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Strisce blu: la legge obbliga i Comuni ad avere parchimetri con il bancomat

(Articolo pubblicato in data 07.02.2018). Forse non tutti sanno che dal I luglio 2016, i cittadini alle prese con la sosta sulle strisce blu potrebbero sentirsi legittimati a sostare gratuitamente, se il parchimetro non è adeguatamente attrezzato per i pagamenti tramite pos. Il tutto senza incorrere in alcuna sanzione per il mancato pagamento della sosta. A partire da tale data, infatti, è scattato l’obbligo, imposto dalla Legge di Stabilità 2016 per i Comuni, di adeguare i dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento, per consentire i pagamenti con bancomat o carta di credito. Il comma 901 della legge n.208/2015, con il fine di incentivare i pagamenti elettronici prevede, infatti, che “dal I luglio 2016 le disposizioni, di cui al comma 4 dell’art.15 del Decreto Legge n.179/2012 convertito, con modificazioni, dalla Legge n.221/2012, si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) del comma 1 dell’art.7 del Codice della Strada. Estendendo, dunque, ai dispositivi di controllo della durata della sosta l’obbligo “di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”. Le conseguenze sono di facile intuizione: sia per gli automobilisti che, in mancanza dei dispositivi attrezzati col bancomat, potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati, sia per le casse di molti Comuni, che non si sono ancora adeguati, salvo che non dimostrino, come prevede la normativa apportata al D.L. n.179/2012, della stessa legge di Stabilità, di non aver potuto ottemperare all’obbligo per “oggettiva impossibilità tecnica”. Impossibilità, quindi, e non difficoltà, nella quale rientra anche la mancanza di risorse economiche. In tal senso, comunque, una fonte preziosa, chiara ed esaustiva la si può trovare su internet, consultando il sito www.StudioCataldi.it. che ci permette anche di essere meno tecnici in questo scritto. Di certo c’è che in altre realtà diverse da quella acerrana alcuni Comuni si sono già adeguati alle nuove disposizioni, consentendo ai cittadini di pagare il parcheggio anche con moneta elettronica. Ovviamente la questione è troppo recente, perché ci siano dei precedenti giurisprudenziali ed è bene che il cittadino eviti di prendere iniziative individuali. E’ meglio lasciare che siano eventualmente le associazioni dei consumatori ad intraprendere azioni, per porre fine ad un sistema, che penalizza ingiustamente quei cittadini, che, pur volendo pagare, non sono stati messi…

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Strisce blu: aumentano le tariffe orarie di pagamento da 1 euro a 2 euro; da 0.50 ad 1 euro

Adesso, in riferimento all’articolo pubblicato in precedenza e relativo alla sosta sulle strisce blu ed ai parchimetri non adeguatamente attrezzati ed adeguati alla Legge di Stabilità del 2016, va specificato che il Comune, con più Determine dirigenziali, prodotte tra il 30 ottobre 2017 ed il 16 ottobre 2018, ha acquistato altri 25 parcometri rigenerati, per una spesa complessiva pari a 53.680,00 euro. Parcometri acquistati, stando alle varie relazioni istruttorie redatte, sia perché alcuni risultavano prevalentemente fuori sevizio, o perché vetusti o perché da tempo fuori produzione e, quindi, ormai privi di ricambi reperibili, per poter provvedere alle riparazioni. O anche per meglio servire due strade, in quanto parte degli stalli di sosta erano eccessivamente distanti dal parcometro più vicino. Eppure di parcometri esistenti lungo varie strade del territorio comunale non adeguabili (e che non si sono mai adeguati) alle nuove normative, ve ne sono ancora parecchi!! Ora la novità è rappresentata dalla Delibera di Giunta comunale n.161 del 14.11.2018 (relazione istruttoria curata dall’Assessore al ramo Vincenzo Iorio), approvata dall’esecutivo al completo, capeggiato dal Sindaco Lettieri ed avente ad oggetto “Servizio parcheggi e parcometri (strisce blu). Determinazione tariffe per l’anno 2019 – inserimento nei servizi a domanda individuale”. Nell’atto amministrativo si legge che “è necessario porre in essere misure, mirate a favorire la fruizione del servizio di sosta a pagamento a tutti gli utenti della strada conduttori di veicoli. E che si dà atto che, sulle strade principali quali: via Calzolaio, via Soriano, Corso Garibaldi, Via Mons.Verolino; Piazza Duomo, via Del Pennino, Corso della Resistenza; Corso Vitt.Emanuele, Corso Italia, via Zara, via Annunziata, via Colombo, via Conte di Acerra, via Campanella e via S.Francesco d’Assisi si è incrementato fortemente il numero degli utenti, che lasciano in sosta i veicoli sugli stalli a pagamento per diverse ore, riducendo la possibilità per gli altri che necessitano, successivamente, di godere dello stesso servizio, senza avere in molti casi la possibilità, pur percorrendo più volte lo stesso tragitto, di individuare uno stallo libero. E rilevato che l’incremento della tariffa del servizio strisce blu, da considerarsi a tutti gli effetti di legge servizio a domanda individuale con decorrenza anno 2019, è necessitato da esigenze di miglioramento dell’assetto viabilistico, manutentivo e funzionale. Che la difficoltà, da parte degli automobilisti, di individuare uno stallo per la…

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Resto al Sud: l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali

Resto al Sud è l’incentivo, che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia. Si può presentare domanda, per usufruire di tale incentivo agevolato, per avviare iniziative imprenditoriali per: produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese ed alle persone e turismo. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole, libero professionali ed il commercio. Le spese ammissibili sono quelle previste per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. Tale incentivo agevolato prevede un finanziamento che copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in: contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo; finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi. Resto al Sud è un incentivo a sportello, cioè le domande vengono esaminate senza graduatoria ma solo in base all’ordine cronologico di arrivo. L’incentivo agevolato Resto al Sud è rivolto ai giovani tra i 18 ed i 35 anni che: siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento; trasferiscano la residenza nelle regioni indicate dopo la comunicazione di esito positivo; non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento; non siano già titolari di altra attività d’impresa in esercizio. Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017 o i team di persone, che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero), dopo l’esito positivo della valutazione. Per la modulistica, informazioni e per la presentazione della domanda consultare il sito www.invitalia.it. In base alle ultime notizie, con la Manovra Finanziaria 2019, ancora in fase di approvazione definitiva, nel mentre scriviamo il governo Conte, con la Legge di Bilancio 2019, andrà a potenziare l’incentivo Resto al Sud. Infatti ha previsto l’ampliamento dei beneficiari e l’aumento dell’età. E dal 2019 potranno richiedere l’incentivo anche i liberi professionisti e l’età anagrafica è stata innalzata fino a  46 anni.   Rag.Vincenzo Massimo…

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Mons.Di Donna: “Una giornata diocesana per le vittime innocenti dell’inquinamento”

Giovedì 29 novembre veniva celebrata la giornata di digiuno e di preghiera contro i roghi tossici e l’inquinamento. Problemi che, imperterriti, funestano l’hinterland napoletano e casertano. Ad annunciarlo, qualche giorno prima, era stato il Vescovo di Acerra, Mons.Antonio Di Donna che, insieme ai Vescovi di Nola, Aversa e Caserta, erano fautori di un giorno memorabile, sia sotto il profilo civico che religioso. L’invito a digiunare e a pregare contro l’immobilismo della politica, di fronte alla piaga della contaminazione, che alimenta solo cancro e malattie è infatti, in qualche modo, un sistema alternativo di protestare, probabilmente efficace, tanto quanto quello del corteo di strada. Tutto dipendeva però dalla dimensione e dalla maturità spirituale della popolazione, peraltro vessata e distratta non solo dai problemi dell’inquinamento, ma anche da quelli derivanti da una crisi economica che, nel napoletano in particolare, non molla la presa. Ma, nonostante ciò, la Cattedrale del Duomo era affollata da un discreto numero di fedeli. “La Giornata di preghiera e di digiuno – dichiarava l’alto prelato – è in continuità con l’impegno delle Chiese campane intorno alla questione della custodia del Creato, che adesso riceve una maggiore recrudescenza in questi ultimi mesi, per la nuova tendenza di bruciare i siti di stoccaggio ufficiali, non discariche abusive. Di fronte a questi roghi tossici ci chiediamo, come mai non c’è mai stato un sistema di sorveglianza, trattandosi per l’appunto di siti ufficiali, tenuti da aziende in regola. E ci è sembrato opportuno alzare la nostra voce, anche per non far calare i riflettori sulla nostra situazione, perché il rischio forte è quello della rassegnazione. Il nostro invito è a non lasciarsi mai andare – proseguiva il Vescovo – e spero che la Giornata sia solo l’inizio di un cammino comune delle quattro Diocesi. Noi Vescovi abbiamo già in programma incontri periodici, per monitorare la situazione”. Oltre a ciò Di Donna chiariva che “per la Giornata di oggi abbiamo usato le armi che la Chiesa ha: la preghiera ed il digiuno come fatto penitenziale. Sembrano armi deboli, ma sappiamo quanto possono la preghiera ed il digiuno, per convertire i cuori di questi sciagurati, che insistono nell’inquinare la nostra terra. Da luglio scorso sono già cinque o sei i siti di stoccaggio incendiati, con roghi che producono diossina. La Giornata –…

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Come si acquista una casa?

Acquistare casa non è una cosa semplice: il processo di vendita è lungo e le insidie sono nascoste un pò ovunque. Si inizia col cercare annunci di privati o di agenzie immobiliari, così d’impeto, credendo che basti scegliere tra le tante offerte ed il gioco è fatto. Poi la ricerca comincia a rivelarsi una fonte di stress. Così decidiamo di vedere dal vivo qualche immobile e, nella foga magari pensare di aver trovato l’affare della nostra vita, ma non è così, la fretta non ci porterà nella giusta direzione e, per evitare inutili perdite di tempo, è giusto che tu ti ponga 3 domande: Conosco perfettamente il mio potenziale economico, specie se dovrò inoltrare in banca una richiesta di mutuo? Conosco bene tutti i costi che questa operazione mi comporterà? Quali sono i criteri, per impostare la ricerca in modo produttivo? Prima di avviare appunto una ricerca, c’è bisogno di dare una risposta a tutti e tre i quesiti. Se solo uno di questi quesiti non possiede risposta, sappiate che state partendo col piede sbagliato. Bisogna avere consapevolezza della spesa reale, che si può affrontare ed avere ben chiari il proprio reddito e la capacità di risparmio attuale e futura. Quanto posso spendere, significa calcolare il prezzo della casa e tutto quello che gira attorno all’acquisto e cioè: i costi fiscali, i costi di intermediazione, i costi per l’accensione di un mutuo, le spese notarili ed ovviamente il trasloco. Riassumendo: la consapevolezza del tuo budget ti farà orientare direttamente sulle case che tu puoi acquistare. Così facendo, passerai a ricercare qualcosa di concreto e coerente con la tua forza economica. Mi raccomando amici, non sottovalutate mai i rischi nelle compravendite immobiliari ed attenzione sempre a non  improvvisarvi esperti. Affidatevi ad un professionista e state certi che una consulenza preventiva schiarirà i dubbi sul vostro progetto immobiliare e finanziario. Buona Casa a tutti, Ciao Vincenzo Satriano Contatti:  cell. 3661228255 Pagina facebook: La tua casa ad Acerra Sito web: www.casapremium.info Canale YouTube: agente immobiliare vincenzo satriano

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Tassa del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno: dal 2019 non si pagherà più?

Per l’ennesima volta torniamo ad occuparci della tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, in merito alla quale abbiamo riversato, per anni, fiumi d’inchiostro, con le amministrazioni comunali succedutesi sino ad oggi, che hanno solo collezionato magre figure, avendo dimostrato la loro incapacità di intraprendere soluzioni concrete e risolutive della problematica. Adesso sembra essere giunta la volta buona visto che, nei giorni scorsi, faceva il giro della città e del web la notizia, secondo la quale, dal 2019 i cittadini di Acerra non pagheranno più l’odiata tassa. E’ la risposta tanto attesa dai contribuenti, che da anni si chiedono il perché di quest’imposta. Il primo step riguarda al momento quei residenti, la cui abitazione si trova nel centro abitato, servita cioè dalla condotta fognaria comunale. Chi si trova al di fuori del perimetro urbano e non servito dalla condotta fognaria pubblica, dovrà invece ancora pagare, anche se sono allo studio delle soluzioni alternative. “Ci potranno essere degli errori da parte del Consorzio con l’invio dei bollettini – spiega il sindaco Lettieri, che si era impegnato oltre 6 anni fa, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.3 del 29.06.2012, avente ad oggetto “Prime priorità di governo. Atto di indirizzo”, circa l’eliminazione della tassa ed addirittura sin dai tempi, in cui era Presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione targata Esposito -. Ma troveremo il modo, per evitare l’errata richiesta di pagamento, a chi si trova nel centro abitato”. Anche se, a dire il vero, sul portale del Comune non è stato pubblicato alcun atto ufficiale, da cui si desume tale provvedimento. Festeggiano anche i comitati di quartiere che, nel tempo, hanno manifestato e raccolto firme, per abolire il tributo. L’imposta in questione è frutto di un decreto regio, che risale addirittura al 1933. Il Consorzio svolge attività di difesa idraulica e tutela ambientale del territorio di competenza e di distribuzione dell’acqua per usi irrigui e, per l’adempimento dei suoi fini istituzionali, ha il potere di imporre contributi alle proprietà consorziate. A pagare questo contributo i proprietari di immobili rientranti nel comprensorio, che traggono beneficio dalla bonifica qualunque sia la loro destinazione, agricola o extra agricola. Il risultato, però, è che paga anche chi abita in pieno centro. Molti i dubbi ed i malumori tra la popolazione, che…

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Tassa Bonifica del Basso Volturno: il prefetto Fulvi chiese l’annullamento del tributo

Della tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ci siamo occupati per anni, pubblicando una serie di articoli e producendo un’informazione puntuale e dettagliata sull’operato delle amministrazioni comunali, che si sono succedute sino ad oggi. Senza voler, adesso, ripercorre situazioni anche imbarazzati per i politici di turno ed alle quali abbiamo dedicato fiumi d’inchiostro (ad esempio i famosi ed inutili Prestampati di Ricorso distribuiti al cittadino, che poi pagò ugualmente e di più o il ricorso presentato al Tar Campania dal Comune e dichiarato inammissibile dalla V Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale in data 22 novembre 2007 e tanto altro ancora), già riportammo che nella vicina Caivano, ad esempio, circa 300 cittadini avevano detto addio all’odiato ed iniquo balzello, grazie all’intervento del difensore civico del Comune, che permise che venissero annullate ben 296 cartelle esattoriali con la richiesta di pagamento dell’annoso tributo. Negli anni passati già centinaia di residenti avevano fatto ricorso con la richiesta di annullamento del tributo, ma nulla era cambiato. Puntualmente si erano visti arrivare di nuovo il relativo bollettino di addebito. Ma a mettere la parola fine alla querelle tra cittadini e Consorzio ci pensò il citato avvocato. “La tassa è dovuta soltanto per i terreni agricoli ubicati fuori dal perimetro urbano – spiegò il difensore civico – pertanto tale contributo non è dovuto per i proprietari di immobili, che ricadono nel perimetro urbano. Dunque l’imposizione tributaria risulta essere illegittima per mancati benefici degli utenti. Per questi motivi abbiamo chiesto ed ottenuto, dalla Direzione del Consorzio la cancellazione del tributo con effetto immediato”. Intanto, stabilito che i ricorsi restano un’arma valida contro i soprusi, in attesa di soluzioni definitive e visto che non aveva prodotto nulla di tangibile la Delibera di Consiglio comunale n.26 del 15.04.2011 che, in sostanza, chiedeva l’uscita del nostro Comune dal Consorzio, per sottrarre i contribuenti locali al pagamento dell’ingiusta tassa, ad intervenire sulla questione fu l’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi. Questi, attraverso una lettera indirizzata al Presidente del Consorzio e all’Assessore regionale all’Agricoltura chiese, sostanzialmente, l’annullamento della debenza del tributo per gli immobili ricadenti nel perimetro urbano. Ciò perchè gli Acerrani più volte hanno manifestato alle Amministrazioni comunali, succedutesi in questi anni, dubbi circa la legittimità dell’imponenda contribuzione, a cui gli stessi sono sottoposti dal Consorzio….

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Anche Vincenzo Feldi all’inaugurazione dell’Accademia Pizzaioli Gourmet di Napoli

Si è tenuto lo scorso 8 novembre a “Palazzo Caracciolo” a Napoli un evento, che ha richiamato non solo gli addetti ai lavori, ma anche esponenti del mondo dell’imprenditoria e della comunicazione. Stiamo parlando dell’inaugurazione dell’Accademia Pizzaioli Gourmet, presieduta dal maestro Giuseppe Vesi, che ha fatto confluire i pizzaioli gourmet da tutt’Italia, scelti a campione attraverso la consultazione dei social ed in base all’utilizzo, da parte loro, dei prodotti di eccellenza non trattati e non raffinati. Per la Campania sono stati due i pizzaioli selezionati: uno proveniente dall’avellinese ed uno da Acerra, ossia Vincenzo Feldi, titolare del ristorante-pizzeria “La Lanternina”. Durante la manifestazione i partecipanti hanno dato dimostrazione della propria professionalità, sia nel trattare i prodotti, che nel presentare e sottoporre a degustazione le varie e gustose pizze gourmet, molto apprezzate per gli abbinamenti fatti. Nello specifico il nostro concittadino ha presentato due pizze gourmet: la pizza acerrana, con un mantecato di baccalà, scarola torzella e provola di Agerola. E quella maritata, con verdure liofilizzate (verza, cicoria e scarola frullata) e salsiccia di nero casertano piccante e provola di Agerola. Prodotti che hanno attirato l’attenzione di Renato Riccio, Direttore responsabile della prestigiosa rivista “Il Sommelier”. A seguire l’evento anche una troupe di Mediaset con il noto giornalista Carmine Martino. Vincenzo, al pari degli altri, è stato premiato con la consegna di una targa, di un attestato di partecipazione e di una giacca. Attestazioni consegnate, affinché la clientela possa distinguere tra i locali, che utilizzano prodotti di qualità naturali e non trattati e, di conseguenza, più costosi e quelli che invece utilizzano i prodotti tradizionali. “Quest’esperienza mi ha permesso di arricchirmi sotto il profilo culturale e tecnico – dichiara Enzo Feldi – perché sono entrato in contatto con professionisti di livello nazionale. Pizzaioli che mi hanno fornito spunti in più, nel continuare ad usare i prodotti non trattati, che sto usando e che rappresentano il futuro. Essere nel novero delle persone, che sono state invitate per l’occasione, è per me un grande onore”.

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Criticata su facebook, la società “La Doria” licenzia il sindacalista della Cgil

Pubblica su facebook un commento, ritenuto offensivo dall’azienda e viene licenziato. Protagonista della vicenda era un sindacalista della società “La Doria” la cui proprietà, riconducibile alla famiglia Ferraioli, lo scorso 30 settembre ha dismesso l’impianto ed ha chiuso i battenti dell’opificio rilevato tre anni fa; specializzato nella produzione di sughi in barattolo (fino ad un milione di confezioni a settimana); che dava lavoro a 67 dipendenti fissi più altrettanti stagionali; con un indotto, che dava occupazione ad altre 100 unità e che ha delocalizzato la produzione in alcuni Comuni del salernitano. Al sindacalista, Michele Gaglione, delegato della Flai Cgil, delle rsu dello stabilimento acerrano veniva recapitata, in data 7.11.2018, una lettera di licenziamento “per giusta causa”, dall’azienda conserviera di Angri. Immediata era la reazione dei lavoratori e dei sindacati, che proclamavano nei giorni successivi uno sciopero nei tre stabilimenti di Angri, Fisciano e Sarno, dove sono stati trasferiti i 62 dipendenti dell’ex sito di Acerra. A proclamare lo stato di agitazione erano le rappresentanze sindacali unitarie di Cgil, Cisl e Uil, che annunciavano tre assemblee dei lavoratori. “Contestiamo questi licenziamento – scrivevano le rsu dei tre stabilimenti – perché lo riteniamo un’azione antisindacale, per colpire il delegato per le sue azioni a difesa del sito di Acerra”. A provocare il licenziamento era un commento di Gaglione alla lettera di trasferimento inviata ai dipendenti acerrani e pubblicata su facebook da un ex lavoratore e sindacalista (in pensione dal 2014). Il delegato Cgil si era lasciato andare ad un’espressione ritenuta dai vertici aziendali diffamatoria ed offensiva per la società ed i dirigenti. Un commento, dunque, arrivato sotto un post di un altro lavoratore. La proprietà, appellandosi al fatto che fosse venuto meno il vincolo fiduciario, non ritenendo valide le sue controdeduzioni, decideva di chiudere il rapporto di lavoro con l’operaio, licenziandolo in tronco. Diversi erano gli attestati di stima e di solidarietà giunti dalle istituzioni e dal Vescovo Mons.Antonio Di Donna. “Un’azione unilaterale, perché qui non si tratta di un’irregolarità commessa in azienda, ma di un cavillo per licenziare un delegato sindacale, impegnato in prima persona contro la dismissione dello stabilimento di Acerra. Noi difenderemo ad oltranza Michele ed auspichiamo un confronto con l’azienda, con la quale abbiamo sempre avuto buone relazioni sindacali, affinché si trovi una soluzione a questa…

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Riceviamo e pubblichiamo

“Chi lotta per Acerra non può essere lasciato solo. La notizia del licenziamento del delegato sindacale Michele Gaglione da parte de “La Doria” è l’ennesima ferita, che viene data alla città in questa dolorosa vicenda. Come gruppo locale in questi mesi abbiamo seguito tutta la trafila istituzionale, per fermare la delocalizzazione del sito di Acerra, sia stando a contatto con i portavoce regionali, sia con parlamentari e delegati del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Purtroppo ciò non è servito, affinché la proprietà privata cambiasse idea sul sito. Quando ad inizio settimana siamo venuti a conoscenza della lettera di licenziamento, subito abbiamo allertato la nostra filiera istituzionale sulla vicenda, affinché tutelasse i diritti di Michele, che in tutti questi mesi si è strenuamente battuto, per evitare la delocalizzazione dell’impianto. Il tutto affinché Acerra continuasse ad avere un sito agroalimentare virtuoso. Consideriamo la lettera di licenziamento un episodio gravissimo, volto ad intimidire tutti i lavoratori. Come MoVimento 5 Stelle di Acerra auspichiamo che l’azienda ritorni sui propri passi e ritiri tale provvedimento. Lottare per il proprio territorio è un diritto sacrosanto di ogni cittadino. A Michele va il nostro sostegno e ringraziamento”. Nel frattempo Gaglione esprimeva la propria gratitudine a coloro che, in un modo o nell’altro, gli sono vicini. “Ringrazio tutti coloro, che mi stanno mostrando la loro vicinanza e solidarietà. Sto ricevendo tantissimi messaggi da tutt’Italia e questo mi rincuora. Sapere di non essere soli, in questo momento, mi dà ancora più forza”.

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