Autore: Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

Carissimo Direttore, ho letto con attenzione la notizia degli avvenuti appalti dei lavori di fognatura per il Rione Pezzalunga. Grande enfasi dell’amministrazione per il grande evento! Senza polemizzare, devo ricordare agli amministratori che provvedere a dare una rete fognaria ad una contrada, che attende da anni un diritto fondamentale ed elementare, era ed è un fatto dovuto. Gli abitanti di Pezzalunga, cittadini e contribuenti del Comune di Acerra, hanno protestato a lungo e nelle urna hanno sancito varie volte il dissenso, votando in massa una volta per il PCI, una volta per la DC ed ultimamente per il PDL. Bene, se qualcosa si è mosso, hanno fatto bene a votare per il partito di Berlusconi. Poi non mi sembrava nemmeno giusto che un rione storico di Acerra, abitato da acerrani doc, venisse trascurato, visto che tutte le attenzioni, sia la precedente amministrazione che questa, la dedicano al rione Spiniello, autentico obbrobrio urbanistico, un calcio violento al territorio ed alle nostre radici. Ma, cari amministratori, altri rioni soffrono: Buozzi, Ice-Snei, Pozzillo. Cosa facciamo? Per non parlare delle strade ridotte a piste per cammelli, il traffico impazzito, le scuole fatiscenti. Persino l’aria e l’acqua, una volta vanto di questa città, sono malate. Un anno di amministrazione di Tommaso Esposito, oltre a rimpasti, dismissioni e dimissioni, non ha prodotto niente ed i cittadini guardano avanti, caro Tommaso, ma con preoccupazione! Un’ultima cosa: visto che il termovalorizzatore fa ormai il suo lavoro, è lecito sapere cosa si brucia dentro, che fine hanno fatto le ecoballe, i controlli sulle emissioni? Dov’è il ristoro per il cittadino (non per voi), costituito dall’abolizione delle bollette di Tarsu, luce ed acqua? O ci beiamo solo delle fogne di Pezzalunga? Non vorrei avere la solita melensa risposta tipo, ma Berlusconi…….Chi siede al Comune e dovreste tutelarci, siete voi. Se non ve la sentite, gambe!   Gino Bigliardo – Nuova Acerra Pdl

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Una domenica speciale per i giovani ospiti di una casa famiglia

Hanno trascorso alcune ore della domenica mattina assieme ai bambini disagiati ospiti della casa famiglia “Shalom”. Si tratta degli agenti del Commissariato di Polizia, diretti dal Dr.Sergio Di Mauro, che hanno fatto da guida ai ragazzi, dando loro l’opportunità di trascorrere una giornata diversa, rispondendo alle loro domande e facendogli comprendere quanto sia importante agire sempre nel nome dell’onestà e della legalità. I giovani visitatori, visibilmente emozionati e felici, accompagnati dai loro tutors, sono poi saliti a bordo delle motociclette in uso ai Nibbio, il reparto di motociclisti in servizio sul nostro territorio e particolarmente temuti dai guidatori dei veicoli a due ruote, non in regola con la documentazione o privi del casco. L’iniziativa è stata adottata dai responsabili della casa famiglia, in collaborazione con il Dirigente del Commissariato acerrano, particolarmente sensibile a tali proposte, che vanno anche nel senso di avvicinare gli uomini delle Forze dell’Ordine ed il loro operato alle varie categorie sociali e ed alle varie fasce d’età. Dopo aver avuto conoscenza dei vari compiti e dei ruoli svolti dai poliziotti, i bambini sono stati accompagnati con le auto di servizio nel quartiere “Madonnella”, per consumare la colazione presso il bar Terminal, che ha voluto dare il proprio fattivo contributo all’iniziativa, offrendo gratuitamente ai giovani ospiti tutto quanto da loro richiesto per la prima colazione. Visto il successo ottenuto, non è escluso che una simile iniziativa non possa essere nuovamente ripetuta anche con altre case famiglia, site sul nostro territorio.      Joseph Fontano

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Andrea Piatto eletto presidente dalla Commissione consiliare “Bilancio e Risorse Umane”

Veniva eletto lo scorso 24 giugno Presidente della Commissione consiliare “Bilancio e Risorse Umane” il Consigliere A.Piatto (Progetto Acerra), che assumeva la presidenza della stessa, a seguito delle dimissioni del Consigliere F.La Montagna (Italia dei Valori). Il Capogruppo guidava la commissione durante la fase di approvazione del Bilancio di previsione, lo strumento fondamentale di programmazione economico-finanziario che, se non approvato, determina lo scioglimento del Consiglio comunale e, di conseguenza, nuove elezioni. Il Popolo della Libertà aveva proposto quale presidente il Consigliere G.Esposito, che raccoglieva però solo i voti di Noi Sud (D.Tardi) e di “Uniti per Bigliardo” (F.Mondella), mentre Piatto raccoglieva i voti dell’intera maggioranza (assente IdV) e l’astensione di Lista Trenta, Rif.Comunista, Forza Pdl. Il nuovo Presidente, per garbo istituzionale, si asteneva dall’esprimere il proprio voto. “Ho dato la mia disponibilità per traghettare i lavori della commissione in questa difficile fase per la maggioranza – dichiarava Piatto – con il Bilancio che va approvato entro il 30 giugno. E’ difficile sostituire il Consigliere La Montagna, che ha ben operato, benché alla sua prima esperienza consiliare. Nel mentre il Sindaco e la coalizione continueranno a lavorare per unire l’alleanza di Acerra guarda avanti, a partire dal rapporto con IDV, farò in modo che il confronto nel merito delle scelte continui fino alla vigilia del Consiglio comunale, anche con le forze di opposizione”.

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Auguri – Auguri – Auguri

Formulo i miei più fervidi auguri a Suor Maria Chiara Ventura, che lo scorso 28 giugno, presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, ha conseguito il dottorato in Teologia con una tesi dal titolo: “La Teologia come intellectus cordis alla scuola del vissuto dei Santi e del cuore di Maria”. Relatore è stato sua Eccellenza Mons.Domenico Sorrentino, Arcivescovo di Assisi. Antonio Puzone

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Il fine settimana tra pericoli per l’incolumità pubblica e voglia di sicurezza

Il terribile incidente stradale, verificatosi nella notte tra sabato 12 e domenica 13 giugno in pieno centro cittadino, è solo l’ultimo dei gravissimi episodi, che da troppo tempo funestano la pubblica sicurezza ed incolumità di pedoni e conduttori di veicoli, soprattutto nel fine settimana. Nel caso specifico un’Opel Agila, guidata da un nostro concittadino, veniva investita da un’altra auto (una Lancia K) che, lanciata a folle velocità e con targa straniera, non si fermava allo stop, scaraventando l’auto del malcapitato nella saracinesca di una macelleria e riducendo in fin di vita l’automobilista sfortunato, trasportato e ricoverato in gravissime condizioni al S.Giovanni Bosco, a lottare tra la vita e la morte. Ma si moltiplicano le scene di veicoli finiti fuori strada nelle ore notturne del sabato e ritrovati abbandonati e semidistrutti l’indomani mattina, dopo aver finito la propria corsa contro le barriere parapedonali cittadine o contro qualche muro di cinta o in un fossato di una strada periferica. E spesso la causa di tali incidenti sono l’imprudenza e lo stato di alterazione del guidatore, che magari ha assunto sostanze stupefacenti o ha ingurgitato bevande alcoliche tali, da indurlo a raggiungere velocità elevate, accompagnate da folli manovre, anche in pieno centro urbano. Le strade cittadine nelle serate del sabato e della domenica, dunque, si trasformano in circuiti e piste da corsa, nelle quali gli articoli del Codice della Strada vengono totalmente ignorati. E non mancano scene di motorini e scooter con a bordo tre ed anche quattro persone prive di casco che, a clacson spiegato, sfrecciano controsenso o che transitano anche sui marciapiedi; di auto che mettono a dura prova freni e pneumatici, per dare vita ad evoluzioni pericolose per gli occupanti della vettura e per qualche vittima innocente, che magari utilizza l’auto per motivi di lavoro; di veicoli che effettuano manovre o sorpassi, che andrebbero sanzionati con il ritiro della patente ed il sequestro del mezzo; di cittadini inermi che hanno difficoltà anche ad attraversare la strada sulle strisce pedonali (quando sono visibili). Insomma, nelle serate del week-end, basta posizionarsi lungo alcuni punti della città ed affrontare un eccezionale ed elevato inquinamento acustico e dell’aria, per assistere a tutto quanto sopra descritto ed anche di più. E pensare che l’Amministrazione comunale ha provveduto ad istituire anche un Assessorato alla…

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Gravi i disagi alla popolazione per la mancata manutenzione del verde pubblico

Quella dell’ordinaria amministrazione, che spesso garantisce l’erogazione di servizi, per i quali l’utente-contribuente paga regolarmente i tributi e che assicura la risoluzione di piccoli ma importanti problemi, è un capitolo ancora off-limits anche per l’amministrazione comunale targata Esposito. Un esempio lampante, che ha conseguenze anche sul decoro urbano e sull’incolumità pubblica, è la mancata manutenzione del verde pubblico. Un servizio non più contemplato dall’appalto del servizio di nettezza urbana, ma per il quale il Comune predispose, oltre 6 mesi fa, apposito Capitolato Speciale d’Appalto, disciplinante il servizio da affidare per l’importo complessivo di euro 120 mila della durata semestrale. E la gara è stata espletata il 19 febbraio scorso con aggiudicazione dapprima alla società “Maisto” di Arzano, grazie ad un ribasso del 33,952% (pari ad euro 66.048,00) e poi alla “New Ambiente” di Acerra, grazie ad un ribasso del 33,917% (pari ad euro 66.761,34) in quanto la società arzanese, alla data del 19.02.2010, risultava non in regola con il DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva). Salvo poi essere riassegnata definitivamente alla “Misto srl” il 24 maggio scorso, la quale dimostrava che l’irregolarità del Durc non era da addebitare alla società per mancato versamento dei contributi, ma ad una diversa interpretazione dell’Ente previdenziale circa la compatibilità ad emettere il Documento contabile, riscontrato poi regolare dall’Ufficio Gare del Comune. Adesso, al di là degli aspetti burocratici, sono ormai evidenti ed insostenibili i disagi, che la mancata potatura degli alberi ed il taglio della vegetazione a bordo strada sta arrecando alla cittadinanza. Il decespugliamento e la ripulitura delle aree verdi, delle siepi e delle strade, fino ad ora, è stato garantito dalla squadra comunale della manutenzione del verde pubblico, in capo alla Polizia Municipale, approvvigionata con una fornitura di materiali ed attrezzature pari a 30 mila euro. Ma resta compito della ditta vincitrice del suddetto appalto soprattutto potare o abbattere le piante arboree e smaltire nei siti idonei il fogliame e l’erba. Come si evince dalla foto numero 1, la mancata potatura degli alberi comporta che i rami occultano la segnaletica stradale, creando non pochi disagi e pericoli a pedoni e conduttori di veicoli, impossibilitati a riconoscere e a rispettare i segnali stradali. Un’altra grave conseguenza dell’assenza di interventi di potatura degli alberi la si vive soprattutto nelle ore serali e notturne,…

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Il Tar respinge il ricorso della Ego Eco. La Ecologia Falzarano si aggiudica la gara dei 5 anni

In merito alla storia infinita che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana, eravamo tutti in attesa che in data 9.6.2010 si esprimesse il Tar Campania, al quale aveva presentato ricorso contro il Comune la società Ego Eco, anche con motivi aggiunti, a seguito della sua esclusione dalla gara dei cinque anni, svoltasi nel 2009 e della sua esclusione dalle gare con affidamento provvisorio, espletate in questi ultimi mesi e dichiarate infruttuose. Ebbene la I sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (Presidente Antonio Guida) emetteva il dispositivo di sentenza n.48/2010, con cui in parte respingeva il ricorso dell’impresa laziale ed in parte lo dichiarava inammissibile, rinviando alla pubblicazione della sentenza le motivazioni, che hanno indotto i Giudici ad emettere il provvedimento contrario alla ricorrente. La quale potrebbe adesso presentare ricorso al Consiglio di Stato, i cui magistrati metterebbero definitivamente la parola fine ad una vicenda interminabile. E val la pena ricordare che l’esclusione fu sancita dalla Determina dirigenziale n.159 del 2 febbraio 2010, con la quale la società romana veniva esclusa dalla procedura di gara relativa al citato appalto quinquennale. Le motivazioni erano fornite dal verbale, redatto in data 29.01.2010 dalla Commissione di Gara, presieduta dalla Dr.ssa M.Piscopo e che evidenziava la mancanza dei requisiti attestanti la capacità tecnica-finanziaria del Bando di Gara e la mancata presentazione delle certificazioni rilasciate dai Comuni a prova delle dichiarazioni rese in sede di gara, entro i 10 giorni fissati per l’esibizione delle stesse. Un termine perentorio, così come sancito dalla determinazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. Ciò, ovviamente, non poteva non avere dei riflessi sull’esito dell’espletamento della gara relativa al periodo di cinque anni e la cui prima seduta si svolgeva lo scorso 20 maggio. Gara, il cui l’importo a base d’asta è stato rideterminato in euro 35.255.000,00 per l’intero quinquennio, corrispondente ad euro 7.051.000,00 annui. Tre le offerte economiche pervenute all’Ufficio protocollo del Municipio: quella della Ego Eco, affidataria del servizio fino allo scorso 15 giugno, in virtù dell’Ordinanza sindacale n.14 datata 01.06.2010; quella dell’Ecologia “Falzarano” di Airola e quella della società “Senesi spa”di Porto Sant’Elpidio (AP). E tutte e tre le imprese concorrenti venivano ammesse con riserva, anche se il plico inviato dall’impresa laziale non veniva aperto in quanto, recitava il…

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Igiene Urbana: suscita perplessità il cantiere scelto dalla “Falzarano”

Intanto l’impresa beneventana subentrava lo scorso 16 giugno alla Ego Eco nell’espletamento del delicato servizio di nettezza urbana, fino alla conclusione del procedimento della gara bandita per 5 anni (e comunque non oltre il 31.12.2010). E ciò in virtù di un inedito sorteggio, svoltosi domenica 30 maggio quando al Comune, alla presenza delle Forze dell’Ordine, del Sindaco, del Segretario generale e del Vice-Segretario, nonché Dirigente al Servizio dall’urna improvvisata veniva estratto il nome dell’impresa sannita (di cui non c’era ad assistere nessun rappresentante) e non quello della “Senesi”. E per il mancato passaggio di cantiere, ovvero il passaggio di consegne tra la ditta uscente e  quella subentrante, che doveva avvenire il 31 maggio in quanto, scriveva la Falzarano nel verbale, ciò era dovuto “alla mancanza della ditta cessante e della documentazione relativa ai lavoratori. Senza tale documentazione la società non è in grado di procedere all’assunzione dei lavoratori dipendenti del cantiere con la modalità prevista…ai sensi del CCNL.”. Ma come già scrivemmo alla fine di maggio, suscita perplessità il sito scelto dalla “Falzarano” in cui allocare il cantiere, per lo svolgimento per i prossimi 5 anni del servizio cittadino di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. Si tratta infatti della struttura dell’ATR, sita in zona ASI e riconducibile al gruppo imprenditoriale “Pellini”, protagonista di tante vicende giudiziarie, alcune delle quali ancora in essere e di contenziosi con il Comune (la somma complessiva che la ditta “Pellini srl” ha richiesto ammonta ad oltre 11 milioni di euro, comprensivi di interessi). Tant’è vero che la società di Airola, in una nota inviata lo scorso 7 giugno al Comune, al Prefetto Pansa ed al Procuratore della Repubblica Mancuso chiedeva “se vi siano motivi ostativi (anche di sola opportunità), ad insediare il cantiere presso il complesso immobiliare di proprietà ATR, sito in zona industriale”. Tre giorni dopo il Sindaco Esposito replicava alla nota con una lettera inviata al Prefetto di Napoli, al Procuratore della Repubblica di Nola Mancuso ed alla società Falzarano, scrivendo che “l’Amministrazione comunale segnala che, per quanto possa essere rilevante ai fini di interesse di un rapporto locativo tra codesta società e la ATR, rapporto a cui il Comune resta totalmente estraneo, che da informazioni acquisite presso i propri uffici tra i soci ed i procuratori dell’Atr risultano i…

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Nasce un centro per il monitoraggio epidemiologico regionale senza Acerra

La Regione studierà l’impatto del ciclo dei rifiuti sulla salute dei cittadini che vivono nei pressi degli impianti. Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Sanità con un fondo di 100 mila euro, ma si scatena la polemica. A protestare è stato nei giorni scorsi il Comune di Acerra, sede dell’unico inceneritore realizzato in Campania, tagliato fuori dal protocollo d’intesa previsto dal Sottosegretario Bertolaso. “Il progetto era nostro e prevedeva all’interno della struttura, che doveva essere realizzata ad Acerra, anche la presenza di garanti nominati dal Comune e dalla Provincia” tuonava all’indomani della notizia il Sindaco Esposito, che chiedeva un incontro urgente con il Presidente regionale Stefano Caldoro. A partorire un centro per il monitoraggio epidemiologico regionale era stato, su impulso degli amministratori locali, l’Osservatorio ambientale, la struttura creata da Bertolaso per controllare il corretto funzionamento del termovalorizzatore. Il progetto prevedeva l’istituzione di una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, che avrebbe valutato lo stato di salute dei cittadini che vivono nelle immediate vicinanze degli impianti di incenerimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani. «La struttura,così com’era stato condiviso e convenuto, doveva nascere ad Acerra, con un ruolo partecipe della comunità più direttamente coinvolta dall’impianto regionale più considerevole. Ma ora abbiamo appreso che la Regione e le strutture sanitarie regionali stanno adottando gli atti propedeutici all’avvio del progetto, senza coinvolgere il Comune» – spiegava l’Assessore all’Ambiente Marangio. In pratica sembra che in data 7.06.2010 c’era stata una prima riunione dell’organismo regionale diretto da Renato Pizzuti, a cui avrebbero partecipato tutti i responsabili dei servizi epidemiologici delle Asl di Napoli e Caserta. Una nota congiunta, poi, del primo cittadino e dell’assessore all’Ambiente specificava: “Ancora una volta la comunità acerrana e le istituzioni che la rappresentano, sono state poste ai margini di vicende così significative. Non è assolutamente in discussione la professionalità, la capacità ed il rigore scientifico di chi è responsabile del progetto. Ma Acerra ha il diritto elementare, naturale quanto inviolabile, di essere protagonista e responsabile del  proprio destino. Di tutto questo e delle molteplici questioni, che riguardano il territorio e la comunità acerrana, si auspica che le diverse e ripetute richieste di incontro con il Presidente della Regione, On.Caldoro, possano finalmente trovare un urgente riscontro. In ogni caso saranno intraprese tutte le iniziative necessarie, di carattere politico…

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Sentenza choc: la “Pellini srl” non deve rimuovere e smaltire i rifiuti di Lenza-Schiavone

Una sentenza (la n.11437/2010) definita da più parti vergognosa ed ingiusta, quella emessa dalla V Sez. del T.A.R. Campania (Presidente Andrea Pannone), a seguito del ricorso proposto dalla “Pellini srl”, contro il Comune di Acerra, rappresentato e difeso dagli Avv.Balletta e Cretella per l’annullamento dell’Ordinanza n.9 dell’8 aprile 2009, emessa dall’Amministrazione comunale nella persona del Commissario prefettizio L.Latella, di rimozione dei rifiuti abbandonati nell’impianto sito in località Lenza-Schiavone. Com’è noto l’impianto era stato la causa della sentenza di condanna (la n.1921/2008) emessa nei confronti dell’imprenditore Cuono Pellini, titolare della “Pellini s.r.l.”, ad una pena di tre anni di reclusione; al pagamento di 15mila euro di ammenda per i reati di realizzazione di discarica abusiva, immissioni di esalazioni moleste e costruzione ed attivazione di impianto in assenza di autorizzazione all’inquinamento atmosferico ed al pagamento di una provvisionale di 100.000,00 euro in favore degli allevatori Mario e Vincenzo Cannavacciuolo (quest’ultimo morto di tumore qualche anno fa). Impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti ed oggetto di varie ingiunzioni di pagamento avanzate dal gruppo imprenditoriale e notificate al Comune (la somma complessiva che la ditta Pellini srl ha richiesto ormai ammonta ad oltre 11 milioni di euro, comprensivi di interessi, per il periodo che intercorre dal 15 novembre 2002 al 31 dicembre 2009). Somme contro il cui pagamento il Comune si è sempre opposto, costituendosi in giudizio. Un verdetto di condanna contro il quale l’imputato ha presentato ricorso in appello. Tornando all’impianto, che ha una dimensione di 15.000 mq; che fu sequestrato nel gennaio del 2006 dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Dr.ssa Maria Cristina Ribera e per l’utilizzo del quale il Comune pagava 5000,00 euro al giorno, si aprì uno scenario totalmente nuovo. Il tutto a seguito della suddetta Ordinanza, con la quale si ordinava al sig.Cuono “di rimuovere e smaltire legalmente, presso impianto autorizzato entro dieci giorni dalla ricezione della notifica dell’ordinanza, i rifiuti abbandonati in località “Lenza Schiavone” e di comunicare, entro lo stesso termine, l’avvenuta rimozione dei rifiuti ed il loro legittimo smaltimento, allegando copia della documentazione probante”. Il Commissario disponeva, inoltre, che “decorso tale termine, il Comune provvedesse, senza ulteriore avviso, all’esecuzione in danno dell’Ordinanza ed avvertiva che l’omessa esecuzione della stessa costituisce reato previsto e punito dall’art. 255 comma 3 del D.lgs.152/06. Ordinanza che…

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