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Uffici e strutture chiuse: interruzione di pubblico servizio o inadempienza contrattuale?

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Tornava alla ribalta, nei giorni scorsi, l’isola ecologica sita in località Frassitelli, gestita dalla Tekra, la società che svolge, per conto del Comune, il servizio cittadino di igiene urbana e risultata aggiudicataria dell’importante appalto settennale. Questa volta il disagio arrecato all’utenza dal centro di raccolta comunale, che è dotato di impianto di videosorveglianza ma che continua a non essere presidiato, come legge vuole, si verificava in data 03.01.2019. Infatti, a seguito della segnalazione inoltrata al Comando della Polizia Municipale da un cittadino di 30 anni che, unitamente ad un amico, ivi si era recato alle ore 16:50 circa, per conferire alcuni rifiuti e, nello specifico, 12 litri di olio da cucina ed una vaschetta di scarico per wc, sul posto si portavano gli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretto dal Vice-Comandante Ten.Domenico De Sena, che effettivamente constatavano che il centro di raccolta era chiuso, in anticipo rispetto all’orario previsto da contratto. E, tal proposito, producevano apposita relazione di servizio. Tra l’altro sulla cartellonistica sistemata all’ingresso della struttura vi sono indicati gli orari di apertura e di chiusura al pubblico della stessa, ossia dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 19:00. Orari che sono stati comunicati agli Acerrani, anche attraverso l’opuscolo distribuito alla cittadinanza unitamente alle attrezzature, per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. E nel quale si legge, tra l’altro, che “l’isola ecologica ha un’importanza fondamentale per il cittadino, per incrementare la raccolta differenziata; per agevolare anche il recupero del rifiuto e per disincentivare l’abbandono abusivo dei rifiuti …”. Il 30enne, poi, che avrebbe dovuto ricevere due litri di olio extravergine di oliva, a seguito del conferimento dell’olio da cucina, sporgeva denuncia presso detto Comando, specificando che, al suo arrivo, i cancelli di entrata e di uscita della struttura erano chiusi con catenaccio; che nessuno aveva risposto ai ripetuti suoni del clacson; che le luci dell’ufficio erano spente e che aveva tentato invano di conferire presso il centro di raccolta di via Edison (ex via Mulino Vecchio), in quanto chiusa per ristrutturazione. Comando della Polizia Locale, nel quale sembra che si trovasse il responsabile dell’impresa (forse informato dell’accaduto?), prima ancora che l’utente provvedesse a formalizzare la denuncia. Responsabile della società salernitana che, sapendo bene…

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Giovane centauro non si ferma all’alt: investito il Vice-Comandante della Polizia Municipale

A bordo di un ciclomotore Piaggio-Liberty, sprovvisto di assicurazione e di casco, non si fermava all’alt, intimatogli da una pattuglia della Polizia Municipale, intenta a svolgere un’azione di controllo del territorio, soprattutto relativamente al mancato uso del casco. E travolgeva il Vice-Comandante del locale Comando della Polizia Municipale, il Ten.Domenico De Sena, di 63 anni, nominato a tale carica con Decreto dirigenziale il 13 dicembre scorso. Protagonista della “bravata” di fine anno un giovane del posto di 20 anni il quale, nella mattinata di venerdì 28 dicembre, sfrecciando lungo via Calzolaio, a bordo del suo veicolo, sul quale trasportava anche il fratellino di 9 anni, anche lui senza casco, di fermarsi all’alt, intimatogli dai caschi bianchi, proprio non voleva saperne. Infatti, dopo aver avvistato i poliziotti municipali, avendo la consapevolezza che stava violando il Codice della Strada, si sfilava il giubbotto e lo metteva a copertura della targa dello scooter. Ed è così che, giunto nei pressi del posto di controllo, il guidatore accellerava, investendo l’Ufficiale e procurandogli escoriazioni varie al volto, ad una gamba, ad un braccio ed un sopracciglio spaccato. Immediatamente il centauro, che si allontanava, cercando di far perdere le proprie tracce, veniva inseguito dai poliziotti municipali e dallo stesso ufficiale travolto, che più tardi sarebbe stato accompagnato presso la clinica “Villa dei Fiori”, dove avrebbe ricevuto le prime cure del caso dal personale sanitario, che gli avrebbe poi diagnosticato tre giorni di prognosi. Ma, nonostante i giorni di riposo prescrittigli dai medici, il Tenente rimaneva al suo posto di lavoro, per coordinare le attività del Comando. Alla fine, grazie anche all’intervento dei Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Luogotenente Giovanni Caccavale, intervenuti a supporto dei Vigili Urbani, il 20enne veniva rintracciato ed accompagnato presso il Comando della Polizia Locale dove, espletate le formalità di rito, veniva accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali ed omissione di soccorso. Sottoposto a sequestro il ciclomotore e la documentazione relativa al due-ruote che, probabilmente, finirà per essere confiscato. Poco dopo il giovane, che vanta già qualche precedente per truffa, veniva posto agli arresti domiciliari in attesa di apparire, il mattino successivo, dinanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Nola, per la celebrazione del rito direttissimo. Dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari De Maio al giovane…

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Sottoposta a furto e vandalizzazione l’isola ecologica in località Frassitelli

“Riaperta l’isola ecologica in località Frassitelli. Resta alto il rischio di furti e vandalizzazione”. Era questo il titolo dell’articolo, che pubblicammo in data 5.12.2018, dopo che era stata aperta al pubblico, lo scorso 30 novembre (dopo essere rimasta chiusa appena 21 mesi), l’isola ecologica sita in località “Frassitelli”, in aperta campagna e lontana dal centro cittadino, mentre veniva chiusa quella a via Mulino Vecchio, per i necessari lavori di adeguamento. Spesi per i lavori di ristrutturazione del centro servizi comunale decine di migliaia di euro, che si spera di recuperare attraverso una citazione in giudizio della società Falzarano, che ha svolto il servizio di igiene urbana sino al 31 gennaio 2017. Data antecedente agli atti vandalici perpetrati ai danni dell’importante struttura. Che, attualmente, è gestita dalla società Tekra, affidataria del delicato servizio dal I febbraio 2017 e risultata vincitrice dell’appalto settennale. Ebbene, nella notte compresa tra il 19 ed il 20 dicembre 2018 si concretizzava il pericolo, che la struttura venisse di nuovo vandalizzata e sottoposta a furti. Infatti ignoti si introducevano all’interno dell’isola ecologica, forzando il cancello del passo carraio, con tanto di danni arrecati alla sbarra, posta davanti all’ingresso e la porta dell’ufficio del personale. Veniva asportato del tutto l’impianto DVR, ossia il sistema di registrazione delle telecamere di sorveglianza, una cassetta di pronto soccorso, contenente i necessari medicamenti, i telecomandi dei condizionatori e qualche altro oggetto. Per fortuna non venivano portati via oggetti dall’elevato costo, a partire dalle pompe di sollevamento, il cui costo ammonta a circa 12 mila euro. Sporta la denuncia, sul posto giungevano i Carabinieri della locale stazione, che avviavano le dovute indagini. E’ chiaro, adesso, che il solo sistema di videosorveglianza già installato non è sufficiente, mentre il Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008 parla di presidio dei centri di raccolta, anche per sottrarli alle cattive intenzioni di chi, introducendosi all’interno degli stessi, potrebbe incendiare i rifiuti ivi presenti. Con conseguente disastro ambientale prodotto. Una questione che già era stata sollevata, durante il Consiglio comunale del 25.10.2017, con tanto di intervento in proposito dell’Assessore al ramo Cuono Lombardi. Inoltre presso la struttura è impiegata ancora una sola unità, mentre a più riprese le rappresentanze sindacali hanno chiesto alla Tekra, per motivi di sicurezza, la presenza di un secondo operatore per turno, soprattutto…

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Scoperta e sequestrata una fabbrica abusiva che inquinava da tempo il nostro territorio

Una fabbrica fantasma, che ha inquinato per anni l’aria e la falda acquifera, trattando polipropilene ed altre materie plastiche speciali completamente abusiva e che operava accanto al termovalorizzatore veniva scoperta e sequestrata, prima della fine di dicembre, da una Task Force, composta dagli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretti dal Vice-Comandante Tenente Domenico De Sena, dalla Guardia di Finanza, dai Militari dell’Esercito Italiano e dall’Arpac, congiuntamente ad un tecnico comunale e con il coordinamento del delegato del Ministro dell’Ambiente per la Terra dei Fuochi nella Regione Campania, il Vice-prefetto Gerlando Iorio. Un impianto tutto fuorilegge: i due capannoni, di duemila metri quadrati, la fabbrica all’interno ed il deposito. L’intera attività della “Mondialplast srls” (utensili domestici per la grande distribuzione) era sconosciuta ai comuni mortali. Più probabilmente però tutti sapevano e nessuno parlava. Inoltre, in base alla dettagliata informativa di reato, corredata dal rilievo fotografico e trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola, le Forze dell’Ordine hanno denunciato i titolari dell’impianto, sito a contrada Pagliarone, per aver rubato l’energia elettrica dalla rete pubblica, che scorre lungo una strada vicina e per aver constatato la presenza di lavoratori irregolari. I due fratelli, che gestiscono l’azienda “invisibile”, di 60 anni, il primo, e di 56 anni, il secondo, venivano denunciati a piede libero. Le Forze dell’Ordine accusavano i due di abusivismo edilizio, di emissioni inquinanti in atmosfera e di aver inquinato il sottosuolo, per aver scaricato nella falda acquifera le acque di raffreddamento dei macchinari, frammisti a residui di lavorazione plastiche, recapitandole in due pozzi artesiani non autorizzati, dai quali veniva emunta acqua per il suddetto utilizzo. Oltre a ciò c’è anche un’accusa di stoccaggio, su nudo terreno, nell’area di pertinenza del capannone, di rifiuti di varia tipologia tale, da configurarne un deposito incontrollato. L’attività di controllo accertava, nello specifico, che in un capannone abusivo di circa 300 mq la suddetta società svolgeva l’attività di stampaggio di articoli casalinghi in plastica, mediante pressa ad iniezione con polipropilene granulare con aggiunta di percentuale di ammendante, ottenuto dalla triturazione in sede di sfridi di lavorazione. Il legale rappresentante della società, presente alle operazioni svolte, a specifica richiesta, non forniva alcuna documentazione attestante la regolarità dell’esercizio di detta attività. Pertanto la stessa veniva svolta in violazione del Decreto Legislativo n.152/2006, così come attestato…

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Querelate dalla Segretaria generale le Consigliere comunali di Pd e M5S. Pronta la replica

E’, dei giorni scorsi, la notizia della querela per diffamazione sporta dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei confronti delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma  (Movimento Cinque Stelle), entrambe all’opposizione. Secondo quanto finora trapelato, la Piscopo ha querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno scorso. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nella mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario è ovviamente alle battute iniziali, con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. Diffusasi la notizia le due Consigliere, partendo dal fatto che durante il Civico consesso di giugno, avevano chiesto chiarimenti sul cumulo di incarichi dirigenziali assegnati alla Segretaria generale in modo permanente ed in assenza di vacanza di posizioni dirigenziali, attraverso un comunicato stampa congiunto, qualche ora più tardi così scrivevano: “La querela sporta nei nostri riguardi costituisce un evidente, quanto grave, atto politico, che ha come finalità il tentativo di condizionare e di limitare il libero esercizio della funzione istituzionale di Consigliere comunale. In questo modo nel Comune di Acerra riteniamo, pertanto, compromesse le libere dinamiche politiche e democratiche. Non ci spaventa questo atteggiamento – aggiungevano le due professioniste – anzi siamo convinte, che certe questioni meritano di essere approfondite anche nelle sedi amministrative competenti. Siamo serene e confidiamo nella giustizia con grande senso di responsabilità e dovere. Questo è l’atteggiamento che il nostro ruolo politico ci impone”. “Mi difenderò nelle sedi opportune – aggiungeva Auriemma – sicura di non aver commesso alcun reato, ma…

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Concorso Comandante Polizia Municipale, breve riepilogo della situazione

(Articolo pubblicato in data 10.10.2018). Tiene ancora banco in città la vicenda relativa al concorso pubblico per la copertura di un posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale, svoltosi nel 2009 e che vide quale vincitore dello stesso l’attuale Comandante, il Col.Felice D’Andrea. E, com’è noto, il Consiglio di Stato, attraverso la sentenza n.3719/2018, a distanza di ben 5 anni, si era espresso il 31 maggio scorso sul ricorso (accogliendolo), presentato allo stesso organo giurisdizionale dal secondo in graduatoria. Pertanto il Consiglio di Stato aveva annullato la graduatoria dei vincitori, tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio dell’attuale Dirigente dei Vigili Urbani. E così, a distanza di 9 anni, veniva di fatto congelato l’incarico ricoperto dal D’Andrea, in attesa di una nuova rivalutazione dei titoli e delle prove d’esame. A deciderlo è stata la V sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Roberto Giovagnoli. I punteggi delle prove scritte non andavano sommati, ma si doveva dare una media dei risultati, ha sentenziato la suprema Corte amministrativa, accogliendo il ricorso del concorrente finito secondo con uno scarto minimo rispetto al vincitore. Il Comandante D’Andrea nel giugno del 2009 su colloco al primo posto con il punteggio di 83,28, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele con 82,05. Ma secondo quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, i calcoli andavano rifatti ed i punteggi ottenuti e che consentirono l’assunzione di D’Andrea andavano ricalcolati. Il totale sarebbe ottenuto dalla somma dei due scritti, dai risultati della prova orale e dai titoli dei curriculum presentati dai candidati. Ma per i giudici amministrativi il calcolo non andava fatto così. Si sarebbe dovuto fare una media tra le votazioni dei due scritti e poi sommarla al punteggio degli orali ed alla valutazione dei titoli. In questo caso poteva risultare vincitore del concorso Miele e non l’attuale Comandante per 58,77 punti contro i 57,28 totalizzati secondo questo nuovo calcolo da D’Andrea. La battaglia a colpi di carta bollata cominciò nel lontano 2009. Miele fece ricorso al Tar Campania contro la graduatoria, ma i giudici amministrativi respinsero le sue richieste con l’emissione della sentenza n.1221/2013. Ma il Consiglio di Stato adesso ha ribaltato tutto, compensando le spese ed ordinando che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Sentenza notificata al…

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Felice D’Andrea non è più il Comandante del locale Comando della Polizia Municipale

Adesso, proseguendo il discorso relativo al concorso pubblico per la copertura di un posto di Dirigente-Comandante della Polizia Municipale, di cui si riferiva in precedenza, era con la Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale ed al Contenzioso, Maria Piscopo, che veniva risolto il contratto di lavoro in essere, che legava l’ormai ex Dirigente della Polizia Locale Col.Felice D’Andrea ed il Comune di Acerra. Infatti il 12 dicembre scorso terminava l’iter per la risoluzione del contratto stipulato con l’Ente di Viale della Democrazia, così come da avvio del procedimento avviato 60 giorni prima dalla stessa Segretaria generale, che ne aveva dato contezza anche al Consigliere comunale di opposizione, nonché Presidente della Commissione consiliare di Vigilanza Carmela Auriemma la quale (l’unica a farlo), con una lettera inviata alla Piscopo, cinque giorni prima aveva ripercorso in breve la vicenda, interrogando la stessa circa gli atti amministrativi sino ad allora prodotti. Niente più ordini da impartire al suo personale, dunque, per l’ex poliziotto e Sindaco mancato. Infatti forse non tutti sanno, che il D’Andrea si era candidato a ricoprire la carica di primo cittadino alle elezioni amministrative, tenutesi a San Nicola La Strada il 31 maggio del 2015, appoggiato da Sel e da una lista civica. A seguito delle quali non riuscì nemmeno ad ottenere un posto nel Consiglio comunale cittadino. E, a proposito di politica, ad interessarsi della vicenda dell’ormai ex casco bianco, alcune settimane fa era stato un Consigliere dell’attuale amministrazione comunale il quale, in versione di “avvocato aggiunto”, con una dettagliata e “spontanea” lettera protocollata al Segretario generale dell’Ente, pose una serie di quesiti, anche relativi alla posizione del legittimo vincitore del concorso. Nota che sarebbe nata, in quanto il vulcanico Consigliere era preoccupato della possibilità, che il Comune potesse trovarsi a fronteggiare non uno, ma ben due contenziosi, con conseguenti ed eventuali risarcimenti danni. Oltre a ciò, tanto per tratteggiare molto sommariamente la sua attività di Dirigente di un corpo di Polizia, definirla discutibile e controversa è un eufemismo. Infatti, nonostante che il Comandante D’Andrea, dal 16 ottobre 2014 fino al 23 marzo 2018, abbia ricoperto all’interno della Casa comunale il ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, è stato destinatario di note, recanti in calce la firma del Segretario generale,…

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La storia infinita, cercasi Comandante della locale Polizia Municipale

Sempre per restare in tema Dirigente-Comandante della Polizia Municipale, di cui si riferiva in precedenza, adesso siamo giunti al cercasi Comandante della Polizia Municipale. Infatti il Comune ha licenziato il capo della Polizia Locale ma non ha assunto il nuovo ed annuncia, con un Decreto sindacale, una nuova procedura concorsuale. Impossibile ma vero. Pubblicata, intanto, nel pomeriggio di mercoledì 11 dicembre la Determina dirigenziale di risoluzione contrattuale tra l’ormai ex Comandante D’Andrea ed il Comune di Acerra. Questa arriva a distanza di 142 giorni dalla presa d’atto della sentenza del Consiglio di Stato, che ha obbligato l’Ente (quasi nove anni dopo la chiusura del concorso), a rifare i calcoli per l’attribuzione del punteggio. Nel frattempo, con apposito Decreto sindacale, è stato nominato il responsabile amministrativo pro-tempore dei caschi bianchi, il Dirigente Dott.Gennaro Cascone e con Decreto dirigenziale quello operativo, il Tenente Domenico De Sena. Intanto, nella stessa giornata di mercoledì, veniva notata nelle stanze del II piano della Casa comunale la presenza del neo-vincitore del suddetto concorso, ossia dell’ex Colonnello dell’Esercito Italiano Mario Miele al quale (almeno per quanto è trapelato), sarebbe stata consegnata una missiva a firma del Segretario generale, con la quale si comunicherebbe all’interessato l’impossibilità a sottoscrivere il contratto di lavoro a causa della vigente legge Madia. Un vero e proprio rompicapo, che costerà caro (in termini economici) al Comune di Acerra, che sarà citato per risarcimenti danni sia dal Comandante uscente che da quello entrante, che è stato costretto a ricorrere ai Giudici del Consiglio di Stato. In ogni modo l’aria che si respira all’interno del Comando Vigili Urbani è carica di tensione favorita, probabilmente, anche dalla Determina dirigenziale n.1480, datata 13.12.2018, di riorganizzazione interna del personale del Corpo di Polizia Municipale. Il Comune, preoccupato per quello che potrebbe verificarsi, sembra prepararsi ad una battaglia giuridico-amministrativa conferendo, tra l’altro, già il mandato all’avvocato Lorenzo Lentini, quale legale rappresentante dell’Ente, a seguito del ricorso presentato al Tar Campania contro il Comune dall’ex Comandante D’Andrea, per l’annullamento delle Determine dirigenziali relative al concorso in questione e notificato il 30 novembre scorso all’Ente di Viale della Democrazia. Non è escluso che i ricorsi fioccheranno anche da parte del neo-vincitore, che per nove anni ha proseguito la sua battaglia, fino ad ottenere giustizia. E dopo che nel 2013…

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Avviso di garanzia per un 31enne indagato per lesioni personali e minacce

Sarà già stata fissata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, che ha già letto gli atti del procedimento penale, istruito a conclusione delle indagini preliminari svolte, la data della prima udienza dibattimentale a carico di un uomo di 31 anni, residente in una strada periferica cittadina e legalmente rappresentato da un legale assegnatogli d’ufficio. All’uomo (per il quale comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato) è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, perché da gennaio a giugno 2018, poneva in essere atti persecutori ai danni della sua ex fidanzata, attualmente di anni 27 e residente a Napoli, in quanto non voleva accettare la fine della loro relazione sentimentale. Nello specifico, così come ricostruito dal PM della Procura nolana l’aggressore, a gennaio scorso, dopo un acceso diverbio, aveva picchiato la donna con ripetuti schiaffi, umiliandola con offese ed improperi vari, del tipo: “Tu sei zero, non vali niente”, minacciandola in diverse occasioni di ucciderla, se avesse deciso di lasciarlo. In un’altra circostanza, il mese successivo, dopo aver bussato violentemente alla porta dell’abitazione della malcapitata, aggrediva verbalmente la madre della persona offesa e, subito dopo, colpiva con calci all’addome e schiaffi la 27enne, lanciandole addosso un mazzo di chiavi e scaraventandola con la testa contro il vetro della finestra, proferendole parole del tipo: “Tu non vali niente senza di me, stai sotto i miei piedi, un altro come me non lo troverai mai…”. All’intenzione della donna di rivolgersi alle Forze dell’Ordine, per sottrarsi all’aggressione, l’energumeno la minacciava, dicendogli: “Tu provaci ed io ti ammazzo, ti squaglio”. In tal modo ingenerava nella persona offesa un grave e perdurante stato di ansia e di paura per la propria incolumità e costringendola altresì ad alterare le proprie abitudini di vita come, ad esempio, smettere di recarsi nei luoghi che abitualmente frequentava e ponendo fine alle uscite con amici comuni. Con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona, con la quale era legato da una relazione affettiva. Non senza trascurare il fatto che, nel frattempo, nell’avventarsi contro la donna, aveva cagionato alla persona offesa lesioni personali, consistenti in trauma cranico minore e trauma addominale da percosse, giudicate guaribili in 15 giorni. Infatti la sventurata si era…

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Incredibile furto presso la Banca di Credito Popolare di Corso Italia

Prosegue tutt’ora la caccia alla banda, presumibilmente composta da 8-9 unità, tutte incappucciate che, nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre scorso, assaltava la filiale della Banca di Credito Popolare di Corso Italia. La spettacolare rapina, organizzata nei minimi dettagli, permetteva alla banda specializzata di mettere le mani sulle cassette di sicurezza dell’istituto di credito. Un bottino molto ingente ancora da quantificare, anche se si parlava di tredicesime a rischio. Nelle “riserve” della banca, infatti, erano custoditi gli stipendi delle aziende accreditate presso la filiale e dei semplici correntisti. Un furto con ariete, quindi, in pieno centro. Secondo alcune fonti della polizia, i banditi introdottosi nel Credito Popolare non riuscivano a portarsi via la cassaforte, per l’intervento dell’unica pattuglia presente sul territorio. L’episodio avveniva intorno alle 5:00 del mattino. La banda aveva sistemato un rimorchio dal lato del Corso della Resistenza ed un furgone al capo opposto del Corso Italia, lì dov’è ubicata la banca. Una modalità d’azione, che serviva a coprirsi la fuga perché, di fatto, le vie di accesso erano state tutte bloccate. Poi con la motrice del tir, usata a mò di ariete, veniva sfondata una delle vetrate blindate e staccata dal muro attraverso grossi ganci legati alla motrice, così da entrare direttamente all’interno dell’istituto di credito, per rubare i soldi. Resta comunque lo smacco per un colpo, che sa molto di scena da film. Sull’episodio avvivano le dovute indagini gli agenti del locale Commissariato di Polizia, che visionavano le immagini delle telecamere di videosorveglianza, poste a protezione della banca, per provare a ricostruire il fatto nei dettagli e a ricavare elementi utili all’identificazione degli autori del furto.

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