Autore: Redazione

Edizione integrale del 20 luglio 2021

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L’Italia sul tetto d’Europa. Ma può arrivare anche su quello del mondo

Un mezzo di comunicazione, anche locale, con il trascorrere degli anni diventa, al netto dei giudizi di chi lo segue, un testimone dei fatti, degli eventi, dei personaggi e, insomma, dei tempi, in cui ha operato, trasferendo dati, notizie, informazioni ai lettori ed alla comunità tutta. Un concetto che affiora, soprattutto in alcuni momenti particolari, che riguardano l’intero tessuto sociale quali, ad esempio, le elezioni amministrative. Perciò non potevamo non ricalcare le celebrazioni, le soddisfazioni e le gioie, che la Nazionale italiana ha dato ad un’intera nazione, trionfando agli Europei di calcio dopo ben 53 anni dall’ultimo successo. Aggiungere di più, a quanto è stato già scritto e detto in questi giorni, sarebbe superfluo e difficile. Soprattutto se si volesse entrare in un’analisi tecnica delle prestazioni offerte dall’Italia. Anche se, purtroppo, ospite non gradito ma onnipresente resta pur sempre questo maledetto virus. Ma intanto è stato bello vedere, che milioni di tifosi italiani, sparsi per il mondo, condividessero le stesse emozioni e nello stesso momento. Una Nazionale che fa ben sperare anche per i prossimi mondiali, che si disputeranno in Qatar perchè, al di là delle qualità tecniche e fisiche, grazie soprattutto al lavoro ed alle doti del Commissario tecnico, Roberto Mancini, questo gruppo ha un’identità ed uno stile ben preciso e consolidato. E, non a caso, abbiamo posto proprio la foto del gruppo alla base di quella, che testimonia il trionfo azzurro. E basterà non mutare tale stile ed identità, per poter rivivere altri splendidi momenti, come quelli vissuti per un mese, fino a domenica 11 luglio 2021!  

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Il Commissariato nel Primo Circolo. La Preside: “E’ incompatibile e danneggia il diritto allo studio”.

Era la stampa quotidiana, in data 15.07.2021, a riportare in auge un atto amministrativo, che ha sempre suscitato non poche polemiche, prodotto dalla Giunta comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ossia la Delibera n.183 del 20.12.2019 avente ad oggetto la “concessione in comodato d’uso gratuito al Ministero dell’Interno di alcuni locali, siti nell’edificio scolastico di piazzale Renella”. Un atto amministrativo teso ad accogliere la richiesta della Prefettura di Napoli che, con una nota di marzo del 2018, chiese al Comune la disponibilità di alcuni spazi, in cui allocare gli uffici del Commissariato di Polizia. Dopo circa due mesi il Comune manifestò la propria disponibilità, a rendere disponibile una sezione del suddetto edificio scolastico, per soddisfare le esigenze del Commissariato. Intanto il quotidiano scrive: “Dieci anni dopo la chiusura dell’istituto per problemi strutturali e ad appena dieci mesi di distanza dalla tanto agognata riapertura, è spuntato un altro episodio sconcertante: la Dirigente scolastica ha lasciato la sua stanza ed ha allestito il suo ufficio nel corridoio. La Preside Isabella Bonfiglio – prosegue l’articolo – sostiene che i Vigili Urbani hanno ‘sfrattato’ dalla loro stanza i suoi due impiegati amministrativi per ordine del Comune. Obiettivo della municipalità: fare posto al costruendo Commissariato di Polizia previsto dal Comune all’interno di una parte rilevante dell’edificio scolastico. E siccome il lavoro dei miei impiegati è fondamentale ai fini della gestione della scuola e della sua stessa sopravvivenza, ho preferito lasciare il mio ufficio, per cederlo a loro. Io poi mi sono sistemata, come ho potuto, nel corridoio. La professoressa sostiene, che la requisizione di 22 aule della scuola per far posto al Commissariato, danneggi gravemente il diritto allo studio dei 900 alunni iscritti, parte dei quali sono costretti a fare lezione in un plesso distaccato, quello di via Diaz, di proprietà della Chiesa locale e per il quale – afferma – si paga pure una retta annuale di affitto. I problemi che elenca la Bonfiglio sono molti. C’è anche una questione di mancanza di laboratori didattici dovuta al fatto, che una consistente parte del plesso centrale è stata riservata al Commissariato. Se avessimo potuto utilizzare tutta l’ala che il Comune ha requisito, togliendola alla scuola, i nostri problemi legati ai plessi distaccati ed alla didattica sarebbero finiti da un pezzo. Peraltro trovo incompatibile la…

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Il Commissariato nel I Circolo. Il PD disse sì. Ora si sveglia all’improvviso, ci ripensa e s’indigna!!

In merito all’allocazione del Commissariato della Polizia di Stato nel I Circolo didattico ed allo sconcertante episodio, che ha visto la Dirigente scolastica Isabella Bonfiglio, lasciare la sua stanza ed allestire il suo ufficio nel corridoio e di cui si riferiva in precedenza, arrivava anche il comunicato stampa della locale sezione del Partito Democratico, in cui si legge: “La scuola dovrebbe rappresentare il cuore di ogni azione pubblica. Ad Acerra, da anni, non è così, come dimostrano le vicende di queste ore del Primo Circolo Didattico e dell’Istituto Munari. Un ufficio di presidenza in un corridoio, oltre ad essere degradante e inaccettabile, sta a dimostrare l’esiguità, calcolata a centimetro, degli spazi resi disponibili dal Comune a piazzale Renella alla scuola, pur di collocare il Commissariato di Polizia di Stato. Il Sindaco di Acerra finge di non sapere, che la ristrutturazione è stata resa possibile per il dirottamento di 6 milioni di euro delle compensazioni ambientali, proprio per rispondere alla priorità della scuola.Nel frattempo, autorevoli fonti istituzionali del Comune di Castello di Cisterna, confermano il paventato rischio, che Acerra e l’intera comunità scolastica possano perdere una significativa realtà superiore dalla specifica offerta formativa, come l’Istituto “Munari”. Non si può andare avanti per capricci, improvvisazione ed atti di arroganza, peraltro nel silenzio imbarazzante dell’Assessore delegato. Queste scelte devono essere guidate da un’equilibrata e consapevole programmazione, vale per la scuola, vale per la sede del Commissariato di Polizia. Il Partito Democratico chiede nuovamente, che ci sia una sede istituzionale in cui poter, con la forza del confronto e l’urgenza richiesta dalla realtà, affrontare questi fondamentali temi. Si convochi immediatamente il Consiglio Comunale!”. Eppure, durante la Conferenza dei Capigruppo consiliari, tenutasi il 9 gennaio 2020, il Consigliere comunale e capogruppo del PD, Paola Montesarchio, si dichiarò favorevole all’allocazione del Commissariato nel I Circolo didattico, come si evince dal verbale della stessa Conferenza. Totalmente contraria a questa soluzione si dichiarò, invece, il Consigliere Carmela Auriemma (M5S), proponendo di individuare un’altra sede. A cos’è dovuta, adesso, quest’indignazione e questa presa di posizione del PD di Acerra? Sinceramente mi preoccupa il risveglio improvviso di chi, avendo “favorito” per anni, con il proprio sonno profondo e la propria reiterata assenza dai problemi, la scellerata attività amministrativa dell’era Lettieri, adesso vuole occuparsi di una tematica di pubblico…

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In fiamme due vetture prima dell’alba, si propende per l’origine dolosa

Era nella notte tra l’11 ed il 12 luglio scorsi (quella della vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra agli Europei di calcio) che a via Vittorio Veneto, poco dopo le ore 4:00, si verificava un episodio inquietante, i cui contorni restavano tutti da chiarire. Un’auto infatti, sembra una Citroen C3, andava a fuoco e le fiamme si propagavano anche ad un’altra vettura, una Fiat Punto, parcheggiata a pochi metri di distanza. In breve le alte fiamme levatesi illuminavano a giorno l’area e lambivano anche una palazzina di tre piani, che ospita alcuni nuclei familiari e, al piano terra, un noto e frequentato bar. Allertati dai residenti spaventati e svegliati nel sonno, sul posto giungevano i Vigili del Fuoco di Afragola e gli agenti del locale Commissariato di Polizia, che avviavano le dovute indagini. I caschi rossi impiegavano non poco tempo, per avere ragione delle fiamme, mentre il fumo denso ed acre si intrufolava negli appartamenti e nel locale sottostante, a quell’ora chiuso e rendeva sempre più nere le pareti dell’immobile. Col trascorrere delle ore perdeva sempre più di consistenza l’ipotesi di un’autocombustione, mentre si faceva sempre più strada la pista dell’incendio doloso. Ignoti, infatti, con il volto travisato anche dalla mascherina, avrebbero versato del liquido infiammabile sulla vettura di colore nero, riconducibile ad un residente della zona. Per dare un volto ed un’identità all’autore (o agli autori) del gesto criminale i poliziotti, dopo aver messo in sicurezza e transennato l’intera area, visionavano ed acquisivano le immagini degli impianti di videosorveglianza, di cui sono dotati gli immobili presenti lungo la strada e lo stesso bar. E provvedevano ad ascoltare gli abitanti del quartiere, per raccogliere notizie utili alle indagini. Nel contempo le due vetture venivano sottoposte a sequestro e portate via con l’intervento del carro attrezzi. Sulle cause dell’attentato incendiario notturno gli inquirenti mantenevano il massimo riserbo e nessuna ipotesi veniva esclusa, compresa quella di una vendetta per uno ‘sgarro’ commesso o quella del gesto di uno sconsiderato, per un ‘tipico’ gesto di vandalismo nel corso dei festeggiamenti per il successo della Nazionale. Il giorno successivo i proprietari del condominio erano tutti intenti, a ripulire le parti interessate dal nero fumo, sprigionato dai veicoli incendiati.

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Manodopera irregolare nei campi, blitz dei Carabinieri. Denunciato un 62enne

Blitz contro il caporalato, agricoltore beccato nei campi con manodopera irregolare. E’ quanto avveniva nei giorni scorsi in un fondo sito a Contrada Varignano, dove i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, denunciavano un 62enne di San Felice a Cancello per sfruttamento del lavoro sommerso ed immigrazione clandestina. L’uomo, infatti, stava utilizzando per la raccolta delle patate sette stranieri risultati irregolari ad un controllo. Oltre che penalmente, veniva sanzionato anche amministrativamente con una somma complessiva pari a 35 mila euro. Un controllo che rendeva necessario l’intervento sul posto di personale dell’Asl Napoli 2 Nord. L’attività di contrasto al ‘caporalato’ dei Militari dell’Arma, inoltre, avveniva in sinergia con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli. Gli accertamenti sarebbero proseguiti anche nei giorni successivi, per dare un forte segnale di contrasto allo sfruttamento della manodopera nei campi. Uno scenario che, purtroppo, non sembra essere cambiato nonostante l’anno scorso il Decreto Rilancio avesse previsto la possibilità della regolarizzazione dei lavoratori irregolari impegnati nei lavori agricoli. Già nei mesi scorsi, in un’operazione anti ‘caporalato’ nelle campagne di Acerra, i Carabinieri della locale stazione avevano denunciato il titolare di un’azienda agricola. L’operazione era stata messa a segno in un campo agricolo, in cui stavano effettuando una raccolta di ortaggi nove immigrati extracomunitari, tutti privi del contratto di lavoro. Tutta manodopera impiegata completamente a nero. Quattro dei lavoratori sfruttati erano risultati anche clandestini, privi del permesso di soggiorno. A quel punto i Militari dell’Arma trattenevano ed interrogavano due persone del posto, che stavano di fatto gestendo la manodopera finita sotto il giogo del caporalato. Si trattava del proprietario di una nota azienda di prodotti agricoli e di un suo dipendente. Al termine delle indagini i Carabinieri denunciarono entrambi a piede libero per concorso in intermediazione e sfruttamento del lavoro nero. Sequestrato anche il veicolo, con il quale i lavoratori venivano prelevati ed accompagnati nei terreni per la raccolta degli ortaggi. Nei confronti del titolare dell’azienda furono emesse sanzioni relative alla violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e di sospensione dell’attività lavorativa, per un ammontare di circa 50 mila euro. L’operazione anti ‘caporalato’ posta in essere veniva poi intensificata nei giorni successivi. Una vera e propria piaga che in Italia coinvolge oltre 450 mila…

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Rifiuti abbandonati di varia tipologia da rimuovere in località “Aria di Settembre”

Un’area trasformata in sito di stoccaggio abusivo di rifiuti abbandonati di varia tipologia, anche speciali. E’ quanto accertato, il 30 aprile scorso, dal personale del Comando della Polizia Municipale, a seguito di un sopralluogo effettuato in località “Aria di Settembre”, presso un lotto di terreno di circa 15 metri quadrati, antistante un casolare diroccato. L’intervento dei poliziotti municipali, che redigevano anche un rilievo fotografico ed una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità giudiziaria territorialmente competente, era successivo alla segnalazione fatta due giorni prima, con apposita nota trasmessa al Comune, dal proprietario del fondo, un 58enne di Pomigliano d’Arco, che aveva appunto segnalato la presenza di rifiuti abbandonati. Consistenti, come recita il corpo dell’Ordinanza redatta dal Dirigente all’Ambiente, Maria Piscopo, in materiale edile da risulta, pneumatici, cartongesso, materiale plastico ed ingombranti. Tutti oggetto del sopralluogo dei caschi bianchi ed identificati da loro a vista. Un sito, che già era stato oggetto di sversamento abusivo di rifiuti vari, in relazione ai quali l’Ente comunale aveva emesso l’Ordinanza sindacale n.41 del 3.06.2016 ed alla quale i responsabili non avevano mai ottemperato, con conseguente rimozione dei rifiuti da parte del Comune in danno dei medesimi. A seguito di questo nuovo sversamento, a maggio scorso partiva l’avvio del procedimento nei confronti del proprietario e di una donna di 84 anni, in qualità di usufruttuaria ed anch’essa residente a Pomigliano d’Arco. Non essendo giunte né memorie, né documentazioni attestanti l’avvio delle attività di rimozione dei rifiuti presenti nell’area, essendo stato pertanto violato il Decreto Legislativo n.152/2006, si giungeva all’Ordinanza sindacale n.44 del 25.06.2021, che reca la firma del sindaco Lettieri, con la quale si ordina al proprietario e all’usufruttuaria, di rimuovere e di smaltire, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, i rifiuti abbandonati, attraverso una ditta in possesso delle prescritte abilitazioni. Rifiuti che devono essere caratterizzati ed interessati da un piano di rimozione, che dev’essere trasmesso all’Ente comunale prima dell’avvio dell’intervento. Nel caso di inottemperanza a quanto prescritto, sarà il Comune ad intervenire in danno e, pertanto, tutti i costi sostenuti dall’Ente di Viale della Democrazia saranno addebitati ai soggetti omissivi, contro i quali saranno poste in essere anche misure di carattere penale. Allo stato, nel mentre scriviamo, i rifiuti sono ancora lì.

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Liceo Musicale “Munari”: la sede sarà trasferita a Castello di Cisterna?

(Articolo pubblicato in data 24.05.2021). A gennaio 2020 incontrammo il personale docente, gli studenti ed i genitori del Liceo Musicale “Munari”, sito a via Pellico, nell’ex carcere mandamentale. Gli stessi ci rappresentarono, che la struttura era inadeguata e striminzita per la formazione e l’attività didattica degli allievi che, unitamente alle proprie famiglie, si sentivano trascurati ed abbandonati dalle istituzioni. Attività didattica resa possibile, tra l’altro, solo perché gli studenti affrontavano turni di rotazione, per dare a tutti la possibilità di studiare. Genitori che già il 22 maggio 2019 avevano incontrato il sindaco Lettieri, il quale disse, di non avere strutture disponibili, ma che avrebbe preso in considerazione l’ipotesi, di allocare detto Liceo nel plesso Montessori, trasferendo le sezioni dell’Infanzia a piazzale Renella. Intanto il mese successivo il primo cittadino inaugurò l’Auditorium intitolato a “Titina Verone”, dotato di strumenti musicali forniti dal Ministero della Pubblica Istruzione ma inutilizzabile dagli studenti, visto che all’interno vi erano i banchi. Il 12 settembre 2019, con le 5 classi ormai formatesi e la fine della fase sperimentale, i genitori protocollarono una lettera al sindaco, rappresentando che la comunità locale non poteva correre il rischio di perdere, dopo tanti sacrifici fatti, il Liceo musicale, privo anche della palestra e con l’ascensore fuori uso. Quindi il paradosso è che nel Liceo Musicale cittadino gli studenti non suonavano e si sentivano umiliati. Intanto il 23 dicembre 2019 il sindaco tranquillizzava la platea scolastica del Munari, prospettando una possibile soluzione per i locali da attribuire al Liceo. Ma la doccia fredda arrivava il 10 gennaio 2020, quando il sindaco dei video monologhi, dopo aver incontrato alcuni genitori dei bambini del I Circolo, annunciava che il plesso scolastico di piazzale Montessori avrebbe continuato ad ospitare le classi dell’Infanzia. Ecco perché genitori e studenti del Liceo Musicale proponevano, in assenza di altre soluzioni, di allocare nell’edificio di piazzale Renella, le classi del Liceo, anziché dare la priorità all’allocazione del Commissariato di Polizia. Sulla vicenda intervenne, in data 14.01.2020, anche la locale sezione del Pd che, attraverso un comunicato stampa, tra l’altro, scriveva: “La scuola, in tutte le sue articolazioni, resta una priorità e bisogna fare ogni ulteriore sforzo, affinchè vengano trovate le giuste ed adeguate soluzioni. In merito a queste problematiche, così come per il mancato avvio della refezione…

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Liceo Musicale “Munari”: dal Comune smentirono che la sede venisse trasferita. Ma adesso…?

In merito alla possibilità che la sede del Liceo Musicale “Munari” venisse trasferita definitivamente a Castello di Cisterna, ossia nel Comune che, attraverso apposito Consiglio comunale convocato per lo scorso 21 maggio (e poi rinviato), aveva come obiettivo, quello di concedere, a titolo gratuito, alla Città Metropolitana, l’uso dei locali di proprietà comunale per le esigenze dell’istituto di Acerra, giunse dall’Ente comunale di Viale della Democrazia un comunicato stampa, che così recitava: “Quest’Amministrazione apprende con stupore, che persiste un incomprensibile ed inutile dibattito sulla chiusura dell’Istituto Munari ad Acerra per il trasferimento in altri Comuni. Circostanza che si esclude categoricamente, solo perché altre Amministrazioni locali hanno intenzione di dare la disponibilità di spazi per un’Istituzione scolastica acerrana. Quest’amministrazione è ferma alla comunicazione del 6/05/2021, acquisita al protocollo generale dell’Ente in pari data con il numero 40912, con la quale la Dirigente scolastica dell’Istituto Superiore Bruno Munari di Acerra, Prof.ssa Carmela Mosca, comunicava al Comune l’accettazione della proposta avanzata dal Sindaco Lettieri, di utilizzare il plesso scolastico di Pezzalunga. Tale edificio scolastico sarà destinato, sempre secondo quanto comunicato dalla Dirigente nella stessa nota, all’indirizzo di studio “Gestione delle Acque Risanamento Ambientale”, indirizzo importante per formare i nostri giovani sulla tutela del territorio. Pertanto l’auspicio dell’Amministrazione è che questo indirizzo dell’istituto professionale, sia stato valorizzato a tal punto, da riuscire a completare la formazione di una completa sezione. Considerato inoltre che gli attuali spazi comunali assegnati in uso all’Istituto Superiore Munari saranno liberati dal suddetto indirizzo di studi, aumentano gli ambienti per lo svolgimento delle altre attività didattiche: ossia liceo Artistico indirizzi Musicale-Grafica e Design e Liceo delle Scienze Umane. Prendiamo atto, tuttavia, dell’esigenza della dirigenza del Munari, di avviare una sezione distaccata dell’Istituto in altri Comuni e, a tal proposito, raccomandiamo alla stessa Dirigente, di non trasferire gli attuali indirizzi di studio rientranti nell’offerta formativa del Munari di Acerra sul nostro territorio, ma bensì di collocare nella sezione distaccata nuovi indirizzi, che ella riterrà di istituire. Con l’occasione quest’Amministrazione sollecita la dirigenza scolastica, a richiedere l’istituzione di ulteriori indirizzi di studio tecnici, che sul nostro territorio mancano del tutto, causando la diaspora dei nostri giovani, costretti a trasferirsi in altri Comuni per motivi di studio”. Ovviamente sarebbe interessante, che venisse resa pubblica l’intera corrispondenza intercorsa sulla questione tra il Comune,…

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“Villa dei Fiori”, è insufficienza posti letto nel reparto di Ortopedia a causa della ‘stretta’ regionale

“Villa dei Fiori” in prima linea per l’emergenza traumi e lesioni. Il presidio ospedaliero acerrano è entrato da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Intanto è sold out nel reparto di Ortopedia, diretto dal Prof.Giuseppe Coppola. Nonostante gli sforzi del personale (medici, paramedici, infermieri ed ausiliari), tanti pazienti vengono trasferiti in altre strutture sanitarie, per garantire loro il diritto alla salute. Sforzi, e non pochi, sono stati fatti nel corso degli ultimi mesi dalla proprietà del presidio ospedaliero. Insomma la struttura ed il personale sono messi a dura prova dal carico di lavoro da fronteggiare. Tornando al reparto di Ortopedia questo, seppur è stato notevolmente rinforzato, è praticamente sotto assedio ogni giorno. La verità è che Villa dei Fiori, è l’unico avamposto sanitario specializzato in un comprensorio, che conta quasi 500 mila assistiti. Ad Acerra giungono soggetti traumatizzati da tutto l’hinterland a Nord di Napoli e non solo. I posti letto a disposizione rimangono sempre pochi e sono quasi del tutto insufficienti in questa stagione dove, purtroppo, aumentano sensibilmente i numeri dei traumatizzati. Incrementati, di certo, anche dal maggior numero di persone che praticano attività sportiva rispetto al periodo invernale. Ovviamente, andando di questo passo e se la Regione Campania non allargherà i cordoni della borsa, per garantire la salute di chi vive in questo vasto ed esteso territorio, a breve la situazione si farà sempre più critica. E’ scontato, che nella ressa finirà anche il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero, diretto dal primario Enzo Tedeschi, che opera h24 con una squadra di medici e paramedici, costretti a dei veri e propri tour de force. E nel quale la tempestività e professionalità dei soccorsi messi in campo dai sanitari, spesso gioca un ruolo fondamentale, nel riuscire a salvare la vita altrui. Non senza dimenticare, che l’intero sistema sanitario nazionale è sotto la scure di un nemico subdolo ed invisibile, ma che condiziona la vita dell’intera umanità, ossia il Covid e le sue infinite varianti. Per riuscire a far fronte…

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