Autore: Redazione

Questione canoni idrici pregressi: ancora una sentenza contraria al Comune

Ne è passata di acqua sotto i ponti (è proprio il caso di dirlo) da quando, in merito alla questione acqua, vi riferimmo della Delibera di Giunta Municipale n.22 del 26 gennaio 2007, avente ad oggetto “l’approvazione del Regolamento Speciale per la riscossione dei canoni idrici pregressi”, che consentiva un accordo bonario con il concessionario del Comune di Acerra (Inpa S.p.A) per il servizio di recupero dei canoni idrici. Regolamento che fu poi approvato durante il Consiglio comunale del 28 febbraio. In sostanza i cittadini potevano presentarsi dinanzi ai funzionari dell’Inpa, dove trovavano anche i dipendenti comunali in un arco di tempo di 60 giorni, dal momento in cui il Comune gliene dava avviso. Una sorta di ufficio integrato pubblico e privato. Abolite per tutti more e penalità, l’Inpa doveva rispondere ad ogni cittadino entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, nella quale ciascuno avanzava le proprie osservazioni, contestazioni, difformità ed errori trovati attraverso un apposito modulo. Somme da versare, che potevano essere dilazionate in un massimo di 48 rate. Fermo restando che ognuno poteva sempre rivolgersi ad un legale, per intentare un ricorso avverso il Comune e far valere le proprie ragioni. Ed è quello che hanno fatto, durante questi anni, alcuni cittadini, che hanno poi conseguito sentenze favorevoli e di cui abbiamo dato anche pubblicazione. Tra l’altro l’Inpa ha continuato a creare ansia e disagi al cittadino acerrano, con l’invio di bollette record per il pagamento dell’acqua relative al periodo che va dallo 01/01/2004 al 30/09/2006 e che è motivo dei molteplici malumori e di polemiche. Così come non sono mancate le file dei cittadini dinanzi agli sportelli dell’Ufficio anagrafe del Municipio, che chiedono appositi certificati, atti a dimostrare l’incongruità di quanto scritto e richiesto dalla società di via Castaldi, perché magari si tratta di canoni ampiamente prescritti e pertanto inesigibili. In molti ricordavano, inoltre, che già i primi avvisi inviati dalla società facevano registrare delle imprecisioni, poiché le bollette erano state conteggiate sulla base del nucleo familiare e del consumo forfetario. A questi, poi, si sono aggiunti circa altri 8 mila avvisi, inviati indistintamente a tutti i nuclei familiari acerrani, con il risultato che molti contribuenti sono stati consigliati dai legali, ai quali si sono rivolti, di non tenere in alcun conto gli avvisi pervenuti attraverso…

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Le motivazioni della sentenza favorevole al cittadino ricorrente

L’ultima che abbiamo letto in ordine di tempo (ma pare che ne leggeremo ancora tante), è la sentenza n.300/2009, emessa dal Giudice di Pace di Acerra, Dr.Nicola Ricciuto, a seguito del ricorso proposto dal sig. Mario Riccio (difeso e rappresentato dagli Avv.Francesco Piscopo e Antonio De Matteis) contro il Comune di Acerra convenuto contumace ed avente ad oggetto: domanda di accertamento della prescrizione. I fatti. Con atto di citazione notificato al Comune l’istante conveniva in giudizio, per dichiarare non dovuti gli importi di euro 1219,74 e di euro 264,98, di cui alla richiesta di pagamento inviata dalla “Inpa spa” per conto del Comune e relativa all’anno 1999, per intervenuta prescrizione e, in via subordinata, accertare e dichiarare le somme effettivamente dovute al Comune, con vittoria di spese di lite. “Sulla richiesta attorea di accertamento della prescrizione quinquennale – scrive il Giudice – si rileva che non può esservi dubbio circa l’applicazione, sul caso in questione, della prescrizione breve quinquennale di cui all’art. 2948 Codice Civile, trattandosi di prestazioni da pagarsi periodicamente. E la Corte di Cassazione con la sentenza n.3822/1980 ha stabilito espressamente che sono da considerare prestazioni periodiche i canoni da pagare alla pubblica amministrazione per l’utenza di acque pubbliche. Va evidenziato che il Comune non si è costituito in giudizio e non ha pertanto prodotto alcuna prova di un’eventuale interruzione della prescrizione del diritto per crediti venuta a scadenza nel 1999 e nel 2000. Il giudice non può che accertare l’intervenuta prescrizione del diritto di credito vantato dal Comune in relazione all’anno 1999, l’unico per cui è stata eccepita la prescrizione di parte dell’attore. D’altra parte l’estrema genericità della costituzione in mora – prosegue la sentenza – non consente di individuare esattamente quale parte dell’intero importo richiesto debba essere imputato all’anno ’99. La domanda di parte attrice è fondata, laddove si deduce l’indeterminatezza delle pretese di pagamento da parte della convenuta, in quanto le somme richieste si riferiscono ad un consumo idrico non effettivamente accertato e specificato ma presuntivamente relativo al minimo garantito. Il rapporto intercorso tra le parti va qualificato come contratto di somministrazione, regolato dagli artt.1599 e ss. del Codice Civile. Il fruitore del servizio comunale di acqua potabile deve pagare all’ente erogatore il corrispettivo così detto “minimo garantito”, in quanto l’ente territoriale fornisce…

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Igiene Urbana: ammesse con riserva le società concorrenti alla gara di 5 anni

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, eravamo tutti in attesa dell’espletamento della gara relativa al periodo di cinque anni e la cui seduta si è svolta lo scorso 20 maggio. Ed è noto che il Capitolato d’oneri è stato rivisto e modificato, in particolare nella parte relativa agli automezzi ed in quella relativa agli oneri di impiego della manodopera, nonché in quella relativa ai servizi (compresa la raccolta differenziata porta a porta) ed alla gestione delle isole ecologiche. Pertanto l’importo a base d’asta è stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Tre le offerte economiche pervenute all’Ufficio protocollo del Municipio: quella della Ego Eco, attualmente affidataria del servizio, in virtù dell’Ordinanza sindacale del 29 aprile scorso; quella dell’Ecologia “Falzarano” di Airola (già protagonista del rialzo del 15% formulato sull’importo della gara provvisoria, svoltasi lo scorso 23 aprile e la cui seduta è risultata infruttuosa) e la società “Senesi spa”di Porto Sant’Elpidio (AP). Il primo colpo di scena era rappresentato dal fatto che tutte e tre le imprese concorrenti venivano ammesse con riserva. Nello specifico, il plico inviato dall’impresa laziale non veniva aperto in quanto, recita il verbale della Commissione di Gara, presieduta dal Segretario generale Dr.ssa M.Piscopo, “presso il Tar Campania pende un ricorso avverso il provvedimento di esclusione emesso da questo Ente contro la società Ego Eco e relativo alla gara di analogo servizio ai sensi dell’art.38 del D.Lgs.163/2006 ed è supportato da una recente sentenza della V sez. del Consiglio di Stato (n.1500/2010) sulla legittimità del provvedimento di esclusione di una ditta, resasi inadempiente nell’ambito di una precedente gara. Il suddetto ricorso è stato notificato al Comune in data successiva alla pubblicazione del nuovo bando di gara”. Ma l’impresa romana sarà subito reintegrata, qualora il prossimo 9 giugno il Tribunale dovesse pronunciarsi a favore della sua istanza. Fermo restando la richiesta avanzata alla Commissione dal rappresentante della Ego Eco, di aprire il plico presentato. Si passava, poi, all’apertura delle buste delle altre due imprese, costrette ad avvalersi della formula dell’avvalimento, un istituto legale, ma che testimonia la precarietà dei requisiti necessari propri di chi concorre. Si procedeva così ad esaminare la documentazione amministrativa comprovante il possesso dei…

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Mostra di pittura dal tema: “Rinascere attraverso il linguaggio pittorico”

Una mostra di pittura, che è stata meta di molti visitatori, si è svolta dal 4 all’11 maggio scorsi presso la sala conferenze del Castello Baronale. Alla mostra d’arte collettiva sono intervenuti gli artisti Alfonso Trillicoso, De Rosa Giovanni, Francesco Manzi, Vincenzo Persico e Marco Fratiello e la stessa aveva lo scopo di mettere in risalto il progetto “Rinascere attraverso il linguaggio pittorico”. L’iniziativa, inoltre, è nata dall’esigenza di creare una coscienza alla cultura del territorio del Mezzogiorno d’Italia, il quale versa in gravi condizioni di degrado, che non risparmia neanche la sfera culturale. L’artista, invece, con la sua continua ricerca personale, cerca di mettere in mostra il bello che l’Arte, nella sua accezione generale, genera nelle nostre coscienze e, in quanto linguaggio universale, si pone al servizio della verità sulla natura della nostra cultura. Pertanto gli organizzatori della mostra auspicano un ritorno a quell’antica bellezza, che caratterizzava ogni luogo del Sud Italia, oggi forse irrimediabilmente perduto. Visto l’interesse suscitato nella comunità locale, non è da escludere che gli organizzatori della mostra la ripropongano in futuro.

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Depuratore ex Montefibre: sfiorata la rissa tra operai e comitati ambientalisti

Momenti di tensioni, polemiche e rissa sfiorata davanti ai cancelli dell’ex Montefibre lo scorso 11 maggio, in occasione dell’arrivo della Rai per un servizio giornalistico. Infatti, ad andare vicinissimo allo scontro fisico, erano gli aderenti ai comitati ambientalisti e gli operai dell’ex colosso chimico acerrano, fermo per ristrutturazione ormai dal 2004. A fare da cuscinetto tra le due fazioni contrapposte gli agenti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Sergio Di Mauro. Di certo non sono mancati scambi reciproci di accuse ed insulti, ma alla fine è prevalso il buonsenso da ambo le parti. Oggetto del contendere la realizzazione del depuratore Ngp, autorizzato dalla Regione Campania alla fine di dicembre scorso, attraverso un’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), ma avversato dal Comune e dagli ambientalisti, che sulla questione hanno raccolto circa 2000 firme per indire un referendum popolare. Davanti ai cancelli era presente anche il Sindaco T.Esposito. Nonostante la tensione i giornalisti di Raitre alla fine riuscivano a realizzare il servizio, che sarebbe andato in onda il mattino successivo nell’ambito del programma di «Buongiorno Regione». “Volevamo semplicemente far capire il nostro dramma: se non parte il depuratore, che garantisce sicurezza e tutela dell’ambiente, qui non si ricomincerà a produrre a pieno regime e i possibili acquirenti dell’azienda scapperanno – spiegavano i delegati della Rsu di fabbrica – . I manifestanti non sanno che il depuratore è biologico e che non inquina, perché trasforma i rifiuti in un ciclo chiuso. Inoltre ci sono i codici di tutti i materiali che vengono smaltiti”. Dal canto loro i responsabili della federazione Assocampaniafelix e gli attivisti dei comitati «Donne del 29 agosto» e Osis, che hanno depositato lo scorso aprile le 1850 firme, rispetto alle 1250 necessarie a tenere la consultazione referendaria, ribattevano che “verranno sversati ogni giorno anche liquami pericolosi trasportati da aziende esterne all’area industriale con oltre 240 cisterne ed Acerra non può diventare il polo di smaltimento dei rifiuti tossici”. Nel quesito, la cui ammissibilità è al vaglio del Tribunale di Nola, si chiede al Sindaco di applicare un regio decreto del 1934 per bloccare la realizzazione del depuratore e di bloccare gli insediamenti industriali nocivi. “Già ci siamo opposti inutilmente alla realizzazione dell’impianto in sede di Conferenza dei Servizi ed ora abbiamo fatto ricorso al Tar contro la decisione…

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Depuratore ex Montefibre: il T.A.R. Campania si esprimerà il prossimo 8 luglio

Come abbiamo più volte riferito in questi mesi relativamente al depuratore ex Montefibre, l’impianto è stato oggetto del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30.12.2009, attraverso il Decreto dirigenziale n.390, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si è autorizzato la “Ngp-Bio Natura srl”, ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non (sebbene N.G.P. Bio Natura smentisca categoricamente). Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “divenuta pubblica” per caso solo undici giorni dopo!!! E già evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Un impianto di trattamento e di smaltimento di notevoli quantità di rifiuti, quotidianamente inviati nella nostra città con le autocisterne. Un depuratore, che va ampliato, destinato a trattare circa 2400 tonnellate al giorno (100 tonn/ora) di liquami o, se volete, un milione e 800mila metri cubi di acque tossiche. Tutti, comunque, sono in attesa di conoscere l’esito del ricorso (n.1523/2010) presentato al T.A.R. Campania lo scorso 18 marzo avverso il Decreto regionale dall’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito,  attraverso il proprio legale, l’Avv.Vincenzo Giuffrè, che ha vagliato gli aspetti tecnici della vicenda, per chiedere l’annullamento del suddetto provvedimento. Intanto occorre attendere il prossimo 8 luglio, data fissata per l’udienza pubblica, per conoscere le decisioni dell’organo giurisdizionale campano, susseguente alla costituzione in giudizio del Comune. Più volte i comitati civici ambientalisti avevano proposto al Sindaco di utilizzare i poteri, che gli sono conferiti sia dal Decreto regio del 1934, che gli consente l’emissione di un’Ordinanza, atta a bloccare il Decreto della Giunta regionale e sia dai Decreti ministeriali del maggio 2007 in base ai quali, dichiarando lo stato di disastro ambientale per diossina, ha il…

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Le associazioni ambientaliste contro Friel ed Italambiente. Presentata una denuncia alla Procura

Le proteste degli ambientalisti, di cui riferivamo a pagina 5, non hanno risparmiato Friel, ossia la centrale a biomassa sita in contrada Pagliarone, che produce energia elettrica e contro la quale veniva presentata lo scorso 17 maggio una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, inviata anche al Sindaco Esposito. A firmare l’esposto erano i responsabili della federazione Assocampaniafelix, del comitato «Donne del 29 agosto» e delle associazione Osis, Endas e Raggi di Sole. Le accuse sono di “minaccia a salute e sicurezza pubblica in violazione degli articoli 32 della Costituzione italiana, 2 e 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo ed al principio di precauzione dell’atto costitutivo dell’Unione europea”. L’atto evidenzia anche che “l’impianto opera, non disponendo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che risulta provvisoria (decreto regionale 210/2006) e quindi illegittima, perché priva di una data di inizio e di fine della suddetta attività”. Emerge poi dalla documentazione che il Direttore dello stabilimento ha dovuto fornire agli agenti della Polizia Municipale e all’Ufficio Tecnico comunale la certificazione relativa all’azienda. Lo scorso 9 aprile infatti i Vigili Urbani, su richiesta del Segretario generale del Comune, Dr.ssa M.Piscopo, effettuarono un sopralluogo, volto ad accertare autenticità e validità dell’autorizzazione stessa, necessaria al regolare funzionamento dell’impianto. La Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’A.I.A. prevista per il 12 maggio scorso è stata rinviata al 23 giugno prossimo. Clima ostile da parte delle associazioni ambientaliste anche contro la società Italambiente, che il 28 aprile scorso ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale, come da Decreto dirigenziale n.527 e trasmesso al Comune dalla Regione Campania in data 13.05.2010. Autorizzazione relativa all’esercizio dell’impianto mobile di recupero dei rifiuti solidi inerti, nonostante il regio decreto invocato dal primo cittadino durante la Conferenza di servizio. L’impresa tratterà e smaltirà materiali inerti, scarti di lavorazione industriale, rifiuti da bonifica e fanghi. Nel provvedimento si legge che la Regione Campania rileva, che l’eventuale procedura d’impatto ambientale non risulta attuabile nell’ambito dell’autorizzazione, perché va riferita ad un progetto specifico per un sito determinato. Risultando stabiliti il sito ed i quantitativi di rifiuto da trattare, può avviarsi la procedura di valutazione di impatto ambientale, che comporterà obbligatoriamente la sospensione dell’installazione dell’impianto fino all’espletamento della V.I.A stessa. Friel ed Italambiente sono state anche oggetto di discussione del Consiglio comunale dello scorso 19 maggio, convocato su…

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Il Sindaco di Budapest ad Acerra per onorare la memoria di Mons. Verolino

Adesso è ufficiale: Acerra e Budapest sono due città unite nel ricordo di Mons.Gennaro Verolino, il prelato scomparso 5 anni fa all’età di 99 anni e che nel 1944 si adoperò, nella capitale ungherese, per la salvezza di 25mila ebrei destinati alla deportazione nei lager nazisti e ricercati dai soldati tedeschi. A Budapest, intanto, gli hanno intitolato una scuola primaria per bambini disabili in un quartiere centrale della città magiara e presto diventerà cittadino onorario ungherese. Ad annunciarlo era il 58enne Sindaco di Budapest Gabor Demszky, in visita ad Acerra dal 12 al 14 maggio scorsi insieme alla moglie Anikò Nemeth, cantante lirica, in occasione di una visita privata in Italia, appunto per onorare la memoria dell’allora giovane segretario della nunziatura apostolica a Budapest. Il Major della capitale ungherese veniva ricevuto nel palazzo vescovile dal Sindaco Esposito e dal Vescovo Rinaldi per una due giorni, che ha sancito il gemellaggio tra le due città ed il conferimento della cittadinanza onoraria a Gyorgy Adam che, insieme a Monsignor Verolino (che lo aveva salvato dalla deportazione) nel 1944, distribuì quei salvacondotti falsi, che evitarono ad oltre 25mila ebrei ungheresi di finire nei campi di sterminio nazisti. «E per l’inizio del prossimo anno scolastico desidererei che una scuola acerrana si gemellasse con quella a Budapest, perché solo così ci sarebbe una vera integrazione tra le due città» – spiegava il primo cittadino di Budapest, assistito per la traduzione linguistica dalla titolare della British School di Acerra. Il Sindaco Demszski depositava una corona di fiori sulla tomba del “Giusto tra le nazioni” nel cimitero di Acerra, in cui riposa dal 2005 Verolino. Una cerimonia toccante, a cui partecipavano anche Mons.Rinaldi ed il Sindaco Esposito. «C’è un uomo straordinario, che unisce questa città a Budapest, che per anni non ha fatto parte dei libri di storia e di cui solo per caso se ne è ricostruita l’impresa. Il suo coraggio sia di esempio anche per le nuove generazioni. Grazie a lui e a quelli come lui oggi a Budapest vivono 200 mila ebrei e perciò gli conferiremo la cittadinanza onoraria” – rivelava commosso la fascia tricolore ungherese, da 20 anni ininterrottamente alla guida di Budapest. Monsignor Verolino è stato un eroe schivo, che ha tenuto in serbo per 60 anni la sua storia…

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La replica dell’Assessore all’Ambiente ed all’Agricoltura Marangio

Di lì a poco sarebbe arrivata dal Comune, affidata ad un comunicato stampa, la replica dell’Assessore all’Ambiente e all’Agricoltura P.Marangio, che di seguito pubblichiamo. “In questi giorni, in una nota dell’associazione “Nuova Italia”, costola locale del PDL, sono state rivolte all’Amministrazione Comunale alcune critiche rispetto all’azione svolta a favore del mondo agricolo, ritenuta inadeguata e poco attenta ai problemi del settore. È chiaro che con le mistificazioni e le strumentalizzazioni politiche non si va da nessuna parte. La verità – recita il comunicato stampa – è che i Comuni non esercitano alcuna funzione o competenza diretta nel settore primario, del tutto afferenti all’Unione Europea, allo Stato e, in misura più contenuta, alla Regione. Il Comune ha agito concretamente, in questi mesi, attraverso l’adozione di provvedimenti e di iniziative che, in via indiretta, potranno aiutare il settore agricolo che vive, da diversi anni, una delle stagioni più difficili. In primo luogo l’Amministrazione Comunale è consapevole che, nel caso di Acerra, la priorità, anche per l’agricoltura, è il risanamento ambientale. Pur nell’esiguità delle risorse disponibili, in otto mesi sono stati realizzati molteplici interventi di bonifica di competenza comunale, dall’Area Pip all’Arcoleo e in diverse strade di campagna, con la possibilità, con il bilancio di previsione, di dare copertura ad altri interventi già individuati e programmati. L’altro fondamentale ambito di azione – prosegue l’assessore – è stato il reticolo dei Regi Lagni, dove Acerra è protagonista del più importante intervento di bonifica degli ultimi decenni, non solo per quello che è stato finora fatto, in collaborazione con la Regione Campania, l’Arpac ed il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno ma in particolare perché, dopo circa quaranta anni, i collettori fognari della città finalmente saranno collegati al depuratore. Con il Consorzio è stato anche convenuto che saranno realizzati, nelle prossime settimane, gli interventi di manutenzione e pulizia dei canali secondari della zona del Pantano. L’Amministrazione ha tempestivamente predisposto un intervento di ripristino dell’importante arteria dei Frassitelli, una strada del tutto impraticabile, che serve una delle più significative aree di produzione agricola del territorio e a giorni inizieranno i lavori. E’ imminente, invece, la trasmissione alla competente commissione consiliare la bozza di un regolamento, per istituire la Consulta Comunale per l’agricoltura, un organismo in cui, stabilmente, gli agricoltori, attraverso propri rappresentanti, potranno contribuire…

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La Pigotta protagonista dell’iniziativa di solidarietà promossa dall’Amministrazione cittadina

Si è svolta presso il teatro Italia il giorno 24 maggio la manifestazione denominata: “Acerra città dei bambini e delle bambine. Ogni Pigotta adottata è una vita salvata”, promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Tommaso Esposito e, nello specifico, dall’Assessorato alle Politiche Scolastiche e Sociali, retto dall’Assessore Immacolata Verone. “Anche quest’anno non è mancata l’attenzione dell’Amministrazione locale verso l’infanzia ed i giovani – dichiara l’assessore – per favorirne la crescita armonica, in rapporto con l’ambiente umano, culturale e naturale ed aderendo al progetto Uniti per i bambini, sottoscritto con l’Unicef e con l’Anci. Un’adesione che impegna a promuovere iniziative, che mirino a rispettare la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e a favorire ed accrescere la conoscenza ed il rispetto del territorio, con particolare riferimento ai temi di natura culturale e socio-ambientale, a partecipare a campagne di sostegno al Diritto alla salute, all’istruzione dei bambini del Sud del mondo. Il sostegno dato al progetto Ogni Pigotta adottata è una vita salvata – conclude Verone – ha consentito di ampliare il cerchio della solidarietà. Infatti le bambole sono state realizzate dagli studenti delle scuole cittadine, dalle nonne, dai diversamente abili e da tanti volontari. La Pigotta, in dialetto lombardo, che corrisponde alla nostra “Pupata”, è la tradizionale bambola di pezza fatta a mano, con cui hanno giocato tante generazioni e che sono state consegnate ai bambini ed alle bambine acerrane nati nel 2010”.   Angelo Rega

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