Iniziata dopo 20 anni la rimozione delle ecoballe, inviate in Olanda e Danimarca

Dopo vent’anni iniziava, il 20 ottobre scorso, la rimozione delle prime 6200 tonnellate (su 49 mila presenti) di ecoballe abbancate dal 2004, ossia da 18 anni in località “Pantano” dinanzi all’ingresso del termovalorizzatore e trasferite a bordo della nave mercantile ‘Royal Wagenborg’, che salpava dal porto di Napoli alla volta di Delfzijl, estremo nord dell’Olanda.

E dove si trova l’inceneritore della multinazionale “EEW”, che smaltirà le tonnellate di rifiuti accumulate ed impacchettate durante le terribili emergenze rifiuti dei primi anni duemila, quando sulle piazzole locali venivano scaricate 2033 tonnellate al giorno.

Stando al Piano regionale, 30 mila saranno bruciate nel suddetto impianto e le restanti 19 mila saranno incenerite in Danimarca. Le operazioni di rimozione sono eseguite dalla Vibeco, l’azienda lombarda che ha vinto l’appalto della Regione Campania da 20 milioni di euro, per rimuovere e spedire in Olanda e Danimarca le 100 mila tonnellate di ecoballe accumulate ad Acerra e a Fragneto Monforte, in provincia di Benevento, dove lo smaltimento è iniziato qualche giorno dopo.

In località Pantano le attrezzature installate dagli operai della ditta incaricata, che servono ad eliminare le tonnellate di rifiuti, stanno smembrando e riducendo in migliaia di pacchi di plastica le due colline di immondizia stipata sotto enormi teloni di plastica nera, all’interno di due piazzole rettangolari alte 10 metri, lunghe 150 e larghe 60 e da sempre ritenute illegittime dal Comune.

“Con questo metodo – spiegano gli operatori della Vibeco – in cinque anni abbiamo smaltito 200 mila tonnellate di ecoballe dal sito di Villa Literno”. Ci vorrà un anno, per svuotare il sito di Acerra. I mercantili impiegano 12 giorni, per giungere nel Nord Europa, passando per Gibilterra. Soddisfatta la Regione.

“Con la rimozione delle 49 mila tonnellate di Acerra – commenta Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Ambiente – si può dire conclusa la prima filiera di rimozione di un milione di tonnellate di ecoballe. Il nostro programma comprende la rimozione di tutte le 4.200.000 tonnellate di ecoballe, nonostante una critica congiuntura internazionale. Oltre alla prima filiera di un milione di ecoballe, dedicata al trattamento fuori regione, se ne prevedono altre due”.

Bonavitacola spiega, che le restanti tonnellate (tre milioni e 200 mila) saranno trattate nei due impianti, che la Regione ha realizzato a Caivano (2 milioni e 400 mila tonnellate) e a Giugliano (800 mila tonnellate).

“L’impianto di Caivano – aggiunge l’Assessore – è già attivo ed ha consentito, di ridurre di un terzo la sanzione inflitta dall’Unione Europea nel 2015 alla Regione di 120 mila euro al giorno per il mancato adeguamento alla corretta gestione del ciclo dei rifiuti”.

Il 4 novembre a Giugliano ci sarà un sopralluogo dell’Istituto Superiore per l’Ambiente propedeutico all’attivazione dell’impianto, che consentirà di ridurre di un altro terzo la multa. Dal grande sito di Taverna del Re, a Giugliano, sono state rimosse circa 120 mila tonnellate di ecoballe. L’operazione di rimozione dei rifiuti, che doveva iniziare il 10 luglio scorso, slittò e fu prorogata, con conseguente mancata apertura del cantiere per l’eliminazione degli scarti accumulati sulle due piazzole. Motivo?

Non si trovavano le navi, su cui caricare i rifiuti, che dovevano partire alla volta degli inceneritori olandesi e danesi.

“In questa fase – spiegarono dalla Regione – i collegamenti marittimi internazionali sono ridotti dai continui lockdown, che si stanno registrando in Cina a causa delle nuove ondate pandemiche. La Cina riduce le rotte e questo causa un effetto domino sul sistema”.

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