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Quarta linea del termovalorizzatore, ancora nulla di deciso

La quarta linea del termovalorizzatore di Acerra veniva ancora trattata, in data 15.06.2022, da un noto quotidiano attraverso un articolo, in cui si legge: “Ancora nulla di definito sulla quarta linea dell’inceneritore di Acerra, annunciata dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per evitare possibili nuove emergenze rifiuti, ma fortemente avversata da ambientalisti ed amministratori locali. Per il governatore campano i tempi sarebbero ristretti, visto che l’approssimarsi della manutenzione dell’impianto con la fermata nei prossimi 4 o 5 anni di due dei tre forni per alcuni mesi e, quindi, con la necessità di dover collocare altrove migliaia di tonnellate di rifiuti prima destinati all’incenerimento. Tempi ristretti ma anche investimenti ingenti: la nuova linea aggiuntiva – prosegue l’articolo – costerebbe oltre 80 milioni di euro ed al momento non è ancora stabilito, se dovrà farsene carico la Regione, in quanto proprietaria del termovalorizzatore o l’A2A, la società che lo gestisce. “Stiamo ancora studiando, quali soluzioni dobbiamo adottare, per garantire che il ciclo dei rifiuti non subisca intoppi” – spiegano all’A2A. In pratica si sarebbe ancora in una fase di studio embrionale in vista della fermata dell’impianto di Acerra prevista tra il 2027 ed il 2029. Ogni vent’anni, infatti, si deve effettuare una manutenzione alle caldaie, con la necessaria fermata del termovalorizzatore parziale o totale per un periodo molto lungo. “Ma noi saremo pronti, ad evitare che ci siano disagi” – assicurano dall’A2A. Nulla al momento farebbe pensare alla necessità di realizzare una nuova linea di incenerimento, per supplire alla manutenzione di quelle attualmente in funzione. Ma il tema dell’ampliamento del termovalorizzatore di Acerra non è affatto una novità. Nell’aprile del 2013 Il Mattino rivelò l’esistenza del progetto di costruzione di due nuove linee di incenerimento, commissionato dall’A2A ad uno studio di progettazione bresciana tre anni prima. Due nuovi forni da aggiungere ai tre già in funzione dal 2009, destinati ad ingoiare probabilmente altre 1300 tonnellate giornaliere di immondizia, che si aggiungerebbero alle 1950 attuali, da realizzare in un lotto a Nord dell’attuale impianto. I progettisti della “Crew” avevano previsto di costruire nuovi edifici in continuità con quello esistente e di aumentare i volumi della vasca di stoccaggio dei rifiuti. Il piano regionale dei rifiuti confezionato da De Luca – aggiunge l’articolo – ha completamente cancellato la costruzione di…

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Calabricito, più vicino l’appalto per la bonifica. Consegnato al Comune il Piano di Caratterizzazione

Sabato 20 luglio 2019, al nostro già martoriato territorio, fu inflitta l’ennesima ferita. Infatti un incendio, la cui natura restava tutta da accertare (anche se si propendeva per la quasi sicura origine dolosa), devastò l’ex Sito di Interesse Nazionale (SIN) di località “Calabricito”, uno dei 57 siti italiani classificati come fortemente contaminati e pericolosi dal Ministero dell’Ambiente. Quella di Calabricito è un’enorme discarica abusiva, sequestrata nel 1995 e recintata con un lunghissimo muro di cemento e filo spinato. Intanto la recinzione da tempo immemore si presenta divelta in diversi punti. La discarica è stata dissequestrata molto tempo fa, per consentirne la bonifica. Ma dopo l’ultimo rogo gli agenti della Polizia Municipale, su disposizione della Procura nolana, la sequestrarono di nuovo. L’incendio, che creò non poca preoccupazione, sprigionò un’altissima nube nera, le cui sostanze si depositarono sui prodotti agricoli della fertile e vasta campagna locale. La discarica, sita al confine con i Comuni del casertano contiene certamente, sulla base delle inchieste condotte in passato e dei conseguenti ritrovamenti, rifiuti solidi urbani, scarti di fonderia ma anche una parte dei 52 mila fusti tossici dell’ex Montefibre, che sono zeppi di polietilene tereftlato. E risalirebbe al 18 dicembre del 2017 un Decreto dirigenziale della Regione Campania, recante la firma del Dirigente Michele Palmieri, per gli interventi di caratterizzazione e successiva messa in sicurezza e/o bonifica del sito. Nel frattempo la scomodissima presenza di questa bomba ecologica adira gli ambientalisti, che per tanto tempo ne hanno chiesto, invano, la bonifica. Ad ogni modo sulla base della declassificazione dei siti SIN, avvenuta anni or sono, a SIR (Siti di Interesse Regionale), non è più il Governo ma il Comune o, in caso di sua inadempienza, la Regione Campania, a doversi incaricare del risanamento. Lo scorso 31 maggio, però, il Sindaco Lettieri comunicava che la Sogin, l’Ente statale che si occupa di bonifiche, ha consegnato al Comune il Piano di Caratterizzazione dei rifiuti contenuti nello sversatoio illegale, dicendo che “è l’atto, che darà il via alla gara d’appalto per la bonifica della discarica ed è l’elaborato tecnico necessario alla gara per la bonifica pagata dalla Regione in seguito alle nostre richieste e ad una successiva sentenza del Tar del 2021, che obbliga la Regione a bonificare”. Dal Comune si sostiene, che 2,8 milioni di…

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De Matteis: “Attività agricole a rischio chiusura. Il settore va subito sostenuto”.

“Gli agricoltori sono preoccupati per la condizione, che sta attraversando l’intero comparto in questo difficile periodo a cavallo tra la pandemia da Covid e la guerra in Ucraina”. A dichiararlo è l’Assessore uscente del Comune di Acerra Nicola De Matteis, ricandidato in questa tornata elettorale, che porterà gli aventi diritto al voto alle urne il prossimo 12 giugno, nella lista ‘Iniziativa Democratica Acerra’, a sostegno del candidato Sindaco dott.Tito d’Errico. “Avendo svolto per quarant’anni la professione di commercialista e consulente d’impresa, conosco molto bene la realtà imprenditoriale locale. L’agricoltura rappresenta un settore importante della nostra economia e dovrebbe essere opportunamente sviluppato e supportato, per trarne i migliori vantaggi in termini occupazionali, di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale – aggiunge De Matteis -. Ma, prima di tutto, lo sforzo che ci viene richiesto, è quello di permetterne la stabilità e la sussistenza. In quest’ultimo periodo, infatti, sto avendo l’opportunità, di ascoltare tantissimi rappresentanti del mondo agricolo acerrano. Molti di loro sono convinti che entro dicembre, terzisti compresi, dovranno chiudere l’attività. Questo perché i prezzi praticati sui mercati di sbocco non consentono neanche di coprire i relativi costi di produzione. I rincari dei prezzi che si stanno verificando sui carburanti e sui concimi, stanno mettendo in ginocchio tutto il comparto. Ecco perché le istituzioni hanno il dovere morale e materiale di intervenire, per supportare il settore in questa fase di transizione, agevolando altresì il passaggio verso un’agricoltura più sostenibile, sia in termini ambientali che in termini produttivi, anche nell’ottica dell’ottenimento e dell’utilizzo delle risorse del PNRR, destinandole all’integrazione di filiera del sistema agricolo e agroalimentare. Il punto di partenza è sicuramente l’ascolto e la condivisione di problemi e di prospettive – conclude De Matteis – riunendo intorno ad un tavolo istituzionale il Comune, le organizzazioni agricole e gli stessi operatori. Solo in questo modo possiamo instaurare un processo virtuoso, che possa portarci a tradurre in opportunità la crisi attuale”.    

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De Luca: “Il termovalorizzatore di Acerra ha bisogno di una quarta linea”. Scoppia la polemica

Quella della quarta linea del termovalorizzatore, sito nella locale zona Asi, è un tema non certo nuovo. Infatti già a febbraio del 2019 vi erano state accese e vibranti proteste, (tra le quali non mancarono quelle del Vescovo Antonio Di Donna, che specificò, che “sull’inceneritore non c’è controllo e non sappiamo niente”), successive alle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e relative alla possibilità che la Regione Campania debba portare a quattro le linee del termodistruttore. “A metà settembre avremo un periodo delicato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti – aveva detto De Luca – dal momento che si dovrà procedere alla manutenzione generale dell’impianto di Acerra, che starà fermo per circa 40 giorni. Dobbiamo prepararci da adesso a trovare aree di stoccaggio provvisorie dei rifiuti e, dopo questo periodo, smaltire nell’arco di due-quattro mesi i rifiuti accumulati. Non si può avere quest’emergenza continua – aggiunse il Governatore – e dobbiamo progettare subito una quarta linea di riserva, da tenere nell’impianto. Dobbiamo creare una soluzione definitiva per la gestione del problema in Campania”. Insomma gli stessi concetti espressi giovedì 26 maggio dal Governatore a margine della presentazione di ‘Green Med Symposium, Stati generali dell’Ambiente in Campania’. “E’ una richiesta – precisava De Luca – che ci ha fatto A2A, la società che gestisce l’impianto di Acerra. Ci segnalano, infatti, che da qui a qualche anno avremo un problema drammatico di manutenzione e di sostituzione di alcuni impianti, di alcuni forni. Ovviamente ci dicono che o ci si prepara, o da qui a 4-5 anni dovremo chiudere due linee, perchè diventa obbligatorio fare manutenzione. Dunque dobbiamo prepararci, sapendo che occorrono decine di milioni di euro. Non sono piccoli interventi, per fare una linea di riserva, che ci consenta di avere una manutenzione programmata, cioè di poter chiudere ogni 3 o 4 anni una linea e sostituire completamente l’impiantistica”. De Luca ricordava anche il progresso tecnologico degli impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati: “Oggi abbiamo impianti enormemente più efficienti, di quelli che abbiamo realizzato 15-20 anni fa. Io credo che dobbiamo essere previdenti e non arrivare ogni volta con l’acqua alla gola e pensare, che si chiude l’impianto di Acerra e non sappiamo, dove diavolo portare le migliaia di tonnellate di rifiuti. Dobbiamo essere responsabili…

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Elezioni, il Vescovo Di Donna: “Priorità assoluta alla tutela dell’ambiente ed alla lotta all’illegalità”.

“La nuova amministrazione comunale della nostra città metta al primissimo posto la difesa dell’ambiente e la custodia del Creato: è una questione di vita o di morte”. Mentre si avvicinano le elezioni comunali ad Acerra ed in altri Comuni del napoletano del 12 giugno prossimo, il Vescovo Antonio Di Donna rivolgeva l’ennesimo appello alla politica dal piazzale del Santuario della Vergine del Rosario di Pompei. Dove, lo scorso 16 maggio, l’alto prelato teneva messa e benediceva i prodotti agricoli deposti davanti all’altare dai contadini, ivi giunti con le loro famiglie per il 116esimo pellegrinaggio Acerra-Pompei della Società Cattolica Agricola del Sacro Cuore di Gesù. Sull’altare, però, non finiva solo la questione ambientale. L’omelia del Vescovo era anche in chiave antimafia. “Se non combattiamo la corruzione, l’illegalità – le sue parole pronunciate a Pompei – i giovani continueranno ad andare via da Acerra, che resterà solo un lontano ricordo per le nuove generazioni”. Corruzione e traffico di droga, due facce della stessa medaglia. “Proprio di recente – ricordava il Vescovo – due ragazzi di vent’anni sono rimasti uccisi, pare per il controllo del traffico di droga: anche questa è corruzione”. Ma Di Donna ha voluto battere molto sul chiodo dell’ambiente. “Non è una mia fisima – chiariva – la giustizia, la pace e la difesa del Creato sono strettamente interdipendenti”. Un ragionamento partito dall’acerrano adottivo e filantropo Francesco D’Amore che, grazie anche ad un rapporto d’amicizia molto stretto con il beato Bartolo Longo diede il via, nel 1904, al primo pellegrinaggio dei contadini dell’agro acerrano verso il santuario di Pompei. “Era l’epoca – rammentava Di Donna – immediatamente successiva all’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII. C’era la questione operaia e contadina. Nell’agro acerrano, nolano e nocerino sarnese si facevano tre raccolti all’anno senza additivi chimici. Ora si è aggiunta la questione ambientale. Ma nonostante tutto i nostri contadini ancora riescono a produrre ottimi prodotti della terra, frutta ed ortaggi di qualità. Intanto la nostra madre terra è ancora inquinata e violentata e i Comuni e la Regione soprattutto lo devono capire”. Giustizia, pace e difesa del Creato: “Sono le tre gemelle. E’ per loro mi rivolgo alla Vergine di Pompei”. “Cosa c’è di più ingiusto – gli interrogativi del prelato – di una guerra come quella in Ucraina…

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Chiesta l’autorizzazione per un nuovo impianto di rifiuti non pericolosi. Occhio all’8 giugno 2022

Sembra proprio non esserci pace per la locale Area a Sviluppo Industriale e, in generale, per il nostro territorio. Infatti, oltre agli impianti già autorizzati di recente sul nostro territorio, come quello di stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno in località Calabricito. O quello a biometano, che fa capo alla società Green Fuel, che produce 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone e contro la cui autorizzazione il Comune presentò ricorso al Tar Campania, ottenendone però il 7 aprile scorso esito negativo e ricorrendo in giudizio al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar. E quello della “Kosmo Ecological”, che ha chiesto l’autorizzazione per la realizzazione e gestione di un impianto di messa in riserva e trattamento di rifiuti pericolosi e non), al netto dei ricorsi presentati o persi al Tar, un’altra tegola è caduta sulle già precarie condizioni ambientali del nostro territorio. Infatti è stata fissata per l’8 giugno prossimo la Conferenza dei Servizi, per valutare l’istanza presentata dall’azienda “Cisette”, volta ad ottenere l’Autorizzazione Unica Ambientale per la realizzazione e gestione di un impianto di rifiuti non pericolosi, da ubicare in zona Asi. Già nell’ottobre del 2018 la V sezione del Tar Campania, con sentenza n.5819, accolse il ricorso del Comune, annullando il Decreto dirigenziale della Regione Campania, che autorizzava la realizzazione di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in località “Pantano” da parte dell’azienda “Cisette”. Una struttura da 100 mila tonnellate all’anno di scarti prevista nel polo dei rifiuti, ubicato nella locale zona Asi. Il Tribunale Amministrativo regionale ritenne fondati i motivi, con i quali era stata denunciata la mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale, che non era stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale, né sul sito regionale delle valutazioni ambientali. Per cui, in assenza di corretta informazione del pubblico, non era stata resa possibile la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni. Grande soddisfazione per la decisione dell’organo giurisdizionale campano venne espressa dagli ambientalisti locali, mentre…

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Polveri sottili oltre i limiti, il Comune istituisce le domeniche green

Smog alle stelle, stop alle auto nel centro storico le tutte le domeniche di maggio. Per bar, pub e pizzerie l’occupazione di suolo pubblico per tavolini e sedie sarà gratis all’interno della mega isola pedonale. Per le auto, invece, il quadrilatero che ha ospitato il 25 aprile scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà interdetto. Il divieto di circolazione parte da piazza Soriano, per giungere fino a piazza Castello e a piazza Duomo, attraversando l’intero decumano storico ed interessa anche il primo tratto del centralissimo Corso Italia, fino all’angolo con via Calzolaio. Inoltre dallo scorso 29 aprile fino al 31 dicembre prossimo su tutto il territorio comunale sarà vietato accendere fuochi all’aperto, alle auto di sostare con il motore acceso ed utilizzare generatori con prestazione emissiva inferiore alle 4 stelle. A stabilirlo è stato l’esecutivo cittadino, capeggiato dal sindaco Lettieri, attraverso la Delibera di Giunta n.82 del 03.05.2022, per fronteggiare l’emergenza polveri sottili in città. Le centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpac) hanno segnalato in appena quattro mesi la presenza di una pericolosissima cappa di smog, che mette seriamente a rischio polmoni, cuore e sistema circolatorio mediamente una volta ogni tre giorni a piazza Falcone e Borsellino, dove insiste la scuola media “G.Caporale” ed addirittura ogni due giorni in periferia. I dati sono allarmanti per due centraline su tre che monitorano la qualità dell’aria in città. In quella a piazza Falcone e Borsellino, a tutto il I maggio, sono stati rilevati ben 39 sforamenti delle cancerosissime PM10, mentre nell’impianto localizzato all’interno della scuola media “N.Capasso” alla periferia settentrionale della città ammontano a 54 sui 35 sforamenti consentiti. Solo la centralina collocata nei pressi dell’area industriale ha rilevato undici giorni di superamento del limite, ma per alcune settimane è stata disattivata per la mancanza di energia elettrica al generatore ubicato nella fabbrica dismessa dell’ex Doria. “E’ un’occasione, per vivere Acerra in modo più sostenibile, a piedi, correndo o in bicicletta e per godere di una giornata ecologica in città, riappropriandosi dei suoi spazi urbani – commentano in Comune, ricordando le precedenti domeniche verdi, che hanno ricevuto apprezzamenti positivi – e, focalizzandosi sull’obiettivo, di coniugare le esigenze dei cittadini interessati all’abbattimento dell’inquinamento in città e le esigenze di alcune categorie commerciali, che hanno grande afflusso di clienti…

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Allarme polveri sottili, Auriemma: “E’ da 5 anni che lo denuncio. Ma l’amministrazione latita”.

In merito all’allarme inquinamento atmosferico nella piana nolana-acerrana, lanciato nei giorni scorsi e che ha raggiunto di nuovo livelli elevatissimi, con le centraline Arpac di San Vitaliano ed Acerra, che hanno raggiunto e superato i 35 giorni di sforamento dall’inizio dell’anno del limite massimo di PM10 consentito dalla legge, interveniva il Consigliere comunale Carmela Auriemma (M5S), che dichiarava: “Questo, che qui viene riportato, è stato uno dei primi atti, che ho prodotto come Consigliera. Era il 2017, cinque anni fa. Denunciavo i dati sugli sforamenti delle centraline poste a presidio della qualità d’aria e chiedevo la convocazione della Commissione competente. Già allora la situazione si presentava critica. D’altronde anni di abbandono del territorio, di propaganda ed interventi spot non avevano fatto altro, che deteriorare la situazione, speculando sulla salute degli acerrani. Comprese le dichiarazioni del presidente della Regione Campania De Luca, sulla buona qualità dell’aria ad Acerra. Durante il Consiglio comunale dello scorso 28 dicembre – proseguiva l’esponente pentastellata – segnalavo nuovamente il mancato funzionamento, da oltre un anno, di una delle centraline poste sul territorio di Acerra. La pessima qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico provocano, ogni anno, la morte di circa 7 milioni di persone per patologie collegate a ciò. I dati di oggi certificano che ad Acerra c’è un serissimo problema di inquinamento, il polo della monnezza è una realtà, ma abbondano solo le parole e le promesse. Dobbiamo arrenderci a tutto ciò? A questo paradigma malsano? Bisogna realmente cambiare e ciò non può avvenire, se non parte da tutti noi”. Ecco, di seguito, l’intervento reso durante il Civico consesso del 28 dicembre 2021 da Auriemma sulla questione polveri sottili. “Significativo è il fatto, che l’Ente comunale apposti zero euro sull’inquinamento, qualità dell’aria compresa. Che, a causa dei continui sforamenti registrati dalle centraline, porta Acerra a concludere un anno nero. Con Lettieri che non ha mosso un dito per questo problema. Anzi la centralina sita in zona industriale, che la Regione Campania, dove siede sua figlia Vittoria, vuole trasformare nel polo della munnezza, non rileva ormai da un anno. Immagino che il vostro Consigliere si sia impegnata, per ovviare a ciò. Ma evidentemente non l’ascoltano nemmeno. Del resto – aggiungeva la professionista – anche per il 2022 non è prevista l’assunzione di tecnici specifici per l’Ufficio…

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Impianto a biometano: il Tar boccia il ricorso del Comune che ricorre al Consiglio di Stato

A luglio del 2020 riferimmo di un progetto imponente, quanto i suoi obiettivi, ossia produrre 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone, da mettere ogni anno nella vasca di un “biodigestore”. Rifiuti che, durante il processo di decomposizione anaerobica per la produzione di gas, saranno infine trasformati in compost, un fertilizzante da destinare all’agricoltura. Si tratta di quasi 10 milioni di metri cubi annuali di metano, da destinare ai distributori di carburante. L’azienda aveva individuato l’area di 41 mila metri quadrati, su cui deve sorgere la struttura, nell’ex Montefibre, il colosso chimico fermo dal maggio del 2004 per ristrutturazione e mai più ripartito. Ed all’interno del quale si è insediata da tempo la Friel, una grossa centrale a biomasse che produce energia elettrica, bruciando olio di palma. A presentare il piano, poi sottoposto all’esame della Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione in data 23.07.2020, era stata la società “New Green Fuel srl”, con sede a Napoli. Conferenza dei Servizi alla quale prese parte anche la Città Metropolitana di cui, fino al 13 marzo 2022, era Consigliere il sindaco Lettieri. Ebbene, con Decreto dirigenziale n.46 del 09.02.2021 la Regione rilasciò alla suddetta azienda l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) per realizzare un impianto di biometano. Autorizzazione regionale contro la quale il Comune presentò ricorso al Tar Campania, come da Determina n.371 del 02.03.2021, affidando l’incarico legale all’Avv.Antonio Sasso, definito nell’atto amministrativo ‘specializzato in materie ambientali’, per un importo pari a 4430,00 euro. Adesso è stato lo stesso sindaco Lettieri lo scorso 7 aprile ad informarci, che “in merito alla vertenza Green Fuel il Tar Campania – sezione V ha rigettato il ricorso del Comune, avanzato per la caducazione giudiziale dei Decreti dirigenziali con parere favorevole sul procedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di produzione a biometano. Ma che il Comune andrà avanti nell’opposizione a quest’impianto e ricorrerà in giudizio al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar”. Quello che gira intorno all’impianto a biometano, è un business che punta su tre fattori: lo stoccaggio dei rifiuti organici, la produzione e la vendita del metano e gli eco incentivi…

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L’impianto di smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi a Calabricito tratterà anche fanghi chimici

Sullo scorso numero riferimmo di un’altra tegola caduta sulle già precarie condizioni ambientali del nostro territorio, che può contare su una rappresentante di Acerra, che siede tra i banchi della maggioranza in Consiglio regionale, al secolo Vittoria Lettieri. Infatti la Conferenza dei Servizi della Regione Campania, appositamente convocata a Palazzo Santa Lucia ha dato, il 22 febbraio scorso, il placet definitivo al rilascio dell’Autorizzazione unica alla società “Guadagni”, con sede a Pomigliano d’Arco, che aveva presentato richiesta per la costruzione di un impianto di stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno in località Calabricito. Il nulla osta definitivo (ossia il Decreto dirigenziale n.152 rilasciato dalla Regione in data 8.3.2022) alla riapertura del depuratore, ubicato nell’area industriale dell’ex Indesit, da anni dismessa, dov’è in via di realizzazione un parco archeologico ambientale, provocava la dura reazione del Vescovo Antonio Di Donna, che indirizzava anche una lettera alla Conferenza regionale dei Servizi con un forte appello, “a non divenire complici, di quanti inquinano il nostro territorio”. Eppure nel corso della Conferenza dei Servizi datata 30.09.2021 era stato lo stesso sindaco Lettieri ad annunciare che, in mattinata, era stato approvato con Delibera di Giunta n.168 il nuovo Piano Urbanistico comunale (Puc), che aveva fatto scattare le norme di salvaguardia e che prevedeva l’esclusione di tutti gli interventi di trattamento e recupero di rifiuti speciali. Di fatto il Puc avrebbe dovuto blindare l’area industriale da nuovi insediamenti e dalla variazione di destinazione d’uso, visto che “siamo in presenza di una zona agricola e che non sono consentiti cambi”. Meno male!! Intanto anche la stampa quotidiana, in data 25.03.2022, interveniva sulla questione, attraverso un articolo, in cui tra l’altro, si legge: “Gli appelli del Vescovo e degli ecologisti del territorio sono rimasti inascoltati. L’azienda che ha ottenuto il via libera potrà smaltire nella vasca di depurazione anche fanghi chimici, provenienti dal trattamento di vernici e di altre sostanze. Il depuratore fu realizzato ed autorizzato per smaltire le acque reflue delle fabbriche dislocate accanto, al confine con il Comune di Cancello. Con il progressivo smantellamento industriale, l’intero complesso produttivo fu acquistato da un gruppo immobiliare che lo frazionò e lo vendette a pezzetti. Uno di questi pezzetti – prosegue l’articolo –…

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