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Strisce blu, le proposte della locale sezione di Casapound

In merito alla questione sosta a pagamento, più comunemente definita delle strisce blu, di cui si riferiva in precedenza, interveniva con una nota stampa, di cui diamo di seguito pubblicazione, anche la locale sezione di Casapound, attraverso il proprio referente cittadino Gabriele Esposito. “Considerata la pessima gestione delle aree di sosta e gli inaccettabili criteri, che regolano il pagamento nelle stesse – esordisce il comunicato – e visto che i commercianti ed i cittadini sono esausti di riempire le casse comunali con questa tassa, che non tiene conto né dei vari tipi di sosta, né delle diverse esigenze di parcheggio della cittadinanza, proponiamo di seguito pochi e piccoli interventi di modifica al piano comunale di sosta. Modifiche che potranno finalmente porre fine a questo fenomeno di “abuso” nei confronti dell’intera cittadinanza. Creazione di un abbonamento a tariffa super agevolata, semestrale o annuale, per i residenti nel Comune di Acerra, che autorizza alla sosta dei veicoli per tempo illimitato nelle strisce blu presenti sulle strade cittadine di secondaria importanza. Ove non è possibile, creazione di aree apposite, come ad esempio il parcheggio presso la stazione ferroviaria. Istituzione – prosegue la nota – della possibilità di sosta gratuita della durata di 15 minuti, previa esibizione di un apposito tagliando rilasciato dai commercianti, per le arterie o strade principali, che attraversano zone a destinazione commerciale. Sostituzione di una parte delle numerosissime strisce blu (sosta a pagamento) con quelle bianche (sosta gratuita). Ricordiamo che le strisce blu, che regolano il pagamento della sosta sono illegali, se nella stessa area non è presente la stessa quantità di strisce bianche. Livellazione ed omogeneizzazione su tutto il territorio comunale della tariffa a 0,50 euro. Creazione di nuovi posti auto riservati ai portatori di handicap e disabilità, opportunamente dislocati in tutte le aree di parcheggio regolamentate dalle strisce blu”.  

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Decreto sicurezza, incontro in Prefettura. Avviato il censimento degli immobili occupati

Un summit in Prefettura a Napoli, per far partire gli sgomberi ed il recupero degli edifici pubblici e privati illecitamente occupati o abbandonati da tempo. Il vertice del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si teneva nella mattinata dello scorso 11 gennaio (replicato poi dopo una quindicina di giorni) e coinvolgeva tutti i Comuni della provincia di Napoli con una popolazione superiore ai 40 mila abitanti. Il Prefetto Carmela Pagano chiedeva alle amministrazioni comunali di avviare un censimento. Poi, nelle settimane successive, dati alla mano, sarebbe stato possibile mettere in piedi una task force e realizzare un concreto piano di interventi secondo le indicazioni del Decreto Sicurezza. Gli immobili nel mirino sono di tre tipologie: quelli gestiti dai clan (e su questo tema ovviamente conteranno le indicazioni della Procura della Repubblica territorialmente competente), quelli a rischio perché fatiscenti, come ad esempio l’immobile sito nel popoloso quartiere periferico delle Madonnelle, destinato ad ospitare un plesso scolastico, ma mai portato a termine e quelli diventati ricettacolo di rifiuti. Oltre ad un altro manufatto, sempre presente nello stesso quartiere, realizzato probabilmente tra il 2009 ed il 2010 da una società cooperativa e che è interessato dall’Ordinanza dirigenziale di demolizione n.5 del 14.01.2019, da effettuarsi da parte dell’attuale curatore fallimentare entro 90 giorni dall’emissione dell’Ordinanza stessa. Da censire, quindi, non sono solo gli immobili di proprietà pubblica ma anche quelli dei privati. I risultati così ottenuti, sarebbero pertanto stati portati nel tavolo successivo, dove sarebbe stato concertato anche un piano d’azione. Un compito non sempre facile, a guardare la situazione che vige nei Comuni del napoletano. A meno che il personale delle Polizie Locali, in sinergia con gli Uffici comunali Anti-abusivismo e del Patrimonio, non abbiano già avviato negli anni precedenti un censimento nei vari quartieri cittadini, stilando un dettagliato e quasi puntuale quadro della situazione. Un contesto nel quale, sostanzialmente, ricade il Comune di Acerra, che ha destinato a scopi sociali o comunque di pubblica utilità alcuni edifici, già iscritti a patrimonio comunale e sui quali vigono provvedimenti di sgombero da cose e persone. Ma il Decreto Sicurezza ha richiesto anche l’indicazione di luoghi cittadini a rischio, quali possono essere le piazze di spaccio e quelle zone della città, dove più rilevante è il fenomeno, anche per poter rafforzare le…

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Lettieri: “Da quest’anno niente più tassa del Consorzio di Bonifica del Volturno”. Ma c’è chi lo smentisce

Per l’ennesima volta torniamo ad occuparci della tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di cui ci siamo occupati per anni, pubblicando una serie di articoli e producendo un’informazione puntuale e dettagliata sull’operato delle amministrazioni comunali, che si sono succedute sino ad oggi. Balzello iniquo in merito al quale abbiamo riversato, per anni, fiumi d’inchiostro, con le amministrazioni comunali succedutesi, “invischiate” in situazioni anche imbarazzanti ed incapaci di intraprendere soluzioni concrete e risolutive della problematica. Adesso, come già anticipato a novembre scorso, sembra essere giunta la volta buona visto che, nei giorni scorsi, il sindaco Lettieri comunicava alla città con tanto di manifesto colorato e via web la notizia, secondo la quale dal 2019 i cittadini di Acerra non pagheranno più l’odiata tassa. E’ la risposta tanto attesa dai contribuenti, che da anni si chiedono il perché di quest’imposta. Il primo step riguarda al momento quei residenti, la cui abitazione si trova nel centro abitato, servita cioè dalla condotta fognaria comunale. Chi si trova al di fuori del perimetro urbano e non servito dalla condotta fognaria pubblica, dovrà invece ancora pagare, anche se sono allo studio delle soluzioni alternative. Infatti sui terreni agricoli il Consorzio dovrà continuare ancora a fare attività di pulizia, per fare in modo che le colture non siano danneggiate. Il tutto sarà sottoscritto in un atto di convenzione con il Comune. “Ci potranno essere degli errori da parte del Consorzio con l’invio dei bollettini – spiega il primo cittadino, che si era impegnato oltre 6 anni fa, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.3 del 29.06.2012, avente ad oggetto “Prime priorità di governo. Atto di indirizzo”, circa l’eliminazione della tassa ed addirittura sin dai tempi, in cui era Presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione targata Esposito – ma troveremo il modo, per evitare l’errata richiesta di pagamento, a chi si trova nel centro abitato. Nelle fasi iniziali potrà esserci qualche inesattezza – specifica Lettieri – ma basterà recarsi al Comune, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico e compilare i moduli. Sarà poi lo stesso Ente comunale ad occuparsi della vicenda”. Festeggiano anche i comitati di quartiere che, nel tempo, hanno manifestato e raccolto firme, per abolire il tributo. Nell’intesa è prevista anche la pulizia del Controfosso, oggetto di una programmazione, che riguarderà…

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Un agente immobiliare è prima di tutto una persona integra

Prima ancora dei mercati immobiliari, dei rogiti e di tutto, il lavoro tecnico che svolgo quotidianamente, va detto che la Casa è, prima di tutto, un bisogno umano. Per la maggior parte delle persone l’acquisto di un immobile è il coronamento di una vita di sacrifici. Per questo il ruolo dell’agente immobiliare è molto di più di una semplice mediazione. Alla base di ogni acquisto immobiliare c’è un lato umano grandioso, diverso da persona a persona, con il quale bisogna interagire. Cosa dico ad un giovane, che sta intraprendendo la carriera di agente immobiliare? Mettiti sempre nei panni del tuo cliente. Il tuo cliente sta compiendo il più importante passo della sua vita e tu gli stai chiedendo, di fidarsi di te. Il primo lavoro che puoi fare, è guadagnare la fiducia e mantenerla nel tempo. Se riesci in questo intento, sei sulla strada giusta. Sii te stesso nel rapporto di vendita, non devi inventarti nessun personaggio ed i tuoi clienti premieranno soprattutto la tua spontaneità. Quando presenti un immobile, sii trasparente, raccontando ai clienti soprattutto le criticità della casa. Non ti serve usare parole al miele, i clienti osservano tutto di te, perciò sii leale ed onesto nelle tue parole. Ricorda che la professione di agente è strettamente collegata alla reputazione. Ragion per cui non correre dietro ai soldi, ma usa i soldi come conseguenza di un lavoro fatto in modo eccellente. Ne vale la pena, credimi. Un professionista non deve soltanto fare soldi e dimostrarlo agli altri. Certo, guadagnare è un dei motivi principali, per il quale uno lavora, ma non è l’unico. La domanda che ti devi portare nel cuore, è perché ho scelto questa professione. Tutto quello che fai e che farai, è fondamentale per il benessere a lungo termine dei tuoi clienti. L’agente immobiliare ha un ruolo molto importante nella vita delle persone: bisogna avere cura delle persone come una missione oltre che un lavoro. Ricorda sempre di dare il massimo, la casa è un bene primario e la soddisfazione di vedere un cliente a suo agio con il proprio acquisto, è una fonte di energia più grande di migliaia di euro guadagnanti nell’immediato. Fare l’agente immobiliare è un lavoro bellissimo, con non pochi sacrifici. Ti fa crescere come uomo e come anima…

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Tumori oncologici, Villa dei Fiori in prima linea anche nella prevenzione

Prevenzione dei tumori urologici: è la parola d’ordine nell’Unità operativa di Urologia della clinica Villa dei Fiori, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Dopo oltre un anno e mezzo di sacrifici (ed anche di investimenti economici consistenti da parte della proprietà del presidio ospedaliero acerrano) l’Unità operativa di Urologia (diretta dal Dott.Paolo Aveta), entra nella rete uro-oncologica regionale. A parità dei grossi centri urologici della Campania, presso l’Unità operativa di Villa dei Fiori da alcuni mesi si possono effettuare tutti gli interventi di chirurgia maggiore oncologica (cistectomia radicale o seminalsparing, nefrectomie radicale e parziale, prostatoveciculectomia radicale o nerve sparing), interventi endoscopici su vescica e prostata. In cantiere vi sono campagne ed incontri di sensibilizzazione, per incrementare le diagnosi precoci dei tumori urologici. La vera novità nel panorama sanitario campano è rappresentata dalla breve lista d’attesa, che si allinea agli standard previsti dalle linee guida oncologiche. “Non si poteva rimanere inermi – spiegano dalla Direzione sanitaria di Villa dei Fiori – dinanzi ai dati degli ultimi anni, che registrano in Campania incrementi di tumori oncologici e principalmente della prostata, della vescica, delle vie urinarie e renali”. Da un’attenta lettura dei dati sanitari, sembrerebbe che nell’ex Campania Felix l’incidenza di questi tumori si sia ulteriormente incrementata, rispetto ai dati nazionali e regionali, a causa dell’alto tasso di tabagismo, che fa sempre più presa anche tra gli adolescenti, che aggirano facilmente i divieti. In molti casi la diagnosi arriva in situazioni più clinicamente avanzate. Ciò è dovuto, essenzialmente, o a ritardi diagnostici, a causa di motivi socio-culturali oppure a causa dell’aggressività del tumore. Al fine di evitare trattamenti chirurgici demolitivi, mutilanti o trattamenti oncologici sistemici, è evidente l’importanza che assume una diagnosi precoce. La struttura urologica di Villa dei Fiori al momento dispone di attrezzature avanzate, di ultima generazione, per il trattamento mini-invasivo della calcolosi urinaria. Nell’immediato futuro c’è in programma di implementare l’attività chirurgica in ambito uro-ginecologico (incontinenza urinaria e prolassi vescicaria) ed andrologico (impianto di protesi peniene e…

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Strisce blu, i verbali elevati dai Vigili Urbani a rischio annullamento

Tutte illegittime le strisce blu in città. E si va di male in peggio. Infatti, da un lato ci si dimentica di abilitare i parcometri con i pagamenti elettronici sui dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento, per consentire i pagamenti con bancomat o carta di credito. Difatti il comma 901 della legge n.208/2015, con il fine di incentivare i pagamenti elettronici, prevede che “dal I luglio 2016 sia esteso ai dispositivi di controllo della durata della sosta l’obbligo “di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”. Gli ultimi parcometri furono acquistati, tra il 30 ottobre 2017 ed il 16 ottobre 2018, per una spesa complessiva pari a 53.680,00 euro (25 parcometri rigenerati). Dall’altro gli stalli di sosta tracciati sulla carreggiata non rispettano le misure previste dal Codice della Strada. Infatti non sono previste aree libere adiacenti i parcheggi a pagamento; le aree di sosta invadono la carreggiata e, nel tracciare i varchi destinati ai diversamente abili, non si è tenuto conto delle loro difficoltà, mettendo le aree di parcheggio a ridosso di pali e dissuasori. Nonostante le tante irregolarità, alcune delle quali certificate dagli stessi poliziotti municipali, questi continuano imperterriti nella loro missione di “fustigatori”, forse sperando che qualche sprovveduto automobilista, un pò impreparato, corra a pagare la sanzione, senza presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. Da alcuni giorni alcuni esponenti di un movimento politico locale girano in lungo ed in largo il territorio comunale armati di metro, Codice della Strada e macchina fotografica, per raccogliere elementi, atti a produrre e ad inoltrare una dettagliata denuncia all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente, provando a dimostrare che, negli ultimi due anni, non si è dato applicazione ad una legge dello Stato, incassando immotivatamente sanzioni per il mancato pagamento del grattino, senza rispettare la legge. Per adeguare le strade urbane, a quanto è previsto dal Codice della Strada, l’amministrazione Lettieri ha speso migliaia di euro, soldi al momento spesi male. Questo modus operandi del personale della Polizia Locale farà crescere il contenzioso tra utenti della strada ed Ente comunale. E recenti sentenze hanno ritenuto giusto e corretto che, quando manca il bancomat per pagare il parcheggio sulle strisce blu, se il parchimetro non ha il bancomat, la sosta è gratis. A…

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Intitolato il Comando della Polizia Municipale di Nola al Tenente Michele Liguori

Una targa ed un pannello gigante. Il nome di un uomo, il ruolo svolto da un servitore dello Stato ed i tratti distintivi di una terra che, per dirla con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, non merita di essere chiamata Terra dei Fuochi. Sabato 19 gennaio 2019 la Polizia Locale di Nola intitolava la propria sede allo scomparso Tenente della Polizia Municipale di Acerra Michele Liguori, stroncato a soli 57 anni nel 2014 da un doppio tumore mortale, che se lo portò via in poco tempo. Allora un video del Corriere della Sera fece il giro del web con l’immagine del povero casco bianco morente in un letto. Uno strenuo difensore dell’ambiente, che aveva sempre combattuto contro lo scempio del traffico illecito di rifiuti, dello sversamento illegale dei veleni e dei roghi. Alla cerimonia erano presenti il Comandante della Polizia Municipale di Nola, il Colonnello Luigi Maiello, la moglie del poliziotto acerrano, Maria Di Buono, che diceva poche ma significative parole, fino a quando poi non si emozionava, consolata dagli abbracci del Ministro e della Commissaria prefettizia del Comune nolano Anna Manganelli ed il già citato Costa, legato a Liguori da un rapporto di amicizia. “Era necessario – diceva infatti il Ministro – che non solo io, l’amico, fossi qui, ma che anche il Ministro della Repubblica Italiana venisse, per dire grazie a Michele ed ai tanti Michele, che soffrono e lavorano ancora, tutt’oggi, nell’ombra ed in silenzio. Spero che adesso il Parlamento approvi la legge Terra Mia”. Legge Terra Mia, ovvero: pene più dure per gli ecomafiosi ed obbligo perentorio di bonificare i siti inquinati. Costa testimoniava dunque l’impegno di un uomo, che ha sempre lottato con tutte le forze, spesso da solo, per bloccare l’avanzata delle ecomafie e degli attentatori all’ambiente nella sua terra. E non è un caso, che giungevano numerosi ambientalisti del territorio, che non volevano far mancare ai familiari sostegno e solidarietà per il sacrificio di un uomo morto 5 anni fa dopo la grave malattia contratta in servizio. Per Manganelli il segno che “Liguori non è morto invano”. “Sono venuto qui, per ricordare il ruolo e l’importanza delle Polizie Locali – proseguiva Costa – che sono fondamentali per il cittadino. E Liguori è il simbolo delle Polizie Locali, che ha fatto qualcosa…

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Partita la mensa autogestita, ma il menù è da incubo

Com’è noto, il servizio di refezione scolastica, che doveva essere attivo già dall’autunno del 2012, rimase inattivato per tre anni e si trascinò avanti a colpi di ricorsi intentati dalle varie ditte e di sentenze emesse dai Tribunali amministrativi. Servizio che riguardava oltre 1000 bambini delle scuole dell’infanzia, con appalto gestito dalla Stazione Unica Appaltante ed il cui importo ammontava a quasi 1 milione e 900 mila euro a base d’asta per la durata di 3 anni. Odissea per i bambini che terminò con la pronuncia della II sezione del Tar Campania che, attraverso la sentenza n.2413/2015, aggiudicò l’appalto all’azienda “Quadrelle” (classificatasi seconda durante la gara). Ma la mensa ad Acerra rappresenta una vera e propria maledizione, con lavoratrici non pagate, cibo scadente, ritardi nell’avvio ecc. Una situazione simile si sta verificando anche durante quest’anno scolastico: la mensa infatti non è partita, seppur ogni tanto trapela qualche indiscrezione su una presunta data d’inizio, poi sistematicamente smentita. Dallo scorso 8 gennaio, però, c’è una certezza: è partita una sorta di mensa autogestita in tutti gli istituti scolastici del territorio (in attesa che il servizio effettivo di mensa parta). I bimbi possono infatti mangiare a scuola un pasto preparato dai genitori secondo un menù diffuso dalle scuole e dall’Asl. I genitori che invece non vogliono che i figli mangino a scuola, possono riprenderseli, perdendo però diverse ore di lezioni. Chi infatti pranza a scuola, resta nell’istituto sino alle 16:00, a differenza dei bambini che invece consumano il pranzo a casa e che escono intorno alle 12:30, senza poter più tornare in classe. A quanto sembra molte mamme vanno a riprendersi i figli. E parliamo di bambini, di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Le scuole hanno infatti pubblicato un menù tipico, a cui i genitori devono attenersi per il pranzo dei bimbi. Un menù che abbiamo fatto visionare ad un esperto: ed il risultato è stato abbastanza scadente. Nel menù non è infatti prevista né la pasta, né i legumi ma solo il secondo piatto, mentre il giovedì un trancio di pizza. La pasta però è un elemento molto importante per la crescita dei bimbi e dovrebbe essere mangiata anche due volte al giorno. Inoltre la pasta è anche un ottimo alimento, per far mangiare ai bimbi verdure e legumi, elementi indispensabili per la fase di crescita. Sì,…

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Auriemma: “Affidamento temporaneo possibile. Abbiamo già raccolto centinaia di firme”.

Sulla questione mensa scolastica, di cui riferivamo in precedenza, interveniva il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle), che dichiarava: “Ormai credo che, per quest’anno, la gara non avrà alcun esito utile, visto che tutta la questione si è spostata al Tar. E se il Consiglio di Stato darà ragione alla società esclusa, confermando la sentenza del TAR di Napoli, credo che la gara si debba rifare. Insomma ci ritroviamo di nuovo nella stessa situazione di 4 anni fa, con un vincitore di fatto ma con il servizio sospeso e mille disagi ai bambini, alle loro famiglie ed ovviamente al personale docente e non docente. Famiglie costrette a rivedere completamente le proprie abitudini ed i propri orari, con disagi che si ripercuotono sull’intero nucleo familiare e sui luoghi di lavoro. Il Comune, reduce da quest’esperienza passata, avrebbe dovuto attivarsi ed anticipare i tempi della gara. Perché – proseguiva la professionista – se è vero che la gara viene fatta da un soggetto terzo, è anche vero che il Comune resta sempre il committente. Ma forse chi amministra era impegnato in altre cose. Forse, come ha detto un Consigliere che ha lasciato la maggioranza, era impegnato “nella spartizione delle briciole”. In ogni caso la questione non si risolverà a breve e per questo è necessario che il Comune intervenga subito con un affidamento temporaneo, che si prolunghi fino all’espletamento della gara. Un atto amministrativo che può essere adottato ed è questa la nostra richiesta all’Amministrazione Lettieri, che non può lavarsene le mani. Su questa proposta abbiamo deciso di coinvolgere la Città. Ed infatti il gruppo che rappresento ha iniziato una petizione popolare e già abbiamo raccolto svariate centinaia di firme. Le mense scolastiche – concludeva l’esponente pentastellata – sono un affare grosso. Ad Acerra, ad esempio, parliamo di un appalto da 1,8 milioni di euro,  la cui funzione sociale è una questione delicata, in quanto si tratta di fornire un servizio di ristorazione per bambini. Speravo che il nuovo appalto avrebbe portato ad una svolta su questa questione, ma evidentemente così non è stato. Il Movimento si sta impegnando su questa questione e, del resto, già lo ha fatto nel 2015. Inoltre, se è vero che allo stato il Sindaco, tecnicamente, non ha alcuna responsabilità, perchè la gara è espletata…

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E’ vero, a Natale il buio delle strade e la pseudo-solidarietà hanno fatto la differenza

L’illuminismo dei Comuni limitrofi (e non solo) contrapposto all’osurantismo della nostra città. L’atmosfera natalizia che attraversava e si respirava nelle altre città, contrapposta alla desolazione delle strade acerrane inanimate e private dei simboli natalizi. Con tanto di “trasferte” degli Acerrani in altri Comuni (e di risorse economiche spese altrove), con conseguente impoverimento del tessuto socio-economico locale. E’ stata questa la destinazione che l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha voluto dare alla più importante e significativa festa della cristianità. Niente luminarie natalizie installate sul territorio comunale (eccezion fatta per piazza Castello e piazzale Renella). Una mancanza di addobbi natalizi, che ha inciso anche sullo spirito di svariate migliaia di cittadini, commercianti compresi, “disincentivati” anche ad allestire e ad abbellire al meglio le proprie vetrine, in quanto non richiamavano per nulla le luminarie, installate anche in quei Comuni, dove di certo non mancano gli indigenti. E qui veniamo alla motivazione della scelta adottata dal Sindaco e dal suo esecutivo, con la Delibera di Giunta n.186 dell’11.12.2018 (non senza aver sottolineato, però, che gli indigenti c’erano, anche quando l’attuale amministrazione comunale le luminarie di Natale le installava). Una scelta spiegata attraverso un comunicato stampa (e poi di persona dal primo cittadino, anche sulla terza rete della Rai). Ossia lo stanziamento di risorse per 100 mila euro per il contrasto alla povertà, in particolare per interventi diretti ed indiretti a sostegno del reddito. Sono state infatti riconsiderate le richieste presentate per la “carta SIA/REI”, che non sono state accolte. “In pratica – recitava il comunicato – si tratta di diversi nuclei familiari residenti, alcuni anche con minori a carico ed anziani che, pur versando in disagiate condizioni economiche, necessitano di un intervento di natura economica, per far fronte ad alcune esigenze primarie, tra cui l’acquisto di beni di prima necessità e spese mediche e che sono state escluse dalla Carta SIA/REI, con difficoltà che si acuiscono ancora di più durante le festività natalizie. L’Amministrazione, nell’ambito delle iniziative promosse in campo sociale, con questo provvedimento intende aiutare le persone in condizioni di povertà o con reddito insufficiente, nonché le persone totalmente o parzialmente incapaci di provvedere a se stesse o esposte a rischio di emarginazione. Per la carta SIA/REI hanno infatti presentato domanda oltre 3658 cittadini, di cui circa la metà ha…

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