Autore: Redazione

Edizione integrale del 15 febbraio 2021

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Mons.Di Donna: “Non si muore solo di Covid”.

Il persistere (e talvolta l’aumento) dei casi di contagio da Covid-19 anche sul nostro territorio, nel quale si registra un trend significativo di persone positive, tra sintomatici ed asintomatici, è desumibile dalle stesse Ordinanze sindacali tutt’ora in vigore che citano, tra l’altro, anche “il rapido diffondersi dell’epidemia ed il progressivo aumento degli incrementi giornalieri dei contagi sul territorio nazionale e regionale ed il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi anche sul territorio comunale…”. Ed il numero dei contagi potrebbe essere anche più elevato, secondo i medici di famiglia, da cui partono le segnalazioni verso l’Asl Napoli 2 Nord. Anche se agli Acerrani spesso non è dato, di conoscere il numero dei contagiati in città (come accade invece in altri Comuni). Infatti solo di recente è stato aggiornato il dato alla pagina dedicata del sito internet del Comune. In questo contesto andava collocata anche l’intervista rilasciata di recente alla terza rete Rai dal Vescovo Antonio Di Donna, il quale diceva: “Questo virus ha demolito tante certezze soprattutto per l’uomo, che credeva di vivere sano in un ambiente malato. Sono delle lezioni che dovremmo apprendere, per uscire da questa situazione più saggi e non più cattivi. Inoltre – proseguiva monsignor Di Donna, alla guida della Diocesi di Acerra dal settembre del 2013 – ad aprile prossimo ad Acerra confluiranno 75 Vescovi, per discutere di ambiente. Abbiamo voluto chiedere a tutti i Vescovi ed alle Diocesi, che in Italia si sono interessati ai siti inquinati che, per l’esattezza, ammontano a 57, presenti non solo nella cosiddetta Terra dei Fuochi, ma lungo l’intera penisola, di coordinarsi tra di loro, per dare vita ad un lavoro di educazione alla difesa del Creato, di denuncia e di formazione delle coscienze, a difesa e a tutela dell’ambiente. Circa il coronavirus – aggiungeva l’alto prelato, che lo scorso 26 gennaio è stato eletto Presidente della Conferenza episcopale campana dai 25 Vescovi della Regione – ormai si parla solo di Covid e sembra che si muoia solo a causa di questo virus, mentre ci si dimentica delle altre malattie o patologie. Non si parla più dei malati di cancro, di tumore o delle malattie causate dall’inquinamento ambientale. Pertanto il mio appello finale sull’emergenza ambientale è quello, che sulla stessa non si spengano i riflettori e…

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Terra dei Fuochi, la Procura: “Esiste una relazione causale tra rifiuti ed alcuni tumori in Campania”.

C’è una relazione causale, o anche di concausa, tra la presenza di siti di rifiuti incontrollati sul territorio dei Comuni delle province di Napoli e Caserta, ricompresi nella cosiddetta Terra dei Fuochi e l’insorgenza di alcune patologie, come il tumore alla mammella, l’asma, le varie forme di leucemie, le malformazioni congenite. Il dato, tanto atteso da cittadini e comitati, che finora era solo un’ipotesi degli scienziati, è stato confermato dal rapporto conclusivo dei lavori dell’accordo, che la Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord (l’ufficio giudiziario ha sede ad Aversa) stipulò nel giugno 2016 con l’Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.). Il rapporto conclusivo dei lavori, frutto di quell’accordo, è stato illustrato nel corso di un incontro svoltosi on line alla presenza del Procuratore di Napoli Nord Francesco Greco, del Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello e del Presidente dell’Iss Silvio Brusaferro. Per il quale “è necessario sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica integrata, per individuare appropriati interventi sanitari ed attuare azioni efficaci di bonifica”. Per Greco le bonifiche, che “non sono mai partite veramente, vanno fatte immediatamente: dopo il Covid è questa l’emergenza più importante per Caserta e Napoli”. Intanto la Regione Campania in 10 anni ha fatto poco o nulla. Anzi proprio di recente il neo eletto Consiglio regionale, di cui fa parte una Vittoria acerrana, non ha voluto istituire la Commissione Speciale per la Terra dei Fuochi! Non mancava il commento dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo il quale, tra l’altro, diceva: “Le cieche istituzioni non hanno più alibi. Per troppo tempo si è fatto finta di non vedere e di non sapere. La Terra dei Fuochi esiste e chi ha cancellato la Commissione speciale regionale Terra dei Fuochi o ha giustificato la sua cancellazione è colpevole, come quelli che si giravano dall’altra parte, mentre i camion sversavano”.

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Disastro ambientale, il Tribunale di Roma: “No alla revisione della condanna ai Pellini”.

Era la stampa quotidiana, in data 9.02.2021, a riaccendere i riflettori sul gruppo imprenditoriale “Pellini”, facente capo ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini condannati, com’è noto, il 29 gennaio del 2015 dai giudici della IV sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli a 7 anni di reclusione con l’accusa di disastro ambientale. Una sentenza poi confermata in data 17.05.2017 dalla Corte di Cassazione, a conclusione del processo d’Appello denominato “Ultimo Atto-Carosello”, iniziato il 12 giugno del 2014. Ecco cosa riporta l’articolo in questione. “L’obiettivo era di cancellare la condanna per disastro ambientale immane, passata in giudicato quasi quattro anni fa e di salvare così il patrimonio da ben 222 milioni di euro confiscato dallo Stato nell’aprile del 2019. Confisca per la quale si attende il giudizio definitivo della Magistratura civile. Ma ai fratelli Pellini è andata di nuovo male. La quinta sezione della Corte di Appello di Roma (Presidente Stefano Palla) – proseguiva l’articolo – ha infatti respinto il ricorso dei tre imprenditori dello smaltimento dei rifiuti per la revisione della condanna di disastro ambientale, decisa dalla Cassazione nel maggio del 2017. Ora dunque è sempre più vicina la confisca definitiva del tesoro dei tre acerrani, ritenuti responsabili di uno degli smaltimenti abusivi di rifiuti tossici più ingenti mai perpetrati in provincia di Napoli, nei territori della Terra dei Fuochi compresi tra Acerra, Caivano, Bacoli e Qualiano. Comunque i Pellini hanno fatto appello anche contro la confisca, stavolta in sede civile. Tra poco il Tribunale di Napoli si esprimerà in via definitiva sul destino di centinaia tra appartamenti e case sparsi tra Roma, il Napoletano e la Calabria ed anche su quello che pende per una lunga serie di auto di lusso, di moto di grossa cilindrata e persino di tre elicotteri. Un ingente patrimonio – aggiunge il quotidiano – che, secondo gli inquirenti, è stato il frutto dello sversamento illecito di veleni nei terreni e nei canali dell’area napoletana. Ad ogni modo i Pellini se la sono finora cavata sicuramente meglio di Cipriano Chianese, l’avvocato della zona casalese che, appena venti giorni fa, è stato condannato in Cassazione a 18 anni di reclusione per associazione mafiosa e disastro ambientale in merito allo smaltimento illecito di rifiuti nella discarica Resit di Giugliano. Comunque loro, i Pellini, condannati…

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Lettera aperta al Vescovo di Acerra Antonio Di Donna

Eccellenza, ancora una volta ho apprezzato la sua omelia, pronunciata durante le scorse festività natalizie. E’ un accorato appello alle istituzioni, contro chi ci avvelena giorno dopo giorno. La Città, o meglio, coloro i quali si sono sempre battuti, contro quelli che ci hanno rubato il territorio, le radici, le tradizioni, l’aria e l’acqua, sono fermi: non hanno più voglia di lottare. Non hanno nemmeno voglia di partecipare alle elezioni comunali. Tanto basteranno promesse di posti di lavoro, le misere 20 euro a voto, i buoni pasti, i mancati controlli per stanare quanti non pagano i tributi, per assicurarsi un posto in Consiglio comunale. Un Comune che è diventato privilegio di pochi e dannazione per tanti. Una città ridotta allo stremo da lavori senza fine e da una miriade di cantieri, che impediscono la normale vita al cittadino, che viene vessato ogni giorno e a tutte le ore. Un’amministrazione fallimentare e clientelare, infarcita da ignoranza e mancanza di futuro, si dedica all’assistenza, alle rotonde ed a parchi pubblici, che nessuno frequenta. I quartieri periferici abbandonati, le frazioni cittadine Gaudello e Pezzalunga, gli sversamenti abusivi di immondizia sull’intero territorio comunale, le rampe di accesso agli assi mediani, la zona ASI, l’inceneritore, i siti inquinanti e la dilagante criminalità sono il simbolo di quest’amministrazione fallita. Il centro storico, una volta ritrovo degli acerrani, ora è ad appannaggio di immigrati di ogni nazionalità. Eccellenza, battersi contro questo muro, sostenuto dal ‘porto delle nebbie nolane’, non ne vale più la pena. Acerra morirà così e, malgrado tutto, conviene andarsene. Luigi Bigliardo

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Partite le vaccinazioni anti-Covid agli ultra 80enni. Non ci sono stati (per adesso) effetti collaterali

Ad Acerra è partita lo scorso 11 febbraio, presso il Distretto sanitario di via Flavio Gioia, la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 per gli ultra 80enni. Che, in città, ammontano a 1750 unità di cui solo 700, nelle scorse ore, si erano registrati alla piattaforma, per l’accesso alla vaccinazione. Procede dunque nel suo lavoro lo staff sanitario, composto da 3 medici; 2 infermieri e dal personale amministrativo che, sotto l’attenta direzione del Direttore sanitario, Orazio Capasso, sta proseguendo l’attività senza intoppi, anche di sabato e di domenica. Dopo la somministrazione della prima dose del vaccino, gli anziani di Acerra vengono tenuti sotto osservazione per circa 20 minuti e poi lasciati andare. Nel mentre scriviamo, non si ha notizia di soggetti vaccinati, che abbiano avuto reazioni o controindicazioni. Complessivamente il territorio dell’Asl Napoli 2 Nord conta circa 44 mila anziani con più di 80 anni, mentre scarsa è la diffusione delle tessere sanitarie di tipo Team, indispensabili per prenotarsi, tra la popolazione ultraottantenne del territorio dell’Asl. Il piano organizzativo dell’Asl Napoli 2 Nord prevede di calendarizzare, per i primi giorni di attività, circa 800 vaccinazioni al giorno per i pazienti ottantenni mentre, una volta a regime, si prevede di vaccinarne oltre 2500 al giorno. L’obiettivo, quindi, è quello di completare la vaccinazione dell’intera popolazione di ultra 80enni entro la metà di marzo, a patto che i vaccini siano consegnati con puntualità.

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Distretto ASL, rubati i soldi dal totem con il flex

Sventrato con un flex elettrico da una banda di specialisti, il totem installato all’interno dei locali del Distretto sanitario 46 di via Flavio Gioia, che incamera i soldi delle prestazioni ambulatoriali. Un colpo da specialisti del settore, che sapevano cosa fare esattamente, per evitare che il sistema di protezione esplodesse, macchiando irrimediabilmente d’inchiostro le banconote contenute. Impossibile conoscere l’esatta entità del bottino portato via. Le persone presenti all’interno della struttura sanitaria venivano radunate in un locale attiguo e tenute sotto stretta sorveglianza da uno dei banditi, che deteneva un’arma da fuoco. Sull’inquietante episodio indagano gli uomini del Commissariato di Acerra, diretti dal Vice-questore Stefano Iuorio. Sul posto, una volta che i banditi si erano già allontanati, giungeva il personale della sezione investigativa ed i loro colleghi della Scientifica, che provavano a raccogliere i necessari elementi, per dare un volto ed un’identità ai banditi. Sentiti a lungo gli operai della ditta di pulizia presenti al momento dell’irruzione dei malviventi. E’ forte la sensazione, che i malviventi abbiano agito con l’aiuto di un basista. Nella mattinata successiva via Gioia rimaneva chiusa al traffico veicolare per alcune ore. Stranamente sul posto, a supporto della Polizia Municipale, c’erano anche i volontari del nucleo comunale di Protezione Civile usati in servizio di viabilità. Nel frattempo gli utenti, che dovevano pagare il ticket per le prestazioni sanitarie, venivano dirottati presso una farmacia, sita ad oltre un chilometro dagli uffici del Distretto sanitario. Naturalmente venivano acquisite le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza degli uffici e quelle delle telecamere cittadine. Erano quasi le 18:00, quando almeno tre persone, tutte con il viso coperto da mascherine, entravano negli uffici del Distretto sanitario. Nei locali c’erano almeno una mezza dozzina di addetti alle pulizie e qualche dipendente dell’azienda sanitaria. Una volta all’interno uno dei banditi, prima di entrare in azione per svuotare il totem, prendeva in ostaggio uno degli addetti alle pulizie, facendo il giro delle stanze. Una manovra necessaria, per evitare soprese. Accertatisi che altre persone non c’erano, attaccavano un flex alla corrente ed aprivano il totem. L’azione durava alcuni lunghissimi minuti, un vero incubo per i presenti. Impossessatisi dei soldi i tre fuggivano, facendo perdere le loro tracce.   Nino Pannella

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Tragedia sfiorata nel Cimitero, donna colpita alla testa da una scala metallica

Tragedia sfiorata nel Cimitero Nuovissimo quando una scala metallica, di quelle utilizzate dai visitatori per sistemare fiori, portalampade o altri oggetti dinanzi ai loculi dei propri cari e siti nelle file più alte, improvvisamente cadeva, colpendo alla testa una donna. Da quanto è stato possibile ricostruire la malcapitata, nella mattinata del 23 gennaio scorso, si era recata con il marito al Cimitero, per depositare dei fiori dinanzi al loculo di un familiare deceduto. Le condizioni atmosferiche non erano delle migliori, caratterizzate da un vento particolarmente forte. Tant’è vero che sembrerebbe, che alcuni Comuni avevano deciso di interdire l’accesso a parchi, giardini pubblici e cimiteri. Nel mentre la 65enne procedeva lungo i viali del Cimitero Nuovissimo, all’improvviso veniva colpita alla testa da una delle scale metalliche presenti all’interno del luogo sacro ed acquistate dal Comune. L’impatto era molto violento e la donna si accasciava al suolo sanguinante. Mentre alcuni dei presenti allertavano i soccorsi, telefonando al 118, le persone accorse cercavano di prestare i primi soccorsi, consistenti soprattutto nel tamponare la copiosa fuoriuscita di sangue dal capo. Constatato che non c’era tempo da perdere e che l’ambulanza tardava ad arrivare, il marito optava di accompagnarla subito presso la clinica Villa dei Fiori, dove i sanitari le prestavano le cure del caso. Occorrevano infatti diversi punti di sutura alla testa, per chiudere una profonda ferita lacero-contusa. Il tutto, ovviamente, seguito da una serie di esami strumentali, ai quali veniva sottoposta la signora. Che, tra l’altro, riportava anche la frattura della scapola ed una serie di escoriazioni alla mano ed in altre parti del corpo. Alla fine la donna veniva dimessa dalla struttura sanitaria con una prognosi di diversi giorni. Una volta recuperate le proprie facoltà motorie, la sventurata presentava denuncia per quanto accadutole alle Forze dell’Ordine che, nel frattempo, avranno avviato le dovute indagini, per accertare le cause della caduta della pesante scala metallica. Non è da escludere, che saranno stati ascoltati anche gli addetti al cimitero, nel tentativo di raccogliere elementi investigativi utili, da inserire nell’informativa di reato redatta. Secondo fonti non investigative, il pesante oggetto metallico sarebbe stato anche posto sotto sequestro. Due, al momento, le ipotesi che si fanno: o la scala era appoggiata in equilibrio precario sul cordolo, di uno dei marciapiedi presenti nel camposanto oppure…

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Covid-19: meglio tardi che mai

Anche se ha impiegato circa due mesi, finalmente l’amministrazione comunale targata Lettieri mercoledì 3 febbraio approvava la Delibera di Giunta n.15, avente ad oggetto il “Contributo straordinario una tantum a fondo perduto per il sostegno delle attività artigianali, commerciali, di prestazione di servizi ed associazioni che operano sul territorio di Acerra”. Un atto amministrativo votato, con il fine di contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria, economica e sociale derivante dall’epidemia da Covid-19, ad integrazione delle altre misure messe in campo da Stato e Regione Campania. Sull’apposito capitolo di Bilancio sono stati appostati, come somma inziale, 250.000,00 euro, che saranno corrisposti in misura variabile da 400 a 600 euro alle attività, che presenteranno domanda e maggiormente penalizzate, trovatesi in difficoltà economica e finanziaria in conseguenza delle misure adottate per la gestione ed il contenimento dell’emergenza epidemiologica in atto. Ovviamente ci si attende un seguito a tale contributo, visto che durante il Consiglio comunale del 3 dicembre 2020 si votò la Variazione di Bilancio con la nascita di un fondo da 400 mila euro anti-emergenza Covid, che inglobava anche i 188.915,00 euro stanziati per l’installazione delle luminarie natalizie, poi non più installate. Comunque è la Determina n.228/2021, a contenere l’avviso pubblico e tutte le informazioni, requisiti compresi, relative alle modalità di presentazione della domanda. Che va presentata fino alle ore 12:00 del 30° giorno dalla data di pubblicazione del bando (che dovrebbe essere dal giorno 6 febbraio). Le domande saranno liquidate in ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse complessive stanziate e si presentano in modalità telematica, utilizzando l’apposita piattaforma resa disponibile, accedendo al sito internet del Comune. Per la presentazione dell’istanza è richiesto tassativamente il possesso dello Spid e di una casella di posta elettronica certificata (PEC).

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Aspettiamo che ci scappi il morto o che i reati vengano commessi ancora a lungo?

Da sempre viene segnalato alle varie amministrazioni comunali, succedutesi nel tempo, non solo perché la sua presenza favorisce svariate attività illecite visto che occulta, alla vista dei passanti, coloro che si riparano dietro lo stesso. Ma anche perché lo stato di degrado, che ormai lo caratterizza, potrebbe a breve provocare una tragedia annunciata. Stiamo parlando del muro, che insiste lungo via Manzoni, a pochi metri dalla Casa comunale ed edificato con una pietra caratteristica di questo territorio. Ad accompagnarlo c’è anche una cartellonistica, su cui si legge: “Muro in pietra di Pantano recinto del giardino Spinelli e del primo campo sportivo Mario Radice”. Tabella installata dal Comune alcuni anni fa su suggerimento di qualche ‘salvatore della memoria storica locale’, al quale adesso stranamente sfugge, che quest’amministrazione comunale sta infierendo sulla memoria e sulla storia acerrana, togliendo il basalto da piazze e strade cittadine!! Tornando al muro, una domanda sorge spontanea: se sullo stesso vige (o vigerebbe) un vincolo della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali (che non ci hanno mai mostrato però), che fine ha fatto la parte restante che, ad occhio e croce, giungeva fino all’attuale via Clanio? Intanto esso “offre riparo” a coloro che, ad esempio, consumano o spacciano sostanze stupefacenti o abbandonano i rifiuti. Infatti lungo il muro c’è uno sversatoio abusivo di rifiuti di varia tipologia, quasi mai rimossi. Oltre a ciò già in passato “protesse” coloro, che vandalizzarono e distrussero gli arredi urbani ed i moduli ludici per bambini del parco giochi a verde attrezzato nell’area denominata “Plaza de Mayo”. Giostrine, altalene e pavimento antitrauma dati alle fiamme, con danni stimabili in migliaia di euro e mai più ripristinati. La stessa fontana e le varie specie arboree piantumate furono distrutte. Ad oggi le condizioni del muro sono fatiscenti, vista la presenza di rattoppi operati con materiale di fortuna e di grossi squarci apertisi nello stesso. Ma ciò che maggiormente preoccupa, sono le parti che si staccano dal manufatto e che potrebbero arrecare danni alla pubblica e privata incolumità. Pertanto occorrerebbe pensare ad una messa in sicurezza del muro. E meno male che è la stessa amministrazione targata Lettieri, a scrivere nella Delibera di Giunta n.14/2021, che “essa ha come obiettivo di migliorare la fruibilità degli spazi di tipo ricreativo esistenti con interventi mirati…

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