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Sversa rifiuti speciali nel terreno, denunciato il titolare di un’azienda

Prosegue, anche nel periodo emergenziale, l’attività di prevenzione e repressione dei reati contro l’ambiente del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta sorprendevano il titolare di un’azienda agricola, in agro del Comune di Acerra, intento a sversare da un autocarro rifiuti speciali sul proprio fondo. Nello specifico i Militari dell’Arma, durante il controllo del territorio, facevano accesso in un’area ingombra di rifiuti, costituiti da residui della produzione agricola e materiale plastico di imballaggio. Nell’area venivano rinvenuti ammassati circa 100 metri cubi di rifiuti, alcuni dei quali, per tipologia, verosimilmente destinati ad essere dati alle fiamme. Il titolare dell’azienda veniva denunciato alla competente Autorità Giudiziaria, per gestione illecita di rifiuti. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 20.000,00 euro.

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Sanificazione di marciapiedi ed arredi urbani: le note “dolenti” al sindaco Lettieri

La mancata (o sporadica) sanificazione ed igienizzazione, da parte del Comune, di molte strade del territorio comunale durante i terribili giorni dell’emergenza coronavirus ma, soprattutto, dei marciapiedi, lungo i quali camminano i pedoni, con l’utilizzo delle lance, dotate di un getto forte, scatenava le proteste di molti cittadini ed induceva alcuni Consiglieri comunali di opposizione, a scrivere agli organi competenti. Ne era un esempio la nota, datata 16.03.2020, a firma del Consiglieri Carmela Auriemma; Domenico Zito e Domenico Catapane, avente ad oggetto “le misure di prevenzione Covid-19. Pulizia e sanificazione strade”. Nota indirizzata al Sindaco Lettieri (prima autorità sanitaria della città ndr); all’Assessore all’Ambiente e all’Igiene Urbana C.Lombardi; all’Assessore al Verde Pubblico G.Di Nardo; al Dirigente all’Igiene Urbana S.Pallara; al Direttore Esecutivo del Contratto stipulato tra Comune e società Tekra C.Pacella; al Dirigente ad interim della Polizia Municipale V.Ascoli; al Dirigente all’Ambiente, nonché Segretaria generale (nominata per l’occasione dal sindaco, con tanto di Decreto, anche responsabile della Protezione Civile) M.Piscopo e all’Asl Napoli 2 Nord. “La presente per segnalare – inizia la nota – che sono arrivate agli scriventi consiglieri numerose segnalazioni da parte dei cittadini, che lamentano una scarsa pulizia e sanificazione delle strade, soprattutto di quelle che afferiscono ai corsi principali. Nello specifico la pulizia e sanificazione avviene esclusivamente sul manto stradale, lasciando totalmente sguarniti i marciapiedi, che risultano essere, senza dubbio, i tratti maggiormente frequentati dai pedoni. Al fine di poter dare massima attuazione alle misure di contenimento della diffusone del virus Covid-19, oltre alla pervicace azione che il Comune sta mettendo in opera, per evitare che ci siano violazioni delle misure di contenimento relative alla circolazione dei cittadini è necessario, a nostro parere, attuare anche una tenace azione di disinfezione e sanificazione delle nostre strade ma, soprattutto, anche dei marciapiedi. Comprese le panchine e le mura attinenti, così come indicato anche nelle prescrizioni ministeriali, attraverso l’utilizzo dell’idrogetto e delle otto spazzatrici, dotate di lance, del parco automezzi del gestore del servizio di igiene urbana. Inoltre – proseguiva la lettera – del tutto assente è il servizio di sanificazione di alcuni quartieri periferici e popolosi di Acerra con grande malcontento dei cittadini. Utile, ad esempio, sarebbe pubblicare sul sito istituzionale del Comune, un calendario, indicante le zone interessate giornalmente dalla pulizia delle strade, in modo…

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Rifiuti indifferenziati sversati in zona Pip: il Comune spende 35 mila euro per rimuoverli

Sull’ultimo numero riferimmo dello sversamento illecito di rifiuti, all’inizio non ancora ufficialmente identificati, in località Marchesa, nella locale zona Pip, praticato per mesi presumibilmente da alcuni dipendenti comunali del servizio Manutenzione e Verde Pubblico (sembra, però, solo relativamente all’erbaccia diserbata) e ripetuto anche nella mattinata di mercoledì 26 febbraio. Solo che quella volta, a piombare sugli ignari dipendenti, furono gli ambientalisti dei “Volontari Anti-roghi”, che documentarono il tutto e che fecero intervenire sul posto i Carabinieri della locale stazione. Nello specifico i giovani filmarono l’automezzo comunale, nel mentre sversava l’erbaccia diserbata lungo alcune strade. Un cumulo di erbaccia, che andava ad aggiungersi ad altri cumuli già ivi abbandonati, contenenti però rifiuti di varia tipologia non differenziati, a formare una vera e propria discarica abusiva, che si estendeva per alcune centinaia di metri. Nel video divulgato sui social e che, in poche ore, divenne virale, Alessandro Cannavacciuolo precisava che “durante un’attività di controllo del territorio aveva preso atto di tale cattiva gestione dei rifiuti e dello sversamento illecito degli stessi, contestandolo agli addetti comunali”. I quali riferivano, “di essere stati incaricati a fare ciò dal Comune”. Pertanto contattarono i Militari dell’Arma i quali, giunti sul posto, presero atto della situazione ed invitarono gli ambientalisti a recarsi in Caserma, per riferire il tutto e per depositare le prove raccolte. Ambientalisti che chiedevano, che gli inquirenti accertassero le responsabilità per quanto accaduto. Ricordando altresì, che tali cumuli di rifiuti, potevano essere dati alle fiamme da ignoti, visto anche l’approssimarsi della stagione primaverile/estiva”. Poco dopo l’area venne sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri, in attesa delle decisioni che avrebbe assunto il Pubblico Ministero della Procura di Nola, in merito alla conferma o meno del sequestro preventivo. Militari dell’Arma che, nel frattempo, chiedevano alle autorità competenti, di caratterizzare i materiali accatastati a piccole collinette sul terreno sequestrato. Sequestro dell’area poi confermato dal Pubblico Ministero con apposita Ordinanza in data 10.03.2020, con nomina a custode giudiziario del Segretario generale Maria Piscopo. Che chiedeva, quindi, il dissequestro temporaneo dell’area per 30 giorni, poi disposto dal PM, al fine di consentire la rimozione dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi. Anche perché la presenza dei rifiuti (erbacce e fogliame, intrisi di rifiuti urbani di varie tipologie) poteva comportare, come al solito in tali casi,…

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Sequestrato dai Carabinieri del Noe impianto di produzione di fertilizzanti organici

Tornava di nuovo alla ribalta, lo scorso 24 marzo, come riferito anche dalla stampa quotidiana attraverso una serie di articoli, la società “Bios srl”, ubicata a ridosso della strada provinciale Cancello-Caivano e che produce, confeziona e stocca fertilizzanti organici e composti azotati. Un opificio già interessato, in passato, da vari provvedimenti amministrativi e non solo, tra cui Ordinanze dirigenziali di “sospensione di tutte le attività produttive, per le quali sono richieste autorizzazioni di carattere ambientali, fino all’acquisizione di tutte le idonee autorizzazioni previste per legge” o da un Decreto di sequestro preventivo. Questa volta, ad intervenire, erano di nuovo i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli i quali, unitamente a quelli della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale ed al personale tecnico dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, sequestravano l’impianto, risultato privo delle necessarie autorizzazioni all’immissione in atmosfera. I controlli erano partiti dai sopralluoghi destinati a reprimere i reati ambientali da parte delle imprese della Terra dei Fuochi. In un primo momento c’era stato un primo sequestro preventivo, non convalidato dal Gip, che aveva chiesto ulteriori approfondimenti. Le successive indagini del Noe portavano all’ultimo intervento ed al nuovo sequestro di beni del valore di 1 milione di euro. Un successo che spingeva il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a congratularsi con i Militari dell’Arma. “Ci tengo a portare il mio plauso a tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine – dichiarava il Ministro – che, in questo momento delicato per il Paese, portano avanti con coraggio e dedizione il loro lavoro. In particolare i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, per mantenere l’attenzione sulla Terra dei Fuochi e nella lotta ai crimini ambientali”. Già alla fine del 2019 i Carabinieri avevano disposto la chiusura dell’azienda, più volte contestata dalla popolazione per i miasmi presenti nell’aria, che hanno spesso costretto soprattutto i residenti, a chiudere porte e finestre. Cittadini che, a più riprese, si erano rivolti agli ambientalisti del posto, per poter risolvere il problema dei miasmi, attribuiti allo stoccaggio ed alla lavorazione dei materiali ivi depositati. Miasmi a cui, nel tempo, si è aggiunta una notevole proliferazione di insetti, soprattutto nel periodo estivo. Il provvedimento di chiusura disposto dai Militari dell’Arma puntava sulla presenza, nella fabbrica,…

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Sversano rifiuti indifferenziati in zona Pip. Dipendenti comunali segnalati alle Forze dell’Ordine

Ci risiamo. Il Comune ci ricasca ancora. Il riferimento è allo sversamento illecito di rifiuti, all’inizio non ancora ufficialmente identificati, in località Marchesa, nella locale zona Pip, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione e Verde Pubblico dell’Ente comunale e ripetuto anche nella mattinata di mercoledì 26 febbraio. Solo che questa volta, a piombare sugli ignari dipendenti, erano gli ambientalisti dei “Volontari Anti-roghi” Vincenzo Petrella, Michele Pannella ed Alessandro Cannavacciuolo, che documentavano il tutto e che facevano intervenire sul posto i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale. Nello specifico i giovani filmavano l’automezzo comunale, nel mentre sversava l’erbaccia diserbata lungo alcune strade dagli addetti alla squadretta di manutenzione, dopo essere stata triturata da un altro mezzo meccanico comunale. Un cumulo di erbaccia, che andava ad aggiungersi ad altri cumuli già ivi abbandonati, contenente però rifiuti di varia tipologia non differenziati, a formare una vera e propria discarica abusiva, che si estendeva per alcune centinaia di metri. Nel video divulgato sui social e che, in poche ore, diveniva virale, lo stesso Cannavacciuolo precisava che “durante un’attività di controllo del territorio aveva preso atto di tale di cattiva gestione dei rifiuti e dello sversamento illecito degli stessi, contestandolo agli addetti comunali. I quali riferivano, “di essere stati incaricati a fare ciò dal Comune”. Pertanto contattava i Militari dell’Arma i quali, giunti sul posto, prendevano atto della situazione ed invitavano gli ambientalisti a recarsi in Caserma, per riferire il tutto e per depositare le prove raccolte. Ambientalisti che chiedevano, che gli inquirenti accertassero le responsabilità per quanto accaduto. Ricordando altresì, che tali cumuli di rifiuti, potevano essere dati alle fiamme da ignoti, visto anche l’approssimarsi della stagione primaverile/estiva”. Poco dopo l’area veniva sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri, in attesa delle decisioni che avrebbe assunto il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, in merito alla conferma o meno del sequestro preventivo. Militari dell’Arma che, nel frattempo, chiedevano alle autorità competenti, di caratterizzare i materiali accatastati a piccole collinette sul terreno sequestrato. Certo che la vicenda ha del clamoroso, visto che lo stesso sindaco Lettieri aveva emanato, pochi giorni prima (il 19 febbraio) l’Ordinanza n.7, relativa alla pulizia e manutenzione di terreni privati, aree libere, spazi di proprietà sia pubblica che privata abbandonati o…

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Rifiuti sversati in zona Pip: le erbacce tagliate dai dipendenti comunali, non della Tekra

La vicenda dello sversamento illecito di rifiuti di varia tipologia in località Marchesa, nella locale zona dei Piani di Insediamento Produttivi (Pip) che, in pratica, non è mai decollata, per il mancato insediamento di piccole e medie imprese, nonostante gli espropri effettuati dal Comune, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione dell’Ente comunale e sorpresi nella mattinata dello scorso 26 febbraio dagli ambientalisti locali, tra i quali Alessandro Cannavacciuolo e di cui si riferiva in precedenza, riservava un altro aspetto, non emerso subito. Ossia quello relativo al fatto che tra i servizi, che deve garantire la Tekra, ossia la società che svolge, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana per conto del Comune, c’è anche quello del diserbo stradale, ossia l’eliminazione delle erbe lungo strade, marciapiedi a pavimentazione permanente e piazze, incluse le fasce di pertinenza relative ai bordi di strade e marciapiedi, con esclusione dei fossi, delle cunette, dei giardini e delle zone verdi in genere. La stessa Relazione Tecnico Illustrativa della società precisa che “non saranno utilizzati prodotti chimici, se non preventivamente autorizzati dalla competente Autorità Sanitaria e che la frequenza degli interventi sarà pianificata in base alle necessità, al fine di evitare che le essenze spontanee possano arrecare danno a manufatti e, in particolare, che deturpino l’impatto visivo e riducano il decoro urbano. L’estirpazione avverrà sia mediante asportazione meccanica (manuale e con l’ausilio di strumenti quali tagliaerbe e decespugliatori) sia mediante diserbo chimico, da attuarsi soprattutto in giornate caratterizzate da assenza di vento…”. Inoltre la stessa suddetta Relazione chiarisce che “si garantisce una frequenza di esecuzione di 6 interventi all’anno, di cui quattro nel periodo aprile-settembre e due nel periodo ottobre-marzo”. Interventi che quindi rientrano tra le offerte migliorative della società. Ebbene, come abbiamo anche documentato in passato, non solo al diserbo delle erbacce sul territorio comunale non hanno quasi mai provveduto gli addetti dell’impresa salernitana, ma hanno operato quasi sempre i dipendenti comunali in forza alla squadretta Manutenzione. Una violazione favorita dal mancato o scarso controllo, da parte di chi a ciò è deputato. Ed anche in questi giorni interventi simili sono stati effettuati sull’intero territorio comunale dal personale dell’Ente di Viale della Democrazia. E’ pur vero che i lavoratori della società di Angri potrebbero ancora attivarsi nell’espletare tale…

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Gettavano rifiuti di varia tipologia in una scarpata, denunciati due operai

Era nella mattinata di un venerdì scorso, che si verificava un episodio incredibile. L’Ente regionale, che gestisce le aree di sviluppo industriali Asi di Napoli, aveva deciso di inviare una ditta all’interno della locale Area a Sviluppo Industriale, con il compito di ripulire le strade dalle montagne di rifiuti, che si erano accumulate. Ma gli operai della stessa ditta, anziché smaltire presso le aziende autorizzate l’immondizia raccolta, la scaricavano con l’ausilio di una pala meccanica poco lontano, sul fianco di una scarpata. Ed è così che rifiuti di varia tipologia, anche speciali, finivano sul terrapieno e su un terreno sottostante, nei pressi di campi coltivati ad ortaggi. Un servizio di pubblica utilità trasformato quindi in un comportamento a dir poco esecrabile. Che però non sfuggiva agli ambientalisti locali dei “Volontari Antiroghi di Acerra”, Michele Pannella, Vincenzo Petrella ed Alessandro Cannavacciuolo, che stavano perlustrando l’area, come fanno di solito e che filmavano il tutto. Finchè non si fermavano dinanzi alla pala meccanica, dando vita ad un acceso alterco con gli operai della ditta. Non prima, però, di aver nel frattempo allertato le Forze dell’Ordine, per sollecitarne l’intervento. Una volta giunti sul posto, i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, effettuavano rilievi e conducevano in caserma gli autori dello scarico illegale, i titolari della ditta ed un responsabile del Consorzio Asi di Napoli. Ma i primi ad essere ascoltati dagli investigatori erano i suddetti ambientalisti. Alla fine i Militari dell’Arma informavano in una nota, che al termine dell’operazione erano state denunciate a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti due persone, una di 66 e l’altra di 33 anni, entrambe di Melito. Si trattava del titolare della ditta e di uno dei due operai sorpresi sul posto, entrambi incensurati. I Carabinieri sequestravano anche il mezzo meccanico della ditta incaricata dal Consorzio di ripulire le strade della zona Asi. “Erano le 10:45 del 21 febbraio – raccontava Cannavacciuolo – e durante un giro di perlustrazione su Viale delle Industrie, l’arteria che collega la zona Asi di Acerra alla superstrada Nola-Villa Literno, abbiamo visto una pala meccanica che scaricava rifiuti dal ponte, su di una scarpata. Quindi ci siamo avvicinati ed abbiamo contestato ai due giovani operai, che stavano lavorando con la pala, che quello che stavano facendo…

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Emergenza smog, è un 2020 da incubo. Acerra è “regina” degli sforamenti delle polveri sottili

Già nei primi due mesi di quest’anno Acerra è stata “incoronata” la città più inquinata della Regione Campania. Un triste record, che tocca proprio al simbolo della Terra dei Fuochi, proprio dove il prossimo 24 maggio si recherà in visita Papa Francesco, per ascoltare le testimonianze del popolo di un intero territorio flagellato dalle criticità ambientali. Giovedì 20 febbraio, infatti, sulla base dei dati ufficiali resi noti dall’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, la nostra città ha oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria. Limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un intero anno. E tutto questo è capitato a circa soli 60 giorni dall’inizio del 2020. E’ la soglia, che obbliga i Sindaci, a prendere immediati provvedimenti per la tutela della salute pubblica. Ecco intanto la brutta classifica delle giornate in cui, dal primo gennaio, si è sforato il limite finora in alcune delle località dell’agglomerato Napoli-Caserta: Acerra 37 giorni, San Vitaliano 36, Volla 31, Aversa 31, Pomigliano 30, Napoli via Argine 27, Casoria 21, Napoli ospedale Santobono 19. Ad Acerra è dunque già stata raggiunta la soglia fissata dalla Direttiva europea in materia di inquinamento atmosferico (la n.2008/50), secondo cui il limite di concentrazione tossica delle polveri sottili (50 microgrammi di Pm10 per metro cubo) può essere superato fino a un massimo di 35 giorni all’anno. Ma le altre località del napoletano non possono certo stare tranquille. Ha sforato il limite annuale anche San Vitaliano, il Comune ubicato dieci chilometri ad est di Acerra e che, fino all’anno scorso, deteneva il triste record di sforamenti in Campania e che, quest’anno, si trova subito dietro la città, che ospita l’unico inceneritore della Regione. Ma preoccupano molto pure le situazioni di Volla, la cui centralina Arpac è ubicata ad un passo da Casalnuovo, di Pomigliano e del quartiere napoletano di Ponticelli, il cui rilevatore si trova in via Argine, sopra una scuola superiore professionale, a poche centinaia di metri dal Palazzetto dello Sport. Allarme rosso sulla qualità dell’aria pure ad Aversa. Imbarazzanti poi le condizioni dell’area a cavallo tra i quartieri napoletani del Vomero e dell’Arenella, dove la centralina dell’Arpac è piazzata proprio nel recinto dell’ospedale pediatrico “Santobono”, dove si curano i bambini ammalati della Terra dei Fuochi:…

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Allarme polveri sottili, scattati i controlli su auto e caldaie

Con la nostra città che aveva oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria dopo appena i primi due mesi dell’anno, un limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un anno intero, il Sindaco adottava provvedimenti immediati. Uno, consistente nell’uso dell’opacimetro, ossia dello strumento che misura l’opacità dei fumi e che, utilizzato unitamente all’analizzatore, controlla i gas di scarico delle auto in circolazione. Una sonda, infatti, verifica la temperatura dell’olio, mentre il rilevatore dei fumi va direttamente nel tubo di scappamento. L’altro, consistente in un ecobonus economico da erogare, a chi cambia le caldaie a gas obsolete e più economiche, quelle per uso domestico, con nuove caldaie meno inquinanti, attraverso i proventi delle contravvenzioni riscossi. Il comunicato giunto dal Comune lasciava aperti, però, una serie di quesiti. Non si specificava, infatti, se dai controlli con l’opacimetro, in caso di accertata irregolarità dei gas di scarico delle vetture, sarebbero scattate automaticamente delle multe. Nel comunicato, infatti, si parla solo di obbligo, da parte dei possessori delle automobili, “in caso di rilevazione di fumi inquinanti, di adeguare il veicolo alle norme vigenti”. E come riportava un noto quotidiano, “c’è un problema di contraddizione delle norme. Tutti i veicoli a benzina o a diesel o anche a propulsione mista sono soggetti mediamente, ogni due anni, all’obbligo della revisione ed i centri sono tenuti a controllare anche le emissioni dei gas di scarico delle auto. E se durante il controllo non vengono ravvisate irregolarità, l’auto può circolare previo rilascio di un certificato, il cui costo si aggira intorno ai 65 euro. A questo punto ci si chiede – prosegue l’articolo – se potranno subire contravvenzioni tutte quelle auto, che stanno circolando con un regolare certificato di revisione. Ad ogni modo ieri (sabato 22 febbraio ndr), i poliziotti municipali erano al lavoro, effettuando controlli con l’opacimetro nell’area delle Madonnelle, dove si svolge il mercato settimanale. L’altro interrogativo riguarda l’annuncio della tassa di scopo, con l’intenzione del sindaco di dare il via agli incentivi per il cambio delle caldaie domestiche a gas attraverso i soldi delle contravvenzioni. Bisogna capire, se questo denaro proverrà dalle multe per il controllo dei gas di scarico o da altre tipologie di sanzioni per infrazione al Codice della Strada”. Ad onor…

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Lettieri denuncia l’abbandono dei rifiuti. Ed i Vigili Urbani li raccolgono senza guanti!!

Proseguono senza sosta i video-show del sindaco Lettieri, divulgati via social e nei quali l’attore principale è sempre lui. Infatti, nella mattinata di mercoledì 12 febbraio, si faceva riprendere sull’asse mediano direzione Pomigliano d’Arco, unitamente ai poliziotti municipali. Motivo? I rifiuti abbandonati sulla rampa di accesso all’asse viario. Ovviamente non occorre recarsi su arterie, che non sono neanche di competenza comunale, per trovare l’immondizia sversata. Basta “visitare” alcuni quartieri cittadini o le strade periferiche per rinvenire, con sistematicità, rifiuti abbandonati di varia tipologia. “Abbiamo avviato il procedimento, per richiedere a Città Metropolitana ed Anas competenti – diceva Lettieri, dando del zozzone, a chi ha abbandonato così l’immondizia – di rimuovere i rifiuti. Trascorsi 7 giorni, se non interverranno, emetteremo un’apposita ordinanza ed agiremo in danno. Con i Vigili Urbani abbiamo effettuato dei controlli e scovato anche dei documenti, che fanno risalire a chi ha sversato illegalmente”. Contagiati forse dall’aggettivo zozzoni, più volte ripetuto dal sindaco, anche i caschi bianchi, alla presenza del Vice-Comandante Domanico De Sena, raccoglievano da terra l’immondizia senza guanti o mascherine protettive e la esibivano come “trofeo” dinanzi all’autore del video, novello Steven Spielberg!! Qualche giorno dopo (venerdì 14 febbraio) un nuovo video-propaganda a buon mercato, questa volta girato a via Volturno, dove fin dalle prime ore del mattino, a presenziare ad un’ordinaria e normale rimozione dei rifiuti da una strada periferica, “accorrevano” addirittura i vertici della tematica munnezza, ossia il Dirigente al servizio S.Pallara; il Direttore Esecutivo del Contratto C.Pacella; il titolare della società Tekra; i poliziotti municipali; il Vicesindaco C.Lombardi e, ovviamente, l’attore protagonista, il primo cittadino. Adesso, come si evince dalle immagini trasmesse, se la pulizia delle aree del nostro territorio, con il relativo controllo dello stesso, fosse stata fatta sistematicamente in questi mesi, ci saremmo ritrovati con Acerra in queste condizioni? Tra l’altro il Capitolato Speciale d’Appalto statuisce, “che la ditta appaltatrice dovrà provvedere alla rimozione di qualunque rifiuto (compresi inerti per limitate cubature e pneumatici usati di qualsiasi dimensione), abbandonato su suolo pubblico ai fini della raccolta, purchè non di tipo pericoloso e che preveda, ai sensi della normativa vigente, attività di bonifica o caratterizzazione/analisi preventiva. E che si dovrà garantire la rimozione dei rifiuti abbandonati entro le 24 ore dalla segnalazione e che, durante le operazioni, si provvederà alla…

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