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Acquistati 4 nuovi motocicli per gli agenti motociclisti. Ma i conti “non tornano”

“Andate per strada (dice il Sindaco Lettieri ai motociclisti) e salvate la vita ai nostri figli”. Con questo invito-slogan il primo cittadino, assistito dall’Assessore alla Polizia Locale Vincenzo Iorio e dal Vice-Comandante pro-tempore Domenico De Sena presentava alla città, lo scorso 19 aprile, attraverso un filmato pubblicato sulla sua pagina fecebook, i quattro nuovi scooter acquistati sul Me.Pa. (Mercato Elettronico Pubblica Amministrazione) a prezzi da capogiro ed affidati ad altrettanti agenti in prova, ai quali è stato rivolto l’invito (come se fossero cavalieri alati), di salvare la vita dei nostri figli. “Cresce la squadra dei motociclisti della Polizia Municipale: si aggiungono altri quattro motociclisti e dunque avremo sei motociclisti a disposizione della comunità, che faranno il servizio di pattugliamento del territorio, la viabilità e, soprattutto, bloccheranno chi non ha il casco. Una problematica che è in relazione diretta con la salute e con la vita dei nostri figli”. A proposito degli “elmetti”, che gli agenti dovrebbero controllare in strada, vale la pena di sottolineare, che gli scooter Piaggio Beverly 350 comprensivi di immatricolazione, kit allestimento operativo, parabrezza e casco, sono costati 35.437.44 euro, come si evince dalla Determina n.407 del 19.03.2019, che reca la firma del Dirigente ai Servizi Finanziari, che è anche il Dirigente-Comandante ad interim del Comando della Polizia Municipale. Ossia quasi il doppio del prezzo al pubblico (reclamizzato su una nota rivista specializzata del settore). Alla luce dei fatti e, tenuto conto che si tratta di soldi pubblici, non è escluso che della vicenda possa occuparsene a breve la Commissione consiliare di Vigilanza (provvedendo, nel contempo, qualora ne ricorrano le condizioni), a trasmettere gli atti alla Procura della Corte dei Conti, dopo aver fatto una semplice e facile verifica. Un “controllo” che può essere esercitato anche sul sito della stessa casa costruttrice, al fine di verificare che tutto sia stato fatto nell’ottica della tanto decantata spending rewiew (revisione della spesa), visto che gli scooter forniti alla Polizia Locale da una nota ditta locale vengono venduti, senza alcuno sconto e già compreso dell’iva, ad un prezzo inferiore a quello trovato sul sito dedicato agli acquisti della Pubblica Amministrazione. Ad esempio il prezzo dello scooter acquistato dal Comune è pari a 6730,00 euro. Mentre sul sito della casa costruttrice troviamo un prezzo di listino senza sconto pari…

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L’Ordinanza sindacale prevede maximulte per lucciole e clienti. Ma solo per 6 mesi

Prostituzione off-limits ad Acerra ma fino al 30 ottobre prossimo. A stabilirlo è l’Ordinanza del sindaco Lettieri n.16 del 2.5.2019, pubblicata sull’Albo Pretorio il giorno successivo, ossia venerdì 3 maggio ed in vigore da questo stesso giorno. Ovviamente nel mirino sono finiti tutti quei comportamenti o atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, “diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento”, ma anche “altri atteggiamenti o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento indecoroso ed indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, che possano ingenerare la convinzione, che si stia esercitando la prostituzione”. Per coloro che, invece, si intrattengono e che comunque chiedono anche semplicemente informazioni (ma quali? ndr) o contrattano prestazioni sessuali con lucciole e transessuali, sono state disposte multe salatissime fino a 500 euro. E per evitare che le sanzioni non vengano spedite a casa, si può pagare in misura ridotta nell’immediato della contestazione dell’illecito. Inoltre, per i potenziali clienti che alla guida di veicoli intralcino la normale circolazione stradale o effettuino manovre pericolose, è stata disposta anche un’ulteriore multa per la violazione del Codice della Strada. A determinare il giro di vite è stata l’emergenza prostituzione soprattutto nelle immediate periferie della città. Sono decine le donne che, soprattutto extracomunitarie, si assiepano lungo le strade provinciali e nei pressi dell’area industriale acerrana. Un fenomeno che ha conosciuto “una graduale e preoccupante recrudescenza”. Pertanto il primo cittadino ha ravvisato la necessità di intervenire, anche per esigenze di sicurezza finalizzate alla prevenzione di fenomeni, anche di rilevanza penale e della commissione di reati correlati, nonché della reiterazione di episodi di grave intolleranza su tutto il territorio comunale. Ma non mancano le polemiche. “Se il sindaco precisa che alla cessazione della vigenza della precedente Ordinanza in materia, il fenomeno in argomento si è manifestato con progressione graduale e preoccupante – dichiara il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) – e che vi è la commissione di reati correlati, non riesco a capire questo limite temporale del divieto. Il fenomeno esiste anche d’inverno. Perché affrontarlo allora solo per pochi mesi? Sembra quasi che sia lecito farlo per la parte restante dell’anno. Perciò trovo il provvedimento assurdo”. Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche l’altra Consigliera comunale di opposizione, Paola Montesarchio. Per l’esponente del Pd “quest’ordinanza è acqua che…

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Auto in sosta selvaggia bloccano l’uscita delle ambulanze del 118. Il medico: “Può costare vite umane”.

Per trasferire entro il I dicembre 2017 la sede del 118 di Acerra, composta da sei medici, sei infermieri, ambulanze e sei autisti l’Asl Napoli 2 Nord, all’alba del 20 luglio, fece sgomberare con un blitz degli agenti della Polizia di Stato un edificio pubblico di sua proprietà, ossia l’ex centro di Medicina Preventiva dell’Asl in via Dei Mille, occupato da alcuni giovani aderenti al SOA (Spazio Occupato Autogestito), per crearvi un centro sociale dell’omonimo collettivo. L’azienda sanitaria spese 90 mila euro, per rimettere in sesto una parte della struttura e la scelta fu comunicata al personale con la Delibera firmata dall’Asl il 5 ottobre 2017. Scelta che però suscitò da subito perplessità tra gli operatori del settore e non solo. Ed attraverso un comunicato stampa i medici, gli infermieri e gli autisti del servizio di soccorso del Saut 118 di Acerra si opposero al trasferimento, affermando che lo spostamento della sede sarebbe risultato molto pericoloso e che nella nuova sede le ambulanze sarebbero state ostacolate da un traffico che, in certi momenti, risulta molto intenso. Ed inoltre la presenza di migliaia di alunni dei plessi scolastici situati in zona e a pochi metri dal varco di uscita e di ingresso dei mezzi di soccorso rappresentavano un ulteriore problema per la pubblica e privata incolumità. Detto fatto. Da allora, ogni giorno, soprattutto dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 14:15, le ambulanze sono prigioniere dei soliti automobilisti incivili, che bloccano con le loro vetture in sosta non solo il passo carraio adibito all’uscita dei mezzi di soccorso, ma anche le strade che portano al Corso principale. La vicenda è stata denunciata da mesi dal personale dell’Asl addetto all’autoambulanza, ma sembra che nessuno abbia mai preso sul serio la denuncia degli operatori, che più volte sono stati costretti a litigare con gli autisti delle auto in sosta. Richieste girate ovviamente anche al personale della Polizia Locale, che giunge però quasi sempre, dopo che gli automobilisti se la sono squagliata. Ecco perché i poliziotti municipali, agli ordini del Cap.Domenico De Sena ed il cui numero si è notevolmente incrementato, dovrebbero presidiare quel quadrilatero, nel quale insistono, oltre alle scuole, anche gli Uffici del Giudice di Pace, l’Ufficio Postale e la Stazione Ferroviaria. Né il controllo del traffico in quella zona…

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Proseguono in città i furti di biciclette: l’ultima rubata nel Comune era di un dipendente

Proseguono i colpi messi a segno dal famigerato “ladro di biciclette”, che da mesi sta agendo indisturbato sul territorio cittadino, diventando un incubo per i possessori di biciclette. L’ennesimo colpo veniva messo a segno nei giorni scorsi, addirittura all’interno della Casa comunale (anche se simili episodi già sono accaduti in passato ai danni di alcuni dipendenti comunali), ovvero nell’area dotata di apposita rastrelliera e riservata al parcheggio delle due ruote, sita a pochi metri dall’ingresso del Comando della Polizia Municipale. Dove, tra l’altro, risultano essere attive una serie di telecamere a circuito chiuso, poste a protezione del palazzo bianco di Viale della Democrazia. Il ladro di biciclette è un vero e proprio esperto in materia. Infatti, prima di entrare in azione, sceglie con cura la bicicletta da rubare, studiando addirittura le abitudini e gli orari dei proprietari. In una busta che reca con sé custodisce una grossa tenaglia, capace di rompere in pochi secondi catene e catenacci. Subito dopo essersi impossessato della bici prescelta, si allontana con il “velocipede”, senza farsi prendere dall’ansia, passando indisturbato sotto gli occhi, di chi sta in strada. In diverse occasioni le telecamere di negozi ed abitazioni hanno potuto filmare le “gesta” dell’esperto ladro, riuscendo addirittura ad inquadrarne il volto. Naturalmente alcune vittime hanno provveduto a denunciare il furto alle Forze dell’Ordine, allegando alla denuncia la foto del ladro ma, almeno per il momento, il malvivente ancora non è stato acciuffato. Secondo fonti che non trovano conferme ufficiali, l’esperto ladro non sarebbe un extracomunitario (così come in molti raccontano), ma un acerrano che abita nel centro storico, che vive alla giornata e che ruba biciclette, che poi rivende per poche decine di euro ad un compiacente ricettatore della zona. Il quale, a sua volta, rivende le bici nei fini settimana al mercato delle pulci a Napoli o a Caserta. Non è da escludere che il ladro agisca addirittura su commissione del ricettatore, che sembra raccogliere le richieste di alcuni extracomunitari del casertano. Sono questi a richiedere, a buon mercato, mezzi di locomozione e fuori zona, per evitare problemi con le popolazioni del posto. Ora, con l’avvio della videosorveglianza, si spera che si metta finalmente fine a quest’emorragia di biciclette, che è diventata un allarme sociale. Nino Pannella

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Passaggi a livello, riaperto il sottopasso ferroviario tra Corso Garibaldi e via Diaz

A seguito del protocollo d’intesa, approvato tra il Comune e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) attraverso la Delibera di Giunta comunale n.59 del 19.04.2019, nella mattinata di sabato 20 aprile tornava ad essere usufruibile alla cittadinanza il sottopasso del passaggio a livello, che divide Corso Garibaldi da via Diaz, rimasto inutilizzato per decenni e che, al pari degli altri, è stato sempre un incubo non solo dei conduttori di veicoli ma anche dei pedoni, che troppo spesso trascorrono molto tempo della loro giornata dinanzi alle sbarre dei passaggi stessi, in attesa che riaprano le odiate trasversali. Disagi sopratutto per chi, nel caso specifico, deve raggiungere gli uffici pubblici (scuole, uffici postali, Giudice di Pace, ecc.), che si trovano dall’altra parte delle arterie stradali. Disagi acuiti dal fatto, che il numero dei convogli in transito è notevolmente aumentato, compreso quello dei treni veloci. Rfi, d’intesa con il Comune, ha realizzato i lavori di ripristino, riqualificazione e messa in sicurezza del sottopasso, mentre con il Comune ha concordato di redigere un apposito contratto di comodato d’uso. Infatti tutte le incombenze connesse per l’uso, ovvero manutenzione degli impianti di illuminazione, pulizia, manutenzione dell’impianto di sollevamento delle acque meteoriche e della videosorveglianza, sono a carico del Comune, mentre permane in capo a Rfi la responsabilità riguardante i lavori eseguiti e delle opere da eseguire, nonché la responsabilità derivante dalla sicurezza strutturale del bene. Il taglio del nastro avveniva alla presenza del sindaco Raffaele Lettieri e dei responsabili di RFI. La possibile soluzione della riapertura della struttura era stata avanzata, a giugno 2018, dalla locale sezione del Movimento 5 Stelle, attraverso il Consigliere comunale Carmela Auriemma, che aveva chiesto a Rete Ferroviaria Italiana, di riaprire il sottopasso pedonale ferroviario in questione, divulgando nel contempo anche un comunicato stampa in cui si evidenziava, tra l’altro, che “da tempo, ormai, numerosi cittadini stanno manifestando lamentele per i disagi arrecati dal passaggio a livello di detto Corso. Infatti molti cittadini ed utenti RFI, in attesa del transito dei treni, sono esposti alle avverse condizioni atmosferiche o alle elevate temperature durante la stagione estiva anche per molti minuti. Gli orari dei treni, spesso in coincidenza con quelli di apertura delle scuole, causano ritardo agli studenti. Né vanno sottovalutati, inoltre, gli enormi disagi di bambini ed anziani, costretti ad attendere l’apertura del…

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Comando della Polizia Locale nel caos. I neo assunti assegnati all’ordine pubblico senza averne titolo

Tornano a riaccendersi di nuovo i riflettori (ed ormai accade con una certa frequenza) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Cap.Domenico De Sena titolare, dal 6 marzo scorso, come da Decreto dirigenziale, anche della posizione organizzativa. Stavolta a dare fuoco alle polveri sono stati i rappresentanti delle tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che hanno sottoscritto il verbale dell’assemblea sindacale tenutasi venerdì 5 aprile, poi trasmesso al Sindaco, al Segretario generale, al Dirigente, al Vice-Comandante della Polizia Municipale ed alla Prefettura di Napoli. Sindacalisti che si sono dichiarati pronti, a proclamare lo stato di agitazione, a fronte dei presunti atti di discriminazione, consumatisi negli ultimi tempi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, che sembra essere frazionato in due tronconi. Secondo quanto è stato reso noto, sembrerebbe che con l’inserimento in organico dei 16 nuovi aspiranti agenti della polizia municipale (che sono comunque agenti in prova e che resteranno tali, fino a quando non hanno terminato il periodo) e che sono stati inseriti in un solo turno di servizio, il Comando si sia diviso tra vecchi e nuovi, mettendo nell’angolo i cosiddetti “vecchi” non allineati, senza tenere conto della valorizzazione dei lavoratori maturi (over 50). I nuovi, tra l’altro, sarebbero adibiti ad attività non sempre operative di viabilità, mentre il personale con anzianità di servizio superiore (financo 38 anni di servizio), sarebbe adibito a servizi operativi di viabilità. Tra l’altro i sindacati denunciano anche che, in alcuni casi, nel Comando non si sia favorita nemmeno la conoscenza personale tra colleghi dello stesso corpo. Un vero peccato perché, a nostro avviso, per integrare gli agenti, non occorre ricorrere, ad esempio, al “rito dell’accoglienza”, organizzato nella tavernetta di qualcuno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato l’inserimento dei neo assunti tra i destinatari dello straordinario elettorale, come da Determina dirigenziale n.502 dell’8.4.2019 e con compiti di ordine pubblico. Un bel tesoretto, che è stato negato ai “vecchi”, che hanno partecipato all’assemblea sindacale, osteggiata in tutti i modi tanto che, nel mentre si teneva l’assemblea stessa (regolarmente convocata dalle tre sigle sindacali), si teneva in loco un importante corso di formazione sulla nuova zona a traffico limitato, al quale il personale che aveva deciso di prendere parte all’assemblea, è stato…

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Il Decreto “Crescita” proroga la mobilità anche ai 50 operai ex Ngp. L’impegno di Auriemma

Sullo scorso numero riferimmo dell’ex Montefibre, ossia del polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009. E lo facemmo con particolare riferimento alla situazione dei 50 operai della Ngp (Nuova Gestione Polimeri), uno dei tre rami d’azienda, in cui era stata frazionata la Montefibre, prima della definitiva dismissione. Con esattezza la loro mobilità era scaduta lo scorso 18 marzo, relegando 50 tute blu senza alcuna forma di sussidio per i prossimi mesi, a differenza degli altri 240 loro colleghi dello stabilimento di Contrada Pagliarone. Il Decreto di proroga per le aree a crisi complessa, come quella di Acerra, assicurava difatti l’erogazione dell’assegno di mobilità per quei lavoratori, i cui ammortizzatori sociali siano scaduti entro il 31 dicembre del 2018. Fuori tempo massimo, quindi, per le tute blu di Ngp, la cui mobilità è terminata lo scorso 4 gennaio per un ritardo, con cui l’Inps aveva autorizzato i vecchi ammortizzatori sociali scaduti. Ma, come da noi anticipato mercoledì 3 aprile, giungeva dal Consiglio dei Ministri il via libera alla proroga della mobilità anche per i suddetti 50 operai fino al 31 dicembre prossimo, oltre allo stanziamento di 30 milioni di euro per le aree di crisi complessa della Campania per il finanziamento degli ammortizzatori sociali. l dispositivo, inserito nel Decreto “Crescita”, prevede la proroga per 12 mensilità per tutti i lavoratori delle aree a crisi complessa dei poli industriali di Acerra, Marcianise-Airola, Torre Annunziata-Castellammare e Battipaglia-Solofra, che cesseranno un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga entro il periodo dicembre 2018 fino alla fine di quest’anno. L’emendamento approvato dal Governo, proprio in virtù dell’allungamento dei termini di scadenza fino al 31 dicembre, ha interessato quindi anche le sopra citate 50 tute blu dell’ex Ngp. Il tutto in attesa di un’eventuale reindustrializzazione dell’area ex Montefibre. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato anche un piano di grandi investimenti pubblici nelle aree di crisi complessa della Campania e del Veneto. Per i tre suddetti poli campani sarebbero stati stanziati 60 milioni di euro, per riavviare le attività produttive dismesse da anni. A tale scopo verrà costituito un “gruppo di coordinamento di controllo”, formato da due rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, un delegato per la Regione…

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Confiscati i beni del patrimonio dei fratelli Pellini per un totale di 222 milioni di euro

Era la stampa quotidiana, a riaccendere sabato scorso i riflettori sul gruppo imprenditoriale “Pellini”, facente capo ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini condannati, com’è noto, il 29 gennaio del 2015 dai giudici della IV sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli a 7 anni di reclusione con l’accusa di disastro ambientale colposo. Una sentenza poi confermata in data 17.05.2017 dalla Corte di Cassazione, a conclusione del processo d’Appello denominato “Ultimo Atto-Carosello”, iniziato il 12 giugno del 2014. E questo, dopo che gli stessi quotidiani avevano ricordato come l’indagine della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione della sezione Misure di prevenzione del Tribunale partenopeo, il 14 febbraio 2017 aveva portato al sequestro preventivo di circa 222 milioni di euro. E cercando di ricostruire il patrimonio della famiglia di imprenditori acerrani, secondo quanto riferito alla stampa dal Procuratore Giovanni Colangelo, la somma sarebbe da ricondurre a 250 fabbricati, 4 aziende, 68 appezzamenti di terreno, 50 autoveicoli ed automezzi industriali, 49 rapporti bancari dislocati anche in altre province italiane e 3 elicotteri. Tra le società, che erano state sottoposte a sequestro, spiccano l’Atr e la Pellini srl (entrambe operanti nel recupero e nel riciclaggio dei rifiuti urbani industriali), la “Eli Service”, specializzata nel noleggio di mezzi di trasporto aereo e proprietaria, tra l’altro, di tre elicotteri e la “3P Real Estate”. Indagine dei finanzieri che era stata propedeutica al sequestro di 2 milioni e 200 mila euro, operato il 5 ottobre 2017 dalle Fiamme Gialle e riconducibile allo stesso gruppo imprenditoriale. La somma, un vero e proprio tesoro bis, era stata trovata al termine di un’accurata attività info-investigativa degli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli nelle casse di una società fiduciaria di Milano e nonostante le schermature normative, dietro cui si nascondevano i soldi. Anche se non era difficile per i Finanziari attribuire quel denaro ai Pellini, detenuti dal 19 maggio 2017 e poi scarcerati il 30 marzo 2018 a seguito dell’indulto. Milioni di euro in titoli di Stato e contanti intestati anche alle mogli ed ai suoceri dei tre imprenditori, visto che questi non si fidavano degli estranei. Adesso, a seguito della battaglia giudiziaria iniziata con l’udienza del 22 gennaio scorso presso il Tribunale di Napoli, la II Sezione dello stesso…

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Sicurezza stradale e soluzioni innovative: qui le strisce bianche sono sempre più pallide

E’ ormai da alcune settimane che le strade del territorio comunale “pullulano” dei neo-assunti agenti della Polizia Municipale, che operano agli ordini del Cap.Domenico De Sena, quantunque gli stessi siano stati messi in campo, senza aver ancora superato il periodo di prova, ma soprattutto senza aver partecipato (o portato a termine), nel mentre scriviamo, i corsi di formazione obbligatori. Ma non tali per gli aspiranti agenti della Polizia Locale acerrana. Insomma un vero e proprio mistero visto che questi svolgono compiti di Polizia Stradale (e forse anche di Polizia Giudiziaria). E, a testimoniare il fatto che l’organico dei poliziotti municipali si sia ampliato, ci sono addirittura gli atti amministrativi dai quali si desume, ad esempio, che le radio da destinare alla Protezione Civile, sono state invece destinate agli agenti della Polizia Municipale. Intanto multare e fare cassa è l’ordine categorico, che va di moda presso il Comando della Polizia Locale. Infatti non importa, che nessun agente quasi mai svolga viabilità, che non presenzi nei pressi delle scuole durante l’ingresso e l’uscita degli alunni, che non faccia ottemperare alle tante Ordinanze sindacali ecc. Adesso, volendo restare nell’ambito della funzione del controllo e della vigilanza, che sono in capo ai caschi bianchi, pur sapendo che il servizio di manutenzione stradale, manutenzione segnaletica orizzontale e verticale, patrimonio immobiliare comunale, ecc. è in capo al Dirigente comunale della III Direzione (che è anche il Dirigente Comandante ad interim della Polizia Municipale), non abbiamo motivo di dubitare, che il personale del Comando, posto spesso a “presidio” delle strisce blu, abbia prodotto decine e decine di relazioni relativamente allo stato, in cui versa la maggior parte della segnaletica stradale orizzontale presente sul territorio comunale, con specifico riferimento alle strisce pedonali, a quelle delimitanti gli stalli di sosta, alle scritte Stop ecc. per il rifacimento delle quali il Comune spende, ogni anno, migliaia di euro. E non solo per l’acquisto della vernice occorrente, ma anche per indire la gara. E le foto qui pubblicate, scattate lungo il trafficatissimo Corso Italia e nell’incrocio sito tra via Palatucci e via Manzoni, proprio nei pressi della Casa comunale, testimonia alla grande lo stato in cui versa la maggior parte della segnaletica stradale orizzontale (non quella di colore blu, ovviamente!!). Ossia una segnaletica spesso poco visibile, consumata o quasi…

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I parcometri mal-funzionanti e gli stalli di sosta “irregolari”

E’ noto che in città continuano a fioccare le multe, elevate dagli agenti della Polizia Locale, soprattutto nei confronti di coloro, che sostano la propria vettura negli stalli di sosta a pagamento, senza esporre il cosiddetto grattino. Così come è noto, che alcuni parcometri continuano ad essere mal funzionamenti e a non essere abilitati all’uso delle carte di credito o dei bancomat e, quindi, sono illegittimi e creano diversi disagi. Infatti per pagare il ticket per il parcheggio esistono diversi metodi: con le monete, bancomat, banconote ed attraverso un’app e gli ultimi due ad Acerra non esistono. Per quanto riguarda invece le carte bancarie o postali, nonostante che i tanti parcometri acquistati nel corso degli ultimi anni siano predisposti per accettarle, il servizio non funziona. Probabilmente perché non è mai stata attivata una partnership con una banca. In realtà però la possibilità di pagare con una carta è obbligatoria, così come recita la legge di Stabilità del 2016. Intanto la nostra attenzione si sposta ancora una volta sulle strisce blu. Infatti avrete notato che, a differenza degli altri Comuni, ad Acerra non sono presenti gli stalli (ovvero la delimitazione tra un posto auto e l’altro), se non quello con le strisce gialle riservato ai diversamente abili ed ai mezzi di trasporto pubblico. Ci sono infatti per lo più lunghi rettangoli, al cui interno è possibile parcheggiare il veicolo. Il motivo per il quale non ci sono stalli di sosta, almeno per adesso, è ignoto. Ma dando uno sguardo al Codice della Strada (C.d.S.), ci siamo imbattuti nell’art.149 comma 2 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo C.d.S. che fa capo all’art.40 del C.d.S. che testualmente recita: “La delimitazione degli stalli di sosta mediante strisce è obbligatoria, ovunque gli stalli siano disposti a spina (con inclinazione a 45° rispetto all’asse della corsia adiacente gli stalli) e a pettine (con inclinazione a 90° rispetto all’asse della corsia adiacente gli stalli)”. Di conseguenza, anche se il Codice della Strada consiglia di delimitare gli stalli lungo gli assi paralleli alla strada, non facendolo, non si infrange alcuna norma. Ben differente è invece la situazione agli stalli posti a 45 e a 90 gradi. Ne potete trovare diversi lungo Corso Italia e a via Nobile. Questi stalli, realizzati con un unico grande rettangolo, sarebbero…

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