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Emergenza ambientale: il Sindaco chiede bonifiche e maggiori controlli all’inceneritore

Sono state le emergenze ambientali e le bonifiche bloccate per mancanza di fondi le tematiche al centro della conferenza stampa, tenutasi lo scorso 21 gennaio presso la sala Giunta del Comune. Un incontro, al quale presiedevano il Sindaco T.Esposito, l’Assessore all’Ambiente P.Marangio e l’Ing.I.Russo Spena e dal quale partiva un vero e proprio allarme lanciato agli Enti sovracomunali dagli amministratori cittadini.  “Sono trascorsi oltre 5 mesi, ma nessuno degli interventi di bonifica del territorio messi in cantiere dal Governo è ancora partito – affermava il primo cittadino – e noi siamo stanchi di dare soltanto, senza ricevere nulla. Le conseguenze ricadono anche sui settori produttivi, primo tra tutti su quello dell’agricoltura, che sta pagando un prezzo salato. E lo dimostra la discarica in località Calabricito. Infatti, se da un lato occorre introdurre un’autocertificazione condivisa e riconosciuta, dall’altro va avviata la bonifica e la rimozione dei rifiuti”. Dal canto suo l’Assessore comunale ricordava che l’amministrazione ha avuto ben due incontri operativi con i funzionari del dicastero dell’Ambiente, ma alla fine hanno risposto che non ci sono soldi. Le oltre 24 discariche stracolme di rifiuti di varie tipologie censite da anni, di cui due grandi ognuna come un campo di calcio, sembrano essere finite nel dimenticatoio dopo le promesse seguite alla costruzione e all’avvio dell’inceneritore, sito in località Pantano. I due governanti cittadini ricordavano, inoltre, che non sono state rimosse dal sito provvisorio di stoccaggio, sito di fronte al termovalorizzatore, nemmeno le tonnellate di ecoballe, ivi abbancate dal 2005 in poi, nonostante gli impegni presi dal Sottosegretario Bertolaso in persona, nè l’immondizia tal quale scaricata sulle piazzole durante i giorni più caldi dell’emergenza rifiuti in Campania, nonostante due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio favorevoli al Comune (la n.1797/2009 e la n.1798/2009), rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta. Piattaforme definite dai Giudici non idonee ad accogliere tali rifiuti, ma di smuoverli fino ad oggi non è stato possibile.  “Per adesso i rifiuti abbandonati li ha rimossi il Comune a sue spese”, spiegava Marangio, mentre illustrava l’elenco dei 9 siti bonificati. Tonnellate di rifiuti che sono state portate via anche dalla centrale di sollevamento di via Po, che dovrebbe convogliare le acque reflue della città e, insieme all’altro impianto di via Piave, che attende di essere collaudato, trasportarle nel depuratore consortile. I…

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Acerra aspetta le “giuste” risposte sulla questione termovalorizzatore

Ci sembrava opportuno aprire il giornale, proponendo una sintesi degli ultimi sviluppi relativi al locale termovalorizzatore e che funziona ormai a pieno regime (fino a 1900 tonnellate di rifiuti bruciate al giorno, che producono 80 megawatt di energia elettrica ed un guadagno, dalla vendita di energia tra novembre e dicembre 2009, pari a 12 milioni di euro). Al di là delle rispettive posizioni, la maggior parte della cittadinanza continua a chiedersi, quand’è che comincerà a godere dei benefici in materia di agevolazione tariffaria e di realizzazione di opere pubbliche, con relativo miglioramento della qualità della vita dell’intera comunità, conseguenti alle compensazioni ed alle royalties previste dagli accordi firmati dal Comune nelle sedi istituzionali. Un’attesa legittima, visto che i suddetti vantaggi fanno parte del programma elettorale presentato dall’attuale primo cittadino agli elettori acerrani oltre sette mesi fa. Con l’attenzione, ovviamente, rivolta ad un continuo monitoraggio del funzionamento dell’impianto, che dovrebbe tornare ad essere una prerogativa ordinaria del Sindaco, per tutelare la salute pubblica. Ma non possiamo ignorare la bagarre scatenata dal Decreto n.195 del 30 dicembre scorso, che chiude l’emergenza rifiuti in Campania. Infatti la “Fibe-Impregilo”, attraverso la sua controllata “Fisia Italimpianti”, ha trascinato in Tribunale la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un ricorso presentato presso il Tribunale di Genova, senza attendere eventuali modifiche durante la conversione in legge del Decreto. In ballo ci sono circa 750 milioni di euro di crediti vantati, che il decreto cristallizza. Il provvedimento è una doccia gelata per la società ex Iri, con sede a Genova, costretta a mettere in cassa integrazione straordinaria i suoi 250 addetti, nonostante i crediti vantati. Da qui il ricorso per violazione del diritto di proprietà, violazione della normativa europea in materia di libertà d’impresa e mancato rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori. Il ricorso ripercorre tutta la storia del contezioso: dalla gestione del ciclo dei rifiuti e la costruzione degli ex cdr prima della rescissione del contratto (circa 350 milioni), sino ai soldi anticipati per costruire ed ultimare il termovalorizzatore (quasi 400 milioni di euro). Una partita complessa da circa 750 milioni. E per capirla, occorre ripartire da quella gara d’appalto vinta dalla Fibe-Fisia nel 1999 per gestire il ciclo campano dei rifiuti. Contratto poi rescisso nel novembre del ’95. Per quei sei anni la…

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Rilasciata l’Autorizzazione Ambientale Integrata alla “Ngp-Bio Natura srl”

La notizia del rilascio da parte della Giunta regionale della Campania in data 30 dicembre 2009, attraverso il Decreto n.390, alla “Ngp-Bio Natura srl”, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata (A.I.A.), con cui si autorizza la società ad esercire l’impianto Biac, modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e con, arriva nel mentre mandiamo in stampa questo numero di Oblò. Ritorneremo prossimamente sull’argomento, già più volte trattato, evidenziando fin d’ora che tale provvedimento contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con  l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti.

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Il Decreto Legge con le novità relative al termovalorizzatore di Acerra

Novità relative al termovalorizzatore di località Pantano giungevano dal Decreto Legge, che chiude l’emergenza rifiuti, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 17 dicembre. L’impianto di Acerra, infatti, sta ottenendo i primi risultati: stando ai dati di dicembre 2009, sono stati già prodotti 12 milioni di euro in energia elettrica, mentre si stanno smaltendo più di 2000 tonnellate di rifiuti. A decorrere da questo mese, inoltre, viene autorizzata la stipula di un contratto di affitto del termovalorizzatore (per un canone di 2,5 milioni di euro mensili), sebbene alla Protezione Civile spetta il pieno godimento dell’impianto compresi i ricavi, che deriveranno dalla vendita di energia elettrica prodotta. La gestione doveva passere alla società “A2A” a partire dallo scorso 15 gennaio. L’articolo 10, invece, prevede che «entro il 31 dicembre 2011 la proprietà dell’impianto sia trasferita – con Decreto della Presidenza del Consiglio – alla Regione Campania, previa intesa con la stessa o ad altro ente pubblico anche non territoriale, ovvero alla Presidenza del Consiglio-Dipartimento della Protezione Civile o a un soggetto privato». Sono due, poi, le strutture che garantiranno la continuità ed il supporto agli enti locali, affiancandoli nell’attività: si tratta dell’Unità stralcio e dell’Unità operativa, che cesseranno il 31 gennaio 2011, termine prorogabile per non più di sei mesi. Tra i loro compiti più importanti ci sarà l’accertamento dei debiti e dei crediti derivanti dalla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Rispetto ai crediti dovuti dai Comuni alla struttura, è previsto un recupero mediante riduzione dei trasferimenti erariali. L’articolo 19 del Decreto varato dal Consiglio dei Ministri prevede, inoltre, la costituzione di una società per azioni d’interesse nazionale, denominata “Protezione Civile spa” con sede a Roma. Unico azionista è la Presidenza del Consiglio. La società ha come oggetto “lo svolgimento delle funzioni strumentali del dipartimento della Protezione civile, ivi compresa la gestione della flotta aerea e delle risorse tecnologiche nonché la progettazione, la scelta del contraente, la direzione lavori, la vigilanza degli interventi strutturali e infrastrutturali, l’acquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del dipartimento”, comprese le emergenze. Il Consiglio di amministrazione della società è nominato dal premier su proposta del Segretario generale della Presidenza del Consiglio e del Capo dipartimento della Protezione civile. Ed il valore del termovalorizzatore, stabilito dall’articolo 9, ammonta ad una cifra…

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