Autore: Redazione

Edizione integrale del 23 novembre 2021

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Rimozione ecoballe, il Tar respinge il ricorso delle ditte escluse. Via libera alla rimozione

A settembre scorso vi riferimmo della rimozione e del trasferimento fuori regione delle ecoballe, con il via libera alla gara d’appalto per l’eliminazione delle stesse dal sito acerrano ed il drastico ridimensionamento di quello di Fragneto Monforte, nel beneventano. Il deposito di ecoballe locale si trova da 18 anni, ossia dal 2004, dinanzi all’ingresso dell’inceneritore, in mezzo a vasti campi coltivati. I rifiuti, ammassati per un totale di quasi 50 mila tonnellate, si trovano stipati sotto enormi teloni di plastica nera, all’interno di due piazzole rettangolari alte 10 metri, lunghe 150 e larghe 60 e da sempre ritenute illegittime dal Comune di Acerra. Il bando di gara era stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania ed il suo importo ammonta a 19.730.000,00 euro per la rimozione di 49 mila tonnellate di ecoballe in località “Pantano” e di altre 49 mila tonnellate a Fragneto. Le aziende dovevano rispondere al bando, depositando entro il 9 agosto scorso le loro offerte. Dopodichè sarebbero state avviate le procedure di valutazione delle offerte delle ditte partecipanti. Ebbene, a seguito della proposta di aggiudicazione della gara, nei giorni scorsi, da parte della Regione ad un’azienda specializzata di Milano, le ditte escluse avevano presentato ricorso al Tar Campania, che emanava una sospensiva sia per il lotto di Acerra, che per quello di Fragneto (per il Comune beneventano la proposta della Regione è stata favorevole ad un’azienda di Casoria). Procedura di aggiudicazione quindi sospesa. Ma martedì 16 novembre i giudici del Tribunale Amministrativo regionale bocciavano il ricorso delle aziende escluse dall’appalto, ritenendo valida la concessione dell’appalto, con l’avvio della rimozione dei rifiuti ipotizzato a marzo 2022. Tempo stimato per il completamento dello svuotamento delle piazzole in questione 18 mesi, ossia entro il 2023. Intanto per Fulvio Bonavitacola, Assessore regionale all’Ambiente, la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti e l’eliminazione delle ecoballe sono diventati il chiodo fisso. Anche se restano forti criticità, dovute all’assenza di impianti per lo smaltimento dell’organico e di un sistema più controllato e moderno di riciclo di tutti gli altri tipi di rifiuti. Un settore, questo del riciclo, nelle mani di privati che, in alcune vicende fino ad ora emerse, hanno dato la sensazione di preferire il profitto alla corretta gestione del rifiuto. Tra l’altro la Campania ancora paga all’Unione Europea una…

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Titolare di un bar truffa un ignaro cliente, con un indebito utilizzo della carta di credito

Una truffa in piena regola, con tanto di sottrazione fraudolenta di denaro ai danni di un ignaro cittadino del posto. Ad ordirla sarebbe stato (il condizionale è d’obbligo) il titolare di un bar, almeno secondo quanto riferito dal truffato, un uomo di 58 anni di Acerra. Questi, nei giorni scorsi, si sarebbe rivolto all’esercente, non originario del luogo, il cui locale si trova nei pressi della sua abitazione, chiedendogli un aiuto perchè, non avendo molta dimestichezza con il proprio cellulare, non riusciva a visualizzare e, di conseguenza, a mostrare il proprio green pass. L’esercente, però, oltre ad aiutarlo, avrebbe effettuato un addebito fraudolento di 2 mila euro in suo favore, utilizzando i dati dell’applicazione presi dal cellulare del malcapitato. Notizia confermata al truffato, titolare di una carta Poste Pay Evolution, dall’operatore di Poste Italiane, al quale si era rivolto il 58enne per chiedere chiarimenti, dopo che era giunta una notifica sull’applicazione installata sul suo telefono cellulare. E, tra le notizie riferitegli, c’era anche il nome della persona, a favore della quale era stato effettuato l’addebito e riconducibile proprio al sopra citato titolare del bar. Ovviamente ulteriori dettagli non venivano forniti dall’impiegato postale, che consigliava all’utente di sporgere denuncia presso le Forze dell’Ordine a tutela dei suoi interessi e per disconoscere tale operazione fatta in suo danno. A questo punto al 58enne che, nel frattempo, si era recato con un parente presso l’attività commerciale teatro del misfatto, evidentemente per addivenire ad una soluzione bonaria della vicenda, riscontrata la netta opposizione dell’esercente, a fornire spiegazioni su quanto accaduto e dicendosi nel contempo del tutto estraneo a qualsiasi addebito a suo carico, non restava altro da fare, che recarsi presso il locale Commissariato di Polizia, per sporgere oralmente una denuncia-querela contro il commerciante per truffa, indebito utilizzo della carta di credito e quant’altro l’Autorità Giudiziaria volesse ravvisare. Ed allegava alla denuncia copia cartacea con la summenzionata operazione effettuata, aggiungendo che era sua intenzione, avviare la procedura di rimborso in quanto vittima di una truffa. Un’altra truffa veniva effettuata, questa volta, ai danni di una donna ultra settantenne residente nel quartiere Spiniello. Di mattina, infatti, l’anziana riceveva continue telefonate, nelle quali le veniva comunicato da una donna, che si spacciava per sua figlia, di procurarle 3000 euro in contanti per problemi in…

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Chiusa attività di ristorazione nel quartiere Spiniello

E’ con l’Ordinanza dirigenziale n.77 del 17.11.2021, a firma del Dirigente comunale al S.U.A.P. Concetta Martone, che veniva ordinato a L.L. di 35 anni, rappresentante legale dell’attività di ristorazione pubblica con somministrazione denominata “Sushi Lià”, sita nel periferico quartiere Spiniello, l’immediata chiusura della stessa, fino al ripristino dello stato dei luoghi come da planimetria all’atto della dichiarazione di inizio attività e dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa in materia di sicurezza alimentare. E ciò, anche per il principio di precauzione e di tutela della salute pubblica. Tutto scaturiva da un’attività d’ispezione eseguita, lo scorso 11 novembre, da personale del Dipartimento di Prevenzione Asl Na2 Nord, unitamente ai Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale e dalla conseguente relazione redatta, con relativo rilievo fotografico effettuato. Dal verbale di accertata violazione stilato a carico della 35enne, emergeva la non conformità dell’attività e, in particolare, che ‘la struttura consta di un locale centrale di somministrazione autorizzato e di due tendostrutture con presenza di posti a sedere e tavoli utilizzati per la somministrazione poste, una all’entrata del ristorante, situata sul lato destro, con 23 posti a sedere e l’altra, alla quale si accede internamente, con 50 posti a sedere. Identificate entrambe in planimetria – si legge ancora nel verbale di contestazione – come corte esclusiva e non autorizzata come zona di somministrazione, come anche dichiarato dalla parte, in difformità alla planimetria all’atto della dichiarazione di inizio attività. Inoltre in cucina, in fase di preparazione, è stata riscontrata la presenza di sporco pregresso ovunque, in particolare sul pavimento, attrezzature, pareti e suppellettili vari. Ed anche la presenza di materiale non pertinente all’attività culinaria (strofinacci sporchi ovunque, spugnette abrasive ed altri strofinacci), utilizzati per pulire le stoviglie sporchi e luridi e detersivo utilizzato per la pulizia delle stoviglie posto allo stato sfuso in bacinelle sporche, come anche presenza di uova sfuse distribuite sul piano accanto ai piatti presenti’. Di certo non proprio il massimo per un locale che, oltre alla consumazione sul posto, pratica anche l’asporto ed il servizio di consegna a domicilio e che propaganda i propri prodotti anche attraverso una curata e fornita pagina facebook. Naturalmente l’inottemperanza al provvedimento notificato alla signora ed alla cui vigilanza per l’esecuzione è incaricato il personale del locale Comando della Polizia Municipale, avrebbe…

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Spesi 240 mila euro per le luminarie natalizie e per affollare (alla faccia del Covid) le aree pubbliche

L’installazione delle luminarie natalizie, di quest’anno parte dalla Delibera di Giunta n.147 del 7.9.2021 in cui, tra l’altro, si legge, che ‘quest’Amministrazione intende confermare il mantenimento delle tradizioni per la vita sociale di una comunità e che, nel periodo delle festività natalizie è consuetudine che l’Amministrazione comunale organizzi un programma di eventi ed iniziative culturali, attinenti le stesse festività”. Insomma, da un lato il sindaco Lettieri raccomanda distanziamento sociale, uso delle mascherine, niente assembramenti, ecc. Insomma massima prudenza e, dall’altro, come se il Covid non esistesse più, vuol mantenere le tradizioni, che spingono le persone a stare insieme, per fare vita sociale ed attrarre nei luoghi pubblici migliaia di persone! Intanto le luminarie di quest’anno hanno alcune similitudini con quelle del 2019 (l’anno scorso il Comune ha fatto passo). Innanzitutto la ditta che si è aggiudicata la gara, è sempre la stessa (ossia la Decolight srl) di Pomigliano d’Arco. In secondo luogo anche quest’anno, solo in un secondo momento, “è emerso”, che alcune strade del territorio comunale non facessero parte dell’elenco di quelle, lungo le quali installare le luminarie. E così il Sindaco (nel 2019, vedi Determina n.1427) ed i cittadini (quest’anno, vedi Determina n.1716 del 10.11.2021) hanno chiesto all’Ente comunale, di collocare gli addobbi di Natale anche in altre zone del paese non incluse nel progetto preventivato. Ed è intento dell’Amministrazione comunale valorizzare al massimo il territorio, al fine di rendere le strade, le piazze ed i parchi luoghi di attrazione per migliaia di persone. Ed infatti l’amministrazione, previo stanziamento di ulteriori 10.000,00 euro, ha disposto l’intervento di montaggio delle luminarie anche lungo altre strade, che si sono aggiunte, a quelle in corso di montaggio, ossia: via Molino Vecchio; via De Gasperi; via Buozzi; via di Vittorio e via Giovanni Paolo II. Altra similitudine-anomalia è l’installazione delle luminarie sui pali della pubblica illuminazione e non su strutture ad esse dedicate. E non abbiamo motivo di dubitare, che il personale del Comando di Polizia Municipale, agli ordini del Comandante Col.Felice D’Andrea, abbia già prodotto relazioni e rilievi fotografici relativamente a tale fenomeno. Un argomento già affrontato con gli Uffici competenti dal Responsabile di quest’organo di informazione negli anni scorsi. Anche nel 2019, quando il Dirigente comunale ai Lavori Pubblici gli rispose (per iscritto, s’intende), che “la procedura d’installazione…

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Beni confiscati ai Pellini, l’allarme del Ministro degli Interni Lamorgese: “Non si è fatto abbastanza”.

Era la stampa quotidiana, in data 18.11.2021, a riaccendere i riflettori sul gruppo imprenditoriale “Pellini”, facente capo ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini condannati, com’è noto, il 29 gennaio del 2015 dai giudici della IV sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli a 7 anni di reclusione con l’accusa di disastro ambientale. Una sentenza poi confermata in data 17.05.2017 dalla Corte di Cassazione, a conclusione del processo d’Appello denominato “Ultimo Atto-Carosello”, iniziato il 12 giugno del 2014. Ecco cosa riporta l’articolo in questione. “Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese lancia l’allarme sui beni confiscati nel napoletano, sollecita un coordinamento e chiede di blindare il tesoro dei fratelli Pellini. Saccheggi, incendi dolosi e degrado stanno colpendo in particolare due simboli della storica inchiesta della magistratura. Ma il patrimonio è gigantesco, ha un valore di ben 222 milioni di euro confiscato dallo Stato nell’aprile del 2019. Conti correnti milionari, ville, case, fabbriche, auto di lusso e persino elicotteri, che il Tribunale ha confiscato in primo grado due anni fa, ma sui quali pende una richiesta di restituzione, che sarà discussa a dicembre nell’appello avanzato dagli imprenditori dello smaltimento, condannati – prosegue l’articolo – per disastro ambientale dopo aver sversato, nei primi anni Duemila, grandi quantità di rifiuti ad Acerra ed in varie zone dell’hinterland. L’obiettivo degli imprenditori è quello di cancellare la condanna per disastro ambientale, passata in giudicato quasi quattro anni fa e di salvare così la confisca. Il ministro Lamorgese ha fatto sapere, di aver interpellato gli organismi, che stanno gestendo i beni confiscati ai Pellini. ‘Non è stato fatto abbastanza: manca un coordinamento tra le istituzioni, in grado di tutelare i beni sottratti ai condannati per il disastro ambientale di Acerra’ – ha scritto nell’interrogazione Antonio Del Monaco, componente la Commissione parlamentare Antomafia. Nel documento Lamorgese fa notare una difficoltà di fondo, legata al fatto che ‘l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati non ha ancora assunto l’amministrazione dei beni in questione, perché pende il giudizio di appello sulla confisca’. Ma il ministro ha voluto lo stesso allertare gli uffici competenti. ‘E’ stata richiamata l’attenzione – scrive – sull’opportunità di avviare interlocuzioni con l’Autorità giudiziaria finalizzate ad individuare un percorso condiviso, che possa rafforzare l’azione delle istituzioni a salvaguardia della legalità e dell’ambiente’. Sottolineati inoltre gli…

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Riemma: “I nostri laureati vanno via. Acerra non è una città per giovani”.

In più occasioni e da parte di vari cittadini si sente dire, che Acerra non è una città per giovani. Un’osservazione, sintomo di un malessere profondo, confermata anche dai dati Istat, che mostrano l’evidenza di un continuo saldo migratorio negativo. Tradotto: ogni anno centinaia di giovani diplomati e laureati ‘scappano’ al Nord o all’estero, per cercare fortuna o per vedere realizzate le proprie potenzialità e riconosciute le proprie competenze. Per non parlare di chi resta che, con riferimento alla realtà acerrana, al degrado ed al vuoto cittadino e del centro storico in particolare, preferisce la socialità ed il tempo libero di altre realtà limitrofe, quali Nola o Pomigliano, ad esempio. Una situazione consolidatasi nel tempo, che svuota la città sia di risorse umane, che economiche e che sembra non interessare gli amministratori cittadini e la politica locale. Che, ormai, più che ragionare sui temi, è focalizzata sulla prossima tornata elettorale, in vista della quale già incominciano a trapelare nomi (e cognomi) di personaggi a tratti improponibili, vecchi dinosauri e minestre riscaldate, che si sono guardati bene, in questi anni, di seguire e di analizzare le complesse problematiche che, tutt’ora, attanagliano la nostra città. Ed in proposito interviene Vincenzo Riemma, presidente provinciale di Gioventù Nazionale, il quale dice: “Centinaia di giovani acerrani scappano via e sembra che ciò non interessi a nessuno. Di chi è la colpa, se le nostre piazze soffocano nel degrado e se per molti l’unica aspirazione, per sentirsi realizzato in città, è fare il Vigile Urbano, il borsista al Comune o il raccoglitore dei rifiuti per tre mesi? La politica locale non è stata capace di portare valore aggiunto. Il degrado, l’insicurezza, la mancanza di prospettive annienta qualsiasi ambizione: ecco perché si scappa via, per non tornare più. Se la politica vuole tornare ad essere nobile, deve permettere ai nostri talenti di sognare e mettere le radici nella propria città. Serve però un vero confronto di idee e non una gara di politichese. E, soprattutto, le soluzioni vanno condivise e non possono nascere a tavolino. Per questo – prosegue Riemma – trovo sgradevole l’ennesimo spuntare di simboli e di sigle, sorte dal nulla di personaggi in cerca d’autore. Gli stessi dinosauri della politica che, da anni, non dicono nulla e non producono nulla, se non…

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Il Comando della Polizia Municipale dotato di un’armeria in cui i Vigili ripongono le proprie armi

Relativamente al Consiglio comunale di venerdì 29 ottobre, convocato in seduta ordinaria e trasmesso in streaming, di cui riferimmo sullo scorso numero e che ha sancito il passaggio tra le fila dell’opposizione del Consigliere di maggioranza Rossella Bruno, eletta nella lista Acerra Popolare, tra i punti all’ordine del giorno approvati all’unanimità dei presenti, c’era anche “l’approvazione del Regolamento per la disciplina dell’Armeria del Corpo della Polizia Municipale”. Punto illustrato da Lettieri (tanto illustra tutto lui ndr), il quale diceva: “Sono già stato in Commissione, a relazionare rispetto a tale Regolamento. Ho avuto già modo di dire, che il Corpo dei poliziotti municipali si è incrementato in numero di uomini. Pertanto c’è una normativa nazionale, che disciplina anche l’armamento. Cito solo alcuni punti salienti che, secondo me, è utile conoscere. La Polizia Municipale ha il suo ambito d’azione nel Comune, in cui opera. Pertanto gli stessi uomini della Polizia Locale, dotati di un’arma, non possono portarla con sé al di fuori del Comune. Inoltre – proseguiva il sindaco – un’altra norma prevede, che se essi si assentano per 15-20 giorni dalla propria residenza, devono lasciare l’arma in armeria. Attualmente lasciano l’arma nella cassaforte del Comando. Visto che vi sarà un incremento del numero dei poliziotti municipali, che ricoprono già la carica di agenti di polizia giudiziaria e di Pubblica Sicurezza e quindi delle armi, è utile dotare il Comando di un’armeria, nella quale si effettueranno tutte le operazioni relative alle armi. Questo è un Regolamento, che fa riferimento a quella che è la normativa nazionale di riferimento”. Durante i lavori del Civico consesso, tra l’altro, c’erano state le lamentele avanzate dal Consigliere Paola Montesarchio che sottolineava, a proposito soprattutto dell’approvazione della variante al progetto del Parco Akeru come, “ancora una volta, ci fosse stato il mancato coinvolgimento dell’opposizione su di un progetto, di cui si sa poco, nonostante gli atti amministrativi approvati fino ad oggi. Condivisione che è mancata anche durante la Commissione Politiche del Territorio che, convocata due giorni fa, è andata deserta. Non siamo messi al corrente dei vari iter del procedimento, perché manca il dialogo – aggiungeva Montesarchio – ma dobbiamo affidarci ai video, agli spot ed alle foto diffuse via social dal sindaco Lettieri. Quando votiamo i provvedimenti, non è che poi abbiamo contezza, di…

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Auriemma: “Ci fermeremo, solo quando tutti i lavoratori ex Montefibre riavranno la loro dignità”.

Sulla vertenza dei lavoratori ex Montefibre è intervenuta di nuovo il Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale ha detto: “Lo scorso 12 novembre, presso la sede del Movimento 5 Stelle sita a via Da Vinci, abbiamo incontrato una delegazione degli ex lavoratori della Montefibre. Una vertenza che dura da 17 anni, rimbalzata dai vari partiti ma che, da oltre tre anni, seguiamo costantemente, unitamente al Consigliere regionale Gennaro Saiello. Dopo il reintegro, nel 2018, di 230 lavoratori nelle misure della mobilità in deroga, si continua con le nostre proposte. C’è la possibilità di poter accompagnare alla pensione anticipata un numero cospicuo di tali lavoratori, applicando la Legge n.257/1992 relativa ai lavoratori, che hanno prestato servizio presso impianti, dov’è stata riscontrata presenza di amianto. E non è la prima volta che, in condizioni analoghe, si ricorre a tale procedura. È già accaduto per la Montefibre di Porto Marghera e per il Gruppo Enichem. La nostra proposta elaborata con il comitato dei lavoratori – ha aggiunto l’esponente pentastellata – è stata prontamente accolta e formulata in Commissione Lavoro dall’On.Teresa Manzo, deputata campana del Movimento 5 Stelle la quale, il 24 luglio scorso, ha depositato una mozione in Parlamento indirizzata al Ministro del Lavoro. Nella risoluzione la deputata ha posto al Ministro una serie di quesiti, chiedendo ‘che si possa riprendere il confronto con le parti interessate, al fine di individuare soluzioni di eventuale riconversione e rilancio dello stabilimento, nonché iniziative, volte a risolvere la grave situazione dei lavoratori espulsi negli anni dai cicli produttivi’. La risoluzione è volta a richiamare l’attenzione sui diritti di un gruppo di lavoratori, con un’età media tra i 57 e i 60 anni, attualmente in una difficilissima condizione, sia dal punto di vista economico, che socio-sanitario e che oggi sopravvivono con una ridotta indennità di mobilità e con poche prospettive di reinserimento nei circuiti lavorativi. Nei prossimi giorni – ha concluso la professionista – ci faremo promotori di incontri con altre forze politiche, affinché insieme si possa aiutare realmente questi lavoratori dell’ex colosso chimico di Contrada Pagliarone, che attendono e vogliono risposte certe. Ma questo è solo uno dei tanti passi fatti in questi anni. Ci fermeremo, solo quando tutti i 230 lavoratori riavranno la loro dignità, sottrattagli ormai da anni. Infatti questi hanno sempre chiesto una…

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Covid e prevenzione, incontro al Comune tra sindaco e Dirigenti scolastici

Lo scorso 8 novembre il sindaco Lettieri convocava, presso la Casa comunale, una riunione, alla quale partecipavano l’Assessore alle Politiche scolastiche, Milena Petrella ed i Dirigenti scolastici (o loro delegati) degli Istituti scolastici acerrani, al fine di acquisire informazioni relative all’andamento della pandemia tra la popolazione scolastica e per pianificare gli interventi e le attività, alla luce delle direttive ministeriali e regionali di contenimento del rischio sanitario da Covid-19. Nel corso della riunione di coordinamento i Dirigenti illustravano i risultati delle loro attività e delle applicazioni delle indicazioni istituzionali per il contrasto attivo alla pandemia, chiarendo che non sono mancati casi di contagi Covid tra gli alunni. Situazioni, a detta dei Dirigenti, ritenute specifiche e legate a cluster familiari che, però, non hanno causato gravi disagi all’interno delle scuole. Nella valutazione complessiva effettuata dal coordinamento tra Dirigenti ed amministrazione comunale, ampio spazio veniva dato alle misure di contenimento dal Covid-19 messo in atto dalle scuole, nonché alle misure di distanziamento applicate e all’importanza di proseguire con la campagna di vaccinazione sul territorio. Pertanto la riunione di coordinamento, sulla base della situazione epidemiologica rilevata sulla platea scolastica si concludeva, ritenendo valide le strategie di contenimento della pandemia attivate nei plessi scolastici, invocando un’accelerazione sulla terza dose, nelle fasce di popolazione fragili e nel personale scolastico, completando il ciclo vaccinale, ma anche seguendo le raccomandazioni generali quali: tenersi aggiornati sulla diffusione della pandemia da fonti ufficiali, lavarsi spesso le mani, mantenere una distanza interpersonale e usare sempre la mascherina o le altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie. Nel frattempo era la stampa quotidiana, in data 15.11.2021, a riferire che “sei pazienti positivi sono emersi sabato pomeriggio dallo screening, effettuato periodicamente in un reparto della clinica Villa dei Fiori. I contagiati arrivano tutti da Cardiologia, anche se sono stati prontamente trasferiti dopo la scoperta della positività presso i Covid Hospital di Maddaloni e Boscotrecase. I sei hanno tutti un’età compresa tra i 40 ed i 60 anni e, al momento, uno solo sembra in condizioni degne di maggiore attenzione. Cinque seguiranno il decorso del virus nelle strutture attrezzate per la lotta alla pandemia, mentre il sesto è ancora ricoverato in clinica, anche se in un altro reparto. Sta di fatto che, a seguito di tale situazione, si è reso necessario uno…

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