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Non concessa ancora l’Autorizzazione Ambientale alla centrale nell’ex Montefibre

Ancora nulla di fatto per il via libera definitivo alla centrale a biomasse in funzione in via provvisoria da tre anni nell’area ex Montefibre. La “Friel”, la società che gestisce l’impianto acquistato 7 anni fa dalla Ngp, dovrà fornire chiarimenti entro il prossimo 31 luglio ai componenti la Conferenza dei Servizi, convocata per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata necessaria per l’esercizio definitivo dell’impianto. A chiedere un supplemento d’indagine è stato il Comune, rappresentato dal Segretario generale Dr.ssa M.Piscopo e da un funzionario dell’Ufficio Tecnico. Secondo il Dirigente, prima di rilasciare una qualsiasi autorizzazione all’esercizio definitivo dell’impianto, è necessario chiarire quale sia l’impatto della nuova centrale elettrica da 74 megawatt di potenza, alimentata ad olio vegetale, sul territorio circostante. In particolare l’Ente di Viale della Democrazia ha chiesto all’Arpac i risultati delle analisi sulle emissioni in atmosfera e sull’inquinamento acustico dell’impianto effettuate negli anni scorsi e di recente, ma mai divulgate. Alla Friel è stato anche richiesto di dimostrare che la riconversione dell’impianto, una volta alimentato ad olio combustibile ed oggi ad olio di palma, non ne abbia di fatto incrementato la potenza termica oltre la soglia dei 50 megawatt consentiti e che non vi siano stati “effetti negativi per l’uomo e per l’ambiente”. Alla Conferenza dei Servizi hanno preso parte il Comune, la Friel, l’Asl Napoli 2, la Regione e l’Arpac, mentre era presente anche una delegazione dei comitati ambientalisti acerrani ed i membri della famiglia Cannavacciuolo, che nei mesi scorsi avevano denunciato l’azienda per presunte emissioni nocive rilasciate nell’atmosfera. La centrale alimenta le linee elettriche della Terna (la società targata Enel che gestisce la rete nazionale) in futuro dovrebbe servire, anche quando e se ripartirà il polo chimico, sito in contrada Pagliarone fermo da oltre 5 anni. L’investimento della Friel ammonta a circa 100 milioni di euro e dà lavoro a circa 25 lavoratori ex Ngp. “La centrale ceduta dalla Ngp nel 2003 – dichiara il rappresentante della società – era un impianto esistente e munito delle autorizzazioni alle emissioni ed agli scarichi”. I vertici societari assicurano, inoltre, che l’olio di palma utilizzato, prima di essere scaricato dalle navi provenienti dalla Nigeria, viene sottoposto ad analisi dagli uffici doganali. Il Comune ha inoltrato all’Arpac una valutazione ambientale strategica dell’intera area industriale, per conoscere l’impatto che le varie…

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Ital Ambiente srl: sequestrato impianto di frantumazione degli inerti

Di nuovo in primo piano l’attività dall’azienda “Ital Ambiente srl”, sita nella zona ASI di Acerra e di cui già parlammo agli inizi di aprile in merito alla richiesta di Autorizzazione Ambientale Integrata (A.I.A.), avanzata dalla società alla Regione Campania. Autorizzazione richiesta, tra l’altro, all’esercizio delle operazioni di smaltimento o recupero dei rifiuti pericolosi e non e di cui si parlò lo scorso 7 aprile in sede di Conferenza dei Servizi, durante la quale emergevano anche alcuni codici Cer, che individuano i rifiuti che Italambiente potrebbe trattare. E non c’è da stare tranquilli, in quanto ci sono, tra gli altri, rifiuti petroliferi, conciari, ceramiche, ceneri di incenerimento dei rifiuti ed il percolato. L’attenzione, intanto, era rivolta all’ispezione ed al conseguente sequestro, effettuato lo scorso 20 maggio, dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Napoli e dai tecnici dell’Arpac all’impianto fisso di frantumazione degli inerti, sito all’interno del capannone e all’area circostante all’uscita del filtro a manica. Un’azione congiunta, susseguente agli esposti inoltrati alla Procura della Repubblica di Nola dalle associazioni ambientaliste locali contro gli sforamenti ed i 10 codici Cer autorizzati alla società e dai Consiglieri comunali Tardi (Mpa) e Mondella (Uniti per Bigliardo). Ital Ambiente, come si evince dal Decreto dirigenziale n.527 del 28 aprile 2010 e trasmesso al Comune dalla Regione Campania in data 13.05.2010, aveva ottenuto l’Autorizzazione relativa all’esercizio dell’impianto mobile di recupero dei rifiuti. Il verbale, redatto dalla Forestale e dall’Arpac alla presenza dell’Amministratore Unico dell’azienda, stabilisce che la confisca è motivata dal non funzionamento dell’impianto di aspirazione “che non assolve alla funzione di abbattimento delle polveri prodotte. Stante l’urgenza ed al fine di evitare che il reato potesse essere portato ad ulteriori conseguenze, si è proceduto al sequestro. L’impianto in funzione era mal funzionante – recita ancora il verbale – data la notevole quantità di polveri in sospensione, tali da rendere necessaria la sua interruzione, per poter accedere all’interno del capannone stesso. All’uscita del filtro a manica, inoltre, non era presente alcun raccoglitore delle polveri prodotte al termine del ciclo di lavorazione”. Le polveri erano accumulate anche sulla pavimentazione del capannone e all’esterno della porta d’accesso. L’impresa è in possesso dell’autorizzazione provvisoria delle emissioni in atmosfera, rilasciata dalla Regione nel maggio del 2004, ma stando alla relazione dell’Ing.F.Fontana, redatta cinque mesi prima,…

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Nasce un centro per il monitoraggio epidemiologico regionale senza Acerra

La Regione studierà l’impatto del ciclo dei rifiuti sulla salute dei cittadini che vivono nei pressi degli impianti. Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Sanità con un fondo di 100 mila euro, ma si scatena la polemica. A protestare è stato nei giorni scorsi il Comune di Acerra, sede dell’unico inceneritore realizzato in Campania, tagliato fuori dal protocollo d’intesa previsto dal Sottosegretario Bertolaso. “Il progetto era nostro e prevedeva all’interno della struttura, che doveva essere realizzata ad Acerra, anche la presenza di garanti nominati dal Comune e dalla Provincia” tuonava all’indomani della notizia il Sindaco Esposito, che chiedeva un incontro urgente con il Presidente regionale Stefano Caldoro. A partorire un centro per il monitoraggio epidemiologico regionale era stato, su impulso degli amministratori locali, l’Osservatorio ambientale, la struttura creata da Bertolaso per controllare il corretto funzionamento del termovalorizzatore. Il progetto prevedeva l’istituzione di una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, che avrebbe valutato lo stato di salute dei cittadini che vivono nelle immediate vicinanze degli impianti di incenerimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani. «La struttura,così com’era stato condiviso e convenuto, doveva nascere ad Acerra, con un ruolo partecipe della comunità più direttamente coinvolta dall’impianto regionale più considerevole. Ma ora abbiamo appreso che la Regione e le strutture sanitarie regionali stanno adottando gli atti propedeutici all’avvio del progetto, senza coinvolgere il Comune» – spiegava l’Assessore all’Ambiente Marangio. In pratica sembra che in data 7.06.2010 c’era stata una prima riunione dell’organismo regionale diretto da Renato Pizzuti, a cui avrebbero partecipato tutti i responsabili dei servizi epidemiologici delle Asl di Napoli e Caserta. Una nota congiunta, poi, del primo cittadino e dell’assessore all’Ambiente specificava: “Ancora una volta la comunità acerrana e le istituzioni che la rappresentano, sono state poste ai margini di vicende così significative. Non è assolutamente in discussione la professionalità, la capacità ed il rigore scientifico di chi è responsabile del progetto. Ma Acerra ha il diritto elementare, naturale quanto inviolabile, di essere protagonista e responsabile del  proprio destino. Di tutto questo e delle molteplici questioni, che riguardano il territorio e la comunità acerrana, si auspica che le diverse e ripetute richieste di incontro con il Presidente della Regione, On.Caldoro, possano finalmente trovare un urgente riscontro. In ogni caso saranno intraprese tutte le iniziative necessarie, di carattere politico…

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Riceviamo pubblichiamo

Egregio Direttore, sul numero 76 del 24 maggio 2010 del giornale da voi diretto, abbiamo letto di uno scontro tra due esponenti politici di rilievo del nostro territorio appartenenti, il primo, alla Nuova Italia ed il secondo al PD sul tema dell’agricoltura. In merito alle considerazioni esposte in quella circostanza sull’argomento, vi scrivo per la prima volta in qualità di imprenditore agricolo e di rappresentante della “Lega dei Coltivatori Acerrani” (L.C.A). Il settore agricolo di Acerra merita un’attenzione di gran lunga superiore, a quella che ha ricevuto negli ultimi anni, in quanto siamo più di 1600 aziende sul territorio, per una superficie di oltre 2400 ettari di terreno coltivati a prodotti di elevata qualità. Senza pensare all’indotto, che solo il comparto agricolo muove, rappresentando una sostanziosa parte dell’economia del paese. Sappiamo tutti che il reddito agricolo, per quanto basso sia negli ultimi tempi, alimenta ed integra la maggior parte delle famiglie dei miei concittadini. A questo punto pongo in evidenza alcuni punti importanti e cioè: Che ad oggi non esiste un vero tavolo di confronto periodico sulle problematiche, che attanagliano l’agricoltura del paese; che ad oggi gli interventi che l’Amministrazione comunale ha messo in atto per l’ambiente sono molto importanti. Che, inoltre, ad oggi ci sono ancora i fondi europei del PSR 2007-20013, che possono essere sfruttati per la tutela del settore. Che, attualmente, la L.C.A. continua nel suo obbiettivo, che è quello di unire le esperienze di vecchi e giovani agricoltori acerrani, per far nascere realtà attuabili di sviluppo agricolo, rendendosi disponibile al confronto con le istituzioni, per mettere a conoscenza della situazione reale organizzativa ed economica del settore. Pertanto considero che gli scontri avvenuti tra le forze opposte abbiano fatto luce su una situazione, che ha un margine di miglioramento altissimo con il contributo di tutti noi. Distinti Saluti                                                                                                                                                                                                      Paolo Petrella – “L.C.A”

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Il Dott.Paolella non fa più parte dell’Osservatorio sull’inceneritore

In merito all’Osservatorio sull’inceneritore, nei giorni scorsi si è dimesso anche il secondo componente di Acerra. Il Dott.Vincenzo Paolella, infatti, che era stato nominato direttamente dal Sottosegretariato Bertolaso, ufficializzava la sua decisione di lasciare l’organismo di controllo dell’impianto. Qualche mese fa il Comune aveva ritirato il suo rappresentante all’interno della struttura, ossia l’Ing.Ivana Russo Spena. E suscitavano scalpore le motivazioni della scelta dell’ex Assessore alla Salute, poichè sotto accusa finiva soprattutto la politica locale ed una richiesta rimasta inevasa dallo stesso Osservatorio. Ed in relazione a questo aspetto Paolella spiegava: “A settembre del 2009 avevo formulato una richiesta all’interno dell’Osservatorio inerente la speciazione delle polveri sottili, che ci avrebbe consentito di fare una diagnosi corretta sullo stato di salute del territorio e di porre in essere gli eventuali correttivi, anche sulla scorta di effetti di sommazione derivanti dalle già devastate condizioni del nostro territorio”. In pratica il programma prevedeva la caratterizzazione delle polveri e la loro conoscenza, per verificare se provenissero dall’inceneritore, dai camion o, ad esempio, dai fondi agricoli della zona. Ma la richiesta non è stata presa in considerazione. Il secondo motivo che lo ha indotto alle dimissioni, invece, riguarda il disinteresse assoluto dell’istituzione politica locale. “Non è possibile – sottolineava Paolella – che il progetto Epidemiologico prodotto, consegnato (e poi anche finanziato ndr) dall’Osservatorio dopo un anno di lavoro, resti chiuso ancora in qualche cassetto. Nè che la politica locale si interessi solo di Puc, recuperi abitativi, beghe varie e non della salute degli acerrani, se non nominando come da Delibera consiliare altri due tecnici, che controllano il tecnico dell’Osservatorio nominato dallo stesso Comune. Non è possibile che non si colga un’occasione storica, dopo lo ‘scippo’ del Policlinico e del Polo Pediatrico, che potrebbe portare ad Acerra, come scritto nella bozza di protocollo, le fondamenta per costruire un Polo di Ricerca per la Salute e l’Ambiente. Non è possibile – proseguiva Paolella – che anche un’altra istituzione locale, invece di sostenere e supportare tale progetto pubblico, dove ci sono le massime autorità della comunità scientifica, pensi ad un progetto alternativo privato. Di fronte ad un quadro disarmante, dove viene meno il compito che mi è stato affidato, cioè tutelare e difendere il diritto alla salute, non mi resta che dimettermi, augurandomi che tutto questo possa…

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La replica dell’Assessore all’Ambiente ed all’Agricoltura Marangio

Di lì a poco sarebbe arrivata dal Comune, affidata ad un comunicato stampa, la replica dell’Assessore all’Ambiente e all’Agricoltura P.Marangio, che di seguito pubblichiamo. “In questi giorni, in una nota dell’associazione “Nuova Italia”, costola locale del PDL, sono state rivolte all’Amministrazione Comunale alcune critiche rispetto all’azione svolta a favore del mondo agricolo, ritenuta inadeguata e poco attenta ai problemi del settore. È chiaro che con le mistificazioni e le strumentalizzazioni politiche non si va da nessuna parte. La verità – recita il comunicato stampa – è che i Comuni non esercitano alcuna funzione o competenza diretta nel settore primario, del tutto afferenti all’Unione Europea, allo Stato e, in misura più contenuta, alla Regione. Il Comune ha agito concretamente, in questi mesi, attraverso l’adozione di provvedimenti e di iniziative che, in via indiretta, potranno aiutare il settore agricolo che vive, da diversi anni, una delle stagioni più difficili. In primo luogo l’Amministrazione Comunale è consapevole che, nel caso di Acerra, la priorità, anche per l’agricoltura, è il risanamento ambientale. Pur nell’esiguità delle risorse disponibili, in otto mesi sono stati realizzati molteplici interventi di bonifica di competenza comunale, dall’Area Pip all’Arcoleo e in diverse strade di campagna, con la possibilità, con il bilancio di previsione, di dare copertura ad altri interventi già individuati e programmati. L’altro fondamentale ambito di azione – prosegue l’assessore – è stato il reticolo dei Regi Lagni, dove Acerra è protagonista del più importante intervento di bonifica degli ultimi decenni, non solo per quello che è stato finora fatto, in collaborazione con la Regione Campania, l’Arpac ed il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno ma in particolare perché, dopo circa quaranta anni, i collettori fognari della città finalmente saranno collegati al depuratore. Con il Consorzio è stato anche convenuto che saranno realizzati, nelle prossime settimane, gli interventi di manutenzione e pulizia dei canali secondari della zona del Pantano. L’Amministrazione ha tempestivamente predisposto un intervento di ripristino dell’importante arteria dei Frassitelli, una strada del tutto impraticabile, che serve una delle più significative aree di produzione agricola del territorio e a giorni inizieranno i lavori. E’ imminente, invece, la trasmissione alla competente commissione consiliare la bozza di un regolamento, per istituire la Consulta Comunale per l’agricoltura, un organismo in cui, stabilmente, gli agricoltori, attraverso propri rappresentanti, potranno contribuire…

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Inceneritore: si rischia una nuova emergenza rifiuti in Campania?

“A Napoli la situazione è molto pericolosa e se per la primavera 2011 non saranno attivate soluzioni, è possibile un nuovo collasso”. L’allarme sull’ipotesi di una nuova emergenza rifiuti in Campania lo lanciava lo scorso 12 maggio D.Fortini, amministratore delegato della società di igiene urbana “Asia spa” di Napoli e presidente di Federambiente, a margine di una conferenza tenutasi a Roma per la presentazione di un rapporto sugli impianti di trattamento dei rifiuti in Italia, realizzato in collaborazione con l’Enea. Fortini ricordava che “l’impiantistica di supporto è in ritardo; che non basta un solo termovalorizzatore e che stiamo esaurendo le discariche”. Inoltre P.De Stefanis, (Unità Tecniche e Tecnologie ambientali dell’Enea), ricordava l’ingorgo in cui si trova l’inceneritore di Acerra a causa delle eco-balle pregresse. “Quelle eco-balle, che erano arrivate a circa 6 milioni di tonnellate, sono Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) di bassa qualità – affermava il tecnico – e sono troppo umide. E poi, per bruciarle tutte, si arriverebbe quasi a fine vita di un impianto”. Ma la Protezione civile, replicando alle affermazioni di De Stefanis, precisava che “lo smaltimento di rifiuti nel termovalorizzatore acerrano è regolare, perché l’impianto, progettato per la produzione di energia derivante dallo smaltimento di 600mila tonnellate di materiale all’anno ha trattato, dalla sua entrata in esercizio ad oggi, 428.915 tonnellate, ricavandone 381.849 MWH di energia. Il materiale utilizzato dal termodistruttore è composto esclusivamente da materiale ‘fresco’, o imballato nel corso del 2009, proveniente dagli Stir (stabilimenti per la trito-vagliatura ed imballaggio dei rifiuti). E’ bene specificare – proseguiva la Protezione Civile – che non è mai stato previsto lo smaltimento delle eco-balle antecedenti a tale periodo oggetto, quantomeno in parte, di sequestro penale, per le quali sono in corso valutazioni da parte della Regione e delle altre Amministrazioni locali della Campania. La legge 123/08 prevede infatti la realizzazione, oltre a quello in esercizio ad Acerra, di ulteriori tre termovalorizzatori per lo smaltimento della produzione dei rifiuti campani, cui si è ipotizzata l’aggiunta di un quinto impianto ‘tematico’ da dedicare, cioè, esclusivamente allo smaltimento delle ecoballe prodotte sino al 2008”. Intanto Mons.Rinaldi, in occasione della posa della targa che ricorda la cerimonia di impianto di un ulivo nell’aiuola antistante il termovalorizzatore, avvenuta il 17 ottobre 2009 in occasione della Quarta Giornata per la…

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Inceneritore: la visita dei Commissari europei all’impianto di termodistruzione

La Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, giunta in città lo scorso 28 aprile, nell’ambito di un tour esplorativo in Campania, a seguito delle numerose istanze promosse dai comitati ambientalisti dei cittadini, veniva accolta da un lungo applauso. I commissari europei, in visita al termovalorizzatore, sito in località Pantano, incontravano i dirigenti della “Partenope spa”, che da qualche settimana gestisce l’impianto. Una visita che giungeva in un momento delicato. Infatti una delle tre linee di termodistruzione era ferma dal 14 aprile scorso per un guasto alla caldaia parzialmente rotta, che ha provocato una perdita di calore. Venti giorni di stop, in cui l’inceneritore ha lavorato a scartamento ridotto. Un incidente che seguiva di qualche giorno quello occorso al sistema di monitoraggio delle emissioni, che avevano segnalato uno sforamento anomalo di ossido di carbonio. Due ore dense di domande da parte della delegazione dei parlamentari, guidati dall’olandese Judith Merkies, che chiedevano ed ottenevano di essere accompagnati da alcuni rappresentanti dei comitati ambientalisti, a cui era stato vietato l’ingresso. Insieme alla nutrita pattuglia di parlamentari europei, venuti ad Acerra per valutare la corretta applicazione delle direttive comunitarie in tema di smaltimento dei rifiuti, c’era anche il Sindaco Esposito insieme a due amministratori locali. La qualità e la quantità delle emissioni in atmosfera ed i relativi controlli, i tempi di smaltimento delle ecoballe e la tipologia dei rifiuti usati come combustibile sono stati al centro delle domande,rivolte dai commissari all’amministratore delegato Antonio Bonomo, della Partenope Ambiente, la società subentrata da qualche settimana alla Fibe nella gestione dell’impianto. Sullo sfondo la spinosa questione della valutazione di impatto ambientale, che prevedeva la costruzione di un inceneritore da adibire alla sola termodistruzione di un combustibile da rifiuto a norma, mai realizzato dai 7 impianti Stir (ex Cdr) ed i continui sforamenti segnalati dalle centraline dell’Arpac dei limiti consentiti delle polveri sottili nell’atmosfera. «Vogliamo garanzie sulla sicurezza dell’impianto e sulla tutela della salute dei cittadini, ma anche le compensazioni ambientali e le bonifiche promesse» – affermava il primo cittadino. E nelle mani dei parlamentari finiva anche un aggiornamento del dossier, che fu alla base delle petizioni inoltrate l’anno scorso a Bruxelles. L’intento dei comitati è quello di smascherare tutte le bugie, raccontate fino ad oggi ai commissari.   Angelo Rega

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Inceneritore: arriva la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo

La Commissione per le petizioni del Parlamento europeo di Bruxelles sarà in visita ad Acerra il prossimo 28 aprile, nell’ambito di un tour esplorativo in Campania, a seguito delle numerose istanze promosse dai comitati ambientalisti dei cittadini. L’organo europeo, infatti, a seguito di un incontro tenutosi lo scorso 28 gennaio alla presenza delle autorità regionali e nazionali competenti in materia, ha ravvisato l’emersione di alcuni aspetti, che hanno destato la preoccupazione dei membri della Commissione per le petizioni, in relazione alla tutela della salute umana, alla differenziazione dei rifiuti, allo stato delle discariche esistenti e allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici. La delegazione, guidata dalla Presidente Erminia Mazzoni, sarà composta anche da Andrea Cozzolino, Peter Jahr (ambientalista tedesco), e Margarete Auken (Danese) ed inizierà il percorso proprio dall’inceneritore di Acerra, incontrando anche i comitati cittadini per la tutela ambientale. Poi proseguiranno il proprio tour verso Chiaiano. Le associazioni ambientaliste locali, nell’ottica di quest’importante visita, hanno invitato la cittadinanza ad un incontro preliminare presso il Castello Baronale per il giorno 23 aprile, al fine di sensibilizzare ed informare la cittadinanza sui continui e ripetuti scempi che il nostro territorio, sta subendo. E al fine di porre l’accento sull’importanza che la visita della commissione per le petizioni riveste per la battaglia ambientale sul nostro territorio.

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Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore, è la prima volta che ci rivolgiamo a Voi e lo facciamo, nel momento in cui il tasso di demagogia è arrivato ai massimi livelli. Pseudo ambientalisti, alcuni dell’ultima ora, pseudo giornalisti, pseudo editori senza supporto di alcun dato certo scientifico, osano ergersi a Soloni delle sorti dello sviluppo industriale ed occupazionale del territorio acerrano. Che una coalizione politica o un’Amministrazione o la stessa Chiesa si preoccupino della salvaguardia della salute dei cittadini, esprimendo dubbi e chiedendo accertamenti da parte di Commissioni tecniche, per essere tranquillizzati sulle problematiche di carattere ambientale, crediamo che rientri nei compiti di chi rappresenta politicamente ed amministrativamente una città. Ma è grave, dannoso ed offensivo enunciare sensazioni personali, alimentando la cittadinanza solo con demagogiche scelte di carattere politico, senza nessun senso di responsabilità e supporto tecnico-scientifico certo. Su tematiche molto delicate, dov’è possibile allarmare senza ragioni l’opinione pubblica, bisognerebbe affidarsi a dati certi dal punto di vista tecnico-scientifico, elaborati da Commissioni competenti. Nel contempo è compito e dovere di tutti vigilare, affinché vi sia il rispetto delle leggi e delle normative di tutela dell’ambiente. Noi lavoratori siamo preoccupati che i tanti sforzi, i tanti disagi economici, la lunga attesa di essere reintegrati nel ciclo produttivo nella nostra Azienda, interamente modernizzata e competitiva, vengano vanificati. Ci sembra un risultato estremamente positivo, per il nostro futuro e per quello di Acerra, vedere in funzione un Depuratore, già esistente all’interno dell’ex Montefibre, il più moderno impianto biologico della Regione. Esso realizza la depurazione dei reflui per via biologica, secondo il principio dei fanghi attivi, la tecnologia più antica (nata nel 1913) e più consolidata per il trattamento delle acque reflue. Trattamento che avviene attraverso la digestione delle sostanze inquinanti da parte dei batteri (Processo Metabolico Naturale). I prodotti finali della depurazione sono acqua pulita e fanghi essiccati. Il depuratore di Ngp-Bio Natura fu costruito per trattare le acque reflue delle precedenti attività della Montefibre. Dopo gli ingenti investimenti di riconversione degli impianti, tutte le precedenti attività sono state dismesse con un fortissimo ridimensionamento delle emissioni in atmosfera ed una consistente riduzione delle acque reflue sia in volumi che in carico organico. L’impianto biologico, con tali volumi di reflui e tale carico organico, non è più tecnicamente, oltre che economicamente, gestibile. L’utilizzo di reflui esterni…

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