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I cittadini differenziano ma la ditta mescola i rifiuti. Un danno d’immagine anche al Sindaco

E’ con toni trionfalistici che, in data 21.09.2019, dal Comune veniva trasmesso un comunicato stampa, nel quale si leggeva che una donna del posto di 46 anni era stata multata per errato conferimento dei rifiuti presso un negozio. La signora, alle ore 14:00 circa, aveva sversato due sacconi di rifiuti in via Trieste e Trento ed era stata beccata dalle telecamere della videosorveglianza attive presso il Comando della Polizia Municipale. I Vigili Urbani presenti nella control room, dov’è stata attivata una task force addetta proprio al controllo contro gli sversamenti illeciti di rifiuti, avevano così seguito la scena in diretta. La donna individuata veniva sanzionata con una multa salata. Bene. Intanto i poliziotti municipali continuano a sanzionare i cittadini, che non differenziano correttamente i rifiuti conferiti, soprattutto quando c’è il conferimento della frazione indifferenziata, che è stata “sottoposta” alla campagna di Legambiente “Io non conferisco”, avviata con alcuni Comuni ed alla quale Acerra ha aderito, con tanto di Ordinanza sindacale, che si applicava solo alle utenze domestiche. Secondo il sindaco Lettieri, infatti, “con una più produttiva ed efficace raccolta differenziata, otterremo una diminuzione dei rifiuti indifferenziati e le nuove modalità di raccolta prevedono il conferimento dell’indifferenziato una volta ogni 15 giorni anziché ogni settimana. Questa è una sfida non solo per Acerra ma per tutta la Campania…Questo permetterà di ridurre i rifiuti, che vengono conferiti nell’inceneritore, passare progressivamente da tre linee a due, fino a giungere alla chiusura dell’impianto”. Adesso, al di là delle perplessità che tale provvedimento ha suscitato (tra cui quello di tenersi l’immondizia in casa una settimana in più e magari con il caldo), a che servono tutti questi sacrifici da parte dei cittadini, magari anche sanzionati, quando poi assistiamo a scene, in cui il personale della Tekra mischia letteralmente le varie tipologie di rifiuti, come accaduto martedì I ottobre in alcuni quartieri e davanti ai nostri occhi? Scene, tra l’altro, ripetutesi anche nei giorni scorsi!! Quali provvedimenti hanno assunto adesso i poliziotti municipali, nei confronti della società, che svolge il servizio di igiene urbana, viste anche le foto divulgate dall’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, che ha formulato in merito un esposto-denuncia agli organi competenti, tra cui alla Procura nolana ed al Dirigente comunale al ramo?

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Sequestrato dai poliziotti municipali un terreno di circa 6 mila mq per abbandono di rifiuti

Veniva sequestrato nei giorni scorsi dai poliziotti municipali un terreno di circa 6 mila metri quadrati, sito in via Pagliarone per abbandono di rifiuti. Gli agenti procedevano al sequestro dell’appezzamento di terreno ed alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di una società e di due persone fisiche, tutti proprietari del terreno, che non era coltivato e mal custodito. I caschi bianchi, dopo aver redatto una dettagliata informativa di reato ed aver effettuato un rilievo fotografico, trasmettevano gli atti alla Procura della Repubblica di Nola. Il personale della polizia locale era intervenuto, dopo che sul terreno c’era stato un incendio nei giorni precedenti, con un intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, rinvenendo sul lotto diverse quantità di rifiuti di varia tipologia, plastica e materiale edile da risulta compresi. Dopo aver proceduto a mettere in sicurezza l’area, scattava la procedura di sequestro e veniva avviato il procedimento amministrativo, per obbligare alla bonifica i proprietari. Sempre sul fronte del controllo del territorio contro chi sversa rifiuti illegalmente, un’azione degli agenti del Comando Vigili Urbani veniva condotta sulle rampe di accesso dell’asse mediano ed asse di supporto, che circonda esternamente la città. Venivano installate sulle rampe di accesso e di uscita telecamere mobili, le cui immagini venivano trasmesse in diretta sui cellulari degli agenti in pattuglia, per individuare i trasgressori in flagranza di reato. Il Sindaco Lettieri, nel commentare sui social, ribadiva il suo appello, ossia: “Siamo in attesa che il Governo adotti un provvedimento, che ci permetta di sequestrare l’auto di questi malfattori”.  

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FdI: “Centro storico non è una discarica ma un patrimonio da rilanciare. Comune rimuova i rifiuti”

Fratelli d’Italia Acerra, attraverso un comunicato stampa, informava che, nei giorni scorsi, aveva presentato al Comune un’istanza di rimozione immediata dei cumuli di rifiuti giacenti nel centro storico tra via Suessuola, via San Cuono e via Filomarini. La situazione però, a distanza di oltre una settimana, era la stessa e tra le strade del centro si comincia a percepire un certo imbarazzo tra i residenti. Nelle giornate precedenti Gioventù Nazionale, movimento giovanile del partito, con un reportage pubblicato via social, aveva denunciato le condizioni di degrado del centro storico. Nella nota il partito cittadino precisa:“ In una città rispettabile, il centro storico dovrebbe essere il nucleo economico della città. Ad Acerra invece l’improvvisazione e la politica del consenso da baraccone danno spazio ad inefficienza, incuria e degrado. Per non parlare della percezione di insicurezza, che si vive tra i vicoli che furono di Pulcinella”. Il gruppo locale poi prosegue: “Quest’istanza dev’essere il monito, per risvegliare le coscienze. Il centro storico è il luogo del rilancio della città e dev’essere vivibile, pulito, sicuro, sostenibile, commercialmente fruttuoso. È clamoroso che questa situazione sia in stallo da giorni. L’amministrazione si sta rivelando agli occhi della città incredibilmente inefficiente”.

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L’accusa del Vescovo Di Donna: “Smaltire sempre nello stesso territorio è diabolico”.

Era durante l’undicesima edizione del Forum internazionale dei rifiuti, tenutosi lo scorso 21 settembre ad Ischia ed organizzato dal Consorzio “Poli.Eco”, che il Vescovo di Acerra, Mons.Antonio Di Donna, rendeva ancora una volta una testimonianza dura in tema di ambiente. Ad ascoltare le parole dell’alto prelato c’erano magistrati, politici e rappresentanti delle Forze dell’Ordine di livello internazionale. Un convegno moderato dal Direttore del Consorzio, Claudia Silvestrini, una donna che, nonostante le tante e reiterate intimidazioni ricevute, va avanti per la sua strada, nell’interesse esclusivo della tutela dell’integrità della vita. “Intervengo come Vescovo di Acerra in una terra segnata dall’inquinamento ambientale – esordiva Di Donna – e parlo a titolo di pastore convertito dalla sofferenza del suo popolo, perché noi crediamo al nesso tra l’inquinamento ambientale e l’insorgenza di malattie e morte, soprattutto di giovani e bambini. Il problema ambientale in Campania è noto e, come più volte ho ribadito, la cosiddetta Terra dei Fuochi non è un territorio, ma un fenomeno, che sempre più si estenderà al Paese intero. In Campania ogni giorno si producono 5 mila tonnellate di rifiuti urbani, 22 mila tonnellate di rifiuti industriali e 6 mila di rifiuti industriali occulti, scarti di industrie che lavorano in nero. Scarti che devono essere smaltiti solo illegalmente, spesso sversati ed incendiati nelle campagne, dando vita ai roghi tossici e nocivi. Chi governa – proseguiva il Vescovo – sa bene che all’origine delle varie emergenze campane ci sono la disoccupazione diffusa, la camorra, il lavoro nero, l’industria disonesta ed i colletti bianchi insozzati. Se non si ha la volontà politica e la capacità di intervenire, mai sarà possibile un vero contrasto ai danni ambientali, che provocano disagi, malattie e morti”. Parole pesanti, accuse al vetriolo, ribadite in più circostanze. Poi l’attacco finale, che riscuote applausi scroscianti: “Da tempo chiedo alle istituzioni, che facciano per i nostri territori una sorta di moratoria che blocchi l’autorizzazione a nuovi impianti inquinanti. Territori che già hanno pagato un prezzo molto alto. Non è bene che si infierisca sempre sugli stessi e su Acerra, approfittando della rassegnazione di queste città, che purtroppo piangono i loro morti. Smaltire sempre nell’area, che comprende Acerra, Caivano e Giugliano, è diabolico”.   Maria Luigia Feldi

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Igiene Urbana, viaggio tra i carrellati non lavati, non consegnati, non svuotati e non sostituiti

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dalla società “Tekra”, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta a darci lo spunto, per parlare di nuovo di detta società è una lettera, trasmessa alcuni giorni fa al Comune dal titolare di una farmacia, con la quale segnalava che “da circa 10 giorni non venivano ritirati i rifiuti conferiti dinanzi all’attività in oggetto. I contenitori sono stracolmi – proseguiva la nota – e quindi i rifiuti sono sversati sul marciapiede, nonchè dinanzi alla vetrina. Trattandosi di una farmacia, vi assicuro che è qualcosa di veramente poco dignitoso, varcare la soglia e ritrovarsi al mattino sommersi da ogni tipo di rifiuto, umido compreso. Vi assicuro che la situazione è diventata insostenibile. La scorsa settimana abbiamo chiamato un paio di volte il numero 081.5219011 (centralino della Polizia Municipale ndr), dove ci hanno assicurato, che avrebbero segnalato il disservizio. Ma purtroppo non ci sono stati esiti positivi. La cosa più strana – aggiungeva la nota – è che i cassonetti, siti dinanzi al bar ed alla scuola, che si trovano nei pressi della nostra attività, sono perfettamente ripuliti. Si confida in una pronta risoluzione della problematica”. Ma, a proposito dei carrellati, che fanno parte delle attrezzature, che doveva (o avrebbe dovuto) fornire l’impresa salernitana a tutte le utenze non domestiche e condominiali locali, non si contano più le lettere giunte e che continuano a giungere al Comune, ormai da mesi, da parte degli amministratori di condominio o degli esercenti, che chiedono o la sostituzione dei carrellati rimasti danneggiati durante le operazioni di svuotamento degli stessi, da parte degli operatori della Tekra o la consegna o l’implementazione degli stessi. Infatti non è difficile notare che, a servizio di parchi e complessi residenziali, in cui vive un elevato numero di nuclei familiari, spesso è stato destinato un numero molto esiguo di carrellati. Che si rivelano pertanto insufficienti. Per non parlare, poi, del mancato lavaggio dei carrellati, con la stragrande maggioranza degli utenti locali, che non sanno neanche descrivere o riconoscere il mezzo denominato lava-cassonetti. Carrellati nei quali, soprattutto a causa delle elevate temperature estive, era visibile la presenza dei vermi!! Eppure, non una sola parola del sindaco Lettieri, che pure vuole parlare di…

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Un’estate tra monnezza, roghi tossici e parole sindacali “in libertà”

Dopo la parentesi di agosto, non potevamo non riprendere il nostro percorso informativo, se non da una tematica, purtroppo ancora eccessivamente di attualità, ossia quella dei rifiuti, strettamente connessa allo stop temporaneo dell’inceneritore per manutenzione, che dovrebbe terminare il 10 ottobre prossimo. Impianto che brucia 700 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Oltre alla solita ed immancabile tematica dei roghi. Temi sui quali il sindaco Lettieri è intervenuto un giorno sì e l’altro pure attraverso comunicati stampa, video e dichiarazioni, non sempre privi di inesattezze e di intenti propagandistici. Punto primo. Lettieri dichiara: «Apprendiamo con favore che la Regione Campania (in data 31.07.2019 ndr) abbia letto i documenti prodotti dal Comune di Acerra, che motivano in maniera dettagliata e minuziosa le ragioni dei cittadini ed abbia accolto le eccezioni sollevate dall’Ente a salvaguardia della popolazione e a tutela del territorio, rispetto all’idea di allocare un sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti in località Pantano». Per amore della verità il mancato stoccaggio dei rifiuti in località Pantano è stato il frutto non solo del lavoro del Comune, ma anche di quello dei comitati ambientalisti locali, del Consigliere comunale Auriemma e di quello regionale Muscarà. Punto secondo. Lettieri dice: “Tutti si stanno preoccupando, di dove conferire i rifiuti in questo periodo, ma nessuno si sta occupando di incrementare la percentuale di raccolta differenziata, l’unica vera mission davvero ambientalista…”. In verità già nei giorni precedenti il Vescovo Antonio Di Donna aveva detto: “Questa nuova emergenza possa essere un’opportunità per una migliore raccolta differenziata, per cercare finalmente soluzioni definitive al problema dei rifiuti e, soprattutto, aiuti a rompere la dipendenza dall’inceneritore di Acerra attraverso un piano rifiuti improntato al riciclo ed agli impianti alternativi…”. Punto terzo. Lettieri annuncia (e poi la concretizza con l’Ordinanza sindacale n.30 del 28.08.2019): “Abbiamo deciso di aderire alla campagna “Io non conferisco”, che Legambiente sta per avviare con alcuni Comuni. Con una più produttiva ed efficace raccolta differenziata, otterremo una diminuzione dei rifiuti indifferenziati. Le nuove modalità di raccolta prevedono il conferimento dell’indifferenziato una volta ogni 15 giorni anziché ogni settimana, com’è previsto attualmente. Questa è una sfida non solo per Acerra ma per tutta la Regione Campania, che sta passando agli occhi di tutti come una Regione quasi in affanno…Questo permetterà di ridurre i rifiuti, che vengono…

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I roghi estivi tossici e nocivi andavano contrastati con interventi preventivi

Venendo invece all’immancabile capitolo dei roghi tossici estivi, a cui si faceva riferimento in precedenza e che hanno trasformato in incubo le giornate di tanti cittadini, anche dei Comuni limitrofi, con tanto di cortei civici di protesta, di malori avvertiti e di incontri istituzionali, giungevano dal Comune le prime “misure di contrasto” al fenomeno, ossia l’installazione di due telecamere di sorveglianza e l’obbligo dei proprietari di fondi, a tenere puliti gli stessi!! Ed anche le parole dell’Assessore all’Ambiente Cuono Lombardi. Il quale diceva: “Fermeremo la mano, che appicca questi roghi. Ritengo che dietro queste fiamme, ci siano persone senza scrupoli, che continuano a martirizzare un’intera comunità”. E partivano anche i reiterati appelli al Ministro dell’Ambiente Costa, perché intervenisse con un intervento speciale e dedicato all’intero territorio. Richiesta al Ministro di predisposizione di ulteriori atti, che si aggiungessero a quelli messi in campo dal Comune, che veniva di lì a poco anche da parte del sindaco Lettieri. Parole che, da un lato, comportavano un passaggio giornalistico su di un quotidiano, nel quale si legge: “Ovviamente va ricordato, che il Sindaco è il reale custode del territorio e che da mesi, grazie all’assunzione dei nuovi Vigili Urbani, ci sono tutti gli elementi per controllare al meglio un territorio che, purtroppo, appare abbandonato a se stesso”. E che, dall’altro, scatenavano l’ira del Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale scriveva: “Il Sindaco chiama in causa il Ministro Costa per la questione dei roghi. Ma dovrebbe dire, che proprio lui non ha sottoscritto nessuno dei protocolli, che il Ministro ha realizzato in via sperimentale per il contrasto ai roghi e sottoscritti invece da tanti Comuni della provincia di Napoli e Caserta. Se poi non servono i protocolli, non serve neanche chiamare in causa un Ministro di un Governo, che non c’è più. Perché non batte i pugni in Città Metropolitana, dov’è membro di tutto rispetto?”. Finalmente, dopo una serie di incendi anche diurni, con tanto di esalazioni nocive e dopo avere egli stesso parlato di biocidio ambientale, Lettieri metteva in campo la task force per i controlli notturni del territorio, formata dai volontari della Protezione Civile e dai Poliziotti Municipali disarmati, che si affidavano ai social, per mostrare quello che stavano facendo!! Solo il 29 agosto la fascia tricolore richiedeva, in una nota…

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Stop inceneritore, Acerra scongiura l’utilizzo della piazzola n.2 come discarica anti-emergenza

Lo stop totale dell’inceneritore per circa 40 giorni, con il fermo di tutte e tre le linee programmato da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, ossia il meccanismo che, recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, gira vorticosamente, per produrre elettricità per 107 megawatt e di cui già vi avevamo riferito sull’ultimo numero di Oblò, culminava nella Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e chiusa nel 2012 dopo un devastante incendio, che incenerì migliaia di tonnellate di rifiuti accumulati durante le varie emergenze. E ciò nell’ottica degli appelli, rivolti a tutti gli Enti locali, dal Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in cui ribadiva “la necessità di trovare subito siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti, in grado di reggere circa due mesi”. Piazzola individuata dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania e proposta da Sap.Na per il rilascio dell’autorizzazione unica (ex art. 208 D.Lgs. n.152/06). Alla suddetta Conferenza partecipavano il Dirigente comunale all’Ambiente Maria Piscopo, l’Arpac, la Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), oltre al Consigliere comunale Carmela Auriemma e a quello regionale Maria Muscarà (entrambe del Mov.5 Stelle) e ad alcuni esponenti presenti dei vari Comitati ambientalisti. Scopo comune era quello di scongiurare lo sversamento di 21 mila tonnellate di rifiuti sulla suddetta piazzola, grazie al parere sfavorevole del Comune ed alle osservazioni prodotte durante la Conferenza dalla Auriemma; di sollevare l’incompetenza della Regione al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) e di considerare non valida la convocazione per mancanza di titoli abilitativi di base. Conferenza dei Servizi poi rinviata dalla Regione al 31 luglio scorso, a seguito dei pareri assolutamente sfavorevoli, anche sotto l’aspetto urbanistico-edilizio, presentati nei giorni precedenti dal Comune. Secondo il quale “il sito di stoccaggio non può essere considerato autorizzato con Ordinanza commissariale n.167/2015, come ritenuto da Sap.Na. Infatti, quest’Ordinanza è stata annullata dal giudice amministrativo con sentenza passata in giudicato per carenza della prescritta Valutazione d’Impatto Ambientale (Via). Né, come ritenuto da Sap.Na, l’utilizzo del sito può essere considerato legittimamente autorizzato con Ordinanza commissariale n.395/2006, successivamente prorogata. Infatti anche questa è stata…

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Emergenza rifiuti, Auriemma dichiarava: “In Regione una vittoria dell’intera città”.

Durante la Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e proposta da Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli) per il rilascio dell’autorizzazione unica, a sversare circa 21 mila tonnellate di rifiuti sulla stessa e di cui riferivamo in precedenza, si verificava anche un colpo di scena. Infatti i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico entravano nella sede della Sapna, a Napoli, per acquisire i documenti relativi all’impianto del Pantano. Nei giorni precedenti i comitati ambientalisti locali e gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Acerra avevano inviato un esposto in Procura, per chiedere la verifica della regolarità autorizzativa e strutturale del sito acerrano, ritenuto da loro del tutto fuorilegge. Interrogativi che i comitati ponevano ai tecnici durante la suddetta Conferenza. Ne scaturiva un dibattito ed il conseguente rinvio di ogni decisione a fine mese. Alla Conferenza dei Servizi era presente, tra gli altri, anche il Consigliere comunale Carmela Auriemma la quale, all’indomani della stessa, dichiarava: “Abbiamo lavorato uniti per il bene di Acerra. Comune, Movimento 5 Stelle e Comitati, uniti nel mettere in difficoltà la SAPNA e chiunque voglia portare altri rifiuti ad Acerra. Come Movimento 5 Stelle Acerra abbiamo inviato, martedì 16 luglio, le nostre osservazioni. Un documento articolato, nel quale rilevavamo numerose eccezioni ma, in primo luogo, la mancanza dei titoli autorizzativi, perchè annullati da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Ciò renderebbero di fatto il sito della SAPNA abusivo ed anziché essere destinatario di un’autorizzazione, andrebbe piuttosto sequestrato. Ma ci attiveremo anche per questo. Le numerose irregolarità ed illegittimità rilevate e la mancanza di numerosi documenti, non poteva produrre alcuna forma di autorizzazione. Secco il no anche del Comune – proseguiva il Consigliere – che ieri ha anche lui eccepito la mancanza dei titoli autorizzativi, depositando un’ulteriore nota. Nonostante le note vicende, ho lavorato spalla a spalla ed in sinergia con il Segretario generale ed i tecnici del Comune per cinque lunghe ore ed il risultato è stato: la SAPNA è andata via con la coda tra le gambe. Ringrazio la portavoce regionale Maria Muscarà, ieri anche lei presente, che ancora una volta si dimostra sensibile alle problematiche ambientali e…

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Emergenza rifiuti, si ebbe un nuovo rinvio dell’autorizzazione per il sito di stoccaggio provvisorio

Alla Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e proposta da Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli) per il rilascio dell’autorizzazione unica (ex art. 208 D.Lgs. n.152/06), a sversare circa 21 mila tonnellate di rifiuti sulla stessa e di cui riferivamo in precedenza, seguiva dunque quella di mercoledì 31 luglio, presieduta dal Dr.Antonio Ramondo ed alla quale partecipavano il Dirigente comunale all’Ambiente Maria Piscopo, l’Arpac, la Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) ed alcuni esponenti dei vari Comitati ambientalisti. Assenti Città Metropolitana di Napoli, Asl Napoli 2 Nord, ATO 2 e Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Nei giorni precedenti la Sap.Na aveva difeso la sua scelta, di sversare i rifiuti in località Pantano attraverso un’articolata controdeduzione, inviata a tutte le parti interessate e con cui confutava del tutto la tesi del Comune, secondo cui il sito del Pantano non sarebbe in regola o sarebbe addirittura abusivo. Sap.Na sosteneva che le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato “peraltro pronunciate per altri gestori, (l’ex Commissariato di Governo e l’ex Fibe), risalgono al 2005 ed al 2007 e non sono mai state eseguite dal Comune di Acerra. Ente che quindi risulta inadempiente, perché nulla ha fatto, per eliminare la presunta irregolarità dello stoccaggio sancita a suo tempo dalla giustizia amministrativa. Pertanto gli effetti sono ampiamente caduti in prescrizione. Inoltre – scriveva ancora la società – la nostra è una richiesta di apertura del sito ex novo, che nulla ha a che vedere con il pregresso prescritto”. Tornando ai lavori della suddetta Conferenza dei Servizi, il Comune di Acerra otteneva un nuovo rinvio della stessa indetta e, pertanto, nessuna autorizzazione veniva rilasciata, mentre si comunicava il rinvio a data da destinarsi, con la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi, la richiesta di una serie di integrazioni alla società Sapna e l’impegno della Regione Campania ad adire l’Avvocatura dello Stato in merito ad alcune eccezioni sollevate dal Comune stesso. Dunque, dopo il rinvio ottenuto dal Comune il 18 luglio, i rappresentanti dell’Ente comunale ribadivano,…

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