Padre e figlio aggrediti, la violenza dopo la lite per il parcheggio

L’attivista di «Europa Verde» Giovanni Cantice, candidato al Consiglio comunale con «Europa Verde» alle elezioni comunali del 12 giugno scorso, a sostegno del candidato Sindaco dott.Tito d’Errico e suo padre Felice, 59enne invalido civile, venivano aggrediti con una spranga di ferro nella loro abitazione in via Monte Grappa. Lo rendevano noto il Consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio BorrelliRosario Visone, esponente dei «Verdi» di Acerra.

I due venivano aggrediti a seguito di un diverbio con i vicini sull’auto in sosta. In sei avevano brandito mazze di ferro e, probabilmente, introducendosi nel loro appartamento, avevano distrutto prima le finestre delle vetrate dell’abitazione, sita poco lontano dal centro storico e poi avevano ferito padre e figlio. Per il 59enne, centrato alla testa, erano necessario le cure dei sanitari, tant’è vero che riportava tre punti di sutura, mentre il più giovane veniva colpito alle gambe.

Per fortuna le vittime non sono mai state in pericolo di vita, nonostante la violenza, con cui erano stati inferti i colpi. Sulla vicenda avviavano le indagini i Carabinieri della locale stazione, avvalendosi anche delle immagini dei sistemi di videosorveglianza eventualmente presenti in zona, per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e per accertare, se i responsabili dell’aggressione abbiano agito per futili motivi. L’inquietante episodio faceva presto il giro del web e della città ed il relativo video diveniva virale sui social. Naturalmente non mancavano gli attestati di solidarietà ai due malcapitati.

Una dinamica che sembra ricordare la violenta lite, che causò il 19 aprile dell’anno scorso la morte di Maurizio Cerrato, a Torre Annunziata, coinvolto in una discussione per un parcheggio auto, per difendere sua figlia. L’uomo, di 61 anni, custode al Parco Archeologico di Pompei, fu pugnalato al cuore, mentre in quattro lo tenevano fermo perché la famiglia, che aveva aggredito la figlia, pretendeva che questa non lasciasse l’automobile in un tratto di strada pubblica, considerato dagli aggressori il proprio parcheggio privato, tanto che l’avevano occupato con una sedia.

Tornando all’aggressione della famiglia Cantice, ovviamente a dare risalto alla notizia erano anche molti organi di stampa. «Inammissibile ed assurda aggressione avvenuta nella nostra Acerra, ai danni di due cittadini perbene e persone molto miti. Porte divelte, vetri rotti e sangue in tutta la casa di sicuro non sono uno spettacolo degno di un paese civile. Siamo solidali con Giovanni Cantice e la sua famiglia.

Chiediamo che gli aggressori siano presto consegnati alla giustizia e condannati severamente. È l’ennesimo episodio che dimostra come la violenza, che si scatena anche per futili motivi, abbia preso il sopravvento nei nostri territori.

C’è troppa gente, che non si fa nessuno scrupolo ad aggredire le persone perbene anche armata, rischiando di ammazzarle. Per fermare tutto questo, serve una riforma della giustizia, occorre la certezza delle condanne» – era il commento congiunto divulgato da Borrelli e da Visone.

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