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Riemma: “Il Gaudello è fermo a trent’anni fa tra immobilismo ed occasioni di sviluppo mancate”.

Le distanze tra il centro urbano e le frazioni di Pezzalunga e del Gaudello si sono sempre più allargate durante l’amministrazione comunale targata Lettieri. Le due frazioni sembrano essere più delle zone abbandonate a sé stesse, che un prosieguo della città. Si tratta di un problema politico poiché, a questo scenario, si aggiunge la beffa delle troppe occasioni di sviluppo mancate in questi anni. Una per tutte il mancato insediamento del Polo Pediatrico, che avrebbe potuto dare prestigio e sviluppo nell’area, alla quale si è aggiunta la più recente cancellazione della stazione Gaudello (denominata fermata Polo Pediatrico, già dopo il mancato insediamento dello stesso) prevista sulla linea di Alta Velocità Napoli-Bari variante Napoli-Cancello, dopo che la stessa era stata inserita nel 2013 nel progetto preliminare/definitivo della tratta. La fermata dell’Alta Velocità per il Gaudello avrebbe potuto rappresentare una svolta epocale per i residenti e per il tessuto commerciale del luogo. In questa vicenda è mancata la volontà politica, poiché risulta che nessuno, in città, si sia opposto in sede di Conferenza dei Servizi del 2015 e nessun atto ufficiale di dissenso è pervenuto dall’interno del Consiglio comunale. Sul punto è intervenuto Vincenzo Riemma, dirigente di Fratelli d’Italia, che dichiara: “Le nostre frazioni sono letteralmente dimenticate dalla politica locale e non pochi sono i residenti, che si sentono inascoltati. Al Gaudello, come a Pezzalunga, la vita sembra essersi fermata a 30 anni fa e soltanto chi ci vive, ne comprende i disagi e le distanze. Ci è pervenuta un’istanza dai residenti, che presenteremo ai nostri parlamentari e Consiglieri regionali, con lo scopo di sollecitare la discussione sul tema, che è ferma da decenni. Alle scelte miopi degli organi sovracomunali si è aggiunto il clamoroso ed imbarazzante silenzio del Comune, che non ha prodotto un solo atto a difesa del territorio periferico, al quale si unisce il silenzio di Città Metropolitana e del Consiglio regionale, dove Acerra conterebbe dei propri rappresentanti. La città perde continue occasioni di sviluppo e, nei fatti, la politica locale non ha mosso un dito. Va anche detto, per questioni di sicurezza e di decoro – aggiunge Riemma – che il nuovo tracciato della viabilità Gaudello non può passare in un imbuto tra fabbricati, quando tuttora è disponibile un percorso alternativo fuori dal circuito abitato nell’interesse…

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Il Consigliere Auriemma annuncia: “Riapre la Mediateca della scuola di via Buonincontro”.

Sullo scorso numero riferimmo della nota, protocollata in data I.10.2021, con la quale il Consigliere comunale Carmela Auriemma chiedeva al sindaco Lettieri la riapertura in sicurezza della Mediateca comunale, sita presso il plesso scolastico di via Silvio Buonincontro, che risulta chiusa ormai da oltre un anno. Sottolineando, nel contempo, l’importanza che il plesso ha per i giovani e per quello che essa può rappresentare, quale valido strumento per la crescita culturale e sociale dei giovani di Acerra, anche alla luce del momento storico, che stiamo attraversando. Ebbene, a distanza di una settimana, giungeva un comunicato stampa della stessa esponente pentastellata, in cui si legge: “Sono felice di annunciarvi la riapertura della Mediateca comunale di via Buonincontro già il prossimo mese di novembre. Avevo segnalato, nei giorni scorsi, all’amministrazione comunale il disagio, che stava creando a centinaia di ragazzi la chiusura, da circa un anno, di uno dei pochi spazi aggregativi e funzionali della città. Adesso registriamo l’annuncio dell’amministrazione cittadina nel corso di un evento, tenutosi presso il Castello dei Conti, che comprende anche la riapertura della Biblioteca comunale che, di fatto, sana una mancanza perpetuata per mesi. Ma non è abbastanza. I mesi di chiusura delle attività economiche, sociali e culturali – prosegue il comunicato – hanno provocato alle famiglie, ed in particolar modo ai bambini ed ai ragazzi, danni gravissimi. Pertanto è necessario intervenire a tutti i livelli istituzionali, affinché siano messi a disposizione gratuitamente strumenti di studio e di crescita per i nostri ragazzi. Perciò c’è bisogno di sovvertire un modello già carente ed è necessario, che Acerra rilanci un piano, volto a contrastare la povertà educativa, che si è acuita con la crisi economica. Per questo, ringraziando l’amministrazione, per aver prontamente accolto la mia istanza, propongo per la prossima Variazione di Bilancio, di mettersi al lavoro per un piano d’intervento coraggioso, che coinvolga la città a più livelli, al fine di sovvertire un sistema attualmente iniquo e discriminatorio verso migliaia di famiglie”.

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La Casina Spinelli? Crollata, diroccata, dimenticata ed ormai abbandonata a se stessa

Si trova lì, ormai da anni e connotata dai più svariati aggettivi negativi: abbandonata, crollata, diroccata, dimenticata, ecc. Il riferimento è alla Casina Spinelli di cui, nel 2014, si registrò il crollo di una parte importante, ossia quello della cupola. Allora i residenti lanciarono l’allarme, specificando che “guardando il lato sinistro della Casina, si erano accorti che la cupola era franata, probabilmente di notte” e dopo che la locale sezione dell’Archeoclub aveva organizzato una visita guidata agli scavi dell’antica Suessola. Un crollo visibile a tutti, anche se la parte franata era caduta all’interno del parco di interesse regionale e con la presenza di alcune pietre, che prima non c’erano. A crollare, dunque, era stato un intero cantonale sul lato sinistro della dimora settecentesca, con oltre 10 metri cubi di muratura venuti giù. Per fortuna nessuno riportò danni fisici a seguito del crollo, dovuto anche al degrado e all’abbandono, in cui è stato lasciato uno dei più bei e famosi monumenti della città e residenza estiva di proprietà degli eredi dei Conti Spinelli. L’ultimo crollo era avvenuto la notte del 6 gennaio del 1994, quando una parte del tetto crollò, provocando lo sfondamento del salone centrale ed il rimaneggiamento della facciata principale. Uno spiraglio per il recupero e la riqualificazione della struttura era rappresentato dai circa 5 milioni di euro ad essa destinati dalle compensazioni ambientali, dovute al Comune per la presenza dell’inceneritore sul nostro territorio e per la sua acquisizione a patrimonio comunale. Soldi che però furono dirottati verso il I Circolo didattico, chiuso in seguito di un’Ordinanza dell’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi del 14 ottobre 2011, vista la necessità di effettuare lavori di consolidamento del solaio della struttura scolastica, che garantissero gli standard minimi di sicurezza. Ed è così, che la Casina Spinelli rimase senza i mezzi necessari, per avviare una concreta opera di recupero. Nel frattempo non sono stati prodotti atti o iniziative da parte dell’amministrazione targata Lettieri (quella che dice e scrive, di sostenere le iniziative che sostengono e promuovono le attività culturali e conoscitive del territorio), che vadano nella direzione di recuperare tale struttura. Intanto occorrerebbe verificare lo stato fisico dell’edificio, le reali possibilità di restauro e le risorse indispensabili per acquisirlo a patrimonio pubblico. Magari promuovendo un concorso di idee, per decidere in…

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Il patrimonio storico-archeologico locale preda del degrado. Il Ministro parla di “Comune inadempiente”

Ad occuparsi della Casina Spinelli (di cui riferivano in precedenza) ma non solo, era anche la stampa quotidiana che, in data 17.10.2021, in un articolo non certo edificante per l’amministrazione targata Lettieri, scriveva: “Stanca di assistere al degrado e all’abbandono del patrimonio storico-archeologico di Acerra, si appella direttamente al Ministro Dario Franceschini che, dopo due mesi, le risponde. A chiedere conto al titolare del Dicastero della Cultura – esordisce l’articolo – è stata, nel luglio scorso, Giuseppina Petrella, professoressa di Latino e Greco in pensione e per 25 anni Presidente della locale sezione dell’Archeoclub. ‘Non siamo solo la terra dell’inceneritore, dei roghi tossici, della camorra e della disoccupazione – scrive la docente al Ministro – ma siamo anche la terra dell’archeologia e di una storia quadrimillenaria: tutte ben poco valorizzate. L’impressione che siamo figli di un Dio minore è forte’. E via con la denuncia dello stato di abbandono e di degrado, in cui versa l’antica area archeologica di Suessola. E non ultimo i continui ritrovamenti di reperti archeologici nel cantiere della Tav, catalogati e successivamente interrati di nuovo. E, a completare il quadro di inerzia e di abbandono, concorre anche la mancata realizzazione del Parco Urbano “Antica città di Suessola”, in località Calabricito, istituito dalla Regione Campania e fermo al palo dal lontano 2011. Due mesi di silenzio ed ecco da Roma arriva la risposta, tramite la segreteria particolare del Ministro, all’accorato appello della Professoressa Petrella. ‘Conosciamo bene le criticità socio-economiche ed ambientali di Acerra e le potenzialità del suo patrimonio culturale e paesaggistico ma noi, nonostante le difficoltà, siamo attivi sul territorio’ – scrive Franceschini. Per il Ministro i ritardi quasi ventennali dell’allestimento del Museo archeologico nelle sale adibite da anni nel Castello Baronale, non sarebbero da attribuire alla Sovrintendenza di Napoli. “I tempi di attuazione dipendono dall’amministrazione comunale” – ribatte Franceschini. Sovrintendenza e Comune avrebbero definito ‘prima dell’estate gli interventi necessari all’apertura del museo ma, nonostante ciò, da allora nulla è successo. Eppure due anni fa – prosegue il quotidiano – il Comune stanziò anche dei fondi per il trasferimento ad Acerra dei reperti archeologici e stipulò addirittura un’assicurazione così come richiesto. E da almeno un decennio le sale sono state dotate di un sistema di videosorveglianza. Addirittura i tecnici della Sovrintendenza apposero, nei mesi…

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Sicurezza sul web, la Polizia di Stato incontra gli alunni del I Circolo didattico

La Polizia Postale, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti, che si è celebrata il 5 ottobre ed in concomitanza della Festa dei Nonni, organizzava un workshop sul tema della sicurezza online nelle scuole elementari sul territorio nazionale. Gli Operatori della Polizia Postale incontravano oltre 50 mila bambini, ai quali veniva regalato il libro “Interland: avventure digitali – in viaggio col nonno alla scoperta del Web”. Il volume, dedicato ai bambini e alle loro famiglie, per aiutarli ad affrontare insieme i temi della sicurezza del web, edito da Gribaudo, è stato realizzato dalla Polizia Postale in collaborazione con Google e veniva distribuito gratuitamente anche dalla Casa editrice Feltrinelli. Il personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania incontrava, tra gli altri, anche i bambini del I Circolo Didattico di Acerra. Al centro del dibattito con gli specialisti della Polizia Postale c’era il dialogo intergenerazionale sui temi del digitale e l’aiuto reciproco tra nonni e “nativi digitali”, per sviluppare le competenze fondamentali, per vivere online e in rete con consapevolezza. I protagonisti del libro sono nonno Agenore e i suoi due nipotini, Davide e Matilde che, in occasione del compleanno del nonno, compiono un viaggio attraverso i “quattro Regni di Interland”, alla ricerca di un regalo nascosto. Nel corso del viaggio i protagonisti dovranno affrontare alcune sfide (haters, phishing, incidenti legati alla privacy online, etc.), le stesse che, tutti noi, affrontiamo ogni giorno sul Web, con insegnamenti e consigli. L’obiettivo delle attività è insegnare ai bambini, sempre più precoci nell’utilizzo dei device, che nel periodo dell’emergenza Covid-19 sono stati sempre più esposti in solitudine sulla rete internet e vittime di reato, a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online, senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri. La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione è assolutamente determinante. Un impegno avvalorato anche dai dati sul rapporto tra giovanissimi e sicurezza online. L’avvento della pandemia ha, di fatto, bruciato le tappe di una progressione della diffusione dell’uso delle nuove tecnologie in fasce di età sempre più precoci. Per riempire i lunghissimi…

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Mediateca ancora chiusa, il Consigliere Auriemma ne chiede la riapertura

E’ con una nota del I ottobre scorso, che il Consigliere comunale Carmela Auriemma chiedeva al sindaco Lettieri la riapertura della Mediateca comunale. Ecco di seguito il testo. “La presente per chiedere un Suo tempestivo intervento, affinché si possa riaprire, in sicurezza, la mediateca comunale, sita presso il plesso scolastico di via Silvio Buonincontro, la quale risulta chiusa ormai da circa un anno. Non Le sfuggirà, di certo, l’importanza che il plesso ha per i nostri giovani e per quello che essa può rappresentare, quale valido strumento per la crescita culturale e sociale dei giovani di Acerra, anche alla luce del momento storico che stiamo attraversando. L’Italia sta vivendo la più grave crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra. La pandemia ha generato nuove e diverse povertà non ancora registrate ed intercettate da un sistema welfare, che dev’essere rivisto interamente. Senza dubbio le misure intraprese per fermare l’espansione della pandemia, consistenti nella chiusura delle attività economiche, sociali e culturali, ed in particolare della scuola e delle attività extra-scolastiche, hanno avuto un grave impatto sulla vita dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie, con il rischio di aumentare, in modo esponenziale, non solo la povertà economica ma anche quella educativa. L’aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione della capacità economica delle famiglie rischiano di aumentare considerevolmente l’incidenza della povertà materiale tra i minori e i ragazzi. E’ necessario intervenire a tutti i livelli istituzionali, affinché siano messi a disposizione gratuitamente strumenti di studio e di crescita per i nostri ragazzi, impendendo con ogni mezzo, che la crisi economica acuisca il divario sociale e culturale tra i giovani con l’inaccettabile conseguenza che, solo chi ha propri mezzi economici, possa garantirsi strumenti educativi, di crescita e di sviluppo della propria personalità. La mediateca è, senza dubbio, uno di questi strumenti. Chiedo, quindi, un suo celere intervento, affinchè la mediateca possa nuovamente essere a disposizione, in sicurezza, dei nostri ragazzi”

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Piano Urbanistico comunale, il Comune cerca di ‘sanare’ le criticità rilevate dalla Città Metropolitana

(Articolo pubblicato in data 21.06.2021). Il Piano Urbanistico comunale (Puc), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro, tornava alla ribalta a seguito dell’approvazione, lo scorso I giugno, di due Delibere di Giunta da parte dell’esecutivo targato Lettieri (sempre rigorosamente assente nelle riunioni sull’argomento, alle quali invece erano presenti tutti gli Assessori, compreso il Vice-sindaco Cuono Lombardi, che assumeva la presidenza). La prima, ossia la n.93, era un atto d’indirizzo, attraverso il quale venivano ripercorse le tappe dello strumento urbanistico, dal ravvio del procedimento di formazione dello stesso, con adeguamento del preliminare al PTCP, adottato dal Sindaco Metropolitano nel 2016, fino al 27 febbraio 2020, data in cui il Comune presentava ricorso al Tribunale Amministrativo regionale della Campania contro la bocciatura, di fatto, del Puc, da parte della Città Metropolitana, certificata con la Determina dirigenziale n.9878 del 20.12.2019. “Contemporaneamente – si legge nella Delibera – venivano assunte iniziative, anche con il supporto dello Studio Benevolo, informali e formali, volte a controdedurre e/o superare i motivi ostativi avanzati dall’organo sovracomunale nel suo parere contrario e a fornire chiarimenti in merito a presunte problematiche riscontrate nell’ambito della relazione istruttoria elaborata dagli Uffici della Città Metropolitana di Napoli il 9 febbraio 2020 senza, tuttavia, pervenire ad una positiva definizione del procedimento, come confermato dalla nota della Città Metropolitana n.12497 del 9.2.2020…L’art.29 della Legge regionale n.38 del 29 dicembre 2020 proroga il termine per l’approvazione del Puc, fissando il termine perentorio del 31 dicembre 2021. Ritenuto che la definizione del nuovo strumento urbanistico generale rappresenta per la città di Acerra una priorità strategica irrinunciabile e non più procrastinabile, al fine di assicurare un elevato livello di tutele del territorio e, allo stesso tempo, per perseguire efficaci politiche di sviluppo della comunità locale, nel rispetto del principio di sostenibilità”. Ed è così, che si dava mandato al Dirigente della VI Direzione (Arch.Concetta Martone ndr), di assumere ogni iniziativa ritenuta utile, a superare lo stato di impasse, in cui versa il procedimento di formazione del Puc e di relazionare alla Giunta comunale nel merito delle iniziative, che si intende assumere in tal senso. La seconda Delibera, la n.94, avente ad oggetto “la proposta metodologica per la riattivazione del procedimento di formazione”, egualmente ripercorreva…

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Ri-adottato in Giunta il Piano Urbanistico comunale. Ridotto il numero degli alloggi realizzabili

Adesso, relativamente al Piano Urbanistico comunale (Puc), di cui si riferiva in precedenza ecco l’approvazione, lo scorso 30 settembre, della Delibera di Giunta n.168 da parte dell’esecutivo targato Lettieri (sempre rigorosamente assente nelle riunioni di Giunta, alle quali invece erano presenti gli altri Assessori) e con cui far scattare le norme di salvaguardia. Atto amministrativo, con cui si procedeva alla ri-adozione del Piano, con i relativi studi specialistici e del Relativo Rapporto Ambientale con Sintesi non Tecnica ed attraverso il quale venivano ripercorse le tappe dello strumento urbanistico, fino al 27 febbraio 2020, data in cui il Comune presentò ricorso al Tar Campania contro la bocciatura, di fatto, del Puc, da parte della Città Metropolitana, certificata con la Determina dirigenziale n.9878 del 20.12.2019 e dichiarato non coerente alle strategie a scala sovracomunale. “Contemporaneamente – si legge nella Delibera – venivano assunte iniziative, anche con il supporto dello Studio Benevolo, volte a controdedurre e/o superare i motivi ostativi avanzati dall’organo sovracomunale nel suo parere contrario e a fornire chiarimenti in merito a presunte problematiche riscontrate nell’ambito della relazione istruttoria elaborata dagli Uffici della Città Metropolitana di Napoli il 9 febbraio 2020 senza, tuttavia, pervenire ad una positiva definizione del procedimento, come confermato dalla nota della Città Metropolitana n.12497 del 9.2.2020…L’art.29 della Legge regionale n.38 del 29 dicembre 2020 proroga il termine per l’approvazione del Puc, fissando il termine perentorio del 31 dicembre 2021. Ritenuto che la definizione del nuovo strumento urbanistico generale rappresenta per la città di Acerra una priorità strategica irrinunciabile e non più procrastinabile, al fine di assicurare un elevato livello di tutele del territorio e, allo stesso tempo, per perseguire efficaci politiche di sviluppo della comunità locale, nel rispetto del principio di sostenibilità”. La nuova proposta di Piano, dopo una fitta corrispondenza intercorsa tra il Responsabile del Procedimento, il professionista incaricato dello svolgimento delle attività di supporto al Rup e lo Studio Benevolo, prendeva corpo il 3 agosto scorso, a seguito anche del lavoro effettuato da un consulente esterno, l’Arch.Giovanni Infante, a cui è stata corrisposta una somma pari a 12.688,00 euro e che, in pratica, ha il suo punto clou, “nella volontà dell’amministrazione comunale di ridurre l’offerta degli alloggi in maniera tale, che questa corrisponda al fabbisogno calcolato”. Quindi la proposta definitiva del Puc 2021…

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Un evento in ricordo di Giuseppe Travaglino, vittima di omicidio stradale

Il 23 settembre scorso, ad un anno dalla sua scomparsa, si teneva presso il Teatro Italia un evento in ricordo del giovane concittadino Giuseppe Travaglino, vittima di omicidio stradale e deceduto in ospedale all’età di 26 anni. All’evento intervenivano diversi esponenti della società civile ed il Vescovo Antonio Di Donna. A stroncare prematuramente la vita del giovane era stato un ragazzo di 19 anni che, alla guida della sua auto, una Fiat 500, aveva investito in pieno Giuseppe, mentre nella serata di venerdì 18 stava attraversando via Roma a Pomigliano d’Arco. Giuseppe si era laureato in Economia e Commercio all’Università Federico II con 110 e lode ed era stato assunto come analista da una società controllata dallo Stato. Poco prima di essere assunto, aveva fatto un master ed era risultato il primo del suo corso. Il ragazzo, quando era giunto al Pronto Soccorso, già presentava un quadro clinico disperato, perchè aveva subito un grave trauma cranico ed era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, finalizzato alla rimozione di un ematoma alla testa. Dopo l’intervento era stato trasferito in terapia intensiva. Ma non c’era stato nulla da fare. In seguito al decesso i genitori del 26enne avevano subito autorizzato l’espianto degli organi e, grazie a quello straordinario gesto altre vite, almeno otto, furono salvate. Tornando all’evento, durante lo stesso veniva proiettato un video intitolato “L’algoritmo della vita”, realizzato per l’occasione dagli amici di Giuseppe. “Come si misura il valore di una vita? Sicuramente non dal tempo consumato”, esordiva il video. Una vita spezzata immaturamente, ma che ha lasciato una traccia indelebile in ogni persona, che ha avuto l’opportunità di frequentarlo. In tanti, familiari compresi, hanno ricordato la sua umiltà e la luce che si sprigionava da lui ed in particolare dal suo sorriso, suo segno distintivo. Una mente brillante, un percorso di studi di tutto rispetto ed una carriera, sebbene agli esordi, molto promettente. Tra gli scopi della serata c’era anche l’intento di smuovere le coscienze, soprattutto delle nuove generazioni, affinché diano il giusto valore alla vita e seguano le proprie ambizioni, con lo stesso spirito di Giuseppe, perché “per servire” in questa società lo si può fare, soltanto “servendo”. Come ha ricordato il Vescovo, “è solo con l’amore, che si può vincere la banalità del male”. Durante…

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“L’eccidio nazista ad Acerra, Piatto: “Omaggio all’impegno di chi tiene viva la memoria”.

“La strage di Acerra (2 ottobre 1943) è parte incancellabile della memoria della nostra Città e della Repubblica. A nome del Consiglio comunale rendo onore ai cittadini acerrani, vite innocenti sterminate senza pietà, che opposero resistenza al barbaro eccidio e ad un’occupazione, che ebbe il disumano proposito di cancellare ogni segno di vita della nostra comunità”.  Così il Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto ricordava l’eccidio di Acerra nei giorni dedicati alla commemorazione della strage nazista. “Sottolineo l’opera delle donne e degli uomini, nel tempo ed anche in queste ore che, con passione e coraggio, lavorano per tenere viva la memoria del sacrificio e del martirio di coloro davanti ai quali, come istituzioni democratiche, ci inchiniamo. Per questi ed altri fatti, storici ed attuali – aggiunge Piatto – che ci inducono a forme diverse di Resistenza, ci sia coscienza di un comune destino, come Città e come Repubblica”.

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