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Concorso Vigili Urbani, dopo oltre 36 settimane ecco pubblicato l’elenco dei partecipanti

Sono stati necessari ben 254 giorni, per pubblicare l’elenco dei partecipanti al concorso pubblico per l’assunzione di quindici agenti di Polizia Locale a tempo pieno ed indeterminato. Dalla lettura della Determina n.1396 del 09.11.2019, sono 134 i partecipanti ammessi, 2 con riserva ed 81 i non ammessi. Le cui domande, con la relativa documentazione, vengono trattenute dall’Ufficio Personale per i successivi adempimenti per le motivazioni dell’esclusione e per la restituzione agli interessati, ove richiesta. Dei partecipanti ammessi, 58 partecipano anche alla selezione di quattro vigili a part-time ed a tempo indeterminato. Nell’attesa che l’Ufficio preposto vagliasse le istanze pervenute, il solito ben informato ha provveduto a “diramare” l’elenco dei probabili vincitori, includendo oltre ai nomi dei vincitori, anche il legame di parentela con alcuni personaggi politici locali ed amministratori comunali. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per annunciare, senza tanti giri di parole, che all’orizzonte si profila l’ennesima presunta parentopoli. Da fonti abbastanza qualificate, per evitare un inquinamento di questo atteso concorso (che sembra cosa già fatta), l’elenco dei presunti vincitori è stato inviato, con tanto di lettera di accompagnamento, ad organismi investigativi sovra territoriali. Un modo semplice ed efficiente per evitare, che il delicato elenco finisca nelle mani di qualche illustro personaggio locale che da tempo, ormai, ha intessuto in modo trasversale importanti contatti, con chi dovrebbe garantire il rispetto delle leggi. Ma torniamo al concorso, che è aperto agli ex militari di leva che, a seguito della Determina di integrazione (del 3 settembre 2019), si sono visti ridurre i posti riservati agli ex militari da cinque a tre, facendo lievitare quelli per i civili da sei a dodici. Insomma un mistero destinato ovviamente a restare tale, visto e considerato che nel corso di questi anni, nonostante le tante denunce presentate da politici d’opposizione e non, nulla è mai successo. In quel misterioso elenco, che qualcuno da giorni sta cercando di rintracciare, figurano almeno otto nomi, accanto ai quali è stato scritto il grado di parentela con i “tutor” politici e non. Tra costoro c’è chi punta al raddoppio ed un altro addirittura punta al tris, proprio in virtù di un personale rapporto di comparaggio. Qualche mese fa, adducendo problemi di carattere logistico/amministrativo e per motivi di economicità, a distanza di appena 48 ore dalla pubblicazione del…

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Tornati in carcere i fratelli Pellini, che devono scontare ancora due anni di reclusione

Era nel giorno di Pasqua dell’anno scorso, ossia domenica I aprile 2018, che si riaccendevano i riflettori sul gruppo imprenditoriale “Pellini”, facente capo ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini condannati, com’è noto, il 29 gennaio del 2015 dai giudici della IV sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli a 7 anni di reclusione con l’accusa di disastro ambientale colposo. Una sentenza poi confermata in data 17.05.2017 dalla Corte di Cassazione, a conclusione del processo d’Appello denominato “Ultimo Atto-Carosello”, iniziato il 12 giugno del 2014. Infatti i tre fratelli, dopo aver trascorso 10 mesi in cella, venivano scarcerati venerdì 30 marzo grazie ad un’ordinanza della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, dopo aver ottenuto la sospensione dell’esecuzione della pena. Si trattava di un provvedimento frutto di un semplice calcolo matematico, in quanto la Corte d’Appello non aveva concesso l’indulto per il reato commesso prima del maggio 2006. Una dimenticanza di tre anni che, qualora fosse stata riconosciuta già durante il secondo grado di giudizio, avrebbe consentito agli imprenditori del settore dei rifiuti di non entrare in carcere. In pratica era stata calcolata una riduzione di pena sotto i 4 anni grazie ai 3 anni di indulto, ai sensi della legge n.241/2006. Difatti i tre condannati avevano già scontato sei mesi di carcerazione preventiva, durante l’arresto risalente a tredici anni fa. Dopo la sospensione dell’esecuzione della pena e, quindi, della carcerazione, che è un provvedimento provvisorio, i legali dei Pellini, gli avvocati Marco Bassetta e Lucio Majorano, si erano recati a discutere in sede di Tribunale di Sorveglianza le modalità di espiazione del residuo di condanna da scontare, che si aggirava attorno ai due anni, ipotizzando che i tre facessero un “percorso” nei servizi sociali. Un grosso successo per la difesa, che stava affilando le armi con un ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo. Ed invece lo scorso 11 novembre giungeva il colpo di scena: i giudici della I sezione del Tribunale di Sorveglianza decidevano per il ritorno in galera dei tre, anche perché “non hanno mostrato segni di ravvedimento durante il loro periodo di libertà”. Salvatore si costituiva presso il carcere di Santa Maria C.V. e gli altri due presso il carcere di Arienzo. Esultanza degli ambientalisti del territorio, di Vincenzo…

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Violazione dei sigilli ed omessa bonifica, condannato Cuono Pellini

Violazione dei sigilli ed omessa bonifica, condannato Cuono Pellini. E’ quanto stabiliva lo scorso 12 novembre il Tribunale di Nola nei confronti dell’imprenditore del settore rifiuti di Acerra. L’uomo (per il quale vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato), rimedia in primo grado 1 anno e 2 mesi di reclusione (oltre a 22 mila euro di multa), in quanto non avrebbe ottemperato all’Ordinanza sindacale di bonifica di un appezzamento di terreno coltivato ad ortaggi in località Lenza-Schiavone, sottoposto a sequestro nel 2015 dagli agenti del Comando della Polizia Municipale. Ed avrebbe anche violato i sigilli apposti intorno all’appezzamento. L’altro reato contestato, cioè discarica abusiva, si è estinto per prescrizione. È stata concessa la pena sospesa, subordinandola alla rimozione ed allo smaltimento dei rifiuti abbandonati sui terreni agricoli. Il giudice ha disposto pure il risarcimento del danno in favore della costituita parte civile, il Comune di Acerra, rappresentato in giudizio dall’avvocato Domenico Russo, da liquidarsi in separata sede. Ordinata, infine, la confisca dei terreni agricoli all’epoca sequestrati, ovviamente dopo la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti a spese dell’imprenditore.

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Verbali errato conferimento dei rifiuti, i Vigili Urbani citano un comma che non esiste!!

Sullo scorso numero riferimmo dei verbali redatti in modo errato dal Comando della Polizia Municipale. Una circostanza, questa, che lascerebbe profilare un ingente danno erariale per l’Ente comunale. Infatti sarebbero centinaia i verbali di contestazione di violazione del Codice della Strada, con accertamenti avvenuti mediante apparecchiatura di rilevamento targhe, sottoposta a diretta gestione e controllo del suddetto Comando, ottimamente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena. Verbali avverso i quali tutti gli eventuali ricorsi presentati saranno accolti, visto che gli stessi non indicano il luogo, dov’è stata commessa l’infrazione, ma recano la dicitura “circolava in Comando di Polizia Municipale”. Ve l’ha immaginate un’auto transitare nel corridoio del Comando? Che, in questi giorni, pullula di persone pseudo-verbalizzate, mentre il telefono dell’operatore del Cot è divenuto davvero bollente. E già scrivemmo che, oltre al mancato introito delle somme (un veicolo privo di copertura assicurativa, ad esempio, viene sanzionato con un verbale da 868,00 euro), vi sono da aggiungere le spese sostenute dal Comune per la stampa, l’imbustamento e l’invio agli uffici postali dei verbali (5,65 euro per ciascun verbale), trasmessi con flusso telematico alla società “Sapidata”. Verbali, di cui si dovrebbe tentare la via dell’archiviazione in autotutela, per evitare che l’utente possa ricorrere presso il Giudice di Pace o il Prefetto, con altre spese sostenute dall’Ente comunale. Ma se credete che, con questa “gaffe”, una parte dei caschi bianchi abbia dato il meglio di sé, state sbagliando (infatti non vogliamo scomodare di nuovo la vicenda dei vecchi parcometri del Comune, acquistati da una società di Santa Maria C.V per 26 mila euro. Comune del casertano, dove lunedì 21 ottobre due poliziotti municipali si recarono, per scassettare detti parcometri, all’interno dei quali c’erano ancora i soldi dei grattini, che rischiavamo di perdere, con ulteriore danno erariale per l’Ente). La new entry delle performance dei poliziotti municipali è rappresentata dai verbali elevati martedì 22 ottobre ad alcuni cittadini, che non avevano (o avrebbero) bene differenziato la frazione del secco indifferenziato. Anche se abbiamo più volte scritto e documentato che, mentre proseguono, da parte dei poliziotti municipali, unitamente al personale della società Tekra, i controlli alle utenze domestiche e non domestiche relativi al corretto conferimento dei rifiuti, con tanto di verbali elevati nei loro confronti, all’interno della Casa comunale si continua a non effettuare…

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Finisce sulla stampa quotidiana la vicenda dei verbali redatti in modo errato dai Vigili Urbani

L’eco dei verbali redatti in modo errato dal Comando della Polizia Municipale, recanti la dicitura “circolava in Comando di Polizia Municipale; che lascerebbe profilare un ingente danno erariale per l’Ente comunale e di cui avevamo riferito in prima pagina sullo scorso numero, arrivava fino ad un noto quotidiano che, in data 27.10.2019, pubblicava un articolo dal titolo: “Occhi elettronici, centinaia di verbali da annullare”, in cui si legge: “Dopo il danno anche la beffa. Centinaia, forse qualche migliaia, le contravvenzioni da annullare in autotutela, per evitare di essere condannati dal Giudice di Pace a risarcire gli automobilisti, che presenteranno ricorso giudiziale. Scontato lo scopo: vedersi annullare i processi verbali, che il Comando della Polizia Locale acerrana ha inviato a casa dei tanti automobilisti incappati nelle telecamere, poste all’ingresso della città, non per salvaguardare l’ambiente, ma solo per fare cassa. Gli occhi elettronici – prosegue l’articolo – anziché beccare i zozzoni che gettano i rifiuti, filmano le vetture, le controllano ai terminali e, se del caso, le verbalizzano. Ovviamente, almeno per il momento, dal Comando della Polizia Municipale affidato, dallo scorso dicembre, nelle mani di un ufficiale anziano, privo della necessaria anzianità di servizio, per essere promosso Capitano, non trapelano voci. Tornando alle multe sbagliate, nessuno sembra essere disposto a fornire elementi, per fare chiarezza sulla grottesca vicenda, che provocherà certamente un danno erariale alle casse comunali, visto e considerato (a torto o a ragione) che, in ogni modo, alla società, che ha provveduto alla stampa e all’imbustamento delle contravvenzioni, bisognerà versare l’importo di 5,65 euro per ciascun verbale. A portare alla luce la vicenda dal forte sapore kafkiano, è stato il Direttore di un periodico locale che, saputi i fatti, ha verificato la fondatezza delle informazioni, sbattendo il fatto in prima pagina, creando così non poco imbarazzo tra i vertici del Comando della Polizia Locale. Questi hanno fatto di tutto, per mettere sotto la sabbia la brutta vicenda. Nel corso delle prossime settimane – aggiunge lo scritto – ci sarà, chi provvederà a trasmettere alla Procura della Corte dei Conti un dettagliato esposto, al fine di accertare i danni a carico dell’Ente. Per di più, alla luce di quanto è successo nei mesi scorsi, sarebbe il caso di avviare anche un procedimento disciplinare a carico del responsabile del…

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Contravvenzioni elevate dai Vigili Urbani con le immagini di telecamere non omologate!!

Delle due l’una: o il Comando della Polizia Municipale sta “subendo” troppe innovazioni senza la dovuta preparazione oppure, al contrario, si fa di tutto e di più senza la corretta ed adeguata organizzazione. Detto ciò va aggiunto, in modo abbastanza preoccupante, che incombe il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio. Un fatto grave, anzi gravissimo, che poteva certamente essere evitato, considerato che (lo sanno tutti), quelle telecamere tanto decantate, non sono omologate per essere usate, per contravvenzionare gli automobilisti, che guidano vetture prive di copertura assicurativa o della prescritta revisione. Ovvero c’è l’eccezione: la contestazione è possibile, a condizione che la stessa sia immediata, così come sta capitando di recente. Naturalmente, per avere ragione, occorre impugnare la contravvenzione dinanzi al Giudice di Pace o al Prefetto che, accogliendo il ricorso, si vedrà costretto a condannare al risarcimento dei danni il Comune. Insomma un danno nel danno, che potrebbe costare al Comune più di quanto ha incassato, così come accadde negli anni scorsi per i canoni idrici pregressi, tutti ampiamente prescritti, con migliaia di euro di denaro pubblico sborsato, per retribuire le parcelle degli avvocati, di cui uno è attualmente un amministratore cittadino. Tornando alle contravvenzioni, quelle sulle quali da giorni il Comando della Polizia Locale sta lavorando, forse per annullarle in regime di autotutela, al fine di evitare che il contravvenzionato ricorra, giustamente, al Giudice di Pace o al Prefetto le stesse, rilevate in piena estate e notificate solo ad ottobre, il responsabile del procedimento, oltre a non accorgersi, che non veniva indicato il luogo dell’infrazione rilevata (essenziale per la validità della contravvenzione), sembra aver omesso il tipo di apparecchiatura utilizzata con l’omologazione della stessa. Indicazione indispensabile, visto e considerato le circolari vigenti. Simpatica la dicitura, ad esempio, secondo la quale il signor…“circolava in Comando della Polizia Municipale a via Palatucci 4”. Civico che, tra l’altro, non esiste!! E nessuno all’interno del Comando conosce la circolare del 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita,…

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Segnaletica stradale verticale inferiore dal suolo alle dimensioni stabilite. E nessuno vede!!

E’ stata completata in città, nei giorni scorsi, da parte della società “Easy Park” di Milano, con la quale il Comune ha sottoscritto una convenzione (vedi Determina n.1161 del 25.09.2019) per la fornitura del servizio di pagamento della sosta nelle aree gestite con parcometri, l’installazione della segnaletica verticale posta a servizio dei 41 parcometri nuovi (che costano alla comunità locale la modica cifra di 232.593,00 euro), adeguati alle diverse modalità di pagamento e che comporteranno una riduzione delle tariffe dei veicoli negli stalli di sosta a pagamento. Segnaletica che indica, che è possibile gestire la sosta del proprio veicolo attraverso l’utilizzo delle applicazioni dal proprio cellulare o smartphone. Ma dove è stata allocata tale segnaletica verticale da parte dei dipendenti della società milanese? Sulle paline, di proprietà comunale, sulle quali già c’era la segnaletica relativa agli orari, alle tariffe, ai giorni ed al numero a cui telefonare, per avere notizie sulla sosta a pagamento. Il che ha comportato, in automatico, la non osservanza dell’art.81 comma 5 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada e relativo all’installazione dei segnali verticali. Il quale stabilisce che “tutti i segnali insistenti su marciapiede o comunque su percorsi pedonali devono avere un’altezza minima di 2,20 metri, ad eccezione delle lanterne semaforiche”. E, da una misurazione effettuata a campione in città sulle varie paline, sapete l’altezza media della segnaletica rilevata dal suolo quanto misura? Metri 1,70/1,80. Ossia ben 40/50 centimetri al di sotto dell’altezza stabilita. E, in qualche caso, come a Corso Vittorio Emanuele, è stata posta sulla palina perfino un pannello con tanto di freccia, pericoloso per chiunque utilizzi il marciapiede. In qualche altro caso, invece, la segnaletica è così bassa, che ci si può sbattere contro con la testa o con il volto, mettendo a rischio la propria incolumità, come ben si vede. E non mancano casi, in cui l’altezza minima dal suolo è appena di 1,65 metri. Addirittura a via Annunziata la segnaletica verticale, indicante lo stallo di sosta riservato ai diversamente abili, è stata sostituita con quella indicante la sosta a pagamento!! Ma per quale motivo la società lombarda non ha installato le proprie paline, sulle quali sistemare la segnaletica verticale, evitando di dare vita a tale incresciosa situazione? Che, adesso, è stata segnalata agli organi competenti, con la…

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Sosta a pagamento, tra segnaletica errata, tariffe sbagliate e Delibera di Giunta “fantasma”

Vertenza strisce blu: la montagna ha partorito il topolino. Dopo mesi di annunci, finalmente arrivava l’ufficialità sulle nuove tariffe, per poter parcheggiare l’auto negli stalli di sosta a pagamento. Peccato che prima ancora della partenza, veniva fatto il solito “inguacchio”. La riprova era facile trovarla nell’Ordinanza dirigenziale n.42 del 23.10.2019, sostitutiva della n.34. Il Comandante ad interim ed il Vice-Comandante della Polizia Municipale avevano dimenticato, infatti, di avvisare la città, quando sarebbe partito il servizio a pagamento, che era stato sospeso dalla Giunta comunale targata Lettieri il 20 settembre scorso, accompagnata da un filmato, in cui il primo cittadino annunciava importanti “innovazioni”. In ogni modo tutto nella norma, aggiungendo che la cartellonistica era sbagliata (salvo poi essere corretta grazie agli articoli di stampa) e che dall’Albo Pretorio del Comune mancava la pubblicazione dell’Ordinanza in questione. Volendo andare nello specifico, innanzitutto le tariffe erano sbagliate. E sì, un piccolo errore, che però inficiava totalmente l’Ordinanza, a meno che l’Ente locale non volesse far pagare meno di un centesimo all’ora, per poter sostare negli stalli blu. Leggendo poi l’Ordinanza n.42, in più punti della stessa si leggeva: “Vista la Delibera di Giunta comunale n.140 del 10.10.2019 con la quale sono state rideterminate le tariffe orarie per la sosta a pagamento sul territorio comunale, così come di seguito elencato. Tariffa minima consentita: 0.30 centesimi di euro per i primi 30 minuti e con un’applicazione di un minimo consentito di 0.10 centesimi di euro per le frazioni successive. Tariffa di 0.60 centesimi di euro per la prima ora. Tariffa di 1.20 euro per le ore successive”. Apparentemente sembrava tutto regolare. Ma in realtà le prime due tariffe (0.30 centesimi di euro e 0.10 centesimi di euro) erano sbagliate. In effetti, chi ha redatto l’atto amministrativo, scrivendo “0.30 centesimi di euro”, non si era reso conto, che non significa 30 centesimi di euro ma, anzi, significa che si paga molto meno di un centesimo. Stessa cosa per le frazioni successive e per la tariffa della prima ora. Un refuso? Chi sa. Di certo questa discrasia inertizzava la Delibera di Giunta n.140 sparita misteriosamente dall’Albo dell’Ente comunale (e poi riapparsa alcuni giorni dopo). A rimettere tutto a posto era l’Ordinanza dirigenziale n.47 del 30.10.2019, che indicava l’esatto importo da pagare e che la sosta…

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La Corte d’Appello di Napoli conferma la condanna a 10 mesi a carico dell’ex Consigliere Ricchiuti

Confermata dalla Corte d’Appello di Napoli, che ha così scongiurato la prescrizione, lo scorso 31 ottobre, la sentenza di condanna sul cosiddetto voto di scambio, a carico dell’ex Consigliere comunale di maggioranza Nicola Ricchiuti (condannato, il 3 aprile 2017, a 10 mesi di reclusione con pena sospesa e con la sospensione dal diritto elettorale e dai pubblici uffici per 5 anni e che fu dichiarato poi decaduto durante il Civico consesso del 13 luglio 2013 appositamente convocato). Ex amministratore candidatosi a sostegno della coalizione del sindaco Lettieri, imprenditore del settore sicurezza e vigilanza, eletto con 341 voti alle amministrative di maggio 2012 tra le fila della lista “Acerra è Tua”, che faceva capo al Consigliere comunale Andrea Piatto. L’imputazione, formulata dall’allora Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, Cristina Curatoli, specificava che “l’offerta o la promessa di denaro e posti di lavoro, al fine di ottenere il voto elettorale, era stata fatta dall’imputato ad un numero indeterminato di persone…”. La sentenza, che recava la firma del Giudice monocratico Chiara Bardi, inflisse anche quattro mesi di reclusione (pure in questo caso pena sospesa) con la sospensione dei diritti politici e dai pubblici uffici per 2 anni ad un ex dipendente del Ricchiuti. Ed è ancora memoria di tutti il ricordo della notizia, dello scorso settembre, dello smarrimento dei fascicoli negli uffici del Tribunale di Napoli, per cui il processo di secondo grado sul voto di scambio politico elettorale rischiava di saltare. La qualcosa rendeva sempre più concreta la possibilità, che i reati contestati finissero in prescrizione. A quel punto scattava una corsa contro il tempo. Ma i Giudice della Corte di Appello di Napoli, dopo aver provveduto a sporgere regolare denuncia di smarrimento dei fascicoli del processo di primo grado, annunciavano anche che il processo di secondo grado si sarebbe celebrato. Poche ore prima l’Ispettorato del Ministero della Giustizia veniva incaricato dal Guardasigilli Alfonso Bonafede, di compiere accertamenti preliminari sul caso dei fascicoli smarriti. Dal canto loro i legali della parte civile lottavano contro il possibile colpo di spugna, tentando di ricostruire il fascicolo del processo di primo grado, con l’obiettivo di far partire quello di secondo grado. Cosa che avrebbe bloccato la prescrizione del reato e la mancata applicazione di un’eventuale condanna definitiva in…

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Scoperto a sversare rifiuti in aperta campagna, 82enne denunciato

‘Beccato’ a sversare rifiuti in aperta campagna, 82enne denunciato. E’ quanto avveniva nel primo pomeriggio di alcuni giorni fa in località “Palmiano”, quando un anziano del posto, M. D. N., a bordo di un motocarro, veniva seguito e successivamente fermato dagli agenti della Polizia Locale. Quel ‘Ape-car’ carico di un frigorifero ed altri elettrodomestici risultava subito sospetto. Ed infatti al controllo dei caschi bianchi, impegnati in un’attività di controllo del territorio, emergeva pure, che come l’uomo era alla guida del mezzo senza la necessaria patente di guida, visto che non l’aveva rinnovata. Oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà, l’82enne veniva anche sanzionato con un importo pari a 600,00 euro, mentre il veicolo veniva sottoposto a sequestro. Una nuova operazione della Polizia Locale, dunque, che tenta, anche con l’ausilio degli impianti di videosorveglianza, di scovare gli ecocriminali, che continuano a danneggiare il territorio con un continuo sversamento illecito di rifiuti di varia tipologia.

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