Autore: Redazione

Edizione Integrale del 19 Giugno 2019

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Il ministro Costa assicura che “la quarta linea del termovalorizzatore di Acerra non si farà”.

“La quarta linea del termovalorizzatore di Acerra non si farà”. Lo assicurava il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa lo scorso 20 maggio, in risposta ai proclami del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, secondo il quale “a settembre avremo un periodo delicato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, dal momento che si dovrà procedere alla manutenzione generale dell’intero impianto acerrano, che starà fermo per circa 40-45 giorni…Occorre dunque progettare subito una quarta linea di riserva, da tenere nell’impianto. Anche se la sua costruzione richiede tempi non brevi. Infatti occorrono 2 anni e 120 milioni di euro”. E dopo che abbiamo più volte riportato la reiterata contrarietà espressa a tale progetto dal Vescovo Mons.Antonio Di Donna, che ha più volte tuonato contro il termodistruttore ed un suo ampliamento, al pari dei comitati e delle associazioni ambientaliste locali, ecco arrivare anche quella del Ministro all’Ambiente, il quale dichiarava: “Con i tecnici dell’Ispra ho verificato i dati e siamo certi, che con l’attuale trend della differenziata, in tempi brevi non ci saranno più rifiuti secchi, di quelli che già possiamo bruciare. Perciò, se De Luca andrà avanti con la sua proposta, io la bloccherò». Così dunque il Ministro, che il giorno successivo era a Napoli, per monitorare i risultati del Decreto di novembre contro gli incendi della Terra dei Fuochi. Costa bocciava definitivamente l’idea di potenziare l’inceneritore. Ed incontrava al Palazzo di Governo i vertici delle Prefetture interessate dal protocollo d’intesa firmato a novembre 2018, gli amministratori, le Forze Armate e quelle di Polizia. Il Ministro intendeva in tal modo rispettare l’impegno assunto a Caserta, di tornare ogni due o tre mesi, per verificare lo stato dell’arte. Insieme all’Ing.Fabrizio Curcio, responsabile della cabina di regia insediata presso il Consiglio dei Ministri ed al Sottosegretario Micillo, venivano avanzate anche le nuove proposte per il periodo estivo tipicamente afflitto da grandi criticità. Gli incendi che si sono verificati in tutto il Paese, soprattutto a partire dagli ultimi mesi del 2017, hanno creato una vera e propria emergenza nazionale, che ha reso necessaria un’azione costante di vigilanza e controllo sul territorio. “Da questo punto di vista sono stati fatti passi in avanti – dichiarava Costa – visto che l’Aeronautica Militare ha fatto alzare in volo dei caccia sperimentali e che la Regione sta…

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Abbattimento della scuola, insorgono i cittadini. Ma l’assessore precisa: “E’ una mera previsione”.

Un parcheggio al posto di una storica e frequentata scuola materna. A prevederlo è il Piano Urbanistico Comunale (Puc) adottato dalla Giunta comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri lo scorso 3 aprile, attraverso la Delibera n.53, che dovrà poi essere approvata dal Consiglio comunale. La notizia, riportata anche dalla stampa quotidiana, non mancava di comportare un’immediata reazione da parte delle opposizioni e del popolo del web. Il plesso scolastico “Montessori”, ubicato nell’omonima piazza, dovrebbe essere abbattuto, per realizzare un’area di parcheggio per metà pubblica e per la restante parte destinata a posti auto pertinenziali, da vendere ai residenti della zona. La scuola fu inaugurata nel 1965. Per realizzarla furono abbattuti, non senza suscitare feroci polemiche, una serie di platani secolari presenti nella piazza, dove si svolgeva il mercato ortofrutticolo. Attualmente la scuola fa parte del I Circolo didattico ed è frequentata dagli alunni di ben 10 sezioni delle materne. “La città ha bisogno di più servizi ed infrastrutture e meno cemento – dichiara l’ex assessore del Pd Carmine Siracusa – ed è quindi assurdo eliminare una scuola, per far posto ad un parcheggio, che al massimo potrà ospitare cinquanta posti auto”. Fino a quel momento l’abbattimento dell’edificio scolastico non era emerso. In effetti nelle tavole generali del Puc l’intera area è destinata all’istruzione. “Ma nelle norme attuative e nella tavola cosiddetta di dettaglio viene indicata come ambito speciale” – denuncia sui social l’Architetto Nunzia Albanese. In pratica lo strumento urbanistico, nel quadro degli ambiti speciali classifica l’area, in contrasto con le mappe generali, come sede di un nuovo parcheggio, da realizzare a ridosso del centro antico. “Tale area, segnalata negli anni ’30 dal toponimo piazza dei Platani, oggi occupata da una scuola materna e da edifici storici di scarso pregio e moderno” – è scritto nel Puc che prescrive, per un’adeguata sistemazione del sito, sia “la demolizione e dislocazione in altra sede della scuola”, che la creazione di “un parcheggio fuori terra, da adibire a servizio del centro storico”. “Ma se il 50% dei posti auto lo rivendo ai privati, resta ben poco agli automobilisti diretti al centro – aggiunge Siracusa – e quindi la motivazione addotta dai progettisti e dagli amministratori non regge”. Il Pd ha annunciato la presentazione di un ricorso prima della scadenza fissata per il…

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Querelate dalla Segretaria generale, rinviate a giudizio le Consigliere comunali di Pd e M5S

E’, dei giorni scorsi, la notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale. La Piscopo aveva querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario era iniziato con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Il Pubblico Ministero, intanto, non ha voluto archiviare il caso, optando per la citazione diretta a giudizio delle due esponenti della minoranza. Ed è stata fissata al 5 settembre prossimo la prima udienza del processo, che si terrà dinanzi al Giudice di Pace di Nola. Questo vuol dire, secondo qualche quotidiano, che le due Consigliere rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico, da corrispondere alla Dirigente in caso di condanna. “E’ a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione” è il principio, sul quale si poggerà la difesa delle due Consigliere. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere stata la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. “Non sono mai stata ascoltata dal Pubblico Ministero e non ho mai insultato la Piscopo – puntualizzava la Montesarchio – e del resto basta vedere il video del mio intervento in Consiglio comunale”. Dal canto suo Auriemma diceva: “Non ho mai detto che…

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Abiti usati trafugati di notte da extracomunitari: in parte abbandonati ed in parte rivenduti

Sono disseminati in vari quartieri del territorio comunale, utilizzati dai cittadini, che intendono aiutare i meno abbienti, ma che sono invece presi di mira da extracomunitari o da individui di etnia rom, che spesso agiscono con lo scopo di lucrare. Stiamo parlando dei contenitori per la raccolta degli abiti usati, nei quali gli utenti conferiscono i propri indumenti dismessi, che poi vengono ritirati dagli incaricati della ditta, che si occupa della raccolta di tali abiti. Che quasi sempre, però, rinvengono accanto agli stessi contenitori gli abiti sparpagliati. E’ il segno evidente che, durante le ore notturne, di lì è passato l’extracomunitario di turno che, pronto ad effettuare il suo rituale giornaliero, ossia quello del raid predatorio, si è calato in uno dei suddetti contenitori ed ha fatto razzia dei capi d’abbigliamento, che gli potevano essere utili o che, a suo parere, potevano essere rivenduti al mercato nero dei vestiti vecchi. Un fenomeno che è di certo un effetto collaterale della povertà sociale, ma che è anche causa di danni “economici ed ambientali”. Giungono durante le ore serali di solito in bici; si calano a testa in giù e a gambe all’aria nel contenitore e, con l’ausilio di un bastone uncinato, estraggono gli abiti o le scarpe ivi depositati, ammucchiando accanto al contenitore un vero e proprio guardaroba. Poi scelgono ciò che “vale” di più ed abbandonano gli abiti “indesiderati” a terra. Una volta effettuato il carico, si allontanano in bici, facendo perdere le proprie tracce. Se di notte avessimo un maggior numero di tutori dell’ordine in giro, sarebbe più facile leggere di “appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno sorpreso l’individuo in flagranza di reato, identificandolo e denunciandolo, prima che maglioni, pantaloni, cappotti e giacche, subito sequestrati, finissero sul mercato nero”. Un fenomeno esteso che, laddove praticato, costituisce un danno economico non del tutto trascurabile. Insomma poveri che rubano ai poveri, dal momento che molti degli indumenti riciclati sono rigirati ad uso delle associazioni caritatevoli. Ma non è escluso che gli indumenti trafugati vengano spesso utilizzati per i roghi tossici. Una possibile soluzione a questo fenomeno potrebbe venire dalla modifica ai contenitori, sostituendo la botola con un sistema a ruota. Anche se tale modifica comporta dei costi consistenti. Ovviamente quando parliamo di mercato nero degli indumenti usati destinati al…

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Auriemma: “Dove sono le aree di parcheggio a tempo determinato, dove i disabili possono sostare?”

In più occasioni il Consigliere comunale Carmela Auriemma, a proposito della questione sosta in città ha chiesto, tra l’altro, una rivisitazione del numero e dell’allocazione degli stalli di sosta di colore giallo, riservati ai diversamente abili e che sugli stalli a pagamento sia prevista l’esenzione della tariffa per i disabili. Una richiesta presentata sia attraverso una petizione popolare promossa dal Movimento 5 Stelle e posta agli atti della Commissione Politiche del Territorio in data 15.02.2019 e sia attraverso interventi ed emendamenti in Consiglio comunale. “La questione non è tanto il costo delle strisce blu o le stesse in quanto tali, ma la riduzione della tariffa delle stesse – ha sempre ribadito l’esponente pentastellata – e di esentare dal pagamento delle strisce blu i diversamente abili. Che non possono rientrare mai in quel discorso sulla mobilità sostenibile, portata avanti dal Sindaco, proprio perchè hanno una necessità, a dover usare l’auto per spostarsi. Soggetti che nei pressi di strutture pubbliche quali l’Asl, gli Uffici postali ed altre trovano pochissime strisce gialle. Purtroppo – aggiunse la professionista – l’ultimo Piano Urbano Traffico risale al 2006 e va rifatto. Così come non c’è un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Inoltre le strisce bianche sono in un numero inferiore rispetto a quelle previste e da qui nasce l’avversità delle persone contro la presenza delle strisce blu…”. Concetti che non restavano senza seguito, visto che il 20 maggio scorso Lettieri, tra l’altro, dichiarò, che “sarà incrementato il numero delle strisce bianche nelle strade laterali ai Corsi e prive di esercizi commerciali, mentre l’installazione dei nuovi parcometri elettronici consentirà l’adozione di tariffe differenti rispetto a quelle attuali. Ossia: di 1 centesimo di euro al minuto (per la prima un’ora di sosta, che comporta una spesa pari a 60 centesimi); di 2 centesimi al minuto (per la seconda ora di sosta), di 3 centesimi al minuto (per la terza ora di sosta). Attualmente dopo i primi 20 minuti, con costo pari a 20 centesimi, almeno sui corsi principali, si pagano ben 2 euro all’ora ndr). Più complessa è invece la sosta gratuita per i diversamente abili sulle strisce blu – proseguì il primo cittadino – visto che le stesse hanno una dimensione inferiore a quelle gialle, a loro destinate. Ma avvieremo una revisione di tutti i…

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Area attrezzata “fai da te”, tensione al rione Gescal

E’ ormai notizia ampiamente diffusa e commentata quella della realizzazione, nei giorni scorsi, da parte di alcuni abitanti del popoloso e periferico rione Gescal, di un piccolo parco attrezzato, come risposta al degrado e all’abbandono, in cui versa il quartiere. Venivano così realizzati con fondi privati una fontanella zampillante con i pesciolini, panchine, aiuole fiorite, un gazebo, un gioco gonfiabile ed una piscinetta smontabile per i bambini di circa due metri per tre. Ma di pomeriggio intervenivano sul posto le Forze dell’Ordine ed i dipendenti comunali della squadretta di manutenzione. Obiettivo: rimuovere il tutto a causa dell’assenza di autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico per la realizzazione dell’area di svago. Ne scaturiva una mezza giornata ad alta tensione e molte persone formavano un cordone, per impedire la rimozione delle attrezzature. Quindi, allo scopo di evitare il peggio, i tutori dell’ordine avviavano una sorta di mediazione con gli abitanti. Ed alla fine veniva raggiunto un compromesso: il gioco gonfiabile e la piscinetta venivano rimossi, mentre tutto il resto restava intatto. Salve dunque fontana, panchine ed aiuole. A ogni modo l’ira di tante persone si sfogava poi sul web. Attraverso facebook venivano pubblicati molti commenti negativi all’indirizzo dell’amministrazione comunale targata Lettieri. Rimozione in ogni caso dettata da motivi di sicurezza pubblica e di igiene pubblica. In particolare la piscina poteva rappresentare un pericolo potenziale per i bambini, che vi si immergevano, a meno dell’eventuale presenza di personale addetto al controllo della struttura. Comunque il sindaco, sia pure interpellato attraverso il suo portavoce, non rilasciava alcuna dichiarazione sull’episodio. Sembra comunque che molti residenti, siano decisi a portare avanti la loro iniziativa e a dare vita ad un comitato di quartiere. Già un’altra volta gli abitanti della Gescal tentarono di attrezzare un’area nel rione. Lo fecero però in un punto, che era stato espropriato e destinato all’edificazione dei palazzi. Ed anche in quell’occasione ci furono momenti di tensione con le Forze dell’Ordine. Alla fine comunque i giochi per i bambini vennero rimossi.  

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Riciclatori incentivanti: inferiori al numero previsto e non ancora funzionanti

(Articolo pubblicato in data 27.09.2018). Ancora riflettori puntati sull’affidamento settennale del servizio cittadino di igiene urbana svolto per conto del Comune, dal I febbraio 2017, dopo un burrascoso passaggio di cantiere del personale dipendente, dalla società “Tekra srl” di Angri, risultata aggiudicataria dell’importante appalto. Questa volta la nostra attenzione è puntata su alcune strutture allocate in città già dallo scorso mese di luglio e, nello specifico, nei pressi di alcune scuole cittadine. Tali strutture sono i cosiddetti riciclatori incentivanti, il cui numero complessivo previsto ammonta a 15 unità, mentre in realtà ne sono state installate soltanto 5. Di cui la società salernitana diede comunicazione al Comune in data 17.07.2018. Installazione che, di certo, doveva avvenire alla presenza del personale della Polizia Municipale, anche a seguito della richiesta avanzata in tal senso, fin dal mese di maggio, al Comandante dei caschi bianchi Felice D’Andrea, dal Dirigente del servizio Igiene Urbana Maria Piscopo che, tra l’altro, chiedeva di essere relazionata dai poliziotti municipali in merito alle attività poste in essere, tra cui l’esatta ubicazione territoriale dei previsti riciclatori. Anche se, almeno fino alla fine di luglio, sembra che dal Comando della Polizia Municipale non sia pervenuto alcun riscontro alle richieste della Segretaria generale. A supporto di quanto qui riportato, c’è anche la nota della Tekra del I agosto scorso, con la quale la stessa chiede l’autorizzazione della messa a terra dei suddetti impianti che, ovviamente, occupano il suolo pubblico. Nota che andava riscontrata, per competenza, dal Dirigente ai Lavori Pubblici. Ma tale autorizzazione non andava chiesta e rilasciata alla società di Angri dall’Ufficio Tecnico comunale prima dell’allocazione dei riciclatori? In attesa di sapere, quando sia stato rilasciato il nulla osta all’insediamento di tali strutture, dalla lettura della Relazione Tecnico Illustrativa della società salernitana si evince quanto segue: “E’ prevista la distribuzione preferibilmente presso i supermercati o aree protette, di 15 riciclatori incentivanti, ovvero macchine automatiche, che consentono la riduzione dei volumi delle bottiglie in pet o lattine in alluminio fino al 90%, con sistema touch digitale per la scelta della promozione. L’iniziativa costituisce un nuovo modo di risparmiare su prodotti e servizi a te vicini, attraverso un sistema di coupon/sconti promossi dai negozi della tua zona. Un nuovo strumento di green marketing ed etica ambientale e di coinvolgimento delle persone,…

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Riciclatori incentivanti: come conferire bottiglie e flaconi in plastica in cambio di buoni-premio

Adesso, a distanza di ben 9 mesi dalla pubblicazione dell’articolo riproposto in precedenza, in cui è spiegato anche cosa sono i riciclatori incentivanti, lo scorso 14 giugno, presso la sala convegni del Castello dei Conti, si svolgeva una conferenza stampa di presentazione della campagna premiale “Ricicla e Vinci”, durante la quale venivano illustrate le modalità di utilizzo di dette macchine eco-tecnologiche, le premialità spettanti a chi conferisce ed i luoghi, dove sono installate tali attrezzature. Conferenza a cui partecipavano il Sindaco Lettieri, l’Assessore all’Igiene Urbana Cuono Lombardi ed il projet manager Achab Med Gianluca Chioato. Innanzitutto veniva precisato, che possono conferire i rifiuti nei riciclatori allocati sul territorio comunale tutti i cittadini residenti ad Acerra e che siano in regola con il pagamento della Ta.Ri, la tassa dei rifiuti. Ed ogni cittadino, che vuole inserire negli stessi bottiglie e flaconi in plastica, deve prima inserire, attraverso il touch screen posto al centro del riciclatore, il proprio codice fiscale. Il software capirà se si è in regola o meno con il pagamento e permette il conferimento. Il meccanismo di conferimento è rivolto solo alle utenze domestiche. Per ogni flacone o bottiglia conferita nei riciclatori, si riceve un punto, che viene accreditato sulla propria scheda virtuale. Al raggiungimento di una data soglia si ottiene un premio. All’utente viene consegnato uno scontrino, con il quale può ritirare tale premio. Al raggiungimento di 400 punti, si potrà vincere un week-end per due persone in una località italiana. Con 500 punti un navigatore Gps da auto. Con 1000 punti un condizionatore classe A+++. Col raggiungimento di 1500 punti si otterrà un set di 4 pneumatici estivi a basso consumo energetico. Con 2000 punti si otterrà invece una bicicletta elettrica. Il progetto scade il I dicembre prossimo. I premi sono disponibili fino ad esaurimento delle scorte. In palio ci sono 10 week-end, 10 navigatori, 6 climatizzatori, 8 set di pneumatici e 4 biciclette elettriche. Al raggiungimento del premio desiderato va contattato il numero verde 800.58.59.12 o l’indirizzo email info@tekraservizi.eu. I tappi delle bottiglie o dei flaconi vanno conferiti nelle apposite bocchette. I riciclatori sono situati a: piazza Calipari (nei pressi della scuola “Ferrajolo”); via Deledda (nei pressi della scuola Don Milani); via Sand; via Diaz e piazza Falcone e Borsellino. Ai quali se ne…

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Furti mancati, banda allo sbaraglio

Veri e propri dilettanti allo sbaraglio i ladri che, di notte, dopo aver forzato una serranda del supermercato MD di piazza San Pietro, fuggivano, portandosi dietro due casse completamente vuote. Scattato l’allarme, sul posto giungevano i Carabinieri della locale stazione, i quali provvedevano ad acquisire le immagini registrate di alcune telecamere private, poste a protezione di diversi esercizi commerciali, cercando di dare un volto ed un nome alla sgangherata gang, composta almeno da tre persone che, dopo aver faticato non poco, per aprire la serranda del Discount, fuggiva a mani vuote. E doveva trattarsi della stessa gang quella che, sempre durante le ore notturne, prendeva di mira un negozio specializzato nella vendita di gelati allo yogurt, riuscendo a procurare solo danni e nulla più. Sul furto o, tentato furto, poche erano le notizie trapelate. Nel frattempo, per riuscire a mettere un argine alla dilagante microcriminalità e, in particolar modo, ai raid predatori, Polizia e Carabinieri stanno intensificando le attività di pattugliamento e di controllo del territorio, almeno fino alla mezzanotte. Scarsi invece sono i risultati, prodotti fino ad ora dagli impianti di videosorveglianza allocati sul territorio cittadino e, nello specifico, nel centro storico e tanto decantati dall’amministrazione comunale.  

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