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I Roller container standard alle utenze non domestiche. Ma voi lo avete mai ricevuto?

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune attrezzature, atte a prevenire la formazione dei rifiuti e/o prevederne il riutilizzo, che può rappresentare un’utile e semplice modalità attuativa dei principi di miglioramento della qualità della vita, finalizzata ad un sistema ecosostenibile. Il riferimento è ai “Roller container standard”, ossia ai contenitori in ferro per la raccolta dei cartoni, in merito ai quali, il 16 maggio scorso, il Direttore responsabile di questa testata giornalistica, attraverso apposita nota protocollata, chiese al Dirigente del servizio Igiene Urbana M.Piscopo; all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi ed al Sindaco, ciascuno per le proprie competenze, di conoscere la denominazione delle utenze non domestiche e quella delle strade del territorio comunale, lungo le quali insistono, alle quali sono state consegnate le attrezzature denominate Roller dalla società Tekra. Insomma, chiedeva di conoscere a quali attività commerciali la società salernitana aveva consegnato la suddetta attrezzatura, così come previsto dalla Determina dirigenziale n.292 del 25.02.2016, che è parte integrante del Capitolato Speciale d’Appalto e con la quale fu adottato il Piano Industriale della Raccolta Differenziata integrato del Piano di spazzamento stradale. Al di là del fatto che alla nota dello scrivente non fu dato alcun riscontro (e non è la prima volta, visto che per gli organi istituzionali è sempre molto difficile, soddisfare determinate richieste) la stessa Piscopo, sei giorni dopo, scrisse al Comandante della Polizia Municipale, Felice D’Andrea ed alla società Tekra, sottoponendo alla loro attenzione il quesito ed aspettando riscontro alla sua nota. Riscontro che, di certo, almeno fino al mese di giugno, non c’è mai stato. Tant’è vero che la Piscopo dovette ribadire, con apposita nota, che è onere della Polizia Municipale adempiere ai dovuti controlli, in merito all’espletamento del suddetto servizio, al fine di porre in essere le dovute attività tali, da non permettere alla ditta di trincerarsi dietro scuse o giochi di parole. E chiedeva di nuovo, con la massima urgenza, al Comando della Polizia Municipale, di comunicarle, se fosse avvenuta o meno la consegna dei predetti Roller, con data e nominativo per ogni singola utenza. Allo stato attuale, non è dato sapere: se…

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Dovete buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica? Mettetevela in tasca!!

Era il 14 maggio scorso, quando il Direttore responsabile di questa testata giornalistica, attraverso apposita nota protocollata, chiedeva al Dirigente del servizio Igiene Urbana M.Piscopo; all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi ed al Sindaco, ciascuno per le proprie competenze, anche per promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, di conoscere la denominazione delle strade e delle arterie del territorio comunale, lungo le quali sono stati installati dalla società Tekra, che svolge per conto del Comune di Acerra, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana, i cestini per le deiezioni canine ed i cestini multiscomparto, così come previsto dalla Determina dirigenziale n.292 del 25.02.2016, che è parte integrante del Capitolato Speciale d’Appalto e con la quale fu adottato il Piano Industriale della Raccolta Differenziata integrato del Piano di spazzamento stradale. Al di là del fatto che allo scrivente, fu risposto di consultare il portale del Comune (sul quale non c’è nulla di quanto richiesto), la richiesta non poteva certo essere soddisfatta, visto che mai era stato installato un solo cestino!! Intanto la stessa Dirigente al servizio, il giorno dopo, chiese alla Tekra, di concordare a stretto giro, con l’amministrazione comunale le zone, dove procedere all’installazione dei suddetti cestini, in modo da garantire che gli stessi venissero posizionati in zone non attualmente servite. E, a conferma che la società di Angri doveva installarli, c’è anche la nota del 12 giugno, con la quale la stessa Piscopo elencava tutte le attività, ancora non poste in essere dalla ditta e le attrezzature per il corretto espletamento della raccolta differenziata ancora non fornite, tra le quali appunto i sopra citati cestini. Sapete quanti cestini per le deiezioni canine l’impresa salernitana deve installare sul nostro territorio? Ben 200. E sapete quanti cestini multiscomparto deve installare? Ben 1000. Del tutto fu notiziato anche il Comando della Polizia Municipale per i dovuti controlli (!?). Ebbene, ad oggi, se vi trovate in strada e dovete buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica o della carta, sapete cosa potete fare?  Trasformatevi in bidoni della monnezza e mettetevi i rifiuti in tasca!!   Joseph Fontano

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Olio extravergine annunciato ma mai distribuito. Sull’insalata metteteci qualche altra cosa

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dalla società “Tekra” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata sul cosiddetto progetto “Olio Extra-Vergine” che la società salernitana, all’interno della base a gara, si impegnò ad offrire come fornitura gratuita all’utenza locale, come si evince a pagina 72 della Relazione Tecnica Illustrativa, sempre nell’ambito di una modalità attuativa dei principi di miglioramento della qualità della vita, finalizzata ad un sistema ecosostenibile. La suddetta Relazione stabilisce che “a tutte le utenze domestiche, al conferimento anche cumulativo di 6,5 litri di olio vegetale esausto presso il centro di raccolta, sarà restituito in omaggio un litro di olio extravergine di oliva. Tale iniziativa mira ad un maggior coinvolgimento dei cittadini nel rispetto dell’ambiente e nella raccolta differenziata. I cittadini – prosegue la relazione della Tekra – dovranno raccogliere l’olio usato in cucina nell’apposito contenitore verde, messo a disposizione della proponente in comodato d’uso”. Indicazioni ed impegni precisi, ribaditi anche nell’opuscolo a colori distribuito all’utenza locale, che si apre magistralmente con le parole del sindaco Lettieri; nel quale si precisa cosa conferire e cosa non conferire e che il servizio di ritiro gratuito a domicilio degli oli esausti lo si può ottenere su prenotazione, telefonando al numero verde. Ebbene sono molteplici i cittadini che, in questi mesi, si sono recati presso le isole ecologiche, unitamente al loro quantitativo di olio esausto, per conferirlo e per ricevere in omaggio la bottiglia d’olio a loro spettante. Ma sia quelli che hanno depositato l’olio esausto che quelli che, invece, se lo sono riportati indietro, sono accomunati da un unico destino: in entrambi i casi non hanno ricevuto dai dipendenti della ditta in servizio presso l’isola ecologica una sola goccia di olio extravergine di oliva!! E non perché gli operatori non l’hanno voluto consegnare. Ma solo perché mai la società di Angri ha fornito una sola bottiglia d’olio da consegnare all’utenza acerrana, da quando ha iniziato il servizio ad Acerra. Insomma la stessa situazione delle compostiere domestiche, di cui abbiamo riferito sullo scorso numero, che dovevano essere fornite gratuitamente all’utenza locale in numero di 1500 unità, unitamente alla guida al compostaggio, ma di cui non è stata mai erogata…

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Dove si buttano le siringhe e gli aghi usati?

In considerazione del fatto che, nell’articolo precedente, si parlava del servizio cittadino di igiene urbana e dell’opuscolo consegnato agli utenti dagli operatori della Tekra e relativo al corretto modo di differenziare i rifiuti solidi urbani, molto interessante risulta la pagina, in cui si parla del conferimento dei farmaci scaduti (sciroppi, pillole, creme, ecc.) privi dell’incarto. E che possono essere conferiti negli appositi contenitori, durante gli orari di apertura delle farmacie o delle parafarmacie. Ma tra i farmaci scaduti, la società salernitana indica che si possono conferire anche le siringhe usate, purchè con ago protetto!! Una direttiva che lascia perplessi più di un addetto al settore. Tant’è vero che, da ricerche effettuate, risulta che “le siringhe e gli aghi usati vanno messi nel sacco e nel cassonetto del rifiuto non recuperabile”. Ad Acerra, invece, ce li fanno mettere tra i farmaci scaduti. Ma Acerra, si sa, spesso è una Repubblica a sé.

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Accolto ricorso del Comune contro l’azienda “Cisette”. Esultano gli ambientalisti

La V sezione del Tar Campania, con sentenza n.5819 accoglieva, nei giorni scorsi, il ricorso del Comune di Acerra, annullando il Decreto dirigenziale della Regione Campania, che autorizzava la realizzazione di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in località “Pantano” da parte dell’azienda “Cisette”. Una struttura  da 100 mila tonnellate all’anno di scarti prevista nel polo dei rifiuti, ubicato nella locale zona Asi, alle spalle dell’inceneritore, il più grande polo di questo tipo in Campania. Il Tribunale Amministrativo regionale riteneva fondati i motivi, con i quali era stata denunciata la mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale, che non era stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale, né sul sito regionale delle valutazioni ambientali. Per cui, in assenza di corretta informazione del pubblico, non era stata resa possibile la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni. Grande soddisfazione per la decisione dell’organo giurisdizionale campano veniva espressa dagli ambientalisti locali, mentre la locale sezione del Movimento 5 Stelle, che aveva da subito manifestato la propria contrarietà all’insediamento dell’azienda, appena conosciuta la notizia, diramava un comunicato stampa, che di seguito riportiamo. “La decisione del TAR di accogliere il ricorso presentato dal Comune di Acerra contro la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) rilasciata dalla Regione Campania a Cisette, segna una grande vittoria per la vita degli Acerrani. Viene così scongiurato l’ennesimo impianto altamente inquinante al Pantano. La decisione di impugnare l’autorizzazione fu presa successivamente alla seduta  del Consiglio comunale del 29 settembre 2017, durante il quale la nostra portavoce nel Civico consesso, Carmela Auriemma, pose la questione al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente Cuono Lombardi. Fino a quel momento – proseguiva la nota stampa – niente era stato fatto o detto dall’Amministrazione comunale. In quell’occasione il Consigliere Auriemma rappresentò all’intera Assise cittadina, che se l’azienda Cisette non avesse ottemperato all’obbligo di comunicare il progetto e la relativa richiesta anche al Comune, c’era un evidente vizio, che inficiava il provvedimento VIA. Subito dopo ci fu la decisione del Comune di presentare ricorso. Resta ancora in piedi la VIA per Eurometal ma, anche in questo caso, sollevammo le stesse criticità. Questa grande vittoria per la città e la qualità della vita degli Acerrani dimostra, che la nostra…

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Dalla “Terra dei Fuochi” alla “Terra del Buono”: il Campo Eubiotico del Progetto EcoFoodFertility

Venerdì 6 ottobre a Cimitile presso il campo di produzione del Pomodoro San Marzano della “Cooperativa Agricola Eccellenze Nolane” si è svolta in un clima di grande partecipazione con ricercatori del CNR, di diverse Università, medici, presidi, studenti, sindaci, deputati dell’area, giornalisti, nutrizionisti, la manifestazione di inaugurazione del secondo “Campo eubiotico”, Orto della Fertilità, del progetto di Ricerca EcoFoodFertility, dopo quello inaugurato ad Acerra a giugno in contrada Sannereto, nel campo di Salvatore Di Sena, giovane agriCultore che, da anni, coltiva secondo tecniche agroecologiche, continua il suo percorso di promozione, verso chi utilizza sistemi sostenibili di coltivazione, senza l’uso di pesticidi, per la salvaguardia dell’ambiente e della salute. L’evento, per l’impatto non solo scientifico, ma anche socio-educativo verso soluzioni concrete per il riscatto dell’immagine delle produzioni agricole di eccellenze dell’agricoltura campana ed in particolare proprio della “Terra dei Fuochi”, è stato riportato da molteplici mezzi di comunicazione e quotidiani. Infatti lo staff di ricerca del Progetto di Ricerca EcoFoodFertility, coordinato dal Dott.Luigi Montano, UroAndrologo dell’Asl di Salerno, esperto in Patologia Ambientale e Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana sta scegliendo, a partire proprio dalla nostra terra, quegli esempi virtuosi di buona e sana agricoltura, per indicare come sul modello della dieta mediterranea ed, in particolare, sulle capacità detossificanti dei prodotti orticoli, a partire dai pomodori, cavoli, broccoli, torzelle (tipica delle nostre aree), zucca, zucchine, ecc. coltivate biologicamente, è possibile controbilanciare e modulare l’impatto degli inquinanti ambientali sulla salute umana. Infatti il dott.Montano, con il progetto FAST (fertilità, ambiente, alimentazione, stili di vita) finanziato dal Ministero della Salute, sta conducendo in tre aree pilota della penisola a più alto inquinamento (Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel frusinate, Terra dei Fuochi) su 450 maschi sani, non fumatori dai 18 ai 22 anni visite ed esami, in particolare, sullo sperma (che dai suoi primi studi pubblicati rappresenta una spia precoce di danno ambientale e termometro della salute generale) per valutare, con più precisione, sia lo stato di salute, che di contaminazione da inquinanti ambientali, al fine di valutare come e quanto le modifiche dello stile di vita e soprattutto alimentari sul modello dieta mediterranea, i prodotti della Rete Eubiotica della Salute Ambientale (R.E.S.A.) del progetto EcoFoodFertility, selezionati attraverso un protocollo appositamente predisposto, siano capaci di migliorare le difese antiossidanti e favorire…

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Accolto ricorso del Comune

La V sezione del Tar Campania, con sentenza n.5819 ha accolto, nei giorni scorsi, il ricorso del Comune di Acerra, annullando il Decreto dirigenziale della Regione Campania, che autorizzava la realizzazione di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in località “Pantano” da parte dell’azienda “Cisette”. Il Tar ha ritenuto fondati i motivi, con i quali è stata denunciata la mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale che non è stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale, né sul sito regionale delle valutazioni ambientali. Per cui, in assenza di corretta informazione del pubblico, non è stata resa possibile la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni. Grande soddisfazione per la decisione dell’organo giurisdizionale campano veniva espressa dagli ambientalisti locali.

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Compostiere annunciate ma mai distribuite. Sequestrata un’area dell’isola ecologica

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dopo un burrascoso passaggio di cantiere del personale dipendente, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune attrezzature, atte a prevenire la formazione dei rifiuti e/o prevederne il riutilizzo, che può rappresentare un’utile e semplice modalità attuativa dei principi di miglioramento della qualità della vita, finalizzata ad un sistema ecosostenibile. Il riferimento è alle compostiere domestiche, per la diffusione appunto del compostaggio domestico che la società salernitana, all’interno della base a gara, si impegnò ad offrire come fornitura gratuita all’utenza locale in numero di 1500 unità, ciascuna avente una volumetria di 300 litri. Attrezzature previste sia dal Piano Industriale della Raccolta Differenziata integrato del Piano di spazzamento stradale, adottato con Determina dirigenziale n.292 del 25.02.2016 e che è parte integrante sia del Capitolato Speciale d’Appalto, che dalla Relazione Tecnica Illustrativa. Ovviamente la società Tekra doveva avviare le campagne informative e le attività di forte sensibilizzazione relativamente alla pratica di compostaggio domestico ed un incontro di due ore di formazione sulla pratica di compostaggio. Un’attività fondamentale, affinché le famiglie fossero messe nelle possibilità di inoltrare (durante il primo anno di appalto), la richiesta di ricevere gratuitamente una compostiera domestica e la guida al compostaggio, che permette di ridurre i circuiti e le prese relative al materiale organico che, per sua natura, può essere smaltito in proprio dagli utenti. Ma, al termine delle accurate ricerche effettuate, è emerso che, giammai, la società di Angri abbia erogato una sola compostiera, da quando ha iniziato il servizio ad Acerra. Né esiste una data, nè una sede, in cui si è tenuto il suddetto incontro informativo di due ore. Addirittura la Tekra proponeva di sperimentare azioni di compostaggio comunitario, sulla base delle più avanzate esperienze a livello europeo, tramite casse di compostaggio, compostiere collettive elettromeccaniche ecc. Con allocazione, presso l’isola ecologica, di un compostatore automatico, in grado di trattare un quantitativo annuo pari a 22 tonnellate. Insomma, non si riesce a fare il compostaggio domestico familiarmente, mentre poi lo si vuole fare collettivamente!! A proposito di isola ecologica è dei giorni scorsi la notizia, riportata anche dalla stampa quotidiana, di un blitz…

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Riciclatori incentivanti: inferiori al numero previsto e non ancora funzionanti

Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dopo un burrascoso passaggio di cantiere del personale dipendente, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune strutture allocate in città già dallo scorso mese di luglio e, nello specifico, nei pressi di alcune scuole cittadine. Tali strutture sono i cosiddetti riciclatori incentivanti, il cui numero complessivo previsto ammonta a 15 unità, mentre in realtà ne sono state installate soltanto 5. Di cui la società salernitana diede comunicazione al Comune in data 17.07.2018. Installazione che, di certo, doveva avvenire alla presenza del personale della Polizia Municipale, anche a seguito della richiesta avanzata in tal senso, fin dal mese di maggio, al Comandante dei caschi bianchi Felice D’Andrea, dal Dirigente del servizio Igiene Urbana Maria Piscopo che, tra l’altro, chiedeva di essere relazionata dai poliziotti municipali in merito alle attività poste in essere, tra cui l’esatta ubicazione territoriale dei previsti riciclatori. Anche se, almeno fino alla fine di luglio, sembra che dal Comando della Polizia Municipale non sia pervenuto alcun riscontro alle richieste della Segretaria generale. A supporto di quanto qui riportato, c’è anche la nota della Tekra del I agosto scorso, con la quale la stessa chiede l’autorizzazione della messa a terra dei suddetti impianti che, ovviamente, occupano il suolo pubblico. Nota che andava riscontrata, per competenza, dal Dirigente ai Lavori Pubblici. Ma tale autorizzazione non andava chiesta e rilasciata alla società di Angri dall’Ufficio Tecnico comunale prima dell’allocazione dei riciclatori? In attesa di sapere, quando sia stato rilasciato il nulla osta all’insediamento di tali strutture, dalla lettura della Relazione Tecnico Illustrativa della società salernitana si evince quanto segue: “E’ prevista la distribuzione preferibilmente presso i supermercati o aree protette, di 15 riciclatori incentivanti, ovvero macchine automatiche, che consentono la riduzione dei volumi delle bottiglie in pet o lattine in alluminio fino al 90%, con sistema touch digitale per la scelta della promozione. L’iniziativa costituisce un nuovo modo di risparmiare su prodotti e servizi a te vicini, attraverso un sistema di coupon/sconti promossi dai negozi della tua zona. Un nuovo strumento di green marketing ed etica ambientale e di coinvolgimento delle persone, spinte a compiere azioni a…

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Incendio nel deposito edilizio, non esclusa la pista del dolo

Era nella mattinata dello scorso 14 settembre, che in un deposito di materiale edilizio sito a via Fratelli Cece, in una traversa di Contrada San Giovanni e che si estende su un appezzamento di circa 700 metri quadrati, si propagava un vasto incendio. Le alte fiamme per fortuna non interessavano l’intera area, né alcune delle abitazioni, che insistono nei pressi del sito. Ad andare in fiamme erano, oltre alle sterpaglie, anche grossi cumuli di rifiuti di varia tipologia, tra cui pneumatici, tubi di gomma e calcinacci, ferraglia, materiale edile da risulta, pezzi di eternit e fusti di vernice inutilizzata tali, da configurare una vera e propria discarica a cielo aperto. L’impressionante colonna di fumo nero era visibile anche da diversi Comuni limitrofi e creava non poche preoccupazioni ai residenti del posto. Scattato l’allarme, sul posto si portavano i poliziotti municipali del locale Comando ed i Vigili del Fuoco di Afragola, che impiegavano oltre un’ora per spegnere l’incendio, impedendo che le fiamme raggiungessero gli immobili ivi insistenti. L’aria diveniva subito acre ed irrespirabile, tant’è che a causa del fumo e di qualche esplosione avvertita, alcuni genitori portavano via dalla zona i propri bambini. “Non avevamo notato l’incendio, fino a quando non abbiamo avvertito delle esplosioni – riferivano alcuni residenti – ed abbiamo visto fiamme alte circa 15 metri”. Gli scoppi, molto probabilmente, saranno stati causati dall’esplosione di alcuni contenitori di vernici o bombole di gas semivuote. “I bidoni dovevano essere chiusi – dicevano i pompieri – e al loro interno, col tempo, si forma del gas, a causa dei residui di vernice. Quando poi si incendiano, esplodono”. Nel frattempo venivano avviate le indagini, per appurare se l’incendio fosse doloso o meno, visto che il terreno è recintato da una muratura in blocchi, con apposizione di un cancello in ferro, che risultava aperto e non idoneo, a garantire la chiusura del lotto. Non veniva quindi esclusa l’ipotesi che qualcuno sia penetrato all’interno, per appiccare il fuoco agli scarti. Inoltre all’esterno dell’area-deposito c’era una macchia nera, da dove potrebbe essere stato appiccato da ignoti il fuoco che poi, in poco tempo, si sarebbe propagato all’interno. Appezzamento, di cui i Vigili Urbani sottoponevano a sequestro giudiziario il lotto interessato, trasmettendo una dettagliata informativa di reato, con relativo rilievo fotografico, alla Procura della…

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