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Sversano rifiuti indifferenziati in zona Pip. Dipendenti comunali segnalati alle Forze dell’Ordine

Ci risiamo. Il Comune ci ricasca ancora. Il riferimento è allo sversamento illecito di rifiuti, all’inizio non ancora ufficialmente identificati, in località Marchesa, nella locale zona Pip, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione e Verde Pubblico dell’Ente comunale e ripetuto anche nella mattinata di mercoledì 26 febbraio. Solo che questa volta, a piombare sugli ignari dipendenti, erano gli ambientalisti dei “Volontari Anti-roghi” Vincenzo Petrella, Michele Pannella ed Alessandro Cannavacciuolo, che documentavano il tutto e che facevano intervenire sul posto i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale. Nello specifico i giovani filmavano l’automezzo comunale, nel mentre sversava l’erbaccia diserbata lungo alcune strade dagli addetti alla squadretta di manutenzione, dopo essere stata triturata da un altro mezzo meccanico comunale. Un cumulo di erbaccia, che andava ad aggiungersi ad altri cumuli già ivi abbandonati, contenente però rifiuti di varia tipologia non differenziati, a formare una vera e propria discarica abusiva, che si estendeva per alcune centinaia di metri. Nel video divulgato sui social e che, in poche ore, diveniva virale, lo stesso Cannavacciuolo precisava che “durante un’attività di controllo del territorio aveva preso atto di tale di cattiva gestione dei rifiuti e dello sversamento illecito degli stessi, contestandolo agli addetti comunali. I quali riferivano, “di essere stati incaricati a fare ciò dal Comune”. Pertanto contattava i Militari dell’Arma i quali, giunti sul posto, prendevano atto della situazione ed invitavano gli ambientalisti a recarsi in Caserma, per riferire il tutto e per depositare le prove raccolte. Ambientalisti che chiedevano, che gli inquirenti accertassero le responsabilità per quanto accaduto. Ricordando altresì, che tali cumuli di rifiuti, potevano essere dati alle fiamme da ignoti, visto anche l’approssimarsi della stagione primaverile/estiva”. Poco dopo l’area veniva sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri, in attesa delle decisioni che avrebbe assunto il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, in merito alla conferma o meno del sequestro preventivo. Militari dell’Arma che, nel frattempo, chiedevano alle autorità competenti, di caratterizzare i materiali accatastati a piccole collinette sul terreno sequestrato. Certo che la vicenda ha del clamoroso, visto che lo stesso sindaco Lettieri aveva emanato, pochi giorni prima (il 19 febbraio) l’Ordinanza n.7, relativa alla pulizia e manutenzione di terreni privati, aree libere, spazi di proprietà sia pubblica che privata abbandonati o…

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Rifiuti sversati in zona Pip: le erbacce tagliate dai dipendenti comunali, non della Tekra

La vicenda dello sversamento illecito di rifiuti di varia tipologia in località Marchesa, nella locale zona dei Piani di Insediamento Produttivi (Pip) che, in pratica, non è mai decollata, per il mancato insediamento di piccole e medie imprese, nonostante gli espropri effettuati dal Comune, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione dell’Ente comunale e sorpresi nella mattinata dello scorso 26 febbraio dagli ambientalisti locali, tra i quali Alessandro Cannavacciuolo e di cui si riferiva in precedenza, riservava un altro aspetto, non emerso subito. Ossia quello relativo al fatto che tra i servizi, che deve garantire la Tekra, ossia la società che svolge, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana per conto del Comune, c’è anche quello del diserbo stradale, ossia l’eliminazione delle erbe lungo strade, marciapiedi a pavimentazione permanente e piazze, incluse le fasce di pertinenza relative ai bordi di strade e marciapiedi, con esclusione dei fossi, delle cunette, dei giardini e delle zone verdi in genere. La stessa Relazione Tecnico Illustrativa della società precisa che “non saranno utilizzati prodotti chimici, se non preventivamente autorizzati dalla competente Autorità Sanitaria e che la frequenza degli interventi sarà pianificata in base alle necessità, al fine di evitare che le essenze spontanee possano arrecare danno a manufatti e, in particolare, che deturpino l’impatto visivo e riducano il decoro urbano. L’estirpazione avverrà sia mediante asportazione meccanica (manuale e con l’ausilio di strumenti quali tagliaerbe e decespugliatori) sia mediante diserbo chimico, da attuarsi soprattutto in giornate caratterizzate da assenza di vento…”. Inoltre la stessa suddetta Relazione chiarisce che “si garantisce una frequenza di esecuzione di 6 interventi all’anno, di cui quattro nel periodo aprile-settembre e due nel periodo ottobre-marzo”. Interventi che quindi rientrano tra le offerte migliorative della società. Ebbene, come abbiamo anche documentato in passato, non solo al diserbo delle erbacce sul territorio comunale non hanno quasi mai provveduto gli addetti dell’impresa salernitana, ma hanno operato quasi sempre i dipendenti comunali in forza alla squadretta Manutenzione. Una violazione favorita dal mancato o scarso controllo, da parte di chi a ciò è deputato. Ed anche in questi giorni interventi simili sono stati effettuati sull’intero territorio comunale dal personale dell’Ente di Viale della Democrazia. E’ pur vero che i lavoratori della società di Angri potrebbero ancora attivarsi nell’espletare tale…

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Gettavano rifiuti di varia tipologia in una scarpata, denunciati due operai

Era nella mattinata di un venerdì scorso, che si verificava un episodio incredibile. L’Ente regionale, che gestisce le aree di sviluppo industriali Asi di Napoli, aveva deciso di inviare una ditta all’interno della locale Area a Sviluppo Industriale, con il compito di ripulire le strade dalle montagne di rifiuti, che si erano accumulate. Ma gli operai della stessa ditta, anziché smaltire presso le aziende autorizzate l’immondizia raccolta, la scaricavano con l’ausilio di una pala meccanica poco lontano, sul fianco di una scarpata. Ed è così che rifiuti di varia tipologia, anche speciali, finivano sul terrapieno e su un terreno sottostante, nei pressi di campi coltivati ad ortaggi. Un servizio di pubblica utilità trasformato quindi in un comportamento a dir poco esecrabile. Che però non sfuggiva agli ambientalisti locali dei “Volontari Antiroghi di Acerra”, Michele Pannella, Vincenzo Petrella ed Alessandro Cannavacciuolo, che stavano perlustrando l’area, come fanno di solito e che filmavano il tutto. Finchè non si fermavano dinanzi alla pala meccanica, dando vita ad un acceso alterco con gli operai della ditta. Non prima, però, di aver nel frattempo allertato le Forze dell’Ordine, per sollecitarne l’intervento. Una volta giunti sul posto, i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, effettuavano rilievi e conducevano in caserma gli autori dello scarico illegale, i titolari della ditta ed un responsabile del Consorzio Asi di Napoli. Ma i primi ad essere ascoltati dagli investigatori erano i suddetti ambientalisti. Alla fine i Militari dell’Arma informavano in una nota, che al termine dell’operazione erano state denunciate a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti due persone, una di 66 e l’altra di 33 anni, entrambe di Melito. Si trattava del titolare della ditta e di uno dei due operai sorpresi sul posto, entrambi incensurati. I Carabinieri sequestravano anche il mezzo meccanico della ditta incaricata dal Consorzio di ripulire le strade della zona Asi. “Erano le 10:45 del 21 febbraio – raccontava Cannavacciuolo – e durante un giro di perlustrazione su Viale delle Industrie, l’arteria che collega la zona Asi di Acerra alla superstrada Nola-Villa Literno, abbiamo visto una pala meccanica che scaricava rifiuti dal ponte, su di una scarpata. Quindi ci siamo avvicinati ed abbiamo contestato ai due giovani operai, che stavano lavorando con la pala, che quello che stavano facendo…

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Emergenza smog, è un 2020 da incubo. Acerra è “regina” degli sforamenti delle polveri sottili

Già nei primi due mesi di quest’anno Acerra è stata “incoronata” la città più inquinata della Regione Campania. Un triste record, che tocca proprio al simbolo della Terra dei Fuochi, proprio dove il prossimo 24 maggio si recherà in visita Papa Francesco, per ascoltare le testimonianze del popolo di un intero territorio flagellato dalle criticità ambientali. Giovedì 20 febbraio, infatti, sulla base dei dati ufficiali resi noti dall’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, la nostra città ha oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria. Limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un intero anno. E tutto questo è capitato a circa soli 60 giorni dall’inizio del 2020. E’ la soglia, che obbliga i Sindaci, a prendere immediati provvedimenti per la tutela della salute pubblica. Ecco intanto la brutta classifica delle giornate in cui, dal primo gennaio, si è sforato il limite finora in alcune delle località dell’agglomerato Napoli-Caserta: Acerra 37 giorni, San Vitaliano 36, Volla 31, Aversa 31, Pomigliano 30, Napoli via Argine 27, Casoria 21, Napoli ospedale Santobono 19. Ad Acerra è dunque già stata raggiunta la soglia fissata dalla Direttiva europea in materia di inquinamento atmosferico (la n.2008/50), secondo cui il limite di concentrazione tossica delle polveri sottili (50 microgrammi di Pm10 per metro cubo) può essere superato fino a un massimo di 35 giorni all’anno. Ma le altre località del napoletano non possono certo stare tranquille. Ha sforato il limite annuale anche San Vitaliano, il Comune ubicato dieci chilometri ad est di Acerra e che, fino all’anno scorso, deteneva il triste record di sforamenti in Campania e che, quest’anno, si trova subito dietro la città, che ospita l’unico inceneritore della Regione. Ma preoccupano molto pure le situazioni di Volla, la cui centralina Arpac è ubicata ad un passo da Casalnuovo, di Pomigliano e del quartiere napoletano di Ponticelli, il cui rilevatore si trova in via Argine, sopra una scuola superiore professionale, a poche centinaia di metri dal Palazzetto dello Sport. Allarme rosso sulla qualità dell’aria pure ad Aversa. Imbarazzanti poi le condizioni dell’area a cavallo tra i quartieri napoletani del Vomero e dell’Arenella, dove la centralina dell’Arpac è piazzata proprio nel recinto dell’ospedale pediatrico “Santobono”, dove si curano i bambini ammalati della Terra dei Fuochi:…

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Allarme polveri sottili, scattati i controlli su auto e caldaie

Con la nostra città che aveva oltrepassato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili nell’aria dopo appena i primi due mesi dell’anno, un limite che, per legge, un Comune non può superare nell’arco di un anno intero, il Sindaco adottava provvedimenti immediati. Uno, consistente nell’uso dell’opacimetro, ossia dello strumento che misura l’opacità dei fumi e che, utilizzato unitamente all’analizzatore, controlla i gas di scarico delle auto in circolazione. Una sonda, infatti, verifica la temperatura dell’olio, mentre il rilevatore dei fumi va direttamente nel tubo di scappamento. L’altro, consistente in un ecobonus economico da erogare, a chi cambia le caldaie a gas obsolete e più economiche, quelle per uso domestico, con nuove caldaie meno inquinanti, attraverso i proventi delle contravvenzioni riscossi. Il comunicato giunto dal Comune lasciava aperti, però, una serie di quesiti. Non si specificava, infatti, se dai controlli con l’opacimetro, in caso di accertata irregolarità dei gas di scarico delle vetture, sarebbero scattate automaticamente delle multe. Nel comunicato, infatti, si parla solo di obbligo, da parte dei possessori delle automobili, “in caso di rilevazione di fumi inquinanti, di adeguare il veicolo alle norme vigenti”. E come riportava un noto quotidiano, “c’è un problema di contraddizione delle norme. Tutti i veicoli a benzina o a diesel o anche a propulsione mista sono soggetti mediamente, ogni due anni, all’obbligo della revisione ed i centri sono tenuti a controllare anche le emissioni dei gas di scarico delle auto. E se durante il controllo non vengono ravvisate irregolarità, l’auto può circolare previo rilascio di un certificato, il cui costo si aggira intorno ai 65 euro. A questo punto ci si chiede – prosegue l’articolo – se potranno subire contravvenzioni tutte quelle auto, che stanno circolando con un regolare certificato di revisione. Ad ogni modo ieri (sabato 22 febbraio ndr), i poliziotti municipali erano al lavoro, effettuando controlli con l’opacimetro nell’area delle Madonnelle, dove si svolge il mercato settimanale. L’altro interrogativo riguarda l’annuncio della tassa di scopo, con l’intenzione del sindaco di dare il via agli incentivi per il cambio delle caldaie domestiche a gas attraverso i soldi delle contravvenzioni. Bisogna capire, se questo denaro proverrà dalle multe per il controllo dei gas di scarico o da altre tipologie di sanzioni per infrazione al Codice della Strada”. Ad onor…

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Lettieri denuncia l’abbandono dei rifiuti. Ed i Vigili Urbani li raccolgono senza guanti!!

Proseguono senza sosta i video-show del sindaco Lettieri, divulgati via social e nei quali l’attore principale è sempre lui. Infatti, nella mattinata di mercoledì 12 febbraio, si faceva riprendere sull’asse mediano direzione Pomigliano d’Arco, unitamente ai poliziotti municipali. Motivo? I rifiuti abbandonati sulla rampa di accesso all’asse viario. Ovviamente non occorre recarsi su arterie, che non sono neanche di competenza comunale, per trovare l’immondizia sversata. Basta “visitare” alcuni quartieri cittadini o le strade periferiche per rinvenire, con sistematicità, rifiuti abbandonati di varia tipologia. “Abbiamo avviato il procedimento, per richiedere a Città Metropolitana ed Anas competenti – diceva Lettieri, dando del zozzone, a chi ha abbandonato così l’immondizia – di rimuovere i rifiuti. Trascorsi 7 giorni, se non interverranno, emetteremo un’apposita ordinanza ed agiremo in danno. Con i Vigili Urbani abbiamo effettuato dei controlli e scovato anche dei documenti, che fanno risalire a chi ha sversato illegalmente”. Contagiati forse dall’aggettivo zozzoni, più volte ripetuto dal sindaco, anche i caschi bianchi, alla presenza del Vice-Comandante Domanico De Sena, raccoglievano da terra l’immondizia senza guanti o mascherine protettive e la esibivano come “trofeo” dinanzi all’autore del video, novello Steven Spielberg!! Qualche giorno dopo (venerdì 14 febbraio) un nuovo video-propaganda a buon mercato, questa volta girato a via Volturno, dove fin dalle prime ore del mattino, a presenziare ad un’ordinaria e normale rimozione dei rifiuti da una strada periferica, “accorrevano” addirittura i vertici della tematica munnezza, ossia il Dirigente al servizio S.Pallara; il Direttore Esecutivo del Contratto C.Pacella; il titolare della società Tekra; i poliziotti municipali; il Vicesindaco C.Lombardi e, ovviamente, l’attore protagonista, il primo cittadino. Adesso, come si evince dalle immagini trasmesse, se la pulizia delle aree del nostro territorio, con il relativo controllo dello stesso, fosse stata fatta sistematicamente in questi mesi, ci saremmo ritrovati con Acerra in queste condizioni? Tra l’altro il Capitolato Speciale d’Appalto statuisce, “che la ditta appaltatrice dovrà provvedere alla rimozione di qualunque rifiuto (compresi inerti per limitate cubature e pneumatici usati di qualsiasi dimensione), abbandonato su suolo pubblico ai fini della raccolta, purchè non di tipo pericoloso e che preveda, ai sensi della normativa vigente, attività di bonifica o caratterizzazione/analisi preventiva. E che si dovrà garantire la rimozione dei rifiuti abbandonati entro le 24 ore dalla segnalazione e che, durante le operazioni, si provvederà alla…

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Rifiuti a via Volturno tra video sindacali, atti non prodotti ed esposti-denuncia

La rimozione dei rifiuti lungo via Volturno, con tanto di video-propaganda avente come protagonista (manco a dirlo), il sindaco Lettieri e di cui riferivamo in precedenza, procurava non pochi grattacapi, non solo al primo cittadino, ma anche al personale della Polizia Municipale presente e a quello della società, che gestisce il servizio cittadino di igiene urbana. Motivo? La presenza sul posto dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Il quale, unitamente ad Antonio Montesarchio indirizzava, in pari data, un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Nola; al Dipartimento di Prevenzione servizio di Igiene Pubblica dell’Asl Napoli 2 Nord; al Dott.Gerlando Iorio – Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania. “Gli scriventi – si legge nella denuncia – stando alle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal sindaco Lettieri, consultabili al link ecc. erano in corso le operazioni straordinarie di rimozione di rifiuti abbandonati lungo via Volturno. Ad eseguire i lavori di rimozione c’era la società Tekra. Gli scriventi, ben conoscendo il modus operandi della suddetta ditta e, consapevoli della presenza in loco di manufatti contenenti amianto, guaine bituminose, oltre ad altri rifiuti pericolosi, si recavano ad eseguire una verifica, al fine di accertarne la metodologia adottata. Gli scriventi, giunti in loco, presso il bivio che introduce via Volturno nella direzione Caivano-Acerra, notavano che l’autovettura della Polizia Locale impediva di proseguire lungo il tratto via Volturno, direzione Acerra. Tanto premesso gli scriventi – prosegue la nota – chiedevano informazioni agli agenti presenti, i quali confermavano che erano in corso lavori di rimozione di rifiuti e che, per tale motivo, il tratto via Volturno non era percorribile. Parallelamente Cannavacciuolo chiedeva informazioni circa l’esistenza di un’Ordinanza ad hoc. Nel merito gli agenti non fornivano risposta alcuna, limitandosi a rimandare la ricerca della suddetta Ordinanza sul sito istituzionale del Comune di Acerra. Effettuato l’accesso telematico, non vi era traccia né della presunta Ordinanza, né di alcuna Determina dirigenziale attinente alle operazioni di rimozione dei rifiuti. Lo scrivente, temendo l’inesistenza di Ordinanze o Determine dirigenziali, contattava direttamente il Comando della Polizia Municipale, dove veniva confermata l’assenza dei richiamati atti ufficiali. Alla luce di quanto appurato, ipotizzando la sussistenza di condotte illecite (Rifiuti pericolosi mischiati a Rifiuti Urbani), comunicava il tutto al centralino del 1515 (Carabinieri Forestali) che, a loro volta, dirottavano la comunicazione alla locale…

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Blitz del Consigliere Auriemma presso l’isola ecologica non presidiata e vandalizzata

Era il Consigliere comunale Carmela Auriemma ad effettuare, lo scorso 16 febbraio, un blitz (l’ennesimo) presso l’isola ecologica, sita in località Frassitelli, in aperta campagna e lontana dal centro cittadino, chiusa per circa tre mesi per i necessari lavori di adeguamento e per i quali furono spesi decine di migliaia di euro e poi finalmente riaperta al pubblico. Ma divenuta, inevitabilmente, oggetto di nuovi e continui atti vandalici e sottoposta a furti alla fine dell’anno scorso. Dopo quelli perpetrati già il 12 settembre del 2019, quando i soliti ignoti si introdussero all’interno del centro di raccolta, forzando il cancello del passo carraio con tanto di danni arrecati alla sbarra, posta davanti all’ingresso. Furono asportati l’impianto DVR, ossia il sistema di registrazione delle telecamere di sorveglianza (quindi anche i filmati del furto), alcuni elettrodomestici depositati tra i rifiuti ingombranti e gli impianti elettrici dai muri. Per fortuna non furono portate via le pompe di sollevamento, il cui costo ammonta a circa 12 mila euro. Ma i danni alla struttura erano talmente ingenti, da comportarne la chiusura al pubblico per diversi giorni, fino al ripristino della stessa. Perdurando tale stato di cose, Auriemma si recava sul posto e pubblicamente denunciava, dicendo: “Già durante il Consiglio Comunale del 25 ottobre 2017 precisammo, che le due isole ecologiche di Acerra devono essere presidiate, come prevede il Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008. E ciò, anche per sottrarli alle cattive intenzioni di chi, introducendosi all’interno delle stesse, potrebbe incendiare i rifiuti ivi presenti. Con conseguente disastro ambientale prodotto. Il Decreto Legislativo n.152/2006, inoltre, all’art.183 comma 5 specifica che “il centro di raccolta è un’area presidiata ed allestita senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica per l’attività di raccolta differenziata dei rifiuti urbani…”. In verità – proseguiva l’esponente dell’opposizione – l’anno scorso denunciammo anche lo stato di degrado, in cui versava l’isola ecologica di via Mulino Vecchio. A distanza di un anno, adesso, vi segnaliamo che la struttura in zona Frassitelli versa in un totale stato di abbandono, nonostante siano stati spesi migliaia di euro di denaro pubblico per il ripristino della stessa. Riteniamo che questa struttura sia molto importante, ai fini di una migliore gestione della raccolta dei rifiuti e per mantenere o incrementare la percentuale della raccolta differenziata in città….

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Bruciano i rifiuti metallici del sito di stoccaggio di un’azienda in zona Asi

Un vasto incendio scoppiava nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio nella locale zona industriale. Le fiamme divampavano intorno all’una di notte nell’impianto di stoccaggio di rifiuti ferrosi della ditta Eurometal, che era stata autorizzata per l’esercizio dell’attività di vendita all’ingrosso di materiali di costruzione e messa in riserva di rifiuti non pericolosi. I Vigili del Fuoco, una volta allertati, si portavano sul posto ed avviavano le operazioni di spegnimento dell’incendio di grandi proporzioni, alimentato da alte fiamme, mentre gli agenti del Commissariato Polizia di Stato garantivano, che tutte le operazioni si svolgessero in sicurezza. Operazioni che si protraevano per diverse ore, fino a che la situazione non tornava di nuovo sotto controllo. Dal sito di stoccaggio, un deposito esterno dell’azienda, che si trova in contrada Pagliarone, si alzava una colonna di fumo nero e denso, mentre l’odore acre invadeva la zona ed arrivava anche ad alcune abitazioni presenti in zona. Per le operazioni di spegnimento arrivavano i Vigili del Fuoco di Napoli e di Caserta, anche con autobotti contenenti schiumogeno. Naturalmente gli inquirenti avviavano le dovute indagini, per stabilire se le cause dell’incendio fossero di natura accidentale o dolose e per comprendere l’esatta dinamica dei fatti. Nel sito sarebbero stati stoccati anche vernici e materiali plastici. Nelle stesse ore giungevano sul posto anche gli ambientalisti della zona, tra cui Alessandro Cannavacciuolo, Michele Pannella e Vincenzo Petrella, dei “Volontari antiroghi Acerra”, che riferivano anche di continue esplosioni avvertite durante il rogo e di un odore insopportabile, che aveva invaso la zona. I tre, con l’ausilio di un drone, filmavano dall’alto l’incendio e le immagini venivano diffuse su facebook. Nel video si vedeva l’incendio ancora nel vivo, che avvolgeva una montagna di rifiuti ferrosi, mentre si distinguevano i lampeggianti dei mezzi dei caschi rossi all’opera. “E’ l’ennesimo incendio che si consuma nella Terra dei fuochi, l’ennesimo disastro ambientale. Innanzitutto, chiediamo di verificare i materiali contenuti nel deposito incendiato e se erano tutti autorizzati, per capire a cosa si va incontro e che tipo di sostanze sono state immesse nell’aria. Per questo abbiamo chiesto un immediato intervento dell’Arpac” – era il commento del Consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, espresso nelle ore successive al rogo. Più tardi il personale dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale si portava nell’area interessata…

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Rogo in zona Asi, si indaga per conoscere le cause dell’incendio. Sequestrato l’impianto

Il vasto incendio scoppiato nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio nella locale zona industriale nell’impianto di stoccaggio e smaltimento di rifiuti ferrosi della ditta Eurometal, di cui riferivamo in precedenza, accendeva i riflettori sulla circostanza che tali incendi, ad intervalli regolari, colpiscono piazzole, stock di rifiuti, scarti di lavorazione, insomma materiale destinato ad essere smaltito e di difficile trasferimento. Rifiuti che vanno dismessi o trasferiti attraverso pratiche e procedure lunghe e dispendiose, mentre di solito si “salvano”, quelli che si smaltiscono a basso costo e che producono incassi certi. Una circostanza che merita di essere indagata, fermo restando che quello di Acerra è un incendio doloso, per il quale i titolari della Eurometal vanno considerati parte offesa, in attesa che vengano condotte verifiche da parte degli inquirenti. Un rogo sul quale indagano le Procure sia di Napoli che di Nola, dal momento che un incendio di simili proporzioni può anche divenire oggetto d’indagine di un ufficio distrettuale. Roghi dolosi che, nelle linee generali, hanno lo stesso comune denominatore, ossia quello commerciale. Si incendia ciò che è costoso da smaltire, che dev’essere smaltito in altri impianti o fuori regione. C’è poi l’infinita emergenza ambientale, che ha consentito di sbloccare soldi, finanziamenti, risorse. E che ha una certa influenza sull’agenda politica e sui capitoli di spesa regionali in modo altalenante. A periodi di mobilitazione collettiva e di interessi pubblici (con tanto di risorse pubbliche da mettere a disposizione), corrispondono periodi di minore attenzione. E’ in questo scenario, che va calato l’incendio nella locale zona Asi. Chi ha agito lo ha fatto, sapendo bene che il prossimo 24 maggio Papa Francesco sarà in visita proprio ad Acerra. Un megafono mondiale, un occhio globale per la Terra dei fuochi. Quanto basta ad accentuare, in modo criminale, i caratteri di un’emergenza che, negli ultimi anni, era ritornata in un alveo regionale, finendo per essere relegata ad un problema di qualche Comune di provincia. E’ in questo scenario, che hanno agito i piromani. Ed è in questa dimensione che è logico attendersi, nelle prossime settimane, nuove prove di forza, per rendere plateale l’emergenza della Terra dei fuochi. Un movente mediatico, ma anche commerciale. Alimentare emergenze, per creare nuovi investimenti, per sbloccare nuovi fondi, investimenti, incentivi, in un contesto in cui si…

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