Ammirevole l’iniziativa culturale intrapresa a piazza Castello: Le bancarelle del libro

Per alcuni giorni la storica piazza Castello si è trasformata in una vera propria oasi di cultura grazie ad un’iniziativa, che ha attirato l’attenzione e la curiosità di residenti e passanti.

Il riferimento è alle bancarelle del libro, dov’era possibile acquistare o barattare un buon libro, che rappresenta sempre un’ottima occasione, per valorizzare ed arricchire il nostro patrimonio conoscitivo e per tutelare i libri, il loro riuso e la loro promozione alla lettura.

La lettura ci accompagna sempre durante la nostra vita, da quando frequentiamo la scuola, a quando vogliamo impiegare concretamente ed in modo costruttivo il nostro tempo libero. E’ noto, infatti, che leggere fa bene ed arricchisce in tanti e svariati modi, al punto da essere fondamentale tanto quanto alimentarsi.

I promotori dell’iniziativa hanno proposto una vasta scelta dei titoli, dalla letteratura alla saggistica, dai romanzi ai testi scientifici.

Insomma tanti libri per tutti i gusti e per tutte le età. Promotore ed ideatore di questa libreria itinerante ed all’aperto è stato il sig.Filippo Pirone il quale, in sinergia con le varie amministrazioni comunali, è riuscito ad organizzare un circuito culturale, attraverso i vari Comuni, con la sua straordinaria bottega di lettura. Il progetto prevede lo stazionamento in piazza per cinque giorni al mese per un periodo semestrale, sempre però che le Istituzioni locali vogliano prorogare l’evento.

L’iniziativa ha riscosso un grande entusiasmo in coloro, che hanno visitato lo stand, senza distinzione di ceto o classe d’età. Tutti, dallo studente al professionista, attratti dall’ampia offerta libraria proposta. Ritrovare tanta buona cultura in piazza non è certo cosa di tutti giorni.

Discreto e grazioso anch’io, presso questo mercatino del libro, ho trovato dei testi da acquistare, con i quali arricchire il mio budget culturale.

Ed è noto, che la cultura ed il sapere possono trasformarci in uomini liberi e liberarci dagli schemi convenzionali, che spesso la società, di cui facciamo parte, vuole imporci.

 

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