Autore: Redazione

Giovani talenti di Acerra

L’acerrano Francesco Esposito di 15 anni, ha partecipato sabato scorso al “festival” dei cantanti-baby, alla trasmissione “Ti lascio una canzone”, condotta su Rai Uno da Antonella Clerici. A Francesco, che frequenta la Ragioneria, il Sindaco e l’Amministrazione comunale hanno scritto una lettera, augurando al ragazzo soddisfazioni e successi. Il Comune, inoltre, ringrazia “tutti quegli acerrani che, in tutti i campi, dal sapere alle professionalità, contribuiscono ad affermare la nostra comunità nella vita del Paese”.

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Edizione Integrale del 10 Maggio 2010

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Le multe elevate ai veicoli in sosta nelle strisce blu non vanno pagate

Una sentenza a dir poco rivoluzionaria e che potrebbe assestare un colpo pesante alla già precaria situazione di una società, già di per sé costantemente nell’occhio del ciclone. Il riferimento è alla “Misia srl”, ossia alla società partecipata che gestisce la sosta cittadina a pagamento e di cui il Comune detiene il 98% delle azioni, mentre il restante 2% è ad appannaggio dell’Aciconsult. Società, i cui lavoratori periodicamente lamentano la mancata corresponsione dello stipendio e che negli ultimi anni ha sempre chiuso in passivo il proprio bilancio. Infatti, durante il Consiglio Comunale dello scorso 22 dicembre, 18 componenti l’Organo consiliare votarono la Delibera di Giunta comunale n.71, relativa alla “Ricapitalizzazione della Misia”, che fu  destinataria, quindi, di altri 86.000,00 euro. La sentenza in questione è la n.2286/2009 emessa dal Giudice di Pace di Acerra, nella persona del Dott.Giovanni Franzese, a seguito del ricorso proposto contro il Comune da un cittadino, per l’annullamento di un verbale di contestazione per violazione al Codice della Strada ex art.240/bis D.lgs 285/1992 elevato da personale della Polizia Municipale, a seguito dell’infrazione riscontrata da personale della Misia. I fatti. Il 18 febbraio 2009 veniva notificato dalla Polizia Municipale al ricorrente un verbale, con il quale si contestava che in data 20.11.2008 l’istante, rappresentato e difeso dall’Avv.Francesco Piscopo, sostava l’autovettura, violando l’art.7 comma 1 e 14 del C.d.S. relativo alla violazione delle prescrizioni stabilite circa l’esposizione dei dispositivi di controllo della sosta. Il ricorrente chiedeva l’annullamento del verbale, sostenendo che ai sensi dell’art.7 del C.d.S. le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. E perché su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze non c’era un’adeguata area destinata al parcheggio senza dispositivi di controllo di durata della sosta (ossia i grattini erogati dai parcometri). Il ricorrente depositava all’uopo il ticket di pagamento. Come si evince dalla sentenza, il Comune non si costituiva in giudizio, né depositava in cancelleria la copia del rapporto con i relativi atti dell’accertamento. Per cui si procedeva in contumacia. “L’art.7 del C.d.S. al comma 6 – scrive il Giudice – dispone che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli…

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E la Polizia Municipale ha anche il tempo per dedicarsi alle strisce blu

Sempre in relazione alla società Misia, come già evidenziato in prima pagina, dalla relazione consegnata dal Presidente del Cda per ripianare i debiti e ripristinare i parcometri rotti, si evince che occorrevano circa 90 mila euro. Pertanto la Giunta comunale con Delibera n.38 del 9.11.2009 deliberò, tra l’altro, di riconoscere a mero titolo di corrispettivo per le prestazioni rese dagli operatori della sosta un compenso di 8,00 euro per ogni multa valida emessa dagli stessi. Fermo restando che i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie, accertate dai suddetti operatori, spettano al Comune ai sensi dell’art.208 del Codice della Strada. E ciò per garantire gli stipendi dei dipendenti, in attesa di un’eventuale ristrutturazione. Ma lo stesso atto amministrativo dichiarava chiusa al 31 dicembre 2009 la sperimentazione introdotta dalla deliberazione dell’anno precedente del pagamento della sosta posticipata, che permetteva ai cittadini, che avevano sostato il proprio veicolo negli stalli di sosta colorati, ma pizzicati privi del ticket di pagamento, di poter pagare la sanzione entro 24 ore dall’elevazione del verbale a “prezzo ridotto”. Una misura sulla quale l’amministrazione comunale intendeva avviare un’attenta riflessione sui risultati ottenuti (da portare a termine, però, entro la fine del 2009), per valutare la possibilità di poterla proseguire, anche mediante opportune modifiche. Ma la suddetta Delibera specifica anche che “l’attività di controllo sulle aree di sosta compete ordinariamente al personale dipendente della Misia. La vigilanza sul servizio compete alla Polizia Municipale. Il controllo delle modalità di sosta degli autoveicoli è espletato direttamente dalla Misia srl, a mezzo di personale con qualifica di Ausiliario del Traffico, con funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli, ai sensi dell’art.17 commi 132 e 133 delle legge 127/97 e successive modificazioni ed integrazioni”. Ed ancora: “La Misia provvederà direttamente all’accertamento delle violazioni come indicato al punto precedente. Si precisa che gli Ausiliari del Traffico, nell’accertamento delle infrazioni, devono applicare esclusivamente le norme previste dal C.d.S”. Da qui la domanda sorge spontanea: perché il personale della Polizia Municipale si è dato, negli ultimi tempi, a svolgere ordinariamente, e non straordinariamente, le mansioni che spettano al personale della Misia, stando a quanto recita la suddetta Delibera di Giunta? Eppure non è stata prodotta nessun’altra Delibera o atto dirigenziale, che disponesse l’impiego dei poliziotti municipali a svolgere…

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Una nuova violazione urbanistica accertata nell’eliporto di via Volturno

A novembre del 2007 scrivemmo della “visita” degli uomini del locale Comando di Polizia Municipale all’eliporto sito a contrada Tappia, alla fine del prolungamento di via Volturno, avvenuta a seguito di un esposto denuncia di presunti illeciti presentato l’8 ottobre dello stesso anno. Due settimane dopo personale dei caschi bianchi e dell’Ufficio tecnico comunale effettuava un sopralluogo presso la struttura, che si connota, comunque, come un’elisuperficie occasionale; che attualmente fa capo alla società “3P Real Estate” e che si estende su un fondo di 11:000 metri quadrati. Dopo aver eseguito il dovuto controllo all’area, i Poliziotti municipali ravvisavano la violazione degli articoli 10 e 44 del DPR 380/01. In pratica veniva contestato il reato di abuso edilizio. I Vigili Urbani, infatti, relazionavano circa la realizzazione: di una massicciata stradale con sovrastante pavimentazione bituminosa; di una piazzola di forma quadrata e costituita da masso cementizio; di un vialetto di comunicazione tra le due aree; di due tabelle pubblicitarie poste a ridosso delle struttura e dell’allocazione nella stessa di un container in ferro. Il tutto realizzato in zona agricola in assenza di titolo abilitativo, la qualcosa comportava un’irreversibile trasformazione urbanistica. Una parte delle strutture realizzate, quindi, erano assoggettate al rilascio del permesso di costruire (di cui ormai in questa città non c’è più traccia dal lontano dicembre del 2004) e non assoggettabili ad una semplice dichiarazione di inizio attività. La relazione contenente le suddette contestazioni alle strutture realizzate veniva inviata alla Prefettura; al Sindaco; all’Asl Na 4; all’Inail; alla locale stazione dei Carabinieri; al locale Commissariato di Polizia ed alla Procura della Repubblica di Nola, che doveva decidere sull’eventualità o meno di notificare al responsabile dell’area gli eventuali provvedimenti di carattere giudiziario inerenti alla struttura, che comprende la suddetta aviosuperficie. Nei giorni successivi agli accertamenti eseguiti dagli uomini in divisa, comunque, il responsabile della sopra citata società provvide a far rimuovere le tabelle pubblicitarie ed il container, posto in prossimità dell’ingresso principale. Anche se ciò non impediva al Dirigente dell’Ufficio Tecnico, Arch.M.Santoro, di emettere in data 10.06.2008 l’ordinanza n.88, con la quale ordinava all’Amministratore Unico della società di rimuovere entro il termine di 90 giorni le opere abusive sopra riportate e di ripristinare lo stato originario dei luoghi. Ordinanza avverso la quale la società “3P Real Estate” presentava ricorso al…

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Alcuni punti del ricorso presentato al TAR dalla società “3P Real Estate”

Volendo adesso riportare alcuni punti del ricorso proposto dalla società “3P Real Estate” al TAR Campania, rappresentata e difesa dall’Avv.M.Mazziotti, in esso si legge che “la sig.ra Maddalena C. già in sede di sopralluogo da parte del Comando di Polizia Municipale, aveva dichiarato che l’immobile è stato ristrutturato con n.2 D.I.A. e che, riguardo alla pavimentazione del piazzale, rilevata in fase di accertamento, dichiara che alla data di presentazione della Dia la stessa era già esistente e, pertanto, non fu compresa tra i lavori dichiarati. Circa la zona retrostante, relativamente alla piazzola pavimentata, i lavori sono stati realizzati nel dicembre 2002 ed è adibita a sosta degli automezzi necessari alle finalità della società che esercita, fra l’altro, anche lavori agricoli. L’intera superficie è stata data in fitto alla società Eliservice srl, nello stato di fatto in cui si trova. La “3P Real Estate” – prosegue il ricorso – osservava che non sussistono interventi volumetrici abusivi di sorta, ma solo opere superficiali, di natura cosiddetta terricola. Di conseguenza il carattere di tali interventi non ha alterato la configurazione morfologica del sito, né la destinazione d’uso del luogo che è rimasta immodificata, rispetto sia a quella agricola di contesto esistente che a quella di zona agricola prevista dal PRG. L’ordinanza di demolizione impugnata è priva di qualsiasi motivazione in ordine alla determinazione assunta dall’Amministrazione comunale, essendosi essa limitata ad osservare che gli interventi contestati sarebbero stati realizzati in assenza del titolo abilitativo. Inoltre non vengono addotte ragioni concrete di pubblico interesse ostative alla permanenza delle opere. Sul punto la giurisprudenza ha chiarito che, in tema di abusi edilizi, il giudizio valutativo espresso dall’Amministrazione in merito alla gravità della lesione degli interessi pubblici, che si assume perpetrata dal privato cittadino, debba essere sorretto da adeguata istruttoria e congruamente motivato, evidenziando i criteri in base ai quali le valutazioni sono state effettuate….La Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto esplicitare nel provvedimento le norme in materia urbanistica in concreto violate dalla società ricorrente, nonché le ragioni di pubblico interesse. Sotto tale profilo il provvedimento impugnato è generico ed illegittimo. L’art.10 comma 1 del DPR 380/2001 – specifica il legale – dispone che costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire gli interventi di nuova costruzione; di ristrutturazione…

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Inceneritore: arriva la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo

La Commissione per le petizioni del Parlamento europeo di Bruxelles sarà in visita ad Acerra il prossimo 28 aprile, nell’ambito di un tour esplorativo in Campania, a seguito delle numerose istanze promosse dai comitati ambientalisti dei cittadini. L’organo europeo, infatti, a seguito di un incontro tenutosi lo scorso 28 gennaio alla presenza delle autorità regionali e nazionali competenti in materia, ha ravvisato l’emersione di alcuni aspetti, che hanno destato la preoccupazione dei membri della Commissione per le petizioni, in relazione alla tutela della salute umana, alla differenziazione dei rifiuti, allo stato delle discariche esistenti e allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici. La delegazione, guidata dalla Presidente Erminia Mazzoni, sarà composta anche da Andrea Cozzolino, Peter Jahr (ambientalista tedesco), e Margarete Auken (Danese) ed inizierà il percorso proprio dall’inceneritore di Acerra, incontrando anche i comitati cittadini per la tutela ambientale. Poi proseguiranno il proprio tour verso Chiaiano. Le associazioni ambientaliste locali, nell’ottica di quest’importante visita, hanno invitato la cittadinanza ad un incontro preliminare presso il Castello Baronale per il giorno 23 aprile, al fine di sensibilizzare ed informare la cittadinanza sui continui e ripetuti scempi che il nostro territorio, sta subendo. E al fine di porre l’accento sull’importanza che la visita della commissione per le petizioni riveste per la battaglia ambientale sul nostro territorio.

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E’ancora interdetta ai viaggiatori la Circumvesuviana di via Vanvitelli

Resta ancora interdetta agli utenti la locale Circumvesuviana ubicata a via Vanvitelli, così preziosa soprattutto per i pendolari, residenti nell’area periferica cittadina, che devono raggiungere Napoli e Pomigliano d’Arco. La nuova tratta ferroviaria Circumvesuviana fu inaugurata il 2 febbraio 2005 ed è composta da quattro binari a livello interrato. Da qui, con un percorso di appena 3 chilometri, si giunge a Pomigliano d’Arco, dove la tratta si connette alla linea Napoli-Nola-Baiano. Ma la stazione fu chiusa per motivi di sicurezza nel maggio del 2008, a causa delle reiterate infiltrazioni d’acqua nella volta della galleria sotterranea, con tanto di allagamento dei binari e di cedimento di qualche parete della galleria. Da quel momento la struttura, che usufruì di un finanziamento pari a 336 mila euro, è rimasta chiusa al pubblico, in quanto i lavori di ripristino, quantunque iniziati, non sono stati mai portati a termine. “Questa stazione deve fungere anche da strumento di rilancio dell’industria campana – affermò il giorno dell’inaugurazione l’ex Assessore ai Trasporti della Regione Campania Cascetta – in quanto il settore ferroviario serve a far crescere anche l’economia su un territorio, che ne ha veramente bisogno”. Inaugurazione della struttura (avvenuta quasi in clandestinità) alla quale parteciparono, oltre che l’ex sindaco Marletta, lo stesso Cascetta e l’ex Consigliere regionale Caiazzo, con tanto di percorso in treno che, dal nostro Comune, portò alla vicina Pomigliano. Ma la confusione tra addetti ai lavori e cittadini-utenti regna sovrana e basta chiedere in giro, per capirlo. Michele C. si sfoga: “La locale circumvesuviana mi era molto utile, visto che tutte le mattine mi reco a Napoli per lavoro. Ma è rimasta in funzione solo per alcune settimane. Molti dicono che sia interessata da problemi tecnici. Io stesso ricordo il crollo di una parete e poi, ad un certo punto, si è viaggiato su un binario unico, fino alla definitiva chiusura”. “Alcuni dicono ci siano state abbondanti infiltrazioni d’acqua – dichiara Anna L. – ma siamo ancora qui ad attendere che si ponga rimedio ad una situazione incresciosa”. Gli stessi macchinisti parlano di problemi tecnici, ma non sanno di cosa si tratti di preciso e la stessa incertezza la mostrano sull’ipotesi di una possibile riapertura o sulla soluzione del problema. Qualche settimana fa ci aveva dato delle buone speranze il Sindaco T.Esposito,…

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Circumvesuviana: per adesso disponibili solo autobus sostitutivi

Intanto, in sostituzione del servizio sospeso operano gli autobus sostitutivi, appartenenti alla “Vesuviana spa” e che ricoprono la tratta Acerra-Pomigliano. Ma, secondo quanto riferisce chi se ne serve, i pullman sono costretti ad attraversare i passaggi a livello ferroviari, per cui non riescono mai a rispettare gli orari stabiliti. Con conseguente spreco di denaro pubblico. L’importanza della Circumvesuviana deriva anche dal fatto che essa rappresenta il terminale della diramazione Pomigliano-Acerra (della linea Napoli-Nola-Baiano) lungo la quale si trovano altre due stazioni sotterranee, che servono lo stabilimento Alfa Lancia. Nel piazzale annesso è stato istituito il capolinea di alcune linee di autobus, con ampia disponibilità di parcheggio auto gratuito. Pare che quando fu progettata, già era noto che la falda acquifera locale non distava molto dalla superficie e, secondo alcuni, tale livello si è innalzato, anche a seguito dello stop delle operazioni di prelievo di acqua da parte dell’ex Montefibre, sostanzialmente ferma dal maggio del 2004. La realizzazione della nuova linea a doppio binario Alfasud-Acerra con i relativi lavori di ammodernamento e potenziamento della Circumvesuviana ed ampliamento di via Olmitelli, è un progetto cofinanziato dalla Regione Campania e dall’Unione Europea. Il B.U.R.C. del marzo 2008 recita che “l’opera rientra nel completamento del sistema metropolitano regionale per l’indispensabile ed urgente miglioramento dell’accessibilità della stazione di Acerra della ferrovia circumvesuviana in quanto, dall’analisi della trama viaria e del tessuto urbano circostante, questa stazione presenta una ridotta accessibilità derivante dall’insicurezza dell’accesso pedonale, dal degrado socio-ambientale delle strade e degli spazi urbani circostanti e dalla difficoltà di realizzare un’adeguata intermodalità tra le diverse forme di trasporto: su gomma e su ferro”.

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Questione Ice Snei: dopo l’esposto degli inquilini l’attenzione si concentra sul Comune

Sullo scorso numero vi riferimmo del sopralluogo preliminare effettuato lo scorso 2 aprile da parte della Polizia Municipale e di un funzionario dell’Ufficio Tecnico, a seguito di un esposto prodotto da alcuni abitanti a nome di tutti gli inquilini del complesso residenziale Ice-Snei. Esposto inviato in data 9.3.2010 anche alle Forze dell’Ordine, alla Procura della Repubblica di Nola, al Sindaco T.Esposito ed al Dirigente all’Urbanistica Arch.M.Santoro. E ciò, per stabilire una volta per tutte la proprietà delle cantinole al piano terra, trasformate negli anni in garage e in attività varie e la cui titolarità viene rivendicata sia dal Comune che dalla società costruttrice. L’intricata vicenda risale a circa 30 anni fa, quando prese il via la questione relativa alla proprietà di 113 box per alcuni dei quali, nel corso degli anni, sono scattati gli sgomberi, susseguenti alla morosità degli usufruttuari, che non verserebbero con regolarità la quota di affitto all’Ice-Snei. Quote che, invece, sostengono i residenti, andrebbero versate al Comune, che nel 1985 acquistò l’intero complesso residenziale, comprese le pertinenze, per circa 26 miliardi delle vecchie lire. Dal 2005 l’Ente comunale porta avanti una causa amministrativa, rappresentato e difeso dagli avvocati Violante e Petrillo, nella quale dovrebbe essere dimostrato, sulla scorta della licenza edilizia di allora, che esiste un’incongruenza tra gli spazi abitativi e le aree riservate ai parcheggi ed ai garage. Ma, secondo alcune indiscrezioni, alcune licenze, planimetrie e grafici risulterebbero irreperibili. Ovviamente alcuni inquilini rivendicano addirittura di aver portato a termine i lavori al piano terra, dai quali avrebbero poi preso vita gli attuali ambienti. Naturalmente i punti da chiarire sono molti. Infatti occorre innanzitutto capire se l’Ice Snei possa produrre una documentazione inequivocabile sul diritto di proprietà rivendicata e se questi locali al piano terra siano stati oggetto di abuso edilizio e da parte di chi. Box che il 20 ottobre del 1994 la società costruttrice accatastava presso il catasto immobiliare a distanza di circa 10 anni dall’acquisto, da parte del Comune proprio dall’Ice Snei del complesso abitativo, comprensivo delle pertinenze e dei 247 appartamenti. Bisogna anche accertare se la volumetria dei terranei era o meno prevista nelle licenze edilizie rilasciate nel 1968, oggetto di varianti e convenzioni tra Comune e società, per sanare ogni tipo di abuso relativamente ai manufatti del parco. Perno di…

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