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Rifiuti a via Volturno tra video sindacali, atti non prodotti ed esposti-denuncia

La rimozione dei rifiuti lungo via Volturno, con tanto di video-propaganda avente come protagonista (manco a dirlo), il sindaco Lettieri e di cui riferivamo in precedenza, procurava non pochi grattacapi, non solo al primo cittadino, ma anche al personale della Polizia Municipale presente e a quello della società, che gestisce il servizio cittadino di igiene urbana. Motivo? La presenza sul posto dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Il quale, unitamente ad Antonio Montesarchio indirizzava, in pari data, un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Nola; al Dipartimento di Prevenzione servizio di Igiene Pubblica dell’Asl Napoli 2 Nord; al Dott.Gerlando Iorio – Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania. “Gli scriventi – si legge nella denuncia – stando alle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal sindaco Lettieri, consultabili al link ecc. erano in corso le operazioni straordinarie di rimozione di rifiuti abbandonati lungo via Volturno. Ad eseguire i lavori di rimozione c’era la società Tekra. Gli scriventi, ben conoscendo il modus operandi della suddetta ditta e, consapevoli della presenza in loco di manufatti contenenti amianto, guaine bituminose, oltre ad altri rifiuti pericolosi, si recavano ad eseguire una verifica, al fine di accertarne la metodologia adottata. Gli scriventi, giunti in loco, presso il bivio che introduce via Volturno nella direzione Caivano-Acerra, notavano che l’autovettura della Polizia Locale impediva di proseguire lungo il tratto via Volturno, direzione Acerra. Tanto premesso gli scriventi – prosegue la nota – chiedevano informazioni agli agenti presenti, i quali confermavano che erano in corso lavori di rimozione di rifiuti e che, per tale motivo, il tratto via Volturno non era percorribile. Parallelamente Cannavacciuolo chiedeva informazioni circa l’esistenza di un’Ordinanza ad hoc. Nel merito gli agenti non fornivano risposta alcuna, limitandosi a rimandare la ricerca della suddetta Ordinanza sul sito istituzionale del Comune di Acerra. Effettuato l’accesso telematico, non vi era traccia né della presunta Ordinanza, né di alcuna Determina dirigenziale attinente alle operazioni di rimozione dei rifiuti. Lo scrivente, temendo l’inesistenza di Ordinanze o Determine dirigenziali, contattava direttamente il Comando della Polizia Municipale, dove veniva confermata l’assenza dei richiamati atti ufficiali. Alla luce di quanto appurato, ipotizzando la sussistenza di condotte illecite (Rifiuti pericolosi mischiati a Rifiuti Urbani), comunicava il tutto al centralino del 1515 (Carabinieri Forestali) che, a loro volta, dirottavano la comunicazione alla locale…

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Blitz del Consigliere Auriemma presso l’isola ecologica non presidiata e vandalizzata

Era il Consigliere comunale Carmela Auriemma ad effettuare, lo scorso 16 febbraio, un blitz (l’ennesimo) presso l’isola ecologica, sita in località Frassitelli, in aperta campagna e lontana dal centro cittadino, chiusa per circa tre mesi per i necessari lavori di adeguamento e per i quali furono spesi decine di migliaia di euro e poi finalmente riaperta al pubblico. Ma divenuta, inevitabilmente, oggetto di nuovi e continui atti vandalici e sottoposta a furti alla fine dell’anno scorso. Dopo quelli perpetrati già il 12 settembre del 2019, quando i soliti ignoti si introdussero all’interno del centro di raccolta, forzando il cancello del passo carraio con tanto di danni arrecati alla sbarra, posta davanti all’ingresso. Furono asportati l’impianto DVR, ossia il sistema di registrazione delle telecamere di sorveglianza (quindi anche i filmati del furto), alcuni elettrodomestici depositati tra i rifiuti ingombranti e gli impianti elettrici dai muri. Per fortuna non furono portate via le pompe di sollevamento, il cui costo ammonta a circa 12 mila euro. Ma i danni alla struttura erano talmente ingenti, da comportarne la chiusura al pubblico per diversi giorni, fino al ripristino della stessa. Perdurando tale stato di cose, Auriemma si recava sul posto e pubblicamente denunciava, dicendo: “Già durante il Consiglio Comunale del 25 ottobre 2017 precisammo, che le due isole ecologiche di Acerra devono essere presidiate, come prevede il Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008. E ciò, anche per sottrarli alle cattive intenzioni di chi, introducendosi all’interno delle stesse, potrebbe incendiare i rifiuti ivi presenti. Con conseguente disastro ambientale prodotto. Il Decreto Legislativo n.152/2006, inoltre, all’art.183 comma 5 specifica che “il centro di raccolta è un’area presidiata ed allestita senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica per l’attività di raccolta differenziata dei rifiuti urbani…”. In verità – proseguiva l’esponente dell’opposizione – l’anno scorso denunciammo anche lo stato di degrado, in cui versava l’isola ecologica di via Mulino Vecchio. A distanza di un anno, adesso, vi segnaliamo che la struttura in zona Frassitelli versa in un totale stato di abbandono, nonostante siano stati spesi migliaia di euro di denaro pubblico per il ripristino della stessa. Riteniamo che questa struttura sia molto importante, ai fini di una migliore gestione della raccolta dei rifiuti e per mantenere o incrementare la percentuale della raccolta differenziata in città….

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Bruciano i rifiuti metallici del sito di stoccaggio di un’azienda in zona Asi

Un vasto incendio scoppiava nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio nella locale zona industriale. Le fiamme divampavano intorno all’una di notte nell’impianto di stoccaggio di rifiuti ferrosi della ditta Eurometal, che era stata autorizzata per l’esercizio dell’attività di vendita all’ingrosso di materiali di costruzione e messa in riserva di rifiuti non pericolosi. I Vigili del Fuoco, una volta allertati, si portavano sul posto ed avviavano le operazioni di spegnimento dell’incendio di grandi proporzioni, alimentato da alte fiamme, mentre gli agenti del Commissariato Polizia di Stato garantivano, che tutte le operazioni si svolgessero in sicurezza. Operazioni che si protraevano per diverse ore, fino a che la situazione non tornava di nuovo sotto controllo. Dal sito di stoccaggio, un deposito esterno dell’azienda, che si trova in contrada Pagliarone, si alzava una colonna di fumo nero e denso, mentre l’odore acre invadeva la zona ed arrivava anche ad alcune abitazioni presenti in zona. Per le operazioni di spegnimento arrivavano i Vigili del Fuoco di Napoli e di Caserta, anche con autobotti contenenti schiumogeno. Naturalmente gli inquirenti avviavano le dovute indagini, per stabilire se le cause dell’incendio fossero di natura accidentale o dolose e per comprendere l’esatta dinamica dei fatti. Nel sito sarebbero stati stoccati anche vernici e materiali plastici. Nelle stesse ore giungevano sul posto anche gli ambientalisti della zona, tra cui Alessandro Cannavacciuolo, Michele Pannella e Vincenzo Petrella, dei “Volontari antiroghi Acerra”, che riferivano anche di continue esplosioni avvertite durante il rogo e di un odore insopportabile, che aveva invaso la zona. I tre, con l’ausilio di un drone, filmavano dall’alto l’incendio e le immagini venivano diffuse su facebook. Nel video si vedeva l’incendio ancora nel vivo, che avvolgeva una montagna di rifiuti ferrosi, mentre si distinguevano i lampeggianti dei mezzi dei caschi rossi all’opera. “E’ l’ennesimo incendio che si consuma nella Terra dei fuochi, l’ennesimo disastro ambientale. Innanzitutto, chiediamo di verificare i materiali contenuti nel deposito incendiato e se erano tutti autorizzati, per capire a cosa si va incontro e che tipo di sostanze sono state immesse nell’aria. Per questo abbiamo chiesto un immediato intervento dell’Arpac” – era il commento del Consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, espresso nelle ore successive al rogo. Più tardi il personale dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale si portava nell’area interessata…

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Rogo in zona Asi, si indaga per conoscere le cause dell’incendio. Sequestrato l’impianto

Il vasto incendio scoppiato nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio nella locale zona industriale nell’impianto di stoccaggio e smaltimento di rifiuti ferrosi della ditta Eurometal, di cui riferivamo in precedenza, accendeva i riflettori sulla circostanza che tali incendi, ad intervalli regolari, colpiscono piazzole, stock di rifiuti, scarti di lavorazione, insomma materiale destinato ad essere smaltito e di difficile trasferimento. Rifiuti che vanno dismessi o trasferiti attraverso pratiche e procedure lunghe e dispendiose, mentre di solito si “salvano”, quelli che si smaltiscono a basso costo e che producono incassi certi. Una circostanza che merita di essere indagata, fermo restando che quello di Acerra è un incendio doloso, per il quale i titolari della Eurometal vanno considerati parte offesa, in attesa che vengano condotte verifiche da parte degli inquirenti. Un rogo sul quale indagano le Procure sia di Napoli che di Nola, dal momento che un incendio di simili proporzioni può anche divenire oggetto d’indagine di un ufficio distrettuale. Roghi dolosi che, nelle linee generali, hanno lo stesso comune denominatore, ossia quello commerciale. Si incendia ciò che è costoso da smaltire, che dev’essere smaltito in altri impianti o fuori regione. C’è poi l’infinita emergenza ambientale, che ha consentito di sbloccare soldi, finanziamenti, risorse. E che ha una certa influenza sull’agenda politica e sui capitoli di spesa regionali in modo altalenante. A periodi di mobilitazione collettiva e di interessi pubblici (con tanto di risorse pubbliche da mettere a disposizione), corrispondono periodi di minore attenzione. E’ in questo scenario, che va calato l’incendio nella locale zona Asi. Chi ha agito lo ha fatto, sapendo bene che il prossimo 24 maggio Papa Francesco sarà in visita proprio ad Acerra. Un megafono mondiale, un occhio globale per la Terra dei fuochi. Quanto basta ad accentuare, in modo criminale, i caratteri di un’emergenza che, negli ultimi anni, era ritornata in un alveo regionale, finendo per essere relegata ad un problema di qualche Comune di provincia. E’ in questo scenario, che hanno agito i piromani. Ed è in questa dimensione che è logico attendersi, nelle prossime settimane, nuove prove di forza, per rendere plateale l’emergenza della Terra dei fuochi. Un movente mediatico, ma anche commerciale. Alimentare emergenze, per creare nuovi investimenti, per sbloccare nuovi fondi, investimenti, incentivi, in un contesto in cui si…

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La salute ad Acerra. Tra bisogni e prospettive. Il convegno promosso dalla Diocesi

Lo scorso 29 gennaio, presso la Biblioteca diocesana della Curia vescovile, si teneva un convegno dal titolo: “La salute ad Acerra. Tra bisogni e prospettive”, organizzato in occasione del terzo incontro con la città nell’ambito della visita pastorale del Vescovo Antonio Di Donna. Moderatore del convegno era il Prof. Gennaro Niola – Direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali. Ad aprire i lavori del convegno, tenutosi alla presenza di una folta platea, era il dott. Pasquale Bove – Direttore del Distretto sanitario 46 dell’Asl Napoli 2 Nord, il quale faceva il punto della situazione circa la domanda dell’utenza e l’offerta dei servizi sanitari da parte del Distretto territorialmente competente. “Anche se c’è ancora molto lavoro da fare – esordiva il dott.Bove – in 18 mesi è stato fatto molto. Infatti, comparando i dati del 2018 con quelli del 2019, è facile notare che, in tema di prevenzione, le percentuali di coloro che hanno effettuato gli screening sono aumentate. Soprattutto per quanto concerne la mammografia, passata dal 2,2% del 2018 al 38,7% dell’anno scorso, anche perché non occorre più recarsi nelle strutture sanitarie dei Comuni limitrofi. Ma occorre che i cittadini ci seguano con maggiore costanza. Infatti – proseguiva Bove – i medici hanno consegnato 2800 kit ai propri pazienti, ma non tutti li hanno utilizzati. Così com’è aumentato il numero degli anziani assistiti a domicilio, seguiti da una serie di figure quali infermieri, fisioterapisti ed altri. A breve dovrebbe partire anche il centro di diabetologia, che si prefigge di seguire tra i 5 mila e gli 8 mila diabetici. Le visite domiciliari, inoltre, favoriscono anche la riduzione dei tempi di attesa per i pazienti, che devono sottoporsi ad una vista medica, mentre è operativo il consultorio materno infantile, che segue moltissimi bambini. Naturalmente questa grande offerta di servizi sanitari che, dal punto di vista dell’offerta specialistica, va ulteriormente elevata, comporta degli investimenti ingenti, quantunque sia completamente sfruttata dall’utenza, che può fare a meno di recarsi presso altre strutture dei vari Comuni o presso centri privati, con aggravio delle spese da sostenere. Circa il Registro Tumori – concludeva il Direttore – esso è stato istituito nel 2012 ed i dati in nostro possesso vanno dal 2010 al 2014. Dati comprendenti anche i referti medici, i ricoveri ospedalieri ed i…

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Le osservazioni emerse durante il convegno sulla salute. Le critiche del Vescovo a De Luca

Circa il convegno dal titolo: “La salute ad Acerra. Tra bisogni e prospettive”, organizzato mercoledì 29 gennaio dalla Diocesi di Acerra presso la Biblioteca diocesana e di cui riferivamo in precedenza, tra i relatori c’era anche il dott.Michelino De Laurentiis – medico oncologo dell’ospedale “Pascale” il quale, nel dare la propria testimonianza, diceva: “Spesso noto nelle persone il timore, che suscita la parola cancro, che riporta all’idea di un qualcosa che ci mangia, il cancro appunto. E che ci abbina ad una problematica di carattere ambientale, quantunque nessuno teme le malattie cardio-vascolari, che uccidono più del cancro. Sono consapevole che qui vige un disastro ambientale grave, ma correlare tale situazione ad un aumento dei tumori è troppo semplicistico ed automatico. Infatti – proseguiva De Laurentiis – se il cancro è una malattia del gene e ci sono elementi mutogeni, diciamo che le mutazioni genetiche sono un fenomeno naturale e casuale nelle nostre cellule. Che però ingenera il rischio del cancro. Quindi, è vero che chi fuma è più esposto al cancro ai polmoni, ma questo compare anche in chi non fuma, perché esistono anche i fattori comportamentali. Perciò occorre studiare l’ambiente ed i problemi che lo affliggono ed effettuare gli screening, che riducono il rischio di malattie, associati a stili di vita adeguati. Ossia: non fumare, moderare l’uso degli alcolici, praticare attività fisica e seguire un’alimentazione corretta. Ma mai abbassare la guardia e studiare il fenomeno senza allarmismi, che si può presentare a distanza di anni. E non c’è spazio per il negazionismo o per le sterili polemiche. Le posizioni estreme non vanno bene, perché la verità sta nel mezzo. Perciò – concludeva il professionista – ho evocato l’istituzione di una Commissione di Studio seria, di cui voglio far parte, per poter seguire di persona l’iter effettuato. E’ un dovere sociale e morale per noi stessi e per le future generazioni”. Molto toccante era poi la testimonianza della signora Pina Leanza, la madre della piccola Tonia, deceduta di tumore nel 2013 a soli 6 anni. Signora che raccontava tutto il calvario affrontato, unitamente al resto della famiglia, nelle strutture sanitarie e non solo e costantemente supportata ed assistita dal Vescovo Antonio Di Donna, al quale andava il suo più sincero ringraziamento. E, a concludere i lavori, era proprio…

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Non vuoi differenziare i rifiuti? Napoli è sporca? No problem. Bruciali nella città di Lettieri

Era lo scorso 7 gennaio, quando decine di autocompattatori dell’Asia (la società del Comune di Napoli incaricata della raccolta della spazzatura) colmi di rifiuti non differenziati, davano vita alla “tre giorni della monnezza”, conferendo nell’inceneritore acerrano un totale di 600 tonnellate. Un’operazione autorizzata dall’Ufficio flussi della Regione Campania in modo tale, da far sparire le tonnellate di tal quale, che riempivano le strade del capoluogo partenopeo. Sul posto accorrevano alcuni ambientalisti locali, che riuscivano a far intervenire i poliziotti municipali ed i Carabinieri, che effettuavano un sopralluogo ed un controllo sulla documentazione in possesso degli autisti degli automezzi, che entravano nel termovalorizzatore a sversare i rifiuti. Controlli che però non rilevavano nulla di anomalo. Infatti l’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) dell’impianto prevede solo un limite al quantitativo di energia da produrre, ma dà la possibilità di bruciare il materiale, che arriva sia dai tritovagliatori che dai cassonetti (Decreto dirigenziale n.1653 del 1.12.2014). E qui la prima negatività per l’ambiente. Infatti, per produrre energia, è necessario produrre più rifiuti ed in campo economico, perché l’impianto si stressa, aumentano i costi di manutenzione, che poi ricadono sui cittadini-contribuenti. Ma al di là dell’indignazione e della rabbia per il grave episodio in sé, qualche riflessione va fatta. Innanzitutto, visto che si è creato un precedente ossia di conferire, in presenza di un’emergenza, rifiuti indifferenziati nell’impianto non è escluso, che saranno autorizzati altri simili conferimenti. In secondo luogo il Governatore della Regione Vincenzo De Luca (quello con il quale il sindaco Lettieri ha sottoscritto gli accordi, per “veicolare” verso Acerra i 12 milioni di euro dei Pics), ha dimostrato, che “per ripulire l’immagine sporca di Napoli e darle una mano attraverso una misura straordinaria”, basta dare una deroga ed un’autorizzazione a bruciare tutto ad Acerra, tramutata nel terminale della monnezza della Campania ed amministrata con fierezza ed allegria da Lettieri. In poche ore De Luca ha fatto ammassare sugli automezzi rifiuti di ogni tipologia, di cui nessuno può escludere con certezza la presenza di quelli speciali e pericolosi (amianto, batterie, bombole di ossigeno o del gas, pneumatici ecc.). Ma ha anche cancellato tutta l’attività messa in campo fino ad oggi da Lettieri, con annessi proclami sulla raccolta differenziata. Di cui ricordiamo ancora i tanti verbali elevati ai cittadini, se non conferivano bene i…

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Rifiuti indifferenziati di Napoli nell’inceneritore. Il Vescovo: “Creato un pericoloso precedente”.

“La decisione di bruciare le 600 tonnellate di rifiuti “tal quale” di Napoli nel termovalorizzatore di Acerra ci preoccupa, anche perché potrebbe costituire un grave e pericoloso precedente per il territorio. C’è il rischio che ogni emergenza venga risolta in questo modo, facendola pagare sulla pelle dei cittadini dell’area, in cui è ubicato l’impianto. Intanto ha fatto bene il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ad inviare gli ispettori ministeriali nell’inceneritore, unitamente ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico”. Così il Vescovo Antonio Di Donna interveniva sulla difficile situazione ambientale, che coinvolgeva la Diocesi ed i fedeli che rappresenta, dopo la decisione assunta dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di trasferire i rifiuti di Napoli non differenziati direttamente nell’impianto acerrano, “per ripulire l’immagine sporca di Napoli e darle una mano attraverso una misura straordinaria”. E per evitare conseguenze sanitarie. Ma l’alto prelato parlava, come al solito, in modo chiaro e semplice e nella serata di venerdì 9 gennaio, oltre a stigmatizzare questa fase, caratterizzata da una marcata insalubrità dell’aria e dall’utilizzo “spregiudicato”, sia pure previsto dalle norme regionali, dell’inceneritore, aggiungeva altri elementi alla sua analisi. Secondo quanto riferisce l’ufficio stampa della Diocesi il Vescovo infatti, nel commentare quanto stava accadendo circa lo smaltimento nell’inceneritore dei rifiuti non trattati, ribadiva le frasi pronunciate durante l’omelia di Natale dall’altare del Duomo. Ossia: “Siamo immersi nella notte di una politica sempre più autoreferenziale, lontana dai bisogni dei cittadini. Siamo immersi nelle tenebre dell’indifferenza verso il bene comune e nella notte dell’inquinamento ambientale. Il problema dei rifiuti è lungi dall’essere risolto, di bonifiche non si parla neppure, le centraline sul controllo dell’aria continuano a sforare, l’inceneritore è ancora lì e non si sa che cosa e quanto bruci”. Ad ogni modo una tregua giungeva giovedì sera, quando la Regione faceva sospendere l’invio dei rifiuti di Napoli nel termodistruttore. Non si sapeva ancora bene, se ciò effettivamente fosse il frutto di una decisione concordata dalle autorità preposte di Napoli e la Regione o se, piuttosto, fosse scaturita dai controlli fatti scattare nel termovalorizzatore dal Ministro Costa. In proposito c’erano opinioni divergenti. Un’ispezione nell’impianto che poi sarebbe stata effettuata da parte dei Carabinieri del Noe anche con i tecnici dell’Arpac. Nel mentre scriviamo, comunque, non è stato ancora reso noto l’esito dell’ispezione ministeriale nell’inceneritore. Per…

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Polveri sottili ben oltre i limiti previsti, sforamenti da record

E’allarme rosso da polveri sottili ad Acerra, che è il solo Comune dell’intero agglomerato Napoli-Caserta, nel quale fino ad alcuni giorni fa le centraline stavano ancora sforando. In tutti gli altri Comuni i valori delle polveri killer si erano abbassati di molto, grazie al vento sferzante soffiato per giorni. Ma ad Acerra, fino alla mezzanotte del 6 gennaio, è rimasto un valore di 106 microgrammi per metro cubo di PM 10 e di 66 microgrammi per metro cubo di PM 2,5, cioè più del doppio del livello massimo consentito dalla legge nel primo caso e di quasi il triplo nel caso delle polveri più piccole, le PM 2,5 appunto. Il nostro Comune, dal I gennaio al 14 novembre 2019, già aveva fatto registrare sforamenti di polveri sottili pari a 58 giorni (centralina zona industriale); 47 giorni (centralina Caporale) e 68 giorni (centralina Capasso). Quando i giorni consentiti in un anno non possono essere superiori a 35. Ed invece migliaia di cittadini respirano una pericolosissima cappa di smog, che attenta polmoni, cuore e sistema circolatorio mediamente una volta ogni quattro giorni. Per l’Arpac sotto accusa ci sarebbero principalmente il traffico veicolare, ma anche i riscaldamenti domestici ed i roghi di rifiuti. Una situazione preoccupante, che lo scorso 7 gennaio spingeva un gruppo di ambientalisti del territorio, a formare un presidio davanti all’ingresso dell’inceneritore, l’impianto che, nei giorni scorsi, è stato notevolmente impegnato, a causa della grave emergenza immondizia che ha colpito la città di Napoli. “Siamo convinti – denunciava l’ecologista Alessandro Cannavacciuolo – che questi picchi anomali di polveri sottili ad Acerra siano dovuti, al fatto che nel termovalorizzatore stiano bruciando i rifiuti in modo non corretto e non conforme alla legge”. Parole che, comunque, non trovavano conferma ufficiale da parte di nessuna autorità preposta ai controlli. Comunque nel pomeriggio di martedì 7 gennaio una pattuglia dei Carabinieri ed una della Polizia Municipale, avviavano controlli sulla documentazione in possesso degli autisti degli automezzi, che entravano nel termovalorizzatore, per sversare rifiuti urbani non differenziati!! Sull’anomala presenza delle polveri sottili, intanto, si pronunciava un noto studioso locale di questi fenomeni legati all’inquinamento, l’Ing.Vincenzo Caprioli, ex consigliere tecnico del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici e studioso delle polveri sottili e dell’inquinamento da nanoparticelle. “L’unica spiegazione che posso dare su questo dato anomalo…

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Bios srl: assenza di autorizzazioni e miasmi. I Carabinieri dispongono la chiusura dell’impianto

Tornava alla ribalta, lo scorso 24 dicembre, come riferito anche dalla stampa quotidiana, la società “Bios srl”, ubicata a ridosso della strada provinciale Cancello-Caivano e che produce, confeziona e stocca fertilizzanti. Un opificio già interessato, in passato, da vari provvedimenti amministrativi e non solo, tra cui Ordinanze dirigenziali di “sospensione di tutte le attività produttive, per le quali sono richieste autorizzazioni di carattere ambientali, fino all’acquisizione di tutte le idonee autorizzazioni previste per legge” o da un Decreto di sequestro preventivo. Questa volta, ad intervenire, erano i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, agli ordini del Col.Italo Guardiani i quali, unitamente a quelli della locale stazione, diretti dal Comandante Giovanni Caccavale, disponevano la chiusura dell’azienda, più volte contestata dalla popolazione per i miasmi presenti nell’aria, che hanno spesso costretto soprattutto i residenti, a chiudere porte e finestre. Cittadini che, anche questa volta, si rivolgevano agli ambientalisti del posto, per poter risolvere il problema dei miasmi, attribuiti allo stoccaggio ed alla lavorazione dei materiali ivi depositati. Miasmi a cui, nel tempo, si è aggiunta una notevole proliferazione di insetti, soprattutto nel periodo estivo. Il provvedimento di chiusura disposto dai Militari dell’Arma puntava sulla presenza, nella fabbrica, di diversi scarichi ritenuti illegali e sull’assenza di alcune autorizzazioni. L’intervento dei Carabinieri scaturiva da una denuncia presentata dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo, Massimiliano Messina, Valerio ed Antonio Montesarchio e Vincenzo Petrella. “Nonostante un’Ordinanza del Comune – riferiva Cannavacciuolo – emanata nel 2016, che disponeva la sospensione delle attività della Bios, l’azienda continuava lo stesso a stoccare e a produrre in dispregio alle più elementari norme ambientali”. Gli ambientalisti avevano girato una serie di video, anche servendosi di un drone, scattato fotografie e recuperato documenti. Il tutto finiva in un dossier consegnato nelle mani delle autorità preposte. Alla fine dei controlli alcuni lavoratori si riunivano davanti ai cancelli dello stabilimento, perché temono di perdere il posto di lavoro. L’ultima volta, in cui ci eravamo occupati della Bios, era relativa ad un controllo edilizio eseguito, in data 30.06.2016, dal personale della Polizia Municipale, unitamente ad un tecnico comunale, dal quale emerse che erano in fase di realizzazione opere edilizie in assenza della prescritta Scia e dell’autorizzazione sismica, con esecuzione di uno scavo in calcestruzzo cementizio armato nell’area pertinenziale al capannone (risultato anche mancante del…

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