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Ciarambino: “Impianto di biogas: assurdo che l’Arpac abbia dato parere favorevole”.

In merito al progetto della napoletana “New Green Fuel srl” di realizzare nell’ex Montefibre, su di un’area  di 41 mila metri quadrati, un impianto di produzione di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno, con tanto di Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata dalla Regione Campania il 9 febbraio scorso (Decreto dirigenziale n.46), il Vice-presidente del Consiglio regionale della Campania e Capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, lo scorso 8 aprile annunciava un’interrogazione. E diceva: “Non è accettabile, che l’Arpac abbia dato parere favorevole alla realizzazione di un sito di ben 80 mila tonnellate di rifiuti per la produzione di biometano ad Acerra, che già ospita l’unico inceneritore a servizio di tutta la Campania. Il perimetro dell’agro nolano e dell’area a Nord di Napoli non può diventare la discarica d’Italia. Ha ragione monsignor Antonio Di Donna, nel puntare il dito, contro chi continua a localizzare impianti per il trattamento dei rifiuti in un territorio già saturo di siti di questo tipo e dove si registrano continui sforamenti dei limiti di polveri sottili. L’impianto – proseguiva l’esponente pentastellata – dovrebbe sorgere, tra l’altro, in un’area di sviluppo industriale, che andrebbe invece destinata a progetti, tesi ad attrarre investimenti e a porre le basi per la creazione di nuove imprese, migliorando la qualità di vita per gli abitanti del luogo, attraverso progetti innovativi di sviluppo eco-compatibile. Si tenga inoltre conto dell’ammonimento dell’Istituto Superiore della Sanità secondo cui sui territori, che hanno già subito il dramma dello sversamento dei rifiuti tossici, andrebbe bloccato qualunque tipo di impianto, se prima non si è proceduto alla bonifica dei suoli. Immaginare di edificare un nuovo sito di trattamento ad Acerra – sottolineava Ciarambino – è impensabile, in un’area per la quale il piano d’ambito prevede già impianti a Pollena, Palma Campania, Marigliano ed Afragola, in aggiunta allo Stir di Tufino. Senza dimenticare l’impianto di compostaggio a Pomigliano d’Arco, da 24 mila tonnellate annue di rifiuto umido, frutto di scelte di un accordo tra la precedente Amministrazione comunale e la Regione Campania ed adottato senza alcun coinvolgimento della comunità locale, che sorgerà proprio al confine con Acerra. Per questo – concludeva la Consigliera regionale – chiedo che oggi, non passi…

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Divulgato (con qualche anno di ritardo?) dagli ex lavoratori di Montefibre un dossier-denuncia

Come riportato anche dalla stampa quotidiana in data 7.04.2021, sono stati necessari oltre 17 anni, per comprendere che l’impianto chimico Montefibre di Acerra aveva portato in città posti di lavoro e benessere (come in tanti volevano far cedere), ma anche morte, devastazione ambientale e poi disoccupazione. Nei giorni scorsi un comitato di ex lavoratori Montefibre, rimasti definitivamente fuori da ogni ciclo produttivo, ha preso carta e penna, scrivendo praticamente a tutti: al Ministero del Lavoro, a quello della Salute, alla Commissione del Senato per le ‘Morti Bianche’, per ottenere il riconoscimento all’esposizione all’amianto ed agli agenti chimici cancerogeni, al fine di collocare in pensione i lavoratori vecchi e malati, rimasti fuori da ogni ciclo produttivo. Tra i destinatari del dossier-denuncia (di 37 pagine) oltre che il Presidente della Regione Campania De Luca; il Prefetto di Napoli Marco Valentini, le Procure della Repubblica di Napoli e di Nola, figura anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la figlia del Sindaco Lettieri, la Consigliera regionale Vittoria. Nel dossier gli ex lavoratori hanno denunciato fatti e circostanze ormai noti a tutti da decenni, dichiarando (ma ormai a tempo abbondantemente scaduto), che per anni il colosso chimico di Contrada Pagliarone avrebbe usato (il condizionale è d’obbligo) materie prime cancerogene, che hanno portato alla morte tantissimi operai. In ogni modo la storia di Montefibre che, nel frattempo, aveva cambiato padrone e denominazione sociale, ricevendo in cambio delle loro promesse di riconversione, ingenti contributi economici, è finita il 7 gennaio del 2004, ovvero il giorno successivo all’ennesimo incidente rilevante, avvenuto nella serata dell’Epifania. Solo allora, grazie all’agire di un singolo rappresentante dell’informazione locale, si scoprì che il polo chimico acerrano, da quasi 10 anni, non aveva più il certificato di prevenzione incendi. Una vera e propria bomba. Dinanzi a quella situazione il Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale non potè fare altro, che diffidare l’azienda a mettersi in regola. Non successe praticamente nulla. I vertici dell’azienda risposero picche. Si dovette aspettare tre anni, per vedere “uscire” quei fusti colmi di sostanze tossiche. Secondo i documenti divulgati dalle ex maestranze, i fusti sarebbero dovuti andare in un impianto di termodistruzione a Ferrara. Ma poi si scoprì, che una parte finirono nella discarica di “Calabricito” e tanti altri a Casalnuovo, nei forni della Ramoil, un impianto che…

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Auriemma. “Ancora un monito del Vescovo Di Donna a chi amministra Acerra e la Regione”.

E’ il Consigliere comunale Carmela Auriemma, a fare il punto sulle politiche ambientali, che investono il nostro territorio, a seguito anche di scelte calate dall’alto e di una scarsa attenzione riservata alle stesse dagli amministratori locali. “Non è possibile, che un territorio venga destinato al ‘munnezzaio’ della Campania e forse dell’intero Sud Italia – esordisce la professionista – e pertanto io non ci sto. Sono trascorse poche settimane dal rilascio di una nuova autorizzazione per un nuovo impianto, che tratta rifiuti, sul quale è intervenuta anche la Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino ed abbiamo chiesto ed ottenuto un’interrogazione a firma dei Consiglieri Ciarambino, Cirillo e Saiello. Ma già lo scorso 7 aprile si è tenuta la Conferenza dei Servizi per il rinnovo dell’autorizzazione della Friel, la centrale elettrica a biomassa più grande d’Europa, sita sempre nella locale zona industriale, a pochi metri dall’inceneritore più grande d’Europa. Negli anni abbiamo imparato a riconoscerla dai fumi neri che spesso si intravedono. In qualità di Consigliere comunale – proseguiva Auriemma – ho partecipato alla Conferenza ed ho rappresentato le mie perplessità in merito agli scarichi ed altro. Le aziende insediate in zona ASI molto spesso sono state autorizzate a scaricare nel depuratore dell’ex sito Montefibre, un impianto mai andato in funzione e mai autorizzato. Ma oggi si scopre, che scaricano nel depuratore sito a Caivano, in località “OmoMorto”, previo trattamento in loco (come mi è stato precisato in Conferenza). Allora mi chiedo circa la capacità di trattamento di questo depuratore, che oggi serve tanti Comuni ed ora anche tante aziende. Inoltre c’è sempre l’irrisolta questione delle centraline di rilevamento della qualità dell’aria, che ad Acerra registrano dati preoccupanti. Ma qui sembra che a nessuno importi. Solo il Vescovo parla alla nostra coscienza di politici, amministratori e cittadini, ma il problema è capire, se tutti l’abbiamo una coscienza. Io so solo che Acerra ha un proprio rappresentante in Consiglio regionale, che ha portato una marea di voti a Vincenzo De Luca ma, nonostante ciò, la Regione continua con questa sua politica scellerata all’indirizzo del nostro territorio. Non ci sono alibi, non ci sono scuse e scaricabarili, tutto è chiaro. Io immagino un futuro diverso ad Acerra, tante questioni irrisolte. Ad esempio, il Parco Archeologico di Suessola, che fine ha…

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Il Consigliere Auriemma: “L’impianto nell’ex Montefibre è una ‘Vittoria’. Purtroppo non per Acerra”.

Già sullo scorso numero riferimmo del progetto della napoletana “New Green Fuel srl”, di realizzare un impianto di produzione di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone, con tanto di Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata dalla Regione Campania il 9 febbraio scorso (Decreto dirigenziale n.46). E riferimmo le dichiarazioni rese dagli ambientalisti locali e dal Consigliere comunale Carmela Auriemma la quale, tra l’altro, disse: “Le moratorie del Sindaco sono tutte farlocche. Basta leggersi gli atti dei Consigli comunali gestiti da Lettieri-Piatto s.p.a. degli ultimi 12 anni. Farse, sceneggiate, che hanno coinvolto tutte le forze politiche degli ultimi dieci anni. Per anni si è parlato di una moratoria approvata nel Civico consesso. La moratoria non è mai esistita. Scoprii e denunciai – proseguì la professionista – in un Consiglio comunale del 2017 che, in realtà, quella moratoria non era mai stata approvata. La mozione in realtà fu rinviata in Commissione consiliare e mai approvata. Insomma l’ennesimo inganno. Inoltre non ho esultato all’annuncio del primo febbraio scorso di Lettieri il quale, in pompa magna ed a favore di telecamera, annunciò Urbi et Orbi: mai più impianti di rifiuti nella zona ASI di Acerra.La domanda è: ma siamo sicuri che, tra richieste pendenti e quelle già autorizzate, ci siano ancora lotti di terreno da assegnare?Come si dice, dopo il furto mettiamo i cancelli!! I siti di compostaggio non trattano rifiuti speciali e pericolosi. La moratoria tanto cantata dal sindaco, qualora avesse effetti concreti, non servirebbe a bloccare il nuovo sito di compostaggio, perché la pseudo moratoria riguarda solo siti, che trattano rifiuti speciali e pericolosi. In questa sceneggiata senza fine intrapresa da più parti vedo solo propaganda, falsità e tantissima ignoranza. Vi dico già – concluse Auriemma – come andrà a finire la vicenda dell’impianto di produzione di gas metano. Il sindaco o chi per esso, affida l’ennesimo incarico ad un Avvocato “amico”, retribuito con i soldi dei cittadini-contribuenti che, dopo essersi costituito in giudizio e nonostante lo sforzo profuso dinanzi ai giudici, quasi sicuramente vedrà il Comune perdente. Così dopo il danno si avrà anche la beffa. E sempre ai danni dei cittadini”. Adesso era la stessa esponente pentastellata a rincarare la dose…

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Via libera al maxi-impianto di compost da realizzarsi nell’ex Montefibre. Scoppia la polemica

A luglio dell’anno scorso riferimmo di un progetto imponente, quanto i suoi obiettivi, ossia produrre 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone, da mettere ogni anno nella vasca di un “biodigestore”. Rifiuti che, durante il processo di decomposizione anaerobica per la produzione di gas, saranno infine trasformati in compost, un fertilizzante da destinare all’agricoltura. Si tratta di quasi 10 milioni di metri cubi annuali di metano, da destinare ai distributori di carburante. Un business che punta su tre fattori: lo stoccaggio dei rifiuti organici, la produzione e la vendita del metano e gli eco incentivi statali. Più marginale, invece, si prospetta il ricavo dalla produzione di compost. Tutte attività che, comunque, sono in grado di creare un volume di affari di almeno una ventina di milioni di euro all’anno, con margini di guadagno molto elevati, grazie ai costi complessivi sul lavoro e sulla manutenzione, relativamente contenuti ed al relativamente facile ammortamento di quelli di costruzione dell’impianto. Il piano era stato consegnato dalla “New Green Fuel srl”, con sede a Napoli, agli Uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Campania ed era stato sottoposto all’esame della Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione, presso il Centro Direzionale e tenutasi il 23 luglio 2020. Vi parteciparono, oltre alla Regione stessa, anche la Città Metropolitana, il Consorzio Asi di Napoli, l’Asl, l’Arpac, l’Ente Idrico Campano ed il Comune di Acerra. Furono valutati i documenti prodotti dalla New Green, ai fini del rilascio dell’autorizzazione a realizzare il nuovo impianto. E si procedette ad un contestuale esame degli interessi coinvolti nel procedimento amministrativo. L’azienda aveva individuato l’area di 41 mila metri quadrati, su cui deve sorgere la struttura, nell’ex Montefibre, il colosso chimico fermo dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuto ripartire nell’estate del 2009. Ma dismesso ormai da anni ed in gran parte smantellato, con gran parte della componentistica spedita in Turchia cinque anni fa. All’interno si è insediata da tempo la Friel, una grossa centrale a biomasse che produce energia elettrica, bruciando olio di palma. Quest’attività produce anche un fumo costante, che fuoriesce dal vecchio camino della Montefibre. E’ una località, quella compresa tra il “Pagliarone”…

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Il Consigliere Auriemma: “Le moratorie del sindaco sono tutte farlocche. Basta leggere gli atti”.

Il progetto della napoletana “New Green Fuel srl”, dunque, di realizzare un impianto di produzione di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone, con tanto di ira da parte degli ambientalisti e di cui si riferiva in precedenza, “provocava” anche la reazione del Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale dice: “Le moratorie del Sindaco sono tutte farlocche. Basta leggersi gli atti dei Consigli comunali gestiti da Lettieri-Piatto s.p.a. degli ultimi 12 anni. Farse, sceneggiate, che hanno coinvolto tutte le forze politiche degli ultimi dieci anni. Per anni si è parlato di una moratoria approvata nel Civico consesso. La moratoria non è mai esistita. Scoprii e denunciai – prosegue la professionista – in un Consiglio comunale del 2017 che, in realtà, quella moratoria non era mai stata approvata. La mozione in realtà fu rinviata in Commissione consiliare e mai approvata. Insomma l’ennesimo inganno. Ricordo che un’altra richiesta di insediamento di un impianto fu respinta e mi riferisco a quella della “Cisette”, fermata dal Tar e contro la quale dovetti attivarmi, soprattutto durante la Pubblica Assise del 29 settembre 2017. Infatti fino ad allora il Comune non aveva fatto nulla di concreto. In quell’occasione – aggiunge l’esponente pentastellata – rappresentai al Civico consesso, che se l’azienda Cisette non avesse ottemperato all’obbligo di comunicare il progetto e la relativa richiesta anche al Comune, c’era un evidente vizio, che inficiava il provvedimento relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale. Subito dopo il Comune decise di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo regionale, ottenendo dalla V sezione la sentenza favorevole. Per di più non ho esultato all’annuncio del primo febbraio scorso di Lettieri il quale, in pompa magna ed a favore di telecamera, annunciò Urbi et Orbi: mai più impianti di rifiuti nella zona ASI di Acerra. La domanda è: ma siamo sicuri che, tra richieste pendenti e quelle già autorizzate, ci siano ancora lotti di terreno da assegnare? Come si dice, dopo il furto mettiamo i cancelli!! I siti di compostaggio non trattano rifiuti speciali e pericolosi. La moratoria tanto cantata dal sindaco, qualora avesse effetti concreti, non servirebbe a bloccare il nuovo sito di compostaggio, perché la pseudo moratoria riguarda solo siti, che trattano rifiuti speciali…

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Impianto di compostaggio a Pomigliano, rimossi i veti. Arriva l’intesa con la Regione

Avrà una potenzialità di smaltimento di 24 mila tonnellate annue di rifiuto umido l’impianto di compostaggio pubblico di Pomigliano d’Arco (il primo nel napoletano), il cui via alla costruzione è prevista per luglio prossimo (la data di avvio dei lavori fu indicata in marzo 2020). Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a marzo di un anno fa, infatti, auspicò che la costruzione del sito “si concludesse nel giro di un anno”. L’impianto è il primo della lista di 15 decisi dalla Regione, per rendere la stessa autonoma nello smaltimento del rifiuto umido e costerà 8,5 milioni di euro, finanziati dall’Ente di Santa Lucia nell’ambito dei 220 milioni stanziati in totale per il piano. La capacità di smaltimento corrisponde ai rifiuti prodotti da centomila abitanti. L’impianto smaltirà 18mila tonnellate di rifiuti di cucine e mense e 6mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla manutenzione del verde, mentre non sarà previsto il trattamento di altre tipologie di rifiuti, quali fanghi o altri rifiuti biodegradabili. Al termine del ciclo l’impianto produrrà compost. Il sito di compostaggio sorgerà in un’area di proprietà del Comune di Pomigliano con destinazione urbanistica compatibile ad un’installazione impiantistica ed intorno non ha case isolate a meno di 200 metri. L’impianto viene costruito vicino a diverse strade a scorrimento veloce come la Strada Provinciale Pomigliano-Acerra e lo svincolo sull’asse mediano, che consente di raggiungere l’impianto, non transitando per il centro abitato. E sorge nel Comune di Pomigliano, che è tra i più avanzati nella provincia di Napoli visto che, riferisce la Regione Campania, ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata. Attualmente il Comune di Pomigliano sta smaltendo i rifiuti biodegradabili in Veneto con un costo di 160 euro a tonnellata. Un importo, che già nei mesi scorsi, si avviava a raggiungere i 200 euro a tonnellata, per un costo annuale di smaltimento di 1,4 milioni di euro. Quando l’impianto entrerà in funzione, la spesa del Comune sarà di 83,7 euro a tonnellata con un risparmio di oltre 800 mila euro l’anno, a cui si dovrà sommare il contributo ambientale, che sarà versato al Comune ospitante. In totale in Campania il piano regionale prevedeva, nel 2020, una produzione annua di rifiuti biodegradabili raccolti pari a circa 745 mila tonnellate e già l’anno scorso, tra impiantistica pubblica e privata,…

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Il bluff della raccolta differenziata: tutti i rifiuti conferiti finiscono in un’unica busta!!

Suscitava non poche ilarità e perplessità, il video fatto girare sui social nei giorni scorsi e relativo ai contenitori multiscomparto installati a via Buonincontro, nel quartiere Spiniello, alla fine dell’anno scorso, dalla società Tekra, che svolge il servizio cittadino di igiene urbana per conto del Comune già dal I febbraio 2017. Contenitori di cui avevamo chiesto a maggio del 2018, all’ora Dirigente al servizio, l’elenco delle strade e delle arterie del territorio comunale, lungo le quali erano stati installati detti contenitori. Sapendo già, che la richiesta non poteva certo essere soddisfatta, visto che mai era stato installato un solo cestino!! Anzi, dopo la nostra istanza il Dirigente al ramo, il mese successivo, inviò alla società Tekra una nota (12.06.2018), nella quale elencava tutte le attività, ancora non poste in essere dalla ditta e le attrezzature per il corretto espletamento della raccolta differenziata ancora non fornite tra le quali, appunto, i sopra citati cestini multiscomparto. Il cui numero da installare sul territorio comunale ammonta a ben 1000 unità. Tornando al video, accompagnato dall’audio di chi lo ha realizzato, nello stesso si vede uno dei suddetti cestini comprendente tre fori diversi, attraverso i quali immettere, differenziandoli, i rifiuti urbani (carta, indifferenziato, plastica ed alluminio), così come indicato dalle scritte. Al di là del fatto che manca un’apertura dedicata alla raccolta del vetro, ma sapete dov’è il paradosso? Nel fatto che all’interno del contenitore vi è sistemata una sola busta, nella quale finiscono, in modo indifferenziato, tutte le tipologie di rifiuti conferite!! Insomma una finta raccolta differenziata, che disincentiva anche quelli, che vorrebbero praticarla. In molte altre aree del territorio cittadino, invece, dei suddetti cestini non c’è ancora traccia. E quindi, se qualcuno si trovasse in strada e dovesse buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica o della carta, cosa potrebbe fare? Trasformarsi in bidone della monnezza e mettersi i rifiuti in tasca!!

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Acerra-Casalnuovo: inquinatori incastrati dal drone degli ambientalisti. Denunce e sequestri

Il filmato è di quelli che impressionano parecchio, perchè mette a nudo tutta l’indole criminale, di chi violenta l’ambiente in cui viviamo. Nelle sconcertanti immagini catturate da un drone, fatto volare in piena Terra dei Fuochi, si possono scorgere due individui, intenti a “lanciare” dal loro camioncino una grossa quantità di rifiuti all’interno di un’enorme discarica abusiva, sita nel territorio di Acerra, al confine con quello di Casalnuovo, in località “Aria di Settembre”, una distesa di terreni coltivati ad ortaggi. Il video, registrato in data 17.02.2021, è stato quindi consegnato dagli ambientalisti dei “Volontari Anti Roghi di Acerra” ai Carabinieri Forestali. Alla fine, grazie a questo documento audiovisivo, i Militari della stazione dei Forestali di Marigliano, diretti dal Maresciallo Alessandro Cavallo, hanno identificato, multato e denunciato a piede libero per reati contro l’ambiente uno dei due scaricatori, un soggetto di Casalnuovo ed un altro residente ad Acerra, ossia l’affittuario del terreno, in cui si è formato il gigantesco sversatoio abusivo, contenente rifiuti di varia tipologia, anche speciali quali: plastiche, metalli, scarti dell’edilizia, bidoni e borsoni contenenti rifiuti, la cui natura andava determinata. Ovviamente si restava in attesa dell’intervento e del sopralluogo da parte dei tecnici dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale. Veniva inoltre sottoposto a sequestro il veicolo utilizzato per trasportare i rifiuti illecitamente scaricati. Nel frattempo i Carabinieri sono sulle tracce del complice, che ha aiutato lo scaricatore casalnuovese, poi identificato e denunciato, a sversare i rifiuti. Va sa sé che, dopo aver effettuato la caratterizzazione, la rimozione, il trasporto e lo smaltimento presso impianti autorizzati di tutti i rifiuti rinvenuti nell’illecito sversatoio, si dovrebbe procedere a bonificare l’intera area.  

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Regi Lagni, controlli a tappeto dei Carabinieri del Comando unità forestali ed ambientali

Nel corso degli ultimi due mesi, sulla scorta dei positivi effetti determinati dalla campagna di controlli lungo il corso del fiume Sarno, è stata intrapresa dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali ed Agroalimentari e del Comando provinciale di Napoli un’analoga e complessa campagna di controlli, tesi a reprimere fenomeni di abbandono di rifiuti, nonché di illeciti sversamenti da parte di imprese operanti nelle aree del Bacino Idrografico del Regi Lagni. I Regi Lagni sono frutto di un’opera di canalizzazione e bonifica idraulica avviata, durante il predominio spagnolo in Italia, dal viceré di Napoli Pedro Fernández de Castro nel 1610 e terminata nel 1616, sotto direzione dell’architetto Domenico Fontana, per porre fine ad un problema, che da secoli attanagliava la Campania Felix: le frequenti inondazioni del fiume Clanio, che tormentavano le popolazioni locali ed impedivano lo sviluppo urbanistico sin dall’epoca pre-romana. Essi sono un reticolo di canali rettilinei, per lo più artificiali, il cui bacino si estende in un’area di 1095 km2 in 99 Comuni della città metropolitana di Napoli e delle province di Caserta, Avellino e Benevento, che dovrebbero raccogliere le acque piovane e sorgive, convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km da San Vitaliano e Nola verso Marigliano, Acerra, Brusciano, Pomigliano d’Arco, Afragola, Giugliano in Campania e quindi al mare, tra la foce del Volturno e il Lago di Patria Campi Flegrei. L’attività di controllo che vede il coinvolgimento del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli con i dipendenti Nuclei Operativi Ecologici di Napoli e Caserta e dei Gruppi Carabinieri Forestali di Napoli, Avellino, Caserta e Benevento si è sviluppata principalmente nelle seguenti attività. Verifica del funzionamento degli impianti di depurazione e della qualità delle acque, che vengono scaricate nel canale dei Regi Lagni. Controllo dei principali impianti produttivi industriali ed aziende agricole-zootecniche potenzialmente impattanti sullo stato delle acque. Controllo degli scarichi abusivi e sversamenti di rifiuti. Complessivamente, nel corso dei mesi di dicembre 2020 e gennaio 2021 i Carabinieri, nell’area del bacino idrografico del canale artificiale dei Regi Lagni (province di Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino), hanno controllato: 66 attività produttive, effettuando 9 sequestri tra scarichi abusivi ed aree di stoccaggio rifiuti; denunciato all’Autorità Giudiziaria 29 persone ed elevato 21 sanzioni amministrative, per un importo pari a circa 97.437,00 euro….

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