Vita Liquida…..

“Pattinando sopra il ghiaccio sottile, la nostra speranza di salvezza sta nella velocità”. Ralph Emerson.

Ma se la velocità può salvarci e farci sopravvivere in una società dai valori ormai impalpabili e sottili, dall’altra ci restituisce una vita “liquida”, volendo dirla alla Z.Bauman maniera, al punto che questa ci sfugge di mano: una vita di consumi, che marchia il mondo in ogni suo frammento, animato ed inanimato, come oggetti di consumo.

Una vita che presenta il disagio, di restare indietro ed il timore di “perdere il treno di passaggio”, invece di saltarci sopra, che ci fa sentire inadeguati, nonostante le esperienze maturate, perché già troppo “vecchie” (ed inutilizzabili, secondo il filosofo…) un istante dopo averle acquisite. È questa la società, che si trovano a vivere i nostri giovani e che ripropone un “male di vivere” che fa ritorno a braccetto con l’eroina, piaga che pensavamo di aver debellato.

Ho scattato questa foto nel vialetto, che conduce alla scuola frequentata da mio figlio di appena 10 anni. Volevo denunciare, con questo scatto, l’incuria di chi non aveva provveduto, affinché i nostri figli non camminassero “nell’orrore”.

Ma poi, ripensandoci, ho visto l’istantanea di una società, che penalizza i sogni e la voglia di viverla, la vita, invece di affrontarla ed ho deciso di spostare le mie considerazioni su un’incuria più grave e che ha subito un’intera generazione e non la stradina annessa a quella principale (regolarmente ripulita ogni giorno), che ogni mattina viene percorsa dai nostri bambini.

Basterebbe agli operatori ecologici (che provvedono al servizio di spazzamento delle strade cittadine) come al nostro buon senso, gettare lo sguardo anche un pò più lontano affinché una stradina, seppur non “maestra” possa essere, con un pò di cura in più, un “sentiero” di tutto rispetto.

 

Maria Calabria

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