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Un Lettieri “galante” con Galante ma non con gli altri vertici delle Forze dell’Ordine. Perché?

Era la Determina n.907 del 24.07.2020, ad ufficializzare una “nuova consuetudine”, inaugurata in città dal sindaco Raffaele Lettieri, ossia quella di organizzare (a spese dei contribuenti, naturalmente), uno scambio di saluti tra il Dirigente del Commissariato di Polizia di Stato uscente, quello subentrante al suo posto ed una parte dell’amministrazione comunale. Il riferimento è all’incontro, tenutosi presso la sala convegni del Castello dei Conti nella mattinata dello scorso 24 giugno ed al quale il capo dell’amministrazione cittadina invitò, con tanto di lettera protocollata, il Presidente del Consiglio comunale, i Presidenti delle Commissioni consiliari e le autorità civili, militari e religiose, in occasione della cerimonia di saluto del Vicequestore Antonio Galante, nominato Primo Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Potenza, che lasciava il posto al neo Dirigente Stefano Iuorio, qui trasferito dal Commissariato di Afragola. Una parte, quindi, dell’amministrazione locale, poteva presenziare all’evento. Infatti la lettera d’invito del sindaco che proclama le vittorie, non citava né gli Assessori della Giunta, né i Consiglieri comunali, né i Dirigenti. Ed il perchè non è dato saperlo. Con l’auspicio che qualcuno non tiri in ballo il famigerato Coronavirus, visto che nell’antico maniero di certo lo spazio non manca. Cerimonia dunque organizzata con denaro pubblico, visto che la somma per il buffet fornito da una nota pasticceria del posto, per un importo di 286,11 euro, era corrisposta con i soldi delle casse comunali. Ma la domanda, che più ricorreva in quei giorni in città, era la seguente: come mai Lettieri ha ritenuto opportuno salutare l’ormai ex Dirigente del Commissariato Galante, mentre tale momento non è stato mai concepito per altri Dirigenti del locale presidio di legalità? Nulla da togliere all’operato di Galante, durante il cui periodo abbiamo comunque registrato una recrudescenza della microcriminalità e della macrocriminalità, essendosi verificati ben tre omicidi. Ma val la pena ricordare, che anche il Dr.Vincenzo Gioia lasciò la locale sede del Commissariato a gennaio 2018, dopo essere stato promosso Primo Dirigente e dopo aver, tra l’altro, nel 2013, condotto l’indagine sul fenomeno dell’assenteismo al Comune, culminato anche con 40 condanne inflitte in primo grado e con 20 assoluzioni. E che diede l’occasione alla fascia tricolore versione intrattenitore mediatico, di annunciare durante la trasmissione di Giletti, che il Comune si sarebbe costituito parte civile contro i dipendenti “infedeli”….

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Nuova lettera anonima con accuse pesanti alla politica locale ed alle Forze dell’Ordine

Era la lettera anonima, fatta recapitare a diverse persone del posto durante le ultime ore di agosto, che puntava a mettere sotto scacco la politica locale. Il compito di fare chiarezza su queste inquietanti “delazioni” spetta adesso alle Forze dell’Ordine, che non possono sottrarsi alla ricerca della verità. Ma andiamo per ordine, cercando di far comprendere ai lettori qualcosa in più, ovviamente senza riportare i nomi contenuti nella missiva. Naturalmente il corvo spara ad altezza d’uomo. Nel mirino dell’informatissimo delatore vi sono non solo politici in attività, ma anche quelli bramosi di accaparrarsi un posto nel Consiglio regionale. Uno di questi viene indicato come custode di verità, che racconta però a metà, senza mai puntare a tutti i fatti. Per le forze dell’ordine verificare la verità è un gioco da ragazzi e, quindi, il corvo può essere facilmente smascherato. Nella lettera si parla di diverse situazioni che, qualora fossero confermate anche in parte, potrebbero comportare un vero e proprio terremoto politico. C’è quindi da verificare la regolarità di alcune assunzioni al Comune e non solo; l’acquisto di diversi immobili (intestati a soggetti terzi); l’inserimento di terreni nel nuovo Piano Urbanistico comunale. Il corvo ha dimenticato però che, nel corso degli anni, altri Consiglieri comunali hanno “raccomandato” l’assunzione di soggetti gravati da precedenti di polizia ad imprese che, invece di fare portierato, espletano servizi di vigilanza, senza essere in possesso della licenza della Prefettura. Un fatto semplice che, seppur denunciato giornalisticamente, non ha mai attirato l’attenzione delle Forze dell’Ordine che, stranamente, sembrano aver timore di indagare sulla “pubblica amministrazione”. Il corvo, che sembra non avere tanti peli sulla lingua, confessa poi le sue estorsioni, che sembrano essere vere. Tra queste non ci sono, però, le richieste minacciose fatte ad alcuni studi professionali specializzati nella trattazione di sinistri stradali. Non appartengono al suo gruppo o le ha volutamente dimenticate? Chi lo sa. Di certo, oltre alle solite estorsioni, da mesi i signori del “pizzo” hanno messo nel proprio mirino i titolari di alcuni studi professionali specializzati nelle truffe assicurative, riuscendo ad ottenere da molti di questi il pagamento di una prima rata estorsiva di diverse migliaia di euro. Il corvo infine attacca pesantemente alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, dicendo che uno di questi avrebbe fatto da intermediario. Un’accusa del tutto…

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Due le lettere anonime con accuse pesanti alla politica e minacce di morte ad un ambientalista

Era la stampa quotidiana a fare riferimento a due lettere anonime dai contenuti inquietanti. Una di minaccia di morte all’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo ed alla sua famiglia ed un’altra piena di veleni, con un lungo elenco di accuse e di presunti intrecci tra politica locale, criminalità organizzata e forze dell’ordine. Circa la prima lettera, essa veniva recapitata di notte presso l’abitazione della sorella dell’ambientalista, candidato alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre prossimi nelle fila del Movimento 5 Stelle. La seconda veniva “imbucata” attraverso le saracinesche di alcuni negozi, ovviamente chiusi. Una missiva che racconta di concorsi truccati, di rapporti di alcuni politici con il malaffare e di quattro funzionari delle Forze dell’Ordine corrotti dalla politica. Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto, invece, ignoti si erano introdotti nel palazzo in cui abita una sorella di Cannavacciuolo, impegnata a sostenere il fratello. “Put…na, morirai tu e quel bastardo di tuo fratello”, la scritta composta con ritagli di giornale incollati su un foglio bianco. Il giovane denunciava al Commissariato di Polizia, diretto dal Vicequestore Stefano Iuorio, sia l’episodio che lo riguarda e sia quello della missiva ai negozi. “Ho denunciato tutto – dichiarava Cannavacciuolo – perché l’omertà non fa altro, che aggravare contesti già molto difficili. Mi rammarico che, fino ad ora, alla Polizia sia andato solo io, nonostante che molti in città abbiano saputo. Ancora una volta il tentativo di zittirmi, di mettere fine alla mia attività di contrasto all’illegalità, è miseramente fallito. Utilizzare come mezzo di intimidazione i miei familiari è davvero un atto vile e tipicamente mafioso”.  

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D’Errico: “Il sistema politico è marcio. Lettieri e la sua amministrazione non sono i padroni della città”.

“Bisogna smetterla di usare la popolazione campana ed i lavoratori come merce di scambio, così come avviene anche ad Acerra. Lettieri e la sua amministrazione non sono i padroni della città”. Queste le parole di Giovanni D’Errico, storico manifestante acerrano per i diritti dei lavoratori che fanno parte dei Consorzi Unici di Bacino. Lunedì 7 settembre iniziava una tre giorni di manifestazioni, per alzare ancora una volta l’attenzione, su quanto accade ai lavoratori del Cub, costretti da anni a vivere senza stipendio regolarmente corrisposto, senza contributi e sicurezze. “Oltre dieci anni senza nessun tipo di occupazione non solo ad Acerra, ma in tutti i territori campani – prosegue D’Errico – ed in più la politica regionale e locale fanno opere, per incrementare i loro interessi, ma di fatto non fanno niente per il popolo, per i precari e per i disoccupati. Non parlo di soldi ma anche dei minimi bisogni alimentari. E’ una vergogna. Non si può votare nessuno di queste persone”. Il manifestante quindi annunciava, di voler manifestare nei pressi del Castello baronale, del Comune e della Cattedrale a piazza Duomo. “Sono tre tappe importanti nel corso della nostra storia di lavoratori, che lottano per i loro diritti. In questi luoghi abbiamo provato ad attirare l’attenzione dei nostri amministratori i quali, invece di aiutarci, hanno solo fatto inutili promesse. Mi attendo una grande partecipazione di colleghi e di comuni cittadini, per protestare insieme contro questo sistema marcio, che ci vede soltanto come numeri e voti”. D’Errico poi ricorda di un incontro avuto con i Capigruppo consiliari alla fine di luglio scorso, durante il quale partecipò anche il sindaco. “Ma alla fine – conclude il lavoratore – nessuno ci ha saputo dare un aiuto o ha avanzato una proposta. Lettieri ricopre la carica di primo cittadino da oltre 8 anni ma mi chiedo: cos’ha ha fatto a favore delle politiche occupazionali? Quanti posti di lavoro ha creato, eccezion fatta per quelli nella macchina comunale, Vigili Urbani compresi?”. Il rappresentante dei SìCobas Acerra punta poi anche alle prossime elezioni regionali e dice: “Ci sono persone che si candidano e che trattano questa città, come se fosse loro. Non è possibile continuare a votare questi personaggi, che poi per Acerra e la Campania non hanno fatto niente. C’è poi chi…

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La vicenda dei pacchi alimentari finisce all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

Se qualcuno pensava che la questione dei pacchi alimentari, distribuiti dal Comune agli indigenti durante lo scorso mese di aprile, in piena emergenza coronavirus, fosse caduta nel dimenticatoio, si è sbagliato. Infatti, al di là del considerevole ritardo, con cui furono consegnati i pacchi, a chi ne aveva fatto richiesta (consegna che fu portata a termine dopo il 12 aprile, giorno di Pasqua!!); al di là che gli stessi anticiparono i buoni spesa ed al netto delle polemiche sorte tra il sindaco Lettieri ed il mondo del volontariato, così come evidenziato anche dal Vescovo Antonio Di Donna attraverso la stampa quotidiana, ecco un esposto indirizzato lo scorso 21 luglio all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) dai Consiglieri comunali Domenico Zito e Carmela Auriemma, che è anche Presidente della Commissione di Vigilanza. Esposto che così recita: “Con Determina n.450 del 09.04.2020, avente ad oggetto “Intervento per far fronte all’Emergenza alimentare da Coronavirus. Affidamento ai sensi dell’art.36 comma 2 lett.a- del D.Lgs 50/2016 alla Ditta La Nuova Tirrenica srl. Impegno di Spesa”, il Comune di Acerra, nella persona del Dirigente ai Servizi Sociali, approvava l’offerta economica della ditta “La Nuova Tirrenica s.r.l.” con sede legale a Cardito, per un totale fornitura di € 39.940,00 più IVA, pari ad € 2.821,60 (differenziata per aliquote di cui € 741,60 al 4% ed € 2.140,00 al 10%) per un totale fornitura di € 42.821,60. La Nuova Tirrenica si impegnava al servizio di fornitura di n.2.000 pacchi alimentari, contenenti cadauno i seguenti prodotti: 3kg. di pasta di grano duro (1kg penne. 1kg spaghetti, 1kg ditali); 1 confezione di 6 fette biscottate da 630 gr Buitoni (o similari); 1kg di zucchero raffinato Eritalia (o similari); 1kg. di sale di Sicilia; 1litro di olio extra vergine di oliva; 1 confezione da 12 di tonno Rio Mare (o similari) 80 gr; 2 confezioni di latte parzialmente scremato da 1 litro. Il Comune infatti – prosegue l’esposto – in data 07.04.2020, aveva inviato ad 8 ditte specializzate nella fornitura di alimentari un invito a far pervenire, entro le ore 13:00 dell’08.04.2020, un preventivo offerta per n.2000 pacchi alimentari contenenti caduno i seguenti prodotti: (e ripete quelli appena riportati ndr). A parere degli scriventi, tutta la procedura indicata nella Determina del 09.04.2020 presenta alcuni aspetti poco chiari come, ad esempio, l’aver…

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Il bizzarro episodio dei “pacchi pasquali al pesce” distribuiti agli indigenti

L’esposto pubblicato in precedenza e relativo ai pacchi alimentari distribuiti agli indigenti durante la fase più critica del Covid-19, ci riporta alla mente anche il bizzarro episodio dei pacchi arricchiti nell’autoparco comunale dai dipendenti comunali con prodotti ittici, in particolare pesce ed ivi scaricati da un’azienda locale. Prodotti non distribuiti, però, nel rispetto delle normative vigenti e che causavano l’intervento dei Carabinieri della locale stazione e di quelli del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli. E così, mentre in alcuni pacchi c’era finito del pesce, in altri del pesce non c’era neanche l’odore. Infatti sembrerebbe che l’azienda sia stata costretta a riprendersi il prodotto, forse per smaltirlo presso una ditta specializzata dopo il Lunedì in Albis. Pacchi poi consegnati a casa ai richiedenti dagli impiegati comunali e dal personale della Polizia Municipale. In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, era un noto quotidiano, datato 15.04.2020, a riportare il caso dei “pacchi pasquali al pesce”. Ecco di seguito l’articolo redatto da Nino Pannella. “E’ finita solo nel primo pomeriggio di lunedì dell’Angelo (ampiamente fuori tempo massimo, tenuto conto che Pasqua e Pasquetta era già stata superata), la consegna dei pacchi alimentari predisposti dal Comune, per far fronte all’emergenza alimentare provocata dal coronavirus. A fare da “pony express” (sottraendoli ai compiti d’istituto, ovvero di controllo del territorio), oltre ad una consistente squadra di agenti della Polizia Locale, c’erano altrettanti dipendenti comunali che, a bordo delle auto di servizio, hanno provveduto a raggiungere le residenze delle sedicenti famiglie “indigenti”, che avevano presentato richiesta all’Ente, per ottenere i buoni spesi promessi dal governo Conte. Da fonti non ufficiali sarebbero stati distribuiti oltre 2000 pacchi, all’interno dei quali (in almeno un centinaio di questi), i dipendenti del Comune hanno aggiunto pesce scongelato ed una manciata di mitili (ossia cozze). Merce che l’Ente aveva ricevuto in “regalo” dalla stessa ditta, che si era aggiudicata la strana gara per la fornitura degli alimenti. Misteriosamente poi, dopo l’arrivo dei Carabinieri, mitili e pesce sono spariti dalla circolazione. Sul posto anche i Nas di Napoli che, per quanto è stato possibile sapere, hanno fatto restituire pesce e cozze all’impresa che, in mattinata, li aveva consegnati (con tanto di bolla di accompagnamento), nelle mani di un volontario del Nucleo comunale della Protezione Civile, divenuto cosi di diritto…

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Anomalie di cantiere: niente luci di posizionamento, tabella incompleta, marciapiedi ultraridotti

Prendevano il via lo scorso 15 giugno, così come deliberato dalla Giunta comunale in data 24.05.2019, con relativo cantiere allestito a via Diaz, i lavori di Manutenzione di detta strada ed il cui importo ammonta a 610.532,00 euro (con il ribasso praticato dalla ditta di Sorrento, su una somma inziale di 685 mila euro).  Lavori che prevedono, in sostanza, la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina, nei quali gli automobilisti possono sostare le proprie vetture. Un’ulteriore testimonianza del fatto che il sindaco Lettieri sta di nuovo sconfessando se stesso, visto che da sostenitore di una mobilità sostenibile, con tanto di piste ciclabili realizzate, aree pedonali realizzate, aree di sosta eliminate e migliaia di euro di incentivi erogati per l’acquisto di biciclette o motorini elettrici, ora impiega migliaia di euro di denaro pubblico, per “accogliere” le richieste dei sostenitori della circolazione inquinante. “Incentivati” anche a piazza Castello e a via Da Vinci, grazie all’installazione di stalli di sosta a pagamento, sistemati però in modo contiguo con i dissuasori in pietra ed i pali della pubblica illuminazione, di modo che dal lato passeggeri non si può scendere e contigui al percorso riservato agli ipovedenti ed ai non vedenti!! Tornando al cantiere di via Diaz, questo presentava delle anomalie. Infatti, se la tabella di cantiere notiziale riporta che l’inizio dei lavori è fissato in data 15.06.2020, perché solo 7 giorni dopo se ne dà comunicazione agli Enti competenti, tra i quali la Prefettura di Napoli, come si evince dalla nota affissa sulla recinzione del cantiere, a firma del Dirigente ai Lavori Pubblici Ing.G.Soria? Oltre a ciò detta tabella omette di riportare il nominativo del responsabile della sicurezza del cantiere. Un dato che invece occorre ricavare dalla suddetta nota apposta sulla recinzione del cantiere e che indica lo stesso in Vincenzo Fatigati. Intanto i nominativi riportati sulla tabella sono: Committente: Comune di Acerra. Impresa Costruttrice: “Doldo Carlo srl”. Data di inizio: 15 giugno 2020. Data fine Lavori: 365 giorni. Responsabile dei Lavori: Ing.Gennaro Normino. Progettista: Arch.Antonello Piscitelli, Ing.Normino. Direttore dei Lavori: Arch.Vincenzo Fatigati. Tecnico comunale, che è anche il coordinatore della sicurezza per l’esecuzione degli stessi, circa il quale abbiamo specificato, a quelli che ce l’hanno evidenziato, che non significa niente, che sia un parente stretto del primo cittadino,…

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Cantiere di via Diaz: operai al lavoro privi di dispositivi di protezione

Relativamente ai lavori di Manutenzione di via Diaz per la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina; il cui importo ammonta a 610.532,00 euro e di cui si riferiva in precedenza, non mancavano quindi le anomalie di cantiere, nonostante la presenza di un’equipe qualificata di professionisti comunali, che ricoprono ruoli importanti quali il Direttore o il Responsabile dei lavori. A tal proposito, tra la cartellonistica affissa sulla recinzione del cantiere, non manca di certo la tabella, che indica con precisione, quali sono i mezzi di protezione personale in dotazione a ciascuno e che vanno usati obbligatoriamente. Tra cui mascherine, guanti e caschi protettivi. Ebbene, eccezion fatta per i guanti indossati da qualcuno, gli operai della ditta sorrentina erano al lavoro, privi di tali dispositivi di protezione. E non abbiamo motivo di dubitare, che i poliziotti municipali del locale Comando, il cui organico è stato ampliato da tempo con ben 17 unità lavorative in più e che è organo di controllo e di vigilanza del territorio, abbia effettuato un sopralluogo ed abbia accertato, con tanto di relazione redatta e di rilievo fotografico prodotto che, effettivamente, il cantiere presentava più di un’anomalia. Purtroppo la storia si ripete. Infatti scene e situazioni simili le avevamo riportate anche ad ottobre e a dicembre dell’anno scorso, quando erano in corso i lavori di Riqualificazione Urbana del parcheggio cittadino, poi realizzato adiacente alla Casa comunale e a Plaza de Mayo. Ed anche in quella circostanza l’equipe che seguiva, dirigeva e coordinava i lavori, era la stessa di via Diaz.  

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Dipendente chiede il pagamento di 201 mila euro per danno differenziale. Il Comune si oppone

Era a seguito della sentenza n.2407/2019, emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Nola dott.Landi e trasmessa all’Ente di Viale della Democrazia dall’avvocato del Comune, Daniela Russo, che l’Ente comunale ricorreva in Appello dinanzi alla Corte di Appello di Napoli contro la suddetta sentenza, riaffidando l’incarico di assistenza e di patrocinio legale allo stesso avvocato, corrispondendole la somma di 3623,47 euro, come da Determina n.837 del 9.07.2020, che reca la firma del Dirigente al Contenzioso Maria Piscopo. Ricorso caldeggiato dalla stessa Russo, vista “l’opportunità dell’impugnativa della sentenza per errore nella quantificazione del danno in contrasto con i recentissimi principi della giurisprudenza”. Questa è (come al solito) la scarna dicitura, che riusciamo a ricavare dall’atto amministrativo, per capire le ragioni, per le quali il Comune ha deciso di proporre ricorso in Appello contro una sentenza, che gli è ovviamente contraria. I fatti si riferiscono al ricorso ex art.414 del Codice di Procedura Civile alla sezione Lavoro del Tribunale nolano, notificato al Comune a settembre del 2015 da parte di un suo dipendente, rappresentato e difeso dall’Avv.Lucia De Filippo, per azione di accertamento e condanna al pagamento della somma dovuta a titolo di danno differenziale, il tutto oltre interessi legali e rivalutazione monetaria come per legge. Il ricorrente lavorava all’epoca con mansioni di operaio addetto alla manutenzione dello Stadio comunale di via Manzoni dal novembre del 1983 fino al 23 aprile 2005. Giorno in cui, mentre eseguiva attività di pulitura del manto erboso alla guida di un trattorino tosaerba, lo stesso si bloccava ed il dipendente comunale, nel provvedere alla pulizia della ventola aspira erba, subiva un trauma lesivo alla mano destra e precisamente gli venivano tranciati l’indice, il medio e l’anulare, poiché la ventola aspira erba improvvisamente si metteva in funzione. Ovviamente da quel momento per l’operaio iniziava un lungo calvario, fatto di interventi chirurgici, esami strumentali, assunzioni di farmaci e rivisitazione delle proprie abitudini comportamentali, vista la menomazione subita dalla mano destra. L’Inail riconosceva al dipendente l’infortunio sul lavoro e liquidava l’indennità per inabilità temporanea, nel periodo compreso tra il 27.04.2005 ed il 12.10.2005. Il ricorrente, ritenendo non idoneo l’intervento dello Stato, in quanto non soddisfava quelle componenti del danno alla salute di un cittadino, che abbia subito un infortunio sul lavoro o soffra di una malattia…

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“Parco ‘900”, breve cronistoria delle attività intraprese di recente

(Articolo pubblicato in data 4.12.2019). Negli ultimi mesi abbiamo documentato l’attività istituzionale del Consigliere comunale Domenico Tardi (alla quale si è aggiunta, poi, anche quella del Consigliere Carmela Auriemma) relativamente alla questione “Parco ‘900”, ossia al grande complesso residenziale realizzato nei primi anni 2000 nel rione “Spiniello”, con particolare riferimento alla galleria commerciale del complesso urbanistico, dichiarata abusiva dal Comune nel 2015. Tale attività, fino ad oggi, ha sostanzialmente contemplato: una richiesta, attraverso una nota inviata al Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone e all’Assessore al ramo Giovanni Di Nardo, in data 17.10.2019, a seguito dell’approvazione della Delibera di Giunta n.134 del 4.10.2019 di indirizzo al Consiglio comunale e relativa al Parco ‘900, di conseguimento degli atti relativi all’approvazione dello schema di convenzione, per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area destinata a parcheggio, a compensazione degli standard urbanistici. Una richiesta di conoscere con urgenza, al fine di esercitare le sue prerogative istituzionali se, per gli immobili oggetto del provvedimento di Giunta, è stata a suo tempo definita, ai sensi dell’articolo 11 della legge n.10/1977, una convenzione per l’assunzione diretta di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. In caso di riscontro positivo, una richiesta di trasmettergli con sollecitudine la relativa copia, nonché copia dei collaudi effettuati sulle opere realizzate; gli atti di consegna delle stesse al Comune di Acerra e l’atto di svincolo della prevista fideiussione. Oltre a ciò in data 21.10.2019 diffidava il suddetto Dirigente all’Urbanistica, stante la legge n.241/90, a rispondere entro 10 giorni alle precedenti lettere inviategli ed alle quali non aveva risposto. Nel frattempo, durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso, avente all’ordine del giorno l’approvazione della Delibera di Giunta n.127 del 30.09.2019, relativa alla variazione di Bilancio di previsione finanziario e di indirizzo al consiglio comunale nell’intervenire, il Consigliere diceva: “Non vedo in questa Delibera di Giunta gli oneri concessori recuperati, stando alla convenzione stipulata a suo tempo. Quindi si tratta di somme da recuperare ed auspico che l’Assessore al Bilancio li recuperi, rivisitando la Delibera che, così redatta ed approvata, rappresenta una truffa per i cittadini”. Nel frattempo sono intervenuti vari colloqui tra i due sopra citati Consiglieri comunali ed il Dirigente al settore, che ha anche risposto alla diffida del Tardi scrivendo, tra l’altro, che “la richiesta del consigliere…

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