Autore: Redazione

Crisi amministrativa definitivamente risolta?

Veniva risolta lo scorso 10 ottobre attraverso il Decreto sindacale n.14, dopo un lungo e serrato confronto tra le forze politiche, la crisi amministrativa che attanagliava l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Esposito e derivante dalla coalizione “Acerra Guarda Avanti”, che alle comunali di giugno dell’anno scorso ebbe ragione dello schieramento di centrodestra. A seguito, quindi, della rinnovata intesa politico-programmatica raggiunta dalla coalizione di maggioranza il Sindaco firmava i decreti di nomina degli Assessori che compongono la Giunta Comunale, che è passata da 6 a 9 componenti. Della stessa fanno parte tutti i componenti dell’esecutivo uscente, ad eccezione di Vincenzo Falco (IdV), dimessosi in data 10.06.2010 ed ora sostituto dal Consigliere Antonio D’Anna, il cui seggio nel Civico consesso viene occupato da Domenico Brasile, primo non eletto alle ultime amministrative e, per ironia della sorte, zio del neo assessore Luigi Brasile, eletto in quota Centro per la Libertà. Con Giuseppe Del Pennino (Intesa Civica ma priva di Consiglieri in Consiglio comunale) e Gennaro Capone (Cattolici Democratici), dei quali vengono riportate deleghe e dichiarazioni a pagina 10, si completa il quadro delle new entry nella Giunta targata Esposito. Restano in capo alla fascia tricolore le competenze proprie di Ufficiale di Governo, Elettorale, Anagrafe, Stato Civile, Affari Generali, Trasparenza, Controllo di Gestione, Servizio Civile, Coordinamento Più Europa. In pratica nel nuovo esecutivo sono state rappresentate anche quelle liste civiche, che hanno eletto un solo Consigliere nella Pubblica Assise e che in un primo momento erano state escluse dalla prima compagine amministrativa varata all’indomani delle elezioni. Attualmente il primo cittadino dovrebbe contare su una maggioranza di 16 Consiglieri su 30. Due in meno rispetto alla colazione risultata vincente nell’estate del 2009. Al momento si sarebbero collocati fuori dalla maggioranza i Consiglieri Zito ed Affinito (ora confluiti nel gruppo misto). Ma non potevano mancare le polemiche e gli scontenti, susseguenti a tale iniziativa politica. Infatti, appena varata la nuova Giunta, subito scoppiava la grana interna ad Italia dei Valori, tant’è che il Commissario cittadino del partito, l’ex Assessore V.Falco, che aveva proposto quale assessore l’ex sindaco di Rifondazione Comunista Marletta, dichiarava: “Apprendo con meraviglia e stupore la composizione della nuova Giunta, che risolve la crisi amministrativa che dura da 4 mesi. Ma non avendo partecipato in qualità di Commissario cittadino dell’IdV alle decisioni…

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Nuova Giunta comunale: le riserve e le critiche espresse dai Cattolici Democratici

Nella lettera inviata in data 11.10.2010 al Sindaco, ai Capigruppo consiliari ed ai Segretari politici da Nicola Bruno, Segretario dei Cattolici Democratici e a cui si faceva riferimento in prima pagina, si legge: “Con la presente, nel confermare il mio personale sostegno e quello della forza politica, che mi onoro di rappresentare, la informo che ho appreso con stupore della formazione del nuovo esecutivo, che dovrebbe rilanciare l’azione amministrativa della nostra comunità. Non avendo ancora espresso nessuna indicazione in merito, come convenuto con la sottoscrizione degli accordi stipulati – prosegue il Segretario – resto in attesa di sue indicazioni, al fine di individuare le migliori risorse, atte a rappresentare la nostra formazione politica e continuare a dare un fattivo contributo all’azione politica amministrativa del nostro Comune. Nel ribadire di non essere a conoscenza di eventuali azioni individuali poste in essere da persone appartenenti alla nostra formazione politica, qualora lo ritenesse utile, la invito a contattare esclusivamente lo scrivente per eventuali comunicazioni. Certo di un suo sollecito e positivo riscontro alla presente”. Di certo una nota che contribuiva a rendere ancora più confuso il quadro politico. Che risultava ancora meno stabile, a seguito di un articolo apparso su un quotidiano in data 14.10.2010 dal titolo: “La nuova giunta non placa le polemiche” in cui si legge testualmente: “Altra nomina ed altra spaccatura, quella che si è avuta nel partito Centro per la Libertà, di cui il segretario politico Tina Carducci rivendica la leadership ed alza il tiro nei confronti della nomina di Luigi Brasile, ma rassicura la maggioranza, garantendo l’appoggio del partito sia all’amministrazione sia ai punti programmatici per il rilancio dell’azione di governo, mentre la decisione del nuovo assessore – secondo la nota del segretario – non è stata concordata collegialmente, in quanto il nuovo assessore è espressione del consigliere Rao”. E che la presenza in Giunta comunale dell’Assessore D’Anna sia una scelta fatta a mero titolo personale dal Sindaco, in sintonia con il gruppo consiliare ma non con la segreteria politica del partito, era confermato da un comunicato stampa congiunto, a firma dell’On.Formisano e dell’avv.Capasso, rispettivamente segretario regionale campano e segretario provinciale di Napoli di Italia dei Valori e nel quale si legge: “Ribadiamo la totale fiducia politica al commissario cittadino prof.Falco, per la posizione assunta sulla…

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Italia dei Valori: le motivazioni della scelta di Capasso

Sempre relativamente alla vicenda Italia dei Valori ed al nuovo Commissario cittadino Elpidio Capasso, già segretario provinciale e nominato dal segretario regionale On.Formisano in sostituzione del segretario locale Enzo Falco, che non aveva approvato la scelta del gruppo consiliare di proporre il Capogruppo D’Anna come assessore, arrivava una nota stampa dello stesso Formisano a spiegare i motivi di tale scelta. Per il senatore Formisano “la situazione politica acerrana ha provocato all’interno dell’Idv una situazione di forte fibrillazione con le conseguenti azioni illegittime di ognuno verso chicchessia e che tale situazione ha esposto e continua ad esporre Italia dei Valori ad una insostenibilità, che lede l’immagine del partito stesso”. Pertanto Formisano ha ritenuto indispensabile azzerare tutti gli incarichi di partito oggi esistenti ad Acerra, a causa dei ripetuti errori politici posti in essere sia dai rappresentanti istituzionali sia dai rappresentanti del partito. La nomina di Capasso quale Commissario cittadino del partito durerà fino al congresso, che si terrà entro la fine dell’anno, con l’auspicio di ripristinare la credibilità del partito, lesa da comportamenti politicamente scorretti degli attuali responsabili.

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Negata alla società Italambiente l’Autorizzazione Integrata Ambientale

Nuovo capitolo inerente alla vicenda Italambiente, che nei mesi scorsi alla Regione aveva avanzato richiesta per ottenere l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A,). Ma le è stata negata. Infatti la Conferenza dei Servizi, tenutasi lo scorso 8 ottobre presso la Regione Campania, ha visto i presenti esprimere parere sfavorevole all’azienda sita in zona Asi, che avrebbe voluto cominciare (attraverso un ampliamento) un’attività di recupero, trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi per 2 impianti. Per il primo punto (codice 5.1) la potenzialità è di 10 tonnellate al giorno, per il secondo (codice 5.3) la quantità sale a 50 tonnellate. Presenti in sede di Conferenza dei Servizi il Comune di Acerra (rappresentato dal Dirigente dell’Ufficio Ambiente, nonché Segretario generale dell’Ente comunale Dott.ssa M.Piscopo), l’Asl, l’Arpac e l’Università Parthenope. Assenti il Consorzio Asi e la Provincia. Il parere sfavorevole per il rilascio dell’A.I.A. è stato motivato dalla mancata caratterizzazione e bonifica, da parte della società, dei terreni in cui avrebbe voluto cominciare l’attività per i 2 impianti. Area Strategica di Interesse Nazionale in quanto già destinataria, durante il periodo dell’emergenza rifiuti in Campania, di operazioni di trattamento rifiuti. L’azione di caratterizzazione, dunque, sarebbe stata propedeutica per l’acquisizione di dati sull’inquinamento del suolo, del sottosuolo e della falda acquifera. La richiesta di autorizzazione, pertanto, era avvenuta senza il procedimento preliminare. Caratterizzazione che non è stata mai effettuata, nonostante le ripetute sollecitazioni. E’ quanto risulta anche dalla relazione della Provincia di Napoli dopo il sopralluogo avvenuto il 12 maggio scorso. La richiesta di trasmissione del Piano di Caratterizzazione risale al 2006, secondo quanto indicato dalla Direzione Generale per la Qualità della vita del Ministero dell’Ambiente. La direzione Tutela del suolo, Bonifica siti e gestione tecnica rifiuti dell’area ambiente della Provincia di Napoli, infatti, effettuò già nel 2008 un sopralluogo, sollecitando quanto richiesto dal Ministero. Anche in quella occasione non ci fu alcun riscontro. Così come l’attività di caratterizzazione non è in corso, secondo quanto accertato da 3 tecnici a cavallo tra maggio e giugno di quest’anno. Italambiente, in primavera, attraverso l’amministratore unico, confermava di non aver ancora ottemperato a quanto richiesto, ma rassicurava che avrebbe provveduto alla relazione del Piano di caratterizzazione entro 60 giorni dalla data del sopralluogo. “Siamo contenti di aver bloccato l’autorizzazione per questo tipo di impianti – afferma…

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La Procura di Napoli indaga sull’inceneritore e l’Arpac divulga dati rassicuranti

Volendo riprendere il discorso sull’inceneritore, va detto che in data 8 ottobre veniva divulgata dai mezzi di comunicazione la notizia dell’inchiesta sul termovalorizzatore aperta dalla Procura di Napoli. Il Procuratore capo Lepore ed i Pubblici Ministeri Bisceglia e De Marco delegavano i Carabinieri del Noe ad eseguire una serie di verifiche sull’impianto, per sapere se le caratteristiche dell’inceneritore corrispondono a quelle previste nel bando di gara per quanto concerne le emissioni, la qualità e la quantità dei rifiuti che vengono bruciati all’interno della struttura. Pur non essendo Acerra nelle competenze territoriali dei magistrati napoletani, la titolarità dell’inchiesta è stata resa possibile dalla norma prevista nel Decreto Berlusconi del 2008 che crea, di fatto, la Procura regionale. L’inchiesta partiva dalla denuncia presentata dal Comitato Civico per Acerra e da quella presentata dal Consigliere provinciale T.Sodano. La documentazione era stata protocollata nel 2009, quando esisteva la cosiddetta superprocura e non era stata ancora presa in esame. Tra l’altro Lepore, unitamente ai PM Sirleo e Noviello, titolari di tre inchieste sul ciclo integrato dei rifiuti, avrebbero riferito alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Da gennaio a settembre 2010 l’impianto ha trattato 397 mila tonnellate di rifiuti, praticamente equivalenti ad una capacità di smaltimento di due terzi rispetto a quella annuale. Ed il comitato giuridico di difesa ecologica, presieduto dall’ex giudice Raimondi, lancia un appello al procuratore generale di Napoli, nel quale esorta “ad avocare le indagini ai PM, perché sono passati tre anni e siamo ancora in fase d’indagine. E’ stato causato un danno ambientale ed economico gravissimo – prosegue Raimondi – di cui i cittadini hanno pagato le conseguenze anche sulla salute”. Poche ore dopo l’Arpac divulgava dati rassicuranti circa le emissioni della linea n.1, definite tutte a basso livello e al di sotto dei limiti previsti dall’autorizzazione integrata ambientale. Ciò risultava dai prelievi annuali svolti in quei giorni dalla stessa Arpac, mentre erano ancora in corso le analisi sulle diossine e sul monossido di carbonio, che sarebbero state portate a termine dopo qualche giorno. Soddisfazione della Partenope Ambiente, la società che gestisce l’impianto, che ricordava come i dati vengono puntualmente pubblicati sul sito internet dell’Osservatorio Ambientale e come gli stessi sono inferiori ai valori più restrittivi di quelli della legge nazionale ed europea, fissati dall’A.I.A. In particolare…

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Inceneritore: la presa di posizione dell’amministrazione comunale

A seguito dei dati rassicuranti forniti dall’Arpac e relativi alle emissioni dell’inceneritore, che non denotano sforamenti di nessuno dei parametri esaminati, arrivava una nota stampa del Comune, in cui si legge: “Purtroppo si tratta di analisi effettuate in discontinuo, cioè periodicamente e soltanto su pochi giorni rispetto ad un anno e mezzo di attività dell’impianto. Per noi restano aperte tutta una serie di questioni, che abbiamo segnalato sin dal principio e che da aprile ci hanno costretto a ritirare i nostri rappresentanti in seno all’osservatorio ambientale. Queste criticità riguardano lo scarico delle acque, il raddoppio del Sistema di Monitoraggio delle Emissioni, il sistema di controllo in continuo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, il percorso delle scorie in uscita dall’impianto, la fondamentale speciazione delle particelle PM10 ed il sistema complessivo dei controlli esterni. Nessuno può immaginare che il territorio di Acerra, dichiarato con enfasi di interesse strategico nazionale, possa essere considerato definitivamente “espropriato” alla comunità acerrana e che tutte le decisioni, che si assumono e si continuano ad assumere, come il trasferimento di altra spazzatura sul sito del Pantano, prescindano totalmente dalla volontà dei cittadini. Il Comune ha il diritto e il dovere di reagire e di chiedere che siano accelerate le procedure di attuazione di tutte le prescrizioni AIA. Se ci sono dubbi autorevoli sulla sicurezza dell’impianto, questo va chiuso in via precauzionale. In tal senso il Sindaco di Acerra ha chiesto un incontro con il Procuratore Generale della Repubblica di Nola Paolo Mancuso”. Incontro che avveniva in data 11 ottobre e durante il quale il Sindaco elencava tutte quelle che, a parere del Comune, sono le manchevolezze dei controlli di alcuni inquinanti che discontinuamente vengono effettuati sui camini dell’impianto, in violazione dell’autorizzazione ambientale integrata, che ha dato il via libera al funzionamento del termodistruttore. Ed appare chiaro che le notizie esposte dal primo cittadino coincidono con quanto riferito da Mancuso pochi giorni prima alla commissione bicamerale sulle ecomafie, quando parlò di gravi omissioni commesse. In pratica c’è difficoltà a reperire la documentazione sul funzionamento dell’inceneritore, ma anche a trovare un sistema che monitori costantemente i livelli di gas nocivi nell’aria. “Abbiamo le mani legate e non possiamo tutelare la salute dei cittadini – affermava il Sindaco – in relazione agli sforamenti del PM 10,…

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Il no del Sindaco all’arrivo di altra immondizia in località Pantano

“Anzichè rifiuti e spazzatura impacchettata, il Comune di Acerra rivendica la riqualificazione di località Pantano e la rimozione dei rifiuti ‘importati’ due anni fa”. E’ quanto sostiene il Sindaco Esposito, il quale ha sottolineato di aver opposto in data 21.10.2010 in Prefettura ”una serie di eccezioni tecniche all’orientamento di trasferire in località Pantano una nuova ondata di rifiuti”. “La mancanza di una valutazione d’impatto ambientale – ha spiegato Esposito – la ‘non pertinenza’ delle balle con l’inceneritore, il parere negativo del Consiglio di Stato, la dichiarazione di sito d’interesse nazionale da parte del Governo, che aveva annunciato la fine dell’emergenza, sono state tutte eccezioni dinanzi alle quali i partecipanti all’incontro hanno dovuto rinunciare ad insistere sulla soluzione Acerra”. Il sindaco ha poi aggiunto che l’area industriale del paese ”non sarà mai una piattaforma ecologica”. “E’ intollerabile – ha affermato – che, ancora oggi, non siano state rimosse le cosiddette ecoballe stoccate a ridosso del termovalorizzatore e smantellate quelle piazzole realizzate in contrasto con la legge, così come stabilito in diversi pronunciamenti giurisdizionali. Così come è intollerabile che, nonostante siano stati predisposti, da oltre un anno, gli atti necessari, la struttura commissariale non abbia ancora provveduto a bonificare il sito di Lenza Schiavone. L’area industriale di Acerra dev’essere una vera opportunità per lo sviluppo economico del territorio e le aree inquinate devono essere immediatamente bonificate. Queste sono le ragioni più che fondate di questa comunità. Qualunque iniziativa o atto che dovesse minare Acerra ed il suo futuro – ha concluso il primo cittadino – incontrerà la più ferma e decisa reazione della comunità e, in modo particolare, di chi la rappresenta”.

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Stazione unica appaltante: Acerra firmerà la convenzione con la Prefettura?

Una delle proposte, avanzate qualche mese fa dal gruppo consiliare acerrano del Pdl in Consiglio comunale,  era la sottoscrizione, da parte del Comune con la Prefettura di Napoli e con il Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche di una convenzione relativa al conferimento delle funzioni di stazione unica appaltante. La questione fu affrontata lo scorso 26 luglio durante una seduta della Commissione consiliare “Statuto e Regolamento” alla quale, però, erano assenti molti gruppi politici e lo stesso Sindaco, che comunque aveva comunicato di non essere in sede. La finalità dell’istituzione della stazione unica appaltante è curare tutte le procedure di aggiudicazione di contratti di lavori pubblici, di prestazioni di servizio, di acquisto di beni e forniture, della redazione e pubblicazione del bando di gara fino all’aggiudicazione definitiva. L’ambito di operatività della stazione è relativo ai lavori pubblici a partire da 300 mila euro e per fornitura e servizi di importo pari o superiore a 150 mila euro. L’iniziativa si inquadra nel contesto del protocollo d’intesa sullo “Sviluppo locale in sicurezza e legalità”, sottoscritto nel 2008 tra Prefettura ed Unione Industriale di Napoli alla presenza del Ministro dell’Interno, con l’obiettivo di attuare interventi idonei a creare condizioni di sicurezza e legalità favorevoli al rilancio dell’economia del territorio. E sono 8 i Comuni della provincia di Napoli ad aver già sottoscritto tale convenzione. “E’ una strategia complessiva – afferma il Prefetto Pansa – per la sicurezza e lo sviluppo. Le amministrazioni locali vengono svincolate da meccanismi a rischio infiltrazioni e sono più garantite. La convenzione ha durata triennale con possibili proroghe e si pone quale espressione di una sinergia efficace tra Stato ed Enti locali ed è finalizzata al rafforzamento degli strumenti di contrasto ai tentativi di condizionamento da parte dei sodalizi criminali nei confronti degli enti locali”. Della questione è tornata ad occuparsene la suddetta Commissione l’8 settembre scorso, durante la quale emergeva una volontà politica comune, Sindaco compreso, di procedere all’adesione all’organismo della Prefettura e di attivare tutte le procedure necessarie, fino alla redazione della relazione, da porre poi all’Ordine del Giorno in Consiglio comunale. Ed è datata 20 ottobre 2010 la nota inviata al primo cittadino ed al Consigliere Giancarlo Esposito (Pdl) dalla Prefettura di Napoli, con la quale la Dr.ssa Iovino ha indicato l’iter procedurale corretto da…

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Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore, in relazione al progetto di sviluppo agricolo a cui stavo lavorando, oggi ho il piacere di rendere noto dapprima ai miei colleghi agricoltori (possibili beneficiari come me) e poi all’Amministrazione comunale (possibile collaboratrice), la profonda innovazione nel campo fotovoltaico. Oggi sappiamo quasi tutti che il fotovoltaico nel settore dell’agricoltura sta fagocitando innumerevoli ettari di terreno, che gli agricoltori stessi cedono con estrema facilità a fronte dei corposi ricavi, che il conto energia eroga agli stessi o alla ditta installatrice dell’impianto, la quale garantisce, a sua volta, un fitto mensile al proprietario terriero apparentemente superiore a quello che può essere il ricavo di una qualsiasi coltivazione agricola sulla stessa superficie di terreno. Tutto ciò è stato evidente anche agli occhi dello Stato che dal 2011, con il nuovo conto energia, ha previsto incentivi notevolmente inferiori per la realizzazione degli impianti a terra, ponendo un vincolo anche agli impianti su serre, che dovranno essere in grado di non perdere il loro indirizzo di produzione, come invece accade oggi con il pannello tradizionale che desertifica.In seguito a tale realtà ed al successivo provvedimento, ho iniziato a lavorare con i maggiori esponenti nel campo della ricerca internazionale nel settore di fibre ottiche e con Agronomi di rilievo nazionale, ottenendo così un prodotto fotovoltaico di terza generazione, che non impedisce lo sviluppo della fotosintesi clorofilliana (quindi la possibilità di coltivare qualsiasi prodotto sotto serra) per la sua trasparenza e non impedisce un’ottima produzione elettrica. Così con le nostre sinergie si è giunti al risultato che sui nostri suoli agricoli, attraverso l’utilizzo di serre, si potrà ottenere un miglioramento del reddito agricolo affiancato e non più sostituito dal reddito fotovoltaico.Come rappresentante della LCA (Lega Coltivatori Acerrani) e per la fiducia che molti miei colleghi imprenditori agricoli hanno in passato riposto in me, mi sento in dovere di portarli a conoscenza di questo nuovo e futuribile prodotto, che può sicuramente giovargli ai fini di uno sviluppo economico più vicino alla loro realtà imprenditoriale. Per informazioni tecnico-economiche vi rimando al sig.Giuseppe Marino, contattabile al numero 3311557449, che potrà rispondere alle vostre domande sulle applicazioni del prodotto.   Paolo Petrella

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In vigore il Decreto legge per ridurre l’inquinamento dell’aria

E’ in vigore dal 30 settembre 2010 il nuovo piano per la tutela dell’aria previsto dal neo Decreto legislativo n.155 del 13.08.2010, che è il provvedimento di attuazione della direttiva 2008/50/CE  e che pone precisi obblighi in capo a Regioni e Province autonome, per raggiungere entro il prossimo 2020 un sensibile innalzamento della qualità dell’aria. Il Decreto si pone quali obiettivi: la zonizzazione del territorio; rilevazione e monitoraggio del livello di inquinamento atmosferico esistente; confronto con i nuovi valori limite di qualità dell’aria; adozione di misure ad hoc per ricondurre entro i parametri di legge le situazioni critiche e migliorare quelle non critiche. In merito alla zonizzazione sarà primo obbligo degli Enti citati suddividere il territorio di loro competenza in nuove zone ed agglomerati, in base ai criteri previsti dal D.lgs. 155/2010 quali densità emissiva, caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, grado di urbanizzazione. Ogni area così individuata dovrà essere oggetto di una peculiare misurazione della qualità dell’aria. Il livello di inquinamento riscontrato sarà guida per l’adozione da parte degli Enti delle misure di intervento necessarie e ciò in base ad una comparazione tra la qualità dell’aria rilevata ed i nuovi valori imposti dal suddetto Decreto. Esso individua infatti diversi livelli di degrado della qualità dell’aria, il superamento di ognuno dei quali imporrà precise azioni. Il livello più basso è costituito dal “valore limite”, il cui superamento può provocare effetti nocivi per l’ambiente e per l’uomo. Il parametro intermedio è costituito dal “livello critico”, superato il quale possono verificarsi effetti negativi diretti su recettori quali piante, alberi, ecosistemi naturali (uomo escluso). Il livello più grave è costituito, invece, dalla “soglia di allarme”, oltre la quale sussiste un rischio per la salute umana, anche in caso di esposizione di breve durata ed il cui raggiungimento (o superamento) impone l’adozione di provvedimento immediati. Prevista anche una “soglia di informazione”, il cui superamento fa scattare l’obbligo di comunicare al pubblico i rischi per la salute umana in caso di esposizione. Il superamento (o il semplice rischio di superamento) dei valori sopra menzionati farà scattare per gli Enti l’obbligo di adottare misure di intervento in grado di agire direttamente sulle sorgenti di emissione. Misure che (nei casi più gravi) potranno comprendere: l’imposizione di prescrizioni particolari per la localizzazione e l’esercizio di impianti industriali, di…

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