Autore: Redazione

Al Ristorante “La Lanternina” protagonisti Fabio Brescia e la buona cucina

Cena spettacolo, quella dello scorso 4 marzo, al Ristorante-Pizzeria “La Lanternina”, sito ad Acerra alla via Vitt.Veneto, 69. Una serata trascorsa tra buona cucina, divertimento ed allegria dai buongustai e dagli amanti del cabaret, grazie al titolare dell’attività commerciale, Vincenzo Feldi che, coadiuvato dai suoi collaboratori, ha trasformato in un’ottima cena il menù, che aveva proposto alla sua clientela per la suddetta serata, pubblicizzata da vari mezzi di comunicazione e che ha avuto in Fabio Brescia e nel personaggio simbolo da lui interpretato, “Deborina” il momento clou dell’intero evento. Tra i tavoli, ai quali sedevano non solo nostri concittadini, ma anche avventori provenienti dai Comuni limitrofi, si è aggirata la star di radio Marte che, con un linguaggio molto colorito ed un uso di vocaboli non certo raffinati ed eleganti, ha raccontato e cantato episodi di vita comune, improntati all’esagerazione ed alle battute triviali, comunque di quelle consentite. Un’ora quasi di spettacolo, che ha fatto da ponte tra la prima e la seconda parte della cena, che anche questa volta è stata preparata con la formula della bontà dei prodotti utilizzati, unita ad un buon servizio offerto alla clientela ed alla vasta gamma di pietanze proposte, com’è nello spirito del titolare del locale. Il noto artista, che sta conoscendo un momento di grosso successo e che è molto richiesto per serate, eventi ed occasioni varie, con la sua oratoria coinvolgente, ha dato vita ad una performance molto seguita ed inframmezzata dagli applausi del pubblico. Proposti alcuni degli sketch cabarettistici da lui realizzati e raccolti nel cd che ha realizzato e che stanno facendo la sua fortuna. Parrucca dai capelli rigidamente biondi e ricci, gonna e calze alla Pippi calzelunghe e scarpe femminili, hanno costituto il look di una delle voci radiofoniche più seguite su radio Marte. Alla fine foto ricordo per tutti, mentre il dolce ed il caffè chiudevano le pietanze gastronomiche consumate durante la cena spettacolo. Un’organizzazione curata nei minimi particolari, l’opportunità di trascorre una serata alternativa e la possibilità di avere in un locale della propria città un personaggio dello spettacolo, sempre impegnato nei suoi show di varietà hanno riscontrato l’indice di gradimento dei banchettanti, mostrato ed esternato con complimenti ed apprezzamenti  rivolti al titolare, nonché chef del noto locale e all’intero suo staff di collaboratori….

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Comunicato stampa. L’Italia condannata dall’Europa

E’ grande la nostra soddisfazione. L’imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L’Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti “hanno messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all’ambiente”. Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea, in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni. Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un’emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell’ambiente. In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie. Non è stato così in Italia ed in Campania, dove i Governi di destra e di sinistra, succedutesi in questi anni, hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli. La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti. La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente, che le consenta di uscire dall’emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee. Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dov’è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall’ultimo decreto in materia! L’inceneritore di Acerra rappresenta l’emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale, consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell’impianto, sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare 2,5 milioni di euro al mese. La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato, che ci da la forza ed il coraggio di continuare…

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Il Vescovo Riboldi non scarta l’ipotesi dello “sciopero del voto”

“Ai politici bisogna dire: o ascoltate la nostra voce o non vi votiamo più”. Il Vescovo emerito di Acerra, Mons.Riboldi, ipotizza addirittura uno “sciopero del voto”, affinché al Sud si dia un forte segnale di cambiamento, dopo che si è parlato di inadeguatezza della classe dirigente. “In 50 anni nel Mezzogiorno ho visto solo proclami ed errori – afferma il prelato – fabbriche nate e chiuse, terreni agricoli devastati, patrimonio storico-culturale in abbandono. Le mafie hanno avuto terreno fertile, arato dallo Stato e da un sistema di corruzione e di collusioni impostato con straordinaria efficacia. Ora occorre tagliare i ponti, anche quelli tra le nostre chiese e la cultura mafiosa, che spesso dimostra di essere devota. Mai nessuno ha taglieggiato le mie chiese, ma non accade dappertutto. La camorra domina i cuori e le menti – chiarisce il Vescovo – ed impedisce ai bambini di andare a scuola, perché è lei che li vuole educare. Cutolo diceva che la camorra è come Robin Hood: toglie ai ricchi per dare ai poveri. Se la scuola non contrasta questa cultura dell’illegalità come strumento di protezione sociale, non ci sarà futuro per il Sud e neppure per l’Italia. Se serve, si dovrà fare anche uno sciopero elettorale. I cristiani al sud devono svegliarsi e non cercare l’assistenzialismo”.

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Il Prof.Casoria lascia il suo incarico di sub-coordinatore del Pdl di Acerra

E’ stato attraverso una lettera, inviata in data 9.2.2010 al Commissario del Pdl di Acerra, Dott.Antonio Vetrella, che il Prof.Vincenzo Casoria gli ha comunicato la decisione di rimettere l’incarico di subcoordinatore della locale sezione del Pdl. Ecco di seguito il testo della lettera. “La Politica, così come l’ho vissuta ed interpretata in circa cinquant’anni d’impegno militante, non riesce più a trovare riscontro alcuno in una diversa realtà, qual è quella attuale, che vede totalmente stravolta e sfigurata l’idea stessa della Politica, del suo profondo valore civile ed etico. Tale stravolgimento è in continuo divenire per varie cause, non ultima il diffuso prevalere di un individualismo parossistico, assolutamente privo di ogni radicamento culturale, ideale e morale, che impedisce alla Politica di connotarsi di grandi, profondi valori, capaci di suscitare ed alimentare fervide passioni politiche, le sole idonee ad indurre cambiamenti ed evoluzioni sociali, avvertiti, anche se talvolta indistintamente e purtroppo con scarsa consapevolezza, dalla maggior parte dei cittadini. Né ci sia di consolazione il constatare che anche la sinistra, in tutte le sue sfaccettature, soffra di questo male! Il fenomeno più grave, per le esiziali conseguenze che ne potrebbero derivare, è l’assuefazione della gente agli inverecondi comportamenti dei molti aspiranti a divenire, a qualsiasi livello, protagonisti della vita politica, o che, già divenuti tali, spudoratamente operano con il palese intendimento di tutelare, proteggere ed accrescere l’esito del perseguimento di sfacciati interessi personali. E lo fanno ormai senza neppure preoccuparsi più di tanto, di mascherarsi dietro un’ipocrita cortina di valori, principi, ancorché traditi nella prassi quotidiana, che potrebbero in qualche modo nobilitare il loro ruolo politico. E’ questo oggi lo snodo centrale della politica, così come attualmente concepita. I partiti, tutti, (e non vale il detto: Mal comune mezzo gaudio!) sono diventati solamente il veicolo utilizzato da gente senza storia, priva di ogni residuo ritegno, per crearsi aree di potere personale, che mai potranno incrociarsi con gli interessi veri dei cittadini. Non è certamente questa l’occasione migliore per approfondire tematiche di così notevole spessore, ma volendo restringere il campo d’attenzione alla nostra realtà locale, parto proprio da questo tipo di considerazioni, per renderti partecipe del mio profondo disagio circa il mio ruolo nel partito. Avverto oggi un’urgenza, non più gestibile né controllabile, di recuperare definitivamente la mia libertà, quest’ultima non…

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Approvato in Consiglio comunale il Piano Casa, ma ……..

Torniamo a dare risalto alla legge n.19 del 28 dicembre 2009, più nota come Piano Casa, con cui la Giunta regionale della Campania ha approvato le norme relative agli interventi per il rilancio economico, la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la prevenzione del rischio antisismico nonché la semplificazione amministrativa. Un provvedimento con il quale la Regione ha inteso, tra l’altro, contrastare la crisi economica e tutelare i livelli occupazionali attraverso il rilancio delle attività edilizie ed il miglioramento della qualità architettonica ed edilizia; favorire l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; abbattere le barriere architettoniche; incrementare, in risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata, anche riqualificando aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali. E’ il caso di ricordare che la legge n.19/09, pubblicata sul BURC il 4 gennaio scorso, ha validità 18 mesi e consente anche aumenti di cubatura (20%) su edifici esistenti uni o bifamiliari, ma anche su fabbricati composti al massimo da due piani fuori terra; sostituzione edilizia (aumenti fino al 35%) del volume esistente per demolizione e ricostruzione, con tecniche e norme riguardanti il risparmio energetico e le costruzioni in zona sismica; recupero dei sottotetti non abitabili (legge 19/2001 e 15/2000), interventi sugli edifici sanati (a patto che la concessione edilizia sia stata rilasciata nei termini delle leggi nazionali sul condono). Non consente, invece, interventi sugli edifici abusivi, nei centri storici (zona A), nelle aree di inedificabilità assoluta (o a rischio vulcanico e idraulico), riserve naturali, parchi e nelle aree che, nei 60 giorni dopo la pubblicazione della legge, i Comuni dovessero escludere. La legge, dunque, prevede che i Comuni, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla sua entrata in vigore, potevano individuare, mediante deliberazione consiliare, aree del proprio territorio, nelle quali è esclusa la possibilità di applicazione degli art.4-5 e 7 della legge, per motivate esigenze di carattere urbanistico ed edilizio. Ebbene, nonostante che la stessa amministrazione comunale scriva che “occorre salvaguardare le parti storiche della città e che i tessuti antichi di particolare rilevanza sono caratterizzati da un elevato livello di degrado ambientale”, si è rischiato davvero di non approvare in Consiglio comunale la Delibera di Giunta comunale n.22 del 22 febbraio scorso. E ciò, sia perché…

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Piano Casa: due gli emendamenti alla Delibera di Giunta votata dal Civico consesso

Dai criteri restrittivi per la realizzazione del piano casa e propri della relazione istruttoria della Delibera n.22, infatti, emerge chiaramente che non si potranno abbattere i vecchi edifici del centro storico e le masserie. Sarà possibile ricostruire palazzi storici e case rurali, solo nel caso che siano semidistrutti o che le trasformazioni edilizie intervenute negli anni abbiano reso irriconoscibile i caratteri architettonici originari. “Vogliamo preservare l’identità urbanistica e culturale della città, perché solo così è possibile non rinunciare alle nostre radici – spiegava la fascia tricolore alla vigilia del Consiglio comunale flop.- Abbiamo un patrimonio urbanistico e storico di straordinaria importanza, legato alle radici di una società contadina che non si devono perdere. Il nostro territorio è ricco di manufatti di antico impianto, di notevole interesse ambientale. Sono a tutti gli effetti il completamento rurale della città storica”. Parole pronunciate sopratutto a tutela del centro storico, al quale si era giunti dopo una serie di burrascose riunioni di maggioranza, che vedevano contrapposti da una parte il Sindaco e parte della maggioranza, che fortemente premevano per una salvaguardia totale dei palazzi del centro antico; dall’altra un nutrito gruppo di forze politiche, che invece spingeva per ridurre al minimo l’area inedificabile. Alla fine l’atto amministrativo varato dalla Giunta tagliava fuori da qualsiasi opera di rifacimento tutti i cortili, le case a corte, i palazzi e i palazzotti signorili nel centro storico e lungo la direttrice, che da piazza Castello conduce alla stazione ferroviaria. La stessa tutela è stata riservata alle masserie e ai borghi costituiti da più edifici residenziali e dai mulini, taverne, casine localizzati lungo la rete idrografica e stradale, che dirama a raggiera a partire dal centro urbano. Intanto venivano proposti due emendamenti. Il primo che recita: “Tutti i progetti di ricostruzione, di cui alla legge regionale 19/09 art.5 che ricadono all’interno del nucleo di antico impianto, dovranno mantenere inalterato l’impianto tipologico di contesto”. Emendamento che sostituiva quello che recitava: “Tutti i progetti di ricostruzione dovranno comunque mantenere inalterato l’impianto tipologico ed i caratteri architettonici originari degli edifici demoliti”. L’altro emendamento aggiuntivo recita: “Si impegna l’Amministrazione comunale a garantire la piena coerenza degli atti amministrativi in materia urbanistica in particolare tra il dispositivo della Delibera di Giunta comunale n.22 ed il nuovo Piano Urbanistico comunale, tenendo conto del…

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Le critiche dell’opposizione alla Delibera di Giunta sul Piano Casa

“Il Piano Casa ricade ad Acerra in un momento, in cui l’economia locale è al collasso – affermava il capogruppo del Pdl G.Bigliardo – ed in questi 60 giorni mi aspettavo una Delibera di Giunta proposta al Consiglio comunale frutto di confronti tra maggioranza, opposizione, tecnici e parti sociali. Ed invece così non è stato ed abbiamo un atto amministrativo, che è un copia-incolla di ciò che è stato deciso per il PUC dalla passata amministrazione. Ed anche stavolta si va avanti a colpi di maggioranza. Siamo ovviamente per la tutela del patrimonio storico ed artistico, ma il nostro voto è contrario, non perché non vogliamo lo sviluppo dell’economia cittadina, ma perché non vogliamo tanti vincoli, che poi non saranno mantenuti. Le autorizzazione dei richiedenti a poter iniziare i lavori, saranno alla base della campagna elettorale di chi si prodigherà nell’assistere i cittadini nell’espletamento delle procedure burocratiche”. Dal canto suo il Consigliere G.De Laurentis dichiarava: “Se due mesi fa la maggioranza avesse approvato nella pubblica assise il Piano Urbanistico comunale, che ritengo valido, allora avremmo avuto una maggiore definizione e tutela del centro storico, soggetto alle indicazioni del Piano Casa. Invece ad oggi il centro antico si muove tra quanto previsto dal Piano Regolatore del 1982, che lo limita al solo Castello Baronale ed il nuovo Piano Urbanistico, che invece lo definisce meglio. Sul punto comunque mi astengo, sperando che l’impatto del provvedimento urbanistico non superi il 50% nel centro storico, anche se resto critico verso la legge regionale approvata il 28 dicembre scorso, in quanto mi sembra una legge frettolosa senza linee guida ma solo con una legge quadro”. Molto critico il Consigliere S.Buonavolontà (Pdl), che diceva: “La Delibera approvata dalla Giunta comunale non affronta per nulla la questione dei sottotetti, molti dei quali sono sottoposti a sequestro, con relativi danni socio-economici per migliaia di cittadini. Acquirenti che hanno comprato una struttura, che gli è stata venduta come civile abitazione, ma che poi hanno scoperto essere non abitabile. Pur sapendo che le Commissioni consiliari sono partite in ritardo, sta di fatto che in due mesi la maggioranza non ha affrontato con i dovuti approfondimenti tale materia”. Duro anche l’intervento del Consigliere Liguori, che sbottava: “La Delibera, così come relata, è una variante al vigente PRG, perché oltre…

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Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore, vorrei richiamare la Sua attenzione su una mia riflessione. Non molto tempo fa, nel mese di giugno 2009, si insediava la nuova Amministrazione comunale. Se non ricordo male, si proposero ben 5 candidati Sindaci alla guida del paese e, per la prima volta, spuntava il fenomeno delle molte liste civiche. Molti volti nuovi prestati alla politica tanto che, nell’occasione, faceva presagire una stagione di crescita non solo politica ma anche culturale. Infatti bastava dare uno sguardo alle varie liste elettorali, per appurare una più massiccia partecipazione di donne e di giovani alla vita politica e nell’aria si avvertiva quella strana sensazione di un maggiore interesse per la cosa pubblica. “Il voltare pagina, il rompere con il passato, il non essere o farsi condizionare da decisioni calate dall’alto, una maggiore trasparenza e legalità”. Erano questi gli slogan in campagna elettorale. Sono trascorsi ormai 9 mesi, da quando la Giunta si è insediata e non si è visto ancora niente. Tutti i cittadini, da queste aspettative, ora si chiedono quali azioni sono state intraprese, in relazione alle tante problematiche che attagliano la città quali, ad esempio: la morsa della pressione fiscale; l’assenza di progetti di investimento; la non attenzione al commercio locale; la problematica del traffico e della sosta; la mancata raccolta differenziata e tutela dell’ambiente; l’assenza di occupazione sul territorio; l’esiguità di strutture per lo sport ed il tempo libero ed il mancato avvio dell’area Pip. Tutte queste tematiche sono attese da anni dalla cittadinanza locale, che aveva riposto un’enorme fiducia nell’attuale Amministrazione comunale ed in particolar modo nel primo cittadino. Se il buon giorno si vede dal mattino, con profondo rammarico dico che rimango deluso di tutto ciò e, come al solito, assistiamo al consueto papocchio all’italiana. Che confusione, sarà perché…..                                                                                          Comitato Politico Pdl C.so Italia                                                                                                                     Il Coordinatore

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Già esclusa dall’appalto dei 5 anni, per la Ego Eco si prospetta la risoluzione contrattuale

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, ci eravamo lasciati all’inizio del mese scorso con la Determina dirigenziale n.159 del 2 febbraio 2010, con la quale la “Ego Eco srl” veniva esclusa dalla procedura di gara relativa all’appalto del servizio di igiene urbana per il periodo di cinque anni. Le motivazioni erano fornite dal verbale, redatto in data 29.01.2010 dalla Commissione di Gara, presieduta dalla Dr.ssa M.Piscopo e che evidenziava la mancanza dei requisiti attestanti la capacità tecnica del Bando di Gara. Infatti, il totale dei servizi resi nel triennio 2006-2008 (a seguito delle verifiche) risulta essere di euro 17.646.975,17 inferiore, quindi, a quanto richiesto al punto 4 del Bando, pari ad euro 20.000.000,00. Risulta pertanto una differenza in meno, per servizi resi, di euro 3.706.352,62. Ma anche la mancata presentazione delle certificazioni rilasciate dai Comuni a prova delle dichiarazioni rese in sede di gara, entro i 10 giorni fissati per l’esibizione delle stesse. Un termine perentorio, così come sancito dalla determinazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. E la mancata esibizione viene considerata una negligenza da parte dell’operatore economico e quindi sanzionata. Una considerazione, sulla perentorietà del termine, suffragata dalla sentenza del Consiglio di Stato n.2482/2002. In merito a questo punto il legale della società laziale aveva eccepito che “in relazione alla mancata esibizione dei certificati dei Comuni, per i quali Ego Eco ha prestato servizio, si evidenzia che il mancato rilascio non è addebitabile alla società, che ha posto in essere tutte le attività indispensabili, per ottemperare alle richieste di codesta Amministrazione…I documenti, di cui si chiede l’esibizione, non sono nella disponibilità della società che è pronta, comunque, ad esibire tutto quanto in suo possesso”. Comunque sia, l’impresa romana veniva esclusa anche a seguito dell’art.48 del D.Lgs.n.163/2006, che recita: “Quando tale prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente dalla gara…ed alla segnalazione del fatto all’Autorità per i provvedimenti di cui…”. A questo punto tale provvedimento aveva ripercussioni anche sulla gara d’appalto indetta dal Comune con procedura negoziata, per l’affidamento del servizio per 4 mesi (13 gennaio-30 aprile 2010), ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle…

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Le controdeduzioni del legale della Ego Eco. Le grane giudiziarie del Dirigente

Ovviamente a contestare il provvedimento dirigenziale arrivavano il 23 febbraio scorso le controdeduzioni del legale della società laziale, l’Avv.G.Marone, che scriveva: “Il procedimento di risoluzione contrattuale avviato dal Comune è illegittimo, perché inficiato da vizi suoi propri, oltre che da vizi relativi alla citata determina dirigenziale. Sotto il primo profilo del tutto inconferente è il richiamo agli art. 38 e 48 del D.Lgs.163/06. L’art.38 prescrive che sono escluse dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti …e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che nell’anno precedente la data di pubblicazione del bando hanno reso false dichiarazioni in merito ai requisiti ed alle condizioni rilevanti per la partecipazione alle procedure di gara e per l’affidamento e sub-appalti risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio. Tale norma non è applicabile al caso di specie – precisa Marone – perché disciplina esclusivamente la fase di aggiudicazione di una gara e la stipula del relativo contratto. Mentre nella specie già vi è un affidamento in corso, che non può essere unilateralmente risolto. Per la stessa ragione non può essere applicato l’art.48, che disciplina il controllo sul possesso dei requisiti dichiarati dai concorrenti per l’ammissione alla gara. In ogni caso nella specie manca la falsa dichiarazione….Secondo il Comune la Ego Eco avrebbe falsamente dichiarato di avere eseguito servizi per oltre 20 milioni di euro, mentre l’importo accertato si attesterebbe su 17 milioni. Non si sarebbe attivata per l’acquisizione delle certificazioni degli enti indicati in sede di gara. Da taluni certificati dei predetti enti risulterebbe la risoluzione del rapporto per gravi e continue violazioni o certificati negativi per servizi resi. Senonchè – scrive il legale – non vi alcuna falsa dichiarazione, perché la Ego Eco, nel partecipare alla gara, ha dichiarato per l’anno 2006 di aver affittato il ramo d’azienda della società C.I.C. e dal bilancio della stessa relativo a quell’anno risultano ricavi per servizi analoghi pari ad euro 5.803.191,23 e per gli anni 2007-2008 e dal bilancio della Ego Eco risultano ricavi pari rispettivamente ad euro 4.791.775,07 e ad euro 10.758.167,49 per un totale quindi di euro 21.353.133,70. La circostanza, poi, che tali importi non corrispondano a quelli risultanti dai certificati rilasciati dalle amministrazioni committenti è del tutto ininfluente, ai fini dell’affidamento, perché quei certificati riguardano i pagamenti effettuati,…

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