Autore: Redazione

Edizione integrale del 21 settembre 2021

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La Diocesi di Acerra ripercorre 40 anni di storia diocesana tra “memoria e profezia”

Si teneva nei giorni venerdì 17 e sabato 18 settembre scorsi, nella Cattedrale del Duomo, il 40° Convegno Ecclesiale organizzato dalla Diocesi di Acerra dal tema: “Memoria e Profezia”, moderato dal giornalista Antonio Pintauro. Relatori della due giorni, organizzata sia in presenza che in streaming, per rispettare le normative anti-Covid, sono stati il Vescovo Antonio Di Donna ed il Vicario generale don Cuono Crimaldi. Norme che hanno fatto optare anche per la cancellazione di uno spettacolo finale. Per il Vescovo si tratta “di una ripresa, di una ripartenza, dopo il tempo sospeso dell’epidemia”, che ha impedito lo svolgimento del Convegno l’anno scorso. L’alto prelato ha anche esortato tutti “a pregare il Signore, affinchè ci faccia superare questo lungo periodo di stanchezza, di incertezze, che ha generato tante solitudini, l’aumento delle convivenze, il ricorso a strumenti tecnologici che allontanano il contatto umano e le disaffezioni all’eucarestia domenicale ed alle buone pratiche, come a quella di recarsi alle funzioni religiose”. “Possiamo continuare a fare, quello che abbiamo fatto sempre?” – si chiede il prelato. La risposta è quella di limitarsi ad assicurare l’essenziale alla pastorale ordinaria, ma di dedicare più tempo e risorse al “pensare cosa fare”, per “evitare che il mondo vada per conto proprio, mentre noi ci affanniamo in tante cose”. Con lo sguardo profetico a quella “Chiesa del futuro”, già tratteggiata dal giovane Joseph Ratzinger 50 anni fa, quando egli prevedeva una Chiesa cattolica di minoranza, che avrebbe riacquistato rilevanza, ripartendo da piccole comunità evangelizzanti. Di Donna ha auspicato che “il virus cessi nelle sue mutazioni, mentre i prossimi anni saranno segnati dal cammino sinodale, che condurrà sino al Giubileo del 2025”. E se memoria serve, per attingere a ciò che si è fatto e per esprimere gratitudine al Signore, per il traguardo che ci ha fatto raggiungere e a quelli che si sono adoperati, affinchè si compisse tale cammino, importante è anche la profezia. Intesa come rinascita, ripartenza, che coinvolga, come ha detto anche Papa Francesco, dal basso, ossia dalle parrocchie, dai luoghi comuni, per poter ascoltare tutti. Secondo il Vescovo sarebbe opportuno superare la formula del Convegno diocesano, incominciando a prepararlo in tempo utile, fin da gennaio ad esempio. Nel settembre del 1981 la Diocesi acerrana veniva convocata per il primo Convegno dal titolo “Comunione…

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Relazione choc: sono 8 i milioni di euro, che il Comune deve recuperare dalla società Tekra

“L’importo complessivo che il Comune di Acerra deve recuperare, a vario titolo, è pari a 8.481.956,00 euro”. E’ questa la frase, posta a conclusione della relazione redatta dal Direttore Esecutivo del Contratto (Dec) Cristoforo Pacella stipulato tra l’Ente di Viale della Democrazia e la società Tekra, che effettua per conto del Comune, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana. Una relazione redatta, tenendo conto di quanto stabilito dal Capitolato Speciale d’Appalto (CSA), dal Piano industriale, dall’Offerta tecnica e dal Piano delle Migliorie della società e con la quale si chiede, di procedere con l’avvio della procedura di contestazione ed alla decurtazione a partire dal primo canone utile. Una relazione dettagliata, trasmessa a febbraio scorso al Dirigente del servizio Salvatore Pallara e che richiama, in molti punti, l’esposto-denuncia depositato in Procura nel 2019 dal Consigliere comunale di opposizione Carmela Auriemma. Un esposto corposo, che ripercorreva l’attività dell’impresa salernitana che aveva (e forse ha ancora), un contezioso con il Comune, mirante a contestare dinanzi ai giudici del Tribunale di Napoli le sanzioni elevate a suo carico ed il procedimento di applicazione delle penali, per un importo pari a 647.103,00 euro (dato aggiornato al 31.05.2018) e ad ottenere la restituzione della somma contestatagli dall’Ente comunale. L’esposto dava la medesima rilevanza: agli aspetti penalmente rilevanti (già riscontrati?) dagli organi di controllo intervenuti; alle inadempienze contrattuali che, ancora oggi, si susseguono e ai disservizi arrecati alla comunità locale, a fronte di un appalto, che costa alle casse comunali oltre 54 milioni di euro in 7 anni. La mancata realizzazione del centro servizi nell’area Pip che, stando a quanto precisato anche dall’ex Dirigente al ramo, si sarebbe dovuto realizzare in 6 mesi, come da contratto stipulato tra il Comune e la società di Angri che, però, non aveva presentato alcun progetto. Il mancato passaggio dalla tassa alla tariffa puntuale, con conseguente consistente risparmio per le utenze domestiche e non domestiche e più volte affrontata nella Commissione presieduta dall’Auriemma; il ruolo dell’ex Direttore Esecutivo del Contratto, ricoperto da uno staffista del Sindaco, anche contrariamente alle leggi vigenti; la pessima gestione delle isole ecologiche e la mancata attivazione delle migliorie offerte in fase di gara, più volte sollecitate dall’ex Dirigente erano solo alcuni, dei punti evidenziati nel circostanziato dossier prodotto dall’esponente pentastellata. La…

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Decadenza del Consigliere Soriano: il Consiglio comunale vota per la non decadenza

Era durante il Consiglio comunale del 28 luglio scorso che, nel corso del suo intervento, il Presidente Andrea Piatto accennava alla probabile decadenza del Consigliere di minoranza Giuseppe Benito Soriano (Pd), con avvio del procedimento di decadenza dalla carica di Consigliere, in quanto aveva fatto registrare 6 assenze consecutive in altrettante adunanze del Civico consesso, senza giustificati motivi. Ed alla prima utile, ossia alla settima, si doveva attivare detto procedimento. Consigliere che, alle ultime amministrative, fu eletto tra le fila del Partito Democratico, ottenendo 431 preferenze e che aveva 10 giorni di tempo, per produrre osservazioni, scritti difensivi, oppure per chiedere di essere sentito dal Consiglio comunale. Osservazioni che, qualora fossero state respinte, dopo 10 giorni il Consiglio comunale avrebbe potuto votare per la decadenza del suo membro. La questione veniva dunque affrontata durante il Consiglio comunale dello scorso 10 settembre, convocato in seduta ordinaria ed in presenza, in streaming ed era praticamente la riedizione di quello datato 18.11.2019, durante il quale i componenti il Civico consesso si espressero per la non decadenza del Soriano e per la sua permanenza nell’aula consiliare. Anche allora furono contestate assenze, racchiuse in uno specifico periodo temporale, “senza che il Consigliere facesse pervenire alcuna giustificazione – precisò Piatto nella sua nota trasmessa al Sindaco, al Segretario generale ed ai Consiglieri – nei modi stabiliti dal Regolamento. Né risulta ai verbali approvati, che il Presidente del gruppo consiliare, a cui è iscritto, abbia effettuato motivata comunicazione giustificativa delle assenze in oggetto”. Nel frattempo il Consigliere Soriano aveva prodotto memorie giustificative citando, in particolar modo, situazioni afferenti il proprio stato di salute e la propria attività lavorativa. Controdeduzioni protocollate, questa volta, dall’esponente del Partito Democratico in data 3.9.2021. Sulla questione non mancava di intervenire il Consigliere Carmela Auriemma, (unica a far registrare una dichiarazione di voto), la quale dichiarava: “In primo luogo premetto che ho richiesto alla Segretaria comunale i documenti prodotti dal Consigliere Soriano. Il Segretario ha ritenuto di dovermi trasmettere solo le memorie e non la documentazione attestante le giustificazioni per le assenze. Per cui oggi mi è impossibile – proseguiva l’esponente pentastellata – esprimere un giudizio sulla legittimità anche formale, della documentazione allegata, comprovante le ragioni delle assenze. Ma per questo mi affido al controllo amministrativo esercitato dal segretario comunale. Preciso…

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Decadenza del Consigliere di Soriano: le controdeduzioni dall’esponente del Pd

La questione della decadenza del Consigliere di minoranza Giuseppe Benito Soriano (Pd), affrontata durante il Consiglio comunale del 10 settembre scorso e di cui riferivamo in precedenza, vedeva lo stesso Consigliere consegnare in aula un atto, avente ad oggetto “le controdeduzioni rispetto all’avvio del procedimento per decadenza da Consigliere comunale”, che veniva considerato come dichiarazioni rese all’aula dallo stesso. Un documento tecnico, con cui esortava i suoi colleghi Consiglieri, ad astenersi da un’eventuale deliberazione di decadenza lesiva del suo esercizio, conferitogli dagli elettori. “Si sottolinea come, in sede pretoria, è stato acclarato addirittura, che la decadenza non può riguardare un consigliere comunale appartenente ad un gruppo politico, che rientra nel novero delle facoltà ordinariamente a disposizione delle forze di opposizione, ma piuttosto sanziona comportamenti negligenti dei consiglieri, dai quali possano derivare disagi all’attività dell’organo la cui valutazione meramente discrezionale e di esclusiva competenza del solo Consiglio comunale, costituisce il fondamento giuridico del provvedimento. Va da sé – prosegue l’atto – che la disciplina sulla decadenza dalla carica consiliare per mancata partecipazione alle sedute, non può prevedere che il Consigliere, oltre a dover giustificare l’assenza, sia tenuto a dimostrare, di aver avuto un impedimento assoluto, a presenziare alle sedute del Consiglio. L’art.43, comma 4 del TUEL, n.267/2000, nel rinviare allo statuto comunale la disciplina dei casi di decadenza dal Consiglio, garantisce il diritto del Consigliere, a far valere le cause giustificative…Anche in precedenti pronunce si è osservato come le circostanze, che giustificano l’esercizio del potere di decadenza, vanno interpretate restrittivamente e con stremo rigore, dato il rischio di possibile uso distorto del potere da parte del Consiglio comunale, per ragioni di scontro politico. Oltre a ciò, in questa sede è necessario, riportare un estratto della sentenza del Consiglio di Stato n.573/2021 V sezione, dove si legge: “Non si può attribuire al Consiglio comunale un potere di natura discrezionale, che troverebbe fondamento nel fatto, che la norma non ricollega la decadenza per assenze giustificate ad eventi tipizzati, per cui spetterebbe all’organo consiliare, cui è attribuito il potere, di dichiarare la decadenza del Consigliere. La valutazione discrezionale delle giustificazioni prodotte dall’interessato – si legge ancora nel documento – in merito agli impedimenti dallo stesso addotti, in esito ad un procedimento, finalizzato alla tutela del corretto funzionamento degli organi rappresentativi, suscettibile di…

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“Villa dei Fiori” all’avanguardia nella ricostruzione del tendine della spalla

Villa dei Fiori è il presidio ospedaliero acerrano entrato da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno. Intanto la struttura sanitaria acerrana ha dimostrato, di recente, che è possibile ricostruire il tessuto della spalla con il minor disagio possibile per il paziente. E’ quanto infatti è riuscito ad ottenere il dottor Alessandro Silvestro nel corso di un intervento eseguito in clinica e, nello specifico, nel reparto di Ortopedia, diretto dal Prof.Giuseppe Coppola. L’ortopedico napoletano, infatti, ha eseguito per la prima volta in Campania, in artroscopia, un impianto di tessuto bioinduttivo alla spalla con tecnica mininvasiva. Si tratta di un’operazione perfettamente riuscita, grazie alla capacità ed alla professionalità dell’equipe del centro di eccellenza sanitario guidata dal dottor Silvestro, che si è avvalsa del Regeneten, un sistema che sfrutta la stessa biologia del corpo e che, in pratica, gli permette di guarire ‘da solo’. Si tratta di un impianto di collagene altamente poroso, con fibre precisamente orientate. Così facendo, si stimola la risposta di guarigione naturale del corpo, per supportare la crescita di nuovi tendini e, contestualmente, per interrompere la progressione della lesione. Il tutto clinicamente testato per indurre, in modo affidabile, un nuovo tessuto simile al tendine e promuovere la guarigione del tendine stesso. Il Regeneten si riassorbe gradualmente entro sei mesi, lasciando uno strato di nuovo tessuto tendineo, che aumenta biologicamente il tendine esistente. Tale intervento è indicato per tendinopatie gravi, lesioni parziali di basso grado dopo il fallimento del trattamento conservativo, lesioni parziali di alto grado (al posto della riparazione standard) e lesioni a tutto spessore, congiuntamente alla riparazione standard. Intanto molti sforzi sono stati fatti, nel corso degli ultimi mesi, dalla proprietà del presidio ospedaliero, per fronteggiare il carico di lavoro, che interessa la clinica acerrana ed anche il reparto di Ortopedia. E quantunque esso sia stato notevolmente rinforzato, è praticamente sotto assedio ogni giorno. La verità è che Villa dei Fiori, è l’unico avamposto sanitario specializzato in un comprensorio, che conta quasi 500 mila assistiti. Ad Acerra…

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In arrivo un altro impianto di smaltimento di rifiuti speciali liquidi in località Calabricito

Era la stampa quotidiana, in data 17.09.2021, a riaccendere i riflettori sulla questione ambientale, riferendo dell’arrivo di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno mediante le operazioni di smaltimento. Inevitabile l’ennesimo braccio di ferro con gli ambientalisti del posto e con tutti quelli, che si battono contro l’ampliamento del grande polo dei rifiuti di Acerra. Stavolta è stata richiesta alla Regione l’autorizzazione unica per la riapertura del depuratore ubicato nell’area ex Indesit, nel bosco di Calabricito, zona di interesse storico, archeologico e naturalistico. La richiesta è stata presentata da una società di Pomigliano, che si occupa di trasporto stradale delle merci. Dovrà essere valutata dalla Conferenza dei Servizi organizzata per il 30 settembre prossimo negli uffici del Dipartimento Ecologia della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli. Ma l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo ha lanciato la notizia attraverso i social e ne è subito scaturita una lunga sfilza di commenti, tutti molto critici nei riguardi del progetto. C’è chi addirittura si è spinto a promuovere una manifestazione di piazza, per “sventare questo nuovo arrivo indesiderato”. “Basta, non vogliamo più essere la pattumiera della Campania”, il liet motiv dei messaggi sul web. “Entro il 30 settembre metteremo in piazza il nostro no – preannuncia Cannavacciuolo – perché questo progetto è incompatibile con il vigente Piano Regolatore, che risale al 1982. L’area del depuratore in zona ex Indesit, risalente agli anni ’70, è stata infatti successivamente dichiarata nel PRG a destinazione agricola e viabilità esistente e parte come zona di Rispetto. Per cui non si possono realizzare al suo interno nuove attività industriali e men che meno attività industriali di smaltimento dei rifiuti”. Il depuratore, che la società pomiglianese vuole riattivare, fu realizzato ed autorizzato per depurare le acque reflue delle fabbriche dislocate accanto, al confine con il casertano, con il Comune di Cancello Scalo. Poi, con il progressivo smantellamento industriale, l’intero complesso produttivo fu acquistato da un gruppo immobiliare, che lo frazionò e lo vendette a pezzetti. Uno di questi “pezzetti” è il depuratore, finito nella proprietà dell’azienda di traporti pomiglianese, che ora vuole smaltire e stoccare 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi provenienti dalla Campania e da fuori regione. Dalla lettura della documentazione…

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Impianto di smaltimento di rifiuti liquidi: dubbi sigli atti di compravendita e di frazionamento

Circa l’arrivo del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno mediante le operazioni di smaltimento, di cui riferivamo in precedenza, un altro organo di stampa, in data 19.09.2021, affrontava la questione attraverso un articolo, in cui si legge: “Si profila un autunno incandescente, se dalla Regione Campania arriverà (com’è quasi certo) il nulla osta alla riapertura del depuratore, ubicato nell’area industriale dell’ex Indesit, da anni dismessa. Pronti a salire sulle barricate (un modo di dire), in vista delle prossime elezioni amministrative del 2022, non solo i pseudo ambientalisti locali, ma anche alcune forze politiche civiche in cerca di visibilità. Nel frattempo – prosegue il quotidiano – resta il giallo, di com’è stato possibile, vendere e frazionare un’ex area industriale senza un piano di caratterizzazione della stessa. Negli anni scorsi la vicenda venne in qualche modo portata alla ribalta, ma presto i riflettori si abbassarono e tutti dimenticarono, che l’ex impianto industriale Indesit non poteva essere frazionato in mancanza di un piano di caratterizzazione, mai rinvenuto nei cassetti dell’Ufficio Tecnico del Comune. Nel frattempo nell’ex area Indesit, passata di proprietà del Consorzio Area, sono stati creati capannoni di piccole e grandi dimensioni, dove c’è di tutto e di più. Insomma un vero e proprio mistero – prosegue l’articolo – sul quale nessuno ha mai voluto mettere mano, neppure per acquisire qualche atto di vendita che meriterebbe, a detta di molti, di finire sotto la lente d’ingrandimento della magistratura nolana. Scontato che in questo mese, in mancanza di una “resistenza” vera da parte del Comune, arriverà il placet della Regione. Tutto sommato un atto dovuto, visto e considerato che, nel corso di questi anni, in tanti hanno preferito non vedere e non sentire, fingendo di non accorgersi che nell’ex area Indesit, per anni abbandonata, tutto era cambiato, senza mai fare nessuna caratterizzazione, per verificare l’eventuale inquinamento delle matrici ambientali. Se fosse vero (come probabilmente lo è), che quell’area è stata dichiarata (nel Piano Regolatore generale del 1982) a destinazione agricola, ci sarebbe da chiedere, come mai nessuno è intervenuto, nel corso di questi decenni, per ripristinare la legalità ma, soprattutto, come sono stati regolarizzati gli atti di compravendita e di frazionamento senza il rispetto delle…

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Sequestrata piantagione marijuana in località Gaudello. Arrestati tre coltivatori

Un sistema di ventilazione e tre di illuminazione a led ed impianti dotati di temporizzatore. Inoltre tre contenitori di fertilizzanti e poi concimi con amminoacidi, nonché materiale per la clonazione e germogliazione delle piante. C’era tutto il necessario, in località Gaudello, per rendere favorevole lo sviluppo delle piante, alle quali dedicavano la loro piena attenzione. Ma non è di una serra comune, quella di cui si occupavano, bensì della redditizia quanto illegale coltivazione di cannabis indica, dalla quale ricavare marijuana ovvero stupefacente, per essere spacciato sul mercato illecito della droga. Ed è così che i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Maddaloni, unitamente al personale della stazione di Cancello, traevano in arresto per coltivazione illegale di sostanza stupefacente un 56enne di Lusciano, una 47enne extracomunitaria originaria dell’Ucraina e residente a Lusciano, risultata percettrice del reddito di cittadinanza ed un 53enne di Acerra. Tre le persone che i Militari dell’Arma ammanettavano, a seguito di perquisizioni domiciliari, estese anche alle pertinenze delle abitazioni degli arrestati. Sul luogo venivano rinvenuti e sequestrati complessivamente 10,300 fioroni di marijuana, 29 piante di marijuana, 15 delle quali avevano un’altezza variabile tra i 3 ed i 4 metri. E l’insieme delle piante erano accudite mediante un sistema di ventilazione e tre impianti di illuminazione a led, forniti di temporizzatore. Nel corso dell’articolata attività ispettiva condotta, i Carabinieri sequestravano anche tre telefoni cellulari, una bilancia elettronica di precisione, un’agenda sulla quale venivano riportati i dati relativi alla concimazione e all’irrigazione delle colture e 2.400 euro in banconote di vario taglio. I tre arrestati venivano sottoposti alla detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni, in attesa della convalida da parte del Giudice. Qualche giorno prima gli agenti del locale Commissariato di Polizia, durante un servizio di contrasto alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, avevano effettuato un controllo in un terreno situato in una traversa di via Italo Calvino, sempre nella frazione Gaudello, dove avevano intravisto alcuni fusti di piante di marijuana occultati tra gli alberi da frutto. I poliziotti, dopo aver rintracciato il proprietario del terreno, che apriva loro il cancello d’ingresso del fondo, accertavano che all’interno vi era una piccola coltivazione di piante di marijuana. Gli inquirenti sequestravano 8 piante alte circa 2 metri per un peso complessivo di 34 chilogrammi. L’uomo, un 73enne…

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Blitz dei Carabinieri, sospesa Comunità alloggio per anziani. Rilevate una serie di carenze

Era il Dirigente comunale ai Servizi Sociali che, con la Determina n.1396, provvedeva alla sospensione dell’autorizzazione al funzionamento di una Comunità Alloggio per anziani, sita in una zona periferica cittadina; ad impedire che la stessa effettuasse nuove accoglienze e a sanzionarla con una somma pari a 1.000,00 euro. E ciò, a seguito di un’ispezione eseguita ad agosto scorso presso la struttura dai Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Napoli, nella quale rilevavano una serie di carenze. Pertanto l’amministrazione comunale ingiungeva al responsabile legale della residenza, di rimuovere le irregolarità e di contro dedurre, entro 15 giorni, rispetto a quanto rilevato nel citato verbale di ispezione. Il Responsabile legale della società comunicava all’amministrazione, che aveva trasmesso la documentazione richiesta in sede di ispezione ai NAS e che, al fine di rimuovere le carenze rilevate, chiedeva 90 giorni per gli interventi da effettuare. Ma quali erano le carenze riscontrate? Presenza di sei ospiti in sovrannumero rispetto a quelli autorizzati di 16; presenza di 3 ospiti allettati ritenuti non autosufficienti; mancato aggiornamento del registro degli ospiti ed assenza di un tavolo scrittoio con sedia in cinque camere. E poi: assenza di poltroncina per ogni letto in alcune camere; pavimenti non antisdrucciolevoli nel locale destinato al personale notturno; mancanza di interruttori elettrici visibili anche al buio ed idonei sistemi per l’orientamento, la guida e la sicurezza dei non vedenti nel locale destinato al personale notturno. In più venivano riscontrate la mancanza di ascensore; la mancata esibizione della Carta dei Servizi e l’assenza di procedure standardizzate per la gestione della pandemia. Pertanto, mancando i requisiti funzionali, strutturali ed organizzativi previsti, il titolare della struttura doveva dimettere, con modalità concordate con la persona anziana e/o un proprio familiare, gli accolti in sovrannumero alla capacità ricettiva; dimettere gli accolti che, all’atto dell’ispezione, sono risultati allettati e/o ritenuti non autosufficienti ovvero non rispondenti alla tipologia prevista dal Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari; dimettere, con modalità concordate con la persona anziana e/o un proprio familiare, gli accolti in sovrannumero alla capacità ricettiva e continuare ad assistere quanti saranno rimasti nella struttura. La vicenda veniva trattata anche dalla stampa quotidiana che, in data 15.09.2021, tra l’altro scriveva: “Si sa che soprattutto in questi tempi di Covid le Rsa costituiscono l’anello più drammaticamente debole…

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