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Il ministro Costa assicura che “la quarta linea del termovalorizzatore di Acerra non si farà”.

“La quarta linea del termovalorizzatore di Acerra non si farà”. Lo assicurava il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa lo scorso 20 maggio, in risposta ai proclami del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, secondo il quale “a settembre avremo un periodo delicato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, dal momento che si dovrà procedere alla manutenzione generale dell’intero impianto acerrano, che starà fermo per circa 40-45 giorni…Occorre dunque progettare subito una quarta linea di riserva, da tenere nell’impianto. Anche se la sua costruzione richiede tempi non brevi. Infatti occorrono 2 anni e 120 milioni di euro”. E dopo che abbiamo più volte riportato la reiterata contrarietà espressa a tale progetto dal Vescovo Mons.Antonio Di Donna, che ha più volte tuonato contro il termodistruttore ed un suo ampliamento, al pari dei comitati e delle associazioni ambientaliste locali, ecco arrivare anche quella del Ministro all’Ambiente, il quale dichiarava: “Con i tecnici dell’Ispra ho verificato i dati e siamo certi, che con l’attuale trend della differenziata, in tempi brevi non ci saranno più rifiuti secchi, di quelli che già possiamo bruciare. Perciò, se De Luca andrà avanti con la sua proposta, io la bloccherò». Così dunque il Ministro, che il giorno successivo era a Napoli, per monitorare i risultati del Decreto di novembre contro gli incendi della Terra dei Fuochi. Costa bocciava definitivamente l’idea di potenziare l’inceneritore. Ed incontrava al Palazzo di Governo i vertici delle Prefetture interessate dal protocollo d’intesa firmato a novembre 2018, gli amministratori, le Forze Armate e quelle di Polizia. Il Ministro intendeva in tal modo rispettare l’impegno assunto a Caserta, di tornare ogni due o tre mesi, per verificare lo stato dell’arte. Insieme all’Ing.Fabrizio Curcio, responsabile della cabina di regia insediata presso il Consiglio dei Ministri ed al Sottosegretario Micillo, venivano avanzate anche le nuove proposte per il periodo estivo tipicamente afflitto da grandi criticità. Gli incendi che si sono verificati in tutto il Paese, soprattutto a partire dagli ultimi mesi del 2017, hanno creato una vera e propria emergenza nazionale, che ha reso necessaria un’azione costante di vigilanza e controllo sul territorio. “Da questo punto di vista sono stati fatti passi in avanti – dichiarava Costa – visto che l’Aeronautica Militare ha fatto alzare in volo dei caccia sperimentali e che la Regione sta…

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Riciclatori incentivanti: inferiori al numero previsto e non ancora funzionanti

(Articolo pubblicato in data 27.09.2018). Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dopo un burrascoso passaggio di cantiere del personale dipendente, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune strutture allocate in città già dallo scorso mese di luglio e, nello specifico, nei pressi di alcune scuole cittadine. Tali strutture sono i cosiddetti riciclatori incentivanti, il cui numero complessivo previsto ammonta a 15 unità, mentre in realtà ne sono state installate soltanto 5. Di cui la società salernitana diede comunicazione al Comune in data 17.07.2018. Installazione che, di certo, doveva avvenire alla presenza del personale della Polizia Municipale, anche a seguito della richiesta avanzata in tal senso, fin dal mese di maggio, al Comandante dei caschi bianchi Felice D’Andrea, dal Dirigente del servizio Igiene Urbana Maria Piscopo che, tra l’altro, chiedeva di essere relazionata dai poliziotti municipali in merito alle attività poste in essere, tra cui l’esatta ubicazione territoriale dei previsti riciclatori. Anche se, almeno fino alla fine di luglio, sembra che dal Comando della Polizia Municipale non sia pervenuto alcun riscontro alle richieste della Segretaria generale. A supporto di quanto qui riportato, c’è anche la nota della Tekra del I agosto scorso, con la quale la stessa chiede l’autorizzazione della messa a terra dei suddetti impianti che, ovviamente, occupano il suolo pubblico. Nota che andava riscontrata, per competenza, dal Dirigente ai Lavori Pubblici. Ma tale autorizzazione non andava chiesta e rilasciata alla società di Angri dall’Ufficio Tecnico comunale prima dell’allocazione dei riciclatori? In attesa di sapere, quando sia stato rilasciato il nulla osta all’insediamento di tali strutture, dalla lettura della Relazione Tecnico Illustrativa della società salernitana si evince quanto segue: “E’ prevista la distribuzione preferibilmente presso i supermercati o aree protette, di 15 riciclatori incentivanti, ovvero macchine automatiche, che consentono la riduzione dei volumi delle bottiglie in pet o lattine in alluminio fino al 90%, con sistema touch digitale per la scelta della promozione. L’iniziativa costituisce un nuovo modo di risparmiare su prodotti e servizi a te vicini, attraverso un sistema di coupon/sconti promossi dai negozi della tua zona. Un nuovo strumento di green marketing ed etica ambientale e di coinvolgimento delle persone,…

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Riciclatori incentivanti: come conferire bottiglie e flaconi in plastica in cambio di buoni-premio

Adesso, a distanza di ben 9 mesi dalla pubblicazione dell’articolo riproposto in precedenza, in cui è spiegato anche cosa sono i riciclatori incentivanti, lo scorso 14 giugno, presso la sala convegni del Castello dei Conti, si svolgeva una conferenza stampa di presentazione della campagna premiale “Ricicla e Vinci”, durante la quale venivano illustrate le modalità di utilizzo di dette macchine eco-tecnologiche, le premialità spettanti a chi conferisce ed i luoghi, dove sono installate tali attrezzature. Conferenza a cui partecipavano il Sindaco Lettieri, l’Assessore all’Igiene Urbana Cuono Lombardi ed il projet manager Achab Med Gianluca Chioato. Innanzitutto veniva precisato, che possono conferire i rifiuti nei riciclatori allocati sul territorio comunale tutti i cittadini residenti ad Acerra e che siano in regola con il pagamento della Ta.Ri, la tassa dei rifiuti. Ed ogni cittadino, che vuole inserire negli stessi bottiglie e flaconi in plastica, deve prima inserire, attraverso il touch screen posto al centro del riciclatore, il proprio codice fiscale. Il software capirà se si è in regola o meno con il pagamento e permette il conferimento. Il meccanismo di conferimento è rivolto solo alle utenze domestiche. Per ogni flacone o bottiglia conferita nei riciclatori, si riceve un punto, che viene accreditato sulla propria scheda virtuale. Al raggiungimento di una data soglia si ottiene un premio. All’utente viene consegnato uno scontrino, con il quale può ritirare tale premio. Al raggiungimento di 400 punti, si potrà vincere un week-end per due persone in una località italiana. Con 500 punti un navigatore Gps da auto. Con 1000 punti un condizionatore classe A+++. Col raggiungimento di 1500 punti si otterrà un set di 4 pneumatici estivi a basso consumo energetico. Con 2000 punti si otterrà invece una bicicletta elettrica. Il progetto scade il I dicembre prossimo. I premi sono disponibili fino ad esaurimento delle scorte. In palio ci sono 10 week-end, 10 navigatori, 6 climatizzatori, 8 set di pneumatici e 4 biciclette elettriche. Al raggiungimento del premio desiderato va contattato il numero verde 800.58.59.12 o l’indirizzo email info@tekraservizi.eu. I tappi delle bottiglie o dei flaconi vanno conferiti nelle apposite bocchette. I riciclatori sono situati a: piazza Calipari (nei pressi della scuola “Ferrajolo”); via Deledda (nei pressi della scuola Don Milani); via Sand; via Diaz e piazza Falcone e Borsellino. Ai quali se ne…

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Quasi mai osservata l’Ordinanza sindacale emessa contro le deiezioni canine

Risale ormai al 6 novembre 2013 l’Ordinanza sindacale n.33, che reca in calce la firma del sindaco Lettieri, emanata per affrontare la problematica delle deiezioni dei cani abbandonate in strada. L’Ordinanza obbliga tutti i proprietari di cani, a raccogliere immediatamente gli escrementi prodotti dai loro animali su area pubblica o di uso pubblico, centro abitato, parchi pubblici, marciapiedi dell’intero territorio comunale, così da preservare l’igiene ed il decoro dei luoghi. L’Ordinanza obbliga i proprietari dei cani o le persone, che sono incaricate momentaneamente della custodia degli animali, di munirsi di apposite pinze, palette e sacchetti di plastica per la raccolta delle deiezioni e di provvedere immediatamente alla completa pulizia dei luoghi pubblici. Per i trasgressori dell’obbligo è prevista una sanzione pecuniaria amministrativa da 150,00 a 300,00 euro, ai sensi dell’art.7-bis del Decreto Legislativo n.267/2000. I trasgressori del suddetto obbligo sono ammessi al pagamento in misura ridotta, consistente nell’importo di 50 euro, da effettuarsi entro 60 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla notificazione della violazione. Ovviamente contro questo provvedimento ciascuno può presentare ricorso. Ma se l’obiettivo dichiarato dal primo cittadino era quello “di rendere la città più decorosa e rispettosa delle regole”, va detto che tale obiettivo non è stato per nulla conseguito, visto che la situazione del decoro urbano è divenuta del tutto insostenibile, soprattutto per i pedoni, che trovano difficoltà nel circolare agevolmente sui marciapiedi, a causa della massiccia presenza delle deiezioni canine abbandonate incautamente dai cittadini su marciapiedi e strade, quando accompagnano il proprio cane a fare i bisogni. Ad essere incaricato di far rispettare l’Ordinanza, comminando le relative sanzioni, è il Comando di Polizia Municipale che, com’è noto, ha nel Cap.Domenico De Sena, il suo attuale Vice-Comandante e che di recente ha conosciuto un notevole incremento delle unità, grazie ai neo-assunti. I quali potrebbero “presidiare” un pò di meno le strisce blu, per dedicarsi di più a tale servizio (e a far ottemperare i cittadini alle varie Ordinanze sindacali emesse). Azione di contrasto al fenomeno che, evidentemente, dev’essere svolta in modo più continuo ed efficace. In tal modo si vedranno più cittadini rispettosi dell’Ordinanza, quando passeggiano con i propri amici a quattro zampe e meno aree pubbliche imbrattate e rese impraticabili. Troppo spesso, infatti, l’incuria dei proprietari o conduttori dei cani, che insudiciano…

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Dalla “Terra dei Fuochi” alla “Terra del Buono”: il messaggio educativo della “Pizza della Fertilità”

Al Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia di Bari, svoltosi dal 23 al 25 maggio, oltre all’ennesimo riconoscimento (Premio Platinum per la migliore comunicazione scientifica) al progetto di ricerca EcoFoodFertility, che si sta conducendo nelle aree inquinate non solo d’Italia, il Dott.Luigi Montano, medico acerrano, responsabile del primo Servizio in Italia di “Medicina dello Stile di Vita in UroAndrologia” presso l’Asl di Salerno, nonché Presidente Nazionale della Società Italiana di Riproduzione Umana, ha presentato nella sezione congressuale dedicata ad Alimentazione e Salute la “Pizza della Fertilità”. Sintesi fra tradizione enogastronomica, innovazione scientifica, gusto e qualità. Questa pizza, con i suoi ingredienti ricchi di sostanze antiossidanti e detossificanti della Dieta Mediterranea, è stata rappresentata in un vero e proprio progetto di educazione alimentare di oltre 20 pagine, corredato da una corposa bibliografia scientifica. “Una pizza “ecologica” o meglio “eubiotica”, “buona per la Vita” – commenta il dott. Montano – totalmente coerente con un indirizzo di sostenibilità ambientale ed alimentare, grazie sia alla scelta di produttori, che utilizzano sistemi di coltivazione biologica aderenti alla Rete Eubiotica della Salute Ambientale del progetto EcoFoodFertility, che alle materie prime, a partire dalle farine BIO di grani antichi, macinati a pietra di tipo 1 e 2, Olio Extravergine di Oliva BIO delle colline salernitane ed avellinesi, pomodori San Marzano e del Piennolo BIO, aglio, origano, capperi, alici. Un sostegno alla fertilità ed alla salute generale per la ricchezza di sostanze antiossidanti e detossificanti come: polifenoli, carotenoidi, fibre, zinco, ferro, selenio, vitamine A, C, E, vitamine del gruppo B, grassi omega 3, quercetina, Licopene”. Infatti, il messaggio di salute e qualità, che viene sintetizzato nella “Pizza della Fertilità” – continua Montano – che abbiamo scelto perchè alimento simbolo dell’Italianità nel mondo, rientra nelle attività di prevenzione primaria e preprimaria del Progetto di Ricerca EcoFoodFertility a sostegno della salute riproduttiva nelle aree a rischio ambientale, che si stanno concretamente declinando attraverso strategie alimentari e nutraceutico-funzionali di contenimento del danno ambientale alla salute (bonifica dell’uomo inquinato)”. Certo è che il progetto, oltre all’impatto scientifico delle sue scoperte sui nuovi indicatori di danno e nuovi sistemi di prevenzione, sta producendo da tempo una serie di azioni, volte allo sviluppo di un’agricoltura sana, veramente biologica, per favorire lo sviluppo di una filiera agroalimentare locale di qualità. A tal…

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Troppi i veicoli con il motore acceso davanti ai passaggi a livello chiusi

I cartelli sono posizionati; gli articoli del Decreto del Presidente della Repubblica e del Codice della Strada sono indicati; la raccomandazione dell’Assessorato all’Ecologia è divulgata. Manca solo chi li faccia rispettare ed osservare. Il riferimento è ai conducenti dei veicoli, che sostano davanti ai passaggi a livello presenti sul territorio comunale, quando questi sono chiusi. Molti dei quali vengono lasciati con il motore acceso, in attesa che le odiate trasversali tornino, da orizzontale, di nuovo in posizione verticale e permettano l’attraversamento dei binari della Ferrovia dello Stato. E sono quattro, sostanzialmente, i motivi per i quali ancora troppe persone non prendono in considerazione la buona pratica, di spegnere il motore del proprio veicolo all’altezza degli attraversamenti della linea ferroviaria, ossia: non ci pensano; fa freddo e si vuole continuare a godere del riscaldamento dell’abitacolo dell’auto; fa caldo e si vuole continuare a godere dell’aria condizionata dell’abitacolo; sperano che il passaggio a livello resti chiuso per pochi minuti (speranza spesso vana dalle nostre parti). Naturalmente tale comportamento è a discapito del risparmio energetico e della vivibilità del paese, soprattutto di coloro che abitano nei pressi dei passaggi a livello, costantemente disturbati dai rumori dei motori accesi ed avvelenati dai gas di scarico, che inquinano l’aria. “Le cattive abitudini ed il non rispetto delle normative – dice un residente, che ha la propria dimora nei pressi di un passaggio a livello – ci costringono addirittura a non aprire la finestra di casa neppure per un attimo, soprattutto nelle ore di punta”. Ed è serio, dunque, il problema del monossido di carbonio, che entra in casa, soprattutto quando i tempi di attesa dei treni sono particolarmente lunghi. Ovviamente voler assistere ad una scena, dove un agente del Comando di Polizia Municipale, (ma anche delle altre Forze dell’Ordine) faccia sia opera di prevenzione, facendo spegnere il motore del veicolo, in attesa che transiti il treno, che opera di repressione, elevando il relativo verbale, è cosa alquanto rara. Infatti i caschi bianchi, compresi i neo-assunti, ottimamente diretti dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena, potrebbero “presidiare” un pò di meno le strisce blu, per dedicarsi di più a tale servizio. Anche perché vige ancora in città l’allarme polveri sottili, visto che il Sindaco Lettieri, attraverso l’Ordinanza sindacale n.7 ha limitato, tra l’altro, l’accensione del riscaldamento…

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Spunta l’amianto durante le operazioni di rimozione dei rifiuti: sequestrato un automezzo

Lo scorso 15 maggio un’azienda veniva incaricata dal Comune, con un affidamento diretto, di bonificare una grossa discarica abusiva, in parte già incendiata, ubicata a via Seminario, un’arteria periferica non lontana dal Civico cimitero. Ma si verificava un colpo di scena davvero singolare. La ditta, una volta giunta sul posto e dopo aver iniziato le operazioni di bonifica, si vedeva sequestrare a carattere probativo un automezzo dagli agenti della Polizia Municipale, su disposizione del Magistrato di turno della Procura nolana, informato dei fatti proprio dai poliziotti locali. Secondo quanto fatto trapelare da un gruppo di ambientalisti, la società non aveva l’autorizzazione per rimuovere l’amianto. Il pericoloso minerale veniva trovato sotto la coltre dei vari rifiuti, accatastati illegalmente dai “soliti” scaricatori di turno senza scrupoli. E sarebbero stati gli stessi operai dell’impresa di Casoria, ad allertare i caschi bianchi. Che provvedevano anche a delimitare la stessa discarica. Una mossa preventiva per consentirne la messa in sicurezza. Veniva poi redatta una dettagliata informativa di reato, trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola. Pertanto mentre gli operai, con l’ausilio dei mezzi, stavano togliendo i rifiuti, venivano rinvenute alcune quantità di amianto, sotto forma di eternit, un materiale che dev’essere maneggiato con molta cautela. Ma sempre secondo quanto fatto emergere dagli ambientalisti, la ditta incaricata avrebbe portato via anche l’amianto, utilizzando un “ragno”, una presa meccanica sostenuta dal braccio mobile di una gru piazzata su un camion. L’asportazione dell’eternit con questo strumento inadeguato non passava però inosservata. Gli ambientalisti locali, che in precedenza avevano segnalato alle autorità competenti la presenza della discarica, avvertivano anch’essi la Polizia Municipale della rimozione sospetta, effettuata senza caratterizzare, separando preliminarmente i vari tipi di rifiuti. Nell’area giungeva anche l’ecologista Alessandro Cannavacciuolo. I Vigili Urbani, sollecitati dai cittadini accorsi anche loro sul luogo delle operazioni, dopo aver effettuato il controllo documentale, constatavano l’assenza di autorizzazioni al trattamento dell’eternit da parte della ditta incaricata dal Comune. Risultato: i lavori di bonifica proseguivano ed alla fine venivano sequestrati i rifiuti rimossi e depositati sull’autocarro per il trasporto a discarica e lo stesso mezzo. L’eternit veniva però rimosso solo in parte. Una certa quantità rimaneva a terra. “Già un anno fa – raccontava Cannavacciuolo – abbiamo segnalato con l’associazione Volontari Antiroghi la presenza diffusa di amianto nella zona. Ma il Comune…

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Di nuovo la rubrica La Foto del Mese presente sul quotidiano “Roma”

La rubrica di questa testata giornalistica, denominata “La Foto del Mese” approdava di nuovo, giovedì 22 maggio, sulle pagine del quotidiano “Roma”, pronto a riprendere l’imbarazzante situazione da noi evidenziata sul numero del 21 maggio scorso, ossia quella della presenza di una discarica abusiva di contenitori di vernice, provenienti dai lavori per il rifacimento ed il ripristino della segnaletica stradale orizzontale presente sul territorio comunale. Rifiuti da attività di servizio speciali e pericolosi, tossici ed infiammabili, che vanno smaltiti attraverso aziende specializzate. Rifiuti illecitamente stoccati al piano seminterrato del Comune, nei pressi dell’autoparco comunale, che comprende anche i mezzi in uso al personale del Comando della Polizia Municipale!! Impossibile, pertanto, non vederli! E non sapere, che si viola l’art.193 del Decreto Legislativo n.152/2006. Ecco quanto riporta il noto quotidiano nel proprio articolo. “Incredibile ma vero. Nel seminterrato del palazzo municipale a ridosso dell’autoparco comunale (dove vengono parcheggiate anche le auto della Polizia Locale), da tempo è stata creata un’area di deposito per lo stoccaggio incontrollato di materiale tossico e nocivo, senza porre in essere alcuna norma di prevenzione. Una misura necessaria per la tutela dell’ambiente e della vita. A portare alla ribalta questo illecito deposito – recitava l’articolo – è stato un noto periodico locale, che ha ricevuto la “soffiata” da un cittadino (o forse da uno dei tanti addetti ai lavori), che ogni giorno attraversano l’area interessata dall’illecito deposito/stoccaggio, consumato da qualche dipendente “indisciplinato”. Un’identica situazione si era già verificata nel mese di aprile, quando sempre lo stesso “delatore” inviò al Direttore responsabile del periodico cittadino la foto di uno stoccaggio illegale di batterie esauste, provenienti dai parcometri cittadini che poi, dopo la denuncia a mezzo stampa, sono sparite nel nulla. Secondo fonti non qualificate, i bidoni stoccati nel seminterrato conterrebbero residui di vernici, di genere tossico e nocivo, (visto che vicino ai fusti è presente il simbolo della fiamma o della Croce di S.Andrea) e sarebbero usati, per delimitare la segnaletica stradale orizzontale cittadina. In ogni modo accanto a questi fusti – aggiungeva l’articolo del quotidiano – ogni giorno transitano non solo gli uomini della Polizia Locale, ma anche la quasi totalità dei politici acerrani, tutti sempre pronti ad indignarsi, salendo subito sulle barricate, a parlare di tutela dell’ambiente. Ovviamente nessuno sa riferire, da quanto tempo…

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Presentata una denuncia per “attentato alla salute pubblica”

Presentata una denuncia per “attentato alla salute pubblica” Un gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle di Acerra, attraverso un comunicato stampa datato 28.05.2019, comunicava di aver presentato una denuncia per ”attentato alla salute pubblica” per la mancata bonifica e messa in sicurezza dell’ex campo rom sito in località “Candelara” dove, secondo i querelanti, vi sarebbero stoccati rifiuti contenenti amianto ed hanno chiesto il sequestro preventivo dell’area. Secondo gli attivisti nell’ex campo Rom, sgomberato nei mesi scorsi dal Comune, dopo le operazioni di rimozione di parte dei rifiuti, non sarebbero stati messi in sicurezza altri rifiuti contenenti amianto. ”Abbiamo presentato diversi esposti in merito alla questione – ha affermato Alessandro Cannavacciuolo, uno degli attivisti – anche in forza di un sopralluogo effettuato dal Dipartimento di Prevenzione servizio di igiene pubblica dell’Asl Na 2 Nord, che ipotizzava la presenza di amianto. Ma visto che le nostre richieste erano rimaste inascoltate, il 20 maggio abbiamo dato mandato ad una società, di effettuare le analisi per l’individuazione di eventuale presenza di amianto su campioni di rifiuti prelevati nel sito, che hanno dato esito positivo. Per questo chiediamo il sequestro preventivo dell’area, la predisposizione di accertamenti da parte dell’Arpac e dell’Asl, per confermare la presenza di amianto e scongiurare rischi per la salute pubblica e di accertamenti, finalizzati alla possibile contaminazione della falda acquifera superficiale”. L’ormai ex campo rom abusivo fu sgomberato nella mattinata del 27 febbraio scorso, a seguito dell’abbattimento delle baracche irregolari, realizzate su un terreno privato, in ottemperanza all’Ordinanza dirigenziale n.83 del 28.11.2018, emessa dal Dirigente all’Urbanistica e che scadeva il 1 marzo scorso. Nei giorni successivi, anche con la collaborazione della ditta, che si occupa del servizio cittadino di igiene urbana, si provvedeva alla caratterizzazione ed alla rimozione dei rifiuti provenienti dalle demolizioni, per un importo pari a 39.853.00,00 euro. Già in data 23.03.2019 detto ambientalista presentò un esposto-denuncia indirizzato, tra gli altri, alla Procura Nolana, al Ministero dell’Ambiente e all’Arpac, avente ad oggetto le emissioni in atmosfera di sostanze pericolose, la gestione illecita di rifiuti e la bonifica senza titoli autorizzativi.

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La Corte Europea sentenzia: niente ampliamento dell’inceneritore di Acerra. Anche Auriemma esulta

Il giudizio della Corte di Giustizia Europea, emesso lo scorso 8 maggio e con il quale ha sentenziato per il No a nuovi inceneritori e per lo stop all’ampliamento di quelli esistenti, peserà sui destini non solo dell’impianto sito in località “Pantano”, ma sull’intero sistema di smaltimento dei rifiuti in Campania. I giudici del Tribunale che ha sede in Lussemburgo hanno infatti bocciato il Decreto SbloccaItalia del 2016, dando ragione ai Comitati ambientalisti, che avevano fatto ricorso. Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, ma anche all’aumento dei quantitativi di rifiuti da bruciare in quelli già operativi, senza una Valutazione di Impatto Ambientale Strategica. Saranno bloccati di fatto la realizzazione di un nuovo impianto in Campania (8 in tutt’Italia), previsto dall’allora Governo Renzi, per soddisfare lo smaltimento dei rifiuti ed è a rischio anche la costruzione di una quarta linea per l’inceneritore di Acerra, predisposta dal Governatore Vincenzo De Luca. Soddisfatti ovviamente i Comitati e le associazioni ambientaliste accorsi in massa in Lussemburgo e legalmente rappresentati dall’Avvocato Carmela Auriemma, Consigliere comunale eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle. La quale, all’indomani della sentenza, dichiarava: “Oggi Davide ha battuto il Golia della lobby dell’incenerimento. In Italia c’è chi ha creduto di poter costruire 8 nuovi inceneritori ed aumentare il quantitativo, che attualmente si brucia in quelli esistenti, senza neanche fare la Valutazione Strategica Ambientale (Vas). Ma la giustizia europea ha detto chiaramente, quello che noi sosteniamo da anni: il Decreto Sbloccaitalia e la sua normativa attuativa violano la direttiva Ue relativa alla VAS”. E’ noto, infatti, che l’anno scorso il Tar del Lazio accolse parzialmente il ricorso di una serie di associazioni ambientaliste sul Decreto “Sblocca Italia”, che autorizzava a conferire negli inceneritori 750 mila tonnellate di rifiuti all’anno, in luogo delle 600 mila indicate dall’Europa. Una serie di associazioni come “Verdi Ambiente e Società”; “Movimento Rifiuti Zero”; “Comitato Acerra Donne del 29 Agosto” e “Mamme di Venafro” portarono davanti al Tribunale Amministrativo i Decreti attuativi della legge Sblocca Italia, pubblicati nel 2017. Il ricorso contestava la politica italiana, che predilige il ricorso agli inceneritori, sia autorizzando la costruzione di 12 nuovi impianti, che aumentando la quantità dei rifiuti, che possono accogliere fino alla soglia delle 750 mila tonnellate. Secondo gli ambientalisti questa quantità supera la quota massima consentita dall’Europa, ossia le…

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