Presentato il libro “20 di guerra-frammenti di vita nella terra dei fuochi”

L’associazione Mamme di Miriam, Donne del 29 agosto, l’associazione Volontari Antiroghi di Acerra, nonché la Consigliera regionale campana Maria Muscarà non mancavano all’appuntamento del 7 gennaio scorso, presso la Biblioteca diocesana di Acerra, in occasione della presentazione di un libro, in cui la protagonista era la tematica ambientale.

Abituati all’ospitalità di Monsignor Antonio Di Donna, quando si parla di Terra dei fuochi, è stata grande la sorpresa dei presenti, quando l’autore del libro ed il fotografo che ne ha arricchito con i suoi scatti il contenuto, si sono presentati: Giovanni Rattini e Paolo Meneghini, entrambi veneti.

È la prima volta che, frammenti di storia, di chi sul territorio combatte, per contrastare il fenomeno della terra dei fuochi, vengono raccontati con un accento diverso da quello del sud. Grande lo stupore e lo scetticismo iniziale del pubblico presente in merito al fatto che, proprio da quella parte dell’Italia che, negli anni, ha sempre spinto per un’autonomia economica, secessione o…qualunque altro termine che prevedesse l’epilogo di separarsi dal sud Italia, provenissero due voci, per raccontare una tematica che, per anni, è sembrata un’etichetta esclusiva delle nostre zone.

Proprio Rattini, in prima battuta, ha voluto dare un primo chiarimento in merito alla scelta della tematica del libro, dichiarando: “Ci siamo calati in una situazione, che conoscevamo solo attraverso qualche notizia o reportage televisivo.

Quando ho presentato il libro a Padova, ho voluto fare una premessa per me importane: non riusciranno le mie parole, a rendere l’idea di cosa devono affrontare le persone in quel territorio. Solo venendo a toccare con mano la realtà della terra dei fuochi che, ad oggi, è una, delle terre dei fuochi che esistono in Italia – aggiungeva Rattini – si può avere percezione della situazione”.

Dagli interventi si è percepito, con chiarezza, uno dei “venti” che hanno spinto due autori padovani a scrivere del nostro dramma: un senso di corresponsabilità in un disastro ambientale, che spesso ha visto proprio industriali veneti smaltire, a basso costo, rifiuti tossici in questa terra.

Tra i “venti” che hanno gonfiato la stesura di questo libro, potrebbe comunque esserci anche quello del timore: timore che, saturati i siti (e scoperchiato il vaso di pandora al sud), ora possa toccare a qualche regione del Nord.

Dal canto suo il Vescovo, nonché Presidente della Conferenza Episcopale campana, nel suo intervento, sottolineava come “gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Transizione Ecologica relativi ai S.I.N. (siti di interesse nazionale) evidenzino il dato che, gli ultimi 50 siti pubblicati siano equamente distribuiti tra nord, centro e sud Italia, rafforzando ancor più la convinzione, che la “croce” del disastro ambientale non sia esclusivamente portata sulle spalle degli abitanti del territorio delle province tra Napoli e Caserta. E che pertanto esistono tante Terre dei fuochi lungo l’intera penisola”.

L’associazione Volontari Antiroghi Acerra, da sempre in primo piano nella difesa e nel controllo del territorio, nel richiamare il titolo del libro, si affidava al seguente motto: “20 come le storie dei guerrieri della Terra dei fuochi. 20 come i venti che speriamo soffieranno, per portare un pò via da questa terra le colonne dei fumi dei roghi tossici. 20 come i venti che ci auguriamo tireranno, per portare cambiamenti e rinnovato amore per il creato”.

Al termine degli interventi la maggior parte dei presenti sicuramente faceva ritorno a casa con la speranza, che il “vento” gonfi maggiormente le “vele” della consapevolezza verso la tematica ambientale. E quella che ha condotto gli autori verso i nostri drammi, possa essere sempre più quello di appartenenza ad un unico popolo e di sentimento nazionale, a dispetto di secessionisti e di chi vive ad altre latitudini.

 

Maria Calabria

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