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La vicenda dei pacchi alimentari finisce all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

Se qualcuno pensava che la questione dei pacchi alimentari, distribuiti dal Comune agli indigenti durante lo scorso mese di aprile, in piena emergenza coronavirus, fosse caduta nel dimenticatoio, si è sbagliato. Infatti, al di là del considerevole ritardo, con cui furono consegnati i pacchi, a chi ne aveva fatto richiesta (consegna che fu portata a termine dopo il 12 aprile, giorno di Pasqua!!); al di là che gli stessi anticiparono i buoni spesa ed al netto delle polemiche sorte tra il sindaco Lettieri ed il mondo del volontariato, così come evidenziato anche dal Vescovo Antonio Di Donna attraverso la stampa quotidiana, ecco un esposto indirizzato lo scorso 21 luglio all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) dai Consiglieri comunali Domenico Zito e Carmela Auriemma, che è anche Presidente della Commissione di Vigilanza. Esposto che così recita: “Con Determina n.450 del 09.04.2020, avente ad oggetto “Intervento per far fronte all’Emergenza alimentare da Coronavirus. Affidamento ai sensi dell’art.36 comma 2 lett.a- del D.Lgs 50/2016 alla Ditta La Nuova Tirrenica srl. Impegno di Spesa”, il Comune di Acerra, nella persona del Dirigente ai Servizi Sociali, approvava l’offerta economica della ditta “La Nuova Tirrenica s.r.l.” con sede legale a Cardito, per un totale fornitura di € 39.940,00 più IVA, pari ad € 2.821,60 (differenziata per aliquote di cui € 741,60 al 4% ed € 2.140,00 al 10%) per un totale fornitura di € 42.821,60. La Nuova Tirrenica si impegnava al servizio di fornitura di n.2.000 pacchi alimentari, contenenti cadauno i seguenti prodotti: 3kg. di pasta di grano duro (1kg penne. 1kg spaghetti, 1kg ditali); 1 confezione di 6 fette biscottate da 630 gr Buitoni (o similari); 1kg di zucchero raffinato Eritalia (o similari); 1kg. di sale di Sicilia; 1litro di olio extra vergine di oliva; 1 confezione da 12 di tonno Rio Mare (o similari) 80 gr; 2 confezioni di latte parzialmente scremato da 1 litro. Il Comune infatti – prosegue l’esposto – in data 07.04.2020, aveva inviato ad 8 ditte specializzate nella fornitura di alimentari un invito a far pervenire, entro le ore 13:00 dell’08.04.2020, un preventivo offerta per n.2000 pacchi alimentari contenenti caduno i seguenti prodotti: (e ripete quelli appena riportati ndr). A parere degli scriventi, tutta la procedura indicata nella Determina del 09.04.2020 presenta alcuni aspetti poco chiari come, ad esempio, l’aver…

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Il bizzarro episodio dei “pacchi pasquali al pesce” distribuiti agli indigenti

L’esposto pubblicato in precedenza e relativo ai pacchi alimentari distribuiti agli indigenti durante la fase più critica del Covid-19, ci riporta alla mente anche il bizzarro episodio dei pacchi arricchiti nell’autoparco comunale dai dipendenti comunali con prodotti ittici, in particolare pesce ed ivi scaricati da un’azienda locale. Prodotti non distribuiti, però, nel rispetto delle normative vigenti e che causavano l’intervento dei Carabinieri della locale stazione e di quelli del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli. E così, mentre in alcuni pacchi c’era finito del pesce, in altri del pesce non c’era neanche l’odore. Infatti sembrerebbe che l’azienda sia stata costretta a riprendersi il prodotto, forse per smaltirlo presso una ditta specializzata dopo il Lunedì in Albis. Pacchi poi consegnati a casa ai richiedenti dagli impiegati comunali e dal personale della Polizia Municipale. In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, era un noto quotidiano, datato 15.04.2020, a riportare il caso dei “pacchi pasquali al pesce”. Ecco di seguito l’articolo redatto da Nino Pannella. “E’ finita solo nel primo pomeriggio di lunedì dell’Angelo (ampiamente fuori tempo massimo, tenuto conto che Pasqua e Pasquetta era già stata superata), la consegna dei pacchi alimentari predisposti dal Comune, per far fronte all’emergenza alimentare provocata dal coronavirus. A fare da “pony express” (sottraendoli ai compiti d’istituto, ovvero di controllo del territorio), oltre ad una consistente squadra di agenti della Polizia Locale, c’erano altrettanti dipendenti comunali che, a bordo delle auto di servizio, hanno provveduto a raggiungere le residenze delle sedicenti famiglie “indigenti”, che avevano presentato richiesta all’Ente, per ottenere i buoni spesi promessi dal governo Conte. Da fonti non ufficiali sarebbero stati distribuiti oltre 2000 pacchi, all’interno dei quali (in almeno un centinaio di questi), i dipendenti del Comune hanno aggiunto pesce scongelato ed una manciata di mitili (ossia cozze). Merce che l’Ente aveva ricevuto in “regalo” dalla stessa ditta, che si era aggiudicata la strana gara per la fornitura degli alimenti. Misteriosamente poi, dopo l’arrivo dei Carabinieri, mitili e pesce sono spariti dalla circolazione. Sul posto anche i Nas di Napoli che, per quanto è stato possibile sapere, hanno fatto restituire pesce e cozze all’impresa che, in mattinata, li aveva consegnati (con tanto di bolla di accompagnamento), nelle mani di un volontario del Nucleo comunale della Protezione Civile, divenuto cosi di diritto…

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Anomalie di cantiere: niente luci di posizionamento, tabella incompleta, marciapiedi ultraridotti

Prendevano il via lo scorso 15 giugno, così come deliberato dalla Giunta comunale in data 24.05.2019, con relativo cantiere allestito a via Diaz, i lavori di Manutenzione di detta strada ed il cui importo ammonta a 610.532,00 euro (con il ribasso praticato dalla ditta di Sorrento, su una somma inziale di 685 mila euro).  Lavori che prevedono, in sostanza, la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina, nei quali gli automobilisti possono sostare le proprie vetture. Un’ulteriore testimonianza del fatto che il sindaco Lettieri sta di nuovo sconfessando se stesso, visto che da sostenitore di una mobilità sostenibile, con tanto di piste ciclabili realizzate, aree pedonali realizzate, aree di sosta eliminate e migliaia di euro di incentivi erogati per l’acquisto di biciclette o motorini elettrici, ora impiega migliaia di euro di denaro pubblico, per “accogliere” le richieste dei sostenitori della circolazione inquinante. “Incentivati” anche a piazza Castello e a via Da Vinci, grazie all’installazione di stalli di sosta a pagamento, sistemati però in modo contiguo con i dissuasori in pietra ed i pali della pubblica illuminazione, di modo che dal lato passeggeri non si può scendere e contigui al percorso riservato agli ipovedenti ed ai non vedenti!! Tornando al cantiere di via Diaz, questo presentava delle anomalie. Infatti, se la tabella di cantiere notiziale riporta che l’inizio dei lavori è fissato in data 15.06.2020, perché solo 7 giorni dopo se ne dà comunicazione agli Enti competenti, tra i quali la Prefettura di Napoli, come si evince dalla nota affissa sulla recinzione del cantiere, a firma del Dirigente ai Lavori Pubblici Ing.G.Soria? Oltre a ciò detta tabella omette di riportare il nominativo del responsabile della sicurezza del cantiere. Un dato che invece occorre ricavare dalla suddetta nota apposta sulla recinzione del cantiere e che indica lo stesso in Vincenzo Fatigati. Intanto i nominativi riportati sulla tabella sono: Committente: Comune di Acerra. Impresa Costruttrice: “Doldo Carlo srl”. Data di inizio: 15 giugno 2020. Data fine Lavori: 365 giorni. Responsabile dei Lavori: Ing.Gennaro Normino. Progettista: Arch.Antonello Piscitelli, Ing.Normino. Direttore dei Lavori: Arch.Vincenzo Fatigati. Tecnico comunale, che è anche il coordinatore della sicurezza per l’esecuzione degli stessi, circa il quale abbiamo specificato, a quelli che ce l’hanno evidenziato, che non significa niente, che sia un parente stretto del primo cittadino,…

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Cantiere di via Diaz: operai al lavoro privi di dispositivi di protezione

Relativamente ai lavori di Manutenzione di via Diaz per la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina; il cui importo ammonta a 610.532,00 euro e di cui si riferiva in precedenza, non mancavano quindi le anomalie di cantiere, nonostante la presenza di un’equipe qualificata di professionisti comunali, che ricoprono ruoli importanti quali il Direttore o il Responsabile dei lavori. A tal proposito, tra la cartellonistica affissa sulla recinzione del cantiere, non manca di certo la tabella, che indica con precisione, quali sono i mezzi di protezione personale in dotazione a ciascuno e che vanno usati obbligatoriamente. Tra cui mascherine, guanti e caschi protettivi. Ebbene, eccezion fatta per i guanti indossati da qualcuno, gli operai della ditta sorrentina erano al lavoro, privi di tali dispositivi di protezione. E non abbiamo motivo di dubitare, che i poliziotti municipali del locale Comando, il cui organico è stato ampliato da tempo con ben 17 unità lavorative in più e che è organo di controllo e di vigilanza del territorio, abbia effettuato un sopralluogo ed abbia accertato, con tanto di relazione redatta e di rilievo fotografico prodotto che, effettivamente, il cantiere presentava più di un’anomalia. Purtroppo la storia si ripete. Infatti scene e situazioni simili le avevamo riportate anche ad ottobre e a dicembre dell’anno scorso, quando erano in corso i lavori di Riqualificazione Urbana del parcheggio cittadino, poi realizzato adiacente alla Casa comunale e a Plaza de Mayo. Ed anche in quella circostanza l’equipe che seguiva, dirigeva e coordinava i lavori, era la stessa di via Diaz.  

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Dipendente chiede il pagamento di 201 mila euro per danno differenziale. Il Comune si oppone

Era a seguito della sentenza n.2407/2019, emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Nola dott.Landi e trasmessa all’Ente di Viale della Democrazia dall’avvocato del Comune, Daniela Russo, che l’Ente comunale ricorreva in Appello dinanzi alla Corte di Appello di Napoli contro la suddetta sentenza, riaffidando l’incarico di assistenza e di patrocinio legale allo stesso avvocato, corrispondendole la somma di 3623,47 euro, come da Determina n.837 del 9.07.2020, che reca la firma del Dirigente al Contenzioso Maria Piscopo. Ricorso caldeggiato dalla stessa Russo, vista “l’opportunità dell’impugnativa della sentenza per errore nella quantificazione del danno in contrasto con i recentissimi principi della giurisprudenza”. Questa è (come al solito) la scarna dicitura, che riusciamo a ricavare dall’atto amministrativo, per capire le ragioni, per le quali il Comune ha deciso di proporre ricorso in Appello contro una sentenza, che gli è ovviamente contraria. I fatti si riferiscono al ricorso ex art.414 del Codice di Procedura Civile alla sezione Lavoro del Tribunale nolano, notificato al Comune a settembre del 2015 da parte di un suo dipendente, rappresentato e difeso dall’Avv.Lucia De Filippo, per azione di accertamento e condanna al pagamento della somma dovuta a titolo di danno differenziale, il tutto oltre interessi legali e rivalutazione monetaria come per legge. Il ricorrente lavorava all’epoca con mansioni di operaio addetto alla manutenzione dello Stadio comunale di via Manzoni dal novembre del 1983 fino al 23 aprile 2005. Giorno in cui, mentre eseguiva attività di pulitura del manto erboso alla guida di un trattorino tosaerba, lo stesso si bloccava ed il dipendente comunale, nel provvedere alla pulizia della ventola aspira erba, subiva un trauma lesivo alla mano destra e precisamente gli venivano tranciati l’indice, il medio e l’anulare, poiché la ventola aspira erba improvvisamente si metteva in funzione. Ovviamente da quel momento per l’operaio iniziava un lungo calvario, fatto di interventi chirurgici, esami strumentali, assunzioni di farmaci e rivisitazione delle proprie abitudini comportamentali, vista la menomazione subita dalla mano destra. L’Inail riconosceva al dipendente l’infortunio sul lavoro e liquidava l’indennità per inabilità temporanea, nel periodo compreso tra il 27.04.2005 ed il 12.10.2005. Il ricorrente, ritenendo non idoneo l’intervento dello Stato, in quanto non soddisfava quelle componenti del danno alla salute di un cittadino, che abbia subito un infortunio sul lavoro o soffra di una malattia…

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“Parco ‘900”, breve cronistoria delle attività intraprese di recente

(Articolo pubblicato in data 4.12.2019). Negli ultimi mesi abbiamo documentato l’attività istituzionale del Consigliere comunale Domenico Tardi (alla quale si è aggiunta, poi, anche quella del Consigliere Carmela Auriemma) relativamente alla questione “Parco ‘900”, ossia al grande complesso residenziale realizzato nei primi anni 2000 nel rione “Spiniello”, con particolare riferimento alla galleria commerciale del complesso urbanistico, dichiarata abusiva dal Comune nel 2015. Tale attività, fino ad oggi, ha sostanzialmente contemplato: una richiesta, attraverso una nota inviata al Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone e all’Assessore al ramo Giovanni Di Nardo, in data 17.10.2019, a seguito dell’approvazione della Delibera di Giunta n.134 del 4.10.2019 di indirizzo al Consiglio comunale e relativa al Parco ‘900, di conseguimento degli atti relativi all’approvazione dello schema di convenzione, per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area destinata a parcheggio, a compensazione degli standard urbanistici. Una richiesta di conoscere con urgenza, al fine di esercitare le sue prerogative istituzionali se, per gli immobili oggetto del provvedimento di Giunta, è stata a suo tempo definita, ai sensi dell’articolo 11 della legge n.10/1977, una convenzione per l’assunzione diretta di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. In caso di riscontro positivo, una richiesta di trasmettergli con sollecitudine la relativa copia, nonché copia dei collaudi effettuati sulle opere realizzate; gli atti di consegna delle stesse al Comune di Acerra e l’atto di svincolo della prevista fideiussione. Oltre a ciò in data 21.10.2019 diffidava il suddetto Dirigente all’Urbanistica, stante la legge n.241/90, a rispondere entro 10 giorni alle precedenti lettere inviategli ed alle quali non aveva risposto. Nel frattempo, durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso, avente all’ordine del giorno l’approvazione della Delibera di Giunta n.127 del 30.09.2019, relativa alla variazione di Bilancio di previsione finanziario e di indirizzo al consiglio comunale nell’intervenire, il Consigliere diceva: “Non vedo in questa Delibera di Giunta gli oneri concessori recuperati, stando alla convenzione stipulata a suo tempo. Quindi si tratta di somme da recuperare ed auspico che l’Assessore al Bilancio li recuperi, rivisitando la Delibera che, così redatta ed approvata, rappresenta una truffa per i cittadini”. Nel frattempo sono intervenuti vari colloqui tra i due sopra citati Consiglieri comunali ed il Dirigente al settore, che ha anche risposto alla diffida del Tardi scrivendo, tra l’altro, che “la richiesta del consigliere…

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“Parco ‘900” tra condono edilizio mascherato, danno erariale per l’Ente e beneficio per la società

(Articolo pubblicato in data 4.12.2019). Relativamente alla questione “Parco ‘900”, sito nel popoloso e periferico quartiere “Spiniello” e di cui riferivamo in precedenza, secondo alcune fonti non investigative ma attendili, non è da escludere che alcuni aspetti della vicenda, siano stati rappresentati alle Forze dell’Ordine che, probabilmente, avranno avviato anche un’attività d’indagine. Innanzitutto si parte dal 14 agosto 2015, quando il sindaco Lettieri avrebbe specificato, che gli Uffici comunali avevano verificato che, per il Parco ‘900, risultavano rilasciate diverse concessioni in sanatoria, che legittimavano ulteriori volumetrie. In particolare con l’occupazione di aree destinate a porticati dei fabbricati con destinazione ad attività commerciali. In tal caso fu avviato il procedimento per la revoca delle predette concessioni in sanatoria, ritenute in violazione di legge e di uno specifico atto d’obbligo della proprietà, a lasciare le suddette aree a destinazione porticato. Sei giorni dopo il Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone, con una nota indirizzata al Comandante della Polizia Municipale ed al Sindaco, avrebbe evidenziato che “per oltre 10 anni nessuno aveva rilevato irregolarità, né i tecnici, che istruirono le pratiche di agibilità, né i poliziotti municipali, che effettuarono sopralluoghi nei locali commerciali ubicati al piano terra di detti immobili, né il SUAP, che consentì lo svolgersi di tale attività”. E, con più atti successivi, che vanno dal novembre del 2015 al febbraio del 2016, Martone avrebbe disposto l’annullamento, in autotutela, dei titoli edilizi in sanatoria rilasciati all’attuale società World Trading Buildings. Nello specifico detti provvedimenti in sanatoria sarebbero stati emanati in quanto, in fase di esame delle richieste di condono del 2007, non sarebbe espressamente emerso, né fornito, il consenso da parte dell’Ente comunale sulla parte di porticato occupata ed oggetto di condono. In sintesi, i porticati “trasformati” in attività commerciale. Successivamente detti atti di revoca vennero impugnati dalla suddetta società dinanzi al Tar Campania ed al Consiglio di Stato. Ma in entrambi i casi i ricorsi furono respinti, perché i giudici amministrativi ritennero, che il vincolo non fosse derogabile. Ciò nonostante l’amministrazione comunale, anziché adottare i provvedimenti consequenziali (imposti per legge), ovvero l’acquisizione al patrimonio comunale dei locali abusivi o, in alternativa, imporre al costruttore il ripristino dello stato dei luoghi, rimase del tutto inerte. Consentendo, di fatto, il protrarsi della condotta antigiuridica. Da qui, poi, si giunge alla stretta attualità,…

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Multe da telecamere di videosorveglianza, breve riepilogo delle questioni trattate

Nei mesi scorsi pubblicammo due circolari (una, relativa al 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita, solo previa l’utilizzo di un dispositivo omologato ovvero approvato da questo Ministero”. L’altra, del Ministero dell’Interno, datata 8 febbraio 2019, in cui si ribadisce, tra l’altro, “che il dispositivo targa system costituisce un semplice supporto per l’operatore, che aveva direttamente accertato il transito del veicolo, cioè l’effettiva circolazione dello stesso e che sarà altresì colui, che dovrà accertare le violazioni in parola come indicato… Analogamente, per le contestazioni delle violazioni previste dall’art.193 si osserva che la mancanza della copertura assicurativa, segnalata dalla targa system, non potendo essere direttamente utilizzata per la contestazione differita, perché tale dispositivo non è omologato o approvato per l’accertamento di questa violazione, qualora non sia stato possibile procedere alla contestazione immediata, verificando materialmente i documenti in possesso del conducente per l’accertamento della violazione, si dovrà esperire un riscontro con le banche dati delle compagnie assicuratrici e poi procedere alla contestazione dell’illecito in parola…”. E quindi paventavamo, che incombeva il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio. Ma intanto i poliziotti municipali, agli ordini del Vice-Comandante Domanico De Sena, andavano avanti, come se nulla fosse, circa i rilevamenti e le contestazioni alle infrazioni al Codice della Strada a mezzo delle suddette telecamere di videosorveglianza. Fino a quando non arrivava lo scorso 17 gennaio, una nota della Prefettura, indirizzata al Comandante della Polizia Municipale, con la quale si chiedeva chiarimenti in tema di accertamento in forma postuma delle violazioni, di cui agli articoli 80 e 193 del Codice della Strada con l’ausilio di dispositivi automatici in commercio. Il Palazzo del Governo napoletano specificava, “che sono pervenuti circa 100 ricorsi contro i verbali di contravvenzione al C.d.S. elevati dalla Polizia Locale di Acerra e che la contestazione differita delle violazioni previste dagli artt.80 e 193 del C.d.S. è possibile solo attraverso l’utilizzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, che abbiano ottenuto l’omologazione o l’approvazione specifica per il…

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Multe da telecamere di videosorveglianza, riscontrata (!?) la nota del Consigliere Auriemma

Circa i rilevamenti e le contestazioni alle infrazioni al Codice della Strada, elevate dai poliziotti municipali del locale Comando a mezzo delle telecamere di videosorveglianza e la nota della Prefettura arrivata lo scorso 17 gennaio, indirizzata al Comandante della Polizia Municipale, con la quale si chiedeva chiarimenti in tema di accertamento in forma postuma delle violazioni, di cui agli articoli 80 e 193 del Codice della Strada con l’ausilio di dispositivi automatici in commercio e di cui si riferiva nella pagina accanto, interveniva il Consigliere comunale, nonché Presidente della Commissione di Vigilanza Carmela Auriemma. La quale scriveva subito al nuovo Dirigente ad interim della Polizia Locale (Dr.Vito Ascoli – Dirigente a tempo determinato) ed al Vice-Comandante dello stesso corpo Domenico De Sena, per chiedere copia della risposta alla suddetta nota della Prefettura, in merito all’esistenza o meno della necessaria e specifica omologazione dei dispositivi e/o apparecchiature di rilevamento, utilizzati per il rilevamento delle violazioni, di cui agli artt. 80 e 193 del Codice della Strada dal personale in forza al Comando della Polizia Municipale. Risposta che, ovviamente, tardava per settimane ad arrivare. Tant’è vero che la coriacea professionista doveva sollecitare chi di dovere il 16 giugno scorso, per ottenere una risposta. Che (si fa per dire), le veniva trasmessa in data 30.06.2020 ed in cui si legge: “In riferimento alla nota della Prefettura di Napoli riguardante la contestazione differita delle violazioni previste dagli artt. 80 e 193 del C.d.S. si informa la S.V. che sono in corso i dovuti approfondimenti di natura giuridico/amministrativa in contatto direttamente con gli Enti preposti, considerato che trattasi di problematica dibattuta e controversa, derivante dalla difficoltà nell’attuazione di disposizioni di legge (in ultimo dalla Legge di Stabilità 2016), che estendono l’elenco delle violazioni accertabili con apparecchiature di rilevamento automatico con finalità di efficacia ed efficienza nell’attività di controllo”. Insomma come risposta la montagna ha partorito il topolino.  

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L’acqua di un violento nubifragio invade anche una ludoteca. La titolare denuncia i Vigili Urbani

Strade trasformate in fiumi in piena durante il nubifragio, abbattutosi nella mattinata dello scorso 4 luglio sulla città, messa completamente in ginocchio. L’acqua caduta copiosa invadeva negozi, garage e sottoscala, mentre il traffico rimaneva paralizzato per circa due ore. Acqua alta come a Venezia e danni ingenti alle attività commerciali, con ondate di piena provocate dalle vetture in transito, come accaduto ad un’attività di baby parking, sita a via Annunziata, tutta riqualificata di recente. Qui i bambini presenti e la responsabile erano costretti a barricarsi in un locale più all’interno della struttura allagata in attesa dei soccorsi. La titolare, tra l’altro, avrebbe chiesto l’intervento di una pattuglia di poliziotti municipali presente in zona, per fermare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei bambini spaventati, ma sembra inutilmente. La titolare della struttura allora si rivolgeva ai Carabinieri e denunciava, sporgendo formale denuncia-querela, il personale della Polizia Municipale ivi presente per “omissione di pubblico servizio”. “La mia ludoteca, in pochi minuti, è stata invasa dall’acqua putrida e puzzolente proveniente dalla strada, finchè non sono riuscita poi ad affidare i bambini, che si erano bagnati, ai genitori, che attendevano in una stradina adiacente” – raccontava la titolare della struttura ai Militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale, intervenuti poi a deviare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei piccoli ospiti della struttura. Il violento nubifragio iniziava poco dopo le ore 10:00 e durava circa un’ora e mezza, durante le quali alla pioggia battente si aggiungeva anche la grandine. In breve si allagavano non solo i punti ormai classici della città, ossia Corso Italia, via S.Anna, via San Gioacchino e Corso della Resistenza, ma anche Corso Vittorio Emanuele, sottoposto di recente ad un totale restyling, dove rimanevano sommersi sia i marciapiedi che la pista ciclabile. In pratica tutto il centro storico veniva stretto nella morsa dell’acqua alta e parte della periferia settentrionale. Il traffico del sabato mattina andava in tilt con numerose auto rimaste in panne, a causa dell’acqua alta. Difficoltà anche per i parenti, a raggiungere i propri cari ricoverati presso la clinica Villa dei Fiori e per il personale a lasciare o a raggiungere la struttura sanitaria, a causa del fiume in piena, in cui si era trasformato il corso cittadino. Stessa scena per i clienti…

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