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Bilancio comunale, spuntano altri 3,5 milioni di euro dovuti dal Comune alla Fibe!!

(Articolo pubblicato in data 18.12.2019). Sullo scorso numero scrivemmo che ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo la somma richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, attraverso apposita ingiunzione di pagamento emessa per il recupero del credito erariale e delle maggiorazioni previste. Il documento si riferisce alle somme, che l’Ente di Viale della Democrazia deve all’ex Commissario delegato – Presidente della Regione Campania, “quale contributo a carico dei Comuni, che conferiscono i rifiuti, da erogare a favore dei Comuni, nel cui territorio sono ubicati gli impianti di trasferenza, i siti di stoccaggio provvisorio di combustibile derivato da rifiuti ed i siti di stoccaggio definitivo dei sovvalli degli impianti di produzione del combustibile derivato dai rifiuti. Contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione”. Il documento precisa anche, che le diffide di pagamento sono rimaste inevase da parte del Comune e riporta le relative fatture/note di credito emesse nel 2004 dalla società Fibe spa e/o Fibe Campania. L’Ente comunale può avanzare apposita istanza, qualora intenda ottenere un’eventuale rateizzazione della considerevole somma. A supporto di quanto richiesto il documento cita anche una sentenza del Tar Lazio (la n.3790/2007), confermata da quella del Consiglio di Stato (la n.6057/2007). Per tutta risposta, con apposita Determina datata 14.11.2019, il Comune ha affidato l’incarico di assistenza legale all’avvocato Antonio Sasso, per l’impugnativa della suddetta ingiunzione di pagamento. Un incarico per il quale è stato corrisposto al legale una somma pari a 14.542,78 euro. Nel frattempo è emerso, che gli allora Segretario e Vice-Segretario comunale prepararono i dispositivi di liquidazione, a cui dovevano far seguito i mandati di pagamento da parte del Dirigente ai Servizi Finanziari. Il motivo per il quale non si è dato seguito alla corresponsione della somma? Sarebbe da ricercare nell’esistenza di un eventuale controcredito vantato giudizialmente o stragiudizialmente dal Comune e per il quale sarebbe stata eccepita una “compensazione”. La quale, però, non sarebbe tecnicamente possibile. Ragion per cui il Comune doveva intanto saldare le fatture ricevute, per poi far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. Soprattutto se fosse confermata l’indiscrezione, secondo la quale a settembre del 2014 la Presidenza del Consiglio dei Ministri inviò anche…

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Ecco cosa scrive la stampa quotidiana circa i milioni di euro, che il Comune deve alla Fibe

Nello stesso giorno, ossia il 18 dicembre 2019, in cui veniva distribuito questo giornale, l’argomento dei 3,5 milioni di euro che il Comune deve alla società Fibe e di cui si riferiva nell’articolo della pagina accanto, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Tegola da oltre 3 milioni di euro sul Comune”. Articolo nel quale si legge: “Una tegola pesante si è abbattuta sull’Ente comunale. A poche ore dall’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022 spunta un debito fuori bilancio di oltre 3 milioni di euro (per l’esattezza 3.498.261,01), da pagare cash alla Fibe spa ed alla Fibe Campania, per evitare l’azione di pignoramento dei conti dell’Ente. A chiedere il pagamento vantato dal 2005 è stato il Commissario ad Acta Alfonso Di Carlo (Ordinario di Economia Aziendale all’Università Tor Vergata di Roma), nominato con apposita Ordinanza dal Tar del Lazio nel 2018, per dare esecuzione ad una precedente sentenza del Tar del 2007. La nota – proseguiva l’articolo – che sembra essere al momento sconosciuta a tanti, è giunta a mezzo posta certificata al protocollo del Comune lo scorso 7 novembre. Ovviamente sulla vicenda, che si trascina stancamente da anni, al momento vige il massimo silenzio. Ma è certo, che ormai il credito va pagato senza se e senza ma. Insomma una doccia fredda per l’esecutivo Lettieri, che sapeva bene di questo debito, vista anche la sentenza del Tar del Lazio che, con una propria ordinanza (del 2018), ha provveduto a nominare il prof.Di Carlo Commissario ad Acta, al fine di dare esecuzione ad una sentenza del 2007 che in tanti, forse, pensavano superata. Nella nota pervenuta all’Ufficio Gabinetto del Sindaco (e, di conseguenza, alla responsabile degli Affari Giuridici del Comune) il Commissario nominato invita e diffida l’Ente a pagare, specificando che: “voler confermare, a valere come certificazione del debito, l’esatto importo dovuto a titolo di tariffa fino al 15.12.2005 e degli interessi e penali come sopra specificati, con l’esclusione di qualsiasi eventuale controcredito vantato giudizialmente o stragiudizialmente e/o per il quale è stata eccepita compensazione (non rilevanti in questa specifica sede ex Ord.Tar…”). Infine lo stesso intima: “In difetto di un riscontro e/o adempimento entro 30 giorni (dal 7 novembre scorso) dal ricevimento della presente, l’importo sopra indicato (ovvero 3.498.261,01 euro)…

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Ecco cosa scriveva la stampa quotidiana circa l’ingiunzione di pagamento notificata al Comune

Intanto, sempre per restare nell’ambito delle politiche finanziarie comunali nello stesso giorno, ossia il 20 dicembre 2019, in cui veniva approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale il Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022, l’argomento dell’ingiunzione di pagamento, che ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo e richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Ingiunzione da oltre 1 milione di euro sotto l’albero”. Articolo nel quale si legge: “Per l’esecutivo Lettieri piove sul bagnato. Dopo l’invito-diffida a pagare (con tanto di “minaccia” di pignoramento), oltre tre milioni di euro al Commissario ad Acta nominato nel 2018 dal Tar del Lazio, per un credito vantato dalla Fibe spa e Fibe Campania, nei giorni scorsi la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per mezzo del Dirigente dell’Unità Tecnica Amministrativa, ha provveduto a far notificare nelle mani del legale rappresentante del Comune un’ingiunzione di pagamento per il recupero di un credito di oltre 1 milione e 200 mila euro. Soldi dovuti dall’Ente di Viale della Democrazia per un credito in materia di rifiuti. Un contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione. Senza tanti giri di parole il firmatario del Decreto ingiuntivo (fatto notificare dall’Ufficiale giudiziario del Tribunale di Nola) ha subito reso chiare le idee annunciando che, laddove si rendesse necessario, procederà ad esecuzione forzata nei termini di legge: ovvero un pignoramento. Ovviamente – proseguiva l’articolo – per mettere una pezza ad un buco divenuto ormai una voragine, la Dirigente dell’Ufficio Affari Legali del Comune ha subito conferito mandato ad un legale di fiducia dell’Ente, provvedendo ad un impegno di spesa pari a 14.542,78 euro. Un vero e proprio salasso per le casse comunali. E’ chiaro che, fatta opposizione, i tempi si dilateranno. Ma sembra del tutto improbabile, che il debito sarà cancellato. Seppur è vero, che tutto è possibile, probabilmente sarebbe stato meglio chiedere una rateizzazione lunga, cercando di evitare di pagare gli interessi (pari ad oltre 220 mila euro alla data del 30 ottobre scorso). Per amore della verità – aggiungeva il quotidiano – va sottolineato, che il debito in questione viene da lontano e, ad…

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La Polizia nel Primo Circolo didattico. L’ultimo atto grande del 2019 dell’amministrazione Lettieri?

L’ultimo atto (se grande o piccolo lo devono giudicare i cittadini) del 2019 prodotto dalla Giunta comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, è stata la Delibera n.183 del 20.12.2019 avente ad oggetto la “concessione in comodato d’uso gratuito al Ministero dell’Interno di alcuni locali, siti nell’edificio scolastico di piazzale Renella”. Un atto amministrativo tendente ad accogliere la richiesta della Prefettura di Napoli che, con una nota di marzo dell’anno scorso, chiedeva al Comune la disponibilità di alcuni spazi, in cui allocare gli uffici del Commissariato di Polizia. Dopo circa due mesi il Comune manifestava la propria disponibilità, a rendere disponibile una sezione del suddetto edificio scolastico, per soddisfare le esigenze del Commissariato. Il testo della Delibera parla di “interesse pubblico che si andrebbe a realizzare, attraverso la concessione dei suddetti spazi allocativi, sia in termini di sicurezza, che come ulteriore presidio di legalità per il territorio e la comunità locale. Dopo aver individuati quindi gli spazi, si procede alla successiva modifica della destinazione d’uso diversa dall’attuale”. E precisa che “resteranno a carico del Comune i costi per l’installazione dell’aria condizionata e per l’adeguamento degli accessi e che la materiale esecuzione della Delibera è subordinata all’accoglimento della stessa, da parte del Ministero dell’Interno, entro e non oltre il 30.11.2020”. Invero si parla anche di una planimetria allegata alla Delibera che, in realtà, non c’è!! Innanzitutto sembra superfluo evidenziare, che sono già migliaia i commenti negativi, verbali e via social, a questa scelta becera e scellerata adottata dell’esecutivo targato Lettieri, che conta al suo interno anche due insegnanti!! In verità già l’anno scorso la voce dell’allocazione nella scuola di detti Uffici girava sempre più insistente in città. Ma sbraitare dal cellulare o dal computer non serve. Intanto è importante ricordare alcune tappe. In primis, che sono quasi 9 anni, che la comunità locale aspetta il completamento dei lavori e la consegna della scuola. Che fu interdetta attraverso l’Ordinanza n.9 dall’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi nell’ottobre del 2011, per i necessari lavori di ristrutturazione, adeguamento funzionale, miglioramento sismico e riqualificazione del solaio della struttura scolastica, che garantissero gli standard minimi di sicurezza a studenti e corpo docente e, di conseguenza, alle aule, che ospitavano 993 alunni delle elementari e 387 delle materne. Alunni poi “sistemati”, dopo varie diaspore in ambienti comunali, in…

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Il Primo Circolo didattico ancora senza collaudo: interdetto ai bambini anche per quest’anno?

La Delibera di Giunta n.183 del 20.12.2019, approvata dall’esecutivo capeggiato dal sindaco Lettieri ed avente ad oggetto la “concessione in comodato d’uso gratuito al Ministero dell’Interno di alcuni locali siti nell’edificio scolastico di piazzale Renella”, di cui si riferiva in precedenza, dopo le reiterate manifestazioni di indignazione palesate soprattutto da docenti, genitori degli alunni e Dirigenti, desiderosi soltanto di riavere, dopo tanti anni di sacrifici, di incontri, di ritardi, di incertezze, finalmente la propria scuola “non modificata” nella sua peculiare finalità, culminava nella richiesta d’incontro, avanzata il 23 dicembre scorso al Sindaco, dal Dirigente scolastico Marcellino Falcone. Richiesta con la quale si precisava, che all’incontro con il sindaco e con gli assessori al ramo avrebbe partecipato una delegazione del Consiglio di Circolo, per conoscere i tempi e le modalità di consegna dell’edificio scolastico, con specifico riferimento ai locali da destinare alla scuola. Incontro che, nel mentre scriviamo, ancora non è stato fissato. Nello stesso giorno il Dirigente comunale all’Istruzione, Salvatore Pallara, nello scrivere ai Dirigenti scolastici, precisava che “nell’approssimarsi dell’avvio delle iscrizioni per l’anno scolastico 2020/2021 ed allo scopo di consentire una corretta programmazione delle attività didattiche, si informa le SS.VV. che, allo stato, restano confermati gli spazi attualmente in uso alle istituzioni scolastiche. Per quanto attiene l’edificio di piazzale Renella lo stesso non è al momento stato sottoposto a collaudo da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Attività obbligatoria, per poter avviare le attività scolastiche nel suddetto immobile”. Tutto chiaro? Circa le forze di opposizione consiliari, ad intervenire sulla questione era il Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale dichiarava: “E’ giusto ascoltare e venire incontro alle richieste ed alle esigenze che provengono dalla città e dalle varie istituzioni. Quindi anche la necessità del Commissariato, che da tempo necessita di una struttura più funzionale e moderna. Ma la domanda è: può un Commissariato di Polizia essere allocato nello stesso edificio di una scuola? La risposta è no! Infatti, dove sarà allocato l’autoparco del Commissariato, nello stesso cortile della scuola o a ridosso della palestra? Inoltre: qual è l’opportunità, di mettere il Commissariato in una struttura, che da sempre è dedicata alla scuola? La sicurezza? Non direi. Mancanza di soluzioni alternative? Neanche. Si potrebbero sfruttare, ad esempio, i locali siti a via Nobile, già sede degli Uffici amministrativi del…

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Mons. Di Donna: “Nella notte della speranza l’augurio di crescere in fortezza e perseveranza”

Una politica “sempre più autoreferenziale, lontana dai bisogni dei cittadini ed ammantata di segni religiosi di facciata”. L’indifferenza “verso il bene comune”; l’inquinamento ambientale perché, “nonostante gli sforzi delle Istituzioni, anche l’ultima estate è stata flagellata dai roghi tossici. Il problema dei rifiuti è lungi dall’essere risolto, di bonifiche non si parla neppure, le centraline sul controllo dell’aria continuano a sforare, l’inceneritore è ancora lì e non si sa che cosa e quanto bruci”. Nel suo messaggio per il Natale, che veniva posto alla base anche della sua omelia, il Vescovo Mons.Antonio Di Donna delineava le tenebre che avvolgono la popolazione acerrana. Una notte “troppo lunga” che non risparmia neppure “la Chiesa e le nostre comunità”. Ci sono tuttavia anche dei “segni di luce” come “la crescita della sensibilità verso la salvaguardia del creato”. “Siamo in un tempo di crisi della speranza – osservava il presule – e dalla nostra coscienza sembra sparita la certezza, che la storia abbia una direzione, un senso. Viviamo un’esperienza frammentata e nulla appare veramente stabile, solido, definitivo. È come se fossimo privi di radici e così rischiamo spesso di essere disorientati, stanchi, addirittura smarriti. La speranza, lo sappiamo, è un bene fragile”. Di qui, “in un tempo in cui la fede dei credenti è messa particolarmente alla prova”, l’augurio di “crescere nella virtù della fortezza e della perseveranza, che accompagna ogni momento della nostra giornata. La vita stessa – concludeva l’alto prelato – continua, giorno dopo giorno, perché perseveriamo”. Parole che, ancora una volta, mettevano in evidenza la continua e particolare attenzione del Vescovo verso le politiche ambientali e la difesa del territorio, da qualsiasi forma di inquinamento.   Maria Luigia Feldi

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Disposto a detossificare il corpo in una settimana?

Ammettilo! Fino all’altro ieri hai mangiato troppo e adesso una sensazione di gonfiore, spossatezza e pesantezza ti assalgono e l’ago della bilancia segna svariati kg in più. Innanzitutto calma. Bisogna dire, che buona parte del peso acquistato non è fatto da grasso, bensì da un eccesso di liquidi accumulati a causa di pasti più saporiti e più salati. Dunque, più che di dimagrire, il bisogno imminente è di Drenare e Detossificare. Le regole, affinché questo accada, sono poche: drena, depura e scegli il cibo in maniera consapevole. Basta essere attenti per una settimana, affinché l’ago della bilancia non ti incuta più terrore e del Natale ti restino solo i regali. Per drenare i liquidi in eccesso, bisogna innanzi tutto far fronte al fabbisogno idrico giornaliero, bevendo due litri di acqua al giorno. E’ importante che quest’acqua venga però distribuita equamente nell’arco della giornata. Mediamente è sufficiente bere un abbondante bicchiere di acqua ogni ora. Alcune sostanze, inoltre, aiutano a smaltire i liquidi in eccesso: tra queste ricordiamo il thè verde ed il limone, in particolare, per giovare di un effetto drenante di impatto, è opportuno bere tre o quattro tazze al giorno di thè verde da infuso con il succo di mezzo limone per circa una settimana. Per detossificare il corpo risultano invece utili vellutate di ortaggi come la zucca e verdure ed ortaggi “amari” quali la cicoria, la scarola o i carciofi. Queste materie prime ci permettono di creare contorni, che posseggono molecole, in grado di attivare tutti gli organi deputati all’eliminazione delle tossine dal corpo. Ancora, per avere una depurazione di impatto, risulta utile un infuso preparato in casa con le foglie di carciofo (circa 30 g) bollite per circa 15 minuti in 500 ml di acqua. Anche quest’infuso, assunto ogni giorno per una settimana, indurrà il fegato a lavorare in maniera più efficace, per espellere scorie e tossine. Sia il thè verde che l’infuso con foglie di carciofo, sono parte integrante dei due litri di acqua. Per cui, se si consuma circa mezzo litro di acqua e mezzo litro di thè, ne resta da bere un solo litro. Chiaramente, chiave della depurazione è la qualità del cibo assunto. Inutile pensare di depurare, continuando a mangiare cibo non idoneo e da festa. Mai optare per i digiuni, ma scegliere…

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Chi è il consulente immobiliare?

Il mercato immobiliare è pieno zeppo di agenti immobiliari e di apprendisti immobiliari, ovvero giovani mandati allo sbaraglio, a saturare un mercato tutto loro, fatto di citofonate e di ricerca spasmodica del cliente venditore. Chi è invece il consulente immobiliare e perché bisogna fare una distinzione tra le parti? L’agente immobiliare è un venditore con una formazione di base, per acquisire e vendere immobili tipicamente civili e residenziali. C’è da dire intanto, che il mercato immobiliare non è uniforme, ma è composto da diversi settori quali: residenziale, commerciale, industriale, turistico…ed è tipicamente influenzato in base alla location in cui esso è situato. Un consulente immobiliare è una figura decisamente preparata, magari con una laurea in gestione d’impresa ad indirizzo immobiliare, poiché ha studiato economia, diritto commerciale, economia politica ed una serie di materie, che lo mettono in condizione, di poter consigliare ed operare pianificazioni patrimoniali, che vanno decisamente oltre la semplice vendita dell’immobile di quartiere. Il mercato immobiliare di Acerra non ha mai richiesto tanta preparazione, poiché ritenuto un mercato di tipo economico-popolare. Ma nel futuro la preparazione del professionista sarà la prima qualità richiesta dai clienti che, per anni, hanno versato provvigioni altissime, lamentando il motivo di tanto danaro, senza percepire lo spessore, con il quale il professionista si apprestava non solo a fargli acquistare casa, ma a garantire con la sua preparazione, che imprevisti e grattacapi fossero evitati. Ma non è sempre stato così, anzi. Bisogna assolutamente allargare gli orizzonti delle proprie competenze e non restare relegati ad una intellighenzia immobiliare ferma agli anni ‘’80. In Italia almeno il 70% della popolazione possiede una casa di proprietà ed è un dato elevatissimo, uno dei più alti al mondo. In un paese, dove la cultura di possedere un immobile è così elevata, non può non esserci una richiesta di consulenti immobiliari preparati, pronti a risolvere le dinamiche immobiliari più complesse. La figura semplice dell’agente immobiliare è destinata ad estinguersi. Il valore percepito di questa categoria, di cui io faccio parte, è bassissimo e ciò la dice lunga sull’operato e sulle persone poco preparate, che hanno operato per anni nel settore immobiliare. E’ per questo motivo, che mi preparo all’avvento di questo futuro prossimo, investendo nell’istruzione e nella preparazione di me stesso e del mio team, per offrire…

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Il Natale di don Mimì. La grande lezione di umiltà di un pastore mite

Lo scorso 28 dicembre moriva don Domenico Cirillo, storico parroco dell’Annunziata. Per il Vescovo Antonio Di Donna, «uno dei figli migliori» della Chiesa di Acerra, «un sacerdote vero, tra i più amati e stimati in Città» Due gravi lutti, a distanza di pochi giorni, hanno segnato il Natale 2019 della Chiesa e della Città di Acerra. Il 3 dicembre veniva a mancare la signora Mariapia Messina, direttrice della Caritas diocesana. Sabato 28 dicembre moriva don Domenico Cirillo, parroco da quasi 40 anni dell’Annunziata. In entrambi i casi il vescovo Antonio Di Donna invitava la Comunità cristiana, a guardare con gli «occhi della fede» la perdita di «due tra i figli migliori» della nostra Chiesa, esortando a raccoglierne il «testimone» di una vita piena e feconda «al servizio dei fratelli, soprattutto dei poveri», ma anche spronando l’intera Città, a valutare quanto un’esistenza autenticamente cristiana riesca ad incidere e lasciare il segno sulla sua vita pubblica. Osservando «l’avvicendarsi di un intero popolo», raccolto «per una preghiera ed un ricordo» intorno al corpo di don Mimì, esposto nella Chiesa dell’Annunziata dalla domenica successiva alla sua morte fino al funerale in Cattedrale la mattina del lunedì, monsignor Di Donna sottolineava i «miracoli della fede», per i quali «molti, di tutte le età piangono, perché hanno perso un padre» che, andandosene, lascia un «vuoto incolmabile». Una scena «commovente», ma anche una «provocazione forte», in particolare «per chi non crede: come può un uomo, che non ha generato nella carne, instaurare relazioni tanto forti e stabilire rapporti così profondi di paternità con la gente, da avere numerosi figli e figlie che lo piangono?». «Dio solo sa quanto un prete così, possa incidere sulla mentalità e sugli stili di vita di una comunità» – ha detto monsignor Di Donna, riconoscendo la «grande umiltà» di don Mimì ed il suo agire sempre nel silenzio, nel «nascondimento». «Torno dalla Veglia nell’Annunziata. Una comunità riunita intorno alla carne di don Mimì, il suo Parroco. O, almeno, così credevo fosse. Era anche altro. Ho trovato altro: il paese. Il paese non è il passato. È il presente ed il futuro. Don Mimì è stato esempio di modernità ed innovazione: ha costruito relazioni nella tradizione e nell’identità. Religiosa, culturale e sociale. Le lacrime che ho visto io sono possibili, solo…

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Breve biografia

Domenico Cirillo nasce ad Acerra il 12 giugno del 1942. E’ ordinato sacerdote il 17 maggio del 1970 da papa Paolo VI a Roma. Dal 1982 è Parroco della Chiesa dell’Annunziata. Da decenni si occupava di immigrati, predisponendo una mensa e luoghi, dove imparassero l’italiano. Era presidente del Comitato festeggiamenti di San Cuono e Figlio: «Ho sempre preso atto, da quando sono venuto ad Acerra, che la Processione dei Santi Patroni è un momento di preghiera, purificata da elementi estranei, una cosa non da poco nei nostri territori», ha detto il vescovo Antonio Di Donna ai funerali.

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