Autore: Redazione

Edizione Integrale del 10 Luglio 2020

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Tra staffisti, affidamenti esterni ed ingiunzioni di pagamento: ecco “l’allegra finanza” del Comune

Proprio nel periodo, in cui i Comuni lamentano un minor trasferimento di denaro dal Governo centrale agli Enti locali; proprio quando si stanno facendo sentire, in tutta la loro veemenza, gli effetti nefasti provocati dal coronavirus, con particolare riferimento a quelli economici, l’amministrazione comunale targata Lettieri fa un uso criticabile del denaro degli acerrani. Infatti il 26 giugno scorso, con Delibera n.61, nonostante gli articoli apparsi sugli organi di stampa, il sindaco ha proseguito nell’implementare il proprio ufficio staff, che ora conta ben 10 unità, assumendo una 30enne del posto. Eppure nelle scorse settimane un noto quotidiano parlò, tra l’altro, di “sprechi e di favoritismi; di collaboratori assunti direttamente dal sindaco nel suo mega staff; delle conseguenti polemiche; di costi preventivati per lo staff composto (allora) da nove persone, che ammonterebbero a circa 350 mila euro annui e di alcune nomine di staffisti, parenti di ex amministratori comunali, vigili urbani e di militanti, che hanno curato la campagna elettorale”. Il tutto mentre i Consiglieri comunali di opposizione (quella vera e non quella “apparente”) Auriemma, Zito e Catapane avevano più volte proposto al Sindaco “di recuperare risorse economiche e trasformarle in aiuti ai commercianti ed alle famiglie in difficoltà”. L’elenco “dell’allegra finanza” prosegue con l’affidamento del servizio di manutenzione delle opere a verde del Parco Urbano di via Manzoni (ancora non aperto al pubblico) ad una ditta, per un importo pari 40.100,00 euro, come da Determina n.761 del 26.06.2020, che reca la firma del Dirigente G.Cascone. Atto amministrativo che però, di per sé, non specifica, perché è necessario affidare ad una società privata il lavoro di manutenzione delle aree comunali a verde e nemmeno la durata dell’affidamento. Informazioni che occorre desumere dalla Determina n.677. In cui, tra l’altro, un geometra del Comune scrive, che per tali interventi di manutenzione occorre personale qualificato, che la squadretta non può effettuare. Quindi abbiamo dipendenti comunali non qualificati! Ed in tutti questi anni non hanno mai pensato di renderli qualificati? Ai quali però affidano una serie di lavori, compresa la potatura delle specie arboree. Notizie desumibili, invece, dalla Determina n.788 del 2 luglio scorso, con la quale è stata indetta la procedura di gara, per individuare la ditta (l’incarico di quella attualmente operante scade il I agosto prossimo), che si occuperà del servizio…

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“Parco ‘900”, breve cronistoria delle attività intraprese di recente

(Articolo pubblicato in data 4.12.2019). Negli ultimi mesi abbiamo documentato l’attività istituzionale del Consigliere comunale Domenico Tardi (alla quale si è aggiunta, poi, anche quella del Consigliere Carmela Auriemma) relativamente alla questione “Parco ‘900”, ossia al grande complesso residenziale realizzato nei primi anni 2000 nel rione “Spiniello”, con particolare riferimento alla galleria commerciale del complesso urbanistico, dichiarata abusiva dal Comune nel 2015. Tale attività, fino ad oggi, ha sostanzialmente contemplato: una richiesta, attraverso una nota inviata al Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone e all’Assessore al ramo Giovanni Di Nardo, in data 17.10.2019, a seguito dell’approvazione della Delibera di Giunta n.134 del 4.10.2019 di indirizzo al Consiglio comunale e relativa al Parco ‘900, di conseguimento degli atti relativi all’approvazione dello schema di convenzione, per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area destinata a parcheggio, a compensazione degli standard urbanistici. Una richiesta di conoscere con urgenza, al fine di esercitare le sue prerogative istituzionali se, per gli immobili oggetto del provvedimento di Giunta, è stata a suo tempo definita, ai sensi dell’articolo 11 della legge n.10/1977, una convenzione per l’assunzione diretta di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. In caso di riscontro positivo, una richiesta di trasmettergli con sollecitudine la relativa copia, nonché copia dei collaudi effettuati sulle opere realizzate; gli atti di consegna delle stesse al Comune di Acerra e l’atto di svincolo della prevista fideiussione. Oltre a ciò in data 21.10.2019 diffidava il suddetto Dirigente all’Urbanistica, stante la legge n.241/90, a rispondere entro 10 giorni alle precedenti lettere inviategli ed alle quali non aveva risposto. Nel frattempo, durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso, avente all’ordine del giorno l’approvazione della Delibera di Giunta n.127 del 30.09.2019, relativa alla variazione di Bilancio di previsione finanziario e di indirizzo al consiglio comunale nell’intervenire, il Consigliere diceva: “Non vedo in questa Delibera di Giunta gli oneri concessori recuperati, stando alla convenzione stipulata a suo tempo. Quindi si tratta di somme da recuperare ed auspico che l’Assessore al Bilancio li recuperi, rivisitando la Delibera che, così redatta ed approvata, rappresenta una truffa per i cittadini”. Nel frattempo sono intervenuti vari colloqui tra i due sopra citati Consiglieri comunali ed il Dirigente al settore, che ha anche risposto alla diffida del Tardi scrivendo, tra l’altro, che “la richiesta del consigliere…

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“Parco ‘900” tra condono edilizio mascherato, danno erariale per l’Ente e beneficio per la società

(Articolo pubblicato in data 4.12.2019). Relativamente alla questione “Parco ‘900”, sito nel popoloso e periferico quartiere “Spiniello” e di cui riferivamo in precedenza, secondo alcune fonti non investigative ma attendili, non è da escludere che alcuni aspetti della vicenda, siano stati rappresentati alle Forze dell’Ordine che, probabilmente, avranno avviato anche un’attività d’indagine. Innanzitutto si parte dal 14 agosto 2015, quando il sindaco Lettieri avrebbe specificato, che gli Uffici comunali avevano verificato che, per il Parco ‘900, risultavano rilasciate diverse concessioni in sanatoria, che legittimavano ulteriori volumetrie. In particolare con l’occupazione di aree destinate a porticati dei fabbricati con destinazione ad attività commerciali. In tal caso fu avviato il procedimento per la revoca delle predette concessioni in sanatoria, ritenute in violazione di legge e di uno specifico atto d’obbligo della proprietà, a lasciare le suddette aree a destinazione porticato. Sei giorni dopo il Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone, con una nota indirizzata al Comandante della Polizia Municipale ed al Sindaco, avrebbe evidenziato che “per oltre 10 anni nessuno aveva rilevato irregolarità, né i tecnici, che istruirono le pratiche di agibilità, né i poliziotti municipali, che effettuarono sopralluoghi nei locali commerciali ubicati al piano terra di detti immobili, né il SUAP, che consentì lo svolgersi di tale attività”. E, con più atti successivi, che vanno dal novembre del 2015 al febbraio del 2016, Martone avrebbe disposto l’annullamento, in autotutela, dei titoli edilizi in sanatoria rilasciati all’attuale società World Trading Buildings. Nello specifico detti provvedimenti in sanatoria sarebbero stati emanati in quanto, in fase di esame delle richieste di condono del 2007, non sarebbe espressamente emerso, né fornito, il consenso da parte dell’Ente comunale sulla parte di porticato occupata ed oggetto di condono. In sintesi, i porticati “trasformati” in attività commerciale. Successivamente detti atti di revoca vennero impugnati dalla suddetta società dinanzi al Tar Campania ed al Consiglio di Stato. Ma in entrambi i casi i ricorsi furono respinti, perché i giudici amministrativi ritennero, che il vincolo non fosse derogabile. Ciò nonostante l’amministrazione comunale, anziché adottare i provvedimenti consequenziali (imposti per legge), ovvero l’acquisizione al patrimonio comunale dei locali abusivi o, in alternativa, imporre al costruttore il ripristino dello stato dei luoghi, rimase del tutto inerte. Consentendo, di fatto, il protrarsi della condotta antigiuridica. Da qui, poi, si giunge alla stretta attualità,…

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“Parco ‘900”, in Commissione spunta un documento di “avviso” ai Consiglieri comunali

Dopo quanto pubblicato in precedenza, la questione relativa al Parco ‘900 veniva affrontata durante il Consiglio comunale dello scorso 8 luglio. Ma, per amore della verità, vanno premessi due punti. Il primo, è rappresentato da un passaggio riservato alla questione da un quotidiano datato 15.03.2020, in cui si legge: “All’ultimo punto dell’Ordine del Giorno del Consiglio comunale di domani (16.03.2020 poi non tenutosi, per mancanza di numero legale ndr), c’è l’approvazione dello schema di convenzione per il Parco ‘900 per l’acquisizione gratuita a patrimonio comunale di un’area di parcheggio, a compensazione di standard urbanistici. Insomma una vicenda carica di ombre che ha fatto scattare, alcuni mesi fa, più di qualche esposto-denuncia, da cui è scaturita un’attività investigativa affidata ai Carabinieri”. Il secondo punto è la risultanza della Commissione consiliare Politiche del Territorio ed Opere Pubbliche, presieduta dal Consigliere comunale Paolo Rea e svoltasi giovedì 25 giugno. Una commissione sostanzialmente interlocutoria durante la quale, però, grazie soprattutto al Consigliere Vincenzo De Maria già qualche criticità emergeva. Infatti dopo aver ricordato, che tale questione nasce nel 1997 e che gli attuali negozi erano portici, come da concessione rilasciata, si rendeva disponibile, a sostenere ogni provvedimento, che possa favorire le attività commerciali. Ma precisava che, a suo avviso, al punto 5 della Delibera, va aggiunta la dicitura “al netto di quello che prevede la legge”. Anche perché parliamo pur sempre di circa 80 centimetri in più per ogni negozio, di cui la proprietà all’epoca si impossessò e che darebbe vita ad una volumetria consistente. Inoltre, unitamente al Consigliere Domenico Zito, poneva l’attenzione sulla questione degli oneri concessori, che la società proprietaria dell’immobile deve versare all’Ente comunale ed il reale valore del parcheggio, che verrebbe ceduto al Comune. Una differenza forse alquanto sproporzionata. Insomma, dalla discussione emergeva che, se il Dirigente all’Urbanistica C.Martone avesse potuto procedere a qualsiasi atto di modifica, lo avrebbe fatto, senza che ne fosse investito il Consiglio comunale. Attraverso il quale non sarebbe passato nemmeno l’atto unilaterale fino ad oggi esistente. Ma agli atti della Commissione veniva posto un esposto, a firma dell’avvocato Ruocco e trasmesso, tra gli altri, al Comandante della locale stazione dei Carabinieri ed alla suddetta Martone in data 13.03.2020, in nome e per conto della società “Istituto Talete”. Nella nota, che cita la famosa…

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“Parco ‘900”: il parere del legale nominato dal Comune

In risposta all’esposto, a firma dell’avvocato Ruocco e trasmesso, tra gli altri, al Comandante della locale stazione dei Carabinieri ed al Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone in data 13.03.2020, in nome e per conto della società “Istituto Talete II” e di cui si riferiva in precedenza, ecco l’11 giugno scorso la nota del legale dell’Ente, avv.Antonio Sasso il quale, tra l’altro, scriveva: “Le considerazioni espresse dalla società Istituto Talete non possono essere condivise. La richiamata Delibera giuntale n.134/2019 è supportata da un più che esaustivo corredo motivazionale circa le ragioni, che hanno indotto l’amministrazione a valutare la possibilità, di sottoscrivere l’atto convenzionale”. E poi fa un riepilogo della vicenda e degli esiti processuali. A partire dalla concessione edilizia del 21.01.2002 rilasciata all’allora società “Dimensione Casa”, a cui poi è subentrata la società “World Trading Buildings”, per la realizzazione di 5 fabbricati da destinare ad abitazioni e negozi, lottizzando un terreno esteso complessivamente per 11.541 mq. Il rilascio della concessione è subordinato al rispetto del vincolo di destinazione d’uso dei porticati a piano terra. Ma Dimensione Casa realizzò i fabbricati in difformità ai titoli edilizi conseguiti e, come poi accertato dall’Ufficio Tecnico, le superfici destinate ai porticati di uso pubblico sono state ridotte, con inosservanza degli standards urbanistici di zona. Per sanare tali violazioni urbanistiche, con 5 istanze presentate nel 2004 Dimensione Casa chiese di poter accedere ai benefici del condono edilizio. La società pervenne alla sanatoria edilizia delle opere abusive realizzate in difformità con il rilascio, da parte del Comune, dei titoli edilizi. Poi annullati dallo stesso Comune nel 2015, perché la società non si era attenuta al vincolo di destinazione pubblica dei porticati. I ricorsi intentati al Tar ed al Consiglio di Stato dalla società contro il Comune per la revoca del rilascio dei titoli edilizi in sanatoria hanno avuto entrambi esiti sfavorevoli per la società (2016 e 2017). “E’ proprio in coerenza con la natura del vincolo in questione, come accertata anche in sede giudiziale – scrive Sasso – che la Giunta comunale ha proposto al Consiglio comunale l’approvazione di uno schema di convenzione, con cui è stata valorizzata la convenienza per l’Ente della disponibilità dimostrata dalla World Trading Buildings, di cedere gratuitamente all’amministrazione le aree, puntualmente individuate, da destinare a parcheggio, a compensazione della parziale occupazione…

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“Parco ‘900”: approvata dai Consiglieri di maggioranza la relativa Delibera emendata in tre punti

Dopo quanto pubblicato in precedenza, la questione relativa al Parco ‘900 ed alla relativa Delibera di Giunta veniva affrontata durante il Consiglio comunale dello scorso 8 luglio, convocato in seduta ordinaria, a porte chiuse ed in diretta streaming. Innanzitutto va precisato, che il sindaco Lettieri proponeva di emendare l’atto amministrativo in due punti, di cui uno all’articolo 5, inserendo la dicitura “previa verifica della regolarità e legittimità di tutte le procedure”. Mentre il Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone proponeva di emendarlo con la dicitura “interessati da vincolo di suolo pubblico”, al punto in cui si parla dei parchi Orione e Sole. Emendamenti poi approvati dalla maggioranza. Dopo una breve illustrazione della Delibera da parte dell’Assessore al ramo, Giovanni Di Nardo, il fulcro del Civico consesso diveniva un documento di ricostruzione dell’intera vicenda, a firma dei Consiglieri comunali di opposizione Carmela Auriemma, Domenico Zito, Domenico Catapane e Giulio Stompanato, indirizzato al sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, agli Assessori ed agli altri Consiglieri, letto in aula e posto agli atti del Consiglio. “Gli scriventi Consiglieri comunali, con riguardo alla proposta di Delibera di Giunta n.134 del 04.10.2019, avente ad oggetto l’approvazione dello schema di convenzione, per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area destinata a parcheggio, a compensazione degli standard urbanistici. Proposta al Consiglio comunale”, rappresentano quanto segue. Con la suddetta Delibera si propone al Consiglio l’approvazione dell’allegato schema di convenzione, con il quale il Comune di Acerra provvederebbe all’acquisizione di un’area di parcheggio, a compensazione di standard urbanistici di proprietà della World Trading Building s.p.a (che ha incorporato la Dimensione Casa s.r.l. in liquidazione). Ebbene, con riguardo a tale decisione, gli scriventi Consiglieri rappresentano quanto segue. Prima di affrontare gli argomenti di merito e strettamente politici, che sottendono il voto contrario degli scriventi Consiglieri alla proposta di Delibera, è d’obbligo dare seguito alle gravi esternazioni, fatte da un Consigliere di maggioranza in occasione di più sedute consiliari, in merito alla richiesta di chiarimento sull’esatto pagamento degli oneri concessori relativamente alle opere edilizie realizzate con concessione edilizia n.159/2002 e successivo permesso di costruire n.162/A/2003, nonché la dovuta e corretta realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. E’ infatti noto – prosegue il documento – come richiamato anche nell’istruttoria a firma dell’Arch.Martone che, con convenzione sottoscritta in…

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“Parco ‘900”: l’opposizione evidenzia gli abusi edilizi ed il pagamento (!?) degli oneri concessori

(Segue da articolo precedente). “A parere degli scriventi Consiglieri il Comune, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza del Consiglio n.920/2017, avrebbe dovuto: o procedere alla demolizione delle opere o procedere all’acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale, non potendo gli abusi essere sanati in forza degli ordinari strumenti di sanatoria previsti dal D.P.R. 380/2001, che sono inapplicabili alla fattispecie in esame. Ebbene, la procedura prevista dalla convenzione che ha, come obiettivo finale, la sanatoria postuma degli abusi commessi da WTB, risulta illegittima sotto svariati punti. In primo luogo, si rileva, che nell’atto di vincolo di destinazione d’uso, si legge chiaramente che per il rilascio della concessione edilizia “la commissione edilizia ha posto come condizione il vincolo di destinazione d’uso a superficie praticale e non abitabile dei locali sottotetto posti in parte al terzo e parte al quarto piano dei suddetti fabbricati, nonché il vincolo di destinazione d’uso pubblico dei porticati”. Basterebbe questo inciso – proseguono i Consiglieri di minoranza – per concludere, che il presupposto pregiudiziale per il rilascio del titolo concessorio era il rispetto della destinazione d’uso pubblico dei porticati. Pertanto il suo venir meno, fa decadere l’intera concessione edilizia. In ogni caso lo schema di convenzione presenta insanabili illegittimità. Come già rappresentato, a fronte dell’acquisizione dell’area di parcheggio attualmente di proprietà della WTB, il Comune si impegnerà “a rilasciare i titoli abitativi in sanatoria – annullati ed oggetto di contenzioso – relativi ai fabbricati “Orione” e “Sole” entro 30 giorni dalla data di sottoscrizione”. In sostanza, con tale operazione, si cerca di sanare, a distanza di 17 anni, un procedimento amministrativo (tra l’altro di natura straordinario), che risulta essere stato avviato su una dichiarazione mendace del richiedente, come accertato dal TAR. Nella sentenza n.4737 del Tar dell’11.06.2016, si legge infatti: “in sede di richiesta degli atti di condono il Comune è stato fuorviato, rilasciando le sanatorie dall’errata rappresentazione della realtà effettuata dalla società istante la quale, anziché esplicitare l’esistenza del vincolo di destinazione d’uso pubblico, a cui il porticato era assoggettato (in virtù di un atto unilaterale d’obbligo che costituiva, fra l’altro, condicio sine qua non per il rilascio dei permessi di costruire del 2002), aveva invece affermato espressamente (e mendacemente) la “piena disponibilità” del porticato di cui è causa, inducendo in errore l’Amministrazione…

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“Parco ‘900”, Montesarchio: “E’ una Delibera che ha un sapore contrario alla legge”.

A conclusione del loro documento, dunque, circa il quale non è da escludere che, a breve, venga trasmesso alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti, i Consiglieri di opposizione Auriemma, Zito, Catapane e Stompanato evidenziavano anche che “nella Delibera si legge, che l’acquisizione di “detta area appare conveniente per questo Ente, il quale si ritroverebbe proprietario di un’area di parcheggio di adeguate dimensioni”. Tuttavia si procede ad una concessione di spazio pubblico (parte dei portici occupati abusivamente) a fronte di un parcheggio del quale, tuttavia, non vi è alcuna traccia di una stima economica. Tutta l’istruttoria, infatti, non tiene conto del valore economico del parcheggio. Risulta quindi incomprensibile, come sia possibile affermare la convenienza per l’Ente e procedere alla compensazione con il vantaggio economico ottenuto dall’autore dell’abuso, a fronte di locali commerciali di dimensioni più ampie rispetto a quelli autorizzati. Del tutto evidente è invece il vantaggio economico che ha la WTB, essendo la stessa ancora proprietaria di alcun locali commerciali i quali, a seguito di tale procedura, non verranno acquisiti al patrimonio comunale. Oltre ovviamente al vantaggio economico ottenuto dalla vendita di locali commerciali, che non erano previsti o comunque di dimensioni più grandi rispetto a quelle autorizzate dalla concessione poi annullata. Inoltre è errato, oltre che privo di verità affermare, come fa la delibera, che il trasferimento avviene a titolo gratuito e ciò perché è evidente che la WTB, in cambio di questa cessione, avrà il rilascio di un titolo concessorio in sanatoria, che altrimenti non potrebbe avere. E’ del tutto evidente, altresì, che tale “sanatoria” postuma non tutela le posizioni dei nuovi proprietari dei locali, i quali non potranno comunque ottenere le varie licenze prescritte per le varie attività di commercio, il cui rilascio è subordinato a determinati requisiti tecnici dei locali, all’interno dei quali viene svolta l’attività di commercio. La WTB, a fronte di un’area di parcheggio, di cui non si conosce il valore, potrà conservare gli abusi accertati e condannati con ben due sentenze passate in giudicato. La Delibera, pertanto, ha come obiettivo ultimo, quello di consentire che i predetti abusi edilizi possano essere definitivamente conservati a vantaggio dell’autore degli stessi giustificando, sotto il profilo formale, l’omessa adozione delle conseguenti e necessarie attività di repressione dell’abuso”. Dura nel suo intervento anche…

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Consiglio comunale, approvate le Delibere sull’occupazione del suolo pubblico

Il Consiglio comunale di mercoledì 8 luglio approvava all’unanimità dei presenti due Delibere di Giunta di indirizzo al Consiglio comunale, la n.53 e la n.54, sulle misure di agevolazione a favore delle attività produttive e sul canone per l’occupazione del suolo e delle aree pubbliche (Cosap) nell’anno 2020, Il tutto a seguito dello stato di emergenza, dichiarato sul territorio nazionale fino al 31 luglio prossimo dal Consiglio dei Ministri. In pratica si tratta di esonerare le imprese di pubblico esercizio dal pagamento del canone per l’occupazione del suolo e delle aree pubbliche dal I maggio 2020 (termine trascorso da mesi ndr) al 31 ottobre 2020, così come disposto dal cosiddetto Decreto Rilancio. E di approvare, per tutte le altre attività che non rientrano tra le imprese di pubblico esercizio che sono state sospese, la riduzione di 6/12 del canone per l’occupazione del suolo e delle aree pubbliche permanente. E di approvare, inoltre, per gli operatori in possesso di autorizzazione per il commercio su aree pubbliche sul territorio per l’esercizio di attività mercatale, la riduzione di 3/12 del canone. Coloro che hanno già presentato istanza di occupazione del suolo pubblico, corrispondendo l’ammontare dovuto, hanno diritto al rimborso delle somme versate in misura proporzionale al periodo di esenzione o di riduzione. Occupazione del suolo pubblico che dev’esservi sempre nel rispetto delle prescrizioni del Codice della Strada e del transito dei mezzi. Codice della Strada che, all’art.20, recita che “nei centri abitati l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole o altre installazioni può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purchè in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 metri. Le occupazioni non possono comunque ricadere all’interno dei triangoli di visibilità delle intersezioni. Nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistono particolari caratteristiche geometriche della strada, è ammessa l’occupazione dei marciapiedi, a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacità motoria”.  

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