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Riceviamo e pubblichiamo

Le scriventi associazioni ambientaliste, Fed.Assocampaniafelix, OSIS organismo sicurezza sociale, ENDAS, Le Donne del 29 agosto, Ass.Raggi di sole, rispettivamente rappresentate dal dott.Esposito Gennaro, Alfonso Maria Liguori, Esposito Armando, Virginia Petrellese e Annamaria Volpe, promotori del referendum popolare cittadino, che pone come scopo l’obbligo di emettere un’ordinanza sindacale, atta a bloccare l’autorizzazione regionale concessa alla “Ngp Bio Natura Srl” (ex Montefibre) per il trattamento di 2.400.000 Kg di liquami pericolosi al giorno, in un Comune “protetto” da svariati emendamenti legislativi con l’investitura poco qualificante di “Comune in stato di emergenza ambientale da diossina e altro…”, comunicano che hanno raggiunto il quorum previsto dallo statuto comunale (numero di firme maggiore di 1/30 del numero degli aventi diritto al voto nel Comune di Acerra), circa 1330. “Abbiamo raccolto solo oggi 300 firme, raggiungendo quota 1.400” – dichiara soddisfatto il Consigliere comunale Alfonso Maria Liguori. “E’ stato faticoso, anche perché di fatto sono l’unico Consigliere che ha dato appoggio e disponibilità  materiale alle associazioni e l’unico che ha dato la disponibilità per le autentiche delle firme, come previsto dalla norma regolamentare dei referendum”. Ed incalza: “Ad Acerra manca la volontà della difesa dell’ambiente da parte della politica, che rappresenta il popolo nel governo del paese. Penso che dopo le elezioni tutti gli eletti si dimentichino di questo importante parametro di rappresentanza e di responsabilità sociale. Il silenzio sulla questione ambientale è un dato di fatto gravemente negativo, salvo piccole parentesi vergognose, di affissioni offensive e denigratorie rivolte agli ambientalisti, in primis a firma del partito del sindaco in carica, Dott. Esposito Tommaso, che in campagna elettorale ha tratto tanti benefici dal suo falso appoggio alla problematica ambientale. E questo è incontrovertibile: basta leggere il suo programma elettorale”. Le associazioni hanno indetto una riunione in data 17.03.2010. Sul tavolo la possibilità di inserire nel quesito referendario anche il blocco della richiesta di autorizzazione A.I.A. della seconda centrale elettrica a biomassa più grande d’Europa da parte della Fri-el gruppo Montefibre e della richiesta A.I.A. di Ital-Ambiente, per il trattamento di rifiuti, sempre sul nostro territorio. Le associazioni ricordano che sul nostro territorio sono già in essere due centrali elettriche: la Sogetel da 100 Mw e lo stesso inceneritore, che di fatto è una centrale elettrica. “Quando finirà questo vergognoso silenzio e quando si dirà…

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Protocollate le firme (1850) del Referendum popolare contro la “Ngp-Bio Natura srl”

Prevedeva un quorum minimo di 1250 firme. Ne sono state raccolte 1850 valide. Presto al via le operazioni per il referendum, che dovrà stabilire se impedire alla “Ngp-Bio Natura srl” di aprire i battenti e trattare liquami pericolosi nell’area Asi. Entro 15 giorni il Sindaco T.Esposito (che intanto si è dimesso e che ha 20 giorni di tempo per ritirare le proprie dimissioni ndr) dovrà convocare la commissione per il referendum composta per Statuto dal Segretario generale, dal Difensore civico e da un membro designato dal Tribunale di Nola e che dovrà controllare le procedure preliminari entro ulteriori 30 giorni. Nei 10 giorni successivi il Sindaco relazionerà in Consiglio comunale e indirà la data del referendum, preceduta da un mese di campagna referendaria. Il referendum promosso dalle associazioni ambientaliste e dai Comitati locali e provinciali è abrogativo del Decreto di Giunta Regionale n.390/2009, che ha autorizzato le attività di trattamento dei liquami della Ngp Bio Natura nell’area ASI di Acerra, ma potrà essere applicato a tutte le aziende simili che intendono operare sul territorio comunale per le medesime attività di trattamento dei rifiuti pericolosi e non. Esso prevede il quorum del 50% più uno per essere valido. Una limitazione che rappresenta una grossa spina nel fianco per tutti i comitati promotori di referendum in Italia. “C’è una richiesta del 12 marzo scorso della “Agro Bio Energy srl di Napoli – annuncia il Consigliere Alfonso Maria Liguori – per ottenere un’autorizzazione all’esercizio di un ulteriore impianto a biomassa, per produrre energia elettrica. A questa Conferenza dei Servizi non ha partecipato nessun rappresentante del Comune. Questa la dice lunga sull’atteggiamento ‘passivo’ tenuto da quest’amministrazione comunale nei confronti di ditte, che hanno subodorato l’odore degli affari proprio con il trattamento dei rifiuti tossici. Per questo ho chiesto al Sindaco l’elenco di tutte le Conferenze dei Servizi che sono state attivate sul territorio di Acerra, in atto o da convocarsi. Se Acerra diviene lo sversatoio d’Italia un motivo certamente esiste. E la volontà di insediare aziende inquinanti si manifesta con i pareri favorevoli e anche con i silenzi…”. E proprio le associazioni unite in un solo coordinamento (Endas, Fed.Assocampaniafelix, Comitato Donne del 29 Agosto, Ass. Raggi di Sole, Osis e Movimento Consumatori) hanno presentato il 23 marzo scorso un’interpellanza urgente al Sindaco,…

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In attesa delle nuove gare d’appalto si tende ad incrementare la raccolta differenziata

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, ci eravamo lasciati all’inizio di questo mese con l’avvio, da parte del Dirigente al Servizio in data 9.2.2010, del procedimento di risoluzione del rapporto contrattuale in corso tra il Comune e la Ego Eco, la società che attualmente gestisce il servizio di nettezza urbana, a seguito delle false dichiarazioni rese dall’impresa di Cassino durante la gara dei 5 anni. Ovviamente a contestare il provvedimento dirigenziale arrivavano il 23 febbraio scorso le controdeduzioni del legale della società laziale, l’Avv.G.Marone. Adesso, in attesa che si esprimano gli organi giudiziari e che l’amministrazione comunale dia il via all’indizione delle nuove gare d’appalto, di cui quella provvisoria dovrebbe avere una durata di 10 mesi, indetta non più con procedura negoziata ma aperta e ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, a fare notizia è l’ordinanza sindacale n.6 del 16.03.2010, con la quale si ritiene necessario e fondamentale implementare il servizio della raccolta differenziata della frazione umida/organica per le categorie dei grossi produttori, in modo anche da diminuire la quantità di rifiuti da conferire presso i siti autorizzati ed anche al fine di avere un ambiente più protetto e salubre. Un obiettivo al quale ha lavorato in questi mesi anche il Dirigente al servizio Igiene Urbana Dr.Vincenzo Castaldo, che si è occupato anche di seguire l’ottimizzazione della distribuzione dei contenitori presso le attività commerciali. Il primo cittadino ha dunque ordinato, a decorre dal 29 marzo 2010, di implementare la raccolta differenziata della frazione umida/organica per i grossi produttori ed esercenti commerciali quali: Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Ortofrutticoli, Salumerie ed Alimentari. Ma anche strutture sanitarie pubbliche, private e convenzionate, strutture scolastiche pubbliche e private e strutture di assistenza sociale pubbliche e private, che effettuano servizio di mensa. La frazione umida/organica dei rifiuti, specifica l’ordinanza, comprende esclusivamente: alimentari vari, avanzi di cibo, filtri di tè e camomilla, fiori recisi di tipo domestico, fondi di caffè, gusci d’uovo, pane vecchio, resti di cucina, scarti di frutta e verdura, ecc. Rifiuti che non devono essere inseriti in sacchetti di plastica, ma conferiti nei contenitori, che saranno consegnati ed affidati ad ogni singola attività. Tali contenitori saranno svuotati…

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Osservatorio ambientale: il Sindaco ritira polemicamente i tecnici

Ha preso una decisione drastica ed importante allo stesso tempo, richiamando gli organi competenti sovracomunali al rispetto degli impegni sottoscritti e ad assumersi le proprie responsabilità. Il riferimento è al Sindaco T.Esposito, che lo scorso 11 marzo ha privato l’Osservatorio ambientale, l’organo di controllo delle attività dell’inceneritore e che era stato istituto dal premier Berlusconi con un’ordinanza del gennaio 2009, dei tecnici nominati dal Comune di Acerra. Alla base dell’autosospensione dall’Osservatorio, la cui funzionalità era stata prorogata dal Sottosegretario Bertolaso il mese scorso e di cui fanno parte anche rappresentanti nominati dalla Protezione Civile, Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Arpac e Comune di San Felice a Cancello, c’è la protesta contro la mancata attuazione degli accordi sottoscritti tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e l’amministrazione comunale acerrana. “Niente di quanto doveva essere fatto per garantire il diritto alla salute ed alla sicurezza dei cittadini è stato realizzato – sbotta il primo cittadino – e le istituzioni sono latitanti e ciò non è possibile tollerarlo ancora”. Il riferimento della fascia tricolore, che nelle scorse settimane filmò la fuoriuscita dai camini dell’inceneritore di fumo nero, è alla mancata bonifica dei territori inquinati dalla diossina e da altre sostanze tossiche e nocive, ma anche una serie di questioni irrisolte legate al termodistruttore. Sotto accusa c’è lo scarico delle acque, il programmato ma mai realizzato raddoppio del sistema di monitoraggio delle emissioni, il controllo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, ma anche il percorso delle scorie in uscita dall’impianto e il sistema dei controlli ambientali esterni all’impianto. “E’ inammissibile che da oltre sei mesi abbiamo chiesto all’Arpac di conoscere la speciazione e la fonte di produzione delle polveri sottili, senza avere mai una risposta” – incalza Esposito. A preoccupare gli amministratori locali, ma anche i comitati ambientalisti sono gli sforamenti di Pm 10 segnalati dalle centraline dell’Arpac nell’area limitrofa a quella dove sorge il termovalorizzatore: ben 112, da marzo fino al 31 dicembre dell’anno scorso; 18 da gennaio sui 35 consentiti in un anno. Sforamenti che però non sarebbero addebitabili, secondo l’ex Commissariato di Governo e l’Arpac, all’inceneritore. “L’Osservatorio ambientale istituito è stato utile, per assicurare un’informazione dell’impianto. Ma ora bisogna creare una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, per avviare quel monitoraggio da sempre promesso dal Governo e dalla Regione e…

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Comunicato stampa. L’Italia condannata dall’Europa

E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all’ambiente”. Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea, in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni. Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente. In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie. Non è stato così in Italia ed in Campania, dove i Governi di destra e di sinistra, succedutesi in questi anni, hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti. La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente, che le consenta di uscire dall’emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee. Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dov’è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall’ultimo decreto in materia! L’inceneritore di Acerra rappresenta l’emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale, consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell’impianto, sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare 2,5 milioni di euro al mese. La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato, che ci da la forza ed il coraggio di continuare…

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Regi Lagni: partito tra molte perplessità il risanamento dei canali borbonici

Quello di trasformare i Regi Lagni in giardini, bonificando e ripulendo i 57 chilometri del canale principale, che nasce dal nolano e sfocia sul litorale domitio, è l’obiettivo che si è posto da tempo la Regione Campania. Il tutto, piantumando lungo tutto il tragitto una vera e propria foresta, protetta da una recinzione e sorvegliata a vista da sistemi satellitari e guardie ambientali ed installando ponti di attraversamento in legno. Un progetto che Regione, Comuni, Arpac e Consorzio di bonifica del Basso Volturno misero in cantiere nei mesi scorsi con un primo finanziamento di 50 milioni di euro. Il progetto, che intende trasformare i canali borbonici dall’attuale fogna a cielo aperto a giardino d’Europa, ricalca il modello dei corsi d’acqua che percorrono il bacino carbonifero tedesco della Ruhr. I primi interventi sono stati effettuati ad Acerra, dove dopo oltre cento anni sono tornati ad insistere lungo le sponde di circa tre chilometri di canale 200 tra pioppi ed ontani. Ed il cosiddetto “Parco di Acerra” è stato celebrato con una manifestazione lo scorso 27 febbraio, svoltasi sia lungo le sponde del noto corso d’acqua, che presso il Castello baronale. All’appuntamento presenziavano gli Assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura, le scolaresche cittadine, il Sindaco Esposito, l’assessore Marangio ed i Direttori dell’Arpac, G.Volpicelli ed A.De Nardo. “È stato un primo intervento di recupero del paesaggio storico dei lagni, a cui anche noi come Comune abbiamo contribuito attraverso la creazione di barriere, per evitare il ripetersi degli sversamenti abusivi di rifiuti”, spiegava l’Assessore all’Ambiente Marangio. Ad Acerra le squadre dell’Arpac sono ancora al lavoro per bonificare l’intero tratto dei Regi Lagni, ma già sono state rimosse 400 tonnellate di rifiuti e denunciati alla Magistratura 5 titolari di scarichi abusivi, che sversavano i loro liquami industriali nell’alveo, che costeggia il corso principale del lagno. Un altro scarico di grosse dimensioni veniva chiuso il giorno successivo. Nonostante ciò la puzza è ancora persistente e l’acqua non è certo pura e trasparente. Il primo cantiere, situato nei pressi del “Ponte di Napoli”, all’ingresso della città, si estende per circa 6mila mq. È il primo nucleo di un parco, che si estenderà su di un’area complessiva di 30mila mq. Ed il progetto investirà in futuro i territori di ben 20 Comuni del napoletano e del casertano….

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Distribuzione sacchetti RSU

Si porta a conoscenza della cittadinanza che i sacchetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani sono distribuiti presso il cantiere della società “Ego Eco”, sita in località Gaudello. I sacchetti vengono consegnati agli utenti tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle ore 12:00, previa presentazione della ricevuta dell’avvenuto pagamento della Tarsu. Per ulteriori informazioni telefonare allo 081/8039791.

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Le ecoballe accumulate non possono essere bruciate nell’inceneritore di Acerra

Torna in primo piano, in questi giorni, la questione relativa ai quasi 6 milioni di ecoballe (sarebbero 8 milioni secondo il Sindaco di Giugliano Pianese) accumulate tra Villa Literno e Giugliano, in località “Taverna del Re” e che in un primo momento sembrava dovessero essere bruciate nell’inceneritore costruito in località Pantano. L’impianto, a detta dei tecnici dell’ex Commissario Guido Bertolaso, avrebbe riservato una linea dell’impianto esclusivamente per tale scopo. Ed allora la domanda è più che mai attuale: come e dove devono essere smaltite queste montagne di rifiuti? “Le ecoballe – precisa l’Assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini – sono mummificate ed hanno un potere calorico di 6000 chilocalorie per chilo. Il carico termico ammissibile ad Acerra è di 4300 chilocalorie per chilo. Fonderebbero la griglia e farebbero cadere i refrattori. Miscelarle con rifiuto fresco o umidificante, come ho sentito da qualcuno, è proibito da 20 anni dalla UE. Non si possono mischiare flussi diversi, perché incorreremmo in un’altra pesantissima sanzione pecuniaria. Perciò – proseguiva l’ex presidente di Greenpeace – il piano regionale delinea due ipotesi: o una tecnologia di ossicombustione senza fiamma, sperimentata dall’Enel e certificata ad emissioni prossime allo zero dal Mit nel 2009, oppure la gassificazione a 1600 gradi con produzione di singas e scorie vetrificate”. Soluzioni prospettate dalla Provincia anche in passato, visto che si escludeva la soluzione del cementificio, che richiederebbe di riprocessare le ecoballe una per una, per trasformarle in cdr di qualità. Resta anche da stabilire di chi sono le ecoballe, poiché occorre sapere chi deve sopportare gli enormi impegni economici per smaltirle; se rappresentano un costo o una risorsa; se c’è qualcuno che debba essere pagato o debba pagare per lo smaltimento. Di chi sono allora? Del Commissariato di Governo? Della Fibe? Delle banche? O sono ancora sottoposte a sequestro giudiziario? Sembrerebbe, però, che il Decreto legge n.195/2010 attribuirebbe l’onere finanziario dell’operazione ecoballe al potere centrale, riconoscendo che le istituzioni locali non sarebbero in grado di far fronte all’esigenza. Intanto le enormi piramidi di rifiuti continuano ad occupare migliaia di chilometri quadrati di territorio regionale e chissà se e quando ce ne liberemo.      Puzone Antonio

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Inceneritore: terminano i collaudi ma resta la preoccupazione dei cittadini

Il fumo nero che veniva visto da molti cittadini, nei giorni scorsi, levarsi in alto dai camini dell’inceneritore e che in poco tempo oscurava l’area circostante, procurava non poca preoccupazione ed allarme tra la popolazione, soprattutto tra i contadini, desiderosi di ricevere spiegazioni in merito. Allarmismo, di cui veniva informato anche il Sindaco Esposito, che provvedeva ad inviare una lettera al Sottosegretario alla Protezione Civile G.Bertolaso. “Le problematiche relative al termovalorizzatore di Acerra, con particolare riferimento alla sorveglianza ambientale ed alle compensazioni previste dal protocollo d’intesa siglato il 26 marzo 2009, finora rimasto in massima parte disatteso – scrive il primo cittadino – necessitano di un incontro urgente. Resto in attesa di un suo riscontro”. A recarsi in Municipio per esporre la situazione al Sindaco erano stati soprattutto gli agricoltori, che avevano parlato di “odore nauseabondo e di cenere caduta dal cielo, depositatasi sui panni stesi sui balconi e pertanto sporcati”. Lo stesso Sindaco informava dell’episodio, che si è verificato anche in altre occasioni, l’Arpac e l’Osservatorio ambientale (decaduto in data 31.12.2009 ma prorogato fino al 31 dicembre 2011), chiedendo la convocazione di una riunione, alla quale partecipassero tutte le istituzioni competenti, il Sindaco di S.Felice a Cancello De Lucia ed il Presidente della Regione Bassolino, per dare un seguito concreto al processo di vigilanza ambientale e sanitario, che individui la costituzione di una struttura permanente a carattere scientifico, destinata al monitoraggio epidemiologico ambientale. E gli sforamenti dei limiti di presenza delle polveri sottili PM10, stando ai dati Arpac, hanno superato i 191 giorni, a fronte dei 35 massimi annui previsti dalle normative. Ciò è avvenuto in meno di un anno di esercizio dell’impianto, il cui valore corrisponde a 335 milioni di euro ed il cui trasferimento di proprietà alla Regione Campania o alla Protezione Civile avverrà il 31 dicembre del 2011. Intanto è terminata la fase di collaudo. L’avvenuto superamento dei test tecnologici andava certificata lo scorso 28 febbraio da un’apposita commissione, per consentire il via libera e l’avvio dell’esercizio definitivo dell’impianto. Ed era fissata al I marzo la data, in cui la Fibe doveva definitivamente uscire di scena dal ciclo dei rifiuti campani con il passaggio della gestione del termodistruttore alla società lombarda “A2A”. Frattanto lo scorso 24 febbraio i tre forni dell’inceneritore, dopo i trenta…

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Corretto conferimento dei rifiuti differenziati

In merito al conferimento dei rifiuti differenziati – conferimento imballaggi (Carta e Cartone), (Plastica e Lattine in alluminio e in acciaio), con esclusione dei piatti e dei bicchieri monouso, vista anche l’Ordinanza del Commissario Straordinario n.8 dell’8 aprile 2009, sentito anche il Vice Segretario generale e Dirigente del Servizio di Igiene Urbana, il Comune avvisa la cittadinanza che dovrà conferire, presso il proprio numero civico correttamente i seguenti rifiuti da raccolta differenziata. Gli imballaggi in carta e cartone vanno conferiti tutti i giorni, con esclusione delle giornate che precedono le domeniche e le giornate festive, dalle ore 20:00 alle ore 6:00. Gli imballaggi in plastica e lattine in alluminio e in acciaio (multimateriale – no piatti e bicchieri monouso) esclusivamente il mercoledì sera a partire dalle ore 20:00. Il vetro può essere  conferito tutti i giorni nelle apposite campane adibite alla raccolta dello stesso e dislocate nei vari punti del territorio comunale. La Polizia Municipale sanzionerà i trasgressori, visto il Regolamento vigente del Servizio di Igiene Urbana, nonché ai sensi delle vigenti normative in materia di illecito ed incontrollato conferimento dei rifiuti.

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