Autore: Redazione

Piano Casa: ecco le proposte per il rilancio dell’economia locale

Note esplicative alle linee guida in via di redazione della legge n.19/09 (Piano Casa) ed istituzione di un ufficio ad hoc presso il Comune al servizio dei cittadini: ecco le proposte che il Presidente di Lista Trenta, Arch.Antonio Sassone, ha avanzato nel corso dell’incontro-dibattito “Piano casa: Prospettive per Acerra”, organizzato lo scorso 29 gennaio presso la sala Convegni del Castello Baronale. La legge n.19, approvata dalla Giunta Regionale campana in data 29.12.2009 e pubblicata sul BURC il 4 gennaio scorso, ha validità 18 mesi. Consente: aumenti di cubatura (20%) su edifici esistenti uni o bifamiliari, ma anche su fabbricati composti al massimo da due piani fuori terra; sostituzione edilizia (aumenti fino al 35%) del volume esistente per demolizione e ricostruzione, con tecniche e norme riguardanti il risparmio energetico e le costruzioni in zona sismica; riqualificazione delle aree degradate (per risolvere il disagio abitativo) con la Regione obbligata ad inserire le zone (eventualmente scelte dai Comuni per la sostituzione edilizia con aumento del 50% dei volumi) nel programma per l’edilizia economica e popolare; recupero dei sottotetti non abitabili (legge 19/2001 e 15/2000), interventi sugli edifici sanati (a patto che la concessione edilizia sia stata rilasciata nei termini delle leggi nazionali sul condono). Non consente: interventi sugli edifici abusivi, nei centri storici (zona A), nelle aree di inedificabilità assoluta (o a rischio vulcanico e idraulico), riserve naturali, parchi e nelle aree che, nei 60 giorni dopo la pubblicazione della legge, i Comuni dovessero escludere. “L’incontro è nato dalla volontà – sottolinea l’Arch. Sassone – di rendere partecipi i cittadini dello stato dell’arte della legge, che dovrebbe segnare un rilancio dell’economia locale ma, in particolare, creare un’occasione di confronto con le figure istituzionali che, a vario titolo, sono coinvolte nel processo di redazione delle fasi attuative, per essere protagonisti nei processi di trasformazione della città”. In una sala gremita di cittadini e di addetti ai lavori, il Capogruppo di Lista Trenta, il Consigliere comunale Antonio Laudando, ha ricordato che“in pochi anni l’impegno costante della lista civica, con la quale è stato eletto, ha garantito una serie di risultati invidiabili, (recepimento osservazioni Puc, una serie di idee e di proposte  per affrontare le problematiche della nostra città, ecc). Ebbene, tutto questo fa da contraltare alla condizione di stallo dell’amministrazione comunale, che non…

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Rilasciata l’Autorizzazione Ambientale Integrata alla “Ngp-Bio Natura srl”

Sullo scorso numero pubblicammo la notizia del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30 dicembre 2009, attraverso il Decreto n.390, alla “Ngp-Bio Natura srl”, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si autorizza la società ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “resa pubblica” solo undici giorni dopo e solo perché ne era venuto a conoscenza (per caso) il Consigliere D.Tardi!!! Un argomento da noi già più volte trattato, tant’è che evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente). E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti. Di impegnare l’Amministrazione comunale, previo urgente confronto contestuale con le istituzioni e i soggetti imprenditoriali coinvolti, ad avviare tutte le azioni, anche legali (compresa l’impugnativa del verbale della conferenza dei servizi dell’AIA), necessarie a garantire il rispetto dell’art.4 dell’AdP e richiedendo anche l’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo di tipo “on line”, che fornisca dati attendibili (sia di tipo quantitativo che qualitativo) sui reflui trattati e da trattare. Di impegnare l’Amministrazione a vigilare, affinché le principali azioni di ripresa delle attività del sito industriale acerrano (Simpe, Ilmas, ecc.) si realizzino in parallelo con le iniziative già in corso (Centrale elettrica, impianto di depurazione, ecc.), al fine di assicurare la necessaria sincronia tra le azioni di impiego e reimpiego dei lavoratori. Sembrava, dunque, che quanto deliberato dal Civico consesso fosse sufficiente ad evitare una tipologia di impianto, così come concepito durante la Conferenza di Servizi, svoltasi lo scorso I ottobre presso la Regione Campania, istituita sulla base delle posizioni prevalenti e che autorizzò la messa in esercizio del nuovo impianto di smaltimento di rifiuti liquidi, anche per le imprese…

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Depuratore ex Montefibre: il Sindaco annuncia il ricorso al Tar

La notizia del rilascio dell’autorizzazione alla NGP – Bio Natura provocava le reazioni di alcuni Consiglieri. “Il provvedimento della Giunta capeggiata da Bassolino è l’ennesimo atto di un lungo braccio di ferro fra il governo regionale e la comunità acerrana – affermava il capogruppo A.Laudando (Lista Trenta) – che nei mesi scorsi più volte aveva espresso la sua contrarietà nelle sedi istituzionali. Nonostante il parere contrario del Comune in Conferenza dei Servizi e nonostante un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale da un’ampia e trasversale maggioranza, la Regione Campania ha deliberato la localizzazione sul territorio acerrano, e proprio nei pressi dell’inceneritore, di un nuovo impianto di smaltimento. Ed anche questa volta la Regione non ha ascoltato le direttive della Pubblica Assise. Noi abbiamo chiesto la canalizzazione dei rifiuti e lo smaltimento di rifiuti non nocivi per la salute – proseguiva Laudando – ed invece la Regione ha deciso di cancellare la Delibera consiliare. Gli Acerrani non possono e non devono subire l’ennesima scelta imposta dall’alto, che porta solo danni e nessun beneficio. E’ arrivato il momento di dire basta. Siamo pronti a fare battaglie su tutti i tavoli istituzionali e ci mobiliteremo per una raccolta firme già dai prossimi giorni”. Il Consigliere D.Tardi (Mpa) dichiarava: “Noi in Consiglio comunale abbiamo presentato un ordine del giorno chiaro e preciso. La questione NGP rientrava nell’accordo di programma, che prevedeva lo sviluppo della zona ASI, con importanti occasioni occupazionali. Ad oggi ci portano l’inquinamento e prendono ancora in giro gli 8000 disoccupati sulla questione lavoro”. In merito al depuratore, il Consigliere G.Bigliardo ricordava che “dopo la firma dei documenti, c’è stato un solo incontro a Roma, al quale hanno partecipato il primo cittadino ed alcuni Consiglieri della maggioranza. Ad altri incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione il Sindaco non c’era. Pertanto – proseguiva Bigliardo – poiché il provvedimento della Regione è solo una presa d’atto dei risultati della Conferenza dei Servizi, chiediamo al Sindaco di esercitare tutti i suoi poteri per bloccarlo, così come promesso”. “Dal canto suo il Sindaco Esposito in data 24 gennaio annunciava che si sarebbe rivolto al Tar, per chiedere l’annullamento del provvedimento, “poiché il Comune aveva chiesto il rispetto dell’Accordo di Programma, che prevedeva un impianto al servizio della sola area…

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I primi atti di vandalismo ai danni di piazza Falcone e Borsellino

Era lo scorso 23 dicembre, quando il Sindaco Tommaso Esposito, intervenuto all’inaugurazione di piazza  Falcone e Borsellino, costata 750 mila euro circa ed un anno di lavori, nel rivolgersi ai presenti, dichiarava: “Nel ringraziare coloro, che si sono adoperati per realizzare quest’opera pubblica, invito i cittadini a rispettare questo spazio di aggregazione anche telematico, che va gelosamente custodito, perché patrimonio di tutti”. Ma egualmente si temeva che tale appello non sarebbe stato sufficiente a preservare l’area, intitolata ai due Magistrati uccisi dalla mafia, da eventuali azioni vandaliche. Che puntualmente facevano la loro comparsa nei giorni scorsi, quando qualche incivile imbrattava in più punti i marmi della piazza di vernice spray di color rosso (poi per fortuna ripuliti da una ditta specializzata). Danneggiata anche la struttura costruita adiacente alla piazza e che dovrebbe essere utilizzata come postazione della Polizia Locale, posta a presidio della piazza. Naturalmente l’assenza di un sistema di videosorveglianza, annunciato ma fino ad ora non realizzato, atto a prevenire eventuali atti vandalici e reati contro il patrimonio da parte di balordi senza scrupoli, ha avuto il suo peso. Per adesso chi si intrattiene nella piazza, può accedere liberamente ad internet attraverso una connessione wireless gratuita. Amareggiato il primo cittadino per l’accaduto, in quanto sperava che i giovani l’avrebbero maggiormente custodita e valorizzata. Occorre adesso, ancor di più, ricorrere alle risorse tecnologiche ed umane, per evitare ulteriori azioni contro la piazza.

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Igiene Urbana: passato ai raggi X il cantiere della Ego Eco sito al Gaudello

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana vi riferimmo, sullo scorso numero, dell’espletamento in via cautelativa, in data 11 gennaio, della gara d’appalto con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, per l’affidamento del servizio di igiene urbana per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, in attesa della verifica dei requisiti di legge della seconda società classificatasi, ossia la “Ego Eco” di Cassino, alla gara per cinque anni e che aveva visto aggiudicataria ed affidataria del servizio, dal 14 ottobre scorso, la Enerambiente di Venezia. Gara per 4 mesi indetta dal Dirigente competente su indicazione della Giunta comunale, che aveva deliberato in tal senso. Il tutto si era reso necessario perché la società veneta non aveva fornito ed impiegato entro la data del 12 gennaio 2010 gli 84 mezzi nuovi di fabbrica, risultando inadempiente circa il rispetto del capitolato d’appalto e chiudendo il rapporto di lavoro con il nostro Comune (mai contrattualizzato, tra l’altro, dopo appena 73 giorni di servizio svolto. Una gara dall’importo complessivo di 2.006.229,00 di euro ed alla quale venivano invitate 6 società, tra cui Enerambiente ed Ego Eco, che erano anche le uniche a prendervi parte. Alla fine, a fronte del ribasso offerto dall’impresa veneziana dello 0,5%, la Commissione di gara proclamava provvisoriamente aggiudicataria dell’appalto la società romana, in virtù di un ribasso operato del 7,17%. Ma anche su questo discusso “appalto ponte” non mancavano le polemiche e le attenzioni degli organi competenti, pronti a monitorare tutti gli aspetti e l’intera documentazione relativa alla gara, visto che i Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna acquisivano tutti gli atti, che saranno attentamente esaminati. Intanto, ad essere sottoposto ai raggi X era il cantiere scelto dalla società laziale e sito in località Gaudello, ma già in uso nell’ultimo decennio ad alcune imprese, succedutesi ad Acerra nello svolgimento del servizio di nettezza urbana. Una settimana di fuoco (dal 20 gennaio scorso) la vivevano i rappresentanti della Ego Eco, invitati a produrre una serie di documenti e a presenziare ai controlli posti in essere da un’equipe, che operava un intervento congiunto e che era composta dagli…

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Il mistero dei verbali redatti circa il cantiere del Gaudello

Le prescrizioni dell’Asl Na 3 Sud fornite alla Ego Eco attraverso il verbale n.2 del giorno 21 gennaio e citato nel precedente articolo, dunque, non erano poi così feroci. Lo divenivano all’improvviso il giorno successivo quando, oltre al personale dell’Asl, ispezionavano il sito anche Carabinieri e Vigili Urbani. Infatti, dal nuovo verbale n.3 dell’Asl, recante anche la firma del Comandante della Polizia Locale e del Maresciallo dei Militari dell’Arma, emergeva che “i locali prescelti quale sede per l’autorimessa di mezzi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, allo stato dell’arte, non risultano idonei per la tipologia della ditta, in quanto lo spazio è insufficiente ad accogliere il numero di automezzi utili, nonché per l’eventuale concorso a creare inconveniente igienico-sanitario penalmente perseguibile. Il sito in questione – proseguiva la nota – per essere idoneo, necessita di lavori strutturali che, allo stato dell’arte, non è possibile effettuare per la contemporanea permanenza dell’impresa in loco. Pertanto vogliate non accedere al sito con automezzi attualmente ivi allocati”. Una vera e propria sospensione dell’attività presso il cantiere del Gaudello. Ma resta un dubbio: perché 24 ore prima l’Asl non aveva interdetto l’accesso al cantiere degli automezzi, che potevano concorrere a determinare inconvenienti igienico-sanitari? E sembra, inoltre, che l’unico vero problema fosse costituito dalle acque reflue di lavorazione, che sarebbero defluite nella fognola a cielo aperto, che corre lungo la Statale 162. Scarichi che la Ego Eco isolava dalla rete fognaria e raccoglieva in apposite vasche a tenuta già in data 22.01.2010, come si evince anche dal verbale n.6, a firma del Dirigente medico dell’Asl e con il quale si autorizzava la ditta alla movimentazione di 15 automezzi per la raccolta dei rifiuti, mentre i restanti potevano essere allocati, a seguito del completamento dei lavori prescritti. Una bella differenza tra quanto stabilito dal verbale n.3 e quanto prescritto da quest’ultimo. Da parte nostra non possiamo che esultare per tanto zelo, impegno e continuità profusi nei controlli da parte degli organi competenti all’indirizzo dell’impresa, risultata aggiudicataria dell’appalto. Significa che avremo di che stare tranquilli in futuro. Strano, però, che non sia lo stesso impegno profuso, quando l’impresa precedente espletava il servizio cittadino di nettezza urbana, ossia quando, ad esempio, non veniva presidiata l’isola ecologica, tant’è vero che rubarono nella notte tra il 10 e l’11 dicembre…

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Esclusa dall’appalto dei 5 anni la Ego Eco. Si va verso l’indizione di una nuova gara

Comunque sia, a tagliare la testa al toro ci pensava la Determina dirigenziale n.159 del 2 febbraio 2010, con la quale la “Ego Eco srl ” veniva esclusa dalla procedura di gara relativa all’appalto del servizio di igiene urbana per il periodo di cinque anni. Le motivazioni sono da ricercare nel verbale, redatto in data 29.01.2010 dalla Commissione di Gara, presieduta dalla Dr.ssa M.Piscopo e che evidenzia due punti principali. Il primo riguarda la mancanza dei requisiti attestanti la capacità tecnica del Bando di Gara. Infatti, il totale dei servizi resi nel triennio 2006-2008 (a seguito delle verifiche) risulta essere di euro 17.646.975,17 inferiore, quindi, a quanto richiesto al punto 4 del Bando, pari ad euro 20.000.000,00. Risulta pertanto una differenza in meno, per servizi resi, di euro 3.706.352,62. Il secondo riguarda la mancata presentazione delle certificazioni rilasciate dai Comuni a prova delle dichiarazioni rese in sede di gara, entro i 10 giorni fissati per l’esibizione delle stesse. Un termine perentorio, così come sancito dalla determinazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. E la mancata esibizione viene considerata una negligenza da parte dell’operatore economico e quindi sanzionata. Una considerazione, sulla perentorietà del termine, suffragata dalla sentenza del Consiglio di Stato n.2482/2002. In merito a questo punto il legale della società laziale aveva eccepito che “in relazione alla mancata esibizione dei certificati dei Comuni, per i quali Ego Eco ha prestato servizio, si evidenzia che il mancato rilascio non è addebitabile alla società, che ha posto in essere tutte le attività indispensabili, per ottemperare alle richieste di codesta Amministrazione…I documenti, di cui si chiede l’esibizione, non sono nella disponibilità della società che è pronta, comunque, ad esibire tutto quanto in suo possesso”. Comunque sia, l’impresa romana è stata esclusa anche a seguito dell’art.48 comma 1 del D.Lgs.n.163/2006, che recita: “Quando tale prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente dalla gara…ed alla segnalazione del fatto all’Autorità per i provvedimenti di cui…”. A questo punto è consequenziale sostenere che si vada verso l’indizione di una nuova gara.                                                                                                                                                      J.F.

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Due sedute del Consiglio comunale producono un nulla di fatto

Si è svolto lo scorso 25 gennaio (in seconda convocazione) il Consiglio comunale, rinviato il giorno 19 per mancanza di numero legale. In quell’occasione il gruppo consiliare del Pdl aveva stigmatizzato il comportamento della maggioranza rea, a suo dire, di aver appositamente fatto mancare il numero legale. “Con un blitz del Presidente del Consiglio comunale, che fa l’appello nominale in assenza del Sindaco e dei Consiglieri che sostavano nei corridoi del Comune, il giorno 19 gennaio non si è tenuto il Civico consesso – spiegava il capogruppo del Pdl G.Bigliardo – ed ormai siamo alla farsa. Il braccio di ferro tra il Pd e le frange di centrodestra presenti in amministrazione è sempre più forte. Non erano d’accordo sulle scelte dei Revisori dei Conti e nemmeno sulle altre vicende, che riguardano nomine che spettano alla minoranza. Non si vuole fare politica – proseguiva il medico – ma solo gestione privata della cosa pubblica. Di questo passo non credo che l’agibilità politica sia garantita. Ricordo che a distanza di sette mesi ancora non ci sono le commissioni consiliari e si va avanti attraverso Delibere di Giunta. L’appalto per lo svolgimento del servizio  di igiene urbana non è stato ancora assegnato definitivamente ed invece delle proroghe si inventano gare a termine. Credo che l’attenzione del Prefetto debba essere massima su questo Comune, che sta vivendo una squallida stagione di compromessi e dispetti a scapito della collettività”. Questo il clima alla vigilia della pubblica assise del giorno 25 gennaio, svoltasi regolarmente ma durante la quale venivano rinviati i punti all’Ordine del Giorno relativi alla nomina del Vice-presidente del Consiglio, a quella dei Revisori dei Conti e all’approvazione del Regolamento del Consiglio comunale – modifica art.6 del capo III. L’unica discussione, invece, verteva sulla Delibera di Giunta n.69 e relativa all’erogazione dei voucher natalizi. “Sono stati erogati buoni spesa per il periodo natalizio, per un ammontare complessivo di 40mila euro, a famiglie indigenti con reddito zero (1188 stando alla Determina dirigenziale ndr) o a quelle che partecipano a corsi di formazione, con reddito di 6mila euro all’anno – affermava il Consigliere Laudando (Lista Trenta) – penalizzando però le altre con redditi bassi o inferiori ai suddetti 6 mila euro. La passata amministrazione garantì un buono spesa dal valore di 100 euro ad…

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Emergenza ambientale: il Sindaco chiede bonifiche e maggiori controlli all’inceneritore

Sono state le emergenze ambientali e le bonifiche bloccate per mancanza di fondi le tematiche al centro della conferenza stampa, tenutasi lo scorso 21 gennaio presso la sala Giunta del Comune. Un incontro, al quale presiedevano il Sindaco T.Esposito, l’Assessore all’Ambiente P.Marangio e l’Ing.I.Russo Spena e dal quale partiva un vero e proprio allarme lanciato agli Enti sovracomunali dagli amministratori cittadini.  “Sono trascorsi oltre 5 mesi, ma nessuno degli interventi di bonifica del territorio messi in cantiere dal Governo è ancora partito – affermava il primo cittadino – e noi siamo stanchi di dare soltanto, senza ricevere nulla. Le conseguenze ricadono anche sui settori produttivi, primo tra tutti su quello dell’agricoltura, che sta pagando un prezzo salato. E lo dimostra la discarica in località Calabricito. Infatti, se da un lato occorre introdurre un’autocertificazione condivisa e riconosciuta, dall’altro va avviata la bonifica e la rimozione dei rifiuti”. Dal canto suo l’Assessore comunale ricordava che l’amministrazione ha avuto ben due incontri operativi con i funzionari del dicastero dell’Ambiente, ma alla fine hanno risposto che non ci sono soldi. Le oltre 24 discariche stracolme di rifiuti di varie tipologie censite da anni, di cui due grandi ognuna come un campo di calcio, sembrano essere finite nel dimenticatoio dopo le promesse seguite alla costruzione e all’avvio dell’inceneritore, sito in località Pantano. I due governanti cittadini ricordavano, inoltre, che non sono state rimosse dal sito provvisorio di stoccaggio, sito di fronte al termovalorizzatore, nemmeno le tonnellate di ecoballe, ivi abbancate dal 2005 in poi, nonostante gli impegni presi dal Sottosegretario Bertolaso in persona, nè l’immondizia tal quale scaricata sulle piazzole durante i giorni più caldi dell’emergenza rifiuti in Campania, nonostante due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio favorevoli al Comune (la n.1797/2009 e la n.1798/2009), rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta. Piattaforme definite dai Giudici non idonee ad accogliere tali rifiuti, ma di smuoverli fino ad oggi non è stato possibile.  “Per adesso i rifiuti abbandonati li ha rimossi il Comune a sue spese”, spiegava Marangio, mentre illustrava l’elenco dei 9 siti bonificati. Tonnellate di rifiuti che sono state portate via anche dalla centrale di sollevamento di via Po, che dovrebbe convogliare le acque reflue della città e, insieme all’altro impianto di via Piave, che attende di essere collaudato, trasportarle nel depuratore consortile. I…

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Breve relazione sul mercato immobiliare di Acerra e Casalnuovo e relative prospettive

Il territorio di Acerra e Casalnuovo, pur facendo parte dell’area sita a nord-est della provincia di Napoli, rispecchia uno scenario notevolmente differente rispetto alle altre aree limitrofe, a causa di due casistiche particolari che sono: per Acerra, il calo generalizzato delle compravendite e che riguarda tutti i tipi di immobili, sia le unità immobiliari di nuova costruzione dei quartieri in espansione e sia le unità immobiliari “vecchie” del centro storico. Il forte calo del 30-40% rispetto agli anni precedenti è da imputare, fondamentalmente, alla realizzazione sul territorio del termovalorizzatore, che sta avendo molti aspetti negativi sull’intera economia locale, basata in gran parte sul settore edile e, conseguenzialmente, si stanno riversando sul mercato, oltre agli immobili ancora invenduti dei “costruttori”, una grande quantità di immobili di recente realizzazione, acquistati negli ultimi tempi da persone provenienti dalle zone vesuviane,  che ora hanno solo il desiderio di vendere, per monetizzare e trasferirsi altrove. Tale fenomeno ha portato ad un evidente calo dei prezzi nell’ordine del 10-15% rispetto agli anni precedenti, oltre che ad un allungamento dei tempi di realizzo, che sono passati dai 4-6 mesi, agli attuali 7-8 mesi. Per Casalnuovo ha pesato soprattutto il recente scandalo di interi parchi abusivi, costruiti senza concessione edilizia, che ha causato lo scioglimento del Consiglio comunale. Tant’è vero che, attualmente, si sta procedendo all’abbattimento di alcuni di questi edifici abusivi, molti dei quali anche già rogitati. E questo ha comportato un calo delle compravendite stimato intorno al 15-20% ed i prezzi hanno subito una flessione che si aggira intorno al 10%. Comunque la prospettiva per l’anno corrente è da ritenersi in lieve miglioramento, in quanto  sul mercato acerrano al momento ci sono molte unità immobiliari di nuova e recente costruzione disponibili e tutte dotate di box e/o posto auto e con tutti i confort moderni con prezzi relativamente competitivi. Infatti il prezzo medio oscilla tra i 1800,00 e i 2000,00 euro al mq e questo rappresenta un’ottima possibilità per gli acquirenti, datosi che si tratta per lo più di immobili in pronta consegna e, quindi, esenti da preoccupazioni e/o problematiche, che si possono riscontrare per gli acquisti cosiddetti su carta (in fase di costruzione). Inoltre c’è da ricordare che il Comune di Acerra è uno dei pochi Comuni della provincia di Napoli dotato  già…

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