Ecoballe, via libera alla rimozione. La sentenza del Consiglio di Stato è definitiva

A dicembre 2021 vi riferimmo della sentenza, emessa in data 16.11.2021, con cui il Tar Campania aveva bocciato il ricorso delle aziende escluse dall’appalto relativo alla rimozione ed al trasferimento fuori regione delle ecoballe, confermando l’appalto assegnato dalla Regione a due aziende specializzate di Milano e di Casoria.

La prima, incaricata di rimuovere le 49 mila tonnellate di ecoballe abbancate dal 2004, ossia da 18 anni in località “Pantano” dinanzi all’ingresso dell’inceneritore e la seconda di rimuovere le 49 mila tonnellate stoccate a Fragneto Monforte, nel beneventano. Un bando di gara pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania per un importo pari a 19.730.000,00 euro, con un tempo stimato per il completamento dello svuotamento delle piazzole in questione pari a circa 18 mesi, ossia entro il 2023.

Intanto i rifiuti ammassati ad Acerra si trovano stipati sotto enormi teloni di plastica nera, all’interno di due piazzole rettangolari alte 10 metri, lunghe 150 e larghe 60 e da sempre ritenute illegittime dal Comune. Rifiuti accumulati durante le terribili emergenze rifiuti dei primi anni duemila, quando sulle piazzole locali venivano scaricate 2033 tonnellate al giorno.

Ebbene, nonostante che i giudici del Tribunale Amministrativo regionale avessero ritenuto valida la concessione dell’appalto e che sembrasse che ormai fosse stata aperta, una volta per tutte, la porta della bonifica, il 30 novembre scorso il Consiglio di Stato sospese l’assegnazione dell’appalto, dopo che le aziende escluse avevano presentato ricorso. Il tutto, in attesa che l’organo giurisdizionale si pronunciasse prima della fine dell’anno.

Un rimpallo burocratico-giudiziario che sembrava non finire mai e che stava facendo allungare i tempi e stare sulle spine gli ambientalisti dei territori interessati dal progetto di rimozione dei rifiuti accumulati durante le emergenze del 2004.

Ebbene, in data 22 dicembre 2021 il Consiglio di Stato metteva la parola fine al tira e molla sull’appalto, respingendo in via definitiva il suddetto ricorso delle aziende. Finalmente arrivava il via libera e si potevano liberare le piattaforme zeppe di rifiuti. Infatti l’operazione di rimozione dei rifiuti inizierà il 10 luglio prossimo, dopo anni di attese inutili.

Veniva aperto dunque nei giorni scorsi il cantiere per l’eliminazione degli scarti accumulati sulle due gigantesche piazzole. Gli operai della ditta incaricata dalla Regione hanno installato all’interno del sito di stoccaggio le attrezzature, che servono ad eliminare le tonnellate di rifiuti. Intanto Fulvio Bonavitacola, Vice-presidente ed Assessore all’Ambiente della Giunta capeggiata dal Governatore Vincenzo De Luca è soddisfatto dall’andamento delle operazioni.

“Con Acerra e Fragneto Monforte – spiega – siamo alle battute finali, per completare la prima filiera delle tre, di cui si compone il nostro programma di rimozione delle ecoballe, quella del trasporto per il trattamento in impianti fuori regione. Per questa filiera – specifica l’assessore – siamo oltre la soglia di un milione di tonnellate rimosse ed entro pochi mesi raggiungeremo l’obiettivo finale.

Com’è noto, le altre due filiere riguardano il trattamento dei rifiuti nei due impianti ubicati in Campania: quello di Caivano, già attivo da un anno e che consentito di ridurre di un terzo la multa europea e quello di Giugliano, che sarà attivo entro quest’estate e che consentirà la riduzione di un altro terzo di rifiuti”.

Si tratta degli impianti di tritovagliatura delle ecoballe stoccate nel gigantesco sito di Taverna del Re. In realtà ad Acerra era stato effettuato già un primo svuotamento nel 2014 da parte della Sapna, ossia dalla società controllata dalla Città Metropolitana e che tutt’ora gestisce il sito del Pantano.

In quell’occasione, sette anni fa, furono eliminate due delle quattro piazzole zeppe di rifiuti, ossia 21 mila tonnellate. Un’operazione, questa, che seguì di un anno i due disastrosi incendi che, nel 2012, flagellarono il sito acerrano.

All’epoca fu avanzata l’ipotesi della natura dolosa delle fiamme, che devastarono il gigantesco deposito prima a marzo e poi ad agosto. Incendi che ridussero in cenere oltre 3 mila tonnellate di rifiuti. Stavolta comunque le ecoballe non finiranno nell’inceneritore.

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker