Beni confiscati ai fratelli Pellini, Comune ammesso tra i creditori privilegiati

Con Decreto del 20 giugno 2022, il Giudice delegato del Tribunale di Napoli, II sezione Penale, sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, ha ammesso il Comune di Acerra tra i creditori privilegiati (nella misura e in motivazione sulle rispettive masse) nei confronti dei fratelli Pellini e dei terzi intestatari dei beni confiscati loro, dichiarando esecutivo lo stato passivo. A darne notizia, era l’ormai ex Sindaco Lettieri in un video, in cui dichiarava:

“E’ una giornata importante per la comunità di Acerra, per le vicende ambientali della città, in merito al sequestro dei beni Pellini. Grandi sforzi sono stati fatti, grandi risultati sono stati ottenuti, a partire proprio dalla rimozione dei tanti rifiuti presenti nel sito dei Pellini in località ‘Lenza Schiavone’.

E poi con l’accordo CIS per il finanziamento di circa 4 milioni di euro, che saranno utilizzati per lo smantellamento e per la rinaturalizzazione della stessa vasca, facendola diventare di nuovo un fusaro, com’era in origine.

Infine ricordo il contenzioso con la Regione Campania, che ci ha fatto ottenere, con sentenza risarcitoria, 2 milioni 700 mila euro, che serviranno per la bonifica della discarica di Calabricito. Tornando al provvedimento notificato – spiegava ancora Lettieri – il Comune di Acerra è inserito tra i creditori privilegiati della vendita dei beni del patrimonio Pellini.

E’ solo un primo passo fatto, perchè abbiamo richiesto anche l’assegnazione degli stessi beni al Comune, compresa l’ex Masseria Schiavone, che potrebbe diventare punto d’ingresso del Parco Archeologico Antica Città di Suessula. Ci dobbiamo riappropriare di quei luoghi, che appartengono alla storia dei nostri cittadini”.

Richiesta dei beni confiscati ai Pellini come risarcimento per danni causati al territorio avanzata dall’amministrazione comunale, con la Delibera di Giunta n.21 del 15.02.2022. Si tratta di beni confiscati ad imprenditori condannati, com’è noto, in via definitiva a 7 anni di reclusione (ridotti a 4 con l’indulto) con l’accusa di disastro ambientale il 29 gennaio del 2015 dai giudici della IV sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli.

Una sentenza poi confermata in data 17.05.2017 dalla Corte di Cassazione, a conclusione del processo d’Appello denominato “Ultimo Atto-Carosello”, iniziato il 12 giugno del 2014. E, tra i beni mobili ed immobili confiscati figurano, tra l’altro, circa 222 milioni di euro, una somma che sarebbe da ricondurre a 250 fabbricati, 4 aziende, 68 appezzamenti di terreno, 50 autoveicoli ed automezzi industriali, 49 rapporti bancari dislocati anche in altre province italiane e 3 elicotteri.

Tra le società, che erano state sottoposte a sequestro, spiccano l’Atr e la Pellini srl (entrambe operanti nel recupero e nel riciclaggio dei rifiuti urbani industriali), la “Eli Service”, specializzata nel noleggio di mezzi di trasporto aereo e proprietaria, tra l’altro, di tre elicotteri e la “3P Real Estate”.

 

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