galluccio e numerosi funzionari, mentre ai domiciliari è finito il primo cittadino di Curti Antonio Raiano, così come il Comandante della Polizia Locale Igino Faiella. Per gli inquirenti è Savoia la figura centrale dell’indagine. L’imprenditore è ritenuto dalla Dda uno dei “colletti bianchi”. Nell’Ordinanza il Giudice per le Indagini Preliminari Cerabona scrive che, “l’inizio della sua fortuna imprenditoriale è stata delineata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Cassandra, Giuseppe Valente e Nicola Schiavone che, sostanzialmente, lo hanno definito un imprenditore legato a Nicola Ferraro, Nicola Cosentino ed in ultima analisi al clan dei Casalesi”. Per la Dda – aggiungeva il quotidiano – Savoia avrebbe predisposto “i Capitolati speciali di gara ed i relativi bandi per conto delle stesse amministrazioni appaltanti”. Avrebbe consegnato “i documenti così predisposti dagli associati alle stazioni appaltanti (nelle persone di taluni funzionari o esponenti politici collusi con gli associati, taluni dei quali non ancora identificati)” ed avrebbe preso parte “alle gare di appalto, dichiarando di possedere i requisiti tecnici richiesti dal bando ed aggiudicandosi le relative gare”….

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Caos cantieri tra lavori fermi ed infiniti nel centro storico. Scoppia la protesta a via Duomo

Il mese scorso numero pubblicammo l’ennesimo articolo relativo al caos cantieri ad Acerra, con la città che ne è invasa e con la conseguenza, che muoversi tra le strade cittadine è diventato, per auto e pedoni, difficoltoso e disagevole. Un disagio che, da mesi, coinvolge tutti: residenti, esercenti e clienti. Una situazione che sta infliggendo dei contraccolpi negativi al tessuto economico locale, visto che molti negozi sono intrappolati tra ruspe, transenne e pedane. Vicende finite spesso all’attenzione anche della stampa quotidiana attraverso appositi articoli, in cui si parla di “cantieri lumaca, traffico in tilt e slalom di pedoni tra scavi e marciapiedi dissestati”. Una situazione comune soprattutto lungo il centralissimo Corso Italia ma anche in pieno centro storico, dove gli esercenti ed i residenti, da mesi ostaggio di cantieri aperti e non ancora ultimati, assistono a lavori di rifacimento della nuova pavimentazione stradale, che procedono con estrema lentezza. E ciò anche con gli inevitabili riflessi negativi sul traffico veicolare, di molto peggiorato. E proprio via Duomo, di fatto completamente isolata dal resto della città da settembre scorso e dove 48 ore prima si era recato anche il sindaco Lettieri, per sincerarsi personalmente del ‘non andamento’ dei lavori, nella mattinata di venerdì 17 dicembre diveniva l’ombelico della protesta di alcuni esercenti. I quali, stanchi del modus operandi di una ditta, che spesso non procedeva coi lavori, neanche quando non pioveva e che impegnava sul posto pochissime unità, alla vista di due soli operai, occupavano il cantiere, invocando un netto cambio di passo e l’intervento delle istituzioni. “Siamo già stati colpiti dalla pandemia e dal lockdown – spiegava un esercente furioso – ed ora le nostre attività sono quasi paralizzate da questi lavori infiniti. La situazione si è fatta davvero difficile per noi, soprattutto con la scadenza di tributi e tasse da pagare, oltre che l’affitto dei negozi da corrispondere. E sono due mesi, che non sto lavorando. Sono stanco di spostare il materiale edile, per consentire un accesso sicuro al mio negozio, assediato da polvere e fango. La strada da pavimentare è lunga poco più di 300 metri, ma i lavori per settimane sono stati bloccati dalla pioggia battente. Ma anche rallentati dalla penuria di operai al lavoro”. “Qui sono già inciampate due signore anziane – ricordano gli esercenti…

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La criminalità ancora attiva con furti (anche da ladri di galline), rapine e reati contro il patrimonio

Criminalità senza scrupoli e senza frontiere in città, con reati contro il patrimonio che si susseguono con cadenza quasi quotidiana nei vari quartieri cittadini. A farne le spese sia i beni pubblici, che i privati cittadini. Ma spesso si tratta anche di azioni delinquenziali da “ladri di galline”, che però danno il senso, di quanto sia scarso ed insufficiente il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, alle prese con le classiche carenze di uomini e di mezzi. E quanto la tanto decantata videosorveglianza non sembra sortire, almeno per adesso, gli effetti sperati. Furti “minori”, come nel caso di quello commesso ai danni dell’istituto British School di Corso Italia dove ignoti, durante le ore notturne, si servivano di uno sgabello presente nell’attigua proprietà, per raggiungere l’ingresso della scuola e portare via due alberelli di Natale!! Riuscendo, in tal modo, anche ad evitare di essere ripresi dal sistema di videosorveglianza. “Un’azione vile che ci amareggia – rivelava il titolare della struttura – non per il valore economico degli alberelli, ma per quello affettivo che avevano, visto che la mia consorte li aveva portati con sé dagli Stati Uniti e che appartenevano alla sua famiglia”. Rubato di recente anche un bonsai, allocato come addobbo natalizio in un distributore di carburante cittadino. In questo caso il ladruncolo proveniva addirittura dal beneventano ed era possibile risalire allo stesso grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza, che aveva immortalato il numero di targa del veicolo. Nonostante l’esiguo valore dell’oggetto sottratto, il titolare faceva ciò, che va sempre fatto in questi casi, ossia sporgeva denuncia presso le Forze dell’Ordine. Attenzione poi ai tentati furti. Erano infatti i nuclei familiari di due appartamenti di un immobile, sito non lontano dalla stazione ferroviaria, che riuscivano ad evitare, che un ladro si introducesse nella loro abitazione, dopo che si era qualificato come corriere espresso con merce da consegnare, facendosi aprire il portoncino dello stabile. Un escamotage che sta divenendo assai di moda ed al quale occorre prestare molta attenzione soprattutto adesso che, con l’approssimarsi delle festività natalizie, il fenomeno riesplode con maggior vigorìa. Stesse scene viste anche a via Clanio, dove un raid predatorio notturno veniva sventato dai condomini di uno stabile che, con urla ed accensione di luci, mettevano in fuga il malvivente, ripreso anche dal…

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Evviva i lavori pubblici. Panchine allocate ‘sulle strisce blu’, strade allagate, tombini ‘sonanti’ ecc.

Che i Lavori Pubblici ad Acerra riservassero non poche sorprese e fossero oggetto per una serie di articoli, anche da parte dei quotidiani, è cosa risaputa. Nello specifico questa volta, senza voler tirare di nuovo in ballo i tanti cantieri presenti in città ed i relativi lavori, che procedono lentamente, con i conseguenti disagi per residenti, commercianti e clienti, era un nostro concittadino a segnalarci l’arredo urbano collocato lungo via Del Pennino, di cui di recente è stata rifatta la pavimentazione e la messa in sicurezza dei percorsi pedonali. Si tratta dell’allocazione di alcune panchine, sistemate tra il centro commerciale ivi esistente ed i famosi stalli di sosta di colore blu a pagamento. E queste sono le scene, a cui è facile assistere, quando qualcuno vuole sedersi su una delle panchine, piazzate praticamente a ridosso delle strisce blu: a stento si riesce ad introdurre le gambe nello spazio angusto!! Anzi, nel caso in cui fosse già seduto, c’è la seria possibilità di vedersele tranciare dall’automobilista che parcheggia la vettura. Certo, si ci può sedere anche all’incontrario. Ad ammirare però la parete dell’attività commerciale e a sfiorare, quelli che transitano con le buste della spesa o con le biciclette!! E meno male che a seguire detti lavori pubblici c’è la solita triade di tecnici comunali, sulle cui capacità e competenze c’è veramente poco da dire. La stessa che ha seguito i lavori a via Nobile, dove in piena curva, poco prima dell’imbocco di un altro centro commerciale, c’è lo spigolo di un cordolo, divenuto oggetto di segnalazioni sui social, soprattutto a seguito di sinistri stradali, provocati proprio dall’anomala e pericolosa sporgenza, che insiste proprio accanto alla carreggiata della trafficatissima strada. Né va meglio in altri punti urbani, dove a seguito dei lavori di riqualificazione e ripavimentazione stradale, costati migliaia e migliaia di euro, le strade si allagano o presentano pozzanghere ed acque stagnanti nei canali di scolo situati ai bordi della strada, dovute forse a pendenze mal calcolate, non appena si verificano precipitazioni intense. O a via Roma, dove non mancò il solito video celebrativo del sindaco Lettieri, a seguito della riapertura al pubblico della strada, che poche ore prima aveva ricevuto l’attestazione, che i lavori erano stati eseguiti correttamente e che la stessa era stata anche collaudata. Anche…

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Ancora un furto al plesso scolastico di via Diaz. Rubate tutte le attrezzature

Ancora un reato contro il patrimonio messo a segno da ignoti in città. Vittima questa volta era di nuovo l’istituto scolastico di via Diaz, che fa capo al I Circolo didattico di piazzale Renella. Ad evidenziare il tutto era, con tanto di sentito rammarico, il Dirigente scolastico del Primo Circolo, Prof.ssa Isabella Bonfiglio, la quale diceva: “Ogni volta che chiedo aiuto al Comune, non mi rispondono, n’è arriva qualche comunicazione”. E’ il quarto furto in un anno scolastico già difficile a causa del Covid. Nella mattinata di lunedì 6 dicembre il personale Ata faceva nuovamente i conti con l’amara sorpresa. Infatti alcuni malviventi, probabilmente nella notte tra domenica e lunedì, si erano introdotti nel plesso dell’infanzia, portandosi via persino la carta igienica. Rubata pure l’unica plastificatrice disponibile, che serviva appunto a “plastificare”, cioè a mettere in sicurezza, i fogli dei disegni fatti dagli alunni, rendendo in questo modo il materiale disinfettabile e quindi protetto dal Covid. Dunque attrezzature sparite a causa dell’ennesimo furto. La plastificatrice era stata acquistata con una colletta fatta tra gli insegnanti, vale a dire con uno dei classici espedienti, a cui solitamente si fa ricorso nella nostra precaria scuola pubblica, costantemente in bolletta. Veniva ovviamente sporta denuncia alle Forze dell’Ordine, che avviavano le dovute indagini, per dare un’identità agli autori del raid. Ma non è finita. C’è un altro dato, che fa cadere le braccia. La scuola Diaz di recente era stata fatta chiudere, perché all’interno si battevano i denti. I bambini erano rimasti al gelo nelle classi divorate anche dall’umidità di queste ferali giornate piovosissime e fredde. Si era rotto un pezzo della caldaia. Lunedì comunque la scuola aveva riaperto, proprio però quando arrivava la batosta del furto. Ma il riscaldamento ancora mancava. A maggio scorso la Preside, evidenziò che “i ladri avevano portato via altre lim, radio dei bimbi dell’infanzia, il sanificatore ed anche il carrellino del servizio mensa. Un misero bottino per loro, per noi una nuova perdita. Oltre al furto anche lo sfregio: due finestre rotte con le rispettive tapparelle e due porte forzate. Di nuovo la scuola chiusa, con la conseguente interruzione dell’attività didattica, per poter sanificare gli ambienti, prima di riaccogliere i nostri bambini. Va da sé, che il plesso è sprovvisto di un sistema di videosorveglianza”. Intanto…

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