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Treni veloci, montato il primo viadotto sulla nuova linea Napoli-Bari

Alta velocità Napoli-Bari: veniva realizzato alla fine del mese scorso, dopo 72 ore di lavoro, il primo dei tre viadotti ad arco. La posa del mastodontico ponte (2500 tonnellate di peso; lungo circa 80 metri ed alto 21 metri) richiedeva ben tre giorni di messa in opera. Si tratta di una soluzione ingegneristica all’avanguardia, che consente di minimizzare gli impatti sul traffico in fase di costruzione. Per completare la tratta lunga oltre 15 chilometri e sulla quale viaggeranno passeggeri e merci ad alta velocità, dovranno essere creati nei prossimi mesi altri due viadotti. La nuova linea, oltre che per i treni diretti a Bari, metterà in comunicazione le città a nord di Napoli con Caserta attraverso la stazione Tav di Afragola. Verranno realizzate due nuove fermate (a Casalnuovo e nei pressi dell’Ipercoop), una nuova stazione ad Acerra e la soppressione di ben 12 passaggi a livello (di cui 4 solo ad Acerra), presenti lungo la tratta Napoli-Caserta via Cancello, progettata da Italferr. Il viadotto realizzato consentirà alla nuova ferrovia di scavalcare l’asse mediano all’altezza di Acerra. Il tracciato si snoda per circa 15,5 chilometri nei territori di Casoria, Casalnuovo, Afragola, Caivano ed Acerra. A realizzare l’opera sulla linea alta velocità-capacità Napoli-Bari è la Webuild su commissione di Rete ferroviaria italiana del gruppo FS. Oltre alla Napoli-Cancello si sta lavorando alla realizzazione della tratta Apice-Hirpinia, che supera i 18 chilometri e prevede l’attraversamento dell’Appennino e la realizzazione della stazione intermedia di Hirpinia. Nel progetto rientra la costruzione di tre gallerie naturali e di quattro viadotti in un contesto molto complesso dal punto di vista paesaggistico. La costruzione delle due tratte costerà oltre un miliardo e mezzo di euro ed impiega attualmente ben 660 persone, che diventeranno 930 entro l’anno prossimo. A ciò si aggiunge una filiera di fornitori costituita da ben 300 aziende italiane, di cui ben 183 del Mezzogiorno. La variante alla linea Napoli-Cancello è il primo tratto dell’itinerario Napoli-Bari. La nuova linea parte dalla stazione Tav di Afragola, per poi lambire il polo commerciale Ipercoop, dove verrà realizzata una prima stazione. I binari, poi, proseguono verso nord, circumnavigando l’abitato di Acerra a sud verso Pomigliano e poi verso Napoli-Cancello. Le Ferrovie sono disponibili a vendere al Comune di Acerra i 100 mila metri quadri del vecchio tracciato,…

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Il Vescovo dall’altare durante l’omelia di Pasqua definisce i politici “sordi e ciechi”

“Ciechi e sordi” sono i due aggettivi utilizzati nella Cattedrale del Duomo da Monsignor Antonio Di Donna, nel rivolgersi ai politici, durante la sua omelia pasquale. Ciechi sono coloro, che non vogliono vedere il disastro ecologico della ‘Terra dei Fuochi’, ma anche sordi perché non ascoltano, ciò che dicono gli scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità ed i Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord. A molti, tra la Napoli che decide, ma anche in città, saranno fischiate le orecchie e non poco. Al Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale campana non va assolutamente giù la decisione di realizzare in loco, nell’area industriale acerrana, l’ennesimo impianto di riciclaggio dei rifiuti. Un’industria capace di produrre biometano dal trattamento di 81 mila tonnellate l’anno di materiali organici, di scarti vegetali e di legno provenienti dalla raccolta differenziata. Il progetto della New Green Fuel srl di realizzare un impianto di produzione di gas metano, ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Campania il 9 febbraio scorso e tra poche settimane potrebbe già iniziare i lavori di costruzione dell’impianto, che occuperà una superficie di 41 mila metri quadrati di territorio, a poca distanza dall’inceneritore e da una centrale elettrica alimentata a biomassa, ma anche da altre aziende dedite allo stoccaggio ed al riciclaggio dei rifiuti. “C’è un nesso causale tra l’inquinamento ambientale e l’insorgere di patologie tumorali – esordiva dall’altare l’alto prelato – e lo sapevamo già. Ma ora è ufficiale: sono gli scienziati e la magistratura che lo hanno stabilito. Ma nonostante ciò, questa terra non è solo la Terra dei Fuochi, ma sembra essere diventata anche la terra dei sordi e dei ciechi”. Nella sua omelia pasquale l’indomito Vescovo non si ferma alla sola denuncia e all’indignazione, ma lancia anche la sua ricetta, per contrastare l’inquinamento dell’ambiente da tempo al centro della sua battaglia pastorale. La sua idea è che da soli non si viene ascoltati, non si fa rumore abbastanza e che, quindi, serva un coro di voci, che parlino la stessa lingua. Insomma bisogna fare dell’inquinamento e delle patologie tumorali ad esso connesso una questione “non più di rilevanza prevalentemente locale, ma nazionale. La contaminazione dai veleni non è solo di queste terre, ma di tutt’Italia”. Ed è per questo che Di Donna ha chiamato…

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Centro vaccinale di Acerra chiuso: tra disagi, malumori, trasferte e avvio di una nuova struttura

Sullo scorso numero riferimmo della chiusura del centro vaccinale distrettuale di via Flavio Gioia, fissata dall’Asl Napoli 2 Nord per lo scorso 31 marzo. Anche perché la strada è stretta e causa tensioni tra gli automobilisti in cerca di parcheggio. E ciò, in attesa di aprire un nuovo centro più spazioso nella tendostruttura, individuata insieme al Comune a via Manzoni nei pressi del Parco Urbano. Ed è così che dal I aprile centinaia di persone già in lista di attesa per la vaccinazione, in prevalenza anziani e soggetti fragili, venivano smistati verso i punti vaccinali di Cardito e Sant’Antimo o gli ospedali di Frattamaggiore e di Giugliano. “Questa chiusura temporanea non solo penalizza gli anziani, i cittadini fragili ed i loro accompagnatori – tuonavano i rappresentanti degli oltre 37 medici di famiglia e pediatri – ma addirittura è un possibile disincentivo a vaccinarsi”. Il loro dissenso e disappunto per la decisone adottata dall’Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 veniva espresso durante la riunione dell’Ufficio coordinamento attività del Distretto 46. Ma la polemica impazzava anche sui social. “E’ un insopportabile disagio per anziani, persone fragili e non autosufficienti, costretti a recarsi fuori città per vaccinarsi. Ma è anche una decisione ingiustificabile, visto che l’attuale punto vaccinale potrebbe tranquillamente continuare a funzionare fino all’attivazione del nuovo centro, senza subire interruzioni” – spiegava la locale sezione del Pd, che chiedeva al Comune “di garantire un servizio di trasporto gratuito e di fornire un valido aiuto ad anziani e soggetti fragili”. Secondo i medici di famiglia lo stop sarebbe stato almeno di un mese, il tempo necessario per allestire la tendostruttura di via Manzoni. Ma all’Asl replicavano, che nell’attuale centro gli spazi non sono sufficienti, ad accogliere il flusso di una vaccinazione di massa, mentre le nuove sei previste postazioni da allestire nella tendostruttura potrebbero essere già pronte per la prima decade di aprile. E lunedì 29 era previsto l’inizio dei lavori. Ma i medici insistevano e chiedevano di “prorogare il servizio di vaccinazione nei locali del distretto, in attesa del nuovo grande centro più idoneo”. Ma i tempi si allungavano, perché la tendostruttura, capace di offrire aree di parcheggio ed aree di attesa sufficienti, per garantire un consistente aumento delle vaccinazioni rapportato ai bisogni della popolazione residente, è priva di un sistema…

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La protesta dei parrucchieri per uomo e donna e degli esercenti: “Ormai siamo senza lavoro e senza denaro”.

L’onda delle proteste, inscenate nei giorni scorsi su tutto il territorio nazionale da parte delle partite Iva e delle categorie produttive, sbarcava anche ad Acerra nella mattinata dello scorso 7 aprile, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale indetta da Confesercenti. Infatti anche gli esercenti e gli artigiani acerrani si univano al grido d’allarme lanciato da Confesercenti Nazionale e Campania sulla perdita di fatturato stimata a causa della seconda/terza ondata del coronavirus e dei nuovi parziali o totali lockdown delle attività. Ed è così che parrucchieri, barbieri, centri estetici, in particolare, manifestavano tutto il loro disagio nel parcheggio, sito a pochi metri dalla Casa comunale. L’intento era quello di far arrivare la loro protesta all’istituzione più vicina, ossia al sindaco Lettieri, al quale chiedevano di farsi portavoce presso la Regione ed il Governo delle loro difficoltà. Sul posto anche gli uomini del locale Commissariato di Polizia ed i poliziotti municipali, a vigilare su eventuali momenti di tensione, poi non verificatisi. Mentre alcuni sottolineavano che, in assenza di ristori, alcune attività non riapriranno più, altri rivendicavano il diritto al lavoro, dopo che avevano rispettato tutti i protocolli indicati dalle autorità nazionali. “Il fitto, i costi di sanificazione, le utenze, le tasse, i tributi, i dipendenti sono costi insostenibili le per le nostre attività. Gli incassi vicini allo zero di mattina, quando c’è poca gente per strada e le chiusure anticipate rendono ogni sforzo vano. E non sono stati erogati nemmeno i 2 mila euro, versati l’anno scorso dalla Regione”. Questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’incontro avuto con il primo cittadino. Al quale annunciavano la riapertura delle attività per il giorno successivo, nonostante la zona rossa, perché ormai allo stremo dal punto di vista socio-economico. Una decisione rispedita al mittente da Lettieri che, se attuata, lo vedeva costretto a far elevare i verbali ai trasgressori. Disponibile si diceva invece il sindaco, a rappresentare in Regione ed agli altri organi sovracomunali le istanze dei manifestanti. Molti dei quali gli ricordavano l’escamotage, a cui alcuni stanno ricorrendo in questo periodo, ossia quello di offrire servizi a domicilio, nel non rispetto delle regole, a partire da quelle sanitarie. “Mentre centri estetici, parrucchieri e barbieri lavorano su appuntamento, in sicurezza, evitando assembramenti e rischi sanitari – ricordavano le categorie presenti – gli altri lavorano…

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Covid -19, crollano le entrate. Il Papa taglia lo stipendio ai Cardinali

A partire dallo scorso I aprile i Cardinali di curia, una quarantina in tutto, compresi i pensionati, si ritrovano con lo stipendio più leggero. Il loro piatto cardinalizio (così viene chiamato il loro compenso, che si aggira intorno ai 5 mila euro), è stato decurtato del 10 per cento. Tagli in vista anche per i Capi dicastero e delle varie amministrazioni, anche se per loro la scure è un pò meno pesante, solo l’8 per cento. La spending review (revisione della spesa) in corso non risparmia nemmeno le buste paga degli oltre 4 mila dipendenti, ai quali sono stati congelati gli scatti biennali di anzianità fino al 2023, anno in cui si prevede un ritorno graduale alla normalità economica, dopo la micidiale batosta alle finanze vaticane causata dal Covid. La sforbiciata alle retribuzioni veniva annunciata ed attuata da Papa Francesco con un Motu Proprio ed ha avuto l’effetto di una doccia fredda. Nessuno se l’aspettava anche perché, stando ai tecnici, questa mossa non sarà risolutiva dal punto di vista contabile. Il risparmio complessivo dovrebbe aggirarsi attorno al milione di euro. Troppo poco per incidere davvero. Il fatto è che i conti, da diversi anni, non vanno bene e questa spending review non tocca il problema principale che giace sul tappeto: il costo del personale, una specie di tabù che si presenta ciclicamente all’approvazione annuale del bilancio, per poi essere accantonato. “Nessun taglio al personale” – ripete Papa Bergoglio ai suoi collaboratori. Il bilancio preventivo sottoposto al Papa il 20 marzo scorso mostrava entrate per 260,4 milioni di euro, a fronte di 310,1 milioni di euro di uscite, con un deficit previsto di 49,7 milioni di euro. E’ chiaro, che i tempi delle vacche magre provocati dalla pandemia si fanno sentire ovunque e che l’andamento negativo ha costretto ad intaccare anche le riserve di sicurezza, compreso l’utilizzo dell’Obolo di San Pietro, la raccolta annuale che viene promossa soprattutto per fini caritativi e che stavolta servirà a coprire parzialmente gli altissimi costi di gestione. Per far quadrare i conti di questi tempi in Vaticano è quasi un miracolo. Il Prefetto dell’Economia, il gesuita padre Guerrero Alves, poco tempo fa spiegava, che quest’anno la riduzione delle spese è stata dell’8 per cento, a fronte di un costo del personale che, dal…

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Avviata la co-progettazione inclusiva per la realizzazione del parco Akeru

Veniva riunito lo scorso 2 aprile dal Sindaco Lettieri il tavolo per la programmazione partecipata, organismo di consultazione voluto dal primo cittadino per la fase di progettazione del parco urbano multifunzionale ed ecosostenibile “Parco Akeru”, che sarà un importante polmone verde, dotato di pista di atletica e laghetto naturale, che ha ricevuto un finanziamento di circa 6 milioni di euro. Al tavolo partecipavano, insieme al Rup Ing.Gennaro Normino, il progettista dell’opera Prof. Arch.Pasquale Miano; Enrico Mosca – Vice-presidente unico dell’Unione Italiana Ciechi; il progettista UICI Fernando Caprino; Giuseppe Fornaro – Consigliere nazionale per l’accessibilità dell’Unione Italiana Ciechi; Marisa Gallucci ed Angelo Rega per l’associazione #micolorodiblu punto di riferimento per le persone autistiche; il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania Avv.Paolo Colombo. Inoltre il giorno successivo, in occasione della giornata per le persone affette da autismo, il Castello dei Conti veniva illuminato di blu. Oltre al realizzando parco Akeru, sarà realizzato in città un intero parco dedicato ai bisogni delle persone con disabilità. Con la metodologia della co-progettazione l’Amministrazione intende addivenire a decisioni e/o progettazioni di spazi pubblici, in grado di rispondere a bisogni delle persone con disabilità. A partire dalla giornata di oggi sono stati coinvolti diversi soggetti, rappresentativi del mondo delle disabilità, nel processo di progettazione partecipata, con il progettista dell’opera Arch.Miano, affinché ognuno possa apportare le proprie idee ed i propri suggerimenti. “L’idea portante di questo lavoro di co-progettazione – ribadiva Lettieri – è mettere, sin dalla fase di progettazione dell’opera, la persona e la sua rete di relazioni al centro di un processo, che parta dai suoi bisogni, che non sono “uguali per tutti”, ma attengono all’identità personale, alla singola persona. Vogliamo contribuire al benessere di tutti, rendendo i vari portatori di interessi parte attiva e partecipe del percorso decisionale e di definizione del bisogno e della risposta”. Circa l’iniziativa l’Avv.Colombo diceva: “Si tratta sicuramente di una buona prassi e di un approccio che va valorizzato. Magari potrà essere da esempio per altre Amministrazioni. Insisto molto sull’accessibilità, abbiamo tutti gli stessi bisogni, gli stessi diritti, vogliamo tutti avere accesso alla cultura ed ai momenti di svago ed è importante, che ci sia attenzione per questi diritti. Per noi disabili avere degli spazi, dove trascorrere una parte della nostra giornata, è una…

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Formazione Vincenzo Satriano ‘’Come farcela nella vita partendo da zero’’ 2ªlettura

Ciao sono Vincenzo Satriano, autore del libro ‘’Come farcela nella vita partendo da zero’’. Sono agente immobiliare e titolare di Casa Premium immobiliare. Se anche tu credi, che la formazione possa aumentare le possibilità di farcela, allora ti invito a seguire le mie attività sul profilo instagram vincenzo.satriano. In questa lezione ti invito a riflettere, su quanto sia importante la qualità delle persone che hai accanto, se vuoi davvero svoltare. Ecco un estratto del libro: ‘’Nella tua vita incontrerai molte persone, tenderai sempre a giudicarle per la simpatia o l’antipatia, per la cordialità o la bellezza o per i loro modi o, semplicemente, per come sono vestiti o per come portano l’ultimo taglio di capelli. Lascia perdere! Due solo sono le categorie, con le quali devi imparare ad osservare le persone, che gravitano nella tua orbita, lasciando da parte tutti gli altri tipi di giudizi, che non ti portano a nulla. Devi imparare a scegliere quelle persone, che ti saranno veramente d’aiuto, rendendo la tua vita migliore. Queste due categorie, le definisco così: acceleratori dei processi di crescita e rallentatori dei processi di crescita. Le persone che hai attorno, non sono di contorno alla tua esistenza o un modo, per passare tempo libero, ma molto di più. Inizia ad osservare chi, tra le persone che hai attorno, è veramente in grado di accelerare i tuoi processi. Che siano processi emozionali, culturali, di pensiero, non importa. Frequenta corsi, iscriviti a musica, medita o prega, vai in qualunque posto ci siano persone che fanno qualcosa, inizia da qui. Guardati attorno, inizia qui la tua ricerca per la strada verso la vittoria. Il tuo successo dipende molto da quali persone stai inserendo nella tua vita’’. Leggi i miei consigli, poiché sono vita che ho vissuto, possono rendere la tua vita migliore anche solo di un frammento. Questo è il motivo, che mi spinge a raccontare i miei insegnamenti. Desidero che tu legga il mio libro, per avere a disposizione le parole giuste, che hanno il potere di cambiare la storia di una persona! Scrivimi un messaggio , per programmare un incontro conoscitivo gratuito e capire, se i tuoi intenti sono in linea con ciò che posso fare per te! Se svolti tu come uomo o come imprenditore, svolta chi è attorno…

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Riceviamo e pubblichiamo

“Conferenza stampa di presentazione del Convegno nazionale di Acerra promosso dalla CEI sulla custodia del creato”. Martedì 13 aprile alle ore 11.00 in diretta streaming. Sensibilizzare le Chiese in Italia per uno sguardo più attento e profetico alla custodia del creato a sei anni dalla Lettera enciclica ‘Laudato sì’ di Papa Francesco sulla cura della Casa comune. E’ il senso di un Convegno nazionale “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro”, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con la Diocesi di Acerra ed altre nove chiese della Campania e programmato per la mattina del prossimo sabato 17 aprile. «Terra dei Fuochi non è un luogo, ma un fenomeno vasto e diffuso» – ripete da anni il Vescovo monsignor Antonio Di Donna. E quel giorno da Acerra partirà simbolicamente la riflessione, online, dei Vescovi e dei rappresentanti di 78 Diocesi del Paese interessate dall’inquinamento ambientale secondo i Siti di interesse nazionale censiti dal Ministero della Transizione Ecologica”.   Antonio Pintauro Direttore UCS Diocesi di Acerra

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Il Vescovo analizza la grave emergenza socio-sanitaria ed economica in atto

E’ un Monsignor Antonio Di Donna a 360° quello che, di recente, anche in qualità di Presidente della Conferenza episcopale campana, nominato a tale carica il 26 gennaio scorso, rendeva un’intervista alla stampa quotidiana. Il primo punto toccato dal Vescovo era relativo all’emergenza socio-sanitaria. “L’emergenza sanitaria – esordiva Di Donna – ha acuito le disuguaglianze sociali ed economiche già esistenti, riducendo in povertà nuove categorie, che prima della pandemia non erano considerate a rischio, come ad esempio quelle legate alla ristorazione. L’emergenza sanitaria ha fatto ulteriormente deflagrare il sistema di protezione sociale, evidenziando le lacune politiche di welfare nel nostro Paese. Oggi i poveri sono soprattutto i cinquantenni disoccupati, le madri sole, i padri separati, i pensionati. Inoltre la pandemia ha acuito la solitudine esistenziale di tantissimi, perfino dei giovani. In questo periodo le nostre Caritas hanno assistito una marea di ‘invisibili’, che decine di Ordinanze e di Decreti non hanno nemmeno sfiorato. Mi riferisco a chi non ha una casa e che, quindi, non può restare a casa; a chi non ha gli strumenti, per interpretare norme ed indirizzi sanitari; a chi non sa compilare un modulo; a chi non ha una connessione ad internet e a chi associa tre componenti letali: disagio economico, solitudine e disagio psichico. I servizi pubblici spesso risultano in difficoltà – proseguiva l’alto prelato – motivo per cui la pressione sulle nostre Caritas è altissima. Non ci sottraiamo. La situazione, però, è preoccupante: le Caritas sono sole, senza risorse sufficienti e con volontari impagabili ma impauriti. La Caritas Campania può essere un interlocutore privilegiato per la Regione, aiutarla a strutturare interventi di sostegno che includano tutti, anche gli ‘invisibili’. Detto questo mi chiedo: la Chiesa è solo questo in tempo di pandemia? In una società che riduce la questione alla sola dimensione socio-sanitaria, la Chiesa non ha più niente da dire e da fare? Io penso di no. Il nostro compito è quello di offrire un supplemento d’anima, dare un orientamento, indicare una rotta, una luce in questa notte, che è scesa su di noi”. Esprimendosi più specificatamente sull’emergenza sanitaria, il Vescovo diceva: “Papa Francesco più volte ha chiesto, che nessuno resti indietro e che i vaccini siano per tutti. C’è il rischio che, soprattutto al Sud, ampie fasce della popolazione restino…

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Monsignor Di Donna: “Non si parla più di emergenza ambientale, ma solo di Covid”.

Circa gli argomenti affrontati dal Vescovo in un’intervista resa di recente alla stampa quotidiana e di cui si riferiva in precedenza, non mancava quello dedicato all’ambiente e circa il quale Di Donna diceva: “Ho più volte denunciato, che l’emergenza ambientale rischia di passare in secondo piano, rispetto alla tragedia che viviamo. Non si parla più di bonifiche, di roghi tossici, di qualità dell’aria. Né di registro tumori e di cure. Ormai ci si ammala e si muore solo di Covid. Eppure la pandemia che stiamo vivendo, è causata proprio dall’ambiente maltrattato. Qualche negazionista potrebbe pensare alla solita esagerazione, ma non è così. Dobbiamo renderci conto, che le pandemie sono un capitolo della crisi ambientale e che è da qui, che bisogna partire, per costruire un domani accettabile. Virologi e quant’altri indicano la vaccinazione di massa come antidoto ed hanno ragione, bisogna vaccinarsi. Ma non basta – proseguiva il Presidente della Conferenza episcopale campana – perché è vero che i vaccini hanno salvato l’umanità, ma essi non rimuovono le cause remote del problema, ossia la salute del pianeta. Il recente studio epidemiologico commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha nettamente evidenziato il nesso di causalità tra siti di rifiuti e l’insorgenza di patologie tumorali. Noi Vescovi riteniamo questo Rapporto di particolare importanza. Esso conferma in maniera scientifica ed ufficiale, quanto la popolazione intuiva da tempo. Basta, si ascolti il grido della terra e dei poveri e si prendano quei provvedimenti, che lo stesso Rapporto indica. In particolare va bloccata qualsiasi attività illecita di smaltimento dei rifiuti. E’ noto, che la Regione Campania ha autorizzato un progetto ad Acerra per l’insediamento di un impianto di produzione di biometano, che tratterà 81 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Per non parlare, poi, della ricorrente ipotesi della costruzione di una quarta linea dell’inceneritore”. Sulla visita del Papa ad Acerra fissata per maggio dell’anno scorso e poi rinviata il Vescovo affermava: “Il Papa verrà, l’ha promesso più volte, appena la pandemia sarà cessata. Verrà a visitare tutta la popolazione della cosiddetta Terra dei Fuochi. Acerra sarà il luogo simbolo di tutte le terre dei fuochi esistenti in Italia perché, come non mi stanco mai di affermare, Terra dei fuochi non è un luogo…

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