Quarta linea, il Vescovo chiede un’equa distribuzione degli impianti sul territorio campano

Relativamente alla realizzazione della quarta linea del termovalorizzatore, di cui riferivamo in precedenza, durante il convegno organizzato dalla Chiesa di Acerra interveniva anche il giornalista Enrico Ferrigno, il quale ricordava le parole dell’Assessore regionale Bonavitacola, secondo il quale “non c’è un aumento del conferimento delle tonnellate di rifiuti e che fra 5 anni l’impianto si fermerà del tutto per lavori di manutenzione straordinaria alle caldaie, che dureranno mesi”.

Ricordava anche le parole del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che, alla Mostra d’Oltremare, definì la quarta linea una ‘ruota di scorta’. Il cronista, a questo punto, contattava la sede dell’A2A, ossia la società lombarda che si occupa della gestione dell’impianto, che gli precisava, che “non c’era ancora nulla di definito e che loro non avevano chiesto alcuna linea aggiuntiva. Ma stavano ancora studiando, quale soluzione adottare, per evitare problemi al ciclo dei rifiuti”.

Intanto Ferrigno non solo aggiungeva, che a molte delle sue domande la società lombarda non forniva alcuna risposta, ma anche che nel 2013 l’A2A aveva commissionato 2 linee allo studio Cremonesi, mentre il volume della vasca dei rifiuti era stato aumentato. Ma l’A2A aveva parlato di studio di fattibilità, di cui si sono perse le tracce, da quando egli ha pubblicato il suo articolo.

Ma l’aumento delle tonnellate annue da bruciare già è stato deciso dalla società, in passato, in altre località e sono addirittura giunti da fuori tonnellate di rifiuti da incenerire. Aumento della portata della vasca dovuto anche al ricorso presentato contro l’aumento della stessa da parte del Comitato Donne del 29 agosto e bocciato dal Tar Campania. Intanto De Luca pensa ad incrementare le percentuali di raccolta differenziata, accantonando l’idea quarta linea, che ritorna però di nuovo alla ribalta, anche perché di costruire nuovi impianti non si parla più.

Nel frattempo l’impianto della locale zona industriale adesso brucia 730 mila tonnellate annue di rifiuti e non più 600 mila ed occorrerebbe una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, come specifica anche la Corte Europea di Giustizia. Restano 1 milione e 100 mila tonnellate annue di rifiuti prodotti in Campania, con 140 mila tonnellate smaltite fuori regione”.

Ad intervenire era poi il Vescovo Antonio di Donna, il quale diceva: “Ritorneremo in altre circostanze sulle altre criticità ambientali, che affliggono il nostro territorio, quali lo sforamento continuo delle polveri sottili o il fenomeno dei roghi tossici. Ma oggi parliamo della quarta linea, che ritorna ciclicamente alla ribalta. Noi rispondiamo a tali ipotesi, dicendo che dopo 20 anni di gestione regionale dei rifiuti, si può parlare di fallimento.

Precisiamo inoltre – aggiungeva l’alto prelato – che come Chiesa non siamo contrari agli inceneritori, come sistema di smaltimento dei rifiuti, purchè questi siano controllati a dovere. Qui invece abbiamo una sovrapposizione tra controllore e controllato, visto che l’Arpac è l’organo di controllo tecnico della stessa Regione Campania, proprietaria dell’impianto.

Inoltre non si deve parlare per Acerra della sindrome di Nimby, perché la domanda da fare è: perché solo e sempre Acerra, quando si parla di rifiuti o di aziende inquinanti? Oltre a ciò – proseguiva il Vescovo – il nostro territorio non gode di bonifiche o di riqualificazioni, che potevano esserci, ad esempio, con l’avvento del Polo Pediatrico, dirottato invece a Ponticelli.

Non sono stati poi costruiti altri inceneritori in Campania, nemmeno a Salerno, in modo da avere un principio di equa distribuzione ed avere la terza linea dell’impianto di Acerra a supporto delle altre due, che funzionerebbero. E poi: quanti ristori arrivano? Dove sono?

Da qui il mio appello alla nuova amministrazione, affinchè realizzi una moratoria e blindi il territorio dall’arrivo di nuovi siti inquinanti”.

Tra gli interventi finali c’era quello del neo Sindaco Tito d’Errico, il quale diceva: “Quella ambientale, compresa la quarta linea del termovalorizzatore, è una tematica complessa, tant’è vero che la stessa Commissione parlamentare non è riuscita a dirimere la questione. Non ho una soluzione immediata, per risolvere problematiche, che vengono da lontano.

Ma sono certo, che occorre il contributo di tutti, professionisti compresi, perché la difesa dell’ambiente non ha colore politico e che va riattivato l’Osservatorio Ambientale Comunale Indipendente, sapendo che lottiamo contro poteri forti.

Ma se partiamo dalle cose semplici, possiamo elaborare una strategia vincente. Come medico e Sindaco, ho assunto un onere grande, ma dobbiamo avere un nostro protocollo, per sconfiggere i titani”.

 

Joseph Fontano

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