Autore: Redazione

Edizione integrale del 7 giugno 2021

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L’appello del Vescovo ai politici durante l’omelia ai Santi patroni: “Date un’anima alla città”.

No alla localizzazione di industrie di trattamento dei rifiuti tossici nella zona a Sviluppo industriale “perché bisogna custodire i bambini, che si ammalano di inquinamento ambientale”. Evitare la dismissione del Liceo musicale, che è una risorsa e che sarebbe un peccato perdere, “perché Acerra è da sempre la città della musica, che è una materia bella e non inferiore alle altre”. Rilancio dell’agricoltura locale con i fondi del Recovery, ammodernandola e creando unità tra gli agricoltori e valorizzazione del patrimonio archeologico dell’antica Suessola. Sono i 4 “principi chiave” del patto per la città di San Cuono e Figlio. Ad esporlo con passione lo scorso 29 maggio era, durante l’omelia in onore della ricorrenza dei Santi patroni di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, direttamente dal pulpito della Cattedrale del Duomo ed al cospetto del sindaco Lettieri e degli amministratori locali. “Bisogna combattere il virus dell’indifferenza verso il bene comune, altrimenti non si va da nessuna parte Da sempre gli Acerrani non hanno invocato i patroni per grazie personali, ma per tenere la città lontano dai flagelli, dalle calamità che l’hanno colpita nei secoli, quali le inondazioni, la peste o la stessa pandemia, che ha raggiunto il suo picco soprattutto l’anno scorso” – ammoniva il Vescovo. Una stoccata che, in molti, hanno collegato al costume politico emerso dalle inchieste giudiziarie su accertati o presunti voti di scambio praticati, in alcuni casi, nelle scorse tornate amministrative. “Senza idee comuni non c’è azione comune e quindi non c’è più tempo da perdere. E’ giunto il momento di un patto in vista delle scadenze elettorali del prossimo anno fondato su principi cardine non negoziabili” – tuonava dall’altare l’alto prelato. Un patto possibilmente comune a tutte le forze politiche, che andrebbe al di là della normale dialettica tra maggioranza ed opposizione, per dare “un’anima” alla città. “Auspico in tal senso – sottolineava il battagliero Di Donna – un confronto pubblico, che non può essere fatto solo su facebook e quindi invito le forze sociali e politiche, a fare proprio il patto per una città vivibile e a misura d’uomo. Se per disegnare una città, ci si limita ad approcci settoriali, come quello economico o urbanistico o dell’edilizia, non si va molto lontano. Sono approcci necessari, ma non sufficienti a disegnare una città” – ammoniva…

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Elezioni regionali: il Consiglio di Stato ordina la verifica dei verbali di voto nelle sezioni di Acerra

Elezioni regionali 2020, colpo di scena: il Consiglio di Stato ordina la verifica dei verbali di voto nelle sezioni di Acerra. Prosegue dunque la battaglia del candidato del Movimento 5 Stelle Alessandro Cannavacciuolo che, primo dei non eletti nella Circoscrizione di Napoli e provincia, per un pugno di voti, non è riuscito ad entrare in Consiglio regionale. L’esponente pentastellato, dopo una lunga e certosina analisi delle documentazioni elettorali, ha sospettato una serie di irregolarità nelle operazioni di voto ad Acerra, sia sul fronte delle verbalizzazioni, che su quello di una presunta mancata trasmissione delle preferenze alle autorità preposte. Ora dunque, contrariamente alle linee di indirizzo finora date dal Tar Campania, l’ultimo grado della giustizia amministrativa ha disposto che la Prefettura fornisca, entro il 10 giugno, tutti i verbali tirati in ballo in questa difficile vertenza sulle elezioni. Cannavacciuolo aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza n.759 del 3 febbraio 2021, emessa dalla II sezione del Tribunale Amministrativo regionale, con cui era stata appunto respinta l’istanza del candidato pentastellato proposta per l’annullamento del verbale dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Napoli del 13 ottobre 2020, cioè il verbale di proclamazione degli eletti al Consiglio regionale della Campania. Istanza che includeva anche l’annullamento e/o la declaratoria di nullità del procedimento elettorale e delle operazioni di voto, compresi nei verbali delle operazioni dell’ufficio elettorale di una serie di sezioni del Comune di Acerra. Eccole elencate per numero (sono ben 40 delle 56 complessive): 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 15, 16, 18, 19, 25, 27, 28, 29, 30, 32, 33, 34, 35, 37, 40, 41, 43, 44, 45, 46, 48, 50, 52, 54, 55, 56, 12, 21, 49 e 51. Quindi i giudici del Consiglio di Stato hanno emanato un’Ordinanza (in attesa che prosegua la discussione di merito, a partire dal prossimo 22 giugno), che dispone la verifica dei verbali di tutte le sezioni richiamate attraverso la trasmissione degli stessi da parte della Prefettura di Napoli. L’ordinanza emanata il 25 maggio scorso porta la firma dell’estensore Pietro de Bernardinis e del Presidente Ermanno de Francisco. Contro il ricorso di Cannavacciuolo stanno resistendo in sede giuridica gli attuali Consiglieri regionali Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra, Raffaele, eletta nella lista…

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Auriemma ‘nel cercare i cani acerrani’, scopre il mancato rispetto del Capitolato d’Appalto!

Sullo scorso numero riferimmo del lavoro intrapreso, fin dal 2019 dal Consigliere, nonchè Presidente della Commissione di Vigilanza, Carmela Auriemma, in merito alla questione del servizio di custodia e mantenimento dei cani accalappiati, che costa alle casse comunali circa 260 mila euro all’anno e dei suoi dubbi, su come viene gestito il servizio con il Capitolato d’Appalto che specifica, che la ditta che si occupa dei cani acerrani, deve produrre un rilievo fotografico di tutti i cani da essa tenuti e censirli con questa modalità. Perciò la professionista, lo scorso 24 maggio, scriveva al Dirigente all’Ambiente Maria Piscopo, per sapere dove si trovano i cani di Acerra e per essere relazionata, su altri aspetti dell’appalto in questione. Nota che veniva riscontrata alcuni giorni dopo dalla Piscopo, nella cui comunicazione si legge: “La sede del canile ‘La Sfinge’, in cui sono accolti i cani accalappiati del territorio di Acerra, si trova a Marigliano, come risulta dalla Determina n.1304/2019. Si trasmettono, oltre all’indirizzo dello stesso e a quello Pec, anche le fatture degli ultimi 28 mesi, i relativi dispositivi di liquidazione, i certificati di stato in vita e di esistenza redatti di volta in volta da un medico veterinario, la relazione di sopralluogo, ispettiva e di controllo, a firma dell’incaricato dell’Ufficio Ambiente. Si aggiunge che – proseguiva il Dirigente – l’elenco dei cani randagi catturati ad Acerra è verificabile, consultando l’Anagrafe Canina regionale. Il Comune inoltre, in collaborazione con l’Asl, organizza una volta all’anno una giornata di sensibilizzazione per i proprietari di animali, proponendo la microchippatura e la vaccinazione gratuita, ma fa anche prevenzione del randagismo attraverso il controllo del territorio e l’incentivazione delle adozioni anche in manifestazioni, che si svolgono in altri Comuni. Si ricorda, che è attiva una pagina facebook intitolata ‘Centro Cinofilo La Sfinge’, quale strumento di pubblicità e contatto social, che dà risalto e visibilità alla vita del canile e dei cani accolti”. Non si faceva attendere la risposta del Consigliere la quale, nel riscontrare la nota del Segretario generale, scriveva: “La documentazione inviatami non fa che confermare le mie perplessità e le mie eccezioni in merito. Nella sua nota, infatti, mi precisa che, “in conformità all’art. 8 del Capitolato d’Appalto è attiva una pagina Facebook intitolata “Centro Cinofilo la Sfinge”. Ebbene, basta effettuare una visita…

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Società funebre colpita dall’interdittiva effettua il funerale. Poi sospeso dalle Forze dell’Ordine

Era un noto quotidiano, in data 28.05.2021, a riportare la notizia della sospensione di un funerale in atto, con tanto di intervento delle Forze dell’Ordine. “Funerale sospeso, perché nel corso della cerimonia arriva l’interdittiva Antimafia. E’ quanto successo l’altra mattina (mercoledì 26 maggio ndr) ad Acerra – esordisce l’articolo – dove l’addio ad un uomo del posto, la cui famiglia è molto conosciuta in città, ha avuto uno stop di un paio d’ore.  Il Dirigente dello Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune, infatti, ha ordinato la sospensione delle attività all’impresa del casertano, che si stava occupando del trasporto della salma. Una volta giunto il feretro al cimitero, è intervenuta la Polizia Municipale, che ha funzioni anche di Polizia Mortuaria, perché nel frattempo il Suap (con Ordinanza n.15 del 24.05.2021 ndr) aveva emesso il provvedimento di sospensione sulla scorta di uno analogo pervenuto dalla Terra di Lavoro. La vicenda, poi, dal cimitero, si è spostata agli Uffici dell’Ente di Viale della Democrazia – prosegue il quotidiano – dov’è scoppiata l’ira dei parenti della persona deceduta, esasperati dal non poter dare serenamente l’ultimo saluto al proprio caro e dove c’è stato anche l’intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Acerra. L’interruzione del funerale è durata qualche ora, con la sepoltura che poi è proseguita regolarmente grazie alla ditta, che opera per conto del Comune. La società casertana che si occupa del trasporto funebre ha comunque 60 giorni di tempo, per ricorrere al Tar o 120 giorni, per presentare riscorso al Presidente della Repubblica”. Sulla stessa falsariga di quello sopra citato era un altro quotidiano che, in data 31.05.2021, riferiva della stessa spiacevole vicenda. Nello specifico l’Ordinanza dirigenziale, emessa dal Dirigente comunale, riguarda un’impresa funebre con sede a Santa Maria Capua Vetere, il cui legale rappresentante è titolare del titolo abilitativo all’esercizio di filale svolti l’attività funebre nei locali ubicati ad Acerra. Va da sé che l’interdizione, sia temporanea che definitiva, preclude all’impresa qualsivoglia attività funebre sul territorio regionale, sia per la sede principale che per la filiale. Ovviamente la notizia della sospensione del funerale del defunto, un uomo di 77 anni, in breve, faceva il giro della città ed erano in tanti a chiedersi, se i familiari del defunto avessero o meno intrapreso azioni legali nei confronti di…

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I carrellati collocati all’esterno dei palazzi “in orario libero”. Il suolo pubblico usato come deposito!

Sull’ultimo numero, in merito al servizio di igiene urbana, scrivemmo che i controlli dei poliziotti municipali, unitamente al personale della società Tekra, sarebbero proseguiti anche nei giorni successivi, soprattutto nell’accertare la conformità dei rifiuti conferiti dai cittadini, l’utilizzo da parte degli stessi delle attrezzature a loro consegnate e l’eventuale rinvenimento di documentazione nei sacchetti abbandonati nelle varie aree del territorio comunale. I rifiuti conferiti non correttamente, secondo le regole, non venivano prelevati. Venivano prima accertate le violazioni da parte dei caschi bianchi, che avrebbero sanzionato, chi non ha correttamente differenziato e poi sarebbero stati successivamente raccolti. Con verbali elevati, pertanto, a quelli, che ancora recano disagi ai cittadini, che differenziano i rifiuti. E non mancava, in tal senso, un’ampia documentazione fotografica, pubblicata sul sito del sindaco delle video-apparizioni Lettieri. Addirittura è eloquente l’immagine del Vigile Urbano che, privo di guanti, mette le mani nella monnezza!! Ma, nonostante questo ‘schieramento di risorse umane’, il primo cittadino non riesce a far rispettare nemmeno l’Ordinanza sindacale n.15 del 12.04.2018, che reca in calce la sua firma e che è relativa al conferimento dei rifiuti solidi urbani da parte delle utenze domestiche e non domestiche. Nello specifico la problematica riguarda i carrellati multicolori lasciati nei pressi dei condomini e dei parchi, fin dalle prime ore del pomeriggio da parte di alcuni non meglio identificati individui, probabilmente incaricati dagli amministratori di condominio o dagli abitanti il parco, di ottemperare a tale compito. Purtroppo ne consegue che gli inquilini dei palazzi depositano i sacchetti dei rifiuti fuori dall’orario consentito (che, giova ricordarlo, va delle ore 20:00 alle ore 24:00). Con un aggravio della situazione igienico-sanitaria, che si registra soprattutto quando le temperature sono più elevate e quando ad essere conferite sono alcune frazioni di rifiuto. Sta di fatto che è compito del personale della Polizia Municipale, il cui organico è stato ampliato con ben 19 unità lavorative in più, verificare, che tutti i servizi siano espletati a regola d’arte, in esecuzione delle prescrizioni contrattuali e che venga osservata la suddetta Ordinanza. Oltre a ciò, a violare l’Ordinanza, ci si mettono anche alcune attività commerciali, che lasciano in forma stabile i bidoni sul suolo pubblico, soprattutto sui marciapiedi, usati come deposito, a fare bella mostra di sé e a ledere l’immagine ed il decoro urbano….

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Bimbo rischia di morire per un pezzetto di wurstel. Salvato dai medici di “Villa dei Fiori”

Salvato sul filo di lana, ovvero all’ultimo respiro, dai medici del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di “Villa dei Fiori”, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Protagonista di un banale incidente, che stava per costargli la vita, un bimbo di appena 18 mesi di Afragola, le cui vie respiratorie erano state occluse da un pezzetto di wurstel appena ingerito. A portarlo al Pronto Soccorso a bordo di un’auto di un conoscente erano i genitori i quali, avendo compreso, che la vita del loro bambino era appesa ad un filo, preferivano agire subito e con mezzi propri, anziché allertare il 118 ed attendere l’arrivo dell’ambulanza. Nella struttura sanitaria il piccolo riceveva le prime cure, prima di essere trasferito (in condizioni di massima sicurezza) presso l’Ospedale ‘Santobono’ di Napoli, dove i medici lo sottoponevano a tutti i necessari esami clinici, ospedalizzandolo, per valutarne le condizioni, prima di dimetterlo. Volendo cercare di ricostruire sommariamente i fatti, erano da poco passate le 13:00, quando nel Pronto Soccorso giungeva un’auto, a bordo della quale una coppia teneva in braccio un bambino, già privo di sensi e quasi cianotico, che non dava più segni di vita. I medici di turno, avendo compreso che la vita del piccolo era appesa ad un filo, iniziavano subito le manovre per rianimare il bambino, chiedendo l’ausilio non solo dei rianimatori, ma anche dei neonatologi. Erano minuti carichi di tensione. I genitori del piccolo piangevano ed imploravano i medici di fare l’impossibile, per salvare il loro figlio, che aveva mangiato un wurstel, che aveva ostruito le vie respiratorie, condannandolo a morte per soffocamento. Nel mentre i medici, all’interno della stanza dedicata ai codici rossi tentavano l’impossibile, all’esterno aumentava la folla delle persone, a seguito dei coniugi, in attesa di notizie positive. Per lunghi minuti si temeva il peggio. Infine il miracolo, grazie alle manovre di disostruzione praticate dai rianimatori, diretti dal primario Anna Mercogliano e dai medici del Pronto Soccorso, diretti dal primario Enzo Tedeschi. Infatti si riusciva…

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Escalation di episodi di violenza contro le donne, nonostante una Delibera contro la violenza di genere

Botte alla moglie ‘fresca’ di operazione, 61enne arrestato. E’ l’ennesima ed incredibile storia di violenza domestica verificatasi negli ultimi tempi ad Acerra, dove vittima di percosse, minacce e violenza di genere era una donna del posto. Nel caso specifico i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, bloccavano un uomo del posto, accusato di maltrattamenti e lesioni. I Militari dell’Arma intervenivano nell’abitazione della coppia durante la notte, a seguito di una chiamata che segnalava una situazione difficile. Nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine l’uomo, in preda ad un evidente stato di alterazione, avrebbe provato a colpire la moglie con due schiaffi, dopo averla già malmenata incurante dello stato di sofferenza della donna, reduce da un delicato intervento chirurgico e con la ferita ancora suturata. Nell’appartamento i Carabinieri sequestravano anche un coltello. Dopo le formalità di rito il 61enne veniva tratto in arresto e condotto in carcere a Poggioreale. La donna, invece, veniva portata al Pronto Soccorso, dove le venivano diagnosticate ferite ritenute guaribili con dieci giorni di prognosi. Un episodio che faceva il paio con un altro episodio di violenza con protagonista, questa volta, un 52enne, finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, veniva arrestato dalla Polizia di Stato e fondamentale per il suo arresto era la testimonianza della figlia, una giovane donna che, al termine dell’ennesimo episodio di violenza, si era presentata negli uffici del Commissariato ed aveva rivelato ai poliziotti di essere, da tempo, insieme alla madre, vittima di comportamenti violenti, percosse e minacce da parte del padre. Il 52enne, in più occasioni, per futili motivi, aveva malmenato moglie e figlia: grazie alla denuncia di quest’ultima, stanca dell’ennesimo abuso da parte del genitore, per il 52enne scattavano le manette. E potremmo continuare con altri episodi, di cui abbiamo già riferito di recente. Ma mai come adesso, la politica si intreccia con la cronaca. Infatti, nonostante che durante il Consiglio comunale del 27.05.2020 (quello in cui il Presidente del Civico consesso diede della camorrista al Consigliere Carmela Auriemma, con tutte le polemiche che ne seguirono per settimane) fu approvata, su proposta del Partito Democratico, la Delibera di Giunta n.50 del 25.05.2020 sulla Violenza di Genere e relativo protocollo d’intesa con le farmacie del territorio comunale per…

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Equipaggio del 118 sequestrato in casa: “Dovete portare mio fratello in ospedale”.

Un equipaggio del 118, capitanato dal Dott.Corrado Violetti, veniva sequestrato, nei giorni scorsi, per diverse decine di minuti in un appartamento del complesso residenziale Ice-Snei, sito a Corso Italia, dopo che il medico si era rifiutato di portare un uomo in ospedale. A questo punto un familiare chiudeva la porta ed impediva ai sanitari di lasciare l’abitazione. La situazione si risolveva dopo parecchio tempo e dopo lunghi momenti di tensione grazie alla mediazione di un altro familiare e all’arrivo dei Carabinieri che, nel frattempo, erano stati chiamati dall’equipaggio. A denunciare l’accaduto era ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’, l’associazione che segnala gli episodi di violenza ai danni dei sanitari durante i servizi del 118 ed all’interno degli ospedali. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l’ambulanza era arrivata nel complesso popolare su richiesta di una famiglia, che voleva che un loro congiunto, paziente Covid ed etilista cronico, fosse trasportato in ospedale. L’uomo, è però emerso, non presentava criticità e le sue condizioni di salute non erano tali, da giustificare il ricovero, né tantomeno il trasporto col mezzo in emergenza e, soprattutto, era stato dimesso dal Pronto Soccorso di Frattamaggiore circa un’ora prima. Quando il medico ha spiegato che, quindi, non avrebbe autorizzato il trasporto, la sorella andava in escandescenze e chiudeva a chiave la porta di casa, impedendo di fatto ai medici ed agli infermieri di lasciare l’abitazione. Ed esclamava: “Da qui non uscite, se non portate mio fratello in ospedale”. “La sorella – scrive Manuel Ruggiero, presidente di Nessuno Tocchi Ippocrate – rilanciando la segnalazione, pretendeva un nuovo trasporto in Pronto Soccorso, nonostante la stabilità clinica, come se l’ambulanza fosse un taxi. Alla fine l’equipaggio veniva liberato attraverso la mediazione di un altro fratello e dei Militari dell’Arma. Chiediamo alla magistratura di applicare la massima pena, affinché questi episodi non macchino più i nostri camici sudati durante una pandemia, a dir poco estenuante”. Interruzione di pubblico servizio e sequestro di persona sono i capi d’accusa, ai quali deve rispondere la sorella del richiedente dinanzi all’Autorità giudiziaria territorialmente competente.

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Ampliamento impianto in zona Asi, rinviata a data da destinarsi la Conferenza dei Servizi

Era la stampa quotidiana, in data 27.05.2021, a riaccendere i riflettori sulla locale zona industriale, in merito all’ampliamento di uno stabilimento già esistente, dedito allo stoccaggio ed al trattamento dei rifiuti. Il riferimento è alla Ecodrin che, da alcuni anni, tratta rifiuti speciali e che ha chiesto al settore Ecologia della Regione Campania, di ottenere l’autorizzazione al trattamento di un quantitativo di scarti pericolosi. “Stop all’ampliamento della fabbrica, che aveva chiesto di stoccare e trattare nuovi quantitativi di rifiuti pericolosi. La Regione Campania – esordisce l’articolo – ha infatti rinviato a data da stabilire la riunione della Conferenza dei Servizi, fissata in un primo momento al 20 maggio scorso, per decidere sul rilascio di un’autorizzazione a beneficio di un’impresa privata, che opera nella locale zona industriale. Ma la Regione, presso cui l’impresa aveva fatto richiesta di autorizzazione per un nuovo ed ingente quantitativo di rifiuti, da depositare e trattare nello stabilimento in zona ASI, ha rinviato a data imprecisata la Conferenza, che era stata appunto fissata, per decidere sull’ampliamento. Intanto è sopraggiunta un’altra notizia, già circolata di recente – proseguiva l’articolo – e che sta facendo sollevare polemiche. L’imprenditore acerrano, che ha chiesto l’autorizzazione appena “congelata”, è indagato da qualche giorno per un traffico di rifiuti tra il Nord ed il Sud Italia. C’è pure un’altra inchiesta che lo riguarda: l’uomo è già stato condannato in primo grado dal Tribunale di Nola, l’anno scorso, ad un mese di arresto (pena sospesa). Reato: abusivismo edilizio. L’imprenditore aveva fatto realizzare un grande parcheggio abusivo accanto alla sua fabbrica. In quell’occasione gli ambientalisti avevano chiesto alla magistratura, di verificare se il parcheggio fosse stato realizzato con rifiuti triturati, tra cui amianto. Ma il Tribunale escluse quest’ipotesi”.  

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