Autore: Redazione

Il vescovo dedica il Centro Sportivo diocesano alle vittime dell’inquinamento ambientale

Relativamente all’inaugurazione del Centro Sportivo diocesano, di cui si riferiva in precedenza, veniva più volte ribadito, che esso è un fortino di legalità in un contesto urbano divenuto spesso teatro di azioni violente di malviventi. E spesso il Vescovo Di Donna ha denunciato pubblicamente con preoccupazione le condizioni di abbandono, in cui versa il centro cittadino, raccontando che ‘quando rientra in Vescovado di sera, ad attenderlo in piazza Duomo c’è il deserto delle saracinesche abbassate ed uno strano via vai di giovani e di motorini’. La cerimonia era caratterizzata anche dalla lettura di una lettera, da parte di uno dei tanti adolescenti presenti ed indirizzata al Vescovo. Lettera il cui testo, tra l’altro, recita: “Solo qualche mese fa su questo suolo, c’erano zolle di terra dissestate ed anche l’erbetta cresceva a fatica. Però questo pezzetto di terra ci ha accolto, ci ha fatto divertire con poco e ci ha fatto sognare! Oggi questo sogno si è avverato. Noi bambini del quartiere e non solo possiamo finalmente correre felici su questi campetti. I nostri educatori ci dicono sempre, che lo sport è soprattutto rispetto. Rispetto delle regole…; degli spazi; degli allenatori e degli altri. Eh sì, perché siamo bambini con storie diverse, a volte difficili, ognuno impegnato ad attraversare la propria tempesta personale. Ma quando ci amalgamiamo, il risultato che otteniamo è straordinario. E allora, sollecitati dai nostri accompagnatori, vogliamo impegnarci a rispettare tutto questo, inseguendo con forza i nostri sogni! Grazie di cuore al nostro Vescovo, che ha reso possibile tutto ciò”. L’alto prelato, nel suo intervento, dedicava la struttura a tutte le vittime dell’inquinamento ambientale e lanciava un appello a tutti coloro, che vogliono dare fondo alla propria generosità, per contribuire al sostegno dei costi, che una simile struttura comporta. E non abbiamo dubbi che, tra quelli che avranno accolto l’appello del Vescovo, ci sia l’On.Vittoria Lettieri che, venerdì 29 ottobre, microfono alla mano, ha così tanto elogiato tale struttura.  

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La Consigliera Bruno passa all’opposizione e dice che “continuerà a lavorare per la collettività” (!?)

Il Consiglio comunale dello scorso 29 ottobre veniva convocato in seduta ordinaria ed in presenza e trasmesso in streaming. Con la possibilità, per i Consiglieri, di collegarsi da remoto, ossia da casa o da un altro luogo, per partecipare alla seduta. Ma già nei mesi scorsi il Consigliere Carmela Auriemma aveva denunciato, che tale sistema poteva rivelarsi un flop, qualora i Consiglieri presenti in aula non fossero riusciti a vedere, per l’intera durata dei lavori, i loro colleghi collegati. E, puntualmente, si materializzava la sua previsione visto che, nonostante l’ingresso trionfale della tecnologia nell’aula consiliare, la Consigliera Elisabetta De Rosa, ad esempio, non riusciva a regalarci niente di meglio, che il suo nome su tanti bei sfondi neri!! Situazione che potrebbe gettare dubbi sulla validità e legittimità delle sedute della Pubblica Assise, dove i Consiglieri risultano presenti, ma non si sa, se garantiscono il numero legale, perché visibili solo a tratti. Venendo ai punti all’ordine del giorno, tra di essi c’era anche la Delibera di Giunta n.189/2021 di proposta al Consiglio, avente ad oggetto “i lavori di realizzazione di un Parco Urbano multifunzionale ed ecosostenibile denominato “Parco Akeru” ubicato in località Lupara”. In pratica l’approvazione di una variante al progetto. Quantunque la Delibera venisse votata all’unanimità dei presenti, il Consigliere Paola Montesarchio diceva: “Ancora una volta c’è stato il mancato coinvolgimento dell’opposizione su di un progetto, di cui si sa poco, nonostante gli atti amministrativi approvati fino ad oggi. Condivisione che è mancata anche durante la Commissione Politiche del Territorio che, convocata due giorni fa, è andata deserta. Non siamo messi al corrente dei vari iter del procedimento, perché manca il dialogo – aggiungeva Montesarchio – ma dobbiamo affidarci ai video ed alle foto diffuse via social dal sindaco Lettieri. Ed anche per questo il Consigliere Bruno ha lasciato la maggioranza”. Interveniva però il Presidente Andrea Piatto, il quale replicava: “Noi stiamo votando la variante al progetto, che è stata preceduta da altri atti, che Montesarchio ha votato a favore. Dire che stiamo affrontando un tema non noto, è strano. Tra l’altro la relazione istruttoria della Delibera posta in votazione richiama gli atti precedentemente approvati”. Approvata all’unanimità anche la Delibera di Giunta n.170/2021 di proposta al Consiglio, avente ad oggetto “la realizzazione di un Palazzetto dello Sport polivalente…

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Escavatore danneggia tubatura del gas: interrotta la fornitura e la circolazione dei mezzi

Un errore verificatosi, nei giorni scorsi, durante i lavori della costruenda linea dell’Alta Velocità costava enormi disagi agli automobilisti ed ai camionisti in transito, soprattutto lungo la strada provinciale Acerra-Casalnuovo. Ma anche ai gestori delle attività, site lungo la trafficatissima strada. Qui, in uno dei cantieri aperti dalla società incaricata di costruire la nuova strada ferrata e che ricade nel territorio acerrano, un operaio inavvertitamente affondava la benna dell’escavatore in un grosso tubo di metano della ‘Italgas’, che corre non lontano dalla carreggiata attraversata, quotidianamente, da migliaia di veicoli, vista anche la presenza degli assi mediani. In pochi minuti dalla grossa falla apertasi nella tubatura fuoriuscivano migliaia di metri cubi di metano, spinti dalla significativa pressione ed il cui odore veniva avvertito a decine di metri di distanza. Impressionante anche il suono della sostanza gassosa, similmente avvertito dalle persone presenti sul posto. Una volta scattato l’allarme, sul posto si portavano i Vigili del Fuoco di Afragola e gli agenti della Polizia Municipale di Acerra, che provvedevano a deviare il flusso dei veicoli, tra l’altro, in un orario di punta, visto che erano le 14:00 circa. Non tardavano ad arrivare nemmeno i tecnici della Italgas, che provvedevano a sospendere temporaneamente il servizio di distribuzione del gas metano e quelli della Ferrovia dello Stato, visto che anche il traffico ferroviario lungo la linea Napoli-Caserta veniva subito interrotto a scopo precauzionale. Il tutto per consentire alle maestranze intervenute, di procedere alla necessaria riparazione. Falla che, dopo alcune ore, i tecnici intervenuti riuscivano a chiudere, ponendo fine alla dispersione nell’aria della preziosa materia prima che, proprio in questi giorni, ha visto un aumento del proprio costo. Per fortuna non si registravano danni a cose e persone. Ma non tardavano a circolare i primi interrogativi sull’incidente, ossia su come fosse stato possibile che l’operaio alla guida del mezzo meccanico, non sapesse che in quel punto insisteva una grossa tubatura di gas metano o non fosse stato assistito durante l’operazione di scavo. La linea ad alta velocità-capacità Napoli-Bari è un’opera commissionata da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), mentre già riferimmo dell’installazione sul territorio comunale del primo dei tre ponti ad arco della tratta Napoli-Cancello, progettata da Italferr. La linea ferroviaria Napoli-Bari punta a diventare un asse strategico per lo sviluppo della mobilità sostenibile…

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Caos cantieri, Vincenzo Riemma: “Subito risposte a residenti e commercianti”.

È caos cantieri ad Acerra. La città ne è invasa e muoversi tra le strade cittadine è diventato, per auto e pedoni, difficoltoso e disagevole. Un disagio che, da mesi, coinvolge tutti: residenti, esercenti e clienti con, sullo sfondo, l’azione di alcuni incivili, che danno vita a discariche illegali a cielo aperto. Una situazione che sta infliggendo dei contraccolpi negativi al tessuto economico locale, visto che non pochi sono i negozi intrappolati tra ruspe, transenne e pedane. Ed è inutile evidenziare, che i cronoprogrammi e le aree d’intervento dei lavori pubblici da eseguire, sono dettati dalle decisioni assunte dall’amministrazione comunale. Sul tema si esprime Vincenzo Riemma, dirigente di Fratelli d’Italia, che afferma: “La questione cantieri va posta al centro dell’agenda politica, perché è la città che lo chiede e vanno trovate delle soluzioni. Penso ai residenti di Corso Italia, che lamentano il sorgere di piccole discariche sotto casa, fino ai commercianti di via Duomo, di via Roma e di via Del Pennino, che sono stati lasciati per l’ennesima volta in balia degli eventi e che, a causa di questa situazione, stanno riscontrando un calo del fatturato. Qualcuno ha gestito male la situazione. Ma, al di là delle polemiche, ci interessa adesso tutelare il commercio locale, che è in ginocchio ed è necessario predisporre un piano di tamponamento a quest’emergenza. Per le attività presenti lungo le strade chiuse ed interessate dai lavori va predisposta la sospensione e l’abolizione, anche parziale, delle imposte comunali. Sarebbe un piccolo ma significativo segnale. Nel lungo termine, invece, vanno create finalmente le condizioni, per sostenere al meglio l’economia locale che è influenzata dal degrado e dall’insicurezza, in cui vige soprattutto il centro città e che ha risentito della mancanza di idee della politica locale. Serve un piano di investimenti decennale, che dia incentivi soprattutto alle partite IVA under 35; un piano di comunicazione che dia risalto alle nostre identità e potenzialità inespresse ed un piano di sicurezza serio. Il centro storico deve tornare ad essere un degno biglietto da visita per i residenti e per il nostro commercio”.  

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Affissione abusiva: un fenomeno che viola la legge e che deturpa il decoro urbano

E’ noto che, nonostante che l’organico dei poliziotti municipali si sia di molto ampliato, con ben 20 unità lavorative in più e che adesso si sia “irrobustito” con una figura di grande spessore, ossia con quella del Dirigente-Comandante Felice D’Andrea, le criticità che affiggono la comunità locale, compresa la mancata osservanza di svariate Ordinanze sindacali da parte dei cittadini e a cui devono ottemperare i caschi bianchi, sono sempre le stesse. Problematiche che persistono ancora, come quella dell’affissione abusiva, che è una costante sul nostro territorio comunale, tanto che finisce addirittura per diventare parte integrante dell’arredo urbano (a deturpazione dello stesso, naturalmente) e a danno dell’immagine e del decoro urbano. Affissione non solo di manifesti, ma anche di locandine, brochoure, cartelli ecc. che prendono di mira saracinesche di negozi ormai chiusi, cabine delle società, che servono le utenze domestiche, porte di case disabitate, pali della pubblica illuminazione, cabine telefoniche, paline della segnaletica stradale, parcometri, contenitori per la raccolta degli abiti usati ecc. Spazi e strutture che vengono utilizzati abusivamente da alcune agenzie immobiliari, da esercizi commerciali, da privati cittadini e, durante le elezioni, da alcuni candidati alla carica pubblica, per trasmettere alla comunità il loro messaggio pubblicitario o propagandistico. Un campionario vasto e multicolore, di cui abbiamo prodotto e pubblicato un piccolo rilievo fotografico. E non abbiamo motivo di dubitare, che il personale del Comando di Polizia Municipale, soprattutto a seguito delle segnalazioni inoltrate dal solito “qualcuno”, abbia prodotto decine di relazioni relativamente a tale fenomeno. Anche se poi ci si chiede, per quale motivo non si procede alla rimozione di tale materiale “comunicativo”, se i caschi bianchi hanno relazionato in merito, dando per scontato che abbiano provveduto anche ad elevare le dovute sanzioni. E senza voler entrare nello specifico della materia, basta ricordare che l’articolo 663 del Codice Penale, tra l’altro, recita: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge o senza osservarne le prescrizioni, affigge scritti o disegni o comunque colloca iscrizioni o disegni, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro (stabilita dal Decreto Legislativo n.507 del 30.12.1999)…”. Non in tutti i luoghi, comunque, le affissioni possono essere collocate. Infatti il divieto vige su: monumenti pubblici; segnaletiche stradali; proprietà private senza il…

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Mentre Acerra decide in tema di mobilità, a San Giorgio puntano sulle colonnine elettriche

Quando durante il Consiglio comunale del 24 luglio 2020 il Consigliere Carmela Auriemma parlò di “schizofrenia dell’amministrazione comunale, che non ha una visione d’insieme della città”, in merito alla proposta di acquistare (Delibera di Giunta n.69/2020) un immobile privato a via San Cuono di circa 400 mq, da adibire a parcheggio pubblico (poi acquistato, con accensione di un mutuo, dal Comune, per un importo pari a 102.000,00 euro e riconducibile ad un professionista locale e di cui ne è stata decisa anche la demolizione, con Delibera di Giunta n.152/2021, per un costo pari a 97.000,00 euro), non aveva di certo torto. Infatti, ad oggi, ancora non è chiaro, se l’amministrazione targata Lettieri punti o meno sulla mobilità alternativa e sostenibile. Ad un primo impatto sembrerebbe di sì, visto che: sono state rese del tutto pedonali piazzale Renella e piazza Castello. Sono state costruite piste ciclabili e concessi, per anni, incentivi sull’acquisto di biciclette e motorini elettrici per migliaia di euro. E’ stata predisposta la Ztl in alcune strade del centro storico ed istituiti i divieti di sosta ed i limiti di velocità in altre. Sono state rifatte le pavimentazioni delle strade e la messa in sicurezza dei percorsi pedonali. Ma poi un bel giorno il sindaco del fare (i guai) all’improvviso si accorge, che le suddette aree urbane non hanno parcheggi. E che fa? Traccia stalli di sosta (rigorosamente blu e a pagamento) in pieno centro storico ed ‘attaccati’ ai dissuasori delle piazze ed abbatte un immobile storico, per creare un’area di parcheggio “striminzita”. E che, probabilmente, seguirà lo stesso destino di quella ricavata tra via Suessola e via Sott.Caruso, mai indicata come area di parcheggio con apposita segnaletica stradale e dove sostano per lo più solo i veicoli dei residenti. Allora Lettieri punta sulla mobilità veicolare, per cui predispone aree di parcheggio mancanti o sulla mobilità non inquinante? In tema di mobilità, invece, a San Giorgio a Cremano sembra che gli amministratori locali abbiano le idee più chiare se è vero, come certamente è vero, che l’amministrazione cittadina mette in campo una serie di azioni a favore della sostenibilità e del miglioramento delle condizioni ambientali dell’area urbana. Da tempo, infatti, il Sindaco Giorgio Zinno sta lavorando ad un doppio obiettivo: la riduzione dell’inquinamento ed il contrasto ai…

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Voto di scambio, prescrizione per l’ex Consigliere comunale Nicola Ricchiuti

Il 31 ottobre del 2019 la Corte d’Appello di Napoli (che così scongiurò la prescrizione), confermò la sentenza di condanna sul cosiddetto voto di scambio, a carico dell’ex Consigliere comunale di maggioranza Nicola Ricchiuti (condannato, il 3 aprile 2017, a 10 mesi di reclusione con pena sospesa e con la sospensione dal diritto elettorale e dai pubblici uffici per cinque anni e che fu dichiarato poi decaduto durante il Civico consesso del 13 luglio 2013 appositamente convocato). Ex amministratore candidatosi a sostegno della coalizione del sindaco Lettieri, imprenditore del settore sicurezza e vigilanza, eletto con 341 voti alle amministrative di maggio 2012 tra le fila della lista “Acerra è Tua”, che faceva capo al Consigliere comunale Andrea Piatto. L’imputazione, formulata dall’allora Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, Cristina Curatoli, specificava che “l’offerta o la promessa di denaro e posti di lavoro, al fine di ottenere il voto elettorale, era stata fatta dall’imputato ad un numero indeterminato di persone…”. La sentenza, che recava la firma del Giudice monocratico Chiara Bardi, inflisse anche quattro mesi di reclusione (pure in questo caso pena sospesa) con la sospensione dei diritti politici e dai pubblici uffici per 2 anni ad un ex dipendente del Ricchiuti, ossia Mario Calzolaio, che aveva ammesso le sue colpe, tirando in ballo proprio l’ex Consigliere, che lo aveva prima assunto a tempo determinato, dopo aver procurato voti, ma che poi lo estromise dal lavoro. Ed è ancora memoria di tutti la nota parentesi dello smarrimento dei fascicoli negli uffici del Tribunale di Napoli, per cui il processo di secondo grado sul voto di scambio politico elettorale rischiava di saltare. La qualcosa rendeva sempre più concreta la possibilità, che i reati contestati finissero in prescrizione. A quel punto scattò una corsa contro il tempo. Ma i Giudici della Corte di Appello di Napoli, dopo aver provveduto a sporgere regolare denuncia di smarrimento dei fascicoli del processo di primo grado, annunciarono anche che il processo di secondo grado si sarebbe celebrato. Poche ore prima l’Ispettorato del Ministero della Giustizia fu incaricato dall’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, di compiere accertamenti preliminari sul caso dei fascicoli smarriti. Dal canto loro i legali della parte civile, tra cui l’avvocato Teresa Di Nuzzo, lottavano contro il possibile colpo di spugna,…

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In giro per le campagne di Acerra con il fucile modificato: denunciato bracconiere

I Carabinieri della stazione Forestale di Marigliano, nell’ambito dei servizi disposti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, insieme ai volontari della LIPU di Napoli, sorprendevano nelle campagne acerrane un uomo, intento a cacciare con l’utilizzo di un richiamo acustico elettromagnetico. Controllato, veniva trovato in possesso di un fucile Beretta calibro 12. All’arma era stato tolto il riduttore, per permettere una maggiore quantità di carico delle cartucce e sparare più colpi. Il 50enne veniva denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per esercizio dell’attività venatoria con mezzi non consentiti e per l’alterazione delle caratteristiche tecniche del fucile, che veniva sequestrato. Stessa sorte per le 50 cartucce e per il fonofilo comprensivo di cassa, batteria e di 2 schede, che producono il canto di diverse specie di avifauna, anche di quelle protette. Elevate nei confronti del bracconiere anche diverse sanzioni amministrative per un importo di circa 700 euro.

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L’ex Meridbulloni si insedia ad Acerra. Investimento da 20 milioni di euro con assunzioni

Era la stampa quotidiana, a riferire di una svolta per una vicenda che, in provincia di Napoli, si protraeva da tempo, ossia per l’ex Meridbulloni di Castellammare di Stabia. “Lo stabilimento, infatti, che fa capo al gruppo Vescovini e che è uno dei principali produttori italiani di viti e dadi – esordisce l’articolo – non solo ha ottenuto ufficialmente il via libera dall’Asi all’insediamento in Campania, in uno spazio di 30 mila metri quadrati nell’ex Montefibre, in Contrada Pagliarone. Ma, come riferito dallo stesso numero uno, Alessandro Vescovini, “non sarà portato un ramo piccolo dell’impresa, come si era immaginato all’inizio con la “Sbe-Sud”, ma si resterà con l’azienda madre, la “Sbe-Varvit spa”. Il caso dell’opificio stabiese, i cui cancelli sono stati chiusi pochi giorni prima di Natale 2020, lasciando in strada 87 dipendenti, va verso una soluzione, nonostante non sia quella, alla quale una parte del mondo politico ha lavorato con impegno per alcuni mesi. L’insediamento si farà, ma non a Castellammare di Stabia e nemmeno a Torre Annunziata che, di contro, ha alzato un muro rispetto alla possibile apertura sul proprio territorio. Il gruppo Vescovini aprirà i cancelli entro l’autunno del 2022 ad Acerra, dopo mesi costanti di trattative con gli Enti comunali intermediate dall’Asi. Porterà un investimento complessivo di 20 milioni di euro, di cui quasi 2 per l’acquisto dell’area e più del doppio per la costruzione dei capannoni e delle infrastrutture che, in una prima fase, occuperanno solo 5 mila metri quadrati, dei 15 che possono essere edificati. Infine un investimento per macchinari ed attrezzature per circa 14 milioni di euro. Il risvolto occupazionale iniziale – prosegue l’articolo – prevede assunzioni per altre 30 persone, oltre i 40 espulsi della Meridbulloni, che il gruppo Vescovini ha già assorbito nell’ottica dell’insediamento campano. ‘Quello che abbiamo è un progetto ambizioso – ha spiegato l’imprenditore romagnolo – aggiungendo la sua posizione sulla questione degli aiuti pubblici che, soprattutto nel passato, hanno drogato l’imprenditoria al Sud. Hanno permesso, infatti, insediamenti, che poi si sono rivelati solo un modo, per intercettare fondi e consentire speculazioni edilizie. Noi invece investiremo risorse nostre e non useremo nessun filone di finanziamento o fondi pubblici, ma utilizzeremo la misura statale del credito d’imposta. Questa spinge le aziende virtuose, quelle che pagano le tasse, ad…

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Il Codacons promuove la prima azione risarcitoria “per danno da vaccino” a favore di un 46enne

L’ormai noto Covid-19, che ha gettato nel caos più totale le nostre esistenze, non ha dei risvolti solo di carattere socio-psicologico-economico e giuridico, ma anche sanitario. E, a tal proposito, come riportato anche dalla stampa quotidiana, è partita in Italia la prima azione di risarcimento per danni permanenti da vaccinazione anti-Covid. Ad avviarla è stato il Codacons, per conto di un cittadino romano di 46 anni che, poco dopo la somministrazione del vaccino, è stato colpito da ictus, che ha portato al ricovero urgente in ospedale dove tuttora, nel mentre scriviamo, il paziente risulta in terapia. C.C. (queste le iniziali dell’uomo assistito dall’Associazione dei Consumatori), era stato vaccinato il 6 agosto scorso con il siero Johnson e Johnson presso una farmacia della Capitale. A distanza di poche ore “accusava i primi malori, tra cui dolore al braccio e si manifestava una paresi sul lato sinistro del viso in prossimità della bocca, che gli impediva di parlare correttamente. Infine perdeva i sensi – fa sapere il Codacons – e, all’arrivo dei soccorsi, immediatamente contattati dai familiari, il braccio e l’intera parte sinistra del corpo erano totalmente paralizzati e privi di sensibilità. Veniva dunque portato d’urgenza al Pronto Soccorso del S.Eugenio dove, una volta eseguite le necessarie indagini, veniva diagnosticato un ictus cerebrale ischemico a carico dell’emisfero destro e veniva immediatamente approntata una trombolisi per via endovenosa. Successivamente – prosegue la nota del Codacons – il paziente veniva trasferito presso la clinica “Villa Sandra” di Roma, per eseguire la riabilitazione neuromotoria, dove tuttora è ricoverato, presentando una difficoltà deambulatoria, con difficoltà motorie e sensitive a carico dell’emisoma sinistro, mentre il linguaggio risulta parzialmente disartrico, con una deviazione verso destra della rima buccale e lamenta un profondo stato astenico”. Il Codacons aggiunge che, nella perizia medica condotta dal Professor Carlo Rumi, tra l’altro si legge: “Appare evidente come la circostanza della procedura vaccinale, possa avere rappresentato il ‘primum movens’ di un episodio tromboembolico (come già evidenziato nella letteratura scientifica), in un soggetto sano, di 46 anni, privo di importanti ed evidenti fattori di rischio”. Sempre per restare in tema Covid, questa volta l’attenzione si spostava a San Gregorio Armeno, patria di botteghe che sono da sempre una delle attrazioni più importanti di Napoli e dove il noto maestro artigiano Marco Ferrigno…

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