Caos al Pronto Soccorso, aggredite e ferite due infermiere ed un portantino. Tre donne denunciate

Ennesima feroce aggressione in danno del personale medico e paramedico in servizio presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Villa dei Fiori”.

L’increscioso episodio accadeva poco dopo le ore 15:00, quando un 17enne di Pomigliano d’Arco, residente nella 219 del Comune limitrofo giungeva, accompagnato da alcuni parenti, al Pronto Soccorso dalla struttura sanitaria, dove già c’erano in attesa diversi pazienti. Il giovane avrebbe poi riferito ai sanitari, di aver mangiato polpette fritte e friarielli e di aver poi fumato qualcosa (forse erba). I sintomi dichiarati erano: una colica addominale con vomito.

Il personale presente al triage, sentiti gli accompagnatori, assegnava al paziente il codice giallo, informando gli stessi, già abbastanza esagitati, che c’era da attendere alcuni minuti, prima di accedere all’interno. Ma i parenti del ragazzo, nonostante le buone maniere usate dai sanitari, subito iniziavano ad inveire contro gli operatori sanitari, sferrando pugni e calci al vetro, che proteggeva il personale e minacciando gli stessi più volte.

Per avere un quadro più chiaro della situazione, due infermiere iniziavano a verificare le condizioni dell’ammalato. Nemmeno il tempo di varcare la porta, però, che venivano aggredite con calci, schiaffi e pugni dalle donne, sostenute da un quarto soggetto che, resosi conto che stavano per giungere le Forze dell’Ordine, si allontanava dal presidio sanitario.

Alla fine il bilancio era di due infermiere ed un portantino ferito. Tre le persone fermate dalle Forze dell’Ordine, prontamente intervenute dopo essere state allertate. Si tratta di tre donne, tutte residenti a Pomigliano e forse già note agli inquirenti.

Dopo essere state condotte negli uffici del locale Commissariato di Polizia, al termine delle formalità di rito, potevano fare ritorno a casa in stato di libertà, dopo essere state denunciate con l’accusa di danneggiamento, oltraggio, minacce ed interruzione di pubblico servizio. All’appello mancava il quarto soggetto, forse il marito o il compagno di una delle donne denunciate, che nel frattempo si era allontanato, facendo perdere le proprie tracce. Ma che ugualmente aveva partecipato all’aggressione.

Ovviamente gli inquirenti acquisivano e visionavano le immagini registrate dell’impianto di videosorveglianza, di cui è dotato la clinica, oltre ad una serie di elementi utili alle indagini, forniti dal personale sanitario.

Le due giovani infermiere venivano giudicate guaribili in 5 giorni, mentre peggio andava all’addetto all’ambulanza, che riportava un danno al polso, che probabilmente richiederà un intervento chirurgico. “Ormai non ce la facciamo più – racconta un medico di servizio – perché ogni giorno un nostro collega subisce violenze di qualsiasi genere, nonostante la presenza degli addetti alla sicurezza, che fanno quello che possono”.

Non è la prima volta, che il personale sanitario della clinica (ma anche quello di altre strutture sanitarie pubbliche insistenti sul territorio campano) si trova ad affrontare episodi di questo tipo. In passato sono stati registrati diversi casi all’interno della cosiddetta “area calda” del nosocomio acerrano, che ogni fine settimana effettua oltre 600 accessi, soccorrendo quanti provengono anche dai Comuni limitrofi.

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