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Tutti sono responsabili della salute di tutti

Dire o scrivere di più sulla problematica Coronavirus o Covid-19 (che dir si voglia), rispetto a quanto si è detto e si sta dicendo anche in queste ore, è praticamente impossibile. Il virus si è ormai insediato nella nostra vita, a prescindere dagli effettivi sintomi avvertiti o meno da ciascuno di noi. Le prescrizioni sanitarie e comportamentali, alle quali attenersi, sono state più volte divulgate dalle autorità competenti. E purtroppo le cifre fornite sino ad oggi sul numero delle persone infettate o poste in quarantena in Campania, delineano una situazione che, da grave, tende al drammatico. Purtroppo non tutti stanno dando un reale e fattivo contributo, affinchè il contagio non continui ad espandersi. Lavarsi spesso le mani è importante. Ma lo è altrettanto cambiare il proprio stile di vita. C’è ancora chi, tra i consumatori, sceglie con le proprie mani i prodotti ortofrutticoli da acquistare, mentre l’esercente non interviene. Chi, il sabato sera, dà vita ad assembramenti in pizzerie, pizzetterie, pub, ecc. in attesa di ritirare i prodotti da portare a casa. Il tutto alla faccia del famoso metro di distanza raccomandato dalle direttive sanitarie. E non mancano scene, soprattutto di giovani, accalcati gli uni accanto agli altri, a consumare al bar una bevanda. Scene che contrastano, con quanto disposto nel DPCM del 4 marzo, alla cui osservazione è deputata anche la Polizia Municipale. E allora: optate per le consegne a domicilio; rinviate i festeggiamenti ad altre date; evitate l’ingresso in locali affollati. E, in caso di sintomi sospetti, non recatevi al Pronto Soccorso o dai medici di famiglia, ma chiamate il 112 o il 1500. Perché tutti sono responsabili della salute di tutti.  

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Piano Urbanistico comunale, il Comune ricorre contro la bocciatura della Città Metropolitana

Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro. Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, era stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri. La voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, doveva essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si espresse il 27 dicembre scorso, attraverso la Determina dirigenziale n.9878/2019, bocciando di fatto il Piano. “Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”. Un modo, insomma, di rendere la pillola meno amara e di far di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza. La novità, adesso, è rappresentata dalla Delibera di Giunta n.27 del 27.02.2020, con la quale il Comune si è costituito in giudizio, ricorrendo all’organo giurisdizionale, avverso la suddetta Determina dirigenziale dell’Ente di piazza Matteotti, al fine di tutelare i propri interessi e le proprie ragioni. Atto amministrativo che non specifica nemmeno, a quale organo giurisdizionale il Comune presenta il ricorso!! Non resta, dunque, che attendere, che la giustizia amministrativa faccia il proprio corso. Intanto è cosa nota, il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), secondo i quali: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna. Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e di riqualificazione ambientale presenti sul…

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“La Prova del Cuoco”: uno chef di Pozzuoli si aggiudica la puntata del programma!

Si chiama Giuseppe Iovino e viene da Pozzuoli, il vincitore della puntata di mercoledì 12 febbraio de “La Prova del Cuoco”, la nota trasmissione televisiva andata in onda su Rai1. Il 25enne, aiuto cuoco dell’agriturismo di famiglia (nonché azienda vitivinicola produttrice di vini doc campi flegrei Falanghina e Piedirosso, che si trova poco lontano dal vulcano Solfatara e che si affaccia anche sul mare) denominato “Il Gruccione”, sito a Pozzuoli, ha ottenuto un grande successo ed ha dato prova di grande abilità e bravura tra i fornelli, durante la trasmissione condotta da Elisa Isoardi e Claudio Lippi. Giuseppe, che fin dalla maggiore età ha iniziato a destreggiarsi tra i fornelli dell’agriturismo, ha vinto la gara nella categoria esordienti, battendo David Fiordigiglio con il suo tortellone ricotta e spinaci, giudicato da Alessandra Spisni esteticamente meno attraente, ma molto più gustoso della pietanza ‘avversaria’. Una prelibatezza gustosa e leggera di media difficoltà, la famosa maestra bolognese di sfoglia e pasta fresca. Il giovane, figlio di Antonio, acerrano doc e padron dell’agriturismo, ha primeggiato anche grazie alla grande passione, che da sempre ha nutrito per l’arte culinaria, nella quale si è cimentato durante tutti questi anni, ponendosi quale unico obiettivo quello di migliorarsi sempre di più. Da non trascurare, tra l’altro, la significativa dimestichezza perfezionata in questi anni accanto al maestro e primo chef Salvatore Di Meo. Giuseppe è pronto a prendere parte anche alle prossime puntate del programma della prima rete nazionale, reso popolare e molto seguito nel duemila da Antonella Clerici. Il promettente Chef Giuseppe, ancora una volta, non perderà l’occasione, per dare prova della sua predisposizione per la buona cucina e per la sua abilità tra i fornelli. Sempre apprezzato per garbo e simpatia e per il suo amore verso una tavola sinonimo di qualità e tradizione, il giovane continua così la sua scalata verso il successo, creando al tempo stesso nuova attenzione per l’apprezzato Agriturismo “Il Gruccione”, di via San Gennaro Agnano, da sempre sua scuola gastronomica e motivo indiscusso di ereditaria passione, dove si pratica una cucina tipica flegrea. Quantunque le capacità e l’abilità del giovane chef vengano apprezzate in terra puteolana, il suo successo televisivo è stata l’occasione per portare alla ribalta, positivamente, il nome di Acerra, visti i legami familiari della famiglia Iovino con il nostro territorio.  

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Canoni idrici: ancora soldi versati agli avvocati dei ricorrenti per le sentenze contrarie al Comune

L’ombra della questione relativa ai canoni idrici pregressi quelli, per intenderci, che non solo videro l’Ente comunale non incassare i soldi dai cittadini-contribuenti ma che, anzi, videro il Comune costretto a pagare gli onorari degli avvocati degli utenti, che presentarono ricorso al Giudice di Pace anche contro le ingiunzioni di pagamento, si ripresenta ancora adesso. Infatti la Determina dirigenziale n.176 del 6.2.2020, avente ad oggetto “Vertenza per recupero canoni idrici sentenze” (l’ultima che abbiamo visto), elenca ben 21 sentenze emesse dal Giudice di Pace di Acerra, comprese nel periodo 2013-2014. Tutte notificate al Comune, condannato a corrispondere all’avvocato Angela De Rosa la somma di 11.646,22 euro. Somma, a cui vanno aggiunte quelle liquidate ai vari legali nel 2019, per un importo complessivo pari a 25.623,25 euro (per un totale di 9 Determine). Già in passato riportammo, che erano state dichiarate illegittime anche le ingiunzioni di pagamento dei canoni idrici arretrati notificate agli utenti, soprattutto per il consumo idrico relativo agli anni 2004-2005-2006, come testimoniavano le sentenze pronunciate dai Giudici di Pace, che dichiararono illegittime le ingiunzioni di pagamento che l’Ente di Viale della Democrazia, attraverso l’Inpa (a cui era subentrato il Comune dal I gennaio 2011, ma che proseguiva la sua attività di recupero crediti ndr), aveva inviato l’anno precedente ai contribuenti acerrani accogliendo, pertanto, i ricorsi di tanti cittadini e condannando il Municipio al pagamento delle spese legali. Infatti i ricorrenti sottolineavano, che mancava la certezza del credito, perché non erano state indicate le letture di riferimento, né i metri cubi di acqua utilizzati dall’utente e né il credito era fondato su prova scritta, costituita dal contratto. Inoltre l’importo richiesto non corrispondeva ad un effettivo consumo di acqua da parte degli istanti e ad una conseguente misurazione da parte del Comune, ma era stato determinato in modo forfetario con criteri irragionevoli e del tutto sganciati dall’effettivo consumo d’acqua. Le domande, pertanto, erano fondate ed andavano accolte. Dalla lettura dei motivi della decisione emergeva, che la materia è regolata dall’art.1559 del Codice Civile. “E’ meritevole di accoglimento l’eccezione di illegittimità della richiesta di pagamento – scrivevano spesso i giudici – perché non rapportata al consumo effettivo di acqua. Dall’ingiunzione inviata si evince che, pur se l’istante risulti titolare di un’utenza idrica, la determinazione dell’importo del canone idrico è…

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La “Resurrezione di Cristo” è ritornata nella Chiesa del Purgatorio a piazza Castello

Il 19 febbraio scorso, nella Chiesa del Santissimo Purgatorio di piazza Castello, alla presenza del Vescovo Mons.Antonio Di Donna, del Sindaco Raffaele Lettieri e del Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, Maggiore Giampaolo Brasili, si svolgeva la cerimonia di riconsegna, all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Acerra, nella persona del dott.Gennaro Niola, di una parte del dipinto (la più significativa dal punto di vista iconografico) dal titolo: “La Resurrezione di Cristo” di autore ignoto, asportato dalla citata Chiesa nel 1991. L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, trae spunto dalla denuncia di furto, presentata da un antiquario napoletano, di numerose opere d’arte in suo possesso e conservate all’interno del magazzino. Oltre ad accertare che la denuncia non era altro, che un mezzo, messo in atto dallo stesso antiquario, per tornare in possesso di beni dallo stesso posti in commercio (nell’abitazione del denunciante sono state rinvenute opere d’arte da lui stesso inserite in denuncia), i riscontri investigativi hanno consentito, altresì, di sequestrare numerosissime opere provenienti da 12 furti avvenuti in tutta Italia in danno di private abitazioni e di istituti di culto. Oltre alle opere di antiquariato, nel corso delle indagini, sono stati anche sequestrati oltre 4000 reperti archeologici tra monete e vasi. Di fondamentale importanza, per l’individuazione del prezioso bene, è risultata la comparazione dell’immagine, con quelle contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ne ha confermato la provenienza illecita. La restituzione avvalora l’importanza dell’opera di sensibilizzazione, che le articolazioni del Comando Tutela Patrimonio Culturale quotidianamente compiono con i responsabili degli Uffici Diocesani, anche attraverso la divulgazione, ai parroci, della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata dal Comando nel 2014, unitamente alla Conferenza Episcopale Italiana. La pubblicazione, oltre a contenere consigli pratici per la difesa dei beni chiesastici da eventi predatori, diffonde e valorizza le iniziative di catalogazione e censimento dei beni che le Diocesi, con grande impegno, stanno conducendo in ordine al proprio patrimonio culturale. A conferma di tale importante attività di inventariazione l’opera in questione era altresì censita nella Banca Dati “CRBC Campania”, (che individua tutte le opere della Regione Campania), con un’immagine fotografica, che ha ulteriormente agevolato l’attività di riscontro. I fedeli possono quindi tornare ad…

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Le agenzie immobiliari funzionano?

Vuoi acquistare casa, ma affidarti ad un’agenzia è il passo, che proprio non riesci a fare? Qual è il problema di tutte le agenzie immobiliari? Il problema è che sono tutte uguali. Dicono di essere le più belle e le più brave. Ma ascoltando davvero cosa pensano le persone in merito, si percepisce un’unica cosa e cioè: “tutte uguali e nessuna veramente affidabile’’. Il metodo che applicano è sempre lo stesso: cercano case da vendere, ingaggiando giovani allo sbaraglio. Fanno telefonate a tappeto, cercano case, suonando citofoni a tutte le ore, cercano di scavalcare le altre agenzie pur di vendere. Praticamente stalker immobiliare. In tutte le agenzie immobiliari tradizionali il lavoro è organizzato così, tutto è focalizzato sulla casa. Ma del cliente? Il problema più grosso per l’acquirente, che capita in questo tipo di agenzie, è che con questo sistema, lui sceglie la casa, ma non l’agente immobiliare. L’agente immobiliare lo trova attaccato alla casa che gli piace, senza possibilità di scelta. Le persone hanno perso fiducia nel metodo di lavoro delle agenzie tradizionali, perché non dà loro nessun valore. “E dove si colloca Casa Premium in tutto questo?” Lo scopo del progetto Casa Premium l’immobiliare affidabile è di metterti in condizione di: Affidarti ad un agente immobiliare, che più ti ispira fiducia, supportato da dozzine di recensioni di clienti soddisfatti e reali, di persone che puoi incontrare in strada e che hanno lasciato la loro testimonianza (vai al sito www.casapremium.info )… e poi affidare a lui la ricerca della casa. Perché, per comprare casa, dovresti affidarti all’agente immobiliare di turno, che tu nemmeno conosci, nè conosci nulla della sua storia professionale? L’agente immobiliare Casa Premium è un consulente, che mette al centro le esigenze delle persone. Non è più un semplice venditore di case. Il nostro percorso insieme comincia con un colloquio, per capire quali sono le tue esigenze e se siamo le persone giuste, per aiutarti a trovare casa. Nel caso in cui decidiamo di proseguire insieme, non subirai nessuna pressione da venditori, che cercheranno di fissare un appuntamento ad ogni costo. Il team “Casa Premium” è completamente orientato a fornire informazioni. Non sentirai mai nessuna pressione da parte nostra, per farti comprare una casa. Quando avremo trovato la casa perfetta per le tue esigenze, sarai…

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Papa Francesco in visita ad Acerra il 24 maggio prossimo tra drammi e speranze

Era lo scorso 8 febbraio, quando dall’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi di Acerra arrivava il comunicato stampa, nel quale si leggeva che “a cinque anni esatti dalla Lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, Papa Francesco sceglie di celebrarne l’anniversario il prossimo il 24 maggio ad Acerra, proprio al centro di quei territori inquinati tra Napoli e Caserta, sorvolando i quali, nel 2014 – ha detto il Pontefice in un libro intervista – fu «un fatto puntuale», che «mi commosse, e da allora, fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta». Il Santo Padre, dopo aver attraversato la Città, incontrerà i Vescovi, i parroci, i Sindaci dei Comuni della “Terra dei fuochi” ed una rappresentanza di famiglie, che hanno registrato al loro interno vittime dell’inquinamento ambientale. Seguirà la concelebrazione eucaristica in piazza Calipari, nel quartiere Madonnelle e la preghiera “Regina caeli”. Subito dopo il Santo Padre farà rientro in Vaticano. “La presenza di Papa Francesco nelle nostre terre e, in particolare, nella nostra Diocesi, è una «grazia speciale» – dichiara il Vescovo Antonio Di Donna – perché il Papa viene ad ascoltare insieme ai Vescovi, soprattutto delle Diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente e per ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia. La visita è perciò per noi un evento storico, che ci riempie di gioia. Un’iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia. E di sicuro darà nuova linfa al cammino, che le Diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo per educare i cristiani alla giustizia, alla pace ed alla salvaguardia del creato» – aggiunge il presule, per il quale il quinto anno della Laudato si’ ad Acerra è, però, anche un’esortazione a «verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento». La visita del Papa è, infine, «un forte appello alle Istituzioni, perché finalmente venga fatta verità nei nostri territori e, soprattutto, venga garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, che ponga al centro l’uomo, il suo sviluppo integrale, compatibile con la fondamentale ed originaria vocazione agricola, archeologica e turistica» – conclude monsignor Di Donna, invitando «tutti a pregare» per questo «momento speciale di grazia». I veleni che uccidono la Campania felix; le piramidi sterminate di…

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Monsignor Di Donna: “Con l’arrivo di Papa Francesco ad Acerra deve rinascere la speranza”.

In merito alla visita di Papa Francesco il prossimo il 24 maggio ad Acerra, di cui si riferiva in precedenza, non potevamo non farci raccontare dal Vescovo Antonio Di Donna, cosa si erano detti lui ed il Pontefice in occasione di un’udienza privata. “Ho illustrato al Papa – esordiva il Vescovo – il cammino che stiamo facendo con altre Diocesi della Campania. Che culminerà nell’incontro con i vertici della Cei e dei Vescovi di tutte le Terre dei fuochi d’Italia il 18 aprile prossimo sempre ad Acerra. E la sua visita è significativa non solo per Acerra, ma per tutto il territorio. Quando al Papa ho raccontato ciò che viviamo, l’ho visto molto attento ed immedesimato nel nostro dramma. Francesco, che privilegia le periferie, verrà ad Acerra come luogo simbolo di tutte le Terre dei fuochi. Purtroppo dobbiamo parlare al plurale dei luoghi, in cui si convive con i veleni, visto che secondo il Ministero dell’Ambiente sono ben 57 i siti pericolosi d’Italia, su cui insistono 70 Diocesi: 27 al Nord, 20 al Centro e 23 al Sud. Il Papa per noi credenti viene a confermare la fede – proseguiva Di Donna – e credo che la sua visita rappresenti un messaggio chiaro. Infatti incontrerà tutte quelle persone, che stanno pagando un prezzo troppo alto rispetto ad inadempienze, ritardi, sottovalutazioni che si protraggono da tempo. Francesco viene a stimolarci e ad incoraggiarci tutti nell’impegno che stiamo portando avanti ed incontrerà le famiglie, che hanno avuto giovani morti per cancro. Pronuncerà una parola di conforto e ci darà la forza di continuare a credere in un futuro diverso per questa terra. Negli ultimi tempi abbiamo assistito agli sforzi del Ministero dell’Ambiente, visto che il Ministro Costa conosce bene la situazione della Regione. Ci sono finalmente i risultati di una ricognizione compiuta sui terreni inquinati. Sappiamo insomma dove sono stati sotterrati i veleni. Sul fronte della prevenzione – proseguiva il prelato – aspettiamo il Registro dei Tumori ed il percorso sembra avviato. Restano però troppi punti in sospeso e mi riferisco ai roghi tossici che ci circondano, alle polveri sottili che sforano ed alle mancate bonifiche. C’è poi il grande interrogativo dell’inceneritore, perché ancora oggi non sappiamo cosa brucia e quanta immondizia viene distrutta. Come Chiesa vogliamo dialogare costantemente con…

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Auriemma propone l’istituzione del “Garante dei Diritti della Persona Diversamente Abile

Con una nota trasmessa lo scorso 6 febbraio al Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, il Consigliere Carmela Auriemma proponeva, che il Consiglio comunale deliberasse circa l’istituzione di un Regolamento comunale del “Garante dei Diritti della Persona Diversamente Abile”. Il documento, composto da 5 pagine specifica, tra l’altro, che “al Garante è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti dei diversamente abili residenti o temporaneamente presenti sul territorio comunale di Acerra, mediante azioni positive, mirate alla promozione degli obiettivi di qualità della vita, integrazione sociale, inserimento socio-lavorativo, autonomia e vita indipendente, qualità dell’assistenza e maggiore accessibilità dei servizi, nel rispetto dei principi costituzionali sanciti dagli articoli della Carta Costituzionale, dalla Convenzione Onu per le persone con disabilità e dalla Legge regionale n.7 del 2015”. Specifica, inoltre, che “le funzioni esercitate dal Garante, che è a supporto dell’Amministrazione comunale, sono quelle di segnalare e/o promuovere tutte le iniziative opportune, per assicurare la piena promozione e la tutela dei diritti delle persone disabili, con maggiore attenzione all’integrazione ed inclusione sociale. In particolare il Garante promuove e diffonde una cultura dei diritti delle persone con disabilità, nella prospettiva costituzionale della piena inclusione sociale, della qualità dell’assistenza e delle cure, del perseguimento possibile della vita indipendente. Raccoglie segnalazioni in merito a presumibili violazioni dei diritti dei diversamente abili, provenienti da associazioni e da cittadini. Segnala e raccomanda azioni normative e legislative a favore dei diritti delle persone con disabilità. Monitora sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità e segnala eventuali violazioni alle competenti istituzioni e, ove necessario, all’autorità giudiziaria. Assume ogni iniziativa, volta ad assicurare che le misure di inclusione sociale e promozione della qualità della vita, delle cure e dell’assistenza per le persone con disabilità, siano attuate in conformità dei principi e delle norme stabiliti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali, dalle Leggi dello Stato e dai Regolamenti. Segnala agli organi e/o uffici comunali fattori di rischio, pericolo o di danno per i soggetti interessati, dei quali venga a conoscenza in qualsiasi forma…”. “Il grado di civiltà di una comunità di una città si misura, su quanta attenzione rivolge ai propri membri, che vivono una disabilità – commenta la professionista – e già tre anni fa, in occasione dell’approvazione del Bilancio, presentammo un emendamento sulla rimozione delle barriere…

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Contravvenzioni elevate dai Vigili Urbani con le immagini di telecamere non omologate!!

(Articolo pubblicato in data 04.12.2019). Qualche settimana fa pubblicammo un articolo, con il quale ci chiedevamo se ci fosse qualcuno, all’interno del Comando della Polizia Municipale, che avesse letto e conoscesse la circolare del 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita, solo previa l’utilizzo di un dispositivo omologato ovvero approvato da questo Ministero”. E quindi paventavamo che incombeva il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio. Un fatto grave, anzi gravissimo, che poteva certamente essere evitato, considerato che (lo sanno tutti), quelle telecamere tanto decantate, non sono omologate per essere usate, per contravvenzionare gli automobilisti, che guidano vetture prive di copertura assicurativa o della prescritta revisione. Ovvero c’è l’eccezione: la contestazione è possibile, a condizione che la stessa sia immediata, così come sta capitando di recente. Naturalmente, per avere ragione, occorre impugnare la contravvenzione dinanzi al Giudice di Pace o al Prefetto che, accogliendo il ricorso, si vedrà costretto a condannare al risarcimento dei danni il Comune. Insomma un danno nel danno, che potrebbe costare al Comune più di quanto ha incassato, così come accadde negli anni scorsi per i canoni idrici pregressi, tutti ampiamente prescritti, con migliaia di euro di denaro pubblico sborsato, per retribuire le parcelle degli avvocati. Tornando alle contravvenzioni, quelle che il personale della Polizia Locale poteva anche annullare in regime di autotutela, al fine di evitare che il contravvenzionato ricorra, giustamente, al Giudice di Pace o al Prefetto le stesse, rilevate in piena estate e notificate solo ad ottobre, il responsabile del procedimento, oltre a non accorgersi, che non veniva indicato il luogo dell’infrazione rilevata (essenziale per la validità della contravvenzione), sembra aver omesso il tipo di apparecchiatura utilizzata con l’omologazione della stessa. Adesso le stesse direttive sono contenute in un’altra circolare, questa volta del Ministero dell’Interno, datata 8 febbraio 2019, in cui si ribadisce, tra l’altro, “che il dispositivo targa system costituisce un semplice supporto per l’operatore, che aveva direttamente accertato il transito del veicolo, cioè l’effettiva circolazione dello…

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