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Osservatorio ambientale: il Sindaco ritira polemicamente i tecnici

Ha preso una decisione drastica ed importante allo stesso tempo, richiamando gli organi competenti sovracomunali al rispetto degli impegni sottoscritti e ad assumersi le proprie responsabilità. Il riferimento è al Sindaco T.Esposito, che lo scorso 11 marzo ha privato l’Osservatorio ambientale, l’organo di controllo delle attività dell’inceneritore e che era stato istituto dal premier Berlusconi con un’ordinanza del gennaio 2009, dei tecnici nominati dal Comune di Acerra. Alla base dell’autosospensione dall’Osservatorio, la cui funzionalità era stata prorogata dal Sottosegretario Bertolaso il mese scorso e di cui fanno parte anche rappresentanti nominati dalla Protezione Civile, Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Arpac e Comune di San Felice a Cancello, c’è la protesta contro la mancata attuazione degli accordi sottoscritti tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e l’amministrazione comunale acerrana. “Niente di quanto doveva essere fatto per garantire il diritto alla salute ed alla sicurezza dei cittadini è stato realizzato – sbotta il primo cittadino – e le istituzioni sono latitanti e ciò non è possibile tollerarlo ancora”. Il riferimento della fascia tricolore, che nelle scorse settimane filmò la fuoriuscita dai camini dell’inceneritore di fumo nero, è alla mancata bonifica dei territori inquinati dalla diossina e da altre sostanze tossiche e nocive, ma anche una serie di questioni irrisolte legate al termodistruttore. Sotto accusa c’è lo scarico delle acque, il programmato ma mai realizzato raddoppio del sistema di monitoraggio delle emissioni, il controllo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, ma anche il percorso delle scorie in uscita dall’impianto e il sistema dei controlli ambientali esterni all’impianto. “E’ inammissibile che da oltre sei mesi abbiamo chiesto all’Arpac di conoscere la speciazione e la fonte di produzione delle polveri sottili, senza avere mai una risposta” – incalza Esposito. A preoccupare gli amministratori locali, ma anche i comitati ambientalisti sono gli sforamenti di Pm 10 segnalati dalle centraline dell’Arpac nell’area limitrofa a quella dove sorge il termovalorizzatore: ben 112, da marzo fino al 31 dicembre dell’anno scorso; 18 da gennaio sui 35 consentiti in un anno. Sforamenti che però non sarebbero addebitabili, secondo l’ex Commissariato di Governo e l’Arpac, all’inceneritore. “L’Osservatorio ambientale istituito è stato utile, per assicurare un’informazione dell’impianto. Ma ora bisogna creare una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, per avviare quel monitoraggio da sempre promesso dal Governo e dalla Regione e…

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Comunicato stampa. L’Italia condannata dall’Europa

E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all’ambiente”. Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea, in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni. Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente. In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie. Non è stato così in Italia ed in Campania, dove i Governi di destra e di sinistra, succedutesi in questi anni, hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti. La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente, che le consenta di uscire dall’emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee. Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dov’è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall’ultimo decreto in materia! L’inceneritore di Acerra rappresenta l’emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale, consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell’impianto, sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare 2,5 milioni di euro al mese. La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato, che ci da la forza ed il coraggio di continuare…

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Regi Lagni: partito tra molte perplessità il risanamento dei canali borbonici

Quello di trasformare i Regi Lagni in giardini, bonificando e ripulendo i 57 chilometri del canale principale, che nasce dal nolano e sfocia sul litorale domitio, è l’obiettivo che si è posto da tempo la Regione Campania. Il tutto, piantumando lungo tutto il tragitto una vera e propria foresta, protetta da una recinzione e sorvegliata a vista da sistemi satellitari e guardie ambientali ed installando ponti di attraversamento in legno. Un progetto che Regione, Comuni, Arpac e Consorzio di bonifica del Basso Volturno misero in cantiere nei mesi scorsi con un primo finanziamento di 50 milioni di euro. Il progetto, che intende trasformare i canali borbonici dall’attuale fogna a cielo aperto a giardino d’Europa, ricalca il modello dei corsi d’acqua che percorrono il bacino carbonifero tedesco della Ruhr. I primi interventi sono stati effettuati ad Acerra, dove dopo oltre cento anni sono tornati ad insistere lungo le sponde di circa tre chilometri di canale 200 tra pioppi ed ontani. Ed il cosiddetto “Parco di Acerra” è stato celebrato con una manifestazione lo scorso 27 febbraio, svoltasi sia lungo le sponde del noto corso d’acqua, che presso il Castello baronale. All’appuntamento presenziavano gli Assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura, le scolaresche cittadine, il Sindaco Esposito, l’assessore Marangio ed i Direttori dell’Arpac, G.Volpicelli ed A.De Nardo. “È stato un primo intervento di recupero del paesaggio storico dei lagni, a cui anche noi come Comune abbiamo contribuito attraverso la creazione di barriere, per evitare il ripetersi degli sversamenti abusivi di rifiuti”, spiegava l’Assessore all’Ambiente Marangio. Ad Acerra le squadre dell’Arpac sono ancora al lavoro per bonificare l’intero tratto dei Regi Lagni, ma già sono state rimosse 400 tonnellate di rifiuti e denunciati alla Magistratura 5 titolari di scarichi abusivi, che sversavano i loro liquami industriali nell’alveo, che costeggia il corso principale del lagno. Un altro scarico di grosse dimensioni veniva chiuso il giorno successivo. Nonostante ciò la puzza è ancora persistente e l’acqua non è certo pura e trasparente. Il primo cantiere, situato nei pressi del “Ponte di Napoli”, all’ingresso della città, si estende per circa 6mila mq. È il primo nucleo di un parco, che si estenderà su di un’area complessiva di 30mila mq. Ed il progetto investirà in futuro i territori di ben 20 Comuni del napoletano e del casertano….

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Distribuzione sacchetti RSU

Si porta a conoscenza della cittadinanza che i sacchetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani sono distribuiti presso il cantiere della società “Ego Eco”, sita in località Gaudello. I sacchetti vengono consegnati agli utenti tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 12:00, previa presentazione della ricevuta dell’avvenuto pagamento della Tarsu. Per ulteriori informazioni telefonare allo 081/8039791.

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Le ecoballe accumulate non possono essere bruciate nell’inceneritore di Acerra

Torna in primo piano, in questi giorni, la questione relativa ai quasi 6 milioni di ecoballe (sarebbero 8 milioni secondo il Sindaco di Giugliano Pianese) accumulate tra Villa Literno e Giugliano, in località “Taverna del Re” e che in un primo momento sembrava dovessero essere bruciate nell’inceneritore costruito in località Pantano. L’impianto, a detta dei tecnici dell’ex Commissario Guido Bertolaso, avrebbe riservato una linea dell’impianto esclusivamente per tale scopo. Ed allora la domanda è più che mai attuale: come e dove devono essere smaltite queste montagne di rifiuti? “Le ecoballe – precisa l’Assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini – sono mummificate ed hanno un potere calorico di 6000 chilocalorie per chilo. Il carico termico ammissibile ad Acerra è di 4300 chilocalorie per chilo. Fonderebbero la griglia e farebbero cadere i refrattori. Miscelarle con rifiuto fresco o umidificante, come ho sentito da qualcuno, è proibito da 20 anni dalla UE. Non si possono mischiare flussi diversi, perché incorreremmo in un’altra pesantissima sanzione pecuniaria. Perciò – proseguiva l’ex presidente di Greenpeace – il piano regionale delinea due ipotesi: o una tecnologia di ossicombustione senza fiamma, sperimentata dall’Enel e certificata ad emissioni prossime allo zero dal Mit nel 2009, oppure la gassificazione a 1600 gradi con produzione di singas e scorie vetrificate”. Soluzioni prospettate dalla Provincia anche in passato, visto che si escludeva la soluzione del cementificio, che richiederebbe di riprocessare le ecoballe una per una, per trasformarle in cdr di qualità. Resta anche da stabilire di chi sono le ecoballe, poiché occorre sapere chi deve sopportare gli enormi impegni economici per smaltirle; se rappresentano un costo o una risorsa; se c’è qualcuno che debba essere pagato o debba pagare per lo smaltimento. Di chi sono allora? Del Commissariato di Governo? Della Fibe? Delle banche? O sono ancora sottoposte a sequestro giudiziario? Sembrerebbe, però, che il Decreto legge n.195/2010 attribuirebbe l’onere finanziario dell’operazione ecoballe al potere centrale, riconoscendo che le istituzioni locali non sarebbero in grado di far fronte all’esigenza. Intanto le enormi piramidi di rifiuti continuano ad occupare migliaia di chilometri quadrati di territorio regionale e chissà se e quando ce ne liberemo.      Puzone Antonio

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Inceneritore: terminano i collaudi ma resta la preoccupazione dei cittadini

Il fumo nero che veniva visto da molti cittadini, nei giorni scorsi, levarsi in alto dai camini dell’inceneritore e che in poco tempo oscurava l’area circostante, procurava non poca preoccupazione ed allarme tra la popolazione, soprattutto tra i contadini, desiderosi di ricevere spiegazioni in merito. Allarmismo, di cui veniva informato anche il Sindaco Esposito, che provvedeva ad inviare una lettera al Sottosegretario alla Protezione Civile G.Bertolaso. “Le problematiche relative al termovalorizzatore di Acerra, con particolare riferimento alla sorveglianza ambientale ed alle compensazioni previste dal protocollo d’intesa siglato il 26 marzo 2009, finora rimasto in massima parte disatteso – scrive il primo cittadino – necessitano di un incontro urgente. Resto in attesa di un suo riscontro”. A recarsi in Municipio per esporre la situazione al Sindaco erano stati soprattutto gli agricoltori, che avevano parlato di “odore nauseabondo e di cenere caduta dal cielo, depositatasi sui panni stesi sui balconi e pertanto sporcati”. Lo stesso Sindaco informava dell’episodio, che si è verificato anche in altre occasioni, l’Arpac e l’Osservatorio ambientale (decaduto in data 31.12.2009 ma prorogato fino al 31 dicembre 2011), chiedendo la convocazione di una riunione, alla quale partecipassero tutte le istituzioni competenti, il Sindaco di S.Felice a Cancello De Lucia ed il Presidente della Regione Bassolino, per dare un seguito concreto al processo di vigilanza ambientale e sanitario, che individui la costituzione di una struttura permanente a carattere scientifico, destinata al monitoraggio epidemiologico ambientale. E gli sforamenti dei limiti di presenza delle polveri sottili PM10, stando ai dati Arpac, hanno superato i 191 giorni, a fronte dei 35 massimi annui previsti dalle normative. Ciò è avvenuto in meno di un anno di esercizio dell’impianto, il cui valore corrisponde a 335 milioni di euro ed il cui trasferimento di proprietà alla Regione Campania o alla Protezione Civile avverrà il 31 dicembre del 2011. Intanto è terminata la fase di collaudo. L’avvenuto superamento dei test tecnologici andava certificata lo scorso 28 febbraio da un’apposita commissione, per consentire il via libera e l’avvio dell’esercizio definitivo dell’impianto. Ed era fissata al I marzo la data, in cui la Fibe doveva definitivamente uscire di scena dal ciclo dei rifiuti campani con il passaggio della gestione del termodistruttore alla società lombarda “A2A”. Frattanto lo scorso 24 febbraio i tre forni dell’inceneritore, dopo i trenta…

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Corretto conferimento dei rifiuti differenziati

In merito al conferimento dei rifiuti differenziati – conferimento imballaggi (Carta e Cartone), (Plastica e Lattine in alluminio e in acciaio), con esclusione dei piatti e dei bicchieri monouso, vista anche l’Ordinanza del Commissario Straordinario n.8 dell’8 aprile 2009, sentito anche il Vice Segretario generale e Dirigente del Servizio di Igiene Urbana, il Comune avvisa la cittadinanza che dovrà conferire, presso il proprio numero civico correttamente i seguenti rifiuti da raccolta differenziata. Gli imballaggi in carta e cartone vanno conferiti tutti i giorni, con esclusione delle giornate che precedono le domeniche e le giornate festive, dalle ore 20:00 alle ore 6:00. Gli imballaggi in plastica e lattine in alluminio e in acciaio (multimateriale – no piatti e bicchieri monouso) esclusivamente il mercoledì sera a partire dalle ore 20:00. Il vetro può essere  conferito tutti i giorni nelle apposite campane adibite alla raccolta dello stesso e dislocate nei vari punti del territorio comunale. La Polizia Municipale sanzionerà i trasgressori, visto il Regolamento vigente del Servizio di Igiene Urbana, nonché ai sensi delle vigenti normative in materia di illecito ed incontrollato conferimento dei rifiuti.

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Una densa nube di fumo si leva dall’inceneritore: allarme tra i cittadini

Preoccupazione anche ad Acerra dopo la diffusione su YouTube nei giorni scorsi di un filmato, nel quale si vedeva una densa nube di fumo biancastro innalzarsi da una delle ciminiere del termovalorizzatore sito in località Pantano. La struttura guidata da Bertolaso sottolineava che anche questa volta, così come nelle occasioni precedenti, le emissioni sono assolutamente nella norma. Ma T.Sodano, responsabile nazionale ambiente del Prc ed ex vicepresidente della Commissione sul ciclo dei rifiuti, dopo aver espresso preoccupazione per l’episodio, sottolineava: “Siamo preoccupati anche dalle modalità, con cui viene controllato l’impianto. Non ci sembra giusto che sia l’azienda stessa a controllare il proprio operato”. Le immagini contenute in un video amatoriale mostravano la parte di cielo sovrastante l’area, in cui si trova il termodistruttore, invasa da una fitta nube di fumo proveniente dall’impianto. “Quest’episodio – diceva Sodano – riporta a galla per l’ennesima volta tutti i dubbi che abbiamo sollevato in questi mesi e che giacciono in un esposto-denuncia da me presentato alla Procura della Repubblica a giugno 2009”. Intanto lo scorso 31 dicembre per Decreto l’Osservatorio sul termovalorizzatore ha cessato la sua attività, lasciando ora all’A2A anche quest’aspetto. Un’altro aspetto dei controlli riguarda il display coi dati in tempo reale delle emissioni, che era stato promesso ad Acerra a piazza Duomo. Inoltre nella zona si attende ancora la bonifica annunciata. “Tutte queste circostanze – aggiungeva Sodano – ci inducono a ritenere che sia indispensabile un attento e severo controllo sul funzionamento dell’impianto da parte di un soggetto esterno. L’inceneritore sta funzionando in spregio a tutte le norme ambientali comunitarie, ma anche di tutte le prescrizioni prese col Comune di Acerra prima della sua apertura. In queste condizioni l’impianto funziona in regime di illegalità”. Dalla struttura commissariale confermavano invece che tutto procede secondo i piani previsti e che le emissioni sono nella norma e sotto controllo. Ma chi si adirava per tutto ciò era anche il Sindaco Tommaso Eposito, che affermava: “Dobbiamo avere garanzie precise sul corretto funzionamento dell’inceneritore e creare un organismo di controllo neutrale che sostituisca il disciolto osservatorio ambientale. È grave che ristori ambientali, benefici fiscali e bonifica del territorio siano stati solo delle promesse”.

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Emergenza ambientale: il Sindaco chiede bonifiche e maggiori controlli all’inceneritore

Sono state le emergenze ambientali e le bonifiche bloccate per mancanza di fondi le tematiche al centro della conferenza stampa, tenutasi lo scorso 21 gennaio presso la sala Giunta del Comune. Un incontro, al quale presiedevano il Sindaco T.Esposito, l’Assessore all’Ambiente P.Marangio e l’Ing.I.Russo Spena e dal quale partiva un vero e proprio allarme lanciato agli Enti sovracomunali dagli amministratori cittadini.  “Sono trascorsi oltre 5 mesi, ma nessuno degli interventi di bonifica del territorio messi in cantiere dal Governo è ancora partito – affermava il primo cittadino – e noi siamo stanchi di dare soltanto, senza ricevere nulla. Le conseguenze ricadono anche sui settori produttivi, primo tra tutti su quello dell’agricoltura, che sta pagando un prezzo salato. E lo dimostra la discarica in località Calabricito. Infatti, se da un lato occorre introdurre un’autocertificazione condivisa e riconosciuta, dall’altro va avviata la bonifica e la rimozione dei rifiuti”. Dal canto suo l’Assessore comunale ricordava che l’amministrazione ha avuto ben due incontri operativi con i funzionari del dicastero dell’Ambiente, ma alla fine hanno risposto che non ci sono soldi. Le oltre 24 discariche stracolme di rifiuti di varie tipologie censite da anni, di cui due grandi ognuna come un campo di calcio, sembrano essere finite nel dimenticatoio dopo le promesse seguite alla costruzione e all’avvio dell’inceneritore, sito in località Pantano. I due governanti cittadini ricordavano, inoltre, che non sono state rimosse dal sito provvisorio di stoccaggio, sito di fronte al termovalorizzatore, nemmeno le tonnellate di ecoballe, ivi abbancate dal 2005 in poi, nonostante gli impegni presi dal Sottosegretario Bertolaso in persona, nè l’immondizia tal quale scaricata sulle piazzole durante i giorni più caldi dell’emergenza rifiuti in Campania, nonostante due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio favorevoli al Comune (la n.1797/2009 e la n.1798/2009), rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta. Piattaforme definite dai Giudici non idonee ad accogliere tali rifiuti, ma di smuoverli fino ad oggi non è stato possibile.  “Per adesso i rifiuti abbandonati li ha rimossi il Comune a sue spese”, spiegava Marangio, mentre illustrava l’elenco dei 9 siti bonificati. Tonnellate di rifiuti che sono state portate via anche dalla centrale di sollevamento di via Po, che dovrebbe convogliare le acque reflue della città e, insieme all’altro impianto di via Piave, che attende di essere collaudato, trasportarle nel depuratore consortile. I…

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Acerra aspetta le “giuste” risposte sulla questione termovalorizzatore

Ci sembrava opportuno aprire il giornale, proponendo una sintesi degli ultimi sviluppi relativi al locale termovalorizzatore e che funziona ormai a pieno regime (fino a 1900 tonnellate di rifiuti bruciate al giorno, che producono 80 megawatt di energia elettrica ed un guadagno, dalla vendita di energia tra novembre e dicembre 2009, pari a 12 milioni di euro). Al di là delle rispettive posizioni, la maggior parte della cittadinanza continua a chiedersi, quand’è che comincerà a godere dei benefici in materia di agevolazione tariffaria e di realizzazione di opere pubbliche, con relativo miglioramento della qualità della vita dell’intera comunità, conseguenti alle compensazioni ed alle royalties previste dagli accordi firmati dal Comune nelle sedi istituzionali. Un’attesa legittima, visto che i suddetti vantaggi fanno parte del programma elettorale presentato dall’attuale primo cittadino agli elettori acerrani oltre sette mesi fa. Con l’attenzione, ovviamente, rivolta ad un continuo monitoraggio del funzionamento dell’impianto, che dovrebbe tornare ad essere una prerogativa ordinaria del Sindaco, per tutelare la salute pubblica. Ma non possiamo ignorare la bagarre scatenata dal Decreto n.195 del 30 dicembre scorso, che chiude l’emergenza rifiuti in Campania. Infatti la “Fibe-Impregilo”, attraverso la sua controllata “Fisia Italimpianti”, ha trascinato in Tribunale la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un ricorso presentato presso il Tribunale di Genova, senza attendere eventuali modifiche durante la conversione in legge del Decreto. In ballo ci sono circa 750 milioni di euro di crediti vantati, che il decreto cristallizza. Il provvedimento è una doccia gelata per la società ex Iri, con sede a Genova, costretta a mettere in cassa integrazione straordinaria i suoi 250 addetti, nonostante i crediti vantati. Da qui il ricorso per violazione del diritto di proprietà, violazione della normativa europea in materia di libertà d’impresa e mancato rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori. Il ricorso ripercorre tutta la storia del contezioso: dalla gestione del ciclo dei rifiuti e la costruzione degli ex cdr prima della rescissione del contratto (circa 350 milioni), sino ai soldi anticipati per costruire ed ultimare il termovalorizzatore (quasi 400 milioni di euro). Una partita complessa da circa 750 milioni. E per capirla, occorre ripartire da quella gara d’appalto vinta dalla Fibe-Fisia nel 1999 per gestire il ciclo campano dei rifiuti. Contratto poi rescisso nel novembre del ’95. Per quei sei anni la…

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