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Elezioni regionali: il Consiglio di Stato ordina la verifica dei verbali di voto nelle sezioni di Acerra

Elezioni regionali 2020, colpo di scena: il Consiglio di Stato ordina la verifica dei verbali di voto nelle sezioni di Acerra. Prosegue dunque la battaglia del candidato del Movimento 5 Stelle Alessandro Cannavacciuolo che, primo dei non eletti nella Circoscrizione di Napoli e provincia, per un pugno di voti, non è riuscito ad entrare in Consiglio regionale. L’esponente pentastellato, dopo una lunga e certosina analisi delle documentazioni elettorali, ha sospettato una serie di irregolarità nelle operazioni di voto ad Acerra, sia sul fronte delle verbalizzazioni, che su quello di una presunta mancata trasmissione delle preferenze alle autorità preposte. Ora dunque, contrariamente alle linee di indirizzo finora date dal Tar Campania, l’ultimo grado della giustizia amministrativa ha disposto che la Prefettura fornisca, entro il 10 giugno, tutti i verbali tirati in ballo in questa difficile vertenza sulle elezioni. Cannavacciuolo aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza n.759 del 3 febbraio 2021, emessa dalla II sezione del Tribunale Amministrativo regionale, con cui era stata appunto respinta l’istanza del candidato pentastellato proposta per l’annullamento del verbale dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Napoli del 13 ottobre 2020, cioè il verbale di proclamazione degli eletti al Consiglio regionale della Campania. Istanza che includeva anche l’annullamento e/o la declaratoria di nullità del procedimento elettorale e delle operazioni di voto, compresi nei verbali delle operazioni dell’ufficio elettorale di una serie di sezioni del Comune di Acerra. Eccole elencate per numero (sono ben 40 delle 56 complessive): 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 15, 16, 18, 19, 25, 27, 28, 29, 30, 32, 33, 34, 35, 37, 40, 41, 43, 44, 45, 46, 48, 50, 52, 54, 55, 56, 12, 21, 49 e 51. Quindi i giudici del Consiglio di Stato hanno emanato un’Ordinanza (in attesa che prosegua la discussione di merito, a partire dal prossimo 22 giugno), che dispone la verifica dei verbali di tutte le sezioni richiamate attraverso la trasmissione degli stessi da parte della Prefettura di Napoli. L’ordinanza emanata il 25 maggio scorso porta la firma dell’estensore Pietro de Bernardinis e del Presidente Ermanno de Francisco. Contro il ricorso di Cannavacciuolo stanno resistendo in sede giuridica gli attuali Consiglieri regionali Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra, Raffaele, eletta nella lista…

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Auriemma ‘nel cercare i cani acerrani’, scopre il mancato rispetto del Capitolato d’Appalto!

Sullo scorso numero riferimmo del lavoro intrapreso, fin dal 2019 dal Consigliere, nonchè Presidente della Commissione di Vigilanza, Carmela Auriemma, in merito alla questione del servizio di custodia e mantenimento dei cani accalappiati, che costa alle casse comunali circa 260 mila euro all’anno e dei suoi dubbi, su come viene gestito il servizio con il Capitolato d’Appalto che specifica, che la ditta che si occupa dei cani acerrani, deve produrre un rilievo fotografico di tutti i cani da essa tenuti e censirli con questa modalità. Perciò la professionista, lo scorso 24 maggio, scriveva al Dirigente all’Ambiente Maria Piscopo, per sapere dove si trovano i cani di Acerra e per essere relazionata, su altri aspetti dell’appalto in questione. Nota che veniva riscontrata alcuni giorni dopo dalla Piscopo, nella cui comunicazione si legge: “La sede del canile ‘La Sfinge’, in cui sono accolti i cani accalappiati del territorio di Acerra, si trova a Marigliano, come risulta dalla Determina n.1304/2019. Si trasmettono, oltre all’indirizzo dello stesso e a quello Pec, anche le fatture degli ultimi 28 mesi, i relativi dispositivi di liquidazione, i certificati di stato in vita e di esistenza redatti di volta in volta da un medico veterinario, la relazione di sopralluogo, ispettiva e di controllo, a firma dell’incaricato dell’Ufficio Ambiente. Si aggiunge che – proseguiva il Dirigente – l’elenco dei cani randagi catturati ad Acerra è verificabile, consultando l’Anagrafe Canina regionale. Il Comune inoltre, in collaborazione con l’Asl, organizza una volta all’anno una giornata di sensibilizzazione per i proprietari di animali, proponendo la microchippatura e la vaccinazione gratuita, ma fa anche prevenzione del randagismo attraverso il controllo del territorio e l’incentivazione delle adozioni anche in manifestazioni, che si svolgono in altri Comuni. Si ricorda, che è attiva una pagina facebook intitolata ‘Centro Cinofilo La Sfinge’, quale strumento di pubblicità e contatto social, che dà risalto e visibilità alla vita del canile e dei cani accolti”. Non si faceva attendere la risposta del Consigliere la quale, nel riscontrare la nota del Segretario generale, scriveva: “La documentazione inviatami non fa che confermare le mie perplessità e le mie eccezioni in merito. Nella sua nota, infatti, mi precisa che, “in conformità all’art. 8 del Capitolato d’Appalto è attiva una pagina Facebook intitolata “Centro Cinofilo la Sfinge”. Ebbene, basta effettuare una visita…

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Società funebre colpita dall’interdittiva effettua il funerale. Poi sospeso dalle Forze dell’Ordine

Era un noto quotidiano, in data 28.05.2021, a riportare la notizia della sospensione di un funerale in atto, con tanto di intervento delle Forze dell’Ordine. “Funerale sospeso, perché nel corso della cerimonia arriva l’interdittiva Antimafia. E’ quanto successo l’altra mattina (mercoledì 26 maggio ndr) ad Acerra – esordisce l’articolo – dove l’addio ad un uomo del posto, la cui famiglia è molto conosciuta in città, ha avuto uno stop di un paio d’ore.  Il Dirigente dello Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune, infatti, ha ordinato la sospensione delle attività all’impresa del casertano, che si stava occupando del trasporto della salma. Una volta giunto il feretro al cimitero, è intervenuta la Polizia Municipale, che ha funzioni anche di Polizia Mortuaria, perché nel frattempo il Suap (con Ordinanza n.15 del 24.05.2021 ndr) aveva emesso il provvedimento di sospensione sulla scorta di uno analogo pervenuto dalla Terra di Lavoro. La vicenda, poi, dal cimitero, si è spostata agli Uffici dell’Ente di Viale della Democrazia – prosegue il quotidiano – dov’è scoppiata l’ira dei parenti della persona deceduta, esasperati dal non poter dare serenamente l’ultimo saluto al proprio caro e dove c’è stato anche l’intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Acerra. L’interruzione del funerale è durata qualche ora, con la sepoltura che poi è proseguita regolarmente grazie alla ditta, che opera per conto del Comune. La società casertana che si occupa del trasporto funebre ha comunque 60 giorni di tempo, per ricorrere al Tar o 120 giorni, per presentare riscorso al Presidente della Repubblica”. Sulla stessa falsariga di quello sopra citato era un altro quotidiano che, in data 31.05.2021, riferiva della stessa spiacevole vicenda. Nello specifico l’Ordinanza dirigenziale, emessa dal Dirigente comunale, riguarda un’impresa funebre con sede a Santa Maria Capua Vetere, il cui legale rappresentante è titolare del titolo abilitativo all’esercizio di filale svolti l’attività funebre nei locali ubicati ad Acerra. Va da sé che l’interdizione, sia temporanea che definitiva, preclude all’impresa qualsivoglia attività funebre sul territorio regionale, sia per la sede principale che per la filiale. Ovviamente la notizia della sospensione del funerale del defunto, un uomo di 77 anni, in breve, faceva il giro della città ed erano in tanti a chiedersi, se i familiari del defunto avessero o meno intrapreso azioni legali nei confronti di…

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Bimbo rischia di morire per un pezzetto di wurstel. Salvato dai medici di “Villa dei Fiori”

Salvato sul filo di lana, ovvero all’ultimo respiro, dai medici del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di “Villa dei Fiori”, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Protagonista di un banale incidente, che stava per costargli la vita, un bimbo di appena 18 mesi di Afragola, le cui vie respiratorie erano state occluse da un pezzetto di wurstel appena ingerito. A portarlo al Pronto Soccorso a bordo di un’auto di un conoscente erano i genitori i quali, avendo compreso, che la vita del loro bambino era appesa ad un filo, preferivano agire subito e con mezzi propri, anziché allertare il 118 ed attendere l’arrivo dell’ambulanza. Nella struttura sanitaria il piccolo riceveva le prime cure, prima di essere trasferito (in condizioni di massima sicurezza) presso l’Ospedale ‘Santobono’ di Napoli, dove i medici lo sottoponevano a tutti i necessari esami clinici, ospedalizzandolo, per valutarne le condizioni, prima di dimetterlo. Volendo cercare di ricostruire sommariamente i fatti, erano da poco passate le 13:00, quando nel Pronto Soccorso giungeva un’auto, a bordo della quale una coppia teneva in braccio un bambino, già privo di sensi e quasi cianotico, che non dava più segni di vita. I medici di turno, avendo compreso che la vita del piccolo era appesa ad un filo, iniziavano subito le manovre per rianimare il bambino, chiedendo l’ausilio non solo dei rianimatori, ma anche dei neonatologi. Erano minuti carichi di tensione. I genitori del piccolo piangevano ed imploravano i medici di fare l’impossibile, per salvare il loro figlio, che aveva mangiato un wurstel, che aveva ostruito le vie respiratorie, condannandolo a morte per soffocamento. Nel mentre i medici, all’interno della stanza dedicata ai codici rossi tentavano l’impossibile, all’esterno aumentava la folla delle persone, a seguito dei coniugi, in attesa di notizie positive. Per lunghi minuti si temeva il peggio. Infine il miracolo, grazie alle manovre di disostruzione praticate dai rianimatori, diretti dal primario Anna Mercogliano e dai medici del Pronto Soccorso, diretti dal primario Enzo Tedeschi. Infatti si riusciva…

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Escalation di episodi di violenza contro le donne, nonostante una Delibera contro la violenza di genere

Botte alla moglie ‘fresca’ di operazione, 61enne arrestato. E’ l’ennesima ed incredibile storia di violenza domestica verificatasi negli ultimi tempi ad Acerra, dove vittima di percosse, minacce e violenza di genere era una donna del posto. Nel caso specifico i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, bloccavano un uomo del posto, accusato di maltrattamenti e lesioni. I Militari dell’Arma intervenivano nell’abitazione della coppia durante la notte, a seguito di una chiamata che segnalava una situazione difficile. Nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine l’uomo, in preda ad un evidente stato di alterazione, avrebbe provato a colpire la moglie con due schiaffi, dopo averla già malmenata incurante dello stato di sofferenza della donna, reduce da un delicato intervento chirurgico e con la ferita ancora suturata. Nell’appartamento i Carabinieri sequestravano anche un coltello. Dopo le formalità di rito il 61enne veniva tratto in arresto e condotto in carcere a Poggioreale. La donna, invece, veniva portata al Pronto Soccorso, dove le venivano diagnosticate ferite ritenute guaribili con dieci giorni di prognosi. Un episodio che faceva il paio con un altro episodio di violenza con protagonista, questa volta, un 52enne, finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, veniva arrestato dalla Polizia di Stato e fondamentale per il suo arresto era la testimonianza della figlia, una giovane donna che, al termine dell’ennesimo episodio di violenza, si era presentata negli uffici del Commissariato ed aveva rivelato ai poliziotti di essere, da tempo, insieme alla madre, vittima di comportamenti violenti, percosse e minacce da parte del padre. Il 52enne, in più occasioni, per futili motivi, aveva malmenato moglie e figlia: grazie alla denuncia di quest’ultima, stanca dell’ennesimo abuso da parte del genitore, per il 52enne scattavano le manette. E potremmo continuare con altri episodi, di cui abbiamo già riferito di recente. Ma mai come adesso, la politica si intreccia con la cronaca. Infatti, nonostante che durante il Consiglio comunale del 27.05.2020 (quello in cui il Presidente del Civico consesso diede della camorrista al Consigliere Carmela Auriemma, con tutte le polemiche che ne seguirono per settimane) fu approvata, su proposta del Partito Democratico, la Delibera di Giunta n.50 del 25.05.2020 sulla Violenza di Genere e relativo protocollo d’intesa con le farmacie del territorio comunale per…

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Equipaggio del 118 sequestrato in casa: “Dovete portare mio fratello in ospedale”.

Un equipaggio del 118, capitanato dal Dott.Corrado Violetti, veniva sequestrato, nei giorni scorsi, per diverse decine di minuti in un appartamento del complesso residenziale Ice-Snei, sito a Corso Italia, dopo che il medico si era rifiutato di portare un uomo in ospedale. A questo punto un familiare chiudeva la porta ed impediva ai sanitari di lasciare l’abitazione. La situazione si risolveva dopo parecchio tempo e dopo lunghi momenti di tensione grazie alla mediazione di un altro familiare e all’arrivo dei Carabinieri che, nel frattempo, erano stati chiamati dall’equipaggio. A denunciare l’accaduto era ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’, l’associazione che segnala gli episodi di violenza ai danni dei sanitari durante i servizi del 118 ed all’interno degli ospedali. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l’ambulanza era arrivata nel complesso popolare su richiesta di una famiglia, che voleva che un loro congiunto, paziente Covid ed etilista cronico, fosse trasportato in ospedale. L’uomo, è però emerso, non presentava criticità e le sue condizioni di salute non erano tali, da giustificare il ricovero, né tantomeno il trasporto col mezzo in emergenza e, soprattutto, era stato dimesso dal Pronto Soccorso di Frattamaggiore circa un’ora prima. Quando il medico ha spiegato che, quindi, non avrebbe autorizzato il trasporto, la sorella andava in escandescenze e chiudeva a chiave la porta di casa, impedendo di fatto ai medici ed agli infermieri di lasciare l’abitazione. Ed esclamava: “Da qui non uscite, se non portate mio fratello in ospedale”. “La sorella – scrive Manuel Ruggiero, presidente di Nessuno Tocchi Ippocrate – rilanciando la segnalazione, pretendeva un nuovo trasporto in Pronto Soccorso, nonostante la stabilità clinica, come se l’ambulanza fosse un taxi. Alla fine l’equipaggio veniva liberato attraverso la mediazione di un altro fratello e dei Militari dell’Arma. Chiediamo alla magistratura di applicare la massima pena, affinché questi episodi non macchino più i nostri camici sudati durante una pandemia, a dir poco estenuante”. Interruzione di pubblico servizio e sequestro di persona sono i capi d’accusa, ai quali deve rispondere la sorella del richiedente dinanzi all’Autorità giudiziaria territorialmente competente.

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Serpente si introduce a scuola, lezioni sospese ed interventi attuati per trovarlo

Un rettile strisciante non meglio identificato segnalato all’interno del IV Circolo didattico, sito a via Buonincontro, dalla Dirigente scolastica del plesso. Sul posto Vigili del Fuoco, poliziotti municipali e personale appartenente al Dipartimento di prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord ed attività didattica sospesa. Accadeva nei giorni scorsi nel quartiere Spiniello dove, nonostante la segnalazione della Preside, a seguito di accurato sopralluogo ed attenta perlustrazione, non veniva rinvenuto alcun rettile. Non veniva esclusa l’ipotesi, però, che l’animale potesse presumibilmente servirsi di alcuni punti d’ingresso e di uscita, per intrufolarsi nell’istituto. Ed è così che, per tutelare la pubblica e privata incolumità e salvaguardare la salute, il sindaco emetteva apposita Ordinanza di chiusura della scuola (la n.35/2021); chiedeva che fosse effettuato un intervento specializzato di deofiidizzazione e che fosse realizzato un intervento di sfalcio dell’erba nelle aree interne ed adiacenti l’edificio scolastico. Oltre che nei terreni incolti dei privati presenti nella suddetta area urbana. Sul posto interveniva anche una ditta specializzata di Perete, alla quale il Comune corrispondeva un importo pari a 610,00 euro. Alla fine erano quattro i giorni, durante i quali l’attività del plesso scolastico restava sospesa. In breve la notizia della presenza di un rettile (ancora non era chiaro, se si trattasse di una comune biscia o di un serpente, magari smarrito da qualcuno che custodiva animali esotici), si diffondeva in città, in particolare nel periferico quartiere cittadino. Notizia che creava anche una certa apprensione e preoccupazione tra i residenti ed i frequentatori dell’area cittadina i quali, con le dovute cautele, “davano la caccia” al rettile che, nel mentre scriviamo, non è stato mai rinvenuto.

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Operazione “All Black” contro il traffico illecito di rifiuti. Tra gli indagati anche un acerrano

Era un noto quotidiano, in data 18.05.2021, a riferire di un traffico di rifiuti sull’asse Campania-Puglia. Ecco di seguito l’articolo. “Sono 44 le persone indagate, a vario titolo, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce, condotta dalla Guardia di Finanza di Taranto e dal Noe dei Carabinieri di Lecce e di Torino, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti su tutto il territorio nazionale e riciclaggio. Tredici le persone arrestate (10 in carcere e 3 ai domiciliari) – esordisce l’articolo – in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale salentino su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. L’ordinanza è stata eseguita nelle province di Taranto, Lecce, Brindisi, Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Caserta e Napoli. Indagata anche una società di Sparanise nel casertano, come persona giuridica. L’operazione è stata denominata “All Black” e deriva dalla riunione di due distinte attività investigative seguite dai Carabinieri del Noe e della Guardia di Finanza che, pur partendo da presupposti diversi si sono ritrovati, in molti casi, ad indagare sulle stesse persone. Sono stati sequestrati due automezzi e beni per un valore di 200 mila euro. Secondo quanto accertato – prosegue il quotidiano – ingenti quantità di rifiuti di tipo urbano ed industriale, anche pericoloso, sarebbero stati sversati sul suolo o interrati in alcune località delle province di Lecce e Taranto, oppure abbandonati in capannoni industriali in disuso e successivamente dati alle fiamme. C’erano anche gomme, plastiche, ingombranti, guaine catramate e fanghi, provenienti in massima parte dall’azienda Ndn Ecorecuperi autorizzata al trattamento di Sparanise che, grazie a questo sistema, sarebbe riuscita ad abbattere fortemente i costi di gestione. L’indagine del Nucleo Ecologico Operativo è iniziata a maggio 2018 a Torino dopo il sequestro di un autotreno, che aveva effettuato uno scarico illecito di rifiuti nelle campagne di Lombardore. I Militari dell’Arma, insieme ai Forestali, hanno individuato un gruppo di faccendieri di Lecce e di Taranto i quali, creando società fittizie dotate di false autorizzazioni, offrivano siti inesistenti per lo smaltimento tramite una società di intermediazione piemontese, non iscritta all’albo dei gestori di rifiuti. Mediante le intercettazioni gli investigatori hanno ascoltato le conversazioni tra gli intermediari ed alcune aziende attive nel settore del trattamento, situate nel torinese e nel bresciano, allo scopo di far confluire…

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Ancora un furto notturno al plesso scolastico di via Diaz

Ancora un reato contro il patrimonio messo a segno da ignoti in città durante le ore notturne. Vittima questa volta era l’istituto scolastico di via Diaz, che fa capo al I Circolo didattico di piazzale Renella. Ad evidenziare il tutto era, con tanto di sentito rammarico, il Dirigente scolastico del Primo Circolo, Prof.ssa Isabella Bonfiglio, la quale diceva: “Furto e sfregio nella scuola dei bimbi al plesso di via Diaz. E’ il terzo in un anno scolastico già difficile ed angosciato da quarantene ed isolamenti dovuti al Covid. Questa mattina (lunedì 17 maggio ndr) abbiamo dovuto nuovamente fare i conti con l’amara sorpresa. Infatti alcuni malviventi, in questo fine settimana, si sono introdotti nel nostro plesso portandosi via, quello che restava dopo gli altri due furti: altre lim, radio dei bimbi dell’infanzia, il sanificatore ed anche il carrellino del servizio mensa. Un misero bottino per loro, per noi una nuova perdita. Oltre al furto anche lo sfregio: due finestre rotte con le rispettive tapparelle e due porte forzate. Di nuovo la scuola chiusa, con la conseguente interruzione dell’attività didattica, per poter sanificare gli ambienti, prima di riaccogliere, più poveri, i nostri bambini. Ci sarà sicuramente un’indagine da parte dei Carabinieri della locale stazione, alla quale è stata presentata denuncia. Ma il plesso è sprovvisto di un sistema di videosorveglianza e, quindi, sarà molto difficile risalire agli autori dell’insano gesto. Non hanno solo depredato una scuola, ma hanno anche rubato un pezzo di futuro ai nostri bimbi”. Un nuovo episodio predatorio, dunque, che va ad impinguare quelli già esistenti e praticati sull’intero territorio comunale, sia in periferia, che in aree non lontano dal centro storico.

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Lancia il suo cane dal balcone, i vicini chiamano la Polizia. Denunciato

Purtroppo sono molteplici gli episodi di maltrattamento ai danni dei cani, nonostante vi siano leggi severe contro quelli che li commettono. Un esempio viene da un extracomunitario magrebino. Questi, infatti, lanciava dal balcone il suo cane e quando alcuni cittadini inveivano contro di lui, l’uomo andava in escandescenza. L’incredibile episodio accadeva nei giorni scorsi a Napoli. Gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa, intervenivano in via Serino Corte per la segnalazione di un cane, che era stato lanciato da un balcone. I poliziotti, giunti sul posto, trovavano diverse persone, che inveivano contro un uomo affacciato al secondo piano di uno stabile, accusandolo di aver dapprima maltrattato il proprio cane, per poi scaraventarlo dal balcone. Il 30enne algerino, alla vista degli agenti, iniziava a dare in escandescenze e ad inveire contro di essi fino a quando, grazie al supporto di equipaggi del Commissariato Ponticelli e del Reparto Prevenzione Crimine Campania, con non poche difficoltà, veniva bloccato. Gli agenti trovavano sul balcone dell’abitazione un cane di piccola taglia dolorante e sanguinante e contattavano il Soccorso Veterinario, che provvedeva a prestare le prime cure all’animale trasportandolo, poco dopo, al Presidio Ospedaliero Veterinario “Frullone” dell’ASL Napoli1. Il cagnolino aveva riportato ferite ed una frattura ad un arto, ma non era in pericolo di via. L’uomo, una volta bloccato ed identificato, veniva denunciato per maltrattamento di animali e resistenza a Pubblico Ufficiale. Grande sconcerto aveva suscitato, non molto tempo fa, anche la notizia della scoperta, a Pomigliano d’Arco, di un cane malnutrito ed esposto alle intemperie, così come rinvenuto dai Carabinieri Forestali della stazione di Marigliano. I quali, allertati da alcuni cittadini, intervenivano presso l’abitazione di una donna di 48anni, incensurata, che costringeva un cane di razza pitbull a vivere sul terrazzo dell’abitazione, senza copertura dalle intemperie e totalmente esposto alle stesse. L’animale era palesemente malnutrito e, da verifiche effettuate dai sanitari dell’Asl veterinaria territorialmente competente intervenuta sul posto, era anche affetto da “conchectomia bilaterale” e, verosimilmente, da “leishmaniosi”. Oltre ad avere le orecchie amputate. La donna veniva denunciata per maltrattamento di animali, mentre il cane veniva affidato ad un’associazione, che se ne prendeva cura. Sempre per restare in tema di maltrattamenti agli animali, non va certo meglio in estate, quando cioè…

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