Autore: Redazione

EDIZIONE INTEGRALE DEL 7 GENNAIO 2020

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Elevati nel 2019 verbali per oltre 20 milioni di euro. Incassati appena 864.865,00 euro!!

Avevamo chiuso il 2019 con il botto “rivelandovi”, tra l’altro, i debiti che il Comune di Acerra vanta nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della società Fibe, di cui riferiamo di nuovo negli articoli successivi. Iniziamo adesso il 2020 con un altro botto riferendovi, questa volta, dell’attività di uno dei fiori all’occhiello del sindaco Lettieri, ossia il Comando della Polizia Municipale, “irrobustito” da 17 unità in più, da tempo ormai diviso tra vecchi e nuovi; privo di una guida autorevole e che continua a dar vita ad una serie di gaffes. Ma nonostante il sorriso rassicurante mostrato dal primo della classe, che si sta divertendo anche a fare il Comandante, come nell’occasione in cui schiera tutti i neo assunti (qualche “anziano” ci capita per caso) lungo l’intera carreggiata di Corso Italia il giorno di Natale, il bilancio dell’operato dei caschi bianchi dell’anno scorso è senz’altro negativo!! Innanzitutto i verbali emessi per il periodo compreso tra il I gennaio e l’8 dicembre 2019 ammontano a quasi 55 mila. Il che significa che gli agenti della Polizia Locale sono da guinness dei primati. Sanzioni che avrebbero potuto portare (il condizionale è d’obbligo) nelle casse comunali oltre 20 milioni di euro. Una vera e propria montagna di soldi che potrebbe scomparire (o sarà già scomparsa), visto che avverso la quasi totalità dei verbali i trasgressori (o presunti tali), hanno presentato o presenteranno ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto. Anzi, non solo si rischia di non introitare gli importi derivanti dalle sanzioni comminate ai conduttori di veicoli, ma anche di dover retribuire i legali, che rappresentano dinanzi al Giudice di Pace i destinatari delle contestazioni. Ed oltre al mancato introito delle somme vi sono da aggiungere le spese sostenute dal Comune per la stampa, l’imbustamento e l’invio dei verbali (5,65 euro per ciascun verbale), trasmessi alla società “Sapidata”, che provvede a ciò. Spesa che ammonterebbe, nel mentre scriviamo, già a migliaia di euro. Nel sopra citato periodo sono stati dunque prodotti quasi 160 verbali al giorno (festivi compresi). Trovare un altro Comando, in grado di contendere tale primato, è davvero difficile. Ma quello che oggi appare un “tesoretto”, rischia di trasformarsi in un contenzioso giudiziale importante, che lascerebbe anzi profilare un ingente danno erariale per l’Ente, a…

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Il Piano Urbanistico comunale si rivela un bluff e viene bocciato dalla Città Metropolitana

Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro. Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, è stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri. Ora la voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, dovrà essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si è espressa il 27 dicembre scorso, attraverso apposita Determina dirigenziale, bocciando il Piano. “Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”. Insomma un annuncio bluff, che doveva servire a coprire gli errori di chi ha redatto il Puc, mettendoci previsioni, senza basarsi sui dati Istat. Nel frattempo già qualche Consigliere di minoranza (che da tempo dedica la sua attenzione alla vertenza Puc) è tornato sulle barricate, per cercare di fare chiarezza su questo strumento urbanistico, che ha inciso fortemente almeno su due ex Sindaci. Per rendere la pillola meno amara, l’amministrazione ha tentato di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza vantandosi, in modo autoreferenziale, senza rendersi conto, che avrebbe fatto meglio a tacere. La ciliegina sulla torta, che ora si profila colma di curaro, è il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), che: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna. Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e…

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Bilancio comunale, spuntano altri 3,5 milioni di euro dovuti dal Comune alla Fibe!!

(Articolo pubblicato in data 18.12.2019). Sullo scorso numero scrivemmo che ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo la somma richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, attraverso apposita ingiunzione di pagamento emessa per il recupero del credito erariale e delle maggiorazioni previste. Il documento si riferisce alle somme, che l’Ente di Viale della Democrazia deve all’ex Commissario delegato – Presidente della Regione Campania, “quale contributo a carico dei Comuni, che conferiscono i rifiuti, da erogare a favore dei Comuni, nel cui territorio sono ubicati gli impianti di trasferenza, i siti di stoccaggio provvisorio di combustibile derivato da rifiuti ed i siti di stoccaggio definitivo dei sovvalli degli impianti di produzione del combustibile derivato dai rifiuti. Contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione”. Il documento precisa anche, che le diffide di pagamento sono rimaste inevase da parte del Comune e riporta le relative fatture/note di credito emesse nel 2004 dalla società Fibe spa e/o Fibe Campania. L’Ente comunale può avanzare apposita istanza, qualora intenda ottenere un’eventuale rateizzazione della considerevole somma. A supporto di quanto richiesto il documento cita anche una sentenza del Tar Lazio (la n.3790/2007), confermata da quella del Consiglio di Stato (la n.6057/2007). Per tutta risposta, con apposita Determina datata 14.11.2019, il Comune ha affidato l’incarico di assistenza legale all’avvocato Antonio Sasso, per l’impugnativa della suddetta ingiunzione di pagamento. Un incarico per il quale è stato corrisposto al legale una somma pari a 14.542,78 euro. Nel frattempo è emerso, che gli allora Segretario e Vice-Segretario comunale prepararono i dispositivi di liquidazione, a cui dovevano far seguito i mandati di pagamento da parte del Dirigente ai Servizi Finanziari. Il motivo per il quale non si è dato seguito alla corresponsione della somma? Sarebbe da ricercare nell’esistenza di un eventuale controcredito vantato giudizialmente o stragiudizialmente dal Comune e per il quale sarebbe stata eccepita una “compensazione”. La quale, però, non sarebbe tecnicamente possibile. Ragion per cui il Comune doveva intanto saldare le fatture ricevute, per poi far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. Soprattutto se fosse confermata l’indiscrezione, secondo la quale a settembre del 2014 la Presidenza del Consiglio dei Ministri inviò anche…

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Ecco cosa scrive la stampa quotidiana circa i milioni di euro, che il Comune deve alla Fibe

Nello stesso giorno, ossia il 18 dicembre 2019, in cui veniva distribuito questo giornale, l’argomento dei 3,5 milioni di euro che il Comune deve alla società Fibe e di cui si riferiva nell’articolo della pagina accanto, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Tegola da oltre 3 milioni di euro sul Comune”. Articolo nel quale si legge: “Una tegola pesante si è abbattuta sull’Ente comunale. A poche ore dall’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022 spunta un debito fuori bilancio di oltre 3 milioni di euro (per l’esattezza 3.498.261,01), da pagare cash alla Fibe spa ed alla Fibe Campania, per evitare l’azione di pignoramento dei conti dell’Ente. A chiedere il pagamento vantato dal 2005 è stato il Commissario ad Acta Alfonso Di Carlo (Ordinario di Economia Aziendale all’Università Tor Vergata di Roma), nominato con apposita Ordinanza dal Tar del Lazio nel 2018, per dare esecuzione ad una precedente sentenza del Tar del 2007. La nota – proseguiva l’articolo – che sembra essere al momento sconosciuta a tanti, è giunta a mezzo posta certificata al protocollo del Comune lo scorso 7 novembre. Ovviamente sulla vicenda, che si trascina stancamente da anni, al momento vige il massimo silenzio. Ma è certo, che ormai il credito va pagato senza se e senza ma. Insomma una doccia fredda per l’esecutivo Lettieri, che sapeva bene di questo debito, vista anche la sentenza del Tar del Lazio che, con una propria ordinanza (del 2018), ha provveduto a nominare il prof.Di Carlo Commissario ad Acta, al fine di dare esecuzione ad una sentenza del 2007 che in tanti, forse, pensavano superata. Nella nota pervenuta all’Ufficio Gabinetto del Sindaco (e, di conseguenza, alla responsabile degli Affari Giuridici del Comune) il Commissario nominato invita e diffida l’Ente a pagare, specificando che: “voler confermare, a valere come certificazione del debito, l’esatto importo dovuto a titolo di tariffa fino al 15.12.2005 e degli interessi e penali come sopra specificati, con l’esclusione di qualsiasi eventuale controcredito vantato giudizialmente o stragiudizialmente e/o per il quale è stata eccepita compensazione (non rilevanti in questa specifica sede ex Ord.Tar…”). Infine lo stesso intima: “In difetto di un riscontro e/o adempimento entro 30 giorni (dal 7 novembre scorso) dal ricevimento della presente, l’importo sopra indicato (ovvero 3.498.261,01 euro)…

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Ecco cosa scriveva la stampa quotidiana circa l’ingiunzione di pagamento notificata al Comune

Intanto, sempre per restare nell’ambito delle politiche finanziarie comunali nello stesso giorno, ossia il 20 dicembre 2019, in cui veniva approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale il Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022, l’argomento dell’ingiunzione di pagamento, che ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo e richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, veniva trattato anche dal quotidiano “Roma” attraverso un articolo dal titolo: “Ingiunzione da oltre 1 milione di euro sotto l’albero”. Articolo nel quale si legge: “Per l’esecutivo Lettieri piove sul bagnato. Dopo l’invito-diffida a pagare (con tanto di “minaccia” di pignoramento), oltre tre milioni di euro al Commissario ad Acta nominato nel 2018 dal Tar del Lazio, per un credito vantato dalla Fibe spa e Fibe Campania, nei giorni scorsi la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per mezzo del Dirigente dell’Unità Tecnica Amministrativa, ha provveduto a far notificare nelle mani del legale rappresentante del Comune un’ingiunzione di pagamento per il recupero di un credito di oltre 1 milione e 200 mila euro. Soldi dovuti dall’Ente di Viale della Democrazia per un credito in materia di rifiuti. Un contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione. Senza tanti giri di parole il firmatario del Decreto ingiuntivo (fatto notificare dall’Ufficiale giudiziario del Tribunale di Nola) ha subito reso chiare le idee annunciando che, laddove si rendesse necessario, procederà ad esecuzione forzata nei termini di legge: ovvero un pignoramento. Ovviamente – proseguiva l’articolo – per mettere una pezza ad un buco divenuto ormai una voragine, la Dirigente dell’Ufficio Affari Legali del Comune ha subito conferito mandato ad un legale di fiducia dell’Ente, provvedendo ad un impegno di spesa pari a 14.542,78 euro. Un vero e proprio salasso per le casse comunali. E’ chiaro che, fatta opposizione, i tempi si dilateranno. Ma sembra del tutto improbabile, che il debito sarà cancellato. Seppur è vero, che tutto è possibile, probabilmente sarebbe stato meglio chiedere una rateizzazione lunga, cercando di evitare di pagare gli interessi (pari ad oltre 220 mila euro alla data del 30 ottobre scorso). Per amore della verità – aggiungeva il quotidiano – va sottolineato, che il debito in questione viene da lontano e, ad…

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Tardi: “O l’Amministrazione denuncia i giornalisti o il Bilancio di Previsione non è veritiero”.

Tra i punti all’ordine del giorno affrontati durante il Consiglio comunale dello scorso 20 dicembre e tenutosi in un’aula consiliare quasi deserta, c’era quello inerente all’approvazione della Delibera di Giunta n.171 del 20.11.2019, avente ad oggetto “l’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020/2022”. Un atto amministrativo poi approvato con 16 voti favorevoli e 3 contrari ed illustrato in aula dall’Assessore alle Politiche Finanziarie Gerardina Martino. Ovviamente non poteva non risuonare in aula l’eco delle posizioni debitorie del Comune nei confronti di soggetti terzi e, in primis, della Fibe e di cui si riferiva in precedenza. Pertanto ad aprire le danze era il vulcanico Consigliere Domenico Tardi, il quale diceva: “Non vedo appostate nel Bilancio comunale le somme divulgate dai giornali in questi giorni (riferimento al quotidiano “Roma” ed al periodico ’“Oblò” ndr). Se il Bilancio è stato redatto in modo veritiero, allora l’amministrazione comunale deve denunciare i giornalisti, che hanno divulgato i dati, che qui leggo. Mentre ai Consiglieri comunali non è consentito esserne a conoscenza. Se invece è conforme a quanto divulgato dalla stampa, allora non lo reputo veritiero. Tra l’altro – incalzava Tardi – non vedo inseriti gli oneri concessori dovuti dai costruttori per circa 6 milioni di euro”. Critica avverso il Bilancio era anche il Consigliere Paola Montesarchio che, tra l’altro, dichiarava: “Il mio voto non è solo legato ad una valutazione del documento di bilancio presentato, ma anche agli ultimi anni di quest’amministrazione. Ed è un voto decisamente contrario. E’ un Bilancio di Previsione, in cui è difficile intravedere posizioni debitorie, che pure ci sono. Dire che l’amministrazione acerrana è efficiente, perché è tra le prime ad approvare il Bilancio comporta anche che, tra qualche mese, ci ritroveremo qui, a votare continue variazioni. Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti – proseguiva il Capogruppo del Partito Democratico – evidenzio la sciagurata gestione del servizio di raccolta dei rifiuti da parte della società Tekra e non si vede neppure una progettualità che, attraverso la differenziata, sia capace di trasformare il rifiuto in risorsa, con un beneficio di costo per i cittadini. Mancano atti coraggiosi su: scuole; trasporto pubblico; imprese; ambiente; agricoltura, a cui restano anche in questo bilancio le briciole. Siamo tra periferie abbandonate, zero politiche di rilancio del commercio ed assenza di…

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Auriemma: “Ma gli atti relativi al Bilancio li devo apprendere e ricevere dai giornalisti?”.

Il Consiglio comunale di venerdì 20 dicembre 2019 relativo all’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione 2020/2022 proseguiva con l’intervento del Consigliere Carmela Auriemma, che creava non poco imbarazzo e tensione non solo a Lettieri ed alla sua maggioranza, ma anche al Dirigente comunale ai Servizi Finanziari. “Oggi siamo qui, ad approvare un Bilancio di Previsione, il 20 di dicembre – esordiva il Consigliere – e questo è motivo di vanto per l’amministrazione. Ma anche l’anno scorso, entro il 31 dicembre, fu approvato il Bilancio. Eppure neanche un mese dopo il Civico consesso fu convocato, per approvare un debito fuori bilancio di circa 50 mila euro, a seguito di una sentenza di aprile 2017. Ora, calcolando anche i 6 mesi per un’eventuale impugnazione, già a dicembre dello stesso anno tale sentenza risultava definitiva. E nell’ottobre del 2018 l’avvocato del Comune confermò che occorreva pagare. Perché allora non è stata considerata nel Bilancio di Previsione del 2018 e neanche del 2019? Da qui c’è la necessità di sapere quanti contenziosi sono in atto, che potrebbero dar vita a debiti fuori bilancio. Ed ancora – proseguiva la professionista – potrei citare anche un debito fuori bilancio di quasi 800 mila euro, per il quale si è ricorsi lì dove, non si doveva ricorrere, ossia in Cassazione. Detto questo, è gravissimo che io debba conoscere dai giornali, che abbiamo debiti fuori bilancio con la società Fibe. Ho più volte reiterato agli uffici competenti la richiesta, di ricevere gli atti entro i tre giorni previsti dal Regolamento, per poter fare una discussione in Consiglio comunale. Eppure non mi è stato trasmesso nulla. Perché non mi viene fornita la documentazione? Perché i Consiglieri comunali vengono sistematicamente limitati nell’esercizio delle proprie funzioni? Devo fare un altro ricorso al Tar, per avere i documenti spettanti? O devo ricoprire il mio ruolo grazie all’operato dei giornalisti? Devo chiedere gli atti al Direttore dell’Oblò? Siamo arrivati all’assurdo che io, per avere informazioni sul bilancio, devo leggermi l’Oblò! In quale punto del Bilancio si evincono le somme riportate dalla stampa che, tra l’altro, sono cresciute a dismisura tra interessi e penali dal 2005 ad oggi? Presidente Piatto, la investo di questa questione. E’ ovvio che tutto è partito dalla mia richiesta di atti relativi ai 14.500,00 euro corrisposti…

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Lettieri: “E’un bilancio che mostrerà i suoi benefici fiscali l’anno prossimo”.

A replicare nell’aula consiliare all’intervento del Consigliere Carmela Auriemma era un visibilmente imbarazzato e teso Lettieri il quale, con i soliti toni propagandistici, diceva: “Il Comune sta lavorando molto, per fare una manovra di equità fiscale con riduzione delle tasse ai contribuenti, che vedranno i benefici sulle loro bollette l’anno prossimo. Il contrario di ciò che dicono al Governo. Ciò viene dal lavoro delle Commissioni e dell’Assessorato al Bilancio, che poi sarà seguito dall’approvazione del Piano Economico Gestionale. Abbiamo confermato i servizi erogati anche alle fasce deboli. Intanto – proseguiva il primo cittadino – un Consigliere presenta emendamenti, che spostano somme da un capitolo all’altro. Un altro, invece, dice che il Bilancio non è trasparente e quindi non ci si può mettere mano. Io le ritengo fake news scritte da qualcuno e lette in Consiglio comunale. Quindi non si possono votare emendamenti ad un bilancio non trasparente. Vedo che si parla dell’inceneritore, che io reputo un inquilino, che si deve sfrattare. Ma fino a quando sta qui, deve versare all’Ente i ristori ambientali. E circa le somme richieste dalla Fibe, noi le contrastiamo fino all’ultimo grado di giudizio, perché abbiamo responsabilità di Governo. La vicenda dell’inceneritore non c’entra con il bilancio ed abbiamo scritto anche al Ministero, che ci ha risposto. Sulle somme richieste dalla società Fibe c’è qui il Dott.Gennaro Cascone, che può fornire le delucidazioni richieste”. Dirigente che, sollecitato dall’opposizione a fornire chiarimenti, riferiva in aula, lasciando però più di qualche perplessità. E diceva: “In bilancio, con la creazione di un nuovo fondo per spese di Contenzioso, c’è la copertura delle somme richieste dalla società Fibe. Un fondo che conta 2 milioni di euro in più, oltre a quelli già appostati. Si tratta di debiti scaduti e già messi a bilancio, interessi maturati compresi. Non vi sono motivi di preoccupazione, perché non abbiamo mai avuto problemi a pagare e perché sono somme messe nel computo dei residui passivi dell’Ente. Il Comune, come altri, tende sempre a perseguire l’istituto della compensazione, visto che ci sono dovute somme derivanti dai ristori ambientali”. Di certo, sapendo che qui non è possibile usufruire di nessuna compensazione, la risposta del Dirigente lasciava inevasa una semplice domanda, ossia: perché fino ad oggi non si sono pagati i debiti, su cui gravano penali,…

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Recupero ristori ambientali

In merito ai 3,5 milioni di euro che il Comune deve alla Fibe spa ed alla Fibe Campania, oltre alla somma di 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, attraverso apposita ingiunzione di pagamento, con Determina dirigenziale n.1585 del 23.12.2019, il Comune affidava l’incarico di assistenza legale all’avvocato Antonio Sasso, per la rappresentanza dell’Ente in relazione alla diffida nei confronti dell’Unità Tecnica Amministrativa, a “provvedere al pagamento dell’importo complessivo di 8.383.530,00 euro, relativi al recupero dei ristori ambientali”. Un incarico per il quale è stato corrisposto al legale una somma pari a 14.542,78 euro.

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