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Bios srl: assenza di autorizzazioni e miasmi. I Carabinieri dispongono la chiusura dell’impianto

Tornava alla ribalta, lo scorso 24 dicembre, come riferito anche dalla stampa quotidiana, la società “Bios srl”, ubicata a ridosso della strada provinciale Cancello-Caivano e che produce, confeziona e stocca fertilizzanti. Un opificio già interessato, in passato, da vari provvedimenti amministrativi e non solo, tra cui Ordinanze dirigenziali di “sospensione di tutte le attività produttive, per le quali sono richieste autorizzazioni di carattere ambientali, fino all’acquisizione di tutte le idonee autorizzazioni previste per legge” o da un Decreto di sequestro preventivo. Questa volta, ad intervenire, erano i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, agli ordini del Col.Italo Guardiani i quali, unitamente a quelli della locale stazione, diretti dal Comandante Giovanni Caccavale, disponevano la chiusura dell’azienda, più volte contestata dalla popolazione per i miasmi presenti nell’aria, che hanno spesso costretto soprattutto i residenti, a chiudere porte e finestre. Cittadini che, anche questa volta, si rivolgevano agli ambientalisti del posto, per poter risolvere il problema dei miasmi, attribuiti allo stoccaggio ed alla lavorazione dei materiali ivi depositati. Miasmi a cui, nel tempo, si è aggiunta una notevole proliferazione di insetti, soprattutto nel periodo estivo. Il provvedimento di chiusura disposto dai Militari dell’Arma puntava sulla presenza, nella fabbrica, di diversi scarichi ritenuti illegali e sull’assenza di alcune autorizzazioni. L’intervento dei Carabinieri scaturiva da una denuncia presentata dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo, Massimiliano Messina, Valerio ed Antonio Montesarchio e Vincenzo Petrella. “Nonostante un’Ordinanza del Comune – riferiva Cannavacciuolo – emanata nel 2016, che disponeva la sospensione delle attività della Bios, l’azienda continuava lo stesso a stoccare e a produrre in dispregio alle più elementari norme ambientali”. Gli ambientalisti avevano girato una serie di video, anche servendosi di un drone, scattato fotografie e recuperato documenti. Il tutto finiva in un dossier consegnato nelle mani delle autorità preposte. Alla fine dei controlli alcuni lavoratori si riunivano davanti ai cancelli dello stabilimento, perché temono di perdere il posto di lavoro. L’ultima volta, in cui ci eravamo occupati della Bios, era relativa ad un controllo edilizio eseguito, in data 30.06.2016, dal personale della Polizia Municipale, unitamente ad un tecnico comunale, dal quale emerse che erano in fase di realizzazione opere edilizie in assenza della prescritta Scia e dell’autorizzazione sismica, con esecuzione di uno scavo in calcestruzzo cementizio armato nell’area pertinenziale al capannone (risultato anche mancante del…

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Fusti contenenti sostanze chimiche sversati tra i campi in località Frassitelli

Gli sversamenti abusivi di rifiuti sul territorio comunale non si fermano e l’immondizia continua a flagellare tanto le aree urbane, quanto quelle agricole. A testimoniarlo, qualora ce ne fosse bisogno, era il ritrovamento, avvenuto domenica 15 dicembre lungo una strada interpoderale, in località “Frassitelli”, di due fusti tossici, il cui contenuto era parzialmente riverso sul terreno, non lontano dalle coltivazioni degli ortaggi. Dalle flange dei bidoni era fuoriuscita una sostanza giallastra, densa ed inodore, rimasta attaccata al terreno. Un materiale davvero strano, che all’inizio destava non pochi sospetti. A rinvenire i due fusti erano gli ambientalisti locali, che stavano perlustrando il territorio e che avvisavano i poliziotti municipali del locale Comando, subito accorsi sul posto. Nel frattempo giungevano anche i Vigili del Fuoco del reparto N.B.C.R. (acronimo di Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico), che ispezionavano con le loro attrezzature le sostanze fuoriuscite dai fusti, ognuno con una capacità di due ettolitri circa. Ad ogni modo, per fortuna, l’esame dava esito negativo: non c’era presenza di radioattività. Ma secondo i caschi rossi si trattava comunque di bidoni contenenti composti chimici. “Dovrà essere il Comune, ad emanare i provvedimenti del caso – spiegano Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella, autori del rinvenimento dei fusti – ed occorrerà prima mettere in sicurezza l’area, in cui si trovano i bidoni, per evitare ulteriori contaminazioni. Poi si dovrà procedere alla rimozione dei rifiuti, alla caratterizzazione del suolo ed all’eventuale bonifica del sottosuolo”. Intanto nulla si sa circa la provenienza dei fusti metallici, forse scaricati di notte e sui quali non c’è alcuna scritta o riferimento, che possa far ricondurre ad un’azienda o ad un’industria. Nel frattempo i Vigili del Fuoco davano indicazioni di coprire con dei teli i due fusti e di delimitare l’area interessata dallo sversamento con del nastro bicolore. “Le persone del posto ci hanno detto, che sabato quei bidoni non c’erano – aggiunge Cannavacciuolo – per cui, molto probabilmente, sono stati abbandonati durante la notte. Abbiamo chiesto alle autorità competenti, di visionare le immagini degli impianti di videosorveglianza del Comune installate lungo le strade della zona, per dare un’identità agli autori di quest’ennesimo crimine ambientale”. “Qui già la falda acquifera è avvelenata – commentavano alcune persone – e le bonifiche restano un miraggio”.  

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Il modello EcoFoodFertility: una risposta alle “Terre dei Fuochi” per l’ambiente, la sana agricoltura e la buona salute

Già diverse volte abbiamo riportato, attraverso quest’organo d’informazione, i risultati che il progetto di ricerca EcoFoodFertility, ideato e coordinato dal nostro concittadino Dott. Luigi Montano, UroAndrologo dell’Asl di Salerno, esperto in Patologia Ambientale e Presidente della Società Italiana Riproduzione Umana, sta da tempo presentando e pubblicando su riviste internazionali, al fine di definire il rischio biologico delle popolazioni, che vivono nelle aree a forte inquinamento ambientale e prevenire le malattie cronico-degenerative per le presenti e future generazioni. Un progetto multidisciplinare, pluripremiato in questi anni che, partendo dalle problematiche sanitarie ed ambientali della nostra “Terra dei Fuochi”, si sta attuando in tante altre “Terre dei Fuochi” non solo d’Italia ed il cui impatto medico-scientifico si sta declinando in termini sociali, educativi, preventivi, di salute pubblica e di sviluppo per un’agricoltura sostenibile. E proprio da quest’ultima che nasce il concetto dell’alimentazione biologica come presidio per combattere l’inquinamento, non solo in riferimento alla riconversione dell’agricoltura verso il biologico per la tutela della biodiversità, della fertilità dei suoli, ma anche per migliorare la fertilità umana, la salute generale e, soprattutto, per disintossicarsi dagli inquinanti ambientali. In particolare, in attesa dei tempi lunghi del disinquinamento del pianeta, come misura di resilienza individuale, proprio sulla capacità di disintossicarsi dagli inquinanti, mangiando prodotti ortofrutticoli ricchi di antiossidanti e capaci di “combattere a tavola” gli inquinanti atmosferici, si è accesa la speranza, per ribaltare l’immagine della nostra principale risorsa territoriale, l’agricoltura, troppe volte ed anche spesso ingiustificatamente marchiata dalla dizione “Terra dei Fuochi”.  Ebbene, proprio durante “Striscia la Notizia”, seguitissima trasmissione televisiva di canale 5, è venuta fuori in maniera forte e chiara la verità sulla bontà e sulla sicurezza del nostro comparto agroalimentare in base agli studi scientifici prodotti in questi anni, portando ad esempio il “Campo Eubiotico, Orto della Fertilità” del progetto di ricerca EcoFoodFertility, di Contrada Sannereto, coltivato con metodi biologici ed i cui prodotti rientrano nella Rete Eubiotica per la Salute Ambientale utilizzati nella fase 2 (intervento nutrizionale detossificante) del progetto. In pratica, con tale servizio televisivo, i prodotti del campo eubiotico acerrano sono stati presi a modello di buona e sana agricoltura dove, non solo risultavano privi di contaminazioni, ma anche ricchi di proprietà antiossidanti capaci di controbilanciare e modulare l’impatto degli inquinanti ambientali sulla salute umana. In effetti, il messaggio…

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Quale futuro per l’agricoltura ad Acerra? Il convegno promosso dalla Diocesi di Acerra

Lo scorso 15 novembre, presso la Biblioteca diocesana della Curia vescovile, si teneva un convegno dal titolo: “C’è futuro per l’agricoltura ad Acerra?”, organizzato in occasione del secondo incontro con la città nell’ambito della visita pastorale del Vescovo Antonio Di Donna. Moderatore del convegno era Antonio Pintauro – Direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. A che punto è lo sviluppo dell’agricoltura? Cosa fanno gli agricoltori, che pure sono stati in questi anni un «segno di speranza»? Che rapporto c’è tra loro ed i consumatori? Che spazio viene dedicato dalle Istituzioni all’economia agricola nella visione della città per gli anni a venire? Erano questi alcuni dei quesiti, ai quali gli intervenuti, tra cui l’associazione Ari.Amo, cercavano di dare delle risposte nel corso di questo pubblico incontro con la città. Durante il quale venivano presentate testimonianze di buone pratiche. Un appuntamento voluto dal Vescovo nell’ambito della Visita pastorale alle parrocchie, che ha preso il via a marzo scorso. L’alto prelato, dinanzi ad una platea vasta e non composta soltanto dagli addetti ai lavori, ma orfana dell’Assessore comunale al ramo; del Presidente della Commissione consiliare competente e con il Sindaco, che regalava ai presenti solo pochi minuti di se stesso, precisava: “Grazie alla collaborazione di un gruppo di lavoro che mi coordina, a giugno scorso avviai il primo incontro con la città presso le suore Palladino, affrontando la tematica del Piano Urbanistico comunale, circa il quale la Chiesa ha detto la sua. Stasera vi è la seconda tematica, quella dell’agricoltura. Poi seguirà la tematica della salute e per finire quella dell’ambiente. Alla fine vi sarà un convegno conclusivo, che sarà la sintesi di tutte e quattro i momenti affrontati. Circa l’agricoltura, proprio in questi giorni la Chiesa celebra la Giornata del Ringraziamento per i frutti della terra. Con l’agricoltura occorre fare i conti – proseguiva il Vescovo – e stabilire quale peso le si vuole dare ad Acerra. Durante questo convegno avremo appunto delle testimonianze da parte di chi opera nell’agricoltura, che riferirà della propria esperienza”. A questo punto Pintauro ripercorreva, in breve, gli ultimi eventi del territorio sotto il profilo ambientale, partendo dal 26 settembre 2015, quando al convegno organizzato dalla Diocesi vennero ad Acerra tutti i Vescovi della Campania, il Governatore De Luca e l’ex Procuratore capo della…

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Le proposte e le osservazioni emerse durante il convegno sull’agricoltura promosso dalla Diocesi

Circa il convegno dal titolo: “C’è futuro per l’agricoltura ad Acerra?”, organizzato venerdì 15 novembre dalla Diocesi di Acerra presso la Biblioteca diocesana e di cui riferivamo nella pagina precedente, a dare la propria testimonianza era anche Filippo Castaldo, imprenditore agricolo, il quale dichiarava: “Su 1500 ettari di terreno coltivabile, produciamo 400 ettari di cavolfiori, altrettanti di finocchi, 250 ettari di pomodori, di cui 70 del tipo San Marzano. Ma la nostra agricoltura resta una colonia delle altre realtà campane, a causa soprattutto di problemi strutturali e della scarsa predisposizione a fare rete. Senza il necessario ammodernamento delle strutture la coltura delle patate, ad esempio, stimata in 650 mila tonnellate, è destinata ad essere venduta a prezzi esigui o ad essere in parte distrutta, perché manca la frigoconservazione, che permette la conservazione del prodotto a lungo termine. Quindi solo le catene commerciali permettono di rispondere alle esigenze della grande distribuzione. Le istituzioni possono organizzare fiere ed eventi sul territorio, tavoli di confronto tra aziende unite ed investitori, come accade a qualche chilometro da noi. Ed anche la filiera corta, come le farine di grano, che stanno avendo tanto successo, ha trovato degli interlocutori e degli investitori”. Dal canto suo l’agronomo Domenico Crispo nel suo intervento precisava: “A noi tecnici è demandato anche il compito, di dare soluzioni strutturali all’agricoltura. Resta di certo il problema ambientale, affrontato anche dalla Commissione bicamerale d’inchiesta, anche se Terra dei Fuochi significa soprattutto roghi incontrollati di sversamenti abusivi, ma che non hanno contaminato i prodotti agricoli. Al massimo hanno interessato alcuni derivati del latte. Pertanto occorre una mappatura seria dell’intero territorio e risanare i fondi ancora contaminati attraverso coltivazioni a ciò idonee. E’ compito principale della Regione Campania intervenire con le proprie competenze, anche se i Comuni si devono fare portatori d’interesse con sgravi fiscali per chi investe e favorire il potere contrattuale degli agricoltori”. E mentre Vincenzo Di Fiore, titolare della pizzeria “Bella Napoli”, si diceva “fiero di poter usare i prodotti tipici locali di eccellenza, prodotti dagli agricoltori acerrani che, per lui, sono da paragonare a degli eroi, per le difficoltà che superano quotidianamente nel loro lavoro”, concludeva i lavori il Vescovo Antonio Di Donna, il quale ricordava, che “aver consegnato le terre più fertili del nostro territorio all’insediamento dell’ex Montefibre…

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Riceviamo e pubblichiamo

“Eccellenza Mons.Di Donna, ringrazio per l’invito al Convegno sull’agricoltura dello scorso 15 novembre e mi scuso per essermi allontanato, dopo la sua introduzione e l’inizio del monologo del sig.Pintauro. Ancora una volta ho dovuto rendermi conto del canovaccio della riunione che prevede, in maniera prestabilita, chi deve parlare e chi deve ascoltare, spesso le fesserie da incompetenti. Poi ho visto qualche segretario di partito, giornalisti, imprenditori, commercianti e qualche agricoltore. Non ho visto gli agricoltori che conosco, quelli che veramente zappano la terra tra mille difficoltà. Nè le associazioni comunali e sovracomunali di Coldiretti, UPA e CIA. Ho visto il Sindaco, che dovrebbe vergognarsi, di aver creato un fantomatico Assessorato all’Agricoltura con soggetti che non sanno distinguere un cetriolo da una zucchina. L’agricoltura è una cosa seria e va trattata seriamente. Lei ci mette impegno di sicuro e a Lei va tutta la mia stima. Ma cambi canovaccio e collaboratori”.   Luigi Bigliardo 

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Mancato prelievo dei rifiuti, alla presenza dei Vigili nell’automezzo finisce di tutto e di più!!

Mattinata di tensione quella dello scorso 15 novembre a via Suessola, in pieno centro storico. Alcuni residenti, infatti, scendevano in strada, per protestare contro il mancato ritiro dei rifiuti da parte della Tekra, la società che effettua, per conto del Comune, il servizio di igiene urbana. Mancato prelievo protrattosi, a detta dei presenti, per circa 5/6 giorni e che aveva, pertanto, provocato un accumulo di rifiuti di varia tipologia. Sul posto era presente anche una pattuglia della Polizia Municipale e gli operatori dell’impresa salernitana, che “spulciavano” tra i sacchi di rifiuti alla ricerca di elementi, utili a risalire agli autori del modo non conforme di conferire la spazzatura. Ed è così che i raccoglitori, alla presenza anche di un esperto Ufficiale della Polizia Locale, caricavano sull’automezzo le varie tipologie di rifiuti solidi urbani, comprensive di carta, cartone, vetro, plastica, lattine, frazione organica e persino di stracci. Una situazione incresciosa, di cui veniva notiziato chi di dovere e che indispettisce coloro che si impegnano tanto, per differenziare i rifiuti. E che, magari, solo per aver commesso qualche piccolo errore, sono stati anche sanzionati dal personale della Polizia Locale durante la loro attività di controllo. Ma la raccolta differenziata non era uno degli obiettivi primari dell’amministrazione comunale targata Lettieri?  

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“Passeggiando” e visitando Acerra di domenica tra cumuli di rifiuti e carrellati pieni

“Acerra aspira a diventare città del bello, perchè il bello è contagioso”. E’ quanto sottolineava lo scorso 8 novembre il sindaco Raffaele Lettieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone del Teatro Italia 2019/2020, tenutasi al Castello dei Conti. Intanto, però, l’aspirazione alla bellezza cozza tremendamente con una realtà, che regala da anni scene, che sono ormai divenute familiari per l’intera comunità. Ossia quelle degli sversamenti abusivi, che adesso si trovano non solo nelle aree periferiche del territorio comunale, ma anche in pieno centro città, rendendo spesso inutilizzabili i marciapiedi e costringendo i pedoni a procedere sulla carreggiata. Oltre a non mancare i soliti carrellati multicolori delle attività commerciali e non, a fare bella mostra di sé e lasciati stracolmi di rifiuti all’esterno durante le giornate domenicali ed accanto ai quali, sono costretti a “coabitare” e a transitare residenti e pedoni. Ma è evidente, che la problematica si è incancrenita in questi anni, con tanto di danno all’immagine ed al decoro urbano, nonostante che il controllo del territorio possa avere degli occhi in più, sia quelli elettronici degli impianti di videosorveglianza che quelli umani, visto che l’organico dei poliziotti municipali è stato ampliato con ben 16 unità lavorative in più. Senza trascurare l’aspetto igienico-sanitario, con i disagi che aumentano soprattutto in estate, quando si registrano temperature elevate. E non occorre essere un esperto in materia, per comprendere che tali cumuli di rifiuti di varia tipologia, anche speciali, inficiano di molto la percentuale della raccolta differenziata. Le foto pubblicate, nello specifico, sulla versione cartacea, si riferiscono a domenica 10 novembre, scattate in vari punti del territorio cittadino e di cui abbiamo anche notiziato il Comando della Polizia Municipale in pari data. Nella speranza che abbiano prodotto le dovute relazioni con annessi rilievi fotografici. Particolarmente simpatica è la situazione a via Nobile, dove potete regalarvi un momento ludico con gli amici o i familiari, utilizzando gratuitamente il calciobalilla ivi sistemato. Al contempo vi abbiamo risparmiato di documentarvi anche sui cospicui cumuli di spazzatura presenti nei cortili dei principali corsi cittadini. “Bello e (per adesso) impossibile”. La canta Gianna Nannini.   Joseph Fontano

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Ottima l’Ordinanza sulle deiezioni canine. Che non specifica, però, dove conferire il “pupù”!!

Dopo la divulgazione della notizia, sullo scorso numero, della “trasferta” di lunedì 21 ottobre di due agenti del locale Comando di Polizia Municipale a Santa Maria C.V. per procedere allo scassettamento dei vecchi parcometri dismessi del Comune ed acquistati, a seguito di un bando ad evidenza pubblica, da una società del Comune casertano per 26 mila euro ed all’interno dei quali c’erano ancora i soldi dei grattini, che rischiavamo di perdere, con ulteriore danno erariale per l’Ente, ecco un altro episodio divertente. Consistente, questa volta, nell’installazione e manutenzione delle luminarie natalizie lungo alcune strade cittadine da parte della solita ditta di Pomigliano d’Arco, la “Decolight”, per una spesa complessiva pari a 91.900,00 euro (vedi Determina n.1153 del 24.09.2019). Il lato divertente ed anomalo, nello stesso tempo, di tale fornitura, sta nel fatto che, mentre negli anni scorsi l’amministrazione comunale targata Lettieri sembrava sempre litigare con il calendario, visto che la posa in opera delle luminarie e loro conseguente accensione, avveniva sempre a poche ore dalla festività per antonomasia della cristianità, ora invece si è esagerato in senso opposto. Infatti, prima ancora che la comunità locale celebrasse la ricorrenza della Commemorazione dei Defunti, già su tanti pali della pubblica illuminazione di molte strade erano state sistemate le suddette luminarie. Tant’è che ai più è venuto il dubbio, che il primo cittadino avesse spostato anche la data delle festività natalizie, anticipandole di un paio di mesi. Non meno importante, poi, è l’Ordinanza sindacale n.33 dell’11 ottobre scorso e relativa alle disposizioni, a cui devono attenersi i proprietari dei cani o le persone incaricate momentaneamente della loro custodia, per evitare l’abbandono su suolo pubblico, soprattutto sui marciapiedi, delle deiezioni canine, con tanto di degrado al decoro urbano e di problemi di ordine igienico-sanitario. Ovviamente non mancava il solito video del Sindaco (che, se prosegue di questo passo, potrebbe anche pensare di farsi dirigere da un grande regista), che istruiva i cittadini su cosa fare, per non incorrere in una sanzione pecuniaria amministrativa, che va da 150 a 300 euro. Ossia munirsi di: apposite pinze, palette e sacchetti di plastica per la raccolta delle deiezioni canine depositate dagli animali; bottiglie d’acqua; contenitore con disinfettante. Provvedere subito: alla completa pulizia, al lavaggio dell’area interessata, qualora l’animale abbia imbrattato l’area e all’asportazione delle deiezioni….

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Abusivismo, sorpreso Cuono Pellini in un cantiere a via Mulino Vecchio

Era un noto quotidiano, in data 11.10.2019, a portare alla ribalta i fratelli Pellini, condannati a 7 anni per disastro ambientale e, precisamente Cuono che aspetta, al pari degli altri due fratelli, la decisione del Tribunale di Sorveglianza circa il loro ritorno o meno in carcere. “…Intanto è spuntata un’altra grana per Cuono Pellini – recita l’articolo – perché il 4 ottobre scorso la Polizia Municipale, dopo una segnalazione, lo ha sorpreso in un cantiere, in cui si stavano effettuando lavori difformi alla comunicazione inviata al Comune. Lavori quindi abusivi. Nel cantiere di via Mulino Vecchio, all’interno del recinto di un capannone, una ruspa stava scavando un fosso, presumibilmente per metterci dentro una vasca di contenimento dei liquami. Ma – prosegue l’articolo – quell’operazione è stata giudicata abusiva dagli agenti della municipale. Nello stesso recinto i caschi bianchi hanno trovato anche un piazzale di cemento ritenuto abusivo, in quanto risultato privo di licenza edilizia. Ci sono stati attimi di tensione. Cuono, secondo indiscrezioni autorevoli, avrebbe tentato di ostacolare i controlli degli agenti, impedendo l’accesso al cantiere. Accesso poi reso possibile dall’intervento di due pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Quindi gli accertamenti di rito. Alla fine – conclude lo scritto – sono state denunciate la suocera di Pellini, proprietaria del sito e le eredi, le due figlie. Il comportamento ostativo di Cuono è ora all’attenzione della Magistratura. Accertamenti sono in corso anche sulla ruspa rinvenuta nel cantiere, per comprendere se faccia parte dei beni confiscati ai Pellini”.  

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