Autore: Redazione

Italia dei Valori riapre al dialogo con la maggioranza

Una dichiarazione di rottura tra il gruppo consiliare e quello che era il rappresentante in Giunta comunale di Italia dei Valori si evinceva dalla nota stampa inviata dal partito di Di Pietro, che faceva intendere, anche se non a chiari lettere, che il problema di IdV con l’amministrazione poteva essere rappresentato dallo stesso suo ex Assessore. Di conseguenza arrivavano spiragli per una ricomposizione del quadro politico della maggioranza e del rapporto tra la stessa e l’Idv. “La relazione politica e programmatica del Sindaco Esposito – recita la nota firmata dai Consiglieri La Montagna e D’Anna e dal portavoce Brasile – svolta in Consiglio comunale in occasione del Bilancio di previsione, ha ricompreso una serie di questioni sollevate da Italia dei Valori nel proprio manifesto affisso in città. Non potevamo non cogliere positivamente i segnali di apertura, che sono arrivati dal primo cittadino e dai gruppi consiliari della maggioranza e, di conseguenza, per consentire che il dialogo prosegua, abbiamo scelto di votare favorevolmente gli emendamenti, uscendo dall’aula al momento del voto finale su Bilancio di previsione. D’altronde finanziare l’Osservatorio comunale sull’impatto dell’inceneritore sulla salute umana, sostenere economicamente le politiche per il diritto all’educazione sportiva, incentivare i prodotti tipici dell’agricoltura locale, non poteva lasciarci indifferenti, facendo prevalere una politica di contrapposizione sterile, che non è utile per la nostra città. Finalmente inizia la fase di rilancio, mettendo al centro del dibattito politico i principali problemi della nostra comunità: non abbiamo dubbi che il Sindaco, senza ulteriori attese, avvierà una riflessione comune con le forze della maggioranza. La posizione del gruppo consiliare di IdV, condivisa anche dal portavoce, è stata assunta dentro al mandato ricevuto a seguito degli incontri della maggioranza successivi alle dimissioni del nostro rappresentante in Giunta. Posizioni pubbliche, non condivise col gruppo consiliare, unilaterali da parte del Coordinatore di Italia dei Valori, non ci vincolano né ci faranno cambiare linea politica. Una linea politica – conclude il comunicato – che è rispettosa del mandato ricevuto dagli elettori, che non apre e non chiude ad un rapporto organico con la maggioranza, che è rispettosa della nostra identità di forza del centrosinistra”.

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Questione allevatori: ancora nessuna possibilità alla ripresa dell’attività

Ancora in primo piano la questione della famiglia Cannavacciuolo, ex allevatori di ovini e protagonisti, unitamente alla famiglia Gerlando, di infinte battaglie giudiziarie e di proteste con le loro greggi al seguito, in merito alla volontà di voler riprendere la loro attività di allevatori. Il sig,Mario, già il 7 ottobre dell’anno scorso aveva scritto al Sindaco Esposito, all’Assessore all’Ambiente Marangio ed al Presidente del Consiglio comunale una lettera, alla quale erano allegate una serie di ordinanze emesse nel corso degli anni di divieto del pascolo vagante su tutto il territorio comunale agli erbivori stanziali e transumanti e con la quale chiedeva di conoscere lo stato della situazione, anche e sopratutto al fine di poter riprendere l’attività. La risposta negativa venne dalla Conferenza dei Servizi, svoltasi in data 04.02.2010 presso il Comune ed alla quale partecipavano le parti interessate. Infatti la Conferenza stabiliva “l’impossibilità della revoca delle ordinanze di divieto di pascolo vagante ed il rinvio ad un’eventuale nuova comunicazione per un possibile progetto a stabulazione fissa, in collaborazione con i servizi veterinari”. Durante l’incontro il Dott.Pecoraro specificava che i Servizi Veterinari avevano proposto all’Assessorato regionale alla Sanità – Settore Veterinario la revoca delle Ordinanze di divieto di pascolo vagante, in essere in taluni Comuni del territorio dell’ex Asl Na 4. La Regione, con nota del 4.6.2008, specificava di non condividere tale proposta. La Dr.ssa Agrello, dal canto suo, riferiva di non avere dati per superamento di CSC per la Contrada “Pagliarone”, sito nel quale era localizzata l’azienda di allevamento ovini Cannavacciuolo. Unico punto a favore dei pastori era la disponibilità mostrata dal Servizio Veterinario alla proposta avanzata dal legale rappresentante degli allevatori, Avv.Lanciano, di poter effettuare stabulazione fissa, con individuazione e stanziamento di un’area nel Piano regolatore. Una nuova Conferenza dei Servizi si teneva lo scorso 30 giugno e vi prendevano parte: l’Ente comunale, rappresentato dal Segretario Generale, nonché Dirigente del settore Ambiente Dr.ssa M.Piscopo; la famiglia Cannavacciuolo; i Servizi Veterinari dell’Asl Na3 Sud nelle persone del Dott.A.Crimaldi e della Dott.ssa D.Carlino; l’Arpac, rappresentata dalla Dott.ssa F.Giovinazzi; il Direttore del servizio Veterinario L.Vallefuoco ed i rappresentanti dei comitati ambientalisti locali, tra cui il Consigliere Liguori. L’esito della Conferenza? Si stabiliva nuovamente l’impossibilità della revoca delle ordinanze di divieto di pascolo vagante per la presenza di diossina ben oltre…

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Il giovane ex allevatore punta il dito contro il Comune

A conclusione della Conferenza era amaro lo sfogo di Alessandro Cannavacciuolo, il quale dichiarava: “Siamo stati costretti a rinunciare. Oltre al danno economico c’è anche l’umiliazione di tanti sacrifici. Ma lotteremo, perché l’inquinamento da diossina in zona Asi non lo abbiamo provocato noi. Dove sono le bonifiche, gli interventi ed i monitoraggi del Comune? Aria fritta. La Montefibre, i Pellini ed altre aziende hanno devastato il territorio ma il Comune non interviene e noi paghiamo le spese, tant’è che siamo in ginocchio. Volevamo solo svolgere un’attività tramandata di generazione in generazione e che è l’unica che sappiamo fare. Asl ed Arpac – proseguiva l’ex allevatore – dicono che mancano nuovi elementi sulle bonifiche e sul superamento della soglia di contaminazione, come conferma una nota della Regione Campania del 25 giugno. Chi doveva fare queste bonifiche? Che il sito fosse inquinato lo sappiamo fin dal 2004. Però autorizzano gli agricoltori a coltivare negli stessi campi e a vendere i prodotti. Si poteva dimostrare che il terreno in contrada Pagliarone fosse immune, ma a nostre spese, dato che risulta dell’Asi. Il Comune non sa nemmeno dimostrare che quell’area è privata. Da quando ci hanno sequestrato il gregge nel 2003, non abbiamo potuto vendere nulla, né latte, né lana, né pecore. Gran parte degli indennizzi ricevuti sono serviti per sanare i tanti debiti accumulati in 7 anni ed il Governo deve ancora risarcirci. Ne prendiamo atto ed agiremo di conseguenza”. Restano necessari comunque il monitoraggio e la caratterizzazione dell’intera zona Asi, il cui costo ammonta a 400mila euro, mentre la caratterizzazione dei suoli dei Cannavacciuolo dovrebbe avvenire a loro spese. Intanto, in merito alla contaminazione da diossina, lo scorso 5 luglio veniva depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Nola, con il quale le associazioni e i comitati ambientalisti mirano a bloccare la vendita dei prodotti agricoli e ad accertare, se si siano verificati degli omessi controlli da parte del Comune, nel mancare di effettuare sopralluoghi e controlli tecnico-scientifici che, secondo i comitati, sono di pertinenza dell’Ente di Viale della Democrazia.      Angelo Rega

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Lettieri: “Le fibrillazioni che minano la stabilità dell’amministrazione non servono alla città”

In relazione all’approvazione del Bilancio di Previsione 2010 da parte della maggioranza, guidata dal Sindaco Esposito, alle critiche della minoranza facevano da contro-altare le parole del Presidente del Consiglio comunale Lettieri. “Quest’amministrazione ha una maggioranza – spiegava il Presidente – che corrisponde a quella uscita dal risultato elettorale di giugno dell’anno scorso. Relativamente alla fuoriuscita dalla coalizione di governo di Italia dei Valori ed al passaggio nel Gruppo Misto del Consigliere del PD Zito, considero le riflessioni fatte in pubblico da Idv ed in aula da qualche Consigliere comunale come uno sprono, per migliorare l’attività politica da porre in essere, perché questa città ha bisogno di un governo stabile. Le fibrillazioni che minano la stabilità e lasciano passare un messaggio di precarietà e poca longevità di quest’amministrazione – proseguiva Lettieri – non sono utili alla città, in quanto la classe politica dev’essere impegnata, ognuna nel proprio ruolo, ad amministrare Acerra. Non può ridursi tutto sempre e solamente ad una continua campagna elettorale. La città deve cogliere dei risultati e non vivere di promesse”. In merito all’argomento del momento, ossia alla realizzazione dell’impianto natatorio a via De Rosa, l’esponente di maggioranza precisava: “Il mercato non può essere da ostacolo alla realizzazione di una struttura necessaria per Acerra. La piscina è sintomo di buona amministrazione, perché bisogna dare merito a quella passata di averla progettata ed appaltata. Oggi, in continuità, si coglie il risultato: bisogna fare in modo che inizino i lavori”.

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Riceviamo e pubblichiamo

Ho iniziato la mia esperienza politica, militando nel partito Socialista ed avevo già partecipato alla precedente tornata elettorale, conseguendo un discreto risultato. A seguito della fusione dei socialisti con i DS locali e forte di questo risultato, ho cercato in tutti i modi di mettere tutto quello che avevo a servizio della città e del partito. Per l’ultima campagna elettorale, capitata nel mezzo della nascita del Partito Democratico, insieme ad un gruppo di amici abbiamo messo in piedi un progetto politico nuovo, che aspirava a dare nuova linfa alla coalizione capeggiata da Tommaso Esposito. All’indomani delle elezioni, consapevole del risultato elettorale ottenuto (primo degli eletti nella lista del PD), nel rispetto di tutte quelle persone che, con il loro voto, mi hanno dato la responsabilità dell’innovazione, ho chiesto che la nuova amministrazione, che andava a formarsi, fosse effettivamente forte ed innovativa, ma purtroppo ho dovuto prendere atto, con il passare delle ore, che la speranza restava tale. Il partito Democratico, a cui la città aveva riconosciuto il ruolo di guida della coalizione, invece di assumere e capitalizzare quanto conferitogli, era continuamente distratto dalle lotte interne, finalizzate ad affermare le vecchie logiche di potere o di appartenenza. Durante questo primo anno di esperienza politica/amministrativa, per quanto mi è stato possibile, ho cercato senza tregua di perseguire l’obiettivo iniziale, ma con scarsi risultati, in quanto non importa se ero l’unico elemento nuovo del gruppo consiliare del PD, non importa se ero il primo degli eletti, ma era solo importante che né il sottoscritto e né chi mi è sempre stato vicino, non apparteneva al gruppo storico dei DS e quindi venivo puntualmente isolato politicamente. A questo punto tutte le speranze si sono riversate sulla nascita del PD. Ma come già stigmatizzato dall’amica Antonella De Maria, Delegata Regionale all’assemblea del PD, in un recente manifesto il Pd si è arenato, nonostante la passione e la disponibilità di tanti cittadini, anche se non provenendo dagli ambienti di partito, che hanno messo tutta l’anima per aiutare la nascita di un nuovo soggetto politico, capace di aprire a tutte le esperienze politiche,  sociali e culturali. La scelta di non votare il bilancio, presentato nell’ultimo Consiglio comunale, è stata determinata dal fatto che lo stesso non segnava quell’auspicato cambio di passo netto e deciso, di…

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EDIZIONE INTEGRALE DEL 5 LUGLIO 2010

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Piano Casa: a breve arriveranno le linee guida della Regione Campania?

Torniamo brevemente ad occuparci della legge n.19 del 28 dicembre 2009, più nota come Piano Casa, con cui la Giunta regionale della Campania approvò le norme relative agli interventi per il rilancio economico, la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la prevenzione del rischio antisismico nonché la semplificazione amministrativa. Un provvedimento con il quale la Regione ha inteso, tra l’altro, contrastare la crisi economica e tutelare i livelli occupazionali attraverso il rilancio delle attività edilizie ed il miglioramento della qualità architettonica ed edilizia; favorire l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; abbattere le barriere architettoniche; incrementare, in risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata, anche riqualificando aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali. Piano Casa approvato dall’attuale amministrazione comunale durante il Consiglio comunale del 27 febbraio scorso. Nel far proprio il provvedimento urbanistico, il Civico consesso emendò la Delibera di Giunta comunale n.22 del 22.02.2010 con due emendamenti. Il primo recitava: “Tutti i progetti di ricostruzione, di cui alla legge regionale 19/09 art.5 che ricadono all’interno del nucleo di antico impianto, dovranno mantenere inalterato l’impianto tipologico di contesto”. Il secondo recitava: “Si impegna l’Amministrazione comunale a garantire la piena coerenza degli atti amministrativi in materia urbanistica, in particolare tra il dispositivo della Delibera di Giunta n.22 ed il nuovo Piano Urbanistico comunale, tenendo conto del processo di urbanistica partecipata”. In attesa che la Regione emani le linee guida, con le necessarie note esplicative, durante la seduta del 10 giugno scorso la Commissione consiliare Politiche del Territorio, presieduta dal Consigliere N.Stellato ed alla quale partecipava anche il Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro, si affrontava anche la questione sottotetti. Il dibattito produceva un atto d’indirizzo al Dirigente, in modo da consentirgli di richiedere delucidazioni agli organi sovracomunali sui punti più delicati del dispositivo legislativo regionale. Il Dirigente, su proposta anche del movimento Lista Trenta, incaricava due dipendenti della sua Direzione di occuparsi specificatamente della tematica. Infatti, come ricorda l’Arch.Sassone, “c’è il rischio che, una volta ottenuti i dovuti chiarimenti regionali, il III piano del Comune venga investito da un’ondata di richieste di autorizzazioni urbanistiche, alle quali non si riuscirà a far fronte, aumentando il numero delle pratiche in via di istruttoria”. Lista Trenta, inoltre, ritiene inopportuno concentrare la…

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Il Tribunale sentenzia che Cuono Pellini deve pagare ai Cannavacciuolo 100 mila euro

Abbiamo più volte scritto che l’impianto sito in località Lenza-Schiavone e di proprietà della “Pellini srl” ha procurato non pochi grattacapi al noto gruppo imprenditoriale locale. Com’è noto l’impianto era stato la causa della sentenza di condanna (la n.1921/2008) emessa dal Tribunale di Nola nei confronti dell’imprenditore Cuono Pellini, titolare della “Pellini s.r.l.”, ad una pena di tre anni di reclusione; al pagamento di 15mila euro di ammenda per i reati di realizzazione di discarica abusiva, immissioni di esalazioni moleste e costruzione ed attivazione di impianto in assenza di autorizzazione all’inquinamento atmosferico ed al pagamento di una provvisionale di 100.000,00 euro in favore degli allevatori Mario e Vincenzo Cannavacciuolo (quest’ultimo morto di tumore qualche anno fa). Impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti ed oggetto di varie ingiunzioni di pagamento avanzate dal gruppo imprenditoriale e notificate al Comune (la somma complessiva che la ditta Pellini srl ha richiesto ormai ammonta ad oltre 11 milioni di euro, comprensivi di interessi, per il periodo che intercorre dal 15 novembre 2002 al 31 dicembre 2009). Somme contro il cui pagamento il Comune si è sempre opposto, costituendosi in giudizio. Un verdetto di condanna contro il quale l’imputato ha presentato ricorso in appello. Tornando all’impianto, che ha una dimensione di 15.000 mq; che fu sequestrato nel gennaio del 2006 dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Dr.ssa Maria Cristina Ribera e per l’utilizzo del quale il Comune pagava 5000,00 euro al giorno, occorre dire che contro il pagamento dei 100 mila euro ai suddetti allevatori il sig.Cuono, rappresentato e difeso dall’Avv.F.Acampora, l’anno scorso propose ricorso al Tribunale nolano, con cui chiedeva l’annullamento dell’atto di precetto notificatogli, per omessa indicazione della notifica del titolo esecutivo e per non aver indicato nell’intestazione del predetto atto di precetto, benché quest’ultimo costituisca atto di parte, l’autorità giudiziaria del Tribunale di Nola. Ovviamente i membri della famiglia Cannavacciuolo, regolarmente costituitisi e rappresentati e difesi dall’Avv.G.Bianco, negavano la nullità del precetto, perché il titolo esecutivo era facilmente identificabile dalle altre indicazioni nello stesso contenute e sostenevano che il titolo esecutivo, unitamente ad altro atto di precetto, era stato notificato all’opponente in data 05.05.2009. “L’opponente ha contestato la nullità dell’atto di precetto, perché non indicava la data di notifica del titolo esecutivo (la sentenza n.1921/2008 del Tribunale di Nola,…

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Igiene Urbana: si procede tra disservizi, ricorsi e proteste

In merito all’interminabile vicenda che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, sullo scorso numero vi riferimmo dell’espletamento della gara relativa al periodo di cinque anni, il cui l’importo a base d’asta era stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Delle tre offerte economiche pervenute al Municipio da parte delle tre imprese partecipanti (Ego Eco, Senesi spa ed Ecologia Falzarano srl), il plico della prima non veniva aperto, mentre durante la seduta del 16 giugno venivano aperte le buste delle altre due imprese, con l’esame delle offerte economiche. Non essendo ammessa a questa fase della gara la Senesi (perché priva dei requisiti richiesti dal bando e della quale non c’era nessun rappresentante alla gara), l’unica busta che veniva aperta era quella della Falzarano, proclamata aggiudicataria provvisoria e la cui offerta al ribasso, praticata sul suddetto importo, era appena dell’1,86%. Un ribasso che suscitava più di qualche perplessità. Adesso, in attesa che si esprimano gli organi giudiziari, a seguito dei ricorsi al TAR Campania annunciati contro il Comune dalle due società escluse dalla gara, l’obiettivo era puntato su ciò che maggiormente colpisce il cittadino-contribuente, ossia la qualità del servizio reso dall’impresa che opera in città. Perciò abbiamo riscontrato (con l’ausilio di qualche immagine), la qualità insoddisfacente e carente del servizio reso attualmente ad Acerra dalla società sannita nelle sue prime settimane di lavoro e che coinvolge indistintamente tanto le periferie quanto il centro storico. Riscontri effettuati anche da personale della Polizia Municipale, che è deputato al controllo del corretto svolgimento del servizio. Mancato spazzamento (spesso reiterato) di strade e marciapiedi; campane di vetro svuotate, solo quando ormai tracimanti; persistenza di ingombranti per giorni interi (materassi, elettrodomestici e suppellettili varie la fanno da padrone); lavaggio dei cassonetti a singhiozzo o inesistente; raccolta differenziata che torna ad assestarsi su percentuali risibili e bassissime; assenza di un numero verde, che l’impresa deve obbligatoriamente attivare ed al quale il cittadino può telefonare ed inoltrare le proprie richieste; mancata distribuzione dei sacchetti in un’area urbana raggiungibile dall’intera comunità; mancato lavaggio delle strade ecc. E tanto altro ancora. Emblematica di ciò che stavamo dicendo è la foto n.1 relativa alla campana di vetro allocata a via Manzoni ormai ricolma, con le buste…

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Scontro in città su mercato settimanale o piscina comunale

E’ di certo un argomento, che ha una valenza socio-economica e culturale notevole e che riguarda migliaia di persone tra operatori commerciali, acquirenti ed amministratori comunali. Il riferimento è al mercato settimanale di via Clanio, la cui sede dovrebbe essere allocata, stando a quanto prevede il Siad attualmente in vigore, nel quartiere Madonnella, nell’area conosciuta come “fungo”, che ha una superficie di 8400 mq, in via provvisoria o in via definitiva (dalla documentazione prodotta ciò non si evince con chiarezza). Un’area raggiungibile attraverso viabilità cittadina da più punti di Acerra ed al centro della quale insiste un manufatto realizzato per serbatoio idrico, a ridosso del quale esiste una manufatto, totalmente vandalizzato, adibito a servizi igienici. Ma non mancano le polemiche e le contrapposizioni, tra chi è favorevole allo spostamento del mercato del sabato in un’altra area della città e chi, invece, vuole lasciarlo nell’attuale area urbana anche per il futuro. L’esigenza del trasferimento degli esercenti dall’attuale sito alla periferia, com’è noto, è dovuta all’inizio dei lavori della costruenda piscina comunale, con annesso campo polivalente ed aree a verde attrezzato, da parte dell’impresa aggiudicataria dell’appalto. Un’opera da 4.554.000,00 euro per un finanziamento assicurato per 3 milioni di euro dal contributo erogato dall’Amministrazione provinciale di Napoli e per la restante somma da un finanziamento concesso dalla Regione Campania. Ma sono molti gli ostacoli che si frappongono tra l’avvio dei lavori e la risoluzione della questione mercato settimanale, al di là delle perplessità di avere una struttura sportiva in pieno centro cittadino. Come rilevato dall’Assessorato al Commercio, dall’elenco degli assegnatari di posteggio al mercato del sabato, allegato alla Delibera di Consiglio comunale n.8 del 29.03.2001, si evince che essi risultano essere complessivamente 157, distinti tra 43 alimentaristi e 114 non alimentaristi (in vero sarebbero 174, comprendendo gli spontisti ndr). La suddetta area nel rione Madonnella è stata misurata e sulla stessa è stato ipotizzato una superficie indicata disponibile (layout) di lotti di vendita in uso ai vari operatori del mercato. I lotti, raggruppati per categorie merceologiche e sistemati in modo da consentire una viabilità interna dell’utenza, sono in tutto 140. Perciò rimarrebbero fuori dall’area così disposta 17 operatori. Altra questione sarebbe quella relativa ai parcheggi, in uso sia ai mezzi degli operatori commerciali che agli avventori del mercato, che vanno disciplinati…

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