Autore: Redazione

Liberi dalle droghe, liberi dalle mafie. L’evento svolto dal MODAVI Onlus ad Acerra

Il MODAVI Onlus (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiane) è sceso in campo ad Acerra contro tutte le droghe e le mafie, il 9 luglio 2021, incontrando la comunità cittadina presso la parrocchia di San Pietro a via Calabria. Un forte impegno per ribadire, ancora una volta, l’importanza di garantire un futuro alle nuove generazioni nel segno della legalità e della libertà dalle organizzazioni criminali. L’iniziativa ha avuto un grande successo, visto che la cittadinanza è accorsa numerosa. Coinvolti ospiti istituzionale di altissimo profilo come l’On.Wanda Ferro, Presidente della Commissione parlamentare Anti-mafia ed il Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Nicola Tota. Altresì presenti ospiti locali come il Prof.Michelangelo Riemma, Preside dell’istituto “Aldo Moro” di Casalnuovo; don Aniello Manganiello, sacerdote anti-camorra di Scampia; Vittoria Lettieri, vicepresidente Commissione speciale Anticamorra della regione Campania; Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra; don Raffaele Di Nardo, parroco della chiesa di San Pietro. L’evento è stato presieduto dall’On. Ferro, che ha commentato: “Lo Stato deve fare lo Stato. Lo Stato deve ricominciare a dare speranza e la politica dev’essere capace, di mettere in campo una classe dirigente, che accompagni i giovani e possa garantire il cambiamento. Si può fare politica attraverso il messaggio che stiamo lanciando adesso. Bisogna abbattere il degrado ed investire sui nostri giovani, senza i quali questa società non ha futuro”. Vincenzo Riemma, delegato del MODAVI Onlus e moderatore del confronto, dal canto suo ha dichiarato al temine dell’evento: “Sono estremamente soddisfatto della risposta della cittadinanza e ringrazio tutte le autorità, che hanno dato il loro contributo al successo di questo appuntamento. È stato un confronto di grande spessore, che ha coinvolto ogni livello istituzionale con al centro un tema forte, che è vera emergenza del nostro tempo. Un germoglio di speranza è stato piantato ed è cosa nota, che ascolto e sinergia portano lontano. Io dico, che bisogna insistere su questa strada, per imporre una visione di legalità sul territorio. Al contrario il silenzio degli omertosi e di chi non sa cosa dire, non porterà lontano. Io ci credo”.  

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Il Sud dimenticato. Il Recovery Plan scippato al Mezzogiorno

La pandemia e la conseguente crisi economica hanno spinto l’Unione Europea alla sospensione del Patto di Stabilità e a formulare un piano di sostegno all’economia dei singoli Stati Membri con il lancio, a luglio 2020, del programma Next Generation EU. In cifre, la quantità delle risorse messe a disposizione sono pari a 750 miliardi di euro e le risorse destinate al Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF), la componente più rilevante del programma, sono reperite attraverso l’emissione di titoli obbligazionari dell’UE. L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza ed il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi. Considerando anche il REACT-EU, si arriva ad un totale di 223,92 miliardi di euro. Lo Stato italiano ha realizzato, così, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e pubblicato sul sito del Governo italiano. Esso cita, a pagina 4, che il 40% circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Ed ecco lo scippo! Il 40% costituisce il riequilibrio territoriale? Ma, soprattutto, come si è giunti a stabilire il 40% per il Mezzogiorno? Questo purtroppo il PNRR non lo dice, esplicita con particolare minuziosità gli “Assi strategici e priorità trasversali” cioè la digitalizzazione e l’innovazione, la transizione ecologica ed inclusione sociale, che sono i fattori trainanti della trasformazione del Paese, cita per ben 66 volte il Mezzogiorno. Ma mai espone il calcolo, di come si è giunti al 40%. Infatti l’assenza di indicazioni sulla concentrazione territoriale è denunciata anche dallo stesso Servizio Studi di Camera e Senato che, nel Dossier n.18 del 25.01.2021, precisa che “il PNRR non reca una ripartizione territoriale delle risorse, per cui non è possibile, allo stato attuale di dettaglio del Piano, definire la quota parte della spesa complessiva, che verrà destinata al Mezzogiorno”. Però, il calcolo lo possiamo fare noi, la soluzione viene offerta dallo…

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Allarme polveri sottili e sabbia del deserto: la mal’aria appesta l’hinterland

Già il mese scorso riferimmo che, dopo le piogge ed i venti di primavera, che ne avevano attutito l’impatto i killer delle nostre vie respiratorie, le polveri sottili, avevano ripreso il sopravvento nel territorio della “mal’aria”, la zona orientale dell’hinterland napoletano. Dati preoccupanti. A Pomigliano già alla fine di maggio, venivano raggiunti e superati i 35 giorni di sforamento massimo delle polveri PM 10 consentito dalla legge nell’arco di un anno: qui, nei giorni scorsi, ammontavano a 48 i superamenti dal primo gennaio scorso. Una situazione di allarme percepita da una parte della popolazione, tanto che il parroco della chiesa madre della città delle grandi fabbriche, don Peppino Gambardella, dava il via ad una serie di processioni contro l’inquinamento: marce silenziose e preghiere nei luoghi dello scempio ambientale. Ma il quadro è sconfortante in un’ampia fetta di questa parte della provincia. Tremendi i dati rilevati dalle centraline dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, anche nei Comuni vicini. Ben 68 gli sforamenti delle PM 10, sempre dal primo gennaio, a San Vitaliano, 45 al confine tra Volla e Casalnuovo, 35 a Casoria, 37 ad Acerra. Numeri che confermano il triste primato campano della peggiore aria consolidato dal territorio ad Est della provincia. Peggio di così in nessun altro posto della regione, nemmeno nella trafficatissima piazza Garibaldi, a Napoli, dove gli sforamenti sono stati 17 da gennaio. A tutto questo si deve aggiungere l’inadeguatezza dei sistemi di controllo. Ad aggravare e a complicare la già grave situazione, in cui versa l’aria dell’hinterland a nordest di Napoli, ci si mettevano anche le polveri del Sahara. Qui le polveri sottili della sabbia del deserto si sono aggiunte a quelle scaturite dallo smog, che attanagliano da settimane i suddetti Comuni. Intanto a Pomigliano si tentava di fare qualcosa. Il Comune disponeva la realizzazione di una grande isola pedonale dalle ore 19:00 alle 23:00 di sabato e domenica. In pratica quasi tutto il perimetro centrale della città veniva vietato alle auto. Un esperimento reso possibile dalla presenza di una serie di parcheggi dislocati sul limitare del perimetro, che blindava la movida locale. “Le polveri che vengono dal Sahara – spiegava Giuseppe Onorati, Dirigente del settore monitoraggio della qualità dell’aria dell’Arpac – sono di una dimensione al di sotto dei 10 micron e quindi…

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A Pomigliano donano parafarmici ed alimenti ai bimbi indigenti. Ad Acerra l’acqua ai volontari!!

Aiuti comunali tra i 200 e i 300 euro per ogni famiglia. Sono immediatamente disponibili per l’acquisto degli ormai sempre più costosi parafarmaci ed alimenti destinati ai bambini da 0 a 3 anni. L’importante misura di sostegno, disposta dall’Assessorato alle Politiche Sociali retto da Salvatore Esposito e riportata anche dalla stampa quotidiana, era stata inserita nel progetto “Pomigliano Aiuta”. “Si tratta – spiega l’assessore Esposito – di un sostegno alle famiglie in difficoltà, per permettere l’acquisto di parafarmaci per la prima infanzia presso le farmacie municipali”. A Pomigliano c’è una rete composta da tre farmacie municipali, che si occuperanno della distribuzione gratuita di parafarmaci ed alimenti per gli infanti. “C’è bisogno di welfare – aggiunge Esposito – e non possiamo dimenticare chi, per un motivo o per un altro, sta vivendo una fase di difficoltà economica: nessuno può essere lasciato solo. E’ un piccolo segnale di vicinanza alle fasce deboli della nostra comunità, che è stato concretizzato grazie al lavoro della Dirigente del settore e di tutto il personale, che lavora negli Uffici di settore”. I destinatari del sostegno di solidarietà devono essere cittadini italiani e persone straniere, che risiedono a Pomigliano. Gli aiuti sono riservati ai nuclei familiari con un reddito ISEE in corso di validità compreso tra 0 e 10.633 euro. Il contributo assegnato sarà pari a 200 euro e potrà essere aumentato in base al numero di figli minori o anche se sono presenti nel nucleo familiare bambini con disabilità. Questo strumento di aiuto si aggiunge a quello, varato nella scorsa primavera, destinato all’acquisto di supporti digitali per gli alunni meno abbienti delle scuole. Alunni che sono stati individuati dai Servizi sociali. Ad Acerra, invece, come da Determina dirigenziale n.1102 del 07.08.2021, il Comune compra e dona l’acqua ai volontari della Protezione Civile. Infatti, dalla lettura dell’atto amministrativo, si evince che “il Coordinatore del Nucleo di Protezione Civile comunale ha rappresentato al Dirigente al ramo la necessità di acquisire una fornitura di acqua per i volontari della protezione civile impegnati nel centro vaccinale di Acerra, sito a via Buonincontro. Che, ritenuta la richiesta meritevole di accoglimento, al fine di consentire al Nucleo Comunale di Protezione Civile, di poter effettuare un servizio sempre più efficiente ed operativo, è stata interpellata la ditta “AD srl” con sede…

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Containers come le case: abusivi se senza licenza. Il Tribunale di Nola conferma il sequestro dei cassoni

Era la stampa quotidiana, in data 9.07.2021, a pubblicare gli esiti di un’attività giudiziaria condotta nel limitrofo Comune di Casalnuovo e che coinvolgeva anche la società (la stessa di Acerra), che svolge il servizio cittadino di igiene urbana. “Vietato tenere i container sul terreno, se non si ha la licenza edilizia rilasciata dal Comune. Un divieto che si fa più severo – esordiva l’articolo – se i container sono molti e concentrati tutti nella stessa area. La violazione urbanistica poi si complica, se alcune di queste casse mobili sono utilizzate come uffici o depositi aziendali. Lo ha stabilito il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola, che ieri ha convalidato il sequestro penale operato nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale, di 36 container trovati in un grande sito logistico di Casalnuovo, un parcheggio di Tir, ubicato accanto alla sopraelevata ferroviaria della linea circumvesuviana Napoli-Baiano, all’altezza del rione della ricostruzione, sul limitare di quel che resta di una zona di campagna coltivata a frutteti ed ortaggi. Sono 8 le persone denunciate. Secondo la Magistratura e la Municipale, diretta dal Comandante Fulvio Testaverde, il complesso di container trovato nell’impianto logistico di 14mila metri quadrati è abusivo. Manca la licenza edilizia del Comune. Intanto il Gip ha ipotizzato, oltre al reato di abusivismo edilizio, anche quello di abbandono incontrollato di rifiuti. Nel parcheggio i poliziotti municipali hanno infatti trovato cinque cumuli di rifiuti depositati in diversi punti. Una situazione complessa. Questo sequestro segue quello di altri 7 container, utilizzati a pochi metri dall’impianto logistico come uffici oppure come spogliatoi e bagni – proseguiva il quotidiano – per gli operatori ecologici della ditta di nettezza urbana cittadina. Ditta Nu che appunto parcheggia i suoi mezzi accanto all’area, in cui è stata messa a segno l’ultima operazione. Anche nel caso dell’impresa di raccolta dei rifiuti urbani gli inquirenti contestano l’assenza della licenza edilizia. Le indagini nel frattempo proseguono. Gli investigatori vogliono comprendere meglio, in che modo siano state utilizzate le aree sottostanti e circostanti la sopraelevata della Circumvesuviana, un lunghissimo ponte ferroviario di cemento alto 10 metri, che si allunga da Poggioreale a San Vitaliano. In particolare si indaga sulla base di un interrogativo di fondo: con quali permessi e con quali autorizzazioni gli spazi sotto ed attorno la sopraelevata sono…

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Movida di Pomigliano, alcol venduto ai ragazzini: il Comune chiude due locali

Nei luoghi della movida sfrenata, appena tornata alla ribalta con l’avvento della zona bianca, si stavano già verificando episodi che, definirli sgradevoli, è poco. Qui una ragazza si era sentita male, fino al punto di andare in coma etilico. C’era stata anche una rissa tra ragazzine minorenni. Quindi le indagini dei Carabinieri ed il coinvolgimento delle associazioni di categoria facevano scaturire la decisione: chiudere i locali, che vendono alcolici ai minori. Ed è così che i primi due bar-pub finivano sotto la scure del provvedimento. Si trovano entrambi nel centro vecchio di Pomigliano, nei pressi di piazza Mercato, epicentro della movida nel territorio. E’ un’Ordinanza dura quella emanata dal Comune. I due locali in questione rimarranno infatti con le saracinesche abbassate per tre mesi, vale a dire per tutta la durata di questa torrida estate. Lo confermava lo stesso sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, con un post su Facebook. “Su segnalazione – scriveva Del Mastro – della stazione dei Carabinieri, guidata dal Comandante Valerio Scappaticci, che ha rilevato numerose e gravi anomalie nella gestione di alcune attività commerciali nel centro cittadino, abbiamo disposto la chiusura di due locali per tre mesi”. Il Sindaco è categorico. “Non è assolutamente tollerabile – aggiungeva – che vengano somministrati alcolici ai minori. I nostri ragazzi vanno tutelati ed assistiti nel loro percorso di crescita e noi siamo tenuti a garantire, che ogni momento di aggregazione sociale sia gestito nel rispetto delle regole. La maggior parte dei commercianti pomiglianesi lavora con coscienza e professionalità: questo provvedimento costituisce un segnale, anche a tutela di tutti coloro, che operano con serietà in settori così delicati”. L’Assessore al commercio, Domenico La Gatta, descriveva il contesto, in cui si sta sviluppando la vicenda delle chiusure causate dalla vendita di alcolici ai ragazzini. “Gli appostamenti – raccontava La Gatta – sono stati fatti dai Carabinieri in borghese per svariati giorni. Erano locali che, in maniera continuativa, da diversi fine settimana somministravano bevande alcoliche ai minori. Intanto i commercianti aderenti a Confcommercio facevano circolare un video contro questa cattiva pratica, di cui si sono resi protagonisti alcuni colleghi scorretti e che non rappresentano certo la maggioranza dei commercianti di Pomigliano. C’è stata quindi prima un’opera di sensibilizzazione concordata con l’Amministrazione comunale, le Forze dell’Ordine e le associazioni di…

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Edizione integrale del 7 luglio 2021

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La visita istituzionale del Prefetto Valentini tra propositi collaborativi e polemiche

Che il sindaco Lettieri riuscisse a farla grossa anche questa volta, in occasione della visita istituzionale in città, nella mattinata dello scorso 29 giugno, del Prefetto di Napoli Marco Valentini, non c’era alcun dubbio. E magari la colpa talvolta è da ascrivere, anche a chi dovrebbe ‘ben consigliarlo’. Infatti tra giornalisti, a cui non veniva permesso di esercitare il sacrosanto diritto di cronaca, figure istituzionali elette dal popolo, ossia i Consiglieri comunali, non invitati o informati di tale visita ed articoli di stampa e commenti sui social non proprio teneri, possiamo dire che l’incontro tra la fascia tricolore ed il massimo rappresentante territoriale del Governo non sia stato proprio edificante. Eccezionale era poi la modalità, con cui si riusciva a ‘tenere segreto’ il percorso, che avrebbe affrontato l’alta carica istituzionale, per garantirne l’incolumità. Infatti lì dove tiravano a lucido le strade o dicevano agli esercenti, di liberare i marciapiedi di tavoli, sedie e merce varia, quello era il tratto stradale designato! Ma andiamo con ordine. Il primo incontro si svolgeva presso la Curia tra il Prefetto ed il Vescovo Antonio Di Donna. Nel corso del lungo colloquio venivano affrontate tematiche di interesse comune, in particolare relative ai problemi sociali ed ambientali nel contesto di riferimento. Inquinamento, roghi, disoccupazione, recrudescenza della povertà dopo la pandemia erano i temi maggiormente trattati. “Tra Chiesa e Prefettura ci sarà massima collaborazione per i problemi legati alla Terra dei Fuochi e per la prossima visita di Papa Francesco – annunciava il Prefetto al termine del cordiale incontro con l’alto prelato – mentre il problema dei roghi non è stato completamente risolto. Ma abbiamo ottenuto buoni risultati con gli aumentati controlli sul territorio. Contiamo di ridurre la presenza dei Rom nei campi e di tutelare così anche i minori, che vivono al loro interno”. Una visita, dunque, già decisa da tempo e che segue quelle già svoltesi in alcuni dei 92 Comuni, che fanno parte della provincia di Napoli. Visita di cui in pochi erano a conoscenza. “Nemmeno i Consiglieri comunali, che hanno masticato amaro – si legge su un quotidiano – erano stati avvisati dal sindaco Lettieri”. Successivamente il Prefetto si recava presso il Comune, accolto dal sindaco e dal suo esecutivo, ma non dai Consiglieri comunali, tenuti all’oscuro dell’incontro. Nel corso del…

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Ferrigno: “Libera stampa in libero Stato, ma non ad Acerra”.

L’episodio accaduto al collega del Mattino Enrico Ferrigno, a cui accennavamo in precedenza e che lui stesso provvedeva a diffondere sui social, si sintetizza nel seguente post, pubblicato sul suo profilo facebook. ‘Libera stampa in libero Stato, ma non ad Acerra’. “Stamattina mi è stato impedito fisicamente, su disposizione del Comune, di intervistare il Prefetto di Napoli Marco Valentini che, precedentemente, aveva dato la sua disponibilità. Un fatto inspiegabile ed inaudito!Un poliziotto municipale, su disposizioni delle autorità comunali, mi ha dapprima invitato ad uscire dal maniero e poi, successivamente, con modi spicci, mi ha impedito di avvicinarmi al Prefetto, facendosi scudo con il suo corpo. È accaduto al Castello baronale, dove Valentini era in visita istituzionale, dopo aver sostato prima in Curia per un lungo colloquio con il Vescovo Antonio Di Donna e poi in Municipio con il sindaco. Una visita istituzionale, quella del Prefetto – prosegue lo scritto – di cui sono stati tenuti all’oscuro finanche i Consiglieri comunali e su cui, probabilmente, non ci sarà nemmeno una relazione al Civico consesso, da parte del sindaco Lettieri, come accade in ogni paese civile e democratico. Volevo semplicemente fare il mio lavoro di informazione ma, evidentemente, a qualcuno non faceva piacere…Ma loro non sanno, che le vie delle notizie sono infinite…”.  

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Auriemma: “Di cosa ha paura il sindaco Lettieri e la sua maggioranza?”.

Non tardava ad arrivare il duro commento del Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale scriveva: “È possibile che un Prefetto venga in una città per una visita istituzionale e non ci siano comunicazioni ufficiali? È possibile che un Prefetto venga in una città ed i Consiglieri comunali ed i Capigruppo non vengono avvisati, (badate bene non invitati), ma più semplicemente avvisati? È possibile che un Prefetto venga in città ed alla stampa venga impedito qualsiasi contatto e di svolgere il proprio lavoro? A questo punto mi chiedo: Di cosa ha paura il sindaco Lettieri e la sua maggioranza? Magari al Prefetto – proseguiva l’esponente pentastellata – potevamo chiedere lumi su come una ragazza semi sconosciuta abbia preso oltre 11mila voti alle ultime elezioni regionali.Magari una domanda era d’obbligo sulle cause del blocco dei lavori a Corso Italia. O potevamo chiedergli, cosa ne pensa delle deleghe affidate al Segretario comunale, nonostante che l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione abbia chiesto chiarimenti e due Consigliere siano state denunciate ingiustamente. Magari avremmo fatto un giro per gli uffici comunali – concludeva Auriemma – a presentare a sua Eccellenza i dipendenti neo assunti. Sono certa, che avrebbe avuto il giusto calore. Del resto al Comune si respira aria di Famiglia”.

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