Autore: Redazione

Multe da telecamere di videosorveglianza, breve riepilogo delle questioni trattate

Nei mesi scorsi pubblicammo due circolari (una, relativa al 2016, a firma del Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella quale, ad un certo punto, si legge che “l’eventuale infrazione del Codice della Strada possa essere accertata in modalità automatica, con la possibilità della contestazione differita, solo previa l’utilizzo di un dispositivo omologato ovvero approvato da questo Ministero”. L’altra, del Ministero dell’Interno, datata 8 febbraio 2019, in cui si ribadisce, tra l’altro, “che il dispositivo targa system costituisce un semplice supporto per l’operatore, che aveva direttamente accertato il transito del veicolo, cioè l’effettiva circolazione dello stesso e che sarà altresì colui, che dovrà accertare le violazioni in parola come indicato… Analogamente, per le contestazioni delle violazioni previste dall’art.193 si osserva che la mancanza della copertura assicurativa, segnalata dalla targa system, non potendo essere direttamente utilizzata per la contestazione differita, perché tale dispositivo non è omologato o approvato per l’accertamento di questa violazione, qualora non sia stato possibile procedere alla contestazione immediata, verificando materialmente i documenti in possesso del conducente per l’accertamento della violazione, si dovrà esperire un riscontro con le banche dati delle compagnie assicuratrici e poi procedere alla contestazione dell’illecito in parola…”. E quindi paventavamo, che incombeva il rischio annullamento per tutte le contravvenzioni (elevate nel corso degli ultimi mesi), grazie all’utilizzo delle telecamere poste in vari punti della città per il controllo del territorio. Ma intanto i poliziotti municipali, agli ordini del Vice-Comandante Domanico De Sena, andavano avanti, come se nulla fosse, circa i rilevamenti e le contestazioni alle infrazioni al Codice della Strada a mezzo delle suddette telecamere di videosorveglianza. Fino a quando non arrivava lo scorso 17 gennaio, una nota della Prefettura, indirizzata al Comandante della Polizia Municipale, con la quale si chiedeva chiarimenti in tema di accertamento in forma postuma delle violazioni, di cui agli articoli 80 e 193 del Codice della Strada con l’ausilio di dispositivi automatici in commercio. Il Palazzo del Governo napoletano specificava, “che sono pervenuti circa 100 ricorsi contro i verbali di contravvenzione al C.d.S. elevati dalla Polizia Locale di Acerra e che la contestazione differita delle violazioni previste dagli artt.80 e 193 del C.d.S. è possibile solo attraverso l’utilizzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, che abbiano ottenuto l’omologazione o l’approvazione specifica per il…

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Multe da telecamere di videosorveglianza, riscontrata (!?) la nota del Consigliere Auriemma

Circa i rilevamenti e le contestazioni alle infrazioni al Codice della Strada, elevate dai poliziotti municipali del locale Comando a mezzo delle telecamere di videosorveglianza e la nota della Prefettura arrivata lo scorso 17 gennaio, indirizzata al Comandante della Polizia Municipale, con la quale si chiedeva chiarimenti in tema di accertamento in forma postuma delle violazioni, di cui agli articoli 80 e 193 del Codice della Strada con l’ausilio di dispositivi automatici in commercio e di cui si riferiva nella pagina accanto, interveniva il Consigliere comunale, nonché Presidente della Commissione di Vigilanza Carmela Auriemma. La quale scriveva subito al nuovo Dirigente ad interim della Polizia Locale (Dr.Vito Ascoli – Dirigente a tempo determinato) ed al Vice-Comandante dello stesso corpo Domenico De Sena, per chiedere copia della risposta alla suddetta nota della Prefettura, in merito all’esistenza o meno della necessaria e specifica omologazione dei dispositivi e/o apparecchiature di rilevamento, utilizzati per il rilevamento delle violazioni, di cui agli artt. 80 e 193 del Codice della Strada dal personale in forza al Comando della Polizia Municipale. Risposta che, ovviamente, tardava per settimane ad arrivare. Tant’è vero che la coriacea professionista doveva sollecitare chi di dovere il 16 giugno scorso, per ottenere una risposta. Che (si fa per dire), le veniva trasmessa in data 30.06.2020 ed in cui si legge: “In riferimento alla nota della Prefettura di Napoli riguardante la contestazione differita delle violazioni previste dagli artt. 80 e 193 del C.d.S. si informa la S.V. che sono in corso i dovuti approfondimenti di natura giuridico/amministrativa in contatto direttamente con gli Enti preposti, considerato che trattasi di problematica dibattuta e controversa, derivante dalla difficoltà nell’attuazione di disposizioni di legge (in ultimo dalla Legge di Stabilità 2016), che estendono l’elenco delle violazioni accertabili con apparecchiature di rilevamento automatico con finalità di efficacia ed efficienza nell’attività di controllo”. Insomma come risposta la montagna ha partorito il topolino.  

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Auriemma: “La scuola deve ripartire a settembre in tutta sicurezza. No al Commissariato nel I Circolo”.

“La scuola deve ripartire a settembre in tutta sicurezza. Non abbiamo mai condiviso la scelta del Sindaco Lettieri, di destinare una parte della nuova scuola di piazzale Renella al Commissariato, perché riteniamo incompatibili le attività di un Commissariato con quelle di una scuola. La scuola è dei bambini. Oggi che i ragazzi hanno bisogno di maggiori spazi per studiare in sicurezza questa scelta, oltre ad essere inopportuna, diventa anche irragionevole ed anacronistica. Confidiamo che il Sindaco riveda completamente questa scelta. È necessario avviare, senza indugio, un confronto costruttivo con i presidi, il corpo docente, i genitori, Città Metropolitana e Ministero, per realizzare un piano di ripartenza delle scuole a settembre. Agosto è alle porte”. Queste le dichiarazioni rese di recente dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, relativamente all’avvio del nuovo anno scolastico nel plesso di piazzale Renella. E, di riflesso, alla Delibera di Giunta n.183 del 20.12.2019, approvata dall’esecutivo capeggiato da Lettieri ed avente ad oggetto la “concessione in comodato d’uso gratuito al Ministero dell’Interno di alcuni locali siti nell’edificio scolastico di piazzale Renella”, dopo le reiterate manifestazioni di indignazione palesate soprattutto da docenti, genitori degli alunni e Dirigenti, desiderosi soltanto di riavere, dopo tanti anni di sacrifici, di incontri, di ritardi, di incertezze, finalmente la propria scuola “non modificata” nella sua peculiare finalità. Anche se tutti subivano la doccia fredda della lettera inviata il 23 dicembre scorso dal Dirigente all’Istruzione, Salvatore Pallara il quale, nello scrivere ai Dirigenti scolastici, precisò che “nell’approssimarsi dell’avvio delle iscrizioni per l’anno scolastico 2020/2021 ed allo scopo di consentire una corretta programmazione delle attività didattiche, si informa le SS.VV. che, allo stato, restano confermati gli spazi attualmente in uso alle istituzioni scolastiche. Per quanto attiene l’edificio di piazzale Renella lo stesso non è al momento stato sottoposto a collaudo da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Attività obbligatoria, per poter avviare le attività scolastiche nel suddetto immobile”. Intanto Auriemma ribadisce: “E’ giusto ascoltare e venire incontro alle richieste ed alle esigenze, che provengono dalla città e dalle varie istituzioni. Quindi anche la necessità del Commissariato, che da tempo necessita di una struttura più funzionale e moderna. Ma la domanda è: può un Commissariato di Polizia essere allocato nello stesso edificio di una scuola? La risposta è no! Infatti, dove sarà allocato l’autoparco del…

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Zito: “Acerra ha tanti plessi scolastici e può rispettare le indicazioni del Ministro Azzolina”.

Relativamente all’avvio del nuovo anno scolastico e, con particolare riferimento, al Primo Circolo didattico di piazzale Renella, nel quale l’amministrazione targata Lettieri vuole insediare la sede del Commissariato della Polizia di Stato, interveniva anche il Consigliere comunale Domenico Zito, il quale diceva: “Fare politica, significa programmare ed avere una visione della comunità tale, da indirizzare le scelte. Non ho mai condiviso la scelta di ubicare il Commissariato di Polizia nel plesso ristrutturato di piazzale Renella. Ma oggi, più che mai, a seguito delle indicazioni del Ministro Azzolina, credo che sia necessario rivedere questa decisione. Acerra ha tanti plessi scolastici e potrebbe non avere problemi, nel rispettare le nuove direttive emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione. Basta un pò di buon senso e non intestardirsi sulle decisioni prese. Chiedo a questa maggioranza – concludeva Zito – di redigere un nuovo piano, che possa soddisfare le esigenze della comunità scolastica, rispettando le norme di sicurezza. Prima che sia troppo tardi, ripensiamoci per il bene dei nostri figli. Io ci sono”. Anche il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Vincenzo Riemma, interviene sulla questione plesso scolastico piazzale Renella e dichiara: “Con la cautela dovuta dal Covid-19, le istituzioni acerrane debbono garantire ai nostri giovani i maggiori spazi necessari, affinché si possa studiare in sicurezza. La scuola rimane una priorità ed un patrimonio da tutelare e dalle indicazioni del Ministro Azzolina abbiamo inteso, che si può ripartire a settembre, a patto che siano individuati i necessari spazi, per garantire i distanziamenti. Alla luce di ciò questo diventa ancor più il momento del buon senso e delle scelte razionali. Piazzale Renella, per quanto detto, va dedicata esclusivamente alle esigenze scolastiche. Inoltre va fatto uno sforzo, per trovare soluzioni, strutture e spazi ulteriori in città, per garantire il corretto distanziamento sociale e percorso scolastico. Inoltre, come sottolineato più volte dall’intero gruppo cittadino di Fratelli d’Italia Acerra, è necessario un momento di grande confronto tra le anime della città. Serve un confronto trasversale, per trovare le migliori soluzioni su tutte le problematiche urgenti, che vive la città: dal sostegno alle partite IVA, alla questione sicurezza sul territorio, fino alla questione sociale. Mettiamoci al lavoro. La sinergia tra le forze sane della città, non l’uomo solo, può aiutarci davvero a superare questa crisi pandemica e socio-economica”. Anche…

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L’acqua di un violento nubifragio invade anche una ludoteca. La titolare denuncia i Vigili Urbani

Strade trasformate in fiumi in piena durante il nubifragio, abbattutosi nella mattinata dello scorso 4 luglio sulla città, messa completamente in ginocchio. L’acqua caduta copiosa invadeva negozi, garage e sottoscala, mentre il traffico rimaneva paralizzato per circa due ore. Acqua alta come a Venezia e danni ingenti alle attività commerciali, con ondate di piena provocate dalle vetture in transito, come accaduto ad un’attività di baby parking, sita a via Annunziata, tutta riqualificata di recente. Qui i bambini presenti e la responsabile erano costretti a barricarsi in un locale più all’interno della struttura allagata in attesa dei soccorsi. La titolare, tra l’altro, avrebbe chiesto l’intervento di una pattuglia di poliziotti municipali presente in zona, per fermare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei bambini spaventati, ma sembra inutilmente. La titolare della struttura allora si rivolgeva ai Carabinieri e denunciava, sporgendo formale denuncia-querela, il personale della Polizia Municipale ivi presente per “omissione di pubblico servizio”. “La mia ludoteca, in pochi minuti, è stata invasa dall’acqua putrida e puzzolente proveniente dalla strada, finchè non sono riuscita poi ad affidare i bambini, che si erano bagnati, ai genitori, che attendevano in una stradina adiacente” – raccontava la titolare della struttura ai Militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale, intervenuti poi a deviare il traffico veicolare e consentire l’evacuazione dei piccoli ospiti della struttura. Il violento nubifragio iniziava poco dopo le ore 10:00 e durava circa un’ora e mezza, durante le quali alla pioggia battente si aggiungeva anche la grandine. In breve si allagavano non solo i punti ormai classici della città, ossia Corso Italia, via S.Anna, via San Gioacchino e Corso della Resistenza, ma anche Corso Vittorio Emanuele, sottoposto di recente ad un totale restyling, dove rimanevano sommersi sia i marciapiedi che la pista ciclabile. In pratica tutto il centro storico veniva stretto nella morsa dell’acqua alta e parte della periferia settentrionale. Il traffico del sabato mattina andava in tilt con numerose auto rimaste in panne, a causa dell’acqua alta. Difficoltà anche per i parenti, a raggiungere i propri cari ricoverati presso la clinica Villa dei Fiori e per il personale a lasciare o a raggiungere la struttura sanitaria, a causa del fiume in piena, in cui si era trasformato il corso cittadino. Stessa scena per i clienti…

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La pavimentazione del centro storico degna del miglior vestito di Arlecchino!!

Era un altro video, con protagonista il sindaco Lettieri versione “comunicatore mediatico”, a darci la possibilità di trattare del centro storico. “Un’altra parte del nostro centro storico restituita alla città ed ai cittadini. Riaperta al traffico veicolare via Trieste e Trento dopo i lavori di rifacimento, con tante altre novità”. Questo, in sintesi, il messaggio del primo cittadino che, fiero ed orgoglioso, si faceva riprendere al centro della strada appena rifatta. Ma com’è messo realmente il nostro centro cittadino, in fatto di pavimentazione del dedalo di strade che lo compone? In sostanza male. Il centro storico, infatti, pur riqualificato in alcune sue vie, per la pavimentazione che ricopre le strade ed i vicoli oggi appare, anche ad un daltonico, come un vestito di arlecchino disteso per centinaia di metri quadrati. Si passa, infatti, dalle betonelle che ricoprono piazza Castello e piazzale Renella, ai cubetti di porfido della restante piazza Castello e di via Da Vinci. Ecco poi, ad alimentare il disordine cromatico e strutturale, via Caruso, con le sue betonelle rosse, intervallate da chiazze di nero asfalto e via Suessola, ancora lastricata con l’intramontabile basalto, di cui ormai non c’è quasi più traccia in loco. Anzi, secondo la Determina dirigenziale n.663/2020, abbiamo liberato, per un importo pari a 5978,00 euro, l’area di cantiere sita a via Manzoni, da basoli e rifiuti misti provenienti da demolizioni e costruzioni attraverso una ditta, che ha trasportato i basoli presso l’impianto di deposito ed i rifiuti misti all’impianto di recupero di Grumo Nevano. Come non evidenziare, poi, le “lingue” di asfalto che ricoprono via Manna, via Sauro, vicolo Frassio ecc. mentre si allungano verso via Trieste e Trento, pavimentata con lastre di pietra, così come via Sammarco e via Annunziata. Naturalmente la chicca è stata la Delibera di Giunta n.58 del 18 giugno scorso, seguita dall’Ordinanza dirigenziale n.47 del 25.06.2020, con cui sono stati istituiti stalli di sosta a pagamento lungo il tratto piazza Castello-via Campanella, “per favorire lo sviluppo economico del centro storico e garantire una rotazione costante dei veicoli, limitando l’occupazione degli spazi pubblici”. Al di là del fatto che si poteva ricorrere alla sosta con disco orario, debitamente controllata. Ma lo sapete cosa accade, quando una vettura sosta nello stallo blu? Che dal lato passeggeri non si può scendere,…

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Acerra è ancora la Terra dei Fuochi. D’artificio però

Acerra non fa più parte della cosiddetta Terra dei Fuochi. O, se lo è, adesso è la terra dei botti e dei petardi. A tutte le ore della notte, all’alba, in questa città, vengono sparati botti dannosi e pericolosi. Vere e proprie batterie rumorose che disturbano il sonno e la tranquillità di cittadini, anziani e malati. Eppure esiste un’Ordinanza sindacale, che le Forze dell’Ordine continuano a non far rispettare. Anche gli ambientalisti di Acerra non danno peso, a chi inquina la città con fumi e provoca un inquinamento acustico. Alle proteste, le Forze dell’Ordine rispondono, che è difficile individuare i trasgressori. Non è vero: basta risalire a chi vende i fuochi d’artificio ed i petardi, i quali hanno l’obbligo di registrare gli acquirenti. Ed in città, oltre alle fabbriche, ci sono tanti rivenditori… Luigi Bigliardo

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Vendere casa: i criteri da usare per scegliere un’agenzia immobiliare

Il mercato immobiliare è popolato da pericolose creature, che sentono l’odore del tuo portafoglio. Ma non temere! Leggi con calma questi consigli e vedrai, che scegliere un’agenzia immobiliare diventerà facile. Inizia con evitare parenti ed amici. Non vorrai mica mettere il futuro di casa tua nelle mani di qualcuno scelto a caso? Non importa se ti fa il prezzo di favore o se lo zio Antonio ci rimane male. Quando hai bisogno di una figura professionale, non vai dalla prima persona che te lo chiede. Soprattutto quando si tratta di qualcosa di così importante. Evita quella che ti promette di venderti casa ad un prezzo più alto. Il prezzo di vendita è un’arma a doppio taglio, quando si tratta di scegliere un’agenzia immobiliare: con un prezzo troppo basso ti assicurano una vendita veloce, col rischio di perdere molti soldi. Con un prezzo più alto, invece, o sono incompetenti o ti stanno fregando. Evita agenzie misteriose. Esistono agenzie, che non esistono ovvero alcuni agenti immobiliari non sono abilitati, per fare questo mestiere e mascherano la propria inadeguatezza alle spalle di una società semi-fantasma. Dove c’è un unico vero agente immobiliare al vertice ed una serie di agenti fasulli che, sotto il suo nome, vanno a caccia di prede facili. E questo è solo uno degli scenari possibili. Evita l’agenzia che ti stressa. Ok, le cose da fare son tante, il tempo a disposizione scarseggia e, a volte, la tensione è palpabile. Ma se un’agenzia ti chiama ogni 5 minuti, ti accoglie male e ti tratta a pesci in faccia, allora è meglio che cambi mestiere. Scegli l’agenzia comprensiva e paziente, che ti spiega e ti assicura un trattamento speciale ed il massimo supporto dall’inizio alla fine delle trattative! Scegli bene, scegli Casa Premium. Lo scopo del progetto Casa Premium l’immobiliare affidabile è di metterti in condizione di: Affidarti ad un agente immobiliare che più ti ispira fiducia, supportato da dozzine di recensioni di clienti soddisfatti e reali, di persone che puoi incontrare in strada e che hanno lasciato la loro testimonianza (vai sul sito www.casapremium.info, per ascoltare tutte le recensioni)… e poi affidare a lui la ricerca o la vendita della casa. Perché, per comprare casa, dovresti affidarti all’agente immobiliare di turno, che nemmeno conosci? L’agente immobiliare Casa Premium non è più un semplice venditore di case….

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Edizione Integrale del 23 Giugno 2020

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Dopo quella ecclesiale, arriva per l’amministrazione Lettieri anche la scoppola dell’Anac

La notizia della trasmissione al Comune della Delibera dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) del 27.05.2020 ed acquisita al protocollo generale sabato 6 giugno, rappresenta uno spartiacque forte, per quelle che sono le sorti dell’amministrazione comunale targata Lettieri, da poco uscita (si fa per dire) dal clamore mediatico di due Consigli comunali consecutivi, in cui non si è fatto di certo un uso “parsimonioso” del termine camorra. Infatti la Delibera sembra “disarmare” la relazione trasmessa dal sindaco e predisposta dal Segretario generale e dal funzionario comunale, a seguito di richiesta di chiarimenti avanzata dall’Anac. Delibera che ha confermato due principi, che erano stati già evidenziati dal Consigliere comunale Carmela Auriemma in varie sedi. Il primo, che il Responsabile della prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dev’essere una figura apicale, che svolge funzioni dirigenziali, mentre quello del Comune di Acerra, nominato con Decreto sindacale a marzo 2018, non lo era. “Inoltre l’individuazione del Segretario generale, quale scelta ottimale, per ricoprire il ruolo di RPCT negli Enti locali – scrive, tra l’altro, l’Anac – trova fondamento nelle funzioni, che il Segretario svolge ed individuate nell’art.97 del Testo Unico degli Enti Locali…”. Ed ecco il Decreto sindacale n.18 del 16.06.2020, con il quale viene revocato l’incarico di Responsabile della prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, ricoperto dall’avv.Pasquale Pintauro, che viene invece conferito all’Arch.Concetta Martone. Anche se non si chiarisce, ancora una volta, perché lo si dà alla Martone e non al Segretario generale, così come indicato dall’Anac. Il secondo punto riguarda il Segretario generale Maria Piscopo alla quale, com’è noto, sono state attribuite dal primo cittadino (alcune da anni) una serie di deleghe (Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali; Gare e Contratti) e, fino a luglio 2019, l’Igiene Urbana. Segretario a proposito della quale la Delibera dell’Anac recita, tra l’altro, che: “Le funzioni istituzionali dei segretari comunali hanno per oggetto non compiti di natura gestionale, ma di coordinamento, di assistenza giuridico-amministrativa e di verbalizzazioni, oltre quelle che possono essergli attribuite dallo statuto o dai regolamenti o conferitegli dal sindaco…Le disposizioni contrattuali integrative applicabili ai Segretari generali precisano, che l’attribuzione di funzioni dirigenziali possa avvenire solo con atto formale del capo dell’Amministrazione e, in ogni caso, previo accertamento dell’assenza…

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