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E’ vero, a Natale il buio delle strade e la pseudo-solidarietà hanno fatto la differenza

L’illuminismo dei Comuni limitrofi (e non solo) contrapposto all’osurantismo della nostra città. L’atmosfera natalizia che attraversava e si respirava nelle altre città, contrapposta alla desolazione delle strade acerrane inanimate e private dei simboli natalizi. Con tanto di “trasferte” degli Acerrani in altri Comuni (e di risorse economiche spese altrove), con conseguente impoverimento del tessuto socio-economico locale. E’ stata questa la destinazione che l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha voluto dare alla più importante e significativa festa della cristianità. Niente luminarie natalizie installate sul territorio comunale (eccezion fatta per piazza Castello e piazzale Renella). Una mancanza di addobbi natalizi, che ha inciso anche sullo spirito di svariate migliaia di cittadini, commercianti compresi, “disincentivati” anche ad allestire e ad abbellire al meglio le proprie vetrine, in quanto non richiamavano per nulla le luminarie, installate anche in quei Comuni, dove di certo non mancano gli indigenti. E qui veniamo alla motivazione della scelta adottata dal Sindaco e dal suo esecutivo, con la Delibera di Giunta n.186 dell’11.12.2018 (non senza aver sottolineato, però, che gli indigenti c’erano, anche quando l’attuale amministrazione comunale le luminarie di Natale le installava). Una scelta spiegata attraverso un comunicato stampa (e poi di persona dal primo cittadino, anche sulla terza rete della Rai). Ossia lo stanziamento di risorse per 100 mila euro per il contrasto alla povertà, in particolare per interventi diretti ed indiretti a sostegno del reddito. Sono state infatti riconsiderate le richieste presentate per la “carta SIA/REI”, che non sono state accolte. “In pratica – recitava il comunicato – si tratta di diversi nuclei familiari residenti, alcuni anche con minori a carico ed anziani che, pur versando in disagiate condizioni economiche, necessitano di un intervento di natura economica, per far fronte ad alcune esigenze primarie, tra cui l’acquisto di beni di prima necessità e spese mediche e che sono state escluse dalla Carta SIA/REI, con difficoltà che si acuiscono ancora di più durante le festività natalizie. L’Amministrazione, nell’ambito delle iniziative promosse in campo sociale, con questo provvedimento intende aiutare le persone in condizioni di povertà o con reddito insufficiente, nonché le persone totalmente o parzialmente incapaci di provvedere a se stesse o esposte a rischio di emarginazione. Per la carta SIA/REI hanno infatti presentato domanda oltre 3658 cittadini, di cui circa la metà ha…

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Opere edili abusive: gli occupanti degli immobili di proprietà comunale devono pagare un indennizzo

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire. Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente. Novità importanti (ma non certo liete), adesso, vi sono per tutti coloro, che occupano quelle costruzioni, realizzate in assenza del permesso di costruire e dell’autorizzazione sismica, interessate da Ordinanze di demolizione, notificate agli stessi proprietari, che non hanno mai ottemperato alle stesse entro il termine temporale concesso, come accertato a più riprese dalla Polizia Locale, né hanno ripristinato lo stato dei luoghi. Opere che sono state acquisite a patrimonio comunale e trascritte presso il Registro degli Immobili di Santa Maria C.V. Infatti, con Delibera di Giunta comunale n.185 del 06.12.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri e relativa agli “Atti di indirizzo per la gestione di immobili acquisiti al patrimonio comunale”, l’esecutivo cittadino ha dato mandato all’Ufficio Abusivismo, Demanio e Patrimonio del Comune affinchè provveda, nelle more del reperimento dei fondi necessari per la demolizione delle opere abusive, a garantire la reale riscossione del pagamento di un indennizzo da parte dei soggetti occupanti gli immobili. L’ufficio Abusivismo, dunque, deve: verificare la sussistenza delle condizioni dell’art.24 del DPR 380/2001; valutare se gli occupanti abusivi rientrino o meno nelle condizioni di abusi realizzati per concrete necessità abitative; verificare la documentazione in materia di impianti e la certificazione a firma di un tecnico abilitato e della verifica statica dell’edificio. Inoltre deve: non considerare gli immobili o parti di essi realizzati ai fini speculatori; calcolare la determinazione del prezzo di indennizzo degli immobili abusivamente occupati dalla data di acquisizione al patrimonio comunale fino all’effettivo sgombero. Per gli occupanti che non verseranno nelle casse comunali l’indennizzo richiesto, l’Ufficio Demanio e Patrimonio emetterà ordinanza di sgombero ad horas. Alla base di tutto il suddetto ragionamento c’è l’art.7 della Legge Regionale n.19 del 28.12.2009, che stabilisce “che gli immobili acquisiti a patrimonio comunale possono essere destinati prioritariamente ad alloggi…

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Parco Urbano “bloccato” dai reperti archeologici: il Comune approva una variante al progetto

Il Comune aveva avviato, durante il mese di luglio 2017, i lavori di abbattimento dello Stadio comunale di via Manzoni, per far posto alla realizzazione di una Villa comunale con annesse attrezzature per il tempo libero. Una struttura che proprio l’amministrazione cittadina targata Lettieri  elogiò, affiggendo all’esterno dello storico impianto una targa, che commemorava l’ex sindaco Caruso, che l’aveva fortemente voluta e realizzata. Ma già nelle settimane precedenti avevamo riferito che, a cantiere ormai realizzato, i lavori avevano subito un rallentamento e le ruspe si erano dunque improvvisamente fermate, visto che erano stati rinvenuti alcuni reperti archeologici, con tanto di intervento da parte del personale della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali, che faceva bloccare il cantiere. La notizia, tra l’altro, veniva riportata anche dalla stampa quotidiana. Nello specifico, a riaffiorare, è stata l’antica città romana di Acerrae, perla della Campania Felix, con mura lunghe decine di metri, piazzette e condotte pluviali. Un’importante pagina di storia dell’hinterland partenopeo è dunque affiorata e questa è, probabilmente, la più significativa scoperta archeologica finora fatta in questo territorio dopo il ritrovamento, all’inizio del secolo scorso, dei resti di Suessola, la città prima osca e poi etrusca. L’area dello scavo, da cui sono riaffiorate antiche vestigia, già ricopriva quasi mezzo campo di calcio, ma l’opera degli archeologi era appena agli inizi. E, quantunque dal Comune replicarono attraverso un comunicato stampa, che “i lavori relativi alla realizzazione del parco pubblico in area urbana non sono stati mai bloccati, anzi stanno proseguendo celermente con tutte le necessarie autorizzazioni”, il progetto del parco è bloccato da oltre 14 mesi. Allora l’amministrazione targata Lettieri ci ha riprovato e la Giunta comunale, con Delibera n.169 del 20.11.2018, ha approvato la variazione al progetto di realizzazione del parco attrezzato. Un passaggio obbligato, dopo che la Soprintendenza aveva gelato l’amministrazione cittadina, scrivendo che il parco pubblico, almeno così com’è stato progettato, non si può costruire, a causa dell’imponenza dell’area archeologica emersa e dei mancati carotaggi preliminari, che avrebbero dovuto precedere l’apertura del cantiere. Il sindaco però non si è perso d’animo ed i tecnici comunali hanno incontrato più volte i responsabili della Soprintendenza archeologica di Napoli. Ed il piano è stato infine modificato. Secondo quanto emerge dalla Delibera di Giunta, con cui è stata approvata la variazione del progetto,…

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Il Villaggio di Natale nel Castello: iniziativa a favore del Primo Circolo didattico

Un open day per non far morire la cosiddetta “Scuola più bella del mondo”. Elfy e Babbo Natale accoglievano bambini e genitori nel cortile del Castello dei Conti durante le festività natalizie, per dare un ulteriore impulso alle iscrizioni del Primo Circolo didattico di piazzale Renella, chiuso per inagibilità dal 14 ottobre del 2011, a seguito del sopralluogo effettuato due giorni prima dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ed attraverso l’Ordinanza dell’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi. Una situazione determinata dalla necessità di effettuare lavori di consolidamento del solaio della struttura scolastica, che garantissero gli standard minimi di sicurezza a studenti e corpo docente e, di conseguenza, alle aule, che ospitavano 993 alunni delle elementari e 387 delle materne. Alunni attualmente “sistemati”, dopo varie diaspore in ambienti comunali, in diversi plessi scolastici. Perciò alunni e docenti si ritrovavano tutti insieme, il mese scorso, per combattere contro il possibile ridimensionamento dell’istituto e soprattutto per scacciare lo spettro che potrebbe, una volta finiti i lavori, costati 6 milioni di euro, portare quell’edificio, dove per oltre 65 anni hanno studiato generazioni di Acerrani, ad essere utilizzato per altri scopi. La voce che gira sempre più insistente in città, avrebbe il sapore di un’atroce beffa. In Comune però assicurano che, una volta ultimata la ristrutturazione, alunni e docenti dovrebbero probabilmente condividere alcuni spazi della struttura con gli Uffici del Commissariato della Polizia di Stato, sito a via Tasso, nel caso in cui arrivasse il via libera da parte del Viminale. I lavori iniziati a maggio 2017 sono ricominciati a rilento, dopo la bonifica della tanto discussa discarica di amianto, rinvenuta nella palestra della scuola ad aprile scorso. La scuola, secondo alcune previsioni, sarà pronta non prima della metà di quest’anno. In occasione dell’open day intitolato “Insieme al I Circolo, per vivere la magia del Natale”, è stato allestito un vero e proprio villaggio di Natale tra i giardini e la corte centrale del Castello, con tanto di itinerario guidato alla scoperta di Babbo Natale, dove i bambini si sono travestiti da gnomi e da elfy. Canti, balli e suoni, ma anche stand di oggetti e manufatti creati dagli stessi alunni e dai loro genitori, posti in vendita tra i numerosi visitatori, il cui ricavato sarebbe stato devoluto in beneficenza. “Faremo di tutto,…

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Con il nuovo Puc previsti tra i 2300 ed i 3000 nuovi alloggi negli spazi vuoti esistenti

Sull’area metropolitana più cementificata d’Italia potrebbe abbattersi una nuova valanga di calcestruzzo. Ed è una valanga da record. La Giunta comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha infatti adottato alla fine di luglio scorso un Piano Urbanistico Preliminare, che prevede la costruzione (è scritto nero su bianco) di un numero di nuovi alloggi, che potrà variare “dai 2300 ai 3000”. Roba da lottizzazioni in “stile” anni Ottanta-Novanta, l’epoca dei condoni edilizi tombali. Il preliminare del “Puc” è stato adottato il 5 novembre dall’esecutivo retto da Lettieri, ma soltanto nei giorni scorsi è stato lanciato l’allarme mattone facile, durante un convegno pubblico organizzato dalla locale sezione del Partito Democratico, che ha chiamato a raccolta architetti, ingegneri ed esperti del settore. Tecnici che si sono dichiarati contrari alla strategia urbanistica proposta da due architetti romani, i fratelli Alessandro e Luigi Benevolo, collaboratori in passato dell’ex Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Ai due professionisti capitolini, che hanno lo studio a Brescia, il Comune ha affidato il compito di progettare la futura Acerra. Ma c’è chi tra i colleghi locali critica in modo negativo il nuovo piano. “Non ce lo aspettavamo proprio – era la stroncatura dell’Architetto Nicola Stellato, relatore del dibattito pubblico – e l’indirizzo del preliminare adottato dalla Giunta punta a creare una città satellite attorno all’area urbanizzata. Tende cioè ad ampliare la città, invece di recuperare il centro storico, che è ridotto male e che si sta desertificando e di rendere più viva, funzionale e moderna tutta la zona urbanizzata, che giunge fino alle attuali periferie”. Intanto le frasi scritte nello strumento urbanistico appena adottato non lasciano spazio ai dubbi. “Le previsioni del nuovo PUC – scrivono gli architetti Benevolo – sotto il profilo residenziale sono articolate per una cifra compresa tra 2.300 e 3.000 alloggi complessivi, di cui orientativamente metà nei completamenti perimetrali e metà tra densificazione delle zone consolidate e parziale utilizzazione dei vuoti urbani prima descritti”. C’è un grafico contenuto nella relazione del piano, che spiega meglio queste parole, con una serie di quadretti arancioni, rossi e verdi. Sono le future lottizzazioni. I quadretti riempiono gli spazi vuoti, cioè i terreni liberi ubicati all’interno dell’area urbana ed una vasta zona di campagna. Questi segni formano una mezza luna, che cinge l’area a ridosso della città, una “falce”…

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Wow quante agenzie immobiliari! Chi sopravviverà?

Un aumento esponenziale di agenzie avvenne negli anni d’oro del boom immobiliare fino al 2010, anno in cui ci si avviò lentamente ad una netta inversione di tendenza. Oggi il numero di agenzie sul territorio è di nuovo cresciuto. Indice del fatto che il mercato sta restituendo i suoi frutti. Ma sopravvivere non è facile, soprattutto per chi non è in grado di comprendere la situazione reale del settore. Ci sono agenzie, che lavoravano moltissimo e che oggi continuano a lavorare. Chi invece andava così così nel 2005, oggi non vende niente, anche perché se andava male in un mercato drogato, figuriamoci in uno più complesso come quello attuale. Cosa differenzia questi due destini? La verità e la menzogna: negli anni del boom era facile avere molti clienti, a cui mentire. Chi invece ha lavorato bene ed era già un professionista, oggi viene gratificato da una storia professionale sana e valida. La menzogna che ha fatto più danni, era che tutti possono comprarsi una casa: per diventare proprietari bisognava e bisogna  avere dei risparmi e la situazione attuale non è altro che la normalità. Il credito facile ovviamente non poteva durare. Come sopravvive un’agenzia immobiliare? Sopravvive chi è all’altezza del mercato: professionisti competenti ed educati. La cultura personale è importante, per capire i clienti ed il mercato e bisogna anche saper parlare e scrivere. L’altra chiave di volta per il futuro è la tecnologia. Oggi dobbiamo lavorare con un numero superiore di contatti e solo con il web lo possiamo fare. Molti agenti, pur di non ammettere il proprio fallimento, sparano le ultime cartucce a colpi di ribassi sulle commissioni. È una follia. Purtroppo il male principale della categoria è la categoria stessa. Sono un agente e so di cosa parlo. Ma è anche vero che la pressione fiscale, che ci grava, non è certo una facilitazione. Osservare molte agenzie sul territorio è piacevole e stimolante e la differenza la farà nel tempo, oltre gli andamenti del mercato globale, anche il metodo di lavoro, l’etica professionale, l’approccio al cliente, la serietà, l’innovazione. È una bella sfida, il tempo darà i suoi frutti. Buona casa a tutti! Agente immobiliare Vincenzo Satriano   Casa Premium Servizi Immobiliari,Acerra, via Annunziata. 2 Tel: 081/187 59 006 Blog: www.casapremium.info Facebook: Casa Premium di…

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A Villa dei Fiori la messa del Vescovo per i donatori di organi ed i trapiantati

“Io dono non so per chi, ma so perché”. E’ lo slogan posto in calce all’invito a partecipare ad una messa in suffragio per coloro che, vittime di incidenti o di malattie improvvise, su disposizione dei congiunti, hanno donato i loro organi, contribuendo a salvare altre vite umane in pericolo. Presso la clinica “Villa dei Fiori”, dall’anno scorso, ci sono state ben 9 donazioni disposte dai familiari di coloro, il cui encefalogramma piatto diede il via ad una straordinaria gara di solidarietà, che ha permesso ad altri ammalati di guarire dalle loro malattie. La tragedia di un’esistenza che va irrimediabilmente via e la speranza di una vita che rinasce. Morte e vita. Dolore e generosità. Uniti nello stesso destino sono sia quelli, che hanno ricevuto, che quelli che hanno dato l’assenso alla donazione e che si sono ritrovati nei giorni scorsi nella cappella della struttura sanitaria, per partecipare alla santa messa celebrata con profonda commozione dal Vescovo Mons.Antonio Di Donna. Con sullo sfondo storie di atti d’amore estremi, di solidarietà verso il prossimo. Una funzione religiosa fortemente voluta dal cappellano don Carlo Petrella e dall’equipe dei medici, guidata dal Responsabile del Reparto di Rianimazione e Terapia Intensiva Dr.Giovanni Addeo, per ringraziare quei familiari che, durante quelle tragiche ore, hanno generato un raro atti d’amore. “I donatori sono come Gesù, che muore per noi, per salvarci – ha spiegato dall’altare il Vescovo – ed è così che la morte viene riscattata e diviene l’altra faccia della vita. E le famiglie, che hanno avuto il coraggio di disporre la donazione, sono gemme di speranza in una terra devastata dall’inquinamento e dove il futuro ci fa paura. Oggi preghiamo per coloro che sono morti, per dare nuove vite”. Poi ha citato ad uno ad uno i nomi di coloro che, con la loro morte, hanno dato una qualità della vita migliore o addirittura la vita stessa, a chi non aveva più speranza e li raccomanda a Dio. Nella cappella un fremito ha avvolto i presenti seduti tra i banchi. “Non c’è mai voluto molto tempo per convincere i familiari, ad acconsentire alla donazione e noi per questo li vogliamo ringraziare per quel dono, che ha contribuito a salvare altrettante vite umane” – raccontano il dottor Addeo e la dottoressa Anna Mercogliano,…

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Vertenza commercianti-amministrazione comunale: lumini in strada e negozi al buio

Tornava a salire, nei giorni scorsi, la tensione tra i commercianti (o, almeno, una gran parte di essi) e gli amministratori cittadini, non solo a seguito della grave crisi, che si è abbattuta sul commercio locale, con attività commerciale ormai al collasso e per svariati motivi, ma anche per le scelte fatte da chi amministra e che si abbattono sullo stesso. Compreso il percorso ciclabile realizzato lungo il popoloso Corso Vittorio Emanuele. L’impossibilità di poter sostare su un intero lato del Corso e le strisce blu tracciate, dov’è prevista la solita sosta a pagamento avevano innescato, nella mattinata dello scorso 29 novembre, una nuova e dura protesta ed i malumori degli esercenti del corso, di via Annunziata e di via Roma, nei confronti dell’Amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Lettieri. Esercenti che, armati di fischietti e di striscioni, avevano dato vita ad una serrata dei propri negozi e ad un corteo, che poi aveva raggiunto la Casa comunale. Dove si teneva un incontro tra una delegazione di 5 esercenti, il primo cittadino e la Giunta comunale al completo, durato circa tre ore ed interdetto alla stampa, rivelatosi poi alquanto improduttivo. Sabato 15 dicembre invece, alle ore 18:00 gli esercenti, compresi quelli di via Trieste e Trento e di altre aree  urbane, inscenavano una nuova protesta, che consisteva nel collocare all’ingresso delle proprie attività e lungo il cordolo della pista dei lumini funebri, trasformando di fatto le arterie cittadine in una sorta di cimitero. L’iniziativa avveniva in concomitanza con l’accensione delle luminarie natalizie installate a piazza Castello e a piazzale Renella. Non certo una coincidenza, ma un messaggio chiaro all’amministrazione locale. “Anche noi abbiamo acceso le nostre luminarie” – dicevano i commercianti della zona, riferendosi anche al fatto, che le luminarie sono state installate solo in qualche punto della città. Gli stessi però chiarivano, che la manifestazione non è riferita a questa singola scelta dell’amministrazione, di cui hanno apprezzato l’idea di devolvere alle famiglie indigenti parte dei fondi per le luminarie, ma riguarda un discorso molto più ampio. Infatti nei precedenti incontri con l’amministrazione, i commercianti avevano proposto la sospensione temporanea della pista ciclabile, almeno fino a quando non sarebbero state trovate soluzioni alla mancanza di posti auto e fosse stato attivato un servizio di trasporto locale a basso impatto…

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Il Vescovo Di Donna esprime solidarietà all’operaio-sindacalista dè “La Doria” licenziato

Da tempo il Vescovo Antonio Di Donna è al fianco degli operai de La Doria, «una bella azienda che, negli anni, grazie in particolare al sito di Acerra, è diventata leader in Italia nella produzione di sughi pronti». Il presule si è scontrato però, fin dall’inizio, con la «rigidità» dei vertici dell’azienda, che Monsignor Di Donna definisce «chiusi ed inflessibili». E tuona: «Adesso si negano pure al telefono». La Doria, dopo tanti anni di attività ad Acerra, ha deciso di cessare la produzione nel sito il 30 settembre scorso, per ridurre i costi di produzione e per spostarla in città, dove conta altrettanti insediamenti produttivi, disinteressandosi del disagio dei lavoratori e mostrando insensibilità nei confronti dell’economia e del sano sviluppo di un’intera comunità. Chiudere ad Acerra un’azienda come La Doria significa, infatti, per l’alto prelato, «dare un colpo quasi mortale alla naturale vocazione agricola del territorio», esponendolo al rischio di diventare sempre più «terreno di conquista di siti inquinanti». Il Vescovo ha continuamente invocato l’impegno di tutti, sollecitando tavoli istituzionali di concertazione, locali ed ai più alti livelli, perché «la posta in gioco è alta» e riguarda il futuro di tutti, fino a denunciare le contraddizioni di «una visione miope e schizofrenica dello sviluppo del territorio» che, con l’abbandono di aziende come La Doria, può «perdere definitivamente la propria identità». Oggi, dopo il licenziamento dell’operaio e sindacalista Michele Gaglione, colpevole di aver esternato un suo commento alla lettera di trasferimento inviata dalla società ai dipendenti acerrani e pubblicata su facebook da un ex lavoratore e sindacalista (in pensione dal 2014), ritenuto però offensivo e diffamatoria per l’immagine del gruppo conserviero, l’amarezza e la delusione sono ancora più grandi «perché – afferma Di Donna – dalla dismissione dello stabilimento e dalla completa chiusura di fronte alle ragioni di un’intera città, siamo passati alla ricerca di un pretesto, per licenziare chi, con fatica ed impegno, ha portato avanti la lotta, affinché l’azienda rimanesse ed investisse in un territorio già martoriato dal dramma umanitario dell’inquinamento ambientale». E forse per questo «più fastidioso e pericoloso». Esprimendo solidarietà a Gaglione Di Donna, che lo ha incontrato di persona nei giorni scorsi, ribadisce e conferma l’amara «impressione, che a questa azienda Acerra non piaccia», sollecitando ancora una volta tutte le Istituzioni, «in particolare quelle locali», ad «un impegno più…

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Anche il Castello dei Conti a pagamento: si paga anche per entrare. Per respirare non ancora!!

Dopo le tariffe raddoppiate per la sosta a pagamento sulle strisce blu, arriva anche il pagamento di un biglietto per entrare al Castello dei Conti. Dal I gennaio prossimo, infatti, visitare l’antico maniero costerà 2 euro di sabato e di domenica ed 1 euro dal lunedì al venerdì. A deliberarlo era, in data 14.11.2018, l’esecutivo al completo, capeggiato dal Sindaco Lettieri, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.160 ed avente ad oggetto “Servizio Musei presso Castello dei Conti e servizi connessi. Approvazione tariffe per l’anno 2019 – inserimento nei servizi a domanda individuale”. Nell’atto amministrativo, inoltre, è stato previsto un tariffario per ogni tipo di evento, che si può realizzare all’interno della struttura, di recente restaurata e riqualificata. In pratica si paga tutto: l’ingresso (anche quello degli studenti), i servizi fotografici, le riprese cinematografiche, la celebrazione dei matrimoni, le manifestazioni, gli eventi. L’aria che si respira ancora no! Ed i prezzi variano, ad esempio, da 50 euro fino a 300 euro. Il biglietto d’ingresso ha lasciato alquanto perplessi molti cittadini e non sono mancate critiche per questa scelta. Anche perché molti servizi presso il Castello sono resi dal personale alle dipendenze del Comune. Tra l’altro, nel mentre scriviamo, l’unica attrattiva è rappresentata dal Museo della Maschera di Pulcinella, gestito però dall’associazione culturale “Acerra Nostra” che, peraltro, si impegna ad organizzare eventi culturali. Ma la visita al Museo di Pulcinella è sempre stata gratuita, grazie all’impegno profuso dai volontari, che ne curano la gestione e, a quanto sembra, dovrebbe restare ad ingresso gratuito. Prossimamente dovrebbe tenersi un incontro tra la suddetta associazione e l’amministrazione locale, per chiarire la situazione. Per il resto, attualmente, i visitatori che ivi si recano, devono limitarsi alla passeggiata nel giardino. Infatti, se del Museo della Banda Musicale ormai non c’è più traccia; se la Biblioteca comunale è stata “esiliata” in periferia; se ancora non c’è traccia del Museo Archeologico, nel quale esporre i reperti di Suessola, anche il Museo della Civiltà Contadina è da tempo inaccessibile, perchè vi sono i lavori in corso. Ma anche volendosi affidare alle viscere della terra per visitare, ad esempio, il Teatro Romano, che si trova al di sotto del Castello e le cui mura, con buona probabilità, risalgono al I secolo d.C. non è possibile, perché così sarebbe…

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