Lettere anonime del ‘corvo’, un esposto arriva al Comando della Guardia di Finanza

Era un articolo, pubblicato da un quotidiano in data 27.11.2022, a riaccendere i riflettori sul Comune di Acerra, sull’ormai storico ed arcinoto argomento denominato “concorsopoli” o parentopoli, che dir si voglia. Un argomento, al quale abbiamo dedicato fiumi d’inchiostra in questi anni ma che tra esposti, inchieste, archiviazioni ed altro, non ha mai sortito effetti concreti. Ecco comunque di seguito il testo dell’articolo.

“Al via la stagione dei veleni. Dopo una quiete durata mesi, nel corso dei quali si è tentata una trattativa, un ‘corvo’ ben informato ha messo in moto la sua ‘macchina della verità’, spedendo più raccomandate (senza mittente).

Una di queste, finita nelle mani di un ex amministratore comunale, è stata consegnata ad un Comando della Guardia di Finanza che, quasi certamente, procederà (per quanto di sua competenza), riuscendo finalmente a sollevare il coperchio sul vaso di pandora.

I fatti riferiti nelle note di due pagine sono ricchi di dettagli particolari, tutti veri – proseguiva l’articolo – e forse già noti alle forze dell’ordine locali, che avrebbero dovuto già avviare un’indagine, per comprendere la verità. Ma andiamo con ordine nell’esposizione dei fatti.

Ovviamente il ‘corvo’ punta l’indice sui concorsi, mirando soprattutto a quello dei Vigili Urbani e, precisamente, a quello dedicato agli ufficiali. Le vicende trattate hanno come protagonisti non solo i ‘beneficiari’, ma chi avrebbe dovuto controllare sulla regolarità procedurale e non l’ha fatto. Chiaramente non indicheremo i nomi dei presunti ‘beneficiari’ di simili ‘distrazioni’.

Ma abbiamo la possibilità di affermare, senza possibilità di essere smentiti, che i padri dei ‘beneficiari’ hanno un legame doppio con i potenti politici cittadini. Al momento nel mirino del ‘corvo’ sono tre i soggetti. Uno di questi avrebbe dichiarato il falso; il secondo non avrebbe partecipato alle prove fisiche. Anzi agli atti (al momento non presenti all’Albo Pretorio dell’Ente comunale) – aggiungeva il quotidiano – ci dovrebbe essere una Determina, che non esiste.

Nella lunga lettera di ‘chi sa’, non solo vengono indicati i nomi ma tutti i numeri delle Delibere e delle Determine ‘partorite’ per assumere – si legge nella nota – questi ‘figli eccellenti’, quasi intoccabili vicini al potere anzi al servizio incondizionato del potere.

Inutile sottolineare, che per gli esperti investigatori della Guardia di Finanza specializzati nei reati contro la pubblica amministrazione, sarà un gioco da ragazzi, focalizzare la verità, riuscendo a far saltare il tappo, facendo così chiarezza e pulizia, facendo vincere la cultura della legalità e dei valori della giustizia, diventati proclami della vecchia e nuova politica e nulla più. E’ comunque chiaro, che il gioco comincia a farsi duro.

Si squarcia un velo di fatti noti.

Il racconto dell’informatissimo anonimo è null’altro che la verità, sottaciuta ma nascosta, conosciuta anche dalle pietre del palazzo municipale, che qualcuno ritiene infestato dalle microspie. E per questo sceglie per i propri incontri sedi diverse, lontane da occhi indiscreti e da orecchie pericolose.

Poiché la speranza è sempre l’ultima a morire – concludeva l’articolo – non va esclusa la possibilità, che le forze dell’ordine locali (Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri), riescano a trovare anche qualche pentito ancora “innamorato’ dei valori della giustizia, che dia le indicazioni, per trovare i riscontri sugli strani concorsi pubblici, che hanno visto vincitori nipoti e collaboratori dei soliti potenti che, al colmo della loro arroganza, hanno trasferito la sede dei loro affari negli Uffici del Comune gestendo, con la complicità di qualche Dirigente asservito al potere, i soliti ‘affari’, affidando a qualche staffista storico l’onere della ‘misura’. Chi vuole intendere, intenda. Ovviamente tutto resta da verificare”.

Già a gennaio del 2019, circa i concorsi banditi ed espletati al Comune Alessandro Cannavacciuolo, dell’associazione Volontari Antiroghi, spiegò: “Dalle documentazioni che abbiamo analizzato non ci risulta che le assunzioni siano state motivate. Ci risulta, però, che diverse persone assunte siano parenti di politici o di funzionari comunali già in carica da decenni”.

Un’altra questione fu posta all’attenzione della magistratura e cioè la scelta del Comune, di utilizzare il meccanismo del concorso pubblico per contratti a tempo parziale, invece di bandire direttamente un concorso per contratti a tempo pieno.

Una procedura di reclutamento per mobilità volontaria. “Questa scelta – concluse Cannavacciuolo – ha di fatto indotto i dipendenti pubblici, che lavorano a tempo pieno lontano da Acerra, a non partecipare al concorso indetto dal Comune l’anno scorso”.

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