Autore: Redazione

Igiene Urbana: passato ai raggi X il cantiere della Ego Eco sito al Gaudello

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana vi riferimmo, sullo scorso numero, dell’espletamento in via cautelativa, in data 11 gennaio, della gara d’appalto con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, per l’affidamento del servizio di igiene urbana per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, in attesa della verifica dei requisiti di legge della seconda società classificatasi, ossia la “Ego Eco” di Cassino, alla gara per cinque anni e che aveva visto aggiudicataria ed affidataria del servizio, dal 14 ottobre scorso, la Enerambiente di Venezia. Gara per 4 mesi indetta dal Dirigente competente su indicazione della Giunta comunale, che aveva deliberato in tal senso. Il tutto si era reso necessario perché la società veneta non aveva fornito ed impiegato entro la data del 12 gennaio 2010 gli 84 mezzi nuovi di fabbrica, risultando inadempiente circa il rispetto del capitolato d’appalto e chiudendo il rapporto di lavoro con il nostro Comune (mai contrattualizzato, tra l’altro, dopo appena 73 giorni di servizio svolto. Una gara dall’importo complessivo di 2.006.229,00 di euro ed alla quale venivano invitate 6 società, tra cui Enerambiente ed Ego Eco, che erano anche le uniche a prendervi parte. Alla fine, a fronte del ribasso offerto dall’impresa veneziana dello 0,5%, la Commissione di gara proclamava provvisoriamente aggiudicataria dell’appalto la società romana, in virtù di un ribasso operato del 7,17%. Ma anche su questo discusso “appalto ponte” non mancavano le polemiche e le attenzioni degli organi competenti, pronti a monitorare tutti gli aspetti e l’intera documentazione relativa alla gara, visto che i Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna acquisivano tutti gli atti, che saranno attentamente esaminati. Intanto, ad essere sottoposto ai raggi X era il cantiere scelto dalla società laziale e sito in località Gaudello, ma già in uso nell’ultimo decennio ad alcune imprese, succedutesi ad Acerra nello svolgimento del servizio di nettezza urbana. Una settimana di fuoco (dal 20 gennaio scorso) la vivevano i rappresentanti della Ego Eco, invitati a produrre una serie di documenti e a presenziare ai controlli posti in essere da un’equipe, che operava un intervento congiunto e che era composta dagli…

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Il mistero dei verbali redatti circa il cantiere del Gaudello

Le prescrizioni dell’Asl Na 3 Sud fornite alla Ego Eco attraverso il verbale n.2 del giorno 21 gennaio e citato nel precedente articolo, dunque, non erano poi così feroci. Lo divenivano all’improvviso il giorno successivo quando, oltre al personale dell’Asl, ispezionavano il sito anche Carabinieri e Vigili Urbani. Infatti, dal nuovo verbale n.3 dell’Asl, recante anche la firma del Comandante della Polizia Locale e del Maresciallo dei Militari dell’Arma, emergeva che “i locali prescelti quale sede per l’autorimessa di mezzi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, allo stato dell’arte, non risultano idonei per la tipologia della ditta, in quanto lo spazio è insufficiente ad accogliere il numero di automezzi utili, nonché per l’eventuale concorso a creare inconveniente igienico-sanitario penalmente perseguibile. Il sito in questione – proseguiva la nota – per essere idoneo, necessita di lavori strutturali che, allo stato dell’arte, non è possibile effettuare per la contemporanea permanenza dell’impresa in loco. Pertanto vogliate non accedere al sito con automezzi attualmente ivi allocati”. Una vera e propria sospensione dell’attività presso il cantiere del Gaudello. Ma resta un dubbio: perché 24 ore prima l’Asl non aveva interdetto l’accesso al cantiere degli automezzi, che potevano concorrere a determinare inconvenienti igienico-sanitari? E sembra, inoltre, che l’unico vero problema fosse costituito dalle acque reflue di lavorazione, che sarebbero defluite nella fognola a cielo aperto, che corre lungo la Statale 162. Scarichi che la Ego Eco isolava dalla rete fognaria e raccoglieva in apposite vasche a tenuta già in data 22.01.2010, come si evince anche dal verbale n.6, a firma del Dirigente medico dell’Asl e con il quale si autorizzava la ditta alla movimentazione di 15 automezzi per la raccolta dei rifiuti, mentre i restanti potevano essere allocati, a seguito del completamento dei lavori prescritti. Una bella differenza tra quanto stabilito dal verbale n.3 e quanto prescritto da quest’ultimo. Da parte nostra non possiamo che esultare per tanto zelo, impegno e continuità profusi nei controlli da parte degli organi competenti all’indirizzo dell’impresa, risultata aggiudicataria dell’appalto. Significa che avremo di che stare tranquilli in futuro. Strano, però, che non sia lo stesso impegno profuso, quando l’impresa precedente espletava il servizio cittadino di nettezza urbana, ossia quando, ad esempio, non veniva presidiata l’isola ecologica, tant’è vero che rubarono nella notte tra il 10 e l’11 dicembre…

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Esclusa dall’appalto dei 5 anni la Ego Eco. Si va verso l’indizione di una nuova gara

Comunque sia, a tagliare la testa al toro ci pensava la Determina dirigenziale n.159 del 2 febbraio 2010, con la quale la “Ego Eco srl ” veniva esclusa dalla procedura di gara relativa all’appalto del servizio di igiene urbana per il periodo di cinque anni. Le motivazioni sono da ricercare nel verbale, redatto in data 29.01.2010 dalla Commissione di Gara, presieduta dalla Dr.ssa M.Piscopo e che evidenzia due punti principali. Il primo riguarda la mancanza dei requisiti attestanti la capacità tecnica del Bando di Gara. Infatti, il totale dei servizi resi nel triennio 2006-2008 (a seguito delle verifiche) risulta essere di euro 17.646.975,17 inferiore, quindi, a quanto richiesto al punto 4 del Bando, pari ad euro 20.000.000,00. Risulta pertanto una differenza in meno, per servizi resi, di euro 3.706.352,62. Il secondo riguarda la mancata presentazione delle certificazioni rilasciate dai Comuni a prova delle dichiarazioni rese in sede di gara, entro i 10 giorni fissati per l’esibizione delle stesse. Un termine perentorio, così come sancito dalla determinazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. E la mancata esibizione viene considerata una negligenza da parte dell’operatore economico e quindi sanzionata. Una considerazione, sulla perentorietà del termine, suffragata dalla sentenza del Consiglio di Stato n.2482/2002. In merito a questo punto il legale della società laziale aveva eccepito che “in relazione alla mancata esibizione dei certificati dei Comuni, per i quali Ego Eco ha prestato servizio, si evidenzia che il mancato rilascio non è addebitabile alla società, che ha posto in essere tutte le attività indispensabili, per ottemperare alle richieste di codesta Amministrazione…I documenti, di cui si chiede l’esibizione, non sono nella disponibilità della società che è pronta, comunque, ad esibire tutto quanto in suo possesso”. Comunque sia, l’impresa romana è stata esclusa anche a seguito dell’art.48 comma 1 del D.Lgs.n.163/2006, che recita: “Quando tale prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente dalla gara…ed alla segnalazione del fatto all’Autorità per i provvedimenti di cui…”. A questo punto è consequenziale sostenere che si vada verso l’indizione di una nuova gara.                                                                                                                                                      J.F.

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Due sedute del Consiglio comunale producono un nulla di fatto

Si è svolto lo scorso 25 gennaio (in seconda convocazione) il Consiglio comunale, rinviato il giorno 19 per mancanza di numero legale. In quell’occasione il gruppo consiliare del Pdl aveva stigmatizzato il comportamento della maggioranza rea, a suo dire, di aver appositamente fatto mancare il numero legale. “Con un blitz del Presidente del Consiglio comunale, che fa l’appello nominale in assenza del Sindaco e dei Consiglieri che sostavano nei corridoi del Comune, il giorno 19 gennaio non si è tenuto il Civico consesso – spiegava il capogruppo del Pdl G.Bigliardo – ed ormai siamo alla farsa. Il braccio di ferro tra il Pd e le frange di centrodestra presenti in amministrazione è sempre più forte. Non erano d’accordo sulle scelte dei Revisori dei Conti e nemmeno sulle altre vicende, che riguardano nomine che spettano alla minoranza. Non si vuole fare politica – proseguiva il medico – ma solo gestione privata della cosa pubblica. Di questo passo non credo che l’agibilità politica sia garantita. Ricordo che a distanza di sette mesi ancora non ci sono le commissioni consiliari e si va avanti attraverso Delibere di Giunta. L’appalto per lo svolgimento del servizio  di igiene urbana non è stato ancora assegnato definitivamente ed invece delle proroghe si inventano gare a termine. Credo che l’attenzione del Prefetto debba essere massima su questo Comune, che sta vivendo una squallida stagione di compromessi e dispetti a scapito della collettività”. Questo il clima alla vigilia della pubblica assise del giorno 25 gennaio, svoltasi regolarmente ma durante la quale venivano rinviati i punti all’Ordine del Giorno relativi alla nomina del Vice-presidente del Consiglio, a quella dei Revisori dei Conti e all’approvazione del Regolamento del Consiglio comunale – modifica art.6 del capo III. L’unica discussione, invece, verteva sulla Delibera di Giunta n.69 e relativa all’erogazione dei voucher natalizi. “Sono stati erogati buoni spesa per il periodo natalizio, per un ammontare complessivo di 40mila euro, a famiglie indigenti con reddito zero (1188 stando alla Determina dirigenziale ndr) o a quelle che partecipano a corsi di formazione, con reddito di 6mila euro all’anno – affermava il Consigliere Laudando (Lista Trenta) – penalizzando però le altre con redditi bassi o inferiori ai suddetti 6 mila euro. La passata amministrazione garantì un buono spesa dal valore di 100 euro ad…

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Emergenza ambientale: il Sindaco chiede bonifiche e maggiori controlli all’inceneritore

Sono state le emergenze ambientali e le bonifiche bloccate per mancanza di fondi le tematiche al centro della conferenza stampa, tenutasi lo scorso 21 gennaio presso la sala Giunta del Comune. Un incontro, al quale presiedevano il Sindaco T.Esposito, l’Assessore all’Ambiente P.Marangio e l’Ing.I.Russo Spena e dal quale partiva un vero e proprio allarme lanciato agli Enti sovracomunali dagli amministratori cittadini.  “Sono trascorsi oltre 5 mesi, ma nessuno degli interventi di bonifica del territorio messi in cantiere dal Governo è ancora partito – affermava il primo cittadino – e noi siamo stanchi di dare soltanto, senza ricevere nulla. Le conseguenze ricadono anche sui settori produttivi, primo tra tutti su quello dell’agricoltura, che sta pagando un prezzo salato. E lo dimostra la discarica in località Calabricito. Infatti, se da un lato occorre introdurre un’autocertificazione condivisa e riconosciuta, dall’altro va avviata la bonifica e la rimozione dei rifiuti”. Dal canto suo l’Assessore comunale ricordava che l’amministrazione ha avuto ben due incontri operativi con i funzionari del dicastero dell’Ambiente, ma alla fine hanno risposto che non ci sono soldi. Le oltre 24 discariche stracolme di rifiuti di varie tipologie censite da anni, di cui due grandi ognuna come un campo di calcio, sembrano essere finite nel dimenticatoio dopo le promesse seguite alla costruzione e all’avvio dell’inceneritore, sito in località Pantano. I due governanti cittadini ricordavano, inoltre, che non sono state rimosse dal sito provvisorio di stoccaggio, sito di fronte al termovalorizzatore, nemmeno le tonnellate di ecoballe, ivi abbancate dal 2005 in poi, nonostante gli impegni presi dal Sottosegretario Bertolaso in persona, nè l’immondizia tal quale scaricata sulle piazzole durante i giorni più caldi dell’emergenza rifiuti in Campania, nonostante due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio favorevoli al Comune (la n.1797/2009 e la n.1798/2009), rappresentato e difeso dall’Avv.M.Balletta. Piattaforme definite dai Giudici non idonee ad accogliere tali rifiuti, ma di smuoverli fino ad oggi non è stato possibile.  “Per adesso i rifiuti abbandonati li ha rimossi il Comune a sue spese”, spiegava Marangio, mentre illustrava l’elenco dei 9 siti bonificati. Tonnellate di rifiuti che sono state portate via anche dalla centrale di sollevamento di via Po, che dovrebbe convogliare le acque reflue della città e, insieme all’altro impianto di via Piave, che attende di essere collaudato, trasportarle nel depuratore consortile. I…

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Breve relazione sul mercato immobiliare di Acerra e Casalnuovo e relative prospettive

Il territorio di Acerra e Casalnuovo, pur facendo parte dell’area sita a nord-est della provincia di Napoli, rispecchia uno scenario notevolmente differente rispetto alle altre aree limitrofe, a causa di due casistiche particolari che sono: per Acerra, il calo generalizzato delle compravendite e che riguarda tutti i tipi di immobili, sia le unità immobiliari di nuova costruzione dei quartieri in espansione e sia le unità immobiliari “vecchie” del centro storico. Il forte calo del 30-40% rispetto agli anni precedenti è da imputare, fondamentalmente, alla realizzazione sul territorio del termovalorizzatore, che sta avendo molti aspetti negativi sull’intera economia locale, basata in gran parte sul settore edile e, conseguenzialmente, si stanno riversando sul mercato, oltre agli immobili ancora invenduti dei “costruttori”, una grande quantità di immobili di recente realizzazione, acquistati negli ultimi tempi da persone provenienti dalle zone vesuviane,  che ora hanno solo il desiderio di vendere, per monetizzare e trasferirsi altrove. Tale fenomeno ha portato ad un evidente calo dei prezzi nell’ordine del 10-15% rispetto agli anni precedenti, oltre che ad un allungamento dei tempi di realizzo, che sono passati dai 4-6 mesi, agli attuali 7-8 mesi. Per Casalnuovo ha pesato soprattutto il recente scandalo di interi parchi abusivi, costruiti senza concessione edilizia, che ha causato lo scioglimento del Consiglio comunale. Tant’è vero che, attualmente, si sta procedendo all’abbattimento di alcuni di questi edifici abusivi, molti dei quali anche già rogitati. E questo ha comportato un calo delle compravendite stimato intorno al 15-20% ed i prezzi hanno subito una flessione che si aggira intorno al 10%. Comunque la prospettiva per l’anno corrente è da ritenersi in lieve miglioramento, in quanto  sul mercato acerrano al momento ci sono molte unità immobiliari di nuova e recente costruzione disponibili e tutte dotate di box e/o posto auto e con tutti i confort moderni con prezzi relativamente competitivi. Infatti il prezzo medio oscilla tra i 1800,00 e i 2000,00 euro al mq e questo rappresenta un’ottima possibilità per gli acquirenti, datosi che si tratta per lo più di immobili in pronta consegna e, quindi, esenti da preoccupazioni e/o problematiche, che si possono riscontrare per gli acquisti cosiddetti su carta (in fase di costruzione). Inoltre c’è da ricordare che il Comune di Acerra è uno dei pochi Comuni della provincia di Napoli dotato  già…

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Cose di Acerra….

Vorrei che qualcuno mi spiegasse, come sia possibile che un solo Consigliere comunale “faccia gruppo”. Accade nel 2010, eppure è vero: in dispregio al significato italiano di gruppo, che riguarda l’insieme di più persone, al Comune di Acerra basta un solo eletto di una lista per formare un gruppo. Roba da morire dal ridere. Succede anche che “il ridicolo” gruppo viene riconosciuto al Consigliere eletto in una lista e poi se ne esce. Vorrei, oltre ad una spiegazione, che il Presidente del Consiglio comunale si adoperasse, per non farci irridere. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come mai Acerra (che continua a non differenziare i rifiuti e nei cassonetti ci trovi di tutto), non compare nell’elenco dei Comuni inadempienti formulato dal Sottosegretario  Guido Bertolaso. Eppure le ditte incaricate per la raccolta dei rifiuti vengono cambiate di frequente, a seguito delle continue gare indette dal Comune. Intanto al Pantano l’immondizia rimane dov’è, l’inceneritore funziona, ma nessuno informa la popolazione sui dati delle emissioni o sull’inquinamento. Ma allora, cosa succede?                                                                                                            Luigi Bigliardo

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L’imprenditore Cuono Pellini presenta ricorso in Appello contro la sentenza di condanna

Quando il 6 aprile 2009 pubblicammo le motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Nola contro l’imprenditore Cuono Pellini, titolare della “Pellini s.r.l.”, eravamo certi che l’imputato, difeso dai suoi legali, avrebbe presentato ricorso in appello contro la pesante condanna che, comunque, aprì uno spaccato giudiziale, di cui non si poteva non tenere conto nel corso dei futuri processi. Ed infatti lo scorso 17 giugno i difensori dell’imprenditore hanno depositato presso il Tribunale nolano l’atto di impugnazione avverso la suddetta sentenza (notificato al Comune il 2 luglio scorso), con cui hanno proposto appello contro il verdetto di colpevolezza del loro assistito. Dal canto suo il Comune, attraverso apposita Delibera di Giunta comunale, approvata il 27 agosto scorso dall’esecutivo guidato dal Sindaco Tommaso Esposito, si è costituito parte civile dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, nel procedimento penale a carico del Pellini, autorizzando l’Avv.M.Balletta, già nominato difensore dell’Ente, a rappresentare e difendere il Comune anche nel nuovo giudizio. Cuono Pellini fu condannato il 14 novembre 2008 con sentenza n.1921/2008, emessa dal Giudice monocratico Dr.ssa Di Iorio, ad una pena di tre anni di reclusione e al pagamento di 15mila euro di ammenda per i reati di realizzazione di discarica abusiva, immissioni di esalazioni moleste e costruzione ed attivazione di impianto in contrada “Lenza Schiavone” in assenza di autorizzazione all’inquinamento atmosferico. Impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti ed oggetto di varie ingiunzioni di pagamento avanzate dal gruppo imprenditoriale e notificate al Comune (la somma complessiva che la ditta Pellini srl ha richiesto ormai ammonta ad oltre 10 milioni di euro, comprensivi di interessi, per il periodo che intercorre dal 15 novembre 2002 al 31 dicembre 2008). Somme contro il cui pagamento il Comune si è sempre opposto, costituendosi in giudizio. Oltre al pagamento una provvisionale di 100.000,00 euro in favore degli allevatori Mario e Vincenzo Cannavacciuolo (quest’ultimo morto di tumore qualche anno fa), rappresentati in giudizio dall’Avvocato Giovanni Bianco, che si è battuto nel corso dell’intero processo (durato circa due anni, nel corso del quale sono state celebrate oltre una dozzina di udienze dibattimentali), per far emergere quegli elementi sostanziali, per acclarare in modo inequivocabile il nesso di causalità tra lo sterminio del gregge dei Cannavacciuolo e gli incendi, verificatisi all’interno del suddetto impianto, dato in parte in…

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Alcuni punti del ricorso presentato in Appello dai legali del Pellini

Volendo adesso riportare qualche passaggio del corposo ricorso presentato dai legali dell’imputato, nella parte in cui lo stesso è accusato del reato di realizzazione di discarica abusiva di RSU in concorso con De Chiara Luigi (già Dirigente del Comune di Acerra poi deceduto) gli avvocati, dopo aver ripercorso l’iter burocratico e tecnico inerente all’impianto della “Pellini srl”, sito in località “Lenza Schiavone”, scrivevano che “l’azione penale è stata esercitata nei confronti del solo Pellini Cuono, a dispetto dell’essenziale contributo causale dato dalle ordinanze commissariali e comunali ed ignorando con queste l’attività di gestione cui hanno concorso la Pomigliano Ambiente; la Igica s.p.a. ed il Consorzio di Bacino Napoli 2. Appare difficile misurare la responsabilità del singolo imputato Pellini Cuono titolare dell’area, senza l’opportuna e preliminare valutazione degli atti amministrativi e delle attività di gestione: situazione a cui pone solo parzialmente rimedio il Giudice monocratico in sentenza, affermando che “la realizzazione di una  discarica abusiva è la diretta conseguenza della negligenza di coloro, cui era stata affidata la gestione dell’impianto di stoccaggio in questione (ossia il Consorzio di Bacino Napoli 2 e le società che con esso collaboravano), nonché dei soggetti pubblici deputati alla funzione di controllo”….Secondo il giudice monocratico Cuono Pellini avrebbe concorso nel reato, prima mediante condotta istigatrice ed agevolatrice nella fase dell’emanazione; poi con condotta di partecipazione materiale; infine con condotta omissiva e consenziente. La prima attività di Pellini Cuono – si legge nel ricorso – conseguente all’emergenza creata dalla chiusura della discarica di Tufino, è consistita nell’aderire alle sollecitazione del Commissariato di Governo e del Comune, nel mettere a disposizione del Comune la propria area, impiegando autorizzazioni e cassoni scarrabili per convogliare rifiuti solidi urbani, in conformità alle prescrizioni dell’Ordinanza n.17 del 22.01.2001 del Sindaco di Acerra. L’eccezionale mole dei conferimenti ed il rapidissimo esaurimento dei cassoni indusse quindi il Comune all’adozione dell’Ordinanza n.18 del 23.01.2001, con cui si disponeva di convogliare i rifiuti sul piazzale coinbendato e cementato dell’impianto di compostaggio della Pellini. Solo al cospetto della conclamata inadeguatezza del sito autorizzato in contrada Lenza Schiavone, il Pellini manifestò in data 04.06.2001 la disponibilità dell’area attigua dell’estensione di circa 13.000 mq. Area per la quale in data 01.02.2001 aveva presentato Dia, per eseguire opere di recinzione e pavimentazione. Tale area, già il giorno successivo,…

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Proposto ufficialmente un Patto per Acerra in vista delle prossime regionali

A seguito di quanto verificatosi ai danni di Acerra in merito alla questione del depuratore della “Ngp-Bio Natura srl”, appare più che opportuno il documento di forte impatto politico dal titolo: “Patto per Acerra alle Regionali, verso la costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale” presentato dal Dott. Luigi Montano a tutte le forze politiche, associazioni locali ed in particolare al Sindaco Esposito, al Vice-Sindaco Crimaldi ed al Presidente del Consiglio comunale Lettieri, perchè come massimi rappresentanti degli interessi dell’intera comunità locale ed avendo maggiore responsabilità nel garantire coesione politica, si facciano carico della convocazione di un tavolo comune per il coinvolgimento degli attori politici locali. Il tutto volto alla definizione di un percorso comune e condiviso, per fare uscire la città da quell’isolamento culturale e politico, che dura da troppi anni. Un messaggio chiaro e forte di richiamo alla responsabilità perchè – si legge nel documento – “si dia risposta con l’autorevolezza del ruolo alla domanda del processo di coesione,  presupposto del buon fine di un patto politico trasversale, volto alla costruzione di una filiera politico-istituzionale sovralocale, a partire da un accordo sulle Regionali. Acerra ha tutte le potenzialità per emergere, non solo per la ricchezza delle sue risorse territoriali, per la qualità delle risorse umane presenti, ma anche perché esprime una considerevole massa elettorale locale (oltre 40.000 cittadini aventi diritto), che da sola può far eleggere propri rappresentanti nei vari livelli istituzionali. Finora è mancata una maturità politica locale a fare squadra, quella coesione che in una terra da “emergenza continua” dovrebbe responsabilizzare tutti a produrre, in ragione di uno spirito di appartenenza, di amore verso la propria terra, una reazione  intelligente e forte in difesa del territorio”. In effetti, ogni appuntamento sovralocale, in particolare le elezioni Regionali, sono state occasioni di scontro fra attori locali troppo vecchi o nuovi improvvisati (un minimo di 10 candidati locali) che, puntualmente, non ha portato a nessun risultato. “Per evitare l’autofagismo locale ed il “nonnnulla”, basta avere “buon senso” e semplicemente aprirsi al dialogo comune, innescando una volta per tutte una forza “centripeta” attraverso un percorso trasparente: quella di un’alleanza fra soggetti affidabili che, con un’azione politica trasversale, s’impegnino a superare gli steccati ideologici, di partito o gli interessi di parte, facendo convergere i voti su uno-due candidati, che abbiano…

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